Legislatura 18ª - Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani - Resoconto sommario n. 16 del 16/07/2019
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AFFARI ASSEGNATI
Affare sulla situazione dei cittadini italiani detenuti all'estero (n. 230)
(Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV-ter, n. 1)
In apertura di seduta la presidente PUCCIARELLI ringrazia i senatori presenti e l'onorevole sottosegretario Picchi per la presenza alla seduta odierna ricordando il lavoro svolto dalla Commissione sul caso di Enrico Forti, cittadino italiano detenuto negli Stati Uniti dal 2000, e più in generale sulla situazione degli italiani detenuti all'estero. Ringrazia la senatrice Rauti, che ha peraltro dato un contributo molto concreto e costruttivo alla formulazione di un testo condiviso, e la senatrice Craxi, per aver richiamato l'attenzione con una loro missiva indirizzata alla Presidenza della Commissione non solo sulla vicenda personale di Enrico Forti, ma in generale sulla questione degli italiani detenuti all'estero. Prospetta inoltre, prima di lasciare la parola alla senatrice Craxi in qualità di relatore, che a seguito della discussione in Aula sul provvedimento cosiddetto "Codice rosso" prevista nel pomeriggio, la Commissione possa ragionare intorno ad una risoluzione sul tema dei matrimoni forzati e precoci.
La senatrice CRAXI (FI-BP), relatore, ricorda gli incontri tenuti dalla Commissione sul tema degli italiani detenuti all'estero e sul caso di Enrico Forti, in particolare con l'Associazione Prigionieri del silenzio e con l'ambasciatore Terzi di Sant'Agata, accompagnato dal dottor Giovannini, che hanno avuto luogo nella scorsa primavera. Sono 2.113 gli italiani detenuti fuori dai confini nazionali, spesso in condizioni inaccettabili ed esposti a lungaggini burocratiche che rendono difficoltosa l'applicazione di atti internazionali che - pur datati - prevedono la possibilità che la pensa venga espiata in Italia, come per lo più auspicano gli stessi detenuti. Il caso di Enrico Forti, già campione italiano di windsurf, condannato negli Stati Uniti, ma proclamatosi sempre innocente, è in questo senso emblematico e l'auspicio è che l'approvazione di una risoluzione da parte di questa Commissione possa contribuire a realizzare le condizioni, con il supporto del Ministero degli affari esteri, perché possa scontare la pena residua nel nostro Paese. Illustra quindi lo schema di risoluzione già inviato informalmente a tutti i membri della Commissione, sottolineando che lo strumento di indirizzo che la Commissione diritti umani del Senato si accinge a votare concerne non solo la condizione degli italiani detenuti all'estero, ma anche, in particolare, il caso di Enrico Chico Forti.
Poiché nessun senatore chiede di intervenire in sede di discussione generale, prende la parola la senatrice RAUTI (FdI) la quale nell'annunciare il voto favorevole del suo Gruppo politico alla risoluzione testé illustrata, esprime apprezzamento per il fatto che la Commissione oltre ad occuparsi in linea generale della situazione degli italiani detenuti all'estero si voglia pronunciare in merito al caso del nostro connazionale Enrico Forti. Ringrazia la Presidenza e i colleghi della Commissione per aver voluto dare costruttivamente seguito alla sua iniziativa, insieme alla collega Craxi, di impegnare la Commissione diritti umani in un percorso che, traendo spunto dalla vicenda di Enrico Forti, riguardasse nel suo insieme la situazione dei nostri concittadini detenuti all'estero.
La senatrice FEDELI (PD) sottolinea l'importanza che la Commissione, partendo dal caso di Chico Forti, voglia esprimersi in generale sulla situazione degli italiani detenuti all'estero. Il tema ha infatti una sua dimensione generale che va messa in rilievo e che meriterebbe di essere portata in Aula dando vita ad una discussione che metta insieme le relazioni internazionali del nostro Paese e la tutela dei diritti umani.
La senatrice BONINO (Misto-PEcEB) rileva che una maggiore assistenza agli italiani detenuti all'estero richiederebbe che maggiori risorse fossero messe a disposizione della ottima rete diplomatica italiana esprimendo, al contempo, soddisfazione per il fatto che la Commissione si pronunci sul caso di Chico Forti il quale, anche attraverso le sue più recenti decisioni, potrebbe avere una evoluzione positiva. Sottolinea che non solo la rete carceraria straniera nella quale si trovano gli italiani detenuti all'estero deve essere criticata, ma che anche le strutture penitenziarie italiane sono in evidente sofferenza.
La senatrice MONTEVECCHI (M5S), nell'annunciare il voto favorevole del Movimento 5 Stelle, esprime apprezzamento per il lavoro svolto in Commissione rilevando al contempo che, come osservato dalla senatrice Bonino, anche le strutture penitenziarie italiane meriterebbero più attenzione.
In sede di replica la senatrice CRAXI (FI-BP) ringrazia i colleghi e l'onorevole Sottosegretario per la presenza e la partecipazione al dibattito sottolineando a sua volta le carenze delle strutture penitenziarie italiane.
Guglielmo PICCHI, sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, illustra l'impegno suo personale e del Ministero rispetto alla questione degli italiani detenuti all'estero, sottolineando in particolare l'intensità dell'impegno per realizzare nuovi accordi bilaterali che consentano ai nostri connazionali una espiazione della pena maggiormente rispettosa dei diritti umani. Informa inoltre sul lavoro svolto per il caso di Enrico Forti, menzionato espressamente dallo schema di risoluzione testé illustrato, assicurando che su questo caso, come in tutti gli altri casi, non mancherà l'attenzione del Ministero.
La presidente PUCCIARELLI, verificata la presenza del prescritto numero legale, pone in votazione lo schema di risoluzione che è approvato all'unanimità.
La senatrice FEDELI (PD), nel riprendere la parola in chiusura di seduta, sottolinea come rispetto al testo sul "Codice rosso", in Commissione giustizia non sia stato possibile un lavoro emendativo costruttivo. Ciò, evidentemente, deve indurre a porre la questione in ordine all'esito che si potrà dare al grande lavoro svolto in materia di matrimoni precoci e forzati nell'ambito di questa Commissione
La presidente PUCCIARELLI ringrazia il sottosegretario Picchi e i senatori presenti e dichiara chiusa la seduta.
La seduta termina alle ore 13,40.