Legislatura 18ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-03350

Atto n. 3-03350

Pubblicato il 30 maggio 2022, nella seduta n. 438

CORRADO Margherita, GRANATO Bianca Laura, LANNUTTI, ANGRISANI Luisa - Al Ministro della cultura. -

Premesso che:

il 25 maggio 2022 si è appreso dai mass media (articoli di stampa a seguito del servizio trasmesso da "Le Iene" la sera precedente) che il contratto sottoscritto da Gallerie degli Uffizi di Firenze, istituto del Ministero della cultura diretto da Eike Schmidt, per la cessione di diritti sulle immagini di 40 opere d'arte delle più straordinarie a beneficio di Cinello S.r.l., non è stato frutto di una procedura di evidenza pubblica, ma di un affidamento diretto e che in virtù dello stesso contratto si generano significativi vantaggi economici, diretti e indiretti, in favore della predetta impresa commerciale con sede nel capoluogo toscano (e uffici anche a Milano e Copenhagen) (si veda "Esplode il caso Nft nei musei, il MiC studia regole" su "ansa.it", "Uffizi vende opere in digitale. E il Ministero interviene per bloccare tutto" su "artribune.com", "Caso NFT e Uffizi: il MIC interviene per frenare la riproduzione e la vendita di opere d'arte in formato digitale" su "insideart.eu", "La beffa virtuale che inguaia Franceschini" su "IlGiornale.it");

la cessione di diritti, ovvero, il "trasferimento a Cinello titolarità a titolo definitivo su serigrafie digitali compreso diritto di proprietà intellettuale/o sfruttamento economico affinché Cinello ne disponga per commercializzazione e vendita a terzi" è oggetto di analoghi contratti stipulati, con le stesse discutibili modalità, anche da altri istituti dotati di autonomia speciale (musei Reali di Torino, gallerie dell'Accademia di Venezia, Pinacoteca di Brera, complesso monumentale della Pilotta, galleria nazionale delle Marche, museo di Capodimonte) e direzioni regionali Musei, moltiplicandosi così l'evidente vantaggio economico di cui, di fatto, beneficia la Cinello S.r.l.;

dell'adesione acritica e a tratti entusiasta dei super-direttori del Ministero coinvolti nell'operazione, che applica ai capolavori d'arte una tecnologia avanzatissima, fa fede il commento di James Bradburne (Pinacoteca di Brera, con contratto in corso), che Cinello riporta, addirittura, sul suo portale, per spiegare cos'è un "Daw": "È una riproduzione, una copia oppure un nuovo originale? Non vedo le cose in contrasto. Piuttosto vedo l'iniziativa di Cinello in uno spettro in cui sono situate le opere che ci portano verso un approfondimento del nostro rapporto con la cultura";

considerato che:

il contratto stipulato tra Gallerie degli Uffizi e Cinello S.r.l. ha iniziato a produrre effetti a far data dal 1° gennaio 2017 ed è scaduto il 31 dicembre 2021, senza essere rinnovato;

Cinello continua, altresì, a proporre la vendita dei multipli digitali ad altissima definizione, autenticati e crittografati, prodotti in serie limitata (Daw), delle 40 opere di proprietà delle Gallerie degli Uffizi oggetto dell'accordo, nonostante il contratto sia scaduto già da 5 mesi;

valutato che con atto prot. n. 8273 del 17 maggio 2021, il direttore generale Musei, Massimo Osanna, dava istruzioni affinché i direttori che avevano stipulato quei contratti (il più recente, della galleria nazionale delle Marche, era del 1° maggio 2021) sospendessero o interrompessero le relative attività, al fine di consentire la valutazione delle varie fattispecie concrete e di assumere gli opportuni atti di indirizzo e coordinamento, anche alla luce di una regolamentazione ad hoc in via di (asserita) elaborazione. Detta iniziativa del direttore generale non sembra, tuttavia, avere prodotto effetti, mentre pare che altri istituti del Ministero stiano tuttora valutando analoghe proposte di contratto,

si chiede di sapere:

perché la cessione dei diritti sulle immagini delle 40 opere delle Gallerie degli Uffizi sia stata effettuata a favore di Cinello S.r.l. senza bandire alcuna procedura ad evidenza pubblica;

in ragione di quali criteri sia stato deciso di riconoscere alla Cinello il 50 per cento degli utili, al netto dei costi eventualmente sopportati dalla società (mentre per simili intermediazioni, ove si tratti realmente di concessioni e non di compravendite, di solito non si supera il 5 per cento), nonché quali siano i criteri di calcolo dei costi e i sistemi di verifica degli stessi eventualmente adottati dal museo fiorentino;

quali azioni siano state intraprese o si intenda esperire da parte del Ministero per ripristinare il rispetto della normativa in vigore in materia di diritto d'autore;

come il Ministero intenda tutelarsi contro la condotta di Cinello S.r.l. che, violando gli accordi contrattuali, sul sito internet aziendale (ultimo accesso del 28 maggio 2022 "www.cinello.com/it/artworks") continua a proporre la vendita al pubblico di riproduzioni digitali di opere sulle quali non può più vantare diritti, a meno di non ammettere che il contratto scaduto il 31 dicembre 2021 abbia comportato una cessione definitiva e totale del diritto di proprietà su quelle opere da parte delle Gallerie degli Uffizi;

se il Ministro in indirizzo abbia già promosso, o quando intenda farlo, un'accurata ispezione al fine di accertare se e quali vantaggi abbia eventualmente tratto Eike Schmidt dall'accordo con il privato e se il mancato esercizio da parte di Massimo Osanna dei doveri di coordinamento e controllo nei confronti degli istituti autonomi di prima fascia e dei doveri di direzione e indirizzo, in aggiunta, sugli istituti di seconda fascia (ex art. 18 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169) non sia meritevole di censure proporzionate al danno patrimoniale e di immagine derivante allo Stato dalla vicenda, a dispetto della quale nessuno dei due dirigenti ha finora avuto la dignità di rassegnare le dimissioni.