Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06084

Atto n. 4-06084

Pubblicato il 6 ottobre 2021, nella seduta n. 365

DE BONIS - Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e della salute. -

Premesso che il Consiglio dei ministri n. 38 del 29 settembre 2021, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha esaminato 19 leggi delle Regioni e delle Province autonome ed ha deliberato di impugnarne 5. Tra queste vi è la legge della Regione Siciliana n. 21 del 2021, "Disposizioni in materia di agroecologia, di tutela della biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione tecnologica in agricoltura. Norme in materia di concessioni demaniali marittime", motivando che talune disposizioni, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione dallo statuto speciale di autonomia, violano l'articolo 117, primo comma, e secondo comma, lettera l), della Costituzione, nonché i principi fondamentali in materia di tutela della salute;

considerato che:

la citata legge regionale è stata concepita per coniugare il rispetto dell'ambiente, il riequilibrio dei suoli, la limitazione delle sostanze più pericolose per l'uomo e per la natura, soprattutto nelle zone che dovrebbero essere libere dall'inquinamento;

purtroppo la Sicilia, e non solo, continua a importare, annualmente, decine e decine di milioni di tonnellate di grano estero, coltivato in Paesi che fanno uso e abuso di glifosato e di altri veleni, come più volte l'interrogante ha evidenziato attraverso atti di sindacato ispettivo, mozioni ed altro. Questioni, d'altronde, sollevate anche alla Commissione europea con petizioni ed altre iniziative a tutela delle api e della biodiversità, che chiedono di abbandonare o ridurre l'uso di pesticidi tossici per l'ambiente;

l'impugnativa del Governo riguarda proprio l'articolo della legge sulle certificazioni che devono avere i prodotti di importazione, tra cui il grano. Inoltre sono stati impugnati un riferimento che abbinava il concetto della tutela della salute a quello dell'agroecologia e l'articolo sui limiti all'utilizzo dei pesticidi non biologici nelle aree pubbliche (strade, ferrovie, aree naturali protette, eccetera);

nelle dichiarazioni delle on. Angela Foti, vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana e della Commissione attività produttive, e Valentina Palmeri, vicepresidente della Commissione ambiente, dopo che il Governo nazionale ha bloccato alcune parti della legge sull'agroecologia approvata dall'ARS, si legge: "È incredibile che l'impugnativa nasca da un parere del Ministero della Salute, senza alcun coinvolgimento dei due Ministeri competenti per materia: quello delle politiche agricole ed alimentari e quello della transizione ecologica. Insomma, un grave scivolone del Governo nazionale che sembra per altro aver applicato un concetto di 'salute', quello che si identifica con la mera assenza di patologie conclamate, che è superato persino dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che già da tempo afferma che la salute va intesa anche come attuale migliore condizione di vita delle persone e migliore qualità complessiva dell'ambiente in cui vivono";

le deputate regionali sottolineano che la legge si è ispirata alle più moderne teorie e prassi in materia di agricoltura sostenibile e rapporto fra agricoltura e alimentazione: le stesse teorie e prassi che ispirano le direttive "Farm to fork" e "Biodiversità" cui sta lavorando l'Unione europea nell'ambito dell'Agenda 2030;

tenuto conto che:

quella approvata dall'ARS è una legge innovativa, che sostanzialmente recepisce gli obiettivi del green deal europeo, frutto di un lavoro svolto in Commissione attività produttive con la collaborazione di associazioni di produttori, di consumatori e organismi di controllo regionali;

l'impugnativa, a parere delle deputate regionali, sembra, peraltro, una prevaricazione dello statuto regionale e della sua autonomia, che coinvolge la stessa identità del Parlamento regionale. Nel merito appare incomprensibile che si contesti la volontà di aumentare i controlli di qualità e per il rispetto dei requisiti di legge, peraltro previsti proprio dalla normativa europea di riferimento,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano rivedere la decisione riguardante l'impugnativa, su alcune parti della legge della Regione Siciliana n. 21 del 2021, proposta davanti alla Corte costituzionale, per assumere un atteggiamento maggiormente in linea con l'impianto costituzionale italiano e quello normativo internazionale ed europeo, che è in costante evoluzione, ma al quale, invece, il nostro Paese fa fatica ad adeguarsi.