Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05275
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Atto n. 4-05275
Pubblicato il 14 aprile 2021, nella seduta n. 315
DE BONIS - Al Ministro della transizione ecologica. -
Premesso che:
in un momento storico così importante, gli Stati europei, e non solo, sono chiamati a dare risposte certe al fenomeno dei cambiamenti climatici, al fine di salvare il pianeta;
l'Organizzazione mondiale della sanità stima che il riscaldamento globale provoca già oltre 150.000 morti all'anno;
la risposta europea a tale fenomeno trova fondamento nel patto del green deal, già avviato dal precedente Governo Conte bis con il "decreto-legge clima";
già il "Pike paper", scritto 6 anni prima del COVID-19 (Jamison Pike, Tiffany Bogich, Sarah Elwood et alii, "Economic optimization of a global strategy to address the pandemic threat", in "Proceedings of the National academy of sciences", CXI, n. 52, 2014), formulava varie ipotesi sui danni di una pandemia zoonotica all'economia mondiale e concludeva che il modo migliore per risparmiare denaro sarebbe la mitigazione alla fonte: freno alle piantagioni, agli allevamenti, agli abbattimenti di foreste e, soprattutto, all'estrazione mineraria;
a tal proposito suscita scalpore l'autorizzazione della commissione di valutazione di impatto ambientale del Ministero della transizione ecologica all'estrazione di idrocarburi, proprio quando il capitale fossile e le industrie petrolifere si trovano al "centro del mirino": la domanda di petrolio è crollata, l'industria ha chiuso impianti e pozzi, i prezzi sono scesi talmente tanto da non poter più remunerare i costi di produzione, il fracking si è quasi arrestato e l'appuntamento annuale di Houston, che riunisce i dirigenti del petrolio e del gas, è stato annullato;
proprio mentre la crisi petrolifera diventa, secondo gli analisti, la peggiore da un secolo, quindi, la peggiore di sempre, l'Italia presta il consenso a 10 progetti di sfruttamento di giacimenti di petrolio e metano, a terra e in mare, che interessano varie zone della penisola: dal Veneto alla Sicilia, passando per l'Emilia-Romagna e l'Abruzzo;
all'interno di questi progetti si autorizza inoltre la perforazione di oltre 20 nuovi pozzi;
hanno ottenuto il via libera i giacimenti dell'ENI: "Calipso", al largo di Ancona e "Donata" al largo di San Benedetto del Tronto e Alba adriatica. Nelle Marche lo stesso ENI perforerà 4 pozzi. Anche la compagnia Po Valley avrà la possibilità di sfruttare il giacimento "Teodorico" al largo di Comacchio e del delta del Po e perforerà due nuovi pozzi. Sull'Appennino modenese, invece, la compagnia Siam ha ottenuto il rinnovo delle concessioni del giacimento "Vetta" (dove perforerà 3 pozzi) ma anche del giacimento "Barigazzo". La compagnia Po Valley avrà la possibilità di estrarre metano dal giacimento "Selva Malvezzi", nella bassa pianura bolognese. In Sicilia, l'ENI potrà perforare il giacimento di metano "Lince" a largo di Licata e Gela e anche sei nuovi pozzi nei giacimenti "Argo" e "Cassiopea", oltre che altri due pozzi esplorativi;
considerato che:
lo shock economico ha ripulito i cieli dalle emissioni di anidride carbonica e si rende sempre più necessario incentivare tecnologie di rimozione dell'anidride carbonica (cattura diretta, forestazione, bioenergia eccetera), meno impattanti;
nella lotta ai cambiamenti climatici, la sostenibilità ambientale deve essere il punto chiave per uscire dalla crisi: pertanto, si ritiene che lo sviluppo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica debbano essere imprescindibili;
le associazioni ambientaliste lamentano la mancanza, nell'ordinamento vigente, di una disposizione che stabilisca un chiaro termine ultimo di validità delle concessioni di coltivazioni in essere e che preveda, di conseguenza, un fermo di tutte le attività correlate oltre ad un fermo delle autorizzazioni per nuove attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi,
si chiede di sapere:
perché siano state autorizzate nuove trivellazioni, atteso che la combinazione dei cambiamenti climatici e il crescente impatto sugli ecosistemi naturali favorisce la diffusione di patogeni aumentando l'esposizione dell'uomo a rischi enormi;
se sia intenzione del Ministro in indirizzo proseguire la politica ambientale del green deal imposta dalla normativa europea;
se intenda porre in essere atti concreti per l'emancipazione definitiva dalle fonti fossili del nostro Paese, che preveda un'exit strategy dalle trivellazioni ed investimenti per una svolta a tutela dell'ambiente, con l'ausilio delle risorse del programma "Next Generation EU".