Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02399
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Atto n. 3-02399
Pubblicato il 7 aprile 2021, nella seduta n. 312
DE BONIS - Al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che:
agli inizi del mese di marzo 2021, articoli di stampa riportavano dichiarazioni del Ministro in indirizzo in merito alla volontà del Governo di partecipare al progetto europeo per il rafforzamento della produzione di vaccini, attraverso la realizzazione in Italia un polo per la ricerca di farmaci e vaccini con investimenti pubblici e privati;
nel corso di un vertice svoltosi al Ministero dello sviluppo economico tra il ministro Giancarlo Giorgetti, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il direttore generale Enrica Giorgetti, il direttore del centro studi Carlo Riccini, il presidente dell'AIFA Giorgio Palù, il neocommissario per l'emergenza Paolo Figliuolo e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Franco Gabrielli, il Ministro dava mandato ai vari attori coinvolti di individuare le ditte in grado di partecipare alla produzione dei vaccini in conto terzi entro l'autunno 2021, spiegando che si era deciso di mantenere il massimo riserbo sulle aziende farmaceutiche da coinvolgere nel processo di verifica allora in corso;
fonti del Ministero certificavano che già molte aziende dell'industria farmaceutica italiana erano pronte a partecipare alla fase di infialamento e finitura dei sieri (la catena finale della produzione), mentre solo alcune avevano le capacità di produrre anche il principio attivo. Il nodo da sciogliere era quello dei bioreattori e dei fermentatori, indispensabili per arrivare a produrre completamente in house i vaccini;
il Governo era dunque al lavoro per verificare la possibilità dell'uso di bioreattori esistenti o di produrli ex novo, con l'intenzione di stanziare risorse e organizzare siti, individuabili nelle regioni Veneto, Lazio e Puglia, con tempi dai 4 ai 12 mesi;
il Ministro, in una conferenza stampa col commissario UE al mercato interno e i servizi, Thierry Breton, con delega sui vaccini circa la nascita di un polo italiano per la produzione di sieri, sosteneva che sarebbero state allocate importanti risorse a tale scopo, pari complessivamente ad una cifra tra i 400 e i 500 milioni di euro, da inserire nel "decreto sostegni";
considerato che:
nel decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (decreto sostegni, il cui iter è attualmente in corso al Senato), i commi da 7 a 10 dell'articolo 20 (rubricato "Disposizioni in materia di vaccinazioni contro il COVID-19 e in materia di farmaci") prevedono uno stanziamento di 200 milioni di euro, per il 2021, al fine del riconoscimento, mediante l'istituto del contratto di sviluppo, di agevolazioni finanziarie (comma 7) relative agli investimenti privati concernenti la ricerca e produzione di nuovi farmaci e vaccini inerenti al contrasto, nel territorio nazionale, di patologie infettive emergenti, nonché di quelle più diffuse, anche attraverso la realizzazione di poli di alta specializzazione e forme di riconversione industriale; la realizzazione di interventi complementari e funzionali ai suddetti investimenti;
lo stanziamento (ai sensi del comma 9) è disposto mediante incremento delle risorse del fondo per l'attrazione degli investimenti e per la realizzazione di progetti di sviluppo di impresa, istituito (nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico) dall'articolo 43, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112;
il comma 8 prevede che, ai fini della tempestiva attuazione delle agevolazioni finanziarie, si applichino, in quanto compatibili, e fermo restando il limite di spesa di cui al comma 7 (pari, come detto, a 200 milioni di euro), le disposizioni stabilite dal citato articolo 43 del decreto-legge n. 112 del 2018 e dai relativi provvedimenti attuativi, i quali prevedono che le risorse del suddetto fondo siano erogate mediante la stipulazione di contratti di sviluppo tra l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (Invitalia, che è anche il gestore pubblico del contratto), il Ministero dello sviluppo economico, la Regione o le Regioni interessate e le altre amministrazioni pubbliche;
tali contratti hanno ad oggetto la realizzazione di un programma di sviluppo (industriale, oppure per la tutela ambientale o per attività turistiche). Le agevolazioni possono essere concesse sia nella forma di finanziamenti agevolati sia nella forma di contributi (o anche informa mista). La misura massima delle agevolazioni varia in relazione alla tipologia di progetto, all'area territoriale ed alle dimensioni delle imprese; in ogni caso, l'ammontare e la tipologia delle agevolazioni vengono definiti nell'ambito della fase di negoziazione;
ai sensi del comma 10, le agevolazioni di cui al comma 7 sono concesse previa autorizzazione della Commissione europea e nell'ambito, ove ne sussistano i presupposti, dei limiti e delle condizioni, più favorevoli per le imprese rispetto alle disposizioni europee ordinarie, stabiliti dalla comunicazione della Commissione europea recante un "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" (C/2020/1863 del 19 marzo 2020), e successive modificazioni;
tenuto conto che l'articolo 148 del TFUE stabilisce che gli Stati membri devono attuare politiche in materia di occupazione, che tengano conto degli orientamenti in materia,
si chiede di sapere:
se le risorse saranno distribuite considerando la clausola del 34 per cento della spesa ordinaria di cui all'articolo 7-bis della legge 27 febbraio 2017, n. 18 ("decreto Mezzogiorno"), che prevede una redistribuzione di spesa in conto capitale oppure, in subordine, se il Ministero terrà conto delle maggiori risorse attribuite al Mezzogiorno attraverso i fondi UE, così come stabilito nel regolamento del 12 febbraio 2021 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (regolamento (UE) 2021/241);
se il Ministro in indirizzo non ritenga, nell'ambito della fase di negoziazione di tali contratti che hanno ad oggetto, tra l'altro, la realizzazione di un programma di sviluppo industriale, per la tutela ambientale e per le attività turistiche, che stabilimenti per la produzione di vaccini vengano individuati in più regioni del Mezzogiorno, atteso che in Puglia l'azienda farmaceutica Lachifarma, nel proprio stabilimento di Zollino (Lecce), ha già investito 20 milioni di euro di "risorse proprie" e senza contributi pubblici.