Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05160
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Atto n. 4-05160
Pubblicato il 24 marzo 2021, nella seduta n. 307
DE BONIS - Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale. -
Premesso che:
la rete dei sindaci, che ha raccolto intorno a sé ben 135 comuni ricadenti nelle regioni Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata, Molise, Sardegna e Abruzzo, ha presentato alla I Commissione permanente (Affari costituzionali) della Camera dei deputati un documento dal titolo "Recovery Sud" per un utilizzo più equo dei fondi UE, per un'attuazione immediata dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e per un serio ammodernamento infrastrutturale del Meridione. Costoro vogliono far sentire la loro voce in merito al piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ed avere un peso nella distribuzione dei fondi del recovery fund;
l'iniziativa, partita dal sindaco di Acquaviva delle Fonti (Bari), ha dunque lo scopo di rendere tali Regioni e Comuni protagonisti della gestione del PNRR, perché diventi una reale occasione di crescita per il Mezzogiorno, anche quello più isolato e a rischio di spopolamento. L'obiettivo è quello di trasformare il recovery fund in una reale occasione di riscatto di tutto il Mezzogiorno, affinché sia quanto più possibile aderente alle necessità di quei territori, riportando a casa quei giovani talenti che negli ultimi anni, con un'emorragia lenta ma costante, sono andati via;
l'interrogante, nell'esprimere pieno apprezzamento per l'iniziativa, ritiene che non sia più procrastinabile colmare lo storico divario tra Nord e Sud, in quanto costituisce non soltanto un dovere morale ma è anche l'unica vera opportunità per il rilancio del Paese intero, soprattutto in un momento difficile come questo, in cui la pandemia ha determinato, come dimostrano i dati ISTAT, un milione in più di nuovi poveri in Italia;
non è più accettabile che asili, scuole, università, ospedali, ferrovie, strade vedano tanta disparità di trattamento tra le diverse regioni e certamente non si può pensare di far crescere un territorio senza garantire adeguate infrastrutture materiali e immateriali. L'Europa, nello stabilire la quota destinata all'Italia del programma "Next generation EU", ha calcolato tra l'altro il tasso di disoccupazione, il reddito e la coesione sociale. Insomma, la cifra così cospicua di 209 miliardi euro, la più alta tra gli Stati membri, è il frutto di indicatori che vedono protagonista il Mezzogiorno e, pertanto, non è possibile dividerla in parti uguali, assegnando a ciascuna area del Paese il 33 per cento delle risorse;
la parte più consistente del fondo dovrebbe andare a quelle zone che necessitano di interventi maggiori per sanare gli squilibri, un po' come è stato fatto nei decenni scorsi in Germania che, dopo la riunificazione, ha investito ingenti risorse per rimettere in corsa i territori rimasti indietro, diventando, infatti, la locomotiva d'Europa;
agricoltura e turismo sostenibili, media imprenditoria, artigianato di eccellenza, poli universitari e di ricerca, recupero dei borghi, risanamento idrogeologico, superamento del modello basato sullo sfruttamento delle risorse e sulle inquinanti cattedrali nel deserto industriali: sono solo alcuni dei settori su cui puntare per far ripartire il Sud e l'Italia intera;
considerato che:
numerosi studi, infatti, dicono che continua ad aggravarsi il divario economico fra l'Italia meridionale e il Centro-nord (secondo la CGIA di Mestre il differenziale di reddito pro capite è passato dai 14.255 euro del 2007 ai 14.905 euro del 2015) e la crisi del coronavirus ha dato un ulteriore colpo: secondo Banca d'Italia, l'occupazione, nel secondo trimestre 2020 è calata del 4,4 per cento rispetto al 2019, contro dell'1,2 per cento nel Nord;
nonostante tutte le misure adottate per attutire il grave disagio attraverso ristori, ammortizzatori sociali e reddito di cittadinanza, vi è un totale sconforto ed incapacità di reagire da parte di commercianti, madri, imprenditori, lavoratori in cassa integrazione, disoccupati, studenti;
quello che tali sindaci chiedono è di essere messi in condizione di svolgere bene il loro ruolo e di avere in tempi rapidi un cronoprogramma e una sorta di "manuale delle istruzioni" del PNRR. Vogliono capire che cosa saranno chiamati a fare, quali procedure dovranno attivare, eccetera, per consentire un utilizzo quanto mai celere dei fondi. Per questo, si rendono disponibili per valutare insieme al Governo se nei documenti di pianificazione siano state considerate adeguatamente tutte le esigenze specifiche dei territori e, in particolare, delle aree interne e marginali;
il loro intento è quello di dare impulso ad associazioni, professionisti, imprese e altri stakeholder territoriali affinché facciano proprio lo spirito del recovery fund e lo riempiano di contenuti veri. Alcune realtà territoriali già si stanno mobilitando (si pensi alla fondazione Isola che in Puglia, Basilicata e Molise sta portando avanti la campagna "Vogliamo anche al Sud treni più veloci"). Sulle materie di loro competenza, come gli interventi sulla pubblica amministrazione, per la quale il PNRR pensa a nuovi modelli organizzativi e a un forte impulso verso la digitalizzazione, desiderano dare un contributo in base alla loro esperienza amministrativa;
le loro proposte mirano a dare concretezza al proposito del Presidente del Consiglio dei ministri di "irrobustire le pubbliche amministrazioni del Sud" attraverso un piano di assunzioni che consenta a ogni Comune di dotarsi di uno staff di almeno 4-5 giovani collaboratori pronti a lavorare sugli obiettivi del PNRR, da selezionare a livello nazionale attraverso una procedura rigorosa, che riconosca una premialità a coloro che hanno acquisito esperienze significative fuori delle loro regioni. Solo in questo modo, riportando al Sud i giovani che sono andati via, attivando le risorse di questi territori e scommettendo sulla coesione, si può sperare di rilanciare la nostra nazione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'iniziativa dei sindaci e quale sia il suo giudizio in merito al documento dal titolo "Recovery Sud" per un utilizzo più equo dei fondi UE;
se non ritenga che siano ancora presenti tante iniquità tra Nord e Sud d'Italia e che vada proposta una via d'uscita proprio attraverso l'agire dei sindaci del Meridione, che vivono ogni giorno sulla loro pelle gli effetti nefasti della riduzione delle risorse, dello spopolamento e della desertificazione dei servizi e delle infrastrutture;
in che modo intenda dare attuazione al loro programma.