Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02183

Atto n. 3-02183 (in Commissione)

Pubblicato il 17 dicembre 2020, nella seduta n. 284

DE BONIS - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari europei. -

Premesso che:

a causa dell'uscita del Regno Unito dall'UE e in mancanza di un accordo tra le parti, si profila un grave rischio sotto il profilo economico per l'export agroalimentare made in Italy;

i produttori e le aziende italiane sono preoccupati per i dazi doganali che potrebbero essere applicati dopo la "Brexit" ai prodotti made in Italy;

nel 2019 il valore dell'export di prodotti alimentari è stato pari a 3,4 miliardi di euro, spinto dal Prosecco DOP, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna, che ha fatturato sul mercato inglese oltre 700 milioni di euro;

il nuovo quadro degli scambi con il Regno Unito si inserisce in una fase del commercio internazionale già interessata da profondi cambiamenti, determinati dalla guerra dei dazi e dalla ridefinizione delle catene produttive (cosiddetto reshoring) in conseguenza dell'emergenza COVID-19;

la preoccupazione riguarda l'eventualità che si affermi nel Regno Unito una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane, come ad esempio l'etichetta nutrizionale (il cui testo è già stato definito "lacunoso e non neutrale" dal Ministro in indirizzo) a semaforo sugli alimenti, che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati britannici e che boccia ingiustamente quasi l'85 per cento del made in Italy a denominazione di origine (DOP), compresi prodotti simbolo, dall'extravergine di oliva al prosciutto di Parma, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano,

considerato che:

la mancanza di un accordo fra Regno Unito e Unione europea avrà inevitabili conseguenze dal punto di vista commerciale, con possibili danni per gli affari di produttori e aziende italiane;

si evidenzia che in caso di "no deal" la Gran Bretagna potrebbe diventare un porto franco per l'arrivo di prodotti agroalimentari di imitazione del made in Italy, che nel mondo fatturano 100 miliardi di euro;

il made in Italy resterebbe senza protezione europea e subirebbe pertanto la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione; evenienza che già è stata dimostrata dalle numerose vertenze del passato nei confronti della Gran Bretagna, con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina, fino ai kit per produrre in casa finti Barolo o, addirittura, Parmigiano Reggiano,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti di cui in premessa;

quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprendere al fine di tutelare i prodotti made in Italy nel mercato del Regno Unito;

se, nel caso di un'eventuale mancanza di accordo fra Regno Unito e Unione europea, intendano perseguire misure volte alla protezione di fornitori, produttori e aziende agroalimentari italiane e, soprattutto, dei prodotti agroalimentari made in Italy, anche con eventuali accordi bilaterali con il Regno Unito.