Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03925
Azioni disponibili
Atto n. 4-03925
Pubblicato il 29 luglio 2020, nella seduta n. 246
DE BONIS - Ai Ministri dell'interno e della salute. -
Premesso che:
nei centri di accoglienza di Potenza e Irsina (Matera), la scorsa settimana, sono arrivati circa 70 cittadini dal Bangladesh, sbarcati all'inizio del mese di luglio 2020 a Lampedusa, dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone partito dalla Libia;
purtroppo, tra questi si sono sviluppati dei focolai di COVID-19, e 11 sono i bengalesi in isolamento (su un totale di 12 persone) nel solo centro di accoglienza di Irsina perché positivi al virus;
sono in tutto 36 i migranti risultati positivi al COVID-19: 26 a Potenza e 10 nella provincia di Matera, secondo quanto comunicato dalla task force regionale della Basilicata il 21 luglio;
per quanto riguarda la città capoluogo, gli esami hanno riguardato 50 persone, tutte di sesso maschile, provenienti dal Bangladesh e arrivate in pullman a Potenza nella notte del 15 luglio. I migranti erano sbarcati a Lampedusa l'11 luglio dalla Libia e subito dopo trasferiti ad Agrigento, da dove sono partiti per il capoluogo lucano;
appena arrivati, sono stati accolti in due diverse strutture e, come assicurato dagli enti che hanno la responsabilità della gestione, sono stati messi in quarantena e poi presi in carico dall'unità COVID-19 di Potenza che ha eseguito i tamponi. Su un gruppo di 10 migranti, ospitati in una prima struttura, i tamponi sono stati effettuati il 17 luglio e processati il 18. Sono risultati 3 positivi;
sono stati sottoposti a tampone anche i 5 operatori e sono risultati negativi, mentre sull'altro gruppo di 40 migranti, ospitati in una seconda struttura, i tamponi sono stati eseguiti il 20 luglio e 23 ospiti sono risultati positivi al coronavirus. Il tampone è stato esteso agli 11 operatori, risultati tutti negativi;
per quanto riguarda la provincia di Matera, sono stati effettuati tamponi su un gruppo di 12 migranti e di questi 11 sono risultati positivi. I migranti, originari tutti del Bangladesh e arrivati il 15 luglio, sono attualmente in isolamento in una struttura dedicata nella città di Irsina. Tutti i positivi, al momento dell'esecuzione dei tamponi, erano asintomatici;
considerato che:
la Basilicata era diventata una delle prime regioni COVID free, grazie a mesi di sacrifici e rispetto delle regole. Risulta un fatto grave che ora questa tranquillità sia messa alla prova dalla gestione quantomeno discutibile di questi trasferimenti;
i lucani, come sanno bene i Ministri in indirizzo, sono generosi e altruisti. Ma questo non deve essere un pretesto per approfittarne e lasciare che l'arrivo incontrollato di migranti positivi vanifichi gli sforzi di tanti mesi;
anche la Regione dovrebbe dare risposte e intraprendere azioni concrete, almeno nell'individuare una struttura sanitaria nella quale trasferire i migranti positivi;
dagli organi di stampa risulta che il presidente della Regione abbia concordato insieme ai prefetti di Potenza e di Matera di evitare gli spostamenti in uscita dalle strutture di Irsina e Potenza da parte degli immigrati, ma pare che da Potenza, la mattina del 25 luglio, 11 migranti siano stati trasferiti in strutture sanitarie fuori dalla regione, mentre da Irsina no,
si chiede di sapere:
in che modo i Ministri in indirizzo intendano affrontare i 36 casi di COVID-19 che si sono registrati la scorsa settimana nel territorio lucano, di cui 11 a Irsina, e come mai solo quelli assegnati al centro di Potenza siano stati trasferiti in altri luoghi, a differenza dei migranti di Irsina;
in quale modo intendano intervenire per monitorare i flussi di persone arrivate nel nostro Paese senza adeguati controlli sanitari, vanificando con test sierologici evidentemente inefficaci tutti gli sforzi dei lucani di questi mesi, che hanno portato la Basilicata ad essere la prima regione COVID free d'Italia;
come mai non siano stati predisposti i tamponi prima del trasferimento di queste persone, tanto più trattandosi di un territorio con una popolazione prevalentemente anziana;
se non ritengano estremamente utile monitorare la situazione, effettuare tamponi in tutte le zone a rischio, presidiare il territorio e dare alle Regioni strumenti necessari per tutelare la salute delle comunità locali.