Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03704
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Atto n. 4-03704
Pubblicato il 18 giugno 2020, nella seduta n. 231
DE BONIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
una notizia dell'agenzia "Ansa" del 7 ottobre 2019 riferiva dell'allarme lanciato dalla Commissione europea, in quei giorni, circa lo scarso livello di investimenti pubblici nel Mezzogiorno, la cui conseguenza avrebbe potuto comportare un taglio dei fondi strutturali;
riferiva, infatti, il direttore generale per la Politica regionale della Commissione UE, Marc Lemaitre, attraverso una lettera al Governo, che le cifre in calo sugli investimenti al Sud sono molto preoccupanti e non rispettano i livelli previsti per non violare la regola europea dell'addizionalità;
il principio dell'addizionalità dell'azione comunitaria rispetto alle azioni statali e regionali prevede che, per evitare che i contributi comunitari si sostituiscano a quelli nazionali di natura strutturale, le spese previste dai singoli Stati non vengano ridotte, ma vadano ad aggiungersi ai fondi comunitari. L'impegno contenuto nell'accordo di partenariato siglato dall'Italia e da Bruxelles per il 2014-2016 era d'investire al Sud risorse pubbliche pari allo 0,47 per cento del Pil del Mezzogiorno, mentre, indica la lettera della Commissione, i dati parlano dello 0,40 per cento. Pur sembrando minima, la differenza di 0,07 punti percentuali equivale a circa il 20 per cento in meno di risorse pubbliche spese sul territorio e la tendenza per gli anni successivi non fa ben sperare. Se si guarda al 2014-2017, il tasso d'investimenti scende allo 0,38 per cento, l'impegno italiano era, invece, quello di garantire un livello di spesa pubblica al Sud pari allo 0,43 per cento del Mezzogiorno per il 2014-2020;
la Commissione ha chiesto, quindi, al Governo quali misure intendesse intraprendere per invertire la tendenza e garantire un adeguato livello d'investimenti al Sud. Nel caso in cui non fossero rispettati gli impegni presi con Bruxelles, la Commissione avrebbe potuto anche attuare una "rettifica finanziaria", che significa un taglio dei fondi strutturali. "Non conosco nessun altro Paese che ha una situazione così debole per quanto riguarda gli investimenti pubblici", disse a ottobre 2019 Lemaitre, "Gli sforzi europei fatti attraverso il bilancio comunitario sono stati neutralizzati dai tagli agli investimenti pubblici nel Mezzogiorno e questo è legato anche alla capacità amministrativa, ma siamo certi che con un'attenzione adeguata dedicata a questo campo potrebbero esserci molti investimenti pubblici in più al Sud. E allora, forse, cominceremmo a fare la differenza";
considerato che:
a causa dell'emergenza COVID-19, sono in arrivo cospicue somme di danaro, anzi "massicce ed imponenti misure monetarie messe in campo dalla Banca centrale europea con diverse intensità" come riferito in Senato dal Presidente del Consiglio dei ministri, Conte, in vista della videoconferenza del Consiglio europeo di venerdì 19 giugno 2020, riguardante il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e il cosiddetto next generation EU, fondi che non sono a nostra disposizione per distribuirli a pioggia a ogni categoria, ma servono per le riforme di natura economica, che si dovranno fare grazie soprattutto al Sud, perché far uscire il Sud dal ritardo di sviluppo è la prima decisiva riforma che l'Europa si attende;
ora si può e si deve fare al Sud l'alta velocità ferroviaria, si possono collegare fra loro le città del Sud, si può ricucire il Sud al Nord lungo l'Adriatico, si può dare al Sud la banda larga internet, si può convertire dal carbone l'Ilva di Taranto e così via, perché se tutto questo non si farà, non un euro arriverà all'Italia del recovery fund, riconosciuto come misura necessaria e a cui lavorare con urgenza per superare una crisi straordinaria, le cui dimensioni sono state recentemente confermate anche dalle stime economiche delle organizzazioni e istituzioni internazionali più accreditate in questo senso (Fondo monetario internazionale e Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e anche europee (previsioni economiche di primavera della Commissione europea);
lo stesso Johannes Hahn, commissario europeo al bilancio, deputato in prima persona della grande operazione, lo ha detto in maniera molto chiara: "Distribuire il denaro del recovery fund in cambio di riforme. Ora l'Italia deve fare quegli investimenti scesi al Sud al livello più basso della storia del Paese e farli non può essere la solita chiacchiera di chi assicura di avere il Sud in testa ai suoi pensieri e così lasciarli. Significa invece sostenerne le potenzialità che ci sono e non vengono valorizzate";
anche l'Europa ha capito che finora il Sud è sempre stato colpevolmente e dolosamente additato solo come un posto che le risorse le spreca. Ora può essere l'unico ad attrarle, perché anche per l'Europa il Sud può essere, anzi deve essere, l'unica alternativa in un'Italia il cui sviluppo in un'unica direzione la fa crescere troppo poco e meno di tutti gli altri. Occorre puntare su Napoli, Bari e Palermo oltre che su Milano, Treviso, Bologna, perché soltanto non lasciando il Sud vuoto e impoverito l'Italia potrà raggiungere e godere di un'economia reale florida;
lo stesso ministro Franceschini ha detto che "non è possibile e nemmeno giusto che l'alta velocità si fermi a Salerno. Da un lato deve arrivare in Sicilia, fino a Catania e Palermo, attraverso un Ponte sullo Stretto che costa un decimo di quei 61 miliardi di spesa pubblica che ogni anno sono tolti al Sud per darli al Nord. Dall'altro la Taranto-Bologna per colmare anche il divario fra Est e Ovest: sul Tirreno il Frecciarossa e grandi aeroporti, sull'Adriatico nulla. Su un tratto molisano c'è addirittura ancora il binario unico";
queste infrastrutture servirebbero non solo allo sviluppo dell'economia in generale, ma anche a risollevare il turismo nei meravigliosi luoghi del meridione d'Italia, soprattutto dopo che la pandemia lo ha soffocato. Sviluppare la banda ultra larga è un'altra velocità che manca al Sud in tempi in cui bisogna far correre i dati oltre che le persone e le merci. Un terzo dei bambini meridionali non ha potuto seguire, al pari degli altri, le lezioni a distanza. Eppure tutti dovrebbero avere lo stesso diritto di imparare;
è necessaria, insomma, una grande riqualificazione attraverso una visione di un'Italia unica e non scollegata tra il Nord ed il Sud. Un'idea di futuro italiano che anche per l'Europa si può, anzi si deve fare, avendo a disposizione anche dei fondi, oltre a quelli della proposta della Commissione europea su next generation EU e sul QFP 2021-2027, che altrimenti si perderebbero,
si chiede di sapere:
quali urgenti misure intendano intraprendere il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri in indirizzo, al fine di invertire la tendenza e garantire un adeguato livello d'investimenti al Sud, in ottemperanza agli impegni presi con Bruxelles e per evitare che venga attuata da parte della Commissione europea una "rettifica finanziaria", che equivarrebbe ad un taglio dei fondi strutturali.