Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 431 del 11/05/2022

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------

431a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 11 MAGGIO 2022

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Presidenza del vice presidente CALDEROLI,

indi del vice presidente ROSSOMANDO

e del vice presidente LA RUSSA

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-I.d.V.: CAL-A-PC-IdV; Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,31).

Si dia lettura del processo verbale.

PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.

Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge:

(2416) SAPONARA. - Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma(Relazione orale)(ore 9,34)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2416.

Il relatore, senatore Laniece, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

LANIECE, relatore. Signor Presidente, giunge all'esame dell'Assemblea il disegno di legge n. 2416 di iniziativa della senatrice Saponara, che ringrazio, approvato dalla 7a Commissione permanente, istruzione pubblica, beni culturali, lo scorso 10 marzo. Il provvedimento mira a riconoscere il teatro Regio di Parma quale monumento nazionale.

Esso si compone ora di due articoli.

Nel corso dell'esame in sede redigente la Commissione ha approvato l'articolo 1, ai sensi del quale il Teatro Regio di Parma è dichiarato monumento nazionale nel testo originario, e ha introdotto l'articolo 2, che dispone in ordine all'invarianza finanziaria del provvedimento in esame, al fine di recepire la condizione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, contenuta nel parere reso dalla Commissione bilancio.

La dichiarazione di interesse culturale, che è riconosciuta alle cose che rivestono un valore testimoniale o esprimono un collegamento identitario e civico di significato distintivo ed eccezionale, costituisce un giusto riconoscimento del Parlamento nei confronti di un bene culturale di assoluto pregio.

Il Teatro Regio, in origine Teatro Ducale, fu edificato per volontà della duchessa Maria Luigia d'Asburgo Lorena, seconda moglie dell'imperatore Napoleone Bonaparte, che resse il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847; amante della musica e del canto, prendendo atto che il vecchio Teatro Ducale, fondato nel 1689, era inadeguato alle esigenze della città, sollecitò la costruzione di un nuovo edificio più moderno. Teatro in stile neoclassico, con la facciata caratterizzata da un colonnato di ordine ionico e un'ampia finestra termale nella parte alta, in origine era destinato ad accogliere i più vari generi di spettacolo: dall'opera alla danza, alla poesia e alle forme di arte più diverse. Di particolare pregio l'orologio che dal 1829 scandisce il tempo di opere e concerti e che grazie ad un lungo restauro nel 2018 è tornato a funzionare. Sin dalla sua inaugurazione, il Teatro Regio di Parma è testimone e protagonista dei cruciali cambiamenti che investono il melodramma durante L'Ottocento e il successivo secolo, dalla fine dell'epoca legata al nome del grande compositore Gioachino Rossini alla supremazia del repertorio verdiano, dall'apertura delle esperienze francesi e tedesche all'opera italiana di Mascagni, Leoncavallo e Puccini.

Ciò premesso, il disegno di legge in titolo nasce dalla considerazione dell'importanza del patrimonio culturale che il Teatro rappresenta ed è idealmente connesso alla dichiarazione di monumento nazionale della Casa natale del grande maestro Giuseppe Verdi, a Busseto, riconosciuta con legge 3 febbraio 1901, n. 26. Entrambi questi luoghi, infatti, hanno avuto un significato rilevante nella vita del maestro. La dichiarazione di monumento nazionale intende riconoscere l'importanza del Teatro Regio, dell'attività teatrale e artistica che in esso si svolge e non solo sotto il profilo artistico, ma anche in termini sociali, un aspetto messo particolarmente in luce dalle limitazioni imposte dalla pandemia.

Quanto alla dichiarazione di monumento nazionale, si ricorda che l'articolo 10, comma 3, lettera d), del codice dei beni culturali, modificato nel 2017, ha introdotto una procedura amministrativa in base alla quale la dichiarazione di interesse culturale di un bene può ricomprendere anche la dichiarazione di monumento nazionale. Per il codice la dichiarazione di interesse culturale testimonia un interesse particolarmente importante delle cose a cui si riferisce, connesso al loro riferimento alla storia politica, militare, della letteratura, dell'arte, della scienza, della tecnica, dell'industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose. Tale dichiarazione di interesse culturale può comprende anche la dichiarazione di monumento nazionale, qualora - come già accennato - le stesse cose rivestano altresì un valore testimoniale o esprimano un collegamento identitario e civico di significato distintivo ed eccezionale.

Prima del 2017 il codice non prevedeva una specifica procedura da porre in essere, limitandosi a disporre, all'articolo 54, che sono inalienabili, quali beni del demanio culturale, «gli immobili dichiarati monumenti nazionali a termini della normativa all'epoca vigente», facendo salve, all'articolo 129, le leggi aventi specificamente ad oggetto monumenti nazionali.

Negli anni scorsi sono stati emanati alcuni decreti del Presidente della Repubblica: tra il 2003 e il 2008 sono stati dichiarati monumenti nazionali il Cimitero delle vittime del Vajont, in Longarone, l'antica Area di San Pietro. Infine, in provincia di Caserta, e l'Isola di Santo Stefano.

Al riguardo è comunque opportuno segnalare che ci sono state anche diverse dichiarazioni di monumento nazionale approvate con disposizioni di rango legislativo. Si ricordano in particolare: la legge n. 64 del 2014, che ha dichiarato monumento nazionale la Basilica Palladiana di Vicenza; la legge n. 207 del 2016 che ha dichiarato monumento nazionale la Casa Museo di Gramsci in Ghilarza; dopo le richiamate modifiche al codice dei beni culturali, la legge n. 213 del 2017 che ha dichiarato monumento nazionale la Casa Museo di Matteotti in Fratta Polesine; la legge del 5 luglio 2019, n. 65, con la quale è stato dichiarato monumento nazionale il ponte sul Brenta detto Ponte Vecchio di Bassano; nonché la legge n. 20 del 2022 con cui è stato dichiarato monumento nazionale l'ex campo di prigionia di Servigliano.

Si fa peraltro presente che recentemente il Senato ha approvato il disegno di legge n. 2166 per la dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento, che è ora all'esame della Camera.

Menziono infine un mio ricordo personale sul Teatro Regio di Parma. Come ho già detto in Commissione, ebbi l'onore di dirigere il mio coro su un palco che ha visto la rappresentazione delle più grandi opere musicali e i più grandi artisti esibirsi.

Per concludere, sottolineo che sono tutte iniziative piccole e brevi dal punto di vista legislativo, ma che hanno il merito di valorizzare e promuovere ulteriormente l'immenso tesoro di bellezze architettoniche e culturali che fanno del nostro Paese un luogo unico al mondo. (Applausi).

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo non intende intervenire.

Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

In attesa che decorra il termine di venti minuti dall'inizio della seduta, di cui all'articolo 119 del Regolamento, sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 9,42, è ripresa alle ore 9,52).

Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo formulato dalla Commissione.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Passiamo alla votazione finale.

SBROLLINI (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SBROLLINI (IV-PSI). Signor Presidente, la città di Parma è considerata una delle più belle d'Italia, un vero e proprio fiore all'occhiello dell'Emilia-Romagna. Vorrei anche ringraziare i relatori. La sua nomina a capitale italiana della cultura 2021 ha sicuramente rappresentato un passaggio significativo nella storia di questa città, che vive da sempre in equilibrio tra storia passata e propensione all'innovazione e al futuro.

In questi mesi Parma si è trasformata in un grande e significativo laboratorio di arte, storia e cultura, coinvolgendo i suoi classici luoghi artistici in una nuova e moderna chiave di lettura. Tra i luoghi che maggiormente rappresentano la città di Parma certamente c'è il Teatro Regio, di cui oggi, con questo provvedimento, chiediamo il riconoscimento di monumento nazionale. Credo che questo riconoscimento rappresenti la naturale prosecuzione del cammino intrapreso proprio con la nomina di Parma a capitale italiana della cultura nello scorso anno.

Il Teatro Regio è una delle tante opere costruite durante i trent'anni del Ducato di Maria Luigia d'Asburgo Lorena, che diede alla città un'impronta all'altezza delle grandi capitali europee del tempo, che ancora oggi la contraddistingue. È stato uno dei luoghi dove sono state scritte pagine importanti della storia della città e del suo territorio, dai grandi eventi musicali legati alla tradizione lirica verdiana ad altre rappresentazioni che hanno lasciato un segno nella società di questa città e del suo territorio.

Il riconoscimento di monumento nazionale non è fine a se stesso, perché non riguarda solo il patrimonio artistico e culturale rappresentato da questo importante teatro, ma abbraccia anche il significato simbolico che vogliamo attribuirgli. Il riconoscimento di un teatro come quello di Parma costituisce un segnale per riaffermare l'importanza del teatro e più in generale del mondo della cultura e delle arti, soprattutto in questi due anni in cui tali attività hanno necessariamente subito delle significative battute d'arresto, alla luce delle misure adottate per far fronte all'emergenza pandemica.

Un simile riconoscimento diventa ancora più importante in un momento certamente cruciale per la città di Parma, che si prepara ad accogliere il Festival Verdi. Un Festival che, con la sua 22a edizione, è pronto a offrire una proposta di grande accuratezza filologica e scientifica nella riscoperta del Verdi autentico, riportando le sue opere alla volontà, al pensiero e al dettato musicale originale.

In sostanza, si tratta di un'occasione davvero unica per valorizzare la tradizione verdiana della città e le sue maestranze liriche, in primo luogo proprio il coro del Teatro Regio che non può dunque rischiare di avere un ruolo marginale in questo importante festival.

Per questi motivi, preannuncio il voto favorevole al provvedimento in esame del Gruppo Italia Viva-PSI e ringrazio ancora i relatori, i membri della Commissione, il mio presidente Nencini e il Governo. (Applausi).

IANNONE (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IANNONE (FdI). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole al provvedimento in esame del Gruppo Fratelli d'Italia, che già si è pronunciato in senso positivo in Commissione.

Il Teatro Regio di Parma rappresenta una parte di quel patrimonio della nostra Nazione che la identifica come la più bella e ricca al mondo. La Commissione istruzione pubblica, beni culturali, guidata dal presidente Nencini, ha dato dimostrazione, in questi anni di legislatura, di avere la capacità di riconoscersi e ritrovarsi, a prescindere dalle appartenenze politiche, allorquando al centro viene messo il valore identitario della nostra cultura.

Così come fatto in altre occasioni (penso ai provvedimenti sul Pistoia Blues Festival, a prima firma del nostro senatore La Pietra, e sull'Arco di Traiano di Benevento), Fratelli d'Italia conferma la sua sensibilità e capacità, seppur forza di opposizione a questo Governo, di non essere mai contrario all'interesse degli italiani e alla valorizzazione delle identità dei nostri territori che, tutte insieme, concorrono a rappresentare la nostra Nazione; una Nazione che, nonostante tutto, rappresenta ancora un punto di riferimento soprattutto per la cultura a livello mondiale.

Desidero ringraziare il relatore e la proponente, collega Saponara. Sono certo che su tante altre iniziative ci sarà lo stesso spirito volto all'affermazione di un principio che per noi è perenne e immutabile: la bellezza è un frammento di eternità che ci aiuta a vivere.

Per questi motivi, ribadisco che il voto del Gruppo Fratelli d'Italia al provvedimento in esame sarà favorevole. (Applausi).

LAFORGIA (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LAFORGIA (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, noi voteremo a favore del provvedimento in esame, recante la dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma, nella consapevolezza che questo passaggio può sembrare distonico e distante rispetto alla portata della vicenda nella quale siamo immersi (mi riferisco al conflitto, alle questioni internazionali, all'economia e alle questioni riguardanti le condizioni materiali delle persone).

Ai più quello in esame può forse sembrare un provvedimento secondario, tuttavia, a ben guardare, così non è, perché dichiarare monumento nazionale un teatro come quello di Parma vuol dire riconoscere non solo la bellezza del bene in sé, ma anche il valore della memoria che esso esprime e che è sempre memoria collettiva non solo di un territorio ma - proprio perché monumento nazionale - di un intero Paese e di una comunità nazionale.

A proposito delle vicende drammatiche nelle quali siamo immersi, c'è una scena, tra le tante, che mi ha colpito in queste settimane di conflitto. Mi riferisco alla scena che mostra cittadine e cittadini ucraini che nelle maggiori città di quel Paese, alla vigilia dei bombardamenti, hanno pensato bene di provvedere alla sicurezza non solo di sé e dei propri cari attraverso la costruzione di rifugi e di tutto ciò che poteva servire a metterli al riparo, ma persino materiale dei principali monumenti delle maggiori città ucraine. È una cosa che mi ha colpito molto, perché evidentemente si è trattato di proteggere non il bene materiale, ma il senso e l'idea di una memoria collettiva. Ogni popolo, ogni Nazione, ogni storia ha da difendere i suoi valori attraverso simboli che sono materiali, ma che diventano immateriali nella loro precipitazione nella dimensione della memoria collettiva.

Ci troviamo, anche in questo caso, davanti a un fatto di tale portata. Il Teatro viene inaugurato il 16 maggio 1829 con l'opera «Zaira» del maestro Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani; peraltro un'opera che in quell'esordio non riscuote grande successo, come d'altronde è capitato a molte opere che poi sono diventate molto famose e importanti nel corso del tempo. Questa dichiarazione fa il paio in fondo con quella di monumento nazionale fatta i primi del secolo con la legge 3 febbraio 1901, n. 26, della casa natale di Giuseppe Verdi a Busseto. In effetti entrambi sono luoghi simbolo per Giuseppe Verdi e il loro intreccio è indissolubile, a dire, una volta di più, che sia che siamo di fronte a qualcosa che riguarda il valore di un territorio, delle biografie che lo hanno attraversato, ma sicuramente anche a qualcosa che significa molto per un intero Paese.

Per tale ragione potrà essere secondario - per quanto ho detto probabilmente il provvedimento non lo è - ma di sicuro è una cosa di cui i cittadini di Parma andranno orgogliosi e di cui forse dovremmo esserlo anche noi che questo passaggio stiamo assecondando. (Applausi).

COLLINA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COLLINA (PD). Signor Presidente, anche il Gruppo Partito Democratico oggi ritiene importante procedere all'approvazione della legge che consente di considerare monumento nazionale il Teatro Regio di Parma.

I monumenti nazionali, nella maggior parte dei casi, rappresentano una testimonianza del passato che la nostra Nazione ha interesse a mantenere viva. In questo caso però abbiamo un luogo vivo, un luogo che vive nella quotidianità del nostro tempo, che testimonia le radici del nostro Paese dal punto di vista non solo delle pietre, del monumento, di un pezzo di storia, ma anche del tessuto, della produzione culturale e della creatività del nostro territorio.

Credo quindi sia un fatto simbolico importante; non solamente un monumento del tempo passato, ma un luogo vivo della città di Parma e - direi - dell'intera Nazione. Nel Teatro Regio di Parma sono passati tanti fatti importanti nell'ambito della cultura italiana. Pensiamo solamente alle celebrazioni verdiane e a quanto il Teatro Regio di Parma abbia significato per la storia della musica italiana. Credo però ci sia anche un altro elemento che bisogna sottolineare nel momento così difficile e complicato che stiamo vivendo. Spesso ci chiediamo come si fa a promuovere la pace.

Per promuovere la pace si deve passare necessariamente attraverso la cultura, l'arte e la bellezza e, se vogliamo trovare oggi un motivo in più per approvare questo disegno di legge, per noi in Italia c'è anche tale significato. Nel momento così grave che stiamo vivendo stiamo dicendo al mondo che l'arte e la cultura sono da promuovere, da riconoscere e valorizzare; sono un elemento importante per promuovere la cultura della pace e la convivenza pacifica nelle comunità.

Andare a teatro poi, in un momento come quello attuale, dopo due anni di chiusura degli spazi culturali, e ripartire, riconoscendo a un teatro lo status di monumento nazionale, credo sia un ulteriore aspetto da sottolineare.

Se tante volte in Parlamento ci occupiamo di cose che possono essere ritenute un po' sganciate dal contesto e dalla vita che nel complesso stiamo vivendo, penso che oggi stiamo facendo invece una cosa molto centrata, che ha tanti significati e tanto valore. Si tratta di riconoscere non solo un monumento nazionale, ma anche un qualcosa intimamente collegato alla vita del nostro Paese: vale a dire la cultura come testimonianza delle nostre radici e come promozione della pace e della vita comunitaria che vogliamo si affermi non solo in Italia, ma nel mondo intero. (Applausi).

AIMI (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AIMI (FIBP-UDC). Signor Presidente, signora sottosegretario Lucia Borgonzoni, colleghi, anche per il Gruppo Forza Italia è importante poter parlare oggi in Aula di un provvedimento che - come mi pare di capire anche dalle dichiarazioni di voto - rappresenta un momento di unità indirizzato verso la cultura di questo Paese straordinario e meraviglioso che la natura ha posto al centro del Mediterraneo. Siamo tra il Nord e il Sud del mondo; rappresentiamo il 50 per cento delle terre emerse e l'83 per cento della popolazione mondiale e siamo stati capaci nel tempo di realizzare cose sublimi e inimmaginabili: basti pensare che possediamo oltre il 70 per cento delle bellezze artistiche.

Riconoscere dunque oggi con questo provvedimento il Teatro Regio di Parma come monumento nazionale ha un'importanza davvero alta, perché Parma non è solamente una città di grande e straordinaria bellezza, ma ha una tradizione culturale e musicale tutta sua, particolarissima. Basti pensare che già aveva un teatro del 1689, il Teatro ducale. Quando poi, dopo la restaurazione, nel 1816 arrivò Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla - regnerà fino alla sua morte nel 1847 - portò una ventata di cultura e amore. Per questo non possiamo non dirci innamorati non solo di questa bellezza, ma dell'Italia intera, che è un paradiso di bellezza incommensurabile.

Maria Luigia, che veniva da un mondo di elevatissima cultura - era stata educata alla corte di Vienna e aveva un amore straordinario per il balletto e la musica - ebbe allora un'intuizione, capendo che il teatro del 1689 non avrebbe potuto soddisfare le esigenze della popolazione parmigiana che si affacciava alla cultura. Decise dunque la realizzazione di quest'opera straordinaria, iniziata nel 1821 - pensate che lo scorso anno sono stati festeggiati i duecento anni - e conclusa nel 1829 con l'apertura del Teatro.

Ma Parma rappresenta davvero una bellezza straordinaria e davvero bisogna avere, anche come politici, l'umiltà di affrontare queste cose con quella delicatezza necessaria quando si accarezzano temi così importanti. Ho avuto l'avventura in questi giorni di conoscere due persone importanti, Angela Spocci, che è stata sopraintendente al Teatro Lirico di Cagliari e presidente del Teatro Regio di Parma, e Massimo Tannoia, primo violoncello del Regio di Parma, una figura straordinaria, che collabora tutt'ora con il San Carlo di Napoli, con La Fenice di Venezia e con Roma.

Certo, il Teatro Regio di Parma non è sicuramente il teatro più importante d'Italia, e lo abbiamo detto - sappiamo che ci sono teatri importanti come La Scala di Milano e La Fenice di Venezia - ma è sicuramente un luogo di eccellenza per la grande tradizione operistica italiana. È un teatro che ospita 1.800 posti - immaginate cosa significasse all'epoca - costato una cifra esorbitante, ma che ancora oggi dimostra come quello nella cultura sia uno degli investimenti più straordinari e importanti che si possano realizzare. Quando si investe un euro sulla cultura esiste un moltiplicatore, che è 4. Io credo che il Teatro Regio di Parma, che viene da così lontano, abbia moltiplicato ancora di più la possibilità di introiti per la città stessa.

Agli inizi c'era un clima del tutto particolare: basti pensare che si tenevano spettacoli non solamente di musica lirica, di balletto e di declamazione di poesie, ma addirittura di funambolismo, spettacoli nei quali - ad esempio - venivano date dimostrazioni di prove ginniche o scientifiche, addirittura di illusionismo. In quegli anni in cui non c'erano né il cinema, né ovviamente la televisione, era quindi diventato un momento di cultura.

Oggi è molto bello pensare che il Regio di Parma abbia questo ruolo. La sua bellezza, nello stile neoclassico, nella sua facciata gialla, si distingue in una città meravigliosa. Tra l'altro, in questo teatro si sono esibiti personaggi straordinari della musica mondiale, dalla divina Callas, a Luciano Pavarotti, José Carreras. Voglio ricordare ancora Mario Del Monaco, Carlo Bergonzi, Renata Tebaldi, Katia Ricciarelli, la modenese Mirella Freni e Rajna Kabaivanska, nomi illustri della musica mondiale.

C'è un episodio molto simpatico che vorrei raccontare in Aula. Alla fine del 1800 ci fu una crisi economica - ricorda un po' questi tempi - e allora si decise di non finanziare i teatri. Cominciarono a chiudere i più importanti teatri italiani; eravamo nel 1892, in una crisi che durò fino al 1894. A Parma ci fu una ribellione: i cittadini di Parma fecero un referendum - immaginate quindi la sensibilità, per dire cos'è la parmigianità - per aprire il teatro; un teatro che ha un'atmosfera unica e straordinaria. Chi avrà la ventura di andare a visitarlo, vedrà non un lampadario ma un astrolampo realizzato a Parigi, poco dopo il 1850, che dà una illuminazione tutta particolare.

Vorrei ricordare il sogno che i due protagonisti della storia del Regio di Parma che ho citato all'inizio vorrebbero realizzare, che davvero porterebbe ad avere un unicum in Europa: riuscire ad avere la dichiarazione di monumento nazionale anche per il Teatro Magnani di Fidenza e il Giuseppe Verdi di Busseto. (Applausi). Se noi riuscissimo in questa operazione, avremmo un unicum in Europa e sarebbe davvero qualcosa di straordinariamente importante.

Peraltro, qualche tempo fa, insieme a oltre 40 senatori del Gruppo cui appartengo, ho sottoscritto un progetto per la rivitalizzazione delle orchestre sinfoniche in Italia. Vorrei solo ricordare che in Italia abbiamo solamente una trentina di orchestre sinfoniche, mentre in altri Paesi sono addirittura più di cento. Dobbiamo investire nella cultura e per questa ragione credo sia importante la dimostrazione che diamo oggi: un'Assemblea unita e vicina ai grandi interessi della cultura nazionale, segnatamente a quella di Parma, che rappresenta qualcosa di unico e sublime anche nel panorama italiano. (Applausi).

SAPONARA (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SAPONARA (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, con la dichiarazione a monumento nazionale del Teatro Regio di Parma si vuole raggiungere un traguardo prestigioso per Parma e per la sua tradizione culturale, storica e musicale. E questo perché il Teatro Regio non è solo un edificio in stile neoclassico di grande valore artistico e architettonico, realizzato all'inizio dell'Ottocento, ma è tanto di più. Andiamo quindi a vedere perché è così importante per Parma.

Se ripercorriamo nel tempo la sua storia, vediamo che il Teatro Regio fu concepito all'interno di un programma di riqualificazione e valorizzazione durante il governo di Maria Luigia d'Asburgo, duchessa del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, dal 1816 al 1847. La duchessa voleva fare di Parma una città all'altezza delle capitali europee; un'ambizione molto alta, perseguita da una sovrana illuminata quale ella fu che, con il suo buon governo, seppe dare a Parma un volto nuovo, di cui ancora oggi i parmigiani e i turisti possono godere. E se pensiamo che tale piano fu concepito ben duecento anni fa, con risultati che diedero a Parma il volto di una città di alta civiltà e cultura, oggi non possiamo fare altro che prendere esempio, cercando di essere lungimiranti e con le nostre azioni e decisioni, nonché con i mezzi a nostra disposizione, realizzare nei nostri territori opere che li valorizzino e possano essere godute dai cittadini: il Teatro Regio, quindi, come esempio di buon governo a cui abbiamo il dovere di rendere onore e ispirarci.

Il Teatro Regio, inoltre, fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1829, è stato uno dei luoghi dove sono state scritte pagine importanti della storia di Parma e del suo territorio. E tutto questo non dobbiamo perderlo né dimenticarlo, perché è sempre restando attaccati alle nostre origini e alla nostra storia che possiamo dare valore al nostro presente. In esso si sono celebrati eventi musicali di altissimo livello, grazie soprattutto a quella tradizione lirica legata a Giuseppe Verdi, che proprio a Parma e nella natia Busseto trova la sua massima commemorazione. Non dimentichiamo poi che il Teatro Regio di Parma è testimone e protagonista dei cruciali cambiamenti che investono il melodramma durante l'Ottocento e il secolo successivo, dalla fine dell'epoca legata al nome di Rossini, alla supremazia del repertorio verdiano, dall'apertura alle esperienze francesi e tedesche, all'opera italiana di Mascagni, Leoncavallo e Puccini. Tuttavia, anche nella storia più recente è stato luogo di importanti momenti di vita sociale, come quando al suo esterno, il 26 dicembre del 1968, in occasione dell'inaugurazione della stagione lirica, avvenne una lacerante contestazione popolare e soprattutto giovanile, figlia della grande protesta in atto in quei tempi di cambiamento.

Quando diciamo Teatro Regio monumento nazionale, quindi, non si vuole solo affermare e rendere omaggio all'importanza artistica e architettonica di questo bellissimo edificio che si affaccia su una delle vie più frequentate dai parmigiani, ma vogliamo dire molto di più. Quindi, abbiamo il dovere di valorizzarlo al massimo, anche come espressione delle potenzialità di Parma nel campo musicale.

Così come il Festival Verdi è un'importante vetrina che Parma ha saputo costruire per valorizzare la sua tradizione verdiana, grazie alle sue maestranze liriche, allo stesso modo il riconoscimento come monumento nazionale da parte del Parlamento va nella direzione della massima valorizzazione del Teatro come gloria di Parma, della sua storia e della sua tradizione culturale e musicale. Possiamo inoltre continuare dicendo che il Teatro Regio monumento nazionale è anche la prosecuzione di un cammino intrapreso con Parma capitale italiana della cultura; direi una sorta di ciliegina sulla torta da cui è necessario ripartire con eventi e iniziative di respiro internazionale, mettendo al centro il suo principale e storico teatro e le sue maestranze.

Se è vero che tra i motori trainanti dell'economia del nostro Paese e delle città come Parma c'è il turismo, allora è quanto mai importante prendere in mano il nostro patrimonio culturale in tutte le sue forme, valorizzandone tutti gli aspetti per rendere veramente vivo e trainante quel turismo che diversamente, senza la cultura, resterebbe una scatola vuota. Il Teatro Regio è parte di questo patrimonio sia per quanto è visibile sotto il profilo artistico e architettonico, sia per quanto rappresenta.

Dopo aver elencato alcuni degli aspetti simbolici che porta con sé, vorrei concludere con qualche riferimento proprio alle sue caratteristiche artistiche e architettoniche, non perché di secondaria importanza, ma in quanto ritengo sia sempre necessario andare oltre la bellezza tangibile per afferrare molto di più.

La costruzione iniziò nel 1821 su progetto dell'architetto di corte Nicola Bettoli e il Teatro fu inaugurato il 16 maggio 1829 con «Zaira», opera di Vincenzo Bellini. Il Teatro è in stile neoclassico, la facciata è caratterizzata da un colonnato di ordine ionico e da un'ampia finestra terminale che si apre nella parte alta. Superato l'atrio, si accede alla sala del foyer scandita da due file di quattro colonne; una scalinata porta alla sala del ridotto, dove era il trono di Maria Luigia. Attraverso il portale d'onore, si entra nel cuore dell'edificio, la sala, con la platea, quattro ordini di palchi e il loggione, sovrastata dal soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi. Il sipario, uno dei pochi giunti fino a noi, è anch'esso opera del Borghesi. L'aspetto della sala oggi è molto diverso dall'originale. Girolamo Magnani, che tra l'altro era un decoratore che Verdi volle spesso al suo fianco in qualità di scenografo, fu incaricato da Carlo III di Borbone di rinnovare la veste del Teatro Regio secondo lo stile neorinascimentale. La camera acustica, dipinta da Giuseppe Carmignani, uno fra i rari esempi sopravvissuti all'uso e al tempo, riprende le decorazioni dei palchi e si compone di pannelli di canapa montati su cornici lignee componibili telescopicamente per servire le più diverse formazioni orchestrali. In origine - questa è una curiosità - il Teatro era destinato ad accogliere spettacoli di vario genere, dal funambolismo alle prove ginniche, numeri con animali ammaestrati, dimostrazioni scientifiche, illusionismo e anche varie curiosità. Di notevole pregio è infine l'orologio, che scandisce dal 1829 il tempo di opere e concerti che si sono susseguiti sul palcoscenico del Teatro. Nel 2018, dopo un anno di restauri, lo storico orologio del Teatro Regio, realizzato da Antonio Barozzi, è tornato a funzionare.

Questa sommaria descrizione rende evidente il valore artistico e architettonico del Teatro Regio di Parma, ma - come ormai ho ribadito più volte in questo mio intervento - la sua dichiarazione a monumento nazionale vuole essere non solo l'esaltazione di una bella architettura neoclassica, ma anche e soprattutto la valorizzazione di ciò che rappresenta per Parma e di ciò che partendo da esso può rappresentare Parma in Europa e nel mondo, se sapremo valorizzarlo come merita.

Occorre, infatti, ricordare che assieme alla casa natale di Giuseppe Verdi, già dichiarata monumento nazionale, e al Teatro Magnani di Fidenza e al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, può ambire a diventare un unicum a livello internazionale.

Concludo ringraziando i colleghi della Commissione cultura, il presidente, senatore Riccardo Nencini, e il senatore e relatore Albert Laniece, che mi hanno affiancato in questa proposta di legge, e naturalmente il Governo, oggi rappresentato dal sottosegretario Lucia Borgonzoni. Ringrazio i colleghi che sono intervenuti e hanno condiviso con me questa dichiarazione del Teatro Regio a monumento nazionale. Sono molto contenta che l'Assemblea voterà a favore di questo disegno di legge e, come parmigiana, invito tutti a visitare e soprattutto a vivere il Teatro Regio di Parma, simbolo eccellente della parmigianità. (Applausi).

MONTEVECCHI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MONTEVECCHI (M5S). Signor Presidente, cari colleghi, care colleghe, il conferimento del titolo di monumento nazionale al Teatro Regio di Parma, fra i più importanti teatri di tradizione del nostro Paese, è un riconoscimento senza dubbio prezioso per la città di Parma, già capitale della cultura, per i suoi abitanti, per tutta la Regione Emilia-Romagna e per tutti noi, perché l'opera lirica e la musica sono un patrimonio mondiale, globale e universale. Quindi, tutti noi oggi dobbiamo gioire per tale riconoscimento.

Ringrazio la senatrice Saponara per questo disegno di legge, ma anche per aver ricordato le origini storiche del Teatro, che - come ha ricordato anche il collega Laforgia - è stato inaugurato proprio il 16 maggio del 1829 con la messa in scena della «Zaira» di Vincenzo Bellini. Da allora, la storia del melodramma italiano è passata attraverso questa istituzione, che è diventata il centro della tradizione operistica del nostro Paese.

Come ha già ricordato la senatrice Saponara, tra le peculiarità di questo Teatro c'è sicuramente la camera acustica, dipinta da Giuseppe Carmignani, ma non è l'unica: sono tante le ricchezze architettoniche e artistiche che fregiano e rendono il Teatro un edificio di valore storico e architettonico che merita, anche solo per questo, il riconoscimento di monumento nazionale.

Vorrei fare una breve incursione storica sulla legislazione del monumento nazionale, perché sul sito monumentinazionali.it impariamo che la maggior parte di essi sono stati promossi durante il Regno d'Italia per salvaguardare un patrimonio inizialmente legato soprattutto alle biblioteche, che erano ecclesiastiche, un patrimonio che rischiava di scomparire per le difficoltà di quanti ne avevano possesso o disponibilità di garantirne il mantenimento. Con queste operazioni, quindi, il Regno d'Italia e poi la Repubblica hanno impedito che fossero ceduti a privati o a collezionisti strutture o materiali che erano e sono destinati alla condivisione pubblica, in quanto patrimonio nazionale. Siamo davvero in un'altra epoca, se pensiamo a come oggi, invece, stiamo rischiando di scivolare in una china che vede sempre di più la privatizzazione della gestione del nostro patrimonio artistico e culturale. Dunque, colleghi, che questo sia un monito per ricordarci che cosa ispirava questa dichiarazione e che cosa siamo tenuti a garantire come parlamentari di questa Repubblica.

La prima proclamazione di monumento di storia nazionale - pensate - è del 6 maggio 1866, con la tutela del Regno di Palazzo Madama di Torino.

Vedete dunque come la cultura e la storia ci insegnino quanto siamo legati al nostro passato (Applausi) e quanto dal passato si debba guardare al futuro grazie alla cultura, che ci insegna molto anche del nostro presente, perché la cultura è pace.

Ringrazio il senatore Laforgia per aver ricordato quanto sia importante oggi approvare questo disegno di legge. Tra le tante immagini che ci arrivano dall'Ucraina, certamente non possiamo dimenticarci quelle di giovani musicisti che sono scesi nelle piazze per ribadire quanto la cultura possa essere il veicolo di pace e di unione tra i popoli. Da qui l'importanza della diplomazia culturale e di non far scendere la cultura nel campo di guerra. (Applausi). La cultura deve rimanere fuori dal campo di guerra. Dobbiamo costruire ponti e pace attraverso la cultura.

Un altro momento storico ci ha insegnato l'importanza della cultura: la pandemia. Sono aumentati significativamente i consumi di contenuti artistici e culturali online durante la pandemia, perché la cultura cura, la musica cura, e la pandemia ce lo ha insegnato.

Perché possiamo ancora vantare questo patrimonio oggi? Possiamo farlo perché ci sono persone, professionisti che ci curano attraverso la loro professione e curano e tutelano il nostro patrimonio artistico e culturale: aiutano a valorizzarlo e a conservarsi, aiutano a gestirlo, ci aiutano a far sì che noi tutti ne possiamo usufruire nella sua ricchezza intangibile, che è la ricchezza della conoscenza che ci eleva e ci rende quelli che siamo (Applausi). Ed è una ricchezza intangibile perché, attraverso la nostra creatività, possiamo vantarci nel mondo del nostro made in Italy. Quando andiamo nel mondo, il più bel biglietto da visita è la nostra cultura; il più potente strumento di incontro e di soft power è l'opera lirica, e noi ce lo dobbiamo ricordare. Allora i professionisti vanno tutelati e valorizzati.

Vi dico tutto ciò perché auspico che, con l'insediamento della nuova amministrazione, si torni a ragionare sulla vicenda del coro del Teatro Regio: una vicenda che merita attenzione perché il coro del Regio esiste grazie a questa cooperativa che canta e che presta la sua alta professionalità all'interno del Regio. Il maestro del coro, Martino Faggiani, ha lamentato l'esclusione del coro del Regio nella serata di apertura a febbraio scorso, e in generale ha lamentato una scarsa considerazione delle masse artistiche. Allora auspichiamo che a giugno questa vicenda trovi una soluzione, perché i professionisti lo meritano, come meritano in generale di avere un lavoro stabile all'interno di istituzioni che promuovono la cultura dell'opera lirica e della musica sinfonica.

Non mi dilungo oltre, perché oggi è una giornata in cui dobbiamo essere felici. Allora permettetemi di salutarvi attraverso una forzatura, citando Verdi: «Libiamo nei lieti calici, che la bellezza infiora». (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi).

Rinvio in Commissione del disegno di legge:

(2317) NENCINI ed altri. - Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti(Relazione orale)(ore 10,40)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2317. Ha chiesto di intervenire la relatrice. Ne ha facoltà.

DE LUCIA, relatrice. Signor Presidente, mi corrono l'obbligo e il dovere di chiarire che, alla luce di un recentissimo provvedimento del Governo, è emersa la necessità di intervenire sul testo, definito dalla Commissione, degli articoli del disegno di legge in esame, con particolare riferimento alla norma con la quale viene identificato l'organo a cui sono demandati l'esame e la valutazione dei progetti previsti dal disegno di legge.

Chiedo pertanto il rinvio in Commissione del disegno di legge in esame, mantenendo la sede redigente, al fine di poter modificare la norma, chiedendo l'autorizzazione a convocare immediatamente la Commissione, integrandone l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. La relatrice propone pertanto una questione sospensiva, richiedendo il rinvio in Commissione del disegno di legge in esame.

Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge n. 2317 può prendere la parola non più di un rappresentante per Gruppo, per dieci minuti.

Poiché nessuno chiede di intervenire, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva, avanzata dalla senatrice De Lucia.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge:

(1571-B) Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare («legge SalvaMare») (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)(ore 10,42)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1571-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

La relatrice, senatrice La Mura, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice.

LA MURA, relatrice. Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, siamo alla quarta lettura del disegno di legge SalvaMare. Quella odierna dovrebbe essere l'ultima lettura del provvedimento, che dovremmo dunque approvare definitivamente. Sono pertanto emozionata e anche onorata di essere la relatrice del disegno di legge in esame, che oggi verrà votato, per diventare finalmente legge.

Nella seduta di ieri, in Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, i colleghi e le colleghe hanno applaudito dopo l'approvazione del provvedimento e, incrociandone lo sguardo, ho colto l'emozione nei loro occhi, per il fatto di aver votato all'unanimità un progetto e per aver gettato un seme che dovrà essere sviluppato e che tende la mano al mare, amico di tutti noi. C'è emozione quando parliamo del mare ed è la stessa emozione che dobbiamo provare oggi nei confronti del disegno di legge in esame. Il provvedimento disciplina infatti il recupero dei rifiuti in mare, nei laghi e nelle lagune e promuove il loro riuso, per stimolare l'economia circolare, a sostegno non solo della vita marina, ma anche dello sviluppo di un'economia del mare più sostenibile.

Il decreto-legge SalvaMare, così chiamato con un nome evocativo, è un seme che stiamo lanciando insieme in mare; è un impegno a prendercene cura affinché non inaridisca.

Con l'approvazione di questo provvedimento, il primo impegno lo chiediamo al Governo affinché possa approvare i numerosi decreti attuativi in esso contenuti anche prima dei sei mesi, visto che sono passati quattro anni. Cerchiamo quindi di sollecitare l'Esecutivo affinché possa attuare i decreti, il più importante dei quali è l'end of waste per far sì che si possano riutilizzare rifiuti marini come materia prima secondaria.

Un altro impegno lo chiediamo ai lavoratori marittimi e ai pescatori: voglio infatti ricordare che sarà consentito ai comandanti di navi e ai semplici conducenti di natanti di recuperare i rifiuti in mare e, una volta a terra, di portarli nell'impianto portuale di raccolta. Agli stessi pescatori sarà consentito questo. L'importante novità introdotta - ve lo voglio ricordare - riguarda il fatto che i rifiuti raccolti sono considerati non più speciali, ma urbani, quindi si introduce una semplificazione incredibile, che sarà veramente a tutela del mare, poiché questi rifiuti non saranno più gettati in mare. In più, vi è l'importante misura relativa al conferimento nelle aree portuali per la raccolta, che oltretutto sarà gratuita, visto che il costo verrà suddiviso tra tutti noi tramite una specifica componente della tassa sui rifiuti.

Abbiamo previsto premi di natura non economica nei confronti dei pescatori che si impegnano nella raccolta dei rifiuti; non ci siamo dimenticati di investire sul futuro e lo abbiamo fatto introducendo la norma grazie alla quale le scuole di ogni ordine e grado potranno svolgere attività educative sull'importanza della conservazione dell'ambiente marino, mediante percorsi divulgativi specifici.

Estremamente importanti per la tutela dell'ecosistema marino costiero sono le disposizioni introdotte per l'inserimento degli impianti di desalinizzazione nell'elenco delle attività inquinanti, per le quali è prevista la valutazione di impatto ambientale statale; è importante anche la previsione di un termine per l'adozione del decreto per l'individuazione dei criteri relativi al contenimento dell'impatto ambientale degli impianti di acquacoltura e piscicoltura, perché per sedici anni non è mai stato varato il decreto attuativo e di conseguenza abbiamo distrutto i nostri fondali. Adesso basta! Tutti vogliamo salvare il mare e per questo stiamo mettendo questo seme che dev'essere nutrito, perché altrimenti morirà.

Ancora, vi sono misure per la promozione di campagne di raccolta di rifiuti, in modo che tutti i cittadini, le associazioni e gli imprenditori possano aiutare il nostro mare a respirare un po' meglio rispetto a ora, ma soprattutto prendano consapevolezza dell'insostenibilità della nostra vita sulla terra, perché produciamo più rifiuti di quanti possiamo smaltirne, quindi stiamo soffocando anche noi.

Il disegno di legge è stato approvato alla Camera a fine aprile con alcune modifiche agli articoli 1 e 2, mentre è stato eliminato l'articolo 12, derivante da un emendamento del relatore, l'unico che avevo presentato. Tuttavia, ho accolto questa modifica senza repliche, perché ci tenevo che il provvedimento andasse in porto. In particolare, ribadisco che nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati il decreto-legge ha subito modifiche, riguardanti due soli articoli, volte ad aggiornare i richiami normativi relativi al decreto legislativo n. 182 del 2003, facendo rinvio alle disposizioni nel frattempo introdotte dal decreto legislativo n. 197 del 2021 per il recepimento della direttiva relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che quindi adesso possono raccogliere anche i rifiuti marini o quelli provenienti da laghi, fiumi e lagune.

Inoltre è stato eliminato l'articolo 12, relativo alle disposizioni in materia di prodotti che rilasciano microfibre.

Infine, con specifico riferimento all'articolo 6, ricordo che lo stesso interviene sulle misure per la raccolta dei rifiuti galleggianti nei fiumi, stabilendo, al fine di ridurre l'impatto dell'inquinamento marino da essi derivante, che le autorità di distretto introducano nei propri atti di pianificazione misure sperimentali nei corsi d'acqua, dirette alla cattura dei predetti rifiuti galleggianti. A tal riguardo, il comma 2 dell'articolo 6 affida al Mite l'avvio di un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi, che sarebbe dovuto partire il 31 marzo 2022, data che era stata già congruamente individuata nel testo approvato al Senato nel novembre scorso, che non è stata modificata nel corso dell'ultima lettura da parte della Camera dei deputati e che risulterà pertanto antecedente alla data di approvazione finale del provvedimento.

La Commissione ambiente, nel corso della discussione in sede redigente, ha innanzitutto preso atto dell'impossibilità di modificare il citato articolo 6, in ragione dei limiti derivanti dall'articolo 104 del Regolamento, non essendo stato tale articolo modificato durante l'esame presso la Camera dei deputati. In ragione di ciò la Commissione, pur nella consapevolezza del carattere ordinatorio del termine anzidetto, ha ritenuto comunque necessario evidenziare il problema e, mediante la presentazione di un apposito ordine del giorno, sottoscritto da tutti e accolto dal Governo, ha impegnato quest'ultimo a intervenire, una volta approvata la legge salva mare, attraverso opportuni interventi di natura legislativa, per innovare la predetta disposizione in modo da risolvere la segnalata incoerenza normativa relativa alla data per l'avvio del programma sperimentale.

Ho finito, signor Presidente. Mi riservo di depositare il testo integrale della mia relazione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

FONTANA, sottosegretario di Stato per la transizione ecologica. Signor Presidente, desidero esprimere un profondo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Presidente della 13a Commissione (ambiente), che ha esaminato il provvedimento in sede redigente, e da tutti i Gruppi parlamentari, che non hanno fatto mancare il loro sostegno, talora ponderato e propositivo, ma mai critico in maniera pregiudiziale sui contenuti di questo disegno di legge governativo. Il lavoro, talora estenuante e lungo nei tempi di approvazione, ha anche condotto a imperfezioni testuali legate a termini temporali ormai trascorsi, su cui è intendimento del Dicastero che rappresento tornare, aggiornandoli quanto prima. Peraltro ciò è stato formalizzato in un ordine del giorno accolto dal Governo, come ha raccontato la relatrice.

La tutela del mare, dei fiumi, dell'ecosistema e della biodiversità è parte integrante di questo disegno di legge. Mi soffermerò su tre punti, che considero importantissimi e vitali per la transizione ecologica, di cui il mio Dicastero intende essere oggi protagonista. Il primo è la tutela dell'ecosistema e della biodiversità, intesa quale premessa e punto di partenza per ogni prospettiva di sviluppo economico e sociale. Non c'è transizione ecologica, se non siamo in grado di difendere il nostro ecosistema vitale, a partire dai nostri mari.

Secondo punto: la transizione ecologica affonda le sue giovani radici nell'uso razionale delle proprie risorse, che sono sempre meno e sempre più costose. Economia circolare vuol dire affrontare questa impasse ambientale, economica e sociale, orientandoci quanto più verso la sua naturale evoluzione, rappresentata dalla bioeconomia circolare. A tale proposito, in questo disegno di legge poniamo ancora una volta l'accento sull'importanza del fine vita dei rifiuti, siano essi accidentalmente pescati in mare oppure raccolti in maniera volontaria, associando le operazioni di raccolta a quelle di recupero di materia da essi, laddove possibile.

Terzo e ultimo punto: l'educazione ambientale nelle scuole rende gli alunni consapevoli dell'importanza della conservazione dell'ambiente, in particolare del mare e delle acque interne, nonché della corretta modalità di conferimento dei rifiuti. Ciò, insieme al predetto quadro regolatorio che consente le campagne di pulizia in mare, caratterizza il testo che ci accingiamo a votare definitivamente.

Il provvedimento si è voluto chiamare SalvaMare perché presuppone una situazione di allarme facilmente percepibile da tutti noi per il mare e i nostri fiumi contaminati da rifiuti di ogni tipo e da tanta plastica. Attraverso l'educazione ambientale, non solo nelle scuole, dobbiamo evitare che le nostre acque pregiate, vitali e ricche di straordinaria biodiversità siano utilizzate come discariche invisibili agli occhi di tutti. L'educazione ambientale serve a creare persone consapevoli e ben informate dei rischi che stanno correndo per sé e l'ambiente in cui vivono. Ne abbiamo un disperato bisogno. (Applausi).

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1ª e dalla 5ª Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna.

Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Gli articoli da 3 a 11 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati.

Per effetto della soppressione dell'articolo 12 in sede di esame del provvedimento presso la Camera dei deputati, i successivi articoli hanno cambiato la numerazione. Gli articoli da 12 a 16, nella nuova numerazione, non saranno posti in votazione, in quanto non modificati dalla Camera dei deputati.

Passiamo alla votazione finale.

MORONESE (Misto). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MORONESE (Misto). Signor Presidente, annuncio immediatamente e convintamente il mio voto favorevole al provvedimento in esame.

Credevo che nell'immaginario collettivo questo provvedimento fosse già stato approvato, ma, ahimè, non è così. Il disegno di legge ha avuto un percorso lungo non perché non condiviso, ma perché il Parlamento è stato impegnato in questi due anni nei decreti riguardanti il contrasto alla pandemia da Covid-19 e gli aiuti ai cittadini e alle imprese resi necessari dalle negative conseguenze economiche. Finalmente oggi in Senato stiamo procedendo con il voto finale e questo è ciò che conta.

L'importanza della legge SalvaMare è stata più volte ribadita in Aula e anche fuori, in quanto si tratta non solo di una norma di carattere ambientale, ma soprattutto di una legge di civiltà. Ora più che mai abbiamo bisogno di dare un segnale forte, deciso e soprattutto concreto nella direzione della tutela ambientale e della salute dei cittadini.

In questa fase finale desidero ringraziare nuovamente l'ex ministro dell'ambiente Sergio Costa, che ci ha sottoposto il disegno di legge e ci ha creduto. Voglio anche ringraziare la sottosegretaria Fontana e tutto il Governo per averci seguito nei lavori di Commissione e aver sostenuto il provvedimento. Desidero inoltre ringraziare la relatrice del provvedimento, senatrice La Mura, per aver ben coordinato le proposte dei Gruppi parlamentari, nonché tutti i colleghi della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, che ho l'onore di presiedere, perché il provvedimento ha sempre visto il parere favorevole di tutti e abbiamo lavorato in maniera veramente molto collaborativa. Infine, desidero rivolgere un ringraziamento alle associazioni ambientaliste non solo per il supporto dato ai lavori della Commissione, ma anche per la parte comunicativa svolta all'esterno del Parlamento.

Non mi rimane che ringraziarvi e augurare buon voto a tutti. (Applausi).

ABATE (CAL-A-PC-IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ABATE (CAL-A-PC-IdV). Signor Presidente, sarò breve perché il provvedimento al nostro esame è stato tanto discusso in Parlamento e anche molto atteso. Si tratta di un buon provvedimento (quando ancora il Governo italiano faceva dei buoni provvedimenti).

Vorrei rilevare che l'Italia conta 8.000 chilometri di coste e che le sue acque territoriali sono ricche di biodiversità e rappresentano un quinto del Mar Mediterraneo. Abbiamo 32 aree marine protette, 9 arcipelaghi, 27 isole minori abitate e 500 porti. Che meraviglia, mi verrebbe da dire. Sono invece 200.000 le imprese italiane blu che producono il 3 per cento del nostro PIL italiano. L'ecosistema marino è importante: produce il 50 per cento dell'ossigeno che respiriamo e assorbe il 30 per cento della CO2 prodotta. Proprio per questo è importante mantenerlo in salute e preservarlo da qualsiasi tipo di inquinamento. Ci sono naturalmente dei grossi problemi, tra cui la plastica, che è la protagonista di tutti i problemi che il mare ha.

Ogni giorno sono tantissimi i rifiuti che si riversano nei mari e negli oceani, inquinandoli sempre di più e mettendo a repentaglio questo importantissimo ecosistema. Le conseguenze ambientali sono catastrofiche e sotto gli occhi di tutti; ognuno di noi ha potuto vedere le cosiddette isole di plastica che si incontrano nei mari e negli oceani. Questa emergenza naturalmente non riguarda tutta l'Italia, ma tutto il mondo e vogliamo sperare che noi, attraverso la legge al nostro esame, saremo lo Stato capofila della tutela importante dei mari e degli oceani.

La cosiddetta legge SalvaMare che stiamo approvando oggi consente ai comandanti di navi o ai semplici conducenti di natanti di recuperare in mare i rifiuti e, una volta a terra, portarli nell'impianto portuale di raccolta. Facendo parte della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, io giro per i porti e i pescatori mi raccontano che in mare raccolgono tanti rifiuti e tanta schifezza, che però, molte volte, arrivati nei porti, sono costretti a ributtare, perché, trattandosi secondo le norme vigenti di rifiuti speciali, si trovano imbottigliati e non sanno cosa fare. Tale problema è stato risolto con questa legge. Una volta infatti che questi rifiuti saranno arrivati sulla terraferma, verranno portati in strutture di raccolta che i Comuni faranno presso ogni porto. Se invece le imbarcazioni o i natanti sono fuori dalle aree portuali, sarà cura dei Comuni creare punti di gestione di questi rifiuti nelle vicinanze dei luoghi e delle aree dove i natanti sono attraccati.

Inoltre, il comandante della nave o il conducente del mezzo che approda in un piccolo porto, anche non commerciale, dovrà portare i rifiuti accidentalmente pescati presso gli impianti portuali di raccolta integrati dal sistema di gestione dei rifiuti comunali.

È necessario sottolineare - e lo dico loro da questa sede - che tutto questo non ha un costo economico per i pescatori. È questo quindi un deciso passo avanti nella salvaguardia del mare, è una legge di civiltà. I rifiuti pescati accidentalmente in mare o prodotti dall'attività della pesca, come dicevo, non vengono più considerati speciali, ma possono essere conferiti al pari di tutti gli altri rifiuti, anziché essere buttati di nuovo a mare.

La legge è orientata soprattutto a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute. Infatti, per combattere i cambiamenti climatici è anche essenziale mantenere in salute questo importante ecosistema, che, come sappiamo, va a regolamentare dei meccanismi fondamentali per l'esistenza stessa del pianeta.

Non solo: la legge SalvaMare andrà a determinare inoltre anche l'orientamento e l'educazione delle future generazioni, dei ragazzi e delle ragazze cui nei prossimi decenni spetterà il compito di preservare le acque del nostro pianeta. Per questo, tra le misure previste dalla legge, c'è anche la promozione nelle scuole di ogni ordine e grado, a cominciare dalla scuola primaria, di attività educative finalizzate non solo a sensibilizzare sul tema, ma a creare nei bambini, futuri giovani e futuri abitanti del pianeta, la consapevolezza e la coscienza di quanto sia importante preservare il pianeta.

In concreto, la volontà di questa legge, accanto alla tutela di un importante ecosistema, è di proporre anche all'interno delle scuole percorsi divulgativi in merito alla corretta pratica di conferimento dei rifiuti, del recupero e riuso dei beni di consumo e dello smaltimento dei prodotti a fine ciclo. Non dovrebbero mancare, infine, lezioni in merito alla riduzione dell'utilizzo della plastica e ai sistemi di riutilizzo disponibili.

Io sostengo sempre, in base alle mie poche competenze, che l'evoluzione della società e del sistema educativo deve passare necessariamente per l'educazione e l'evoluzione del pensiero.

Per quanto detto, annuncio e dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo CAL-A-PC-IdV).

CUCCA (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CUCCA (IV-PSI). Signor Presidente, signora Sottosegretario, gentili colleghe e cari colleghi, siamo arrivati al termine di questa discussione.

Ruberò molto meno dei dieci minuti a mia disposizione, perché di questo argomento abbiamo parlato a lungo e molto bene. Abbiamo ben capito l'importanza di questo provvedimento, che, come ho già avuto modo di dire, arriva in ritardo, ma arriva e anche l'ulteriore ritardo che stiamo affrontando oggi era comunque necessario, perché adeguarsi alla normativa europea è indispensabile affinché la legge stessa abbia un buon esito finale.

Non si parla mai troppo della necessità di un mare pulito. Noi siamo anche fortunati e chi vi parla è fortunato due volte, perché vive in Sardegna, un'isola circondata dal mare, dove, grazie alle correnti, il mare si è mantenuto estremamente pulito. Dobbiamo però fare i conti con la realtà diffusa in tutto il mondo e anche nel Mediterraneo, in Sardegna, dove sappiamo che purtroppo è stato trovato un balenottero spiaggiato - che poi è il simbolo del significato di questa legge - nello stomaco del quale è stato rinvenuto di tutto, compreso circa un metro di corrugato per i fili dell'energia elettrica, per un totale di 23 chilogrammi di plastica.

Non facciamo i conti con quello che produce questa plastica: ci scandalizziamo per questo grande quantitativo, ma non pensiamo agli effetti, che sono quelli rivelati circa un mese fa, quando è emerso che purtroppo nel sangue di esseri umani sono state trovate particelle di plastica, ovviamente infinitesimali, frutto dell'ingestione di carni di pesci nelle quali tali particelle infinitesimali sono appunto presenti. Ciò produce ovviamente danni devastanti, perché si tratta di sostanze assolutamente nocive.

È quindi di grandissima importanza questo provvedimento sotto il profilo della necessità di provvedere alla pulizia del mare. Lo ripeto: il Mediterraneo è ancora, più o meno, un'area felice, se pensiamo che in altre parti della Terra ci sono isole galleggianti che hanno un'estensione maggiore della Francia, della Germania e della Spagna messe insieme. Possiamo quindi avere un'idea di che cos'è l'inquinamento da plastica nel mondo.

Questo provvedimento, però, è molto, molto importante anche per un altro effetto: consente ai pescatori di diventare operatori ecologici del mare, di recuperare quei rifiuti che talvolta, per timore di sanzioni, vengono addirittura ributtati in mare oppure portati a riva nascostamente e non si sa bene che fine facciano. Oggi diamo la patente di operatori ecologici anche ai pescatori, che avranno la possibilità di recuperare questo materiale, di non buttarlo via e di conferirlo poi ai punti di raccolta che dovranno essere istituiti in tutti i porti. È questo il senso del rinvio alla Camera. È un provvedimento estremamente importante anche per questo motivo, perché pone fine a una serie di ingiustizie che erano state commesse e scongiura ulteriore inquinamento, per i motivi di cui vi ho appena parlato.

L'ultimo effetto è quello - finalmente - dell'educazione e della prevenzione. Ripeto spesso che nei nostri provvedimenti si sta badando molto più alla prevenzione; ci sono argomenti dei quali si è parlato per anni e non abbiamo mai fatto nulla nel campo della prevenzione. Con questo provvedimento, invece, svolgiamo anche un'opera di sensibilizzazione e di educazione, soprattutto nei confronti dei più giovani, con la previsione di apposite misure. Ciò ci porta, di fatto, ad avviare un percorso di diffusione dell'educazione all'ambientalismo, alla pulizia e all'antinquinamento. Con questo provvedimento arriviamo finalmente a qualcosa di più concreto, che, una volta che il processo sarà avviato, sono sicuro produrrà effetti assolutamente positivi.

Toccherà poi a noi far applicare la norma in maniera adeguata e decente, affinché davvero si possa arrivare a un mare pulito in tutto il Mediterraneo.

Pertanto, confermo il voto favorevole di Italia Viva-Partito Socialista Italiano su questo provvedimento, che davvero reputiamo molto importante. (Applausi).

NASTRI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NASTRI (FdI). Signor Presidente, secondo le stime delle Nazioni Unite, i rifiuti di plastica presenti in mare ogni anno si aggirano all'incirca sulle 8 milioni di tonnellate. Chiaramente i rifiuti rappresentano soltanto la punta dell'iceberg. Il mare è letteralmente invaso dalle plastiche, che poi vanno a degradarsi e a danneggiare la fauna ittica.

L'obiettivo di questo disegno di legge, di cui abbiamo parlato tantissimo nelle Commissioni, ormai quasi da due anni, è quello di contribuire al risanamento dell'ecosistema e alla promozione dell'economia circolare e, chiaramente, di favorire il recupero dei rifiuti accidentalmente pescati, com'è stato detto prima, per la pulizia del mare. Infine, uno degli aspetti importanti è la sensibilizzazione della collettività con la diffusione di modelli comportamentali rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono di rifiuti.

Non dimentichiamo che l'Italia è bagnata per due terzi dal mare, pertanto chi meglio di noi dovrebbe avere a cuore l'emergenza dei rifiuti marini?

A Fratelli d'Italia piace molto quando i progetti sono ambiziosi. Ci affascinano molto meno quando questi progetti, che in teoria potrebbero essere ambiziosi, non sfruttano al meglio la loro potenzialità. Questo è sicuramente stato un handicap del disegno di legge al nostro esame, pertanto definirlo oggi salva mare è un discreto esercizio di comunicazione politica. Sicuramente, però, non rappresenta la realtà e, soprattutto, la verità. Potremmo definirlo, come ho detto spesso in Commissione, un "pulisci mare".

Noi, proprio perché eravamo consapevoli dell'importanza di questo provvedimento, avevamo presentato diversi emendamenti. Proprio per accelerare l'iter, una parte degli emendamenti era stata ritirata. Fratelli d'Italia aveva presentato questo emendamento proprio per migliorare tutte le contraddizioni che c'erano - e che ci sono - all'interno del disegno di legge.

Tra l'altro, voglio ricordare un punto importante, vista anche la presenza del signor Sottosegretario. Nella legge di bilancio è stata posticipata al 2023 l'applicazione della plastic tax. Bisognerebbe capire, intanto, qual è l'orientamento del Governo: plastica sì o plastica no? Non bisogna ragionare sempre in una logica punitiva attraverso tassazione, perché sicuramente questo non aiuta.

Inoltre, volevo dire ai colleghi che la normativa posta in essere crea un grande paradosso, ossia che i pescatori devono pagare per lo smaltimento dei rifiuti che trovano in mare. Noi, invece, avevamo predisposto in Commissione un emendamento, insieme al collega Iannone, per stabilire un incentivo, soprattutto nei confronti degli imprenditori ittici, che potesse agevolare il recupero dei rifiuti in mare. Avevamo proposto la cifra di 40 euro per ogni quintale di rifiuti: soldi recuperati, ma non siamo stati ascoltati. Questo perché, quando si propongono soluzioni serie, chiaramente vengono bocciate. Invece di rafforzare i controlli su chi scarica abusivamente in mare, fate ricadere, come sempre, i costi sulla fiscalità generale.

Bisognava trovare un sistema alternativo per la copertura dei costi relativi alla gestione dei rifiuti recuperati in mare. Perché la pulizia del mare non deve rientrare nell'obiettivo strategico del PNRR? In qualsiasi caso, si dice che bisogna sensibilizzare e che bisogna educare. Quello che viene detto in questo disegno di legge è che dobbiamo informare gli utenti e anche la popolazione.

Facciamolo, allora, ma in maniera seria. Se si intende difendere effettivamente il discorso dell'ambiente, bisogna essere anche un po' coraggiosi e soprattutto presidenti lungimiranti nei provvedimenti legislativi.

Noi speravamo che questa fosse l'occasione per risolvere i problemi dei rifiuti, ad esempio quelli abbandonati sulle spiagge o sulle coste, che poi vengono risucchiati in mare, ma così non è stato. Si parla sistematicamente di trovare una sinergia e anche un connubio con il mondo produttivo per il rilancio delle tematiche ambientali. Ci eravamo illusi che fosse la volta buona, ma così non è stato.

Per tutti questi motivi, il nostro sarà un voto di astensione, perché è mancata la lungimiranza, ma soprattutto una strategia per poter aiutare effettivamente, con questo disegno di legge, tante persone che ne avevano bisogno. (Applausi).

DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, finalmente siamo arrivati all'ultimo passaggio - questo forse è il quinto - di un disegno di legge che ha incontrato, purtroppo, una serie di ostacoli, ma che, a mio avviso, è un atto dovuto, possiamo definirlo così. Nei fatti, è un atto dovuto, che si fa carico di tutti i problemi del nostro mare, di cui abbiamo parlato tante volte, e li risolve? Assolutamente no, ma dà un contributo concreto e mette in collaborazione le istituzioni, i pescatori e coloro che si occupano del mare (penso anche al grande lavoro delle associazioni).

Il SalvaMare dà un contributo per fare un passo in avanti rispetto a una questione cruciale. Non ci rendiamo conto di quanto sia enorme e forte la pressione sul nostro mare, sul Mediterraneo, di quanto i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente (la relatrice lo sa bene) i processi in corso che, se continuiamo a non fare nulla, rischiano di essere totalmente irreversibili.

Vi è poi il tema delle plastiche. In questa sede non stiamo parlando dell'isola gigantesca di rifiuti che si è creata (cui sempre si pensa), ma dobbiamo fare i conti con quello che avviene nel Mediterraneo, che è un mare molto delicato, non solo perché tutti i Paesi che vi si affacciano esercitano una pressione enorme, ma per il danno veramente grande, come affermano tutti gli studi, dell'impatto delle plastiche e dei rifiuti in particolare sul Mediterraneo. Noi continuiamo a non comprendere che tutto quello che noi facciamo agli ecosistemi ci torna indietro. Noi pensiamo di vivere in un mondo in cui l'uomo può fare, disfare e manipolare, come se vivesse in un altro pianeta, come se poi i danni che produce all'ambiente non avessero dei ritorni immediati. Al riguardo, quando parliamo delle microplastiche ci rendiamo perfettamente conto di quello che avviene. Io prendo sempre in considerazione gli studi che vengono continuamente pubblicati e penso al loro significato; le microplastiche sono entrate da tanto tempo nella catena alimentare, quindi nel nostro corpo. Penso poi alle discussioni che abbiamo dovuto fare ogni volta per il nostro ruolo di decisori politici e legislatori, perché a noi spetta la possibilità di mettere in campo degli strumenti che servono a tutelare gli ecosistemi e contemporaneamente la salute umana, che sono strettamente correlati. Peraltro dobbiamo sempre tener presente che in mare si sta perdendo tantissima biodiversità.

Con il disegno di legge in esame facciamo semplicemente in modo che i pescatori possano raccogliere i rifiuti. Sembra una sciocchezza, invece occorreva un disegno di legge. Meritoriamente i pescatori si mettono a servizio perché il mare è quello che assolutamente vogliono preservare; magari non tutti lo fanno, ma certamente la maggior parte. Penso per esempio a quanto è importante coinvolgere tutta la piccola pesca e noi facciamo proprio questo. Pertanto la misura principale del provvedimento in discussione prevede di equiparare i rifiuti accidentalmente pescati ai rifiuti delle navi, quindi di dare la possibilità legale di poterli conferire correttamente. Per far questo bisogna mettere in campo un modo per coinvolgere un sistema che possa dare incentivi. Tra l'altro, oltre al danno, vi era anche la beffa, perché i pescatori facevano la raccolta e poi, se conferivano, potevano anche essere accusati di abbandono di rifiuti: questa era una delle cose assolutamente incredibili che accadono nel nostro Paese.

Il disegno di legge prevede poi l'effettuazione di campagne di informazione, che sono fondamentali. Ogni volta che si parla di campagne di informazione e sensibilizzazione si pensa a qualcosa di assolutamente secondario. Per la verità a me è dispiaciuto molto (però lo capisco) il fatto che sia stato espunto l'articolo sulle microfibre, perché era un modo per far capire che anche quello che noi indossiamo e le scelte che noi facciamo hanno delle conseguenze; era un modo per far capire che ogni cittadino, oltre ai produttori, può contribuire. Lo abbiamo fatto con tutti i cosmetici, come anche nella battaglia che è stata fatta per l'eliminazione delle plastiche all'interno dei prodotti.

Da questo punto di vista, occorrono campagne di informazione e di sensibilizzazione e occorre spingere sempre più forte sull'economia circolare. Certamente, come ho detto in premessa, quello in esame non è un disegno di legge che risolve tutto, ma ritengo fosse doveroso da parte nostra, dopo tutto questo lavoro, per cui ringrazio la Presidente, la relatrice ed i membri della Commissione, mettere in campo questo fondamentale, seppur piccolo, contributo. Quando discutiamo - purtroppo non molto spesso in quest'Aula - di cambiamenti climatici e del loro impatto sugli ecosistemi, sembra sempre che si tratti di fenomeni collaterali e continuiamo a non renderci conto di quanto questi temi siano assolutamente fondamentali e centrali. Siamo in piena emergenza e bisogna assumere delle decisioni, anche se capisco che non sono semplici e al contrario possono anche essere molto complesse, ma non abbiamo più tempo. Basti osservare gli ultimi dati, di cui parlavo prima con il senatore Ferrazzi, che ci dicono che il Mediterraneo è al centro dell'emergenza, ha problemi molto gravi legati all'innalzamento delle temperature e agli impatti. Il problema non riguarda gli Oceani lontani ed esotici, ma riguarda noi, riguarda il Mare Nostrum e quindi forse sarebbe il caso di non considerare questi temi come collaterali, bensì come centrali, se vogliamo davvero dare un futuro al nostro Paese, all'economia, al benessere e alla vita sul Pianeta. (Applausi).

FERRAZZI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERRAZZI (PD). Signor Presidente, diceva molto bene la senatrice De Petris che il nostro grande mare, il Mediterraneo, che unisce tre continenti e che è stato la culla di straordinarie civiltà nel corso dell'umanità, è uno dei mari più critici a livello globale. L'ultima relazione dell'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, di un mese fa sullo stato del cambiamento climatico e delle sue conseguenze devastanti, ha fatto un focus sul Mediterraneo nei prossimi anni. Questo importantissimo ente di ricerca, il più stimato e più ampio al mondo, formato da due organismi delle Nazioni Unite, ha stabilito che se continueremo con l'immissione in mare e con l'emissione nell'atmosfera di sostanze nocive come stiamo facendo oggi, nel 2100 il mare Mediterraneo si innalzerà di 100 centimetri rispetto all'inizio di questo secolo. Invito tutti noi, colleghe e colleghi, ad immaginare cosa significa per il territorio della nostra Nazione un innalzamento di 100 centimetri. Penso, ad esempio, alla mia città, Venezia, che semplicemente sparirebbe.

Il problema, però, non riguarda soltanto il nostro mare, quindi l'iniziativa legislativa di oggi, che dopo un lungo lavoro finalmente vede la luce, è un punto di riferimento, un passaggio importante per i motivi che adesso dirò. Il problema riguarda tutto il nostro Pianeta. Si chiama Pacific trash vortex ed è il più grande agglomerato di spazzatura, soprattutto plastica, presente nei nostri Oceani, galleggia nel Pacifico ed ha una superficie pari al triplo di quella della Francia, pesa 3 milioni di tonnellate ed è formato da 1,8 trilioni di pezzi di plastica (bottiglie, tappi, sacchetti). Qualche senatore prima raccontava dei chili di plastica trovati nella pancia dei grandi pesci, ma ancora più pericolose sono le microplastiche, quelle che non si vedono, ma che entrano poi nel ciclo dell'alimentazione e quindi noi stessi ci riempiamo di microplastiche. A causa di questi fenomeni, ogni anno muoiono soffocati almeno 100.000 animali marini.

Ancora maggiore è il numero stimato di animali marini non nati. D'altro canto, colleghi, il 71 per cento del globo terrestre è coperto da oceani e mari, qui è nata, si conserva e si promuove la vita, qui si promuove la biodiversità e la salute, anche la nostra. Distruggere il mare significa distruggere noi stessi. Quando parliamo di legge "salva mare" parliamo di legge "salva civiltà", "salva genere umano". Certo, la legge salva mare è un tassello e non è risolutiva, ma come sempre è l'insieme dei passi che compie il percorso.

I tre obiettivi di questa legge sono l'isolamento dell'ecosistema marino, la promozione dell'economia circolare e la promozione di tutte quelle azioni, a partire dall'educazione nelle scuole, contro l'abbandono dei rifiuti, non solo nel mare, ma nei laghi e nei fiumi che poi riversano in mare.

Vi è una questione centrale, Presidente, che viene risolta con questo disegno di legge, che secondo me è importantissima, ed è il superamento di un paradosso folle che era presente nel sistema normativo nazionale: se un pescatore raccoglieva in mare dei rifiuti e li portava a terra diventava traffico illecito di rifiuti; cioè, invece di essere valorizzato, premiato e riconosciuto per un'iniziativa importante, diventava colui che stava per compiere un reato. Era quindi assolutamente necessario intervenire: con questa legge si definisce che i rifiuti accidentalmente pescati sono equiparati ai rifiuti delle navi, ai sensi dell'articolo 2 della direttiva europea 2019/883. Si stabilisce, inoltre, che non è necessaria l'iscrizione all'albo nazionale dei gestori ambientali e tutto un sistema di conferimento a terra di questi rifiuti, che vengono differenziati a seconda del luogo di conferimento: quindi, via via, dagli impianti portuali di raccolta, lì dove presenti, a strutture di raccolta anche temporanee, lì dove non presenti, a impianti portuali di raccolta integrata nel sistema comunale di gestione dei rifiuti. Vengono inoltre promosse campagne di pulizia del mare e l'educazione all'interno delle scuole.

C'è un altro tassello che invece è critico, sul quale dobbiamo lavorare per dare compimento, potremmo dire, a un'economia circolare della legislazione nazionale che ancora manca, per far sì che si realizzi l'economia circolare. Dobbiamo lavorare sull'end of waste. Bisogna far sì che il Ministero della transizione ecologica si adoperi con grande velocità in modo tale che rifiuti che vengono conferiti a terraferma, raccolti a mare, possano essere, lì dove ci siano le specifiche tecnologiche, materia prima seconda, chiudendo davvero il ciclo dei rifiuti. Questo è il grande impegno che tutti noi dobbiamo assumerci.

Da ultimo, Presidente, vi è l'educazione nelle scuole. All'articolo 9 il disegno di legge fa un salto ulteriore: va oltre il semplice abbandono in mare (anche se in realtà è tutto connesso) e lavora all'educazione nelle scuole per corrette pratiche di conferimento dei rifiuti, di recupero, riuso e riduzione, in particolare delle plastiche.

Qui ci giochiamo un pezzo del nostro futuro, Presidente, e speriamo - come Partito Democratico - che il voto di quest'Assemblea sia unanime o abbondantemente maggioritario. Ci auguriamo che, attraverso questo impegno, vi sia la possibilità di pensare a uno sviluppo ecocompatibile, che è l'unico capace di creare benessere, ricchezza e futuro, non solo per noi, ma anche per i nostri figli. (Applausi).

PAPATHEU (FIBP-UDC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAPATHEU (FIBP-UDC). Signor Presidente, questo è un provvedimento che abbiamo ereditato dal precedente governo, quando il ministro dell'ambiente era Costa, e reca il titolo SalvaMare.

Scusate, ma la battuta mi viene spontanea, perché il provvedimento lo avrei chiamato "spazza mare", visto che tutti i colleghi hanno voluto ricordare che questo compito sarà assegnato in maniera molto coraggiosa ai nostri poveri pescatori, già vessati nelle loro condizioni di lavoro. Come ha detto il collega Cucca, da imprenditori diventano elegantemente operatori ecologici, mentre il ministro Costa li aveva appellati quasi come i nostri spazzini del mare. Non mi sembra un bell'epiteto. Ad ogni modo, dobbiamo ringraziare i pescatori che quantomeno oggi si sono potuti organizzare per non essere addirittura accusati nel caso in cui involontariamente avessero portato a bordo con le reti la spazzatura e la plastica che oggi ricopre i nostri oceani.

Tutta la nostra letteratura parla del mare. Gli antichi greci parlavano del mare; Foscolo lo ha fatto dedicando una poesia, «A Zacinto» all'isola che oggi si chiama Zante. Ricordo inoltre la «Odissea» di Omero e «L'infinito» di Leopardi. Abbiamo tutta una serie di poeti, tra cui il già menzionato Leopardi, che parlano del mare. Da catanese voglio ricordare Giovanni Verga, poiché la storia raccontata ne «I Malavoglia» richiama forse oggi le sorti dei pescatori, che nel romanzo di Giovanni Verga avevano una sorta infelice: la barca che si chiamava Provvidenza poi naufragò. Questa storia, mentre ascoltavo gli interventi dei nostri colleghi sul provvedimento precedente, mi ha un po' ricordato quella che oggi sarà purtroppo la storia dei nostri pescatori.

Dichiaro il voto favorevole di Forza Italia al provvedimento in esame, che è sicuramente apprezzabile nella parte in cui vuole promuovere una cultura volta a salvare il mare, perché il mare nella letteratura, nella filmografia, nelle arti e nelle professioni è stato una fonte ispiratrice e una grande ricchezza per il nostro Paese, la cui economia si basa sul turismo e sulle spiagge. Spero che, dopo avere investito i pescatori, non daremo una scopa anche ai bagnini per pulire le spiagge e rendere anche loro partecipi di un onere di cui oggi si ritrovano ad essere sobbarcati i pescatori con le loro barche.

In realtà, questo provvedimento, che è stato raccontato e anche apprezzato da molti miei colleghi, va a sanare una situazione molto paradossale, ossia il fatto che qualora i pescatori, involontariamente o anche volontariamente, facessero spazzatura e involontariamente con le reti la portassero a bordo, venissero addirittura puniti come se producessero rifiuti speciali. Per cui dovevano ributtarla a mare per evitare sanzioni e oneri. Oggi la situazione è cambiata ma solo con una bella carezza per i pescatori, perché purtroppo non ho letto nel provvedimento nessun tipo di incentivo: tutto viene sempre demandato alla sensibilità dei pescatori, dei cittadini e delle associazioni. Abbiamo associazioni che sono gestori delle aree protette, associazioni ambientaliste, associazioni dei pescatori, cooperative e imprese di pesca, consorzi, associazioni di pescatori sportive e ricreative, associazioni sportive di subacquei e diportisti, centri di immersione e di addestramento subacqueo, nonché di gestione di stabilimenti balneari. Penso che il nostro più sentito ringraziamento oggi debba andare ad esse, perché saranno le associazioni volontarie, così come volontariamente i pescatori, ad avere il compito di ripulire il mare e portare i rifiuti a riva, auspicando che i Comuni siano dotati di centri di raccolta.

Speriamo altresì, visto che il mondo va avanti, che si facciano anche degli investimenti su macchinari che oggi riescono a disinquinare le acque attraverso una flotta di imbarcazioni destinate alla raccolta. Abbiamo inoltre la predisposizione di impianti trappola sui grandi fiumi.

Per questo ringrazio i colleghi della Camera dei deputati, che in seconda lettura hanno introdotto una norma che estende le misure del provvedimento, oltre al mare, ai fiumi, ai laghi e a questi ulteriori bacini. Onorevoli colleghi, stiamo però parlando davvero di una goccia nell'oceano, perché non possiamo pensare di salvare il mare - come indica la denominazione del provvedimento - con misure come queste. Voglio infatti ricordare che al centro dell'Oceano Pacifico, al nord delle isole Hawaii, come possiamo vedere anche dalle immagini consegnateci dai social media, troviamo il Pacific trash vortex, cioè il vortice di immondizia del Pacifico, che ha una superficie di 700.000 chilometri quadrati, superiore a quella della Penisola iberica, le cui correnti hanno fatto addensare questi rifiuti, creando delle vere e proprie isole.

Questa spazzatura che arriva in Italia, e che - visto che abbiamo usato questo termine - devono pulire i nostri pescatori - non si capisce bene a che titolo, perché non vengono pagati certo per fare i pescatori, a differenza dei nostri operatori ecologici - ci viene portata dalle correnti: essa proviene addirittura dalla Turchia, dalla Francia e dalla Spagna e tocca ovviamente a noi italiani porre rimedio. Quindi il provvedimento oggi al nostro esame è sicuramente apprezzabile, ma purtroppo servirà a poco, quasi a nulla, se non a riparare all'immenso danno che oggi questi rifiuti causano nei nostri mari. Tali rifiuti hanno causato anche la morte di tante specie e, addirittura, i soliti esperti su Internet sostengono che ognuno di noi mangia quasi l'equivalente di una carta di credito al giorno, per via dei piccoli frammenti di plastica che troviamo nelle acque, nei pesci e nel cibo. Essi vengono ingeriti, purtroppo, anche a causa delle etichette dell'abbigliamento: le fibre sintetiche e il loro lavaggio rappresentano infatti una ulteriore causa di inquinamento dei mari. Ritengo invece che sia a maggior ragione urgente - mi rivolgo per questo al Governo - che si intervenga con misure serie, che introducano anche degli incentivi economici e fiscali, per la promozione delle attività di questi operatori ecologici, affinché vengano creati dei lavoratori adeguatamente attrezzati, che possano svolgere questo lavoro in maniera seria e professionale. Francamente, lasciare ai pescatori questo compito mi sembra davvero surreale.

Onorevoli colleghi, siamo tutti chiamati a votare il provvedimento in esame e lo voteremo, ma dobbiamo essere consapevoli che non è questo il provvedimento che si può fregiare del titolo, così importante, di SalvaMare: rimane un provvedimento spazzamare e l'ingrato compito è delegato ai nostri pescatori. (Applausi).

PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, ovviamente accolgo l'invito di contrarre i tempi, per poter consentire il voto finale del provvedimento prima della sospensione, ma non avendo un intervento scritto da lasciare agli atti ritengo comunque di dover dire qualcosa.

Inizio partendo dallo spunto che mi hanno dato alcune imprecisioni, che ho sentito da alcuni colleghi intervenuti precedentemente. L'iter del provvedimento in esame si è avviato durante il Governo Conte 1, partecipato anche dalla Lega, si è poi sviluppato in tre ulteriori passaggi, con modifiche introdotte prima nella lettura della Camera dei deputati poi, di nuovo, nella lettura del Senato e ciò ha comportato l'allungamento dei tempi, sino alla giornata odierna. Dunque, si sono succeduti quattro passaggi nelle Assemblee parlamentari - quello di oggi è il quarto - e tre Governi diversi. Detto questo, credo sia comprensibile capire perché nel provvedimento è contenuta una scadenza già trascorsa, per la quale ho presentato un ordine del giorno in Commissione, invitando il Governo a rimediare non appena il provvedimento sarà approvato. L'ordine del giorno è stato sottoscritto anche da molti altri colleghi della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, forse da tutti, e quindi farà sì che, non appena il provvedimento verrà promulgato, si potrà intervenire per aggiornare questa scadenza.

Avendo assunto l'impegno di contrarre i tempi, non entrerò nel merito del provvedimento, e però voglio fare alcuni riferimenti espliciti. Penso, ad esempio, a quanto indicato espressamente all'articolo 1: si parla di risanamento dell'ecosistema marino, di promozione dell'economia, di modelli comportamentali virtuosi, ed è quest'ultimo punto che ritengo di dover approfondire con una piccola riflessione.

Sono misure per me importanti perché all'articolo 1 si indica espressamente un obiettivo, che in parte è stato raggiunto nelle zone montane, dove la simbiosi uomo-territorio si è sviluppata da sempre, facendo comprendere che gli usi, le tradizioni, i comportamenti virtuosi, anche disciplinati in atti - che, ad esempio, comportavano l'obbligo per i frontisti di ripulire l'alveo dei fiumi - dovevano essere replicati anche nelle acque, compresi i fiumi, dal momento che è vero che il provvedimento si chiama salva mare, ma include in esso anche ciò che avviene su fiumi, laghi e, appunto, mare.

Questo mi consente di rispondere ad alcuni colleghi che hanno deplorato la mancanza di incentivi a tal favore, cosa che evidentemente avremmo apprezzato anche noi, ma io non conosco un agricoltore o un operatore che non apporta miglioramenti sul luogo di lavoro o sul suo terreno, se si tratta di chi fa agricoltura. Quindi, passare da un sistema che implicitamente prima portava i pescatori a reimmettere in mare i rifiuti raccolti - perché si trattava di rifiuti speciali - a un sistema che invece gli consente di conferirli per lo smaltimento gratuitamente e senza difficoltà amministrative, perché vengono equiparati a rifiuti ordinari come i rifiuti delle navi, direi che si tratta di un miglioramento enorme.

Anche io, quindi, avrei apprezzato se ci fossero stati contributi in tal senso, ma da persona che viene dalla montagna e sa che la cura del proprio orto - chiamiamolo impropriamente così - è responsabilità prima di ogni persona che esercita quella attività, ma soprattutto è un qualcosa che fa volontariamente, a mio avviso già di per sé questo giustifica il fatto che si auspica di poter lasciare un mondo migliore alle future generazioni, come qualcuno ha detto, con questo provvedimento.

In tal senso mi permetto di aprire una piccola parentesi personale perché, nel giorno del compimento dei diciotto anni di mia figlia più grande per me è un piacere da padre poter approvare un provvedimento che contribuirà a creare la possibilità di lasciare anche per lei, appunto, un mondo migliore. (Applausi).

Nel rispetto dell'impegno di contrarre i tempi, mi avvio alle conclusioni dichiarando il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier- Partito Sardo d'Azione perché siamo consapevoli che non stiamo provando un provvedimento che da solo risolverà tutti i problemi del mare, però questo si chiama decreto-legge e non bacchetta magica o qualcosa che non è nelle nostre possibilità; quindi, pragmaticamente, da persona concreta riconosco che ci sono dei limiti e che sarebbe stato possibile migliorarlo ulteriormente, come del resto è sempre possibile per qualunque provvedimento, ma ritengo che l'innovazione introdotta con questo provvedimento, con quanto sarà possibile fare dopo che l'avremo approvato, da sola giustifica il fatto che il nostro voto sarà favorevole. (Applausi).

Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 11,49)

L'ABBATE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

L'ABBATE (M5S). Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, ogni giorno che passa abbiamo 731 tonnellate di plastica che entra nel mar Mediterraneo.

La plastica è dispersa nell'ambiente. Perché? Perché non è ben riciclata, quindi dalle discariche, dai fiumi e dai corsi d'acqua chiaramente arriva agli oceani. Nove milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani e il 90 per cento degli animali acquatici, dei pesci, hanno nello stomaco frammenti di plastica, che poi si trasforma in che cosa? Anche sul fondo abbiamo microplastica e dove va a finire? Sulle nostre tavole. Quindi, alla fine, basta mangiare plastica. Ripeto: basta mangiare plastica. (Applausi).

Per questo il MoVimento 5 Stelle dal 2019, con il Governo Conte I e con l'ex ministro Sergio Costa, ha portato avanti questo disegno di legge, che oggi finalmente portiamo qui in Aula: il SalvaMare.

Il nostro pianeta, che si chiama Terra, in realtà dovrebbe chiamarsi Oceano, se davvero ci atteniamo ai numeri. Il nostro pianeta è appunto oceano, perché il 71 per cento della superficie terrestre è coperto da acqua. Ma non c'è solo questo, c'è qualcosa che a volte sfugge. Diciamo sempre che il mare è l'origine della vita, ma teniamo presente che dal mare arriva anche l'ossigeno che serve alla nostra vita. Quindi noi dobbiamo all'oceano l'ossigeno che respiriamo; respiriamo perché c'è il mare. Allora perché finora non ci siamo resi conto di questo? Perché non abbiamo portato avanti una legge che lo tutela?

Il MoVimento 5 Stelle ha portato oggi in Aula questo disegno di legge, che dovremmo chiamare salva umanità, perché tutela la nostra salute, il lavoro dei pescatori, il lavoro di chi vive di turismo. Qui non parliamo solo di ambiente, ma parliamo anche di economia, perché tre miliardi di persone dipendono dalla biodiversità marina costiera per il loro sostentamento. Il pesce fornisce il 20 per cento delle proteine animali, le industrie ittiche marine danno impiego direttamente e indirettamente a più di 200 milioni di persone; sono numeri veramente molto elevati.

Ma c'è un'altra cosa che ancora forse non è stata detta. La legge SalvaMare, da noi fortemente voluta, salva la vita del pianeta, perché gli oceani sono un termostato terrestre e assorbono gran parte della radiazione solare che arriva dalla superficie terrestre. Stiamo cercando di mitigare il cambiamento climatico: bene, gli oceani lo fanno già. E allora dobbiamo tutelarli. Il 90 per cento dell'aumento di temperatura prodotto dai gas climalteranti è assorbito dagli oceani.

Eppure abbiamo permesso in questi anni che si formasse quella che già è stata definita un'isola di plastica, la cui superficie va da 700.000 a 10 milioni di chilometri quadrati. È stata scoperta nel 1980, ma non è l'unica, perché ce ne sono altre quattro sparse nel Pacifico e nell'Atlantico. Dobbiamo andare avanti quindi, non solo con questa legge; dobbiamo andare avanti e migliorare quello che stiamo facendo.

I pescatori per il MoVimento 5 Stelle sono i custodi del mare. Già hanno avuto dei problemi, perché, come avete appena sentito, la plastica comunque viene su dalle reti normalmente. Cosa facciamo, la ributtiamo in mare? Sarebbe una cosa assurda. Pensate che finora un pescatore, se voleva riportare a riva i rifiuti impigliati nelle sue reti, che alla fine ci finiscono, doveva pagare una sanzione, come se quei rifiuti li avesse prodotti lui sulla sua imbarcazione. Ora, grazie all'impegno del MoVimento 5 Stelle e al lavoro costruttivo fatto con altre forze parlamentari e con tante associazioni, con il SalvaMare abbiamo affrontato e chiuso finalmente questa assurdità. È infatti assurdo pagare solo perché io sono un cittadino coscienzioso e voglio eliminare i rifiuti dal mare. La legge consentirà finalmente ai pescatori di portare avanti questa azione virtuosa in modo tranquillo.

Ma c'è molto altro nella legge, perché, oltre chiaramente ai pescatori, anche i cittadini e le associazioni di promozione sociale potranno effettuare questo tipo di raccolta. Si prevede l'installazione di sistemi di raccolta alle foci dei fiumi, per intercettare i rifiuti prima che arrivino in mare. Il provvedimento si occupa anche di educazione, che dobbiamo sempre porre al primo posto, prevedendo attività di promozione nelle scuole di ogni grado. Si potranno attingere risorse con il piano RiGenerazione Scuola, progettato dalla nostra sottosegretaria Barbara Floridia. Ringraziamo inoltre la sottosegretaria Ilaria fontana e il Ministero della transizione ecologica (Applausi), che sta avviando un programma sperimentale triennale, finanziato con sei milioni di euro, per il recupero dei rifiuti galleggianti nei fiumi, compatibile con le esigenze idrauliche e di tutela degli ecosistemi.

Il MoVimento 5 Stelle ha iniziato questo lavoro con il Governo Conte I e lo sta portando avanti, per la tutela dell'ecosistema marino e delle acque interne, ma anche per portare avanti la nostra visione di economia circolare.

Dobbiamo ricordare che è stato proclamato il Decennio delle scienze oceaniche per lo sviluppo sostenibile 2021-2030.

Ricordo anche che il Gruppo MoVimento 5 Stelle ha deciso di dedicare questa legge ad Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, in provincia di Salerno, amico dell'ambiente e della legalità, ucciso barbaramente nel settembre 2010. (Applausi).

Questa legge è una conquista per la civiltà e non solo del MoVimento 5 Stelle: è una conquista di tutti i cittadini perché stiamo tutelando il nostro splendido mare, ma anche la salute di tutti (abbiamo visto il problema che la microplastica crea).

Noi non ci fermiamo qui. Il MoVimento 5 Stelle non molla e va avanti perché ha nella sua missione la difesa dei deboli, intesi come cittadini e lavoratori, ma anche sistema terra (quando non ha nessuno a sua difesa) e risorse naturali (che vanno tutelate e non bruciate). Ripeto: le risorse naturali non vanno bruciate anche se si trovano sotto altra forma, come i rifiuti. Noi non dobbiamo bruciare la nostra casa comune, ma dobbiamo tutelarla.

Per questi motivi, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle alla legge SalvaMare. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso.

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi).

Come già stabilito, la seduta è sospesa fino alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 11,58, è ripresa alle ore 16,05).

Presidenza del vice presidente LA RUSSA

Seguito della discussione del disegno di legge:

(2564) Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Relazione orale)(ore 16,05)

PRESIDENTE.L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2564.

Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Fenu.

FENU, relatore. Signor Presidente, la mia sarà, in realtà, una replica brevissima, in quanto abbiamo affrontato tutti gli argomenti trattati in questo decreto-legge in sede di relazione iniziale.

Evidenzio solo alcuni temi. Uno degli elementi di novità introdotti nel decreto-legge riguarda l'obbligo di certificazione SOA per le imprese edili che effettuano i lavori da superbonus. Volevo spiegare questo punto, perché dall'esterno stanno chiedendo a tutti i parlamentari cosa sia successo e c'è preoccupazione tra le imprese più piccole, che non hanno mai avuto necessità di questo tipo di certificazione. Si è trovato un punto di caduta tra due necessità che erano ragionevoli: da una parte c'era la necessità di affidare i lavori più ingenti a imprese che fossero un minimo strutturate e tale strutturazione si può rappresentare anche con il possesso di questa certificazione; dall'altra, però, si è inteso trovare un punto di caduta rispetto all'emendamento proposto anche da Forza Italia e riformulato dal Governo aumentando la soglia inizialmente prevista.

In breve, la riformulazione iniziale prevedeva che le imprese, per poter effettuare lavori per un importo maggiore di 258.000 euro, avrebbero dovuto aver chiesto - in una fase transitoria, già dal 1° luglio 2022 (quindi da subito) - almeno la certificazione SOA e poi, dal 1° gennaio 2023, possedere la certificazione vera e propria. Oggettivamente la soglia era bassa, perché rischiava di escludere le imprese più piccole, e il termine era effettivamente troppo vicino, quindi molte imprese non avrebbero fatto in tempo a ottenere la certificazione. Si è perciò aumentata la soglia a 516.000 euro e si è spostato il termine al 1° gennaio.

Riceviamo qualche elemento di protesta da parte di qualche piccola impresa. Io mi auguro che si possano trovare in futuro elementi di ulteriore miglioramento di questa disposizione, che comunque nasce da due contrapposte esigenze, entrambe ragionevoli.

Rispondo ora in breve al collega Daniele Pesco, che aveva presentato un emendamento per introdurre la possibilità di stabilire il prezzo del gas in base al prezzo medio di acquisto da parte degli acquirenti grossisti. Il collega ha lamentato che il suo emendamento fosse stato ignorato; in realtà è stato esaminato con molta attenzione ed è davvero importante. Tutti siamo d'accordo sulla necessità di agire in qualche modo sul calmieramento del prezzo nell'acquisto all'ingrosso. Tuttavia ci sono state difficoltà ad esprimere un parere su un emendamento di questo tipo, soprattutto perché alla Camera recentemente è stato approvato un emendamento analogo che ha come riferimento il costo reale del gas e il soggetto che deve fare riferimento a questo costo reale, per poter intervenire sul prezzo finale al consumatore, è ARERA. Mi auguro quindi che l'emendamento recentemente approvato alla Camera al decreto-legge energia possa essere attuato nel più breve tempo possibile, perché non basta colpire gli extraprofitti. La soluzione migliore sarebbe agire all'origine. Quindi, in qualche modo, controllare il prezzo del gas all'origine, che non corrisponde al costo reale originario. Questa considerazione era rivolta a rispondere al collega Pesco. Io condividevo assolutamente il suo emendamento, ma, in questa fase, era ancora presto per poterlo esaminare e portare avanti. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Tiraboschi.

TIRABOSCHI, relatrice. Signor Presidente, sottosegretari Guerra e Freni, colleghi, ha già detto il collega Fenu sul punto della SOA e anche sulla questione dei prezzi del gas, che devono essere sganciati da quelli dell'energia elettrica. Se posso, faccio ancora due considerazioni, ringraziando peraltro tutti i colleghi di questo Senato, che hanno offerto ottimi spunti di riflessione.

Sulla SOA, fondamentalmente abbiamo cercato di raggiungere un punto di sintesi tra due portatori di interessi contrapposti. Tutti noi siamo stati contattati dalle associazioni di categoria coinvolte, che avevano degli interessi contrapposti, e abbiamo cercato una mediazione. Ho capito che in politica la mediazione non sempre accontenta tutti e che, talvolta, può scontentare tutti.

L'obiettivo di questo emendamento, che poi abbiamo approvato, era sostanzialmente di certificare la qualità dell'offerta della prestazione edilizia sia nell'interesse del committente (qualsiasi individuo, cittadino che chiede l'esecuzione di lavori edilizi sul proprio appartamento o sul proprio immobile) sia nell'interesse dei lavoratori, ai quali va garantita la sicurezza sul posto di lavoro.

È ovvio che la certificazione non deve assolutamente essere intesa come un ulteriore adempimento amministrativo e burocratico che allunga i tempi per l'impresa. Essa va intesa come un percorso, che non è assolutamente complicato da fare se l'impresa, anche se di piccole dimensioni, è organizzata per esibire i certificati di esecuzione dei lavori, i certificati edilizi, chiaramente richiesti da chi è preposto a rilasciare questa certificazione.

Sul tema del prezzo del gas scollegato dal prezzo dell'energia per evitare le speculazioni, sottolineo che questo è certamente un passaggio che può aiutare, ma le speculazioni sono ascrivibili proprio al cosiddetto mercato finanziario. Nel momento in cui ci sono tensioni geopolitiche, come quelle che stiamo osservando e che leggiamo sui giornali, è evidente che ci sia qualche speculazione di carattere finanziario.

Per esempio, in America vi sono fondi di investimento che stanno dietro alle compagnie che fanno l'estrazione del gas naturale liquido con la cosiddetta tecnica del fracking, una tecnica costosissima, sulla quale hanno investito moltissimi soldi senza alcun ritorno. Oggi, che vi sarebbe grande necessità di produrre questo gas, tali compagnie non lo producono e non si capisce perché non attivino le trivellazioni. Il motivo è che i fondi di investimento preferiscono garantire i dividendi ed il buy back piuttosto che investire ulteriormente sulle trivellazioni. Questo giusto per spiegare quali sono le dinamiche finanziarie sottese a certi settori produttivi.

Per quanto concerne la moratoria sui mutui, ne hanno parlato un po' tutti. Vorrei solo precisare che con questo provvedimento non abbiamo portato a casa la moratoria sui mutui; abbiamo fatto un grande lavoro, insieme con il Governo, ottenendo l'allungamento di sei mesi sul preammortamento, che passa quindi dai ventiquattro ai trenta mesi per le aziende che hanno ottenuto finanziamenti garantiti dallo Stato superiori a 30.000 euro.

Per portare a casa il provvedimento, molto più importante, relativa alla moratoria sui mutui dobbiamo assolutamente attendere il temporary framework, sul quale sono state fatte diverse revisioni. L'ultima di queste dovrebbe scadere il 30 giugno ed è evidente che il tema degli aiuti di Stato, in una fase in cui l'economia e il tessuto produttivo non si sono ancora ripresi come avrebbero dovuto se non ci fossero state la crisi energetica e la guerra, andrà trattato con l'Unione europea.

Sul tema delle semplificazioni, vorrei far riferimento in particolare all'emendamento 7.0.1 della senatrice Toffanin, che ringrazio per l'ottimo lavoro svolto sulle semplificazioni per favorire l'installazione degli impianti fotovoltaici. Mi rivolgo anche al Governo per sollecitarlo a emanare il più in fretta possibile il decreto ministeriale del ministro Cingolani, che dovrebbe indicare i criteri in base ai quali costruire le cosiddette comunità energetiche e favorire l'autoconsumo. Premesso che abbiamo già fatto vari passi sul fronte della semplificazione, credo però che si debba assolutamente intervenire con criteri, che poi saranno recepiti dalle leggi regionali, sul fronte delle cosiddette aree produttive e agricole con le aree circostanti annesse. Dico questo perché una volta che le Regioni avranno emanato le leggi, se poi queste leggi indicano criteri che a loro volta devono essere recepiti dai piani regolatori dei Comuni si allungano ulteriormente i termini; invece, se le aree sono quelle produttive e quelle agricole e le porzioni circostanti sono asservite alle aree produttive e alle aree agricole, credo che la semplificazione debba andare nella direzione di autorizzare l'installazione degli impianti fotovoltaici.

Vorrei poi fare qualche considerazione sulla piattaforma Booking e sull'emendamento del senatore Mallegni che ci ha fatto discutere molto, anche per la passione del collega che non è in Aula, ma che ha grandi competenze nel settore turistico ed è anche responsabile del dipartimento turistico di Forza Italia. Vorrei dire che dovremo accontentarci del cosiddetto istituto della presunzione della posizione dominante, che si potrebbe portare in campo con riferimento all'interlocuzione con quelle piattaforme che sono in questa posizione e che garantiscono agli operatori che le utilizzano di svolgere la propria attività. Dicendo questo non mi riferisco solo a Booking e ad Expedia, ma vorrei ricordare anche la lunga discussione sul disegno di legge concorrenza relativamente ad Amazon.

Sul fronte del turismo (ne avevo parlato con il collega Mallegni), sarebbe stato auspicabile aver dimostrato la volontà di affrontare con coraggio un pezzo di politica industriale in Italia, così da garantire investimenti importanti su una cosiddetta piattaforma del made in Italy - è stato il mio cavallo di battaglia fin dal 2018 - che è la sintesi di turismo e industria creativa italiana, così come di eccellenze italiane. Si sarebbe trattato di un'azione coraggiosa che si sarebbe dovuta affrontare forse circa venti anni fa, perché oggi purtroppo subiamo un vantaggio competitivo enorme da parte di queste piattaforme americane; in quel modo probabilmente avremmo conseguito punti di PIL sicuramente più importanti nel comparto turistico proprio per quanto il made in Italy sa esprimere. Ciò è invece difficile da ottenere oggi, come molti operatori del settore del turismo lamentano, proprio perché le commissioni, come ha detto il senatore Mallegni, sono esposte in fattura senza IVA e soprattutto sono commissioni con riferimento alle quali non abbiamo delle percentuali massime da rispettare.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo.

GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, intervengo non tanto per la replica, a cui infatti rinunciamo, ma per chiedere la sospensione dei lavori dell'Assemblea fino alle ore 17,30 per la predisposizione del maxiemendamento.

PRESIDENTE. Cerchiamo di fissare un orario che non ci obblighi poi a sospendere nuovamente i lavori.

GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Confermo la richiesta fino a quell'orario.

PRESIDENTE. Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 17,30.

(La seduta, sospesa alle ore 16,20, è ripresa alle ore 17,33).

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, chiedo una sospensione dei lavori dell'Assemblea fino alle ore 19, perché mi garantiscono che per quell'ora sarà arrivato il maxiemendamento.

PRESIDENTE. Ce lo auguriamo veramente tutti, a questo punto.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

ANGRISANI (CAL-A-PC-IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGRISANI (CAL-A-PC-IdV). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, oggi voglio parlarvi di quanto è accaduto ad alcuni adolescenti che, a causa dei provvedimenti anticontagio, sono stati privati del diritto allo svolgimento dell'attività sportiva, con la speranza che non accada più. Sono migliaia le famiglie che hanno chiesto più volte alle istituzioni maggiore attenzione sulla condizione dei propri figli minorenni, che non hanno potuto più partecipare alle attività sportive o perché con green pass da vaccinazione in scadenza o perché non vaccinati.

Le possibili conseguenze del non poter prendere parte ad attività sportive possono riversarsi sulla salute mentale dei nostri ragazzi con sintomi quali depressione, ansia, senso di frustrazione. I timori di questi genitori per le conseguenze sullo stato psicologico dei propri figli trovano conferma in ben due autorevoli studi fatti sia dal Centro clinico di psicologia di Monza sia dall'ospedale Gaslini di Genova. In entrambe le indagini, pubblicate su autorevoli riviste, si presentano dati allarmanti sulla condizione di molte adolescenti che, in seguito al secondo lockdown, hanno avuto problemi psicologici molto gravi che, proprio grazie allo sport, potevano risolvere.

Mi auguro, onorevoli colleghi, che per il futuro il Governo si interroghi se sia o meno il caso di continuare a vessare e a discriminare i ragazzi sani. Il super green pass ha impedito di vivere e di fare sport, a tutti i ragazzi del resto del mondo. I nostri figli sono cresciuti per due anni in una società che ha ormai accettato passivamente la discriminazione, l'esclusione sociale e la privazione dei diritti fondamentali, nel nome del bene supremo della tutela della salute pubblica. Il prezzo che i ragazzi stanno pagando è altissimo, anche perché insegniamo ai nostri figli l'inclusione, il rispetto e l'uso della ragione, ma poi ci troviamo in un Paese che del nostro insegnamento non ha mai tenuto conto; e lo ha fatto soprattutto durante la pandemia, anche perché è stato provato che tra coloro che sono risultati infetti dalla variante omicron, il 95 per cento è vaccinato, rispetto al 4 per cento.

Signor Presidente, concludo dicendo che si poteva fare di più, si potevano chiedere più tamponi, a prescindere dal fatto che le persone fossero state vaccinate o meno. Spero che in futuro tali persone non vengano escluse, perché non è possibile discriminare i ragazzi (Applausi), non è possibile che ragazzi sani e controllati si siano visti esclusi dalla società. Potevamo fare di più, ma del senno di poi - come sappiamo - sono piene le fosse. È necessario buon senso per tornare a essere una vera e propria comunità.

VESCOVI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VESCOVI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo solo per portare all'attenzione dell'Assemblea un bellissimo gesto di umanità e di amore, compiuto in Toscana, a Firenze, da Chiara Fossombroni, una donna, una mamma, che ha deciso di prendere in affido un bambino lasciato dai genitori all'ospedale Meyer. Era un bambino di qualche mese, la cui vita era già destinata, purtroppo, alla morte, tanto che è morto qualche giorno fa. Lei comunque ha deciso di prenderlo in affido, di seguirlo e farlo vivere attraverso piccoli gesti, ma molto importanti, che dovrebbero farci riflettere tutti, come il vedere il mare o il toccare l'erba. Sono piccoli gesti che hanno un grande significato, tanto più in un momento così difficile per l'Italia, per l'Europa e il mondo intero.

Da parte mia e di tutto il Gruppo, rivolgo le condoglianze alla mamma, Chiara Fossombroni, e un saluto al piccolo Kaif. (Applausi).

PRESIDENTE. Aveva anticipato di voler intervenire in questa fase anche il senatore Marinello, che però non è ora presente. Vedremo pertanto di recuperare successivamente il suo intervento.

Come richiesto dal rappresentante del Governo, sospendo la seduta fino alle ore 19.

(La seduta, sospesa alle ore 17,38, è ripresa alle ore 19,06).

Onorevoli colleghi, non vedo ancora il rappresentante del Governo in Aula e ne approfitterei pertanto per concludere gli interventi di fine seduta.

MARINELLO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINELLO (M5S). Signor Presidente, ritengo utile e opportuno portare a conoscenza di quest'Assemblea una decisione assolutamente sbagliata presa dall'azienda sanitaria ASP di Agrigento nel mio territorio di provenienza.

Come noto, a livello nazionale si è giustamente deciso di prorogare i contratti a tempo determinato del personale infermieristico degli operatori socio-sanitari assunti durante l'emergenza Covid. Le gravi esigenze non sono infatti terminate sia per motivazioni legate alla pandemia, sia per le croniche carenze a livello di personale.

Da notizie apparse sugli organi di stampa si è appreso che l'ASP di Agrigento, nel comunicare la proroga di detti contratti, avrebbe però contestualmente disposto un dimezzamento delle ore lavorative. Si tratta di una decisione grave perché assolutamente priva di basi concrete e totalmente avulsa dal contesto sanitario locale. Il personale sanitario della Provincia di Agrigento soffre infatti da decenni di un notevole ridimensionamento del numero di medici, infermieri e OSS, con gravi insufficienze nell'assistenza alla persona, che troppo spesso viene impropriamente svolta da familiari e badanti. Il dimezzamento delle ore lavorative provocherà immediate ripercussioni sull'assistenza sanitaria in quanto gran parte del personale interessato rifiuterà un contratto con tale diminuzione delle ore lavorative.

Peraltro, il personale interessato, oltre a essere impiegato nel supporto alla degenza dei malati Covid ricoverati in aree di emergenza e nelle terapie intensive, è diventato ormai indispensabile per garantire una corretta turnazione del personale nel rispetto delle normative vigenti. A questo proposito, ribadisco che risulta ormai necessario accelerare l'iter per la copertura dei posti vacanti in organico, considerato che molti dipendenti devono usufruire di ferie da almeno due anni.

Con questo mio intervento faccio quindi un accorato e forte appello ai competenti organi sanitari locali e regionali affinché ci sia un immediato ripensamento della decisione presa dall'ASP di Agrigento.

Per quanto mi riguarda, continuerò a battermi contro questo tipo di scelte, a difesa del livello di assistenza sanitaria offerta sul territorio e della qualità della vita della cittadinanza. (Applausi).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sento in forte imbarazzo rispetto alle presenze e assenze in quest'Aula.

Sospendo la seduta fino alle ore 19,20, dopodiché, indipendentemente, deciderà la Presidenza sul proseguo dei lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 19,09, è ripresa alle ore 19,20).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 2564 (ore 19,20)

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà.

D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, mi scuso ulteriormente per il ritardo sulla presentazione del maxiemendamento. Sono a chiedere a lei, Presidente e ai colleghi senatori, di poter spostare la sua presentazione a domani mattina alle ore 9,30. Vi chiederei questa cortesia a nome del Governo.

PRESIDENTE. Per il principio nemine contradicente, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 12 maggio 2022

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 12 maggio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 19,21).

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro Regio di Parma (2416)

ARTICOLI 1 E 2 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE

Art. 1.

Approvato

1. Il Teatro Regio di Parma è dichiarato monumento nazionale.

Art. 2.

Approvato

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate vi provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

DISEGNO DI LEGGE

Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare ("legge SalvaMare") (1571-B)

ARTICOLI DA 1 A 16 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE, IDENTICO AL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

Approvato

(Finalità e definizioni)

1. La presente legge persegue l'obiettivo di contribuire al risanamento dell'ecosistema marino e alla promozione dell'economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi volti alla prevenzione dell'abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e alla corretta gestione dei rifiuti medesimi.

2. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni previste dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dal decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, e dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 197, nonché le seguenti:

a) « rifiuti accidentalmente pescati »: i rifiuti raccolti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune dalle reti durante le operazioni di pesca e quelli raccolti occasionalmente in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune con qualunque mezzo;

b) « rifiuti volontariamente raccolti »: i rifiuti raccolti mediante sistemi di cattura degli stessi, purché non interferiscano con le funzioni eco-sistemiche dei corpi idrici, e nel corso delle campagne di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune di cui alla lettera c);

c) « campagna di pulizia »: l'iniziativa preordinata all'effettuazione di operazioni di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 3;

d) « campagna di sensibilizzazione »: l'attività finalizzata a promuovere e a diffondere modelli comportamentali virtuosi di prevenzione dell'abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune;

e) « autorità competente »: il comune territorialmente competente;

f) « soggetto promotore della campagna di pulizia »: il soggetto, tra quelli abilitati a partecipare alle campagne di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune ai sensi dell'articolo 3, comma 3, che presenta all'autorità competente l'istanza di cui al citato articolo 3, comma 1;

g) « imprenditore ittico »: l'imprenditore di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4;

h) « nave »: un'imbarcazione di qualsiasi tipo destinata al trasporto per acqua, compresi i pescherecci, le imbarcazioni da diporto, gli aliscafi, i veicoli a cuscino d'aria, i sommergibili e le imbarcazioni galleggianti;

i) « porto »: un luogo o un'area geografica cui siano state apportate migliorie e aggiunte attrezzature progettate principalmente per consentire l'attracco di navi, compresa la zona di ancoraggio all'interno della giurisdizione del porto.

Art. 2.

Approvato

(Modalità di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati)

1. Fatto salvo quanto previsto dal presente articolo, i rifiuti accidentalmente pescati sono equiparati ai rifiuti delle navi ai sensi dell'articolo 2, primo comma, punto 3), della direttiva (UE) 2019/883 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, e sono conferiti separatamente ai sensi del comma 5 del presente articolo.

2. Per le attività previste dal presente articolo, non è necessaria l'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali, di cui all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

3. Il comandante della nave o il conducente del natante che approda in un porto conferisce i rifiuti accidentalmente pescati in mare all'impianto portuale di raccolta, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 197. Nel caso di ormeggio di un'imbarcazione in aree non comprese nella competenza territoriale di un'Autorità di sistema portuale ai sensi della legge 28 gennaio 1994, n. 84, i comuni territorialmente competenti, nell'ambito della gestione dei rifiuti urbani, dispongono, ai sensi dell'articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che i rifiuti di cui al comma 1 del presente articolo siano conferiti ad apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite in prossimità degli ormeggi.

4. Il comandante della nave o il conducente del natante che approda in un piccolo porto non commerciale, che è caratterizzato soltanto da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto, conferisce i rifiuti accidentalmente pescati agli impianti portuali di raccolta integrati nel sistema comunale di gestione dei rifiuti.

5. Il conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati all'impianto portuale di raccolta, previa pesatura degli stessi all'atto del conferimento, è gratuito per il conferente ai sensi dell'articolo 8, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 197, e si configura quale deposito temporaneo ai sensi dell'articolo 183, comma 1, lettera bb), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e alle condizioni previste dall'articolo 185-bis del medesimo decreto legislativo.

6. All'articolo 183, comma 1, lettera b-ter), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il numero 6. è aggiunto il seguente:

« 6-bis. I rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente raccolti, anche attraverso campagne di pulizia, in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune ».

7. Al fine di distribuire sull'intera collettività nazionale gli oneri di cui al presente articolo, i costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati sono coperti con una specifica componente che si aggiunge alla tassa sui rifiuti di cui al comma 639 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, o alla tariffa istituita in luogo di essa ai sensi del comma 668 del medesimo articolo 1 della legge n. 147 del 2013.

8. L'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 527 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, disciplina i criteri e le modalità per la definizione della componente di cui al comma 7 del presente articolo e per la sua indicazione negli avvisi di pagamento distintamente rispetto alle altre voci, individuando altresì i soggetti e gli enti tenuti a fornire i dati e le informazioni necessari per la determinazione della medesima, nonché i termini entro i quali tali dati e informazioni devono essere forniti. L'Autorità svolge attività di vigilanza sul corretto utilizzo delle risorse relative al gettito della componente tariffaria di cui al medesimo comma 7.

9. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro della transizione ecologica, da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate misure premiali, ad esclusione di provvidenze economiche, nei confronti del comandante del peschereccio soggetto al rispetto degli obblighi di conferimento disposti dal presente articolo, che non pregiudichino la tutela dell'ecosistema marino e il rispetto delle norme sulla sicurezza.

Art. 3.

Identico all'articolo 3 approvato dal Senato

(Campagne di pulizia)

1. I rifiuti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), possono essere raccolti anche mediante sistemi di cattura degli stessi, purché non interferiscano con le funzioni eco-sistemiche dei corpi idrici, e nell'ambito di specifiche campagne di pulizia organizzate su iniziativa dell'autorità competente ovvero su istanza presentata all'autorità competente dal soggetto promotore della campagna, secondo le modalità individuate con decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 1, l'attività oggetto dell'istanza può essere iniziata trascorsi trenta giorni dalla data di presentazione della stessa, fatta salva, per l'autorità competente, la possibilità di adottare motivati provvedimenti di divieto dell'inizio o della prosecuzione dell'attività medesima ovvero prescrizioni concernenti i soggetti abilitati a partecipare alle campagne di pulizia, le aree interessate dalle stesse nonché le modalità di raccolta dei rifiuti.

3. Sono soggetti promotori delle campagne di pulizia di cui al comma 1 gli enti gestori delle aree protette, le associazioni ambientaliste, le associazioni dei pescatori, le cooperative e le imprese di pesca, nonché i loro consorzi, le associazioni di pescatori sportive e ricreative, le associazioni sportive di subacquei e diportisti, le associazioni di categoria, i centri di immersione e di addestramento subacqueo nonché i gestori degli stabilimenti balneari. Sono altresì soggetti promotori gli enti del Terzo settore nonché, fino alla completa operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le associazioni di promozione sociale, le fondazioni e le associazioni con finalità di promozione, tutela e salvaguardia dei beni naturali e ambientali e gli altri soggetti individuati dall'autorità competente. Gli enti gestori delle aree protette possono altresì realizzare, anche di concerto con gli organismi rappresentativi degli imprenditori ittici, iniziative di comunicazione pubblica e di educazione ambientale per la promozione delle campagne di cui al presente articolo.

4. Ai rifiuti di cui al presente articolo si applicano le disposizioni dell'articolo 2.

Art. 4.

Identico all'articolo 4 approvato dal Senato

(Promozione dell'economia circolare)

1. Al fine di promuovere il riciclaggio della plastica e di altri materiali non compatibili con l'ecosistema marino e delle acque interne, nel rispetto dei criteri di gestione dei rifiuti di cui all'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con decreto adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della transizione ecologica stabilisce i criteri e le modalità con cui i rifiuti accidentalmente pescati e i rifiuti volontariamente raccolti cessano di essere qualificati come rifiuti, ai sensi dell'articolo 184-ter del citato decreto legislativo n. 152 del 2006.

Art. 5.

Identico all'articolo 5 approvato dal Senato

(Norme in materia di gestione delle biomasse vegetali spiaggiate)

1. Le biomasse vegetali, derivanti da piante marine o alghe, depositate naturalmente sul lido del mare e sull'arenile possono essere gestite con le modalità di cui al presente articolo. Fatta salva la possibilità del mantenimento in loco o del trasporto a impianti di gestione dei rifiuti, la reimmissione nell'ambiente naturale, anche mediante il riaffondamento in mare o il trasferimento nell'area retrodunale o in altre zone comunque appartenenti alla stessa unità fisiografica, è effettuata previa vagliatura finalizzata alla separazione della sabbia dal materiale organico nonché alla rimozione dei rifiuti frammisti di origine antropica, anche al fine dell'eventuale recupero della sabbia da destinare al ripascimento dell'arenile. In caso di riaffondamento in mare, tale operazione è effettuata, in via sperimentale, in siti ritenuti idonei dall'autorità competente.

2. Gli accumuli antropici, costituiti da biomasse vegetali di origine marina completamente mineralizzata, sabbia e altro materiale inerte frammisto a materiale di origine antropica, prodotti dallo spostamento e dal successivo accumulo in determinate aree, possono essere recuperati previa vagliatura di cui al comma 1. Tale possibilità è valutata e autorizzata, caso per caso, dall'autorità competente, la quale verifica se sussistono le condizioni per l'esclusione del materiale sabbioso dalla disciplina dei rifiuti ai sensi dell'articolo 185 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o se esso sia riutilizzabile nell'ambito delle operazioni di recupero dei rifiuti urbani mediante il trattamento di cui al codice R10 dell'allegato C alla parte quarta del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 ovvero qualificabile come sottoprodotto ai sensi dell'articolo 184-bis del medesimo decreto legislativo. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione del presente comma nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

3. Fatto salvo quanto previsto dai commi 1 e 2, ai prodotti costituiti di materia vegetale di provenienza agricola o forestale, depositata naturalmente sulle sponde di laghi e fiumi e sulla battigia del mare, derivanti dalle operazioni di gestione di cui all'articolo 183, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, finalizzate alla separazione dei rifiuti frammisti di origine antropica, si applica l'articolo 185, comma 1, lettera f), del medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano competenti per territorio individuano criteri e modalità per la raccolta, la gestione e il riutilizzo dei prodotti di cui al periodo precedente, tenendo conto delle norme tecniche qualora adottate dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nell'ambito del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, ai sensi dell'articolo 4, comma 4, della legge 28 giugno 2016, n. 132.

Art. 6.

Identico all'articolo 6 approvato dal Senato

(Misure per la raccolta dei rifiuti galleggianti nei fiumi)

1. Al fine di ridurre l'impatto dell'inquinamento marino derivante dai fiumi, le Autorità di bacino distrettuali introducono, nei propri atti di pianificazione, misure sperimentali nei corsi d'acqua dirette alla cattura dei rifiuti galleggianti, compatibili con le esigenze idrauliche e di tutela degli ecosistemi, alla cui attuazione si provvede anche mediante il programma di cui al comma 2.

2. In relazione alle misure di cui al comma 1, entro il 31 marzo 2022 il Ministero della transizione ecologica avvia un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da tale forma di inquinamento, anche mediante la messa in opera di strumenti galleggianti.

3. Per le attività di cui al comma 2 è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. Agli oneri di cui al presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2021-2023, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Art. 7.

Identico all'articolo 7 approvato dal Senato

(Attività di monitoraggio e controllo dell'ambiente marino)

1. Le attività tecnico-scientifiche funzionali alla protezione dell'ambiente marino che comportano l'immersione subacquea in mare al di fuori degli ambiti portuali, svolte da personale del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, o da soggetti terzi che realizzano attività subacquee di carattere tecnico-scientifico finalizzate alla tutela, al monitoraggio o al controllo ambientale ai sensi di un'apposita convenzione o in virtù di finanziamenti ministeriali si conformano alle linee guida operative adottate con decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, acquisito il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e sentito il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto.

Art. 8.

Identico all'articolo 8 approvato dal Senato

(Campagne di sensibilizzazione)

1. Possono essere effettuate campagne di sensibilizzazione per il conseguimento delle finalità della presente legge, delle strategie per l'ambiente marino di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2017, e degli obiettivi contenuti nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.

2. Al fine di dare adeguata informazione ai pescatori e agli operatori del settore circa le modalità di conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente raccolti, sono previste adeguate forme di pubblicità e sensibilizzazione a cura delle Autorità di sistema portuale o a cura dei comuni territorialmente competenti nell'ambito della gestione dei rifiuti urbani ai sensi dell'articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche attraverso protocolli tecnici che assicurino la mappatura e la pubblicità delle aree adibite alla raccolta e la massima semplificazione per i pescatori e per gli operatori del settore. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; le amministrazioni interessate alla relativa attuazione vi provvedono con le sole risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Art. 9.

Identico all'articolo 9 approvato dal Senato

(Educazione ambientale nelle scuole per la salvaguardia dell'ambiente)

1. Il Ministero dell'istruzione promuove, nelle scuole di ogni ordine e grado, la realizzazione di attività volte a rendere gli alunni consapevoli dell'importanza della conservazione dell'ambiente e, in particolare, del mare e delle acque interne, nonché delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti, coordinando tali attività con le misure e le iniziative previste, con riferimento alle tematiche ambientali, nell'ambito della legge 20 agosto 2019, n. 92. Il Ministro dell'istruzione tiene conto delle attività previste dal presente articolo nella definizione delle linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica di cui all'articolo 3, comma 1, della citata legge n. 92 del 2019. Nelle scuole sono inoltre promosse le corrette pratiche di conferimento dei rifiuti e sul recupero e riuso dei beni e dei prodotti a fine ciclo, anche con riferimento alla riduzione dell'utilizzo della plastica, e sui sistemi di riutilizzo disponibili.

Art. 10.

Identico all'articolo 10 approvato dal Senato

(Modifica all'articolo 52 del codice di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171)

1. All'articolo 52, comma 3, del codice della nautica da diporto, di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , anche in riferimento alle misure per prevenire e contrastare l'abbandono dei rifiuti in mare ».

Art. 11.

Identico all'articolo 11 approvato dal Senato

(Materiali di ridotto impatto ambientale. Riconoscimento ambientale)

1. Agli imprenditori ittici che, nell'esercizio delle proprie attività, utilizzano materiali di ridotto impatto ambientale, partecipano a campagne di pulizia o conferiscono i rifiuti accidentalmente pescati è attribuito un riconoscimento ambientale attestante l'impegno per il rispetto dell'ambiente e la sostenibilità dell'attività di pesca da essi svolta.

2. Con decreto adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, disciplina le procedure, le modalità e le condizioni per l'attribuzione del riconoscimento di cui al comma 1 del presente articolo, anche ai fini dei programmi di etichettatura ecologica di cui all'articolo 18, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4.

3. È altresì prevista per i comuni la possibilità di realizzare un sistema incentivante per il rispetto dell'ambiente volto ad attribuire un riconoscimento ai possessori di imbarcazione, non esercenti attività professionale, che recuperano e conferiscono a terra i rifiuti in plastica accidentalmente pescati o volontariamente raccolti.

Art. 12.

Identico all'articolo 13 approvato dal Senato

(Criteri generali per la disciplina degli impianti di desalinizzazione)

1. Al fine di tutelare l'ambiente marino e costiero, tutti gli impianti di desalinizzazione sono sottoposti a preventiva valutazione di impatto ambientale, di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Nell'allegato II alla parte seconda del citato decreto legislativo, dopo il punto 17-bis) è inserito il seguente:

« 17-ter) Impianti di desalinizzazione ».

2. Gli scarichi degli impianti di desalinizzazione di cui al comma 1 sono autorizzati in conformità alla disciplina degli scarichi di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della transizione ecologica sono definiti, per gli scarichi di tali impianti, criteri specifici ad integrazione di quanto riportato nell'allegato 5 alla parte terza del citato decreto legislativo n. 152 del 2006.

3. Gli impianti di desalinizzazione destinati alla produzione di acqua per il consumo umano sono ammissibili:

a) in situazioni di comprovata carenza idrica e in mancanza di fonti idricopotabili alternative economicamente sostenibili;

b) qualora sia dimostrato che siano stati effettuati gli opportuni interventi per ridurre significativamente le perdite della rete degli acquedotti e per la razionalizzazione dell'uso della risorsa idrica prevista dalla pianificazione di settore;

c) nei casi in cui gli impianti siano previsti nei piani di settore in materia di acque e in particolare nel piano d'ambito anche sulla base di un'analisi costi benefìci.

4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro della salute, sono definiti criteri di indirizzo nazionali sull'analisi dei rischi ambientali e sanitari correlati agli impianti di desalinizzazione nonché le soglie di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale di cui al comma 1.

5. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente articolo gli impianti di desalinizzazione installati a bordo delle navi, come definite all'articolo 136 del codice della navigazione.

Art. 13.

Identico all'articolo 14 approvato dal Senato

(Termine per l'emanazione del decreto previsto dall'articolo 111 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)

1. Il decreto previsto dall'articolo 111 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è emanato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 14.

Identico all'articolo 15 approvato dal Senato

(Tavolo interministeriale di consultazione permanente)

1. Al fine di coordinare l'azione di contrasto dell'inquinamento marino, anche dovuto alle plastiche, di ottimizzare l'azione dei pescatori per le finalità della presente legge e di monitorare l'andamento del recupero dei rifiuti conseguente all'attuazione della presente legge, garantendo la diffusione dei dati e dei contributi, è istituito, presso il Ministero della transizione ecologica, il Tavolo interministeriale di consultazione permanente, di seguito denominato « Tavolo interministeriale ».

2. Il Tavolo interministeriale, che si riunisce almeno due volte l'anno, è presieduto dal Ministro della transizione ecologica o, in caso di assenza o impedimento del medesimo, da un suo delegato ed è composto da:

a) tre rappresentanti del Ministero della transizione ecologica;

b) un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;

c) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico;

d) cinque rappresentanti del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, di cui due rappresentanti dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA);

e) un rappresentante del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR);

f) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;

g) due rappresentanti del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;

h) cinque rappresentanti degli enti gestori delle aree marine protette;

i) tre rappresentanti delle regioni;

l) tre rappresentanti delle cooperative di pesca, due rappresentanti delle imprese di pesca e due rappresentanti delle imprese di acquacoltura;

m) un rappresentante della Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale.

3. Può essere invitato a partecipare alle riunioni del Tavolo interministeriale, con funzione consultiva, ogni altro soggetto ritenuto utile alla completa rappresentazione degli interessi coinvolti e delle questioni trattate.

4. Ai componenti del Tavolo interministeriale non sono corrisposti compensi, indennità, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 15.

Identico all'articolo 16 approvato dal Senato

(Relazione alle Camere)

1. Il Ministro della transizione ecologica trasmette alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull'attuazione della presente legge.

Art. 16.

Identico all'articolo 17 approvato dal Senato

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono alle attività previste dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 

Allegato B

Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2416

La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il testo proposto all'Assemblea dalla Commissione di merito per il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo.

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.

Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2317

La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il testo proposto all'Assemblea dalla Commissione di merito per il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo.

La Commissione programmazione economica, bilancio esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo.

Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1571-B

La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminate le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo.

La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza parere non ostativo.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione:

Disegno di legge n. 1571-B:

sulla votazione finale, il senatore Grasso avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Accoto, Airola, Alderisi, Alessandrini, Auddino, Bagnai, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Campagna, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Coltorti, Crimi, Damiani, De Angelis, De Poli, Di Marzio, Donno, Faggi, Fattori, Floridia, Galliani, Ghedini, Grassi, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Mollame, Monti, Napolitano, Nisini, Nocerino, Parrini, Pichetto Fratin, Porta, Pucciarelli, Quarto, Ronzulli, Russo, Santangelo, Sciascia, Segre, Sileri, Tosato e Vanin.

.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rampi, per partecipare a un incontro internazionale; Paroli e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Berutti, Briziarelli e Nugnes, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Conzatti, Marilotti e Rivolta.

Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione

Con lettera del 5 maggio 2022, il senatore Mollame ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione.

Commissioni permanenti, variazioni nella composizione

La Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti:

11a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Cerno, entra a farne parte il senatore Nannicini;

14a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Nannicini, entra a farne parte il senatore Cerno.

Il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 stelle ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti:

5a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Bottici, in qualità di sostituto della senatrice Accoto, membro del Governo; entra a farne parte la senatrice Guidolin, in qualità di sostituto della senatrice Accoto, membro del Governo.

Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, trasmissione di documenti

Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere ha inviato la relazione sulla vittimizzazione secondaria delle donne che subiscono violenza e dei loro figli nei procedimenti che disciplinano l'affidamento e la responsabilità genitoriale (Doc. XXII-bis, n. 10).

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

DDL Costituzionale

Onn. Fornaro Federico, Boschi Maria Elena, Delrio Graziano, Gebhard Renate, Silvestri Francesco, Ceccanti Stefano, Di Maio Marco, Macina Anna

Modifica all'articolo 57 della Costituzione, in materia di base territoriale per l'elezione del Senato della Repubblica (2608)

(presentato in data 11/05/2022)

C.2238 approvato dalla Camera dei deputati;

onn. Melilli Fabio, Torto Daniela, Bitonci Massimo, Pagano Ubaldo, Pella Roberto, Schullian Manfred, Trancassini Paolo, Del Barba Mauro, Pettarin Guido Germano, Fassina Stefano

Modifiche all'articolo 7 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di termini per la presentazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza e del disegno di legge del bilancio dello Stato alle Camere (2609)

(presentato in data 11/05/2022)

C.3437 approvato dalla Camera dei deputati.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatrice Boldrini Paola

Regolamentazione degli esercizi commerciali in ambito ortoprotesico e per la disciplina di utilizzo del termine ortopedia in senso atecnico da parte di esercizi commerciali (2606)

(presentato in data 09/05/2022);

senatori Binetti Paola, Quagliariello Gaetano, Aimi Enrico, Barboni Antonio, Caliendo Giacomo, Cesaro Luigi, De Bonis Saverio, Gallone Maria Alessandra, Giammanco Gabriella, Modena Fiammetta, Pagano Nazario, Papatheu Urania Giulia Rosina, Perosino Marco, Rizzotti Maria, Saccone Antonio, Serafini Giancarlo, Toffanin Roberta, Vono Gelsomina

Disposizioni in materia di diritto all'oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche (2607)

(presentato in data 10/05/2022).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Binetti Paola ed altri

Disposizioni in materia di diritto all'oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche (2607)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanità)

(assegnato in data 11/05/2022).

Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 14, comma 2, lettere a), b), g), h), i) e p), della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di sistema di identificazione e registrazione degli operatori, degli stabilimenti e degli animali per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/429 (n. 381).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alle Commissioni riunite 9ª e 12ª, che esprimeranno il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alle Commissioni riunite 9ª e 12ª in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 14, comma 2, della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione dell'articolo 14, comma 2, lettere a), b), e), f), h), i), l), n), o) e p), della legge 22 aprile 2021, n. 53, per adeguare e raccordare la normativa nazionale in materia di prevenzione e controllo delle malattie animali che sono trasmissibili agli animali o all'uomo, alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/429 (n. 382).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 12ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 4ª, 5ª, 9ª, 13ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 12ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 14, comma 2, lettere a), b), n), o), p) e q), della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni di attuazione del regolamento (UE) 2016/429 in materia di commercio, importazione e conservazione di animali della fauna selvatica ed esotica e formazione per operatori e professionisti degli animali, anche al fine di ridurre il rischio di focolai di zoonosi, nonché l'introduzione di norme penali volte a punire il commercio illegale di specie protette (n. 383).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alle Commissioni riunite 12ª e 13ª che esprimeranno il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 5ª, 9ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alle Commissioni riunite 12ª e 13ª in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 15 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, che modifica la direttiva 2001/83/CE, il regolamento (CE) n. 178/2002 e il regolamento (CE) n. 1223/2009 e che abroga le direttive 90/385/CEE e 93/42/CEE, nonché per l'adeguamento alle disposizioni del regolamento (UE) 2020/561, che modifica il regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, per quanto riguarda le date di applicazione di alcune delle sue disposizioni (n. 384).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 12ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 12ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 15 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/746, relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro e che abroga la direttiva 98/79/CE e la decisione 2010/227/UE, nonché per l'adeguamento alle disposizioni del regolamento (UE) 2022/112 che modifica il regolamento (UE) 2017/746 per quanto riguarda le disposizioni transitorie per determinati dispositivi medico-diagnostici in vitro e l'applicazione differita delle condizioni concernenti i dispositivi fabbricati internamente (n. 385).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 12ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 12ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 16 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1991 che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (n. 386).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 6ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 17 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/518, come successivamente codificato nel regolamento (UE) 2021/1230, relativamente alle commissioni applicate sui pagamenti transfrontalieri nell'Unione europea e le commissioni di conversione valutaria (n. 387).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 18 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Titolo III, "Quadro di certificazione della cibersicurezza", del regolamento (UE) 2019/881 relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ("regolamento sulla cibersicurezza") (n. 388).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 1ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente che esprimeranno i pareri entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 8ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 20 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione del regolamento (UE) 2019/1238 sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP) (n. 389).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 11ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 2ª, 5ª, 6ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 11ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 6 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 1 e 25 della legge 22 aprile 2021, n. 53 - lo schema di decreto legislativo recante adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2402, che stabilisce un quadro generale per la cartolarizzazione, instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate e modifica le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE e 2011/61/UE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 648/2012. Modifiche al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (n. 390).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 7 maggio 2022 - alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 40 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni permanenti 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine.

Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera del 4 maggio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 - lo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2022 (n. 391).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 30 giorni dall'assegnazione.

Governo, trasmissione di documenti

Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 9 maggio 2022, ha inviato una nota concernente alcune correzioni al testo della Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all'anno 2021 (Doc. LXVII, n. 5), già annunciata all'Assemblea nella seduta del 6 aprile 2022.

La predetta documentazione è inviata alla 1a, alla 3a, alla 4a, alla 6a e alla 10a Commissione permanente.

Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento

Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla liberalizzazione temporanea degli scambi che integra le concessioni commerciali applicabili ai prodotti ucraini a norma dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra (COM(2022) 195 definitivo), alla 10a Commissione permanente e, per il parere, alla 3a e alla 14a Commissione permanente.

Garante per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di atti. Deferimento

Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, con lettera in data 5 maggio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, del Regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, n. 168, il conto finanziario dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza per l'esercizio 2021.

Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 1171).

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 11 maggio 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:

dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (INSR) per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 553);

della Fondazione la Biennale di Venezia, per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 554).

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento

La Commissione europea ha trasmesso, in data 6 maggio 2022, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui gas fluorurati a effetto serra, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e che abroga il regolamento (UE) n. 517/2014 (COM(2022) 150 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 6 maggio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 10a e alla 13a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;

la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione delle persone attive nella partecipazione pubblica da procedimenti giudiziari manifestamente infondati o abusivi ("azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica") (COM(2022) 177 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 6 maggio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 1a e 14a.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

La senatrice Giannuzzi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06994 del senatore Lannutti ed altri.

Il senatore Malan ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-07001 della senatrice Petrenga ed altri.

Mozioni

CRUCIOLI, ABATE, ANGRISANI, CORRADO, DESSI', GIANNUZZI, GRANATO, LA MURA, LANNUTTI, LEZZI, MININNO, SBRANA - Il Senato,

premesso che:

nella notte del 24 febbraio 2022, la Russia ha invaso il territorio ucraino avviando un attacco militare su larga scala. In pochi giorni il conflitto ha causato gravi conseguenze, anche a lungo termine, coinvolgendo non solo gli Stati in conflitto; l'azione militare russa è andata inizialmente ben oltre le rivendicazioni territoriali delle autoproclamate repubbliche secessioniste, causando migliaia di vittime anche tra i civili ucraini e la fuga di oltre tre milioni e mezzo di persone;

la crisi ucraina, ad avviso dei firmatari, è uno degli esiti di un percorso trentennale, che ha visto una costante espansione a est dell'Alleanza atlantica e della NATO, fino a lambire le frontiere della Federazione Russa, così modificando gli equilibri stabiliti all'esito della Guerra Fredda: nel corso del 2021, ad esempio, sono state svolte alcune esercitazioni militari della NATO, proprio in Paesi confinanti con il territorio della Federazione Russa;

la Federazione Russa, prima di avviare l'azione militare, ha chiesto, perentoriamente, che si adottasse un trattato internazionale, che prevedesse il riconoscimento delle due repubbliche popolari del Donbass, teatro di scontri a seguito del colpo di Stato di piazza Maidan, nel quale sono state perpetrate violenze, dal 2014, nei confronti della popolazione russofona, il ritiro della richiesta ucraina di adesione alla NATO e la smilitarizzazione della regione;

lo schieramento dell'esercito russo, ai confini ucraini, ha determinato una repentina interruzione del dialogo culminando nell'aggressione russa;

anche le autorità di Kiev avevano schierato ingenti forze militari alle porte delle regioni separatiste; nel primo mese di conflitto, dal 24 febbraio al 27 marzo, l'Italia è stato il quarto Paese nel mondo per il valore degli aiuti militari inviati all'Ucraina, con un investimento in armamenti di oltre 150 milioni di euro. In realtà, nonostante le rassicurazioni del Governo italiano, l'impegno dell'Italia in Ucraina comincia a farsi più definito;

secondo i firmatari, l'entrata dell'Italia in una guerra più ampia sembra essere già stata preventivata negli scenari ipotizzati dal Ministero della difesa e ciò lo si evince, purtroppo, da diversi e numerosi segnali;

l'invio di armi letali in un teatro di guerra, seppur dichiaratamente in chiave difensiva con l'approvazione del primo decreto Ucraina, ha già innescato un processo dagli effetti imprevedibili. Secondo quanto risulta ai firmatari, dai vertici delle forze armate italiane sarebbero arrivati gli ordini ai comandi diretti alla predisposizione nell'eventualità di un conflitto;

già nel marzo scorso, con lettera circolare dello Stato Maggiore dell'Esercito, sono state trasmesse disposizioni per indirizzare "tutte le attività di addestramento, anche quelle dei minori livelli ordinativi" al "warfighting", predisponendo allo stato di allerta i contingenti militari, qualora uno dei Paesi fosse interessato dal conflitto in corso;

è evidente che il potenziamento di tutti gli assetti e i dispositivi, inclusa la massima disponibilità del personale a essere richiamato, non deponga verso previsioni rassicuranti;

in tale ottica si inquadrano anche le pressanti richieste avanzate da numerose parti politiche di un aumento delle spese militari fino al 2 per cento del PIL. Come se non bastasse, sempre su questo - per noi - pericoloso indirizzo, il ministro Guerini ha recentemente preannunciato, durante l'audizione nelle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato, persino l'invio di altri e più pesanti materiali d'armamento letali. Il ministro, invero, ha discorso, genericamente, di armi in grado di neutralizzare le postazioni d'attacco russe. Nella medesima occasione ha ribadito, altresì, la completa disponibilità del nostro Paese a favorire un ulteriore ampliamento della NATO con l'ingresso di nuovi Paesi. il che pregiudicherebbe, ancor più, la possibilità di ripristinare una trattativa di pace con la Federazione Russa;

fornire armi a un Paese in conflitto è un atto che alimenta la spirale di guerra e suscita estrema apprensione per le conseguenze, nefaste, che tale impiego potrebbe comportare;

le armi fornite vengono assegnate anche alla popolazione civile, così come stabilito dalle autorità ucraine, con risvolti drammatici per la stessa popolazione coinvolta;

a oggi, secondo fonti ucraine, hanno perso la vita nel conflitto circa 3.800 civili, di cui 215 bambini;

oltre al dato umano, è doveroso ricordate come fornire armamenti a un Paese in conflitto sia vietato dalla legge 9 luglio 1990, n. 185, la quale regola l'esportazione e la fornitura dei materiali di armamento in base a un principio attento alla mancanza di adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei prodotti e al fatto che le autorità del Paese destinatario siano responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate da organizzazioni internazionali, alle quali l'Italia aderisce;

in un'intervista all'agenzia ufficiale cinese "Xinhua", secondo la trascrizione pubblicata sul sito web del Ministero degli esteri di Mosca, il ministro Russo Sergei Lavrov ha affermato che per risolvere la crisi ucraina devono "smettere di fornire armi a Kiev";

dal mese di febbraio l'Unione europea, quale tentativo di mantenere la massima pressione sulla Russia, ha imposto a Mosca cinque pacchetti di sanzioni, tra cui sanzioni individuali, sanzioni economiche e misure diplomatiche; tali imposizioni sono risultate, come è noto, vane e, anzi, hanno sortito esiti ancor più aggressivi e non certo minimamente risolutivi rispetto al conflitto;

storicamente le sanzioni finanziarie, quale strumento di pressione politica, si sono dimostrate inefficaci e, in particolare, quelle attualmente imposte alla Russia, hanno comportato gravi e pesanti ricadute sul nostro tessuto produttivo, sistema bancario e sull'approvvigionamento energetico, potenzialmente in grado di ridimensionare traumaticamente la manifattura italiana in un contesto di drastico impoverimento industriale dell'intera Europa;

l'Italia è il secondo Paese europeo, dopo la Germania, a essere maggiormente dipendente dal gas russo, con un'importazione del 38 per cento del gas che viene consumato, pari a circa 29 miliardi di euro; la Banca d'Italia ha ipotizzato tre scenari economici: nello scenario migliore l'Italia perde l'1,7 per cento del PIL, nello scenario intermedio il 2,5 per cento e nel peggiore il 5,2 per cento, ma gli effetti sistemici possono essere persino peggiori se si connettono con contemporanei e probabili shock finanziari di grande portata; il conflitto Russia - Ucraina, dunque, avrà un costo che oscilla tra i 1.700 - 3.600 euro per singola famiglia italiana;

inoltre, anche le imprese stanno subendo un'impennata del costo del gas e delle materie prime, con una volatilità finanziaria a cui non riescono a far fronte. Questo comporterà una diminuzione della produzione con conseguenti licenziamenti;

l'Italia è il 7° fornitore mondiale della Russia che, a sua volta, è il 14° mercato di destinazione dell'export italiano per un valore di oltre 7 miliardi di euro e un interscambio commerciale di 20 miliardi di euro; l'azzeramento delle esportazioni italiane verso la Russia ha causato un calo di crescita dello 0,2 per cento nel 2022 e di un ulteriore 0,1 per cento del 2023;

i rischi di escalation delle azioni belliche sono richiamati, quotidianamente, dalle valutazioni e dalle dichiarazioni tanto degli analisti militari quanto degli stessi protagonisti delle decisioni aventi implicazioni belliche, compresa la prospettiva dell'uso di armamenti capaci di portare la guerra su teatri molto più vasti rispetto all'attuale conflitto;

considerato che per addivenire ad una risoluzione del conflitto, quale unica soluzione che potrebbe limitare le conseguenze civili ed economiche, è necessario utilizzare tutti gli strumenti di diplomazia per favorire un dialogo tra tutte le parti,

impegna il Governo:

1) a promuovere e organizzare al più presto una conferenza di pace, a Roma o in un altro Paese europeo, per risolvere il conflitto Russia - Ucraina e limitare le gravi conseguenze che si paventano;

2) a non inviare altro materiale d'armamento in Ucraina, di alcun genere;

3) a informare, in ogni caso e puntualmente, il Parlamento, nelle Commissioni di competenza Esteri e Difesa, sui dettagli di nuove ed eventuali forniture di equipaggiamenti bellici, indicando la spesa effettuata, la tipologia di materiale e le quantità;

4) a non incrementare, nei prossimi anni, le spese militari, mantenendole in linea con quelle determinate per l'anno 2020;

5) a non appoggiare ulteriori adesioni alla NATO.

(1-00486)

Interrogazioni

FEDELI, D'ARIENZO, MARGIOTTA, LAUS, D'ALFONSO, FERRAZZI, ROJC, TARICCO, ALFIERI, BOLDRINI, PORTA, MARILOTTI, GIACOBBE, STEFANO, IORI, VERDUCCI, MANCA - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

la RAI (Radiotelevisione italiana) è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, costituzionalmente tutelato, idoneo, tra gli altri, a garantire l'attuazione concreta della democrazia attraverso una trasparente e corretta informazione su fatti nazionali ed internazionali ed un pieno sviluppo socio-culturale dell'uomo e del cittadino;

come confermato da copiosa giurisprudenza, la RAI è un organismo di diritto pubblico tenuto all'osservanza delle procedure di evidenza pubblica nell'affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture e, nell'ambito della mission istituzionale, a gestire progetti ed esternalizzazioni di attività secondo responsabilità ed etica;

con riferimento alle riprese, a partire dalla metà degli anni Novanta, la RAI si affida a società di produzione televisiva distribuite sul territorio nazionale iscritte nel proprio Albo fornitori e costituite in gran parte da micro imprese con meno di cinque dipendenti;

il rapporto tra la RAI e le società di servizi è regolato da un contratto, di durata variabile da 6 mesi ad 1 anno, che stabilisce gli obblighi da parte dei service e indica unilateralmente un tariffario di riferimento per le prestazioni. Tariffe contrattuali che non sono state mai adeguate in relazione ai dati ISTAT, ma sottoposte ad un continuo ribasso, annunciato anche per il 2022;

a fronte dell'impegno richiesto alle imprese di servizi di garantire la disponibilità giornaliera di 24 ore per 365 giorni all'anno senza un numero minimo garantito di prestazioni giornaliere e con continue richieste di aggiornamenti tecnologici, onerosi in termini economici, si rende estremamente difficoltoso trovare una utilità in questo tipo di contratto, in quanto le imprese medesime sono comunque tenute a sostenere costi fissi al fine di garantire la disponibilità degli operatori (assunti, peraltro, con contratto di lavoro subordinato) che, di fatto, annullano la convenienza di prestare l'attività;

come conseguenza, la riduzione delle tariffe in convenzione non rende più sostenibili da parte dei service il rispetto dei livelli economici dei CCNL, sottoposti invece a periodici rinnovi, e quello di alcune clausole contrattuali quali: mancati festivi e notturni, franchigie chilometriche, orario di lavoro, obblighi di reperibilità non retribuiti,

si chiede di sapere:

se la RAI, nell'ambito della sua mission istituzionale, possa adottare comportamenti non in linea con gli obblighi richiamati dal Codice etico che inducono, di fatto, le società private ad erogare servizi a prezzi fissi di importo inferiore al reale costo del lavoro da sostenere e nettamente minori rispetto alle tariffe adottate dai broadcaster pubblici europei;

se si ritenga opportuno, alla luce delle considerazioni svolte in premessa, valutare l'avvio di un meccanismo di negoziazione contrattuale attraverso le associazioni di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale del settore interessato al fine di stabilire obblighi e tariffe congrue rispetto alle prestazioni richieste dalla RAI.

(3-03319)

D'ALFONSO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

con determinazione DPF020/12 del 29 marzo 2022, avente ad oggetto "Pubblicazione degli ambiti territoriali vacanti di assistenza primaria individuati dalle Aziende USL per l'anno 2022, ai sensi dell'art. 34 A.C.N. 23 marzo 2005 e s.m.i.", sono state individuate 170 carenze per l'intera Regione Abruzzo, di cui 31 per l'Azienda USL PESCARA e tra queste 1 nell'ambito di Scafa - Abateggio - Alanno - Caramanico - Cugnoli - Lettomanoppello Manoppello - Roccamorice - Sant'Eufemia a Maiella - Salle San Valentino-Serramonacesca - Turrivalignani a partire dal 1° maggio 2022;

in data 1° maggio 2022 è andato in pensione il medico che forniva assistenza primaria nei comuni di Salle, Sant'Eufemia a Maiella e Caramanico Terme e in quest'ultimo comune un altro medico convenzionato prossimo alla pensione è in procinto di raggiungere il numero massimo di assistiti;

sono scaduti i termini per presentare domanda di trasferimento e, per quanto dato sapere, non vi sono state adesioni di medici riguardanti "l 'Ambito di Scafa - Abateggio - Alanno - Caramanico - Cugnoli - Lettomanoppello Manoppello - Roccamorice - Sant'Eufemia a Maiella - Salle - San Valentino Serramonacesca - Turrivalignani (dal 1° maggio 2022) con obbligo di garantire l'assistenza nei Comuni di Caramanico, S Eufemia e Salle";

considerato che:

tale circostanza ha determinato la mancanza di un presidio medico di assistenza primaria nei comuni di Salle e Sant'Eufemia a Maiella e Caramanico Terme per tutti i cittadini precedentemente assistiti dal medico andato in pensione, il quale assicurava a rotazione la sua presenza in ciascun comune, consentendo alla popolazione, prevalentemente anziana, di fruire del servizio;

dal 1° maggio 2022 la popolazione dei comuni citati si è trovata costretta a scegliere un nuovo medico curante, che, non prestando servizio in paese, pone l'utenza nella condizione di doversi spostare anche per la prescrizione di una semplice ricetta,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire a tutti i cittadini l'effettivo diritto all'assistenza sanitaria e, in particolare, a quelli dei territori dei comuni citati, che per via dell'età media avanzata si trovano peraltro in condizione di maggiore fragilità;

quali misure intenda adottare, anche con la previsione di incentivi e il coinvolgimento dei livelli territoriali interessati, per risolvere in modo strutturale il problema della carenza di medici nei comuni citati.

(3-03320)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

PAVANELLI, L'ABBATE, QUARTO, GAUDIANO, VANIN, NATURALE, ROMANO, ANASTASI, TRENTACOSTE, DE LUCIA, LOREFICE, CROATTI, FERRARA, MANTOVANI, PUGLIA - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:

il 5 giugno 2019, l'Unione europea ha approvato la Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente;

la Direttiva è stata recepita con decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre 2021, n. 285;

il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (cosiddetto "decreto semplificazioni") ha modificato il comma 1 dell'articolo 219-bis del Codice dell'ambiente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) imponendo tra le modalità di riutilizzo e riciclo di determinati prodotti di plastica, sistemi di restituzione con cauzione e sistemi per il riutilizzo degli imballaggi;

inoltre il "decreto semplificazioni" 2021 ha modificato il comma 2 del suddetto art. 219-bis prevedendo: "Con regolamento adottato mediante decreto del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, previa consultazione delle associazioni delle imprese maggiormente rappresentative sul piano nazionale, sono stabiliti i tempi e le modalità di attuazione delle disposizioni del comma 1 del presente articolo";

considerato che:

in Italia, nel 2020, sono state consumate 5,9 milioni di tonnellate di polimeri fossili, ovvero circa 100 kg a persona;

ogni chilo di plastica prodotto immette circa 1,7 kg di CO2 nell'atmosfera;

il 42 per cento della plastica consumata in Italia viene utilizzata nel settore degli imballaggi e dell'usa e getta;

un sistema di deposito e cauzione, renderebbe possibile il recupero del 90 per cento degli imballaggi immessi in commercio;

altri Stati membri dell'Unione europea come Francia, Spagna, Austria e Germania hanno già adottato diverse misure che attuano e superano la Direttiva (UE) 2019/904;

più di dieci Stati membri dell'Unione europea hanno già attivato sistemi di restituzione con cauzione e i restanti ne hanno annunciato l'introduzione nei prossimi quattro anni,

si chiede di sapere:

quali siano i tempi per l'emanazione del regolamento relativo ai sistemi di restituzione con cauzione e ai sistemi per il riutilizzo degli imballaggi;

se il Ministro in indirizzo intenda adottare ulteriori misure per diminuire le emissioni di CO2 e la produzione di polimeri fossili, che mettano l'Italia tra i Paesi da cui prendere esempio negli sforzi verso l'eliminazione di imballaggi di plastica e plastica monouso.

(4-07003)

URRARO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

la Montefibre di Acerra, centro sito nella città metropolitana di Napoli, è un'azienda nata nel 1972 nell'ambito della razionalizzazione delle aziende del gruppo Montedison ed è stata per moltissimi anni un'importante realtà industriale nella produzione di fibre di poliestere;

l'azienda ha operato sino al 2013, quanto la produzione si è fermata in tutti gli stabilimenti, per poi giungere al fallimento nel 2018;

tuttavia la crisi dell'azienda perdura da moltissimi anni e, sebbene agli inizi l'impianto di Acerra desse lavoro ad oltre mille persone, la crisi del settore chimico ridusse il numero dei dipendenti a sole 450 unità all'inizio degli anni Duemila;

a partire dal 2004, i 450 dipendenti dello stabilimento sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore;

moltissimi dipendenti sono rimasti per ben undici anni in cassa integrazione, fino a quando, nel 2015, la società proprietaria dello stabilimento ha dichiarato fallimento e i dipendenti, il cui numero si è progressivamente ridotto, sono finiti nelle liste di mobilità, percependo un'indennità mensile di soli 550 euro;

ad oggi, si contano 172 ex dipendenti che sono troppo anziani per ricollocarsi nel mondo del lavoro e troppo giovani per accedere ai trattamenti di quiescenza;

alla crisi aziendale descritta si è aggiunta anche una questione di sanità e sicurezza sul luogo di lavoro, in quanto presso gli impianti della Montefibre gli operai sono stati per anni a contatto con amianto, agenti chimici cancerogeni e sorgenti radioattive, come testimonia l'alto numero di ex dipendenti deceduti negli ultimi anni per patologie correlate all'esposizione a sostanze cancerogene;

molti ex dipendenti hanno presentato regolare domanda all'INAIL per ottenere il riconoscimento dell'attività lavorativa svolta con esposizione all'amianto, ma tale riconoscimento non è stato conferito a tutti, con la conseguenza per cui in molti casi è stato necessario avviare delle azioni legali,

si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di riconoscere, per tutti i lavoratori dello stabilimento Montefibre di Acerra, l'esposizione all'amianto e consentire ai medesimi di accedere alle misure previdenziali previste a normativa vigente.

(4-07004)

DE POLI - Al Ministro della salute. - Premesso che:

nei prossimi anni lasceranno il Servizio sanitario nazionale migliaia di medici per effetto, sia del raggiungimento dei limiti pensionabili, sia per il ricorso a "quota 100", creando un vuoto di organico nelle strutture sanitarie pubbliche;

ogni anno in Italia si laureano in medicina circa 10.000 giovani, dei quali solamente 6.000 riescono ad entrare nelle scuole di specializzazione a causa della carenza di centri abilitati alla specializzazione;

secondo stime fornite dalla ANAO-ASSOMED, nel 2027 si avranno oltre 95.000 laureati a fronte di un'offerta formativa di 6.200 contratti di specializzazione post laurea e 1.000 borse per diventare medici, pertanto, circa 30.000 medici non avranno uno sbocco formativo post laurea;

il numero chiuso per entrare nella facoltà di medicina appare, alla luce di quanto sta emergendo, una barriera che non ha più senso di esistere, poiché, come dichiarato recentemente anche dal Sottosegretario alla salute Andrea Costa durante un incontro presso il Polo "Fibonacci" dell'Università di Pisa: "è diventato anacronistico procedere ad una selezione meritocratica degli aspiranti studenti con un semplice test d'ingresso. Sostengo la possibilità di accesso all'iscrizione per tutti e una scrematura, attraverso una selezione entro i primi due anni del percorso formativo: solo così sarà possibile dare l'opportunità a tutti di esprimere le proprie competenze, professionalità, ma anche l'imprescindibile componente umana",

si chiede di sapere:

quali soluzioni intenda adottare il Ministro in indirizzo al fine di garantire un maggiore accesso alla specializzazione da parte dei medici laureatisi in Italia, consentendo loro la possibilità di concludere il percorso di studi in Italia;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire adeguati livelli occupazionali in un settore di assoluta rilevanza, come quello della sanità pubblica;

se non reputi necessario intervenire sul sistema della formazione dei medici, puntando sulla programmazione e soprattutto sull'aumento delle borse da destinare alle scuole di specializzazione medica, al fine di colmare l'inevitabile futuro vuoto di organico nella sanità pubblica e garantire la giusta e dovuta assistenza pubblica ai cittadini.

(4-07005)

MANTOVANI, TONINELLI, PELLEGRINI Marco, D'ANGELO, CIOFFI, FENU, DONNO, CORBETTA, RICCIARDI, CROATTI, VANIN, PRESUTTO, LOREFICE, TRENTACOSTE, ROMAGNOLI, MAUTONE, ROMANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale e per la pubblica amministrazione. -

(4-07006)

(Già 3-03229)

LANNUTTI, ANGRISANI, CORRADO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il trading on line permette di acquistare e vendere dei titoli o prodotti finanziari attraverso un computer e una connessione internet da qualsiasi parte del mondo. L'obiettivo principale è quello di guadagnare sulla differenza fra prezzo di acquisto e vendita. Un meccanismo semplice, ma in verità altamente rischioso, in quanto potrebbe far perdere all'investitore l'intero patrimonio. Tutte le piattaforme on line che fanno trading chiedono ai clienti di versare una somma di denaro per poter iniziare ad operare;

dal mese di febbraio 2022, la signora M. è una delle tante persone che ha intrapreso attività di trading on line per scoprire, purtroppo, solo successivamente che il sito a cui si è rivolta, "Omigoo.ou", offriva abusivamente servizi/prodotti finanziari in assenza delle necessarie autorizzazioni;

in particolare, la signora M. ha investito inizialmente 250 euro attraverso "Omigoo.ou", per poi arrivare a bonifici (tutti privi di causale) anche di 40.000 euro in un solo giorno, versando un totale di 130.000 euro, denaro che si è completamente volatilizzato;

i bonifici venivano effettuati tutti in Lituania (beneficiario, appunto, "Omigoo Ou" - Banca Uab Phoenix Payments, Vilnius Lithuania Mesiniu 5), senza che l'istituto di credito da cui partivano, ovvero Intesa Sanpaolo S.p.A. presso il quale la signora M. ha un conto corrente, evidenziasse l'anomalia nell'operatività del conto della propria cliente;

l'istituto italiano, infatti, avrebbe quantomeno dovuto bloccare i bonifici superiori ai 12.500 euro, se non altro perché lo stretto arco temporale con il quale venivano disposte tutte le operazioni rispetto alla consueta operatività di conto corrente della signora, con modalità di bonifico istantaneo/estero, dovevano far sorgere nell'intermediario un dubbio sulla legittimità delle operazioni in esame ed il conseguente blocco cautelativo (Abf Coll. Milano dec. 888/2011 - Abf Coll. Bologna 11849/2017). Nei confronti della signora M. ciò non è avvenuto, in evidente contrasto con gli obblighi di diligenza gravanti sull'intermediario;

inoltre, non vigilando, Intesa Sanpaolo S.p.A. è venuta meno a quegli che sono gli obblighi propri dell'intermediario in materia di segnalazione di operazioni sospette, come indicato nelle disposizioni della Banca d'Italia dell'1 gennaio 2020 per contrastare l'antiriciclaggio, con particolare riferimento ai "Rapporti di corrispondenza transfrontalieri con intermediari di un paese terzo" e alle "Operazioni caratterizzate da importi insolitamente elevati o per le quali sussistono dubbi sulla finalità";

considerato che:

le società che si occupano di trading on line devono avvalersi per legge di personale qualificato, ovvero di consulenti finanziari, come previsto dal regolamento di attuazione della CONSOB n. 11522/98. Unica eccezione, quella prevista nella comunicazione n. DI/99052838 del 7 luglio 1999: «Se la promozione del collocamento avviene tramite un sito - che non ha dei referenti individualizzati, ma si rivolge alla generalità dei potenziali investitori - non sarà necessario l'utilizzo di promotori. Se al contrario l'attività suddetta - da parte della società d'intermediazione - avviene tramite posta elettronica e ha un referente individualizzato, sarà necessario avvalersi di promotori salvo che l'iniziativa parta dall'investitore». Nei casi di condotte truffaldine, le società si avvalgono di semplici venditori, affabulatori che devono convincere i malcapitati clienti a investire quanto più denaro possibile sulla piattaforma;

vi sono inoltre società che fanno trading on line prive di licenza, molte delle quali hanno sede fuori dall'Unione europea. Tutte società che agiscono allo stesso modo, tramite telefonate o attraverso pubblicità su internet. Una volta registrati ed effettuati i primi versamenti, ai clienti vengono assegnati gli account manager, che ogni giorno segnalano gli investimenti da effettuare, senza mai però ricorrere agli stop loss, le chiusure automatiche, per evitare perdite oltre un certo prezzo, e che chiedono nuovi versamenti nell'illusione di recuperare le perdite, che invece si moltiplicheranno. Secondo molte delle denunce raccolte dalle associazioni per i consumatori, queste società spesso fanno di tutto per non restituire ai loro clienti quanto investito e a volte caricano loro tasse inesistenti, come è avvenuto per la signora M., alla quale una fantomatica consulente ha chiesto ben 40.000 euro di tasse;

nella maggior parte dei casi alle spalle ci sono organizzazioni criminali internazionali. Come emerge da un report della CONSOB, infatti, la sede è quasi sempre in paradisi fiscali e legali come le Isole Marshall o le Isole Vergini Britanniche. Ma alle spalle ci sono anche Paesi più vicini come la Bulgaria e, in alcuni casi, anche l'Italia;

considerato inoltre che l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), insieme con le autorità nazionali, dopo aver riscontrato che il 74-89 per cento dei conti al dettaglio è generalmente in perdita sugli investimenti effettuati, con perdite medie che vanno da 1.600 a 29.000 euro per cliente, ha stabilito dal 2018 che le opzioni binarie e i contratti per differenze (CFD) sono troppo pericolosi per i piccoli investitori, vietando le prime e disponendo sui secondi forti limitazioni. Limitazioni superate dalle società di trading che invogliano i piccoli risparmiatori a chiedere di diventare clienti professionali. Nonostante il divieto, molte società extracomunitarie continuano a proporre agli investitori sia le opzioni binarie che i contratti per differenze,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

se ritenga di dover verificare se l'Istituto bancario in questione sia venuto meno agli obblighi propri dell'intermediario in materia di segnalazione di operazioni sospette, come indicato nelle disposizioni della Banca d'Italia dell'1 gennaio 2020;

se intenda attivarsi, anche in accordo con Banca d'Italia e CONSOB, per promuovere uno studio indipendente finalizzato a capire quanti soldi girano nel settore, quanta gente è coinvolta, quanto perde e quanto sono diffuse le pratiche vietate, in modo da poter intervenire tempestivamente e con tutti i mezzi disponibili contro un fenomeno che purtroppo sta crescendo vertiginosamente.

(4-07007)

GRANATO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

la relazione del 30 marzo 2022 resa dalla BioNTech alla Commissione Federale degli Stati Uniti "Securities and Exchange" su quanto prodotto sul vaccino anti SARA.CoV-2 è a parere dell'interrogante gravemente allarmante e sconfessa le più rosee aspettative sostenute dalla campagna vaccinale governativa in quanto, a pag. 12, si legge: "Il vaccino COVID-19 è stato sviluppato sulla base della sequenza genetica del virus ancestrale SARS-CoV-2 che è stato rilevato per la prima volta. Il virus SARS-CoV-2 continua ad evolversi e le nuove varianti del virus o di quelli che sono già in circolazione possono rivelarsi più trasmissibili o causare forme più gravi di malattia COVID-19 rispetto ai ceppi predominanti osservati fino ad oggi. Il nostro vaccino potrebbe non essere altrettanto efficace nella protezione contro i ceppi varianti esistenti e futuri del virus SARS-CoV-2 quanto lo forse contro il virus ancestrale. Mentre continuiamo a monitorare i ceppi emergenti di SARS-CoV-2, intraprendiamo indagini precliniche sull'immunogenicità di BNT162b2 contro nuove varianti e sviluppiamo versioni modificate di BNT-162b2, questi sforzi potrebbero non avere successo e il fallimento di adattare il nostro vaccino alle varianti del virus SARS-CoV-2 potrebbe portare a significativi danni alla reputazione e influire negativamente sui nostri risultati finanziari. È anche possibile che possiamo spendere risorse significative per adattare il nostro vaccino COVID-19 per proteggerci dalle varianti del virus SARS-CoV-2, ma che un mercato per questo vaccino adattato non si sviluppi o la domanda non sia in linea con le nostre proiezioni o spese di costo. Inoltre, anche se riusciamo a sviluppare un vaccino adattato e c'è un mercato per questo nuovo vaccino, in futuro potrebbe esserci un nuovo ceppo del virus e il nostro vaccino adattato potrebbe non essere altrettanto efficace nel proteggere da tale futuro ceppo variante";

nella stessa relazione, a pag. 15, si legge: "Il nostro vaccino COVID-19 ha ottenuto la piena approvazione della FDA statunitense per le persone di età pari o superiore a 16 anni, l'autorizzazione all'uso di emergenza o limitato in un certo numero di paesi e l'approvazione per l'uso in alcuni altri paesi. Il nostro vaccino COVID-19 non è ancora stato approvato dalle autorità di regolamentazione in molti di questi paesi. Noi e Pfizer intendiamo continuare a osservare il nostro vaccino COVID-19 e altre varianti di un candidato vaccino COVID-19 negli studi clinici globali. È possibile che i dati successivi di questi studi clinici non siano così favorevoli come i dati che abbiamo presentato alle autorità di regolamentazione per supportare le nostre domande di autorizzazione all'uso di emergenza, immissione in commercio o approvazione condizionata all'immissione in commercio o che le preoccupazioni relative alla sicurezza del nostro vaccino COVID-19 derivino dall'uso diffuso del nostro vaccino COVID-19 al di fuori degli studi clinici. Il nostro vaccino COVID-19 potrebbe non ricevere l'approvazione al di fuori dell'impostazione di utilizzo di emergenza nei paesi in cui non è attualmente approvato, il che potrebbe influire negativamente sulle nostre prospettive commerciali";

a pag. 8, infine, è riportato: "Potremmo non essere in grado di dimostrare sufficiente l'efficacia o la sicurezza del nostro vaccino COVID-19 e / o le formulazioni specifiche per le varianti e per ottenere l'approvazione normativa permanente negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell'Unione Europea o in altri paesi in cui il vaccino è stato autorizzato per l'uso emergenziale o ha ottenuto l'approvazione condizionata alla commercializzazione. Eventi avversi significativi possono verificarsi durante i nostri studi clinici o anche dopo aver ricevuto l'approvazione normativa, che potrebbero ritardare o terminare gli studi clinici, ritardare o impedire l'approvazione normativa o l'accettazione sul mercato di uno qualsiasi dei nostri prodotti candidati. Lo sviluppo clinico comporta un processo lungo e costoso con un esito incerto e possono verificarsi ritardi per una serie di motivi al di fuori del nostro controllo. Gli studi clinici dei nostri prodotti candidati potrebbero essere ritardati e alcuni programmi potrebbero non avanzare mai in clinica o potrebbero essere più costosi da condurre di quanto prevediamo, ognuno dei quali può influire sulla nostra capacità di far funzionare l'azienda e avrebbe un impatto negativo materiale sulla nostra attività. Lo sviluppo di farmaci a mRNA presenta notevoli rischi clinici e normativi a causa della limitata esperienza regolatoria con le immunoterapie di mRNA";

dalla relazione, quindi, si ammette che: 1) le aziende farmaceutiche hanno interessi a tutelare la propria reputazione commerciale e garantirsi proventi economici e ciò farebbe dubitare sull'imparzialità degli studi clinici da loro stessi condotti; pertanto, sarebbe meglio escluderli da tale progetto e nominare centri clinici indipendenti; 2) non è possibile dimostrare l'efficacia del vaccino; 3) è probabile che quanto promesso circa l'efficacia del vaccino, non sia vero perché quanto risulterà dagli studi clinici potrebbe smentire quanto paventato per ottenere il permesso all'uso emergenziale (in poche parole: il vaccino funziona finché non si dimostra che non funziona, esattamente l'opposto degli assiomi scientifici); 4) la sperimentazione potrebbe interrompersi, sia perché il vaccino si paleserà inefficace, sia perché i costi potrebbero risultare insostenibili;

alla luce di queste affermazioni che hanno coinvolto anche la Pfizer, come ammesso dalla BioNTech nella relazione, si evidenzia che i report clinici sulle infezioni COVID-19, che colpiscono i vaccinati in Italia, confermano questi dati, gettando ombre sull'efficacia protettiva del vaccino. Anche la clinica medica dimostra l'inefficacia vaccinale nel prevenire l'infezione da SARS-CoV-2, così come è stato dimostrato anche dal terzo fascicolo contenente numerose cartelle cliniche giunte, in forma anonima, all'Associazione Avvocatura degli Infermieri, dove su un totale di 40 pazienti, 2 avevano fatto la prima dose, 21 avevano completato il ciclo vaccinale primario, 9 avevano fatto anche la terza dose e 8 non erano vaccinati, tutti COVID-19, tutti sintomatici gravi e in terapia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza della prospettata inefficacia vaccinale o, quantomeno, dei dubbi sull'efficacia vaccinale;

se fosse a conoscenza che la sperimentazione è ancora in corso e che non sono certi i risultati e neppure se tale sperimentazione sarà conclusa;

se fosse a conoscenza che i benefici sbandierati dalle case farmaceutiche rispondessero ad esclusive finalità di marketing non corrispondendo, parimenti, la stessa efficacia sul piano scientifico;

se non ritenga non solo opportuno, ma indispensabile assegnare gli studi clinici sull'efficacia vaccinale e sugli eventi avversi a nuclei di studiosi indipendenti e non connessi alle case farmaceutiche, come invece sta avvenendo;

se non ritenga opportuno impedire la pubblicità per l'adesione alla campagna vaccinale ai medici pagati dalle case farmaceutiche, come invece attualmente avviene;

se il Governo intenda proseguire con l'introduzione di norme che prevedano l'obbligo vaccinale ponendo a rischio, ad avviso dell'interrogante, la salute dell'intera comunità sottoposta ancora all'obbligo di cui al decreto-legge. n. 44 del 2021 per gli eventi avversi;

quali provvedimenti verranno addottati, laddove si intendesse proseguire con l'obbligo vaccinale, nonostante, secondo l'interrogante, la vaccinazione "subita" dai sanitari non protegga affatto i pazienti, in materia di ristori risarcitori e indennizzi da liquidarsi a favore degli obbligati danneggiati dal vaccino.

(4-07008)

PARAGONE, DE VECCHIS, GIARRUSSO, MARTELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

la Banca Nazionale del Lavoro- BNL è stata protagonista della storia d'Italia. Fondata nel 1913, è diventata la banca nazionale più grande del sistema alla fine del secolo scorso e, dopo un periodo di crisi, è entrata a fare parte del gruppo BNP-Paribas;

negli ultimi 15 anni si è rilanciata attraverso l'integrazione con il partner francese, che ha apportato managerialità e tecnologie che hanno consentito il raggiungimento di risultati record: 238 milioni di utili nel 2021 e 65 nel primo trimestre 2022;

oggi il nuovo management ha presentato un piano industriale che prevede la chiusura di 150 sportelli su 800, una spesa di circa 300 milioni di euro per il rifacimento delle agenzie, peraltro recentemente ristrutturate, e l'esternalizzazione di circa 840 lavoratori, di cui 300 nel comparto IT e 540 nel comparto back-office;

questo piano rischierebbe, a giudizio degli interroganti, di fare uscire la banca dal mercato, riducendo la presenza territoriale, già inferiore alla concorrenza, pur impiegando risorse economiche in ristrutturazioni e arredamenti, ma espellendo risorse umane dall'azienda;

stando a quanto riferito agli interroganti, non sarebbe chiaro quale senso possa avere l'esternalizzazione di 540 risorse del back-office, considerato che tutti gli obiettivi fissati sarebbero stati raggiunti e che BNL rappresenta ormai uno standard qualitativo a livello nazionale nel settore. Rispetto a tali perplessità, il management avrebbe riferito inefficienze operative, ritenute pretestuose, e, a quanto risulta agli interroganti, intenderebbe per tale ragione trasferire i dipendenti ad Accenture, colosso della consulenza aziendale, per ridurre i costi e licenziare indirettamente quelle stesse risorse che con il loro impegno hanno consentito il rilancio della banca in questi anni;

inoltre, per quanto riguarda la gestione dei dati trasferiti ad Accenture, al momento non si può essere certi che i livelli di sicurezza contro gli hacker siano al pari di quelli adottati da BNP-Paribas e questo costituirebbe con grave pregiudizio per i clienti;

considerato che:

sarebbero stati inseriti nella lista degli esuberi circa 200 lavoratori fragili e affetti da malattie professionali, che verrebbero verosimilmente licenziati da Accenture insieme a quelli che non conoscono la lingua inglese;

è del tutto evidente, a parere degli interroganti, l'intenzione degli azionisti francesi di procedere alla scomposizione della banca, che ha rappresentato e rappresenta un importante pezzo di storia italiana e che tuttora svolge una funzione primaria nel sistema nazionale. Un altro modo per demolire il sistema Italia nell'ottica di una sottomissione del Paese a interessi stranieri;

visto che stando a quanto si apprende da organi di stampa, la BNL avrebbe comunicato ai dipendenti l'apertura di un "dossier Golden Power" sulla banca stessa da parte del Governo, confermando anche ai sindacati la circostanza e dichiarando di aver già pronte le risposte ai quesiti dell'Esecutivo, tanto che l'esternalizzazione dei 530 addetti del back-office dovrebbe semplicemente slittare da maggio a giugno 2022,

si chiede di sapere se il Governo confermi l'applicazione della disciplina della Golden Power al caso BNL e l'intenzione di porre il veto sull'intera operazione di esternalizzazione ad Accenture, per evitare il rischio licenziamento di molti lavoratori, che non avrebbero nemmeno le competenze per essere impiegati in una società americana di consulenza.

(4-07009)

AUGUSSORI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

da alcune settimane si assiste ad una recrudescenza di episodi di violenza politica a Como, a Lodi, e a Monza;

a Monza praticamente in ogni quartiere sono stati danneggiati o strappati i manifesti elettorali della Lega;

a Como, nel quartiere Sagnino, sono stati vandalizzati i cartelli che spiegavano le attività compiute dal movimento politico per il rilancio del turismo;

a Lodi, prima sono stati danneggiati dei manifesti pubblicitari del candidato sindaco Sara Casanova, successivamente sono stati strappati anche i cartelloni dove la politica appare con l'assessore regionale della Lega Pietro Foroni, ed ora sono altresì comparse sugli stessi scritte minacciose indirizzate sempre al sindaco Sara Casanova e all'assessore Pietro Foroni;

staccare, strappare o vandalizzare manifesti elettorali è un illecito, come prevede l'articolo 8 della legge n. 212 del 1956 ("Norme sulla propaganda elettorale"), che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 1.032 euro;

all'autorità di pubblica sicurezza compete la cura dell'osservanza delle leggi e dei regolamenti ai sensi dell'art. 1 del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;

a parere dell'interrogante la qualità della democrazia si misura anche con il rispetto verso l'avversario e con la liberalità e pluralismo delle idee;

punire i responsabili di tali gesti non basta, serve arrivare ad una nuova cultura politica, che si fondi sul rispetto delle idee,

si chiede di sapere quali misure intenda adottare il Ministro in indirizzo per prevenire, prima ancora che reprimere, questi comportamenti criminosi, particolarmente odiosi, perché volti a intimidire e, pertanto, a impedire il diritto alla libera manifestazione del pensiero.

(4-07010)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

12ª Commissione permanente (Igiene e sanità):

3-03320 del senatore D'Alfonso, sulla carenza di medici in alcuni comuni della provincia di Pescara.