Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 404 del 16/02/2022
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------
404a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO (*)
MERCOLEDÌ 16 FEBBRAIO 2022
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Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI,
indi del vice presidente LA RUSSA
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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 409 del 25 febbraio 2022
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI-NOI DI CENTRO (Noi Campani): Misto-I-C-EU-NdC (NC); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,30).
Si dia lettura del processo verbale.
LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.
Sulla scomparsa di Valerio Carrara
PRESIDENTE. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, è con sentimenti di affettuosa commozione che desidero ricordare il senatore Valerio Carrara, improvvisamente scomparso il 9 febbraio scorso.
Originario di Oltre Il Colle, piccolo Comune della Provincia di Bergamo racchiuso tra la Val Seriana e la Val Serina, Valerio Ferrara è stato un instancabile protagonista della vita sociale, economica e istituzionale di quei territori, oltre che un sensibile interprete e un instancabile difensore delle loro peculiarità.
Persona di vivace intelligenza, imprenditore, sindaco, amministratore locale e componente di questa Assemblea per ben tre legislature, Valerio Carrara ha sempre vissuto ogni sua esperienza nelle istituzioni e nella società con grande passione, libertà di pensiero, concretezza e pragmatismo.
Il suo era un carattere aperto e dialogante, lo ricordo bene, ma non per questo meno battagliero. Forte era il suo rispetto per le istituzioni, specie quelle parlamentari, come ebbe modo di dimostrare anche presiedendo, con alto senso di responsabilità, imparzialità, competenza e rigore, la Commissione difesa del Senato durante la XIV legislatura, conquistandosi la stima e l'apprezzamento di tutti i Gruppi parlamentari.
Grande era l'attenzione che metteva in ogni dettaglio dell'attività parlamentare: dalla scrittura degli emendamenti alla cura degli interventi, sempre puntuali ed efficaci.
Con Valerio Carrara perdiamo un amico, un collega di tante battaglie parlamentari, un politico dal forte tratto umano, garbato, ironico e con una fede incrollabile nelle proprie idee, ma sempre pronto al confronto e alla dialettica costruttiva, senza preconcetti o pregiudizi, nell'interesse dei cittadini e dei territori.
Nel rinnovare pertanto alla moglie Ornella, ai figli, ai nipoti e ai familiari del senatore Valerio Carrara il mio commosso abbraccio e la vicinanza mia e di tutto il Senato, invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio).
GALLONE (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLONE (FIBP-UDC). Ringrazio la presidente Casellati per la vicinanza che ha espresso a suo nome e a nome di tutto il Senato e di tutti i senatori, anche nel momento del suffragio e del saluto che abbiamo tributato al senatore Carrara sabato scorso.
Il senatore Valerio Carrara era un uomo delle istituzioni e un uomo del popolo, un uomo della gente e per la gente, un uomo dedito all'ascolto e al lavoro, un senatore e un sindaco, legislatore e amministratore, Vale per gli amici (lo chiamavamo tutti così). Laureato in farmacia, titolare di diverse attività, senatore per tre legislature, dal 2001 al 2013, dal 2004 in Forza Italia e nel Popolo della Libertà. È stato anche, come è stato ricordato, Presidente della Commissione difesa del Senato, un grande motivo di orgoglio, una carica che assunse con grande senso di responsabilità e di serietà. Stimatissimo sindaco per due mandati del suo paese natale e di vita, quella Oltre Il Colle che abbiamo citato, un territorio di montagna. Amava le sue montagne Valerio, amava le nostre valli bergamasche e per il suo territorio si batteva con impegno e determinazione. Amava la vita, era un uomo appassionato e appassionante, pieno di entusiasmo, di ottimismo, estremamente ironico, dalla brillante intelligenza, sempre pronto all'ascolto, sempre pronto alla condivisione e al consiglio. Pratico e concreto come tutta la gente di montagna, con un cuore grande e una propensione naturale alla socialità più diretta.
Quando la scorsa settimana mi hanno chiamata per darmi la brutta notizia della sua scomparsa, sono rimasta davvero senza parole, profondamente dispiaciuta, anche perché era giovane, il senatore Carrara. Il dispiacere è stato grande proprio perché Valerio era l'emblema della vitalità e dell'amore per la vita. Come dicevo, era appassionato ed appassionante, innamorato della sua montagna, del suo bellissimo paese, si è sempre distinto per l'amore per la sua terra. Appassionato dei suoi cavalli, mi parlava sempre del senso di libertà e di comunione con la natura che provava in sella sia ai suoi cavalli, sia alla sua moto. Appassionato cacciatore di montagna, dove si diventa guardiani dei boschi, e innamorato della sua famiglia, della sua Ornella, dei suoi figli Giorgio e Alessandro, delle sue nuore e dei suoi nipoti.
Saluto quindi da bergamasca la sua Oltre Il Colle a cavallo tra Val Brembana, Val Serina e Val Seriana e saluto un uomo appassionato di politica, quella bella, quella dell'impegno, quella del servizio, per rappresentare le istanze di quei piccoli Comuni che sono il cuore del Paese, troppo spesso dimenticati.
Al di là della perdita, per le istituzioni e per la politica, di un uomo così brillante e generoso, c'è il dispiacere di aver perso un caro amico, di cui conservo tanti ricordi. Ti saluto, Valerio, in quest'Aula, a nome di tutti i colleghi che ti hanno conosciuto e a nome di tutto il territorio bergamasco. (Applausi).
MALAN (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, dopo il ricordo del senatore Carrara, così ben espresso da lei, Presidente, e dalla senatrice Gallone, desidero aggiungere alcune parole. Valerio è stato senatore per tre legislature ed è stato per dodici anni in questa Aula. Ci arrivò in modo inaspettato, ma seppe interpretare molto bene il suo ruolo di rappresentante dei cittadini in generale e del suo territorio, al quale era così legato, come è stato detto poc'anzi. Ha sempre preso con distacco, ironia e anche autoironia i successi. Il fatto di essere arrivato al ruolo di senatore, per una persona che ha sempre avuto la passione della politica e dell'amministrazione del suo territorio, era certamente una grande soddisfazione, così come essere stato eletto per altre due legislature ed essere diventato presidente della Commissione difesa, che condusse con capacità ed equilibrio. Erano certamente grandi successi, ma non cambiarono il suo atteggiamento sorridente e cosciente della transitorietà di tutti i ruoli ricoperti. Allo stesso modo seppe affrontare con altrettanto distacco le feroci critiche che pure gli vennero mosse in uno dei tanti contrasti politici che accadono spesso, come è giusto che sia, in quest'Aula.
Ricordo, come ha detto poc'anzi la collega, la sua passione per la natura, per le sue montagne, per il suo Comune, quando è stato eletto sindaco con una grande maggioranza di voti. Ricordo bene che mi disse più volte, essendo passati attraverso vicende mediche e chirurgiche in tempi simili: «Dopo quello che ho passato (io sono stato salvato dai chirurghi in modo quasi miracoloso), tutto quello che viene dopo per me è un grande regalo e sto cercando di goderne, di farne il meglio nella mia vita». Di qui il suo amore per la famiglia, per le sue montagne e per la natura, nella quale cercava di immergersi più possibile; del resto, abitando in un paese di montagna, era più facile. L'ho sempre sentito con una grande serenità e cosciente del fatto che doveva davvero assaporare questi anni della sua vita, per quanto lunghi fossero stati. Purtroppo sono terminati alcuni giorni fa, ma sappiamo di aver avuto fra di noi, come amico e come collega, una persona vera, una persona che ha saputo esprimere il sentimento di tanti nostri concittadini che qui abbiamo l'onore di rappresentare. A nome di tutto il Gruppo Fratelli d'Italia, porgo le condoglianze alla sua famiglia, alla quale era tanto legato, ricordandolo con affetto e portando nei nostri cuori il suo bel ricordo. (Applausi).
SBROLLINI (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBROLLINI (IV-PSI). Signora Presidente, avrebbe compiuto settantun anni tra pochi giorni, Valerio Carrara, collega di numerose legislature che, come è stato ben ricordato, ha ricoperto a lungo la carica di sindaco della sua città, Oltre Il Colle, nel bergamasco. Purtroppo, dopo qualche giorno di ricovero in ospedale per problemi di salute, è stato colto improvvisamente da un infarto che l'ha strappato ai suoi affetti più cari e purtroppo non ce l'ha fatta.
Valerio era un punto di riferimento per tanti; ha amato profondamente la sua terra e la sua comunità, dimostrando come la politica possa nascere e svilupparsi proprio dai piccoli borghi, senza mai dimenticarsi delle esigenze delle comunità da cui si proviene, anche se l'impegno politico poi si sviluppa su un piano nazionale.
Desidero ricordarlo per l'impegno, l'entusiasmo e la fervente passione per la caccia e per la montagna, che lo hanno reso protagonista di tante battaglie a favore del mondo venatorio. Un autentico e autorevole rappresentante della comunità bergamasca, ma anche un autentico e autorevole rappresentante delle istituzioni nazionali. Si è speso sempre per numerosi progetti di sviluppo delle zone montane.
A nome del Gruppo Italia Viva-PSI, mi stringo alla famiglia, ai suoi cari e alla sua comunità per la perdita di un uomo e di un collega appassionato e dedito al bene comune.
MISIANI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MISIANI (PD). Signor Presidente, la ringrazio per le parole che ha utilizzato per ricordare il senatore Carrara. Il mio ricordo del senatore Carrara è quello di un uomo intelligente, ironico, innamorato della sua famiglia, con una grandissima passione per la caccia, per i suoi cavalli, e profondamente legato alla sua, alle nostre montagne e alla terra bergamasca.
Valerio Carrara era nato nel 1951, laureato in farmacia e lavorava come imprenditore, titolare di diverse attività commerciali ad Oltre Il Colle, il suo paese, la sua comunità. Il suo impegno nelle istituzioni iniziò in età matura, sulla spinta del figlio che lo convinse a candidarsi alle elezioni politiche del 2001, nel collegio senatoriale di Albino. Carrara venne eletto e scelse di iscriversi al Gruppo Misto come esponente unico del Movimento Territorio Lombardo. Nel 2004, come ha ricordato la senatrice Gallone, aderì al Gruppo Forza Italia e in Forza Italia prima e nel PDL poi si svolse il suo impegno nelle successive legislature fino alla Presidenza della Commissione difesa del Senato.
Oltre all'impegno parlamentare, dell'esperienza di Valerio Carrara merita essere ricordato l'impegno amministrativo al servizio del suo paese natale e della sua comunità.
La scomparsa prematura del senatore Carrara ha rappresentato una perdita significativa per il mondo politico-istituzionale, in particolare per la politica e le istituzioni bergamasche. Il pensiero del Gruppo Partito Democratico va alla famiglia del senatore Carrara e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e che con lui hanno collaborato in questi lunghi anni. (Applausi).
PERGREFFI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERGREFFI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, Valerio Carrara era un uomo legato alla sua terra, alla Val Brembana, al suo paese, Oltre Il Colle, dove ha fatto il sindaco per dieci anni. Nei tredici anni di attività parlamentare non si è mai risparmiato nel fare il bene della gente con passione e nel portare avanti le istanze della montagna e la sua grande passione, la caccia. La caccia lo aveva fatto diventare uno dei più autorevoli riferimenti del mondo venatorio in Parlamento; non a caso, era anche consigliere provinciale della Federazione italiana caccia.
In contemporanea ai suoi anni in Senato, ha vissuto il ruolo di sindaco di Oltre Il Colle, dove è stato eletto per due mandati, fino al 2017, carica che lo ha fatto restare vicino alla gente e agli amministratori locali, senza dimenticare le sue origini, quelle della montagna. Era un amante della natura, degli spazi aperti, dei cavalli, dello sport e in particolare dell'enduro, una tradizione molto forte nelle valli bergamasche.
Per il suo territorio, per lo sviluppo della Val Brembana, per anni cercò invano di sollecitare la riapertura del casinò di San Pellegrino, proprio per rilanciare il turismo nella valle. Ci lascia un uomo della montagna, un uomo della sua valle, un uomo che non ha mai perso le sue radici e che vedeva nella politica l'opportunità di dare voce al territorio.
Tutto il Gruppo Lega e soprattutto i senatori bergamaschi si uniscono al momento di dolore della famiglia. La ringrazio, quindi, signor Presidente, per le belle parole e mi unisco anche alle parole di tutti i colleghi che mi hanno preceduto. Penso che Valerio rimarrà un uomo veramente importante per la bergamasca. (Applausi).
Discussione del documento:
(Doc. IV-ter, n. 16) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso (ore 9,51)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso per il reato di cui all'articolo 595, terzo comma, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa), trasmessa dal Tribunale di Roma il 17 marzo 2021».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Mario Michele Giarrusso costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore, senatore Augussori, se intende intervenire.
AUGUSSORI, relatore. Signor Presidente, mi rimetto alla relazione scritta, stampata e distribuita, già in possesso dei colleghi, con le conclusioni che lei ha ora richiamato.
Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 9,52)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà.
CRUCIOLI (Misto). Signor Presidente, ho chiesto di intervenire sulla vicenda del senatore Giarrusso soltanto per evidenziare l'anomalia che si sta verificando in quest'Aula. Noi stiamo qui, oggi, discutendo se applicare l'articolo 68 della Costituzione o meno alla vicenda del senatore Giarrusso, ma l'interessato, il senatore Giarrusso, non può essere presente in quest'Aula, non può dirvi quello che pensa, non può fare una relazione per difendere se stesso. Tutto questo perché non ha il super green pass.
Si pensi che gli imputati possono entrare nelle aule di giustizia senza avere il super green pass; invece, in quest'Aula, che dovrebbe essere il tempio della dialettica e delle contrapposte opinioni, quando si discute se mandare a processo o meno il senatore Giarrusso, al senatore Giarrusso non è consentito entrare. Chi non vede che questa è una torsione intollerabile, che dovrebbe farci vergognare tutti, è in malafede. (Applausi).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.
Poiché il relatore non intende intervenire in sede di replica, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, la Corte costituzionale, recependo, tra l'altro, gli indirizzi interpretativi della Corte europea dei diritti dell'uomo, ritiene configurabile la prerogativa dell'insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione nei casi in cui la dichiarazione esterna - cioè extramoenia - del parlamentare alla stampa o sui social abbia finalità divulgativa di opinioni espresse nel corso delle attività parlamentari. Il parametro sul quale la Corte costituzionale valuta la sussistenza o meno del nesso funzionale è la sostanziale corrispondenza di contenuto tra la dichiarazione espressa all'esterno delle Aule parlamentari e quella pronunciata all'interno, con la precisazione che non è necessaria una puntuale coincidenza terminologica tra i due atti (extra moenia e intra moenia), essendo sufficiente una corrispondenza contenutistica sostanziale. Queste considerazioni sono correttamente ricordate nella relazione, ma poi paiono dimenticate nelle conclusioni. (Brusio).
Signor Presidente, non riesco a sentire nemmeno me stesso, quindi se lei potesse cercare di...
PRESIDENTE. Presidente Grasso, lei ha presieduto tante volte e sa che la vera attenzione la determina chi parla.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Lo so bene, ma io non riesco a sentire quello che dico.
PRESIDENTE. Ad ogni modo, la aiuto: vi prego di prestare attenzione al presidente Grasso.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Io non voglio l'attenzione, vorrei solo che abbassassero i toni. So che non si può pretendere l'attenzione.
PRESIDENTE. Abbassate i toni, colleghi.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Queste considerazioni sulla interpretazione della norma costituzionale sono correttamente ricordate nella relazione ma dimenticate nelle conclusioni. Infatti, nel caso di specie, l'atto extra moenia è un post su Facebook del 24 agosto 2020 e quello intra moenia è un'interrogazione del successivo 10 settembre. Ancorché si ravvisi una sostanziale corrispondenza di contenuto, appare chiaro come la dichiarazione interna, ossia l'interrogazione, sia motivata dall'intento di avvalersi dell'insindacabilità e non già l'intervento sui social motivato, poi, dall'intento divulgativo di un atto parlamentare compiuto.
Con tale motivazione dichiaro il voto contrario di Liberi e Uguali-Ecosolidali alla proposta conclusiva formulata dal relatore.
Spero che almeno le conclusioni siano state percepite. (Applausi).
PRESIDENTE. Io l'ho seguita con attenzione, Presidente, e credo che chi voleva l'abbia potuto fare.
D'ANGELO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANGELO (M5S). Signor Presidente, il senatore Giarrusso viene chiamato a rispondere per le dichiarazioni pubblicate su una pagina Facebook. In questo caso ovviamente il legame temporale e il legame fattuale fra le dichiarazioni intra moenia ed extra moenia non sembrano necessariamente attestati. Ciò fa sì che la prerogativa ex articolo 68 della Costituzione non possa operare pienamente, come previsto sulla base degli elementi individuati dalla Corte costituzionale in relazione all'applicazione dell'articolo. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle esprimerà un voto contrario rispetto alle conclusioni della relazione della Giunta.
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, condividendone i contenuti.
Mi limito a due annotazioni, la prima delle quali prescinde dal contenuto di quanto stiamo esaminando. Quanto ricordato dal senatore Crucioli deve essere preso in seria considerazione. Che il senatore Giarrusso non possa partecipare, come sempre accade, a una discussione che lo riguarda personalmente per questioni del tutto estranee alla vita parlamentare è un fatto davvero problematico e dovrebbero farsi delle domande coloro che votano certi provvedimenti che poi si riflettono quasi inevitabilmente sulla dinamica del Senato. (Applausi).
Passo alla seconda considerazione. Noi votiamo a favore dell'insindacabilità perché è una prerogativa del Parlamento a difesa non della persona e neanche del singolo senatore, ma delle Istituzioni. Proprio per questo, però, chi ricopre cariche parlamentari dovrebbe evitare affermazioni, come quella di cui stiamo trattando, che hanno senza dubbio offeso ingiustamente delle persone e i loro familiari. Dunque, il senso di responsabilità deve essere ricordato. Bisogna ricordare che si hanno giustamente delle prerogative in quanto parlamentari, ma questo deve portare a una grande prudenza prima di fare attacchi personali rispetto ai quali noi, per tutelare le Istituzioni, evitiamo al parlamentare conseguenze giudiziarie che possono essere molto onerose. Tuttavia - lo ripeto - va richiamato il senso di responsabilità quando si fanno certe affermazioni. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Mario Michele Giarrusso costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione del documento:
(Doc. IV-quater, n. 3) Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso (ore 10,04)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento IV-quater, n. 3, recante: «Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso pendente dinanzi al Tribunale di Potenza».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata già stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di ritenere che il fatto, per il quale il senatore Mario Michele Giarrusso ha ricevuto un atto di citazione pendente presso il tribunale di Potenza, concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e che, pertanto, vige nel caso di specie la garanzia costituzionale di insindacabilità di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore, senatore Pellegrini Emanuele, se intende intervenire.
PELLEGRINI Emanuele, relatore. Signor Presidente, chiedo di riportarmi alla relazione scritta che è già agli atti.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, visto che l'Assemblea non ha la possibilità di conoscere a pieno i fatti contestati, voglio citare il contenuto di un'intervista del senatore Giarrusso al giornale «La verità» dell'8 giugno 2020. Il sottotitolo dell'intervista recita «Basentini, ex capo del DAP, aveva incontrato in carcere il boss Michele Zagaria. Subito dopo sono stati scarcerati i mafiosi. Che cosa si saranno detti?». L'intervista ingenera l'idea che la scarcerazione di Zagaria e di altri 40 rappresentanti di alto livello della criminalità organizzata sarebbe stata determinata dal comportamento del capo del DAP, dottor Basentini, che avrebbe garantito questa scarcerazione emanando appositi provvedimenti amministrativi.
Sappiamo bene che tutto è avvenuto nel momento iniziale della pandemia dovuta alla diffusione del Covid-19 e che quindi i fatti sono andati certamente in maniera diversa.
Si sottolinea inoltre che il senatore Giarrusso non ha fatto presente un dato di fatto e cioè che l'incontro con Zagaria del capo del DAP sarebbe durato soltanto pochi minuti, sarebbe avvenuto alla presenza di diverse persone, tutte identificate, secondo la prassi tenuta in occasione delle visite in carcere del capo del DAP. Gli incontri si sono svolti con molti detenuti e nulla hanno a che fare con i provvedimenti che sono stati poi presi. Non vedo pertanto alcun nesso funzionale con le dichiarazioni fatte nei vari rami del Parlamento, sia in Commissione antimafia sia in Assemblea, in cui si parla delle rivolte in carcere e del problema della responsabilità eventuale della gestione degli istituti penitenziari, che non hanno nulla a che vedere con l'accusa nei confronti del capo del DAP che, dopo un colloquio con un 'ndranghetista di rango, avrebbe poi emanato dei provvedimenti a favore di camorristi e di tutti coloro che erano nelle stesse condizioni.
Sotto questo profilo non vedo alcun nesso funzionale con l'attività parlamentare. Per tale motivo annuncio il voto contrario del mio Gruppo.
D'ANGELO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANGELO (M5S). Signor Presidente, anche in questo caso sembra ravvisabile un nesso funzionale tra atti intra moenia ed extra moenia estremamente flebile. Non sembra infatti essere sufficiente il richiamo all'attività parlamentare contro i cosiddetti impresentabili in linea generale per poter giustificare le affermazioni tramite social network, che potrebbero configurare un reato di diffamazione a mezzo stampa. Lo stesso soggetto querelante non risulta essere citato negli atti parlamentari del senatore Giarrusso.
Infine, anche il nesso temporale fra i post pubblicati e gli atti parlamentari non sembra sussistere, considerando che le interrogazioni cui si fa riferimento sono datate dal 2014 al 2016.
Per questi motivi dichiaro il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di ritenere che il fatto, per il quale il senatore Mario Michele Giarrusso ha ricevuto un atto di citazione pendente presso il tribunale di Potenza, concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e che, pertanto, vige nel caso di specie la garanzia costituzionale di insindacabilità di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione del documento:
(Doc. IV-quater, n. 4) Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso (ore 10,10)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento IV-quater, n. 3, recante: «Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso n. 2600/2018 RGNR Mod. 21 pendente presso il Tribunale di Catania».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata già stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di ritenere che il fatto, per il quale il senatore Mario Michele Giarrusso ha ricevuto un decreto di citazione diretta a giudizio pendente presso il tribunale di Catania, concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e che, pertanto, vige nel caso di specie la garanzia costituzionale di insindacabilità di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore, senatore Cucca, se intende intervenire.
CUCCA, relatore. Signor Presidente, richiamo il contenuto della relazione che lei ha citato.
Non evito di sottolineare che, dei tre casi affrontati oggi, questo è probabilmente il più lineare, quindi insistiamo perché la relazione venga approvata.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, anche su questo fatto sottoposto alla nostra attenzione vorrei che l'Assemblea - almeno per chi vuole prestare attenzione - seguisse quali sono i fatti all'origine del procedimento che riguarda il senatore Giarrusso.
Egli aveva pubblicato su Facebook dei post offensivi della reputazione della signora Debora Borgese, contenenti le seguenti parole: «Pensate che una nota lingua velenosa catanese, malgrado il cognome pseudo rivoluzionario, mi dicono sia la discendente di Madame de Pompadour», «Una finta seguace di Robespierre e vera stipendiata da Fratelli d'Italia. Al solo nominarla accadono disgrazie», «Attento alla sfiga» in risposta a un commento in difesa della signora Borgese. Poi il 21 gennaio 2018 è stata pubblicata un'altra vignetta nei confronti della signora con la seguente didascalia: «Nel frattempo Madame Pompadour continua a sbavare bile».
Io non so cosa c'entri questo con l'attività parlamentare. Non vedo quale nesso ci possa essere tra l'attività di denunzia delle infiltrazioni mafiose negli enti locali con dei gratuiti insulti e offese a un cittadino che giustamente ha presentato una querela per diffamazione.
Sotto questo profilo credo quindi che queste dichiarazioni non possano assolutamente essere collegate all'attività parlamentare. Si tratta di espressioni offensive, di metafore con personaggi della storia francese, dell'accusa di portare sfortuna.
Pur ritenendo il tema delle infiltrazioni mafiose negli enti locali di enorme importanza, credo che tutti noi dovremmo concordare sul principio che le battaglie politiche e la difesa della legalità debbano restare su un piano di scontro anche particolarmente duro, ma non scadere in questo modo.
Non vorrei in nessun caso che si scambi la tutela costituzionale del parlamentare con una patente a poter dire qualunque cosa e a offendere chiunque.
Con tali motivazioni dichiaro il voto contrario di Liberi e Uguali-Ecosolidali alla proposta conclusiva formulata dal relatore.
D'ANGELO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANGELO (M5S). Signor Presidente, come dichiarato in precedenza, anche in questo caso non si rilevano quei presupposti di applicazione dell'articolo 68, in quanto siamo fuori da quella che potrebbe essere considerata una dinamica politica.
Ribadisco pertanto le motivazioni e dichiaro il voto contrario alla relazione della Giunta da parte del MoVimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di ritenere che il fatto, per il quale il senatore Mario Michele Giarrusso ha ricevuto un decreto di citazione diretta a giudizio pendente presso il tribunale di Catania, concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e che, pertanto, vige nel caso di specie la garanzia costituzionale di insindacabilità di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione del documento:
(Doc. IV-quater, n. 5) Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Stefano Candiani (ore 10,17)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento IV-quater, n. 5, recante: «Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Stefano Candiani n. 15606/2019 RGNR - n. 1212/2020 RG GIP pendente presso il Tribunale di Catania».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata già stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Stefano Candiani costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore facente funzioni, senatore Gasparri, se intende intervenire.
GASPARRI, f. f. relatore. Signor Presidente, dirò poche parole.
Il senatore Balboni, per altro impegno connesso alla sua attività parlamentare, non è in Aula, quindi, in qualità di Presidente della Giunta lo sostituisco. Rinvio alla relazione scritta, che è stata depositata.
Come lei, in estrema sintesi, ha ricordato, il senatore Candiani, svolgendo un'ispezione parlamentare in un quartiere della città di Catania, ha reso conto di questa sua visita in un video di Facebook in cui denunciava il degrado del quartiere e tutta una serie di problematiche del territorio, peraltro all'epoca nella sua veste - credo - di commissario regionale della Lega in Sicilia.
Un'associazione ha ritenuto che le sue affermazioni fossero da giudicare diffamatorie e lesive di una serie di norme.
La Giunta, espletata la procedura prescritta dal Regolamento, sentito il senatore Candiani, ha riscontrato che esistevano delle interrogazioni su tematiche connesse al degrado di quartieri e territori nei quali egli si era recato. Al di là della coincidenza delle parole, ma anche nella contestualità temporale - il Presidente conosce queste materie per essersene occupato da Presidente della Giunta - la Giunta ha ritenuto che quel video fosse sostanzialmente coincidente con le attività parlamentari che anche attraverso delle interrogazioni il senatore Candiani aveva svolto e quindi ha ritenuto che avesse legittimamente espresso delle opinioni non perseguibili. È per questo che la Giunta ha ritenuto di riconoscere le esimenti.
La relazione del senatore Balboni, che è stata depositata, giunge quindi a questa conclusione e la Giunta ha proposto all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Candiani costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nelle ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma della Costituzione.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, il senatore Candiani ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video che ha generato una serie di commenti che hanno portato a contestargli il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, ma il pubblico ministero ha chiesto l'archiviazione e il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto di procedere con quella che in gergo viene definita imputazione coatta, assimilando le condotte di Candiani a delle condotte tenute dall'onorevole Borghezio, ritenendo che Candiani abbia manifestato le proprie idee fuori dalla sede parlamentare e fuori dai limiti dell'insindacabilità.
Tuttavia, devo dire che nel caso di specie, oltre alle interrogazioni parlamentari del senatore Candiani sul tema dell'immigrazione, e di tutte le dichiarazioni extra moenia che sono in questo caso coperte dalla prerogativa dell'insindacabilità, esistendo una sostanziale coincidenza contenutistica, il senatore Candiani si è limitato a un video che ha dato atto di una situazione drammatica del quartiere San Berillo di Catania, in cui c'era questo fenomeno di immigrazione e non ha espresso opinioni, ma ha solamente commentato la situazione.
Ritengo quindi che, al di là delle legittime opinioni politiche differenti sul fenomeno dell'immigrazione, dopo aver visto il filmato all'origine del procedimento penale, che ha un contenuto oggettivo, vi siano gli estremi per l'insindacabilità e quindi preannuncio il voto favorevole alla proposta del relatore. (Applausi).
GALLICCHIO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLICCHIO (M5S). Signor Presidente, non mi trovo d'accordo con il senatore Grasso, in questo caso. Come abbiamo appena sentito, il senatore Candiani ha girato un video nel quartiere San Berillo a Catania che ha pubblicato a luglio del 2018 sul profilo Facebook e mentre girava il video commentava che il quartiere fosse in stato di degrado, in mano ad immigrati clandestini dediti a tutti i tipi di criminalità. Queste sono affermazioni fatte senza conoscere l'effettiva asserita illegalità e clandestinità di tutte le persone presenti, che invece si muovevano in una situazione del tutto legittima. Nel video non si riesce a vedere tutto ciò che Candiani afferma facendo riferimento a clandestinità e criminalità. Inoltre, queste affermazioni hanno generato su Facebook, come si poteva prevedere, una serie di manifestazioni di odio razziale e discriminazione.
Ora, il relatore propone di concedere la prerogativa dell'insindacabilità perché ravvisa il requisito del nesso funzionale tra la dichiarazione resa nel video ed una interrogazione firmata anche dal senatore Candiani.
L'interrogazione parlamentare cui si riferisce il relatore tocca il tema dell'immigrazione, però in modo generico, riferendosi al piano nazionale ed extranazionale. Pertanto il nesso funzionale tra l'atto intra moenia, decisamente generico, e quello extra moenia, invece decisamente localistico (perché indica azioni specifiche e determinate) risulta essere estremamente flebile. Inoltre devo evidenziare - come dicevo - che non c'è coerenza fra le dichiarazioni espresse nel video dal senatore Candiani e quanto le immagini mostrano, giacché il contesto dei soggetti videoripresi è assolutamente ordinario e legittimo. Quindi, non c'è nemmeno quel pur flebile nesso funzionale ipotizzato dal relatore per l'applicazione delle prerogative.
Sintetizzo molto: questa cosa non la dico solo io, ma la evidenzia e la chiarisce spesso anche la Corte costituzionale, per esempio nella sentenza n. 144 del 2015, secondo la quale non è sufficiente un semplice collegamento tematico o una corrispondenza contenutistica parziale o un mero contesto politico per concedere l'insindacabilità dal giudizio della magistratura. A questo quadro, che è di per sé già chiaro, si aggiunge la visione del MoVimento, che rifiuta l'immunità concessa a ogni costo, solo perché parlamentari, giacché in questo caso appunto il nesso con l'attività non sussiste.
Vado alle conclusioni. Brevemente: si vuole concedere l'insindacabilità? Bene, facciamolo, ma facciamolo solo in casi alti, eccezionali, importanti, non in questo, così da rispettare il progetto originario dei nostri Padri costituenti. Non sviliamo la Costituzione; questo antico istituto costituzionale oggi, per come è stato trattato, è ridotto a un privilegio odioso, tipico di chi crede di essere superiore ai normali cittadini. Concludendo, colleghi, il MoVimento 5 Stelle non concede l'immunità e ritiene che questo caso vada chiarito e risolto davanti alla magistratura. Annuncio così il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.
PRESIDENTE. La ringrazio molto per questa disquisizione dotta.
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, prendo la parola per esprimere sinteticamente il voto a favore del Gruppo Fratelli d'Italia sulla proposta del relatore, aggiungendo un aspetto. Nel provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero (fatto già di per sé anomalo) viene in qualche modo, sia pure in modo non chiaro ed esplicito, usato il fatto che, nei commenti a quanto ha postato su Facebook il senatore Candiani, ci siano state espressioni di odio e così via. Ebbene, direi che bisogna tenere ben distinto ciò che il parlamentare dice (parlamentare o non parlamentare) dalle reazioni che questo può suscitare da parte di chi segue questo social media, perché sappiamo bene che nei social media basta a volte anche semplicemente dire qualcosa («buongiorno a tutti») per far arrivare i commenti più strampalati, esagerati e esacerbati. Dunque, va preservata assolutamente questa divisione, che non può portare a conseguenze; mi riferisco a ciò che altri commentano rispetto a ciò che uno dice. (Applausi).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Stefano Candiani costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Discussione del documento:
(Doc. IV-ter, n. 14) Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Carlo Amedeo Giovanardi (ore 10,30)
Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Carlo Amedeo Giovanardi per i reati di cui agli articoli: 81, capoverso, 110, 326, 338, 61, n. 2 e n. 9, 336 e 341-bis del codice penale (concorso nei reati di rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, di violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti, di violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale e di oltraggio a pubblico ufficiale), trasmessa dal Tribunale di Modena il 18 gennaio 2021».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Carlo Amedeo Giovanardi, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Chiedo al relatore, senatore Pillon, se intende intervenire.
PILLON, relatore. Signor Presidente, con il suo accordo, mi rimetto alla relazione.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare in discussione, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, inizialmente in Giunta il relatore era il senatore Durnwalder, poi sostituito dal senatore Pillon in quanto la sua proposta non ha trovato l'accordo. Ebbene, la relazione del senatore Durnwalder era da me condivisa, mentre la relazione attuale del senatore Pillon ha l'effetto di estendere - in maniera pericolosa, aggiungerei - la disciplina costituzionale dell'articolo 68 a condotte che nulla hanno a che fare con la legittima libertà di opinione collegata al mandato parlamentare. Non vedo infatti come la rivelazione del segreto d'ufficio, contestata dal tribunale di Modena al senatore Giovanardi, possa configurarsi come un'opinione espressa. Lo stesso discorso vale per gli altri reati contestati, come la violenza e minaccia a un corpo politico amministrativo o giudiziario. Come si può ritenere che ci sia un nesso funzionale tra i fatti contestati con tali reati e le opinioni comunque espresse dal parlamentare?
Per questa ragione, dichiaro il voto contrario di Liberi e Uguali-Ecosolidali alla relazione del senatore Pillon.
GALLICCHIO (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLICCHIO (M5S). Signor Presidente, come abbiamo sentito, il senatore Giovanardi è accusato di aver fatto pressioni su organi politici e pubblici ufficiali e gli sono contestati diversi reati come la rivelazione del segreto d'ufficio, l'oltraggio e la minaccia, il tutto per tutelare l'impresa Bianchini, esclusa dalla white list (un'impresa finita anche sotto processo, tanto che alcuni suoi componenti sono già stati condannati). La relazione del senatore Pillon è volta al riconoscimento della prerogativa per tutti questi pesanti capi di imputazione.
Vorrei fare alcune riflessioni, la prima delle quali è che stiamo parlando di comportamenti posti in atto dall'indagato e non di opinioni espresse. Allora, pur non volendo entrare nel merito della rilevanza penale di simili odiose azioni attribuite all'ex senatore Giovanardi, osservo che il relatore tende a confondere la tutela prevista dall'articolo 68 sulle opinioni espresse da un parlamentare con le azioni poste in atto da un parlamentare. Il relatore vuole quindi, a mio parere, estendere arbitrariamente la prerogativa dell'insindacabilità delle opinioni anche alle azioni. Siamo allo stravolgimento completo dell'articolo 68 della Costituzione. Quindi, questo approccio è foriero di una estensione arbitraria e ingiustificata dell'ambito della insindacabilità delle opinioni a qualsiasi condotta posta in essere dai parlamentari.
La prerogativa dell'insindacabilità è volta a tutelare il parlamentare ragionevolmente rispetto a pressioni che sul medesimo possono esercitare altri poteri dello Stato o gruppi di potere esterni. Ebbene, se convenite con me su questo principio, dovete ammettere che nel caso in esame invece è il senatore Giovanardi a fare indebite pressioni sulle attività amministrative e giudiziarie del proprio territorio. Quindi è l'esatto contrario.
La Corte costituzionale, in tema di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, risolvendo un conflitto di attribuzione, nel senso di censurare la delibera parlamentare di insindacabilità, ha rimarcato che la prerogativa parlamentare non può essere estesa fino a comprendere insulti e comportamenti materiali qualificati come resistenza a pubblico ufficiale. Allora, è più che lecito estendere questa affermazione della Corte costituzionale a maggior ragione alle minacce.
Nel caso in esame, a conforto della mia riflessione, le minacce non possono in alcun modo rappresentare un nesso funzionale con l'attività parlamentare svolta, giacché esulano dalla funzione parlamentare, in quanto rivolte direttamente ad organi competenti, per spingerli a modificare i provvedimenti amministrativi sgraditi al parlamentare.
Concludo, signor Presidente, dicendo che a questo quadro, già di per sé più che chiaro, si aggiunge il principio che il MoVimento 5 Stelle rifiuta lo stravolgimento dell'articolo 68 della Costituzione. Confermo il mio parere assolutamente contrario alla proposta formulata dal relatore Pillon. In conclusione, ritengo non si debba concedere l'immunità all'ex senatore Giovanardi. Per tutti i motivi esposti, annuncio il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.
ROSSOMANDO (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROSSOMANDO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, spiace essere arrivati con queste conclusioni, che oggi siamo chiamati a votare in Aula, dopo un lavoro approfondito della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ed una prima relazione, a cura del senatore Durnwalder, che correttamente esaminava la questione e proponeva, su tre capi di imputazione, di stare esattamente a quello che la Costituzione ci attribuisce, ovvero di esprimerci sulle opinioni e dichiarazioni espresse.
È contestato il reato di oltraggio e noi abbiamo fatto una valutazione, votando favorevolmente alla concessione della prerogativa per il reato di oltraggio, riconoscendo il fatto che, comunque, le battaglie del senatore Giovanardi sono note; c'erano comunque dichiarazioni cospicue in Aula. Abbiamo riconosciuto il principio, anche se i toni possono essere esondanti ed eccessivi, difendendo proprio lo spirito e l'intenzione del Costituente di garantire al parlamentare l'attività di denuncia politica e le sue battaglie. Ovviamente non tocca entrare nella condivisione o no delle battaglie. Questo vale anche per il caso precedente del collega Candiani. È ovvio che noi non ci esprimiamo valutando se condividiamo. Il punto è la prerogativa, che garantisce la libertà di denuncia politica.
Invece, purtroppo, gli altri due capi di imputazione contestano, vorrei ricordarlo, condotte materiali che nulla hanno a che vedere con un'opinione e contestano anche il dolo che accompagna tali condotte. Allora il punto è uno: possiamo decidere noi di cambiare il capo di imputazione, senza che sia stato fatto un processo? Questo è il punto.
Io credo che noi, non solo non possiamo, ma non dobbiamo.
Come difendiamo, nella separazione dei poteri, la non invasività in un ambito che è quello della valutazione di chi scrive le leggi e di chi esprime opinioni, specularmente non possiamo decidere noi come deve essere scritto un capo di imputazione. Guardate che questo è un punto molto rilevante per la credibilità nostra, del Parlamento, e per la difesa delle prerogative, quanto mai importanti ed essenziali, e degli spazi della politica e della giurisdizione. Altrimenti si perde la legittimità a rivendicare, giustamente, gli spazi della politica.
Ovviamente occorrerà poi provare se le condotte sussistono o non sussistono, ma questo è un altro discorso. Con questa operazione noi decidiamo che non c'è un reato di rivelazione di segreto d'ufficio dove si contesta una condotta materiale, che l'accusa sia fondata o meno. Non spetta alla Giunta scrivere se la condotta c'è o non c'è.
Io credo che si sia persa un'occasione. Noi avremmo anche chiesto la votazione per parti separate. Tuttavia, tecnicamente, visto che la conclusione è unica e non per punti, non si può procedere in quel modo. Lo ribadisco, su uno dei capi di imputazione noi eravamo tranquillamente d'accordo e favorevoli a concedere l'insindacabilità. Si è persa un'occasione.
Concludendo, aggiungo che per questo tipo di decisioni e di organismi sarebbe sempre auspicabile tendere a una unitarietà delle decisioni, perché non sono decisioni in cui ci schieriamo per formazioni, in quanto attengono alle prerogative del Parlamento e ciascuno di noi è in tale sede come rappresentante del Parlamento e non come rappresentante di una forza politica.
Pertanto, con dispiacere, il voto del Partito Democratico sarà contrario. (Applausi).
CUCCA (IV-PSI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCA (IV-PSI). Signor Presidente, a me spiace dover constatare che non si è né badato molto all'intera vicenda, a come si è svolta, a come è nata e a come è progredita nelle varie fasi del procedimento, che hanno portato la Giunta ad esprimersi per riconoscere l'insindacabilità, né soprattutto si è letta la relazione che oggi è stata depositata. L'ultima parte della relazione, infatti, chiarisce la questione in maniera assolutamente esplicita, mentre prima vi è una serie di richiami alla giurisprudenza che sono stati evidentemente presi in scarsissima considerazione da chi mi ha preceduto.
Si dice in maniera estremamente chiara che si ritiene di aver accertato che, prescindendo dal nomen iuris, tutto quanto contestato al senatore Giovanardi nel capo di imputazione è palesemente riferibile a una condotta unitaria, rappresentata da più azioni, tutte interdipendenti e tutte dirette a manifestare opinioni funzionali all'attività parlamentare. Questo è innegabile, tant'è che si è arrivati anche a modificare quella norma, grazie agli interventi, talvolta pesanti, talvolta forse anche fuori dagli schemi, ma mai scaduti nel dileggio, nella calunnia, con parole infamanti, che avrebbero - sì in quel caso - escluso la insindacabilità, e sempre nell'ambito di un corretto svolgimento dell'attività parlamentare. Chi conosce il senatore Giovanardi sa perfettamente che ha un modo di porsi un po' particolare, ma certamente non lo si può accusare di aver trasceso ed essere andato oltre le sue prerogative.
A questo riguardo non si può neanche omettere di considerare che di questa vicenda parlano i giornali ormai nella quotidianità, relativamente alle varie accuse che sono state formulate; accuse del tutto inconsistenti, come è stato detto. Se si leggono gli atti, infatti, ci si rende conto che non c'è nulla a supporto di quello che è stato detto. Si legga l'articolo pubblicato il 15 febbraio, cioè ieri: è una vicenda processuale tornata agli onori delle cronache, che segnala l'urgenza di porre rimedio ad alcune aporie del sistema normativo italiano.
Si specificano e si raccontano le varie fasi di questo procedimento, la sua genesi e il suo svolgimento. Adesso, a dibattimento, possiamo e dobbiamo dire, in questa sede, che quelle accuse sono state strumentalmente mosse al senatore Giovanardi, perché si è permesso di mettere in discussione l'attività di qualcuno che aveva l'obbligo di svolgere determinati compiti nell'ambito della legge. Leggo: «Eseguivo gli ordini del prefetto, mai rivelato segreti a Giovanardi»; è ciò che lui ha sempre sostenuto, ossia di non aver mai rivelato niente a nessuno. E allora cosa facciamo? Dobbiamo mandare al processo un parlamentare semplicemente perché ha espresso reiteratamente, a più riprese, la propria opinione su quei fatti? Per essere chiari, parliamo del rilascio delle certificazioni antimafia. E questo semplicemente perché ha svolto la sua attività in seno al Parlamento, con interrogazioni anche specifiche su quel caso, e si trova poi ad essere imputato in un procedimento che ha i fari dell'opinione pubblica sempre puntati addosso. Come si può dire che non c'era l'interdipendenza fra tutte le azioni che ha posto in essere?
Io credo che la relazione sia assolutamente corretta e che vada accolta e approvata, perché in questa maniera - badate - non tuteliamo il senatore Giovanardi, ma continuiamo a fare ciò che da un po' di tempo si sta perdendo di vista, ossia tutelare l'attività dei parlamentari, lasciandoli liberi, sempre nei canoni della correttezza e della legalità, di esprimere le proprie opinioni in libertà. E invece così non si sta facendo.
Seguendo la genesi, lo svolgimento e anche l'attualità di ciò che sta accadendo, è evidente che il senatore Giovanardi nulla ha fatto di male, ma si è limitato a esprimere la sua opinione su casi specifici. Pertanto, annuncio il voto favorevole di Italia Viva - PSI alla proposta. (Applausi).
*QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.
QUAGLIARIELLO (Misto-I-C-EU-NdC (NC)). Signor Presidente, prima di me ha parlato, per il Gruppo Misto, il presidente Grasso. Su questi temi siamo quasi sempre in difformità con il presidente Grasso perché abbiamo dei principi e delle visioni differenti.
Intervengo per dire una cosa. Mi pare che il ragionamento della collega Rossomando abbia certamente una sua coerenza dal punto di vista formale. Vorrei però richiamare quest'Assemblea ad alcuni aspetti sostanziali del problema. L'articolo 68 della Costituzione è stato scritto per assicurare al parlamentare la possibilità di condurre le proprie battaglie al riparo da possibili ricadute giudiziarie. Ovviamente questo valeva soprattutto per le battaglie che si combattevano sul proprio territorio, in un tempo nel quale tutti i parlamentari si occupavano di un territorio.
Ora noi non stiamo discutendo le opinioni del senatore Giovanardi, né tantomeno il suo stile che, come si sa, è particolarmente pressante. Non credo tuttavia che ci possiamo fermare all'aspetto formale, perché l'accusa di minaccia è fondamentalmente legata ad alcune opinioni che, se confrontate con quelle che abbiamo giudicato precedentemente in relazione ad alcuni post su Facebook, francamente fanno ridere.
Soprattutto, l'accusa di divulgazione di segreto d'ufficio è riferita ad alcune informazioni che il senatore Giovanardi ha appreso da una prefettura e ha riportato in atti parlamentari, alcuni dei quali sottoscritti anche da altri colleghi. Francamente non mi sembra che questa sia la divulgazione di un segreto d'ufficio. E francamente mi sembra che se non aderissimo a quanto ci chiede la Giunta, in qualche modo sosterremmo che qualsiasi parlamentare che svolge attività sul territorio con particolare foga e che difende - in maniera corretta o sbagliata - alcune situazioni del proprio territorio può essere mandato a processo. A mio avviso in questo modo noi forse aderiremmo formalmente all'articolo 68 della Costituzione, ma lo smentiremmo nella sua sostanza.
Aggiungiamo inoltre un ultimo aspetto, ancorché decisivo sotto il profilo di nostra competenza. Come ha ricordato il collega Cucca, si è scoperto con il tempo che sulle questioni specifiche Giovanardi nel merito ha avuto sempre ragione: i fatti sono stati riconosciuti nel senso che lui sosteneva. Non ritengo che questo sia l'aspetto decisivo, però anche questo va considerato.
Se noi non approvassimo il documento al nostro esame, fisseremmo il principio che chiunque lavori sul proprio territorio, riportando in Parlamento le proprie battaglie sotto forma di atti parlamentari, possa essere minacciato di andare a processo; fondamentalmente una violazione, forse non formale, ma certamente sostanziale dell'articolo 68.
Per tale ragione convintamente voteremo il documento della Giunta. (Applausi).
MALAN (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (FdI). Signor Presidente, sarò molto breve. Si è argomentato che non si tratta di opinioni espresse perché tra i capi d'accusa c'è quello delle minacce finalizzate a turbare l'attività di un corpo amministrativo, in questa fattispecie il prefetto di Modena.
Vediamo quali sarebbero queste minacce perché indubbiamente le minacce, come le descrive il codice penale, sono cosa diversa dell'espressione di un'opinione. Quali sarebbero le minacce? Secondo il pubblico ministero le pressioni e le minacce sarebbero consistite - leggo testualmente dalla relazione - nella «presentazione di esposti presso l'autorità giudiziaria abbinata ad azioni parlamentari». Affidarsi cioè alle autorità giudiziarie ed esporre ad esse quello che sta succedendo viene interpretato come una minaccia? Ricordo che quest'ultima consiste nella minaccia di un danno ingiusto, altrimenti anche dire che si fa causa, sarebbe una minaccia. Un esposto all'autorità giudiziaria sarebbe una minaccia di danno ingiusto ed implicherebbe la visione dell'autorità giudiziaria come una sorta di banda armata al servizio del senatore Giovanardi.
Le altre minacce sarebbero quelle di azioni parlamentari. Direi che è difficile dire cosa c'è di più parlamentare di un'azione parlamentare.
Riassumendo: esposto all'autorità giudiziaria, azioni parlamentari e l'altra minaccia sarebbe costituita da una conferenza stampa in cui il senatore avrebbe detto peste e corna del prefetto. Avrà il diritto di dirlo, poi se fa delle accuse false o infondate, è un'altra faccenda. Un parlamentare avrà però il diritto non soltanto di esprimere la sua opinione, ma di farlo con esposti all'autorità giudiziaria e conferenze stampa. Se la conferenza stampa è ritenuta una minaccia di un danno ingiusto, come ha detto poc'anzi il senatore Quagliariello, tutti, facendo un minimo di attività, potremmo essere accusati.
Un'ulteriore minaccia sarebbe costituita da apposite conferenze stampa per criticare l'operato della prefettura. Naturalmente se in queste critiche ci fosse stato qualcosa di ingiusto, ad esempio delle diffamazioni, sarebbe un'altra questione. Ritenere che esporre, fare conferenze stampa, azioni parlamentari ed esposti all'autorità giudiziaria, sia reato diverso dal reato di opinione, potrebbe portare molto lontano e limitare totalmente l'attività di un parlamentare che deve semplicemente venire in questa sede, votare, non dire nulla o dire bene di tutti e non adoperarsi quando ritiene che ci siano delle ingiuste azioni nei confronti, in questo caso, di un'importante ditta con 100 dipendenti. Tra l'altro, nella sostanza, si è visto che il senatore Giovanardi ha sempre avuto ragione, anche davanti all'autorità giudiziaria.
Credo quindi che non dovrebbe esserci dubbio alcuno nel votare, come Fratelli d'Italia farà, a favore della proposta del relatore, deliberando l'insindacabilità per quanto espresso dal senatore Giovanardi. (Applausi).
CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, chi ha consuetudine con le aule parlamentari credo conosca abbastanza bene le modalità d'impegno e di battaglia politica del senatore Giovanardi, che personalmente, dopo anni di collaborazione, mi trovano in un dissenso pieno e totale. In questo caso, però, non siamo chiamati a dare un giudizio sul contenuto delle battaglie politiche del senatore Giovanardi, che è opinabile come quello di tutti noi; in questa sede siamo chiamati a difendere o meno dei principi, cioè la possibilità o meno di un parlamentare di fare sul territorio battaglie politiche non di nascosto, surrettiziamente, tanto che queste stesse battaglie politiche hanno avuto un'eco negli interventi del senatore Giovanardi nell'Aula parlamentare.
Cari colleghi, cerchiamo di mettere da parte le nostre convinzioni personali. Le battaglie del senatore Giovanardi possono essere opinabili, le modalità possono essere più che discutibili, il contenuto può essere al limite, ma oggettivamente oggi non ci possiamo prestare a non applicare le garanzie costituzionali al senatore Giovanardi, perché questo finirebbe per essere una valutazione di carattere squisitamente partitico (Applausi). Io mi sottraggo a questo e voterò a favore delle decisioni della Giunta.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Carlo Amedeo Giovanardi, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi).
Discussione del documento:
(Doc. IV-quater, n. 6) Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del senatore Gabriele Lanzi (ore 10,57)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento IV-quater, n. 3, recante: «Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti del senatore Gabriele Lanzi pendente dinanzi alla XVIIIa Sezione civile del Tribunale di Roma».
La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata già stampata e distribuita.
Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di ritenere che il fatto, per il quale il senatore Gabriele Lanzi ha ricevuto un atto di citazione (n. 32914/2021) pendente presso la XVIII sezione civile del tribunale di Roma, non concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e che, pertanto, non vige nel caso di specie la garanzia costituzionale di insindacabilità di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
D'ANGELO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANGELO (M5S). Signor Presidente, vorrei porre all'attenzione dell'Assemblea una situazione che si è venuta a creare in relazione a questo caso, perché si sono riaperte delle trattative per la composizione bonaria della questione. Chiederei quindi il favore dell'Assemblea per un rinvio della trattazione di questo punto all'ordine del giorno proprio per permettere la definizione dello stesso.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore, senatore Pellegrini Emanuele, se intende intervenire.
PELLEGRINI Emanuele, relatore. Signor Presidente, come relatore su questa istanza io mi rimetto all'Assemblea.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo per annunciare che il Gruppo Lega è contrario alla richiesta di sospensiva.
Vorrei ricordare che il senatore Lanzi è accusato di gravi offese contro un uomo - poco importa che sia un parlamentare dell'altro ramo del Parlamento - disabile, colpito nella sua fragilità. (Applausi).
Siamo stati convinti dalle parole della senatrice Gallicchio con il suo accorato appello contro il privilegio di chi vuole sottrarsi alla giustizia; quindi, seguiremo le parole della collega Gallicchio.
Crediamo che il senatore Lanzi si debba difendere davanti a un giudice, con il codice civile in mano, con un libro, e non con un libretto degli assegni. (Applausi). La giustizia farà il suo corso.
Ciò che è chiaro oggi è il giudizio politico, però; i giustizialisti che puntano il dito contro tutti sono i primi a chiedere protezione quando si tocca uno di loro. (Applausi). Dicevano i nonni: predicare bene e razzolare male.
Infine, il giudizio come uomo: il mio è di massimo disgusto per la questione della disabilità, però è una questione personale. Lo lascio a ognuno di voi; andate a leggervi le carte, andate a leggere la frase in questione e fatevi un'opinione sull'uomo. (Applausi).
PRESIDENTE. Colleghi, è stata avanzata una proposta di rinvio. Abbiamo sentito un'opinione contraria, chiedo se qualche senatore voglia intervenire a favore della proposta di rinvio.
CUCCA (IV-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUCCA (IV-PSI). Signor Presidente, è evidente che non possiamo non condividere le osservazioni fatte dal senatore Augussori, il quale ha messo in evidenza un fatto che è sotto gli occhi di tutti, ma non da oggi.
Sappiamo che il garantismo viene applicato a corrente alternata da parte di taluni e c'è, invece, chi in quest'Assemblea fa del garantismo una ragione di vita, un modus operandi, un modo di affrontare tutte le situazioni. (Applausi).
Continuiamo a credere in quei principi che stamattina abbiamo reiteratamente richiamato; quindi, il fatto politico è sicuramente importante e non si può tacere. Tuttavia, debbo dire una cosa: quando ci si trova davanti al giudice e lo stesso deve esaminare le vicende, a fronte di una richiesta di rinvio perché - la frase è sempre la solita - pendono trattative di amichevole componimento, il rinvio viene concesso anche dal giudice.
Ora, se non vogliamo giustificarlo in altro modo, giustifichiamolo con una ragione di economia processuale. Se si riuscirà a trovare una soluzione transattiva, evitiamo che la cancelleria del tribunale penale debba affrontare tutte le incombenze che ci sono quando si deve portare avanti un processo. Se non altro per questo credo sia giusto concedere il rinvio per vedere se si trova una soluzione transattiva.
PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Cucca, anche se in ogni caso la decisione non è esaustiva; spetterà sempre al tribunale fare quello che deve fare.
PAROLI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAROLI (FIBP-UDC). Signor Presidente, sia nei lavori della Giunta sia ora che se ne discute in Assemblea, da parte del MoVimento 5 Stelle sarebbe doveroso fare chiarezza, perché la contrarietà a un disposto costituzionale come l'articolo 68 non sta più in piedi.
Non erano certamente fuori di senno i Padri costituenti quando hanno previsto questa guarentigia a favore dei parlamentari, i quali devono essere liberi di poter esprimere opinioni nell'esercizio delle proprie funzioni.
Ricordo a tutti e a me stesso che è solo questo il punto. Come diceva prima il senatore Casini, il tema non può toccare il merito. Non possiamo entrare nel merito, come - ahimè - troppe volte facciamo, perché il giudizio rispetto a qualsiasi dichiarazione di un parlamentare deve prescindere sia dalla veridicità, sia dalla gravità di queste affermazioni. È evidente che, in un rapporto leale tra Gruppi parlamentari, all'interno della Giunta come in quest'Aula, questo aspetto il MoVimento 5 Stelle lo deve chiarire e deve in un certo senso emanciparsi da alcuni dettati che ne hanno contraddistinto l'azione politica fino ad oggi, perché la Costituzione va rispettata interamente e per rispetto verso i colleghi che si rivolgono alla Giunta e all'Assemblea per avere un giudizio, questo deve avere dei giudici imparziali e che guardano al tema nella compiutezza dello stesso. È evidente che oggi l'auspicio di tutti è che una diatriba nata tra due parlamentari possa cessare senza l'intervento di un tribunale.
Anche da parte nostra, quindi, la proposta di un rinvio perché si possa addivenire ad una conciliazione tra i due parlamentari non può che essere accolta con positività. Quello che vogliamo però stigmatizzare è che non possiamo trovarci ogni volta a litigare sui termini della questione: l'articolo 68, primo comma, della Costituzione va applicato e di questo chiedo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle di farsi una ragione. (Applausi).
PRESIDENTE. Devo dire che le dichiarazioni dei colleghi del Gruppo MoVimento 5 Stelle sono comunque state rispettose delle loro prerogative: possono esprimere l'opinione che ritengono sulle proposte dei relatori e le loro dichiarazioni non possono essere stigmatizzate in un modo o nell'altro come incostituzionali.
BALBONI (FdI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALBONI (FdI). Signor Presidente, noi del Gruppo Fratelli d'Italia riteniamo che quando sia possibile addivenire a una ricomposizione, anche la politica debba fare un passo indietro. Penso che quanto ha detto la collega poco fa corrisponda a una situazione reale, che non sia un modo per prendere tempo, ragione per cui ritengo che questa Assemblea all'unanimità dovrebbe concedere un po' di tempo perché sappiamo che nelle aule di giustizia a volte si finisce per approfondire la divaricazione, anziché arrivare a una composizione, che è sempre auspicabile in questi casi.
Rimane il tema, ovviamente, della insindacabilità, ma non è monopolio di nessuno dare un giudizio su questo tema, quando entreremo nel merito daremo un giudizio a prescindere anche dalle stesse posizioni del Gruppo di appartenenza del collega che oggi dovrebbe essere giudicato sul tema della insindacabilità.
Credo che il buonsenso ci debba sempre e comunque portare alla soluzione amichevole e di composizione e non ad approfondire le divaricazioni. Per tale ragione, voteremo a favore della richiesta di un breve rinvio. (Applausi).
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo solo per spiegare che la richiesta di rinviare per poter approfondire inizialmente l'avevamo assolutamente condivisa. Sentite le parole della collega del MoVimento 5 Stelle sul caso precedente, dispiace però dover ricordare che non si può fare la morale agli altri e poi, quando arriva il caso, chiedere un rinvio per trovare una soluzione. La regola deve valere per tutti, altrimenti non vale per nessuno. (Applausi).
Avete perso un'occasione per stare zitti; quindi la prossima volta state zitti, che è meglio. (Applausi).
PRESIDENTE. Cerchiamo di andare verso la conclusione. Mi pare che non ci siano altri interventi. (Commenti). Allora, calma e sangue freddo: è una formale questione... (Commenti). Con chi ce l'avete? Nell'emisfero di sinistra sto vedendo un po' di movimento; fermiamoci. C'è la richiesta di una formale questione sospensiva e i gruppi si sono espressi a favore o contro. La pongo in votazione, ricordando che la proposta di sospensiva è stata posta in relazione al punto all'ordine del giorno relativo al senatore Gabriele Lanzi. (Commenti). Senatrice Angrisani, la ringrazio, non creiamo un clima inutilmente teso.
Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di sospendere l'esame del documento in titolo.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
GASPARRI (FIBP-UDC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (FIBP-UDC). Signor Presidente, colleghi, pochi attimi, perché il mio intervento è dopo le votazioni. Non l'ho voluto fare prima per non condizionarle, perché il Senato si deve pronunciare ampiamente. Non posso però non far presente alla Presidenza del Senato e ai colleghi che abbiamo discusso di vari casi e che oggettivamente non si trattava di questioni gigantesche; quella che riguardava il senatore Giovanardi forse era la più rilevante.
Vorrei però far presente che, dopo che la Giunta si era espressa da molto tempo in favore dell'applicazione dell'articolo 68 per il senatore Candiani, come è stato ricordato (credo l'abbia ricordato anche il presidente Grasso, legittimamente), è sopraggiunta una imputazione coatta nei confronti del senatore Candiani. Parliamo - lo dico a votazione avvenuta - di un video su Facebook e di polemiche; non stiamo parlando di cose di una eccezionale gravità penale, parliamo sempre di opinioni (discutibili, ma opinioni). Quindi, nella fase in cui la Giunta si era espressa e si era in attesa del voto dell'Aula, si è proceduto a un'imputazione coatta, come se fosse un caso gravissimo.
È stata fatta una discussione in coda sull'articolo 68, che a volte piace e a volte non piace. Ma anche qui è la libertà di opinione sull'articolo 68: ci può essere libertà anche sull'articolo 68 (la tutela delle opinioni vale). Vorrei far rilevare alla Presidenza, colleghi, che questo tema riguarda il Senato e i senatori. Quindi chiedo anzitutto che le decisioni prese dalla Giunta possano essere valutate in tempi congrui e poi chiedo la difesa del Senato, perché c'è stata un'imputazione coatta. Devo dire che, anche nel caso del senatore Giovanardi, l'eccezione che era stata fatta dai suoi difensori (relativa al fatto che la Giunta si era espressa in favore delle sue opinioni e di chiedere una sospensione del giudizio) era stata ignorata dalla magistratura. Questa è una cosa che limita le prerogative e i ruoli del Senato. (Applausi). Ho voluto dirlo a fine seduta, per tutte le nostre riflessioni di ordine giuridico, politico e morale. (Applausi).
*VERDUCCI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VERDUCCI (PD). Signor Presidente, la ringrazio anche per aver richiamato l'attenzione dell'Assemblea.
Signor Presidente, domani a Monte Urano, nel Fermano, sarà una giornata di lutto cittadino... (Brusio).
PRESIDENTE. Prego chi deve uscire dall'Aula di farlo senza rumore, perché il senatore Verducci sta ricordando la morte del sedicenne Giuseppe Lenoci.
Prego, senatore, continui.
VERDUCCI (PD). Grazie, signor Presidente.
Domani a Monte Urano, nel Fermano, sarà una giornata di lutto cittadino e lo sarà per tutti noi, per tutta la comunità marchigiana, per la morte di Giuseppe Lenoci, ragazzo di sedici anni. Morire a sedici anni è inaccettabile. Sempre. Mi stringo al dolore di un intero territorio, mi stringo ai suoi genitori, a suo fratello, ai suoi familiari, ai suoi compagni della squadra di calcio, ai suoi compagni di scuola, a tutti coloro che lo hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene.
Morire a sedici anni è inaccettabile. Sempre. Ancora di più è inaccettabile morire in un luogo di lavoro o a scuola o durante un corso di formazione e di inserimento al lavoro. Giuseppe è morto in un incidente stradale; si stava formando per diventare operaio specializzato. La sua morte ha suscitato commozione in tutto il Paese ed ha richiamato quella di Lorenzo, solo pochi giorni fa, colpito da una trave durante l'ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro. Sono morti diverse, vicende differenti, ma Giuseppe e Lorenzo sono stati accomunati da uno stesso destino. Non doveva accadere; quel destino non era ineluttabile e non doveva accadere.
Giuseppe e Lorenzo fanno parte di una generazione che vuole lavoro, che vuole studiare e che, attraverso lo studio e il lavoro, vuole riscatto ed emancipazione. Una generazione che vuole vivere la propria vita e realizzare i propri sogni. È la generazione colpita più di tutte dalla pandemia e prima ancora da politiche sbagliate. Abbiamo il dovere di ascoltare questa generazione e di far continuare a vivere sentimenti e speranze che Giuseppe portava con sé. Il destino della sua generazione è il destino del futuro del nostro Paese. (Applausi).
PRESIDENTE. Grazie, senatore Verducci. Vorrei personalmente associarmi con commozione alle sue parole ricordando anche tutti gli uomini e le donne che muoiono mentre lavorano, che sono in qualche modo accomunabili a questa tragedia e all'altra che lei ha ricordato.
BAGNAI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAGNAI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, mi costituisco: non credo nella scienza. Penso invece che la frase «credo nella scienza» sia la testimonianza più eloquente del degrado spirituale e culturale cui tutti qui vogliamo opporci, presumo. Sarà anche vero che Dio è morto, come ricorda ironicamente Woody Allen, ma questo non è un buon motivo per sostituirlo col CTS. (Brusio. Richiami del Presidente). Non credo nella scienza, perché il mio lavoro da ricercatore è stato dubitarne. (Brusio).
PRESIDENTE. Prego i senatori di lasciare libero l'emiciclo, grazie.
BAGNAI (L-SP-PSd'Az). Sono io che devo lasciare libero l'emiciclo quale senatore? Mi date tre minuti per intervenire? Posso ricominciare?
PRESIDENTE. Senatore Bagnai, non ce l'avevo con lei. Anzi, stavo cercando di farla parlare senza disturbi. Vada pure avanti, senatore Bagnai.
BAGNAI (L-SP-PSd'Az). Non si preoccupi, i colleghi non mi disturbano. Come loro non considerano me, io non considero loro. Desidererei svolgere il mio argomento, grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Prego.
BAGNAI (L-SP-PSd'Az). Quindi torno a dire che se non credo nella scienza è perché il mio lavoro da ricercatore è stato esattamente quello di dubitarne, naturalmente con metodo scientifico. È proprio con questo metodo che ho documentato l'efficacia delle vaccinazioni nel mio intervento del 10 novembre 2021, riferito alla discussione generale sull'estensione del lasciapassare Covid-19. Per precisione, visto che di decreti sul lasciapassare ce ne sono stati nove, l'intervento era sul decreto-legge n. 172 del 2021.
Sempre nella stessa discussione, però, avevo messo in guardia contro i seri limiti che il lasciapassare rafforzato manifestava; limiti che all'epoca erano già evidenti, perché da tempo ne erano note le motivazioni scientifiche. Era infatti noto almeno da luglio che l'immunità da vaccino ha breve durata e che, quindi, i vaccinati possono contagiarsi così come possono diffondere il virus. Ne fanno stato i tanti casi di focolai in ambienti protetti, come i reparti ospedalieri o RSA.
Di conseguenza, una misura che desse l'illusione, purtroppo non la garanzia, di ritrovarsi fra persone non contagiose non poteva che far esplodere i contagi e per questo non la votai. I fatti si sono conformati alla logica. Il picco massimo dei casi è stato raggiunto il 14 gennaio 2022, a quota 177.514, quasi esattamente il quintuplo del precedente massimo, raggiunto a quota 35.075 il 16 novembre 2020.
Il mio contributo a questa discussione si riassume in due frasi. La prima: è evidente che il lasciapassare è un mezzo che ha fallito rispetto al suo fine dichiarato, quello di limitare i contagi, perché non poteva non fallire, incentivando comportamenti imprudenti. La seconda: è opportuno che di questo si prenda atto, per fugare ogni dubbio che il lascia passare, invece di essere un mezzo, sia un fine.
Ricordo che Amnesty International ha posto un'attenzione sul nostro Paese e che il democracy index 2021 ci situa fra le democrazie imperfette, sotto il Botswana. Anche per questo io auspico che la fine dello stato di emergenza comporti lo scioglimento del CTS, un CTS che spesso ha mal consigliato il Governo, rischiando di minarne l'autorevolezza, e ovviamente l'abolizione del lasciapassare Covid-19, che in questo contesto non ha più ragion d'essere, a meno che il suo scopo non sia quello di instaurare un sistema di crediti sociali e un capitalismo del controllo contrari alla libertà. (Applausi).
PELLEGRINI Marco (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINI Marco (M5S). Signor Presidente, in questi giorni si è fatto un gran parlare, spesso a sproposito, del superbonus 110 per cento. Il presidente Draghi ha affermato: quelli che oggi tuonano sul superbonus, che dicono che queste frodi non contano, che bisogna andare avanti lo stesso, questi sono alcuni di quelli che hanno scritto la legge e hanno permesso di fare lavori senza controlli. Se siamo in questa situazione, è perché si è costruito un sistema che prevedeva pochissimi controlli e se il superbonus oggi rallenta è per i sequestri deliberati dalla magistratura per questioni fraudolente, per 2,3 miliardi, ma naturalmente le somme oggetto di indagine sono molto più alte.
Queste sono le parole del presidente del Consiglio Draghi. Il ministro dell'economia Franco, invece, ha dichiarato che è una truffa. Il superbonus, a suo dire, sarebbe una truffa tra le più grandi che la Repubblica abbia mai visto, perché sarebbe una norma - dice sempre il Ministro - che prevede pochissimi controlli.
Purtroppo per loro, queste opinioni non sono minimamente suffragate dai fatti e dai dati che l'Agenzia delle entrate ha illustrato al Senato pochi giorni fa, nel corso delle audizioni per l'esame del decreto-legge sostegni-ter. Questi dati, che il MoVimento 5 Stelle chiedeva da tempo, dicono esattamente il contrario di quello che sostengono, erroneamente, il presidente Draghi e il ministro Franco. Infatti, l'Agenzia delle entrate ha certificato che le frodi sul superbonus 110 per cento ammontano al 3 per cento del totale. (Applausi). Se si considera il complesso delle provvidenze al solo superbonus ammontano a meno dell'1 per cento. E questo proprio perché la legge è scritta talmente bene e prevede talmente tanti controlli che è difficilissimo fare frodi.
Sempre l'Agenzia delle entrate ci dice che, invece, le frodi sul bonus facciate ammontano al 46 per cento del totale; quelle sull'ecobonus al 34 per cento del totale; quelle sul bonus locazioni negozi e botteghe al 9 per cento del totale e, infine, quelle sul bonus sul sisma all'8 per cento del totale.
Visti questi numeri, che non sono opinioni, ma sono dati incontrovertibili di Agenzia delle entrate, è nostro dovere ed è dovere del Governo non bloccare con continue norme, che si susseguono in pochi giorni, il superbonus 110 per cento, che invece ha avuto un effetto decisivo nella crescita del settore edilizio, in crisi dal 2008, ha generato centinaia di migliaia di posti di lavoro, ha contribuito significativamente alla crescita del PIL nel 2021, sta rendendo le nostre case più sicure dal punto di vista antisismico e più efficienti dal punto di vista energetico, ha diminuito gli importi delle bollette energetiche di quelle abitazioni e, infine, sta aumentando il valore delle case dei cittadini e quindi il patrimonio degli italiani. (Applausi).
Noi siamo convinti che sia nostro dovere e dovere del Governo fare di tutto affinché le frodi sugli altri bonus edilizi siano minimizzate il più possibile. Il MoVimento 5 Stelle sta operando, attraverso la presentazione di emendamenti, proprio in questo senso. (Applausi).
PRESIDENTE. Confermo la bontà dei dati che lei ha dato sul provvedimento votato all'unanimità dal Governo.
CIRINNA' (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRINNA' (PD). Signor Presidente, vorrei rendere partecipe l'Assemblea e, se ci ascolta, il ministro Patuanelli di quanto accaduto ieri in località Testa di Lepre a Fiumicino: oltre 350 allevatori del comparto del latte, in particolare i rappresentanti delle cooperative, si sono riuniti per protestare e soprattutto per organizzare eventuali manifestazioni. Addirittura si parla di una serrata e di mungere il latte e buttarlo a terra.
Il latte all'allevatore in stalla viene pagato 0,39 centesimi al litro, quando ognuno di noi lo compra al supermercato pagandolo in una forbice che va da 1,50 fino a 1,80 euro. Parliamo di crisi, di aumento di tutto: sono aumentati i foraggi, la soia è aumentata quasi del 50 per cento rispetto ai prezzi precedenti e gli allevatori sono alla fame. Non possiamo pensare che il nostro Paese, che vive di eccellenze alimentari, trascuri in modo così vergognoso la parte più importante della filiera, che sono i produttori agricoli e lattiero-caseari.
So che oggi si svolgerà alla Camera un question time. Io chiedo che questo Governo, che tanto parla di aiuti, di fondi, di sostegni, voglia occuparsi anche di agricoltura e stanzi denari, possibilmente nel PNRR. Chiedo altresì al presidente Draghi di voler organizzare gli stati generali dell'agricoltura.
Avremo a breve un Paese completamente abbandonato nelle sue zone rurali e agricole, nelle zone in cui abbiamo le nostre produzioni di eccellenza. L'agricoltura in questo Paese è ormai in stato di abbandono.
PRESIDENTE. Sono certo, senatrice, che il presidente Draghi l'ascolterà, provenendo peraltro l'intervento da un membro di un partito di maggioranza.
ANGRISANI (Misto). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANGRISANI (Misto). Signor Presidente, cari colleghi e care colleghe, ho accolto con gioia e soddisfazione la proposta della Giunta della Regione Campania e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di far rientrare il caffè espresso napoletano nel patrimonio immateriale dell'UNESCO, così come già avvenuto per la pizza. Il caffè non è soltanto una bevanda, un prodotto e un settore produttivo, ma esprime una vera e propria cultura, un rito, una tradizione -permettetemi - tutta napoletana. Una tradizione talmente caratteristica che ha dato vita a vere e proprie abitudini introvabili altrove. Basti pensare al caffè sospeso, per riconoscervi un gesto di solidarietà unica al mondo, un valore identitario; o ancora al caffè della consolazione, quando vicini e parenti regalano il caffè per consolare dal dolore di una perdita di un caro.
Il caffè alla napoletana è il caffè di chi vuole dedicare a se stesso e agli altri il piacere di bere insieme un'emozione ed è dunque a pieno titolo una bevanda dall'alto valore sociale e di socializzazione.
Dietro un semplice caffè vi è un rito, un processo che va dalla coltivazione alla lavorazione, per poi finire su un tavolo di una famiglia, sul bancone di un bar o in una tazza di cordialità passata al vicino di casa dal balcone. È quindi, a pieno titolo, una filosofia di vita.
Come tutti sapranno, anche Trieste aveva presentato una propria candidatura al Ministero. Premetto che sono a conoscenza della grande importanza del commercio del caffè per l'indotto del Porto di Trieste e delle attività produttive del Nord, ma, dato che ogni Paese può presentare una sola proposta all'anno sul singolo tema e a un certo punto vi è stato uno scontro tra i sostenitori della tradizione napoletana e i grandi marchi di torrefazione del Nord, era stato tutto rimandato a quest'anno, sperando di trovare un accordo di intesa tra le parti.
Così la proposta della Regione Campania è dovuta confluire nella candidatura unica che ha presentato l'Italia, unendo le peculiarità del caffè espresso italiano a quelle napoletane, incentrate su aggregazione, cultura e socialità. Le due candidature avevano dunque delle differenze sostanziali: la candidatura napoletana rispettava pienamente i criteri UNESCO, in quanto valorizzava non un prodotto, bensì una cultura, una tradizione, delle abitudini sociali e la convivialità. Erano requisiti più aderenti a ciò che richiede l'UNESCO e che mancano nella proposta di Trieste, il cui dossier era incentrato soprattutto sull'importanza imprenditoriale del caffè. La valorizzazione dei prodotti made in Italy deve andare di pari passo con la promozione delle nostre tradizioni e della nostra cultura, ma deve anche tener conto delle peculiarità richieste dall'UNESCO. Pertanto, ritengo che al caffè napoletano sia stata scippata la legittima candidatura. (Applausi).
PRESIDENTE. Devo dire che, se anche la candidatura non passasse, ci hanno pensato prima Murolo e De André a dire: «Ah, che bell' 'o cafè, pure in carcere 'o sanno fa».
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 17 febbraio 2022
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 17 febbraio, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 11,32).
Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Barbaro, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Carbone, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Conzatti, D'Alfonso, De Poli, Di Marzio, Donno, Drago, Fazzolari, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Ginetti, Grassi, Licheri, Lorefice, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pazzaglini, Petrenga, Pichetto Fratin, Presutto, Pucciarelli, Quarto, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri e Zanda.
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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Auddino, De Siano, Fedeli e Stefano.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Ministro per le pari opportunità e la famiglia
Ministro dell'interno
Ministro della giustizia
Disposizioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica (2530)
(presentato in data 16/02/2022);
senatori Bottici Laura, Vanin Orietta, Fenu Emiliano, Romano Iunio Valerio, Ferrara Gianluca, Lupo Giulia, Montevecchi Michela, Pavanelli Emma, Trentacoste Fabrizio, Castaldi Gianluca, Gallicchio Agnese
Disposizioni in materia di risarcimenti per disabilità di guerra (2531)
(presentato in data 16/02/2022);
senatori Pepe Pasquale, Bagnai Alberto, Borghesi Stefano, Montani Enrico, Siri Armando, Rivolta Erica, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Testor Elena, Tosato Paolo, Romeo Massimiliano, Alessandrini Valeria, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bergesio Giorgio Maria, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candiani Stefano, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Doria Carlo, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Grassi Ugo, Iwobi Tony Chike, Lucidi Stefano, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Minasi Tilde, Mollame Francesco, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Riccardi Alessandra, Ripamonti Paolo, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Sudano Valeria, Urraro Francesco, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano
Disposizioni in materia di zone economiche speciali, regimi fiscali e procedimentali (2532)
(presentato in data 16/02/2022).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
Commissioni 1ª e 2ª riunite
sen. Parrini Dario ed altri
Modifiche agli articoli 8 e 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (2461)
previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 16/02/2022).
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
I senatori Leone, Vanin, Pesco, Piarulli, D'Angelo, Croatti e Puglia hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06552 del senatore Trentacoste.
Interrogazioni
PEROSINO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute. - Premesso che:
le principali associazioni italiane rappresentative dei medici estetici chiedono un intervento dell'amministrazione finanziaria volto a stabilire, in maniera univoca e definitiva, l'esenzione da IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 18, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 agli interventi di medicina estetica resi da esercenti la professione sanitaria di medico, con il duplice scopo di equiparare gli interventi medico-estetici agli interventi medici in generale e agevolare l'accesso per il pubblico a tali generi di interventi non penalizzandoli tramite l'aggravio fiscale dell'IVA;
l'articolo 10, comma 1, n. 18, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 prevede che siano considerate esenti dall'applicazione dell'IVA "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie";
dal tenore letterale della norma, derivazione diretta della direttiva 2006/112/CE, si evince chiaramente che i trattamenti sanitari sono esenti dall'applicazione di aggravio IVA, se riconducibili alla nozione di cure mediche alla persona eseguite da un professionista;
la circolare n. 4/E del 28 gennaio 2005 resa dall'Agenzia delle entrate ha chiarito che l'esenzione IVA è ammessa per le sole prestazioni di chirurgia estetica, e non per quelle di medicina estetica nella loro interezza, "in quanto connesse al benessere psico-fisico del soggetto e quindi alla tutela della salute della persona";
tale chiarimento dell'amministrazione finanziaria ha indotto negli ultimi anni la proliferazione di atti di accertamento fiscale ai fini IVA nei confronti dei medici professionisti regolarmente iscritti all'albo ed esercenti l'attività di medicina estetica;
la materia del contendere nasce, inoltre, in quanto gli uffici si riferiscono alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (sentenza 21 marzo 2013, causa C-91/12) che ha rimarcato la distinzione nell'ambito degli interventi di medicina estetica tra trattamenti terapeutici e trattamenti di natura puramente cosmetica;
la ratio sottesa alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea è che le prestazioni di medicina estetica rientrano nelle nozioni di cure o di prestazioni mediche, qualora abbiano lo scopo di diagnosticare, curare o guarire malattie o problemi di salute o tutelare, mantenere o ristabilire la salute delle persone e di conseguenza sarebbe in tali fattispecie palese la soddisfazione del "benessere psico-fisico" del paziente, al quale è finalizzata la prestazione medica professionale per essere qualificata come "terapeutica" e, quindi, esente da IVA;
secondo alcuni uffici dell'Agenzia delle entrate il solo fatto che la prestazione sia compiuta da un medico è un elemento necessario, ma non sufficiente ad attribuire il fine curativo dello stesso;
ma è di tutta evidenza che qualsiasi atto medico, sia esso curativo per patologia, sia esso curativo per disagio psicofisico, è sempre preceduto da un approccio diagnostico al paziente o in qualsiasi specialità medica o chirurgica, anche in medicina estetica, qualsiasi programma terapeutico è sempre il risultato di una diagnosi che viene realizzata dal medico estetico dopo una visita specifica che prevede una serie di valutazioni strumentali (morfoantropometrica, ecografica dell'ipoderma, psicologica, posturale, angiologica degli arti inferiori, cutanea), che hanno lo stesso valore di quello che per un cardiologo può avere un elettrocardiogramma;
sarebbe opportuno quindi che l'Agenzia delle entrate emanasse un'apposita circolare che chiarisse l'equiparazione agli interventi medici generali, e la conseguente esenzione dall'applicazione dell'IVA, per tutti gli interventi medico-estetici effettuati, a patto che siano effettuati da medici professionisti regolarmente iscritti all'albo,
si chiede di sapere quale sia l'orientamento dei Ministri in indirizzo in merito alla questione e quali iniziative intendano intraprendere al fine di chiarire l'equiparazione agli interventi medici generali, e la conseguente esenzione dall'applicazione dell'IVA, per tutti gli interventi medico-estetici effettuati.
(3-03094)
RAMPI, MALPEZZI, VERDUCCI, MARILOTTI, BITI - Al Ministro della cultura. - Premesso che:
nei giorni scorsi il Ministero della cultura ha destinato 22,2 milioni di euro al finanziamento, nelle aree periferiche delle 14 città metropolitane, di progetti di inclusione sociale, di riequilibrio territoriale e tutela occupazionale, nonché di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso le arti performative;
si tratta di una iniziativa di fondamentale importanza, che consentirà un riscatto culturale delle periferie italiane all'insegna dell'arte e dello spettacolo;
in seguito a progetti sperimentali realizzati in diverse periferie italiane, il Ministero della cultura ha deciso di avviare un finanziamento che consentirà di realizzare performance, spettacoli e laboratori nelle periferie, con la finalità e l'auspicio che questa iniziativa possa ricongiungere le periferie al tessuto urbano, anche e soprattutto attraverso la cultura;
da quanto si apprende, i fondi saranno ripartiti in modo che circa 700.000 euro siano destinati al Comune capoluogo di ciascuna Città metropolitana, a cui si aggiungerà una quota in proporzione alla popolazione residente nel comune capoluogo;
le risorse saranno utilizzate per sostenere attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche delle città sulla base di progetti selezionati tramite bando pubblico predisposto dai Comuni e i beneficiari saranno individuati tra gli organismi finanziati nell'ambito del FUS, ovvero tra gli organismi professionali operanti da almeno tre anni,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda rendere stabile questo finanziamento, al fine di dare seguito alla suddetta iniziativa, fondamentale per riqualificare le periferie attraverso la cultura.
(3-03095)
TOSATO, ROMEO, CANDURA, FREGOLENT, OSTELLARI, PIZZOL, VALLARDI, ZULIANI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:
la ACC Compressors, ex Zanussi Elettromeccanica, è un'azienda storica situata nell'area di Belluno, fondata nel 1960 e leader nella produzione di compressori per uso domestico; nel 2003 è stata ceduta da Electrolux a un fondo di private equity e nel 2009 è entrata in crisi finanziaria; nel 2013 è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria; nel 2014, il Ministero dello sviluppo economico ha aggiudicato la procedura di dismissione del complesso aziendale in favore del gruppo cinese Wanbao, dando vita alla società Wanbao-ACC;
il piano industriale della nuova società prevedeva il rilancio dello stabilimento nell'area di Belluno;
tuttavia le forti pressioni competitive, la concezione del compressore per uso domestico come commodity ed i limitati investimenti in ricerca e sviluppo hanno comportato un impatto significativo sui prezzi, tale da non poter ottenere un margine di contribuzione positivo; gli azionisti inizialmente hanno rispettato gli impegni assunti presso il Ministero dello sviluppo economico, ripianando le perdite di esercizio fino al 2019. Tuttavia, a marzo del 2020 la società ha chiesto la dichiarazione dello stato di insolvenza e, dopo l'accoglimento del ricorso nello stesso mese di marzo 2020, a maggio 2020 la società è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria;
a maggio 2021 era stata avviata una procedura competitiva per la cessione del ramo aziendale, che aveva sollevato l'interesse dei principali operatori mondiali del settore, ma alla data di scadenza del 6 ottobre 2021 non è stata ricevuta alcuna offerta;
il Ministero in indirizzo ha autorizzato il 19 ottobre 2021 il riavvio della procedura competitiva;
il giorno 22 novembre 2021 si è svolto presso il Ministero il tavolo di crisi sulla ACC; in base a quanto è stato riferito dalla nota del Ministero stesso all'esito della riunione, sono pervenute ufficialmente tre manifestazioni d'interesse,
si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di individuare celermente il percorso più idoneo volto a garantire prospettive occupazionali e un rilancio produttivo dello stabilimento ACC di Mel (Belluno), in un'area caratterizzata da altre situazioni di crisi.
(3-03096)
GIROTTO - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:
i cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono ormai una minaccia enorme per l'Europa e per il mondo. Per superare tali sfide, a luglio 2020 la Commissione europea ha presentato il green deal europeo che trasformerà l'Unione in un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, garantendo che nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra, che la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse, che nessuna persona e nessun luogo siano trascurati;
un terzo dei 1.800 miliardi di euro di investimenti del piano per la ripresa di Next generation EU e il bilancio settennale della UE finanzieranno il green deal europeo;
gli Stati membri pertanto sono impegnati ad affrontare i bisogni che il cambiamento epocale richiede rispetto ai nuovi stili di vita e modelli di consumo dei beni, che comportano necessariamente una trasformazione radicale dei processi con una forte spinta all'innovazione nei sistemi di produzione e di consumo;
l'Italia, in risposta a tali sfide, tramite il Comitato nazionale per la transizione ecologica (CITE) si è dotata di un piano per la transizione ecologica (PTE) che coordina le politiche in materia di raccordo con il green new deal europeo e il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il PTE individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento e il cronoprogramma, nonché le amministrazioni competenti all'attuazione delle singole misure, articolate in 8 ambiti di intervento previsti, per i quali verranno costituiti appositi gruppi di lavoro: 1) decarbonizzazione; 2) mobilità sostenibile; 3) miglioramento della qualità dell'aria; 4) contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico; 5) miglioramento delle risorse idriche e delle relative infrastrutture; 6) ripristino e rafforzamento della biodiversità; 7) tutela del mare; 8) promozione dell'economica circolare, della bioeconomia e dell'agricoltura sostenibile;
un ruolo strategico, in coerenza con la pianificazione del PTE, è rivestito dal settore produttivo industriale che, per mantenere la propria competitività, dovrà adeguare i vecchi sistemi produttivi a nuovi modelli, fortemente innovativi e sostenibili dal punto di vista ambientale. A tal fine, è necessario che lo Stato, attraverso misure e azioni di dettaglio, accompagni in questo passaggio storico il tessuto produttivo, in particolare i cosiddetti settori hard to abate e automotive, che rappresentano una parte estremamente rilevante dell'economia nazionale. Attualmente sono disponibili alcuni strumenti per sostenere interventi strutturali rivolti alla decarbonizzazione e alla riconversione dei settori industriali manifatturieri con risorse disponibili dall'emission trading scheme (ETS), dal ricordato PNRR, dal piano di transizione 4.0 e dal fondo per la decarbonizzazione previsto nell'ultima legge di bilancio. Tuttavia, occorre velocizzarne l'applicazione, anche per i ricordati aspetti congiunturali, introducendo e sostenendo con convinzione nuovi strumenti e innovazioni tecnologiche, in particolare dirette a sostenere l'autonomia energetica delle attività produttive, attraverso la creazione di configurazioni, come le comunità energetiche e l'autoconsumo diretto, che permettano di affrancarsi dagli elevati costi dell'energia, così riducendo le spese del processo produttivo,
si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo ritenga di sostenere il processo di innovazione in ottica di transizione ecologica e, in particolare, quali misure intenda adottare per accompagnare in tale percorso i differenti comparti industriali, assicurando competitività e sostenibilità ambientale delle imprese.
(3-03097)
BERNINI, CANGINI, ALDERISI, GIRO - Al Ministro della cultura. - Premesso che:
permangono le forti ricadute economiche negative sulle attività dello spettacolo derivanti dall'emergenza sanitaria e dai provvedimenti legislativi emanati dal Governo e dalle Camere a decorrere dall'anno 2020. Tutto il sistema privato costituito da un'articolata filiera di enti, associazioni, impresari, artisti, professionalità ed imprese di varie dimensioni rischia di essere irrimediabilmente compromesso;
i provvedimenti legislativi emanati in prossimità delle festività natalizie del 2021 hanno prodotto serissimi danni economici a famiglie e imprese nell'ambito di una situazione già in stato di crisi: se a febbraio 2021 la SIAE aveva certificato un calo degli eventi del 70 per cento, del 73 per cento degli ingressi, del 77 per cento della vendita di biglietti, e la spesa del pubblico aveva avuto una riduzione dell'82,24 per cento, a metà gennaio 2022 gli operatori dello spettacolo hanno evidenziato che i costi non sono più sostenibili per le produzioni e avvertono che vi è stata una forte diminuzione delle professionalità specializzate, con una stima approssimativa di almeno il 30 per cento, con persone che hanno perso il lavoro o lo hanno trovato in altri settori;
gli spettacoli hanno registrato a seguito dell'applicazione del green pass rafforzato disdette e biglietti invenduti, con conseguente elevatissimo danno economico per gli operatori e gli artisti;
in particolare, permangono forti criticità a livello legislativo per il settore dello spettacolo: in materia di ristori, per quanto riguarda il decreto-legge "sostegni bis" approvato dalle Camera a luglio 2021, il Ministero è intervenuto sino ad oggi solamente per i settori della musica leggera e delle attività circensi e spettacolo viaggiante, ma non per il settore dell'imprenditoria dello spettacolo. Risulta quindi non più procrastinabile l'emanazione di un bando per l'accesso ai contributi pubblici di ristoro specificatamente rivolto alle imprese dello spettacolo, un bando che si fondi anche su una maggiore semplificazione nella documentazione e nei controlli, in particolar modo per quelle di minore dimensione (micro imprese: fatturato entro i 200.000 euro nell'anno 2019);
ulteriore criticità per le imprese dello spettacolo riguarda il documento unico di regolarità contributiva (DURC): oltre due anni di sospensione delle attività dello spettacolo ha determinato l'impossibilità da parte di numerose imprese, specialmente quelle di piccole dimensioni, di sanare per mancanza di denaro le pendenze in materia di contributi;
viene inoltre evidenziata dagli impresari la difficoltà relativa alla trasmissione al Ministero dei cedolini contributivi: i cedolini attestanti il versamento contributivo per gli artisti viene fatto non dall'impresario ma dall'ente scritturante,
si chiede di sapere:
tenuto conto che le imprese dello spettacolo attraversano ancora una situazione di seria crisi economica del settore, quando il Ministro in indirizzo preveda di emanare un bando per garantire le risorse economiche di sostegno alle imprese dello spettacolo, e se ritenga opportuno semplificare, in via straordinaria, le procedure amministrative, tenendo conto che l'emergenza sanitaria ha determinato per molte imprese problemi in materia di regolarizzazione delle situazioni afferenti al documento unico di regolarità contributiva (DURC);
con riferimento al bando da emanare, se non ritenga, inoltre, opportuno esonerare, in via eccezionale, dalla verifica del DURC le micro imprese.
(3-03098)
CALANDRINI, CIRIANI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che;
il dibattito sulle cessioni dei crediti d'imposta e sullo sconto in fattura per lavori di messa in sicurezza degli edifici e di riqualificazione energetica anima lo scenario politico diviso tra chi sostiene convintamente la bontà delle misure e chi, anche allarmato dall'ingente numero di frodi perpetrate approfittando delle stesse misure, vorrebbe limitarle fortemente;
il Governo con l'articolo 28 dell'ultimo "decreto sostegni" (decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4) le ha modificate pesantemente con la finalità di avversare frodi e operazioni di riciclaggio, inserendo il divieto di cessione multipla di tali crediti d'imposta e limitando una sola cessione da parte dell'impresa agli intermediari bancari e finanziari;
le modifiche introdotte hanno prodotto una paralisi dell'attività dei cantieri in tutt'Italia, soprattutto dopo che Poste italiane, una delle piattaforme fra le più utilizzate per la cessione del credito, e Cassa depositi e prestiti hanno disattivato la possibilità di acquisto crediti derivanti dal superbonus;
bloccare la cessione dei crediti comporta un rischio di liquidità del sistema obbligando le aziende e i fornitori a pagamenti a breve termine, mentre chi lavora e fa impresa deve contare su un sistema normativo che non subisca mutazioni improvvise che determinano incertezza e inevitabili ricadute, con effetti depressivi, sul sistema economico nazionale;
la stampa riporta posizioni contrastanti all'interno dello stesso Governo sulla bontà tanto delle misure in sé considerate quanto dei limiti e dei correttivi intervenuti, e lo stesso Ministro in indirizzo, si legge sulla stampa nazionale, ha raccontato di come il Governo avesse provato a porre un freno nei confronti del superbonus: "Stiamo mettendo un sacco di soldi sull'edilizia che, per carità, può aver avuto senso sostenere nella fase più dura della pandemia e di certo contribuisce chiaramente alla crescita. Ma ora droghiamo un settore in cui l'offerta di imprese e manodopera è limitata. Stiamo facendo salire i prezzi e contribuiamo all'inflazione";
lo stesso Ministro ha affermato che, dunque, "Dobbiamo invece sostenere le nostre filiere industriali", criticando anche alcuni degli aspetti della misura, contestualizzando l'intervento rispetto alle evoluzioni tecnologiche ed energetiche in corso: "Chiediamoci cosa può fare lo Stato di fronte alla rivoluzione digitale e energetica o allo choc che investe l'automotive, che deve uscire dai modelli endotermici tradizionali. Invece diamo soldi ai miliardari per ristrutturare le loro quinte case delle vacanze. Ride tutto il mondo"; "Intanto rischiamo che dilaghi la disoccupazione nell'industria spiazzata dall'imposizione del passaggio all'auto elettrica entro il 2035. Se ci sono decine di miliardi per ridisegnare le filiere industriali, bene. Ma in caso contrario, che stiamo facendo? Droghiamo certi settori e ne lasciamo a languire altri, quelli strategici per l'Italia";
considerato che le misure introdotte dal decreto sostegni fortemente limitative della cessione dei crediti porterà, se non modificate, ad un grave arresto degli investimenti nell'edilizia, con grave danno per le imprese direttamente interessate ma anche per tutto l'indotto,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga veramente che le misure incentivanti per i lavori di messa in sicurezza degli edifici e di riqualificazione energetica creino distorsioni nel mercato a scapito di settori strategicamente più rilevanti per l'Italia come sembra emergere dalle dichiarazioni riportate e quali iniziative urgenti intenda adottare, per quanto di competenza, per sostenere le imprese del settore edilizio e il relativo indotto attualmente bloccate in seguito alle recenti misure introdotte dal "decreto sostegni ter".
(3-03099)
FARAONE, BONIFAZI, CARBONE, CONZATTI, CUCCA, EVANGELISTA, GARAVINI, GINETTI, MAGORNO, NENCINI, PARENTE, SBROLLINI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:
la crisi energetica, aperta nel corso del 2021, è stata la conseguenza di un periodo particolarmente lungo di condizioni meteorologiche, geopolitiche e di mercato eccezionali, che hanno portato ad un deciso aumento dei prezzi dell'energia elettrica e del gas facendo emergere tutte le problematiche strutturali del settore in sede sia nazionale che europea;
il preoccupante innalzamento dei prezzi del gas naturale in Europa, pari al 660 per cento in più, rispetto al periodo pre COVID, si è riflesso sull'aumento dei prezzi dell'elettricità in Italia ed è causa principale del rincaro delle bollette di gas e luce. Questo sta avendo effetti significativi sull'intero tessuto economico italiano, causando temporanee chiusure di imprese, specialmente quelle nei settori più energivori;
nonostante le misure già adottate dal Governo per il contenimento dei prezzi, tra cui il decreto-legge n. 73 del 2021, all'articolo 5-bis, il decreto-legge n. 130 del 2021, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale, e le misure inserite nel "decreto sostegni ter" (decreto-legge n. 4 del 2022) che integrano le misure già adottate in legge di bilancio, per contenere, sempre nel primo trimestre dell'anno in corso, i costi della bolletta elettrica delle utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione con potenza disponibile fino a 16,5 chilowatt, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha stimato che l'incremento per la "famiglia tipo" in regime di tutela sarà del 55 per cento per la bolletta dell'elettricità e del 41,8 per cento per quella del gas nel primo trimestre del 2022. L'impatto sulla spesa delle famiglie del rincaro dell'energia è quindi stimato in circa 5 miliardi di euro con conseguenze disastrose sui consumi di altri beni e servizi;
considerato che:
le scelte degli Stati di perseguire obiettivi di lungo termine, come la decarbonizzazione dei sistemi produttivi e la mitigazione del surriscaldamento globale, da un lato hanno favorito gli investimenti nella generazione di energia da fonti rinnovabili e hanno determinato una netta espansione della domanda globale di gas naturale e gas naturale liquefatto, "combustibili ponte" nel processo di transizione energetica, e dall'altro hanno disincentivato gli investimenti nella produzione di energia da altre fonti fossili, portando quindi alla necessità di interruzioni e riqualificazioni di infrastrutture chiave del gas;
la produzione di energia idroelettrica in Europa inferiore rispetto al 2020, seguita da una diminuzione di centrali nucleari e dall'aumento dei prezzi del carbonio, ha contribuito a intensificare la crisi energetica;
la mancanza di forniture di gas verso l'Unione europea, infine, ha posto in rilievo le problematiche strutturali legate alla dipendenza interna, per oltre il 50 per cento, di approvvigionamento di gas da un solo fornitore extra UE: la Russia. Peraltro, le attuali tensioni tra Russia e Ucraina hanno scosso i mercati ed hanno fatto schizzare il prezzo del petrolio, spingendo il Cremlino a ridurre le sue esportazioni verso l'Europa di un quarto rispetto al 2020;
rilevato che:
il costo delle bollette elettriche per aziende rispetto al 2019 è pressoché raddoppiato pesando sui bilanci delle imprese italiane quasi 36 miliardi di euro di extra nel 2022, molte attività si sono trovate a fronteggiare chiusure, almeno temporanee, di impianti produttivi;
la crisi energetica in corso ha fatto emergere una serie di questioni e problemi strutturali e occorrono interventi immediati come lo stanziamento di risorse pubbliche per contenere il caro bollette e riforme coerenti con gli obiettivi di politica energetica per consentire un maggiore supporto al sistema produttivo italiano,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo abbia posto in essere per aiutare le imprese che si sono trovate a fronteggiare perdite a seguito del rincaro delle bollette e quali intenda adottare per rilanciare l'intero sistema produttivo italiano.
(3-03100)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
VERDUCCI, BITI, TARICCO, D'ARIENZO, ASTORRE, COLLINA, LAUS, MANCA, PARRINI, STEFANO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:
tra i compiti principali del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, nell'ambito del settore ippico, vi è quello del controllo disciplinare delle corse, precondizione di regolarità e trasparenza delle competizioni;
l'attività degli addetti al controllo disciplinare va considerata nella particolare rilevanza delle funzioni loro affidate nell'ambito del controllo e della disciplina delle corse, oltre che nei peculiari profili di responsabilità allo svolgimento delle relative funzioni;
considerato che nel corso degli ultimi anni, la categoria dei giudici ippici ha subito numerosi e consistenti contrazioni del proprio trattamento economico, ovvero delle tipologie di inquadramento, dei versamenti contributivi, dell'indennità di malattia, comprese la cancellazione dalla gestione separata, di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della difficile condizione nella quale operano le figure degli addetti al controllo disciplinare delle competizioni ippiche;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di individuare l'inquadramento professionale più adeguato per i giudici ippici, volto ad offrire le opportune garanzie in ordine retributivo, contributivo, di malattia, di indennità di disoccupazione.
(3-03093)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
BALBONI, DE CARLO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
risulta agli interroganti che la realtà degli organici dei magistrati e del personale di cancelleria del Tribunale distrettuale di Venezia abbia raggiunto di recente un livello di carenza tale da rendere la situazione insostenibile, mettendo a repentaglio ogni operatività;
invero, la pubblicazione dei posti vacanti, disposta dalla terza commissione del CSM, ha purtroppo registrato un bilancio totalmente negativo, posto che a fronte di una o forse due coperture dei cinque posti pubblicati, sono cinque i trasferimenti certi ad altra sede;
in data 7 gennaio 2022 altri cinque giudici del Tribunale di Venezia, già assegnati alla sezione GIP/GUP e alla sezione distrettuale per il riesame, hanno lasciato il Tribunale di Venezia per assumere funzioni di consigliere presso la Corte d'appello di Venezia;
nel contempo, la prima sezione penale registrava due nuove scoperture: in data 8 novembre 2021 un giudice ha preso servizio presso il Tribunale per i minorenni di Venezia ed in data 1° gennaio 2022 un altro giudice è stato collocato in quiescenza anticipata;
a queste sette recenti scoperture si aggiungono due vacanze nelle sezioni dibattimentali, due vacanze nella sezione GIP/GUP, e una vacanza nel settore civile (per complessive 12 vacanze) in una pianta organica già di per sé inadeguata a garantire una risposta giurisdizionale alle esigenze di una delle economie più avanzate penisola;
le vacanze, per effetto dei prossimi trasferimenti da deliberare, saliranno addirittura a 17 per poi attestarsi, alla fine, su 15 o 16 unità per effetto di una o due possibili nuove entrate;
il Tribunale si trova sguarnito del 30 per cento dei propri giudici, se non addirittura in misura superiore qualora sia accolta la richiesta di revoca straordinaria. Questo grave quadro risulta amplificato dalla presenza di taluni magistrati in condizioni di salute tali da non consentire l'esercizio a pieno delle funzioni giurisdizionali e dal fatto che, allo stato, tre magistrate sono in astensione per maternità, preannunciando anche un periodo di astensione facoltativa, mentre un'altra giudice ha già comunicato il suo stato di maternità;
il quadro delle scoperture, considerate queste particolari situazioni soggettive, si attesta a un totale variabile tra 20 e 21 magistrati che saranno, di ruolo o di fatto, assenti prossimamente;
numeri che equivalgono, addirittura, a una scopertura complessiva di quasi il 40 per cento dei giudici;
addirittura più drammatica è la scopertura del personale amministrativo che da tempo supera il 40 per cento, con punte di oltre il 70 per cento per il fondamentale ruolo dei funzionari giudiziari: scoperture destinate a essere ancora più gravi in ragione di prossimi, imminenti pensionamenti;
si tratta del Tribunale distrettuale più importante del Nordest, con una sezione specializzata in materia di impresa, terza in Italia, una sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale con pendenze inferiori solo a Roma, Milano, Napoli e Bologna, una competenza in materia di criminalità organizzata, di reati in materia di terrorismo, di reati informatici, di reati in materia di pedopornografia: a fronte della attività di 26 magistrati del pubblico ministero, la sezione GIP/GUP è ridotta a soli tre giudici,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo conosca e stia monitorando la realtà veneziana illustrata;
quali iniziative intenda intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, per individuare misure efficaci per intervenire e porre rimedio alla situazione emergenziale che si è generata presso gli uffici giudiziari veneziani;
se si intenda dare impulso allo scorrimento delle graduatorie ancora aperte per il personale giudiziario e amministrativo;
se, fra le iniziative da assumere, vi possano essere il riconoscimento di sede disagiata, con applicazioni extra distretto, e la valorizzazione della sede giudiziaria con incentivi al trasferimento del personale sia di magistratura che di cancelleria.
(4-06602)
FATTORI - Ai Ministri dell'interno e della transizione ecologica. - Premesso che:
il 6 luglio 2021 e il 24 gennaio 2022 sono state depositate e pubblicate due interrogazioni 4-06486 e 4-05720, le cui considerazioni e domande rimangono attuali e da prendere in carico;
continua lo sversamento dei rifiuti provenienti da Roma capitale nella discarica di Roncigliano (Albano laziale), così come previsto dall'ordinanza di proroga di utilizzo del sito da parte del sindaco di Roma capitale, Roberto Gualtieri;
tale atto ha fatto seguito all'ordinanza dell'uscente sindaco di Roma capitale, Virginia Raggi, che, dopo l'incendio all'impianto di tratta mento meccanico biologico (TMB) della discarica di Roncigliano del 2016, sostanzialmente aveva dato il riavvio al servizio della discarica, nel frattempo volturata come ramo di azienda e nelle autorizzazioni AIA, alla Ecoambiente da parte del gestore di discarica Pontina ambiente S.r.l.;
considerato che:
la direzione regionale politiche ambientali e ciclo dei rifiuti ha accolto le varie istanze di revisione dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale B-3695/2009) che regola la gestione del VII invaso e il funzionamento della discarica. L'AIA, inizialmente valida 8 anni, fu prorogata a 10 e, benché scaduta nel 2019, la sua efficacia era stata successivamente prolungata di ulteriori 5 anni (fino al 2024), poi divisa in due e volturata dall'ufficio rifiuti Lazio (tra il 2019 e il 2020) a favore di due diverse e distinte società, rispettivamente con determina dirigenziale 31 ottobre 2019 n. G 14894, a favore di Colleverde S.r.l. per il TMB e determina dirigenziale 5 ottobre 2020 n. G 11377, a favore di Ecoambiente S.r.l. per il VII invaso;
la conferenza dei servizi per il riesame con valenza di rinnovo dell'AIA rilasciata con determina dirigenziale n. B3695/2009 alla società Pontina ambiente, relativa alla discarica per rifiuti non pericolosi in località "Cecchina" (Roncigliano) in via Ardeatina chilometro 24.640 ad Albano laziale (Roma), è stata convocata il 22 febbraio, ma riguarderà solo ed esclusivamente l'area del VII invaso e quindi la società Ecoambiente, attuale titolare della discarica;
nessuna revisione è stata richiesta sulla prima voltura, ossia quella riconducibile alla società Colleverde, che il 14 luglio 2021 ha presentato una nuova richiesta di VIA sul progetto di maxi biogas da 80.000 tonnellate in fase di discussione in conferenza dei servizi preliminare;
non si fa alcun riferimento in merito alle condizioni giudiziarie della Pontina ambiente, titolare di tutta la discarica di Roncigliano e colpita da interdittiva antimafia (ex decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e successive modificazioni ed integrazioni), confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 01315/2017;
considerato inoltre che:
le aziende che vengono colpite da interdittiva antimafia non possono intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione (si veda l'art. 67 del decreto legislativo n. 159 del 2011: le persone giuridiche raggiunte da interdittiva non possono presentare, tra l'altro, "iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione");
l'AIA volturata nel 2020 per il ramo d'azienda VII invaso a favore di Ecoambiente era stata attribuita alla Pontina ambiente, che non è mai stata commissariata nonostante l'interdittiva;
essendo l'AIA un'autorizzazione ai fini dello svolgimento di attività economica, potrebbe configurarsi una mancanza di legittimità nel rilascio dell'autorizzazione stessa;
per il riesame della vecchia AIA ed il conseguente rilascio della nuova autorizzazione regionale, vanno tenute in conto anche le relazioni tecniche sullo stato ambientale e sanitario del sito e delle falde da parte dell'ARPA Lazio, ma si dovrebbe prevedere anche l'attività di bonifica per altri invasi oltre al VII, con particolare riferimento a quelli esauriti IV, V e VI gestiti da Pontina ambiente, non ancora in amministrazione controllata e quindi in attesa di confronto con le istituzioni preposte (ARPA, Regione, CMRC e la stessa Prefettura);
tale sollecito è pervenuto alla Regione Lazio dalla stessa Pontina ambiente, con nota prot. 75 del 18 maggio 2020, rimarcando un "doveroso ed indifferibile contraddittorio tra le Autorità competenti per la definizione delle procedure di messa in sicurezza e bonifica in corso";
anche in seguito a richiesta di caratterizzazione idrogeologica dell'intero sito, peraltro avviata di recente dalla Regione Lazio con l'istituzione di un tavolo tecnico preliminare, tutte le operazioni conseguenti, come il capping, le bonifiche e altre, ricadrebbero in capo alla Pontina ambiente;
l'art. 95 del decreto legislativo n. 159 del 2011 sull'interdittiva recita: "Il prefetto della provincia interessata all'esecuzione dei contratti di cui all'articolo 91, comma 1, lettera a), è tempestivamente informato dalla stazione appaltante della pubblicazione del bando di gara e svolge gli accertamenti preliminari sulle imprese locali per le quali il rischio di tentativi di infiltrazione mafiosa, nel caso di partecipazione, è ritenuto maggiore. L'accertamento di una delle situazioni da cui emerge un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'articolo 84, comma 4, ed all'articolo 91, comma 6, comporta il divieto della stipula del contratto, nonché del subappalto, degli altri subcontratti, delle cessioni o dei cottimi, comunque denominati, indipendentemente dal valore",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo "spacchettamento" tra due diverse società, da parte della Regione Lazio, di un'autorizzazione, l'AIA, che dovrebbe al contrario essere integrata e la cui parzialità, anche viste le considerazioni di cui sopra, lascia al di fuori tutta l'area di competenza di Pontina ambiente, società colpita da interdittiva;
quali azioni di propria competenza intenda intraprendere per comprendere le motivazioni che dal 2017 a oggi hanno impedito il commissariamento della Pontina ambiente colpita da interdittiva antimafia;
quali azioni, inoltre, intenda intraprendere per la verifica della legittimità di tutti i titoli per lo svolgimento dei servizi della discarica di Roncigliano autorizzati dagli uffici regionali.
(4-06603)
SBRANA - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
a quasi quattro anni dal rovinoso crollo di un tratto del viadotto sul Polcevera, meglio conosciuto "ponte Morandi" di Genova, che ha causato la morte di 43 persone, sono ancora aperte molte questioni legate alla vicenda, fra tutte quella giudiziaria, che coinvolge la società ASPI che aveva in gestione quel tratto autostradale;
le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d'atto d'ufficio e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro, e riguardano ben 59 imputati;
dopo poco più di due anni, in relazione al nuovo ponte operativo, sembrerebbe definitivamente risolta anche la questione delle concessioni di Autostrade per l'Italia, dopo un lungo duello partito immediatamente dopo il crollo, quando il Governo sembrava intenzionato alla revoca delle concessioni in capo alla società, che fino al 2038 ha un contratto per la gestione della maggior parte della rete italiana, compreso lo snodo che passa per Genova. Si apprende infatti che di recente il gruppo Atlantia ha dato il via libera alla cessione del proprio 88 per cento di ASPI a un consorzio guidato da Cassa depositi e prestiti (51 per cento), Blackstone (24,5 per cento) e Macquarie (24,5 per cento). Il prezzo stabilito per la totalità di ASPI è di 9,3 miliardi di euro;
è noto che nel mese di ottobre 2021 il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e Autostrade per l'Italia hanno sottoscritto un accordo transattivo che chiude la procedura che era stata avviata dal Ministero nell'agosto 2018 per grave inadempimento agli obblighi di manutenzione e custodia della rete autostradale da parte del concessionario ASPI. L'accordo prevede il pagamento, da parte di ASPI, di 3,4 miliardi di euro, di cui 1,4 per l'area di Genova: in particolare per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova e la viabilità della val Fontanabuona, la realizzazione di progetti di mobilità, logistica e digitali nell'area genovese, iniziative a favore del porto di Genova e risorse per indennizzi dei residenti negli immobili sottostanti al viadotto Bisagno. In seguito all'accordo è stato inoltre predisposto un piano economico e finanziario, che prevede un programma di investimenti sull'intera rete autostradale gestita da ASPI pari a 13,6 miliardi di euro. Di questi, 2,5 miliardi saranno utilizzati per le manutenzioni straordinarie da effettuare entro il 2024;
considerato quanto riportato nel video pubblicato dalla testata giornalistica "Libero" il giorno 10 febbraio 2022, dove un cittadino coinvolto nella vicenda chiede pubblicamente al Presidente del Consiglio dei ministri informazioni in merito al potenziale acquisto di una partecipazione societaria da parte dello Stato italiano;
ritenuto che:
su un evento così importante, sarebbe importante ascoltare le rimostranze, anche espresse con enfasi, dei cittadini;
sulla vicenda pesano gravi responsabilità ancora non del tutto accertate dalla magistratura sulla società intestataria della gestione di quel tratto autostradale;
sono ancora vivi il dolore e la sofferenza nei parenti delle vittime, ma anche in tutta la comunità ligure coinvolta,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo possano confermare i fatti di cui in premessa;
se corrisponda al vero che il cittadino protagonista del video citato sia stato fermato dalle autorità e identificato, e in caso affermativo a quale titolo sia stato fermato e da quale autorità;
quali siano le motivazioni alla base della decisione di effettuare questa acquisizione, vista la gravità dell'evento avvenuto nel 2018 sul ponte Morandi;
se non si ritenga opportuno intraprendere altre strade che non prevedano il coinvolgimento della società gestore;
quale sia il complessivo costo della mancata manutenzione della rete autostradale, non effettuata dalla precedente gestione;
se gli eventuali costi dei risarcimenti dovuti alle vittime del crollo del ponte Morandi e ai loro aventi causa, ad acquisizione effettuata, ricadranno direttamente e in che misura sull'erario.
(4-06604)
D'ARIENZO - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
la Giunta comunale di Verona con deliberazione n. 341 del 29 settembre 2008 ha approvato il progetto preliminare del sistema di trasporto pubblico di tipo filoviario per la città di Verona per un costo totale di 143.053.040 euro, oltre IVA di 15.735.843 euro, per un totale di 158.788.874 euro;
il CIPE con delibera n. 28/2009 ha approvato la sostituzione dell'originaria "tranvia S. Michele-stazione FS-stadio" a Verona con un "nuovo sistema filoviario". Con una successiva delibera n. 90/2011 ha confermato il contributo assegnato, richiedendo un nuovo accordo procedimentale da sottoscrivere tra il Ministero, il Comune e il soggetto attuatore dell'intervento (Azienda mobilità e trasporti S.p.A., AMT), indicando il 30 aprile 2011 quale termine per l'aggiudicazione provvisoria dei lavori;
il 18 settembre 2014, AMT e l'associazione temporanea di imprese hanno sottoscritto l'atto integrativo e modificativo n. 1 del contratto di appalto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli;
con delibera di Giunta n. 73/2018, il Comune di Verona ha approvato un nuovo accordo procedimentale, da sottoscrivere con il Ministero, con la data del 31 gennaio 2022 quale apertura all'esercizio e termine ultimo per la messa in servizio dell'impianto;
il CIPE, con delibera del 26 aprile 2018, approvava la realizzazione dell'intervento del Comune rimodulato con un costo ammissibile di 142.752.134,22 euro e il relativo contributo statale rideterminato in 85.651.280,53 euro, in cui, prendendo atto dell'aggiornamento, si confermava la data del 31 gennaio 2022 e si chiedeva al Ministero di vigilare;
il 5 ottobre 2020 AMT ha inviato all'associazione temporanea di imprese la risoluzione unilaterale del contratto di appalto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli (contratto del 5 settembre 2012 e relativi atti integrativi e modificativi n. 1 del 18 settembre 2014, e n. 2 dell'8 agosto 2018). Il 9 novembre 2020 AMT avrebbe presentato al Ministero un'ulteriore variante al progetto con modifiche di percorso e possibili veicoli senza fili (di dimensioni maggiori), prospettando un nuovo bando entro fine 2021, inizio lavori a gennaio 2023 e fine lavori aprile 2026. Sembra che il 4 gennaio 2021 AMT abbia sottoscritto, contrariamente alla precedente rescissione unilaterale del contratto, un accordo transattivo con le imprese per chiudere i cantieri ancora aperti entro il 14 maggio 2021;
il 14 gennaio 2021 in Consiglio comunale, il sindaco di Verona, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri, confermava la ripartenza del progetto filobus,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quale sia lo stato attuale dei lavori e quali siano gli effettivi tempi di esecuzione;
se le criticità emerse sull'opera "nuovo sistema filoviario rimodulato" e riportate anche dalla stampa locale siano state comunicate al sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici (MIP) del CIPE;
se il nuovo progetto di variante, che pare essere stato presentato, sia compatibile con le precedenti decisioni prese da Ministero e CIPE e non risulti in contrasto con l'ipotizzata variazione del mezzo;
se risulti legittima la variante della filovia sotto gli aspetti amministrativi, tecnici ed economici, sulla base delle normative in materia di lavori pubblici;
se i maggiori costi che risulterebbero nella nuova variante possano essere finanziati per il 60 per cento da Ministero e CIPE, come pare richiedere AMT;
se il presunto accordo transattivo tra AMT e associazione di imprese del 4 gennaio 2021 sia legalmente ammissibile e a chi faranno carico gli eventuali oneri diretti e indiretti sostenuti dalla pubblica amministrazione relativi a spese legali, costi del personale, incarichi di esperti tecnici esterni, costi di lavori già eseguiti e forniture di materiale probabilmente non più funzionale dopo il possibile cambio di filoveicolo;
se non si ritenga opportuna un'ispezione dei tecnici ministeriali al fine di verificare se siano state attuate tutte le azioni necessarie per una tempestiva realizzazione dell'opera;
se non si ritenga opportuno nominare un commissario ad acta con pieni poteri per la realizzazione in tempi certi del progetto filovia della città di Verona.
(4-06605)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):
3-03094 del senatore Perosino, sull'applicazione dell'esenzione dell'IVA per tutti gli interventi medico-estetici.