Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 400 del 08/02/2022
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------
400a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO (*)
MARTEDÌ 8 FEBBRAIO 2022
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Presidenza del vice presidente CALDEROLI
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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 403 del 15 febbraio 2022
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI-NOI DI CENTRO (Noi Campani): Misto-I-C-EU-NdC (NC); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente CALDEROLI
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,30).
Si dia lettura del processo verbale.
DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° febbraio 2022.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori (ore 16,34)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori».
Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi giovedì 3 febbraio, ha stabilito che questa settimana sarà discusso il decreto-legge in materia di proroga dello stato di emergenza. Ove necessario, i lavori potranno proseguire anche nella mattinata di venerdì 11.
Domani, alle ore 16, il Ministro dell'interno renderà un'informativa sui fatti occorsi in occasione di recenti manifestazioni di studenti relative alla morte del giovane Lorenzo Parelli. I Gruppi potranno intervenire per dieci minuti.
La seduta di giovedì 10 febbraio terminerà alle ore 12,30 in relazione alla cerimonia commemorativa del Giorno del ricordo che si terrà in Aula alle ore 16.
La discussione del decreto-legge proroga stato di emergenza potrà eventualmente proseguire nella settimana dal 15 al 17 febbraio.
Nella settimana dal 22 al 24 febbraio sarà discusso il decreto-legge proroga termini attualmente all'esame della Camera dei deputati.
Giovedì 17 e giovedì 24 febbraio, alle ore 15, avrà luogo il question time.
La Conferenza dei Capigruppo è peraltro nuovamente convocata oggi alle ore 17,30.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 3 febbraio scorso, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 24 febbraio:
| Martedì | 8 | febbraio | h. 16,30 | - Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori
- Disegno di legge n. 2488 - Decreto-legge n. 221/2021, Proroga stato d'emergenza (scade il 22 febbraio)
- Informativa del Ministro dell'interno sui fatti occorsi in occasione di recenti manifestazioni di studenti relative alla morte del giovane Lorenzo Parelli (mercoledì 9, ore 16) |
| Mercoledì | 9 | " | h. 9,30-20 | |
| Giovedì | 10 | " | h. 9,30-12,30 | |
| Venerdì | 11 | " | h. 9,30-13 |
| Martedì | 15 | febbraio | h. 16,30-20 | - Eventuale seguito disegno di legge n. 2488 - Decreto-legge n. 221/2021, Proroga stato d'emergenza (scade il 22 febbraio)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 17, ore 15) |
| Mercoledì | 16 | " | h. 9,30-20 | |
| Giovedì | 17 | " | h. 9,30 |
| Martedì | 22 | febbraio | h. 16,30-20 | - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 228/2021, Proroga termini (ove approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 28 febbraio)
- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 24, ore 15) |
| Mercoledì | 23 | " | h. 9,30-20 | |
| Giovedì | 24 | " | h. 9,30 |
Il termine di presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 228/2021, Proroga termini) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2488
(Decreto-legge n. 221/2021, Proroga stato d'emergenza)
(7 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori |
| 40' |
| Governo |
| 40' |
| Votazioni |
| 40' |
| Gruppi 5 ore, di cui |
|
|
| M5S |
| 53' |
| L-SP-PSd'Az |
| 49' |
| FIBP-UDC |
| 43' |
| Misto |
| 41'+5' |
| PD |
| 37' |
| FdI |
| 29'+5' |
| IV-PSI |
| 26' |
| Aut (SVP-PATT, UV) |
| 23' |
| Dissenzienti |
| da stabilire |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ...
(Decreto-legge n. 228/2021, Proroga termini)
(5 ore, escluse dichiarazioni di voto)
| Relatori |
| 20' |
| Governo |
| 20' |
| Votazioni |
| 20' |
| Gruppi 4 ore, di cui |
|
|
| M5S |
| 42' |
| L-SP-PSd'Az |
| 39' |
| FIBP-UDC |
| 35' |
| Misto |
| 33'+5' |
| PD |
| 30' |
| FdI |
| 23'+5' |
| IV-PSI |
| 21' |
| Aut (SVP-PATT, UV) |
| 18' |
| Dissenzienti |
| da stabilire |
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il presidente Parrini per riferire sui lavori della 1a Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 2488. Ne ha facoltà.
PARRINI (PD). Signor Presidente, stiamo esaminando il disegno di legge di conversione del decreto-legge da lei citato. È iniziata la fase di illustrazione e di esame degli emendamenti, che sono 300; avevamo oggi la scadenza per presentare subemendamenti ad un emendamento del Governo molto corposo. Ritengo che per concludere i lavori in Commissione sia necessaria tutta la giornata di domani.
Questa è la comunicazione che volevo fare all'Assemblea e la richiesta che avanzo alla Presidenza.
PRESIDENTE. Presidente Parrini, comunicherò alla Conferenza dei Capigruppo delle 17,30 che ragionevolmente, riassumendo quanto da lei esposto, noi saremo pronti per esaminare il provvedimento in Assemblea giovedì alle ore 9,30.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
CORRADO (Misto). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORRADO (Misto). Signor Presidente, sabato 29 gennaio Ginevra Sorressa, una bambina di due anni di Mesoraca, nel Crotonese, è deceduta all'ospedale Bambino Gesù di Roma. La piccola, che, dopo essere risultata positiva al Covid un paio di giorni prima, aveva ricevuto le prime cure dai sanitari del 118 di Campizzi, è stata poi trasportata all'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro già in condizioni critiche per la grave insufficienza respiratoria e da lì, con un volo militare, poiché bisognosa della ventilazione in ECMO (Extracorporeal membrane oxygenation), all'ospedale pediatrico della Capitale, dove però le sue condizioni hanno reso vano l'intervento dei sanitari.
Di norma, tragiche vicende come questa risvegliano solo per qualche giorno l'attenzione sulle carenze sanitarie che i calabresi affrontano quotidianamente a riflettori spenti. Nel territorio d'origine della piccola Ginevra in particolare, l'Alto Marchesato di Crotone, che comprende, oltre Mesoraca, Cotronei, Petilia Policastro, Santa Severina e Roccabernarda, l'utenza di oltre 26.000 residenti sta vedendo smantellare il proprio diritto alla salute. L'unico presidio sanitario è infatti un poliambulatorio negli anni progressivamente depotenziato, carente di personale e con gravi criticità strutturali, avviato a un'inesorabile chiusura nell'indifferenza della politica regionale, nonostante la costante mobilitazione dei cittadini.
Dalle dichiarazioni dei sanitari di Catanzaro che l'hanno presa in carico, sembra sia stata fatale alla piccola Ginevra la mancanza in Calabria di un centro con terapia ECMO pediatrica, ma subito il presidente Occhiuto ha annunciato la creazione di una unità operativa complessa di pediatria a Catanzaro presso l'azienda ospedaliera universitaria.
Da calabrese, pur augurandomi che quell'annuncio si concretizzi al più presto, vorrei invitare i responsabili della sanità regionale ad attuare ogni sforzo per affrontare integralmente la difficile situazione sanitaria di tutto il territorio, legata anche ma non solo alla carenza di personale medico che diserta costantemente i bandi regionali, chiamato in causa anche da Occhiuto nelle dichiarazioni ai media.
Occorre una reale volontà di intervenire per creare condizioni migliori in termini di meritocrazia, implementazione tecnologica e digitale, possibilità di aggiornamento professionale continuo, per poter davvero attrarre i professionisti del settore sanitario in Calabria e avviare una svolta. In mancanza di competenze e capitale umano, invece, risulterebbe vano qualunque sforzo fatto in altre direzioni, dalla realizzazione di nuove strutture all'acquisto dell'apparecchiatura più moderna.
In attesa di questa generale riorganizzazione, auspico che il presidente Occhiuto colga l'occasione per ascoltare finalmente il grido di aiuto della comunità alla quale apparteneva la bimba, ripristinando urgentemente i servizi essenziali di cui è stata privata. Sarebbe forse una tardiva forma di risarcimento morale a lei e a quei cittadini da troppo tempo trattati come figli di una Costituzione minore. (Applausi).
LEONE (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONE (M5S). Signor Presidente, oggi con questo intervento vorrei porre attenzione al detenuto più anziano d'Italia e alla grave condizione di salute in cui versa. Si tratta certamente di un detenuto dal curriculum malavitoso di un certo spessore, ma che al momento versa in condizioni di salute davvero penose e aggravate dall'età di ottantotto anni.
Oggi ho dunque l'occasione di focalizzare l'attenzione ancora una volta sulla condizione carceraria italiana, cioè il segmento finale di tutta la filiera giudiziaria in cui tutti i mali del Paese fanno capolino, salvo poi rimanere irrisolti in quei luoghi. È intollerabile che tutto ciò che non funziona debba rimanere a carico della polizia penitenziaria e degli operatori che vi lavorano, che sono sottodimensionati e perlopiù con alle spalle una certa anzianità di servizio.
Questa disfunzione sistemica, che corre parallela alla società di fuori, non può più essere trascurata: urge mettervi mano e al più presto. Ad esempio, le misure alternative più volte ventilate non sono mai state attuate in modo sistematico, come questo caso meriterebbe, proprio per il rispetto della dignità della persona, che resta tale anche se detenuta.
Nel discorso tenuto qualche giorno fa dal Presidente della Repubblica, è stato particolarmente incisivo l'appello che ha rivolto a noi parlamentari nel cercare soluzioni innovative. Non lasciamoci sfuggire questa occasione per compiere questa svolta epocale; si è trattato di un invito a tutti noi a trovare soluzioni più dignitose per quest'ampia categoria di persone che è la popolazione carceraria, la quale comunque non cessa di essere cittadina di uno Stato democratico. (Applausi).
VANIN (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANIN (M5S). Signor Presidente, questo mio intervento oggi fa parte di quell'iniziativa, voluta dalle donne del Parlamento, che abbiamo chiamato staffetta per le donne in Afghanistan. Il mio intervento dà voce alle donne e ai rifugiati che sono in Italia, che mi hanno pregato di essere la loro voce e di dire le loro parole. Quindi io parlerò a nome dell'associazione A2030.
La situazione delle donne in Afghanistan sta peggiorando, non solo per il freddo, la crisi economica e la lotta per un pezzo di pane. Sul fronte dei diritti umani e civili si intensificano le persecuzioni delle giovani attiviste che si sono pubblicamente esposte nelle manifestazioni più recenti o sono già inserite nelle liste nere per il loro operato negli anni della cooperazione con organizzazioni straniere. Le recenti notizie relative alla cattura e scomparsa di Alia Azizi, direttrice del carcere femminile di Herat, e delle altre ragazze attiviste catturate nei giorni scorsi fanno temere il peggio per le donne che hanno rivestito ruoli di rilievo quali giudici, avvocatesse, poliziotte, giornaliste e attiviste per i diritti umani. Allo stesso modo sono in pericolo tutte le studentesse, che formalmente hanno ancora diritto all'istruzione, ma che di fatto vedono chiusi i loro corsi di studio e chiedono il diritto di accesso all'istruzione. Saranno tollerati corsi di studio ritenuti adatti alle donne, invalidando percorsi di studio su cui le studentesse hanno investito anni e fatiche, ma soprattutto in cui avevano riposto le loro speranze.
Alcune testimonianze raccolte dal progetto Afghanistan 2030-Next Leaders, promosso da Cultura Italia e dall'organizzazione di volontariato A2030, offrono un importante spaccato di questa realtà, su cui possiamo e dobbiamo agire, in Italia, per le giovani donne pronte a ricominciare una nuova vita, e in Afghanistan, per le donne ancora in pericolo.
Tra le poche fortunate che sono riuscite a lasciare il Paese abbiamo accolto in Italia: laureata in infermieristica con tre anni di esperienza nel dipartimento vaccinazioni, che spera di poter proseguire la sua carriera in Italia; docente di informatica, esperta di linguaggio Java; informatica ricercatrice, che ha sviluppato uno studio; laureata in economia e studentessa del master in scienze economiche. E molte altre, delle quali purtroppo non possiamo fare il nome.
Con Afghanistan 2030-Next Leaders si sono individuate cinque differenti strategie di intervento, a seconda del target dei destinatari: studentesse, attiviste, docenti, professioniste e imprenditrici. Questo è un progetto importante, caratterizzato da una progettazione partecipata con i beneficiari degli interventi, sviluppando le loro richieste di intervento su temi e target ritenuti prioritari e sviluppando una rete di partenariato che agevoli il matching tra i profili selezionati e le opportunità di inserimento socio-economico, con il coinvolgimento del settore privato.
Per le studentesse e gli studenti che intendono proseguire gli studi si intercettino opportunità di borse di studio sostenendo i candidati nel percorso di selezione, immatricolazione e trasferimento territoriale, anche grazie al supporto di Refugee Welcome Italia. Per i docenti si avviino i contatti con gli atenei accoglienti, indicando l'opportunità di borse di ricerca e posizioni di visiting professor. Per le professioniste e le imprenditrici sia attivata una collaborazione con Migrants, per la validazione delle competenze pregresse (è importante questo) e per il matching con il mercato del lavoro; un accompagnamento all'imprenditoria migrante.
Sul fronte internazionale stiamo sostenendo studentesse e docenti titolari di borse di studio in Italia, ma le condizioni di ottenimento del visto non sono assolutamente favorevoli. L'attivazione di programmi di imprenditoria che abbiano come modello il commercio equo e solidale e di corsi universitari online sono tra gli obiettivi più ambiziosi che si vorrebbero realizzare. Per i profili più qualificati sarebbe inoltre possibile inviare aiuti attraverso il programma di Migrants e attivare dei corridoi di ingresso protetti attraverso il matching lavorativo con aziende ricercanti specifiche competenze.
I primi riscontri lasciano presagire che la strada intrapresa è quella giusta, tuttavia serve ancora un appello alle istituzioni. Ci sono persone bloccate da mesi in Pakistan: ad esempio - dico solo le iniziali - S. M., già titolare di una borsa di studio triennale totalmente finanziata, era nelle liste di espatrio già ad agosto e oggi vive nascosta in un rifugio a Kabul, dove a breve metterà al mondo suo figlio senza poter lasciare il suo nascondiglio.
Ci viene richiesto di lanciare un appello alle università (in Italia e non solo), affinché promuovano ancora borse di studio e di ricerca, così da consentire un canale legale di uscita dal Paese.
Rivolgo un appello anche alle confederazioni professionali affinché promuovano opportunità di inserimento qualificato, internship e opportunità di formazione e conversione dei titoli, ad esempio per le donne avvocato, giornaliste e attiviste dei diritti umani che sono ancora a Kabul.
Serve che i canali di aiuto della politica internazionale eleggano canali femminili di distribuzione degli aiuti. Siamo qui per portare la testimonianza di quest'associazione di donne che sono in Italia, ma che ci chiedono aiuto. (Applausi).
PRESIDENTE. Riscontro con preoccupazione - e devo segnalarlo al MoVimento 5 Stelle - l'assenza quest'oggi del senatore Mautone negli interventi di fine seduta, anche se ampiamente recuperata dal tempo utilizzato dalla senatrice Vanin.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 9 febbraio 2022
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 9 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 16,48).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Accoto, Auddino, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bottici, Campagna, Cattaneo, Centinaio, Cerno, D'Angelo, De Lucia, De Poli, Di Marzio, Ferrero, Floridia, Giacobbe, Lunesu, Lupo, Marin, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Ronzulli, Segre e Sileri.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Candiani, Nannicini, Pillon e Salvini.
Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione
La senatrice Barbara Masini, con lettera del 2 febbraio 2022, ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare Forza Italia Berlusconi Presidente - UDC e di aderire al Gruppo Misto.
La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che la senatrice Barbara Masini ha aderito, all'interno del Gruppo stesso, alla componente "+Europa - Azione".
Commissioni permanenti, variazioni nella composizione
La Presidente del Gruppo parlamentare Forza Italia Berlusconi Presidente - UDC, con lettera del 3 febbraio 2022, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti:
3a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Galliani, cessa di farne parte la senatrice Bernini;
8a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Boccardi;
10a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Boccardi, cessa di farne parte il senatore Galliani;
14a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Bernini.
Con lettera del 7 febbraio 2022, il Presidente del Gruppo parlamentare Italia Viva - P.S.I. ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti:
2a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Evangelista;
8a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Evangelista.
La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti:
5a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Sbrana;
9a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Sbrana.
Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, variazioni nella composizione
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 4 febbraio 2022, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, la deputata Maria Flavia Timbro e il deputato Fabio Berardini, in sostituzione rispettivamente della deputata Rossella Muroni e della deputata Silvia Benedetti.
Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, il deputato Andrea Casu in sostituzione del deputato Fausto Raciti, dimissionario.
Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto", variazioni nella composizione
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 26 gennaio 2022, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto" la deputata Cecilia D'Elia in sostituzione del deputato Andrea Frailis, dimissionario.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatore Di Nicola Primo
Modifiche al codice civile in materia di beni comuni e di contenuti del diritto di proprietà (2507)
(presentato in data 02/02/2022);
DDL Costituzionale
senatori La Russa Ignazio, Ciriani Luca, Rauti Isabella, Balboni Alberto, Barbaro Claudio, Calandrini Nicola, de Bertoldi Andrea, De Carlo Luca, Drago Tiziana Carmela Rosaria, Fazzolari Giovanbattista, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Malan Lucio, Maffoni Gianpietro, Nastri Gaetano, Petrenga Giovanna, Ruspandini Massimo, Totaro Achille, Urso Adolfo, Zaffini Francesco
Istituzione di un'Assemblea per la riforma della Costituzione in deroga all'articolo 138 della Costituzione (2508)
(presentato in data 03/02/2022);
senatrice Garavini Laura
Disposizioni relative all'istituzione di un congedo parentale a seguito di un aborto spontaneo o di una morte perinatale (2509)
(presentato in data 03/02/2022);
senatrice Fattori Elena
Norme per l'introduzione del salario minimo legale (2510)
(presentato in data 04/02/2022).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
CNEL
Modifiche alla legge 30 dicembre 1986, n. 936 (2420)
previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)
(assegnato in data 03/02/2022);
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
Sen. Parrini Dario
Modifiche al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico (2428)
previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 03/02/2022);
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
Dep. Pella Roberto ed altri
Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di limitazione del mandato dei sindaci e di controllo di gestione nei comuni di minori dimensioni, nonché al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità di incarichi negli enti privati in controllo pubblico (2462)
previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali
C.1356 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.2071, C.2240)
(assegnato in data 03/02/2022);
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Faraone Davide
Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di confisca di prevenzione e di informazioni interdittive antimafia (2477)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 03/02/2022);
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. De Petris Loredana
Nuove disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai coniugi e ai figli (2293)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 08/02/2022);
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Salvini Matteo ed altri
Modifiche al codice penale a tutela dell'incolumità pubblica, della salute collettiva e del decoro urbano in occasione dello svolgimento di raduni, cosiddetti rave party (2444)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni)
(assegnato in data 08/02/2022);
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Valente Valeria ed altri
Modifica dell'articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale (2466)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 08/02/2022);
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Salvini Matteo ed altri
Modifiche alla disciplina in materia di occupazione abusiva di immobile adibito a privata dimora (2484)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 08/02/2022);
5ª Commissione permanente Bilancio
Regione Lombardia
Disposizioni per l'istituzione di nuove Zone logistiche semplificate (ZLS). Modifiche alla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (2441)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 03/02/2022);
6ª Commissione permanente Finanze e tesoro
Sen. Pesco Daniele ed altri
Disciplina del godimento di immobili con patto di acquisto (1449)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 08/02/2022);
7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali
Sen. Verducci Francesco ed altri
Disposizioni per la promozione e il sostegno delle produzioni, della diffusione, della fruizione e dell'accesso alla creatività, alla cultura, alle arti performative e allo spettacolo e riconoscimento di luoghi e di spazi della cultura, della creatività e delle arti performative (2438)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 03/02/2022);
12ª Commissione permanente Igiene e sanità
Sen. Boldrini Paola
Istituzione del fisioterapista di comunità (2339)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 08/02/2022);
Commissioni 10ª e 13ª riunite
Sen. Trentacoste Fabrizio ed altri
Modifiche all'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, in materia di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (2354)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 03/02/2022).
In sede referente
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. Grasso Pietro
Modifiche all'ordinamento penitenziario in materia di concessione di benefici a condannati per determinati delitti (2465)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 08/02/2022);
3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione
Gov. Draghi-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Di Maio ed altri
Ratifica ed esecuzione dell'Emendamento n. 1 alla Convenzione generale di sicurezza sociale tra la Repubblica italiana e il Principato di Monaco del 12 febbraio 1982, fatto a Monaco il 10 maggio 2021 (2485)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)
(assegnato in data 03/02/2022);
6ª Commissione permanente Finanze e tesoro
CNEL
Delega al Governo per l'integrazione e l'attuazione dello statuto dei diritti del contribuente attraverso disposizioni ispirate ai princìpi generali delle tradizioni giuridiche comuni degli Stati membri dell'Unione europea e ai princìpi costituzionali sull'azione amministrativa, di sussidiarietà orizzontale fiscale, di certezza del diritto, di trasparenza, di tutela dell'affidamento, di partecipazione al procedimento, di motivazione, di chiarezza dei provvedimenti, di efficienza, di equità, di collaborazione e di buona fede (2421)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 03/02/2022).
Camera dei deputati, trasmissione di atti
Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 19 gennaio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, il documento approvato dalla III Commissione (Affari esteri) della Camera dei deputati, nella seduta dell'11 gennaio 2022, concernente la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio - Una nuova agenda UE-USA per il cambiamento globale (JOIN (2020) 22 final) (Atto n. 1085).
Governo, trasmissione di atti e documenti
Con lettere in data 26 e 31 gennaio 2022 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Viterbo (Viterbo), Tufino (Napoli), Grezzago (Milano), Pennapiedimonte (Chieti), Teano (Caserta), Jelsi (Campobasso), San Ferdinando di Puglia (Barletta Andria Trani), Perinaldo (Imperia) e Gravina di Puglia (Bari) .
Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, con lettera in data 19 gennaio 2022, ha inviato la relazione conclusiva della Commissione insediata presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri con compiti di studio, supporto e consulenza in materia di autonomia differenziata.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Atto n. 1070).
Il Ministro della salute, con lettere in data 28 e 31 gennaio 2022, ai sensi dell'articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, ha trasmesso:
i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 24 dicembre 2021, della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso l'ordinanza del 24 dicembre 2021, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Calabria e Friuli-Venezia Giulia", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 2021, n. 305 (Atto n. 1071);
i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 31 dicembre 2021, della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso l'ordinanza del 31 dicembre 2021, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Veneto e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2021, n. 310 (Atto n. 1072);
i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 7 gennaio 2022, della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso l'ordinanza del 7 gennaio 2022, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Valle d'Aosta", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 gennaio 2022, n. 5 (Atto n. 1073);
l'ordinanza del 7 gennaio 2022, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 gennaio 2022, n. 5 (Atto n. 1074);
l'ordinanza del 9 gennaio 2022, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio 2022, n. 6 (Atto n. 1075);
i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 14 gennaio 2022, della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto. Ha altresì trasmesso l'ordinanza del 14 gennaio 2022, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Veneto e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano" e "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Campania e Valle d'Aosta", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2022, n. 11 (Atto n. 1076);
l'ordinanza del 14 gennaio 2022, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2022, n. 10 (Atto n. 1077).
La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettere in data 20, 27 e 28 gennaio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, le seguenti procedure di informazione, attivate presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, concernenti rispettivamente:
la notifica 2022/0018/I relativa al «decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228 - Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi. Articolo 11 - Proroga di termini in materia di transizione ecologica, commi 1 e 2». La predetta documentazione è deferita alla 1a, alla 5a, alla 13a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 1079);
la notifica 2022/0036/I relativa al progetto recante «legge regionale 15 aprile 1999, n. 25 - "Principi generali della regione Toscana per le produzioni agricole ottenute con il metodo della produzione integrata - Fase agronomica" - Parte generale». La predetta documentazione è deferita alla 9a, alla 10a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 1080);
la notifica 2022/0042/I relativa all'«aggiornamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 maggio 2018 recante, tra l'altro, la "Regola tecnica sulle caratteristiche chimico fisiche e sulla presenza di altri componenti nel gas combustibile da convogliare", finalizzato a garantire la possibilità di interconnessione e l'interoperabilità dei sistemi del gas europei». La predetta documentazione è deferita alla 10a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 1081).
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 1° febbraio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, la relazione d'inchiesta relativa all'inconveniente grave occorso all'aeromobile B787-8 marche di identificazione LN-LND, in prossimità dell'aeroporto di Roma Fiumicino, in data 10 agosto 2019.
La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a Commissione permanente (Atto n. 1083).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 27 gennaio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, l'elenco degli importi che vengono conservati alla fine dell'anno finanziario 2021 e che potranno essere utilizzati nell'esercizio 2022 a copertura dei relativi provvedimenti legislativi.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Atto n. 1084).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi:
alla dottoressa Fiammetta Furlai, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;
alla dottoressa Antonietta D'Amato, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione;
ai dottori Gabriele Aulicino, estraneo all'amministrazione, Federico Filiani e Marcello Santorelli, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;
ai dottori Maria Condemi, Gennaro Gaddi, Anita Pisarro, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
alla dottoressa Stefania Cresti, Romolo de Camillis, Agnese De Luca, Tatiana Esposito, Alessandro Lombardi, Angelo Fabio Marano, Paolo Onelli, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 24 gennaio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 32, comma 7, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, la relazione sullo stato di attuazione delle misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative, aggiornata al 31 dicembre 2020.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Doc. CCXIII, n. 2).
Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con lettera in data 28 gennaio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 14 maggio 2019, n. 50, la relazione sull'attività svolta dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, corredata dalla relazione sulla sicurezza delle ferrovie e dalla relazione sulle reti ferroviarie isolate dal punto di vista funzionale, riferita all'anno 2020.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, all'8a Commissione permanente (Doc. CLXXX, n. 4).
Il Ministero della transizione ecologica, con lettera in data 28 gennaio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge 14 gennaio 2013, n. 10, la relazione concernente i risultati del monitoraggio sull'attuazione delle disposizioni con finalità di incremento del verde pubblico e privato e la prospettazione degli interventi necessari per l'attuazione della normativa di settore, predisposta dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, relativa all'anno 2020.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13a Commissione permanente (Doc. CCXV, n. 3).
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 24 gennaio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera k-bis), del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, la relazione sull'attività svolta dalle Fondazioni bancarie nell'anno 2020.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente (Doc. CLXXXI, n. 4).
Il Ministro della transizione ecologica, con lettera in data 20 gennaio 2021, ha inviato il Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli, di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, riferito agli 2019 e 2020.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13a Commissione permanente (Doc. CXXXVII, n. 3).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione 2003/17/CE del Consiglio per quanto riguarda il suo periodo di applicazione e l'equivalenza delle ispezioni in campo delle colture di sementi di cereali e delle colture di sementi di piante oleaginose e da fibre effettuate in Bolivia nonché l'equivalenza delle sementi di cereali e di piante oleaginose e da fibra prodotte in Bolivia (COM(2022) 26 definitivo), alla 9a Commissione permanente e, per il parere, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Piano d'azione per promuovere il trasporto ferroviario di passeggeri transfrontaliero e a lunga percorrenza (COM(2021) 810 definitivo), alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla terza relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della strategia dell'UE per l'Unione della sicurezza (COM(2021) 799 definitivo), alla 1a Commissione permanente e, per il parere, alla 2a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa all'estensione della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) ai Paesi terzi vicini (COM(2021) 820 definitivo), alla 8a Commissione permanente e, per il parere, alla 3a e alla 14a Commissione permanente;
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Adeguamento del quadro finanziario pluriennale in conformità all'articolo 7 del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (COM(2022) 80 definitivo), alla 5a Commissione permanente e, per il parere, alla 14a Commissione permanente.
Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 1° febbraio 2022, ha trasmesso le seguenti decisioni della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative a cause in cui la Repubblica italiana è parte o adottate a seguito di domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un'autorità giurisdizionale italiana, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 144-ter del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 14a Commissione permanente:
Sentenza della Corte (Seconda sezione) del 13 gennaio 2022, causa C-377/19, Benedetti Pietro e Angelo SS e altri contro Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. Settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari - Quote - Prelievo supplementare - Regolamento (CE) n. 1788/2003 - Consegne che superano il quantitativo di riferimento disponibile del produttore - Riscossione da parte dell'acquirente del contributo dovuto a titolo del prelievo supplementare - Restituzione del prelievo pagato in eccesso - Regolamento (CE) n. 595/2004 - Articolo 16 - Criteri di ridistribuzione del prelievo in eccesso (Doc. XIX, n. 144) - alla 2a e alla 9a Commissione permanente;
Sentenza della Corte (Seconda sezione) del 13 gennaio 2022, causa C-110/20, Regione Puglia contro Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e altri. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. Energia - Direttiva 94/22/CE - Condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi - Autorizzazione alla prospezione di idrocarburi in un'area geografica specifica per un determinato periodo di tempo - Aree contigue - Rilascio di più autorizzazioni allo stesso operatore - Direttiva 2011/92/UE - Articolo 4, paragrafi 2 e 3 - Valutazione dell'impatto ambientale (Doc. XIX, n. 145) - alla 2a, alla 10a e alla 13a Commissione permanente;
Sentenza della Corte (Seconda sezione) del 13 gennaio 2022, causa C-282-19, YT e altri contro Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e altro. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunale di Napoli. Politica sociale - Direttiva 1999/70/CE - Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato - Clausole 4 e 5 - Contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico - Insegnanti di religione cattolica - Nozione di "ragioni obiettive" per la giustificazione del rinnovo di simili contratti - Fabbisogno permanente di personale supplente (Doc. XIX, n. 146) - alla 2a, alla 7a e alla 11a Commissione permanente.
Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento
La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 28 del 12 gennaio 2022, depositata il successivo1° febbraio, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 53, secondo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale),nella parte in cui prevede che "[i]l valore giornaliero non può essere inferiore alla somma indicata dall'articolo 135 del codice penale e non può superare di dieci volte tale ammontare", anziché "[i]l valore giornaliero non può essere inferiore a 75 euro e non può superare di dieci volte la somma indicata dall'articolo 135 del codice penale".
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 2a Commissione permanente (Doc. VII, n. 137).
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 3 e 4 febbraio 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
dell'Istituto Italiano di Studi Germanici (IISG) per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 521);
della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI) per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 12a Commissione permanente (Doc. XV, n. 522);
dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 523);
dell'Accademia Nazionale dei Lincei, per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 524).
Regioni e province autonome, trasmissione di relazioni. Deferimento
Il Difensore civico della Regione autonoma Valle d'Aosta, con lettere 31 gennaio 2022, ha trasmesso:
in qualità di Garante per l'infanzia e l'adolescenza, ai sensi degli articoli 2-quater e 15 della legge regionale 28 agosto 2001, n. 17, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Atto n. 1078);
in qualità di Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, ai sensi degli articoli 2-ter e 15 della legge regionale 28 agosto 2001, n. 17, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Atto n. 1082).
Il Difensore civico della regione autonoma Valle d'Aosta, con lettera in data 31 gennaio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2021.
Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a Commissione permanente (Doc. CXXVIII, n. 28).
Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti
È pervenuto al Senato un voto della regione Emilia-Romagna per tenere alta l'attenzione su quanto sta succedendo in Afghanistan, sostenendo le iniziative di solidarietà, accoglienza e concreta vicinanza a tutti i livelli al popolo afghano e in particolare alle donne, alle ragazze e alle bambine.
Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (n. 77).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento
La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
in data 1° febbraio 2022:
la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa allo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto degli Stati membri, che abroga la decisione quadro 2006/960/GAI del Consiglio (COM(2021) 782 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto, già deferito per i profili di merito, è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 1° febbraio 2022;
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sullo scambio automatizzato di dati per la cooperazione di polizia ("Prüm II"), che modifica le decisioni 2008/615/GAI e 2008/616/GAI del Consiglio e i regolamenti (UE) 2018/1726, (UE) 2019/817 e (UE) 2019/818 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2021) 784 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto, già deferito per i profili di merito, è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 1° febbraio 2022;
la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela penale dell'ambiente, che sostituisce la direttiva 2008/99/CE (COM(2021) 851 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto, già deferito per i profili di merito, è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 1° febbraio 2022;
la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2011/61/UE e 2009/65/CE per quanto riguarda gli accordi di delega, la gestione del rischio di liquidità, le segnalazioni a fini di vigilanza, la fornitura dei servizi di custodia e di depositario e la concessione di prestiti da parte di fondi di investimento alternativi (COM(2021) 721 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 1° febbraio 2022. L'atto è stato altresì deferito, in pari data, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2015/760 per quanto riguarda il novero delle attività e degli investimenti ammissibili, gli obblighi in materia di composizione e diversificazione del portafoglio, l'assunzione in prestito di liquidità e altre norme sui fondi e per quanto riguarda gli obblighi relativi all'autorizzazione, alle politiche di investimento e alle condizioni di esercizio dei fondi di investimento europei a lungo termine (COM(2021) 722 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 1° febbraio 2022. L'atto è stato altresì deferito, in pari data, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
in data 2 febbraio 2022:
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica taluni regolamenti per quanto concerne l'istituzione e il funzionamento del punto di accesso unico europeo (COM(2021) 725 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 2 febbraio 2022. L'atto è stato altresì deferito, in pari data, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un punto di accesso unico europeo che fornisce un accesso centralizzato alle informazioni accessibili al pubblico pertinenti per i servizi finanziari, i mercati dei capitali e la sostenibilità (COM(2021) 723 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è stato deferito, in data 4 febbraio 2022, alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 2 febbraio 2022. L'atto è stato altresì deferito, in pari data, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
in data 4 febbraio 2022:
la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica talune direttive per quanto concerne l'istituzione e il funzionamento del punto di accesso unico europeo (COM(2021) 724 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 4 febbraio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14a;
la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell'edilizia (rifusione) (COM(2021) 802 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 4 febbraio 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 10a e alla 13a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 8a e 14a.
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
I senatori Iori, Pisani Giuseppe, Comincini e Cantù hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03047 delle senatrici Boldrini e Rizzotti.
Mozioni
LA MURA, DE PETRIS, NUGNES, MORONESE, MANTERO, LEZZI, MORRA, LANNUTTI, ABATE, GRANATO, GIANNUZZI, BOTTO, ANGRISANI, CORRADO, FATTORI, SBRANA, MININNO, CROATTI, ORTIS - Il Senato,
premesso che:
nel Green Deal la Commissione europea ha evidenziato la necessità di istituire un sistema unificato, a livello dell'UE, di classificazione delle attività sostenibili, con lo scopo di garantire una comprensione condivisa e olistica dell'ecosostenibilità delle attività e degli investimenti, nonché di creare norme e marchi per i prodotti finanziari sostenibili;
nel 2020 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il Regolamento (UE) 2020/852 (di seguito anche regolamento "Tassonomia"), che rappresenta uno strumento fondamentale ai fini dell'individuazione delle attività ecosostenibili e per la qualificazione dei relativi investimenti in termini di ecosostenibilità, nell'ottica di contrastare il fenomeno del greenwashing e indirizzare i flussi di capitale verso attività green;
l'art. 3 del regolamento stabilisce che un'attività economica è considerata ecosostenibile se sono soddisfatte le seguenti condizioni: contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più degli obiettivi ambientali indicati dall'art. 9 (mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso un'economia circolare, prevenzione e riduzione dell'inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi); non arreca un danno significativo a nessuno dei predetti obiettivi ambientali (principio del "do no significant harm"); è svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia previste all'articolo 18; è conforme ai criteri di vaglio tecnico fissati dalla Commissione europea;
l'art. 19 fissa i requisiti per i criteri di vaglio tecnico, tra i quali compare quello che impone che gli stessi si basino su prove scientifiche irrefutabili e sul principio di precauzione sancito dall'articolo 191 TFUE (art. 19, paragrafo 1, lett. f). Il principio di precauzione è un approccio alla gestione del rischio in virtù del quale, nell'ipotesi in cui una determinata politica o azione possa arrecare danno ai cittadini o all'ambiente e non vi sia ancora un consenso scientifico sulla questione, la politica o l'azione in questione non dovrebbe essere perseguita;
nel mese di aprile 2021 la Commissione UE ha pubblicato un pacchetto di misure, comprensivo anche dell'atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia europea. Nella comunicazione (COM (2021) 188 final) del 21 aprile 2021 la Commissione ha anticipato l'adozione di un atto delegato complementare relativo al gas naturale e all'energia nucleare;
con riferimento all'energia nucleare occorre precisare che nel marzo 2021 il Joint Research Centre (JRC), incaricato di verificare l'impatto della produzione di energia nucleare sugli altri obiettivi ambientali, secondo il principio "non arrecare un danno significativo", aveva pubblicato una relazione in cui si evidenziava che dalle analisi non era emersa alcuna evidenza scientifica comprovante che l'energia nucleare arrechi un danno maggiore alla salute dell'uomo o all'ambiente rispetto alle altre tecnologie per la produzione di energia elettrica già incluse nella tassonomia, in quanto attività che sostengono la mitigazione dei cambiamenti climatici;
tale relazione è stata successivamente sottoposta all'esame di altri due gruppi di esperti, quello di cui all'art. 31 del Trattato Euratom e il Comitato scientifico dei rischi sanitari, ambientali ed emergenti;
il Comitato ha formulato una serie di rilievi critici circa l'inclusione del nucleare nella tassonomia. Più nel dettaglio, esso ha rilevato che «ci sono diversi risultati in cui il rapporto è incompleto e richiede di essere rafforzato con ulteriori prove o con considerazioni approfondite», e che in molti casi la valutazione degli impatti è stata fatta per comparazione ad altre tecnologie, modalità insufficiente ad assicurare l'assenza di danni significativi;
inoltre, in merito all'inquinamento, il Comitato ha osservato che il numero degli studi richiamati a supporto della valutazione è inadeguato a comprovare le conclusioni, e in merito al rischio di incidenti gravi, che gli stessi rimarranno indipendentemente dall'incidenza delle garanzie regolamentari per attuare misure di prevenzione e che i rischi dovuti agli incidenti nucleari permangono indipendentemente dalle misure di mitigazione. Infine, quanto allo stoccaggio a lungo termine dei rifiuti radioattivi, il Comitato ha rilevato che resta una questione aperta con notevoli incertezze;
si è aperto un acceso dibattito tra gli Stati membri e nell'ambito della comunità scientifica in merito alla possibilità di includere l'energia nucleare nella tassonomia;
nei primi giorni di dicembre 2021 è stato pubblicato il Regolamento delegato (UE) 2021/2139, che integra il regolamento sulla tassonomia, e che fissa i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un'attività economica contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici o all'adattamento ai cambiamenti climatici e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale. Il regolamento non include nella tassonomia il gas naturale e l'energia nucleare;
tuttavia, il 31 dicembre 2021 la Commissione ha pubblicato una bozza di atto delegato secondo la quale i progetti nucleari con permesso di costruzione rilasciato entro il 2045 sarebbero idonei ad attrarre investimenti privati, purché in grado di prevedere piani per la gestione delle scorie radioattive e per il decommissioning delle centrali nucleari. Allo stesso tempo, sarebbero ammissibili anche i progetti sul gas con autorizzazioni rilasciate entro il 2030, purché soddisfino una serie di condizioni, come emissioni inferiori a 270 grammi di CO? equivalente per kWh;
la bozza è stata inviata agli Stati membri e agli esperti della Piattaforma sulla finanza sostenibile per acquisire contributi entro il termine del 12 gennaio 2022, poi posticipato al 21 gennaio;
in data 21 gennaio 2022 la Piattaforma sulla finanza sostenibile ha pubblicato il documento "Response to the Complementary Delegated Act", in cui si evidenzia che il nucleare non rispetta il principio "do no significant harm", e, quindi, deve essere escluso dalle tecnologie green. Inoltre, secondo la Piattaforma, il gas potrebbe rientrarvi solo se rispettasse il criterio dei 100 gr di CO2 al KWh e non quello dei 270 gr, come proposto nella bozza della Commissione;
preoccupa la dichiarazione rilasciata in un'intervista al "Frankfurter Allgemeine Zeitung" dalla commissaria responsabile del dossier, Mairead McGuinness, secondo la quale la Commissione europea adotterà il 2 febbraio 2022 il regolamento che include gas e nucleare nella tassonomia, e sono possibili solo "piccole modifiche" rispetto alla bozza del 31 dicembre 2021;
la Germania, l'Austria, la Spagna, la Danimarca e il Lussemburgo si sono espressi in senso nettamente contrario all'inclusione del nucleare e del gas nella tassonomia, e alcuni di essi hanno minacciato di ricorrere alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Altri Paesi, tra cui la Francia, sono, invece, favorevoli a tale inclusione;
considerato che:
il nostro Paese, almeno fino ad oggi, non ha espresso una decisa opposizione all'inserimento del gas naturale e del nucleare nella tassonomia. Questa posizione è, a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo, particolarmente grave, considerati gli esiti dei referendum sulla produzione di energia nucleare, i rischi connessi a tale produzione, i tempi e i costi di gestione dei rifiuti radioattivi che si trovano sul nostro territorio;
inoltre, nel quotidiano on line "Il Fatto Quotidiano" del 25 gennaio 2022 è riportata la notizia secondo la quale il Governo italiano avrebbe valutato troppo bassi i limiti stabiliti dalla bozza del 31 dicembre 2021 per qualificare come green gli impianti che producono gas. Si legge che «Secondo l'Italia la soglia di emissione di Co2/kWh dovrebbe essere alzata a 340 grammi, oppure si dovrebbe consentire di mantenere una media annuale di 750 chilogrammi di Co2/kWh calcolata su vent'anni»;
la produzione di energia nucleare è stata oggetto di due referendum abrogativi, nel 1987 e nel 2011, attraverso i quali i cittadini hanno espresso chiaramente la volontà di non produrre energia nucleare. Sotto il profilo formale, si ricorda che il referendum abrogativo è considerato un «atto-fonte dell'ordinamento dello stesso rango della legge ordinaria» (Corte costituzionale 3 febbraio 1987 n. 29) e il suo esito è rinforzato dal divieto (ricavato dall'articolo 75 della Costituzione) di ripristino delle norme abrogate a seguito di un'iniziativa referendaria (Corte costituzionale 17 luglio 2012 n. 199);
oltre che in ragione dei citati esiti referendari, il nostro Paese dovrebbe osteggiare ogni iniziativa tesa a sostenere la produzione di energia nucleare per i gravissimi rischi per l'ambiente e la salute connessi alla produzione dell'energia nucleare. Sarebbe sufficiente ricordare l'incidente avvenuto a Chernobyl per comprendere quanto sia pericoloso produrre energia nucleare, e anche laddove non si volesse considerare questa catastrofe, basterebbe considerare tutte le questioni attinenti alla gestione dei rifiuti radioattivi;
l'Italia ha prodotto energia nucleare per poco tempo, eppure l'attività di decommissioning e la gestione dei rifiuti radioattivi non si sono ancora concluse;
secondo gli ultimi dati disponibili (riferiti a dicembre 2019), in Italia ci sono 31.000 metri cubi di rifiuti radioattivi collocati in 24 impianti distribuiti su 16 siti in 8 Regioni. Si tratta di impianti e siti di stoccaggio provvisori a cui si è fatto ricorso per necessità, ma che sono assolutamente inidonei a mantenere in sicurezza materiali radioattivi. Si consideri, ad esempio, il caso di Saluggia, dove in un punto a ridosso della Dora Baltea ed a soli tre chilometri dalla confluenza con il Po, sono collocati tre impianti diversi (Eurex, LivaNova ed il deposito Avogadro), esposti a rischio di inondazioni, e in cui sono stoccati i rifiuti con la carica radioattiva più elevata;
più nel dettaglio, dei 31.000 metri cubi di materiali presenti in Italia, circa 14.000 sono classificati ad "attività molto bassa", 12.500 di "bassa attività", 3.000 a "media attività" e 1.400 a "vita molto breve". A questi numeri, però, occorrerà aggiungere i rifiuti radioattivi ad alta attività che torneranno in Italia dopo il ritrattamento all'estero del combustibile esausto proveniente dagli ex impianti nucleari italiani, e quelli di media attività che si verranno a generare dalle attività di smantellamento degli impianti nucleari italiani dismessi nel nostro Paese;
sul territorio nazionale ci sono anche elementi di combustibile radioattivo di provenienza extranazionale. Infatti, nell'impianto ITREC tra il 1968 e il 1970 sono stati trasferiti 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio provenienti dal reattore sperimentale Elk River (Minnesota). In seguito, sono state condotte ricerche sui processi di ritrattamento e ri-fabbricazione del ciclo uranio-torio per verificare l'eventuale convenienza tecnico-economica rispetto al ciclo del combustibile uranio-plutonio normalmente impiegato. Dello smaltimento dei relativi rifiuti radioattivi si dovrà fare carico l'Italia, salvo che sia concordato il trasferimento negli USA;
in Italia è prevista la realizzazione di un deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività e per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi a media e alta attività, che dovranno essere successivamente trasferiti in un deposito geologico idoneo alla loro sistemazione definitiva. L'investimento complessivo di circa 900 milioni di euro per la realizzazione del Deposito nazionale e del Parco tecnologico sarà finanziato dalla componente tariffaria A2RIM (ex componente A2) della bolletta elettrica, che già oggi copre i costi dello smantellamento degli impianti nucleari;
si stima che ad oggi il prelievo sulla bolletta elettrica per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e di smantellamento delle centrali nucleari ammonti a 4 miliardi di euro;
quanto allo stato della procedura inerente alla realizzazione del Deposito nazionale, si evidenzia che in data 14 gennaio 2022 si è conclusa la seconda fase di invio delle osservazioni e proposte tecniche nell'ambito della consultazione pubblica sulla localizzazione dello stesso e del Parco tecnologico (DNPT);
occorre realizzare quanto prima il Deposito nazionale per assicurare la gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi e completare tempestivamente le attività di decommissioning. Tanto si evince anche dalla "Relazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia e sulle attività connesse" (Doc. XXIII, n. 9) del 30 marzo 2021 della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, che ha rilevato gravi ritardi sia nell'iter per la costruzione del deposito che nelle attività di decommissioning degli impianti;
nella relazione si legge che «È certamente nota, soprattutto a chi si occupa della gestione dei rifiuti radioattivi e della disattivazione degli impianti, l'esigenza prioritaria di dar corso quanto prima alla realizzazione del Deposito nazionale per lo stoccaggio temporaneo del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi a media e alta attività, nonché per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività»;
come emerge da quanto riportato non vi è alcuna convenienza economica, né in termini di tutela dell'ambiente e della salute a sostenere investimenti e più in generale iniziative a favore della produzione di energia nucleare;
considerato, inoltre, che:
l'inclusione del gas e del nucleare nell'ambito della tassonomia confliggono con il principio "non arrecare un danno significativo", oltre che con quanto stabilito dall'art. 19 del regolamento sulla tassonomia, ai sensi del quale, come anticipato, i criteri di vaglio tecnico devono basarsi su prove scientifiche irrefutabili e rispettare il principio di precauzione;
tale inclusione pregiudica completamente il sistema originariamente concepito dall'UE per orientare gli investimenti verso attività e progetti green nell'ottica di conseguire gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Infatti, qualificare la produzione di energia nucleare e il ricorso al gas naturale come attività ecosostenibili, comporta il rischio di sottrarre risorse ad attività e progetti effettivamente "puliti" per destinarli ad attività che sono inquinanti, e, nel caso del nucleare, addirittura pericolose;
inoltre, qualora la bozza del 31 dicembre fosse confermata, la tassonomia da strumento di contrasto al greenwashing si trasformerebbe in strumento di attuazione del greenwashing, perché consentirebbe di considerare ecosostenibili attività che non lo sono, rendendo assolutamente fittizia la trasparenza delle informazioni a disposizione degli investitori;
in una lettera aperta del 12 gennaio l'Institutional Investors Group on Climate Change (IIGC) ha invitato la Commissione a non includere il gas naturale nella lista degli investimenti ecosostenibili, per non compromettere il ruolo dell'Unione come leader nella finanza sostenibile;
la qualificazione della produzione di energia nucleare e il ricorso al gas come attività green non appare in linea con la necessità impellente di tutelare gli ecosistemi naturali, come descritta nella Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e neppure con il concetto di One Health pure sostenuto dall'UE,
impegna il Governo:
1) a manifestare nettamente il proprio dissenso all'inclusione dell'energia nucleare e del gas naturale nella tassonomia, e ad assumere ogni iniziativa utile affinché siano esclusi dalla stessa;
2) in ossequio agli esiti dei referendum abrogativi del 1987 e del 2011, ad astenersi da ogni iniziativa volta a consentire nuovamente lo sfruttamento e l'impiego dell'energia nucleare in Italia, e, quindi, anche ad escludere che nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) in fase di revisione siano contemplate tali attività;
3) a garantire che l'iter di realizzazione del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico si concluda rapidamente, sempre nel rispetto delle esigenze di partecipazione, e che le attività di decommissioning degli impianti non subiscano ulteriori ritardi, con addebito dei relativi costi sui cittadini;
4) ad aprire un confronto con gli USA al fine di stabilire che gli 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio, 20 dei quali sono stati ritrattati, provenienti dalla centrale nucleare americana di Elk River, presenti presso l'ITREC, tornino negli USA.
(1-00452)
BINETTI, GALLONE, CRAXI, TOFFANIN, CALIGIURI, FERRO, DE BONIS, PAPATHEU, GALLIANI, BERARDI, BOCCARDI, CANGINI, RIZZOTTI, SICLARI, VONO, BARBONI, VITALI, MALLEGNI, MANGIALAVORI, DE SIANO, STABILE, SCIASCIA, MESSINA Alfredo, AIMI, DE POLI - Il Senato,
premesso che:
è allarme per l'aumento di casi di tumore, soprattutto in fase avanzata, a causa degli incolmabili e continui ritardi negli screening, nelle diagnosi, negli interventi chirurgici e nelle cure accumulati in 24 mesi di pandemia; per tale motivo, occorre subito un vero e proprio "piano straordinario di recupero per l'oncologia";
nel biennio 2020-2021 sono state 13 milioni le visite specialistiche sospese a causa del COVID-19: per alcune patologie una diagnosi è salvavita;
l'Associazione italiana di oncologia medica fotografa lo stato dell'oncologia nel Paese e avverte: "Senza un'adeguata programmazione, con assegnazione di risorse e personale, le oncologie non saranno in grado di affrontare l'ondata di casi in fase avanzata stimati nei prossimi mesi e anni";
secondo le stime riportate da AIOM, nel 2020, le nuove diagnosi di neoplasia si sono ridotte dell'11 per cento rispetto al 2019, i nuovi trattamenti farmacologici del 13 per cento, gli interventi chirurgici del 18 per cento; gli screening relativi ai tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto hanno registrato una riduzione pari a due milioni e mezzo di esami; le diagnosi mancate sono state oltre 3.300 per il tumore del seno, circa 1.300 per quello del colon-retto;
per uscire da questa situazione occorre una programmazione a breve, medio e lungo termine che recuperi i ritardi e incrementi l'attività oncologica ospedaliera e territoriale;
nell'ambito della giornata mondiale per il cancro, FAVO ha messo in evidenza la crescente fragilità dei malati di cancro documentata dall'indagine sui costi sociali, realizzata in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori di Milano e l'istituto "Pascale" di Napoli nel 2018. In particolare, il sondaggio ha dimostrato che annualmente ogni malato spende di tasca propria oltre 1.800 euro (di cui 600 per spese di trasporto e alloggio, 260 per esami diagnostici e 150 per chirurgia ricostruttiva) e che le categorie più fragili devono di fatto rinunciare a bisogni altrettanto prioritari quali quelli del sostegno psicologico e della riabilitazione oncologica multidisciplinare, condizione indispensabile per una piena guarigione, anche sociale, dal cancro;
in Europa nel 2020 sono stati 2,7 milioni i casi di cancro diagnosticati e 1,3 milioni di persone, tra cui oltre 2.000 giovani, hanno perso la vita a causa di questa malattia. Si prevede che i casi di cancro aumenteranno del 24 per cento entro il 2035, diventando la principale causa di morte nella UE;
per tali ragioni, anche in linea con la cancer mission che si pone l'obiettivo di salvare entro il 2030 più di 3 milioni di vite, il 3 febbraio 2020 è stato approvato il piano europeo di lotta contro il cancro che riconosce la necessità di un rinnovato impegno per affrontare l'intero decorso della malattia, comprese le rilevanti implicazioni sociali connesse; il documento europeo è strutturato intorno a 4 ambiti di intervento fondamentali: 1) prevenzione; 2) individuazione precoce della malattia; 3) diagnosi e trattamento; 4) qualità della vita dei pazienti oncologici e delle persone guarite dal cancro. Ogni ambito è articolato in obiettivi strategici, a loro volta sostenuti da 10 "iniziative faro" e da molteplici azioni di sostegno, con un finanziamento previsto di 4 miliardi di euro;
il 27 ottobre 2020 la prima firmataria del presente atto di indirizzo ha presentato la mozione 1-00289, incentrata sul paziente oncologico e sulle sue esigenze in tempi di pandemia; la mozione impegnava il Governo ad approvare con immediatezza il nuovo piano oncologico nazionale con l'indicazione chiara di obiettivi, azioni, tempistiche e finanziamenti in linea con quanto fatto nel piano oncologico europeo;
il 13 aprile 2021, nel corso della 314a seduta pubblica del Senato, l'Assemblea ha approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo su 15 punti concreti, uno dei quali, assolutamente fondamentale, era l'approvazione del nuovo piano oncologico nazionale;
il 3 agosto 2021, nel corso dell'esame del decreto-legge n. 82 recante disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza (AS 2336), il Senato ha approvato l'ordine del giorno G10.105 (testo 2) a firma Binetti, avente ad oggetto la stretta relazione tra il nuovo piano oncologico nazionale e l'approccio verso una medicina fortemente digitalizzata e ad alta complessità tecnologica;
ad oggi, tuttavia, in Italia il piano oncologico nazionale è bloccato; né si conoscono gli intendimenti del Governo in relazioni a tempi, modalità di adozione e risorse che verranno impiegate per la sua implementazione, anche in riferimento al PNRR;
la Corte dei conti nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021 ha rilevato che, a fronte di numerose misure introdotte nel 2020 e volte a incidere sugli aspetti più problematici dell'assistenza, soltanto alcune hanno fatto registrare buoni risultati: il reclutamento di personale sanitario a tempo indeterminato e l'incremento dei posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva. Limitato, invece, il grado di attuazione di altre misure, quali l'utilizzo degli infermieri di comunità, l'inserimento degli assistenti sociali e degli psicologi, o l'attivazione delle centrali operative regionali. Incerti anche i risultati sul fronte del potenziamento dell'assistenza domiciliare o del recupero dell'attività ordinaria sacrificata nei mesi dell'emergenza, che rappresenta forse il maggior onere che la pandemia obbliga ora ad affrontare,
impegna il Governo:
1) a realizzare uno piano straordinario di recupero per l'oncologia per colmare i ritardi causati dall'emergenza pandemica;
2) a superare con immediatezza il blocco attualmente esistente nell'approvazione del nuovo piano oncologico nazionale, i cui lavori dovevano essere conclusi a settembre 2021, secondo le dichiarazioni del sottosegretario Sileri;
3) ad assicurare il monitoraggio della concreta attuazione del piano, delle azioni, dei contenuti programmatici previsti e dei finanziamenti, con una vera e propria cabina di regia e un adeguato sistema di monitoraggio specifico per l'oncologia;
4) a valutare quanto rilevato dalla Corte dei conti nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021 e cioè che deve essere definita con estrema chiarezza una governance per l'attuazione del PNRR in ambito sanitario, e quindi a maggior ragione per quanto riguarda l'oncologia, al fine di: a) assegnare le risorse alle singole iniziative progettuali; b) garantire l'armonizzazione delle singole progettualità agli indirizzi di programmazione, europea e nazionale; c) distribuire di conseguenza le responsabilità della realizzazione dei progetti tra i diversi attori istituzionali e i livelli di governo coinvolti; d) predisporre un sistema di indicatori e scadenze ad hoc per il controllo dell'avanzamento dei progetti, compatibili con il piano operativo imposto dalla UE; e) monitorare il raggiungimento di obiettivi nazionali e regionali, tra loro coordinati; f) promuovere l'attivazione dei poteri sostitutivi già previsti dall'articolo 12 del decreto-legge n. 77 del 2021; g) promuovere interventi normativi e regolatori per il settore nell'ottica di adeguare, anche sul piano normativo, il SSN ai nuovi bisogni;
5) a superare lo stallo dei lavori per la realizzazione della rete nazionale dei tumori rari, varando con immediatezza il decreto ministeriale triennale per il rinnovo del coordinamento funzionale della rete, scaduto il 3 maggio 2021 (in accordo con l'intesa Stato-Regioni per la realizzazione della rete nazionale dei tumori rari del 21 settembre 2017);
6) a sollecitare la conclusione dei lavori dell'Osservatorio per il monitoraggio e la valutazione delle reti oncologiche regionali (delibera AGENAS del 2 agosto 2019, in attuazione di quanto disposto dall'accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2019) per assicurare la governance delle reti oncologiche esistenti e il completamento di quelle ancora in fase di realizzazione;
7) a modificare la normativa italiana sulla scorta delle misure previste dalla nuova legislazione farmaceutica europea, con l'approvazione di contestuali provvedimenti sul piano sia regolatorio che legislativo, al fine di migliorare l'accesso ai farmaci essenziali e all'innovazione.
(1-00453)
GIROTTO, FERRARA, TRENTACOSTE, LANZI, ROMAGNOLI, L'ABBATE, ENDRIZZI, DE LUCIA, PAVANELLI, CORBETTA, ROMANO, CROATTI, VANIN, MONTEVECCHI, GUIDOLIN, LEONE - Il Senato,
premesso che:
a causa di problematiche sistemiche come il riscaldamento globale e di singole emergenze, come l'epidemia dovuta al diffondersi del virus SARS-CoV-2, l'umanità si trova di fronte alla necessità, oggi più che mai, di reperire i fondi necessari e adottare le conseguenti azioni comuni al fine di affrontare le sfide che tali problematiche ed emergenze presentano;
a tal fine, 50 premi Nobel in differenti discipline, presidenti di istituzioni scientifiche, leader politici e di organizzazioni non governative, inclusi i premi Nobel Giorgio Parisi e Carlo Rubbia, nonché i presidenti dell'Accademia dei Lincei, Roberto Antonelli e dell'Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, Annibale Mottana, hanno firmato un appello denominato "Global peace dividend" (Dividendo della pace mondiale), nato su iniziativa del fisico Carlo Rovelli e del ricercatore Matteo Smerlak, contenente una richiesta rivolta a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite di negoziare un accordo finalizzato a ridurre le loro spese militari del 2 per cento ogni anno per 5 anni. Ciò, secondo i calcoli dei proponenti, libererebbe fondi per 1.000 miliardi di dollari entro il 2030;
i firmatari propongono di utilizzare tali risorse impegnandone la metà per il finanziamento di un fondo globale, da spendere sotto la supervisione delle Nazioni Unite, per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, dalle pandemie e dalla povertà estrema. La rimanente metà rimarrebbe a disposizione dei singoli governi;
il 7 luglio 2017 è stato adottato da una conferenza delle Nazioni Unite il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (Treaty on the prohibition of nuclear weapons, TPNW). Esso è il primo trattato internazionale legalmente vincolante per gli Stati parte, che ha l'obiettivo di realizzare una completa proibizione delle armi nucleari, rendendole illegali. Il trattato è entrato in vigore il 22 gennaio 2021, 90 giorni dopo il deposito del cinquantesimo strumento di ratifica. Il numero di Stati che l'hanno attualmente firmato è pari a 86, 59 dei quali hanno già provveduto alla ratifica. L'Italia non figura tra i firmatari del TPNW;
a pochi giorni dal primo anniversario dell'entrata in vigore del trattato numerose associazioni di volontariato, firmatarie del documento "Per una repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari", hanno espresso sostegno alla proposta del "Global peace dividend";
tenuto conto che:
secondo dati elaborati e pubblicati dallo Stockholm international peace research institute, la spesa militare mondiale è quasi raddoppiata dal 2000 al 2020, passando da poco più di 1.000 miliardi a oltre 2.000 miliardi di dollari;
nella legge di bilancio per il 2022 sono state previste, per il nostro Paese, spese militari pari a 25,8 miliardi di euro, un record assoluto, naturale risultato dei continui aumenti nell'ultimo quinquennio. Una riduzione del 2 per cento di tali spese per il solo 2022 comporterebbe un risparmio pari a ben 516 milioni di euro,
impegna il Governo:
1) ad adottare provvedimenti volti alla riduzione del 2 per cento annuo delle spese militari italiane per il quinquennio 2022-2026, in linea con quanto previsto dall'iniziativa Global peace dividend;
2) ad attivarsi, nelle opportune sedi internazionali e attraverso i canali diplomatici, per sensibilizzare gli altri Stati membri delle Nazioni Unite alla necessità e urgenza di ridurre le spese militari di ciascuno, al fine di raggiungere gli obiettivi delineati dall'iniziativa Global peace dividend, facendosi anche promotore di iniziative di confronto internazionali volte alla realizzazione di tale traguardo;
3) a firmare il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW) fatto a New York il 7 luglio 2017 e, conseguentemente, a presentare tempestivamente alle Camere il disegno di legge necessario alla sua ratifica.
(1-00454)
LONARDO, QUAGLIARIELLO, ROMANI, BIASOTTI, BERUTTI, CAUSIN, FANTETTI, PACIFICO, ABATE - Il Senato,
premesso che:
i cosiddetti bonus e superbonus edilizi hanno svolto e svolgono tuttora un ruolo importante nella ripresa economica delineata per il post pandemia, configurandosi quale volano in grado di attivare importanti filiere produttive e occupazionali. Stime di settore parlano di una incidenza del 15,2 per cento di crescita del PIL tra gennaio e settembre 2021 nel comparto delle costruzioni;
componente rilevante del successo delle suddette agevolazioni in termini di numero di fruitori e di volumi economici movimentati è stata la possibilità di optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, in luogo della detrazione fiscale, per le spese sostenute per gli interventi coperti dai superbonus. Tale facoltà ha infatti consentito l'accesso alle misure anche ai soggetti privi, al momento dell'avvio dei lavori, di disponibilità economica o capienza nel reddito tassabile;
la legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021) ha previsto la proroga delle diverse scadenze collegate ai vari bonus e superbonus edilizi, confermando lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta come opzioni alternative alle detrazioni;
considerato che per fronteggiare fenomeni di frodi e abusi perpetrati da imprese e general contractor di dubbia etica, denunciati dall'Agenzia delle entrate, il cosiddetto "Decreto Sostegni-ter" ha imposto drastiche limitazioni, prevedendo che la cessione del credito per i bonus edilizi possa avvenire una sola volta, senza possibilità di replica da parte degli operatori tecnici coinvolti nel complesso procedimento. Analoga decisione è stata assunta per quanto riguarda lo sconto in fattura;
rilevato che:
è certamente condivisa e condivisibile l'esigenza di contrastare frodi e abusi nell'utilizzo di questi strumenti di agevolazione fiscale e rilancio economico e occupazionale;
se perpetrata con misure improvvise e generalizzate, impattante addirittura su contratti già in essere, l'iniziativa di contrasto all'illegalità rischia tuttavia di paralizzare ogni attività lecita, non solo vanificando le potenzialità delle agevolazioni in termini di indotto economico, ma causando grave nocumento in ragione di investimenti già effettuati nonché sperequazioni sociali nell'accesso ai bonus edilizi;
osservato che:
le nuove limitazioni si aggiungono a un quadro di complicazioni burocratiche, di rincaro dei prezzi e di difficoltà nel reperimento delle materie prime, impattando peraltro su lavori avviati o programmati per i quali, anche alla luce delle difficoltà menzionate, le imprese avevano già sostenuto investimenti in manodopera e approvvigionamento di materiali, perdendo ora la certezza di vedere i crediti ceduti dai propri clienti accettati dagli istituti di credito;
secondo le stime di Confartigianato, le nuove misure introdotte, e in generale il quadro di incertezza e "volatilità" normativa che ha visto il cosiddetto "superbonus 110%" essere soggetto a ben 9 interventi di modifica nell'arco di 20 mesi, metterebbero a rischio le assunzioni di 127.000 lavoratori già previste dalle imprese del settore per il primo trimestre del 2022;
concluso che come denunciato dai ripetuti allarmi da parte delle organizzazioni di categoria e delle associazioni e degli ordini professionali, le nuove misure rischiano di penalizzare, più che gli autori delle frodi, coloro che hanno operato e programmato nella legalità, nei binari delle possibilità offerte dalla legge,
impegna il Governo a porre in essere ogni iniziativa utile volta a impedire che il giusto e doveroso contrasto alle illegalità non si traduca in una paralisi di un settore trainante per la ripresa produttiva e occupazionale e in un ingiusto danno per i fruitori e per le aziende che hanno già compiuto programmazioni e investimenti ostacolati da un cambio delle regole in corsa, rivedendo a tal fine le decisioni assunte, o quantomeno differendone per i contratti già in essere l'efficacia per un tempo congruo, stimabile in un sette mesi, e sostenendo proposte avanzate nella medesima direzione in ambito parlamentare.
(1-00455)
Interrogazioni
CALIENDO, MODENA, DAL MAS, DAMIANI, MALLEGNI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
la variante "Omicron" del virus COVID-19, più contagiosa rispetto alle precedenti, ha contribuito in quest'ultimo mese all'aumento dei casi;
ciò ha determinato, di conseguenza, un maggiore ricorso all'effettuazione dei tamponi rapidi e di quelli molecolari, presso le farmacie e presso le strutture sanitarie, costringendo i cittadini a tempi lunghi di attesa e a lunghe code;
consta agli interroganti che in alcuni comuni, alcune strutture convenzionate applichino prezzi disomogenei ed eccessivi per l'effettuazione dei tamponi molecolari (in alcuni casi anche fino al doppio del costo normale), come si sta verificando a Milano e a Roma;
i tamponi molecolari, garantendo risultati sicuri, sono quelli maggiormente consigliati a chi deve sottoporsi a controlli frequenti, ma anche a chi avverte sintomi di possibile contagio;
giova ricordare che il decreto-legge n. 105 del 2021, stante la necessità di effettuare un quantitativo maggiore di test, all'articolo 5 ha introdotto un prezzo calmierato per i test antigenici rapidi eseguiti in farmacia e nelle strutture sanitarie autorizzate e in quelle accreditate o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni ad effettuare test antigenici rapidi e che a tal fine sono stati definiti protocolli con le farmacie e le altre strutture sanitarie;
il termine della disposizione, fissato inizialmente dal decreto-legge n. 105 al 30 settembre 2021, poi prolungato fino al 30 novembre 2021 dalla legge di conversione n. 126 del 2021, è stato successivamente esteso dal 30 novembre al 31 dicembre 2021 dall'articolo 4 del decreto-legge n. 127 del 2021;
in particolare, il decreto-legge n. 105 del 2021, all'articolo 5, ha impegnato le farmacie e le strutture sanitarie aderenti ad effettuare test antigenici rapidi al prezzo calmierato di 15 euro, prevedendo al contempo una tariffa scontata pari ad 8 euro per i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni, stabilendo per le farmacie, in caso di inosservanza, le relative sanzioni amministrative (pagamento di una somma dai 1.000 ai 10.000 euro e chiusura dell'attività della farmacia per una durata non superiore a cinque giorni, tenendo conto delle esigenze della continuità del servizio di assistenza farmaceutica);
da ultimo, il decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, recante proroga dello stato d'emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19, attualmente all'esame di questo ramo del Parlamento, all'articolo 9 reca la proroga al 31 marzo 2022 (termine di cessazione dello stato di emergenza) della somministrazione a prezzi contenuti di test antigenici rapidi per la rilevazione di antigene SARS-CoV-2, stabilendo l'obbligo, per le farmacie e per le strutture sanitarie autorizzate e per quelle accreditate o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni ad effettuare test antigenici rapidi, di applicare il prezzo calmierato secondo le modalità stabilite nei protocolli a tal fine definiti;
per l'effettuazione del tampone molecolare non ci sono indicazioni a livello nazionale di prezzi calmierati. Possono tuttavia esserci a livello regionale, come ad esempio nel Lazio, che ha definito una tariffa massima di 60 euro;
attualmente, in media il costo per un tampone molecolare è di circa 72 euro con variazioni di prezzo che vanno dai 35 euro della Campania ai 90/120 euro della Lombardia;
trattasi di costi che incidono in maniera rilevante specie sulle famiglie più numerose, indotte ad un controllo di tutti i componenti quando uno risulti contagiato,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato in premessa;
se si stiano valutando iniziative per calmierare il prezzo dei tamponi molecolari e renderlo omogeneo su tutto il territorio nazionale, soprattutto nei casi in cui si sia impossibilitati a usufruire delle strutture pubbliche.
(3-03054)
SBROLLINI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 gennaio 2022, concernente l'individuazione delle esigenze essenziali e primarie per il soddisfacimento delle quali non è richiesto il possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19, vengono stabiliti nuovi criteri per accedere a locali chiusi, al fine di limitare la diffusione dei contagi;
l'art. 1 di tale decreto ricomprende i servizi collegati alla tutela della salute, nell'ambito dei servizi e delle attività che si svolgono al chiuso, per far fronte alle esigenze essenziali e primarie della persona, alle quali si può accedere senza dover rispettare le disposizioni restrittive;
considerato che:
i servizi di assistenza sociale messi a disposizione dalle amministrazioni comunali vengono svolti anche sul territorio, ma trovano una sistemazione logistica soprattutto all'interno di edifici comunali;
le persone che utilizzano questi servizi sono spesso soggetti con varie problematiche psico-fisiche, economiche e relazionali;
tali utenti non sempre sono in grado di portare a compimento il percorso di vaccinazione e spesso non sono autosufficienti nelle competenze e nei mezzi per ottenere un green pass da esibire;
considerato anche che gli assistenti sociali sono obbligati a incontrare queste persone bisognose di aiuto e di cura, compresi gli anziani, solo fuori degli uffici all'uopo dedicati,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di consentire agli assistenti sociali di svolgere le loro funzioni collegate a persone deboli ed in difficoltà, rimanendo nel contempo rispettosi delle normative vigenti.
(3-03055)
GARAVINI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
al fine di far fronte all'emergenza sanitaria generatasi a causa della pandemia da COVID-19, ovvero per sopperire alla correlata carenza di personale sanitario, con l'articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 è stata introdotta una procedura straordinaria semplificata per l'assunzione a tempo determinato di personale sanitario straniero, sia proveniente dall'Unione europea che da Paesi terzi;
il termine di tale misura, inizialmente stabilito per il 31 dicembre 2021, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2022, per mezzo dell'articolo 6-bis del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105;
limitatamente all'attuale emergenza sanitaria, la procedura opera una serie di deroghe, anche relativamente ai criteri di accesso ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche per cui è stato reso possibile, tra l'altro, l'esercizio delle professioni sanitarie nel Sistema sanitario nazionale (SSN) anche da parte di coloro che possiedono un permesso di soggiorno non di lungo periodo, nonché l'esercizio della professione di dirigente medico, altrimenti normalmente preclusa;
considerato che:
a due anni dall'inizio dell'emergenza sanitaria, la carenza di personale sanitario del SSN continua a rappresentare una grave criticità nel fronteggiare la pandemia;
la possibilità di poter ricorrere all'assunzione di personale straniero rappresenterebbe quindi uno degli strumenti più importanti e tempestivi per far fronte alla suddetta criticità, considerando che, secondo le più recenti stime dell'Associazione medici di origine straniera Italia (AMSI), nel nostro Paese ci sono 77.500 professionisti della sanità di origine straniera, di cui solo il 10 per cento riesce a lavorare nel Servizio sanitario nazionale, a causa dei limiti per l'esercizio delle professioni nella pubblica amministrazione legati alla cittadinanza;
tuttavia, secondo quanto riportato anche da AMSI, sul territorio nazionale si riscontra un mancato ricorso alle deroghe straordinarie, ex art. 13 del decreto-legge n. 18 del 2020 da parte delle amministrazioni ospedaliere e aziende sanitarie locali, le quali, nei bandi di assunzione tendono ad inserire i criteri ordinari legati alla cittadinanza italiana e al permesso di soggiorno di lungo periodo;
in tale contesto, si distingue invece la recente delibera regionale del Lazio del 18 gennaio 2022, con cui si stabilisce che le aziende e gli enti del SSR procedano al reclutamento temporaneo di personale sanitario secondo le procedure semplificate ex art. 13 del decreto-legge n. 18 del 2020;
considerato inoltre che, poiché, come noto, la carenza di personale nel SSN rappresenta un'annosa criticità che interferisce con un'adeguata tutela della salute nel nostro Paese, consentire la possibilità di esercitare la professione medica a coloro che non possiedono la cittadinanza italiana potrebbe essere una misura adeguata anche al di fuori dell'emergenza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, secondo le proprie competenze, sia a conoscenza di quali siano le dinamiche che hanno condotto al mancato ricorso alle deroghe ex art. 13 del decreto-legge n. 18 del 2020 da parte delle aziende e degli enti del SSN, ovvero se, al fine di sopperire in modo tempestivo alla carenza di personale sanitario durante l'attuale emergenza sanitaria, consideri opportuno adottare delle misure che mirino a promuovere il ricorso alle suddette deroghe, incentivando così l'utilizzo di questo importante strumento di reclutamento semplificato di professionisti sanitari stranieri;
se, al fine di sopperire allo più strutturale ed annoso deficit di personale all'interno del SSN, l'Esecutivo stia valutando la possibilità di introdurre delle modifiche alla disciplina vigente, affinché per l'esercizio della professione medica nel SSN siano introdotti dei requisiti specifici che permettano anche ai medici che non hanno la cittadinanza italiana di partecipare ai concorsi pubblici.
(3-03056)
BITI, PARRINI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
le disposizioni finora messe in campo dal Governo italiano per sostenere la rigenerazione urbana nei Comuni rappresentano una misura importante per stimolare gli investimenti sul territorio, con particolare riferimento alle aree urbane degradate, sottoutilizzate e foriere di marginalità sociale. Tali disposizioni finora si sono sostanziate con l'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021 e dei conseguenti decreti di riparto delle risorse, destinate tuttavia soltanto agli enti locali con popolazione superiore ai 15.000 abitanti;
l'art. 1, commi dal 534 al 542, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, prevede lo stanziamento di ulteriori risorse per la rigenerazione urbana nei Comuni nella misura di 300 milioni di euro per l'anno 2022, destinati a Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti che, in forma associata, presentano una popolazione superiore a 15.000 abitanti e a Comuni che non risultano beneficiari delle risorse attribuite con il decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 6 marzo 2021;
tale definizione della platea dei potenziali beneficiari non tiene conto delle maggiori difficoltà per i Comuni sotto i 15.000 abitanti di attrarre risorse necessarie per progetti di rigenerazione urbana. Inoltre, il requisito dell'associazione di Comuni sotto i 15.000 abitanti costituisce un ulteriore ostacolo alla presentazione di progetti da parte dei Comuni più piccoli, che spesso non hanno la dotazione di personale e le capacità amministrative tali da progettare opere pubbliche di rigenerazione urbana in grado di avere respiro sovracomunale;
il requisito dell'associazione fra Comuni per gli enti con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti risulta controintuitivo anche alla luce della natura degli interventi finanziabili dai fondi stanziati dal comma 534, dal momento che molti enti locali hanno necessità diverse che, pur rientrando nella macrocategoria della "rigenerazione urbana", sono difficilmente compatibili fra loro, richiedendo pertanto elaborazioni progettuali separate e quadri economici di volume maggiore rispetto a quanto finanziabile secondo il comma 535, lettera a);
considerato che il combinato disposto delle norme di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021 e delle disposizioni di cui al già citato articolo 1, commi dal 534 al 542, della legge n. 234 rischia di escludere gli enti locali con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti dal riparto delle risorse sulla rigenerazione urbana in una fase storica in cui molti Comuni, invece, fanno affidamento su tali risorse e su quelle derivanti dalle linee di finanziamento del piano nazionale di ripresa e resilienza per attrarre investimenti di rigenerazione urbana sui propri territori, in assenza di capacità reali di investimento con risorse proprie per interventi di quella dimensione,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché siano dedicate specifiche risorse per la rigenerazione urbana ai Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti nel primo provvedimento utile, anche attivandosi, se necessario, al fine di rimuovere il vincolo dell'associazione tra Comuni con popolazione sotto i 15.000 abitanti per l'accesso alle risorse.
(3-03057)
DE FALCO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa. - Premesso che:
da giorni la crisi tra Ucraina e Russia si accentua con il rischio sempre più concreto di una guerra tra i due Paesi;
la Russia sta ammassando truppe ai confini dell'Ucraina, mentre prosegue la guerra civile nella zona del Donbass separatasi da Kiev su spinta di Mosca;
l'Ucraina al contempo sta ricevendo ingenti forniture d'armi dalla NATO, dopo l'autorizzazione degli Stati Uniti;
proprio questo intervento della NATO rischia di trasformare un drammatico confronto locale nella prima guerra europea generalizzata del XXI secolo;
considerato che, a giudizio dell'interrogante:
il "rischio Sarajevo 1914", ossia lo scivolare in una spirale catastrofica di errori e forzature che portarono alla tragedia del primo conflitto mondiale, è altissimo stante la tensione sempre più forte tra Stati Uniti e Russia, tensione che riporta alla memoria i momenti peggiori della "guerra fredda";
l'Unione europea, priva di un esercito e di una vera politica estera comune sembra, ancora una volta, muoversi in ordine sparso senza un coordinamento unitario che sarebbe indispensabile;
al contrario la NATO sta mettendo in atto un dispiegamento di forze nei Paesi limitrofi all'Ucraina (Lituania in particolare) anche in risposta all'invio di truppe russe in Bielorussia per quella che viene definita "esercitazione" ma che ha messo in allarme le Repubbliche baltiche;
gioca ricordare che l'allargamento ad est della NATO è stato usato da Putin in questi anni come argomento per giustificare la sua politica aggressiva nei confronti dei vicini Paesi ex sovietici;
in questo scenario di quasi guerra non è chiara la posizione del Governo italiano, che appare preoccupato di preservare i rifornimenti di gas pur continuando a tenere in piedi, con gli atri partner europei, le sanzioni contro Mosca;
visto che storicamente l'Italia ha saputo spesso giocare un ruolo di mediazione tra campi contrapposti ed in apparenza incomunicabili tra loro, ed è auspicabile che il nostro Governo sappia rinnovare questa positiva tradizione diplomatica del nostro Paese,
si chiede di sapere quali iniziative di carattere distensivo intenda intraprendere il Governo italiano per contribuire a ridurre la tensione, collaborando così alla necessaria conservazione della pace in Europa.
(3-03058)
BINETTI - Al Ministro della salute. - Premesso che:
l'Associazione Italiana di Oncologia Medica, nell'ultimo rapporto denominato «I numeri del cancro in Italia» presentato nel mese di ottobre 2021 all'Istituto superiore di sanità, ha stimato che i tassi di mortalità per tutti i tumori risultano diminuiti circa del 10 per cento negli uomini e dell'8 per cento nelle donne tra il 2015 e il 2021. Le percentuali di sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori sono risultate in incremento, attestandosi al 59,4 per cento negli uomini ed al 65 per cento nelle donne;
il Piano nazionale oncologico in Italia è scaduto nel 2016 ed è urgente approvare quanto prima un nuovo piano basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico, in cui sia inserito un sistema di indicatori delle performance a livello regionale;
il 3 febbraio 2020 è stato approvato il Piano europeo di lotta contro il cancro (COM (2021) 44), che riconosce la necessità di un rinnovato impegno per affrontare l'intero decorso della malattia, comprese le rilevanti implicazioni sociali ad essa connesse;
il documento europeo è strutturato intorno a quattro ambiti di intervento fondamentali: 1) prevenzione, 2) individuazione precoce della malattia; 3) diagnosi e trattamento; 4) qualità della vita dei pazienti oncologici e delle persone guarite dal cancro. Ogni ambito è articolato in obiettivi strategici, a loro volta sostenuti da dieci iniziative faro e da molteplici azioni di sostegno;
il 27 ottobre 2020 l'interrogante ha presentato altresì la mozione 1-00289, centrata sul paziente oncologico e sulle sue esigenze in tempi di pandemia, nella quale si impegnava il Governo a porre rimedio alle carenze del SSN, costituendo e attivando reti oncologiche in tutte le regioni;
il Senato ha approvato all'unanimità la mozione citata, che ebbe parere positivo da parte del Governo; di fatto, quell'azione di iniziativa parlamentare approvata dal Governo non ha avuto alcun esito;
a livello nazionale, è previsto il varo di un nuovo Piano oncologico nazionale che segua il metodo e le linee programmatiche adottate dal Piano europeo, rappresentando lo strumento per la definizione di una progettualità complessiva che consenta il potenziamento delle infrastrutture, nonché l'adeguamento all'innovazione tecnologica e di processo e che permetta, nell'ambito delle attività di prevenzione, di diagnosi e di cura, di garantire lo sviluppo di nuove terapie. Ad oggi, tuttavia, tale Piano non risulta ancora varato;
a distanza di un anno, in data 13 aprile 2021 è stato approvato all'unanimità un OdG che impegnava il Governo a rispettare una piattaforma di 15 punti, tra cui l'adozione del nuovo Piano oncologico nazionale;
il 3 agosto 2021 il Governo ha accolto un nuovo ordine del giorno (G10.105 testo 2), proposto dall'interrogante, avente ad oggetto la stretta relazione tra il nuovo Piano oncologico nazionale e l'approccio verso una medicina fortemente digitalizzata e ad alta complessità tecnologica;
infine, il 17 novembre 2021, la Commissione europea ha pubblicato una road map per l'attuazione e gli indicatori di progresso del Piano europeo per la lotta contro il cancro, per monitorare le 10 iniziative faro previste dal Piano oncologico europeo;
al 4 febbraio 2022, Giornata mondiale per la lotta contro il cancro, però, il Piano oncologico nazionale non è stato ancora adottato e non si conoscono gli obiettivi del Governo in relazioni a tempi e modalità di adozione, nonché in relazione alle risorse che verranno impiegate per la sua implementazione, così come prevede l'Unione europea nello "Europe's Beating Cancer Plan",
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per confermare che l'aggiornamento del Piano oncologico nazionale è un obiettivo prioritario del Ministero della salute e procedere ad una sua sollecita adozione, anche alla luce delle risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, relative alla prevenzione e programmazione sanitaria o l'ulteriore incremento previsto per il Fondo sanitario nazionale.
(3-03061)
LA PIETRA, BALBONI, GARNERO SANTANCHE', IANNONE, PETRENGA, RAUTI, RUSPANDINI - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
"LIFE" è uno dei programmi "storici" della Commissione europea essendo operativo dal 1992 ed è il principale strumento finanziario dell'Unione europea dedicato alla tutela dell'ambiente, alla conservazione della natura e all'azione per il clima. LIFE ha cofinanziato più di 5.500 progetti in tutta la UE mobilitando oltre 9 miliardi di euro di investimenti e contribuendo con oltre 4 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea a titolo di cofinanziamento. In Italia il programma ha riscosso un notevole successo che si è tradotto in oltre 900 progetti finanziati, determinando un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro, di cui circa 700 milioni stanziati a titolo di cofinanziamento dalla Commissione europea;
il programma svolge un ruolo essenziale poiché si prefigge di sostenere lo sviluppo, l'attuazione e l'aggiornamento della politica e della legislazione ambientale ed in materia di clima dell'Unione, attraverso il finanziamento di progetti di varie dimensioni diretti a garantire la conservazione e la protezione della biodiversità;
sono molteplici i progetti LIFE interessati da interventi di eradicazione delle specie aliene invasive in numerosi ambienti del Mediterraneo, in particolare quelli che interessano l'eradicazione del ratto nero, Rattus rattus (L., 1758), e specifici vegetali, ad esempio Ailanthus altissima e Carpobrotus, sulle isole italiane;
nello specifico, la Nemo S.r.l. ha progettato tutte le eradicazioni di ratto svolte ad oggi su isole italiane: Montecristo, isolotti minori della Toscana (1999-2001), Giannutri (2005-2006), Zannone (2006), e Molara (2008) e isolotti circostanti (2009-2010). A Molara è stata per la prima volta (in Europa) effettuata la distribuzione aerea delle esche rodenticide, metodologia successivamente utilizzata a Montecristo e a Tavolara (2017) e isolotti adiacenti. Anche se non sempre si è raggiunta la certezza di avere soddisfatto gli obiettivi dichiarati con la rimozione totale del roditore dai distinti ambienti insulari;
altri studiosi fanno presente che, a partire dall'anno 1999 (Capizzi et al., 2016), interventi prevalentemente orientati all'eradicazione del ratto nero sono stati condotti anche su altre numerose isole italiane che comprendono l'isolotto di Porto Ercole, l'isola dei Topi, Peraiola, Palmaiola, Gemini alta, Gemini bassa, La Scola, Giannutri, Zannone, Molara, Proratora, Isola Piana, Isola dei Cavalli e Montecristo, cui hanno preso parte il Corpo forestale dello Stato, vari parchi territoriali fra cui il parco nazionale dell'Arcipelago toscano, alcuni istituti universitari, l'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e, spesso, alcune società private tra cui ricorre sempre la ditta Nemo S.r.l. di Firenze;
più di recente programmi analoghi sono stati realizzati anche all'Asinara e a Tavolara. Nel 2018 è stato effettuato l'intervento anche a salvaguardia delle locali popolazioni di uccelli marini, fra cui la berta minore, Puffinus yelkouan (Acerbi, 1827), la berta maggiore, Calonectris diomedea (Scopoli, 1769), il gabbiano corso, Ichthyaetus audouini (Payraudeau, 1826), l'uccello delle tempeste, Hydrobates pelagicus (L., 1758), ed il marangone dal ciuffo, Phalacrocorax aristotelis (L., 1761);
fra le finalità di questi programmi ci sono state anche la protezione e la salvaguardia di alcune delle più minacciate specie di uccelli marini. Considerato che i progetti presi in carico dalla Nemo S.r.l. hanno visto l'utilizzo del veleno "Brodifacoum" tramite distribuzione con elicottero di esche velenose, utilizzando pellet contenente tale medicinale; la scheda di sicurezza del Brodifacoum indica i pericoli connessi al suo utilizzo: rischi per la salute in quanto il principio attivo è un potente anticoagulante e rischi per l'ambiente in quanto esso è altamente tossico per gli organismi acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico; inoltre, nelle informazioni ecologiche della scheda, il prodotto viene classificato come "persistente"; il metodo scelto, quello dell'avvelenamento aereo, ha portato successivamente alla scomparsa o alla decimazione di altre specie protette presenti sulle isole,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza dell'utilizzo della suddetta modalità che, lungi dall'essere mirata e selettiva, rappresenta un serio pericolo, oltre che per gli altri animali presenti sulle isole, anche per l'ambiente particolarmente protetto, andando ad inquinare le falde acquifere, il mare e a contaminare tutta la catena alimentare, sebbene sia condivisibile l'intenzione di eradicare alcune delle specie dannose, come il ratto nero, dalle isole;
considerato che in nessuna delle isole mediterranee esistono ancora delle biocenosi originarie (perché perdute ormai da millenni a causa dell'interferenza antropica), se abbia un senso procedere a sedicenti programmi di "riqualificazione ambientale" (mediante i progetti LIFE+) che prevedono essenzialmente la massiva eradicazione (anche violenta) di molte delle piante e degli animali ormai presenti da tempo, ma originariamente alloctone, che sono riuscite ad integrarsi nel nuovo ambiente interagendo con esso fino a diventarne parte ormai integrante;
se fosse a conoscenza del fatto che, in nome della "purezza razziale", si sia proceduto in molte delle isole alla completa rimozione forzata di specie animali, come il riccio, Erinaceus europaeus L., 1758, la pernice rossa, Alectoris rufa (L., 1758), la coturnice orientale, Alectoris chukar J.E.Grasy, 1830, ed il fagiano, Phasianus colchicus L., 1758, da Pianosa (Arcipelago toscano), il coniglio selvatico, Oryctolagus cuniculus (L., 1758), e parte della popolazione di capra selvatica, Capra aegagrus Erxleben, 1777, da Montecristo, mentre al Giglio l'estirpazione degli ultimi individui di muflone, Ovis orientalis Gmelin, 1774, è ancora in corso. E se non fosse invece il caso di contenerne la diffusione;
se fosse a conoscenza del fatto che, nella maggior parte dei casi, queste eradicazioni non sono state supportate da alcuno studio scientifico preliminare condotto localmente, ma solo arbitrariamente giustificate con riferimento a studi svolti in realtà geografiche ed ambientali molto lontane dal Mediterraneo, come nel caso dei mufloni delle Hawaii o delle Canarie;
se fosse a conoscenza del fatto che dietro ai numerosi progetti LIFE+ (LetsGo Giglio, Montecristo 2010, Life Puffinus Tavolara, Resto con Life, Life PonDerat, Life Diomedee), cui partecipano enti pubblici come l'ex Corpo forestale dello Stato, l'ISPRA, il PNAT ed altri ancora, appaia ricorrere il coinvolgimento di alcune ditte private (come la fiorentina NEMO srl, presente in ogni progetto) che redigono le relazioni tecniche per i piani di gestione, stilano le proposte progettuali presentate sui bandi, e vengono coinvolte come beneficiari associati o come sub-contractor in attività di progettazione esecutiva e supporto nello svolgimento dei lavori, nel monitoraggio scientifico e nella gestione generale del progetto finanziato. E che non sia mai stato chiesto al alcun gruppo di ricercatori indipendenti dai progetti LIFE+ di assistere alla loro realizzazione e di verificarne i risultati;
se intenda verificare, inoltre, visto che gli interventi risultano già effettuati, il rispetto della condizione di cui alla lettera c) dell'articolo 1 dell'ordinanza del Ministero della salute del 14 gennaio 2010;
se ritenga opportuno procedere ad una verifica delle motivazioni e giustificazioni sottostanti agli interventi finanziati, in quanto una volta alterato un ecosistema, soprattutto se insulare, è praticamente impossibile tornare indietro, ed è imbarazzante che questo possa avvenire grazie al sostegno dei fondi europei e dell'intera comunità.
(3-03062)
FENU, SANTILLO, GIROTTO, CORBETTA, CASTALDI, CROATTI, D'ANGELO, SANTANGELO, PAVANELLI, NATURALE, TRENTACOSTE, DI PIAZZA, LUPO, FEDE, MAUTONE, GARRUTI, PIARULLI, LICHERI, MARINELLO, VANIN, CAMPAGNA, RICCIARDI, CASTELLONE, CATALFO, FERRARA, PELLEGRINI Marco, GAUDIANO, MANTOVANI, GALLICCHIO, AGOSTINELLI, AIROLA, ANASTASI, AUDDINO, BOTTICI, CASTIELLO, CIOFFI, COLTORTI, CRIMI, DE LUCIA, DELL'OLIO, DI GIROLAMO, DI NICOLA, DONNO, ENDRIZZI, GUIDOLIN, L'ABBATE, LANZI, LEONE, LOMUTI, LOREFICE, MAIORINO, MATRISCIANO, MONTEVECCHI, NOCERINO, PERILLI, PESCO, PETROCELLI, PIRRO, PISANI Giuseppe, PRESUTTO, PUGLIA, QUARTO, ROMAGNOLI, ROMANO, RUSSO, TAVERNA, TONINELLI, TURCO, VACCARO, LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il decreto-legge n. 34 del 2020, nell'ambito delle misure in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, introduce all'art. 119 l'incremento al 110 per cento dell'aliquota di detrazione delle spese sostenute in interventi in ambito di efficienza energetica delle abitazioni, di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici oltre che delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (cosiddetto "Superbonus");
nello stesso decreto-legge n. 34 del 2020 viene istituito il meccanismo per cui, in luogo della detrazione fiscale, il soggetto avente diritto può optare per uno sconto sul corrispettivo dovuto o la cessione del credito;
in particolare, l'articolo 121 dello stesso decreto prevede che, nella fattispecie dello sconto sul corrispettivo dovuto, esso si formuli in un credito d'imposta a vantaggio del fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
tale strumento è stato ulteriormente prorogato fino al termine del 30 giugno 2022, introdotto dall'art. 1, comma 66, della legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 2020);
da ultimo, l'articolo 28 del decreto-legge n. 4 del 2022 (cosiddetto "decreto Sostegni-ter ") ha modificato la disciplina dello sconto in fattura e della cessione dei crediti d'imposta in materia edilizia ed energetica, escludendo la facoltà di successiva cessione a favore dei primi cessionari. Per i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati precedentemente oggetto di cessione o sconto in fattura, viene consentita esclusivamente una ulteriore cessione ad altri soggetti;
valutato che:
è notizia degli ultimi giorni la rilevazione di frodi inerenti al sistema di cessione dei crediti d'imposta maturato a partire da prestazioni inesistenti, per un ammontare di circa 4 miliardi di euro;
sempre negli ultimi giorni è emersa l'indagine della Guardia di finanza, in cui l'ipotesi di reato è l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, coordinata dalla Procura di Perugia, che ha portato al sequestro di beni e crediti per un valore di 103 milioni di euro, che si aggiungono ai circa 440 milioni di euro sequestrati nell'indagine della Procura di Rimini;
con il citato decreto-legge n. 4 del 2022, all'art. 28, viene posta la limitazione ad una sola cessione alla circolazione dei crediti derivanti da interventi edilizi ed energetici, con il rischio di sopravvenienze degli accordi in essere tra committenti, fornitori, principali operatori di mercato e banche cessionarie, la cui entrata in vigore è differita al 7 febbraio 2022. In particolare, in capo ai fornitori che abbiano attuato lo schema dello sconto in fattura sorgono i crediti d'imposta e restano legittimati ad una prima cessione;
considerato che:
con la limitazione citata risulta squilibrato il mercato dei prezzi dei crediti, concretizzandosi in una compressione della liquidità disponibile sul mercato e di un ribasso dei prezzi di acquisto;
specificamente, l'assetto di mercato venutosi a formare a seguito del decreto-legge n. 34 del 2020 individua negli istituti finanziari i terminali di una sequenza di cessioni dei crediti d'imposta, in quanto si creava l'aspettativa di cedere le eventuali eccedenze rispetto alla propria tax capacity e di cogliere opportunità di business ricavando plusvalore dalla cessione stessa;
pertanto, dal 7 febbraio 2022, si interrompe quel mercato secondario di compravendita rotativa dei crediti, causando, data la non-retroattività della norma, la suddetta compressione della liquidità, non essendo più favorevoli le condizioni per operare un business incentrato sul plusvalore dei crediti, e la possibilità di risolvere tali contratti solo nel caso in cui gli stessi possano essere assorbiti dalla tax capacity del titolare;
inoltre, la Nota di lettura del febbraio 2022 del Servizio Bilancio del Senato, dedicata al decreto-legge n. 4 del 2022, nel commentare l'art. 28 sulla limitazione della circolazione dei crediti d'imposta, sostiene che il meccanismo della cessione del credito sia correlato all'accesso al finanziamento degli interventi agevolati, in maniera tale che nella stima degli effetti finanziari legati alla detrazione fiscale, di cui all'art. 119 del decreto-legge n. 34 del 2020 erano state contabilizzate anche le maggiori entrate IVA, IRES e IRAP ascrivibili ai maggiori investimenti nel settore;
su "Italia Oggi" del 2 febbraio 2022 si riporta la notizia dell'intenzione da parte di Cassa Depositi e Prestiti di chiudere il servizio di cessione dei crediti in edilizia, indiscrezione confermata dall'agenzia "ANSA" il 3 febbraio 2022, che, pur evidenziando che non ci sarebbero decisioni definitive in atto, sottolinea, però, la ricaduta dell'effetto-annuncio sul mercato dei crediti;
su "Milano Finanza" del 4 febbraio 2022 si legge una dichiarazione del dottor Stefano Pesci, procuratore aggiunto di Roma, che, a proposito delle indagini circa la cessione di crediti fiscali fraudolenti, individua una soluzione nella condivisione dell'apparato documentale con l'Agenzia delle entrate, affinché i dati emersi, quindi le eventuali anomalie, siano poste a conoscenza degli enti e degli istituti di credito acquirenti, i quali hanno l'interesse ad evitare l'acquisto di quei crediti cosiddetti "tossici",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle criticità riscontrate nel meccanismo previsto dall'art. 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, ossia in quali delle circostanze si siano verificate in misura maggiore le frodi, per quale ammontare di denaro e con quali modalità, quali siano i soggetti maggiormente a rischio, nonché le misure maggiormente interessate dalle frodi, oltre alla ripartizione regionale delle frodi rilevate;
inoltre, se siano per la loro totalità lavori non effettuati, in circostanza di quale fase dell'accertamento siano state evidenziate le irregolarità, se afferiscano a presunzioni o se siano stati già oggetto di verifica l'inesistenza degli interventi dichiarati;
se nella ratio della misura siano state considerate le mancate entrate IVA, IRPEF/IRES ed IRAP relative al plusvalore derivante dalla circolazione dei crediti fiscali;
se si stia considerando l'ipotesi di allegare al credito la documentazione relativa all'intervento che lo origina, in modo tale da rimettere all'acquirente, disincentivato all'acquisto di crediti fittizi, la possibilità di rilevare eventuali anomalie in anticipo;
se non ci sia margine d'intervento per quanto riguarda modifiche relative ai parametri di certificazione dei crediti fiscali, in luogo delle modifiche disincentivanti di cui all'articolo 28, comma 1, del decreto-legge n. 4 del 2022, agendo soprattutto nell'indicazione di caratteristiche funzionali all'individuazione con maggiore certezza di soggetti che, effettivamente, operano nell'ambito dell'edilizia;
se non ritenga, proprio complice la costruzione di un più efficace modello di controllo a monte, di dovere intervenire su Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane, al fine di scongiurare il blocco da parte di queste due istituzioni finanziarie del fondamentale servizio di cessione crediti d'imposta.
(3-03063)
CALANDRINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. - Premesso che:
in data 27 gennaio 2022 e con vigenza in pari data, è stato pubblicato il terzo decreto sostegni (decreto-legge n. 4 del 2022) recante "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico";
l'articolo 28 incide sulle cessioni dei crediti d'imposta e sullo sconto in fattura per lavori di messa in sicurezza degli edifici e di riqualificazione energetica nella finalità di avversare frodi e operazioni di riciclaggio, inserendo il divieto di cessione multipla dei crediti d'imposta, limitando una sola cessione da parte dell'impresa agli intermediari finanziari;
pertanto, i crediti che sono stati precedentemente oggetto di una delle opzioni di cui al comma 1 dell'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 ovvero dell'opzione di cui al comma 1 dell'articolo 122, alla data del 7 febbraio 2022, possono costituire oggetto esclusivamente di una sola cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, nei termini ivi previsti;
a parere dell'interrogante il citato articolo 28, con la modifica del superbonus 110 per cento, sta già rivelando i suoi effetti negativi. Poste italiane, una delle piattaforme fra le più utilizzate per la cessione del credito, ha disattivato la possibilità di acquisto crediti derivanti dal superbonus, così come ha sospeso le operazioni legate a tale misura di incentivazione, Cassa depositi e prestiti. Ciò comporterà la paralisi dei cantieri, compresi quelli già avviati visto che la disposizione ha un sostanziale effetto retroattivo;
pur comprendendo la necessità di evitare le frodi è di tutta evidenza che le ennesime modifiche introdotte al superbonus non si limitino a contrastare le truffe ma restringono fortemente la possibilità anche agli imprenditori e ai cittadini di usufruire dell'agevolazione;
contrastare le truffe è un obbligo ma a fronte di alcuni disonesti che hanno lucrato sulla misura incentivante del superbonus, che certamente devono essere severamente sanzionati, vi sono migliaia di aziende e di lavoratori che rischiano di finire sul lastrico; devono dunque essere ricercate altre soluzioni in grado di contemperare il contrasto alle frodi senza limitare l'efficacia del provvedimento, quali ad esempio la limitazione della cessione del credito solo a favore di banche e di intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia, adottando così provvedimenti efficaci ma senza ricorrere a opzioni drastiche come quanto previsto dal "sostegni ter";
a parere dell'interrogante, la ripresa va sostenuta soprattutto per settori particolarmente gravati dai rincari delle materie prime, tra cui l'edilizia, le cui imprese rischiano di andare in crisi a causa dello stravolgimento senza alcun preavviso della misura di incentivazione. Bloccare la cessione dei crediti comporta un rischio di liquidità del sistema obbligando le aziende e i fornitori a pagamenti a breve termine. Chi lavora e fa impresa deve contare su un sistema normativo che non deve subire mutazioni improvvise che determinano incertezza da cui inevitabilmente derivano conseguenze con effetti depressivi del sistema economico nazionale;
la tesi indicata risulta peraltro suffragata dall'analisi del Servizio Studi del Senato della Repubblica che nell'approfondimento ed analisi del decreto-legge, rileva che, venendo meno gli interventi, verrebbero meno anche le maggiori entrate già contabilizzate nei saldi di finanza e dovute a IVA, IRPEF o IRES e IRAP derivanti proprio dagli investimenti edilizi quale effetto correlato alla spesa indotta,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di evitare i danni irreparabili alle imprese e ai cittadini che derivano dall'adozione dell'art. 28 del decreto-legge n. 4 del 2022;
se non valutino l'opportunità di consentire almeno la cessione multipla a banche e intermediari vigilati secondo le regole dell'art. 106 del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993).
(3-03064)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Ai Ministri della transizione ecologica e dell'interno. - Premesso che:
risulta agli interroganti che l'investimento M2C4 3.4 del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) denominato "bonifica di siti orfani" definisca detti siti come "eredità" dell'inquinamento industriale, riconoscendovi "un rischio significativo per la salute, con severe implicazioni sulla qualità della vita delle popolazioni interessate". La loro bonifica sarebbe quindi finalizzata a "dare al terreno un secondo uso, favorendo il suo reinserimento nel mercato immobiliare", per renderli "risorsa per lo sviluppo economico, in quanto siti alternativi rispetto alle zone verdi, il cui utilizzo consentirebbe di preservare capitale naturale e ridurre gli impatti sulla biodiversità";
tale azione, è bene precisarlo, ha per oggetto i cosiddetti siti orfani, cioè "quei siti per i quali le procedure di bonifica sono in carico alla pubblica amministrazione, in quanto i soggetti responsabili della contaminazione non provvedono alla bonifica o non sono individuabili e non vi provvede nemmeno il proprietario del sito né altri soggetti interessati, o siti inquinati per i quali non è stato avviato il procedimento di individuazione del responsabile della contaminazione";
considerato che:
il 50 per cento dello stanziamento complessivo del suddetto investimento, pari a 52.794.647 euro, è destinato alle Regioni del Mezzogiorno e, nell'allegato al decreto ministeriale 29 dicembre 2020, Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti orfani, si legge che il finanziamento di maggiore entità (13.557.665,35 euro) è destinato alla Regione Siciliana;
il Ministero della transizione ecologica ha siglato un accordo specifico il 20 agosto 2021 (ex art. 4, comma 3) assegnando l'intera cifra alla bonifica della sola discarica dismessa per rifiuti speciali di contrada Marabusca, in agro di Gela (Caltanissetta);
valutato che:
in allegato al decreto direttoriale prot. n. 222 del 22 novembre 2021, dell'ex direzione generale risanamento ambientale del Ministero, è stato pubblicato l'elenco dei "siti orfani" ("PNRR: approvato con decreto l'elenco dei 'siti orfani'" sul sito del Ministero);
il sito di Marabusca di Gela non figura nel suddetto elenco;
nell'allegato al decreto sono presenti invece 36 siti, di cui 34 risultano già inseriti nel piano regionale delle bonifiche della Sicilia e per 20 è indicato un intervento di messa in sicurezza di emergenza: un tipo di intervento riferito a situazioni emergenziali, di natura repentina, come definito all'art. 240, comma 1, lett. m), del decreto legislativo n. 152 del 2006, a fronte del quale è prevista un'azione immediata tesa a bloccare o ridurre l'emergenza prima di avviare le procedure consuete,
si chiede di sapere:
se siano chiari, univoci e trasparenti i criteri di individuazione dei siti siciliani inseriti nell'allegato al decreto prot. n. 222 del 22 novembre 2021, ovvero se siano stati individuati in base a specifiche classificazioni di rischio e dove tali indicazioni siano rilevabili, e se lo siano i criteri di assegnazione degli importi previsti dal medesimo decreto e, ancora, in base a quali metodologie siano stati disposti;
se sia appurato, o si intenda far appurare, specialmente in relazione ai siti per i quali è indicata nel piano regionale una necessità di intervento di messa in sicurezza di emergenza, per quali motivi, fino ad oggi, non si sia agito con interventi repentini e la successiva bonifica, ovvero se gli enti preposti abbiano attivato tutte le dovute verifiche in merito alla prevista responsabilità dell'eventuale omessa bonifica;
secondo quali modalità sia stata verificata l'effettiva qualificazione di siti "orfani", alla luce del fatto che molti dei siti sono indicati come ex siti industriali o discariche di rifiuti solidi urbani;
se, a fronte degli elevati importi di investimento, della complessa situazione di criminalità diffusa della regione Sicilia, con particolare riferimento agli interessi dell'organizzazione malavitosa "Cosa nostra" sugli appalti anche nel settore ambientale, non si ritenga opportuno valutare di implementare le attività e le misure organizzative di contrasto alle infiltrazioni mafiose.
(3-03065)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
la reggia di Caserta, istituto museale del Ministero della cultura dotato di autonomia speciale, poiché "intende operare in sinergia con le istituzioni e le Associazioni del territorio per sviluppare contenuti culturali in un'ottica di partecipazione, sperimentazione e innovazione", ha pubblicato, il 26 gennaio 2022, la "manifestazione d'interesse proposte di valorizzazione partecipata del complesso vanvitelliano e dell'Acquedotto Carolino. Periodo di realizzazione giugno/dicembre 2022 - Reggia di Caserta" ("Valorizzazione partecipata 2022 - Reggia di Caserta" e la stessa manifestazione di interesse sul sito dell'istituzione);
oltre alla determina prot. 754-I, di pari data, proposta dal responsabile unico del procedimento, Vincenzo Mazzella (che per la reggia è responsabile del "servizio valorizzazione, educazione e mediazione"), e approvata dal direttore dell'istituto, architetto Tiziana Maffei, sono stati pubblicati gli allegati denominati modello di domanda, proposta progettuale e dichiarazione di impegno. La scadenza per la presentazione delle istanze di partecipazione è fissata al 28 febbraio, mentre la conclusione dell'istruttoria (dopo che entro il 26 aprile il comitato scientifico avrà esaurito il proprio compito) e la pubblicazione dei progetti approvati sono previste per il 4 maggio 2022;
la pubblicazione è avvenuta, però, senza che le istruttorie della precedente manifestazione d'interesse possano dirsi concluse e senza offrire all'utenza altra spiegazione se non quella implicita nelle seguenti (a giudizio degli interroganti incongrue) affermazioni contenute nella determina: "Dato atto del perdurare della situazione emergenziale dovuta al Covid-19 veniva sospesa ogni attività che non consentiva l'osservanza delle misure disposte per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus; Valutata l'opportunità di pubblicare un nuovo avviso per acquisire nuove proposte relative ad iniziative culturali da svolgersi in collaborazione con la Reggia di Caserta per avviare un programma di attività di valorizzazione nel rispetto dei principi di trasparenza e di pari opportunità per tutti gli Operatori Culturali";
l'obiettivo dichiarato per il 2022, cioè, come riportato, "avviare un programma di attività di valorizzazione nel rispetto dei principi di trasparenza e di pari opportunità per tutti gli Operatori Culturali" lascia intendere che il rispetto di quei principi (trasparenza e pari opportunità) sia precedentemente mancato da parte dell'amministrazione. L'ammissione di responsabilità vorrebbe essere, però, un'autoassoluzione tesa a cancellare il passato, senza che esso produca conseguenze per i responsabili e senza che esplicitamente, ai sensi dell'art. 9 dell'avviso pubblico prot. 5669-I del 5 settembre 2020, il museo abbia esercitato "il diritto di sospendere, revocare, modificare o annullare definitivamente la manifestazione d'interesse", come si era riservato;
considerato che, sempre per quanto risulta:
il 5 settembre 2020 il direttore della Reggia emanò in effetti un primo bando di valorizzazione, pubblicato sul portale istituzionale l'11 settembre, chiamato "manifestazione d'interesse proposte di valorizzazione - Reggia di Caserta" e articolato in tre tappe, con limiti temporali predefiniti: quella con scadenza al 23 novembre 2020 per le attività da programmare entro il 31 dicembre 2020 e per il quadrimestre gennaio-aprile 2021, quella con scadenza al 23 marzo 2021, relativa al periodo maggio-agosto 2021 e quella con scadenza al 23 luglio 2021, relativa al periodo settembre 2021-febbraio 2022 (si veda sempre il sito internet dell'istituzione);
circa la prima fase, sul portale istituzionale è presente e attivabile solo l'avviso; mancano gli elenchi degli operatori partecipanti e di quelli aggiudicatari (sempre che ce ne siano stati), così come ogni riferimento a qualsivoglia rendicontazione contabile-finanziaria delle attività svolte. Circa gli esiti del secondo passaggio, il 19 maggio 2021 è stato pubblicato il verbale della commissione che, riunitasi il 6 aprile, ha attribuito il punteggio massimo all'associazione "Anna Jervolino", una delle 20 concorrenti, ma non ci sono né l'aggiudicazione né altri atti successivi;
i risultati del terzo passaggio, avviato con la pubblicazione dell'avviso prot. n. 4359 del 21 giugno 2021 (che oltre a riferirsi all'ultimo quadrimestre del 2021 indicava il 2 gennaio e il 1° luglio 2022 come date di pubblicazione degli avvisi per le attività da realizzare, rispettivamente, nei periodi marzo-agosto 2022 e settembre 2022-febbraio 2023), risultati attesi per il 10 agosto 2021, non sono stati resi noti. Al riguardo, gli interroganti hanno informalmente appreso che la presentazione "imprevista" di oltre 50 domande (contro le 24, poi ridotte a 20, della fase 2) avrebbe fatto saltare certi equilibri consolidati;
valutato che, a giudizio degli interroganti:
la gestione della Reggia, stante la facilità con cui la superiore Direzione generale musei del Ministero, adducendo la (oggettiva) carenza di organico, suppone di potersi disinteressare dell'eventuale mala gestio degli istituti autonomi, specialmente se di prima fascia, è descritta diffusamente come ben più che discrezionale. Per convenienza (dei dipendenti, come degli operatori economici e degli enti locali) nulla, però, trapela ufficialmente;
ciò nonostante, la violazione degli obblighi di trasparenza dimostrata anche dal caso descritto, unita alla confessione di un percorso amministrativo interrotto unilateralmente per ragioni "indicibili" e perciò nascosta tra le righe della determina del 26 gennaio 2022 a mo' di giustificazione riparatrice, appaiono conseguenza della confusione prodotta da quello che gli interroganti considerano lo strapotere del direttore e l'indizio rivelatore dello stato deplorevole in cui versa oggi quell'ufficio del Ministero,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ragioni per quali la "manifestazione d'interesse proposte di valorizzazione - Reggia di Caserta" del 5 settembre 2020 si sia risolta in un nulla di fatto senza che agli operatori culturali partecipanti (ai quali il bando chiedeva anche di dichiarare di avere stipulato una polizza assicurativa con massimale di 2 milioni di euro per eventuali danni) siano mai stati messi al corrente della decisione dell'amministrazione di bloccare l'intera procedura, scelta tuttavia "implicita" nella determina con cui, il 26 gennaio 2022, è stato emanato il nuovo bando (nonostante le previsioni dell'art. 9 del precedente avviso);
se non ritenga di farsi promotore di un'ispezione dell'apposito servizio del segretariato generale tesa a verificare quanto accaduto a Caserta e individuare le responsabilità in capo ai singoli attori della vicenda, per chiedere loro conto e per risarcire almeno moralmente quanti hanno in buona fede presentato proposte di valorizzazione per il 2021, rassicurando al contempo chi lo farà nel 2022 che riceverà un trattamento affatto diverso.
(3-03066)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che risulta agli interroganti l'intenzione del segretario generale del Ministero della cultura, Salvatore Nastasi, di spostare gli uffici della Direzione generale "Educazione ricerca e istituti culturali" (ERIC) dalla sede di via Milano n. 76, nel rione Monti, dov'è allocato anche l'Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro (ICPAL), presso il complesso di San Francesco a Ripa, nel rione Trastevere;
considerato che, per quanto risulta:
la ristrutturazione dell'immobile trasteverino, attiguo al complesso monumentale di San Michele a Ripa che ospita i maggiori uffici centrali del Ministero, non sarebbe stata ancora ultimata, tanto che il piano terra, dov'è l'ingresso principale, si presenterebbe oggi come un cantiere in corso;
il rispetto dei requisiti di legge in tema di salute e sicurezza dei lavoratori degli uffici, inoltre, non sarebbe garantito appieno da caratteristiche e condizioni degli spazi destinati al personale ERIC; mancherebbero, poi, il servizio di sorveglianza, che in via Milano è svolto da personale residente all'interno del complesso, e la disponibilità di ambienti di rappresentanza dove ricevere dignitosamente gli illustri frequentatori dell'ufficio per scopi istituzionali;
neppure sarebbe garantita, nella nuova sede, un'adeguata collocazione alla copiosa documentazione e alla biblioteca "ereditate" dall'ex Direzione generale "biblioteche e diritto d'autore" quando, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, la competenza sugli istituti culturali è stata trasferita all'ex Direzione generale "educazione e ricerca" (si veda "Funzioni e compiti della Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali" sul sito ministeriale), competenza che implica anche il riferito accesso di un pubblico selezionato;
considerato inoltre che, per quanto risulta agli interroganti:
il trasferimento sembrerebbe essere stato programmato dal vertice amministrativo del Ministero all'improvviso, senza neppure comunicarlo ufficialmente alle organizzazioni sindacali (interlocutrici obbligate in tema di riorganizzazione degli uffici e mobilità del personale), come esse hanno deplorato in una nota del 2 febbraio 2022 a firma FP CGIL, CISL FP e UILPA, dove si legge che l'iniziativa avrebbe lo scopo di fare posto a lavoratori incaricati dell'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, i quali non dovranno ricevere il pubblico;
al riguardo, però, le organizzazioni sindacali contestano: "la funzionalità di una soluzione logistica che?non risulta affatto in raccordo con le strutture più direttamente interessate dall'attuazione del PNRR, in particolare la Soprintendenza Unica Nazionale e la Direzione Generale ABAP", uffici situati entrambi nel complesso monumentale di San Michele a Ripa;
nella risposta alle organizzazioni sindacali del 4 febbraio 2022 (prot. 3180-P), il segretario generale sembra avere dimenticato la precedente giustificazione e motiva il trasloco in un immobile che asserisce essere già rifunzionalizzato con "la provvisorietà della soluzione logistica di destinazione della Direzione Generale Educazione e Ricerca nel Complesso di Via Milano", prospettando anche "prossime assegnazioni di personale", benché non risulti che la citata Direzione abbia fatto richiesta di un incremento della pianta organica;
valutato che:
la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata dalle organizzazioni sindacali appare agli interroganti più che fondata, anche in considerazione dell'età media elevata dell'organico della Direzione generale ERIC, che verosimilmente ha optato per via Milano anche per la sua centralità e la buona qualità del servizio offerto dai mezzi pubblici;
non si devono dimenticare e quindi sottovalutare, inoltre, i disagi che la pandemia da SARS-CoV-2 ha provocato a tutti i lavoratori del Ministero, disagi ai quali se ne aggiungerebbero altri, per il solo personale della Direzione generale ERIC, imposti con decisione unilaterale dal segretario generale per scopi che non si ritiene siano stati chiariti;
non meno rilevante è, a giudizio degli interroganti, il danno causato dall'impossibilità di recuperare le spese affrontate fin qui dalla Direzione generale ERIC per la sistemazione in via Milano, e in particolare i 500.000 euro spesi per l'acquisto del supporto informatico, del nuovo CED e della teca digitale che l'hanno resa autonoma dall'IPCAL,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover prestare ascolto alle rimostranze del personale della Direzione generale "educazione ricerca e istituti culturali" e di sollecitare al segretario generale un ripensamento sia della scelta strategica compiuta, che oltre a non essere adeguatamente motivata causerebbe a giudizio degli interroganti un rilevante danno economico, sia del contegno irrispettoso tenuto nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali.
(3-03067)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che risulta agli interroganti che nell'organico del Ministero della cultura siano presenti anche l'ingegnere Paolo Iannelli e l'ingegnere Caterina Rubino, entrambi di origini calabresi e specializzati in costruzioni in cemento armato, assunti rispettivamente il 1° agosto 1999 e il 1° giugno 2000;
considerato che, per quanto risulta agli interroganti:
sia Iannelli sia Rubino lavorano oggi per la Direzione generale "sicurezza del patrimonio culturale", istituita con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n.169, diretta da una storica dell'arte, Marica Mercalli, e da poco allocata nell'ex sala degli Arazzi del "Collegio Romano", sede impropria che per accogliere le postazioni lavorative ha subito trasformazioni di non poco momento, difficilmente compatibili con la dignità dello storico complesso e opinabili anche dal punto di vista del rispetto dei requisiti di legge in tema di salute dei lavoratori degli uffici;
la Direzione generale è articolata in due uffici dirigenziali centrali: i servizi I, "sicurezza degli istituti e dei luoghi della cultura", e II, "emergenze e ricostruzioni";
Caterina Rubino è dirigente di livello non generale del servizio II, ex art. 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dal 22 novembre 2021. Anteriormente a quella data (dopo essere stata coordinatore dell'unità per la sicurezza del patrimonio culturale del segretariato generale dal 2016 al 2020), era coordinatore dell'area tecnica e responsabile dell'unità operativa II, "rischio antropico e governance della sicurezza dei luoghi di lavoro" in seno al servizio I, ruoli che da curriculum sul portale istituzionale, che non la dice dirigente benché aggiornato al 19 gennaio 2022, ancora riveste;
il servizio I è invece diretto ad interim dal 26 maggio 2020 dall'avvocato Nicola Macrì, il quale, dal 13 dicembre 2021, è anche dirigente del servizio V "contratti e attuazione programmi" del segretariato generale e segretario regionale per l'Abruzzo (in quanto delegato del segretario generale avocante);
Paolo Iannelli, invece, teste il curriculum già funzionario ingegnere "presso il Servizio per la Sicurezza del Patrimonio Culturale ed emergenze", dal 23 novembre 2016 riveste, ex art. 19, comma 6, citato, l'incarico dirigenziale di livello non generale di "soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016";
afferiscono a quell'ufficio con sedi a Rieti e Roma, articolato in 4 aree organizzative e supportato da una segreteria tecnica di progettazione, i 62 comuni danneggiati dall'evento sismico del 24 agosto 2016, i 69 coinvolti nel sisma del 26 e 30 settembre 2016 e i 9 del terremoto del 18 gennaio 2017: un "cratere" compreso tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria;
quanto alla missione del suddetto "ufficio del soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016", che lavora in stretto rapporto con il commissario straordinario di Governo per la ricostruzione, sul portale istituzionale si legge che esso è "nato per assicurare la necessaria unitarietà di gestione degli interventi di messa in sicurezza del patrimonio culturale, delle azioni di recupero e della ricostruzione delle aree colpite dal Sisma 2016";
l'ingegner Iannelli dirige l'unico oggi attivo degli uffici speciali della Direzione generale "sicurezza del patrimonio culturale", istituiti ex art. 54, comma 2-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, come ulteriori articolazioni della stessa e coordinati dal servizio II;
poiché dal 1° giugno 2020 Iannelli è stato dirigente ad interim del servizio II, "emergenze e ricostruzioni", in quella stagione ha anche coordinato l'importante ufficio, dotato (dal 3 novembre 2020) di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile, prima afferente alla Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio (e privo di autonomia finanziaria), di cui era, contestualmente, il soprintendente speciale;
una volta cessato l'incarico ad interim che gli ha consentito, per qualche tempo, di coordinare se stesso, dal 22 novembre 2021 l'attività del soprintendente speciale Iannelli è coordinata dal coniuge, ingegnere Rubino, poiché, oltre a quanto riferito sopra, li unisce anche il vincolo matrimoniale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra;
se possa spiegare perché, come risulta agli interroganti, si sarebbe inteso raggiungere l'unitarietà di gestione, perseguita come priorità dal soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016, dando agli uffici della Direzione generale sicurezza del patrimonio culturale direttamente coinvolti una dimensione non "semplicemente" familistica, come lamentato in altre occasioni, ma addirittura familiare;
se non tema che l'attribuzione di altri ruoli chiave a soggetti che appartengono anch'essi ad un gruppo ristretto, che gli interroganti ritengono collegato all'ufficio del segretariato generale e al quale si attinge in via esclusiva per coprire le posizioni più delicate, potrebbe generare il sospetto, nei cittadini, che anche il vertice politico del Ministero garantisca interessi particolari, o comunque diversi da quelli della comunità dei cittadini.
(3-03068)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che l'interrogazione 3-02748 della prima firmataria del presente atto, pubblicata il 28 luglio 2021, concentrava l'attenzione su un concorso di topografia antica (materia di ambito archeologico), bandito dall'università "Federico II" di Napoli, dall'iter e dall'esito poco limpidi. Stanno altresì emergendo sempre più spesso casi sconcertanti, che impediscono di ritenere quello napoletano un esempio isolato, bensì una procedura sistematica volta a favorire candidati di dubbio merito ma "predestinati", con la conseguenza di obbligare alcune delle menti italiane più meritevoli a cambiare vita o nazione, danneggiando la loro esistenza personale e impoverendo il sistema universitario italiano;
considerato che, per quanto risulta agli interroganti:
illustrano bene la situazione la puntata della trasmissione di RAI3 "Presa diretta" del 7 febbraio 2022 ma anche a quanto sta avvenendo a Paolo Storchi, ricercatore estremamente titolato, di fama internazionale, autore di scoperte archeologiche tra le più importanti degli ultimi anni: la città romana scomparsa di Tannetum (Reggio Emilia), il teatro dell'antica Pella (in Grecia), decine di altri siti e monumenti prima sconosciuti. Rientrato in Italia da due anni dopo avere condotto studi presso prestigiose sedi di ricerca in Grecia, Storchi non riesce a vincere neppure un posto da ricercatore nel nostro Paese e sembra avere subito lo stesso trattamento di P.L.T. nel menzionato concorso di Napoli;
all'università di Trieste, infatti, un posto di ricercatore a tempo determinato tipo A è stato bandito per individuare chi si occupasse della creazione di un parco archeologico, progetto diretto dalla professoressa Federica Fontana. La commissione giudicatrice era composta dai professori Jacopo Bonetto (università di Padova), Furio Sacchi (università Cattolica di Milano) e Bruno Callegher (università di Trieste);
risulta che una candidata, E. M., nello sconcerto generale, si sia presentata al colloquio orale on line attraverso l'account della professoressa che avrebbe poi diretto il progetto, come documentato da vari screenshot degli altri candidati;
dalla lettura degli atti della commissione giudicatrice emergerebbe (verbale n. 2 e n. 3, con nota particolare a p. 2), inoltre, che tra i commissari vi erano giudizi contrastanti: in particolare, Callegher avanzava tutta una serie di perplessità sulla valutazione del curriculum della candidata poi risultata vincitrice, evidentemente piuttosto modesto (ella ha presentato 2 pubblicazioni di fascia A, Storchi 9). La tesi di dottorato di Paolo Storchi, su temi sì topografici ma non lontani dal progetto (come sottolineato da Callegher e Sacchi) è stata decurtata di ben 5 punti, mentre quella della M. è stata valutata con il massimo punteggio benché il documento non fosse stato prodotto, problema sollevato dal solo Callegher. L'intera documentazione è infarcita di giudizi di questo tipo, con l'intento niente affatto nascosto di parte della commissione, ad avviso dell'interrogante, di indirizzare il giudizio verso la candidata;
forse peggiore è il caso del concorso per ricercatore a tempo determinato tipo B in topografia antica dell'università di Sassari, con commissione giudicatrice costituita dai professori Paolo Carafa ("Sapienza", docente di archeologia classica), Simonetta Menchelli (università di Pisa) e Stefano Campana (università di Siena);
in questo caso, i criteri valutativi sono stati disegnati così puntualmente sul predestinato e non sulla materia oggetto di concorso che Storchi, nonostante l'abilitazione ministeriale per professore associato concessa con parere esterno positivo da un ordinario di topografia antica, laurea triennale in topografia antica (110 e lode), laurea specialistica in topografia antica (110 e lode), un master, specializzazione in archeologia classica con tesi in archeologia del paesaggio (materia affine alla topografia, sempre L-Ant09), dottorato europeo in topografia antica (votazione: eccellente), perfezionamento presso la Scuola archeologica italiana di Atene su temi topografici, e attualmente professore a contratto di archeologia del paesaggio all'università di Bologna, nonché autore di una monografia corposa quanto innovativa, oltre che di 33 pubblicazioni scientifiche edite frequentemente in riviste di fascia A o internazionali (si veda il curriculum vitae pubblicato sul sito dell'università di Bologna), non è risultato neppure idoneo;
il vincitore è invece un architetto, R. B., che non ha conseguito l'abilitazione nazionale, ha una monografia modesta e relativamente poche pubblicazioni, in gran parte scritte con altri autori (come da curriculum vitae pubblicato sul sito dell'università di Sassari); tra gli idonei c'è persino uno studioso formatosi in preistoria/protostoria, senza abilitazione, con relativamente poche pubblicazioni e addirittura senza monografia. Anche in questo caso si riscontrato forti anomalie nell'attribuzione dei punteggi, come per l'innovatività, sempre ritenuta massima per il vincitore, nonostante temi ricorrenti, e quasi sempre modesta per Storchi, che ha presentato articoli su scoperte importanti. Anomala parrebbe anche la valutazione delle sedi editoriali e delle partecipazioni a gruppi di ricerca. In entrambi i concorsi si è poi riscontrata disparità di trattamento anche nelle prove orali;
Storchi, peraltro, avendo intuito l'anomalia dei parametri utilizzati nel concorso di Sassari, ha segnalato tramite PEC all'associazione "Trasparenza e merito" il nominativo del predestinato vincitore ancor prima dello svolgimento delle prove,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessaria un'approfondita indagine sui due concorsi richiamati, a parere degli interroganti da annullare con effetto immediato, che saranno anche oggetto di un esposto-denuncia di Paolo Storchi;
più in generale, se non reputi urgente procedere ad una revisione del sistema di reclutamento universitario (soprattutto ma non solo in archeologia) mediante l'istituzione di una commissione per il controllo dei concorsi che si occupi di capire se i criteri di selezione non siano, come purtroppo quasi sempre accade, modellati ad personam e di fornire testimoni che assistano a tutte le prove orali, per accertare che il punteggio non sia attribuito ai candidati per ragioni di simpatia o sentimento;
che cos'altro intenda fare il Ministro, essendo l'università italiana, sotto questo particolare aspetto, prossima al collasso, per cercare di salvarla e per ridare fiducia ai giovani meritevoli, che devono poter tornare a credere nella serietà delle procedure concorsuali, e agli studenti, altrimenti privati dell'opportunità di interagire con professori eccellenti e capaci di innovare assecondando lo spirito dei tempi.
(3-03069)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l'"Unità di analisi, programmazione, statistica e documentazione storica", che fa capo alla Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale, cura la conservazione e la promozione del patrimonio archivistico e librario della Farnesina;
l'archivio storico diplomatico, disciplinato dal decreto legislativo n. 42 del 2004 ma senza l'obbligo di versare all'archivio Centrale dello Stato i propri atti, custodisce la documentazione originata e versata sia dagli uffici dell'amministrazione sia dalle sue sedi all'estero: si tratta di oltre 25 chilometri lineari di documenti, prodotti dall'unità d'Italia (1861) fino a tempi recenti. In mancanza di un decreto ministeriale di regolamento generale degli archivi della Farnesina, però, a causa della progressiva riduzione del personale specializzato, nell'ultimo ventennio l'inventariazione dei fondi versati ha conosciuto un sensibile rallentamento;
quanto alla biblioteca, ad un patrimonio di circa 200.000 volumi si sommano 1.500 periodici (italiani e stranieri); tra i fondi degni di nota, si segnala il "fondo antico", al quale appartengono circa 3.000 opere, edite tra il 1500 e il 1830. L'attività di catalogazione dell'intero patrimonio ed inserimento nel catalogo del sevizio bibliotecario nazionale (SBN) è tuttora in corso, con circa 3.000 volumi catalogati all'anno. È mancato un programma di ampliamento del patrimonio, invece, negli ultimi anni, per la riduzione delle risorse finanziarie destinate all'acquisizione di nuovi volumi;
allo scopo di invertire la tendenza, è stato recentemente indetto un concorso, "per titoli ed esami, a dieci posti di funzionario archivista di Stato/di Biblioteca, terza area F1", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 10 dicembre 2021 (con scadenza al 24 gennaio 2022); i media ne hanno data notizia nei giorni seguenti ("Concorso Maeci 10 archivisti biblioteca: come partecipare e prove" su "LeggiOggi" e "Ministero Affari Esteri: concorso 10 funzionari Archivisti" su "ticonsiglio");
considerato inoltre che:
il 23 dicembre 2021 Micaela Procaccia, Federico Valacchi e Rita Paris, presidenti dell'Associazione nazionale archivistica italiana (ANAI), dell'Associazione italiana docenti universitari scienze archivistiche (AIDUSA) e dell'associazione "Ranuccio Bianchi Bandinelli", hanno inviato una lettera aperta a Renato Varriale, direttore generale per le risorse e l'innovazione del Ministero, documento pubblicato anche in rete ("Lettera al Ministero degli esteri per il concorso di funzionario archivista" su "bianchibandinelli");
la lettera si riferisce al concorso, di cui le associazioni contestano principalmente i criteri di ammissione (art. 2 del bando), giudicandoli "gravemente riduttivi e incompatibili con i criteri stabiliti a livello nazionale per l'affidamento del patrimonio culturale archivistico e biblioteconomico". È infatti richiesto che il candidato sia in possesso solo di un diploma di laurea di ambito umanistico-sociale, indifferentemente magistrale o specialistica, mentre eventuali diplomi di specializzazione sono considerati titoli aggiuntivi;
al Ministero della cultura, invece, per concorrere alla qualifica di archivista di Stato, il titolo di terzo livello (che si aggiunge alla laurea magistrale classe LM 5 indirizzo archivistico o alla laurea quadriennale in beni culturali o ad altre lauree quadriennali o specialistiche) costituisce un requisito imprescindibile, poiché lo svolgimento di quella funzione esige competenze avanzate, come del resto riconoscono sia la norma tecnica UNI 11536:2014 sia la legge n. 110 del 2014 con riferimento all'art. 9-bis del decreto legislativo n. 42 del 2004, sia il decreto ministeriale n. 244/2019, all. 3, "profilo archivista";
valutato che, a giudizio degli interroganti:
la conservazione e la tutela del patrimonio documentario del Ministero degli affari esteri, finora assicurate nel rispetto della normativa vigente (pur se con i rallentamenti già ricordati), sono evidentemente messe a rischio da un bando concorsuale siffatto, nato verosimilmente con le migliori intenzioni ma di fatto irrispettoso di titoli e ambiti di competenza, al punto da ricercare mediante un'unica procedura un doppio profilo che combina, senza distinguerle, le professioni di archivista e di bibliotecario;
la leggerezza colposa della Direzione generale per le risorse e l'innovazione potrebbe discendere dalla scarsa dimestichezza con il patrimonio archivistico e librario del dicastero, poiché dei manufatti con valenza culturale si occupano, alla Farnesina, sezioni della citata Direzione generale per la diplomazia pubblica e culturale e della Direzione generale per l'amministrazione, l'informatica e le comunicazioni;
in controtendenza, però, come ricordano le associazioni firmatarie della lettera richiamata, la 7a Commissione permanente "Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport" del Senato sta svolgendo le audizioni di un affare assegnato dedicato proprio agli archivi e Roma ospiterà per la prima volta, a settembre 2022, la conferenza internazionale dell'International council on archives (ICA). Ciò testimonia la crescente consapevolezza, su scala internazionale, dell'importanza del patrimonio documentario pubblico e privato di ciascun Paese,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra e, avendo omesso di ritirare immediatamente il bando in autotutela, come sarebbe stato opportuno, non ritenga di doversi comunque attivare per riportare la procedura concorsuale nel solco della regolarità, in modo che essa non calpesti il riconoscimento professionale faticosamente raggiunto dagli archivisti e dai bibliotecari.
(3-03070)
CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
il direttore generale della Direzione "educazione ricerca e istituti culturali" del Ministero della cultura, Mario Turetta, ha recentemente attribuito l'incarico di funzione dirigenziale di livello non generale di direzione dell'Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro (ICPAL) a Sandra Suatoni, storico dell'arte in forza al Ministero dal 1999, dirigente di seconda fascia dal 2009;
da curriculum caricato sul portale istituzionale, aggiornato però al 3 maggio 2021 e senza l'ultimo atto di nomina, la Suatoni, dopo avere diretto il museo nazionale degli strumenti musicali (2015-2018), è stata dirigente ispettore del servizio IV (oggi VII) "anticorruzione ispettivo" del segretariato generale dal 3 agosto 2019, nonché dirigente ad interim del servizio II, arte contemporanea, della Direzione generale creatività contemporanea dal 14 luglio 2020 al 15 luglio 2021 e, con incarico aggiuntivo, dal 28 settembre 2020 al 23 febbraio 2022 dirigente del servizio IV, "periferie e rigenerazione urbana", della medesima Direzione generale, per la quale ha svolto anche altri compiti aggiuntivi;
valutato che l'art. 4 del titolo I del decreto del 2008 organizzativo dell'ex Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, oggi ICPAL, statuisce che l'istituto "è diretto da un dirigente archivista di Stato o bibliotecario". Per l'eventuale variazione dell'organizzazione occorre un decreto del Ministro ma non c'è stata variazione, finora, e il decreto del 2008 è ancora vigente,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto sopra e possa spiegare perché sia stata nominata quale direttore dell'Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro una storica dell'arte, il cui ricco curriculum non lascia tuttavia dubbi circa il fatto che ella non sia "un dirigente archivista di Stato o bibliotecario", come invece richiesto espressamente dalla normativa in vigore;
per quale ragione il segretario generale, Salvatore Nastasi, vertice amministrativo del Ministero, non si sia opposto ad una nomina che, ad avviso degli interroganti, viola apertamente una norma regolamentare e riporta d'attualità la problematica mai risolta, nei fatti, del mancato riconoscimento professionale degli archivisti e dei bibliotecari persino da parte del Ministero di riferimento.
(3-03071)
BERGESIO, VALLARDI, RUFA, ZULIANI, PIZZOL - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:
da notizie di stampa si apprende dell'ennesimo attacco ai prodotti agroalimentari made in Italy con la proposta da parte del gruppo degli inventori del sistema "Nutriscore" di rivisitare in senso restrittivo l'etichetta a semaforo, che vorrebbe l'inserimento di una lettera F nera su tutte le bevande che contengono alcol, anche in piccola quantità;
tali scelte, del tutto immotivate, sono assolutamente fuorvianti per i consumatori in quanto danno indicazioni ingannevoli sui corretti stili di vita alimentari; le eccellenze enogastronomiche italiane, ed in particolare carni, vini e formaggi, che, oltre ad essere prodotti di assoluta qualità, rappresentano l'emblema di uno stile di vita salutare ed equilibrato, da contrapporre al consumo di cibi sintetici e processati, dannosi per la salute umana;
le etichette a colori si concentrano esclusivamente su un numero limitato di sostanze nutritive, utilizzando peraltro in modo del tutto arbitrario degli algoritmi che alterano l'interpretazione del valore nutrizionale complessivo di un alimento, escludendo paradossalmente alimenti sani e naturali, i quali sono un riferimento importante nell'applicazione dei principi della dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO;
il comparto vitivinicolo, così come gli altri prodotti dell'enogastronomia italiana, rappresenta una delle massime espressioni identitarie dei nostri territori, e risponde pienamente agli obiettivi declinati dall'Unione europea circa il raggiungimento di più alti livelli di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità;
l'attacco alle eccellenze enogastronomiche italiane avviene peraltro in un contesto particolare, nel quale si sta discutendo a livello europeo della possibile revisione del regolamento per la ripartizione dei fondi alla promozione alimentare, circostanza che potrebbe comportare tagli alle risorse destinate proprio all'agroalimentare italiano, ed in primo luogo ai comparti vinicoli e zootecnici,
si chiede di sapere quali immediate iniziative il Ministro in indirizzo voglia intraprendere per instaurare un dialogo costruttivo con le competenti istituzioni europee, affinché venga riconosciuto il valore che le produzioni agroalimentari made in Italy sono in grado di esprimere in termini di qualità, sicurezza e salubrità, ed impedendo che il nostro Paese possa essere discriminato nell'assegnazione dei fondi europei per la promozione di alimenti, a cui l'Italia ha pieno diritto vista l'alta qualità nutrizionale, la sostenibilità ambientale ed il rispetto della biodiversità e della salute che il cibo made in Italy garantisce grazie ad un'antichissima tradizione.
(3-03072)
MALAN, LA PIETRA, RAUTI, BALBONI, PETRENGA, IANNONE, GARNERO SANTANCHE', DRAGO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
in una conferenza stampa tenutasi nella sede dell'ambasciata della Repubblica popolare cinese a Washington, il signor Yang Shu, vice direttore generale delle relazioni internazionali del comitato organizzatore dei giochi olimpici invernali in programma in Cina dal 2 al 20 febbraio 2022, ha affermato che "comportamenti o dichiarazioni contrarie allo spirito olimpico o a leggi e regolamenti cinesi saranno soggetti a sicura punizione", che potranno includere la cancellazione degli accrediti e dunque l'esclusione dalle gare;
per quanto riguarda le violazioni dei regolamenti olimpici, non tocca certo al comitato organizzatore sanzionarle bensì ai preposti organi del Comitato internazionale olimpico; quanto invece alle leggi e regolamenti cinesi, ne è ben nota la natura totalitaria, e la formulazione ampiamente ambigua che può far diventare reato qualunque dichiarazione che non sia di acritico e incondizionato sostegno al governo del Partito comunista cinese e non si discosti su alcun tema, come ad esempio la pandemia da COVID-19, dalla versione gradita al regime;
tali norme liberticide sarebbero applicabili anche a quanto gli atleti o i loro accompagnatori scrivessero sui social media e, per la loro pretesa universalità, ci sarebbe anche il rischio che affermazioni fatte in passato fuori dalla Cina venissero colpite in occasione dei giochi olimpici;
nella storia olimpica, che pure ha visto diverse edizioni aver luogo in Paesi governati da feroci dittature, non si erano mai verificate simili intimidazioni, anzi, i regimi tentavano sempre in qualche modo di mostrare un volto di tolleranza e accoglienza, che fosse compatibile con lo spirito olimpico;
i governi di diversi Paesi membri dell'Unione europea, Belgio, Danimarca, Estonia, Lituania, Svezia e Austria, oltre a Stati Uniti, Giappone, Kosovo, Nuova Zelanda, Regno Unito, Canada e Australia, hanno annunciato l'assenza dei propri rappresentanti politici e diplomatici alla cerimonia inaugurale come segno di protesta per le sistematiche violazioni dei diritti umani in Cina, per i gravissimi atti di genocidio contro la minoranza uigura e per la vicenda della tennista cinese Peng Shuai, scomparsa il 2 novembre 2021, dopo aver pubblicato un lungo messaggio accusando Zhang Gaoli, ex vicepremier cinese e membro di alto rango del Partito comunista cinese di violenza sessuale avvenuta circa 10 anni prima,
si chiede di sapere:
in che modo si intenda reagire alle dichiarazioni intimidatorie del vice direttore generale delle relazioni internazionali del comitato organizzatore dei giochi olimpici invernali in programma in Cina dal 2 al 20 febbraio, che ha annunciato sicure punizioni nei confronti degli atleti, inclusa l'esclusione dalle gare, per comportamenti o dichiarazioni contrarie allo spirito olimpico o a leggi e regolamenti cinesi, incluse quelle che negano la libertà di espressione;
se, e in caso contrario perché, il Governo non abbia unito l'Italia alle numerose nazioni che non hanno mandato rappresentanti politici o diplomatici alla cerimonia inaugurale dei giochi olimpici invernali di Pechino.
(3-03073)
MALAN - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
da una nota del 13 gennaio 2022 sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, si apprende che con un decreto ministeriale, ad oggi non pubblicato, è stata istituita una Commissione sulle concessioni autostradali con una serie di compiti;
tra i quattordici membri della Commissione figurano avvocati che hanno difeso concessionari autostradali, componenti di istituto fondato da un ben retribuito consulente di Autostrade per l'Italia, nonché l'autore di un articolo pubblicato su "Il Sole 24 Ore" tre giorni dopo il crollo del Ponte Morandi, in cui difendeva ASPI rispetto alle accuse di responsabilità nel disastro;
ciò avviene mentre la magistratura ordinaria sta lavorando su alcuni aspetti della gestione delle concessioni autostradali da parte del Governo, mentre la Corte dei conti solleva pesanti rilievi rispetto al cosiddetto riassetto societario promosso dal Governo stesso per ASPI, dopo che la firma di un Atto Aggiuntivo alla Convenzione Unica per la concessione dell'autostrada Brescia-Padova ha profondamente modificato i termini di quella convenzione, a suo tempo approvata con legge, sulla base della delibera n. 21 del 18 marzo 2013 del CIPE, benché questa fosse stata in precedenza definitivamente annullata dal Consiglio di Stato, dopo che il principio di rotazione degli incarichi richiesto dalla normativa anti-corruzione è risultato non applicato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora MIMS);
l'interrogante rileva come in relazione alle questioni in argomento già in data 27 maggio 2020 veniva rivolta al Ministro in indirizzo l'interrogazione 4-03541, mediante la quale si domandava, a proposito del mancato completamento dell'autostrada Asti-Cuneo, per quali ragioni si fosse ignorato il mancato rispetto delle condizioni stipulate in sede di gara del 2003-2005 da parte del socio privato, perché si fossero ignorati gli importanti rilievi della Corte dei conti, perché non fosse stato aggiornato il tasso di congrua remunerazione del capitale investito (WACC) e se ritenesse che remunerare il capitale al tasso del 9,23 per cento, quando l'inflazione è vicina allo zero così come il tasso di rendimento dei titoli di Stato, fosse compatibile con l'interesse pubblico, e perché fosse stata ritirata la richiesta di parere alla Commissione europea, nonostante il valore di subentro stabilito fosse più di 3 volte superiore al limite da essa fissato; si chiedeva inoltre perché, per un'operazione che è un prestito, ci si fosse rivolti a una società autostradale e non al mercato finanziario o a un istituto bancario, cose che con ogni probabilità avrebbero consentito, in assenza di fattori di rischio, di ottenere tassi assai inferiori al 9,23 per cento;
inoltre, in data 20 aprile 2021, mediante l'atto di sindacato ispettivo 4-05316, atteso che il 1° giugno 2017 rispondendo a una precedente interrogazione il rappresentante di codesto Ministero aveva rivelato la sostanziale mancata applicazione della rotazione degli incarichi dirigenziali prevista dall'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, detta "anticorruzione", si chiedeva di sapere se i competenti uffici avessero rilevato la carenza di investimenti e manutenzione da parte di ASPI e, in caso negativo, come questo avesse potuto accadere considerato che all'uopo sarebbe stato sufficiente leggere i bilanci della società concessionaria, se la mancanza di rotazione degli incarichi dirigenziali avesse influenzato l'inefficacia dell'attività del Ministero rispetto ai mancati investimenti e alla pericolosa carenza di manutenzione e se, almeno dopo il giugno 2017, si fosse applicata presso il Ministero la rotazione degli incarichi richiesta dalla legge;
ancora, mediante l'interrogazione 3-02325, pubblicata il 4 marzo 2021, a proposito della concessione dell'autostrada A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova, si chiedeva conto della firma da parte del Ministero di un Atto Aggiuntivo alla Convenzione Unica del 9 luglio 2007, in cui si fissava al 31 dicembre 2026 la scadenza della concessione, ritenendo assolta la condizione di cui all'articolo 4, comma 2, della Convenzione del 2007 (che richiedeva l'approvazione del progetto definitivo dell'intera autostrada Valdastico nord entro il 30 giugno 2013) in funzione del solo parziale progetto preliminare del solo primo lotto funzionale approvato con delibera CIPE n. 21/2013, nonostante tale delibera fosse stata annullata in via definitiva dal Consiglio di Stato il 21 gennaio 2019, con sentenza n. 499/19, e fosse comunque del tutto insufficiente a soddisfare la condizione stabilita nella convenzione del 2007,
si chiede di sapere:
perché, prima di nominare una Commissione che faccia proposte sulla sostenibilità economico-finanziaria del modello concessorio per garantire una maggior tutela dell'interesse e della finanza pubblica, il Ministro in indirizzo non abbia risposto all'interrogazione 4-03541, pubblicata il 27 maggio 2020, di cui in premessa;
perché, prima di incaricare una Commissione di individuare un modello univoco di monitoraggio e controllo dei livelli di qualità del servizio reso all'utenza, il Ministro non abbia risposto agli interrogativi proposti mediante la citata interrogazione 4-05316 del 20 aprile 2021;
perché, prima di incaricare una Commissione di individuare le principali caratteristiche delle concessioni vigenti e le loro possibili criticità delle concessioni in essere, non avesse risposto all'interrogazione 3-02325 pubblicata il 4 marzo 2021, richiamata in premessa e perché il Ministro non abbia provveduto alla tutela della finanza pubblica a norme vigenti rispetto all'atto aggiuntivo dell'aprile 2020 alla convenzione del 2007 per la concessione dell'autostrada Brescia-Padova, che, solo dalla data della sua firma alla scadenza della concessione, concederà a privati ricavi per oltre 2 miliardi e 900 milioni di euro, di cui circa la metà di margine operativo lordo, somma che avrebbe dovuto andare allo Stato, proprietario dell'infrastruttura, e non al concessionario, poiché questi è inadempiente alla condizione prevista dalla convenzione del 2007 fin dal 30 giugno 2013;
se il Ministro intenda tener conto di possibili conflitti di interesse da parte di componenti della Commissione e, eventualmente, prendere provvedimenti al riguardo;
quali siano le risposte del Governo alle citate interrogazioni;
se tale Commissione abbia l'incarico di trovare rimedio ai pesanti rilievi sollevati dalla Corte dei conti sul cosiddetto "riassetto societario" promosso dal Governo per ASPI o se il Governo intenda recepire e dare seguito ai rilievi stessi.
(3-03074)
DE BERTOLDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
secondo quanto risulta da articoli di stampa pubblicati nelle scorse settimane da quotidiani locali del Trentino-Alto Adige, le Province autonome di Trento e di Bolzano, avrebbero inviato al Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, la richiesta di avvio delle procedure per il rinnovo istruttorio volto all'approvazione di norme di attuazione dello Statuto speciale, recanti la delega di funzioni statali in materia di Agenzia delle entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura tributaria;
al riguardo, l'interrogante evidenzia come, da quanto emerge dallo schema delle norme di attuazione del provvedimento citato, gli effetti che potrebbero delinearsi dal quadro normativo indicato nel medesimo provvedimento, rischiano di penalizzare il quadro legislativo del federalismo fiscale, considerato che lo schema prevede che la competenza legislativa fiscale, rimarrà in capo allo Stato, mentre potranno essere trasferite alle due province autonome (anche disgiuntamente) le competenze relative al personale amministrativo, alla manutenzione e amministrazione degli edifici, nonché la fornitura di attrezzature e di servizi funzionali agli stessi immobili;
a tal fine, l'interrogante rileva come risulti incomprensibile conseguentemente, la richiesta da parte di entrambe le Province autonome di poter esercitare le competenze amministrative sulla materia esposta, considerato fra l'altro che le motivazioni sostenute dal Presidente della provincia altoatesina, secondo le quali: "rappresenta una priorità da parte del medesimo ente, rendere le agenzie fiscali all'interno del territorio moderne per la fornitura di servizi", appaiono contrastanti, rapportate a come è stata gestita negli anni la competenza amministrativa relativa al settore della giustizia sul territorio trentino;
l'interrogante evidenzia ancora, come non sia stato risolto nessuno dei problemi endemici, rilevando al contempo che proprio in relazione ai contenuti della delega, siano sorti ulteriori difficoltà che hanno aggravato le condizioni dei lavoratori, generando contenziosi importanti, con riflessi negativi anche nei riguardi degli utenti;
la richiesta delle Province autonome di Trento e di Bolzano, per ottenere la delega di funzioni statali, in materia di Agenzia delle entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura ordinaria, a giudizio dell'interrogante, non determinerà pertanto alcun beneficio, per la comunità locale e gli imprenditori trentini, ma configura in realtà l'obiettivo di acquisire un potere normativo influente sull'azione di controllo e di presidio del territorio del personale dell'Agenzie delle entrate, nei riguardi dei cittadini e imprenditori locali;
ulteriori criticità che s'inseriscono all'interno delle predette osservazioni, a parere dell'interrogante, emergono dalle numerose partecipazioni da parte delle citate Province, in società economiche territoriali, i cui effetti determinano conseguentemente un evidente conflitto d'interessi, considerato che la posizione di controllore e controllato risulterebbero coincidenti;
in relazione alle citate considerazioni, appare pertanto urgente e indispensabile, a giudizio dell'interrogante, giungere ad una rigorosa riflessione sulla necessità di provincializzare le agenzie fiscali e sui motivi per i quali lo schema di decreto legislativo recante misure per la revisione della disciplina dell'organizzazione delle agenzie fiscali, di attuazione della legge 11 marzo 2014, n. 23, è stato bocciato,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda confermare le notizie pubblicate dai quotidiani locali trentini, relativamente alla richiesta da parte delle Province autonome di Trento e di Bolzano, di ottenere la delega dal Governo delle funzioni statali, in materia di Agenzia delle entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura tributaria;
in caso affermativo, se non convenga che, in considerazione delle criticità esposte in premessa, tale rivendicazione sia da rifiutare, in relazione agli effetti negativi e penalizzanti socioeconomici, che deriverebbero dall'effettiva introduzione delle norme di attuazione, per la comunità territoriale trentina;
se non ritenga infine opportuno, alla luce di quanto richiamato, intraprendere iniziative di competenza, al fine di definire con maggiore chiarezza, che la direzione intrapresa da parte delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nella volontà di provincializzare le Agenzie fiscali, rappresenti una scelta contra legem e rischia di determinare gravi distorsioni normative, con evidenti ripercussioni socioeconomiche per il tessuto imprenditoriale trentino e la comunità locale.
(3-03075)
DE BERTOLDI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
le disposizioni previste dall'articolo 28 del decreto-legge n. 4 del 2022, in corso d'esame in Parlamento per la conversione in legge, che recano novelle agli articoli 121 e 122 del decreto-legge n. 34 del 2020, "decreto rilancio", rispettivamente in materia di opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali e di cessione dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, stanno determinando gravissimi effetti economici e finanziari, nei riguardi di importanti segmenti economici del tessuto nazionale, poiché hanno sostanzialmente bloccato l'intero mercato edile e finanziario;
le misure, modificate in corso d'opera (non soltanto a giudizio dell'interrogante, ma anche secondo la totalità degli operatori economici del settore), che introducono elementi di complessità e limitazioni (aggravando ulteriormente un iter burocratico già in precedenza estremamente difficile e articolato, che ha generato sfiducia nel sistema procedurale e nel provvedimento originariamente approvato), sono state oggetto di diffuse critiche anche in relazione alla concreta riduzione significativa rispetto alla disciplina previgente delle possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati, attraverso lo strumento delle cessioni del credito, i cui effetti con ogni probabilità determineranno ricadute in ordine all'entità degli investimenti futuri nel settore del credito nelle operazioni legate alle agevolazioni di riqualificazione energetica ed edilizia degli immobili;
l'interrogante evidenzia come il continuo stravolgimento normativo stabilito dal Governo, che ha, oramai da diversi mesi, disorientato il settore imprenditoriale, in particolare quello delle costruzioni, oltre che il settore bancario e finanziario (a causa dei continui cambiamenti normativi), ha di fatto interrotto la possibilità della cessione del credito di imposta, a causa dell'inibizione ai cessionari dei crediti fiscali di cedere al loro volta i medesimi crediti, con prevedibili e gravissime ricadute nei riguardi del tessuto imprenditoriale nazionale sul fronte della liquidità monetaria;
la limitazione della circolazione dei crediti fiscali, a giudizio dell'interrogante, rappresenta una decisione normativa che non può certamente contrastare le frodi, come si intenderebbe invece prevedere, in considerazione del fatto che quello che risulta fondamentale dal punto di vista legislativo è stabilire se i crediti fiscali siano assegnati a chi ne abbia veramente diritto;
a parere dell'interrogante, l'incertezza normativa si ripercuote inoltre sui contratti di cessione del credito fiscale stipulati in precedenza all'entrata in vigore delle recenti misure introdotte, rischiando di causare una molteplicità rilevante di contenziosi giudiziari su tutto il territorio nazionale, con gravissime ripercussioni negative sul piano produttivo e occupazionale, oltre a uno spreco di risorse pubbliche causate dai ricorsi;
l'effetto domino nei settori economici, causato dal blocco della cessione dei crediti fiscali, rischia infatti di provocare la chiusura dell'attività per migliaia di imprese del settore edile e dell'intero indotto, a causa di decisioni del Governo che appaiono superficiali ed evidentemente punitive nei riguardi del sistema Paese, nettamente in controtendenza rispetto alle reali esigenze richieste dal libero mercato e dalle imprese nazionali;
risulta urgente e indifferibile, introdurre rapide misure orientate verso una semplificazione normativa, attraverso un sistema che garantisca la continua tracciabilità tra il credito fiscale e l'immobile oggetto di interventi agevolati, all'interno di una piattaforma informatica, in grado di verificare in qualsiasi momento le operazioni di cessione del credito successive alla prima cessione, anche limitando il numero delle medesime cessioni, al fine da consentire, sia un accurato monitoraggio fiscale, che il mantenimento della dovuta flessibilità del mercato, per quanto riguarda le operazioni in essere e quelle future,
si chiede di sapere:
quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto;
se sia a conoscenza dei gravi rischi economici e occupazionali che le misure recentemente previste dal decreto-legge n. 4 del 2022, che si inseriscono nel solco delle previsioni del decreto-legge n. 157 del 2021 (decreto antifrodi), in materia di contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche, rischiano di determinare la paralisi economica e finanziaria del mercato dell'edilizia e dell'intero indotto;
quali iniziative di competenza urgenti e indifferibili intenda conseguentemente adottare, al fine di modificare l'impianto normativo in materia di opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali e di cessione dei crediti d'imposta, che appaiono inaccettabili e impostate su presupposti irragionevoli.
(3-03076)
MONTEVECCHI, VANIN - Ai Ministri della cultura e della transizione ecologica. - Premesso che da recenti notizie di stampa si apprende che i Ministri in indirizzo hanno espresso un parere positivo di compatibilità ambientale per quanto riguarda il progetto "nuovo permesso di ricerca mineraria 'Corchia' per rame, piombo, zinco, argento, oro, cobalto, nickel e minerali associati" nell'ex miniera di Corchia, sull'Appennino parmense, nel territorio comunale di Berceto, presentato da Energia Minerals;
considerato che:
già al momento della notizia dell'avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale dal territorio erano state sollevate obiezioni in merito all'attività di ricerca in tale area. Si tratta, infatti, di aree vincolate e tutelate nelle quali non risulta possibile il rilascio di future concessioni minerarie considerata la presenza di diversi vincoli legati al valore naturalistico e paesaggistico complessivo dell'ambito territoriale interessato dal provvedimento;
il progetto di ricerca mineraria Corchia, essendo dichiaratamente propedeutico a svolgere un'attività, quella estrattiva, è incompatibile con i vincoli ambientali e paesaggistici che interessano l'area di progetto e, in particolare, del tutto contraria agli obiettivi di conservazione dei siti "Natura 2000" interessati, ma di tale incompatibilità, a parere degli interroganti, non si è tenuto adeguatamente conto;
considerato inoltre che al permesso di ricerca si è opposta anche la Regione Emilia-Romagna, contraria a far riprendere le attività di estrazione in un'area fragile e caratteristica come quella di Corchia, nell'Appennino parmense, di forte valenza ambientale e paesaggistica che rappresenta meta di escursionisti e naturalisti;
valutato che a parere degli interroganti non si comprende come un'attività di ricerca come quella estrattiva possa essere compatibile con gli obiettivi di transizione ecologica e fra i pilastri del PNRR,
si chiede di sapere quali siano state le valutazioni che hanno portato i Ministri in indirizzo ad esprimere parere favorevole alle attività di ricerca.
(3-03077)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
RUOTOLO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
come riportato da organi di stampa, si apprende la notizia della scarcerazione del boss Paolo Carolei, esponente di spicco di uno dei clan egemoni a Castellammare di Stabia (Napoli), protagonista non solo di omicidi, attentati, estorsioni, ma anche di esercitare un potere monolitico tale da condizionare pezzi della pubblica amministrazione nell'assegnazione di appalti, come emerge dall'inchiesta "Domino Bis";
a quanto risulta all'interrogante, pare che la ritrovata libertà del boss sia stata immortalata in video e foto diffusi sui social network e in particolare su "Tik Tok", secondo una consuetudine per annunciare il ritorno in società; inoltre, occorre ricordare la circostanza che proprio un parente del boss ricopre la carica di consigliere comunale;
nel comune di Castellammare di Stabia vi è una forte presenza della criminalità organizzata: come emerso da un complesso quadro investigativo, i clan operano non solo nelle tradizionali attività illecite legate al mercato della droga, del racket e dell'usura, ma si evidenzia un interesse della camorra nel sistema degli appalti pubblici e nell'inquinamento della politica, con il tentativo di condizionare l'esito in favore di imprese loro legate;
si rammenta che l'interrogante, con gli atti di sindacato ispettivo n. 4-03600, pubblicato il 4 giugno 2020, n. 4-05205, pubblicato il 31 marzo 2021 e n. 3-02425 pubblicato il 14 aprile 2021, aveva sollecitato il Ministro in indirizzo ad approfondire il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nel Comune di Castellammare di Stabia e verificare la sussistenza dei presupposti per l'attivazione dei poteri di accesso, di cui all'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, testo unico degli enti locali;
è noto poi che il 26 maggio 2021 il prefetto di Napoli, su delega del Ministero, ha nominato la commissione d'accesso nel Comune di Castellammare di Stabia, al fine di verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione o di collegamenti con la criminalità organizzata nel contesto dell'amministrazione, prorogando successivamente di ulteriori 3 mesi il termine per l'espletamento degli accertamenti in corso;
a giudizio dell'interrogante, anche a seguito dei più recenti sviluppi della vicenda, occorre fare immediatamente chiarezza e offrire certezze alla comunità di Castellamare di Stabia, già scossa dalle rilevanti indagini investigative, nell'auspicio che si possa sradicare definitivamente il malaffare dal tessuto economico e sociale del territorio,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle ultime notizie riportate in premessa e quale sia la sua valutazione al riguardo, in attesa di conoscere quanto prima le determinazioni successive alle conclusioni delle attività della commissione d'accesso nel Comune di Castellammare di Stabia, al fine di garantire la piena trasparenza e la corretta azione amministrativa dell'ente locale.
(3-03059)
BINETTI - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che:
in data 27 aprile 2021, la presente firmataria ha presentato una interrogazione (3-02465), in cui si evidenziava una profonda ingiustizia subita dal professor L.T., in quanto il 20 luglio 2020, il consiglio di Dipartimento di Scienze odonto-stomatologiche e maxillo-facciali dell'università di Roma "Sapienza" aveva chiamato come professore di prima fascia il professor G. P., nel settore scientifico disciplinare MED/28, settore concorsuale 06/F1;
il 26 marzo 2020, infatti, era stata nominata la Commissione che, dopo aver esaminato l'elenco dei candidati che avevano presentato domanda per la partecipazione alla procedura, il 1° luglio 2020, aveva effettuato la valutazione collegiale comparativa complessiva dei candidati, in cui veniva dichiarato vincitore G.P.; successivamente, il 15 luglio 2020, venivano approvati gli atti della procedura;
in quell'occasione un altro candidato, concretamente il professor L.T., faceva ricorso in data 30 settembre 2020, e chiedeva l'annullamento della delibera, con la sospensione degli effetti che ne derivavano L.T. documentava l'invalidità del giudizio della Commissione e parlava di violazione e falsa applicazione della legge n. 240 del 2010, di manifesta ingiustizia;
L.T. evidenziava come il presunto vincitore avesse presentato una falsa documentazione dei suoi titoli, che, a suo avviso, non avrebbero meritato la valutazione data dai commissari; per di più la Commissione, per argomentare il suo giudizio, aveva individuato nuovi e diversi criteri per la valutazione dei candidati rispetto a quelli previsti dal bando, facendo venir meno la par condicio tra i concorrenti;
non a caso, dopo tutte le procedure di verifica, il TAR aveva accolto il ricorso del professor T. e l'Università aveva sospeso la procedura di chiamata del professor P.; la stessa Avvocatura generale dello Stato, interpellata dall'università, aveva consigliato la "Sapienza" di non fare prendere servizio al professor P. per evitare "di assumere decisioni che rischiano di essere travolte dalla sentenza del Tribunale"; il CDA della Sapienza quindi sospendeva in autotutela la presa di servizio come ordinario del professor P., avendo verificato che aveva dichiarato titoli falsi;
P. aveva già inserito detti titoli falsi in un concorso da primario per la UOC di chirurgia orale, in cui era risultato vincitore, dal momento che probabilmente detti titoli non erano stati controllati adeguatamente;
in ragione delle palesi falsità dei titoli di P. e delle conseguenti ingiustizie subite dal professor L.T., nell'atto di sindacato ispettivo presentato dall'interrogante si chiedeva al Ministro dell'Università: a) quali misure intendesse assumere per garantire un più corretto funzionamento delle commissioni di valutazione dei concorsi universitari; b) se, almeno nel caso in questione, non ritenesse utile e conveniente che si prendesse atto di quanto sostenuto sia dal TAR che dall'Avvocatura di Stato, organismi per loro natura indipendenti;
nell'arco di questo anno la citata interrogazione non ha ricevuto alcuna risposta da parte del Ministro e nel frattempo P. è stato chiamato ad occupare la cattedra in questione in evidente violazione dei giudizi formulati dalla Magistratura amministrativa e dall'Avvocatura di Stato; nonostante ci fosse una sospensione di almeno 4 mesi per approfondire ulteriormente la questione, P. è stato reintegrato sia per le funzioni assistenziali sia per quelle accademiche;
l'interruzione della sanzione è dovuta al fatto che il giudice ha ritenuto che P. potesse scontare successivamente l'intera sospensione; cosa del tutto improbabile se si tiene conto che P. quest'anno compie 70 anni; in questo modo ancora una volta venivano calpestati i diritti di L.T., ingiustamente escluso da una nuova e legittima rivalutazione dei candidati; in ogni caso veniva violato il termine fissato dal Consiglio di stato, che dovrebbe riunirsi, per deliberare sulla materia in oggetto il 22 febbraio 2022; mentre P. è già stato comunque reintegrato nelle sue funzioni, nonostante il giudizio negativo espresso ai più alti livelli istituzionali,
si chiede di sapere:
davanti ad una così palese violazione dei propri diritti, quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in merito alla vicenda di un professore universitario che sa di avere tutti i titoli necessari per ottenere, sia la cattedra cui aspira, che il ruolo clinico corrispondente;
quali azioni, a parere del Ministro, dovrebbe intraprendere un aspirante docente, che ha ottenuto parere positivo al suo ricorso dal TAR, dall'Avvocatura di Stato, dal Consiglio di Stato, per avere giustizia;
per quali motivi il Ministero dell'università e della ricerca non assuma una posizione chiara a tutela di una visione meritocratica e nella logica delle riforme che il PNRR ci chiede e ci propone per attivare un efficace processo di miglioramento in ambito universitario, a garanzia di una migliore formazione dei giovani.
(3-03060)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
BITI - Ai Ministri della salute e dello sviluppo economico. - Premesso che:
la maggior parte dei medici veterinari possiede ed utilizza un dispositivo a raggi X, mobile o fisso, per l'analisi delle patologie animali: il dispositivo mobile si rende necessario ogni qualvolta il veterinario si rechi in un luogo distante dalla struttura per effettuare un intervento urgente e tutte le volte che risulta essere logisticamente molto complesso o impossibile spostare l'animale, per le dimensioni o per lo stato di salute dello stesso;
la normativa in materia di regole sulla sicurezza e sui pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti (i cosiddetti raggi X), viene individuata dal decreto legislativo n. 101 del 2020 recante "Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117";
il decreto legislativo di recepimento della direttiva "Euratom" è entrato in vigore il 27 agosto 2020;
l'articolo 48 del decreto legislativo disciplina il "Registro delle sorgenti di radiazioni ionizzanti" e prevede che i detentori di sorgenti di radiazioni ionizzanti debbano registrare i propri apparecchi e impianti sul sito istituzionale dell'ISIN, trasmettendo le caratteristiche dei generatori di radiazioni e la quantità delle materie radioattive. I detentori delle sorgenti di radiazioni ionizzanti soggette a notifica o a specifico provvedimento autorizzativo ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1860 o ai sensi del presente decreto, sono tenuti a registrarsi sul sito istituzionale dell'ISIN e a trasmettere allo stesso le informazioni sul tipo, le caratteristiche dei generatori di radiazioni e la quantità delle materie radioattive, entro i dieci giorni successivi alla data di inizio della detenzione o dalla data di cessazione della detenzione delle sorgenti stesse;
l'art. 50 del decreto legislativo elenca le sorgenti di radiazioni ionizzanti soggette a nulla osta preventivo, tra cui le sorgenti che comportano: la somministrazione intenzionale di materie radioattive, a fini di diagnosi, terapia o ricerca medica o veterinaria, a persone e, per i riflessi concernenti la radioprotezione di persone, ad animali (comma 2, lettera c); l'impiego di sorgenti di radiazioni mobili da parte dello stesso soggetto in uno o più siti, luoghi o località non determinabili a priori e presso soggetti differenti da quello che svolge la pratica, in relazione alle caratteristiche di sicurezza delle sorgenti e alle modalità di impiego, ai sensi di quanto previsto nei provvedimenti applicativi (comma 2, lettera g); l'impiego con mezzi mobili di apparati a raggi X a scopo medico-radiodiagnostico in uno o più siti, luoghi o località non determinabili a priori, con energia massima delle particelle accelerate maggiore o uguale a 200 keV (comma 2, lettera h);
l'art. 241 prevede, inoltre, che i detentori di sorgenti di radiazioni ionizzanti e di rifiuti radioattivi debbano registrare i dati delle proprie sorgenti sul sistema operativo dell'ISIN; tale sistema di registrazione è stato reso operativo dal 23 febbraio 2021 presso il sito web "strims.isinucleare"; l'art. 241 prevede che venga pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una Comunicazione recante l'operatività del sistema di registrazione. Dal momento della pubblicazione della Comunicazione in Gazzetta Ufficiale i detentori devono provvedere alla registrazione entro 90 giorni;
le strutture sanitarie pubbliche o private, studi dentistici e odontoiatrici compresi, che impiegano ai fini di esposizione medica generatori di radiazione e materie radioattive, sono esentate dagli obblighi di registrazione e comunicazione previsti dall'art. 48 del decreto legislativo n. 101 del 2020, mentre devono rispettare gli obblighi previsti dall'art. 67 del medesimo decreto, relativamente alle sorgenti sigillate ad alta attività; ciò non si applica, tuttavia, agli "studi" veterinari (dicitura comunque inesatta, in base alla Deliberazione 26 novembre 2003 "Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano per la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi richiesti per l'erogazione delle prestazioni veterinarie da parte di strutture pubbliche e private"), che utilizzino apparecchiature fisse e mobili, nonostante i generatori di radiazione e materie radioattive siano le medesime utilizzate nelle strutture sanitarie suscettibili di esenzione;
considerato che tale differenza tra il regime applicato per strutture sanitarie pubbliche o private, studi dentistici e odontoiatrici compresi, da un lato, e strutture veterinarie, dall'altro, si configura come una irragionevole disparità di trattamento, dal momento che questa differenziazione relativa agli obblighi sull'utilizzo di sorgenti di radiazioni nel caso dell'uomo e nel caso degli animali non risponde alla ratio sottesa alle norme in materia di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, ratio che è rivolta alla tutela dei professionisti sanitari che svolgono l'esame radiologico a prescindere dalla specie a cui appartiene il paziente. Viceversa, nel caso di utilizzo da parte dei medici veterinari, non vi è questa tutela, verosimilmente perché il legislatore si è focalizzato sul destinatario (animale) della diagnosi,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
quali iniziative intendano adottare al fine di sanare questo vulnus legislativo, valutando l'impatto di tali misure sulla professione del medico veterinario e sullo svolgimento in sicurezza dell'attività professionale, includendo pertanto anche i medici veterinari tra i soggetti esentati dagli obblighi ex articolo 48 del decreto legislativo n. 101 del 2020.
(4-06510)
DE POLI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica. - Premesso che:
con la legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021) il Governo ha sostanzialmente confermato, rispetto a quanto previsto nel 2021, la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito in luogo dell'utilizzo diretto in dichiarazione dei redditi della detrazione spettante prevista dall'art. 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, per gli interventi di cui al comma 2 del citato art. 121, in cui sono stati aggiunti gli interventi di realizzazione di autorimesse, posti auto pertinenziali di cui all'art. 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi, nonché gli interventi di superamento delle barriere architettoniche per cui è prevista la nuova detrazione del 75 per cento;
con l'art. 28, comma 1, lett. a), n. 1 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, "Decreto Sostegni-ter", il legislatore è nuovamente intervenuto sul citato art. 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, introducendo una limitazione alla possibilità di cessione del credito derivante dell'esercizio delle opzioni in esame, precedentemente concessa. In particolare, a fronte di tale modifica, nel caso in cui il soggetto al quale spetta la detrazione per gli interventi eseguiti scelga di optare per lo "sconto in fattura", il fornitore al quale è riconosciuto il credito potrà utilizzarlo direttamente in compensazione nel Mod. F24, ovvero procedere con la cessione dello stesso. In tale ultima evenienza, tuttavia, il cessionario del credito potrà soltanto utilizzare il credito ricevuto in compensazione mediante il Mod. F24, senza possibilità di cederlo a propria volta;
la descritta situazione incide negativamente sui già precari assetti finanziari di banche e imprese di moderate dimensioni, nonché sui risparmiatori che, tra l'altro, avevano valutato la fattibilità dell'investimento iniziale e i vantaggi del beneficio agevolativo sulla base di una legge che non limitava in alcun modo la cessione del credito,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi, in sede di conversione del citato "Decreto Sostegni -Ter", per eliminare le limitazioni sulla possibilità di cessione del credito, precedentemente concessa sul "Superbonus 110%", "Ecobonus", "Bonus ristrutturazioni", "Sismabonus", "Bonus facciate" e altri bonus edilizi, con l'obiettivo di fornire risposte certe ed immediate alla perdurante crisi che sta colpendo il settore finanziario e il tessuto imprenditoriale e socio-economico del nostro Paese.
(4-06511)
TESTOR - Al Ministro del turismo. - Premesso che:
il turismo in Italia sta affrontando una sfida senza precedenti, una minaccia esistenziale a causa dell'impatto del COVID-19. La frenata della domanda causata dall'emergenza epidemiologica non è paragonabile a nessuno dei precedenti shock registrati in passato. A lanciare l'allarme è in particolar modo il mondo del turismo invernale, e di conseguenza anche il mondo degli impianti di risalita che sta vivendo momenti di fortissima preoccupazione;
ad agitarli sono le nuove disposizioni adottate con decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, e con decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229, che stabiliscono, in particolar modo, che dal 10 gennaio al 31 marzo 2022 l'accesso ad alberghi e alle strutture ricettive, mezzi di trasporto pubblico, ivi comprese le funivie, le cabinovie e seggiovie, centri termali e altro, è consentito soltanto a soggetti in possesso di green pass rafforzato, ottenuto a seguito di vaccinazione, guarigione o una sola dose di vaccino a seguito di guarigione. Sono esenti i minori di 12 anni ed i soggetti esonerati dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica. Inoltre, dal 1° febbraio 2022, le certificazioni rilasciate a seguito di completamento del ciclo vaccinale e le certificazioni di guarigione (green pass da vaccinazione o guarigione) in Italia avranno una validità ridotta di 6 mesi;
sul punto, giova ricordare che il regolamento delegato (UE) 2021/2288 della Commissione europea del 21 dicembre 2021 stabilisce che, al fine di garantire un approccio coordinato, gli Stati membri non dovrebbero prevedere, ai fini del viaggio, un periodo di accettazione inferiore a 270 giorni e che, durante tale periodo standard di accettazione, i certificati di vaccinazione comprovanti il completamento del ciclo di vaccinazione primario dovrebbero continuare ad essere accettati da uno Stato membro anche se quest'ultimo sta già somministrando dosi di richiamo;
tale indicazione non è attualmente applicata in Italia, in quanto l'articolo 3 del decreto-legge n. 221 del 2021 ha modificato la durata delle certificazioni verdi, riducendola da 9 a 6 mesi, con decorrenza dal 1° febbraio 2022, e la circolare n. 42957 del Ministero della salute del 23 settembre 2021 che riguarda l'equivalenza dei vaccini somministrati all'estero ai fini del rilascio della certificazione verde stabilisce che sono considerati equivalenti le certificazioni di vaccinazione rilasciate dalle autorità sanitarie estere dopo vaccini autorizzati EMA o considerati equivalenti;
pertanto, dal combinato disposto, risulta evidente che i cittadini stranieri che fanno ingresso in Italia dall'estero si trovino, talvolta, impossibilitati ad accedere alle strutture ricettive e ad altri servizi, in quanto secondo la normativa attuale sono stati vaccinati più di 6 mesi fa e nel loro Paese la disponibilità della dose booster (ossia di richiamo) è al momento limitata;
l'entrata in vigore di tali disposizioni più restrittive sta avendo come effetto tangibile e devastante la cancellazione per i mesi prossimi delle prenotazioni relative ai soggiorni nelle località sciistiche del Nord Italia a vantaggio di altri Paesi confinanti come la Svizzera o l'Austria all'interno dei quali vigono regole meno stringenti. Questo, in particolar modo, è dovuto anche a causa del fatto che ai minori di anni compresi tra i 12 ed i 18 è comunque richiesto il possesso del green pass rafforzato, anche se viaggiano al seguito dei propri genitori, familiari, tutori o accompagnatori scolastici e questi ultimi non potendo partire con i minori al seguito preferiscono cancellare le loro prenotazioni ovvero cambiare Paese di destinazione. Ciò è principalmente causato dal fatto che il ciclo vaccinale dei minorenni in alcuni Paesi extra UE è ancora alla fase iniziale;
al riguardo, si segnala la nuova ordinanza del 26 gennaio 2022 firmata dal ministro Speranza, che fa seguito e recepisce la raccomandazione del 25 gennaio 2022 del Consiglio europeo. La mappa del contagio, sino ad oggi criterio ritenuto principale per definire le aree più colpite dalla pandemia e, dunque, sottoposte a maggiori restrizioni, sarà abbandonata in favore di un approccio individuale. Vale a dire che dall'inizio del mese di febbraio 2022 sarà lo status personale del cittadino, con vaccinazione completa, guarito dal COVID oppure dotato di tampone e non l'area di provenienza a determinare la possibilità di viaggiare nel territorio europeo. Nella stessa ordinanza, inoltre, vengono prorogate ed estese ad altre sei destinazioni turistiche le misure relative ai corridoi turistici Covid-free;
sul punto, vi sono ancora numerose e preoccupanti incertezze,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di rivedere in senso meno restrittivo le attuali limitazioni, per garantire meno problematica la circolazione delle persone, soprattutto con riferimento ai cittadini provenienti dai Paesi extra UE, in possesso di idonea certificazione comprovante la non positività al COVID. Questo per evitare il tracollo delle attività turistiche delle regioni alpine che vivono sul turismo invernale;
se ritenga opportuno, in particolare, riconoscere la validità dei passaporti vaccinali rilasciati da Paesi esteri, a seguito di vaccinazione con vaccini autorizzati dall'EMA per la durata prevista dal Paese che lo ha rilasciato. Analogamente, consentire ai cittadini stranieri minorenni di accedere alle strutture ricettive e ad altri servizi esibendo il green pass base, se viaggiano al seguito di genitori, familiari, tutori, accompagnatori scolastici eccetera, in possesso di certificazione rafforzata.
(4-06512)
L'ABBATE, PAVANELLI, CROATTI, TRENTACOSTE, ROMANO - Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica. - Premesso che:
secondo quanto riportato da fonti di stampa, da associazioni ambientaliste e cittadini, è stata avviata la consultazione pubblica in merito ai lavori di realizzazione di una variante alla strada statale (SS) n. 16 "Adriatica" del tratto compreso tra Bari-Mungivacca e Mola di Bari;
in seguito all'avvio della procedura di dibattito pubblico, è stato pubblicato il dossier di progetto realizzato da ANAS S.p.A., da cui si evincono 3 soluzioni alternative da valutare: Alternativa 1, ribattezzata "adeguamento in sede", che prevede il tracciato di sviluppo complessivo di circa 19 km, ricalcando per i primi 2 km l'attuale sedime della SS 16 esistente che poi si distacca all'altezza del km 807 circa, immediatamente dopo lo svincolo di collegamento con Via Caldarola, per il nuovo tracciato. Questo, attraversa zone prevalentemente agricole e si interconnette con la viabilità esistente di Via Caldarola e con la SS 16. Il costo dell'alternativa descritta corrisponde a 366 milioni di euro; Alternativa 2, che prevede un tracciato interamente in variante, arretrato rispetto al tracciato attuale della SS 16 e ad una distanza da questo variabile tra 1,5 e 3 km. La lunghezza complessiva è pari a circa 18 km e sono previsti svincoli di raccordo con la viabilità principale attraversata. La quota maggiore di traffico viene assorbita dalla variante, che presenta prestazioni funzionali migliori. Il costo si aggira sui 465 milioni di euro; Alternativa 3, di lunghezza complessiva pari a 19,6 km, che viene realizzata completamente in variante all'asse esistente. Il tracciato, alla progressiva chilometrica 803+800 devia verso sud con una curva di raggio 1.000 m. e in seguito con un'ampia controcurva di raggio 1.600 m., allineandosi al corridoio definito a nord dall'area produttiva-commerciale e a sud dalla linea ferrovia FSE, che affianca in un primo momento ed in seguito va ad intersecarsi con la stessa. Il costo totale è di 405 milioni di euro;
considerato che il territorio pugliese in quel tratto è considerato di elevato pregio storico-turistico per la presenza di muretti a secco, uliveti secolari, frutteti con mandorli e ciliegi, gelsi e i caratteristici fichi d'india, oltre ai classici arbusti che caratterizzano la macchia mediterranea, la cui tutela è necessaria sia per conservare il paesaggio che per la tutela della biodiversità, in conformità con la strategia dell'Unione europea sulla biodiversità per il 2030, che mira a proteggere e a ripristinare il mantenimento dei servizi ecosistemici;
considerato, inoltre, che:
i comitati cittadini si oppongono fermamente alla devastazione del territorio derivante dalla costruzione di una nuova arteria che attraversi l'area in questione. La realizzazione di una nuova variante causerebbe la sottrazione all'economia molese di centinaia di ettari di terreno, dove viene coltivato il prodotto più remunerativo della già fragile agricoltura molese: l'uva da tavola. Inoltre, la presenza di una ulteriore arteria, a pochi chilometri dall'esistente SS 16, produrrebbe un ingente consumo di suolo generando relitti fondiari poco utili ai fini dello sfruttamento agricolo;
si tratterebbe pertanto di un consumo di suolo dannoso per l'agricoltura e per la storia pugliese, oltreché insensato perché, oltre a disincentivare lo sviluppo del trasporto ferroviario pendolare (già depotenziato da orari e corse e fermate insufficienti e irrazionali), non porterà reali e concreti benefici al territorio e alle esigenze degli automobilisti;
il nuovo tracciato, altresì, contraddice le indicazioni del Piano paesaggistico territoriale regionale che propone di non consumare altro suolo a vantaggio della tutela del paesaggio pugliese, per preservare una delle maggiori attrattive turistiche oltre che una risorsa per le future generazioni;
il tratto di strada statale 16 Mola-Bari non rientra tra le strade più trafficate d'Italia. Infatti dai dati raccolti da ANAS attraverso l'Osservatorio del traffico (considerando il traffico medio giornaliero annuale rilevato da ognuna delle 850 postazioni monitorate), i comitati hanno potuto verificare che ad essere congestionata è la tangenziale di Bari, la cui postazione al km 800 (Modugno) risulta 13-esima con 76.060 di TGMA (traffico giornaliero medio annuo) e quella al km 808 (via Caldarola) che risulta 17-esima con 65.260 di TGMA, mentre non lo è affatto il tratto Mola-Torre a Mare, come si può desumere dalla postazione di Monopoli che risulta 53-esima con un volume di traffico ridottosi a meno della metà con 31.912 di TGMA;
tuttavia, al fine di dare una soluzione strutturale ai volumi di traffico attuali e incrementali futuri (pur se occorrerebbe puntare sul potenziamento del collegamento ferroviario pendolare tra Mola e il capoluogo), i comitati cittadini ritengono opportuno un allargamento in sede del tratto Torre a Mare - Mola e viceversa, con la costruzione della terza corsia nei due sensi di marcia. Peraltro detto allargamento, anziché un nuovo tracciato, comporterebbe un forte beneficio economico per la riduzione dei costi di appalto, oltre al risparmio di consumo di suolo;
considerato infine che, a parere degli interroganti su un'opera di interesse strategico, devono essere tenute in considerazione le osservazioni di associazioni e cittadini, in quanto l'intervento, aldilà dell'opzione che verrà scelta, comporterà comunque un significativo cambiamento dei luoghi, un dispendio di materia ed energia con le emissioni associate di CO2 da calcolare come impronta del carbonio, e ripercussioni possibili sullo stile di vita e sulle attività di tipo turistico esistenti,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano di valutare quanto sollevato dai comitati cittadini e, in ogni caso, se intendano adottare le opportune iniziative di competenza, affinché gli interventi in questione siano effettuati considerando il minor impatto ambientale e sociale, compresa la tutela della biodiversità e del paesaggio, al fine di tutelare e salvaguardare la morfologia dei territori coinvolti.
(4-06513)
MANTERO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:
la divisione anticrimine della questura di Cosenza ha richiesto, il 13 dicembre 2021, al Tribunale ordinario di Catanzaro, sezione misure di prevenzione, il provvedimento della sorveglianza speciale nei confronti di due giovani studenti universitari, attivisti e sindacalisti di USB Cosenza (J. C. e S. G.) appartenenti ai movimenti civici di Cosenza, entrambi incensurati;
gli attivisti sono da anni impegnati all'interno di comitati cittadini e collettivi a difesa del diritto alla salute, del diritto all'abitare, alla parità di genere ed in difesa dei beni comuni e dei soggetti più fragili ed emarginati, oltre ad essere impegnati come sindacalisti dell'associazione nazionale USB, che conta migliaia di iscritti in tutto il Paese;
tale circostanza ha provocato un moto di indignazione nell'opinione pubblica e nella società civile calabrese, nonché nelle istituzioni territoriali ed accademiche, concretizzatosi in due pubbliche manifestazioni di solidarietà svoltesi una presso la sede della provincia di Cosenza, cui hanno partecipato cittadini, docenti universitari ed esponenti politici e, l'altra, presso l'Università della Calabria, cui hanno partecipato studenti e militanti;
anche la deputata calabrese Orrico ha presentato il 29 dicembre 2021 un quesito (4-11026) al Ministro in indirizzo per avere chiarimenti sui medesimi fatti;
considerato che:
la misura della sorveglianza speciale è solitamente riservata a soggetti legati al crimine organizzato, predisposti al compimento di nuovi e pericolosi reati e non per silenziare o reprimere il legittimo dissenso sociale di attivisti impegnati per il riconoscimento dei diritti degli ultimi;
in particolare, il codice antimafia (decreto legislativo n. 159 del 2011, dall'art. 1 all'art. 15) individua anzitutto chi sono i soggetti destinatari di tali misure, riconoscendoli in coloro che sono indiziati di appartenere alle associazioni, di cui all'articolo 416-bis del codice penale, negli indiziati di uno dei reati previsti dall'articolo 51, comma 3-quater del codice di procedura penale e in coloro che, operanti in gruppi o isolatamente, pongano in essere atti preparatori, obiettivamente rilevanti, ovvero esecutivi diretti a sovvertire l'ordinamento dello Stato, nonché alla commissione dei reati con finalità di terrorismo anche internazionale, ovvero a prendere parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un'organizzazione che persegue le finalità terroristiche di cui all'articolo 270-sexies del codice penale, in coloro che compiano atti preparatori, obiettivamente rilevanti, ovvero esecutivi diretti alla ricostituzione del partito fascista, in generale, a soggetti ritenuti particolarmente pericolosi anche solo in via indiziaria;
nel caso specifico, l'applicazione dell'istituto si è basato, fra gli altri, sul requisito della «pericolosità sociale» dei soggetti colpiti dal provvedimento che, considerato il trasparente impegno profuso dagli attivisti per la comunità, non appare conciliabile con i profili personali degli stessi;
il provvedimento comporta gravissime restrizioni della libertà personale pregiudizievoli ed afflittive per il futuro di studio e di lavoro dei due attivisti, nonché della possibilità di poter concretizzare il loro impegno politico e sindacale costituzionalmente garantito;
considerato inoltre che:
la medesima richiesta di sorveglianza speciale era già stata avanzata soltanto alcuni mesi fa e disposta nei riguardi di un altro sindacalista, F. A., attivista e delegato per la vertenza dei tirocinanti calabresi;
nelle prime settimane di gennaio 2022, così come si apprende su alcune testate nazionali, sono state notificate una serie di multe ai partecipanti del "No Draghi day", manifestazione regolarmente autorizzata il 4 dicembre 2021, in piazza Kennedy, a Cosenza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti accaduti e come intenda intervenire, nell'ambito delle sue competenze, per far luce sulla vicenda;
quali iniziative urgenti intenda mettere in atto, per quanto di competenza, per tutelare il diritto di manifestazione del pensiero e per tutelare i cittadini attraverso precise indicazioni da dare alle forze dell'ordine di Cosenza, affinché facciano rispettare l'ordine pubblico senza eccedere nei loro poteri con atti persecutori verso l'attivismo sociale (così come sostenuto dalle confederazioni USB, COBAS e FGC) e senza comprimere i diritti della personalità costituzionalmente garantiti;
quali iniziative urgenti intenda mettere in atto, per quanto di competenza, al fine di verificare l'operato della dirigenza della sezione DIGOS della Questura di Cosenza, in riferimento alle attività descritte;
quali iniziative, per quanto di competenza, si intendano intraprendere per verificare se le richieste concernenti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale avanzate dalla Questura di Cosenza nei confronti degli attivisti cosentini siano compatibili con il democratico godimento dei loro diritti civili e costituzionali e se tali richieste, visto quanto esposto, non debbano essere revocate.
(4-06514)
IWOBI, FREGOLENT - Ai Ministri della salute e dell'università e della ricerca. - Premesso che:
la pandemia ha messo in evidenza quanto sia fondamentale la medicina generale e territoriale, ed il ruolo importante e strategico del medico di medicina generale nell'organizzazione del sistema sanitario nazionale;
secondo l'elenco pubblicato dalla SISAC, la struttura interregionale che si occupa delle convenzioni, gli ambiti territoriali carenti per l'assistenza primaria, rimasti vacanti perché non ci sono abbastanza medici, sono in tutto 1.213. In particolare: 456 in Veneto, 239 in Toscana, 205 in Emilia-Romagna, 98 nelle Marche, 91 in Abruzzo, 59 in Friuli-Venezia Giulia; 55 in Umbria; 10 in Valle D'Aosta; in Lombardia la situazione risulta particolarmente complessa, si stima che manchino ben 1.532 medici di medicina generale, con interi comuni e quartieri scoperti nelle città;
considerando che la media nazionale è di 1.150 assistiti per ogni medico, solo in queste Regioni circa un milione e quattrocentomila cittadini non hanno un proprio medico di famiglia. E il numero è sottostimato, poiché alcune Regioni non hanno fornito la comunicazione dei dati;
si stima che ci saranno circa 14.000 pensionamenti entro il 2023, che diventeranno più del doppio, circa 35.200, nel 2027, e non risultano esserci nuovi medici di medicina generale pronti a sostituirli;
a fronte del boom dei pensionamenti, che sta raggiungendo il picco in questi anni, le assunzioni e le borse di specializzazione previste dopo la laurea per formarsi in medicina generale sono state finora poche e insufficienti;
l'investimento 2.2 inserito nella Missione 6 del PNRR, il quale prevede l'incremento del numero delle borse di studio per la formazione specifica in medicina generale per i trienni formativi 2021-2024, 2022-2025 e 2023-2026, attraverso il finanziamento di 900 borse di studio aggiuntive l'anno per i corsi specifici di medicina generale, risulta essere inadeguato a colmare i posti vacanti lasciati dai quiescenti;
il problema è molto serio, le regioni, che già si trovano in situazione di affanno, rischiano di trovarsi in una situazione di seria criticità, anche perché sulla base delle previsioni dell'aumento della durata di vita media e di un conseguente incremento dei malati cronici, sarà richiesta una, sempre, maggiore assistenza sanitaria,
si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso e urgente procedere ad una revisione strutturale degli accordi che disciplinano i rapporti tra lo Stato, le Regioni e i medici di famiglia e a provvedere, per una pronta risposta alla carenza dei medici di medicina generale, alla revisione della disciplina normativa vigente in tema di accesso programmato al corso di laurea in medicina, al fine di adeguare l'offerta formativa del sistema universitario alle esigenze del Servizio sanitario nazionale e garantire la continuità dell'assistenza medica territoriale.
(4-06515)
PARAGONE - Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione. - Premesso che:
domenica 23 gennaio 2022 si è svolta a Roma una manifestazione di solidarietà per Lorenzo Parelli, il giovane tirocinante morto a Udine, sul luogo di lavoro, durante l'alternanza scuola- lavoro;
stando a quanto si apprende dagli organi di stampa, alla protesta avrebbero preso parte circa duecento studenti che, radunati pacificamente in piazza della Rotonda, avrebbero tentato di muoversi in corteo verso il Ministero dell'istruzione e, a quel punto, per impedire loro di raggiungere il dicastero, la polizia sarebbe intervenuta caricando i manifestanti. Stando a quanto risulta dai video diffusi in rete, diversi studenti avrebbero riportato lesioni;
solo successivamente, per evitare problemi di ordine pubblico, il corteo verso il Ministero sarebbe stato autorizzato dalla Questura;
anche durante la manifestazione organizzata nella città di Torino, venerdì 28 gennaio, si sono registrati momenti di tensione fra gli studenti e le forze dell'ordine che, anche in questo caso, stando alle immagini diffuse in rete, avrebbero reagito con alcune cariche. I manifestanti hanno denunciato la presenza di almeno una decina di feriti fra loro;
considerato che la manifestazione legittima di centinaia di giovani era finalizzata a solidarizzare per la perdita del giovane friulano e a protestare contro il sistema dell'alternanza scuola-lavoro, una riforma che ha portato molti studenti ad accostarsi al mondo del lavoro senza una vera adeguata preparazione in termini di sicurezza e diritti;
considerato altresì che a parere dell'interrogante, la scuola dovrebbe essere il luogo per la formazione di coscienze critiche e per l'apprendimento di diritti civili e sociali e non uno strumento di avvicinamento degli studenti a un mondo del lavoro precario e sottopagato,
si chiede di sapere:
se il Ministro dell'interno intenda chiarire come sia stato possibile che sia giunto ordine di caricare giovani che manifestavano pacificamente a Roma come a Torino, ai quali, nel caso della prima protesta, dopo l'azione degli agenti, sarebbe comunque stato concesso di muoversi in corteo verso Trastevere, come chiedevano;
se il Ministro dell'istruzione abbia intenzione di riformare il sistema dell'alternanza scuola -lavoro e permettere così alla scuola di tornare a essere centrale esclusivamente in un sistema di formazione, educazione, apprendimento e sviluppo di coscienze critiche.
(4-06516)
PUGLIA, VACCARO, TRENTACOSTE, DONNO, LANNUTTI, CROATTI, PRESUTTO - Al Ministro della cultura. - Premesso che:
l'ex dazio doganale situato a Napoli in via Ponte dei Granili, strada al confine tra la zona industriale e il quartiere San Giovanni a Teduccio, è testimonianza del "Muro finanziere" voluto da Ferdinando I nel 1824: cinta muraria, lunga 11 miglia, con cui si intendeva contrastare il contrabbando e consolidare le entrate mediante la riscossione dei dazi;
in particolare il "Muro finanziere", costruito da Stefano Gasse tra il 1826 e il 1830, circondava la città passando da Posillipo al Vomero, da Miano a Capodichino, da Poggioreale al "ponte della Maddalena", ovvero nell'attuale zona di Napoli est. Dall'enciclopedia Treccani si apprende che: "La planimetria del nuovo tracciato, delimitante il confine tra città e casali, lungo ben venti chilometri e articolato in tre tratti, venne approvata dal re Francesco I il 28 ottobre 1825";
l'architetto Stefano Gasse progettò anche diversi edifici doganali che avrebbero avuto la funzione di posti di guardia. In realtà, si trattava di nuove porte della città. Tra queste: la barriera di Capodichino nell'attuale piazza Giuseppe Di Vittorio e la barriera di Poggioreale, posta di fronte all'ingresso del cimitero; la barriera al "ponte della Maddalena" costituita da due corpi di fabbrica posti l'uno di fronte all'altro, per l'appunto l'ex dazio di via Ponte dei Granili, di cui ad oggi resta solo l'edificio dal lato mare mentre l'altro ha lasciato spazio all'archivio storico, poi dismesso;
da fonti di stampa locale si apprendono le particolari condizioni di degrado che interessano la struttura. La facciata, avvolta da tubi di protezione, mostra i segni dell'usura. L'edificio è stato interessato, nel corso degli ultimi anni, da diversi crolli. "Degrado e abbandono riguardano l'intero bene storico ormai dimenticato da tutti" ("ilmattino" online, 28 gennaio 2021);
le varie segnalazioni da parte dei cittadini e le interrogazioni tenutesi in varie sedute del Consiglio comunale non hanno determinato l'effettuazione di opere di restauro;
considerato che:
la struttura contribuisce a costituire la memoria storico-architettonica di una parte della città di Napoli;
lo Stato, tramite il Ministero della cultura, ai sensi dell'art. 117, comma secondo, lett. s), della Costituzione, esercita la potestà legislativa esclusiva in materia di tutela dei beni culturali, mentre nella potestà legislativa concorrente rientra la disciplina della valorizzazione;
l'art. 4 del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) riserva, al fine di garantire l'esercizio unitario delle funzioni di tutela, le funzioni stesse al Ministero per i beni e le attività culturali che le esercita direttamente o ne può conferire l'esercizio alle Regioni, tramite forme di intesa e coordinamento;
le Regioni, nonché i Comuni, le Città metropolitane e le Province, cooperano con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela ex art. 5 del codice,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione di degrado in cui versa la struttura dell'ex dazio doganale e quali iniziative, di conseguenza, intenda intraprendere al fine di garantire la tutela del bene di interesse storico, anche mediante forme di coordinamento con gli enti locali.
(4-06517)
CONZATTI - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, prevede all'articolo 64, comma 1-ter, che: "Sono ammissibili alle misure di cui all'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, anche le imprese che sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o hanno stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'articolo 182-bis del citato regio decreto n. 267 del 1942 o hanno presentato un piano ai sensi dell'articolo 67 del medesimo regio decreto, a condizione che alla data di presentazione della domanda le loro esposizioni non siano classificabili come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato e il soggetto finanziatore, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza, ai sensi dell'articolo 47bis, paragrafo 6, primo comma, lettere a) e c), del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013. Sono, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria vigente";
il capoverso di chiusura esclude, di fatto, le imprese che presentino esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria vigente, con ciò negando quanto affermato nel comma di apertura, dato che tutte quelle imprese sono per certo state iscritte a sofferenza in Banca d'Italia ante omologa o stipula dell'accordo o presentazione del piano;
considerato che:
se si vogliono conseguire tutti gli effetti positivi del comma 1-ter dell'articolo 64, secondo la sua stessa ratio, da un lato è necessario riferirsi alla gestione aziendale successiva alla ristrutturazione dei debiti autorizzata dai tribunali e dall'altro avere cura di non alterare in alcun modo il sistema di regole codificato in Banca d'Italia. Obiettivo conseguibile dato che questa misura, pur condividendo il carattere eccezionale e temporaneo consentito dal Temporary Framework sull'allentamento degli aiuti di Stato, è ispirata ad una sana gestione del credito;
nella seduta della Camera dei deputati del 19 maggio 2021, in sede di conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, è stata accolta la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno 9/3099/80, che impegna il Governo "ad avviare quanto prima un'interlocuzione anche con i competenti uffici della Commissione europea al fine di verificare, in considerazione della grave crisi in atto per effetto della pandemia, la possibilità di rimuovere, anche solo temporaneamente, l'ostacolo alla applicazione delle Garanzie pubbliche così come disposte dal comma 1-ter dell'articolo 64 della legge n. 126 del 2020 rappresentato dal capoverso di chiusura del medesimo comma";
il 21 dicembre 2021, in sede di discussione in 5a Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio) del Senato, del disegno di legge di bilancio per il 2022, il Governo ha accolto l'ordine del giorno G/2448/128/5 rinnovando il proprio impegno "a provvedere";
appare urgente procedere nel senso auspicato dai due ordini del giorno accolti in materia, dato che l'avvenuta proroga, nella legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio per il 2022), dell'applicazione di "Garanzia Italia" varrà limitatamente ai prestiti che saranno definiti entro il 30 giugno 2022, salvo proroghe al momento non preventivabili,
si chiede di sapere quali misure i Ministri in indirizzo abbiano già predisposto o intendano attuare al fine di rimuovere, anche solo temporaneamente, l'ostacolo all'applicazione delle garanzie pubbliche così come disposte dal comma 1-ter dell'articolo 64 della legge n. 126 del 2020 rappresentato dal capoverso di chiusura del medesimo comma e riconoscere così l'applicazione di "Garanzia Italia" anche alle imprese in concordato in continuità ed a quelle ammesse alla ristrutturazione dei debiti.
(4-06518)
FAZZOLARI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
con due distinti atti di sindacato ispettivo, sottoposti al Ministro rispettivamente, in data 7 luglio 2020 (4-03758) e 21 dicembre 2020 (4-04669), l'interrogante sollevava alcuni interrogativi, sollecitando dubbi e necessità di chiarimento, in ordine alla situazione dell'edificio della «Casa degli italiani» di Barcellona;
nei citati atti parlamentari erano rilevati alcuni elementi di scarsa chiarezza relativi alla titolarità dell'edificio ospitante, ponendo in particolare, tra gli altri, alcuni quesiti inerenti all'effettiva verifica ministeriale della titolarità dell'immobile sito in via Mendez Vigo, a Barcellona;
in risposta ai quesiti proposti dal primo atto di sindacato ispettivo citato (4-03758), in data 1° settembre 2020 il vice Ministro degli affari esteri comunicava come la titolarità dell'edificio si facesse risalire alla Casa degli italiani sulla base dello statuto della stessa associazione, approvato dall'assemblea generale straordinaria del 25 marzo 1999, e che ai sensi dello statuto l'edificio di Pasaje Mendez Vigo (assieme al sito di Carrer de Setanti n. 10-12) costituisce il patrimonio immobiliare dell'associazione;
stando a tale risposta, dunque la titolarità sarebbe comprovata esclusivamente dallo statuto (dunque, esclusivamente da quanto dichiarato unilateralmente dall'associazione stessa) e, come riportato nella stessa risposta menzionata, «da risultanze documentali emergenti "indirettamente", connesse alla presenza per un certo periodo all'interno dell'edificio di Mendez Vigo anche dell'istituto italiano di cultura»;
ancora, si leggeva nella medesima risposta, «per quanto riguarda l'edificio di Mendez Vigo, dalla visura non sembra risultare un cambio di titolarità, ma piuttosto un cambio di denominazione della società titolare da "Società italiana di beneficienza e scuole" a "Casa degli italiani" o "Casa de los italianos"», aggiungendo che «non è esattamente noto quando e come sia avvenuto il passaggio, ragion per cui sono stati avviati diversi approfondimenti legali»;
tale interlocuzione istituzionale, attesa la difficoltà anche per il medesimo Ministero di ricostruire con chiarezza il contesto patrimoniale e legale e i diversi passaggi della proprietà dell'edificio, ha per certi versi concorso a rafforzare i dubbi già sollevati;
conseguentemente l'interrogante è venuto a conoscenza che a Barcellona sono state intraprese iniziative legali volte ad addivenire ad un maggior livello di chiarezza;
al riguardo, particolare rilievo assume l'iniziativa legale intrapresa nel mese di novembre 2021 dal presidente del locale Comitato degli italiani all'estero del Consolato generale di Barcellona (di seguito «Com.It.Es»), organo di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 23 ottobre 2003, n. 286, in carica al momento della rilevazione delle incongruenze in argomento;
il presidente del Com.It.Es. di Barcellona adiva la magistratura spagnola mediante richiesta di avvio di procedimento istruttorio («diligiencias preliminares» ai sensi dell'articolo 256 della "Ley de Enjuiciamiento Civil" 1/2000) chiedendo che fosse chiarito ufficialmente chi fosse il proprietario dell'edificio;
in risposta a tale istanza, secondo quanto rappresentato, il magistrato spagnolo, accogliendo la richiesta del Com.It.Es. di Barcellona e confermando dunque la fondatezza della richiesta di maggiori chiarimenti, richiedeva alla «Casa degli italiani» di presentare entro 20 giorni dalla notifica ogni documento che ne potesse confermare la effettiva titolarità o cambio di denominazione sociale;
al dispositivo della magistratura spagnola, la Casa degli italiani avrebbe deciso di non rispondere presentando opposizione scritta;
alla luce dei nuovi fatti emersi sul piano legale e giudiziale e del coinvolgimento delle autorità giudiziarie spagnole, appare opportuno un definitivo chiarimento che, in conclusione, consenta di dirimere la questione, con ciò non lasciando adito a ogni forma di dubbio,
si chiede di sapere:
quali siano gli esiti degli accertamenti legali avviati dal Ministro in indirizzo e ai quali si fa riferimento nella risposta resa in data 1° settembre 2020 all'atto di sindacato ispettivo 4-03758 e se egli non intenda provvedere a fornire risposta al successivo quesito ad esso indirizzato in data 21 dicembre 2020 (4-04669);
se sia a conoscenza delle nuove iniziative legali intraprese nel novembre 2021 dal presidente del Com.It.Es in carica al momento della rilevazione delle presunte anomalie, e se non consideri necessario un intervento diretto per chiedere che sulla regolare gestione patrimoniale dell'edificio sia fugata con risolutezza e tempestività ogni persistente ombra di dubbio.
(4-06519)
ORTIS, CORRADO, ANGRISANI, LA MURA, BOTTO, VANIN - Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e per la pubblica amministrazione. - Premesso che:
l'art. 72 del "decreto sostegni bis" (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73) ha introdotto disposizioni urgenti per assicurare il corretto svolgimento delle attività di gestione, vigilanza, manutenzione ed ispezione della rete stradale nazionale;
a tal fine sono stati stanziati notevoli fondi, per gli anni 2021 e 2022, in favore di ANAS S.p.A.; col comma 2 dell'articolo, e la società è stata quindi autorizzata ad assumere "370 unità di personale in possesso di alta specializzazione nei settori dell'ingegneria, dell'impiantistica, dell'elettrotecnica e della manutenzione delle infrastrutture stradali, da inquadrare in base al vigente contratto collettivo nazionale di lavoro";
considerato che:
le procedure di selezione del nuovo personale ANAS sono state però gestite da sette società di reclutamento esterne all'azienda;
risultano all'interrogante alcune problematiche concernenti le tempistiche, la trasparenza e il corretto svolgimento delle operazioni di reclutamento. Nello specifico, alcuni candidati hanno lamentato di non aver ricevuto alcuna notizia in merito al loro colloquio, svoltosi anche tre mesi addietro; evidenziando e stigmatizzando la mancata pubblicazione di graduatorie,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo reputino adeguato che una grande società come ANAS, dal 2018 parte del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, presente sul territorio nazionale con 38 sedi, 21 sale operative compartimentali e una sala situazioni nazionali, debba affidarsi a società di reclutamento esterne;
se fossero a conoscenza delle problematiche segnalate, e quali iniziative intendano intraprendere al fine di risolverle, evitando al contempo il loro ripresentarsi in futuro.
(4-06520)
D'ALFONSO, PITTELLA, COMINCINI, LAUS - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
a quanto si apprende, da ormai più di un mese l'Alto e Medio Vastese (territorio geograficamente ampio sito nella regione Abruzzo e confinante con la regione Molise) rischia di trovarsi senza il fondamentale servizio dei Vigili del fuoco, in quanto il distaccamento volontari di Gissi (Chieti) risulta incapace di dispiegare tempestivamente personale e mezzi a causa della mancanza del numero necessario di autisti;
tale carenza sarebbe dovuta a diversi fattori, incluso il rifiuto del personale ad effettuare la vaccinazione anti SARS-CoV-2, resa obbligatoria per il personale del soccorso pubblico ai sensi dell'articolo 4-ter, comma 1, lettera b), del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, come modificato dal decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 2022, n. 3;
accanto alla questione del vaccino, un ulteriore fattore che impedisce il dispiegamento del servizio è il fatto che, per ragioni non chiare, non è stata ancora operata la conversione delle patenti di guida civili in possesso del personale volontario presso il distaccamento volontari di Gissi, ai sensi dell'articolo 119 e 138, comma 11, del decreto legislativo n. 285 del 1992, e da diversi mesi non vengono organizzati corsi di guida finalizzati all'abilitazione all'impiego di mezzi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco;
per tali ragioni, in caso di emergenze, sono chiamati a sopperire i Vigili del fuoco dei distaccamenti di Vasto, di Casoli o addirittura di Agnone (Isernia), al di là del confine molisano, con un conseguente allungamento dei tempi di intervento che potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza e l'incolumità dei residenti nel territorio dell'Alto e Medio Vastese;
considerato che gli interventi dei Vigili del fuoco sono caratterizzati dal requisito dell'immediatezza della prestazione, che a sua volta richiede un utilizzo ottimale dei mezzi, in particolare nei territori come quello dell'Alto e Medio Vastese, caratterizzati da un'ampia estensione geografica e dalla difficoltà di raggiungere determinati luoghi,
si chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire il fondamentale e tempestivo svolgimento del servizio dei Vigili del fuoco del distaccamento di Gissi nel territorio dell'Alto e Medio Vastese ed evitare ritardi e complicazioni che possano mettere in pericolo la vita dei cittadini e l'integrità dei loro beni;
se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa utile affinché agli operatori volontari del distaccamento dei Vigili del fuoco di Gissi, sia tempestivamente riconosciuta, nel rispetto della normativa vigente, la conversione della patente di guida necessaria a poter condurre gli automezzi dei vigili del fuoco, e per tale via a sopperire alla problematica della carenza di autisti in tale territorio.
(4-06521)
CARBONE - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", all'art. 121 ha previsto, tra l'altro, la possibilità di optare per la cessione dei crediti d'imposta relativi ai bonus edilizi, in luogo delle detrazioni fiscali;
l'art. 28 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, recante "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico", in corso di conversione, modifica l'art. 121 citato, vietando qualsiasi cessione successiva alla prima dei crediti maturati a seguito di spese per interventi agevolati con i bonus per l'edilizia, con l'evidente obiettivo di ostacolare le frodi nel settore delle agevolazioni fiscali;
considerato che:
per via del rischio che i potenziali cessionari assumeranno non potendo operare ulteriori cessioni, la norma determinerà una notevole contrazione della capacità di acquisto di tali crediti, con conseguente riduzione delle spese agevolabili, e con prevedibile aumento dei prezzi di cessione, a danno delle famiglie e delle imprese cedenti;
i soggetti quali le banche, gli intermediari finanziari iscritti all'albo previsto o le imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia, sono soggetti sottoposti a vigilanza ai sensi della normativa bancaria e di quella assicurativa, quale garanzia della stabilità e dell'integrità dei mercati finanziari,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire al fine di consentire che, ferma restando la regola che si introduce, si ammetta, in questo contesto, la possibilità di cessioni dei crediti d'imposta successive alla prima, se effettuate a favore di tali soggetti vigilati.
(4-06522)
ANGRISANI, MORONESE, ORTIS, MININNO, LANNUTTI, GIANNUZZI, BOTTO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che l'articolo 26 del decreto-legge "sostegni ter" n. 4 del 2022 reca misure di contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche; nello specifico la norma modifica gli articoli 121 e 122 del decreto-legge "rilancio" n. 34 del 2020, escludendo la possibilità di cessioni ulteriori di crediti fiscali (sia per il superbonus 110 per cento sia per gli altri bonus edilizi) dopo la prima cessione;
valutato che:
tale decisione impatta in modo notevole nei rapporti tra committenti, imprese ed istituti di credito, stravolgendo il quadro vigente e rischiando di causare una vera e propria paralisi del mercato dell'edilizia;
secondo recenti studi gli investimenti nel settore edilizio sono cresciuti di circa il 17 per cento nel 2021, incidendo in modo decisivo sulla crescita del PIL (6,7 per cento in più) e le stime per il 2022 fanno un registrare un aumento del 6,6 per cento (a fronte di una contrazione del 5,3 per cento nel 2020); tale "spinta", come noto, è stata sorretta dai lavori di rinnovo nel comparto residenziale, grazie agli incentivi previsti dal superbonus e dagli altri bonus edilizi,
si chiede di sapere se si sia valutato, ferma restando l'esigenza di combattere le frodi nel settore delle agevolazioni economiche, il rischio di una paralisi del mercato dell'edilizia, in primo luogo in relazione al mercato secondario, settore trainante della ripresa economica del Paese nel corso del 2021.
(4-06523)
GIANNUZZI, ANGRISANI, LANNUTTI, LA MURA, BOTTO, LEZZI, MORONESE, MININNO, ABATE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
il settore calcistico, come tutti i settori, è stato negativamente colpito dagli effetti della pandemia;
un report dello Sports business group di Deloitte, nell'ambito della 24a edizione della Football money league, riporta in 2 miliardi di euro circa i mancati ricavi dei 20 top club per l'intero fatturato del calcio mondiale, entro la fine della stagione 2020-2021;
sono stati molteplici gli interventi normativi in periodo pandemia a sostegno delle società calcistiche, tra i quali il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("rilancio"), che ha istituito il fondo "salva sport" e il decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 (detto "sostegni ter") a supporto degli operatori sportivi;
considerato inoltre che:
sono all'ordine del giorno gli acquisti spropositati legati al calcio mercato, basti pensare che nell'ultimo triennio i club italiani della serie A: Inter, Milan, Roma e Juventus hanno speso complessivamente circa 1,3 miliardi di euro;
ultimo in ordine di tempo, il 27 gennaio 2022, il giornalista Maurizio Pistocchi intervistato ai microfoni de "il Diabolico e il Divino" (trasmissione radiofonica in onda su New sound level 90FM) ha riportato della compravendita del calciatore Dusan Vlahovic da parte della Juventus: l'acquisto del giocatore è costato al club bianconero 70 milioni di euro, pagabili in tre esercizi, ai quali si sommano ulteriori 10 milioni di bonus e la commissione, pari a 8,1 milioni di euro, destinata al procuratore del professionista serbo, Darko Ristic;
l'acquisto è stato effettuato in parte a valere sulle risorse rese disponibili dall'aumento di capitale di circa 400 milioni di euro accordato il 16 dicembre dal consiglio di amministrazione della Juventus;
visto che:
pertanto, appaiono apertamente contraddittori i diversi appelli lanciati dagli enti di rappresentanza delle società calcistiche, che continuano a chiedere ristori alla politica;
da ultimo, Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana giuoco calcio, ha più volte ribadito la necessità di aiuti economici nei confronti delle società calcistiche e l'amministratore delegato dell'Inter, Beppe Marotta, che in un'intervista rilasciata a "Il Sole-24ore" ha affermato che il sistema calcio è "sull'orlo del baratro" auspicando maggior sostegno da parte del Governo, mentre lo stesso club nerazzurro ha concretizzato l'acquisto del calciatore Robin Gosens per una somma vicina ai 25 milioni di euro,
si chiede di sapere se il Governo ritenga ragionevole continuare a supportare economicamente le società calcistiche di serie A, le quali percepiscono compensi spropositati per le vendite dei loro giocatori, a scapito di altri settori economici che vertono in situazioni di maggiore difficoltà finanziaria e, eventualmente, quali iniziative intenda attuare al fine di evitare l'erogazione di inutili e ulteriori ristori nei loro confronti.
(4-06524)
DE PETRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:
con delibera del Consiglio dei ministri del 22 luglio 2020 il Governo ha stabilito di sollevare la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale dell'art. 8, comma 1, lett. e), f), i), j), n), o) e p), della legge della Regione Lombardia n. 13 del 2020, per violazione degli articoli 117, comma secondo, lettera s), e 97 della Costituzione;
la decisione era stata assunta a seguito dell'istruttoria da parte dei Ministeri interessati, ravvisando una nutrita serie di violazioni della normativa statale ed internazionale in materia di tutela e gestione della fauna selvatica;
il ricorso, incluso e pubblicato nella banca dati del Dipartimento per gli affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, non risulta depositato in cancelleria della Corte costituzionale,
si chiede di sapere
quali siano i motivi che hanno determinato questa omissione e a quale ufficio del Governo sia da attribuire la relativa responsabilità;
se si sia a conoscenza che un'analoga omissione (mancato deposito del ricorso presso la cancelleria della Corte costituzionale) sia avvenuta anche nel 2014 per la vicenda della legge regionale della Liguria n. 24 del 2014 riguardante anch'essa violazioni alla normativa statale di disciplina della caccia.
(4-06525)
DE PETRIS - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:
in Italia il bracconaggio, insieme alla caccia di frodo e alla pesca fuori dalle regole, rappresenta un gravissimo fenomeno di illegalità, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni di uccelli selvatici. Proprio per la gravità della questione, spesso connessa a più ampie attività criminali, anche di tipo organizzato, la Commissione europea nel 2017 ha promosso contro il nostro Paese l'apertura di una procedura "Pilot", una fase propedeutica a quella di infrazione;
tale procedura dettava condizioni rigorose e precise scadenze, ma, nonostante la creazione di un Piano di azione per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici, questi impegni sono rimasti sostanzialmente disattesi. La "Pilot" in questione è stata congelata, rimanendo l'Italia un "sorvegliato speciale" per le grandi difficoltà nel contrastare questi crimini, anche per l'indebolimento delle attività di controllo delle polizie provinciali, tra le più specializzate in materia, ridotto a pochissime unità, spesso chiamate ad occuparsi di tutt'altro. Risulta fondamentale il ruolo delle associazioni di Protezione ambientale come l'ENPA, il WWF Italia e la LIPU, che garantiscono un'attività di vigilanza del territorio a supporto delle forze di polizia grazie alle loro guardie volontarie;
le aree in cui il bracconaggio è più presente sono le valli bresciane, il delta del Po, lo stretto di Messina, la Sicilia occidentale, la Puglia, la Sardegna meridionale, la Campania e il Lazio. Recenti operazioni di polizia effettuate in Lombardia hanno confermato come l'uccisione di piccoli passeriformi sia un fenomeno grave e persistente alimentato dal mercato della ristorazione: i guadagni sono talmente elevati da rendere comunque convenienti le irrisorie sanzioni previste e favorire, dunque, la reiterazione;
recentemente si è tenuta una manifestazione di esponenti del mondo venatorio e di politici contro i carabinieri forestali, accusati di compiere controlli troppo rigidi, in particolare sul rispetto delle norme che vietano la cattura di uccelli destinati ad essere utilizzati come richiami vivi. Il Governo, da parte sua, ha impugnato alla Corte Costituzionale una legge della Regione Lombardia che, di fatto, ostacola le autorità nell'attività di controllo;
intanto, nel nostro Paese continuano numerosi gli abbattimenti di specie particolarmente rare e protette, come l'esemplare di "Ibis Eremita", specie estinta allo stato selvatico in Europa e oggetto di un progetto internazionale di reintroduzione, che era divenuto celebre per avere nidificato su una torre di una società di telecomunicazioni a Roma: è stato gravemente ferito a colpi di fucile vicino Sabaudia, pochi mesi dopo l'uccisione di un altro esemplare in Toscana. Di recente, in Veneto è stata uccisa a fucilate un'aquila reale e nel bergamasco;
molto grave è inoltre il fenomeno del cosiddetto "turismo venatorio" italiano, costituito dai viaggi in altri Paesi, soprattutto dell'est Europa, per effettuare battute di caccia, spesso sfruttando l'esiguità controlli, la possibilità di corruzione e le sanzioni molto modeste. All'inizio dello scorso novembre, in Norvegia, tre cittadini italiani hanno subito il sequestro di 2.027 tordi, presumibilmente destinati ai ristoranti del nostro Paese;
un ulteriore problema è legato ai traffici illegali di animali esotici o di parti di animale (si pensi all'avorio), che vedono il nostro Paese come un vero e proprio hub a livello europeo. Decisamente sottovalutato è il fenomeno del commercio di fauna selvatica proveniente da attività di cattura illegale praticato via internet, attraverso annunci che rimangono visibili per pochi giorni o per poche ore. In molti casi gli animali posti in vendita sono muniti di documentazioni false, inducendo gli acquirenti più sprovveduti a rischiare procedimenti penali per incauto acquisto. Paradossale è infine la vendita, inconcepibilmente consentita dalla legge e molto diffusa anche su internet, di richiami elettromagnetici vietati. Numerose armerie o negozi specializzati in articoli per la caccia vendono nella piena legalità questi strumenti vietati, com'è noto, ai cacciatori,
si chiede di sapere:
quali misure voglia adottare il Ministro in indirizzo per contrastare efficacemente l'attività criminosa che ogni anno depaupera il mondo naturale del nostro Paese;
quali azioni concrete intenda intraprendere per ripristinare l'attività di controllo anche rispondendo tempestivamente alle richieste della Conferenza delle Regioni, che ha di recente affermato la necessità di affrontare in modo deciso l'illegalità dilagante ricorrendo a nuove assunzioni del personale di vigilanza delle Province;
se non ritenga irrinunciabile l'adozione di sanzioni adeguate nei confronti dei responsabili di simili illeciti, che, superando l'attuale impianto della legge n. 157 del 1992, siano proporzionate al reale danno arrecato da queste condotte e che consentano alla Magistratura e alle forze di polizia di avere strumenti investigativi e sanzionatori realmente efficaci, così da ridurre il numero di procedimenti penali che attualmente non riescono a pervenire a conclusione determinando un senso di impunità nel reo ed alimentano il fenomeno della reiterazione;
quale sia il piano complessivo per rispondere in modo efficace e serio alle pressioni dell'Unione europea, la cui attenzione è costantemente rivolta a quanto avviene nel territorio nazionale;
se intenda affrontare con forza il commercio illegale di animali selvatici via internet, che causa una crescente emorragia di biodiversità e che rappresenta un fenomeno criminoso sempre più forte.
(4-06526)
BRIZIARELLI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
secondo quanto comunicato dal segretario generale del SAPPE, si apprende che nel corso degli ultimi anni, alla direzione della Casa circondariale di Orvieto, non è stato assegnato un dirigente penitenziario in pianta stabile, ma vi sono stati ripetuti avvicendamenti di direttori che, tra l'altro, oltre ad assumere l'incarico presso il penitenziario, rivestivano la medesima mansione anche in altri istituti;
il segretario generale ha altresì comunicato che sembrerebbe che l'attuale direttrice di Orvieto (con incarico provvisorio e per pochi giorni a settimana) dal 1° febbraio 2022 sarà avvicendata da un dirigente penitenziario già assegnato al penitenziario di Terni e che quindi, come negli anni passati, garantirà presso l'istituto penitenziario orvietano solo una presenza limitata;
se la programmazione fosse confermata, presso l'istituto penitenziario di Orvieto vi sarà un nuovo direttore "part-time", che non potrà garantire un'assidua presenza in istituto, con presumibili risvolti negativi tanto per i detenuti quanto per il personale vivi in servizio;
considerato che:
l'interrogante ha già segnalato attraverso atti di sindacato ispettivo le problematiche dell'istituto penitenziario di Orvieto;
oltre all'istituto penitenziario di Orvieto, vi sono altre strutture penitenziarie che lamentano le carenze descritte in premessa,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno che ogni casa circondariale abbia un proprio direttore o dirigente presente, anche alla luce della necessità di migliorare le condizioni di vita nei penitenziari italiani, sia per i dipendenti che ci lavorano che per i detenuti, per i quali le condizioni della detenzione stessa non possono certo costituire una pena accessoria.
(4-06527)
NENCINI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
con sentenza n. 152 del 2020 la Corte costituzionale ha sancito che la pensione di invalidità per i soggetti sui quali viene riscontrata una incapacità del 100 per cento sia incrementata fino a 651,00 euro, considerando tale cifra come livello minimo di assistenza;
tale incremento, riverbera i suoi effetti sull'erogazione del reddito di cittadinanza nella misura in cui esso rileva ai fini della determinazione del reddito familiare;
per effetto di ciò, moltissime famiglie, al cui interno vi sono percettori della pensione di invalidità civile "maggiorata", si sono visti decurtare o addirittura azzerare il reddito di cittadinanza in ragione, per l'appunto, dell'incidenza del cosiddetto "incremento al milione" sul reddito familiare complessivo;
considerato che:
il contenuto della sentenza n. 152 del 2020 della Corte costituzionale è stato recepito dall'art. 15 del decreto-legge 4 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia;
l'INPS ha di fatto annullato gli effetti della sentenza della Corte costituzionale, revocando o riducendo di conseguenza gli importi del reddito di cittadinanza,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso prevedere un intervento normativo volto a far sì che i benefici incrementativi derivanti dall'entrata in vigore dell'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, non vengano considerati ai fini del rispetto dei requisiti reddituali e patrimoniali necessari alla percezione del reddito di cittadinanza.
(4-06528)
CASTIELLO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
con precedente atto di sindacato ispettivo (4-05169 del 30 marzo 2021) l'interrogante ha già richiamato l'attenzione del Ministro in indirizzo sulla "critica situazione nella quale versa il Tribunale di Vallo della Lucania" interrogandolo su "quali provvedimenti intenda assumere per porvi rimedio";
all'interrogazione il Ministro ha risposto in data 15 giugno 2021 fornendo precisazioni che in parte danno riscontro al citato atto di sindacato ispettivo;
permangono vari altri problemi irrisolti: per quanto riguarda il personale di Magistratura, 1 posto è scoperto per avvenuto trasferimento a far tempo da aprile 2021 e 2 posti sono quelli portati in aumento dalla nuova pianta organica. Tutti e tre sono stati messi a concorso dal CSM con il bando di dicembre 2021 e sono rimasti senza aspiranti. Se tutti e tre saranno destinati ai nuovi MOT (magistrato ordinario in tirocinio) la copertura effettiva dei posti avverrà solo a novembre del 2022;
il 4 gennaio 2023, al compimento del 70° anno di età, l'attuale presidente del Tribunale, dottor Gaetano De Luca, andrà automaticamente in pensione. Di qui l'opportunità di sollecitare il CSM a pubblicare la relativa vacanza, così da evitare lunghi tempi di scopertura ed ulteriori disagi per l'utenza visti i plurimi ruoli decisionali (separazioni e divorzi, giudice tutelare, collegio penale e civile, giudice delle esecuzioni e dei fallimenti), che il presidente ha sin qui ricoperto per venire incontro alle necessità dell'ufficio;
il riferimento, presente nella risposta all'interrogazione, alle piante organiche flessibili è il richiamo alla speranza di quel che sarà, e che ancora non è, perché non si sa quando potranno essere coperti quei posti. Nel frattempo permane la "chiusura" della Corte di Appello di Salerno ad ogni richiesta di coassegnazione di magistrati dal Tribunale di Salerno (70 unità) verso Vallo della Lucania (14 unità), per sostenere i settori più in crisi, ossia quello civile con ruoli di 1.800 cause ciascuno (a fronte dei ruoli di 900 cause di Salerno) e quello di lavoro e previdenza (700 cause di lavoro e 3.700 circa previdenziali per un solo magistrato a fronte di 280 cause di lavoro e 800 circa di previdenza per ciascuno dei 9 giudici del lavoro salernitani);
la circostanza, rimarcata nella risposta all'interrogazione, "che la pianta organica presenta una scopertura non superiore al dato nazionale (ovvero al 20,51%)" senza considerare che la pianta stessa è sottodimensionata rispetto a quella di tanti altri tribunali che presentato analoghi carichi di lavoro o anche inferiori, non elimina la realtà di un organico modesto e inadeguato rispetto a ritmi di lavoro pressanti e sostenuti. La comparazione dei dati del personale e il confronto dei carichi di lavoro con il Tribunale di Lagonegro (che conta una pianta organica di ben 65 unità) ad esempio evidenzia un forte sbilanciamento in negativo della pianta organica del Tribunale di Vallo della Lucania che, con carichi di lavoro superiori, è penalizzato dall'assegnazione di risorse umane ridotte e perciò insufficienti e incongrue rispetto al reale fabbisogno. Valga, ad esempio, il richiamo della circostanza che se a Vallo ci sono in pianta organica solo 2 direttori amministrativi, a Lagonegro ce ne sono 5. Lo stesso accade per la figura del funzionario giudiziario: permane ancora la fittizia copertura del posto della funzionaria Russo Rita distaccata presso il Tribunale di Salerno in modo continuativo dal marzo 2018 con il risultato di far figurare coperto un posto che non lo è. Le vacanze, quindi, per questa figura sono 2;
nel Tribunale di Vallo della Lucania permangono, inoltre, n. 2 vacanze di assistente giudiziario (una delle quali coperta, finora, con comandi annuali da altra amministrazione (Ministero della difesa) anche con soluzione di continuità che spesso hanno creato situazioni di vuoto tra la scadenza del comando (il dipendente ha dovuto lasciare l'ufficio) e il suo rinnovo;
critica è la condizione degli operatori previsti nel numero di 5, ma presenti in 3, uno dei quali andrà in pensione a marzo 2022;
all'ufficio di Procura risultano assegnati 4 operatori a tempo determinato, laddove al Tribunale risulta assegnata una sola unità, restando incomprensibile la ragione di tale discriminazione;
infine, con riguardo alle posizioni di ausiliario previste nel numero di 5, mancano ben tre unità e le due presenti godono di limitazioni di natura fisica quanto alle attività di traino e sollevamento pesi, limitazioni queste che rendono gli stessi inadatti ai servizi di movimentazione fascicoli, archiviazioni, che loro competerebbero;
resta ancora più critica la situazione dell'ufficio del Giudice di Pace che, a seguito della chiusura dell'ufficio di Pisciotta, ha una competenza su due mandamenti territoriali (Pisciotta e Vallo della Lucania). Eppure, l'organico del personale amministrativo non è stato mai adeguato alla nuova dimensione della competenza. La cancelleria è retta da un solo cancelliere affiancato da un solo assistente e un ausiliario. Due dipendenti andranno in pensione il prossimo 1° luglio 2022, ma lasceranno l'ufficio ancor prima per ferie residue senza che vi abbia fatto ritorno l'assistente, ancora assente per maternità. Ne consegue, come è di intuitiva evidenza, il concreto rischio di chiusura dell'ufficio,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle situazioni problematiche rappresentate e quali iniziative intenda assumere per la rimozione delle evidenziate criticità.
(4-06529)
CASTIELLO - Al Ministro della salute. - Premesso che:
è ormai ampiamente sperimentato che la nuova variante di SARS-CoV-2, denominata "Omicron", è meno letale delle precedenti varianti "Delta" e "Delta plus". È, del pari, sperimentato e noto che la variante stessa è, però, altamente infettiva con livello di contagiosità di oltre 30 volte superiore a quello delle precedenti varianti. La conseguenza è che si riduce la letalità (percentuale di morti fra i malati) ma, essendo numerosa la popolazione contagiosa, si accresce la mortalità (percentuale di morti sulla popolazione complessiva);
i vaccini che vengono praticati si rilevano efficaci al massimo nel 50/60 per cento dei casi, mentre si è in attesa di un nuovo vaccino aggiornato che, a quanto comunicato dalle case produttrici, non sarà pronto prima di un mese;
sono stati messi a punto e pronti per l'uso nuovi ed efficaci prodotti monoclonali, adatti per combattere la variante "Omicron", tra cui l'anticorpo monoclonale "Sotrovimab" di GSK, realizzato a S. Polo di Torrile (Parma) e, quindi, di produzione nazionale; il che dovrebbe garantirne l'approvvigionamento;
mentre gli Stati Uniti ne hanno ordinato subito 500.000 dosi, in Italia ne sono state ordinate soltanto 5.000 (l'1 per cento), nonostante che l'incremento esponenziale dei contagi abbia provocato l'occupazione dei reparti di terapia intensiva degli ospedali,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale incresciosa situazione e quali provvedimenti intenda assumere, affinché venga accresciuta adeguatamente la disponibilità dell'anzidetto prodotto monoclonale diffondendone adeguatamente il pronto utilizzo.
(4-06530)
CASTIELLO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
Giuseppe Borrelli, procuratore capo presso il Tribunale di Salerno e capo della DDA, ha dichiarato, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte d'Appello di Salerno in data 22 gennaio 2022, che i clan della camorra e della 'ndrangheta stanno invadendo il Cilento, trovando terreno fertile, oltre che per il traffico di stupefacenti, per gli investimenti economici nel settore immobiliare e in quello delle attività commerciali, svolgendo lucrosa attività di riciclaggio attraverso l'investimento di capitali di illecita provenienza in varie iniziative, in particolare nel campo della distribuzione alimentare e del commercio dei surgelati;
la dilagante invadenza dei clan malavitosi nel territorio cilentano non risulta adeguatamente contrastata a causa, soprattutto, delle croniche inadeguatezze delle istituzioni deputate alla tutela dell'ordine pubblico e della legalità. In particolare, si registrano gravi ritardi nel processo di potenziamento delle strutture delle istituzioni stesse, come è accaduto per l'attivazione del reparto territoriale dell'Arma dei Carabinieri, istituito a Vallo della Lucania, ma non ancora realizzato a causa della mancata definizione da parte dell'Amministrazione dell'Interno della procedura di accasermamento del reparto medesimo;
la notevole distanza dal capoluogo (Salerno), secondo il procuratore Borrelli, "rende complesso, se non addirittura impossibile delegare investigazioni, specie con attività tecniche" sicché alle criticità attuali è possibile porre rimedio con l'avvio della concreta operatività del reparto anzidetto,
si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo abbia contezza di queste gravi criticità e quali iniziative intenda assumere per la loro tempestiva rimozione, ad iniziare dalla ormai non più dilazionabile definizione del procedimento in corso per l'acquisizione della nuova caserma necessaria all'attivazione del reparto territoriale dell'Arma dei Carabinieri a Vallo della Lucania (Salerno).
(4-06531)
LONARDO - Ai Ministri dell'università e della ricerca e per la pubblica amministrazione. - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:
il conservatorio di musica "Nicola Sala" di Benevento da tempo è al centro di polemiche e discussioni interne che minano la credibilità dell'importante istituzione culturale;
l'atteggiamento conflittuale del presidente uscente con tutti gli organi del conservatorio, a cominciare dal direttore (il direttore Grassia è stato oggetto di una denuncia dal presidente solo per aver disposto la pulizia della corte dell'ex convento degli Scolopi e la potatura di un glicine), per passare alla consulta degli studenti (organo riconosciuto dalla legge di riforma, dal decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003, e successive modifiche, e dall'autonomia statutaria), ha determinato difficoltà interne;
il presidente uscente ha instaurato un clima di insostenibile contrapposizione nei confronti delle scelte del consiglio accademico, organo deputato alla programmazione della didattica, della produzione artistica e della ricerca: attacchi continui sia negli atti prodotti sia sulle pagine della stampa locale e on line, una strategia di delegittimazione che si è concretizzata anche con iniziative e manifestazioni concertistiche realizzate, motu proprio, con grande dispendio di spese, senza il necessario passaggio, per l'approvazione, nel consiglio accademico;
a novembre 2021 il presidente della consulta degli studenti del conservatorio di musica, assieme ad altri due componenti della stessa consulta, in una lettera aperta ha contestato i vertici del conservatorio per aver assunto un addetto stampa a 25.000 euro all'anno lordi, quando in precedenza per lo stesso incarico si pagavano mille euro all'anno, con un aumento di 20 volte il compenso, lamentando, inoltre, sempre sulla questione dell'addetto stampa, che all'interno del conservatorio ci sono altri lavoratori iscritti all'ordine dei giornalisti che non svolgono quanto prima facevano, in dispregio del decreto legislativo n. 165 del 2001;
per la questione dell'addetto stampa alcuni componenti della consulta sono stati minacciati di denuncia per diffamazione a mezzo stampa con messaggi WhatsApp del tipo: "Sei stato incauto, avrai ripercussioni, la diffamazione a mezzo stampa è uno dei reati più gravi del C.P.". E questo solo perché gli studenti avevano contestato l'assunzione dell'addetto stampa da parte del presidente;
le segreterie provinciali della FLC CGIL e della UIL scuola RUA hanno vinto un ricorso nei confronti dei vertici del conservatorio di Benevento per comportamento antisindacale (ex art. 28 della legge n. 300 del 1970, statuto dei lavoratori);
in particolare le organizzazioni sindacali si sono rivolte al giudice del lavoro perché il vertice del conservatorio ha sistematicamente ignorato tutte le loro richieste di informazione e di confronto, nonché tutte le richieste di avvio della sessione negoziale di contrattazione integrativa, nonostante le rassicurazioni fornite nel corso di un incontro in Prefettura, tenutosi su richiesta dei sindacati, e la disponibilità manifestata in quella sede da parte dei vertici dell'istituzione musicale beneventana;
la FLC CGIL nei giorni scorsi ha inviato un documento di protesta per 25 assunzioni tra docenti e personale amministrativo. Nel documento i sindacalisti denunciano "un silenzio assordante riguardo alla ricognizione sulle discipline per cui si è dovuto ricorrere a incarichi di docenza non rientranti nelle dotazioni organiche, e all'individuazione delle figure di personale tecnico-amministrativo bibliotecario su cui era caduta la scelta dei due organi competenti (Consiglio accademico e Consiglio d'amministrazione) con le motivazioni che hanno portato a tale scelta. Indiscrezioni dicono che non c'è stata una lettura condivisa fra i due organismi per cui in CdA, e solo per la parte relativa al personale tab, c'è stata una modifica rispetto a quanto deliberato in Accademico. Nessuna informativa sindacale, nessuna pubblicazione sul sito del Conservatorio, nessuna informativa al personale. Si informa la cittadinanza del prossimo concerto e non la si informa su 25 assunzioni, docenti e personale tab, in un territorio in cui l'informativa è sempre più spesso quella della scomparsa di posti di lavoro? Preoccupa che qualcuno possa voler vantare presunti meriti per le assunzioni, a quanto pare già poste in essere, per atti squisitamente amministrativi che non sono assolutamente altro che applicazione di normativa nazionale, mentre auspichiamo e siamo certi che sia stato fatto solo ed esclusivamente quello di applicare tutta le norme esistente in merito di assunzione nella Pa. Preoccupa che manchi tuttora la pubblicazione del Contratto d'Istituto 2020/21 sottoscritto";
gli interventi politici del presidente uscente del conservatorio non poche difficoltà e incidenti istituzionali hanno creato specialmente con il Comune di Benevento il quale, non solo da oltre 40 anni ospita il conservatorio in una sede storica, come palazzo De Simone, ma che ha messo a disposizione dell'istituzione sannita di alta formazione musicale anche il complesso monumentale di San Vittorino, proprietà del Comune;
il presidente uscente è geologo e professore di matematica di scuola media in quiescenza e quando fu scelto nella terna per la nomina del presidente risulta che tra i meriti curriculari per soddisfare "la riconosciuta competenza nell'ambito artistico-culturale" annoverasse l'essere presidente della Pro loco di Benevento,
si chiede di sapere:
se risponda al vero che la consorte del presidente uscente è docente di pianoforte del conservatorio di musica Nicola Sala, la figlia era docente di violino ora passata al conservatorio di Campobasso e il compagno e convivente della figlia è anch'egli docente dell'istituto Nicola Sala;
se risponda al vero che la presidenza e la stessa sede del conservatorio, specialmente durante l'ultima campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del sindaco, abbia ospitato riunioni politiche e attività di propaganda elettorale;
se risponda al vero che, nonostante siano stati ultimati i lavori dell'ex convento degli Scolopi, unica proprietà del conservatorio, ancora non si possono utilizzare le circa 20 aule in pieno centro storico cittadino;
se risponda al vero che il presidente uscente abbia vietato recentemente una collaborazione di prestigio con l'accademia di Santa Sofia di Benevento che avrebbe dovuto registrare dei CD con la nota violinista Anna Tifu, con grande imbarazzo della direzione del conservatorio, del consiglio accademico, di tutto il corpo docente e soprattutto degli studenti, desiderosi di rapportarsi con esponenti del panorama musicale internazionale;
quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare per verificare la correttezza degli atti amministrativi posti in essere al conservatorio;
se non ritengano di avviare un'azione di controllo, al fine di accertare eventuali responsabilità ove mai dovessero essere riscontrate delle irregolarità nelle assunzioni e nella gestione generale del conservatorio.
(4-06532)
FATTORI, NUGNES, DE FALCO, DE PETRIS - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
con il decreto-legge "cura Italia" era stato introdotto il blocco dei licenziamenti per far fronte alla crisi derivante dal periodo pandemico;
nel tempo si sono susseguiti vari altri atti normativi a sostegno di aziende e famiglie ma il Governo ha deciso di non mantenere il blocco totale dei licenziamenti, ma solo di prevedere istituti parziali che scadranno ad aprile 2022;
il blocco dei licenziamenti ha mitigato fortemente il fenomeno della disoccupazione e di conseguenza della disuguaglianza sociale;
il periodo pandemico è ancora in corso e gli effetti economici e sociali sono ancora in atto;
la pandemia ha altresì avuto l'effetto della crescita esponenziale in termini di fatturato di alcune case farmaceutiche coinvolte nella realizzazione e distribuzione dei vaccini anti COVID-19 che hanno peraltro usufruito anche di sostanziosi aiuti pubblici;
considerato che:
le sigle Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL hanno avuto un incontro con i vertici di Pfizer dai quali hanno ricevuto un piano di esubero di 130 unità per lo stabilimento di Catania;
il piano prevede mancati rinnovi e tagli legati anche all'acquisizione di un nuovo macchinario che richiede meno personale;
lo stabilimento di Catania è specializzato nella produzione di antibiotici parenterali di prima linea per uso ospedaliero, penicillinici e non penicillinici;
già da molti mesi, da quanto si apprende da testimonianze dei lavoratori pubblicate a mezzo stampa, il processo di ridimensionamento produttivo è in atto;
di contro, nello stabilimento di Ascoli Piceno, è iniziato il confezionamento della pillola Paxlovid, l'antivirale contro il COVID-19 del quale già 11.200 confezioni sono in distribuzione alle Regioni italiane e la catena produttiva è serrata sulle 24 ore;
la fattispecie in questione non rientrerebbe nella proroga del blocco licenziamenti dell'ultima sessione di bilancio, in quanto non si parla di chiusura dello stabilimento, ma di riorganizzazione;
considerato inoltre che:
il valore di Pfizer nel 2021 è aumentato di oltre il 50 per cento con ricavi che hanno toccato i 57 miliardi di dollari, con un aumento del 91 per cento rispetto al 2020;
questi numeri sono legati alla produzione e distribuzione del vaccino contro il COVID-19 che, si ripete, sono stati frutto di sostanziosi aiuti pubblici;
una delle proposte che verrà fatta ai lavoratori di Catania è quella di spostarsi nello stabilimento di Ascoli Piceno, con evidenti conseguenze per le famiglie;
Pfizer ha annunciato un investimento di appena 27 milioni di euro per i prossimi tre anni nello stabilimento di Catania, ritenuto irrisorio dai sindacati e segnale preoccupante;
appare, a giudizio degli interroganti, quantomeno paradossale che sia proprio una multinazionale dagli introiti miliardari provenienti dalla crisi pandemica a fare un piano di esuberi per motivi "economici",
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda e quali azioni intendano mettere in campo affinché non vi siano licenziamenti nella sede di Catania;
quali siano le azioni che intendono porre in essere per non consentire più situazioni come quella descritta, come Whirlpool e altre analoghe, in cui si mettano a rischio intere famiglie e vite umane, per l'inadeguatezza dei piani industriali.
(4-06533)
D'ARIENZO - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
il progetto preliminare dell'intervento "collegamento ferroviario aeroporto di Verona", progetto RFI 0269, redatto e pubblicato da RFI nel 2003, concerne un tracciato ferroviario in variante che scostandosi dalla linea storica Verona-Mantova in prossimità dell'intersezione con la viabilità della A4, aggira ad ovest il centro abitato di Dossobuono, frazione del comune di Villafranca di Verona, e prosegue in direzione dell'area aeroportuale ove sarà prevista una nuova stazione a servizio dell'aeroporto e del territorio di Dossobuono. Successivamente la linea si ricollegherà alla linea storica. La variante ha un'estensione pari a 4,5 chilometri;
l'intervento così come progettato aveva in origine un costo di 90,40 milioni di euro e aveva ottenuto il parere regionale di compatibilità ambientale (favorevole con prescrizioni, delibera di Giunta regionale n. 720/2004) e il parere regionale di assenso alla localizzazione urbanistica, sentiti gli enti locali (favorevole con prescrizioni, delibera di Giunta regionale n. 714/2004);
il progetto preliminare è stato incluso nel primo programma infrastrutture strategiche (PIS) stilato nel 2001, delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, accedendo quindi alle procedure autorizzative e ai finanziamenti previsti dalla "legge obiettivo" (legge n. 443 del 2001). Conseguentemente, il progetto ha ottenuto il parere favorevole di compatibilità ambientale e il parere regionale di assenso alla localizzazione urbanistica, vincolante ai fini dell'approvazione dei progetti in sede di CIPE;
mentre il progetto preliminare del collegamento ferroviario dell'aeroporto di Venezia, con iter identico a quello di Verona, è stato approvato dal CIPE con la delibera n. 69 del 27 maggio 2005, quello riguardante il collegamento ferroviario dell'aeroporto di Verona è rimasto in sospeso a causa della mancanza di finanziamenti;
in occasione della discussione sul disegno di legge di stabilità per il 2016 il Governo ha approvato un ordine del giorno con il quale si è impegnato a riesaminare il collegamento ferroviario Verona-aeroporto "V. Catullo" al fine di riavviare le previste procedure per attualizzare la progettazione e i possibili finanziamenti;
nei mesi di febbraio e marzo 2019, i Comuni di Verona, Villafranca e Sommacampagna, interessati dal tracciato, hanno rispettivamente approvato una delibera di Consiglio comunale (Verona n. 21 del 28 marzo 2019; Sommacampagna n. 12 del 27 febbraio 2019 e Villafranca n. 20 del 28 febbraio 2019) con le quali hanno richiesto alla Regione Veneto e ad RFI di: "attivarsi per dare tempestiva attuazione al collegamento ferroviario dell'Aeroporto tramite la linea Verona-Dossobuono-Mantova (...) Tale soluzione deve ritenersi una misura strategica in previsione della riorganizzazione infrastrutturale e di sviluppo dell'Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca, secondo gli obiettivi di miglioramento dell'accessibilità e dell'intermodalità dello scalo da parte dei diversi sistemi di trasporto";
l'iniziativa dei Comuni di Verona, Villafranca e Sommacampagna è stata, altresì, supportata con proprie delibere dai Consigli provinciali di Vicenza, Verona e Mantova (Verona n. 20 del 7 luglio 2021; Vicenza n. 21 del 31 maggio 2021 e Mantova n. 34 del 29 luglio 2021) a seguito delle quali i tre Comuni hanno riproposto una nuova delibera di Consiglio comunale (Verona n. 72 del 2 dicembre 2021, Sommacampagna n. 87 del 25 novembre 2021 e Villafranca del 30 novembre 2021);
la Regione Veneto, con nota del 15 luglio 2020, trasmessa ad RFI nell'ambito dell'attività del "tavolo tecnico di ascolto e di raccolta delle richieste di miglioramento, efficientamento e sviluppo dell'infrastruttura" (sede di confronto continuo tra RFI, la Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e gli stakeholder, tra cui le Regioni), ha chiesto alla società della rete ferroviaria italiana di valutare la creazione di una "relazione via ferro" tra il bacino del Garda e l'aeroporto di Verona, in parte sfruttando il progetto preliminare del "collegamento ferroviario aeroporto di Verona", lotto funzionale, in parte progettando e realizzando nuovi tratti di linea ferroviaria;
l'esito dello studio di RFI è stato impietoso ed ha certificato la scarsa appetibilità delle tratte ferroviarie collegate con il lago di Garda, mentre di tutt'altro parere è stato espresso sul collegamento da sempre conosciuto tra la stazione di Porta Nuova e l'aeroporto di Verona. Infatti, RFI ha valutato i dati disponibili nel progetto del masterplan dell'aeroporto Catullo di Verona che indica, nella relazione generale, il valore di stima del traffico previsto nel 2030 pari a 5,6 milioni di passeggeri ed ha stimato in oltre un milione di unità la potenziale utenza nel 2030;
per questa ragione RFI ha chiesto alla Regione Veneto di "fornire il modello d'esercizio previsionale delle line ferroviarie delle quali si chiede la costruzione" e di fornire un ordine di priorità all'intervento rispetto alle richieste degli anni precedenti. La richiesta è del 18 novembre 2020 e dopo un anno e mezzo ancora non sono pervenute notizie;
nell'aggiornamento 2020-2021 del contratto di programma tra Ministero e RFI 2017-2021, il finanziamento dell'intervento è fissato al prossimo contratto di programma 2022-2026; l'intervento ha una dotazione di 180.000 euro,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda comunque inserire il solo progetto Verona Porta Nuova-aeroporto Catullo tra le priorità del contratto di programma 2022-2026 tra il Ministero e RFI;
se sia possibile perseguire ipotesi progettuali in grado di favorire la realizzazione di un collegamento più agile rispetto a quelli finora conosciuti.
(4-06534)
LONARDO - Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'interno. - Premesso che:
la strada statale 372 "Telesina" è una strada statale che ha inizio presso il casello di Caianello della A1 Milano-Napoli e termina a Benevento sul raccordo autostradale 9 all'intersezione con la strada statale 7 Appia;
questa arteria riveste sia importanza locale per il collegamento del capoluogo provinciale con la valle Telesina, quanto ancor di più regionale e nazionale, perché permette di raggiungere la A1 (e quindi Roma) agevolmente dal Beneventano. Permette inoltre un percorso alternativo tra la stessa A1 ed il casello di Benevento della A16 Napoli-Canosa, ben più breve di quello interamente autostradale (via Caserta sud-A 30-Nola);
rappresenta per la città di Benevento, e per tutto il Sannio, ma anche per regioni come la Puglia e la Basilicata, il principale collegamento stradale verso Roma e parte del Paese;
malgrado si sia registrato un aumento esponenziale del traffico ad iniziare dagli anni '90, il tracciato è rimasto identico dall'epoca della posa della prima pietra (negli anni '60-'70);
i circa 70 chilometri che collegano Benevento a Caianello, e dunque all'autostrada A1, sono un elemento essenziale alla mobilità territoriale sannita, ma ne costituiscono anche un limite storico: la struttura dell'arteria, a due sole corsie, da sempre caratterizzata da un intenso traffico veicolare, anche pesante, da condizioni del manto stradale e da una segnaletica carenti, da una serie di autovelox che rendono ulteriormente disagevole la percorrenza dell'arteria, senza produrre risultati in termini di sicurezza stradale e di diminuzione dei sinistri;
considerato che:
secondo uno studio dell'ACI, la strada statale 372 "Telesina" è una delle strade più pericolose della Campania e d'Italia per incidenti, feriti e, purtroppo, morti;
il raddoppio del primo lotto della Telesina (da Benevento a San Salvatore Telesino) per un importo di 390 milioni di euro è in appalto ma purtroppo, per questioni legate a ricorsi tra imprese, la gara non è stata ancora aggiudicata e per l'avvio dei lavori servirà ancora del tempo;
negli ultimi mesi si sono contati numerosi incidenti lungo l'arteria con morti e feriti gravi;
il manto stradale in alcuni tratti è assolutamente inadeguato per una strada statale, con buche che la rendono assolutamente non percorribile;
per tutta l'estensione della strada vigono limiti di velocità molto restrittivi a causa delle cattive condizioni del manto stradale: 60 chilometri orari in parte del tratto a carreggiata singola e in prossimità degli svincoli, 80 nel tratto ammodernato a carreggiata singola e nel breve tratto a doppia carreggiata con corsia di emergenza;
gli autovelox posizionati in alcuni tratti, invece di essere un deterrente per la velocità, diventano un pericolo per gli automobilisti che rallentano di colpo per la scarna segnaletica che li precede (si veda la sentenza del giudice di pace di Guardia Sanframondi del 16 febbraio 2017 che ha annullato una multa del Comune di Puglianello per carenza di visibilità della segnaletica);
secondo il SIOPE, sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici, di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche, il solo Comune di Puglianello, il più attivo con gli autovelox sulla Telesina tanto da essere tra i primatisti in Italia per incidenza degli incassi sul bilancio, dal 2016 al 2021, ha incamerato oltre 11 milioni di euro da multe, sanzioni amministrative, ammende e oblazioni per violazioni del codice della strada. Nel 2016 l'introito è stato di 2 milioni e 300.000 euro, nel 2017 un milione e 977.000, nel 2018 un milione e 416.000 euro, nel 2019 2 milioni e 961.000 euro (su 5.317.000 di entrate totali, ovvero il 55 per cento), nel 2020 un milione e 344.000, nel 2021 un milione e 104.000 euro;
in ordine a quanto stabilisce un emendamento al decreto-legge infrastrutture n. 121 del 2021, a partire da novembre 2021, tutti gli enti locali sono obbligati a pubblicare gli incassi relativi alle multe, anche quelli che derivano dall'applicazione delle sanzioni tramite gli autovelox;
il nuovo codice della strada prevede che gli enti locali pubblichino una relazione annuale relativa alla destinazione dei proventi delle sanzioni, che dovrà essere visibile da parte di tutti sul sito istituzionale dell'ente (la relazione deve essere pubblicata entro il 30 giugno di ogni anno);
rilevato che per quanto stabilito dal decreto ministeriale 30 dicembre 2019 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2020, "Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità", i Comuni sono tenuti ad impiegare i proventi delle multe non più per generiche coperture dei buchi in bilancio bensì per: manutenzione della segnaletica, potenziamento dell'attività di controllo e accertamento delle violazioni, manutenzione e ammodernamento delle strade e del manto stradale, interventi a favore degli utenti, attività per l'educazione stradale,
si chiede di sapere:
quali interventi urgenti i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, intendano porre in essere per evitare che lungo la statale "Telesina" si continui a morire per responsabilità legate all'inadeguatezza dell'arteria stradale;
quali interventi urgenti intendano porre in essere per garantire la sicurezza del manto stradale e una segnaletica orizzontale e verticale visibile e facilmente individuabile;
quali interventi urgenti intendano porre in essere per adottare soluzioni che consentano di sistemare buche e avvallamenti, che spesso inducono gli automobilisti ad invadere la corsia opposta;
quali iniziative intendano avviare per verificare se gli autovelox posizionati lungo la Telesina siano regolari, siano supportati e resi visibili da una segnaletica adeguata e a norma di legge;
quali iniziative intendano avviare per verificare se le risorse delle multe emesse e incassate dai Comuni attraverso gli autovelox che rilevano la velocità lungo la Telesina, in attesa che si sblocchi la gara per l'assegnazione dei lavori di raddoppio, pur non essendo previsto espressamente dal legislatore, possano essere utilizzate per la sistemazione, la manutenzione, l'ammodernamento della strada statale 372 (pur essendo questa di proprietà dell'ANAS) e del suo manto stradale, visto che gli autovelox che consentono gli incassi agli enti sono posizionati lungo la medesima arteria;
quali siano i tempi di aggiudicazione definitiva dell'appalto per il raddoppio del primo lotto della statale Telesina che va da Benevento a San Salvatore Telesino.
(4-06535)
CROATTI, ROMAGNOLI, LANZI, BARBONI - Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie, dell'economia e delle finanze e dell'interno. - Premesso che:
la legge 28 maggio 2021, n. 84, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 giugno 2021, n. 142, reca "Distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione";
all'art. 2, comma 2, garantisce il minor disagio alla popolazione nella fase di transizione: "Gli enti istituzionali interessati concorrono, nel rispetto del principio di leale collaborazione, agli adempimenti necessari all'attuazione dell'articolo 1 per mezzo di accordi, intese e atti congiunti, garantendo continuità nelle prestazioni e nell'erogazione dei servizi e definendo e regolando i profili successori";
il Comune di? Montecopiolo (Rimini) sta incontrando numerose difficoltà nella fase di passaggio dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna;
in seguito al passaggio il Comune ha perso risorse, finanziamenti di progetti e realizzazioni importanti; in particolare i fondi di copertura disavanzo bilancio comunale (art. 15 della legge regionale Marche 30 dicembre 2019, n. 41) per un importo pari a 200.000 euro, risorse vitali per il Comune;
considerato che:
il contributo di 200.000 euro era stato stanziato, a fine anno 2019, nel bilancio della Regione Marche 2020-2022, con imputazione per l'annualità 2022. Dal bilancio di previsione della Regione Marche 2020-2022 (legge regionale n. 41 del 2019) e da quello 2021-2023 (leggi regionali 31 dicembre 2020, n. 53 e n. 54) si evince la presenza del contributo di 200.000 euro nelle "autorizzazione di spesa" relative all'anno 2022;
il citato art. 15 della legge regionale n. 41 e? stato abrogato ai sensi dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale 2 dicembre 2021, n. 33 (assestamento del bilancio 2021-2023 e modifiche normative);
nelle leggi regionali 31 dicembre 2021, n. 38 e n. 39, relative al bilancio di previsione 2022-2024 della Regione Marche, alla voce "autorizzazione di spesa" attinente all'anno 2022, tale contributo non e? più presente;
l'art. 4 dell'intesa tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Marche per l'attuazione della legge n. 84 del 2021, rubricato "Conclusione dei procedimenti di concessione di contributo in corso", riporta: "I procedimenti concernenti la concessione di contributi, sovvenzioni, sussidi e ausili e altre agevolazioni di natura finanziaria, economica e fiscale in corso alla data del 17 giugno 2021, di entrata in vigore della legge n. 84 del 2021, e quelli avviati tra tale data e la data del 27 novembre 2021, di entrata in vigore della legge regionale dell'Emilia-Romagna n. 18 del 2021, sono conclusi dalla Regione Marche in applicazione delle disposizioni vigenti nella medesima Regione al momento di avvio dei procedimenti";
considerato infine che:
ad oggi l'ente si trova nella necessita? di reperire l'importo di 200.000 euro a copertura del disavanzo 2019, diversamente andrà in dissesto economico finanziario;
il venir meno di questo contributo rappresenta uno smisurato problema per il bilancio di Montecopiolo, piccolo comune di montagna di circa mille abitanti,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra e quali iniziative di competenza intendano intraprendere per sostenere e salvaguardare il bilancio di Montecopiolo, ingiustamente colpito e penalizzato dal passaggio dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna.
(4-06536)
NUGNES, LA MURA - Ai Ministri della transizione ecologica e per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:
la legge regionale della Campania n. 31 del 2021, con l'articolo 35 ha ulteriormente modificato la legge regionale n. 15 del 2015 in merito al riordino del servizio idrico integrato;
tra le modifiche disposte risulterebbe anche una nuova suddivisione del distretto Napoli, attraverso la separazione della città di Napoli dai 31 comuni dell'area nord, portando di fatto il numero dei distretti regionali da 5 a 6;
l'art. 147 del decreto legislativo n. 152 del 2006 (codice dell'ambiente) dispone che le Regioni possano modificare le delimitazioni dei distretti per migliorare la gestione del servizio idrico integrato, ma sulla base di alcuni criteri, quali: unicità del bacino idrografico o dei bacini contigui; l'unicità della gestione, o per l'adeguatezza gestionale per parametri fisici, tecnici o demografici;
l'art. 3-bis, comma 1, del decreto-legge n. 138 del 2011 recita "A tutela della concorrenza e dell'ambiente, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano organizzano lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete, di rilevanza economica, definendo il perimetro degli ambiti o bacini territoriali ottimali (...) La dimensione degli ambiti o bacini territoriali ottimali di norma deve essere non inferiore almeno a quella del territorio provinciale";
la sentenza n. 173 del 2017 della Corte costituzionale è intervenuta in materia di riparto di competenze tra Stato e Regioni, nello specifico censurando la modifica dell'ATO provinciale di Savona da parte della Regione Liguria, che aveva introdotto un terzo ambito di dimensione subprovinciale, adducendo, tra le motivazioni, il mancato rispetto del citato art. 147 del codice dell'ambiente;
alcuni Comuni del distretto idrico di Napoli (come Pozzuoli, Marano, Quarto, Mugnano, Acerra, Casoria) sono serviti in tema di adduzione idrica dal gestore affidatario e prevalente nel distretto del SII, la "Abc Napoli";
in passato si era già intervenuti nel dividere il bacino idrografico Napoli Volturno (137 comuni) individuato con legge regionale del 1997,
si chiede di sapere:
se a giudizio dei Ministri in indirizzo l'intervento di modifica alla legge regionale della Campania n. 15 del 2015 non possa essere in contrasto con il codice dell'ambiente;
se non ritengano opportuno intraprendere tutte le iniziative di propria competenza, per ripristinare l'originaria delimitazione del distretto idrico di Napoli;
quali siano i provvedimenti previsti dal piano nazionale del settore idrico a favore della pubblicizzazione dell'acqua.
(4-06537)
IANNONE - Al Ministro della salute. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:
il signor C. D. residente ad Anacapri (Napoli) vive con i propri genitori, che lo assistono continuativamente a causa della sua disabilità del 100 per cento riconosciuta dall'ASL di Salerno già dal 2011, quando la famiglia D. era residente a Montano Antilia (Salerno);
il signor D. e i suoi genitori si trovano attualmente proprio a Montano Antilia in una casa di famiglia, ma necessitano di tornare ad Anacapri, in quanto C. deve seguire terapie riabilitative per la sua patologia e diverse visite mediche;
come è riportato dal certificato di invalidità, il signor C. D. ha bisogno di essere assistito costantemente e i genitori si occupano di fornirgli tale assistenza in maniera continuativa;
la Caremar, compagnia di navigazione che opera nel golfo di Napoli, non ha autorizzato all'imbarco per rientrare sull'isola di Capri, C. con i propri genitori, anch'essi residenti ad Anacapri, perché privi del super green pass secondo il decreto entrato in vigore il 10 gennaio 2022;
per effetto di questa assurda situazione il signor D. non sta ricevendo le cure che gli sono necessarie e sta vivendo in un'abitazione non adeguatamente riscaldata,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti espressi in premessa;
quali iniziative intenda adottare per garantire assistenza al signor D. e a tutte le persone che in Italia possano trovarsi nella sua analoga situazione;
se ritenga che il signor C. D. debba ricevere tutte le cure, gli ausili medici, l'assistenza (terapie) il supporto e le predisposizioni ambientali (un'abitazione opportunamente riscaldata) di cui ha bisogno per vivere dignitosamente anche non nel suo domicilio di residenza.
(4-06538)
MAGORNO - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
già nel novembre 2021, in diversi comuni del cosentino si sono registrati forti boati a distanza ravvicinata dovuti al passaggio di aerei a velocità superiore a quella del suono (detti bang sonici), che l'Aeronautica militare ha confermato essere attività di volo supersonica, preventivamente autorizzata e pianificata;
il passaggio di questi aerei ha creato nella popolazione di Cosenza e della sua provincia molta paura e scompiglio, soprattutto in anziani e bambini, e in uno degli episodi è stato talmente dirompente da arrivare ad infrangere i vetri di una scuola;
considerato che:
è già stata svolta un'attività di controllo con l'interessamento del Governo, ma il problema continua a persistere;
tali fenomeni appaiono maggiormente concentrati in alcune zone, come il territorio della piana di Sibari, dove si verificherebbero anche più volte alla settimana;
benché l'Aeronautica militare operi nel rispetto delle procedure standard di volo, l'effettuazione di tali passaggi aerei crea forte preoccupazione e un notevole disturbo alla popolazione dei territori interessati,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare le misure necessarie per garantire che durante l'effettuazione di attività di addestramento al volo supersonico si possano evitare alla popolazione disagi e preoccupazioni.
(4-06539)
BARBARO, RAUTI, GARNERO SANTANCHE', FAZZOLARI, IANNONE, NASTRI, MAFFONI, ZAFFINI, PETRENGA, LA PIETRA, TOTARO - Al Ministro dell'interno. - Premesso:
in seguito alla morte dello studente Lorenzo Parelli caduto vittima di un incidente, mentre svolgeva attività di "alternanza scuola - lavoro" in una fabbrica di Udine si sono mobilitati, in molte città italiane, le organizzazioni studentesche che, attraverso manifestazioni e cortei, hanno inteso protestare contro questa forma di didattica;
nella giornata di sabato 29 gennaio, fra le altre manifestazioni, se ne è tenuta una molto significativa a Torino, dove gli studenti hanno subito una repressione molto pesante da parte delle Forze dell'ordine;
agli interrogati risulta, per averlo appreso dagli organi di informazione, che gli studenti si fossero avvicinati pacificamente al cordone delle forze dell'ordine, e pur tuttavia sono partite le cariche;
dalle testimonianze emerge che una manifestante sia svenuta per un trauma alla testa, numerosi studenti abbiano riportato ferite e lesioni e che, attraverso un continuo e frequente andirivieni di autoambulanze, alcuni siano stati trasferiti verso i reparti di pronto soccorso degli ospedali più vicini,
si chiede di sapere:
quale sia il numero di agenti impiegati nel servizio d'ordine, il loro equipaggiamento e loro ingaggio per la manifestazione del 29 gennaio a Torino;
quali siano le ragioni di pubblica sicurezza che hanno determinato la risposta così repressiva nei confronti di manifestanti così giovani da parte della Polizia.
(4-06540)
BOTTO, GIANNUZZI, LEZZI, ABATE, ORTIS, LANNUTTI, ANGRISANI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 6 febbraio 2022 dal quotidiano "Il Secolo XIX", l'udienza preliminare relativa al maxi processo sul crollo del ponte Morandi di Genova (avvenuto il 14 agosto 2018, causando 43 vittime), ripresa dopo un mese di sospensione, per stabilire chi degli attuali 59 imputati di strage sarà rinviato al processo, procede con estrema lentezza, a causa della carenza dei cancellieri del tribunale e altri dipendenti dell'ufficio del giudice, il quale ha accolto le istanze degli avvocati difensori che chiedevano il rinvio del processo in attesa della pronuncia della Corte di cassazione sulla ricusazione del giudice per l'udienza preliminare;
l'articolo evidenzia che la scarsità dei funzionari nel tribunale di Genova è stata confermata anche dallo stesso presidente del tribunale Enrico Ravera, nel corso della relazione annuale per l'inaugurazione dell'anno giudiziario avvenuta lo scorso gennaio, il quale ha sostenuto che l'insufficienza del personale amministrativo rende di fatto impossibile far fronte in modo adeguato alle esigenze dei procedimenti giudiziari più complessi, in primis proprio quello relativo al crollo del ponte Morandi, la cui complessità richiederebbe invece adeguate risorse umane e finanziarie;
l'articolo di stampa rileva che le sedute dell'udienza preliminare avvenute nei mesi precedenti si stanno concludendo nel corso della settimana alle ore 15.30, proprio a causa del vuoto di organico amministrativo, oltre che alle misure restrittive determinate dall'emergenza epidemiologica, i cui effetti stanno determinando prevedibili timori da parte dei familiari delle vittime in relazione al la possibile prescrizione, che causa l'estinzione dei reati per l'impossibilità nel giungere ad una sentenza irrevocabile di condanna entro un preciso termine individuato dalla legge;
in tale ambito, il presidente vicario della Corte d'appello Alvaro Vigotti aveva evidenziato, sempre nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, anche il parziale fallimento dell'ultimo concorso per l'assunzione del personale amministrativo, rilevando che: "a fronte di 251 posti previsti, sono risultati in graduatoria solo 141", aggiungendo che: "la temporaneità degli incarichi che sono destinati a ricoprire non lascia ben sperare per il futuro in termini di efficienza del tribunale di Genova";
tali osservazioni, a giudizio degli interroganti, destano perplessità e preoccupazione in relazione alla complessità legata alla carenza degli organici all'interno dell'amministrazione giudiziaria, il cui fenomeno (che ha una genesi antica nel passato) a causa di continue riduzioni di risorse e di ridimensionamenti che hanno provocato la difficile situazione attuale (che permane grave e intollerante) rischia di arrecare gravissimi effetti in termini di efficienza nell'ordinamento giudiziario, oltre alla prescrizione dei reati commessi;
risulta pertanto urgente e indifferibile introdurre rapide misure volte a garantire che i procedimenti giudiziari, come quello del crollo del ponte Morandi, che rappresenta una circostanza fondamentale e rilevante in ambito strettamente giudiziario a livello nazionale, possano garantire decisioni in tempi congrui e ragionevoli, in modo da non trasformare lo svolgimento del processo in una pena senza fine o in una richiesta di giustizia costantemente negata,
si chiede di sapere:
quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto;
se condivida le criticità evidenziate da parte del presidente del tribunale di Genova relativamente alla carenza di personale amministrativo all'interno del medesimo foro, le cui conseguenze stanno pesantemente rallentando le udienze delle indagini preliminari per il maxi processo del crollo del ponte Morandi;
quali iniziative di competenza urgenti e indispensabili intenda intraprendere al fine di assicurare che il proseguimento delle indagini preliminari, per una vicenda giudiziaria complessa, possa avvenire in termini di efficienza e nei tempi ragionevoli, anche attraverso l'introduzione di misure volte a potenziare la consistenza numerica del personale amministrativo all'interno del tribunale di Genova, evitando pertanto il sopraggiungere della prescrizione.
(4-06541)
LANNUTTI, ANGRISANI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
in seguito alle segnalazioni della presidente nazionale dell'associazione "Aiceberg", Sabrina Nanni, successive ai diversi esposti da lei presentati alla Procura della Repubblica e alla Guardia di finanza di Avezzano (in provincia de L'Aquila), si è appreso di una serie di denunce attinenti situazioni e comportamenti anomali, perpetrati da amministratori di condominio, che configurerebbero forme di "concorrenza sleale", non conformi ai principi della "correttezza professionale";
tali pratiche commerciali scorrette e anticommerciali risulterebbero idonee a danneggiare concorrenti e consumatori, contravvenendo alla normativa nazionale e comunitaria in materia di economia di mercato, nonché ai consolidati principi giurisprudenziali sul tema;
le norme in tema di concorrenza sleale, la cui ratio è tutelare direttamente le imprese e indirettamente anche i consumatori, sono fondate sui principi costituzionali della libertà di iniziativa economica privata e, conseguentemente, della libertà di concorrenza, garantiti dall'articolo 41, che pone il limite espresso per cui l'iniziativa "non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana";
da tali esposti emergerebbe che alcuni amministratori di condominio, nel territorio di Cappadocia, borgo marsicano della provincia de L'Aquila, avrebbero agito in evidenti situazioni di "incompatibilità" o addirittura senza averne titolo, chiedendo corrispettivi ben al di sotto del valore di mercato, compiendo, altresì, gravi irregolarità di natura amministrativo-contabile nella gestione dei condomini, a danno dei concorrenti e dei cittadini coinvolti;
i condomini "I Bucaneve" e "Marina Residenziale" di Camporotondo hanno dato mandato al nuovo amministratore Sabrina Nanni di procedere per intraprendere le vie giudiziarie contro la precedente amministratrice, P. N., che, benché non fosse più titolare della partita IVA dal 19 gennaio 2015, millantava di essere "amministratore professionista di condominio" persino dove ci sono alloggi di case popolari, nel Ccomune di Tagliacozzo. Pertanto Nanni ha ricevuto mandato di segnalare gravi le anomalie e irregolarità nella gestione amministrativa e contabile precedente (emergerebbero fatture emesse con partita IVA della N. che risulterebbe appartenere all'attività di "fornaia" e di fabbricazione di prodotti di panetteria, come pure emergerebbero lavori effettuati senza fatture per ingenti importi, la mancata redazione del registro di contabilità e del registro dell'anagrafe condominiale, e persino la firma "disconosciuta" da un condomino in un verbale di assemblea, come risulta da perizia calligrafica);
da altri esposti presentati dalla stessa Sabrina Nanni, amministratrice pro tempore su mandato assembleare di vari condomini della zona interessata, emergerebbe inoltre il caso eclatante del signor L. R. C., che amministra circa 4.000 unità immobiliari, all'interno di condomini in località Camporotondo-Cappadocia, agendo in evidente situazione di incompatibilità con la professione di amministratore di condominio, in quanto, eserciterebbe l'attività di intermediazione immobiliare presso 2 uffici a Cappadocia e Camporotondo, situazione di "effettiva incompatibilità" confermata dalla risposta della Guardia di finanza di Avezzano a uno degli esposti, in base alla legge n. 39 del 1989 e alla nota del Ministero dello sviluppo economico, n. 2447/2015, "incompatibilità" tra agente (di affari in mediazione) immobiliare e amministratore condominiale che permane anche in seguito alla nuova disciplina dettata dalla legge 3 maggio 2019, n. 37, come chiarito dalla nota del 22 maggio 2019 del Ministero dello sviluppo economico;
la "concorrenza sleale" sta diventando un problema gravissimo per molti amministratori che sono costretti ad abbandonare l'attività e, oltre a risultare lesiva dei principi di trasparenza e legalità, può comportare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti o di situazioni analoghe;
con l'urgenza richiesta dalla straordinaria gravità della vicenda, se intenda promuovere iniziative, per quanto di competenza, per far sì che le garanzie previste dalla disciplina trovino efficace applicazione, nel pubblico interesse e dei soggetti coinvolti.
(4-06542)
DE CARLO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:
l'interrogante, in data 2 maggio 2019, nel corso della seduta n. 169 della Camera dei deputati ha depositato l'atto di sindacato ispettivo 4-02809, in data 20 febbraio 2020 l'atto 4/04781 e, successivamente, al Senato della Repubblica, in data 7 aprile 2021, l'atto 4-05233, ad oggi, tutte, senza alcun riscontro;
la tematica oggetto delle interrogazioni citate, come noto, riguarda l'articolo 113 del decreto legislativo n. 50 del 2016 (codice dei contratti pubblici) che, riproducendo analoghe disposizioni previgenti, consente, previa adozione di un regolamento interno e la stipula di un accordo di contrattazione decentrata, di erogare emolumenti economici accessori a favore del personale interno alle pubbliche amministrazioni per attività, tecniche e amministrative, nelle procedure di programmazione, aggiudicazione, esecuzione e collaudo (o verifica di conformità) degli appalti di lavori, servizi o forniture;
alla data odierna, sono diverse le Amministrazioni che hanno provveduto all'adozione di propri regolamenti interni, specificatamente, sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 4 dicembre 2021 è stato pubblicato il Regolamento del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, sulla Gazzetta Ufficiale del 26 settembre 2021 quello del Ministero della giustizia, sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 novembre 2021, quello di competenza del Ministero della cultura, sulla Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18 gennaio 2022 quello della Presidenza del Consiglio dei ministri;
sulla specifica tematica in argomento anche l'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), ha trasmesso a Governo e Parlamento, l'atto di segnalazione n. 1 del 9 marzo 2021, nel quale si legge: "Con l'occasione, si intende richiamare l'attenzione anche sulla mancata attuazione da parte di numerose amministrazioni aggiudicatrici delle disposizioni di cui all'articolo 113 del Codice, con particolare riferimento alla mancata adozione da parte delle stesse del regolamento per la ripartizione degli incentivi, di cui al comma 3 del predetto articolo, e della mancata costituzione del fondo di cui al comma 2 del medesimo articolo. Tali inadempimenti, per i quali il Codice non prevede alcuna forma di sanzione o di potere di intervento dell'Autorità, determinano l'impossibilità di riconoscere gli incentivi per le funzioni tecniche ai dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici con grave danno per gli stessi"; ancora, "Appare, pertanto, opportuna un'attività di impulso e di coordinamento affinché le amministrazioni diano attuazione alla disciplina di cui all'articolo 113 del Codice in relazione all'adozione del regolamento di ripartizione degli incentivi per le funzioni tecniche e alla costituzione del fondo",
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, anche in vista dei programmi annessi al PNRR, non ritenga doveroso adottare tutte le idonee iniziative di competenza, affinché anche il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali possa dotarsi, in tempi ragionevoli, di un regolamento interno per gli incentivi delle funzioni tecniche.
(4-06543)
DE POLI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:
da fonti di stampa si apprende che tutti i 91 lavoratori dell'Alternapak di San Pietro in Gu (Padova), dipendenti di una holding olandese che si occupa di materiali di imballaggio per elementi liquidi, rischiano il licenziamento dopo che l'azienda ha deciso di chiudere l'unico sito produttivo in Italia;
i dipendenti, pur garantendo per senso di responsabilità i turni di lavoro, hanno concordato una mobilitazione permanente davanti alla fabbrica che si protrarrà finché non verranno garantiti percorsi di ricollocazione dei lavoratori,
si chiede di sapere:
come i Ministri in indirizzo intendano adoperarsi per evitare l'ennesima chiusura produttiva in Italia, in un territorio, il Veneto, già pesantemente colpito dalla disoccupazione;
quali iniziative urgenti intendano adottare per salvaguardare i dipendenti della società Alternapak, per lo più giovani, e scongiurare il loro licenziamento.
(4-06544)
CALANDRINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:
in Italia le misure di contenimento sociale per arginare l'emergenza pandemica da COVID-19 hanno penalizzato i comuni con reddito pro capite più basso, quelli con forti disuguaglianze economiche e le zone periferiche di tutto il Paese: questi i principali risultati di uno studio "Economic and social consequences of human mobility restrictions under COVID-19 proceedings of the National academy of sciences", messo a punto da un gruppo di ricercatori italiani di diversi atenei (università di Milano, "Ca' Foscari" di Venezia, Bari, Brescia, CNR-ISC ed "Human technopole"), condotto sulla base dei dati sulla mobilità resi noti nell'ambito del progetto "Data for good";
rilevano le analisi di scenario e i nuovi approcci basati sulla combinazione di modelli epidemiologici e macroeconomici e sull'utilizzo dei cosiddetti real-time data (come il consumo di elettricità o il livello di mobilità individuale) che anticipano l'andamento delle variabili oggetto delle decisioni politiche;
sono stati analizzati i dati sulla mobilità correlati ai blocchi effettuati a causa della pandemia al fine di osservare come le variazioni degli spostamenti si colleghino ad alcuni fondamentali aspetti economici. Dallo studio emerge che gli spostamenti si sono ridotti maggiormente dove il reddito pro capite è più basso e nei comuni con maggiore capacità fiscale. In Italia pertanto è stato valutato che il lockdown abbia penalizzato i comuni con reddito pro capite basso, quelli con forti disuguaglianze economiche e le zone periferiche;
le analisi svolte mostrano, pertanto, un effetto asimmetrico di segregazione per cui le restrizioni alla mobilità sono più forti nei comuni per i quali la disuguaglianza è più elevata e in cui le persone hanno un reddito pro capite inferiore;
risulta perciò necessario ed urgente porre il tema dell'adozione di misure fiscali asimmetriche tese a supportare i Comuni con reddito pro capite minore posto che, in assenza di linee di intervento mirate, le restrizioni imposte a causa della pandemia rischierebbero di indurre un ulteriore aumento della povertà e della disuguaglianza,
si chiede di sapere:
di quali notizie i Ministri in indirizzo dispongano in relazione a quanto esposto;
quali iniziative intendano adottare al fine promuovere l'adozione di misure fiscali asimmetriche tese a sostenere i Comuni a reddito pro capite inferiore, anche a mezzo di trasferimenti statali straordinari in ragione degli effetti delle restrizioni imposte per l'emergenza pandemica da COVID-19.
(4-06545)
SANTANGELO, FERRARA, TRENTACOSTE, CROATTI, GAUDIANO, PAVANELLI, RUSSO, PRESUTTO - Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
la legge 30 dicembre 2020, n. 178, all'art.1, comma 696, tramite un'espressa modifica all'articolo 93 del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ha previsto, in caso di nuova immatricolazione di veicoli che sono già stati precedentemente iscritti al pubblico registro automobilistico e cancellati d'ufficio o su richiesta di un precedente proprietario, la facoltà per il richiedente di ottenere le targhe e il libretto di circolazione della prima iscrizione al PRA, ovvero di ottenere una targa del periodo storico di costruzione o di circolazione del veicolo, in entrambi i casi conformi alla grafica originale;
la condizione prevista dalla novella è che la sigla alfanumerica prescelta non sia già presente nel sistema meccanografico del centro elaborazione dati della motorizzazione civile e riferita a un altro veicolo ancora circolante. Peraltro tale facoltà è concessa anche retroattivamente per i veicoli che sono stati negli anni reimmatricolati o ritargati purché in regola con il pagamento degli oneri dovuti e spetta indipendentemente dalla difformità di grafica e di formato di tali documenti rispetto a quelli attuali rispondenti allo standard europeo;
la norma assoggetta altresì il rilascio della targa e del libretto di circolazione della prima iscrizione al PRA e il rilascio di una targa del periodo storico di costruzione o di circolazione del veicolo al pagamento di un contributo, il cui importo e i cui criteri e modalità di versamento sono stabiliti con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
ad oggi, tuttavia, a distanza di oltre un anno dall'entrata in vigore della legge, il decreto non risulta ancora adottato;
il primo firmatario del presente atto, a seguito di diverse interlocuzioni con le strutture ministeriali preposte, e in particolare la Direzione generale per la motorizzazione e per i servizi ai cittadini e alle imprese in materia di trasporti e navigazione, divisione 4 "Controlli periodici parco circolante, impianti ed attrezzature di servizio", è venuto a conoscenza del fatto che l'iter di adozione del decreto è al momento sospeso in attesa delle osservazioni dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato. Negli scorsi mesi ha avuto modo di apprendere dapprima che il decreto avrebbe dovuto andare in pubblicazione nel mese di settembre 2021, e successivamente, nel mese di ottobre 2021, che era già stata elaborata dall'Istituto poligrafico una proposta relativa al prezzario per la realizzazione delle targhe;
considerato che:
alta è l'attenzione di cittadini e appassionati di veicoli di interesse storico e collezionistico che attendono l'emanazione del decreto attuativo;
dall'applicazione della norma deriverebbero entrate per l'erario in grado di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica,
si chiede di sapere quale sia lo stato effettivo dell'iter e che cosa osti alla definitiva emanazione del decreto dirigenziale attuativo a distanza di oltre un anno dall'entrata in vigore della disposizione.
(4-06546)
SANTANGELO, FERRARA, TRENTACOSTE, CROATTI, GAUDIANO, LANZI, MARINELLO, PAVANELLI, CASTALDI, PRESUTTO, PIARULLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che:
domenica 30 gennaio 2022, a conclusione della partita del campionato di Prima categoria (girone A) tra Altofonte e Iaccarense, disputata sul campo Santa Cristina di Borgo Nuovo a Palermo, il direttore di gara, Nicola Melodia della sezione di Trapani, veniva colpito violentemente al volto con un pugno sferrato da una persona introdottasi nel terreno da gioco senza averne titolo;
l'aggressione ha richiesto l'intervento dell'ambulanza che ha trasportato l'arbitro in ospedale per le cure e gli accertamenti medici;
a seguito dei descritti eventi, il giudice sportivo ha inflitto alla società Altofonte un'ammenda di 500 euro e la squalifica del campo di gioco per tre gare "per avere, propri sostenitori, aggredito sostenitori avversari uno dei quali veniva colpito con calci e pugni e per avere, tre degli stessi indebitamente introdottisi all'interno degli spogliatoi [?] assunto contegno minaccioso nei confronti di tesserati avversari, alcuni dei quali peraltro oggetto di gravi e ripetuti atti di violenza da parte di tesserati della stessa Società Altofonte [?] nonché a fine gara per essersi introdotto all'interno degli spogliatoi un proprio sostenitore, che già nel corso del secondo tempo aveva assunto contegno offensivo nei confronti dell'arbitro, il quale prima assumeva contegno minaccioso nei confronti di tesserati avversari e poi si lanciava contro il direttore di gara colpendolo violentemente con un pugno al volto provocandone la caduta a terra, sbattendo la nuca con conseguente temporanea perdita dei sensi e prolungati vuoti di memoria, condizioni che necessitavano del trasporto ad un Presidio Ospedaliero dove veniva refertato con una prognosi di venti giorni";
considerato che:
detti episodi, del tutto incompatibili con gli alti valori dello sport, si manifestano con preoccupante frequenza, specialmente nei campi di periferia e nelle serie inferiori;
del tutto inidonee a svolgere un ruolo dissuasivo ed eccessivamente sproporzionate rispetto alla gravità dei fatti commessi appaiono le sanzioni comminate dai giudici sportivi, che nel caso di specie è del tutto irrisoria;
rilevato inoltre che:
il funzionamento del campionato di Prima categoria è disciplinato dal regolamento della Lega Nazionale Dilettanti (LND), e in particolare dall'articolo 27, che distingue le competizioni agonistiche indette dalla Lega;
ai sensi dell'articolo 25 dello stesso regolamento, le società partecipanti ai campionati organizzati dalla LND, i calciatori o calciatrici con le stesse tesserati e i collaboratori della gestione sportiva si avvalgono, per la risoluzione delle relative controversie, degli organi della giustizia sportiva previsti dal Codice di giustizia sportiva,
si chiede di sapere:
quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere al fine di contrastare concretamente il grave fenomeno della violenza nei confronti di arbitri o di altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive, anche alla luce delle irrisorie sanzioni attualmente previste a carico di club e dirigenti nelle serie minori;
quali proposte intenda avanzare per sensibilizzare leghe e federazioni ad una maggiore attività di prevenzione degli episodi di violenza come quello descritto.
(4-06547)
BARBARO - Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. - Premesso che:
una delle principali fonti di approvvigionamento idrico della Puglia è costituita dalle sorgenti di Caposele (Avellino), che riforniscono il territorio attraverso il canale principale dell'Acquedotto Pugliese che, nel tratto tra i comuni di Caposele e Pescopagano (Potenza) è rappresentato da una galleria idraulica lunga 15 chilometri, nota come "Galleria Pavoncelli", opera realizzata all'inizio del secolo XX. Nel corso degli anni la manutenzione di tale opera è divenuta sempre più difficoltosa, e già nel 1956, l'allora Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, chiese al Ministero dei Lavori pubblici la realizzazione di una nuova galleria che costituisse un by-pass della galleria Pavoncelli. Si consideri che gli eventi sismici che caratterizzano il territorio irpino hanno ulteriormente pregiudicato la tenuta della galleria, talché numerosi cedimenti si sono verificati dopo il terremoto del 1980; all'uopo, nell'ambito del secondo piano di attuazione del programma triennale di sviluppo del Mezzogiorno 1988-1990 principiò, previa gara di evidenza pubblica, la realizzazione della nuova galleria di valico, denominata "Galleria Pavoncelli Bis";
dopo un accadimento avvenuto il 2 gennaio 1999, allorquando si verificò un repentino rialzo del livello dell'acqua nella galleria originale, si è evidenziata una serie di peculiarità geologiche complesse, dovute alla presenza di falde, il cui comportamento geotecnico è fortemente influenzato dallo stato dell'ammasso roccioso appenninico. Tale evidenza rendeva e rende sempre più necessario un sensibile interessamento delle Istituzioni nei confronti dell'opera, che consente l'approvvigionamento idrico di milioni di persone, al fine non solo di preservare gli impianti e garantire il servizio, ma anche e specialmente di tutelare la risorsa idrica, evitandone dispersioni;
la storia della realizzazione della galleria Pavoncelli-bis è costellata da incredibili ritardi, malversazioni, mancato reperimento di fondi, problemi logistici, presenza di gas sotterraneo, disinteresse o conflittualità fra le Amministrazioni pubbliche coinvolte, contenziosi, revoche e commissariamenti ed attualmente risulta interrotta, appunto, per mancato rinnovo della struttura commissariale; subentrato come nuova stazione appaltante, il Provveditorato alle opere pubbliche della Regione Campania, sta portando a termine l'iter dell'opera strategica per gli schemi idrici pugliesi, con immaginabili nuovi ritardi per il trasferimento delle responsabilità, la risoluzione dei contenziosi, il rispetto dei termini e la definizione degli Accordi di programma interregionali necessari alla messa in funzione della galleria e al trasferimento idrico dalla Campania alla Puglia, prima di poter consegnare l'opera al gestore;
in ultimo, con una delibera CIPE del 2006, fu stabilito che una quota di produzione di elettricità della centrale idroelettrica della Pavoncelli-bis fosse trasferita gratuitamente al Comune di Caposele per uso pubblico, a parziale ristoro economico per l'erogazione della risorsa idrica; tale ristoro, in un momento di forte crisi energetica, risulterebbe più che mai attuale e necessario;
tanto premesso, tenuto conto che la galleria originale, resterà in funzione fino a quando la nuova non sarà completata, nonostante il rischio di cedimenti e la grave dispersione della risorsa idrica,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti abbiano intrapreso o intendano intraprendere i Ministri in indirizzo per addivenire quanto prima all'ultimazione dell'opera;
quali siano i tempi preventivati per la definitiva e sicura partenza della galleria Pavoncelli-bis e della conseguente produzione della centrale idroelettrica ad essa collegata;
se sia intenzione dei Ministri ristorare la città di Caposele e, in genere, le comunità dell'Alta Irpinia, per i pregiudizi patiti, lo spreco della risorsa idrica, il rischio sopportato e la vanificazione di un'aspettativa principiata nel 1990 e tuttora carica di incognite.
(4-06548)
PAGANO - Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
le procedure relative all'alienazione di beni mobili dello Stato (decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2001, art. 1) e, segnatamente, di veicoli a motore nei casi di sequestro, fermo e confisca (Codice della Strada) comportano controlli e verifiche da parte dei Ministeri in indirizzo per la trasparenza e correttezza dell'azione amministrativa e per la tutela dei diritti dei cittadini; le regole in materia di alienazione dei veicoli a motore soggetti a sequestro preventivo al fine di confisca vanno sempre lette ed applicate tenendo conto di tali premesse;
il Codice della strada (decreto legislativo n. 285 del 1992 e successive modificazioni ed integrazioni) contiene un'articolata disciplina sulla nomina del custode, stabilendo che il custode "naturale", "ordinario" del veicolo sequestrato o fermato sia il suo proprietario o suo delegato, salvo in difetto ricorrere al cosiddetto custode acquirente o a depositerie autorizzate; inoltre lo stesso Codice della strada e il decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2001, per quanto vigente, contengono numerose disposizioni per smaltire lo stock di veicoli in deposito; tale obiettivo viene perseguito mediante l'equiparazione del veicolo non ritirato ad un bene abbandonato e quindi nel considerare tali tutti i veicoli non reclamati entro un certo termine dal proprietario, secondo due procedure alternative: a) secondo il nuovo art. 215-bis del Codice, si ricorre alla pubblicazione su sito internet dell'elenco dei veicoli giacenti da oltre sei mesi presso le depositerie autorizzate (comma 1) e, ove non ne venga assunta la custodia dal proprietario nei trenta giorni successivi (comma 2) tali beni si considerano abbandonati e come tali appartenenti al patrimonio disponibile dello Stato, liberamente alienabili; b) secondo quanto stabilito dal decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2001, art. 1, commi 2 e 3, da ritenersi ancora vigente solo in via eccezionale secondo il Ministero dell'interno, occorre che decorrano tre mesi dalla notificazione dell'invito al ritiro dei beni da parte degli organi di polizia stradale; il quadro normativo si complica se la disciplina amministrativa incrocia quella penalistica, in particolare quando alcune fattispecie di illecito previste dal Codice della strada configurano veri e propri reati, con comminatoria di sanzioni amministrative accessorie a quella penale; basti ricordare gli illeciti in caso di guida in stato di ebrezza o di alterazione per uso di sostanze stupefacenti (artt. 186 e 187 del Codice);
queste situazioni pongono varie questioni di natura sostanziale e processuale, non ultima quella di dover considerare la sanzione accessoria come del tutto modellata su quella penale (processo, giudicato, garanzie); il decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2001 tiene presenti queste esigenze penal-processualistiche richiamando il "rispetto dei principi fissati dal codice di procedura penale per i procedimenti di alienazione di beni sequestrati e confiscati" e "le garanzie fissate dal comma 3 dell'art. 264 del cpp (oggi trasfusa nel DPR 115/2002)"; lo stesso Codice della strada si fa espresso carico di tale problematica, con la previsione nell'art. 224-ter di una specifica disciplina per l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della confisca amministrativa e del fermo amministrativo in conseguenza di ipotesi di reato, stabilendo una serie di obblighi di comunicazione tra uffici ed organi al fine di coordinare il processo penale e l'azione amministrativa, così confermando la funzione ancillare della pubblica amministrazione nei confronti del giudice penale; con la circolare 300/A/559/19/101/20/21/4 del 21 gennaio 2019 il Ministro dell'interno ha aggiornato il quadro della normativa in materia, anche per la riscrittura dei fondamentali artt. 213, 214, 215-bis del Codice della strada, effettuata dal decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 113, ma non sembra che tutti gli uffici interessati abbiano dato seguito alle nuove disposizioni, ricorrendo ancora alla disciplina previgente, con gravi distorsioni dell'azione amministrativa e dell'informazione; sono infatti pervenute all'interrogante alcune segnalazioni sulla violazione dell'art. 186, comma 2, lett. c), del Codice della strada avvenute nel territorio della provincia di Pescara nel periodo della pandemia, secondo le quali si sarebbero verificate una serie considerevole di irregolarità spesso incomprensibili:
gli uffici hanno omesso di considerare il contenuto della circolare del 2019 avvalendosi di quella abrogata (Circ. 300/A/5721/101/20/21/4 del 1° agosto 2014), e utilizzando una modulistica (sia quanto ai verbali sia quanto agli allegati con note, istruzioni, indicazioni) superata e contraddittoria, fuorviante per i verbalizzanti e per il trasgressore; non è emersa alcuna considerazione della nomina del custode anche successivamente, circostanza che avrebbe reso impossibili gli episodi di cui ci si lamenta, cioè l'avvenuta alienazione dei veicoli in mancanza di una sentenza definitiva di condanna, essendo stati considerati tali veicoli quali beni abbandonati; si è fatta confusione tra la consegna del veicolo al custode ed il ritiro del veicolo da parte del proprietario che abbia diritto al ritiro ma non lo eserciti; non si è tenuto in alcun conto l'esigenza di coordinare attività amministrativa e quella giudiziaria che avrebbe dovuto essere attrattiva dell'intero procedimento; non è stata considerata la sospensione dei termini durante il periodo feriale, né di quella disposta dalla legislazione emergenziale per la pandemia da COVID; 6) si è omesso di considerare quanto disposto dall'art. 214-ter del Codice della strada, che prevede la possibilità di assegnazione dei veicoli agli organi di polizia e ad altri soggetti pubblici, solo e limitatamente per quelli acquisiti dallo Stato a seguito di provvedimento definitivo di confisca,
si chiede di sapere se corrispondano al vero le irregolarità segnalate e come i Ministri in indirizzo intendano procedere, nelle loro rispettive competenze, per ricondurre a correttezza ed equità le procedure esaminate.
(4-06549)
MININNO - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
il Segretario generale della difesa, direttore nazionale degli armamenti, massima autorità militare dell'area tecnico-amministrativa del Ministero della difesa, dipende direttamente dal Ministro per le attribuzioni amministrative, e dal capo di Stato maggiore della difesa per le attribuzioni tecnico-operative;
ha responsabilità nell'ambito dell'attuazione delle direttive impartite dal Ministro della difesa in materia di alta amministrazione; della promozione e del coordinamento della ricerca tecnologica, dell'approvvigionamento dei mezzi e dei materiali d'arma per le forze armate; della predisposizione, d'intesa con il capo di Stato maggiore della difesa, delle proposte di pianificazione annuale e pluriennale generale finanziaria relative all'area industriale, pubblica e privata, di interesse della difesa; dell'organizzazione e del funzionamento dell'area tecnico-industriale e tecnico-amministrativa della difesa, nel quadro della pianificazione generale dello strumento militare; delle attività di ricerca e sviluppo, produzione e approvvigionamento dei sistemi d'arma;
per lo svolgimento di tali delicati compiti dispone del segretariato generale, si avvale di due vice segretari generali e ha alle dipendenze 4 direzioni generali e 5 direzioni tecniche;
a seguito della legge n. 244 del 2012 in materia di revisione dello strumento militare nazionale, le dotazioni organiche complessive del personale del Ministero hanno subito e continuano a subire drastici ridimensionamenti fino al raggiungimento nel 2024 della riduzione a 150.000 unità per il personale militare e 20.000 unità per quello civile. Tale questione è oggetto di apposite iniziative parlamentari volte a procrastinare i tempi e modificare in aumento i numeri definiti dalla legge;
considerato che:
la legislazione vigente causa un progressivo depauperamento organico militare e civile, che si riverbera sia sulla componente operativa delle forze armate, sia su quella tecnico-amministrativa del Ministero, anche a causa dell'alta presenza tabellare di personale civile, da tempo non alimentato da alcuna procedura concorsuale;
i tassi di carenza organica nell'area tecnico-amministrativa spesso raggiungono picchi del 50 per cento, con conseguenze nefaste, non solo per l'amministrazione della difesa nei settori connessi al supporto tecnico, amministrativo e logistico da fornire alla componente operativa delle forze armate in patria e nei vari teatri operativi, ma anche per il sistema produttivo del Paese che spesso soffre per il ritardato esperimento ed esecuzione delle complesse procedure amministrative connesse al procurement, nonché dei conseguenti ritardati processi di pagamento conseguenti alla fornitura di beni e servizi;
il rallentamento delle attività spesso determina contenzioso nei confronti del Ministero della difesa che sfocia in sede giudiziaria, in particolare, ma non solo, per i ritardati pagamenti dell'amministrazione e che finisce per riflettersi anche in sede europea con richiami, condanne e sanzioni, che oggi potrebbero anche inficiare la concessione dei fondi europei, dal momento che il rispetto delle procedure di pagamento dei debiti verso terzi è uno dei parametri nel processo del Next Generation EU;
visto che, per quanto risulta all'interrogante:
il Segretario generale della difesa ha intrapreso un'iniziativa volta a conoscere nel dettaglio la consistenza delle vacanze organiche del personale militare presso le direzioni generali e le direzioni tecniche dallo stesso dipendenti, probabilmente al fine di trovare, congiuntamente al capo di Stato maggiore e con il contributo fattivo dei vertici delle singole forze armate, le necessarie soluzioni per colmare le gravi carenze di personale. Tuttavia tale iniziativa andrebbe estesa anche all'esame numerico della componente civile, che presso l'area tecnico-amministrativa risulta in tabella come la componente maggioritaria, e i cui gravissimi deficit numerici, che superano il 50 per cento, bisognerebbe prontamente sanare, sia con dedicate e rapide assunzioni sia, nell'immediato, con l'assegnazione di personale militare al fine di tamponare la carenza di personale civile fino al completamento delle predette assunzioni;
è di tutta evidenza che l'inerzia nel ripiano di tali carenze organiche espone l'amministrazione statale a inevitabili conseguenze giudiziarie per ritardati pagamenti con gravi ripercussioni anche sulla spesa pubblica e con correlate ipotesi di danno erariale per gli agenti coinvolti nel processo di procurement e di liquidazione delle fatture; ad esempio, si apprende da organi di stampa di un'inchiesta della procura della Corte dei conti della Regione Lazio su pagamenti di interessi moratori superiore al milione di euro per ritardi nei pagamenti di servizi di catering di cui è responsabile la Direzione generale di commissariato e dei servizi generali,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere al fine di assicurare un'immediata e consistente alimentazione di personale, sia militare sia civile, volta a colmare le descritte carenze di organico e a garantire presso gli organismi dell'area tecnico-amministrativa un tasso di presenza pari almeno al 70 per cento, ossia la quota standard NATO fissata per il regolare svolgersi delle previste attività presso gli organismi militari.
(4-06550)
LANNUTTI, NATURALE - Ai Ministri della salute e della giustizia. - Premesso che:
è stata diffusamente riportata dalla stampa la vicenda che ha riguardato, tra gli altri, il finanziare Raffaele Mincione e l'ex imprenditore, emigrato a Londra come broker, Gianluigi Torzi, i quali avrebbero conseguito rilevanti guadagni in un'operazione di speculazione immobiliare che avrebbe visto raggirate le autorità vaticane;
in particolare il secondo avrebbe tratto un profitto di quindici milioni di euro come buonuscita dalla compravendita di un immobile di pregio a Londra che si contesta fosse stato ampiamente sopravvalutato;
considerato che:
seguendo le tracce dei quindici milioni di euro incassati da Torzi, la trasmissione di RAI Tre "Report" ha scoperto che i primi cinque sarebbero finiti a Mincione, anche se il broker smentisce. Altri bonifici sarebbero invece partiti verso la galassia societaria di Gianluigi Torzi. Tre milioni sarebbero andati alla JCI Holding e 125.000 alla sua partecipata la JCI Capital, una società di investimenti, riconducibile sempre a Torzi, nel cui advisory board c'erano l'ex sottosegretario alla comunicazione Giancarlo Innocenzi Botti, l'ex ministro delle finanze Giulio Tremonti e l'ex Ministro degli affari esteri e attuale Presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini. Torzi li aveva cooptati poco prima della chiusura dell'accordo;
inoltre, a quanto risulta agli interroganti:
nel 2020, il presidente della Croce Rossa Internazionale Francesco Rocca coinvolge Gianluigi Torzi nell'organizzazione umanitaria, conferendogli il prestigioso incarico di advisor della presidenza della Croce Rossa Italiana;
Rocca è advisor della JCI Capital di Torzi;
infine, a quanto risulta agli interroganti:
durante la prima ondata di contagi, Gianluigi Torzi ha venduto a Croce Rossa 100.000 mascherine a 320.000 euro e altre 200.000 a maggio 2020 a 490.000 euro. A emettere fattura in entrambi casi e? la Lighthouse, la società che ha incassato i quindici milioni frutto della presunta truffa, e ha pagato i compensi dell'advisory board a Rocca e Frattini, come riferisce "Report",
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa vicenda;
se il Ministro della salute ritenga necessaria, nell'ambito delle proprie competenze, l'apertura di un'indagine sulle modalità di vendita delle mascherine sanitarie da parte della Lighthouse di Torzi;
se ritenga che sia doveroso far cessare qualsiasi tipo di rapporto di lavoro con le società del signor Gianluigi Torzi;
se non ritenga di dover valutare l'operato di Francesco Rocca e, nel caso venisse accertata una sua condotta disonorevole, di togliere il sostegno del Governo alla sua presidenza alla Croce Rossa Internazionale.
(4-06551)
TRENTACOSTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. - Premesso che:
da notizie a mezzo stampa si è appreso che il Circolo canottieri Aniene, il cui statuto risale al 1892, ma è stato da ultimo modificato nel gennaio 2019, prevede che i soci effettivi possano essere solo le persone di sesso maschile, che abbiano compiuto i 18 anni di età;
solo i "soci per meriti sportivi" possono essere di ambo i sessi, ma è specificato che "acquistano tutti i diritti dei soci effettivi solo se di sesso maschile";
vi sono poi le socie onorarie di sesso femminile che attualmente sono 5: Federica Pellegrini, Flavia Pennetta, Josefa Idem, e le neo nominate Caterina Banti (oro a Tokyo per la vela) e Simona Quadarella (bronzo a Tokyo per il nuoto). Tuttavia sempre secondo lo statuto, "solo i soci effettivi possono fare inviti esterni e saranno ammessi soltanto invitati di sesso maschile e di età superiore ai venticinque anni";
considerato che:
il Circolo è affiliato alla Federazione italiana canottaggio fin dal 1899 e alla federazione italiana nuoto dal 1960, e il CONI, a cui queste federazioni fanno riferimento, secondo quanto scritto nel proprio statuto, "detta principi contro l'esclusione, le diseguaglianze, il razzismo e contro le discriminazioni basate sulla nazionalità, il sesso e l'orientamento sessuale e assume e promuove le opportune iniziative contro ogni forma di violenza e discriminazione nello sport";
contrasta con questi principi l'esistenza e la vita di un circolo sportivo nel quale, invece, le donne in quanto tali non possono neanche essere ammesse;
considerato, inoltre, che:
l'Associazione nazionale atlete "Assist", che lotta per i diritti delle donne nello sport, è più volte intervenuta, chiedendo la modifica dello statuto, da più di 10 anni;
nel documento "Bilancio di sostenibilità 2015" del CONI, lo stesso inserisce la seguente definizione per la missione che lo sport ricopre all'interno della società: "Lo sport svolge un ruolo sociale fondamentale, in quanto rappresenta uno strumento di educazione e uno straordinario catalizzatore di valori universali positivi. Lo sport è un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale nonché uno strumento di benessere psico-fisico e di prevenzione",
si chiede di sapere:
quali urgenti iniziative intenda adottare il Governo per promuovere le pari opportunità in tutti i circoli affiliati alle federazioni sportive nazionali;
quali azioni voglia intraprendere affinché vengano superate situazioni discriminatorie e del tutto anacronistiche, quali quelle descritte, che ledono i diritti delle donne e la buona immagine dello sport italiano nel mondo.
(4-06552)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:
1ª Commissione permanente(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione):
3-03075 del senatore De Bertoldi, sull'assunzione della delega delle funzioni statali, in materia di Agenzia delle entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura tributaria da parte delle Province autonome di Trento e di Bolzano;
3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione):
3-03073 del senatore Malan ed altri, sulle dichiarazioni relative a punizioni degli atleti alle olimpiadi di Pechino 2022;
6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):
3-03063 del senatore Fenu ed altri, sulla modifica della disciplina dello sconto in fattura e della cessione dei crediti d'imposta in materia edilizia;
3-03064 del senatore Calandrini, sulla cessione del credito in pratiche legate ai bonus nell'edilizia;
3-03076 del senatore De Bertoldi, sulla limitazione della cessione del credito relativamente ai lavori con bonus edilizi;
7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):
3-03077 delle senatrici Montevecchi e Vanin, sul permesso di esercitare attività estrattiva nell'Appennino parmense;
8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):
3-03074 del senatore Malan, sull'istituzione di una Commissione sulle concessioni autostradali;
9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare):
3-03072 del senatore Bergesio ed altri, sulla modifica del sistema delle etichette a colori per i prodotti agroalimentari;
12ª Commissione permanente (Igiene e sanità):
3-03056 della senatrice Garavini, sulla possibilità di partecipare ai concorsi pubblici anche per i medici privi di cittadinanza italiana;
3-03061 della senatrice Binetti, sull'aggiornamento del Piano oncologico nazionale;
13ª Commissione permanente(Territorio, ambiente, beni ambientali):
3-03062 del senatore La Pietra ed altri, sull'eradicazione di specie animali e vegetali aliene ma radicate sul territorio delle isole italiane.
Avviso di rettifica
Nel Resoconto stenografico della 399ª seduta pubblica del 1° febbraio 2022, a pagina 9, sotto il titolo "Congedi e missioni", prima del secondo paragrafo inserire il seguente:
"È assente per incarico avuto dal Senato il senatore: Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica".