Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 244 del 23/07/2020

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------

244a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2020

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Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB.

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RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 15,01).

Si dia lettura del processo verbale.

TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,06)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.

Il senatore Ruotolo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01819 sulle circostanze della morte del connazionale Mario Carmine Paciolla in Colombia, per tre minuti.

RUOTOLO (Misto). Signor Presidente, come il Ministro sa un nostro connazionale, un nostro concittadino, Mario Carmine Paciolla, è stato trovato privo di vita in Colombia, Paese dove si trovava per conto delle Nazioni Unite. Nell'esprimere le nostre condoglianze alla famiglia, chiediamo al Governo di intraprendere tutte le iniziative necessarie perché si faccia luce, per conoscere la verità sulla morte di questo ragazzo. Le chiedo, signor Ministro, di pretendere - sì, è questa la parola giusta - dalle Nazioni Unite la massima collaborazione con le autorità italiane e con i legali della famiglia di Mario Carmine Paciolla.

Da quanto mi risulta, infatti, c'è da parte dei responsabili dell'ONU un silenzio assordante. Il 15 luglio, una settimana fa, Mario Carmine Paciolla, napoletano di trentatré anni, viene trovato privo di vita presso la propria abitazione a San Vicente del Caguán, località a 650 chilometri da Bogotà. Il connazionale era un cooperante ONU ed era impegnato da due anni con le Nazioni Unite in un progetto che mirava a riconvertire gli ex combattenti al lavoro nei campi e svolgeva il monitoraggio per il rispetto degli accordi di pace tra il Governo colombiano e le FARC (forze armate rivoluzionarie della Colombia).

Da quanto si apprende dalla stampa locale, le autorità colombiane all'inizio hanno parlato di suicidio, circostanza che non ha trovato riscontro, smentita dalle testimonianze delle organizzazioni cooperanti in Colombia e dalla stessa famiglia del giovane. Sul cadavere di Mario Carmine Paciolla, come riportano gli organi e le agenzie di stampa, ci sarebbero evidenti segni di violenza, in particolare tagli provocati da coltelli o da lame acuminate, che non sono state trovate in casa. Sappiamo che in Colombia è stata effettuata l'autopsia, alla quale ci risulta abbia partecipato un medico indicato dalle Nazioni Unite. All'autopsia non ha però potuto partecipare il perito di parte della famiglia Paciolla. L'11 luglio, nel corso di una telefonata intercorsa tra Mario - il ragazzo napoletano - e la madre, egli aveva manifestato una certa preoccupazione per alcune cose accadute, un «qualcosa di strano», per «un guaio» non meglio specificato, e il 20 luglio sarebbe voluto tornare in Italia.

Signor Ministro, Napoli è mobilitata per conoscere la verità su questa storia: pensi soltanto che sui balconi del municipio c'è uno striscione e che sulla piattaforma «Change.org» più di 55.000 persone, in poche ore, hanno firmato una petizione. L'attenzione dell'opinione pubblica è tutta volta a conoscere la verità. Chiedo allora a lei, come Ministro competente, cosa intende fare il Governo. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signor Presidente, senatrici e senatori, il connazionale Carmine Mario Paciolla, come ricorda il senatore Ruotolo, è stato trovato senza vita lo scorso 15 luglio nella sua abitazione a San Vincenzo del Caguán in Colombia. Lì lavorava dal 20 agosto 2018 come volontario ONU nella missione di verifica chiamata a monitorare l'attuazione dell'accordo di pace del 2016 tra il Governo e le FARC, i guerriglieri delle forze armate rivoluzionarie della Colombia. Fin dall'inizio abbiamo seguito con la massima attenzione questa dolorosa vicenda. La nostra ambasciata a Bogotà mantiene un costante contatto con le autorità colombiane e con i familiari del connazionale, ai quali sta prestando ogni possibile assistenza, e la Farnesina ovviamente incoraggia l'ONU a fare il massimo anche in tal senso. Le indagini della polizia locale per chiarire le cause della morte sono in corso. Le autorità colombiane ci hanno assicurato che il caso, di cui subito abbiamo sottolineato il massimo rilievo, è anche da loro ritenuto di assoluta priorità ed è seguito al più alto livello direttamente dal procuratore generale della Nazione e dalla sua vice. I colombiani hanno inoltre nominato un magistrato specializzato per curare queste indagini con l'impiego di investigatori esperti e di un team speciale forense inviato sul posto da Bogotà per giungere nel più breve tempo possibile alla verità su quanto accaduto.

È stata effettuata l'autopsia il 17 luglio e ne attendiamo nei prossimi giorni i risultati. L'ambasciata si è attivata per espletare tutte le pratiche necessarie per il rimpatrio della salma del giovane connazionale, che arriverà domani qui in Italia.

Assicuro il massimo impegno della Farnesina e mio personale nel seguire questa tragica vicenda, che ha coinvolto un nostro giovane brillante, impegnato in una missione molto delicata. La sua prematura scomparsa suscita giustamente l'attenzione dell'opinione pubblica e di questo Parlamento. Vorrei dire che siamo vicini ai suoi familiari in questo triste momento e non risparmieremo alcuno sforzo finché non verrà fatta piena luce su quanto gli è accaduto. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ruotolo, per due minuti.

RUOTOLO (Misto). Signor Ministro, la devo veramente ringraziare perché ha dato una risposta vera e quindi siamo tutti convinti che lei e l'intero Governo seguirete questa vicenda, i cui contorni sono ancora troppo oscuri, essendo appena avvenuta. Abbiamo quindi bisogno di avere garanzie che il nostro Governo e le nostre autorità facciano tutto quello che si deve fare. Lei ha appena detto che domani arriverà la salma, quindi sicuramente la magistratura romana adempirà a tutti i compiti istituzionali dovuti, procedendo quindi ad una nuova autopsia. Dobbiamo far sapere alla famiglia Paciolla e ai suoi legali ogni passo di questa inchiesta.

In conclusione, pongo soltanto un interrogativo: se si fosse suicidato, che senso avrebbe avuto chiamare la madre, che non sentiva spesso, e prepararsi il viaggio di ritorno? Ecco perché dobbiamo fugare qualsiasi dubbio e per questo saremo attenti e pronti a mobilitarci in ogni momento. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Ferrara ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01805 sui seguiti del caso di Mario Carmine Paciolla, per tre minuti.

FERRARA (M5S). Signor Presidente, gentile Ministro, prima di tutto vorrei rinnovare le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del cooperante Mario Paciolla, morto in Colombia pochi giorni fa. (Applausi).

La ringrazio, signor Ministro, per la celerità con cui è venuto a riferire qui in Senato su questa triste vicenda. Solo martedì in quest'Aula avevo chiesto un suo intervento per informare il Parlamento, annunciando questa interrogazione. La sua presenza oggi testimonia l'attenzione e la sensibilità del suo Ministero verso i nostri cittadini italiani all'estero.

Purtroppo questa storia triste ha davvero diversi tratti di ambiguità. Mi permetto di ricordare che Paciolla era inquadrato nella missione ONU per il monitoraggio dell'accordo di pace tra FARC e Governo colombiano e il nostro cooperante si trovava in un'area particolarmente pericolosa del Paese. Pochi giorni prima della sua morte aveva manifestato a familiari e amici timori per la sua vita, tanto da aver acquistato sollecitamente un biglietto aereo per il 20 luglio: l'intento di Mario era quello di tornare a casa. Risulta perciò opinabile che un cooperante con esperienza decida di suicidarsi proprio qualche giorno prima di rientrare in Italia e per di più senza un apparente motivo.

A quanto pare, secondo quanto riportato da alcuni media locali, sul corpo di Mario sono state riscontrate ferite da taglio. Ovviamente è necessario attendere i risultati ufficiali dell'autopsia per conoscere con certezza il reale motivo del decesso, ma ripeto che temo ci siano ancora delle ombre su cui far luce.

Signor Ministro, dalla firma dell'accordo di pace tra FARC e Governo colombiano ad oggi sono quasi mille i morti assassinati: attivisti per i diritti umani, indigeni, contadini ed ex miliziani delle FARC che erano stati reinseriti nel tessuto sociale colombiano, una vera e propria strage su cui la comunità internazionale, di solito molto attenta ai diritti umani nell'area, non ha speso una parola.

Queste ragioni, signor Ministro, mi portano a porle alcune domande più precise: a che punto sono le indagini? Si riscontra una piena collaborazione da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e delle autorità colombiane? Quali attività sono state intraprese per facilitare il rientro della salma in Italia e quali iniziative ha adottato per promuovere la più proficua collaborazione tra l'autorità giudiziaria italiana e quella colombiana? (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signor Presidente, ringrazio il senatore Ferrara per questa interrogazione, che è un'ulteriore testimonianza di come il Parlamento intenda sottolineare l'importanza e l'urgenza di chiarire le circostanze della tragica fine del giovane volontario le Nazioni Unite Carmine Mario Paciolla e questo è naturalmente anche l'obiettivo del Governo.

Abbiamo attribuito priorità a questa triste vicenda, che seguo personalmente venendo costantemente aggiornato sui suoi sviluppi. La nostra ambasciata a Bogotà è in contatto sia con la famiglia Paciolla, cui sta prestando la massima assistenza, sia con le autorità colombiane e con gli inquirenti, sotto la guida del procuratore generale di quel Paese. Le indagini si svolgono con l'ausilio di un magistrato specializzato in questo tipo di delitti e di una squadra di tecnici forensi.

Le cause del decesso sono ancora poco chiare. Siamo in attesa dei risultati delle due autopsie, sia quella effettuata dall'autorità colombiana sia quella che verrà eseguita su disposizione dell'autorità giudiziaria italiana. Ovviamente saranno cruciali anche tutte le testimonianze.

La missione delle Nazioni Unite in cui Carmine Mario lavorava ha l'obiettivo di verificare il reinserimento degli ex guerriglieri delle FARC nella vita politica, economica e sociale della Colombia, nonché le garanzie di integrazione, sicurezza e protezione per le loro famiglie e le comunità coinvolte.

La nostra rappresentanza presso le Nazioni Unite a New York ha effettuato un passo con il responsabile del dipartimento competente per la missione di verifica ONU in Colombia. Abbiamo sottolineato la ferma aspettativa di una continua e piena collaborazione da parte della missione con la nostra ambasciata a Bogotà e ci è stato confermato che è stata avviata un'indagine interna, che vede per il momento impiegate capacità investigative della stessa missione ONU. Abbiamo chiesto e ottenuto che sia condotta in maniera rapida e approfondita. Gli esiti saranno tempestivamente condivisi con la nostra ambasciata a Bogotà e con la rappresentanza a New York.

Quindi, per ricapitolare, saranno fondamentali tre linee di inchiesta: quella colombiana, quella delle Nazioni Unite e quella della magistratura italiana. Il lavoro della Farnesina sarà quello di garantire il massimo coordinamento tra le attività delle autorità coinvolte e su questo vi assicuro la massima tempestività e il massimo impegno. Vi informo, peraltro, che intendo incontrare quanto prima la famiglia Paciolla per esprimere personalmente la vicinanza dello Stato italiano; vicinanza che continuerà senza interruzione, anche lontano dai riflettori, fino a che non verranno chiariti tutti i contorni della morte di Carmine Mario Paciolla, nostro concittadino. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ferrara, per due minuti.

FERRARA (M5S). Signor ministro Di Maio, la ringrazio per la sua risposta. Credo che lei oggi qui stia dimostrando una lodevole premura per questo triste caso. Auspico che i parenti e gli amici di Mario, seppur nel dolore, possano essere rassicurati dalla vicinanza delle istituzioni che lei e noi tutti rappresentiamo.

In questo tempo complesso la politica estera italiana, forse come poche volte nella storia repubblicana, sta dimostrando grande attenzione verso i tanti italiani presenti in ogni continente. Penso alla determinazione e all'efficienza che lei ha dimostrato durante l'emergenza Covid sia impegnandosi a reperire l'indispensabile materiale sanitario sia assistendo i tanti connazionali bloccati in molti Paesi. Senza l'incessante lavoro degli uomini e delle donne della Farnesina, migliaia e migliaia di connazionali non sarebbero potuti tornare in Patria. (Applausi).

Concludo, signor Ministro, ricordando che se il nostro Paese è tanto ammirato e considerato è anche per il lavoro dei nostri cooperanti, che operano con coraggio nei campi profughi accanto a chi soffre, nell'interposizione in aree di conflitto, nella ricerca costante del dialogo e della pace, anche a costo della propria vita. A loro vanno tutto il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine, consapevoli che, se l'Italia è un Paese particolarmente amato, è anche in virtù dei loro alti ideali di giustizia di cui siamo particolarmente orgogliosi. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore La Russa ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01814 sulla situazione della viabilità stradale e autostradale in Liguria, per tre minuti.

LA RUSSA (FdI). Signor Presidente, desidero innanzi tutto ringraziare il signor Ministro per essere presente perché l'interrogazione che, come Fratelli d'Italia, abbiamo scelto oggi di presentare è drammatica. Un'intera Regione, la Liguria, è veramente isolata ed è diventata un'isola: non c'è più la possibilità di una circolazione stradale che abbia anche solo lontanamente il requisito della normalità. Da due anni, come tutti sanno, è crollato il ponte Morandi; dopo quello c'è stata una problematica e devo dire che l'assessore Balleari e la Giunta di Genova vi avevano in parte rimediato, con una strada fatta in soli due mesi. Adesso però la situazione delle autostrade è diventata drammatica: c'è un'interruzione continua, si viaggia a una sola corsia con code chilometriche e tempi di percorrenza impossibili. Come se ciò non bastasse, si è pure aggravata la situazione perché non vengono fatti i lavori sull'unica strada alternativa, la via Aurelia, dove piccole frane non vengono riparate da mesi e altri lentissimi lavori in corso rimangono a bloccare o a rendere assai difficoltosa anche la circolazione.

Una delle cause di tale situazione, se non la principale, è che essendo stato avviato da parte della società autostrade, con tutti i difetti che comporta, l'esame e il controllo di tutte le gallerie (come gli era stato richiesto in inverno) solo in una data molto vicina (mi pare nel maggio di quest'anno), il Governo ha detto che si stava facendo un lavoro sbagliato, che si sarebbe dovuto fare secondo quanto prescrive una circolare del 1957 (peraltro finora mai applicata) e che quindi si sarebbe dovuto rifare tutto da capo. Hanno quindi cominciato a rifare tutto, additando contemporaneamente alla procura la responsabilità (che essa ha chiarito subito non essere sua).

Mi chiedo quale tipo d'intervento vero, pronto, reale e immediato abbiate in mente per salvare, nella stagione turistica in particolare, la Liguria e tutto il Nord Ovest da questa drammatica situazione.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, le convenzioni che regolano i rapporti concessori autostradali prevedono in capo ai gestori l'obbligo del mantenimento della funzionalità delle infrastrutture attraverso la manutenzione e la riparazione tempestiva delle stesse.

Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono individuati attraverso periodiche verifiche dello stato di funzionalità delle infrastrutture, da effettuarsi secondo le modalità di cui alla circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 6736 del 19 luglio 1967, pienamente efficace e vincolante per tutti i concessionari.

In particolare, il concessionario deve ispezionare, durante la sua normale attività quotidiana, i manufatti e le opere d'arte, mediante un esame di superficie delle strutture visibili (pile, pilastri, colonne, archi, eccetera), tendente ad accertare ogni fatto nuovo e l'insorgere di eventuali anomalie esterne. Detta ispezione deve essere effettuata, in ogni caso, con scadenza almeno trimestrale e mediante l'elaborazione di un report recante i principali dati e le risultanze delle verifiche. Inoltre, il concessionario deve effettuare, con cadenza annuale, un esame generale e completo dei manufatti più importanti, anche mediante saggi ed ispezioni.

Per quanto riguarda il sistema viario ligure, basato soprattutto sulla rete autostradale, nello scorso mese di gennaio la società Aspi ha presentato, su richiesta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un programma di ispezioni delle gallerie esistenti lungo tutta la tratta da essa gestita da attuare nel corso dell'anno 2020. È stato immediatamente segnalato e più volte ribadito in forma scritta alla società Aspi che il contenuto del programma ispettivo presentato doveva ritenersi integrativo e non già sostitutivo delle attività che la stessa era tenuta ad espletare in forza della circolare del 1967 sulla sicurezza delle infrastrutture stradali. Conseguentemente la società Aspi ha proceduto a una riprogrammazione delle attività, prevedendo anche lo smontaggio degli elementi contenuti nelle gallerie, le cosiddette onduline. Tale attività ha determinato la chiusura temporanea di gallerie per l'effettuazione degli interventi di riparazione.

Al fine di ridurre i disagi per l'utenza derivanti dall'attività ispettiva, il Ministero ha immediatamente avviato costanti interlocuzioni per individuare, anche d'intesa con la Regione Liguria e gli enti locali, che hanno sempre partecipato e presenziato ai tavoli tecnici, le modalità per l'espletamento della stessa. Con circolare del 7 luglio si è inoltre provveduto ad impartire indicazioni aggiornate sulle ispezioni ed è stata prevista la possibilità ulteriore di attivare, da parte dell'autorità prefettizia, un apposito tavolo di coordinamento per il monitoraggio dei fattori critici derivanti dall'effettuazione delle ispezioni e per l'individuazione di tutte le misure occorrenti per il loro superamento. Entro il prossimo 28 luglio saranno completate le verifiche e gli interventi e ripristinate le normali condizioni di viabilità.

Confermo, senatore La Russa, che si sono verificati disagi molto gravi per l'utenza e lunghe attese per effettuare gli spostamenti sulla rete autostradale ligure. Ritengo, però, non possa essere messa in discussione, anche dopo i recenti fatti, la convinzione che la sicurezza delle infrastrutture, considerate le gravi condizioni delle gallerie in Liguria, costituisca un presupposto imprescindibile per garantire l'effettività del diritto costituzionale alla mobilità. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore La Russa, per due minuti.

LA RUSSA (FdI). Signor Presidente, sicuramente il diritto alla sicurezza viene avanti a tutto, ma forse sarebbe stato bene che il Ministero non aspettasse otto mesi per intimare, il 20 maggio, che i lavori che si stavano svolgendo dall'inverno del 2019 erano, secondo il Ministero, diversi da quelli prescritti. Forse toccherà alla procura di Genova, presso cui è stato aperto un fascicolo a seguito dell'esposto del presidente della Regione Toti, verificare quali siano state le inadempienze della società Autostrade e del Governo.

Quello che è sicuro è che lei mi ha dato una serie di risposte che giustificano l'attuale situazione, dicendo che ci sono verifiche, incontri ed interlocuzioni, ma non mi ha dato nessuna speranza che questo fine settimana o il prossimo la situazione cambi. La Liguria è veramente stretta in una morsa di intralci autostradali e stradali. Non mi ha parlato poi della situazione dell'Aurelia, anch'essa semi-impraticabile, che provoca un danno non solo alla Liguria e alla stagione turistica. Ma lei sa che il porto di Genova serve tutta la parte Nord dell'Italia? È un danno incalcolabile in cui il palleggiamento di responsabilità tra la società Autostrade e il Ministero ci lascia sconcertati, come sconcertante è l'assenza di una prospettiva seria di rimediare a questo disastro che avete combinato. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Grimani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01813 sulla riduzione delle tariffe autostradali, per tre minuti.

GRIMANI (IV-PSI). Signor Presidente, ringrazio il Ministro per essere qui. Tra le conseguenze negative derivanti dalla drammatica pandemia da Covid-19 emerge in maniera preponderante la riduzione dei consumi e anche la minore propensione, ovviamente, da parte dei cittadini ad andare in vacanza. Questo per la contrazione dei redditi, per le difficoltà economiche oggettive del Paese e anche, ovviamente, per le restrizioni che hanno riguardato soprattutto i rapporti con le altre Nazioni e, quindi, per quanto riguarda i viaggi intercontinentali, le restrizioni che hanno determinato lo stop ai viaggi in questo periodo.

Secondo studi e dati forniti dal Codacons, un italiano su due si ritaglierà degli spazi per le vacanze. Questi spazi saranno orientati prevalentemente a viaggi all'interno del nostro Paese; viene stimato, appunto, che la gran parte dei cittadini che si muoveranno lo farà all'interno del Paese. Tra l'altro come stato anche manifestato da alcune associazioni, tra cui la ANIASA (Associazione nazionale industria dell'autonoleggio e servizi automobilistici), e altre società, come Bain & Company, la maggior parte degli spostamenti avverrà attraverso l'utilizzo dell'automobile e, molto spesso, anche attraverso il noleggio. Consideriamo quindi importante questo tema. È sicuro che la possibilità della ripresa degli spostamenti sarà un evento che dobbiamo accompagnare.

Occorre considerare che, per quanto riguarda il sistema dei pedaggi autostradali, lo scorso anno l'Autorità di regolazione dei trasporti aveva emanato delle delibere relativamente all'adozione di un modello nuovo di fissazione delle tariffe, attraverso il metodo price cap (metodo che dovrebbe collegare la definizione della tariffa alla qualità del servizio in maniera più stretta). Va altresì considerato che l'adozione di questo modello è subordinato all'approvazione dei piani economico-finanziari, che sono stati spostati dal Ministero, per quanto riguarda il recepimento, in date più avanzate (per la maggior parte delle concessionarie il termine risulta spostato dal 30 marzo al 20 maggio; nel caso della società Autostrade per l'Italia, ovviamente per le questioni che conosciamo bene, il termine era stato spostato al 23 luglio). Va inoltre rilevato come sia importante stabilire quanto prima pedaggi autostradali che favoriscano i cittadini e le imprese negli spostamenti. Tutto ciò premesso, chiediamo al Ministro di sapere quali siano gli orientamenti su queste tematiche descritte in premessa e se non ritenga opportuno adottare nel più breve tempo possibile tutte le iniziative di sua competenza volte a ridurre le tariffe autostradali, al fine di favorire i cittadini per quanto riguarda la mobilità, tesa non soltanto alle vacanze ma anche e soprattutto al ricongiungimento con molti parenti (dal momento che, appunto, il lockdown ha determinato maggiori difficoltà in tal senso), nonché ad agevolare il flusso turistico, che è ripreso e che deve essere sostenuto nel nostro Paese, anche per favorire le imprese attive in questo settore. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, gli atti convenzionali delle concessioni autostradali prevedono un aggiornamento quinquennale dei piani economico-finanziari, cosiddetti PEF. In occasione di ciascuna aggiornamento si provvede all'adeguamento del piano degli investimenti, alla riprogrammazione dei parametri tecnici, nonché alla determinazione dei livelli tariffari futuri.

Con il decreto legge n. 109 del 2018 è stata prevista l'applicazione del nuovo regime tariffario dell'Autorità di regolazione dei trasporti, che è improntato al principio del price cap e che rivoluziona i modelli tariffari precedentemente applicati per le concessioni autostradali. Inoltre, in osservanza al nuovo contesto di riferimento, è stato chiesto alle società concessionarie di predisporre PEF conformi alla nuova disciplina tariffaria.

Il decreto legge n. 162 del 2019 ha previsto una dettagliata tempistica per la presentazione di proposte di PEF da parte delle concessionarie autostradali, stabilendo anche il perfezionamento dell'iter approvativo entro il 31 luglio 2020.

Come è noto, le misure di contenimento Covid-19 hanno determinato, però, un allungamento dei tempi previsti per la valutazione dei piani economico-finanziari. Il medesimo decreto-legge ha congelato gli incrementi tariffari per la quasi totalità della rete autostradale relativi all'anno 2020, e fino alla definizione del procedimento di aggiornamento dei PEF. Ad oggi, dunque, per l'anno 2020 non vi è stato e non vi sarà alcun incremento tariffario.

Concludo evidenziando che, nella valutazione dei piani economico-finanziari, si terrà conto dell'equilibrio economico-finanziario e delle esigenze di favorire la mobilità sul territorio nazionale, in particolare laddove dovessero esserci aperture di cantieri che possono rallentare l'incedere del traffico, anche utilizzando politiche tariffarie coerenti con gli effetti economici determinati da Covid-19.

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Grimani, per due minuti.

GRIMANI (IV-PSI). Signor Presidente, ringrazio il ministro De Micheli per le valutazioni e le precisazioni espresse.

È un dato positivo il fatto che non ci saranno incrementi per tutto il 2020: è una buona notizia - anche se conosciuta - per i cittadini, che quindi non rischieranno un aggravamento dei costi per quanto riguarda la circolazione. È importante altresì in questa fase - sicuramente il Ministro lo farà, e sarà anche compito nostro come rappresentanti dei cittadini in Parlamento - creare le condizioni per cui i mesi futuri consentano, nelle more della definizione dei piani economico-finanziari, di collegare sempre più le politiche tariffarie alla qualità dei servizi, secondo il principio chiave del price cap.

Seguiremo la vicenda con attenzione sempre nell'ottica - comune a Gruppi parlamentari e Governo - di agevolare sempre più la qualità della vita dei cittadini e ridurre, quindi, i costi della vita, tra cui rientrano i pedaggi autostradali, vista l'importanza della circolazione sia per il tempo libero sia soprattutto per l'attività di impresa. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Malan ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01811 sulle gare per le concessioni autostradali e il subentro nel capitale di Autostrade per l'Italia, per tre minuti.

MALAN (FIBP-UDC). Signor Ministro, abbiamo presentato un'interrogazione sull'accordo intervenuto durante il Consiglio dei ministri del 14 e 15 luglio - abbiamo posto su di esso due domande - che riguarda la situazione della concessione di Autostrade per l'Italia, una concessione che copre più della metà degli incassi dei pedaggi delle autostrade italiane.

La prima domanda è perché non fare una procedura competitiva. Se deve esserci un cambio nella maggioranza della proprietà della concessione di Autostrade per l'Italia, ci chiediamo perché non lanciare una procedura competitiva che metterebbe in campo le tante professionalità presenti nel nostro Paese, evitando al contempo di impiegare capitali comunque pubblici.

Cassa depositi e prestiti ha una funzione particolare; il debito di Cassa depositi e prestiti è debito pubblico a tutti gli effetti, e non risulta che in Cassa depositi e prestiti ci siano le professionalità necessarie per gestire una macchina complessa come Autostrade per l'Italia, che è una delle più importanti aziende italiane dal punto di vista sia industriale che infrastrutturale e finanziario, per la grande importanza che ha sui mercati.

Non dimentichiamo che questa enorme concessione - nella sostanza, più della metà della rete autostradale italiana - è stata già data a suo tempo senza alcuna competizione.

Voglio richiamare a tal proposito alcuni principi dell'Unione europea nonché quelli della convenienza per i cittadini e i consumatori; e in questo caso si intendono non i consumatori di un genere di lusso o superfluo, ma tutte le aziende italiane che, attraverso le autostrade, commerciano, acquistano, svolgono la loro attività. Pertanto, è il sistema Italia nel suo insieme che viene danneggiato nel caso in cui la situazione non sia conveniente. E la situazione migliore conveniente ci sarebbe con una competizione.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. In relazione alla procedura avviata nei confronti di Aspi, ricordo che il Consiglio dei ministri, nella seduta del 14 luglio scorso, ha esaminato le due proposte transattive trasmesse da parte di Aspi e Atlantia e ha ritenuto di avviare l'iter previsto dalla legge per la formale definizione di una transazione.

Inizio dall'ultima richiesta fatta. La decisione di avviare la transazione - e non la procedura di revoca - ha determinato la continuità del rapporto concessorio tra lo Stato - il concedente (il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) - e Autostrade per l'Italia. Nel caso si fosse addivenuti a una revoca, si sarebbe reso necessario - come lei, senatore Malan, ha introdotto nella sua presentazione - prima il frazionamento della concessione (oggi è di 2.885 chilometri), per poi avviare, sui quattro lotti minimi previsti dalle nuove normative, lo svolgimento di autonome procedure di gara, i cui tempi previsti - considerato che c'è solo un precedente di conclusione nel nostro Paese - sono valutabili in tre o quattro anni. In questo tempo intercorrente per l'assegnazione della concessione non si sarebbe potuta ovviamente svolgere una serie di attività, tra cui rientrano le manutenzioni, gli interventi per la sicurezza e anche gli investimenti. Quindi, il rapporto concessorio è in continuità, mentre si modificheranno, alla luce delle proposte pervenute al Consiglio dei Ministri, gli assetti societari di Aspi.

La soluzione individuata dal Consiglio dei ministri garantisce la piena realizzazione degli interessi pubblici connessi all'esigenza di evitare la sospensione dell'attività di gestione dell'infrastruttura, la paralisi dei cantieri avviati (anche per le questioni di sicurezza) e la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevedendo - nel contempo - una mole imponente (pari a 14,5 miliardi di euro) di nuovi investimenti.

Preciso, alla luce della seconda domanda fatta, senatore Malan, che l'ingresso di Cassa depositi e prestiti non determina una statalizzazione di Aspi, dal momento che si prevede l'ingresso di nuovi investitori privati, ma consentirà di velocizzare il processo di trasformazione della società in una public company e il reperimento, pertanto, sul mercato, di ulteriori risorse per potenziare le infrastrutture e rafforzare anche il piano degli investimenti. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Malan, per due minuti.

MALAN (FIBP-UDC). Signor Ministro, la sua risposta è puntuale, ma non rassicurante, perché - lo abbiamo letto nei comunicati che hanno seguito la seduta del Consiglio dei ministri - la scelta degli investitori istituzionali avverrà sulla base del gradimento di Cassa depositi e prestiti.

Nell'ambito del libero mercato e della concorrenza, il gradimento deve avvenire sulla base di criteri oggettivi e, dunque, di procedure quantomeno pubbliche, mentre il gradimento di Cassa depositi e prestiti davvero ci rassicura poco. In ogni caso sarà necessario un poderoso intervento - parliamo di parecchi miliardi di euro - da parte di Cassa depositi e prestiti.

In presenza di centinaia di migliaia di aziende italiane in difficoltà - la situazione dell'economia italiana già non era florida prima e ora si aggiunge la crisi dovuta alla pandemia - pensare di entrare con Cassa depositi e prestiti, che tra i suoi compiti ha quello di sostenere le aziende nei loro investimenti e nel futuro, e operare un cambio nell'assetto societario solo per poter dire di avere cacciato i Benetton, non ci pare un impiego opportuno del denaro dei risparmiatori italiani. Inoltre, non ci pare rassicurante neanche dal punto di vista internazionale, né sul piano delle tariffe.

Oggi Autostrade per l'Italia presenta il piano finanziario e, almeno su quel versante, vedremo se ci sono maggiore trasparenza e capacità di trovare veramente la sostanza di questo accordo, che rischia di essere molto, ma molto costoso. (Applausi).

PRESIDENTE. Il senatore Campari ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01815 sul nuovo assetto societario di Autostrade per l'Italia SpA, per tre minuti.

CAMPARI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, risparmio le premesse.

Parliamo sempre di Autostrade per l'Italia (Aspi) e di Cassa depositi e prestiti (CDP) e della proposta transattiva presentata da quest'ultima.

In particolare, si chiede di conoscere i dettagli della proposta, con riguardo soprattutto alle quote di capitale che saranno acquistate da Cassa depositi e prestiti e da altri eventuali investitori. Si chiede, altresì, di conoscere l'identità degli eventuali investitori - se si sa qualcosa, se ci sono dei paletti - e di sapere chi tra Cassa depositi e prestiti e gli altri eventuali investitori, ivi compresi quelli che sono già detentori di quote di Autostrade per l'Italia, avrà poteri decisionali inerenti la gestione dell'impresa o chi sarà mero socio di capitale.

Si chiede, ancora, di conoscere la stima del valore di Autostrade per l'Italia SpA e del prezzo per azione che Cassa depositi e prestiti e gli altri investitori pagheranno per acquisire le quote di capitale, anche rispetto all'individuazione di parametri da utilizzare per la determinazione del prezzo massimo di acquisto; le garanzie prestate in ordine all'effettiva realizzazione della manutenzione e degli investimenti previsti e all'effettiva riduzione dei pedaggi, specialmente in termini di compatibilità con la redditività dell'operazione per Cassa depositi e prestiti; se gli investimenti compensativi per 3,4 miliardi di euro previsti dalla proposta transattiva saranno realizzati prima o dopo l'ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale di Autostrade per l'Italia SpA e, infine, i dettagli del futuro piano industriale della "nuova" Autostrade per l'Italia SpA, anche rispetto ad un una futura revisione del sistema delle concessioni autostradali.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, oltre a quanto già riferito all'Assemblea in risposta ai quesiti posti dagli altri colleghi senatori in questa seduta, sono a confermare che, per quel che riguarda l'assetto societario di Autostrade per l'Italia, l'azionista Atlantia si è reso disponibile, con formale lettera trasmessa ai Ministeri competenti, all'aumento di capitale da parte di Cassa depositi e prestiti. Questo implica che non ci sarà alcun passaggio di denaro tra Cassa depositi e prestiti e l'attuale azionista Atlantia.

In secondo luogo, nel percorso previsto nell'ambito di questa disponibilità entreranno anche altri investitori istituzionali, fino ad arrivare poi, nell'ultima fase, a un passaggio con la quotazione in borsa e, quindi, con la possibilità degli italiani e delle italiane di acquistare le azioni di Autostrade per l'Italia.

Per quanto riguarda, invece, gli impegni assunti relativamente al rapporto concessorio - quindi non sullo sviluppo della progressione societaria - le condizioni per il ripristino della piena sicurezza del rapporto fiduciario tra il concedente e il concessionario prevedono: 3,4 miliardi di euro a titolo di misure compensative; un piano di 14,5 miliardi di euro per gli investimenti sulla rete, di cui 5,5 miliardi da realizzare entro il 2024, tra l'autunno del 2020 e il 2024; il potenziamento di controlli e verifiche, oltre ad un aumento, e in alcuni casi al raddoppio, degli investimenti per manutenzioni sulla rete autostradale.

Gli obblighi del concessionario per il riequilibrio del rapporto concessorio tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il concessionario, che noi abbiamo valutato essere sbilanciato, stabiliscono, inoltre, l'applicazione del regime tariffario relativo alle delibere dell'Autorità di regolazione dei trasporti (ART), nella previsione di una moderazione dello sviluppo dell'andamento tariffario molto più contenuta rispetto a quanto avvenuto in passato, con un incremento massimo dell'1,75 per cento.

Si prevede, inoltre, il riconoscimento del valore dell'indennizzo in caso di cessazione anticipata, come sancito da una legge del Parlamento italiano (il decreto milleproroghe del 2019, all'articolo 35), con l'applicazione del codice degli appalti e il riconoscimento dell'efficacia della risoluzione e comunque della cessazione anticipata, quando disposta, per inadempimento imputabile al concessionario con una fattispecie tipizzata.

Inoltre, il pagamento dell'indennizzo in questo caso non viene corrisposto immediatamente, ma verrebbe corrisposto solo alla conclusione della procedura di gara per un eventuale nuovo concessionario. Si prevede poi l'incremento dell'ammontare delle penali per le singole fattispecie di inadempimenti meno gravi.

Ricordo l'impegno del concessionario a rinunciare a tutto il contenzioso in essere con le amministrazioni e, in particolar modo, al contenzioso legato al crollo del ponte Morandi.

Gli uffici del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dell'economia stanno proprio in queste ore lavorando per attuare quanto prima la deliberazione del Consiglio dei ministri e addivenire alla definizione dell'accordo transattivo nei termini che ho sommariamente indicato in questi pochi minuti. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Campari, per due minuti.

CAMPARI (L-SP-PSd'Az). Signor Ministro, è difficile replicare alla sua risposta, e non per la sua particolarità, ma semplicemente perché è generica, e soprattutto non è difficile immaginare il disgusto della gente a casa che sente risposte di questo tipo con le quali non si risponde in realtà a quello che si chiede. (Applausi).

Lei non ci ha detto quanto vale Aspi oggi, né quanto varrà domani, soprattutto se si andrà ad agire sui pedaggi. Facendo ciò, lei sa benissimo che il valore di Aspi sarà diverso e vorrà anche dire che per Cassa depositi e prestiti ci sarà un problema: avendo una diminuzione dei pedaggi ci sarà anche una diminuzione degli incassi, per cui non è detto che il valore di Aspi oggi sia uguale al valore di Aspi domani.

Non ci ha poi detto se, agendo in questo modo, riterrà che la società sarà meno appetibile per eventuali investitori; anche questo potrebbe rappresentare un problema. Non ci ha detto chi saranno gli investitori e se ci saranno per loro paletti; potrebbero essere cinesi o altri. Se a voi sta bene non lo so, ma noi abbiamo le idee chiare in questo campo. (Applausi).

Altro tema da considerare concerne i lavori rimasti indietro e gli eventuali danni che potrebbero sorgere, perché non tutti i liguri la pensano come lei e non pensano che sia una percezione il fatto che la Liguria e le sue autostrade siano in questo momento assolutamente isolate.

Lei non ci ha detto assolutamente nulla rispetto al fatto che i giuristi da voi nominati ritenevano che le concessioni potessero essere tolte a costo zero. Avete deciso quindi una liquidazione piuttosto che una revoca. Avete deciso forse di confermare le tariffe invece che a rivederle. Insomma, in poche parole, ci siamo scontrati ancora con la vostra ideologia e la vostra inconcludenza.

La situazione oggi in realtà - e vado a concludere, Presidente - è che chi avevate detto che doveva essere messo all'angolo oggi esce da vincitore: i Benetton infatti non escono da Aspi, ma vengono solamente ridimensionati, quantomeno inizialmente. Hanno guadagnato in questi anni godendo delle tariffe piene e totali dei pedaggi e hanno visto il loro titolo Atlantia crescere di un bel + 26 per cento dalla sera al mattino in borsa, d'emblée, solo perché qualcuno ha parlato quando non doveva farlo. (Applausi).

In sostanza, cari compagni, alla fine siete veramente bravissimi, siete proprio di sinistra, perché state riuscendo a statalizzare le perdite e a privatizzare gli utili. (Applausi).

PRESIDENTE. La senatrice Boldrini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01812 sulla diffusione e l'efficacia dell'applicazione Immuni, per tre minuti.

BOLDRINI (PD). Signor Presidente, signor Ministro, la strategia delle tre «T» (testare, tracciare, trattare) per tenere sotto controllo il Covid-19 prevedeva anche l'utilizzo delle app per individuare casi positivi e isolarli. Dopo la fase di sperimentazione in alcune Regioni, la app Immuni è arrivata ormai da un mese su tutto il territorio nazionale. L'applicazione di contact tracing, già scaricabile dal 1° giugno scorso, ha il compito in effetti di tracciare gli eventuali contatti degli utenti con persone positive al nuovo coronavirus.

L'app Immuni permette agli utenti di telefoni cellulari che hanno attivato l'applicazione di ricevere notifica di eventuale esposizione al coronavirus. Nell'intero sistema della app non sono presenti, né sono registrati i nominativi o altri elementi che possano ricondurre all'identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici.

L'impiego dell'applicazione è volontario e operante nel pieno rispetto della privacy di coloro che la scaricano e ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività e di evoluzione dell'epidemia in Italia.

Gli utenti di cellulari che decidono di scaricare l'applicazione contribuiscono così a tutelare se stessi e le persone che incontrano. Se sono entrati in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone, vengono avvisati con una notifica dell'app; ciò dovrebbe consentire loro di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale per ricevere le indicazioni sui passi da compiere.

Come risulta dai dati diffusi qualche giorno fa sugli organi di stampa, coloro che dichiarano di aver scaricato l'applicazione sono finora circa 4 milioni. La campagna di comunicazione è in corso, ma il numero di italiani che hanno scaricato l'applicazione sembra ancora essere lontano dalle soglie ipotizzate per un efficace funzionamento dell'intero sistema di tracciamento.

Chiediamo pertanto a lei, signor Ministro, qual è il numero di coloro che hanno scaricato l'app Immuni (avrà sicuramente i dati) e quale sia il numero di soggetti contagiati. Le chiediamo soprattutto le valutazioni del Governo sull'attuale l'efficacia dell'applicazione e quali strategie di tracciamento ritenga necessario potenziare, soprattutto in vista della ripresa delle attività scolastiche nel prossimo autunno, come di molte altre attività lavorative, perché ci preme davvero tantissimo sapere cosa ne pensa il Governo, visto che quella del tracciamento è una delle strategie che ha messo in campo.

PRESIDENTE. Il ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, dottoressa Pisano, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

PISANO, ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Signor Presidente, senatrice Boldrini, onorevoli senatrici e senatori, come è noto, dopo l'autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali, dal 15 giugno l'app Immuni è funzionante in tutta Italia. L'applicazione del Ministero della salute, al cui sviluppo ho contribuito fornendo supporto tecnologico nell'ambito delle mie competenze, costituisce uno degli strumenti di contrasto alla diffusione del coronavirus, nell'ambito della strategia sanitaria dello stesso Ministero. Stando all'ultimo dato a me disponibile, l'app è stata installata da oltre 4.300.000 utenti; secondo una ricerca dell'università di Pavia, questo dato rappresenta circa il 12 per cento della popolazione italiana tra i quattordici e i settantacinque anni in possesso di smartphone necessari per l'utilizzo dell'applicazione.

Per quanto riguarda il contributo dell'applicazione nella lotta al coronavirus, secondo il Ministero della salute i soggetti positivi in possesso dell'applicazione che hanno acconsentito all'invio del messaggio di notifica sono 46. Dal 13 luglio a oggi i soggetti allertati grazie all'applicazione risultano essere stati 23. Grazie ad "Immuni", quindi, 23 persone hanno avuto la possibilità di conoscere il rischio da contagio a cui sono state esposte. Questo dimostra l'utilità dell'applicazione.

Il problema non è individuare la soglia "x" o "y" di download per valutare l'efficacia o meno dell'applicazione. Quando sento ripetere che l'università di Oxford ha segnato al 60 per cento la soglia minima di utilità degli strumenti di notifica di esposizione al Covid-19, mi domando perché non si legga mai il periodo successivo dello studio in questione. Permettetemi di citare, come lo riferisce la Massachusett institute of technology review: «Molti resoconti e analisi dei media hanno ripreso una frase dal rapporto, che recita: "I nostri modelli mostrano che possiamo fermare l'epidemia se circa il 60 per cento della popolazione utilizza l'app". Ma hanno regolarmente omesso la seconda metà della frase: "Anche con un numero inferiore di utenti dell'applicazione stimiamo comunque una riduzione dei casi di coronavirus e di decessi"».

Non ho mai detto che l'applicazione sia l'unica soluzione al contenimento del virus. In Italia l'applicazione rientra in una strategia complessiva che si basa anche su altre misure di contenimento. Naturalmente più si amplierà la diffusione dell'applicazione, più sarà conosciuta e più questa sarà in grado di contribuire ad agevolare le azioni di contrasto al coronavirus.

Il commissario Arcuri ha dato avvio a una campagna di comunicazione volta a sensibilizzare i cittadini di tutte le età circa l'utilizzo dell'applicazione, soprattutto per coloro che vivono e operano in piccoli centri urbani, all'interno delle imprese, delle associazioni, delle università e anche delle scuole. L'utilizzo dell'applicazione nelle scuole è stato suggerito dal comitato tecnico-scientifico e anche l'Ispettorato generale della sanità militare ha sensibilizzato tutto il personale delle Forze armate all'utilizzo dell'applicazione.

Concludo: vogliamo che l'Italia riparta a tutti gli effetti, dai posti di lavoro, alla scuola, al turismo, vitale per il nostro Paese, e che lo faccia in sicurezza. Più siamo e più saremo a scaricare "Immuni" e più saremo in grado di spegnere nuovi potenziali focolai con vantaggi per tutti noi. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Collina, per due minuti.

COLLINA (PD). Signor Presidente, ringrazio il Ministro e mi dichiaro soddisfatto della risposta. Credo che le sue competenze rappresentino un'incidenza trasversale della digitalizzazione sull'intera nostra pubblica amministrazione rispetto a tutti gli altri Ministeri. Il compito del Ministero non è quindi specifico, ma è evidente che siamo di fronte a sperimentazioni importanti, che non sono mai avvenute nel nostro Paese, che godono di accelerazioni significative in questo momento nella considerazione e nella consapevolezza dei cittadini.

Mi sembra evidente che la soglia del successo dei download non corrisponde alla soglia di efficacia attesa della presenza dell'applicazione. Questo però non ci deve impedire di continuare a insistere in tale direzione e credo debba essere preso come un indice del gap che ancora riscontriamo riguardo non solo l'utilizzo delle tecnologie disponibili per obiettivi di servizio - c'è poi tutto un altro mondo di servizi della pubblica amministrazione che non hanno ancora incontrato i cittadini nel modo auspicato - ma anche la scarsa disponibilità a incrociare i dati. Il tema della privacy è sicuramente importante.

Rivolgo un plauso per il suo impegno a frequentare le community tecnologiche di blogger bravi e seguiti, che possono rappresentare un veicolo importante per aumentare la sensibilità di tutti nei confronti dei temi in questione.

Le caratteristiche dell'applicazione sono importanti con riferimento anche alle tecnologie utilizzate dagli sviluppatori italiani che sono stati impegnati. La invito a insistere in questa direzione perché penso che, al di là dei limiti che stiamo riscontrando, altri Ministeri, come il Ministero della salute, debbano valutare le diverse indicazioni da percorrere per raggiungere gli obiettivi sanitari. Credo che anche sul piano dell'impegno tecnologico questa sia una strada da continuare a seguire. (Applausi).

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

PEPE (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEPE (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, dal 1° gennaio al 23 luglio del 2019 ci sono stati 3.431 sbarchi; nel 2020 11.191 sbarchi. Soltanto ieri, 22 luglio, ci sono stati 689 sbarchi. Il mese di luglio 2020, fino ad oggi - non è quindi ancora terminato - registra un aumento del 223 per cento di sbarchi ed è il peggiore degli ultimi tre anni, dal 2018 alla data odierna, con l'aggravante che tutto questo sta accadendo in piena emergenza sanitaria. Purtroppo i risultati nefasti della politica irresponsabile messa in atto dal Governo Conte-bis non hanno risparmiato la mia Basilicata.

La Basilicata aveva raggiunto dopo l'emergenza Covid-19 un grande e bel primato che ci rendeva orgogliosi - essere la prima Regione Covid free in tutta Italia - grazie al senso di responsabilità elevato dei lucani - come d'altronde di tutti quanti gli italiani - al grandissimo lavoro dei medici e degli operatori sanitari; alla dedizione profonda, intensa e quotidiana di tutti i sindaci e anche al grande lavoro messo in campo dalla Regione Basilicata.

Cosa ha combinato però purtroppo questo Governo? Ha portato degli immigrati nei giorni scorsi, che hanno riaperto le porte dell'incubo.

E questo è accaduto quando al Governo sono presenti due Ministri lucani: il ministro Speranza, che chiude gli aeroporti e il ministro Lamorgese, che invece apre i porti a coloro che provengono da quelle stesse Nazioni a cui è proibito l'ingresso. (Applausi). Questo è successo e ci troviamo, da qualche giorno, 52 cittadini bengalesi, 12 in provincia di Matera e 40 a Potenza città, dei quali 10 e 27 positivi. Oggi abbiamo saputo che una nigeriana, che alloggia nella stessa struttura, è positiva e fino ad ora ha girato liberamente insieme ai suoi connazionali.

Concludendo, signor Presidente, il Governo deve pensare a come risarcire il danno di immagine per la Regione Basilicata: era una meta turistica sicura e l'ha ridotta - o meglio, vuole ridurla, ma non ci riuscirà - ad un lazzaretto. Non rinunceremo al sogno di una meta sicura davanti all'incapacità del Governo, così come non manderemo in fumo i sacrifici di tanti operatori turistici, che si sono rimessi in piedi con orgoglio e dignità. (Applausi).

Deve dire stop agli sbarchi dei clandestini. Deve sigillare i centri di accoglienza, perché il contagio dall'interno non venga portato all'esterno e deve rispondere delle sue responsabilità. Non a caso oggi ho depositato un'interrogazione urgente al ministro Lamorgese, affinché si sappia con chiarezza perché non si sono fatti i controlli previsti allo sbarco, a Lampedusa prima e ad Agrigento dopo. Chiunque ha delle responsabilità deve essere ad esse inchiodato. (Applausi).

La Basilicata riparte e ripartirà, dal punto di vista economico e sociale, perché è forte e non si arrende alle donne e uomini tristi che stanno bene soltanto all'ombra del palazzo del Governo. Forza Basilicata! (Applausi).

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Sospendo la seduta, che riprenderà a breve, per dare conto della variazione dell'ordine del giorno per quel che riguarda il prosieguo dei lavori della prossima settimana.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 16,08, è ripresa alle ore 17,07).

Onorevoli colleghi, come già concordato in via informale tra i Gruppi parlamentari, alle ore 16,30 di martedì 28 luglio il Presidente del Consiglio dei ministri renderà comunicazioni sulle ulteriori iniziative in relazione all'emergenza da Covid-19.

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di martedì 28 luglio 2020

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 28 luglio, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 17,09).

Allegato A

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO

Interrogazione sulle circostanze della morte del connazionale Mario Carmine Paciolla in Colombia

(3-01819) (22 luglio 2020)

Ruotolo, De Petris, Errani. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale -

                    Premesso che:

            il 15 luglio 2020, una settimana fa, Mario Carmine Paciolla, 33 anni, napoletano, è stato ritrovato privo di vita presso la propria abitazione a San Vicente del Caguan, località a 650 chilometri da Bogotà nel dipartimento colombiano del Caqueta Colombia. Il connazionale era cooperante ONU ed era impegnato da due anni con le Nazioni Unite, in un progetto che mirava a riconvertire gli ex combattenti al lavoro nei campi e svolgeva il monitoraggio per il rispetto degli accordi di pace tra il Governo colombiano e le FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia;

            a quanto si apprende dalla stampa locale, le autorità colombiane non escludono che Paciolla si sia suicidato per impiccagione, circostanza che non trova riscontro ed è smentita dalle testimonianze delle organizzazioni cooperanti in Colombia e dalla stessa famiglia del giovane, che pochi giorni fa su iniziativa della missione ONU ha preso parte a una videoconferenza con il viceprocuratore generale Martha Janeth Mancera e l'ambasciatore italiano Gherado Amatuzzi;

            stando a quanto sta emergendo da notizie di stampa, in queste ore convulse, sono completamente diversi le ricostruzioni e i dettagli, che escludono categoricamente il suicidio. Sul cadavere di Mario Carmine Paciolla, come riportano gli organi e agenzie di stampa, ci sarebbero evidenti segni di violenza, in particolare, "tagli provocati da coltelli o da lame acuminate che non sono state trovate in casa. Vene squarciate, non tagliate in modo chirurgico, un segno che rimanda a coltelli con denti spessi o qualcosa di simile, che non è stato refertato dagli organi di polizia giudiziaria intervenuti sul luogo del delitto";

            l'11 luglio, nel corso di una telefonata intercorsa tra Mario Carmine Paciolla e la madre, egli aveva manifestato una certa preoccupazione per "alcune cose accadute", "un qualcosa di strano" e per "un guaio" non meglio specificato.

            il 33enne aveva evidenziato, inoltre, di aver acquistato i biglietti per rientrare presto, il 20 luglio, in Italia, esprimendo il desiderio, una volta giunto a Napoli, di fare il bagno a Marechiaro;

            Paciolla, laureato all'università "Orientale" di Napoli, era un operatore qualificato ed esperto. Conosceva il territorio, aveva solide relazioni e sapeva districarsi nei quartieri difficili, come la periferia di San Vicente, barrio Villa Ferro dove era alle prese anche con problemi umanitari, come quello legato allo sfruttamento della popolazione in un regime di narcoeconomia. Si tratta di un contesto difficile e da decifrare e da Napoli, città natale di Paciolla, è subito partita una forte mobilitazione per chiedere verità e giustizia. In pochi giorni sulla piattaforma "Change" sono state raccolte oltre 50.000 firme;

            appare dunque impellente procedere, come la magistratura italiana sta già facendo, alla raccolta di quante più possibili prove testimoniali, e di seguire passo passo le indagini in Colombia,

            si chiede di sapere, visti la gravità dei fatti e il turbamento e lo sconcerto nell'opinione pubblica italiana, quali siano gli intendimenti attuali del Ministro in indirizzo, nei confronti del Governo colombiano, e le iniziative che intende adottare affinché si svolgano le opportune indagini per giungere a risposte convincenti, per la ricerca della verità e della giustizia per la morte del nostro connazionale Mario Carmine Paciolla.

Interrogazione sui seguiti del caso di Mario Carmine Paciolla

(3-01805) (21 luglio 2020)

Ferrara, Petrocelli, Romagnoli, Marilotti, Presutto, Vanin, Pacifico, Pirro, Pavanelli, Coltorti, Trentacoste, Lannutti, Abate, Accoto, La Mura, Angrisani. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale -

                    Premesso che:

            il 15 luglio 2020, la missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia ha annunciato la morte di un suo collaboratore, Carmine Mario Paciolla, di 33 anni, nei pressi della sua abitazione a San Vincenzo del Caguan, a circa 650 chilometri da Bogota;

            Paciolla era assegnato alla missione sul controllo della consegna delle armi da parte delle FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) nel quadro degli accordi di pace con il Governo colombiano del 2016;

            secondo le autorità colombiane il funzionario potrebbe essersi suicidato;

            in base agli accordi di cooperazione vigenti tra Italia e Colombia e, in particolare, alla legge 27 novembre 2017, n. 187, recante "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Ministero dell'interno della Repubblica italiana e il Ministero della difesa nazionale della Repubblica di Colombia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 28 maggio 2013", è facilitata la collaborazione nelle indagini tra autorità giudiziarie colombiane e italiane;

            la madre del deceduto, Anna Maria Motta, ha ribadito più volte ai mezzi di informazione di non credere all'ipotesi del suicidio poiché il figlio aveva comprato, poche ore prima di morire, il biglietto di rientro in Italia per il 20 luglio 2020 manifestandole il desiderio di tornare in patria il prima possibile. La madre ha fatto menzione anche di presunti dissidi che Paciolla avrebbe avuto in seno all'organizzazione per la quale lavorava;

            l'articolo pubblicato su "ilfattoquotidiano" del 18 luglio 2020, dal titolo "Mario Paciolla, gli amici del collaboratore Onu morto in Colombia: 'Temiamo un nuovo caso Regeni'. Telefonata Di Maio-De Magistris", riporta che: "la procura locale (colombiana ndr) ha fatto sapere di aver aperto un'indagine per omicidio. Le forze dell'ordine hanno precisato che il cadavere di Paciolla è stato rinvenuto nella sua abitazione a San Vicente del Caguan con segni di lacerazione ai polsi";

                    considerato che:

            l'accordo di pace tra FARC e Governo colombiano non ha portato la stabilità auspicata. In tutta la Colombia si susseguono omicidi mirati di sindacalisti, ambientalisti, attivisti per i diritti sociali ed economici ed ex combattenti;

            in base ai dati forniti da Indepaz (Instituto de estudios para el desarrollo y la paz), da inizio anno 2020 a oggi 166 attivisti sociali e difensori dei diritti umani e 36 ex combattenti sono stati uccisi;

            sempre secondo Indepaz, dalla data della firma dell'accordo di pace tra FARC e Governo colombiano al 15 luglio 2020, sono stati assassinati 971 leader sociali e attivisti dei diritti umani in Colombia;

            dal 6 marzo al 15 luglio 2020, durante l'emergenza COVID-19, ben 95 leader sociali e attivisti dei diritti umani sono stati assassinati in Colombia;

            si registra inoltre il peggioramento della situazione alla frontiera tra Venezuela e Colombia, fatto che seppur estraneo al contesto della morte di Paciolla, contribuisce a aumentare la tensione nell'area;

            ritenuto che l'omicidio di Giulio Regeni ha scosso l'opinione pubblica italiana, complicando i rapporti con l'Egitto, da cui si attende ancora una risposta concreta su chi abbia ucciso il giovane ricercatore italiano,

            si chiede di sapere:

            quale sia lo stato delle indagini e se si riscontri piena collaborazione da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e delle autorità colombiane;

            quale attività siano state intraprese per facilitare il rientro della salma in Italia;

            quali iniziative abbia adottato il Ministro in indirizzo per promuovere la più proficua collaborazione tra l'autorità giudiziaria italiana e quella colombiana, nel rispetto del principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati, al fine di giungere ad un pieno accertamento di quanto accaduto nel più breve tempo possibile.

Interrogazione sulla situazione della viabilità stradale e autostradale in Liguria

(3-01814) (22 luglio 2020)

La Russa, Ciriani. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -

                    Premesso che:

            è a tutti evidentemente nota la drammatica situazione in cui versa l'intera rete autostradale ligure e dei conseguenti disagi cui sono sottoposti i residenti ed i turisti;

            sono passati quasi due anni dal crollo del viadotto Polcevera, e la situazione da allora è andata via via peggiorando, fino a quanto nel mese di giugno 2020 la chiusura di diversi tratti e restringimenti su una corsia, unitamente alla presenza di numerosi cantieri, ha provocato blocchi della circolazione e attese di lunghe ore;

            il persistere di questa situazione (che in seguito all'esposto presentato dal presidente della Regione ha già determinato l'apertura di un fascicolo presso la Procura di Genova) ha generato un incalcolabile danno, sia economico che d'immagine, arrecato ad un territorio che, successivamente al crollo del viadotto, alle mareggiate dell'autunno successivo e al blocco dovuto all'epidemia da COVID-19, si apprestava faticosamente a ripartire;

            come riportato dalla stampa, le associazioni imprenditoriali e della logistica, riunite nel comitato "Salviamo Genova e a Liguria", nel corso di un recente incontro con il Ministro in indirizzo, avrebbero rappresentato il danno stimato: un crollo dell'economia regionale, causato dal combinato disposto tra il "lockdown" e lo stallo autostradale, che avrebbe determinato oltre un miliardo di euro al mese di danni, 40.000 lavoratori in cassa integrazione, ed un calo del fatturato stimato del 25 per cento nel comparto della grande distribuzione, del 50 per cento nel settore distribuzione in mercati rionali e negozi di vicinato e del 75 per cento nel settore florovivaistico;

            sono dati drammatici, che, secondo quanto riportato dalla stampa, il Ministro in indirizzo avrebbe classificato come una "narrazione", fatti dunque diversi e lontani dalla realtà, suscitando, legittimamente, un coro di proteste da parte di cittadini, imprenditori e famiglie che quotidianamente da molto tempo si trovano costretti a operare in contesto di inaccettabile difficoltà;

            questa dichiarazione del Ministro, letta congiuntamente alle recenti dichiarazioni del sottosegretario per l'economia e le finanze Laura Castelli, che avrebbe invitato i ristoratori a "cambiare il loro business" a fronte della crisi, denota come la "lontananza dalla realtà" appaia invece sempre più una caratteristica tipica del modus operandi di un Governo lontano dai cittadini, completamente distaccato dalla dimensione economica e sociale e assolutamente avulso all'interesse nazionale;

            l'interrogante evidenzia l'importanza logistica della regione Liguria e della sua rete portuale, per tutto il sistema Paese, in primis per le tante aziende del nordovest italiano;

            la stagione estiva è di vitale importanza per l'economia regionale, ed è già partita in ritardo e con molteplici problematiche dovute agli adeguamenti cui devono attenersi gli operatori per garantire la sicurezza sanitaria;

            si evidenzia come gli attuali controlli su tutte le gallerie regionali siano stati imposti con tempistiche difficilmente rispettabili, due anni dopo la tragedia, e senza utilizzare al meglio il periodo del lockdown, durante il quale, in ragione della drastica riduzione del traffico, l'avanzamento dei lavori dei cantieri non avrebbe arrecato alcun disagio;

            non è poi trascurabile l'effetto del contenzioso che ha contrapposto dal 14 agosto 2018 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a società Autostrade, concessionario della rete: un braccio di ferro che, al di là delle implicazioni sugli assetti industriali della politica economica del Paese, ha determinato un costo ad oggi pagato quotidianamente, in termini di disagio, da cittadini, imprese e lavoratori liguri, sia per la situazione dei cantieri attuali, sia per il mancato avvio della gronda di ponente, opera infrastrutturale necessaria al sistema economico-logistico ligure;

            ad aggravare la situazione, risulta inoltre che nell'inverno 2019, con grave ritardo, la società Autostrade per l'Italia aveva avviato una serie di controlli su tutte le gallerie liguri; e successivamente all'avvio di tali controlli e con i lavori in fase di completamento, solo il 20 maggio 2020 il Ministro avrebbe inviato ai concessionari una circolare che prevede che i controlli, nelle oltre 250 gallerie della Liguria, non debbano essere fatti nelle modalità espletate sino a quel momento ma ripartendo da capo, in base a una circolare ministeriale del 1967 (risalente dunque a oltre 50 anni fa), mai però applicata negli ultimi anni;

            tale revisione, dunque, avverrebbe nel pieno dell'alta stagione turistica, con ulteriore aggravio per il turismo e l'economia della regione. Ad ulteriore aggravio dell'intollerabile situazione della circolazione stradale e autostradale si registrano numerosissime interruzioni anche della via Aurelia per piccole frane avvenute mesi fa senza alcun pur facile intervento risolutivo e altri lavori in corso, lentissimi e spesso superflui. La morale della situazione è che la Liguria è praticamente isolata e subisce danni incalcolabili,

            si chiede di sapere con quali modalità ed entro quale termine il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di risolvere rapidamente gli attuali disagi, garantendo il diritto costituzionale alla mobilità e la sicurezza della rete ed assicurando il necessario supporto economico per l'importante pregiudizio a danno dei cittadini e delle aziende che, in ragione della drammatica situazione in cui sono loro malgrado costretti, si trovano nell'impossibilità di operare, specie nel periodo in cui si concentra l'afflusso turistico decisivo per l'economia della regione.

Interrogazione sulla riduzione delle tariffe autostradali

(3-01813) (22 luglio 2020)

Faraone, Vono, Grimani (*). - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

                    Premesso che:

            tra le conseguenze negative derivanti dalla drammatica pandemia da COVID-19 emerge in maniera preponderante la drastica riduzione dei consumi e la minor propensione degli italiani ad andare in vacanza;

            in particolare, non si possono non menzionare alcuni fattori che hanno contribuito fortemente a disincentivare gli spostamenti, soprattutto per quanto concerne i viaggi all'estero: i danni economici subiti durante gli scorsi mesi, uniti alle restrizioni adottate dall'Unione europea e dai Paesi membri, in special modo per gli spostamenti intercontinentali, nonché il permanente timore di contrarre il virus e le perduranti regole di distanziamento sociale sono gli aspetti principali che costringono gli italiani ripensare le vacanze di quest'anno, se non a rimandarle ai prossimi mesi in attesa che la situazione sanitaria migliori;

            secondo i dati forniti dal Codacons, quest'estate solo un italiano su due si concederà un periodo di vacanza, per un totale di circa 30 milioni di persone, l'80 per cento delle quali ha deciso di rimanere all'interno dei confini nazionali;

            sempre secondo l'indagine effettuata dal Codacons, il confronto con il 2019 è altamente drammatico: rispetto allo scorso anno, infatti, il totale dei cittadini in vacanza diminuisce del 23 per cento, per un valore di circa 9 milioni di cittadini in meno in viaggio;

            la recente analisi condotta da Aniasa (Associazione che riunisce i rappresentanti del settore dei servizi di mobilità), in collaborazione con la società Bain & Company, mostra che la maggior parte di coloro che decideranno quest'anno di spostarsi per le vacanze utilizzerà l'automobile: ci si attende, a tal proposito, un incremento del mercato dei noleggi delle auto, in considerazione della necessità di optare per modalità di viaggio sicure, oltre che più agevoli per raggiungere mete meno conosciute ed affollate;

            l'insieme di tali condizioni, unite alle iniziative adottate dal Governo per incentivare il turismo nostrano (primo fra tutti, a titolo di esempio, il bonus vacanze), spinge a fare una riflessione seria riguardo alle iniziative necessarie da adottare per garantire agli italiani la possibilità di spostarsi in auto in maniera semplice e senza che questo comporti ulteriori ed ingiustificati aggravi economici, derivanti in parte da pedaggi autostradali eccessivamente elevati;

                    considerato che:

            quest'anno la possibilità di andare in vacanza rappresenta un'opportunità preziosa sia per apprezzare il patrimonio paesaggistico e artistico-culturale del nostro Paese, sia per trascorrere del tempo con i propri cari, mentre i mesi di lockdown hanno impedito il ricongiungimento delle famiglie, determinandone un distacco forzato;

            nel 2019 l'Autorità di regolazione dei trasporti ha emanato una serie di delibere nei confronti di 16 concessionari autostradali volte, tra l'altro, ad adottare il metodo basato sul price cap al fine di determinare l'ammontare dei pedaggi e garantire una maggiore trasparenza ed equità dell'intero sistema;

            l'attuazione del nuovo modello, finalizzato anche ad uniformare i diversi sistemi tariffari finora vigenti, è subordinata all'approvazione dei piani economico-finanziari che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti deve ricevere ai fini della corretta valutazione;

            da quanto si apprende, il termine per la presentazione delle proposte di aggiornamento dei suddetti piani era stato posticipato dal 30 marzo 2020 (data originariamente fissata dal decreto-legge milleproroghe) al 20 maggio 2020, in ottemperanza ai provvedimenti adottati per contrastare l'emergenza epidemiologica e al netto di ulteriori rinvii da considerarsi necessari in vista dell'evoluzione della situazione sanitaria;

            nei confronti della società Autostrade per l'Italia, invece, a causa delle diverse e più gravi vicende che hanno coinvolto la società nonché del recente accordo raggiunto con il Governo, la scadenza per la presentazione del piano economico-finanziario è stata fissata al 23 luglio;

            rilevato che è importantissimo stabilire quanto prima tariffe per i pedaggi autostradali che possano consentire ed agevolare gli spostamenti sul territorio nazionale sia per motivi di vacanza, sia per riavvicinare le famiglie tenute lontane durante il periodo di lockdown,

            si chiede di sapere:

            quali siano gli orientamenti del Ministro in indirizzo rispetto alle questioni rappresentate;

            se non ritenga opportuno adottare nel più breve tempo possibile tutte le iniziative necessarie di sua competenza volte a ridurre le tariffe delle autostrade, al fine di non gravare ulteriormente sui cittadini che si recheranno in vacanza all'interno del territorio italiano ed agevolare altresì il turismo nel Paese supportando così le imprese attive nel settore.

________________

(*) Firma aggiunta in corso di seduta

Interrogazione sulle gare per le concessioni autostradali e il subentro nel capitale di Autostrade per l'Italia

(3-01811) (22 luglio 2020)

Bernini, Malan, Saccone, Mallegni, De Siano, Barachini, Barboni. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -

                    Premesso che:

            la crisi economica sta permeando fortemente i mercati, causando enorme incertezza; le informazioni critiche sulle caratteristiche del COVID-19 e i suoi impatti sull'attività economica italiana e globale sono difficili da valutare e possono cambiare rapidamente;

            nel Consiglio dei ministri svoltosi tra il 14 e il 15 luglio 2020, il Ministro in indirizzo ha svolto un'informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l'Italia SpA (ASpI), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda;

            il Governo, superata l'idea della revoca della concessione, ha accolto l'offerta di un pacchetto di risarcimento di 3,4 miliardi di euro per il crollo del "ponte Morandi" e la possibilità per Cassa depositi e prestiti (CDP) di diventare azionista di riferimento attraverso un aumento di capitale compreso tra 3 e 4 miliardi di euro; l'accordo prevede, inoltre, la riscrittura della concessione;

            l'esito che si ipotizza per la soluzione della gestione di Autostrade, e cioè l'ingresso di CDP nel capitale sociale di ASpI, con una quota di maggioranza, eventualmente con la partecipazione di altri investitori "di gradimento di CDP", è, a parere degli interroganti, una scelta profondamente sbagliata, antistorica e antieconomica, che determinerebbe di fatto una vera e propria nazionalizzazione della società e una riduzione degli spazi di concorrenza in un settore importante del nostro Paese;

            l'ingiustificabile ritardo con cui si è gestita tale situazione e le dichiarazioni, spesso a mercati aperti, di esponenti del Governo e dei partiti che lo sostengono, causando direttamente ampie oscillazioni del titolo Atlantia, in particolare il rialzo del 25 per cento il 15 luglio, configurano un rischio di turbativa di mercato e sono state estremamente inopportune facendo scendere la credibilità dell'Italia nel mondo finanziario;

            lo stesso commissario della Consob Carmine Di Noia, nel corso di un'audizione svoltasi il 16 luglio nella XIV Commissione permanente (Politiche dell'UE) della Camera, ha comunicato che la Consob "è attenta e monitora con particolare attenzione i picchi" del titolo di Atlantia in borsa;

            è necessario che i 3.020 chilometri di autostrade in concessione ad ASpI, il 44 per cento di tutte le autostrade d'Italia, oltre la metà di quelle in concessione, siano affidati a soggetti con reali e comprovate capacità gestionali e affidabili nella loro corretta manutenzione e innovazione, per evitare, da un lato, che quella che è stata fino al 2017 una delle più redditizie società italiane diventi un peso per il Paese, tenendo presente che ha registrato una perdita d'esercizio di 618 milioni di euro nel 2018 e di 291 nel 2019, mentre il 2020 si annuncia ulteriormente problematico per il grande calo di traffico dovuto alla pandemia da COVID-19, e, dall'altro, superare il modello operativo basato sulla massimizzazione dei profitti a scapito della manutenzione e della sicurezza;

            più che cercare operazioni dirigiste, l'azione del Governo si dovrebbe concentrare su una soluzione concorrenziale attraverso una gara pubblica che trovi sul mercato i soggetti idonei a gestire un'importante rete autostradale come la quella italiana;

            la concessione ad ASpI venne data a suo tempo senza una procedura competitiva attraverso un'operazione finanziaria che nulla ha a che fare con la concorrenza ed il libero mercato;

            riesumare logiche stataliste, con la conseguenza di favorire un'importante ingerenza della politica nella gestione aziendale, rischia di comportare ulteriormente una situazione sicuramente grave come quella attuale;

            le ingenti risorse dello Stato (quindi dei contribuenti) destinate alla risoluzione della questione aziendale potrebbero essere indirizzate a sostegno delle piccole, medie e grandi imprese che hanno bisogno di liquidità e di fare investimenti per stare al passo con la concorrenza internazionale,

            si chiede di sapere:

            se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno procedere verso una gara pubblica che possa trovare sul mercato i soggetti idonei a gestire alcune tra le tratte più importanti della rete autostradale italiana;

            se non ritenga opportuno che le risorse ipotizzate per l'ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale di maggioranza di ASpI siano indirizzate prioritariamente per incentivare investimenti di carattere infrastrutturale.

Interrogazione sul nuovo assetto societario di Autostrade per l'Italia SpA

(3-01815) (22 luglio 2020)

Campari, Pergreffi, Corti, Rufa, Romeo. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti -

                    Premesso che:

            la società Autostrade per l'Italia SpA gestisce 2.857 chilometri di rete autostradale in Italia sulla base della convenzione unica sottoscritta in data 12 ottobre 2007 con l'allora ente concedente ANAS SpA (ruolo oggi attribuito al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti);

            nella rete autostradale gestita da Autostrade per l'Italia rientra il tratto autostradale della A10 Genova-Savona su cui insiste il viadotto Polcevera (anche noto come "ponte Morandi"), crollato il 14 agosto 2018, con la morte di 43 persone;

            il Ministero, nella sua qualità di autorità amministrativa concedente, ha avviato un procedimento volto ad accertare eventuali inadempimenti del concessionario Autostrade per l'Italia agli obblighi scaturenti dal rapporto concessorio in essere; contestualmente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ha avviato le indagini volte ad individuare eventuali profili di responsabilità penale connessi al crollo del ponte ed ai decessi cagionati;

            a distanza di due anni dal crollo del ponte Morandi, il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta n. 56, tenutasi nella notte tra il 14 e il 15 luglio 2020, ha deliberato di definire la controversia con Autostrade per l'Italia accettando le proposte transattive presentate da quest'ultima; tali proposte prevedono in sintesi: a) un nuovo assetto societario della stessa ASpI, con l'immediato passaggio del controllo su di essa ad un soggetto a partecipazione statale individuato in Cassa depositi e prestiti, nonché l'uscita di Autostrade per l'Italia dal perimetro dell'attuale controllante (Atlantia) e la sua contestuale quotazione in borsa; b) la realizzazione di investimenti compensativi da parte di Autostrade per l'Italia per 3,4 miliardi di euro, la riscrittura della convenzione unica, il rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario, l'adeguamento alla disciplina tariffaria introdotta dall'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e l'inasprimento delle sanzioni per violazioni da parte del concessionario;

                    considerato che:

            non si conoscono i dettagli economico-finanziari dell'operazione che il Governo è intenzionato a realizzare per la modifica dell'assetto societario della società;

            la soluzione prospettata desta talune perplessità in ordine alla compatibilità tra l'asserita riduzione dei pedaggi e la redditività dell'operazione per Cassa depositi e prestiti e l'imprescindibile necessità di garantire la manutenzione della rete in concessione e di realizzare gli investimenti previsti a titolo di compensazione,

            si chiede di conoscere quali siano i dettagli della proposta transattiva risolutiva della controversia con Autostrade per l'Italia SpA, con particolare riguardo per: le quote di capitale che saranno acquistate da Cassa depositi e prestiti (CDP) e da altri eventuali investitori; l'identità degli altri eventuali investitori; chi tra CDP e gli altri eventuali investitori, ivi compresi quelli già detentori di quote di Autostrade per l'Italia, avrà poteri decisionali inerenti alla gestione dell'impresa o chi sarà mero socio di capitale; la stima del valore di Autostrade per l'Italia e la stima del prezzo per azione che CDP e gli altri investitori pagheranno per acquisire le quote di capitale, anche rispetto all'individuazione di parametri da utilizzare per la determinazione del prezzo massimo di acquisto; le garanzie prestate in ordine all'effettiva realizzazione della manutenzione e degli investimenti previsti e all'effettiva riduzione dei pedaggi, in ispecie in termini di compatibilità con la redditività dell'operazione per Cassa depositi e prestiti; se gli investimenti compensativi per 3,4 miliardi di euro previsti dalla proposta transattiva saranno realizzati prima o dopo l'ingresso di CDP nel capitale di Autostrade per l'Italia; i dettagli del futuro piano industriale della "nuova" Autostrade per l'Italia SpA, anche rispetto ad un una futura revisione del sistema delle concessioni autostradali.

Interrogazione sulla diffusione e l'efficacia dell'applicazione "Immuni"

(3-01812) (22 luglio 2020)

Collina, Marcucci, Boldrini, Bini, Ferrari. - Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione -

                    Premesso che:

            dopo la fase di sperimentazione in alcune regioni, l'app "Immuni" è attiva da ormai più di un mese su tutto il territorio nazionale;

            l'applicazione di contact tracing, già scaricabile dal 1° giugno 2020, ha il compito di tracciare gli eventuali contatti degli utenti con persone positive al nuovo coronavirus;

                    considerato che:

            Immuni permette agli utenti di telefoni cellulari che hanno attivato l'applicazione di ricevere notifica di eventuali esposizioni al coronavirus. Nell'intero sistema dell'app non sono presenti né sono registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all'identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici;

            l'impiego dell'applicazione, volontario e operante nel pieno rispetto della privacy di coloro che la scaricano, ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività e di evoluzione della epidemia in Italia;

            gli utenti di cellulari che decidono di scaricare l'applicazione contribuiscono a tutelare sé stessi e le persone che incontrano: se sono entrati in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone, vengono avvisati con una notifica dell'app. Ciò dovrebbe consentire loro di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale per ricevere le indicazioni sui passi da compiere;

            rilevato che:

            come risulta da dati diffusi qualche giorno fa sugli organi di stampa, coloro che dichiarano di aver già scaricato l'applicazione sono finora circa 4 milioni di persone;

            la campagna di comunicazione è in corso, ma il numero di italiani che hanno scaricato l'applicazione sembra ancora lontano dalle soglie ipotizzate per un efficace funzionamento dell'intero sistema di tracciamento,

            si chiede di sapere:

            quale sia il numero ad oggi di coloro che hanno scaricato l'app Immuni e quale sia il numero di soggetti contagiati scoperti finora grazie all'utilizzo dell'applicazione;

            quali siano le soglie che il Governo si propone di raggiungere nei prossimi mesi per rendere l'applicazione pienamente efficace nella lotta alla diffusione nel territorio nazionale dell'epidemia da COVID-19;

            quali siano le valutazioni del Governo sull'attuale efficacia dell'applicazione e quali altre strategie di tracciamento ritenga necessario potenziare, soprattutto in vista della ripresa nel prossimo autunno delle attività scolastiche, come di molte altre attività .

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Barachini, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Crimi, Crucioli, De Poli, Di Piazza, La Mura, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Nocerino, Rampi, Sbrollini, Segre, Sileri e Turco.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Bagnai, Ferrero e Presutto, per attività della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti.

Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione, sequestro di corrispondenza. Annullamento del decreto di sequestro

La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, in relazione alla domanda di autorizzazione a eseguire un sequestro di corrispondenza inoltrata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano nei confronti del senatore Armando Siri - con riferimento al suo collaboratore Marco Luca Perini - nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti (Doc. IV, n. 4), ha preso atto, nella seduta del 23 luglio 2020, che il senatore Siri ha trasmesso alla Giunta l'ordinanza del Tribunale Ordinario di Milano - Sezione XII penale, in funzione di giudice del riesame, che ha annullato il decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Milano.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Onn. Delrio Graziano, Lepri Stefano, Martina Maurizio, Carnevali Elena, Rotta Alessia, Gribaudo Chiara, Borghi Enrico, De Maria Andrea, Fiano Emanuele, Morani Alessia, Pezzopane Stefania, Viscomi Antonio, Bruno Bossio Vincenza, Cantone Carla, Annibali Lucia, Bazoli Alfredo, Berlinghieri Marina, Bonomo Francesca, Braga Chiara, Cantini Laura, Care' Nicola, Ciampi Lucia, Critelli Francesco, Dal Moro Gian Pietro, D'Alessandro Camillo, De Luca Piero, De Menech Roger, Del Barba Mauro, Del Basso De Caro Umberto, Di Giorgi Rosa Maria, Di Maio Marco, Ermini David, Fassino Piero, Fragomeli Gian Mario, Franceschini Dario, Fregolent Silvia, Gadda Maria Chiara, Gariglio Davide, Giachetti Roberto, Incerti Antonella, La Marca Francesca, Lotti Luca, Madia Maria Anna, Manca Gavino, Mancini Claudio, Marattin Luigi, Melilli Fabio, Miceli Carmelo, Mor Mattia, Moretto Sara, Morgoni Mario, Mura Romina, Navarra Pietro, Nobili Luciano, Noja Lisa, Orfini Matteo, Paita Raffaella, Prestipino Patrizia, Quartapelle Procopio Lia, Rizzo Nervo Luca, Rossi Andrea, Schiro' Angela, Sensi Filippo, Serracchiani Debora, Siani Paolo, Topo Raffaele, Ungaro Massimo, Vazio Franco, Verini Walter, Zardini Diego, Rosato Ettore, Scalfarotto Ivan, Baroni Massimo Enrico, D'Arrando Celeste, Ianaro Angela, Lapia Mara, Lorefice Marialucia, Mammi' Stefania, Menga Rosa, Nappi Silvana, Nesci Dalila, Provenza Nicola, Sapia Francesco, Sarli Doriana, Sportiello Gilda, Troiano Francesca, Boschi Maria Elena, Lupi Maurizio, De Filippo Vito

Delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno universale unico e universale (1892)

(presentato in data 23/07/2020)

C.687 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.2155, C.2249):

Onn. Corda Emanuela, Ferrari Roberto Paolo, Rizzo Gianluca, Fantuz Marica, Aresta Giovanni Luca, Belotti Daniele, Chiazzese Giuseppe, Furgiuele Domenico, Dall'Osso Matteo, Marchetti Riccardo Augusto, Del Monaco Antonio, Paolini Luca Rodolfo, D'Uva Francesco, Pettazzi Lino, Ermellino Alessandra, Toccalini Luca, Frusone Luca, Zicchieri Francesco, Potenti Manfredi, Iorio Marianna, Iovino Luigi, Menga Rosa, Molinari Riccardo, Rossini Roberto, Russo Giovanni, Traversi Roberto

Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo (1893)

(presentato in data 23/07/2020)

C.875 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1060, C.1702, C.2330);

Onn. Mule' Giorgio, Gelmini Mariastella, Carfagna Maria Rosaria, Bagnasco Roberto, Baroni Anna Lisa, Battilocchio Alessandro, Bergamini Deborah, Cannatelli Pasquale, Carrara Maurizio, Casciello Luigi, Cassinelli Roberto, Dall'Osso Matteo, D'Attis Mauro, Fasano Enzo, Ferraioli Marzia, Fiorini Benedetta, Fitzgerald Nissoli Fucsia, Fontana Gregorio, Giachetti Roberto, Giacometto Carlo, Labriola Vincenza, Lucaselli Ylenja, Mandelli Andrea, Marin Marco, Mazzetti Erica, Napoli Osvaldo, Nitti Michele, Novelli Roberto, Palmieri Antonio, Perego Di Cremnago Matteo, Pettarin Guido Germano, Pittalis Pietro, Porchietto Claudia, Prestigiacomo Stefania, Ripani Elisabetta, Rossello Cristina, Rosso Roberto, Rotondi Gianfranco, Ruffino Daniela, Saccani Jotti Gloria, Sarro Carlo, Savino Elvira, Scoma Francesco, Tartaglione Annaelsa, Tripodi Maria, Versace Giuseppina, Vietina Simona, Zanella Federica, Zennaro Antonio, Sozzani Diego

Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia di Coronavirus (1894)

(presentato in data 23/07/2020)

C.2451 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.2479, C.2480, C.2484, C.2507).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo

Sen. Campagna Antonella ed altri

Disposizioni per la tutela della dignità dei lavoratori attraverso l'istituzione del marchio etico del lavoro di qualità (1835)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 23/07/2020).

In sede referente

Commissioni 6ª e 11ª riunite

Sen. Drago Tiziana Carmela Rosaria

Deleghe al Governo per interventi a sostegno del benessere della famiglia (1726)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 23/07/2020).

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 1ª Commissione permanente Aff. costituzionali in data 23/07/2020 il Senatore Grassi Ugo ha presentato la relazione unica 1144, 720 e 959-A/R sui disegni di legge:

- Sen. Barboni Antonio ed altri "Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione" (720)
(presentato in data 26/07/2018)

- Sen. Croatti Marco "Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione" (959)
(presentato in data 27/11/2018)

- Dep. Iezzi Igor Giancarlo ed altri "Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione" (1144)

(presentato in data 13/03/2019) C.1171 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1019)

Inchieste parlamentari, annunzio di presentazione di proposte

È stata presentata la seguente proposta d'inchiesta parlamentare d'iniziativa dei senatori Bernini, Malan, Galliani, Gallone, Giammanco, Lonardo, Mallegni, Mangialavori, Moles, Rizzotti, Ronzulli, Pichetto Fratin, Vitali, Aimi, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Berardi, Biasotti, Binetti, Caliendo, Caligiuri, Cangini, Causin, Cesaro, Craxi, Dal Mas, Damiani, De Poli, De Siano, Fantetti, Fazzone, Ferro, Floris, Gasparri, Ghedini, Giro, Masini, Messina Alfredo, Minuto, Modena, Pagano, Papatheu, Paroli, Perosino, Rossi, Saccone, Schifani, Sciascia, Serafini, Siclari, Stabile, Tiraboschi, Toffanin. - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'uso politico della giustizia" (Doc. XXII, n. 26).

Governo, trasmissione di atti

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 21 luglio 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, la richiesta di informazioni supplementari formulata dalla Commissione europea sulla notifica 2020/0340/I concernente il "Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto da carta e cartone ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152". La predetta documentazione è deferita alla 10a, alla 13a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 503-bis).

Governo, trasmissione di documenti e deferimento

Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 23 luglio 2020, ha trasmesso la Relazione ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243.

Il predetto documento è deferito alla 5a Commissione permanente (Doc. LVII-bis, n. 2).

Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento

La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, le seguenti sentenze, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 1a Commissione permanente:

sentenza n. 155 del 25 giugno 2020, depositata il successivo 21 luglio. La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 11-quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, che ha inserito i commi 1-quinquies ed 1-septies nell'articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica), limitatamente, nel comma 1-quinquies, al periodo "Il canone così determinato è destinato per almeno il 60 per cento alle province e alle città metropolitane il cui territorio è interessato dalle derivazioni", e, nel comma 1-septies, al periodo "; tale canone aggiuntivo è destinato per un importo non inferiore al 60 per cento alle province e alle città metropolitane il cui territorio è interessato dalle derivazioni" (Doc. VII, n. 85) - alla 5a, alla 6a, alla 8a, alla 10a e alla 13a Commissione permanente;

sentenza n. 156 del 25 giugno 2020, depositata il successivo 21 luglio. La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 131-bis del codice penale, inserito dall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 2015, n. 28, recante "Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2914, n. 67", nella parte in cui non consente l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva (Doc. VII, n. 86) - alla 2a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 21 luglio 2020, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:

di SO.G.I.N. - Società Gestione Impianti Nucleari S.p.A. per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 310);

dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (INSR) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 311).

Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti. Deferimento

Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha trasmesso, in data 10 luglio 2020, i testi di due raccomandazioni e di tre risoluzioni, approvate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso della riunione della Commissione permanente, svoltasi in videoconferenza il 26 giugno 2020. Questi documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti nonché, per il parere, alla 3a alla 14a Commissione permanente, se non già assegnati alla stessa in sede primaria:

raccomandazione n. 2174 -Insegnamenti per il futuro derivanti da una risposta efficace e fondata sui diritti alla pandemia da COVID-19. Il predetto documento è deferito alla 1a, alla 3a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 190);

raccomandazione n. 2175 - Combattere la violenza sessuale sui minori: rafforzare l'azione e la cooperazione in Europa. Il predetto documento è deferito alla 1a, alla 2a, alla 3a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 191);

risoluzione n. 2329 - Insegnamenti per il futuro derivanti da una risposta efficace e fondata sui diritti alla pandemia da COVID-19. Il predetto documento è deferito alla 1a, alla 2a, alla 3a, alla 12a, alla 13a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 192);

risoluzione n. 2330 - Combattere la violenza sessuale sui minori: rafforzare l'azione e la cooperazione in Europa. Il predetto documento è deferito alla 1a, alla 2a, alla 3a, alla 7a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 193);

risoluzione n. 2331 - L'empowerment femminile: promuovere l'accesso alla contraccezione in Europa. Il predetto documento è deferito alla 1a, alla 2a, alla 3a, alla 5a, alla 7a, alla 11a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani (Doc. XII-bis, n. 194).

Petizioni, annunzio

Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia.

Il signor Rosario Di Stefano da Sant'Agata di Militello (Messina), a nome della Fondazione Abbate Onlus, chiede:

- la modifica dell'articolo 17 della legge 30 marzo 2001, n. 152, in materia di divieti e sanzioni relativi a istituti di patronato e di assistenza sociale (Petizione n. 645, assegnata alla 11a Commissione permanente);

- la modifica dell'articolo 4 della legge 21 novembre 1988, n. 508, recante l'istituzione, misura e periodicità di una indennità di comunicazione in favore dei sordi prelinguali (Petizione n. 646, assegnata alla 11a Commissione permanente);

la signora Gerarda Montebello da Siena, Responsabile del Coordinamento precari del S.E.I.O.S. Scuola, in vista della riapertura degli istituti scolastici ed in relazione all'emergenza sanitaria legata al virus COVID-19 chiede che venga avviato un processo di stabilizzazione degli insegnanti precari basato sui titoli posseduti ed un'esperienza di insegnamento pregressa di almeno 36 mesi (Petizione n. 647, assegnata alla 7a Commissione permanente);

il signor Carlo Dalmasso da Calolziocorte (Lecco), Presidente del Movimento politico culturale "Federazione Popolo Sovrano", chiede l'introduzione di misure finalizzate a consentire l'emissione di moneta di Stato, con corso legale nel territorio italiano (Petizione n. 648, assegnata alla 5a Commissione permanente).

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

I senatori Presutto, Vanin, Pacifico, Pirro, Pavanelli, Coltorti, Trentacoste, Lannutti, Abate, Accoto, La Mura e Angrisani hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01805 del senatore Ferrara ed altri.

Il senatore Pisani e la senatrice Accoto hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03884 del senatore Lannutti ed altri.

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 17 al 23 luglio 2020)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 72

CALANDRINI: sul rientro di cittadini italiani bloccati in Brasile a causa dell'epidemia da COVID-19 (4-03751) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

DE VECCHIS: sull'attività svolta dalla società Babcock Mcs che gestisce la flotta aerea antincendio (4-03464) (risp. CRIMI, vice ministro dell'interno)

GASPARRI, GALLONE: su un concorso pubblico a 87 posti per la qualifica di vicedirettore del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco (4-03452) (risp. CRIMI, vice ministro dell'interno)

IANNONE: sulla morte del connazionale Lucio Truono a Londra (4-03193) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale)

LANNUTTI ed altri: sui pericoli connessi all'utilizzo dell'applicazione di contact tracing "Immuni" (4-03234) (risp. PISANO, ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione)

RIVOLTA ed altri: sul protocollo "Time to care" per l'assistenza agli anziani (4-03353) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport)

ROJC: su alcuni video che ridicolizzerebbero l'operato delle forze dell'ordine durante i controlli anti COVID-19 (4-03107) (risp. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno)

Interrogazioni

BINETTI - Al Ministro della salute. - Premesso che:

i malati affetti da una delle tante malattie rare, tra quelle identificate finora, iniziano il loro complicato iter, prima diagnostico alla ricerca di una diagnosi esatta e successivamente terapeutico, alla ricerca di un trattamento adeguato, spesso reso impossibile dalla mancanza di un farmaco ad hoc, fin da bambini, a volte perfino prima ancora di nascere;

non sono molti i centri di eccellenza in grado di farsi carico del trattamento delle malattie rare, ma anche quando ci sono non sono in grado di farsi carico di tutti i tipi di patologie rare, per cui con il tempo si sono creati percorsi mirati che vedono i pazienti orientarsi in un senso o nell'altro a seconda di dove si trovino gli specialisti della propria patologia;

una parte dei costi legati al loro migrare dal proprio domicilio al luogo di cura è a carico del sistema sanitario regionale, almeno finché sono minorenni, anche se non si capisce, perché questa agevolazione dovrebbe cessare con il passaggio alla maggiore età;

è il caso di C. R., una ragazza pugliese, affetta da esostosi multipla, alla quale la Regione a novembre 2019 aveva dato la possibilità di ottenere i fondi necessari per affrontare i costi della sua malattia anche dopo i 18 anni. C. deve recarsi mensilmente a Milano, perché è lì che si trova il centro di eccellenza competente a trattare questo tipo di patologia, ma, in modo del tutto sorprendente, il Consiglio dei ministri ha recentemente impugnato la norma, considerandola "incostituzionale";

C. ha dovuto sostenere nella sua vita molti, moltissimi interventi di allungamento degli arti, anche perché la sua malattia è ancora più complessa: "Le cartilagini crescono a uncino, strozzando i nervi - spiega lei stessa - Può accadere di andare a dormire tranquilla e svegliarmi con dolori lancinanti". Di viaggi fuori Regione C. ne ha fatti centinaia. In Puglia esiste solo un centro diagnostico, a San Giovanni Rotondo, dove però è impossibile portare avanti le cure;

sembra che sia questa la condizione dei malati rari pugliesi che hanno superato i 18 anni di età e che per una legge regionale si trovano a dover pagare trasporto, vitto e alloggio, ad ogni viaggio fuori regione per motivi medici, senza aver accesso ai fondi; lei stessa lo scorso anno aveva lanciato una battaglia per cambiare l'articolo che bloccava i rimborsi al raggiungimento della maggior età, ma dopo un'apparente vittoria, con la modifica della norma, un ricorso dell'Avvocatura generale dello Stato di fronte alla Corte costituzionale, ha bloccato di nuovo tutto;

secondo lo Stato, infatti, il nuovo articolo è incostituzionale "perché ritenuto in contrasto con gli obblighi del piano di rientro sul bilancio che gravano sulla Regione Puglia", spiega C.;

C. non è l'unico malato raro ad aspettare. Sono oltre 23 le associazioni sparse sul territorio regionale che si occupano del tema,

si chiede di sapere per quale ragione non si possa estendere quanto previsto dalla legge per i minori anche agli ultra diciottenni che versano in condizioni analoghe e necessitano di frequenti spostamenti, spesso imprevisti, verso centri altamente specializzati, considerato che si tratterebbe di una vera e propria forma di semplificazione burocratica, oltre che di giustizia.

(3-01820)

PETRENGA, RAUTI - Al Ministro della difesa. -

(3-01821)

(Già 4-03392)

CORRADO, TRENTACOSTE, FERRARA, MORRA, CASTELLONE, LANNUTTI, ANGRISANI, GRANATO, ANASTASI, PIRRO - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che:

risulta all'interrogante che il museo regionale di Aidone (Enna) tornerà presto ad esporre i 16 manufatti d'argento con dorature attribuiti al III secolo a.C., provenienti da Morgantina, noti come "Tesoro di Eupolemo": forse un set di oggetti rituali per culti tesmoforici, alcuni dei quali recano inciso, verosimilmente, il nome dell'ultimo proprietario;

si tratta di pezzi pressoché unici, forse di fattura siracusana, che, lasciate le vetrine del museo aidonese a gennaio 2015, sono rientrati in Italia dagli Stati Uniti nel maggio 2019, esposti nell'immediato a Roma e poi trasferiti a Palermo per essere sottoposti ad un intervento di restauro propedeutico alla riconsegna ad Aidone, dove sono arrivati a metà giugno 2020;

considerato che:

la scoperta delle suddette argenterie durante uno scavo illegale condotto nell'abitato ellenistico di Morgantina nel 1980 è stata dimostrata a distanza di tempo, quando il Metropolitan Museum of Art di New York (MET) le aveva già acquistate, in Svizzera, negli anni 1981, 1982 e 1984, dal mercante Robert Hecht, nonché esposte e pubblicate (1984), asserendo trattarsi di un recupero ottocentesco avvenuto in Italia meridionale e finito, nella seconda metà del XX secolo, nelle mani di mercanti libanesi;

la reale dinamica dei fatti è stata ricostruita grazie alle complesse attività d'indagine e giudiziaria descritte nella monografia "Caccia ai tesori di Morgantina", pubblicata nel 2013 dal magistrato Silvio Raffiotta, attività partite dall'allarme lanciato dal professor P.G. Guzzo nel 1986, confortate nel 1988 dalla confessione del tombarolo Giuseppe Mascara e dal riscontro archeologico della stessa (1997), nonché dalla lettura delle iscrizioni (1999) con il nome di Eupolemo, già noto nell'epigrafia di Morgantina;

a valle di quanto detto, ma soprattutto sull'onda del processo celebrato a Roma nel 2005 contro Hecth e la direttrice del Getty Museum, Marion True, vertici di un'organizzazione internazionale di trafficanti di antichità scavate illecitamente in Italia, la nostra diplomazia culturale ha potuto negoziare con l'allora direttore del MET, P. De Montebello, la restituzione dei sedici argenti unitamente ad altri tre reperti eccezionali, trafugati dallo stesso territorio negli anni '70 e '80;

considerato inoltre che:

la Convenzione tra il Ministero per i beni e le attività culturali e il Metropolitan Museum di New York del febbraio 2006 ha previsto per due sculture acrolitiche femminili tardo-arcaiche in marmo (in totale due teste, tre mani e tre piedi) e per la celebre "Venere di Malibù"/"Afrodite Getty" o, più correttamente, "Venere di Morgantina", statua eseguita invece a tutto tondo, in età tardo-classica, combinando marmo e calcare, un ritorno in patria leggermente ritardato (2009 e 2011 rispettivamente), in modo che il museo statunitense potesse goderne ancora per qualche anno prima di lasciarle andare definitivamente;

per le argenterie, rientrate una prima volta in Italia a dicembre 2009, esposte a Roma e poi in Sicilia l'anno seguente (prima a Palermo, poi ad Aidone), a fronte del trasferimento della proprietà degli oggetti alla Repubblica Italiana (Convenzione, punto 5.1), è stato convenuto che fino al 2050 si alternino, "su base concordata, continuativa, e rotativa", il prestito quadriennale al MET del "Tesoro di Eupolemo" e quello di reperti di qualità artistica paragonabile (Convenzione, punto 5.3);

considerato, altresì, che:

l'insofferenza dei siciliani per l'assurdità di quanto statuito nel 2006 monta ad ogni scadenza di quadriennio, unita alla consapevolezza che detta clausola è specialmente penalizzante per oggetti così peculiari e obiettivamente fragili, sottoposti senza valido motivo al continuo stress di essere imballati, trasportati da una parte all'altro del pianeta, estratti dagli imballaggi e allestiti, dinamica che rende necessario sottoporli a frequenti interventi di restauro;

il "via vai" è proseguito anche dopo che, nel 2013, l'archeologa e assessore regionale Maria Rita Sgarlata aveva iscritto il "Tesoro di Eupolemo" nella lista di beni identitari e perciò inamovibili dell'isola; non ha avuto miglior sorte la petizione promossa dall'Archeoclub "Aidone-Morgantina" nel 2015 per scongiurare l'ultima ripartenza degli argenti in ordine di tempo;

quanto alle aspettative suscitate dalla circostanza che nel 2018 la Sgarlata sia diventata consigliere del ministro Bonisoli e l'archeologo Sebastiano Tusa abbia preso il suo posto in regione, sono state purtroppo frustrate dalla prematura scomparsa di entrambi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo convenga sulla necessità di annullare o almeno limitare la frequenza delle trasferte dei 16 pezzi del "Tesoro di Eupolemo", sia perché nocive alla conservazione di tali delicati capolavori della toreutica ellenistica, sia perché la crescente percezione del loro valore identitario da parte dei siciliani mal si concilia con la periodica sottrazione del bene ai suoi legittimi "eredi", motivo di umiliazione e causa di risentimento diffuso;

se non creda sia giunto il momento di rinegoziare con il MET l'accordo di cooperazione del 2006, possibilità che il documento stesso prevede (Convenzione, punto 4.3), purché il programma di prestiti sia rivisto mediante apposito accordo scritto.

(3-01822)

FERRO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

ci sono circa 600 italiani bloccati in Venezuela, che non riescono a tornare in Europa;

l'Ambasciata italiana a Caracas, con un organico ridotto, sta facendo grande fatica a gestire tutte le richieste;

a parte un volo decollato ormai due mesi fa, finora l'unica soluzione adottata è quella di "inserire" qualche italiano nei voli organizzati da altre ambasciate, Spagna e Portogallo su tutte;

la situazione in Venezuela non è facile, ed è aggravata dalla scarsità di benzina e di derrate alimentari. Secondo l'ufficio dell'Alto Commissario sarebbero oltre 2,3 milioni le persone in condizione di forte insicurezza alimentare;

il Venezuela è da tempo teatro di violenze politiche e di criminalità. Secondo alcune cifre fornite dalle ONG, dall'inizio di quest'anno 1.500 persone sono state uccise da ladri o da bande criminali,

si chiede di sapere quali iniziative urgenti e tempestive intenda adottare il Ministro in indirizzo per far rientrare quanto prima gli Italiani bloccati in Venezuela.

(3-01823)

CORRADO, MORRA, CASTELLONE, LANNUTTI, TRENTACOSTE, ANGRISANI, GRANATO, ANASTASI, PIRRO - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che:

risulta all'interrogante che nella sala 118 del Cleveland Museum of Art (CMA), in Ohio (USA), dedicata al Rinascimento italiano, sia esposto un bassorilievo in terracotta policroma invetriata e smaltata, di dimensioni considerevoli (cm 174x96x27), attribuito all'artista fiorentino Benedetto Buglioni (1461-1521);

il bassorilievo raffigura la "Madonna col Bambino", seduta in trono fra i santi monaci Francesco d'Assisi e Giovanni Gualberto, e in alto tre cherubini; l'opera è assegnata all'ultimo ventennio di vita dell'autore, allievo della bottega dei Della Robbia, ma resosi presto autonomo, anzi concorrente, e assai attivo anche fuori da Firenze (Toscana, Umbria, Lazio);

il portale del CMA precisa trattarsi di un dono ricevuto nel 1921 da Jeptha Homer Wade II (1857-1926), nipote dell'omonimo celebre imprenditore, che all'epoca era presidente dall'Istituto, fondato nel 1916;

nel tracciare la storia pregressa del manufatto che suppone opera del Buglioni, il sito web risale fino a tale Raoul Heilbronner, che lo detenne in Francia dal 1911 al 1914, anno in cui, scoppiata la guerra, gli fu confiscato in ragione della sua nazionalità; venduto all'asta tenutasi il 22-23 giugno 1921 alla Galleria George Petit di Parigi, attraverso Jacques Seligman passò alla P.W. French & Co e da quella al citato J.H. Wade II, che lo cedette al CMA;

considerato che:

il museo statunitense omette di riferire che nel 1904 il bassorilievo in questione era stato trafugato dalla frazione Ponte agli Stolli di Figline Valdarno (Firenze) (l'antica "Pons Strullorum", luogo d'esilio di Ubaldino degli Strulli, al quale anche Dante, nella "Commedia", rimproverò di essersi sottratto alla battaglia di Montaperti del 1260);

i presunti autori del furto, denunciati ai Carabinieri di Pontassieve (Firenze), furono processati nel 1906 senza che si facesse luce, in sede giudiziale, sulla sorte del bene trafugato; più tardi, si venne a sapere che il manufatto era stato spedito in Francia;

autorevoli biografie tuttora non assegnano a Benedetto Buglioni quest'opera d'arte, benché sia stata pubblicata come sua dal CMA nel 1982 e l'attribuzione sia oggi rafforzata da documenti del 1749 che la menzionano esposta in un'edicola proprio a Ponte agli Stolli, dunque non lontano da siti legati alla Congregazione Vallombrosana fondata dal citato san Giovanni Gualberto (995-1073);

quanto alla committenza del bassorilievo, gli stemmi alle due estremità del podio sono stati attribuiti ai Borgherini, ma, se le figure coincidono, i colori sono certamente quelli dell'arma di famiglia dei Bellacci o "del Bellaccio", attestata a Firenze, Santa Croce e Carro, così blasonata: "di verde (o d'azzurro), alla banda d'argento caricata di tre rose di rosso". Restano da indagare i rapporti dei Bellacci con la devozione vallombrosana e con il suo territorio di riferimento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda riferire se, a fronte della segnalazione tempestiva al suo Dicastero di quanto accertato dal Comando Tutela Patrimonio Culturale una ventina d'anni fa, la diplomazia culturale italiana si sia adoperata per ottenere dal CMA la riconsegna del bassorilievo e con quale esito;

quale sia lo stato di avanzamento dei procedimenti tesi a favorire il ritorno in Italia del pregevole manufatto artistico e se non ritenga di volersi adoperare anche attraverso il "Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali" affinché sia dato nuovo impulso all'attività diplomatica, al fine di raggiungere al più presto il risultato atteso.

(3-01824)

CORRADO, MORRA, LANNUTTI, TRENTACOSTE, FERRARA, ANGRISANI, GRANATO, ANASTASI, NATURALE, PIRRO - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che:

risulta alle interroganti che un breve testo pubblicato dalla giornalista Claudia Procentese sulla sua pagina "Facebook" il 9 luglio 2020, corredato da immagini eloquenti, ha reso edotti gli utenti del web dell'avvenuta demolizione, il giorno stesso, di parte delle fabbriche del villaggio agricolo che la cartografia settecentesca chiama Zaccaria o Zaccarino, in agro di Giugliano in Campania (Napoli);

abbandonati da circa ottant'anni, gli edifici del complesso edilizio che associava le funzioni residenziale e produttiva in un insieme razionale e armonioso, costituito com'era dal palazzotto del barone G.B. Orineti, che acquistò il feudo nel 1711, e, disposti in sequenza nelle sue ali, il mulino e altri opifici, i magazzini, le case a corte per un centinaio di coloni, versavano in stato di più o meno avanzata ruderizzazione ed erano assediati dalla vegetazione infestante;

il post della Procentese ha avuto moltissime visualizzazioni ed è stato condiviso da centinaia di persone; anche i mass media hanno subito cominciato a rilanciare la notizia e l'indignazione montante in tutta Italia per l'accaduto, con il prevedibile rimpallo di responsabilità tra gli ex amministratori (la Giunta Poziello si è dimessa a gennaio 2020), e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per l'Area metropolitana di Napoli;

ulteriori fotografie dell'immobile demolito, cioè della masseria sita nella particella 499 del F. 74 del Catasto fabbricati di Giugliano e adiacente alla strada vicinale Grotta dell'Olmo, sono state pubblicate da cittadini della zona, attingendo in particolare alla documentazione prodotta lo scorso anno dall'arch. Fely Di Girolamo per la sua tesi magistrale;

lo sconcerto generale è stato alimentato soprattutto dagli scatti relativi alla Chiesa di San Francesco d'Assisi, situata in realtà sul lato opposto della strada, d'impianto forse cinquecentesco, ma conservata in forme tardo-barocche, ricca di stucchi e con volta affrescata, nel '700, da un pittore della scuola di Francesco De Mura, che inizialmente si supponeva demolita anch'essa unitamente al vicino pozzo;

hanno prodotto ovunque grandissima impressione, contestualmente, sia i rendering del nuovo "Borgo Zaccaria" pensato dallo studio Open Project Srl dell'ingegner Ottavio Pennacchio al posto della fabbriche demolite, definite sbrigativamente "volumi fatiscenti", con previsione di costruire un residence di 48 alloggi e piscina condominiale, grazie al "Piano Casa" (legge regionale n. 19 del 2009), replicando la sagoma della masseria abbattuta, sia le immagini delle operazioni di demolizione, svolte apparentemente senza rispettare le norme di sicurezza del cantiere, degli operatori e della strada attigua;

considerato che:

dal cartello di cantiere si evince che il permesso di costruire, teso a realizzare un edificio residenziale "previa demolizione di un edificio preesistente", permesso richiesto dall'ingegner Pennacchio il 3 ottobre 2018, dopo una SCIA per ristrutturazione presentata il 6 settembre, e rilasciato al signor Giuseppe Aprovitola, in qualità di legale rappresentante della società cooperativa Risorgimento 2001, porta la data 18 luglio 2019. L'inizio lavori è fissato al 4 maggio 2020;

la proprietà dell'area spetta alla citata Risorgimento 2001, con sede ad Aversa (a gennaio 2019 le subparticelle appartenevano ancora all'Immobiliare Peca Srl di Giugliano, legale rappresentante l'ingegner Pennacchio, e alla Costruzioni Casabella Srl di Vella) e la ditta esecutrice è la Golden House Cooperativa di produzione e lavoro, con sede a Giugliano;

tutti i soggetti che fanno parte delle due aziende (proprietaria e costruttrice) rivestono cariche anche in numerose altre società cooperative del territorio giuglianese, il che potrebbe far supporre che il quadro degli interessi legati al "Borgo Zaccaria" sia più ampio e complesso di quanto già appaia dai pochi dati riferiti;

oltre ad essere stato inserito, per il suo carattere esemplare, nel Documento di orientamento strategico del Comune riferito al "Programma Integrato Più Europa", secondo alcuni il villaggio Zaccaria sarebbe stato incluso in una carta del rischio archeologico, ragione per cui i profondi scassi che saranno necessari alla realizzazione del piano seminterrato del nuovo immobile, adibito a garage, suscitano preoccupazioni per la tutela delle eventuali preesistenze intercettabili in fase di scavo,

si chiede di sapere:

se, al netto delle responsabilità degli uffici comunali e della Giunta pro tempore, il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della dichiarazione della competente funzionaria della Soprintendenza e responsabile per Giugliano: "Non ne eravamo a conoscenza. La masseria non aveva vincolo archeologico ed era fuori dal vincolo paesaggistico per questo non sapevamo dell'intervento";

se non ritenga semplicistica la suddetta giustificazione, e censurabile il mancato esercizio, da parte della SABAP, dell'ordinaria diligenza cui è tenuta: nelle more e soprattutto nei 18 mesi successivi al rilascio della certificazione inerente alla situazione vincolistica della masseria, datata 11 gennaio 2019, ma richiesta dal notaio Pietro Di Nardo il 18 novembre 2018, infatti, l'Ufficio ministeriale non ha contattato il Comune per accertare se stesse valutando o avesse rilasciato un permesso di ristrutturazione o di costruzione, pur sapendo che, in assenza di tutela diretta, molti proprietari si credono in diritto di abbattere il costruito storico;

se abbia contezza dell'esistenza o meno della citata carta del rischio e se agli archivi della Soprintendenza ABAP risultino dati documentali ovvero recuperi o consegne di reperti capaci di dare corpo all'ipotesi che il casale demolito fosse d'impianto anteriore all'età moderna (medioevale su resti romani, secondo alcune ipotesi);

se sia in grado di confermare la richiesta di collaborazione avanzata ex post al Comune dal soprintendente ABAP, dottoressa Teresa Cinquantaquattro, allo scopo di censire gli immobili storici del territorio giuglianese, oltre che l'intenzione di avviare la procedura di verifica dell'interesse culturale (VIC) sulla Chiesa di S. Francesco d'Assisi;

se non ritenga, altresì, insufficiente il mero censimento di quel patrimonio architettonico, tranne che non preluda ad un accordo di collaborazione SABAP-Comune, che imponga a chiunque progetti edificazioni fuori dall'area urbana di ottenere l'avallo preventivo dell'ufficio ministeriale, chiamato ad intervenire, sia consultando i dati d'archivio, sia inviando in loco personale tecnico al fine di valutare l'opportunità di avviare il procedimento di VIC;

se l'incapacità della Soprintendenza ABAP di prevenire "l'increscioso evento" di Giugliano, così definito nella nota inviata dalla soprintendente al commissario prefettizio, dottor Umberto Cimmino, il 17 luglio 2020, non renda palesi tutti i rischi insiti nell'idea del patrimonio come bene di consumo, che l'interrogante ritiene propugnata dallo stesso vertice ministeriale, insieme all'accantonamento della tutela come priorità e alla rinuncia al suo esercizio capillare, scelte di cui fanno ormai le spese persino i beni sottoposti a tutela diretta.

(3-01825)

CORRADO, ROMANO, DONNO, MORRA, LANNUTTI, TRENTACOSTE, FERRARA, ANGRISANI, GRANATO - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che:

risulta all'interrogante che la sfilata cruise collection 2021 della casa di moda Dior organizzata a Lecce, in Piazza Duomo, la sera del 22 luglio 2020 (a porte chiuse, data la situazione sanitaria, ma con trasmissione video in diretta streaming in tutto il mondo), abbia suscitato non poco clamore in città e generato polemiche che, anche grazie ai canali social, hanno travalicato i confini del Salento;

la scelta del luogo per lo svolgimento dell'evento ha indotto molti a dubitare dell'opportunità di un simile "prestito", non solo per l'uso profano di uno spazio connotato in senso eminentemente religioso e la deroga ai divieti vigenti nella zona a traffico limitato ma, soprattutto, il fatto che ai celebri edifici della piazza sia stata anteposta, a partire dalla quota del piano di calpestio, una fitta ragnatela di luminarie analoghe a quelle messe in opera durante le feste patronali, e commissionate appositamente ai fratelli Parisi di Taurisano (Lecce), nascondendo così alla vista, invece di esaltarle, le splendide architetture barocche retrostanti (compreso il portale della Cattedrale), benché la scenografia luminosa si ispiri proprio alle loro movenze decorative;

pare che lo scopo sia evidenziare, intercalati alle trame di luce, certi messaggi al femminile che poco o nulla sembrano avere a che fare, però, con l'obiettivo del progetto, cioè, secondo quanto asserisce il direttore artistico della maison francese, Maria Grazia Chiuri, quello di valorizzare i luoghi e la storia delle tradizioni artigianali/artistiche italiane, comprese quelle salentine a cui quest'ultima è legata per origini familiari;

considerato che:

mentre l'ex sindaco Poli Bortone deplorava l'oscuramento delle bellezze artistiche di Piazza Duomo arrivando a definirlo uno scempio, e ricordando che in nome del decoro le celebri luminarie pugliesi di norma non vi sono ammesse, il sindaco in carica, Carlo Salvemini, ha accolto con entusiasmo l'iniziativa di Dior, annunciata a gennaio 2020 per il 9 maggio, ma rinviata causa COVID-19, convinto che essa dia a Lecce un'inattesa opportunità di promozione internazionale a costo zero;

nella conferenza stampa del 9 luglio, il sindaco, pur ammettendo di non avere avuto parte alcuna nel progetto, ha rivendicato di essersi adoperato per facilitarne la realizzazione, mentre l'arcivescovo, Mons. Michele Seccia, ha definito lo show "un segno di speranza per questa terra", dichiarando che la chiesa locale ha inteso mettere a disposizione la piazza più bella di Lecce "per dare un piccolo contributo alla promozione turistica" ("lagazzettadelmezzogiorno", 9 luglio 2020);

dal canto suo, la Questura di Lecce è stata chiamata a garantire la blindatura della piazza e a presidiare la circostante "zona rossa" di massima sicurezza sia in occasione delle prove generali, il 20-21 luglio, sia della sfilata, il 22,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto;

se la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Lecce, intervenuta in altre circostanze per scongiurare lo svolgimento, davanti ai monumenti che è chiamata a tutelare, di attività incompatibili con la natura e il decoro di quelli, sia stata informata preventivamente di quanto organizzato dalla casa di moda Dior con l'avallo del Comune e, nel caso, se abbia espresso anch'essa un parere positivo al riguardo e con quali motivazioni;

se, facendo tesoro dell'esperienza discutibile di Lecce, non ritenga di attuare una moral suasion nei confronti dei vertici amministrativi del Dicastero, perché ammoniscano gli uffici territoriali a guardarsi dal cedere al fascino delle sirene televisive ogni volta che lo strumento della promozione, ancorché gratuita, leda il decoro del monumento interessato, agendo nel superiore interesse del valore prioritariamente educativo del patrimonio culturale per la comunità nazionale.

(3-01826)

RAUTI - Al Ministro della difesa. -

(3-01827)

(Già 4-02777)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

DAL MAS - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

nel corso dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, è stata introdotta una norma (articolo 17-bis) che dispone la sospensione di tutte le procedure esecutive di rilascio fino al 31 dicembre 2020;

la sospensione era già in vigore dal 17 marzo per effetto del decreto "cura Italia" (17 marzo 2020, n. 18), che l'aveva prevista dapprima fino al 30 giugno 2020 e poi, in sede di conversione, fino al 1° settembre;

sono interessati tutti gli affitti, abitativi e non abitativi, e tutte le procedure, sia per morosità sia per finita locazione;

si tratta di una misura di cui non è stata valutata appieno la portata, che rischia di compromettere il diritto di proprietà e il funzionamento dell'intero sistema delle locazioni;

la sospensione delle procedure esecutive di rilascio, così come normata, va a incidere su situazioni già definite prima dell'emergenza coronavirus, che quindi niente hanno a che fare con la conseguente crisi economica;

una sospensione del diritto nel campo delle locazioni, vietando per quasi un anno l'esecuzione di sentenze emesse dai giudici a tutela di centinaia di migliaia di cittadini che attendevano di rientrare in possesso del proprio immobile, essendo spirato il termine di durata del contratto ovvero per il mancato pagamento dei canoni,

si chiede di sapere quali urgenti provvedimenti i Ministri in indirizzo intendano assumere per ripristinare la tutela del diritto di proprietà e disporre forme di ristoro per i proprietari interessati dalla sospensione.

(3-01828)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

AUGUSSORI - Ai Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca. - Premesso che:

con il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante "Misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di stato", dopo mesi di incertezza, è stato finalmente stabilito che gli studenti privatisti avrebbero svolto la prova di ammissione agli esami di Stato il 10 luglio 2020;

nella medesima legge si è altresì stabilito che gli esami di Stato per gli studenti esterni si svolgeranno nel mese di settembre 2020;

per evitare che questa categoria di studenti venisse pregiudicata nel diritto di iscriversi ad una facoltà universitaria, sia dal fatto che per l'iscrizione si richiede il titolo di maturità, già conseguito, che dalla eventuale impossibilità di partecipare ai test d'ingresso che si svolgeranno anche questi nel mese di settembre, la legge n. 41 del 2020 ha previsto appunto la possibilità per questi studenti di iscriversi con riserva al corso universitario scelto;

il problema nasce dal fatto che le iscrizioni on line agli atenei possono effettuarsi unicamente con l'indicazione del conseguimento effettivo del titolo suddetto, in quanto i sistemi informatici non sono stati adeguati al nuovo dettato normativo;

interpellate dagli studenti, le Università hanno risposto che, non avendo ricevuto nessuna istruzione in merito dal Ministero, non hanno adeguato i loro sistemi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fornire, con la massima sollecitudine, agli atenei italiani precise indicazioni in merito a quanto esposto in premessa, affinché gli studenti privatisti possano affrontare con la necessaria serenità la propria preparazione all'esame di Stato, senza ulteriori preoccupazioni, certi della possibilità di accedere all'Università scelta.

(4-03886)

PEPE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

nonostante l'Italia abbia messo in atto disposizioni molto rigide per contenere il contagio da COVID-19, arrivando addirittura a limitare le libertà costituzionalmente garantite, dai dati pubblicati dal Ministero dell'interno relativi al numero delle persone sbarcate sul nostro Paese, si apprende che dal 1° gennaio al 23 luglio 2020 i migranti arrivati irregolarmente sulle nostre coste sono stati 11.191, a fronte dei 3.431 sbarcati nello stesso periodo del 2019. Gli arrivi di luglio 2020 sono allarmanti: i peggiori degli ultimi tre anni;

nelle ultime settimane, nonostante il perdurare dello stato di emergenza sanitaria, si sono intensificati in maniera consistente gli sbarchi sulle coste italiane (nella sola giornata del 22 luglio, sono arrivati 689 migranti) mostrando tutti i limiti di un'accoglienza incondizionata che, in questo momento ancora di più è pericolosa, perché impedisce un'accurata sorveglianza sanitaria delle persone sbarcate;

il 15 luglio scorso, 50 migranti sbarcati a Lampedusa e trasferiti in un primo momento ad Agrigento, sono stati trasferiti in due strutture della Basilicata tra Potenza e Matera e, dai tamponi effettuati, ben 37 persone, ad oggi, tutte originarie del Bangladesh, sono risultate positive al COVID-19, cui si è aggiunta, 1 cittadina nigeriana ospitata nella stessa struttura. Da notizie di stampa si apprende che, nel tragitto da Agrigento alla Basilicata, 3 bengalesi abbiano viaggiato insieme agli altri, benché fossero risultati positivi al COVID-19;

la Regione Basilicata, grazie anche ai sacrifici fatti da tutti i cittadini, era riuscita a contenere in maniera esemplare il contagio, tanto da distinguersi per l'assoluta assenza di cittadini positivi e ora le scelte del Governo, che l'interrogante considera irresponsabili, hanno fatto scattare l'allarme anche in questa regione;

i cittadini sono comprensibilmente preoccupati per il rischio contagio: impedire gli sbarchi durante l'emergenza sanitaria è una questione di sicurezza nazionale per evitare che ai problemi legati all'immigrazione si sommino quelli legati al contagio del virus COVID-19 e il Governo non può affrontare la questione in modo approssimativo;

per di più sono pervenute le prime preoccupazioni delle associazioni di categoria degli operatori turistici che, allarmati dalle ultime notizie, non vogliono far svanire il sogno di una Basilicata come meta sicura per i turisti, visto che la Regione tanto ha investito in queste settimane, anche tramite l'Agenzia di promozione turistica, sull'attrattività turistica del suo territorio, proprio alla luce del fatto che da tempo fosse COVID free,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi per i quali non siano stati fatti adeguati controlli sanitari ai migranti sbarcati in Sicilia e poi trasferiti in Basilicata per accertare la positività al COVID-19, prima che fossero trasferiti collettivamente in strutture di accoglienza, al fine di contenere il contagio fra migranti stessi, fra gli operatori addetti al trasporto e il personale impiegato nelle strutture ospitanti;

in merito al caso esposto in premessa, quali misure di sorveglianza siano state previste per accertarsi che i migranti positivi al tampone rispettino il divieto assoluto di allontanamento dalle strutture in cui sono attualmente ospitati;

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo abbia adottato e intenda adottare, per accertarsi che la libera circolazione della cittadina nigeriana risultata positiva al tampone, non abbia messo a rischio la salute dei cittadini con cui è entrata in contatto nei giorni precedenti al risultato del tampone, al fine di monitorare la situazione del contagio e, nel caso, contenerlo;

quali interventi siano previsti nell'immediato futuro per limitare gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane, al fine di tutelare la salute pubblica dei cittadini, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria che ha addirittura imposto, al fine di contenere il contagio, limitazioni alle libertà costituzionalmente garantite.

(4-03887)

OSTELLARI, BERGESIO, CASOLATI, PIANASSO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

nelle ultime settimane in Val di Susa, scenario di numerose manifestazioni e proteste da parte dei No TAV, la tensione è di nuovo salita, con violenti e continui scontri durante i quali attivisti di autonomia e centri sociali hanno aggredito le forze dell'ordine: l'apice è stato raggiunto qualche giorno fa, quando sull'autostrada A32 è avvenuto un episodio talmente grave da potersi definire un vero e proprio attentato;

un tratto della carreggiata della A32, in direzione di Bardonecchia, è stato disseminato di chiodi a tre punte che hanno forato le gomme degli automezzi, su cui viaggiavano agenti della Polizia, con il rischio di causare una strage attentando alla vita non solo degli agenti, ma anche di civili che potenzialmente sarebbero potuti passare di lì;

non può essere definito come atto di protesta un attentato all'incolumità pubblica e non può essere perseguita sempre e comunque una politica di non intervento da parte dei vertici governativi, altrimenti si rischia di sminuire, nei fatti, episodi illegittimi, violenti e pericolosi, che creano gravi difficoltà nell'adempimento dei propri compiti da parte delle Forze dell'ordine che, soprattutto nella zona della Val di Susa, sono spesso oggetto di aggressioni verbali e disturbo, perfino nelle strutture ricettive in cui risiedono;

è necessario che le istituzioni, e in primo luogo il Ministro dell'interno, condannino con fermezza le strumentalizzazioni politiche di movimenti di protesta, individuando i gruppi violenti riconducibili ai centri sociali, che spesso nascondono le loro azioni dietro movimenti contrari alla TAV, con il solo scopo di creare disordine e provocare scontri con la Polizia,

si chiede di sapere:

quali azioni decise e incisive intenda mettere in atto il Ministro in indirizzo affinché si metta fine agli episodi di violenza che si registrano troppo spesso contro le Forze dell'ordine impegnate per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza nella Val di Susa;

in riferimento all'attentato avvenuto sull'autostrada A32 di cui in premessa, se siano stati individuati i responsabili e se tali soggetti siano riconducibili a gruppi politici.

(4-03888)

MALLEGNI, MASINI, BERARDI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

l'8 aprile 2020, intorno alle 10.30, ha ceduto il viadotto sulla strada provinciale 70 che collega la frazione di Albiano Magra, Comune di Aulla, in provincia di Massa Carrara, con Santo Stefano Magra, in provincia di La Spezia spezzandosi in diversi tronconi e coinvolgendo due furgoni i cui conducenti hanno riportato ferite, fortunatamente di lieve entità;

come già ampiamente descritto nell'atto di sindacato ispettivo 3-01488, presentato dagli stessi interroganti, nel corso del 2019, sarebbero pervenute alle amministrazioni interessate dal tratto di strada provinciale su cui insisteva il viadotto, diverse rassicurazioni da parte dell'ANAS, soggetto gestore del citato viadotto, rispetto alla funzionalità statica non compromessa e ad un attento e costante monitoraggio dello stesso;

successivamente al crollo, la Procura di Massa Carrara ha aperto un'inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati 17 persone e posto il bene sotto sequestro;

a quanto si apprende dagli organi di stampa, la stessa Procura avrebbe dato il via libera alla rimozione dei due furgoni coinvolti nel crollo e ancora incastrati tra le lamiere, con la richiesta di anticipo delle spese di rimozione alla proprietà degli stessi, tuttavia questa apertura non avrebbe portato al dissequestro della struttura;

a quanto risulta agli interroganti, la nomina del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, a commissario straordinario per la ricostruzione è divenuta operativa solo lo scorso 17 luglio, dopo più di tre mesi dal crollo;

allo stato attuale, quindi, la situazione sarebbe esattamente identica a quella dello scorso 8 aprile, con i 3.500 abitanti di Albiano e tutte le aziende con i loro 600 operai completamente isolate,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue considerazioni in merito;

quali siano le iniziative che, nell'ambito delle proprie competenze, vorrà intraprendere per velocizzare e portare a compimento la ricostruzione del viadotto;

se, in linea più generale, non ritenga necessario intervenire nei confronti dell'ANAS per valutare le modalità di sopralluogo e di definizione del rischio, per evitare ulteriori crolli.

(4-03889)

TOFFANIN, FLORIS, GALLONE, PICHETTO FRATIN, GASPARRI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (cosiddetto decreto Rilancio) all'articolo 71, comma 1, ha introdotto la possibilità che l'INPS anticipi ai lavoratori destinatari di trattamenti di Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), Cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD) e assegno ordinario, a pagamento diretto, una somma pari al 40 per cento delle ore autorizzate per l'intero periodo, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda;

l'INPS, con la circolare del 27 giugno 2020, n. 78, ha fornito le istruzioni specificando la data del 3 luglio 2020 come termine entro il quale presentare le domande;

con la stessa circolare l'anticipo viene corrisposto direttamente dall'Istituto ai lavoratori che l'azienda, in fase di presentazione della domanda di CIGO, CIGD o assegno ordinario, indica come potenziali beneficiari del trattamento di integrazione salariale a pagamento diretto nel periodo richiesto. Il datore di lavoro che richiede il trattamento di integrazione salariale con anticipo del pagamento diretto deve trasmettere la domanda entro 15 giorni dall'inizio del periodo di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. L'INPS procede a disporre il pagamento dell'anticipazione entro 15 giorni dal ricevimento delle domande. La misura dell'anticipazione è pari al 40 per cento delle ore autorizzate nell'intero periodo interessato dal trattamento di integrazione salariale richiesto e approvato;

l'anticipazione del 40 per cento ha come scopo quello di dotare i lavoratori le cui prestazioni sono sospese delle risorse economiche necessarie a gestire le esigenze immediate proprie e dei familiari;

qualche giorno fa, con grande stupore, l'INPS ha deciso di rigettare massivamente le istanze di anticipazione del 40 per cento dei trattamenti di integrazione salariale. La decisione dell'Istituto sembrerebbe essere motivata dalla "mancanza di qualche giorno nella richiesta degli ammortizzatori sociali rispetto alle 9 settimane della prima domanda di integrazione salariale";

tale situazione sta creando forti tensioni sociali tra aziende, lavoratori e consulenti del lavoro. La scelta immotivata e ingiustificata dell'Istituto e il modo in cui lo stesso interpreta e applica la norma rende vana l'attività svolta dai consulenti del lavoro che, con grande senso di responsabilità sociale, hanno invitato i loro assistiti a presentare le istanze di anticipazione, nonostante le palesi criticità esistenti;

anche il Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro giudica la scelta amministrativa dell'Istituto incauta, in quanto rigettando le istanze di anticipazione, impedisce ai lavoratori stessi di percepire l'acconto di quanto maturato,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della ingiustificata scelta dell'INPS descritta in premessa;

quali misure intenda adottare al fine di accogliere le istanze presentate dai lavoratori e dare immediata erogazione dell'anticipazione maturata.

(4-03890)

SAPONARA, MARIN - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

gli adolescenti che si accostano alla rete lo fanno senza un'adeguata «consapevolezza digitale» e ignorando i rischi che si celano dietro il gratuito accesso ai social networks;

il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, che ha introdotto norme di adeguamento dell'ordinamento nazionale al nuovo regolamento europeo sulla privacy (regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016), ha fissato a quattordici anni l'età per il consenso digitale;

troppo frequentemente gli organi di informazione riportano notizie di adolescenti coinvolti in scambi di video, chat e messaggi dai contenuti inopportuni, eccessivi e a volte anche devianti e pericolosi;

la settimana scorsa la Polizia postale ha scoperto una chat «degli orrori» tra giovanissimi: 20 minori tra i 13 e i 17 anni, che si sarebbero scambiati immagini «di orribili violenze e con contenuti di alta crudeltà»: sul cellulare dei ragazzi filmati hard anche con bambini, file provenienti dal dark web con video di suicidi e di mutilazioni e decapitazioni di persone e animali;

pochi giorni prima da Ancona è partito l'allarme per una specie di "sfida" lanciata sul web e rilanciata nelle chat di ragazzini di 12-13 anni, in cui si propongono prove di coraggio che arrivano fino ad incitare all'autolesionismo,

si chiede di sapere:

quali interventi siano stati previsti fra le linee programmatiche del Ministero per prevenire un uso distorto e pericoloso della rete da parte dei minori e quali azioni concrete si stiano mettendo in atto per raggiungere tale obiettivo;

se il Ministro in indirizzo non ritenga importante riferire al Parlamento, presso la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, in merito alle recenti vicende che hanno visto giovani adolescenti coinvolti in gravi e pericolosi episodi legati ad un utilizzo scorretto della rete, anche per rendere note le misure disposte nei confronti dei responsabili.

(4-03891)

FERRO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

la FENASCOP (Federazione nazionale delle strutture comunitarie psico-socio-terapeutiche) è un'associazione che, sorta nel 1993 su iniziativa di operatori impegnati attivamente nel lavoro clinico all'interno di comunità terapeutiche in psichiatria, riunisce strutture residenziali e semiresidenziali, sia private che pubbliche, presenti su tutto il territorio nazionale;

la Federazione è rappresentata dal CCNL, che definisce assetti organizzativi mirati e specialistici nelle strutture che si occupano di riabilitazione. Inoltre è un provider ECM (Educazione continua in medicina) accreditato per svolgere formazione settoriale nell'ambito della salute mentale per medici, psicologi, infermieri, educatori, terapisti della riabilitazione, tecnici della riabilitazione psichiatrica;

la Federazione, che normalmente partecipa ai tavoli di lavoro presso le amministrazioni regionali, non è tuttavia coinvolta a livello nazionale, non ricevendo addirittura le informative e comunicazioni varie o qualsiasi altra documentazione concernente il settore della salute mentale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

se non ritenga opportuno intervenire in tempi brevi al fine di inserire la suddetta Federazione ai tavoli nazionali di concertazione, in particolare quelli concernenti la salute mentale.

(4-03892)

GASPARRI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

a quanto si apprende, il professor professor Federico Testa, Presidente del Consiglio di amministrazione ENEA, già scaduto e in proroga per emergenza COVID-19, si sarebbe recentemente auto nominato Presidente della costituenda fondazione privata ENEA Tech, controllata dall'ENEA e vigilata dal Ministero dello sviluppo economico, ed avrebbe proposto al Ministero il proprio compenso per questa nuova carica, che si aggiungerebbe e quello percepito come Presidente dell'ENEA. Risulta inoltre che il direttore individuato per la suddetta Fondazione, Salvatore Mizzi, con laurea in filosofia, percepirà un compenso inusualmente elevato (230.000 euro annui), che si andrebbe a cumulare ad un compenso già percepito da ENEA nel 2020 di 39.999 euro, per un contratto di consulenza assegnato senza bando di gara;

risulterebbe anche che il CdA di ENEA non sia nuovo a queste pratiche, avendo già nominato il professor professor Testa presidente del Consorzio privato DTT, anch'esso controllato dall'ENEA e percettore di generosi finanziamenti pubblici e il signor signor Mauro Libè, anch'egli consigliere di amministrazione ENEA, direttore generale dello stesso Consorzio. Non è noto quanto il professor professor Testa e il signor signor Libè percepiscano per questi loro incarichi aggiuntivi;

risulterebbe altresì che il professor professor Testa abbia ripetutamente negato il suo ruolo di presidente DTT, riservandosi addirittura di denunciare chiunque si fosse azzardato a prefigurarlo;

il fatto che da tempo ENEA non pubblichi le delibere del proprio consiglio di amministrazione, in deroga alla vigente legislazione in tema di trasparenza degli atti amministrativi, rende impossibile accertare eventuali anomalie riguardo agli incarichi e all'eventuale cumulo di compensi fra un Ente pubblico di ricerca e le sue controllate private,

si chiede di sapere:

se i fatti esposti risultino veri;

qualora si accertasse la loro veridicità, quali azioni intenda assumere il Ministro in indirizzo per esercitare i suoi compiti di vigilanza nei confronti dell'ENEA e delle sue controllate di diritto privato, nonché per accertare la sussistenza di eventuali violazioni della vigente legislazione in materia di inconferibilità degli incarichi, conflitto di interessi e trasparenza degli atti amministrativi.

(4-03893)

FREGOLENT, CANDURA, PIZZOL, SAVIANE, STEFANI, TOSATO, VALLARDI, ZULIANI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 novembre 2019 (cosiddetto di rientro strade) circa 700 chilometri di strade regionali venete sono state riclassificate come strade statali;

nell'ambito delle intese intercorse, a partire dal 2018, tra Regione Veneto ed ANAS SpA, quest'ultima si è impegnata ad avviare un adeguato piano di investimenti sulla rete in rientro, a fronte della predisposizione di progettazioni di pronta appaltabilità da parte della Regione;

la Regione, in tale lasso di tempo, ha predisposto progettazioni perlopiù definitive-esecutive per opere urgenti da realizzarsi nel territorio veneto sulla rete oggetto di riclassificazione, per un importo pari a circa 100 milioni di euro, secondo quanto concordato durante il complesso procedimento di riclassificazione della rete, conclusosi con l'adozione del citato decreto;

queste determinazioni sono state confermate in più occasioni, non da ultimo, in seduta pubblica il 18 gennaio 2020 a Montagnana dal sottosegretario di Stato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Salvatore Margiotta, il quale ha ribadito la previsione ampiamente richiamata dagli organi di stampa di «100 milioni di euro per il Veneto» dacché «il passaggio dei 725 km. di strade dalla Regione ad ANAS non è uno scaricabarile a saldo zero»,

si chiede di sapere se e quando il Ministro in indirizzo intenda procedere allo stanziamento delle risorse citate, nell'ambito del Contratto di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ANAS SpA, per sbloccare questi importanti interventi per il territorio della regione Veneto.

(4-03894)

LEONE, PIARULLI, MAIORINO, LANNUTTI, TRENTACOSTE, VANIN, FERRARA, ANGRISANI, PIRRO, PAVANELLI, DE LUCIA - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

nel mese di novembre 2019 quattro ragazzi di Cuneo, dai 6 ai 14 anni, hanno sporto denuncia ai danni del padre per presunti abusi subiti, denuncia che, a quanto risulta all'interrogante, avrebbe riguardato anche i nonni paterni;

successivamente, in data 2 dicembre 2019, i quattro figli sono stati separati non solo dal padre, ma anche dalla madre: sono stati allontanati dalla loro abitazione con forza, senza tener conto della giovanissima età, e privati di telefonini e personal computer;

si apprende da notizie di stampa che l'allontanamento coatto è stato effettuato sulla base di un ordine emesso dal giudice del Tribunale per i minorenni di Torino e dal consulente tecnico d'ufficio, a seguito del quale i figli minorenni sono stati collocati presso l'abitazione dei nonni paterni, verso i quali pende la denuncia di cui sopra (secondo l'agenzia "dire", 11 luglio 2020);

considerato che:

i ragazzi lamentavano forti malcontenti non solo rispetto all'immotivato allontanamento dalla madre, ma anche rispetto alla costrizione di vivere presso l'abitazione dei nonni dove subivano continue minacce, come si evince dalla registrazione di uno dei ragazzi, e maltrattamenti che hanno comportato un disagio e un malessere tale da portare la figlia più piccola, di anni 6, ad un repentino dimagrimento di oltre sei chili;

si apprende inoltre dalla stampa che i quattro ragazzi, da quando hanno denunciato gli abusi di cui erano vittime, avrebbero subìto pressioni dai consulenti del Tribunale per i minorenni di Torino che attraverso perizie false hanno rappresentato fatti del loro passato del tutto inesistenti con test manipolati (sempre secondo "dire", 11 luglio 2020);

questo stato di cose, in aggiunta alle minacce rivolte ai giovani, perché modificassero le loro versioni, pena il collocamento presso strutture extra-familiari, ha portato la madre dei quattro ragazzi a presentare, tramite il supporto di un avvocato, una denuncia penale ed esposti disciplinari;

considerato inoltre che:

il malessere di vivere presso l'abitazione dei nonni paterni è stato persino ravvisato da una relazione della neuropsichiatra nel mese di marzo 2020. In tale relazione si vagliava l'ipotesi che i ragazzi potessero finalmente tornare dalla madre, dopo ben quattro mesi di allontanamento coatto e apparentemente immotivato;

i giovani ragazzi, pur comunicando forte malessere e profondi disagi, non sono mai stati creduti, né ascoltati in nessuna aula di tribunale, e per questa ragione hanno deciso di manifestare comportamenti che potessero attirare l'attenzione nella speranza che qualcuno si accorgesse del loro stato d'animo: hanno stabilito di non studiare, di non andare a scuola e di mettere in pausa tutte quelle attività proprie degli adolescenti che sono necessarie al fine di poter crescere e formarsi in modo sano;

l'ultima notizia in ordine cronologico risulta essere la decisione, emessa in data 10 luglio 2020 dal Tribunale per i Minorenni di Torino, di non accordare il rientro dei quattro giovani ragazzi nella casa della madre e di disporre il trasferimento dei quattro giovani presso quattro differenti strutture ("larepubblica", 11 luglio 2020),

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce di quanto esposto, non ritenga opportuno di voler attivare i propri poteri ispettivi presso il Tribunale per i Minori di Torino al fine di prendere in considerazione ogni eventuale criticità nella gestione degli uffici giudiziari di propria competenza.

(4-03895)

DE BONIS - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

nel sottosuolo della Regione Basilicata esiste il giacimento petrolifero più grande dell'Europa continentale dove, da decenni, vengono estratti quotidianamente più di 100.000 barili di petrolio in Val D'Agri dall'Eni e 50.000 barili al giorno dalla Total, nella Valle del Sauro;

il 10 luglio 2020 ad interrompere il silenzio della Val D'Agri e Tempa Rossa sono state le sirene d'allarme dei due impianti lucani di Eni e Total. E le due grosse fiammate di fumo nero provenienti dalle torrette dei colossi petroliferi hanno preoccupato i cittadini, da decenni spettatori e vittime di uno sfruttamento ambientale senza fine;

gli ultimi incidenti più che riaprire le ferite, continuano a farle sanguinare. Le centraline costruite per il controllo sono assolutamente inefficaci, camini altissimi che registrano anomalie nell'aria solo se si verifica un incidente o un'esplosione. Per visitare gli impianti poi servono 24 ore di preavviso, mai un controllo a sorpresa, mai un collaudo del piano d'emergenza eseguito con la partecipazione anche dei cittadini, tenuti sempre all'oscuro di tutto;

la Basilicata "spremuta" e abbandonata dalle istituzioni da decenni ha un rapporto travagliato con l'oro nero della sua terra ed è così fin dagli anni Cinquanta con Mattei, quando dire petrolio voleva dire miracolo economico, soprattutto per una terra ancora prevalentemente rurale come era la Basilicata. Ma allora non vi era la consapevolezza ambientale;

sono passati anni, ma la lotta per il sacrosanto diritto alla salute, alla qualità del suolo e dell'aria non è stata ancora vinta. I cittadini si ammalano nella più completa disinformazione e tutti, finanche le associazioni ambientaliste, sono tenute all'oscuro persino di atti che dovrebbero essere pubblici;

oltre all'aria inquinata, in questi giorni, anche il suolo continua a sudare liquame, un liquido nero composto da non si sa cosa, visto che attualmente mancano ancora le analisi di laboratorio che diano il quadro della esatta composizione della sostanza scura. Si teme, tuttavia, possa essere qualcosa di simile a quello che, un mese fa, fu trovato a San Mauro: alluminio oltre sei volte la soglia consentita; tallio, metallo altamente tossico, oltre 200 volte la soglia di legge; ferro e bario con valori altissimi, mai riscontrati neanche in Val d'Agri;

considerato che:

l'interrogante ha presentato cinque interrogazioni parlamentari sull'inquinamento prodotto dai giacimenti petroliferi presenti in Basilicata, in particolare: atto 4-01688 sulla ripresa dell'esercizio del COVA (Centro Olio Val d'Agri) in seguito ad un incidente verificatosi al Centro Olio di Viggiano (Potenza); atto 4-01945 sulla Syndial S.p.A. e lo smaltimento di acque reflue di produzione provenienti dal COVA di Viggiano; atto 4-02406 sulle proroghe automatiche delle concessioni per estrarre petrolio in Basilicata; atto 4-03179 circa la proposta di abbandono dei fossili e relativo utilizzo dei pozzi petroliferi italiani come garanzia per l'emissione di obbligazioni al fine di reperire nuove risorse sul mercato internazionale; atto 4-03654 sulle emissioni inquinanti di "Tempa Rossa", giacimento petrolifero situato nell'alta Valle del Sauro, nel cuore della Basilicata, nel Comune di Corleto Perticara (Potenza) e nel Comune di Gorgoglione (Matera);

sempre in materia ambientale l'interrogante ha presentato ulteriori interrogazioni parlamentari, quali:

atto 4-01201 a proposito del cantiere Tap a Melendugno (Lecce) con presenza di cromo esavalente nelle acque di rifiuto; atto 4-01414 in materia di fanghi di depurazione; atto 4-01491 sulla discarica di Deliceto (FG); atto 4-01576 sulla questione del gas radon nelle varie zone della Basilicata; atto 4-01678 sull'inquinamento del fiume Cavone, nella zona di Pisticci e San Mauro Forte (MT); atti nn. 4-01344, 4-01991, 4-03208 sull'inquinamento causato dal 5G; atto 4-01992 sul SIN (Sito di interesse nazionale) di Taranto; atto 4-02025 sulla situazione dei tumori in Valbasento (Basilicata) per inquinamento; atto 4-02038 sull'inquinamento elettromagnetico da radar meteorologici a Picerno (PZ); atto 4-02076 sul tema delle scorie nucleari in Basilicata e Puglia; atto 4-02231 sull'impianto petrolchimico Enichem a Manfredonia (Foggia); atto 4-02328 in materia di inquinamento in Basilicata da sversamenti abusivi; atto 4-02370 sullo smaltimento amianto stabilimento ex Materit a Ferrandina (MT); atto 4-02371 sul Tecnoparco in Valbasento e sui rifiuti liquidi; atto 4-02484 sul tema degli "Sfridi potassici" dello stabilimento ex Ilva di Taranto,

si chiede di sapere:

quali urgenti e concrete iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per i rischi di salute cui è esposta la popolazione della Regione Basilicata a causa dell'inquinamento del suolo e dell'aria, come rappresentato nelle interrogazioni citate in premessa, i cui elevati livelli provocano malattie polmonari quali asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, oltre ad aumentare il rischio di cancro al polmone. Inoltre, un grave inquinamento atmosferico aumenta anche le possibilità di eventi acuti cardiovascolari (per esempio, infarto del miocardio) e lo sviluppo della malattia coronarica;

se non ritenga di dovere imporre il blocco di qualsiasi nuovo permesso di ricerca e il divieto della realizzazione di nuovi pozzi petroliferi;

benché sia presente dal 2015 la Fondazione Ambiente Ricerca Basilicata (FARBAS), come evoluzione del preesistente Osservatorio Ambientale Val D'Agri", se non ritenga necessario implementare tale Fondazione con un osservatorio ambientale all'interno del quale possano essere rilevati e studiati i danni alla salute delle persone, degli animali e dell'ambiente con la finalità di prevenire l'insorgere di malattie e danni ambientali;

infine, se non sia del parere che vada studiato ed attuato un piano di emergenza e di evacuazione nel caso di fuoriuscita inaspettata di cospicue quantità di idrogeno solforato o petrolio, o di incidenti similari.

(4-03896)

BATTISTONI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:

gli interventi di recupero sul patrimonio edilizio beneficiano di agevolazioni fiscali, a partire da quelle inserite all'articolo 16-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, Testo unico delle imposte sui redditi;

nella legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019) è stata rinviata al 31 dicembre 2019 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef e del limite massimo di spesa per ciascuna unità immobiliare;

i benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non si esauriscono con la detrazione Irpef, perché negli anni ne sono stati introdotti degli ulteriori, tra cui la possibilità di pagare l'Iva in misura ridotta o la possibilità di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l'abitazione principale;

con il decreto-legge 34 del 2020 (cosiddetto decreto "Rilancio") convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 luglio 2020 è entrato in vigore il "superbonus", ovvero il nuovo sgravio che consente di detrarre il 110 per cento delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, per far fronte a interventi antisismici e di efficientamento energetico;

sono state pubblicate, in data 23 luglio, sul sito dell'Agenzia delle entrate, le linee guida;

dalle linee guida risultano escluse le chiese, gli enti religiosi e relative strutture appartenenti, ivi compresi gli istituti scolastici,

si chiede di sapere:

quale sia la motivazione sottesa a tale decisione;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno estendere tali benefici anche agli enti di culto, parrocchie, diocesi, rimasti esclusi, ingiustificatamente;

se non ritenga opportuno permettere la messa in sicurezza di queste strutture atte, per loro natura, ad ospitare cittadini, specie quelli in difficoltà.

(4-03897)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente:

4ª Commissione permanente (Difesa):

3-01821 delle senatrici Petrenga e Rauti, sui concorsi per volontari in ferma prefissata nelle forze armate;

3-01827 della senatrice Rauti, sul divieto di uso della divisa in manifestazioni ufficiali da parte di militari in congedo.