Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 197 del 27/02/2020

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------

197a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 27 FEBBRAIO 2020

_________________

Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB.

_________________

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,02).

Si dia lettura del processo verbale.

NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

PRESIDENTE. Comunico che in data 26 febbraio 2020 è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge:

«Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19» (1741).

Informativa del Ministro della salute sul coronavirus (ore 9,08)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro della salute sul coronavirus».

Ha facoltà di parlare il ministro della salute, onorevole Speranza.

SPERANZA, ministro della salute. Signor Presidente, considero non rituale questa possibilità di riferire al Senato della Repubblica. Oggi più che mai serve una relazione stretta tra Governo e Parlamento, capace di superare i vincoli ordinari delle relazioni tra maggioranza e opposizione.

A rispondere all'emergenza del nuovo coronavirus deve essere tutto il nostro Paese, non una parte, non un'istituzione nazionale o territoriale, ma la Repubblica nel suo complesso, in una relazione positiva con i cittadini italiani, che possono svolgere un ruolo fondamentale anche con i loro comportamenti individuali.

Mi sia permesso, in apertura, esprimere la gratitudine mia, del Governo e - sono convinto - di tutta la comunità nazionale nei confronti delle donne e degli uomini che senza sosta da giorni stanno fronteggiando l'emergenza a tutti i livelli. (Applausi).

Penso prima di tutto ai nostri medici, infermieri e professionisti sanitari; penso alla Protezione civile, ai volontari, alle Forze dell'ordine e ai nostri amministratori locali di tutti i livelli. Penso, in modo particolare, ai cittadini delle aree coinvolte dalle misure di prevenzione più dura. Grazie a tutti loro per lo straordinario spirito di collaborazione. Questa sfida si può vincere solo insieme; non dovremo mai dimenticarlo nei prossimi giorni.

Vorrei inizialmente sottolineare che le nostre scelte di queste settimane e degli ultimi giorni sono state sempre adottate a partire da valutazioni di carattere tecnico-scientifico. È la scienza e non la politica a orientare la nostra battaglia per arginare la diffusione del nuovo coronavirus. È la comunità scientifica a definire il livello di rischio sanitario, non altri.

A noi spetta, in una chiara distinzione di ruoli e funzioni, il compito di garantire, con i nostri provvedimenti, un livello di prevenzione e controllo efficace e proporzionale allo stato di allerta indicato dai nostri scienziati e dalle autorità sanitarie.

In Italia possiamo vantare scienziati di altissimo profilo. L'Istituto superiore di sanità è al lavoro in queste ore per ricostruire il tracciato epidemiologico di quanto accaduto. Si tratta di un'istituzione che mette le radici nella storia antica della ricerca scientifica del nostro Paese. In Istituto hanno lavorato, tra gli altri, personalità come Enrico Fermi e Rita Levi Montalcini. Fatemelo dire con tutta la forza che ho: dobbiamo fidarci dei nostri scienziati. (Applausi).

Sono loro che stanno lavorando in queste ore alla ricostruzione della catena del contagio. I primi riscontri evidenziano che in Italia si sono sviluppati due focolai: uno in Lombardia, più vasto, e un altro, puntiforme, in un piccolo Comune del Veneto. Da questi, allo stato di avanzamento della ricerca, derivano in massima parte i casi segnalati in altri centri del Nord Italia, ma anche in Sicilia e nel Mezzogiorno. È stato ovviamente avviato per ogni caso, dopo un'accurata indagine epidemiologica, il contact tracing a tutti e sono stati eseguiti tamponi orofaringei.

Il virus coltivato viene in queste ore sequenziato per definire puntualmente l'origine e le sue specifiche caratteristiche. Ad oggi non hanno trovato conferma le ipotesi attorno al caso zero che ha infettato il primo paziente nell'area del lodigiano in Lombardia.

Sulla base dei dati che provengono anche da altri Paesi europei, risulta evidente che aumentano quotidianamente sia le aree di contagio che il numero dei soggetti risultati positivi al nuovo coronavirus. È un quadro in continua evoluzione, non solo nel nostro Paese, che non si presta a facili previsioni.

A questa incertezza di prospettiva fa, però, da contraltare un'evidente certezza: gli studi finora effettuati - il più autorevole su 44.000 casi in Cina - hanno dimostrato che il nuovo coronavirus nella stragrande maggioranza dei casi comporta sintomi molto lievi. Il paragone anche con altre epidemie è eloquente: la SARS ha un tasso di letalità del 9,6 per cento; il virus Ebola, la cui epidemia è ancora in corso in Congo ed è un'emergenza internazionale di salute pubblica dell'OMS, ha un tasso di letalità stimato intorno al 50 per cento. Dal coronavirus, invece, si guarisce rapidamente e spontaneamente nell'80 per cento dei casi, nel 15 per cento dopo regolari cure sanitarie, solo il 5 per cento presenta problemi molto gravi e il tasso di letalità è poco sopra il 2 per cento e in larghissima parte legato alle preesistenti condizioni morbose di soggetti anziani.

Perché allora ci preoccupiamo così tanto del nuovo coronavirus? Perché a un basso tasso di letalità corrisponde un tasso significativo di contagio che, in presenza di una diffusione incontrollata del virus, potrebbe colpire soprattutto la popolazione più debole e più anziana e sovraccaricare in maniera molto seria i nostri presidi sanitari. Per questo bisogna continuare a fare tutto ciò che è necessario per limitare la diffusione del contagio.

Non essendo disponibili al momento farmaci o vaccini, per cui comunque la comunità scientifica è al lavoro, l'isolamento dei contagiati è l'unica strada che garantisce efficacemente la riduzione della diffusione del virus. Per questa ragione il lavoro fatto in questi giorni in Italia ha avuto l'obiettivo di isolare i casi positivi e tracciare immediatamente i contatti stretti.

Ieri, in conferenza stampa a Roma, la responsabile del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Andrea Ammon, ha affermato che il numero significativo di casi riscontrati in Italia va correlato al numero molto alto di tamponi eseguiti rispetto a quelli fatti al di fuori del nostro Paese. Nella stessa sede, il responsabile dell'OMS, Hans Kluge, ha affermato che bisogna fidarsi pienamente delle azioni messe in campo dall'Italia e lo stesso commissario europeo per la salute, Stella Kyriakides, sempre ieri ha pubblicamente sostenuto che il nostro Paese ha adottato misure molto risolute e tempestive.

Proprio ieri, alla Camera dei deputati, è stato discusso e approvato col consenso di tutte le forze politiche - segnale che ritengo molto importante - il decreto-legge che dà la facoltà alle autorità competenti di adottare ogni misura finalizzata al contenimento della diffusione del nuovo coronavirus. Tra le misure, com'è noto, ci sono la possibilità di isolamento dei Comuni interessati dal contagio (misura ad ora adottata solo in dieci Comuni della Lombardia e uno del Veneto), la possibilità di sospensione di manifestazioni ed eventi pubblici e privati, la possibilità di sospensione di servizi scolastici universitari e viaggi di istruzione, la possibilità di sospensione delle attività degli uffici pubblici e delle procedure concorsuali, la possibilità di sospensione delle attività di trasporto di merci e persone e, ancora, la possibilità di sospensione di attività lavorative e commerciali.

Il decreto-legge consente di adottare le richiamate misure di contenimento, sia nei Comuni oggetto del contagio, sia in aree limitrofe. Tutte le misure di contenimento sopra citate sono state tempestivamente adottate dal Governo: lo stesso 23 febbraio, il Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito della mia proposta, sentiti gli altri Ministri competenti per materia, ha applicato le prime misure citate.

I provvedimenti, che abbiamo assunto d'intesa con le Regioni, sia quelle con cluster sia quelle senza cluster, perseguono un obiettivo prioritario: adottare tempestivamente tutte le misure necessarie volte ad arginare la diffusione del contagio e ridurre il numero dei nuovi focolai. È con questo spirito che in questi giorni abbiamo lavorato e io personalmente ho lavorato, gomito a gomito, con i presidenti e con gli assessori alla sanità delle nostre Regioni, che voglio ancora una volta anche in questa sede ringraziare pubblicamente. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az, PD, Aut (SVP-PATT, UV) e del senatore Grasso).

Lo stesso possiamo e dobbiamo fare anche in Parlamento, in un rapporto di chiara e limpida sinergia istituzionale tra chi ha la responsabilità del Governo nazionale e chi, opposizione in Parlamento, guida una parte molto significativa delle Regioni italiane. L'articolo 117 della nostra Costituzione definisce competenze concorrenti tra Stato e Regioni nel governo del servizio sanitario che, a maggior ragione, in una situazione di emergenza nazionale, richiedono una solida ed efficace collaborazione con un asse di comando chiaro e determinato. Non possiamo permetterci inutili egoismi o protagonismi di natura particolare.

Una leale e proficua collaborazione istituzionale è oggi più che mai indispensabile per battere il coronavirus nei prossimi mesi. Per me unità significa abbassare le bandierine di parte e privilegiare sempre e innanzitutto gli interessi generali. Per questo dico oggi qui in Senato che serve unità e responsabilità: questo è il mio appello a tutti. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI, Aut (SVP-PATT, UV), Misto e del senatore Balboni).

Descrivere l'Italia in modo sbagliato può comportare un danno grave alle nostre imprese, al turismo, al nostro sistema Paese.

Il Presidente del Consiglio e il Ministro dell'economia stanno lavorando in queste ore ad un piano straordinario di rilancio per affrontare le ricadute economiche di questa emergenza. Però ricordiamolo: l'Italia è forte, siamo una potenza del G7 ascoltata e rispettata nel campo della tutela della salute pubblica; siamo tra i primi al mondo come Servizio sanitario nazionale; abbiamo una delle aspettative di vita più alte del pianeta; siamo all'avanguardia nella cura di tantissime patologie. Lo dico sinceramente, con il cuore prima ancora che con la testa: non si può un giorno esaltare le ricercatrici dello Spallanzani, la serietà dell'Istituto superiore di sanità, il contributo fondamentale di tanti nostri scienziati e poi non seguire con forza e con coraggio le loro indicazioni. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI, Aut (SVP-PATT, UV) e Misto).

Non dobbiamo avere paura. Ripeto, nessuna sottovalutazione o facile ottimismo, ma noi, insieme a tutti gli altri Paesi, abbiamo la forza e l'energia per affrontare questa emergenza.

Due giorni fa ho ricevuto a Roma i Ministri della salute di Francia, Germania, Austria, Svizzera, Croazia e Slovenia, i Paesi più vicini al nostro. L'Italia è una realtà credibile, come è apparso evidente nel documento finale che abbiamo approvato all'unanimità. È una credibilità che abbiamo consolidato con il lavoro degli ultimi mesi e anche degli ultimi giorni.

Abbiamo approvato provvedimenti cautelativi dal 22 gennaio, ben prima che il 30 gennaio l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarasse il coronavirus emergenza di sanità pubblica globale. Già il 31 gennaio abbiamo proclamato lo stato di emergenza per il coronavirus e nominato commissario Angelo Borrelli, che ringrazio per il lavoro che sta svolgendo. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Aut (SVP-PATT, UV)).

Francia, Germania, Regno Unito e Paesi scandinavi hanno abbattuto i loro collegamenti diretti con la Cina attraverso atti di sospensione dei voli da parte delle loro compagnie di bandiera Air France, Lufthansa, British Airways e Sas, proprio come noi abbiamo ridotto gli oltre 12.000 arrivi a settimana attraverso la sospensione dei 25 voli su Malpensa e dei 35 su Fiumicino alla settimana avvenuta il 30 gennaio.

Ogni giorno vengono ancora controllati con termo scanner 1.400 voli e 150.000 passeggeri provenienti da rotte internazionali anche per intercettare i voli indiretti dalla Cina. Voglio ricordare che, a differenza di come alcune volte è stato riportato, nessun Paese in Europa prevede la sorveglianza domiciliare o forme di quarantena per chi viene dalle aree a rischio ancora oggi. Noi lo abbiamo fatto per gli studenti dall'8 febbraio e per tutte le persone dal 21 febbraio.

A questi controlli vanno aggiunti quelli effettuati, mediamente, su 16 grandi navi al giorno, con circa 5.000 passeggeri e 1.700 membri di equipaggio.

Credo in questo lavoro, e ringrazio sentitamente tutte le persone che si sono impegnate in queste settimane per realizzarlo.

In conclusione, voglio rivolgermi ai cittadini che stanno seguendo con attenzione il dibattito pubblico attorno al nuovo coronavirus. Nelle prossime settimane sarà fondamentale, insieme al lavoro prezioso delle Istituzioni competenti, il comportamento individuale di ciascuno di noi. Seguire le regole di igiene e le raccomandazioni dell'Istituto superiore di sanità è fondamentale per vincere questa sfida.

Con la piena fiducia nella nostra comunità scientifica, con una solida collaborazione istituzionale, con determinazione e tempestività nella realizzazione dei provvedimenti necessari, supereremo, tutti insieme, questa emergenza.

L'Italia è più forte del nuovo coronavirus. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI, Aut (SVP-PATT, UV) e Misto, e dei senatori Balboni e Romeo).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro della salute.

È iscritto a parlare il senatore Faraone. Ne ha facoltà.

FARAONE (IV-PSI). Signor Presidente, ringraziamo il Ministro per il lavoro che sta svolgendo in queste settimane e, come lei, ringrazio i medici, le Forze dell'ordine, i volontari e la Protezione civile che, senza nessuna fame di riflettori, di telecamere, di televisione, lontano da tutta la rilevanza mediatica, che naturalmente un caso così grande ha scatenato, stanno facendo uno straordinario lavoro.

Voglio sottolineare l'aspetto dei media, signor Ministro, perché credo che bisogna tutti fare uno sforzo finalizzato ad un sobrio e attento utilizzo della televisione e della stampa. So che è complicato, però penso sia indispensabile riuscire a trovare un equilibrio tra l'esigenza di comunicare ai cittadini e di garantire trasparenza e la necessità di evitare il caos.

Ricordo quanti danni ha fatto la mancata trasparenza della Cina sulla vicenda che riguardò un'altra epidemia, quella della sindrome respiratoria acuta grave (SARS); al tempo stesso però bisogna riuscire a trovare un equilibrio tra queste necessità e quella di evitare che si possa scatenare il caos e si faccia passare il messaggio che l'Italia, il nostro Paese, sia addirittura l'unico lazzaretto del Continente e del mondo.

I casi di coronavirus sono inversamente proporzionali ai danni economici che rischiano di generarsi e che già si stanno generando. Se meno del 4 per cento dei tamponi è positivo, mi chiedo come mai da qui a giugno rischiamo una crisi di 5-7 miliardi del nostro PIL. Se per l'OMS le nostre misure sono veloci e risolute, come io credo (perché ritengo che come Governo si stia facendo un ottimo lavoro), perché sono previsti 4 miliardi in meno di consumi? Se le persone contagiate sono solo 190, perché, secondo le stime che ci vengono fornite dalle più grandi organizzazioni di categoria, ci sono 15.000 imprese a rischio di chiusura?

Noi dobbiamo trovare questo equilibrio tra la comunicazione e la necessaria informazione per tutti i cittadini, però dobbiamo anche trasmettere il messaggio, come tra l'altro ha fatto lei oggi, signor Ministro, che tutto è sotto controllo, che, proprio perché abbiamo i migliori scienziati e il migliore sistema sanitario al mondo, siamo nelle condizioni di contenere questo virus e che stiamo governando un processo che altrimenti rischia di metterci in una condizione di assoluta difficoltà. Ad esempio sono contento che Zaia abbia detto che la manifestazione del Vinitaly verrà confermata e che il sindaco Sala abbia detto che riaprirà i musei. Sono convinto che, nel rispetto delle indicazioni degli scienziati, dei medici, dei più grandi esperti che abbiamo in questo Paese, in questi giorni dobbiamo però dare la sensazione che questo Paese lo riapriamo, altrimenti rischiamo più vittime economiche da coronavirus di quante saranno le vittime della malattia.

Tenere alta la guardia sul rischio contagio è senz'altro una esigenza che abbiamo, però dobbiamo anche evitare di farci immobilizzare dalla paura. Condivido il fatto di tenere la guardia alta e sono convinto che sia così, ma sono un po' preoccupato sul secondo aspetto, perché noto che ci siamo un po' fatti immobilizzare dalla paura. Su questo dobbiamo riuscire a dire che, proprio in virtù dei dati da lei trasmessi, siamo un Paese sicuro; paradossalmente, la sicurezza che abbiamo costruito deve diventare uno sponsor per la nostra economia, per la nostra vitalità, non un elemento di detrazione. Pertanto, sono dell'idea che bisogna anche riuscire a trasmettere questa sicurezza che lei ha trasmesso e che io condivido pienamente, oltre che al Paese, anche al contesto internazionale, atteso che, come giustamente lei ha detto, l'OMS ha riconosciuto azioni positive da parte del nostro Paese.

In conclusione, queste vicende dimostrano, signor Ministro, quanto fosse indispensabile quella modifica il Titolo V della Costituzione rispetto al conflitto di competenze che si sta generando fra città, Regioni e Governo nazionale, in cui ognuno va un po' per i fatti suoi. Lo avevamo già vissuto con i vaccini, nella differenziazione che purtroppo c'è tra i nostri sistemi ospedalieri, che sono tanti, troppi e molto diversi; avevamo vissuto questa situazione rispetto ai farmaci, gratuiti o meno a seconda delle Regioni. Pertanto, quanto rimpiangiamo la sconfitta in quel referendum sulla modifica del Titolo V in materia di sanità!

Concludo il mio intervento, signor Ministro, auspicando per la prossima settimana un voto unanime al Senato, così come è accaduto alla Camera, per il provvedimento riguardante gli interventi in materia sanitaria previsti dal Governo con il decreto-legge che voteremo appunto la prossima settimana.

Naturalmente, ci aspettiamo rapidità anche sul secondo decreto. Noi trasmetteremo al Governo, nelle prossime ore, le nostre proposte, perché il provvedimento sull'economia di questo Paese, su come far ripartire un Paese che si è fermato un po' troppo, è necessario quanto quello che approveremo la prossima settimana. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Laus).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà.

ZAFFINI (FdI). Signor Ministro, coraggio. Noi ci siamo visti all'incipit del suo impegno da Ministro. Con un gesto che io apprezzai moltissimo, lei ci ascoltò, come componenti della Commissione sanità del Senato, insieme ai colleghi della Camera. E anche in quella occasione, le manifestai la stessa perorazione ad avere coraggio.

La sua giovane età, il suo solido retroterra politico culturale, che io ovviamente non condivido, ma che le riconosco, le devono dare la forza di mettersi al centro di una situazione emergenziale che, in questo momento, attiene alla sanità. Il nostro capofila oggi è lei e, rispetto a questo, io le manifesto, ovviamente, totale solidarietà.

Lei, però, lo riempia questo ruolo. In questo momento, dobbiamo affrontare questa situazione di spaesamento, signor Ministro. Abbiamo erogato ai cittadini una serie di informazioni, la maggior parte contrastanti, la maggior parte inappropriate, con una sovrapposizione di ruoli anche abbastanza singolare. Oggi noi dobbiamo dare certezze. Oggi noi ci dobbiamo affidare, non fidare, alla nostra comunità scientifica. È vero, signor Ministro, noi abbiamo una solida comunità scientifica. Abbiamo fior di scienziati. Affidiamoci a loro. Stabiliamo qual è il messaggio che si deve trasmettere e trasmettiamolo. Fino a questa fase, fino a questo momento, noi abbiamo fatto di tutto e di più. E i cittadini rispondono, evidentemente, da par loro, nello stesso modo, cioè con reazioni a volte assolutamente scriteriate, come quella di dare l'assalto ai supermercati.

Noi dobbiamo ascoltare anche i nostri operatori, signor Ministro, i medici di famiglia, che sono il front office, i farmacisti, che non sono mai ricordati. Non si capisce bene perché, infatti, se uno gestisce un'attività privata in Italia non debba essere encomiato e ricordato. I farmacisti sono una presenza sul territorio. I cittadini vanno in farmacia per chiedere informazioni in questi giorni e anche a loro dobbiamo trasmettere un unico messaggio su cosa fare.

Signor Ministro, noi poi abbiamo, ovviamente, la necessità di passare alla seconda fase. Non lo dico in questo caso a lei, ma ai colleghi, alla maggioranza, al Governo, lo dico al signor Presidente. Noi, da qui in avanti, dobbiamo immediatamente cominciare ad affrontare la vera fase problematica di questa emergenza e di questa epidemia, che sarà quella di natura economica.

Quindi, rivolgo un invito al ministro Gualtieri, se trova uno spazio nella sua impegnativa campagna elettorale, ad elaborare un piano e a portarlo in Parlamento rapidamente. Il decreto-legge del Presidente del Consiglio dei ministri, che voi avete già anticipato nella discussione alla Camera, deve avere piena disponibilità di provvedimenti certi per la nostra economia, per i nostri operatori del turismo, del commercio, per territori, già devastati dalla crisi, ma soprattutto oggi devastati dalla desertificazione.

Signor Ministro, successivamente credo sia necessario interrogarci in questo passaggio anche sul nostro Servizio sanitario nazionale. Noi tutti siamo ben consapevoli dell'efficacia del Servizio sanitario nazionale; tutti noi abbiamo l'orgoglio di rappresentare operatori e comunità scientifica che garantiscono livelli eccezionali delle prestazioni, ma dobbiamo anche riconoscere che, a quaranta anni dalla formulazione della legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, dobbiamo fare un tagliando. Ministro, questa osservazione gliel'ho fatta nel famoso incontro di cui parlavamo; non ho visto gesti a questo riguardo. Il tempo è prezioso e, quindi, cerchiamo di riempirlo affrontando, anche partendo da questa fase emergenziale, un ragionamento serio sul Servizio sanitario nazionale. Facciamo un tagliando a questa sanità universalistica di cui tutti noi andiamo fieri, ma che va preservata e conservata.

Presidente, finisco con un passaggio relativo a questa Europa. Non credo che possiamo continuare solo a manifestare condivisione con gli atteggiamenti di questa Europa. È stato detto e riconosciuto che in Italia ci sono più casi semplicemente perché abbiamo avuto il coraggio di «cercarli», però non può diventare il racconto che ce la siamo cercata. Noi abbiamo individuato i casi perché per serietà e correttezza conosciamo l'esigenza di circoscrivere il più possibile i focolai. Altri Paesi lo stanno facendo? Qualcuno si è interrogato in Europa su cosa stanno facendo la Svizzera, la Spagna o l'Austria, che ferma i nostri treni? Qualcuno si sta interrogando e si pone il problema di preservare l'interesse nazionale davanti a un'Europa che continua a essere matrigna e che evidentemente continua ad affrontare solo la lunghezza delle zucchine e non i problemi reali del popolo che governa? (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laforgia. Ne ha facoltà.

LAFORGIA (Misto-LeU). Signor Presidente, voglio ringraziare il ministro Speranza per l'occasione che ha offerto al Parlamento con questa informativa: lo ha fatto ieri alla Camera e oggi è al Senato. Non è un ringraziamento formale o rituale perché riguarda il modo con cui il ministro Speranza si è mosso sin dalle prime battute di questa emergenza, così come non può essere formale il ringraziamento che abbiamo il dovere di fare come forze politiche - lo dico in modo trasversale - a tutti gli ingranaggi del sistema complesso che si chiama Stato, a partire dal ringraziamento che dobbiamo al nostro Sistema sanitario nazionale.

Nell'ultimo intervento scorgevo qualche nota polemica, ma se c'è qualcosa che il resto del mondo deve invidiare a questo Paese, al di là della rappresentazione che spesso si dà di noi, è proprio il Sistema sanitario nazionale pubblico e noi abbiamo il dovere di ringraziare gli operatori sanitari, gli infermieri, gli amministrativi tecnici e tutti coloro che lavorano negli ospedali. (Applausi dai Gruppi Misto, M5S, PD e Aut). Un ringraziamento naturalmente va alla comunità scientifica.

Vorrei dire anche che in questo passaggio - signor Presidente, lo dico per il suo tramite ai colleghi presenti in questa Aula - abbiamo la possibilità di lasciarci definitivamente alle spalle una stagione di sciamanesimo, dove tutti erano titolati a parlare di cose che riguardano invece questioni di cui dovrebbero parlare soltanto la scienza e gli scienziati. Se questa discussione viene a galla, forse lasciamo anche un segno positivo anche su questo terreno. Vanno ringraziate le Forze dell'ordine, la Protezione civile, l'intero Governo e le istituzioni a tutti i livelli, a partire dalle Regioni e dai Comuni, che, al netto di qualche tensione e frizione, persino fisiologica in un momento di tensione come quello che stiamo vivendo, hanno dimostrato e stanno dimostrando di condividere lo stesso obiettivo. Il Governo, le Regioni e i Comuni mirano a contenere in questo momento il virus e, quindi, ad affrontare l'emergenza sanitaria e a fare in modo - questo dovrebbe essere l'obiettivo di più ampio respiro - che l'Italia esca più forte di come è entrata in questa crisi. Lo dico perché - forse è l'unico punto che voglio toccare - sarebbe incomprensibile e intraducibile agli occhi dei nostri concittadini l'idea che non affrontassimo questo passaggio così delicato nel segno di un'unità istituzionale, che non vuol dire chiedere alle forze politiche di rinunciare alle proprie idee in questa fase e, persino, di rinunciare al proprio livello di criticità e di critiche nei confronti del Governo, se queste hanno dimensione costruttiva e positiva. Vuol dire chiedere alle forze politiche di sentirsi parte dello stesso obiettivo, che è quello cui facevo riferimento prima, cioè superare questo momento. Leggo infatti delle polemiche di troppo, leggo una tensione che in questo momento non dovrebbe esserci e vedo in questa polemica con il Governo da parte di alcune forze politiche, l'idea di infilarsi in quella che potremmo definire una nemesi, un paradosso, un contrappasso per questo Paese: le polemiche, infatti, vengono sollevate in particolare da quelle forze politiche che teorizzano la chiusura dei confini, infilando poi il nostro Paese, a causa di queste stesse politiche, nella condizione di essere noi quelli che aspettiamo fermi nei porti degli altri Paesi perché gli altri Paesi non ci vogliono. Questa rappresentazione negativa fa male a noi e al nostro Paese e di questo dobbiamo discutere.

Lo dico con rammarico: sono cittadino orgoglioso della Lombardia e di Milano e ieri il Presidente della mia Regione ha fatto una diretta Facebook in cui annunciava che una sua collaboratrice è risultata positiva al test del coronavirus. Il presidente Attilio Fontana annunciava contestualmente che si sarebbe messo in auto quarantena nel suo ufficio, peraltro indossando una mascherina - a proposito di segnali sbagliati che dobbiamo evitare di dare - assolutamente non corretta. Ora quell'immagine, signor Presidente, sta facendo il giro del mondo! Bisogna evitare di aggiungere danno ad altro danno! (Applausi dai Gruppi Misto, M5S, PD e Aut (SVP-PATT,UV)).

Ci vuole responsabilità, ci vuole serietà, ci vuole un principio che deve guidare questo passaggio che è quello che sottolineava il ministro Speranza, cioè affidarsi alla scienza, alle autorità competenti, a coloro che hanno messo in campo le linee guida che i cittadini devono seguire con serenità, con disciplina, con senso di responsabilità.

A tale proposito, Presidente, mi lasci dire che forse sarebbe necessaria una riflessione su cosa è diventato il centralismo regionale in questa lunga stagione, dato che abbiamo venti sistemi sanitari spezzettati. (Applausi dai Gruppi Misto, M5S, PD e Aut (SVP-PATT,UV)).

Aggiungo che forse dovremmo chiederci, a fronte del ringraziamento al Sistema sanitario nazionale pubblico, dov'è il sistema privato in questo momento? Che cosa sta facendo per dare una mano? (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD).

Forse, allora, noi usciamo più forti da questa fase se ci poniamo le domande giuste, così come è giusta la domanda a cui anche il Governo sta cercando di rispondere perché se la sta ponendo: dov'è l'Europa? Il ministro Speranza ha meritoriamente riunito i Ministri della salute dei Paesi confinanti, i più vicini all'Italia. Ma noi dovremmo chiederci dov'è l'Europa. Se ci sono dei fondi di solidarietà, che esistono e possono essere messi in campo per momenti come questi, che vengano utilizzati, perché noi dobbiamo affrontare una crisi sanitaria ma anche, come si diceva prima, di tipo economico.

PRESIDENTE. Per cortesia concluda.

LAFORGIA (Misto-LeU). Concludo dicendo questo, Presidente: c'è un bellissimo articolo che ha scritto ieri Gianrico Carofiglio su un quotidiano nazionale che diceva che la paura può diventare una malattia. Ebbene, noi ne dobbiamo già affrontare una di malattia, non ce ne facciamo venire un'altra perché abbiamo la responsabilità di sconfiggere la paura insieme. (Applausi dai Gruppi Misto, M5S, PD e Aut (SVP-PATT,UV)).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà.

COLLINA (PD). Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevole Ministro, la ringrazio per il messaggio di consapevolezza e impegno che oggi ha portato in quest'Aula e che già ieri sera dalla Camera è entrato nelle case degli italiani. Tutti noi abbiamo bisogno di questo messaggio. L'Italia ha necessità di questo messaggio, ma anche l'Europa e il mondo, e noi ci uniamo per trasmettere il senso di sicurezza che viene dalla convinzione che il nostro sistema sanitario e di protezione, composto da medici, infermieri, Protezione civile, Forze dell'ordine, Esercito e associazioni di volontariato è all'altezza di questa situazione per quanto questa sia in tanta parte inedita.

Noi diciamo ancora grazie a tutti questi nostri concittadini, perché - permettetemi di sottolinearlo - ci danno il senso di quanto è contenuto all'articolo 4 della nostra Costituzione: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».(Applausi dal Gruppo PD).

Questa convinzione ci deve unire e deve consentire a ognuno di noi di trasmettere un messaggio di unità a tutto il Paese. Perché contro il coronavirus ognuno è al suo posto di lavoro, il Governo, il Ministro, il Parlamento, il Servizio sanitario nazionale, gli scienziati, le Regioni, i Comuni, tutti determinati a sconfiggere questa emergenza. Abbiamo una voce sola e dobbiamo avere una voce sola per dire che nessuno sarà lasciato solo e perché siamo guidati dalle istituzioni scientifiche del nostro Paese che sono al nostro fianco e dall'Organizzazione mondiale della sanità.

E se il nostro pensiero va alle famiglie e a coloro che sono stati colpiti dal virus in modo letale, il crescente numero di persone che vengono dimesse deve dare il senso che il coronavirus si può superare nella stragrande maggioranza delle situazioni grazie alle cure e all'assistenza, che già ora possiamo mettere in atto nelle strutture dedicate, come dimostra l'attività svolta all'Istituto Spallanzani. Oggi però il punto è soprattutto questo: isolare il più possibile il virus, contenerne la diffusione. Impedire il più possibile il contagio è l'imperativo di questa fase.

La Camera ha già votato il decreto-legge; qui al Senato lo incardineremo oggi stesso in Commissione sanità, per convertirlo definitivamente in legge nei primi giorni della prossima settimana ed espletare il nostro compito: si tratta delle norme che oggi riteniamo più adeguate per impedire il più possibile il contagio e isolare i focolai. Sono arrivati i Ministri della sanità dei Paesi con noi confinanti e ce lo hanno riconosciuto ed anche il Commissario europeo lo ha attestato.

Ma riprendendo le parole di prima, nei prossimi giorni, a partire dal Senato, con una voce sola dobbiamo iniziare a far virare l'atteggiamento degli italiani per far riprendere loro fiducia, innanzitutto per affrontare i disagi che ancora ci saranno. Non basteranno le parole per fare virare il sentiment.

Domani va approvato in Consiglio dei ministri il decreto-legge che mette in atto le azioni che devono sostenere il sistema economico del nostro Paese e non solo delle zone rosse purtroppo, perché l'atteggiamento che stiamo registrando fuori dall'Italia sta propagando effetti negativi che colpiscono l'intero sistema delle imprese italiane, sempre più internazionalizzato e interconnesso. Il settore del turismo, che è un indicatore sensibile, registra segnali molto preoccupanti.

Voglio toccare infine il tema dell'Europa, perché se da una parte il commissario Gentiloni ha dato delle prime importanti risposte sul piano delle risorse messe a disposizione del contrasto alle ricadute economiche negative, dall'altra parte sul piano delle azioni di tipo sanitario, siamo di fronte a forti disomogeneità, a standard di controllo molto diversi e a comportamenti complessivamente scoordinati. L'Europa si scopre arretrata su un tema importante come la sicurezza sanitaria e, a fronte di azioni determinate e risolute come quelle italiane, la mancanza di strategie precise negli altri Paesi rende difficile prevedere gli sviluppi dei prossimi giorni.

Da un po' di tempo mi interrogo, di fronte alle tante contraddizioni che viviamo nel nostro tempo, se la politica ha ancora la possibilità di rappresentare un riferimento agganciato alla verità dei problemi o se la politica degli slogan ha definitivamente avuto il sopravvento nel disegnare le percezioni sulle quali lucrare il consenso. In situazioni come queste penso che la politica debba sempre alimentare nei cittadini le consapevolezze autentiche, il sistema di valori originario, affinché i cittadini possano giudicare le proposte in rapporto alla realtà del funzionamento delle cose, perché i tentativi di sovvertirla o di piegarla alle proprie convenienze, può non reggere alla forza di eventi che ne ristabiliscono l'evidenza.

Dovrò cercare parole nuove per provare a spiegare ai miei figli, che non stanno andando a scuola e mi fanno domande, perché per la prima volta vivono su loro stessi l'idea di qualcosa di irreparabile e direi quasi per loro di innaturale, in quanto ritenuto fino a ieri lontano e anche remoto.

Avranno un mondo davanti in cui vivere e affrontare sfide probabilmente diverse da come possiamo immaginarle noi, ma di certo quest'esperienza sarà ricordata, valutata e giudicata. A noi tocca la responsabilità di darle un volto, che credo debba essere quello di una comunità nazionale e locale coesa, solidale e capace. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e Aut (SVP-PATT, UV). Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà.

CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, cari colleghi, a nome del Gruppo per le Autonomie vorrei esprimere anch'io alcune considerazioni, partendo da un presupposto (come mi sembra abbiano fatto nei loro diversi interventi anche i colleghi Collina, Faraone e gli altri): il ministro Speranza, che è una persona seria e perbene, ha tutta la nostra solidarietà e con lui tutto il Governo; tanto per eliminare un problema di equivoci, la stessa solidarietà ce l'hanno i Presidenti delle Regioni che sono in prima fila, a partire dal presidente Fontana, al quale è stata rimproverata la diretta Facebook; vorrei guardare però le cose anche dall'altra parte e dire cosa sarebbe capitato se non l'avesse fatta e le sue immagini fossero state rubate da qualcuno: probabilmente ci sarebbe stata la stessa speculazione rovesciata e a lui sarebbe spettato l'onere di spiegare quello che era successo. Questo per dire come in questo momento sia estremamente difficile, anche per la politica, capire realmente cosa bisogna fare.

Vorrei dire una cosa, però, perché l'unità non è retorica: se siamo qua per esprimere solo genericamente unità, facciamo un esercizio retorico. Non serve oggi un esercizio retorico, ma una prova di verità singolarmente data da ciascuno di noi.

Il Ministro ha detto che ci affidiamo alla comunità scientifica: sono con lui, però attenzione; ci affidiamo alla comunità scientifica per gli aspetti scientifici, perché mi affido alla comunità politica e istituzionale per quelli politici e istituzionali. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az, PD e IV-PSI). Altrimenti, a questo punto basterebbe mettere l'Istituto superiore di sanità al posto del Ministro e avremmo risolto i problemi, ma non funziona così. Questa mattina, anche per il fuso orario, sono stato raggiunto da colleghi cambogiani che mi hanno espresso solidarietà, spiegandomi di essere disperati per me. Li ringrazio molto, però, pure loro qualche problema ce l'hanno: eppure, evidentemente oggi sta passando l'idea che l'Italia sia diventata il ventilatore del coronavirus assieme alla Cina. Il Ministro è stato bravissimo nello spiegare che le cose non stanno così e che il problema è dato dal numero dei controlli che abbiamo fatto: tutto questo è importante per noi, ma diventa quasi irrilevante per la percezione esterna che si dà alla vicenda.

Lo sforzo e il tema della politica è tutto qui, nella distonia che si sta creando tra un sistema che riteniamo funzioni meglio degli altri, perché facciamo più controlli e probabilmente siamo più accurati, e gli effetti negativi che ne derivano in particolare sulla nostra economia, mettendo l'Italia in ginocchio.

Questo senso della proporzione e della misura è il segno della politica; qui serve la politica. A che cosa serve la politica, se non a stabilire esattamente il senso della proporzione tra le preoccupazioni di carattere scientifico e le preoccupazioni di carattere sociale, politico e istituzionale? Questa è la politica, colleghi; questa è la politica, come ci hanno insegnato e che noi dobbiamo cercare di sviluppare nella nostra dimensione.

Ha ragione il senatore Collina: se ci fosse il sovranismo che piace a me, che non è quello nazionale ma quello europeo, probabilmente oggi non ci troveremmo in queste condizioni, perché avrebbero fatto tutti la stessa metodologia di controlli (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC), e noi ci troveremmo a dire che i nostri dati vanno relativizzati con i dati degli altri. Ma la politica non si fa con i «se»; teniamolo presente nel futuro, quando si parlerà di Europa e di necessità, e affidiamo anche ad un progetto comune europeo il nostro destino.

Colleghi, un'ultima cosa. Il senso di onnipotenza che la nostra società porta a ciascuno di noi è messo duramente a repentaglio da questa vicenda. È paradossale, ma forse questo è l'unico lato positivo che questa vicenda ci porta: far capire che non tutto è nelle nostre mani, che esiste ancora qualcosa con cui misurarsi che è più forte di noi, e questo vale non solo per il coronavirus oggi, ma ad esempio per i problemi ambientali drammatici che si stanno profilando nel Pianeta, che noi vediamo come se fossero questioni che riguardano i figli dei nostri figli dei nostri figli, e invece drammaticamente rischiano di riguardare ciascuno di noi. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az, PD e FdI).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, signor Ministro, illustri membri del Governo, ascoltando la relazione, bene ha fatto il Ministro a sottolineare l'aspetto della vicinanza nei confronti dei medici, degli infermieri, della Protezione civile e di tutti coloro che stanno lavorando per questa emergenza. Ciò in ragione soprattutto di quello che è accaduto e sta accadendo in queste ore, che ha dell'incredibile in un Paese come l'Italia, dove, anziché vedere tutte le istituzioni che danno fiducia ai medici, senza se e senza ma, la procura di Lodi ha aperto un'inchiesta per procedure nei confronti degli ospedali di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC).

Signor Ministro, magari bisognerebbe anche cercare di far capire al Presidente del Consiglio che qualche dichiarazione in meno avrebbe fatto meglio, visto quello che si legge nell'atto dovuto. Penso che in questo momento i medici e coloro che sono sul campo abbiano bisogno di ricevere fiducia anche dal punto di vista psicologico. Certi atti sicuramente squalificano un po' l'Italia nel contesto mondiale.

Un altro aspetto che lei ha messo in evidenza, e che mi è piaciuto, è stato l'uso delle parole «unità» e «responsabilità». Sull'unità evitiamo chiaramente le polemiche, anche se qualcuno che interviene dice che bisogna evitarle, però poi le fa. E quindi bisognerebbe essere anche un po' coerenti rispetto agli interventi che si fanno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az).

Sì, signor Ministro, è venuto il momento di assumersi delle responsabilità. Purtroppo in questi casi assistiamo spesso ad uno scarico delle responsabilità: abbiamo visto scaricarle su amministratori, sindaci, Presidenti delle Regioni. Penso che ciò sia probabilmente anche figlio di alcune decisioni scellerate che questo Parlamento ha preso. Infatti nel momento in cui non vengono riconosciuti l'interesse pubblico e l'autonomia dell'azione governativa, come è accaduto qualche settimana fa, è indubbio - come diceva bene nel suo intervento l'onorevole Casini - che si possono correre dei rischi; come quello di non assumersi le proprie responsabilità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az).

Non è assolutamente questa la strada che bisogna percorrere. L'ha detto il senatore Casini: quello che capita oggi, un domani potrebbe capitare a qualche altro membro del Governo. Mi pare di capire che il decreto-legge che viene che è stato trasmesso sia forse anche un po' un tentativo ad andare in quella direzione. Ho sentito parlare di decentramento della sanità, di autonomia differenziata e quant'altro: sembra un tentativo un po' schizofrenico di affrontare la questione.

Infatti, l'articolo 117, comma 2, lettera q) - l'ha ricordato bene ieri sera Tremonti in una trasmissione televisiva - fa rientrare la materia della profilassi internazionale nella competenza esclusiva dello Stato. Quindi, è già una competenza dello Stato e del Governo. Prima di discettare di autonomia differenziata, regionalismo o sanità, dite anche al presidente del Parlamento europeo Sassoli che occorre studiare e leggere meglio la nostra Costituzione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). Ed esercitiamo le funzioni che la Costituzione ci dà, perché è questo, dal nostro punto di vista, l'elemento molto importante in tema di responsabilità.

Quanto al decreto, avete visto che alla Camera dei deputati abbiamo dato subito disponibilità. Il nostro è un segnale chiaramente politico, perché da un punto di vista tecnico ci sarebbe molto da discutere e avremo probabilmente modo e tempo, nel proseguo della stagione parlamentare, di entrare più nel merito delle scelte che sono state fatte.

Signor Ministro, ho sentito anche oggi parlare del tema dell'Europa, che è giustissimo. Tuttavia, ricordo che la senatrice Cantù e l'onorevole Zoffili sono venuti, su delega dei nostri Capigruppo di Senato e Camera, alla riunione da lei convocata e che proprio noi abbiamo messo in evidenza - era il 3 febbraio - l'assenza totale dell'Europa e la necessità che occorresse una politica unica europea che consentisse di creare quel cordone sanitario utile a contenere l'infezione. Tuttavia, dal 3 febbraio a oggi non abbiamo visto alcun vertice, intervento particolare o riunione d'urgenza. Queste riunioni si fanno solamente quando si tratta di parlare, in segreto magari, del Meccanismo europeo di stabilità o di dare i numerini all'Italia perché bisogna stare nei limiti del deficit. In questi casi, l'Europa entra prepotentemente. Quando si tratta di contenere immigrazioni e pandemie e affrontare le vere sfide della globalizzazione, la verità è che l'Europa non è in grado assolutamente di farlo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az).

Signor Ministro, andate in Europa, picchiate i pugni sul tavolo e pretendete che ci sia un protocollo unico, anche di intervento. Quanti controlli vengono fatti negli altri Paesi? Che sistemi si utilizzano? Adesso ci fanno passare per gli appestati d'Europa e del mondo, ma chiediamoci che tipo di controlli hanno fatto gli altri Paesi. Pretendete queste informazioni, fatevi sentire. Questo è un suggerimento utile che la Lega vi dà in un momento come questo.

Quanto alla richiesta di sospensione della Convenzione di Schengen (ricordo che lo stesso Trattato la prevede per motivi di ordine pubblico, sicurezza, igiene e sanità), come risposta c'è stata la classica derisione nei confronti dei leghisti brutti e cattivi e razzisti, che vogliono chiudere i confini, con richiami al sovranismo e quant'altro. Sapete qual è stato l'effetto? In Europa dicono che non occorre sospendere la Convenzione di Schengen: certo, tra gli altri Paesi europei no, l'hanno sostanzialmente sospesa solo nei confronti dell'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Questo è stato il risultato. Certo che adesso siamo isolati nel mondo, perché ci hanno isolato gli altri.

Non facciamo più scelte figlie dell'ideologia. Se arrivano consigli o suggerimenti da Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e qualsiasi altra componente della minoranza, considerateli in modo approfondito. Penso, ad esempio, a quanto suggerito, sempre in tema di Europa, in modo molto pacato e sempre preciso e puntuale dal mio collega, senatore Bagnai, Presidente della Commissione finanze e tesoro. Visto che ci hanno fatto passare per gli appestati d'Europa, indubbiamente adesso sarebbe forse il caso di chiedere all'Unione europea di applicare, una volta per tutte, le sue regole, in particolare con riferimento all'articolo 107, comma 2, lettera b), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, affinché non vengano poi a stressarci con la storia legata agli aiuti di Stato. La calamità naturale è infatti una causa esimente specifica prevista dal Trattato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Non facciamoci abbindolare, come sempre, dalle grandi decisioni, scelte e imposizioni dell'Europa.

Concludo, restando nei tempi stabiliti, come è giusto che sia, soffermandomi sul provvedimento che dovrà contenere le misure economiche necessarie visto tutto ciò che sta succedendo. È stato ricordato molto bene che l'aspetto economico è assai delicato, in quanto la vicenda sta producendo delle situazioni davvero molto drammatiche per tantissime persone, soprattutto nei campi del turismo, del commercio e dell'artigianato. Ci sono tantissimi settori che rischiano una crisi epocale. Chiediamo al Governo di fare in fretta: dovete adottare subito il provvedimento e portarlo in Parlamento, dove incontrerete tutta la nostra disponibilità.

Abbiamo anche avanzato delle proposte, per dare veramente il segnale che, quando si tratta di essere uniti, forse il modo migliore per farlo è quello di avanzare proposte serie, come ha fatto la Lega in questi giorni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà.

BERNINI (FIBP-UDC). Signor Presidente, ringrazio il Ministro della salute, i Ministri, i Sottosegretari e i Vice Ministri presenti in Aula. I ringraziamenti non sono solo forma, così come la richiesta di collaborazione non è solo forma, signor Ministro. Noi ci siamo stati da sempre. Siamo stati convocati il 3 febbraio, ci è stata richiesta unità, responsabilità, collaborazione. Ma la collaborazione non è solo una parola, signor Ministro. Lei sa che ci siamo stati e abbiamo fatto le nostre proposte, come hanno ricordato il collega Romeo e i colleghi Capigruppo che mi hanno preceduto e che erano presenti. La collaborazione non può essere solo coreografica o retorica, come direbbe il presidente Casini. Se si collabora, le proposte devono essere ascoltate e magari messe in atto.

Lei sa, ministro Speranza, che noi la stimiamo. Abbiamo apprezzato la sua disponibilità e soprattutto la sua sobrietà istituzionale, la sua eleganza di stile nel venire a confrontarsi in Parlamento, che è l'unica sede del dibattito politico, non saltellando tra le tende dei talk show del circo mediatico. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Questo ci è piaciuto, ma, signor Ministro, quello che non ci è piaciuto è che i nostri consigli sono rimasti assolutamente inascoltati. Vedo dal gesto della testa che c'è una certa perplessità da parte sua nel ricevere quello che noi le stiamo dicendo. Il tempo è poco e purtroppo le cose da dire sono tante, ma io vorrei che, come capita tra persone che devono collaborare, ci si dica la verità; così come il Governo deve dire la verità a se stesso, cominciando a porsi domande scomode, perché evidentemente qualcosa, se le cose stanno così e gli italiani sono terrorizzati (è diventato panico quello che voi siete riusciti a trasferire agli italiani), non ha funzionato. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC).

Questo è qualcosa che vi dovete raccontare per rimediare a ciò che è stato fatto in giorni difficilissimi e complicatissimi, in cui - e questo lo abbiamo detto a partire dal 3 febbraio, testimoni tutti i colleghi Capigruppo di tutti i Gruppi parlamentari qui rappresentati - l'emergenza coronavirus doveva andare in parallelo e di pari passo con la conseguente, inevitabile emergenza economica, che avrebbe ghermito il Paese. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC).

Signor Ministro, le abbiamo detto che andava bene fermare i voli diretti; però se i cinesi che vengono da Wuhan e da Pechino percorrono le tratte Pechino-Dubai, Pechino-Berlino, Pechino-Ginevra, Pechino-Vienna, Pechino-Londra, così come hanno fatto, sfuggendo al nostro controllo, non sarebbe forse meglio controllarli prima, per fare in modo che l'epidemia si diffonda di meno?

L'epidemia, signor Ministro, deve essere definita nel suo perimetro: non può un giorno essere una pandemia pericolosissima e il giorno dopo essere solo una forte influenza. Noi non possiamo accettare che il Presidente del Consiglio che in due giorni, tra sabato e domenica, vada 16 volte in televisione, diffondendo la sensazione che qualcosa di terribile stia accadendo al Paese; non possiamo aspettarci altro che sentirci definire il giorno dopo dall'Europa - perché questa è l'impressione che abbiamo trasferito - una sorta di lazzaretto, di ricettacolo di untori, per poi dire il giorno dopo che va tutto bene. È proprio questo cortocircuito comunicativo che ha creato i problemi che noi non possiamo ignorare.

Signor Ministro, lei non può venire qui a dirci che non dobbiamo sventolare bandierine, come se andasse tutto bene. Noi dobbiamo insieme guardare in faccia i problemi per risolverli. Questa si chiama collaborazione. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az).

Non possiamo far finta che non stia succedendo nulla e che le vostre pratiche, per quanto ci riguarda tardive e problematiche sotto il profilo della gestione delle categorie produttive, delle famiglie e dei lavoratori, siano state efficaci ed adeguate. Noi dobbiamo, da adesso in poi, invertire la tendenza e ascoltarci di più.

Signor Ministro, noi le abbiamo detto di fare attenzione all'Africa, dove abitano, vivono e lavorano 6,5 milioni di cinesi, con migliaia di compagnie cinesi e dove si stanno costruendo migliaia di infrastrutture cinesi, con una circolazione continua tra l'Africa e la Cina. Attenzione quindi agli sbarchi. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e FdI). Attenzione agli sbarchi, che possono rappresentare un fattore di rischio. (Commenti dai Gruppi M5S e PD).

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, fate continuare la senatrice Bernini. Ognuno ha potuto dire quello che ha voluto nel silenzio dell'Aula.

BERNINI (FIBP-UDC). Colleghi, non è rumoreggiando che si risolvono i problemi: evidentemente abbiamo toccato un punto spinoso. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI).

Soprattutto, colleghi, ci uniamo ai profondi ringraziamenti a chi si è dedicato fin dall'inizio all'emergenza: medici, personale sanitario, personale ospedaliero, associazioni di volontariato, volontari della Protezione civile, quella Protezione civile che adesso fatica a lavorare perché avete smantellato la Protezione civile centralizzata, che con Bertolaso era la nostra punta di diamante. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e FdI).

Allo stesso modo ringraziamo le Forze dell'ordine e l'esercito: ringraziamo tutti e ci uniamo con la nostra vicinanza a chi è stato colpito dal virus. Tuttavia, proprio per rispetto di queste persone, proprio perché noi riconosciamo i problemi guardandoli in faccia e proprio perché noi abbiamo fornito consigli e soluzioni in un momento in cui, se applicati, quei consigli e quelle soluzioni avrebbero potuto manifestare molto meglio di adesso la loro efficacia, vi diciamo quello che sarà il tema all'ordine del giorno da adesso in poi, signor Ministro: l'emergenza economica. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC).

Abbiamo imprese del turismo, del commercio e dell'agricoltura che stanno ansimando. A noi ci troveranno vivi tra due settimane, se ancora avremo la serrata, ma loro saranno morti e questo non ce lo possiamo permettere. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Signor Ministro, la prego. Lei è il Ministro della salute, ma capisce come queste cose vanno in parallelo. (Commenti dai Gruppi PD e M5S).

Io la lascio con la richiesta che gli imprenditori...

BITI (PD). Ma vergognati, non sai di cosa parli. Stai facendo un terrorismo assurdo!

BERNINI (FIBP-UDC). Amici, capisco che queste cose vi diano fastidio, ma ci troviamo in Parlamento, dove tutti possono parlare e tutti hanno il diritto di essere ascoltati. Non so se chi si definisce... (Il microfono si disattiva automaticamente).

Ancora un minuto, signor Presidente, e concludo. (Commenti dal Gruppo PD).

BITI (PD). Vergogna! Non sai di cosa parli.

BERNINI (FIBP-UDC). Ma di cosa? (Commenti del senatore Mirabelli).

PRESIDENTE. Prosegua, senatrice Bernini.

BERNINI (FIBP-UDC). Signor Ministro, io rinnovo la richiesta e l'invito che sono stati rivolti da AssoLombarda a tutti noi, a tutta la classe politica che, per essere responsabile, deve guardare in faccia i problemi: «Fate presto, fate di più». Questo è l'unico modo per affrontare l'emergenza coronavirus ed economica nel nostro Paese. Su questo noi ci siamo con le nostre proposte, con la nostra serietà, con la nostra sincerità. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI. Molte congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marinello. Ne ha facoltà.

MARINELLO (M5S). Signor Presidente, egregio signor Ministro, onorevoli colleghi, voglio iniziare il mio breve intervento con una parola: calma.

Ho lavorato per trentatré anni nell'area medica dell'emergenza e, nel momento in cui si vengono a creare ansia e panico, non si può più ragionare.

Rivolgo un appello a tutte le forze politiche: non bisogna assolutamente mostrare ansia e paura (Applausi dal Gruppo M5S) e andare contro ciò che può essere razionale e ragionevole per poter intervenire in maniera adeguata, in momenti come quelli attuali veramente molto delicati.

Ci troviamo di fronte a una grave emergenza sanitaria e voglio ringraziare innanzitutto tutti gli operatori sanitari, i medici e gli infermieri, che in queste ore sono impegnati in prima linea. (Applausi dal Gruppo M5S). Ho fatto il dirigente medico in emergenza urgenza per tutta la mia vita professionale. Il mio pensiero va naturalmente ai miei colleghi e alla professionalità e all'abnegazione di tutte le persone che ogni giorno garantiscono l'eccellenza del Servizio sanitario nazionale. Tutti questi lavoratori vanno protetti e tutelati con gli strumenti migliori e le misure più giuste.

I cittadini devono avere la certezza che le istituzioni sono al loro fianco nella tutela della salute come bene comune. Il nostro sistema sanitario è tra i migliori al mondo e le misure che questo Governo ha messo in campo sono state tempestive. Il numero dei contagi da coronavirus che sta emergendo nelle ultime ore è legato all'elevato numero di test diagnostici somministrati. Siamo infatti il Paese europeo che ha eseguito più tamponi, superando i 9.000. Voglio però aggiungere che tutto questo viene fatto per cercare di andare a scoprire tutte le vie di contagio. Cerchiamo quindi di stare calmi e di rispettare, come affermato dal Ministro, le direttive degli scienziati, del gruppo direttivo del Ministero e dell'Organizzazione mondiale della sanità. (Applausi dal Gruppo M5S).

Quando si parla di salute, l'obiettivo dovrebbe essere comune e invece, ancora una volta, assistiamo a superficiale e irresponsabile strumentalizzazione politica. (Applausi dal Gruppo M5S). È il momento non di fare polemiche, ma della condivisione e della responsabilità per tutelare la salute come diritto inalienabile dell'individuo.

È bene ricordare allora che questo Governo si è mosso fin da subito con la Farnesina per rimpatriare i nostri cittadini residenti a Wuhan. Un grazie particolare va al sottosegretario Pierpaolo Sileri (Applausi dal Gruppo M5S), che si è recato due volte in Cina proprio per assistere, da medico, i nostri connazionali nel viaggio di rientro, pur consapevole dei rischi che correva. Ciò fa parte però dell'essere medico. Grazie Pierpaolo. (Applausi dal Gruppo M5S).

Il Ministero della salute ha immediatamente riunito una task force, attiva ventiquattro ore su ventiquattro, per monitorare tutti gli sviluppi e programmare i necessari interventi di sorveglianza e prevenzione. È stato istituito un tavolo interministeriale con la Protezione civile che lavora senza sosta, monitorando tutti gli eventi e agendo con tempestività.

Questo virus mette paura: sì, è vero, come mettono paura tutte le nuove patologie senza cura, ma dobbiamo ricordarci che, nella stragrande maggioranza dei casi, colpisce in forma lieve e solo una piccola percentuale dei casi richiede assistenza specialistica. In questa fase è importante, però, mettere in atto tutte le misure utili al contenimento dei contagi, che vanno dal lavarsi spesso le mani alla quarantena preventiva per chi è stato nei luoghi focolaio o ha avuto contatti con persone infette.

Il Governo intanto sta studiando e adottando anche misure a sostegno economico delle popolazioni delle zone colpite dall'infezione, come misure di integrazione salariale per i lavoratori delle aziende che operano sul territorio. Adesso serve il sostegno di tutti i Paesi europei perché la crisi non si ripercuota in modo irreversibile sull'economia del nostro Paese. Vogliamo quindi ringraziare il signor Ministro, il Sottosegretario, i tecnici e tutti gli esperti che da giorni lavorano senza sosta per superare l'emergenza, garantendo loro il nostro supporto.

Per concludere vorrei inviare un messaggio a tutti i cittadini, agli esercenti, ai commercianti e agli imprenditori in sofferenza, e dire loro che non li lasceremo assolutamente soli. La ringrazio, signor Ministro. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto-LeU).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Ministro della salute, che ringrazio per la disponibilità.

Sospendo la seduta fino al termine dei lavori della Giunta per il Regolamento.

(La seduta, sospesa alle ore 10,20 è ripresa alle ore 11,07).

Giunta per il Regolamento, parere

PRESIDENTE. Comunico gli esiti della riunione della Giunta per il Regolamento.

Nel corso della riunione è stato ricordato che nella seduta del 17 gennaio 2020 è stata respinta la proposta di dichiarare che il termine di cui all'articolo 135-bis, comma 3, del Regolamento, abbia natura ordinatoria e non perentoria.

A seguito di una istanza di chiarimento avanzata ieri in sede di Conferenza dei Capigruppo, la Giunta per il Regolamento ha ritenuto all'unanimità dei presenti che, a fronte di circostanze eccezionali ovvero di stato di necessità - tali da determinare l'impossibilità oggettiva a partecipare ai lavori della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari da parte di uno o più componenti - sia giustificata e legittima la deroga del termine di cui all'articolo 135-bis, comma 3, esclusivamente laddove sussista un nesso diretto con previsioni e princìpi costituzionali, quali desumibili, a titolo esemplificativo e non tassativo, dal combinato disposto degli articoli 16 e 32 della Costituzione. La deroga è legittima entro i limiti temporali strettamente correlati alle richiamate circostanze eccezionali e non sia altrimenti possibile indicare una data alternativa immediata per la convocazione della Giunta stessa.

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 4 marzo 2020

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 4 marzo, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 11,10).

Allegato B

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Barachini, Bertacco, Bogo Deledda, Bongiorno, Bossi Umberto, Campari, Castaldi, Cattaneo, Ciriani, Crimi, De Poli, Di Piazza, Errani, L'Abbate, Lunesu, Maffoni, Malpezzi, Margiotta, Marin, Marti, Merlo, Mininno, Misiani, Monti, Napolitano, Petrenga, Pisani Giuseppe, Renzi, Ronzulli, Segre, Sileri, Turco e Unterberger.

.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO.

Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo del Regolamento, i senatori: Augussori, Bossi Simone, Faggi, Ferrero, Pirovano, Pisani Pietro e Pizzol.

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro della salute

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (1741)

(presentato in data 26/02/2020)

C.2402 approvato dalla Camera dei deputati

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatore Nastri Gaetano

Disposizioni per favorire la ricerca e lo sviluppo nel settore ambientale (1742)

(presentato in data 26/02/2020);

senatrice Ronzulli Licia

Modifiche alla legge 29 maggio 2017, n. 71, e altre disposizioni per il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo (1743)

(presentato in data 27/02/2020);

senatori Ferrara Gianluca, Perilli Gianluca, Petrocelli Vito Rosario, Presutto Vincenzo, Accoto Rossella, Pesco Daniele, Mantero Matteo, Croatti Marco, Fede Giorgio, Marilotti Gianni, Cerno Tommaso, Romano Iunio Valerio, Leone Cinzia, Pirro Elisa, Trentacoste Fabrizio, Donno Daniela, Matrisciano Susy, Botto Elena, Maiorino Alessandra

Istituzione di una Commissione di inchiesta sulle stragi colpose (1744)

(presentato in data 27/02/2020).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

12ª Commissione permanente Igiene e sanità

Gov. Conte-II: Pres. Consiglio Conte, Ministro salute Speranza ed altri

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (1741)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali

C.2402 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 27/02/2020)

Disegni di legge, richieste di parere

La 2a Commissione permanente e la Commissione parlamentare per le questioni regionali sono state chiamate ad esprimere il proprio parere sul disegno di legge n. 57 "Disciplina della professione di geometra e norme per l'adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali", già deferito in sede redigente alla 7a Commissione permanente.

Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 26 febbraio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 280, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 - lo schema di decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione, il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute, concernente l'erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie (n. 163).

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 1ª Commissione permanente e, per i profili di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno il parere entro il termine del 18 marzo 2020. Le Commissioni 2ª, 7ª, 11ª e 12ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione entro il 12 marzo 2020.

Governo, comunicazione dell'avvio di procedure di infrazione

Il Ministro per gli affari europei, con lettera in data 14 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la seguente comunicazione concernente l'avvio di procedura d'infrazione - notificata il 13 febbraio 2020 - ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea:

comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2019/2308, concernente il non corretto recepimento della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 2011 concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. La predetta comunicazione è trasmessa alla 13a e alla 14a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 57).

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 14 febbraio 2020, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria:

della Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometri Liberi professionisti (CIPAG) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 11a Commissione permanente (Doc. XV, n. 259).

Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di atti

La Banca d'Italia, in data 12 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge 29 luglio 2003, n. 229, la relazione di analisi di impatto della regolamentazione (AIR) concernente "Le segnalazioni delle Società fiduciarie iscritte alla sezione separata dell'Albo degli intermediari, prevista dall'articolo 106 del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia" (n. 10).

Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6a Commissione permanente.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Romano ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02963 del senatore Lannutti ed altri.

Risposte scritte ad interrogazioni

(Pervenute dal 21 al 27 febbraio 2020)

SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 55

ARRIGONI, PAZZAGLINI: su limitazioni e chiusure su un lungo tratto della A14 tra le Marche e l'Abruzzo disposte dall'autorità giudiziaria (4-02455) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

BRIZIARELLI ed altri: sull'obbligo dell'installazione del dispositivo di allarme per prevenire l'abbandono dei bambini in auto (4-02171) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

IANNONE: sul censimento degli impianti sportivi nel territorio nazionale (4-00604) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport)

su un incidente occorso al traghetto "Egnazia" in viaggio da Salerno a Catania (4-01915) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

LONARDO: sulla presenza di depositi illegali di rifiuti su strade in provincia di Benevento (4-02434) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

MIRABELLI: su un aumento della pianta organica del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità (4-01466) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia)

NENCINI: sulla soppressione dei voli da Catania e Palermo per Roma da parte di Vueling (4-02526) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

PAPATHEU: sulla soppressione dei voli da Catania e Palermo per Roma da parte di Vueling (4-02487) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

PARAGONE: sull'eventuale incompatibilità tra gli incarichi del capo di gabinetto del Ministro (4-02796) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

SACCONE ed altri: sul riconoscimento del regime di continuità territoriale della Sicilia (4-02584) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

SALVINI: sul completamento della strada statale 106 in Calabria (4-02288) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

VITALI - Ai Ministri dell'istruzione e del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:

in base a quanto previsto dal decreto-legge n. 126 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 159 del 2019, centinaia di lavoratori ex socialmente utili che nel foggiano sono impegnati nel settore delle pulizie si ritroveranno dal 1° marzo 2020 con contratti part time a 18 ore settimanali, con uno stipendio dimezzato rispetto alla contrattualizzazione tuttora in essere, pur dovendo sostenere le stesse spese di sempre (mutui, affitti, bollette);

molti di loro lavorano presso gli istituti scolastici come lavoratori socialmente utili dal 1995 e, successivamente, a partire dal 1° luglio 2001, sono stati assunti da ditte appaltatrici e il rapporto continuo senza interruzione si è protratto fino ad oggi e si concluderà il 29 febbraio 2020. Dal 1° marzo saranno internalizzati direttamente dai rispettivi istituti scolastici ove hanno prestato servizio, diventando dipendenti pubblici ed eliminando così i cosiddetti sprechi come si sono ritenuti quelli normati dal decreto-legge n. 42 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2016 (detto "scuole belle");

il 9 dicembre 2019 è stato emanato il bando (decreto del direttore generale n. 2200 del 6 dicembre) riguardante le procedure di selezione del personale delle imprese di pulizia e il testo del decreto ministeriale n. 1074 del 2019 con allegata la tabella di valutazione dei titoli culturali e di servizio per il profilo di collaboratore scolastico, con data di scadenza delle domande al 31 dicembre 2019 come previsto dalla legislazione vigente;

i lavoratori socialmente utili tutti si sono recati numerosi presso gli uffici sindacali per compilare la domanda e aggiudicarsi un posto in graduatoria;

nella provincia di Foggia i sindacati non erano a pieno regime lavorativo nel mese di dicembre e hanno avuto difficoltà ad assistere i tanti lavoratori accorsi per fare domande al concorso per l'assunzione, quando è emerso che nelle domande on line non era possibile inserire tutti gli anni di attività dei lavoratori socialmente utili ma si poteva partire dal 1995, arrivando solo fino al 25 maggio 1999, non potendo così includere i restanti mesi effettivamente lavorati fino al 30 giugno 2001;

alla richiesta di spiegazioni sulla compilazione degli anni di effettivo lavoro è stato risposto a coloro che presentavano domanda che le restanti annualità non sarebbero state inserite per nessuno e che quindi l'anzianità di servizio sarebbe rimasta invariata per tutti;

il 7 febbraio 2020, all'uscita della graduatoria provvisoria nella provincia di Foggia, i lavoratori, invece di trovarsi nelle loro naturali posizioni e cioè tra i primi 100, si sono ritrovati dal 250° posto in giù, realizzando così che coloro che avevano fatto domanda nei giorni successivi al citato periodo di dicembre avevano potuto aggiungere tutti gli anni di servizio. Così anche chi aveva titoli di servizio inferiori si è trovato nelle prime posizioni. Quanti frequentano spesso i sindacati sono stati avvisati in tempo, e sono andati ad aggiornare la domanda. Inoltre risulta che chi aveva lavorato per 10 mesi all'anno e con ore ridotte rispetto alle consuete 35 settimanali o 12 mesi all'anno, si è visto calcolare le annualità per intero;

benché siano stati proposti i relativi ricorsi entro i 5 giorni stabiliti presso l'Ufficio scolastico territoriale di Foggia, producendo ordini di servizio, estratto conto contributivo INPS e quanto serviva per dimostrare che il servizio era iniziato nel 1995 e non si era mai interrotto fino a data corrente, il 20 febbraio 2020 all'uscita della graduatoria definitiva la situazione dei tanti che non avevano potuto perfezionare la domanda è ulteriormente peggiorata per l'inserimento di altri, esclusi erroneamente. Il provveditorato di Foggia ha risposto ai ricorrenti che avrebbe provveduto a sanare solo gli errori commessi dagli uffici e non quelli commessi dai concorrenti;

con il decreto-legge n. 162 del 2019 appena convertito in legge, si sancisce l'internalizzazione dei lavoratori socialmente utili; il caso esposto pare essere solo uno dei tanti che nel corso della procedura si verificheranno, alla luce del fatto che sono stati stanziati fondi per internalizzare solo 11.000 dipendenti lasciando fuori circa 5.000 dipendenti attualmente inseriti, come molti altri, con un regime contrattuale full time, che permette loro di mantenere una vita dignitosa e provvedere al benessere della famiglia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e come li valutino;

se, anche alla luce dell'emergenza coronavirus che non può far trovare impreparate le pubbliche amministrazioni, tanto meno chi si occupa delle scuole e della loro sterilizzazione, non ritengano opportuno attivarsi per una proroga dei termini previsti;

se intendano attivarsi con iniziative idonee a tutelare le migliaia di lavoratori rimasti fuori dall'internalizzazione.

(3-01418)

CUCCA - Al Ministro dell'università e della ricerca. - Premesso che:

da numerose segnalazioni giunte all'interrogante si apprende che all'interno del conservatorio di musica Santa Cecilia in Roma si assisterebbe da tempo al verificarsi di episodi gravi che potrebbero aver compromesso il regolare svolgimento delle attività ed il corretto rispetto delle norme di legge da parte dei vertici dell'istituto;

gli ispettori inviati dal capo del Dipartimento pro tempore del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, professor Giuseppe Valditara, hanno esaurito il periodo messo a loro disposizione e, a causa della complessità e della gravità della situazione in cui versa il conservatorio, hanno chiesto una proroga per completare il loro mandato;

detto provvedimento risulta necessario a causa delle numerose denunce pervenute al professor Valditara e ai vertici ministeriali;

da quanto si apprende, infatti, vi sarebbero stati episodi gravi, come la modifica di verbali, la falsificazione di firme, la convocazione indebita di riunioni del consiglio di amministrazione da parte del direttore Giuliani con conseguente approvazione del bilancio di previsione;

allo stesso tempo, si sarebbero verificati casi di diniego di accesso agli atti, a seguito dei quali sono state emanate condanne da parte del Tar, che hanno causato un aggravio di spese a carico dell'istituzione, e la presentazione, da parte di alcuni docenti facenti parte del consiglio accademico, di un esposto-denuncia per falso verbale e illegittima delibera;

ancora, sarebbero stati presentati un ricorso al Tar da parte di un'assistente amministrativa per immotivato mancato rinnovo del contratto ed un ricorso al Tar da parte di alcuni docenti a seguito dell'elezione del consiglio accademico avvenuta con un regolamento non approvato secondo le regole statutarie;

parallelamente, alcuni studenti stranieri hanno esposto denuncia al Tar per un illegittimo aumento delle contribuzioni studentesche, a seguito del quale si sono svolte proteste;

dette proteste hanno avuto ad oggetto anche l'immotivato e discriminatorio episodio riguardante la sospensione delle lezioni per i soli studenti orientali,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non ritenga necessario ed urgente concedere una proroga dell'attività degli ispettori e se non ritenga opportuno, sino al completamento della relazione degli ispettori, congelare gli organi di governo dell'istituto onde evitare la perdurante situazione di prevaricazione normativa.

(3-01419)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

DE BONIS - Ai Ministri della salute, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

il contagio dal nuovo coronavirus, denominato "Covid-19" dal direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha assunto dimensioni preoccupanti, soprattutto in Italia;

è infatti di oltre 350 casi, di cui 12 morti, il bilancio accertato fino al 26 febbraio 2020 in 9 regioni d'Italia: 261 casi (tra cui 6 minori) con 9 vittime in Lombardia, 58 casi con 2 morti in Veneto, 26 casi in Emilia-Romagna, 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia, 2 in Toscana e Liguria, uno in Alto Adige. Pare che ci sia la conferma di una positività nelle Marche;

mentre in Italia si cerca di adottare misure di contenimento dell'epidemia (il 25 febbraio la visita di una delegazione dell'OMS), all'estero l'impennata dei casi, che fa dell'Italia la terza nazione al mondo con più contagi, ha già cominciato a scatenare le prime reazioni: da chi vuole la chiusura dei confini, a chi chiede la quarantena delle persone provenienti dai "focolai", a chi dispone limitazioni a scambi e viaggi con l'Italia;

sono più numerosi i Paesi che, senza imporre misure coercitive, cominciano però ad avvertire i propri cittadini sui pericoli provenienti dal focolaio italiano. A partire dagli Usa, che hanno emanato un'allerta di livello 1 per chi è diretto o di ritorno in Italia (insieme a Hong Kong, Iran e le altre destinazioni più a rischio) chiedendo prudenza e rispetto del decalogo emanato dalle autorità italiane, senza però chiedere di rimandare o cancellare i propri viaggi. Anche la Croazia ha introdotto "misure di prevenzione e controllo epidemiologico" per chi proviene dal Nord Italia, uguali a quelle già imposte un mese fa sugli arrivi dalla Cina. Intanto, la Serbia sconsiglia i viaggi nelle aree italiane più a rischio, e la Grecia ha sospeso le gite scolastiche in Italia, con rientro anticipato delle proprie scolaresche, mentre Israele "raccomanda di non viaggiare in Italia" e valuta la possibilità di mettere in quarantena chiunque ritorni da viaggi in Italia. A rischio infine le attività del programma di mobilità studentesca europeo "Erasmus+", che, soprattutto nelle regioni più a rischio, potrebbero essere annullate o riprogrammate;

intanto, con una circolare il Parlamento europeo chiede ai propri dipendenti (di tutti i 27 Paesi appartenenti all'Unione) che nelle ultime due settimane abbiano viaggiato in Cina, Corea del Sud, Singapore e nelle regioni italiane interessate dall'epidemia di rimanere in isolamento a casa e fare richiesta di telelavoro. Fonti dell'istituzione hanno tenuto a precisare che, nella misura, non vi è nessun tipo di discriminazione verso gli italiani;

per quanto riguarda il contesto economico, la borsa è in calo e il FTSE MIB, l'indice più significativo della borsa italiana, ha chiuso a meno 5.43 per cento lunedì 24 febbraio, il valore più basso registrato dal 2016;

il nostro Paese è alle prese con i casi di Covid-19, localizzati nelle regioni responsabili di circa il 30 per cento di tutta la produzione italiana e ciò che occorre nell'immediato, oltre alle misure che tutelino la salute di ciascuno, è il varo di un piano strategico per consentire al settore turistico italiano di salvare le sue eccellenze e i suoi posti di lavoro, che la diffusione del coronavirus sta mettendo in serio pericolo. Il turismo italiano è il settore che risulta più penalizzato dalla diffusione di questo insidioso virus. Le cancellazioni delle prenotazioni verso l'Italia si potrebbero protrarre per molti mesi, così come risultano azzerate le nostre partenze verso mete estere; completamente cancellati, poi, il turismo scolastico e quello congressuale e i loro relativi e preziosissimi indotti. Di colpo, un'intera filiera che parte dalle agenzie di viaggi, dai tour operator fino ad arrivare agli hotel, ai B&B e alla ristorazione è stata travolta, a ragione, dalla paura del contagio e dalla propagazione del virus. Locali pubblici, piccole e grandi realtà produttive non solo delle aree rosse ma di tutta l'Italia, legate anche ai numerosi eventi gastronomici che il nostro Paese offre, si sono trovati improvvisamente in gravissima difficoltà. Il tutto, poi, si ripercuote sul piano del lavoro, sia esso autonomo che dipendente;

ci sono, inoltre, migliaia di aziende dell'agroalimentare a rischio paralisi. È l'allarme lanciato da numerose regioni, soprattutto del Sud Italia, anche a causa delle gravi difficoltà attraversate dal comparto per colpa del perdurare della siccità. Le misure restrittive che potrebbero essere decise nei prossimi giorni, unite alla chiusura di alcuni mercati del Nord Italia, che hanno portato al fermo delle esportazioni, darebbero il colpo di grazia su una stagione già compromessa da condizioni meteoclimatiche avverse e prezzi sempre più al ribasso. Infatti, il timore dell'epidemia sta iniziando ad avere le prime ripercussioni economiche sul comparto agroalimentare, così come avvenuto in passato con altre emergenze sanitare come l'influenza aviaria, la blue tongue o la peste suina;

l'impatto, poi, della diffusione del coronavirus sull'economia mondiale sarà notevole per l'economia globale e per l'economia europea perché la Cina rappresenta quasi un quinto dell'economia mondiale. Quindi ne stanno già risentendo le importazioni e le esportazioni;

considerato che:

il coronavirus potrebbe essere nato in laboratorio, un centro di ricerca che si trova proprio a Wuhan: è quanto afferma in un'intervista, riportata dalla stampa, Dani Shoham, ex ufficiale dell'intelligence militare israeliana ed esperto in armi biologiche. Il virus che si sta diffondendo a livello globale, contagiando centinaia di persone, potrebbe aver avuto origine in un laboratorio di Wuhan, collegato al programma di armi biologiche segrete della Cina;

in questo laboratorio, secondo l'opinione di Shoham, verrebbe portato avanti un programma segreto collegato alle armi batteriologiche, all'interno del quale sarebbero stati creati virus e batteri pericolosi e aggressivi. In tal senso, anche secondo questo esperto, potrebbe esserci stata una contaminazione accidentale, di un tecnico o di uno scienziato, che potrebbe aver poi portato all'epidemia;

secondo quanto si apprende da altri articoli di stampa e da reportage, il coronavirus sarebbe un'epidemia su scala mondiale "studiata a tavolino da governi e organizzazioni internazionali sin dal 2014". Allo stato attuale nessuno sa con certezza in che modo sia iniziata la diffusione del contagio. Una delle ipotesi più accreditate e scientificamente plausibili, ma non ancora confermata, è che il coronavirus si sia originato nel mercato del pesce di Wuhan, ma l'unica certezza al momento è sull'origine animale del virus e non si sa come sia mutato e si sia trasmesso all'uomo,

si chiede di sapere:

quali concrete iniziative, nonché iniziative legislative il Governo intenda adottare, in questo grave stato di emergenza, anzitutto per salvaguardare nel migliore dei modi la salute di ciascun cittadino italiano e, di non minore importanza, il tessuto economico, imprenditoriale e turistico, al momento in ginocchio;

quali concrete iniziative, nonché iniziative legislative il Governo intenda adottare per tutelare le aziende agricole, zootecniche, della pesca e agrituristiche, come sgravi fiscali e contributivi, agevolazioni sulle cartelle IMU 2014-2015, rinvio di pagamenti e di scadenze per gli obblighi relativi alla terza rata della cosiddetta "rottamazione" e attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori;

se il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale non ritenga di doversi relazionare con l'Unione europea sia per decidere il da farsi nell'immediato, sia per chiedere alle autorità cinesi di fare chiarezza circa l'esistenza di laboratori segreti di armi batteriologiche dalle quali potrebbe essere scaturito il virus.

(4-02979)