Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 074 del 19/12/2018
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------
74a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO (*)
MERCOLEDÌ 19 DICEMBRE 2018
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Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO,
indi del presidente ALBERTI CASELLATI
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(*) Include l'ERRATA CORRIGE pubblicato nel Resoconto della seduta n. 75 del 20 dicembre 2018
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 12,01).
Si dia lettura del processo verbale.
LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Onorevoli colleghi, comunico che l'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri sulla manovra economica, già prevista per le ore 12, avrà luogo alle ore 13.
Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 13.
(La seduta, sospesa alle ore 12,04, è ripresa alle ore 13,14).
Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI
Informativa del Presidente del Consiglio dei ministri sulla manovra economica e conseguente discussione (ore 13,14)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Informativa del Presidente del Consiglio dei ministri sulla manovra economica».
Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte.
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. Gentile Presidente, onorevoli senatrici e senatori, nel riferire al Parlamento sugli esiti del dialogo con la Commissione europea, desidero in primo luogo esprimere il mio sentito ringraziamento a tutti voi, di maggioranza ma anche di opposizione, per la comprensione mostrata in questi giorni durante i quali l'iter di esame del disegno di legge di bilancio ha proceduto con lentezza, scontando un ritardo rispetto ai tempi previsti. I rinvii non sono stati causati - come sapete - da incertezze interne alla maggioranza di Governo. Nei giorni scorsi, si è imposto un rallentamento del vostro esame, così determinando una inevitabile compressione del dibattito in Commissione a causa della complessa interlocuzione che è intercorsa con l'estensione dell'Unione europea, alla quale abbiamo dedicato le nostre più risolute energie e il nostro più intenso impegno. Questa interlocuzione ci ha richiesto inesorabilmente molto tempo - come è inevitabile, d'altra parte - in un negoziato caratterizzato da forti connotazioni politiche, seppur dipanate lungo il binario di un serrato confronto tecnico di natura finanziaria e contabile.
In queste settimane, durante le quali i canali del dialogo non si sono mai interrotti, abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni, senza mai arretrare - desidero rimarcarlo - rispetto agli obiettivi che, con il voto del 4 marzo, gli italiani hanno ritenuto prioritari nell'azione di Governo. Come è noto, allo scopo di rispondere alle urgenze e ai bisogni avvertiti dai cittadini e dalle imprese, abbiamo realizzato interventi di equità sociale, di inclusione e di sostegno al reddito che, in base a una stima iniziale, hanno determinato, insieme alle altre misure anche di investimento, un deficit del 2,4 per cento. A fronte della decisione del Governo, la Commissione europea ha espresso le proprie riserve, preannunciando l'avvio, nei confronti dell'Italia, di una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo. Si profilava così per il nostro Paese una prospettiva che andava evitata. Abbiamo lavorato con la massima determinazione per evitare la procedura di infrazione, dialogando a più riprese con il Presidente e alcuni componenti della Commissione europea in particolare, ma anche con vari Capi di Stato e di Governo di singoli Paesi membri, al fine di illustrare ai nostri interlocutori il più ampio disegno riformatore e di persuaderli sulla opportunità di giungere, nel reciproco interesse, a una soluzione condivisa. Abbiamo pienamente salvaguardato la nostra impostazione della manovra di bilancio. Non abbiamo ceduto sui contenuti, certi degli affetti virtuosi... (Si verificano dei malfunzionamenti nel sistema audio).
PRESIDENTE. È preferibile cambiare microfono. Proviamo a usarne un altro. (Commenti dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo FI-BP. Commenti della senatrice Pucciarelli).
MARCUCCI (PD). Non te la prendere con me!
PRESIDENTE. Presidente, mi scusi, ma le suggerisco di usare un altro microfono. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. Non abbiamo ceduto sui contenuti, certi degli effetti virtuosi che nel medio periodo una manovra espansiva potrà determinare sul tessuto economico e sociale e comunque fermi nelle determinazioni...
BELLANOVA (PD). È in crescita! (Commenti dal Gruppo M5S).
FARAONE (PD). State buoni! Calma.
PRESIDENTE. È stata richiesta più volte in Conferenza dei Capigruppo l'informativa. Adesso, allora, abbiate tutti la pazienza di ascoltare. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP).
AIROLA (M5S). State zitti e ascoltate! (Commenti dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Per favore, non mi pare sia il momento della polemica. Lasciamo terminare il Presidente del Consiglio. Presidente, prego.
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. ...fermi nelle determinazioni assunte con il contratto di Governo, cioè rispondere all'esigenza, fortemente avvertita, di invertire le politiche di rigore che negli anni passati hanno aggravato la crisi, determinando una forte compressione dei redditi, una riduzione dei consumi, un generale impoverimento di ampie fasce della popolazione.
BELLANOVA (PD). Infatti la fiducia cresce! (Proteste dal Gruppo M5S).
PRESIDENTE. Senatrice, se interviene ancora, deve uscire dall'Aula. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az, FI-BP e FdI. Commenti e applausi ironici della senatrice Bellanova).
Se interviene ancora, esce. La diffido. Deve stare zitta! (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Buccarella. Applausi ironici della senatrice Bellanova).
Prego, presidente Conte.
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. Quando il 21 novembre scorso la Commissione ha formalizzato le sue riserve sulla versione rivista...
BELLANOVA (PD). Non mi faccio mettere il bavaglio! (Commenti dai Gruppi M5S e FI-BP).
AIROLA (M5S). Fuori!
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. Quando la Commissione ha formalizzato le sue riserve sulla versione rivista del documento programmatico di bilancio presentato dall'Italia, i margini di negoziazione sono risultati subito davvero contenuti ed esegui. È stato allora che, con il sostegno dei Vice Presidenti, dei Ministri, e del Ministro dell'economia in particolare, mi sono assunto l'onere e anche la responsabilità di riannodare i fili del dialogo affinché non fosse compromesso il processo riformatore che il Governo intendeva realizzare già con questa sua prima manovra economica.
Ho dunque insistito con il presidente Junker perché si rendesse disponibile a un ulteriore incontro, che si è svolto sabato 24 novembre, nel corso di una cena di lavoro a cui hanno partecipato anche il ministro Tria, il vice presidente della Commissione e responsabile per l'euro e per il dialogo sociale Dombrovskis, e il commissario degli affari economici e monetari Moscovici.
In quell'occasione ho presentato l'ampio progetto riformatore del Governo, chiedendo ai miei interlocutori che la manovra economica fosse valutata non solo al filtro dei vari saldi contabili, ma più ampiamente alla luce dell'articolato spettro di interventi - alcuni già realizzati, altri in fase di avanzata elaborazione - tutti tesi a semplificare, migliorandoli, i rapporti tra Stato, cittadini e imprese. In quella sede - come pure in ulteriori incontri avvenuti informalmente a margine del G20 a Buenos Aires - ho potuto registrare alcune rigidità di posizioni, ma allo stesso tempo - devo dirlo - anche alcune significative aperture al dialogo.
All'esito di queste interlocuzioni, si è reso necessario uno sforzo ulteriore da parte del Governo per verificare la percorribilità di interventi utili a migliorare i saldi finali contenuti nella legge di bilancio, in adesione ai rilievi formulati dalla Commissione. Abbiamo quindi lavorato affinché fosse puntualmente quantificata, con apposite relazioni tecniche, la stima economico-finanziaria delle misure, soprattutto di quelle a carattere sociale e previdenziale, che avevano maggiormente attirato l'attenzione dei nostri interlocutori europei.
Queste valutazioni, che hanno richiesto tempo, hanno rivelato che le risorse effettivamente necessarie per la realizzazione dei due principali interventi erano - e sono - inferiori a quelle inizialmente previste.
Ciò ha permesso di ridurre il disavanzo dal valore inizialmente stimato del 2,4 per cento ad un valore attestato intorno al 2,04 per cento, senza per questo modificare, né nei contenuti - attenzione! - né con riguardo alla platea dei destinatari, né con riguardo ai tempi di attuazione già originariamente previsti (Commenti dei senatori Faraone e Malan) gli interventi più importanti programmati. Desidero ribadirlo: reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi che avevamo previsto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti della senatrice Malpezzi).
MARCUCCI (PD). Ma chi ci crede?
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. Con queste nuove quantificazioni mi sono recato a Bruxelles mercoledì scorso, 12 dicembre, per un nuovo confronto con il presidente Juncker e con i commissari Dombrovskis e Moscovici. In quella sede, come pure nel corso di alcuni colloqui con vari leader europei a margine del Consiglio che si è tenuto il 13 e il 14 dicembre scorsi, ho ribadito la necessità che lo sforzo compiuto dal Governo italiano per giungere a un punto di equilibrio e di convergenza non fosse frustrato da un approccio che tenesse in esclusiva considerazione il rigido computo degli scostamenti.
All'esito di ulteriori interlocuzioni, fino ai risolutivi colloqui di ieri mattina, che hanno portato ad un significativo avanzamento nella trattativa, ho formalizzato la posizione dell'Italia con una lettera ai vertici della Commissione europea, sottoscritta insieme al ministro Tria, che mi ha affiancato in questa complessa trattativa. Nella lettera, oltre a riferire sulle nuove quantificazioni delle misure di spesa, ho rilevato che le modifiche dovranno necessariamente tenere conto dell'evoluzione del quadro macroeconomico, che evidenzia, ahimè, un conseguente peggioramento, principalmente dovuto al cattivo andamento del commercio internazionale. Il rallentamento del ciclo economico impone adesso un aggiornamento delle previsioni di crescita, con l'indicazione di un PIL programmatico all'uno per cento per l'anno prossimo, con una variazione che si ripercuote - attenzione: per certi versi anche positivamente - (Commenti della senatrice Bernini) sui saldi di bilancio e sull'entità della correzione strutturale richiesta dal Patto di stabilità e di crescita. (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP).
Nell'ambito delle misure adottate per la riduzione dei saldi di bilancio, indicati dalla manovra di finanza pubblica, prevista nel disegno di legge di bilancio per il triennio 2019-2021, al fine di corrispondere alle richieste formulate dalla Commissione europea in sede di esame del documento programmatico di bilancio, in primo luogo, come già ricordato, sono state affinate le misure contenute nel disegno di legge di bilancio, anche al fine di determinare con maggiore precisione l'esatta portata degli interventi predisposti e delle coperture individuate. Grazie a questa attività è stato possibile rivedere l'onere annuo delle misure di cui al fondo per il reddito di cittadinanza e quello per gli interventi pensionistici, mantenendo integro - lo ribadisco - l'impatto concreto di queste due misure. (Commenti dal Gruppo PD).
Sono state poi previste misure di contenimento della spesa pensionistica, che si sostanziano nel raffreddamento dello schema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici di più cospicuo importo. Inoltre, si interviene sulle cosiddette pensioni d'oro, con una riduzione dei trattamenti più elevati, attraverso la previsione di un contributo di solidarietà temporaneo e progressivo per scaglioni di reddito: una misura di equità sociale, da cui abbiamo ricavato ulteriori risorse. Sono stati quindi quantificati gli effetti dell'utilizzo in via prioritaria da parte delle Regioni delle risorse già stanziate nei programmi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei per la realizzazione degli interventi di mitigazione dei rischi ambientali e idrogeologici. Si introducono, inoltre, misure per favorire la realizzazione del piano straordinario di dismissioni immobiliari.
Sul lato delle entrate si prevede la revisione delle clausole di salvaguardia IVA per gli anni 2020-2021, l'istituzione di un'imposta sui servizi digitali gravante sui soggetti che, nell'esercizio di attività di impresa, prestino servizi digitali e che superino determinate soglie di ricavi, l'abrogazione anche del credito d'imposta relativo alle deduzioni forfettarie in materia di IRAP riconosciute in favore di soggetti passivi che impiegano lavoratori dipendenti a tempo indeterminato in alcune Regioni; e ancora, si prevedono l'abrogazione del credito d'imposta in favore di soggetti che compiono investimenti in beni strumentali nuovi, l'abrogazione dell'aliquota ridotta IRES in favore degli enti non commerciali, un pacchetto di misure che incrementa il prelievo nel settore dei giochi attraverso l'aumento del prelievo erariale unico (PREU) applicabile agli apparecchi da divertimento e intrattenimento e la riduzione delle percentuali minime di pay-out.
Si introduce, inoltre, dal 1° gennaio 2019 l'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse. Per le amministrazioni centrali si prevede un rinvio della presa di servizio degli assunti al 15 novembre 2019, ma limitato alle assunzioni derivanti dal turnover ordinario dell'anno precedente. Si è tenuto conto, inoltre, della stima di maggiori entrate contributive per 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 in relazione alle quote di risorse stanziate per l'attribuzione al reddito di cittadinanza e destinazione all'assunzione di personale destinato a rafforzare le attività dei centri dell'impiego. Sono state, altresì, inserite alcune riduzioni e riprogrammazioni della spesa che non necessitano di modifiche alla sezione 1 del disegno di legge sul bilancio. In particolare, nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze sono previste misure volte a definanziare le risorse del fondo per favorire lo sviluppo del capitale immateriale, la competitività e la produttività di 75 milioni di euro per l'anno 2019 e di 25 milioni di euro per l'anno 2020. Abbiamo, inoltre, programmato una rimodulazione delle disponibilità di cassa del fondo per lo sviluppo e la coesione territoriale destinato a misure per il superamento degli squilibri socio-economici-territoriali per 800 milioni di euro per l'anno 2019. Tengo a chiarire che questa riprogrammazione coinvolgerà la concreta spendibilità e non pregiudicherà in alcun modo la realizzazione di tutti i progetti già programmati e anche dei nuovi che potranno tranquillamente essere programmati.
Su questo punto c'è l'impegno pieno - come sapete - di tutto il Governo e la responsabilità mia personale anche a intervenire in corso di anno per recuperare eventuali risorse suppletive che, casomai, dovessero rivelarsi necessarie. Allo stesso modo, abbiamo programmato una rimodulazione delle risorse finanziarie per 600 milioni di euro per l'anno 2019 prevedendo un incremento, per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024, di 200 milioni di euro delle risorse destinate alla società Ferrovie dello Stato per la realizzazione di progetti previsti.
Abbiamo previsto, infine, una rimodulazione con riduzione di 850 milioni di euro per l'anno 2019 e un incremento progressivo per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 di 150 milioni di euro e per l'anno 2025 di 100 milioni di euro della quota nazionale per il finanziamento delle politiche comunitarie. Tengo a precisare che anche per queste due ultime voci vi è il pieno impegno del Governo e ribadisco la mia personale responsabilità affinché tutti gli interventi già programmati siano realizzati, se necessario, anche attraverso interventi di recupero di risorse suppletive.
L'ammontare dei saldi, così ridefiniti, è, dunque, pari a 10.254 milioni nel 2019, a 12.242 milioni nel 2020 e a 15.997 milioni nel 2021.
Oltre alle modifiche individuate con gli emendamenti al disegno di legge di bilancio, che verranno presentati (immagino ad horas) presso la competente Commissione bilancio, ho rappresentato anche l'esigenza di approntare un piano di interventi straordinari per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie (viadotti, ponti, strade, gallerie) e la gestione dei rischi connessi al dissesto idrogeologico. Per questi interventi il Governo ha chiesto e ottenuto che sia applicata la flessibilità prevista dal Patto di stabilità e crescita, in misura - pensate - corrispondente a quasi lo 0,2 per cento del PIL. Questo piano straordinario ci consentirà di tutelare più efficacemente l'incolumità dei cittadini e di mettere in piena sicurezza il territorio della nostra penisola, realizzando una sequela di rapidi interventi secondo un cronoprogramma prestabilito. A tale piano saranno dedicate risorse già appostate in bilancio negli esercizi precedenti, per vari investimenti, e anche parte delle nuove risorse disponibili dalla legge di bilancio in corso di approvazione e dal decreto-legge in materia fiscale collegato alla manovra economica. (Commenti del senatore Collina). Nel 2019 si utilizzeranno complessivamente risorse per 2 miliardi e 600 milioni circa. Per gli anni successivi si prevede di spendere, fra risorse già appostate in bilancio e nuove risorse, circa 3,7 miliardi nel 2020 e oltre 4 miliardi e 200 milioni nel 2021, per un totale di 10 miliardi e 500 milioni. (Commenti del senatore Marcucci).
Relativamente alla rete viaria e di collegamenti italiana, il crollo del ponte Morandi a Genova ha evidenziato la necessità di intraprendere un programma di manutenzione straordinaria. Nel 2019 saranno dedicati a tal fine 1 miliardo e 100 milioni di euro fra risorse nuove e risorse già appostate in bilancio. L'implementazione effettiva degli interventi sarà oggetto di uno specifico e attento monitoraggio, secondo le stesse modalità previste per la generalità delle opere pubbliche e delle opere in particolar modo cofinanziate dall'Unione europea.
Infine, allo scopo di assicurare il conseguimento degli obiettivi programmatici di bilancio, il Governo italiano sottoporrà al Parlamento una norma che dispone l'accantonamento temporaneo di una parte di alcuni specifici stanziamenti, per l'importo complessivo di 2 miliardi. Le somme accantonate saranno rese disponibili nel caso in cui, in corso d'anno, il monitoraggio dell'andamento dei conti evidenzi che esso è coerente con gli obiettivi programmatici. Abbiamo sempre detto che la nostra manovra è rigorosa e conseguentemente rigoroso sarà anche il monitoraggio.
Questo, in sintesi, è il quadro compiuto e definito degli interventi che hanno determinato un miglioramento dei saldi finali contenuti nel disegno di legge di bilancio, passando dal 2,4 per cento al 2,04 del rapporto deficit-PIL per il prossimo anno, con previsione dell'1,8 per cento per l'anno 2020 e dell'1,5 per cento per l'anno 2021. Il Parlamento, che è sovrano, potrà ora giudicare i contenuti della manovra (Commenti del senatore Collina) e, nel medio termine, valutare gli effetti delle misure adottate, il loro impatto sul tessuto non solo economico e produttivo, ma, se mi permettete, anche sociale del Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD).
Possiamo dire in coscienza di aver realizzato appieno il mandato conferito dai cittadini, dimostrando determinazione nell'esercizio delle prerogative di politica economica che spettano al Governo italiano, di avere perseguito con pieno senso di responsabilità una soluzione condivisa, buona per gli italiani e soddisfacente anche per l'Europa (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
A fronte dello scostamento inizialmente consentito, inidoneo al raggiungimento degli obiettivi programmati, abbiamo varato una manovra economica espansiva che prefigurava uno scostamento di molto superiore.
MARCUCCI (PD). Ma dove?
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. All'esito di una trattativa serrata, condotta con tenacia e determinazione con le istituzioni dell'Unione europea, abbiamo raggiunto un punto di equilibrio sostenibile, attestandoci su uno scostamento che rimarca oggettivamente un valore comunque superiore a quello che la Commissione riteneva idoneo per chiudere la trattativa senza rischiare l'avvio della procedura d'infrazione.
La Commissione ha risposto questa mattina trasmettendo, pochi minuti prima delle ore 12 (ed è la ragione della richiesta di rinvio di questa informativa), una comunicazione nella quale, prendendo atto delle misure di bilancio che il Governo intende sottoporre al Parlamento, assicura che l'adozione di queste misure permette alla Commissione stessa di non raccomandare l'avvio di una procedura per disavanzo eccessivo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Applausi ironici del senatore Marcucci).
Ho ritenuto doveroso intervenire in Senato immediatamente dopo l'invio formale della comunicazione e riferire a questo consesso l'informazione appena ricevuta. (Commenti dal Gruppo PD).
MARCUCCI (PD). Perché lo abbiamo chiesto!
BERNINI (FI-BP). Lo abbiamo chiesto noi.
PRESIDENTE. Se lo avete chiesto fatelo parlare! (Commenti dal Gruppo PD).
Non è possibile interrompere continuamente.
LONARDO (FI-BP). Non sta dicendo il vero.
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. L'azione di Governo può adesso proseguire a ritmo pieno, senza gli effetti pregiudizievoli che una procedura d'infrazione avrebbe comportato per l'esercizio delle prerogative di politica economica che legittimamente spettano a un Governo che voglia realizzare un significativo cambiamento nell'ambito della vita politica, economica e sociale del Paese.
LAUS (PD). Abbiamo visto il cambiamento!
CONTE, presidente del Consiglio dei ministri. Non abbiamo tradito la fiducia che i cittadini hanno riposto in noi. (Commenti dal Gruppo PD), né mai lo faremo fino a quando continueremo a esercitare la responsabilità di Governo.
Formulo a tutti voi l'augurio di buon lavoro e, vista l'imminenza delle festività, anche gli auguri di buon Natale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az, i cui senatori si levano in piedi. Congratulazioni).
Saluto a rappresentanze di studenti
PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Ludwig Van Beethoven» di Casaluce, in provincia di Caserta, e del Liceo classico «Giovanni Colosimo» di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).
Ripresa della discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio
dei ministri sulla manovra economica (ore 13,45)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri.
È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà.
STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, siamo sollevati dal raggiunto accordo con l'Europa, che speriamo sia formalizzato il prima possibile e sentiamo di ringraziarla per la tenacia con cui lei e il ministro Tria avete portato avanti questo delicatissimo negoziato.
La procedura d'infrazione sarebbe stata una mazzata micidiale per la tenuta dei conti pubblici e la fiducia degli investitori e dei risparmiatori. Tuttavia, non possiamo dimenticare come si sia giunti a questo punto, a cominciare dalla scena sul balcone di Palazzo Chigi la sera del 27 settembre. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), FI-BP e PD). Già allora l'Italia avrebbe potuto ottenere il 2 per cento, ma si è scelta una strada diversa, che ha avuto come conseguenza l'aumento dello spread, il quale, come ci ricorda l'ABI, ha già avuto effetti sulla vita reale delle persone, con un aumento del tasso medio dei nuovi mutui e del credito per le imprese.
Senza il braccio di ferro, non ci sarebbe stato il fatto che un ramo del Parlamento sia stato costretto ad approvare una manovra provvisoria e che il Senato, a dodici giorni della fine dell'anno, non sia ancora stato messo nella possibilità di discutere il nuovo provvedimento che perverrà nelle prossime ore. Questo tempo sarebbe stato essenziale per costruire una manovra che guardasse con grande convinzione alla crescita e allo sviluppo, una necessità quanto mai impellente, davanti a un orizzonte macroeconomico che non lascia ben sperare. Per noi questo resta il punto più dolente dell'intera manovra. È vero che alla Camera sono state apportate migliorie, ma, come ha calcolato la CGIA di Mestre, è una manovra che nel complesso sottrae risorse al sistema produttivo.
La Commissione bilancio, della quale faccio parte anch'io, avrà solo quarantotto ore per lavorare sul testo. Ci comporteremo con responsabilità, la stessa che abbiamo avuto in questi giorni, quando abbiamo atteso in vano che la Commissione potesse svolgere i propri lavori. Nelle poche ore a disposizione, ci impegneremo per consolidare quelle parti della manovra e del testo che guardano alla crescita e allo sviluppo. Lo faremo per quella stessa responsabilità che lei, signor presidente Conte, ha mostrato nella trattativa con l'Europa e che ci aspettiamo - e che continueremo ad aspettare - da parte di tutti gli esponenti del suo Esecutivo, ringraziando i sottosegretari Garavaglia e Castelli per l'attenzione mostrata negli ultimi giorni anche verso le minoranze politiche, nei tanti colloqui che abbiamo avuto in 5a Commissione nelle ultime ore.
Signor Presidente, non è mai troppo tardi per agire con responsabilità, soprattutto quando in ballo vi siano i conti e la credibilità di un Paese intero. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), PD e FI-BP).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà.
ERRANI (Misto-LeU). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, vorrei fare una premessa. Siamo contenti che si sia evitata, per ora, la procedura d'infrazione per deficit eccessivo. Non siamo mai stati tifosi dello spread, ma siamo favorevoli a tutelare gli interessi del nostro Paese e non condividiamo la politiche a volte burocratiche e sbagliate di austerità della Commissione europea. Abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità in questi giorni, a fronte del fatto che non era e non è stato possibile discutere di nulla in relazione alla legge più importante per il nostro Paese.
Tuttavia, lo stesso senso di responsabilità, non possiamo non sottolineare come siamo arrivati qua per un insieme di gravissimi errori che il Governo ha scaricato sul Paese e sulla credibilità dell'Italia, mettendo il Parlamento nelle condizioni di votare alla Camera una legge che non c'era e di non discutere qui al Senato. Sinceramente, signor Presidente del Consiglio, capisco il suo imbarazzo a fronte del fatto che il Ministro dell'interno fa le politiche degli esteri, a fronte di dichiarazioni che lei deve inseguire. Capisco il suo imbarazzo, tuttavia, dall'avvocato del popolo ci saremmo aspettati un soprassalto, un esercizio di verità. E invece no: continua la stucchevole retorica del Governo del cambiamento, degli impegni elettorali e della campagna elettorale senza soluzione di continuità, tutto sulla pelle degli italiani.
Presidente, se vi siete sbagliati a fare i conti sui costi di quota 100 e reddito di cittadinanza, vi siete assunti una responsabilità gravissima perché tutto ciò è costato un miliardo e mezzo di interessi, e questa cifra è stata pagata dagli italiani, dalle imprese, dai risparmiatori! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, FI-BP e PD). Chiedete scusa agli italiani. Gliela chiedete?
Oppure, se non è così (e non è così) allora, Presidente, quando direte la verità? Quando direte che non siete in grado di corrispondere alla propaganda? (Commenti del senatore De Vecchis. Brusio).
PRESIDENTE. Ognuno ha il diritto di esprimere quello che vuole.
Vada avanti, senatore Errani.
ERRANI (Misto-LeU). Scusate colleghi, continuo e dico quello che penso. Non ho mai interrotto nessuno in quest'Aula. Calma e ascoltate perché è una cosa seria, l'ascolto. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, PD e FI-BP).
Andiamo avanti. Gli annunci dati dai balconi sul bilancio dicevano: non ci sposteremo di un millimetro; senza il 2,4 per cento di deficit non corrisponderemo agli interessi dei cittadini e agli impegni presi. Non sono parole mie, come lei sa meglio di me, signor Presidente del Consiglio, bensì parole dei suoi vicepresidenti. Adesso fate un miracolo, un esercizio di magia ed è come se cambiasse tutto, come se cambiasse il denominatore, come se cambiassero le risorse, ma in realtà non cambia niente. Tutti avranno tutto quello che è stato detto. Io vi consiglierei, anche per un fatto di propaganda, di dire di più: non 4 miliardi e mezzo per il reddito di cittadinanza ma 6,7. (Applausi dal Gruppo PD).
Presidente, è un problema la verità. La verità è un valore di riferimento proprio a fronte di ciò che è accaduto il 4 marzo. A raccontarla, poi, arriverà il boomerang e non sarebbe un grave problema se arrivasse solo per questa maggioranza. Il boomerang arriverà sull'Italia. (Applausi della senatrice Biti). Ci vuole un esercizio di verità.
Vede, noi abbiamo ascoltato e valuteremo il disegno di legge di bilancio con grande serietà e grande impegno, senza far perdere un'ora perché noi l'esercizio provvisorio non lo vogliamo: prima di tutto l'Italia. Tuttavia, voi avete perso una grande occasione perché quello che avete fatto da ultimo si poteva fare qualche settimana fa. (Applausi dal Gruppo PD). Si poteva accogliere il ragionamento di ridurre il deficit, di cambiare il denominatore. Tutti gli istituti del mondo vi hanno detto che l'1,5 per cento era un obiettivo irrealizzabile, tutti gli istituti del mondo, e voi avete risposto di no, che non avevano capito. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). E ora si dice, Presidente, che è un vantaggio, che ridurre all'1 per cento dall'1,5 è un vantaggio. Ma vogliamo dire le cose come stanno?
Avevamo un bel piano di investimenti, che sarebbe stato opportuno presentare, con un deficit del 2 per cento e un piano di investimenti di 5, 6, 7 miliardi per l'ambiente, per la messa in sicurezza. Su questi temi, Presidente, avremmo fatto una battaglia con lei per metterli fuori dal Patto di stabilità (Applausi dal Gruppo PD) e avremmo insieme, come Italia, cercato di affermare i valori del Paese. Non ce l'avete consentito, pensando di giocare al gioco delle tre carte, ma gli italiani, Presidente, lo capiranno e purtroppo dovremo a quel punto verificare cosa significa l'accantonamento di 2 miliardi e cosa sarà la salvaguardia nel 2020 e nel 2021. Purtroppo lo vedremo presto e temo che non saranno buone notizie per gli italiani. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, FI-BP e PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà.
URSO (FdI). Signor Presidente, ringrazio il Presidente del Consiglio e il suo collaboratore, ministro dell'economia e delle finanze Tria, per aver evitato una procedura d'infrazione sul debito che avrebbe significato consegnare l'Italia nella prigionia per sette anni della Troika europea.
Vi ringrazio e noto che vi stanno ringraziando anche i due Vice Premier, i due capi politici Di Maio e Salvini, che le sono accanto per congratularsi. (Applausi dal Gruppo FdI). L'assenza pesa molto più delle false parole dette e delle false promesse annunciate, ripetute e dei falsi numeri circolati per mesi in quest'Assemblea, a Palazzo Chigi e anche nei documenti ufficiali. Le assenze pesano.
Abbiamo evitato la prigionia, ma siamo in libertà vigilata perché ora siamo monitorati dalle istituzioni europee per gli impegni che la sottoscritta in questi giorni per una manovra inesistente. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Una manovra inesistente, una manovrina da quattro soldi; non c'è nulla in questa manovra. Abbiamo già pagato un prezzo altissimo in termini di spread; 5 miliardi in più il prossimo anno il costo per lo Stato, in termini di risparmio, di mutuo e di credito alle imprese. Un prezzo altissimo per nulla.
Mi spieghi, Presidente, come può ancora definire questa manovra espansiva se lei stesso prevede che il prossimo anno la crescita del PIL sarà forse dell'uno per cento. A quanto ammonterà la crescita quest'anno? Secondo le ultime previsioni, sarà pari all'uno per cento. Ebbene, può esserci una manovra espansiva senza crescita?
Per i provvedimenti di cui parlate (per quel provvedimento che ha fatto esultare il Vice Premier, qui assente, che aveva addirittura annunciato la fine della povertà in Italia, la fine della corruzione e aveva annunciato di aver abolito anche la mafia), abolita la povertà dal balcone, ricordo che nei documenti del Movimento 5 Stelle il reddito cittadinanza costava 17 miliardi. L'avete detto voi per anni ai cittadini, avete preso i voti su questo punto, parlando di 17 miliardi per il reddito cittadinanza. A quanto sono ridotti? Avete aumentato la destinazione, incamerando anche i due miliardi del reddito di inclusione (REI). Sapete a quanto ammonta l'aumento? A 4 miliardi. Con i soldi del REI, 2 più 4, si arriva a 6. Non sono 17 miliardi, ma 6, compresi i due che già venivano dati per sopperire alla povertà; una mancia elettorale pari a quella che il governo Renzi ha dato in campagna elettorale cinque anni fa come scarpa per strappare un voto agli elettori. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). La stessa cifra. Avete copiato il provvedimento nella speranza di gabbare gli elettori come ha fatto Renzi. Questo non è il Governo del cambiamento, questo è il Governo che ha tradito gli elettori.
Nel suo intervento, signor Presidente del Consiglio, lei ci ha fatto un elenco di nuove tasse. Colleghi della Lega, quando si parla di definanziare, quando si parla di tassare le pensioni del ceto medio, cioè di chi ha lavorato, prodotto e pagato i contributi, quando si parla di rimodulare bonus e detrazioni fiscali, si parla di nuove tasse per le imprese, per le famiglie e per i cittadini, oltre a quelle già conteggiate nella manovra della Camera. Lì abbiamo calcolato 5 miliardi in più di tasse per le imprese; con quelle che qui dobbiamo dedurre, da quanto già annunciato, andiamo ben oltre.
Questa è una manovra che tassa chi produce, che tassa chi ha prodotto, scippando della propria pensione chi ha pagato i contributi, che tassa l'Italia che lavora per fare cosa? Appena un decimo delle risorse è destinato agli investimenti. Sapete quanto avete destinato alla ricerca, al futuro? 64 milioni di euro. Sapete quanto avete destinato all'università? 54 milioni di euro.
È una manovra finta, inesistente, fatta sulle spalle del futuro degli italiani, solo per dispensare promesse elettorali. Ciò che conta per voi è che sia in vigore per aprile. Perché per aprile? Perché inizia la campagna elettorale.
E che cosa leggiamo sui giornali? Che i due Vice Premier sono convinti, non dai numeri, ma dai sondaggi: guardate solo ai sondaggi e alla campagna elettorale, svendendo il Paese.
PRESIDENTE. Concluda, per favore, senatore Urso.
URSO (FdI). Signor Primo Ministro, non avete abolito la povertà, non avete abolito la corruzione, non avete abolito la mafia: avete abolito la verità. Fate un decreto in cui abolite la verità.
D'altra parte questa manovra, nella sua inesistenza, per quel poco che fa, tassando chi produce e cercando di distribuire qualcosa a chi non lavora - e lo dico misurando le parole - è la prima manovra comunista della storia d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Commenti dal Gruppo M5S).
PRESIDENTE. Senatore, deve chiudere, per cortesia.
URSO (FdI). Ripeto, è la prima manovra comunista della storia d'Italia e, come tale, finirà per abolire la verità. Ma la verità non può essere abolita: si ritorce contro tutti e contro l'Italia e la recessione che è alle porte è tutt'altro che espansione, significa decrescita triste e infelice.
Dobbiamo cambiare: rispetto alla Caporetto che si è profilata, bisogna il prima possibile fare una linea del Piave. (Commenti dal Gruppo M5S). Dobbiamo farlo per la necessità del Paese, dobbiamo farlo per il futuro del Paese. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrari. Ne ha facoltà.
FERRARI (PD). Signor Presidente, ogni falsità è una maschera e, per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre a distinguerla dal volto. Per la prima volta, signor Presidente del Consiglio, per quanto lei si sforzi, lei qui è nudo, senza la maschera. (Applausi dal Gruppo PD).
Lei è qui, peraltro, perché noi l'abbiamo obbligata a venire. L'abbiamo obbligata a rispettare il Parlamento italiano, l'unico luogo deputato ad approvare la legge di bilancio. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo).
Lo sa che giorno è oggi, presidente Conte? Oggi è il 19 dicembre: questo significa che, per ben due mesi, il Parlamento non ha visto nemmeno una riga della legge di bilancio, non ne ha approvato neanche mezzo articolo.
Riavvolgiamo allora il nastro di questa pellicola, che - ahimè - non vincerà alcun premio. Era il 28 settembre quando il suo vice presidente Luigi Di Maio si affacciava dal balcone di Palazzo Chigi, con la faccia stravolta, per festeggiare l'intesa raggiunta sulla manovra al 2,4 per cento del PIL. Di Maio la definì la «manovra del popolo», che per la prima volta nella storia di questo Paese avrebbe cancellato la povertà grazie al reddito di cittadinanza (per il quale c'erano 10 miliardi di euro). Per Salvini, l'altro suo vice presidente, era la «manovra del cambiamento», con tasse diminuite al 15 per cento per più di un milione di lavoratori e diritto alla pensione per almeno 400.000 persone. Le parole d'ordine erano tutte contro l'Europa.
Di Maio, forte della sua arroganza politica, disse addirittura: «Il 2,4 non si tocca, altrimenti faremo cadere il Governo». Lei, presidente Conte, ricorda che cosa è accaduto dal giorno dopo? È successo che i mercati sono impazziti, che lo spread è schizzato alle stelle superando costantemente quota 300 punti base. Lo ricorda, Presidente? Mi permetta quindi una domanda, forse ingenua: chi paga i danni che avete prodotto in quei giorni di follia allo stato puro? (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Perché avete ingaggiato un braccio di ferro con l'Europa intestardendovi su dei valori che non potevate permettervi e sapevate di non potervi permettere?
L'avete voluta definire «manovra del popolo»: preciso. Mai più precisi, signor Presidente: è proprio la manovra del popolo, perché mai come oggi è proprio il popolo a pagare. (Applausi dal Gruppo PD). Ha il coraggio di dire agli italiani che, nel bel mezzo di questa vostra irresponsabile recita, ci sono 50.000 posti di lavoro in meno in questo Paese? Che stiamo pagando un miliardo e mezzo in più di interessi sul debito e che sono aumentati di conseguenza i mutui per le imprese e le famiglie? Ha il coraggio di dire che la produzione industriale è calata e che l'Italia tende alla decrescita?
Ecco, mentre accadeva tutto ciò in questi mesi, voi siete passati dalla guerra all'Europa al cappello in mano. È successa una cosa incredibile: dai Diktat fortissimi e feroci contro l'Europa, siete finiti a farvi scrivere la manovra, virgole comprese, da quelli che chiamavate i tecnocrati di Bruxelles. Avete avviato una prima lettura alla Camera completamente falsa, un testo ancorato ancora al 2,4 per cento che, dal giorno successivo all'approvazione a Montecitorio, è diventato carta straccia.
Poi siete venuti a balbettare al Senato. Bruxelles non vi aveva ancora corretto il compitino e intanto i giorni passavano e voi non sapevate cosa dire di fronte ad un ritardo che aveva e che ha dell'incredibile. È letteralmente la prima volta che la legge più importante dello Stato ha una natura completamente extraparlamentare e viene scritta riga per riga dall'istituzione europea; è la prima volta. Altro che sovranisti, altro che mai arretrare, presidente Conte! (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Floris e Giro). È così vero, guarda caso, che i due vice presidenti Salvini e Di Maio oggi non sono al suo fianco in questa informativa cruciale per la storia di questo Paese. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP).
Ed ora eccoci qui. Ieri la nostra richiesta, del Partito Democratico e delle opposizioni, l'ha costretta a rivedere la sua agenda, ed a venire in quest'Aula, a venire in Parlamento. Sa, questo luogo si chiama «Senato della Repubblica», presidente Conte, e questo luogo aspetta ancora le risposte che fino ad ora lei non ha dato. Lei ci deve dire chi paga i miliardi dati in fumo per la vostra follia. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Ci deve dire quali tagli avete operato per rispettare gli ordini della Commissione europea: 10 miliardi in meno di quanto avevate propagandato nei giorni scorsi.
A breve avremo forse l'onore, finalmente, di poter leggere la vostra manovra (più che vostra, quella di Junker). Ne parleremo nelle prossime ore, però nulla potrà più cambiare il giudizio del Partito Democratico su questa pagina nerissima del Governo: un giudizio drastico, perché il suo, presidente Conte, lo dico con rispetto, senza maschera è il volto di un pugile affaticato che non è finito al tappeto semplicemente perché ha lasciato il ring; il problema è che ha lasciato l'Italia fuori dal ring, a scappare da quel ring. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Concluda il suo intervento.
FERRARI (PD). Sto concludendo, Presidente.
Nella vita tutto è perdonabile, ma lei è il Presidente del Consiglio, e al Presidente del Consiglio del nostro Paese non potremo mai perdonare di avere in soli sei mesi compromesso l'immagine di un Paese stimato da tutto il mondo per la sua umanità (Commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az), di aver isolato l'Italia in un mondo che corre, di aver soprattutto preso in giro ogni giorno gli italiani, perlopiù rendendoli più poveri. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Giro).
Noi non glielo perdoneremo e l'Italia non lo permetterà più! (Applausi dai Gruppo PD e del senatore Giro. Commenti del senatore Ripamonti).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà.
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, ringraziamo innanzitutto il Presidente del Consiglio e il Governo per questa informativa. Ci viene da dire che finalmente ci siamo trovati davanti a un negoziato con l'Europa e anche questo è un segno importante di cambiamento dei tempi, visto che eravamo abituati, in passato, a seguire con troppa remissività le decisioni della Commissione europea. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD).
Il negoziato è stato intenso, è durato anche per un lungo periodo ed è la testimonianza che l'Italia ha giocato la sua partita senza sottomettersi. (Commenti dal Gruppo PD). Devo fare il discorso che ha fatto il senatore Errani? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).
Cosa ci dà la misura del fatto che non ci siamo sottomessi? La circostanza che i commissari europei oggi, durante la conferenza stampa, abbiano detto che è stata evitata la procedura di infrazione ma la soluzione adottata non è proprio quella ideale per l'Europa. Questa è la testimonianza che anche l'Unione europea è dovuta venire incontro alle esigenze di questo Governo, altrimenti non lo avrebbero detto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD).
Complimenti, Presidente del Consiglio, complimenti anche al ministro Tria, perché avete dovuto ovviamente subire notevoli pressioni - anche esterne - in questo periodo, perché avete dovuto tenere fermi i principi e i capisaldi della nostra manovra. Siete stati bravi a tenere duro sui tagli strutturali, che potevano certamente compromettere le misure più care al nostro Esecutivo (ovviamente mi riferisco a quota 100 e al reddito di cittadinanza). Grazie per aver ridato dignità - ed è questo che il popolo oggi sente, dopo aver seguito tutte queste trattative - ad un Paese abituato a subire le scelte dell'Unione europea e che invece oggi viene considerato con maggiore rispetto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD).
Ricordiamo che siamo partiti dall'1,6 per cento, poi diventato 1,8 per cento, noi siamo arrivati al 2,4 e alla fine la giusta mediazione è stato il 2,04. Inoltre non abbiamo sbagliato i conti, signori, perché se è vero il detto melius abundare quam deficere, quando si fanno le manovre, bisogna farle con intelligenza. (Commenti dal Gruppo FI-BP). Anche su questo abbiamo cambiato: nel previsionale della vecchia manovra si parlava di un rapporto deficit-PIL all'1,6 per cento ma poi, a consuntivo abbiamo verificato che questo era salito a 2,4: esattamente l'opposto di quello che facciamo noi! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD).
Noi invece siamo persone serie: quello è il numero che diciamo all'Europa e quello è il numero che troverete a consuntivo.
MIRABELLI (PD). Ma cosa dici?
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Anche questo è un segnale del Governo del cambiamento. Poi non venitemi a chiedere chi paga i danni di questa trattativa, con lo spread che è salito e quant'altro. Scusatemi, mi sono annotato i famosi dialoghi con l'Europa degli ultimi sette anni. Mi viene allora da chiedere: chi paga i danni della riforma Fornero? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD). Chi li ha pagati? Chi ha pagato i danni delle politiche di austerity che hanno eliminato la classe media del nostro Paese? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD). Chi ha pagato i danni derivati dal farsi carico dell'onere di 600.000 immigrati per gli 80 euro? Chi li paga e chi li ha pagati? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD).
COLLINA (PD). Vergognatevi!
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Ma potremmo parlare del fiscal compact, potremmo parlare dell'aumento della tassazione, della riduzione dei tagli fatti ai nostri enti locali. Sì, il senatore Errani questo se lo ricorderà bene.
MARCUCCI (PD). Parla dei 49 milioni!
PRESIDENTE. Per favore, termini.
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Scusate, colleghi, avete parlato di manovra inesistente. Ne parlavamo anche ieri con il Capogruppo dei 5 Stelle. Ma come manovra inesistente? La manovra c'è. Avete presentato 2400 emendamenti come minoranza su una manovra che non esiste? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Ilarità). Non offendiamo l'intelligenza delle minoranze; noi non lo facciamo.
Chi pensava che fossimo dei dilettanti allo sbaraglio oggi si deve ricredere. (Commenti ironici dal Gruppo PD).
MARCUCCI (PD). Ci avete convinti!
ROMEO (L-SP-PSd'Az). Evitiamo la procedura di infrazione senza rinunciare alle nostre priorità: già e, sapete, è anche un bel segnale all'Europa ed ai mercati che tutte le balle che avete raccontato sul fatto che vogliamo uscire dall'Europa non sono vere. Noi non vogliamo uscire dall'Europa; vogliamo cambiare le regole comuni che miglioreranno la nostra Europa, che è ben diverso. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).
Allo stesso modo, vi dovete ricredere sul ruolo del Presidente del Consiglio: quanta facile ironia è stata fatta nei suoi confronti, come se fosse una sorta di comparsa nell'Esecutivo. (Commenti dal Gruppo PD). Bene, oggi bisognerà riconoscere - perché questo è ciò che il popolo italiano farà, e lo dovrete riconoscere anche voi - le sue doti di ottimo mediatore e negoziatore, per aver giocato un ruolo decisivo per il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà.
CANGINI (FI-BP). Signor Presidente, illustri colleghi senatori, sinceramente mi sarei aspettato da parte del signor Presidente del Consiglio parole di meno frettoloso riconoscimento dell'atteggiamento posto in essere in quest'Aula dalle opposizioni in generale e da Forza Italia in particolare. Avremmo potuto facilmente approfittare del vostro evidente momento di difficoltà: difficoltà politica interna di maggioranza, difficoltà di Governo e di rapporti internazionali. Avremmo potuto facilmente mettere in scena manovre ostruzionistiche; avremmo voluto occupare quest'Aula del Senato per protestare contro l'evidente spoliazione del Parlamento e delle sue funzioni. Il Parlamento, presidente Conte, è il popolo, quel popolo che tanto - spesso - a torto viene invocato in quest'Aula dai partiti che sostengono il suo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP). In nome della sovranità nazionale - pensi un po' - avremmo voluto occupare quest'Aula, perché è evidente che la manovra che l'Assemblea dovrà frettolosamente approvare a scatola chiusa, sotto forma di maxiemendamento - persino con un voto di fiducia - non è la manovra che avreste voluto fare. È la manovra che vi è stata dettata negli uffici e nelle stanze della Commissione europea. (Applausi dal Gruppo FI-BP).
Non lo abbiamo fatto perché siamo responsabili; non l'abbiamo fatto perché l'Italia rischiava - e temo tuttora rischi - una procedura di infrazione; il che vuol dire consegnare le chiavi della politica economica del Paese per i prossimi anni a signori che vivono a Bruxelles, piuttosto che a Francoforte. Non lo abbiamo fatto - forse avremmo dovuto farlo - per amor di Patria, lo stesso amor di Patria che oggi ci obbliga a porle delle domande, presidente Conte. (Applausi dal Gruppo FI-BP).
Sapendo che abbiamo alle spalle tre trimestri di crescita negativa, e sapendo che il quarto trimestre ragionevolmente non sarà di segno diverso rispetto ai tre che l'hanno preceduto, perché non si è preoccupato di fare una manovra espansiva, con investimenti che creassero sviluppo che a sua volta creasse posti di lavoro? (Applausi dal Gruppo FI-BP). Èdi questo che il Paese ha bisogno ed è questo che forse avrebbe colpito e impressionato la Commissione europea. Invece no. Invece avete fatto una manovra puramente clientelare, volta unicamente a massimizzare i risultati elettorali dei due partiti che sostengono questo innaturale Governo in vista delle prossime elezioni europee. Questa, presidente Conte, è una colpa che non può essere taciuta in questa Aula; una colpa che temo risuonerà nelle strade e nelle piazze del Paese nei prossimi mesi, probabilmente nei prossimi anni. Perché poi, sapendo - per esperienza storica e per intelligenza politica - che picchiare i pugni non serve e che isolarsi nel contesto europeo per difendere l'interesse nazionale non porta i frutti sperati? Lo sappiamo, lo sapete, avreste dovuto capirlo.
Tsipras in Grecia e il grande Hollande in Francia non hanno fatto gli interessi del loro popolo; hanno danneggiato i loro popoli. Perché allora quando si scriveva il DEF i suoi due Vice premier - oggi stranamente assenti - ancora teorizzavano di sfondare il 3 per cento di deficit? Perché nelle interviste continuavano a dichiarare guerra all'Europa? Perché non avete scritto una manovra di sviluppo? Perché avete continuato con questo atteggiamento di aggressione rispetto alla Commissione europea, che tanto è sembrato essere strumentale, come per avere un nemico oggettivo, un argomento da campagna elettorale? Perché avete sistematicamente ignorato i mercati finanziari per poi finire per accucciarvi a Bruxelles e farvi dettare, rigo per rigo, le misure di politica economica che questa Assemblea dovrà passivamente votare? (Applausi dal Gruppo FI-BP).
Presidente Conte, questa non è politica. La sua inesperienza politica non giustifica tanto pressapochismo. Temo che tutto questo lo pagherete. Voi avete venduto la vostra anima politica al diavolo di Bruxelles e non per questo troverete una nuova identità politica perché l'antieuropeismo, il cosiddetto sovranismo, era l'unico collante che teneva insieme due partiti evidentemente tesi a tirare in direzioni opposte come la Lega Nord - ammesso che «Nord» si possa ancora dire - e il MoVimento 5 Stelle. Ora manca il collante, mancano l'identità e il futuro.
Io la penso come il ministro Paolo Savona che non credo sia un pericoloso vassallo dell'Europa, un servo dei cosiddetti poteri forti. Paolo Savona ha cercato all'inizio, evidentemente senza riuscirci, di violare i parametri europei e di rompere i Diktat europei ma in ragione di una manovra che creasse effettivamente sviluppo; non essendoci riuscito, è arrivato alla conclusione che, non potendo cambiare la manovra, l'unica cosa sarà cambiare il Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Noi di Forza Italia attendiamo ardentemente che questo cambiamento, l'unico cambiamento di cui il Paese ha bisogno, si consumi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Patuanelli. Ne ha facoltà.
PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, Signor Presidente del Consiglio, colleghi, io ho invece la sensazione che per vedere cambiare questo Governo dovremo aspettare almeno altri quattro anni e mezzo, perché anche in questa circostanza il Governo ne è uscito rafforzato portando gli interessi dei cittadini sui tavoli europei. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
Ho sentito anche nei ragionamenti di oggi parlare di spread, termine che è aleggiato in questa Aula come fosse un fantasma. È stato detto che la manovra ne ha provocato un rialzo e pertanto essa è pericolosa. A fine maggio era di 300 punti base e questo Governo ancora non esisteva. Quindi, lo spread non ha niente a che fare con la manovra economica che il Governo ha portato avanti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
Ho sentito chiedere «Chi paga per questa situazione?». Io aggiungo all'elenco di qualcun altro: chi paga per i 5 milioni di poveri che ci sono in questo Paese? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Chi paga per gli anziani che non riescono ad accendere il riscaldamento perché non arrivano a fine mese? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Cari colleghi, chi paga per i 12,5 miliardi di sterilizzazione dell'aumento IVA che abbiamo ereditato e che sono stati oggetto del primo intervento economico che abbiamo dovuto fare per evitare che ci fossero 12,5 miliardi di aumento di IVA per tutti i cittadini? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
VOCE DAL GRUPPO PD. Non è un comizio!
PATUANELLI (M5S). Avremo modo nelle prossime ore di entrare nei dettagli della manovra, ma voglio sottolineare una questione perché le recenti cronache dei nostri vicini - mi riferisco a quanto capitato in Francia - ci dimostrano che quando le istanze dei cittadini, le loro preoccupazioni e le loro frustrazioni non vengono intercettate dalla politica si tramutano poi in tumulti di piazza, in difficoltà e città assediate. Invece, il Governo ha portato le istanze dei cittadini all'interno della manovra e delle politiche di Governo. Non esiste infatti un saldo contabile e finanziario che non tenga conto del saldo sociale; non esiste l'equilibrio finanziario, senza un equilibrio sociale che sia possibile. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
Credo allora che questa manovra dimostri invece che si possono tenere assieme le necessità di bilancio e le necessità economiche di un Paese. La limitazione della crescita all'un per cento non è una questione di espansività della manovra, come ha spiegato bene prima il presidente Conte. Arrivare a un rapporto deficit-PIL del 2 per cento è poco importante rispetto al 2,4 per cento se poi all'interno della manovra non si soddisfano quelle richieste dei cittadini nei confronti della politica che ci consentono di tenere insieme il saldo del bilancio e il saldo sociale. E ciò avviene all'interno di questa manovra, perché c'è il reddito di cittadinanza, c'è il superamento della legge Fornero con la quota 100, ma ci sono poi tante altre cose, nei tanti emendamenti che anche le forze di maggioranza hanno proposto all'interno del disegno complessivo della legge. C'è la questione dell'abbattimento delle tabelle INAIL, che dà un grandissimo segnale di abbattimento del costo del lavoro; c'è ovviamente la flat tax, che consentirà a 900.000 partite IVA di avere un'imposizione fiscale inferiore; c'è un miliardo e mezzo per i truffati dalle banche. Ci sono tante cose e tanti segnali, che abbiamo messo all'interno di questa manovra proprio per rispondere alle istanze dei cittadini che hanno voluto questo Governo e che hanno grande fiducia in questo Esecutivo e nel suo operato, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).
Una volta finita questa seduta, dopo aver sentito le sue parole, ci riuniremo in Commissione bilancio e inizieremo l'analisi del dettaglio della manovra di bilancio. Però lo facciamo con una consapevolezza in più: la consapevolezza che quando lei in quest'Aula ha detto di essere l'avvocato dei cittadini le sue non erano soltanto parole. Lei ha dimostrato, in queste trattative, che aveva come primo obiettivo quello di essere a difesa dei diritti dei nostri cittadini che hanno scelto questo Governo. Grazie, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S, i cui senatori si levano in piedi. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri.
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO(ore 14,28)
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, esattamente settantacinque anni fa, il 19 dicembre 1943, quando iniziava la fase più feroce del regime nazifascista, i rappresentanti della resistenza valdostana e piemontese delle valli alpine (Emilio Chanoux, Ernesto Page, Osvaldo Coïsson, Gustavo Malan delle valli valdesi piemontesi, Giorgio Peyronel e Mario Rollier) si ritrovarono clandestinamente a Chivasso, in Provincia di Torino, con l'intento di ragionare sul futuro assetto dell'Italia e dell'Europa. Il loro lavoro produsse un importantissimo documento, la Dichiarazione dei rappresentanti delle valli alpine (o Dichiarazione o Carta di Chivasso), che preconizzava la caduta dei regimi nazifascisti in Europa e proponeva la creazione di un sistema politico federale e repubblicano su base regionale e cantonale, nell'insieme di una nuova Europa, anch'essa una federazione di genti, costruita sul rispetto e sulla valorizzazione di tutte le culture e di tutte le minoranze. In questo senso, una vera e propria Ventotene delle Alpi.
Il senso quindi di ricordare oggi questo avvenimento nell'Aula di questo Senato della Repubblica è quello di rimarcare la necessità di riprendere i valori fondanti di libertà e rispetto, i valori della Resistenza, che sono poi i princìpi della nostra Costituzione repubblicana, per ridare vigore a una nuova azione politica, soprattutto in previsione dell'appuntamento elettorale europeo e in un momento storico nel quale i principi e i valori sui quali si dovrebbe basare l'azione politica stanno evaporando. Quindi, una nuova spinta a valorizzare le esperienze e le culture di tutti i territori del nostro Continente, come elemento indispensabile per una nuova e più robusta azione politica, che si orienti verso un vero e proprio federalismo dei popoli. Condizione indispensabile per garantire dignità, giustizia, rispetto e democrazia a tutte le espressioni umane dei territori del nostro Paese e della nostra Europa.
Che la Carta di Chivasso, quindi, contribuisca a scuotere le nostre coscienze, in un momento storico di grandi incertezze, di violenza e di iniquità verso un mondo di pace e di giustizia. (Applausi della senatrice Rojc).
CASTIELLO (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIELLO (M5S). Signor Presidente, colleghi senatori, il 12 novembre 2018 sul Bollettino ufficiale della Regione Campania appariva un provvedimento sconcertante: la chiusura dei punti nascita dei presidi ospedalieri di Polla, di Sapri e di Vallo della Lucania; vale a dire lo smembramento di questi presidi ospedalieri che insistono in aree perlopiù interne della provincia di Salerno, aree corrose da un fenomeno di spopolamento che sta determinando un'irreversibile destrutturazione demografica di questi territori.
Firmatario di quei provvedimenti, il governatore della Regione Campania De Luca. La reazione popolare è stata tanto incisiva quanto diffusa ed ha preso, per fortuna, un canale legalitario, non sconfinando in atti di violenza ed illegalità, proprio perché il Senato è stato vicino a queste popolazioni nella persona del presidente della Commissione igiene e sanità, professor Pierpaolo Sileri. Questi, a differenza del governatore De Luca, che non ha mai visitato quei presidi ospedalieri, vi si è recato in visita ispettiva, ha verificato la casistica clinica, che non offriva nessun rischio per le partorienti, per i nascituri e per i neonati, ha interagito con i direttori sanitari, ha dialogato con il personale medico e paramedico, si è reso conto delle condizioni orografiche di quei territori, dell'isolamento e dei tempi di percorrenza che esponevano le partorienti e i nascituri - essi sì - a grave rischio della salute e ha concluso la visita con una relazione consegnata al Ministro della salute.
Dopodiché, il governatore De Luca, messo alle strette, è stato costretto a rimangiarsi i provvedimenti e si è salvata la continuità operativa dei presidi ospedalieri. La cosa che più sconvolge, signor Presidente, è che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 199 del 15 novembre 2018, censura la Regione Campania, nella persona del Governatore commissario, per non avere centrato l'obiettivo del risanamento finanziario: un pieno fallimento!
Contemporaneamente, e mi avvio alle conclusioni, in data 9 marzo la Corte dei conti contesta la mancata spesa di 1.187 milioni, il 68 per cento delle risorse disponibili: un fallimento totale della sanità nella Regione Campania.
Rivolgo quindi un plauso al professor Sileri per l'opera che ha svolto con tanta efficienza, dimostrando la vicinanza del Senato a queste popolazioni emarginate. (Applausi dal Gruppo M5S).
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 20 dicembre 2018
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 20 dicembre, alle ore 17, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 14,37).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Bogo Deledda, Borgonzoni, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Marino, Merlo, Monti, Napolitano, Ronzulli, Santangelo, Sbrollini, Siri e Sudano.
Nessun senatore è assente per incarico avuto dal Senato.
Commissione parlamentare per la semplificazione, variazioni nella composizione
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 18 dicembre 2018, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per la semplificazione la deputata Valentina D'Orso in sostituzione della deputata Vittoria Baldino, dimissionaria.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatori Rojc Tatjana, Bressa Gianclaudio
Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale (991)
(presentato in data 19/12/2018).
Disegni di legge, assegnazione
In sede redigente
4ª Commissione permanente Difesa
sen. Rauti Isabella ed altri
Modifica all'articolo 988-bis del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, concernente i richiami in servizio dalla riserva di complemento (939)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio)
(assegnato in data 19/12/2018);
6ª Commissione permanente Finanze e tesoro
sen. Perosino Marco ed altri
Modifiche all'articolo 37-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo (931)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea)
(assegnato in data 19/12/2018);
7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali
sen. Gallone Maria Alessandra ed altri
Istituzione dell'insegnamento dell'educazione ambientale nelle scuole (861)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali)
(assegnato in data 19/12/2018);
8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni
sen. Pergreffi Simona ed altri
Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei veicoli storici (819)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea)
(assegnato in data 19/12/2018);
8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni
sen. Marsilio Marco, sen. Fazzolari Giovanbattista
Disposizioni volte a consentire la rimozione dei vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione degli immobili in edilizia convenzionata anche successivamente alla data della prima alienazione (941)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali)
(assegnato in data 19/12/2018);
11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale
sen. Rossomando Anna
Modifiche alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, e altre disposizioni per favorire l'inserimento lavorativo delle persone con disturbi specifici di apprendimento (712)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita')
(assegnato in data 19/12/2018);
12ª Commissione permanente Igiene e sanita'
sen. Bini Caterina ed altri
Disciplina nazionale della nutrizione artificiale parenterale ed enterale, ospedaliera e domiciliare (857)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)
(assegnato in data 19/12/2018).
In sede referente
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
sen. Romeo Massimiliano ed altri
Disposizioni in materia di disciplina degli edifici destinati all'esercizio dei culti religiosi ammessi e delega al Governo in materia di statuti delle confessioni o associazioni religiose (668)
previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali)
(assegnato in data 19/12/2018);
9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare
sen. Fattori Elena ed altri
Modifica dell'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e delega al Governo in materia di affitto di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola (605)
previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea)
(assegnato in data 19/12/2018).
Disegni di legge, ritiro
La senatrice Rojc ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: Rojc ed altri. - "Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale" (908).
Indagini conoscitive, annunzio
La 12a Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sull'acquisto, l'utilizzo e il finanziamento dei dispositivi medici.
Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento
Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 11 dicembre 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 - lo schema di decreto ministeriale concernente la ripartizione per l'anno 2018 del Fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare alle iniziative a vantaggio dei consumatori (n. 61).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 10a Commissione permanente, che esprimerà il proprio parere entro il termine dell'8 gennaio 2019.
Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 13 dicembre 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del dottor Nicola Zaccheo a Presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (E.N.A.C.) (n. 13).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita all'8a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine dell'8 gennaio 2019.
Governo, trasmissione di atti
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 13 dicembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9-bis, comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, la richiesta di informazioni supplementari formulata dalla Commissione europea relativamente alla notifica 2018/0546/I, concernente lo "Schema di regolamento recante la definizione di livelli massimi di THC (tetraidrocannabinolo) negli alimenti" (Atto n. 112, già annunciato all'Assemblea nella seduta del 14 novembre 2018).
La predetta documentazione è deferita alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Atto n. 112-bis).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 14 dicembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dirigente di prima fascia, al dottor Giovanni Spalletta, dirigente di prima fascia dell'Agenzia dell'entrate, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze.
Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.
Governo, trasmissione di atti concernenti procedure d'infrazione
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 10 dicembre 2018, ha inviato, in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura d'infrazione n. 2017/2249, - avviata ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - riguardante la non corretta attuazione della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.
Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13a e alla 14a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 18/1).
Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento
Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti atti e documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234:
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Piano coordinato sull'intelligenza artificiale (COM(2018) 795 definitivo), alla 7a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14a;
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione sulla valutazione del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 (COM(2018) 785 definitivo), alla 1a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 14a, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani;
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Attuazione del terzo programma d'azione dell'Unione in materia di salute nel 2015 (COM(2018) 818 definitivo), alla 12a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14a;
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio a norma dell'articolo 4 della decisione n. 562/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa alla partecipazione dell'Unione europea all'aumento di capitale del Fondo europeo per gli investimenti (COM(2018) 815 definitivo), alla 5a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª;
Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo sull'attuazione della direttiva 2014/54/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativa alle misure intese ad agevolare l'esercizio dei diritti conferiti ai lavoratori nel quadro della libera circolazione dei lavoratori (COM(2018) 789 definitivo), alla 11a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª;
Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sull'attuazione della comunicazione "Contrastare la disinformazione online: un approccio europeo (COM(2018) 794 definitivo), alla 1a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª;
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Secondo piano d'azione 2018-2022 per la lotta contro il commercio illecito di tabacco (COM(2018) 846 definitivo), alla 6a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª;
Comunicazione della Commissione - Terza relazione sui progressi compiuti nella riduzione dei crediti deteriorati e nell'ulteriore riduzione del rischio nell'Unione bancaria (COM(2018) 766 definitivo), alla 6a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª.
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti
Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 11 dicembre 2018, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:
del Fondo di Assistenza per il Personale della Polizia di Stato (FAPPS), per gli esercizi dal 2015 al 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Doc. XV, n. 89);
di Equitalia S.p.A. per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 6a Commissione permanente (Doc. XV, n. 90).
Assemblea parlamentare della NATO, trasmissione di documenti. Deferimento
Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare della NATO ha trasmesso, in data 27 novembre 2018, il testo di nove risoluzioni, approvate da quel consesso nel corso della Sessione Plenaria svoltasi a Halifax (Canada) il 19 novembre 2017, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 4a Commissione permanente, nonché alle sottoindicate Commissioni competenti:
risoluzione n. 445 su «Aggiornare le risposte alle tattiche ibride della Russia» (Doc. XII-quater, n. 10);
risoluzione n. 446 su «Sicurezza e cooperazione nel Grande Nord» (Doc. XII-quater, n. 11);
risoluzione n. 447 su «Ripartizione degli oneri: nuovi impegni in una nuova era» (Doc. XII-quater, n. 12);
risoluzione n. 448 su «Rafforzare la deterrenza deal NATO a Est» (Doc. XII-quater, n. 13);
risoluzione n. 449 su «Potenzialità e sfide in un settore spaziale in mutamento» (Doc. XII-quater, n. 14) - alla 8a Commissione permanente;
risoluzione n. 450 su «Sicurezza energetica: una sfida strategica per l'alleanza» (Doc. XII-quater, n. 15) - alla 10a Commissione permanente;
risoluzione n. 451 su «Rafforzare il contributo della NATO per affrontare le sfide provenienti da Sud» (Doc. XII-quater, n. 16);
risoluzione n. 452 su «Proteggere le elezioni nei paesi dell'Alleanza» (Doc. XII-quater, n. 17) - 1a Commissione permanente;
risoluzione n. 453 su «Mantenere il primato scientifico e tecnologico e aumentare l'agilità dell'Alleanza» (Doc. XII-quater, n. 18).
Mozioni
PETROCELLI, ANASTASI, ANGRISANI, CASTALDI, DONNO, FERRARA, LANNUTTI, LOMUTI, PARAGONE, QUARTO, ROMANO, TRENTACOSTE, TURCO, PACIFICO, L'ABBATE - Il Senato,
premesso che:
è in fase avanzata la procedura di sottoscrizione del Memorandum di adesione al progetto "Belt and Road Initiative" (BRI), un utile strumento strategico di sviluppo economico e geopolitico per il nostro Paese;
la Belt and Road Initiative (BRI) è una proposta che punta ad incrementare le interconnessioni nello spazio euro-asiatico attraverso infrastrutture energetiche, dei trasporti, finanziarie e digitali, che agevolino flussi di risorse, merci, servizi e persone tra l'Asia orientale e i mercati europei, passando per Asia centrale, Medio Oriente, penisola arabica e Africa settentrionale;
la via marittima dell'Iniziativa assume un ruolo centrale per il continente europeo, dato che appena il 2 per cento delle merci veicolate tra Cina ed Europa è trasportato via terra;
per l'Italia, in particolare, l'impatto virtuoso del dinamismo commerciale cinese nei mari del vicinato italiano ha un'enorme rilevanza, anche in virtù della tendenza che vede il 56 per cento del traffico marittimo passante per Suez prediligere la rotta dei porti mediterranei piuttosto che quella, precedentemente privilegiata, dei porti del nord Europa;
in questo contesto l'Italia può ambire a un ruolo di maggior rilievo nello sviluppo e nell'attuazione dell'Iniziativa, soprattutto in quanto i Paesi coinvolti nella BRI sono i destinatari di quasi un terzo dell'export nazionale e per via dei notevoli benefici che l'espansione a nuove reti logistiche eurasiatiche porterebbe agli scali italiani;
per il nostro Paese, l'interazione con i Paesi dell'area BRI, che siano destinatari o mittenti, riveste un ruolo fondamentale. Osservando alcuni dati sull'interscambio, si è passati da 73,7 miliardi di euro nel 2006 a 103,6 miliardi di euro nel 2016. Sebbene il ritmo di crescita sia diminuito (già nel 2011 si era arrivati a 96,9 miliardi di euro), rimane nell'interesse del Paese aumentare l'export per riequilibrare la bilancia commerciale con molti Paesi coinvolti nel progetto;
rispetto all'interscambio italiano globale totale, la tendenza è in aumento: la quota che corrisponde all'area BRI è passata dal 25,1 per cento nel 2006, al 29,2 per cento nel 2016. La bilancia commerciale, profondamente deficitaria dopo la prima drammatica contrazione dell'economia mondiale (con un calo di 50 miliardi di dollari nel 2011), si è ripresa successivamente, pur rimanendo in disavanzo (con 11 miliardi di dollari in meno nel 2016), in parte grazie all'alleggerimento della bolletta energetica (non va infatti dimenticato che l'universo BRI include sia la Russia, sia molti membri OPEC);
a livello commerciale i Paesi BRI assorbono il 27 per cento dell'export italiano nel mondo. Nel dettaglio, la Cina rappresenta il nono mercato per le esportazioni di prodotti made in Italy, che nel 2016 hanno toccato gli 11,1 miliardi di euro (con un aumento del 6,4 per cento rispetto all'anno precedente) e dovrebbero registrare un ulteriore incremento di 296,8 milioni entro il 2020;
l'Italia è il quinto partner commerciale di Pechino, nonché uno dei principali destinatari degli investimenti cinesi all'estero;
il commercio è stato identificato come un elemento chiave nell'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, essendo un motore di crescita economica e di trasferimento tecnologico in tutte le economie;
di conseguenza, se l'obiettivo finale della BRI è quello di aumentare la crescita economica e contribuire allo sviluppo economico della regione, il commercio internazionale è sicuramente lo strumento che accelererà questo obiettivo;
la BRI si presenta, poi, come un potenziale moltiplicatore di opportunità anche in settori diversi dal commercio e che riguardano direttamente le persone, quali il turismo e gli scambi culturali, con un evidente vantaggio economico indotto, perché è un volano per aumentare la capacità di attrarre investimenti, intercettare la crescita impetuosa del turismo cinese out-going e valorizzare progetti mirati a potenziare l'istruzione e la valorizzazione del patrimonio culturale;
il progetto BRI riguarda anche i Paesi dell'Africa e del Medio Oriente, con i quali l'Italia ha interessi geostrategici importanti avendo realizzato, nel 2016, un interscambio con i Paesi MENA (Middle East North Africa) pari a 70 miliardi di dollari (con un incremento del 54,8 per cento rispetto al 2001), che si stima possa raggiungere gli 82 miliardi nel 2019;
l'interesse dell'Italia non si limita alla possibilità di intercettare flussi commerciali, ma anche a puntare sullo sviluppo economico e sulla stabilità dell'area MENA, cruciale per la difesa degli interessi geopolitici e geo-economici del nostro Paese nel Mediterraneo. Bisogna inoltre tenere conto dell'aumento di investimenti cinesi in Africa, il continente caratterizzato dallo sviluppo più rapido e dalla crescita demografica più accelerata. Dato che il territorio africano è poco coinvolto nelle catene globali del valore, l'Italia avrebbe l'opportunità di svolgere un ruolo di primaria importanza;
considerato che:
nell'ambito della BRI la "Rotta Sud" assume un ruolo strategico, innanzitutto dal punto di vista geografico, ruolo che deve essere confermato e difeso come priorità del nostro Paese, anche includendo almeno un grande porto delle regioni del Sud nella strategia di partecipazione italiana alla BRI;
risulterebbe fondamentale l'integrazione nella BRI dei progetti di ZES (zone economiche speciali), che riguardano diverse regioni del Sud e che favorirebbero l'attrazione di investimenti diretti esteri, attraverso: il completamento della disciplina relativa alle ZES, e la messa in opera delle relative azioni attuative; la previsione all'interno delle ZES situate nel Mezzogiorno d'Italia, nei retroporti delle relative città portuali, di zone doganali intercluse (cosiddette zone franche) ai sensi del regolamento UE (nuovo codice doganale dell'Unione - Reg. (UE) 952/2013); zone che permetterebbero l'insediamento di industrie manifatturiere export oriented e quindi necessarie per dare vigore alle politiche per il Mezzogiorno; l'attuazione di politiche atte allo sviluppo del traffico intermodale attraverso l'estensione del regime di favore, già previsto per il porto di Trieste, anche al traffico dei rotabili da e per le regioni del Sud coinvolte nel progetto;
l'Italia è il secondo Paese manifatturiero nell'Unione europea, con una forte vocazione a livello industriale, scientifico e tecnologico e con un gran numero di piccole e medie imprese dinamiche e innovative;
i progetti per la promozione del settore industriale del nostro Paese e della Cina sono complementari (made in China 2025 e Industria 4.0) in termini di tecnologia, capitale, accesso al mercato e altri aspetti, per cui vi è ampio margine per promuovere la complementarietà ed una integrazione delle rispettive strategie di sviluppo industriale;
per riuscire a sfruttare a pieno le potenzialità della BRI occorre: adottare un sistema di regolazione chiaro, di responsabilità non sovrapposte, proporzionato ad altri simili sistemi europei; ampliare i confini amministrativi dei vari enti e delle amministrazioni periferiche, adottando un coordinamento centrale, al fine di offrire un'interlocuzione affidabile e adeguarsi, così, alle dimensioni dei mercati di riferimento; rafforzare gli strumenti di verifica sugli accessi ai mercati delle infrastrutture e della logistica mantenendoli aperti e non distorsivi; rafforzare la misurabilità e l'affidabilità delle prestazioni delle amministrazioni pubbliche su standard continentali, a cominciare da quelle che sono leve più sensibili per l'attrattività di un Paese e fonte di ingenti risorse nazionali (ad esempio l'amministrazione doganale);
in quest'ottica si auspica la creazione di un'unica piattaforma logistica di servizi nazionale, basata su 3 mega hub (Nord Adriatico, Nord Tirreno e Sud) interconnessi e collegati ai corridoi europei e capace di integrare servizi e competenze delle strutture portuali ed interportuali, degli aeroporti e delle ferrovie delle aree interessate, con il sistema fieristico e dei cluster industriali;
l'Italia ha rappresentato per secoli il punto di partenza e di arrivo dell'antica via della seta e la sua posizione geografica la pone come naturale ponte sia nei confronti dell'Europa (sud-occidentale, balcanica e del nord), sia verso l'Africa nord-occidentale e medio orientale, tutte aree coinvolte dalle rotte marittime della BRI,
impegna il Governo:
1) ad attivarsi nelle competenti sedi internazionali, affinché vengano coinvolte nella BRI anche le infrastrutture del Sud Italia, oltre a quelle del Nord già molto ben avviate nelle negoziazioni, realizzando un'unica piattaforma logistica di servizi nazionali, come esposto in precedenza;
2) a favorire e facilitare l'ingresso delle regioni meridionali nelle rotte marittime e terrestri della BRI, anche in virtù della nascita delle zone economiche speciali, che potranno incentivare l'attrazione di investimenti e lo sviluppo delle regioni maggiormente in difficoltà nel nostro Paese;
3) ad intraprendere ogni iniziativa utile, anche in seno alle trattative con la controparte cinese, affinché vengano favorite forme di dialogo e cooperazione con i Paesi terzi dell'area MENA, la cui stabilità e prosperità potenziale, attraverso la BRI, è da considerarsi un interesse strategico nazionale prioritario.
(1-00063)
Interrogazioni
ASTORRE, PARENTE, CIRINNA' - Al Ministro della difesa. - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
un emendamento al disegno di legge di bilancio per il 2019 prevede l'assegnazione a Roma capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l'anno 2019 e a 20 milioni di euro per il 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità, da eseguire con apposito protocollo di intesa con il Ministero della difesa, che concorre ai citati interventi di ripristino attraverso l'Arma del Genio dell'Esercito italiano;
parte della dotazione, pari a 15 milioni di euro, da ripartirsi equamente nelle annualità 2019, 2020 e 2021, viene destinata all'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali. Mezzi strumentali che, quindi, verranno acquisiti a patrimonio di Roma capitale;
posto che a giudizio degli interroganti tale proposta emendativa, alquanto sui generis, prevedendo l'impiego del Genio dell'Esercito italiano per gli interventi di manutenzione e recupero stradali, malcela un'evidente incapacità amministrativa nella programmazione degli interventi di manutenzione stradale da parte della Giunta capitolina; oltre a una discrezionalità politica che ben potrebbe configurarsi al pari di un intervento discriminatorio;
rilevato che, a seguito della pubblicazione dell'emendamento, si sono susseguite varie notizie diffuse dalle agenzie di stampa, che riportano varie prese di posizione, dal sindaco di Roma capitale al Ministro in indirizzo, sino al segretario generale del Sindacato militari. Quest'ultimo ha ribadito il ruolo e le funzioni dell'Esercito. Funzioni di carattere prevalentemente di carattere militare. E ha precisato che, laddove non si configurino funzioni militari, in senso stretto, gli interventi devono essere diretti al superamento di fenomeni emergenziali,
si chiede di sapere se e come il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di riconsiderare quanto proposto, con apposito emendamento, in sede di esame della legge di bilancio per il 2019, per non snaturare il ruolo e la funzione dell'Esercito italiano.
(3-00473)
GARAVINI, GIACOBBE - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:
dalle comunicazioni inviate dal consolato generale di Friburgo, in questi giorni, alle famiglie di cittadini italiani residenti nella circoscrizione, si apprende che saranno sospesi dal 1° gennaio 2019 i corsi di lingua e cultura italiana nella circoscrizione consolare di riferimento, a causa della chiusura fissata per il 31 dicembre 2018 delle attività del locale ente gestore Coascit, con la conseguente interruzione del rapporto di lavoro per oltre 15 docenti;
la sospensione di circa 150 corsi di italiano comporterà la perdita del servizio per oltre 1.500 alunni italiani di scuola primaria residenti in Germania, con negative ripercussioni sulle famiglie interessate all'apprendimento della lingua e della cultura italiana da parte dei propri figli;
pertanto, il consolato generale di Friburgo, di concerto con la Direzione generale per la promozione del sistema Paese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si troverà a dover assumere nuove decisioni in relazione all'assegnazione dei finanziamenti iscritti nel cap. 3153 del proprio bilancio ad altri soggetti o enti per la realizzazione delle iniziative scolastiche previste, decisioni che prevedibilmente richiederanno del tempo,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue valutazioni in merito;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di scongiurare l'interruzione dell'attività didattica nella circoscrizione di Friburgo, anche valutando la possibilità, di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di inviare personale docente di ruolo fino al termine delle attività scolastiche, ai sensi del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64.
(3-00474)
CIRINNA', GINETTI, GRIMANI, ROJC, CUCCA, GIACOBBE, ASTORRE, PARRINI, IORI, FERRAZZI, BOLDRINI, SBROLLINI, LAUS, MAGORNO, STEFANO, VERDUCCI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che:
in data 6 dicembre 2018 veniva data notizia, su numerosi organi di informazione, dell'avvenuto blocco della prevista diffusione, nelle scuole della Regione Umbria, di un questionario, elaborato dall'università di Perugia, volto ad indagare il fenomeno del bullismo omotransfobico nelle scuole, al fine specifico di individuare efficaci strumenti di contrasto del medesimo;
di tale circostanza dava conferma il Ministro in indirizzo, con intervista rilasciata al "Corriere dell'Umbria" in pari data;
considerato che:
l'articolo 33 della Costituzione protegge la libertà di insegnamento e di ricerca scientifica;
il contrasto al bullismo omotransfobico, oltre che con specifici strumenti giuridici, deve avvenire anzitutto sul piano educativo, coinvolgendo in prima persona gli studenti, le loro famiglie e i loro insegnanti;
la costruzione di un ambiente scolastico inclusivo e rispettoso delle differenze è un obiettivo di rilevanza costituzionale espressamente attuato dalla legge n. 107 del 2015 (art. 1, comma 16), meritevole del più ampio sostegno da parte delle istituzioni di ogni livello;
il blocco di un'iniziativa come quella avviata dall'università di Perugia rappresenta a giudizio degli interroganti una grave ingerenza in materia di libertà di ricerca, precludendo ai ricercatori l'accesso all'oggetto stesso della loro ricerca, vale a dire la verifica degli atteggiamenti degli studenti in relazione alla differenza di genere e all'orientamento sessuale; e rappresenta altresì, al tempo stesso, una grave violazione del principio del pluralismo in ambito educativo,
si chiede di sapere:
su quale base normativa, e con quale atto, il Ministro in indirizzo abbia deliberato il blocco della diffusione del suddetto questionario;
quali iniziative intenda promuovere per assicurare l'effettivo rispetto della libertà di ricerca e del pluralismo educativo in questo ed in simili casi;
quali iniziative intenda promuovere per contrastare il fenomeno del bullismo omotransfobico nelle scuole.
(3-00475)
MOLLAME, TRENTACOSTE - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. - Premesso che:
con deliberazione n. 6/2018/G del 27 marzo 2018 della Corte dei conti (Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato) veniva approvata la relazione concernente "L'attuazione del Piano irriguo per il Mezzogiorno (2005-2016)", riguardante lo stato di attuazione degli interventi compresi nel piano operativo predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) con deliberazione 27 maggio 2005, n. 74, integrato e specificato con deliberazione Cipe n. 92/2010, concernente il "Nuovo programma irriguo nazionale. Regioni del Sud Italia";
nella relazione, tra gli interventi con maggiori criticità, è fatto riferimento anche alla "Derivazione dal fiume Belice dx e affluenti nel serbatoio del Garcia - II stralcio" (A/G.C. 91), in concessione al consorzio di bonifica 2 - Palermo. Sul punto, è evidenziato che l'intervento era inizialmente posto a completamento del progetto di primo stralcio, di cui alla deliberazione Cipe n. 133/2002. Sotto il profilo dei costi, l'importo del progetto, "originariamente previsto pari a 23,24 milioni, è lievitato prima a 30,273 milioni, come sancito con deliberazione Cipe n. 78/2004 e, successivamente, a 40,643 milioni, come ratificato con deliberazione Cipe n. 154/2012";
nello specifico, con la deliberazione Cipe n. 154/2012, veniva disposto che, con riferimento al progetto "Derivazione dal fiume Belice dx e affluente nel serbatoio di Garcia - 1° lotto", il cui costo aggiornato è pari a 40.642.639,75 euro, la copertura veniva così posta a carico: per 30.273.000 euro, dell'assegnazione a favore del citato primo lotto di cui alla delibera Cipe n. 78/2004; per 9.732.000 euro, delle disponibilità derivanti dal de-finanziamento del progetto "Allacciante dal Belice destro al serbatoio di Garcia - II stralcio" destinatario dell'assegnazione di cui alla delibera n. 74/2005; per 637.639,75 euro, delle economie realizzate su precedenti programmi irrigui finanziati dal Cipe;
come confermato dalla relazione della Corte dei conti, "per coprire l'aumento di spesa sono state utilizzate (...) le risorse previste per il secondo stralcio, che non verrà più realizzato. La gara d'appalto per il primo stralcio non è mai stata bandita e il consorzio concessionario ha comunicato che, a seguito di un ulteriore aggiornamento del progetto, l'importo necessario ammonterebbe a 47.749.000 euro";
al proposito, sempre secondo quanto riportato nella relazione, veniva richiesta "dal Ministero al consorzio la documentazione tecnica e amministrativa attestante la cantierabilità dell'intervento (progetto esecutivo, autorizzazioni, verifica e validazione), che al momento dell'istruttoria non risultava ancora pervenuta". Al riguardo, venivano espresse "forti perplessità sulla effettiva possibilità di realizzare l'opera";
in luogo delle originarie opere, il consorzio ha optato per un'alternativa che prevede un già esistente progetto definitivo che ha per oggetto: "Ammodernamento reti di distribuzione comprensorio Jato primo lotto sollevato", che contempla opere per un importo complessivo di 15.964.639,54 euro, risalente al febbraio 2016, quindi, non aggiornato ai prezzi correnti;
sono trascorsi otto anni dalla deliberazione Cipe n. 154/2012, con cui veniva aggiornata la copertura finanziaria del progetto "Derivazione dal fiume Belice dx e affluente nel serbatoio di Garcia - 1° lotto" attraverso la definizione di un costo pari a 40.642.639,75 euro;
la rete di distribuzione, di cui al progetto di ammodernamento, utilizza le acque del bacino Poma costruito a servizio dell'agricoltura della piana di Partinico negli anni '60, grazie alle lotte per i contadini sostenute da Danilo Dolci;
l'agricoltura, unica e peculiare risorsa del territorio, patisce, proprio per la cronica siccità che supera spesso sei mesi all'anno, una crisi drammatica;
nel corso degli anni, la risorsa idrica riservata all'agricoltura è stata, ed è tuttora, destinata in massima parte all'uso idropotabile per la città di Palermo;
rientrano nell'ambito delle prerogative del Ministro in indirizzo il sostegno, l'incentivazione e lo sviluppo della produzione agricola, soprattutto in quelle aree ove, per fattori connessi a ritardi, emergenze strutturali e crisi del mercato, l'agricoltura resta una risorsa unica. Allo stesso tempo, rientra nell'ambito delle prerogative del Ministro promuovere il superamento anche delle crisi locali per far crescere il PIL, specie a seguito di una prolungata assenza della risorsa idrica che ha portato, nel tempo, all'abbandono dei terreni da parte di giovani e anziani,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
se e quali iniziative siano state adottate o intenda adottare al fine di finalizzare le risorse destinate alla realizzazione dell'opera (prima che le somme destinate vadano in prescrizione), ciò al fine di soddisfare esigenze di efficienza nelle procedure e negli investimenti, conformemente agli obiettivi programmati dalla delibera Cipe di riferimento;
se sia stata fornita dal consorzio interessato la documentazione tecnica e amministrativa attestante la cantierabilità dell'intervento di ammodernamento della rete irrigua, in un'ottica di vigilanza, monitoraggio e controllo per il raggiungimento degli scopi prefissati, con particolare riferimento al recupero, all'ottimizzazione e alla gestione sostenibile delle risorse idriche in Sicilia e nel Mezzogiorno;
se sia prevista una rimodulazione o una diversa destinazione delle risorse finanziarie per la realizzazione dell'opera originariamente prevista e, in caso contrario, quali conseguenze derivino dall'ingente accumulo dei residui derivanti dal mancato compimento delle opere irrigue programmate;
se ritenga opportuno, stante la frammentazione delle competenze riguardanti gli interventi di adeguamento e di ripristino delle strutture irrigue di rilevanza nazionale, fare chiarezza circa l'operato delle singole amministrazioni coinvolte nella realizzazione del citato intervento;
se abbia ricevuto una proposta di riprogrammazione o di rimodulazione degli interventi previsti da parte del "Consorzio di bonifica 2 - Palermo" e se quest'ultimo abbia predisposto atti dispositivi tali da scongiurare gravi dispersioni economiche per quanto concerne l'importo di competenza, di cui alla già citata deliberazione Cipe n. 154/2012;
se non reputi utile valutare la possibilità, mediante appositi interventi normativi, di istituire, presso il Ministero, un fondo finalizzato a finanziare la progettazione delle opere per il completamento degli interventi previsti nell'ambito del Piano irriguo nazionale, di cui alle delibere del Cipe n. 41/2002, n. 74/2005 e n. 117/2006, e successive integrazioni, nonché, conseguentemente, a prevedere i requisiti, i criteri e le modalità relativi all'accesso al fondo.
(3-00476)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
PUGLIA, PRESUTTO, DE LUCIA, GRASSI, LOMUTI, ANGRISANI, VACCARO, MORONESE, GIANNUZZI, ORTOLANI, DI MICCO, CASTALDI, DONNO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:
alcuni asili nido presenti nel territorio campano sono stati aperti grazie ai fondi del Piano di azione e coesione (PAC) del Ministero dell'interno;
annualmente vengono riassegnati, con riparti coordinati dal Ministero, nuovi fondi che servono, anche e soprattutto, alla continuità dell'attività degli asili esistenti, istituiti a mezzo dei fondi PAC;
elemento fondamentale per l'ottenimento delle somme necessarie per l'espletamento delle funzioni, anche per gli anni successivi all'apertura dell'asilo nido, è la redazione di una rendicontazione accurata, che certifichi la necessità dei fondi per l'esposta causa, unitamente alla richiesta di proroga effettuata dal municipio di competenza;
considerato che:
nel territorio di Napoli, anche a causa della presumibile mancata ottemperanza degli oneri spettanti alle municipalità di competenza, probabilmente per problemi nella compilazione delle domande inviate tramite la piattaforma del mercato elettronico della pubblica amministrazione, alcuni asili nido aperti grazie ai suddetti fondi sono chiusi, in attesa del beneplacito del Ministero, come ad esempio il nido "Il cucciolo", con sede nella municipalità 5;
altri asili, facenti parte della municipalità 2 e denominati "Rocco Jemma" e "Fava Gioia", invece, sono prossimi alla chiusura, pur essendo stati aperti rispettivamente a maggio e a ottobre 2018, poiché, non essendo stata bandita la nuova gara per riassegnare la gestione, la continuità pedagogica non potrà essere garantita, a causa della lunghezza delle pratiche;
considerato, inoltre, che:
sebbene le municipalità di competenza abbiano assicurato di aver espletato le procedure per l'accesso ai fondi PAC entro il mese di luglio 2018, non è chiaro se la ragione della mancata erogazione dei fondi stessi sia da imputare a potenziali errori nella compilazione delle domande o se ci sia un problema di ordine burocratico, che possa aver rallentato o frenato l'erogazione dei budget;
i fondi PAC, come detto, assicurano l'apertura degli asili nido, nonché le risorse per la continuazione delle relative attività, e assumono, dunque, un'importanza imprescindibile, anche di carattere sociale;
l'erogazione dei fondi, tra l'altro, sarebbe in scadenza nel giugno 2019, con effetti pesanti sulle strutture esistenti che sostengono la propria attività solo grazie alle somme assegnate dal Viminale;
considerato infine che:
la situazione rappresenta motivo di allarme sociale di tutti i genitori che, spesso per impegni di lavoro, hanno l'esigenza di avvalersi dell'ausilio fondamentale degli asili nido;
queste strutture nella società contemporanea svolgono una funzione educativa e assistenziale che ogni Comune deve assicurare ai propri cittadini, i quali devono potersi avvalere, con facilità e agio, della facoltà di far accogliere i propri figli nelle medesime;
nella sola città di Napoli, per la ragione citata, rischiano la chiusura almeno 20 strutture per l'infanzia,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e, in particolare, se gli attuali ritardi nell'erogazione dei fondi del Piano di azione e coesione da parte del Ministero sia imputabile al Comune di Napoli e ai municipi interessati o, al contrario, sia frutto di un problema burocratico;
se, conseguentemente, non ritenga opportuno procedere al più presto, nei limiti di propria competenza, all'erogazione di quanto necessario ad assicurare l'apertura degli asili nido in itinere e la continuazione dell'attività di quelli esistenti;
se non ritenga, altresì, di prorogare la scadenza dei fondi del Piano di azione e coesione fissata attualmente a giugno 2019, allo scopo di favorire la continuità dell'attività degli asili nido esistenti.
(4-01030)
PUGLIA, TRENTACOSTE, LANZI, GIANNUZZI, FERRARA, DONNO, LANNUTTI, CORRADO, LA MURA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
i Comuni di Cercola, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma (Napoli) hanno costituito un consorzio cimiteriale con lo scopo di "gestire in forma associativa ed in modo coordinato il Servizio Cimiteriale, già gestito in forma consortile tra gli stessi Comuni, per ottenere un significativo risparmio della relativa spesa a beneficio dei Comuni stessi e con l'intento di evitare l'istituzione di tre diversi cimiteri in un contesto di agglomerato urbano, avente caratteristiche socio - economiche e culturali similari";
in data 18 luglio 2018 si è riunito il consiglio di amministrazione del consorzio, presso la sua sede, con il seguente ordine del giorno: "Finanza di progetto per l'affidamento in concessione nell'ambito delle forme di partenariato pubblico-privato, dei lavori di realizzazione di un tempio di cremazione all'interno del cimitero consortile tra i Comuni di Cercola, Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio con connessa gestione. Procedura ai sensi dell'art. 183 del D.lgs. 50/2016 e s.m.i.";
con voto unanime dei presenti è stato deliberato, seduta stante, di dichiarare di pubblico interesse la proposta della società Edile Vispin Srl, in qualità di soggetto proponente, ai sensi dell'articolo 183, comma 15, del decreto legislativo n. 50 del 2016, per la realizzazione in concessione, mediante l'istituto di project financing, di un tempio crematorio all'interno del cimitero consortile;
sono state, altresì, approvate le delibere consequenziali, nonché l'impegno di provvedere a inserire l'intervento in oggetto nel programma triennale delle opere pubbliche e nell'elenco annuale 2018;
in particolare, la proposta della società Edile Vispin Srl, protocollato dal consorzio al n. 345 del 26 aprile 2018, prevede la costruzione, in concessione per 30 anni, di un forno crematorio all'interno del cimitero consortile, che costituisce un impegno di spesa, secondo gli elaborati presentati, di 6.211.798,85 euro;
considerato che:
l'area sulla quale dovrebbe sorgere l'opera interessa un bacino di utenza pari a circa 32.000 abitanti, nella quale, secondo gli attuali indici Istat per la Campania, potrebbe registrarsi una media di morti pari a 9 ogni mille abitanti, per un totale stimato di circa 270 ogni anno, di cui solo una piccola parte sarebbe oggetto di cremazione;
la struttura che s'intende realizzare, per dimensioni e costi, potrebbe, una volta in funzione, potenzialmente evadere richieste ben più numerose di quelle dei comuni interessati al consorzio, tanto da essere in grado di soddisfare le richieste per tutto il territorio regionale campano. Il progetto, infatti, prevede la creazione di un tempio di cremazione con ben sei forni crematori;
considerato ancora che, a parere degli interroganti:
l'ipotesi paventata, tutt'altro che irrealistica, rischia di causare un grave danno ambientale a tutta la comunità interessata all'area su cui l'opera sarebbe realizzata, con grave pregiudizio della salute pubblica;
la pomposa struttura sorgerebbe, tra l'altro, nelle immediate prossimità del parco nazionale del Vesuvio e precisamente nel comune di Massa di Somma, a circa 500 metri, in linea d'aria, dall'ospedale "Apicella" e a 2 chilometri dall'ospedale "del Mare", con evidente grave nocumento per tutta la popolazione coinvolta;
si apprende, inoltre, che nessuna consultazione pubblica sarebbe avvenuta in ordine a questa vicenda così delicata;
considerato infine che, sebbene il responsabile dell'ufficio tecnico preposto alla verifica della regolarità dell'opera abbia ravvisato la sussistenza della conformità del progetto con lo strumento urbanistico approvato dall'assemblea consortile con deliberazione n. 5 del 28 novembre 2018, risulta, al contrario, l'esistenza di cause di non conformità. Infatti, lo strumento urbanistico citato, in realtà, non prevede, differentemente dall'attuale progetto, l'utilizzo di aree al di fuori della cinta muraria del cimitero consortile, data la quantità di soli 2 forni crematori (di cui solo uno in funzione),
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano monitorare la programmazione relativa alla costruzione dei forni crematori nel rispetto del principio di territorialità;
se intendano promuovere una revisione della normativa specifica, mirando a una maggiore sostenibilità ambientale e alla riduzione del danno sanitario e ambientale nella gestione mortuaria;
se non intendano valutare l'opportunità di verificare la conformità dell'opera all'interesse pubblico, soprattutto in relazione ai possibili effetti pregiudizievoli sulla salute di tutti i cittadini residenti nell'area limitrofa al tempio della cremazione;
se non ritengano di effettuare verifiche, nell'ambito delle proprie competenze, sulla sussistenza della conformità del progetto con lo strumento urbanistico dell'assemblea consortile e sull'esistenza delle condizioni, di cui al comma 15 dell'articolo 183 del decreto legislativo n. 50 del 2016, sulla base delle quali il consorzio intercomunale per il servizio cimiteriale tra i Comuni di Cercola, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma ha deliberato di accogliere la proposta della società Edil Vispin Srl alla realizzazione del progetto.
(4-01031)
CASTIELLO - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
il territorio del metapontino in Basilicata da anni è al centro di una serie di gravi episodi ed azioni criminali che riguardano in particolare le persone e le attività produttive presenti nel comune di Scanzano Jonico (Matera);
il fenomeno criminale viene ben descritto anche dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo relazione annuale del febbraio 2016 sulle "Attività svolte dal Procuratore nazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso";
dall'attività investigativa si evidenzia la perdurante presenza e l'operatività dei gruppi criminali organizzati che hanno acquisito nel tempo carattere di stanzialità sul territorio e di delimitata influenza criminale sullo stesso;
il fenomeno è stato all'attenzione anche dalle istituzioni attraverso la convocazione del prefetto di Matera, Antonella Bellomo, del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica con un unico punto all'ordine del giorno il "caso Scanzano" a dimostrazione di come le istituzioni e le forze dell'ordine, presenti i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza ed il questore della città dei Sassi, tengano nella doverosa considerazione quanto sta accadendo;
al fine di sostenere le azioni delle istituzioni, delle forze dell'ordine impegnate a garantire la sicurezza e del comitato di cittadini nato in seguito al perpetrarsi degli episodi criminali, da circa quattro anni sono stati attivate diverse azioni per rendere operativa una stazione dell'Arma dei Carabinieri nel comune di Scanzano Jonico che riscontra forti ritardi nella sua apertura;
per l'apertura della caserma attualmente la Regione Basilicata ha affidato alla legione Carabinieri di Basilicata i locali dell'ex commissariato ed ha stanziato 150.000 euro per il progetto di adeguamento antisismico;
dall'articolo "Scanzano Jonico. Caserma dei Carabinieri, decreti ok. Progetto in fase di redazione. 1 milione e 400 mila euro a disposizione", scritto da Filippo Mele e pubblicato sulla "Gazzetta del Mezzogiorno", le dichiarazioni del sindaco Raffaello Ripoli, rivelano un ulteriore aggiornamento sull'apertura: "Sì - ha detto il primo cittadino - dopo il ministro dell'interno, Matteo Salvini, anche la sua collega della difesa, Elisabetta Trenta, ha firmato il decreto istitutivo. Dirò di più. Sono già stati effettuati i lavori di carotaggio allo stabile di via Leopardi 12, l'ex Commissariato di Polizia destinato a stazione dell'Arma. I lavori sono propedeutici alla stesura del progetto di adeguamento antisismico della costruzione ed alla sua ristrutturazione. Il progetto è in esecuzione, con priorità assoluta, al Provveditorato alle opere pubbliche della Regione. Ovviamente occorrerà seguire il normale iter, una volta approvato il progetto, per giungere all'appalto ed alla esecuzione dei lavori. E ci sono anche i soldi a disposizione, 1 milione e 400mila euro. Il dado è tratto";
non si è a conoscenza dei tempi per la realizzazione e delle tipologie dei reparti e della dotazione individuata,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere con urgenza per rendere operativa con le sue dotazioni la Caserma dei Carabinieri a Scanzano Jonico e rafforzare le azioni di contrasto alla criminalità sul territorio metapontino.
(4-01032)
BINETTI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
in data 29 maggio 2018, nella seduta n. 7, è stato pubblicato un atto di sindacato ispettivo a firma dell'interrogante (4-00173), che ad oggi non ha ricevuto risposta, mentre è andata peggiorando la situazione descritta;
nel gennaio 2018, l'interrogante è stata informata del caso di una madre, S.T., alla quale è stata negata la possibilità di vedere il proprio figlio, F.M., mettendo in atto un allontanamento radicale del bambino durante una consulenza tecnica d'ufficio, nel procedimento di accertamento tecnico del Tribunale civile di Venezia, prima ancora che la psicologa si pronunciasse in merito ai fatti realmente accaduti;
il padre del bambino aveva abbandonato il nucleo familiare quando il piccolo aveva un anno, disinteressandosi di lui per tre anni e disattendendo l'accordo raggiunto con la madre tramite il tribunale dei minori. Da allora è iniziata una lunga trafila burocratica prima dinnanzi al tribunale ordinario e poi presso la Corte d'appello, nel corso della quale F., ascoltato in una consulenza tecnica d'ufficio, ha espresso tutto il suo timore a stare con il padre e un forte malessere anche per una serie di giochi particolari ai quali veniva costretto dal genitore;
la madre è stata accusata di essere il principale ostacolo tra il padre e il bambino, nonostante una serie di prove riportate, da cui è stato possibile evincere tutto il suo interesse a che il bambino stabilisse e mantenesse un rapporto positivo con il padre; il tribunale ha stabilito che il bambino fosse affidato al 50 per cento alla madre e al padre, con la supervisione dei servizi sociali di Venezia. Ma quando il bambino stava con il papà si presentavano attacchi di panico, dispnea notturna e pavor, documentati da vari medici. Dopo poche ore il bambino chiedeva di tornare a casa disperato;
davanti alla descrizione di quanto accadeva, fatta dalla madre ai servizi sociali per tutelare il bambino, l'accusa è stata ribaltata su di lei, considerata la principale responsabile della reazione del bambino, e le è stato imposto di non presentarsi a scuola per un lungo periodo per facilitare il riavvicinamento tra il bambino e il padre; la situazione nel tempo è andata peggiorando anche per una serie di fraintendimenti, che hanno indotto il tribunale ad allontanare il bambino dalla madre;
da allora è passato oltre un anno e nel bambino si è creata un'ulteriore difficoltà ad accedere alla figura materna, a riconoscerla nella specificità del suo ruolo di madre e ad avere un rapporto naturale con lei; dalle notizie giunte all'interrogante risulta, inoltre, che la situazione sta causando anche nella madre uno stato di apprensione e di ansia, aggravato dal fatto che il padre del bambino non le fornisce in tempo reale le indispensabili informazioni sulla salute del figlio e la scuola, contravvenendo alle disposizioni, e la tiene all'oscuro dell'andamento degli studi del bambino;
quanto descritto si sta verificando nonostante le leggi internazionali e quella italiana in primis affermino che il bambino ha il sacrosanto diritto alla "genitorialità", intendendo, in tal modo, il rapporto con entrambi i genitori, fino ad un'eventuale sentenza definitiva del tribunale, cosa che nel caso specifico non è ancora avvenuta;
l'articolo 155 del codice civile, rubricato "Provvedimenti riguardo ai figli", come modificato dall'articolo 1 della legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli", dispone che: "Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale", mentre la legge 4 maggio 1983, n. 184, recante "Diritto del minore ad una famiglia", delinea un ampio sistema di misure finalizzate a tutelare l'interesse del minore a crescere e ad essere educato nel proprio nucleo familiare e il diritto soggettivo alla genitorialità, ormai pacificamente riconosciuto dalla giurisprudenza e dotato, secondo la Cassazione, di rilevanza costituzionale;
è noto che il metodo dell'allontanamento del figlio dalla madre, detto "Transitional Site Program", si attua solo in caso di situazioni di grave alienazione parentale, e mai quando i problemi del minore sono generati esclusivamente, come nel caso specifico, da una grave conflittualità tra i genitori;
se si fosse attuato quanto previsto dal consulente tecnico d'ufficio, vale a dire un incontro madre-figlio di un'ora e mezza, ogni 15 giorni, partendo da metà maggio ed arrivando a fine giugno, il bambino avrebbe visto la madre tre volte per un totale di quattro ore e mezza; ma ciò non è avvenuto e ad oggi la madre non riesce a vedere il bambino. Cosa che appare gravissima a tutti gli effetti;
gli studi scientifici in questo ambito specifico, eseguiti a livello europeo e riportati su riviste scientifiche internazionali, dimostrano che i bambini allontanati da uno o da entrambi i genitori riportano spesso danni psicofisici, a cominciare da ritardi nell'apprendimento, disturbi che rientrano nella vasta casistica del DSA (disturbi specifici di apprendimento), quadri di intolleranza alimentare, con disturbi dell'alimentazione e della nutrizione, disturbi nel ritmo sonno-veglia e non raramente patologie di tipo dermatologico;
il caso citato non è unico, come è possibile rilevare dalle riviste scientifiche di settore, che analizzano varie storie di bambini, che hanno subito una sorta di maltrattamento da abbandono, così come accade frequentemente che si deleghino ai servizi sociali, senza neppure aver accertato la specifica competenza, funzioni che sono di stretta competenza del tribunale,
si chiede di sapere, soprattutto per salvaguardare la salute psicofisica del bambino, se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno avviare iniziative ispettive per accertare eventuali responsabilità sulla correttezza del lavoro svolto da tutti coloro, compresi i servizi sociali, che stanno gestendo il caso, pur nel rispetto dell'autonomia e delle prerogative dell'autorità giudiziaria.
(4-01033)
BINETTI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:
in data 30 maggio 2018, nella seduta n. 8, è stato pubblicato un atto di sindacato ispettivo, a firma dell'interrogante (4-00182), rivolto ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali, che ad oggi non ha ottenuto nessuna risposta e che, integrato, si rivolge al Ministro in indirizzo, trattandosi di un problema che non ha avuto ancora soluzione;
per quanto a conoscenza dell'interrogante, G.J. ha alle spalle una di queste storie, difficili da credere e da riassumere in poche linee; attualmente, GJ ha 14 anni e i suoi genitori sono separati da oltre 9 anni; dopo un lungo periodo di affidamento alla madre, due anni fa la bambina è stata trasferita in una casa famiglia a Roma, presso le suore Calasanziane. Motivo del trasferimento era la presunta indisponibilità della madre a facilitare gli incontri con il padre. In realtà, si trattava di incontri che la bambina allora rifiutava, avendo lei stessa parlato di azioni e comportamenti impropri da parte del padre nei suoi confronti;
tornata a vivere con la madre nell'agosto 2016, ha potuto frequentare con successo la seconda media, trovando delle amiche e recuperando uno stile di vita sufficientemente normale per un'adolescente. Nel maggio 2017, alla vigilia degli esami, è stata prelevata e condotta in una nuova casa famiglia, la "Rosa Luxemburg" a Capranica (Viterbo), nella quale la ragazza fin dall'inizio ha mostrato visibili segni di sofferenza;
oltre al distacco dalla casa materna, dalla sua stanza e dagli oggetti a lei cari, G. ha dovuto affrontare il cambio di scuola, con conseguente abbandono dei suoi amici e di tutti i rapporti costruiti in precedenza, le è stato limitato l'uso del cellulare, creandole un isolamento ancor più marcato e non è stato facile per lei stabilire nuove relazioni con i suoi coetanei per le peculiari condizioni di vita nella casa famiglia, mentre alla madre sono stati assegnati tempi contingentati e in qualche modo controllati, rendendo oggettivamente difficile avere un colloquio franco ed affettuoso con la figlia;
la vicinanza del padre, che risiede a Carbognano (Viterbo), dove svolge un'attività professionale presso gli uffici del Comune, ha ulteriormente compromesso lo stato psicologico di G.J., affidata a lui con il parere positivo di persone che professionalmente dipendono dallo stesso Comune nel quale lavora;
per una serie di malintesi, i fatti riferiti da G. in merito alla condotta del padre sono stati considerati come cose dette sotto l'influenza di una madre poco disponibile nei confronti del padre, facendo apparire quest'ultimo come vittima di accuse messe in bocca dalla madre alla figlia. Nonostante le ragioni che avevano indotto inizialmente ad affidare G. alla madre, la situazione è stata capovolta e la giovane è stata successivamente affidata al padre, con gravi effetti di disorientamento,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di assumere iniziative volte a garantire ad un'adolescente che ha già accumulato nella sua giovane esistenza molteplici frustrazioni, che la frequentazione della scuola media superiore sia supportata da una relazione con la madre con cui instaurare un dialogo effettivo, attenuando in tal modo l'impatto psicologico ed emotivo scaturito dalle sofferenze subite.
(4-01034)
MALPEZZI - Ai Ministri della difesa e dell'interno. - Premesso che:
i cittadini di Paullo (Milano) hanno appreso dagli organi di stampa e dal comunicato dell'amministrazione comunale la notizia del trasferimento della caserma dei Carabinieri, da sempre presente nel loro comune di residenza, nel comune di Tribiano (Milano);
da una localizzazione attuale di centralità, in una città di 11. 380 abitanti, ricca di servizi e attività quali banche, uffici postali, attività commerciali, distretto sanitario, eccetera, ed integrata nel tessuto sociale, la caserma verrà trasferita all'estrema periferia di un Comune di 3. 522 abitanti, con un numero di servizi pubblici decisamente inferiore;
le proposte fatte dall'amministrazione comunale di Paullo per la ristrutturazione e l'adeguamento della caserma (a gennaio 2014 con primo progetto di ampliamento e adeguamento uffici e a novembre 2017 con progetto preliminare di ristrutturazione complessiva della caserma) non hanno mai avuto risposte ufficiali;
in data 29 ottobre 2018 l'ufficio infrastrutture del comando generale dei Carabinieri ha espresso parere favorevole all'iniziativa progettuale relativa al trasferimento della stazione a Tribiano e fornito indicazioni distributivo-funzionali e di sicurezza che sono attualmente in corso di valutazione, di concerto con l'ufficio logistico del comando legione Carabinieri Lombardia,
si chiede di sapere quali siano le ragioni di una scelta che priva il comune di Paullo di un'importante realtà che dà senso di sicurezza ai cittadini e se non intendano intervenire, per quanto di loro competenza, per procedere a ulteriori valutazioni sul trasferimento della caserma.
(4-01035)
ASTORRE, D'ALFONSO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:
dal rapporto "Pendolaria 2018" di Legambiente, tra le varie criticità in materia di mobilità e infrastrutture, emerge un quadro in cui molti investimenti pubblici sono richiesti per migliorare la rete infrastrutturale di collegamento dell'intero Paese;
nello specifico, con riguardo alla tratta ferroviaria interessante la linea Sulmona-L'Aquila-Rieti-Terni, un collegamento trasversale del Centro Italia, di indiscutibile importanza, risulta necessario un duplice intervento di velocizzazione e di elettrificazione della linea, trattandosi di un collegamento interamente a binario unico e non elettrificato;
le legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ha previsto un complessivo quadro di stanziamenti, attraverso i quali finanziare interventi anche in materia di mobilità e infrastrutture;
con riferimento all'intervento di elettrificazione della linea, l'amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana ha garantito la copertura finanziaria a valere sul riparto del fondo investimenti e sviluppo infrastrutturale rifinanziato dalla suddetta legge di bilancio, per un importo di 75 milioni di euro;
considerato che:
il tempo di percorrenza supera le 3 ore per circa 165 chilometri, e tale tratta copre un bacino di utenza di oltre 300.000 abitanti;
migliorare la rete infrastrutturale legata alla mobilità consente a realtà territoriali interne di far fronte, con maggiore incisività, al grave problema dello spopolamento, essendo, altresì, potenzialmente in grado di offrire un'opportunità di sviluppo socio-economico del territorio, attraverso lo sfruttamento della risorsa turistica, paesaggistica e culturale. Un territorio ben connesso, con una mobilità adeguata, aumenta le proprie capacità attrattive, scongiurando l'isolamento e lo spopolamento;
rilevato che i costi stimabili per la realizzazione di tale intervento, stando a quanto risulta, ammontano a 442 milioni di euro, di cui 16,5 milioni già disponibili,
si chiede di sapere:
se tale intervento rientri tra quelli prioritari nell'ambito dell'indirizzo politico del Ministero;
se ed in che tempi il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di determinare la copertura finanziaria complessiva dell'intervento e procedere con i successivi adempimenti amministrativi necessari alla realizzazione dell'opera.
(4-01036)
MINUTO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:
l'art. 3 del decreto-legge n. 119 del 2018 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018, prevede la definizione agevolata delle cartelle affidate all'Agenzia delle entrate e riscossione, emesse dal 1° gennaio 2000 e fino al 31 dicembre 2017 ("rottamazione ter"). Rispetto alle precedenti definizioni introdotte dal decreto-legge n. 193 del 2016 (prima rottamazione), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016, e dal decreto-legge n. 148 del 2017 (rottamazione bis), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 172 del 2017, il decreto-legge n. 119 del 2018 prevede novità sostanziali ed agevolative per il pagamento dei debiti;
possono aderire alla nuova definizione agevolata 2018 i contribuenti che alla "prima rottamazione" sono decaduti per non aver rispettato il piano di definizione e quelli che hanno aderito alla rottamazione bis solo se risultano integralmente saldate, entro il 7 dicembre 2018, tutte le rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018;
in caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento delle rate della rottamazione bis con scadenza luglio, settembre ed ottobre 2018, i contribuenti non potranno accedere alla nuova rottamazione ter delle cartelle e subiranno l'avvio delle procedure di riscossione. Questa situazione abnorme e discriminatoria è palesemente illegittima, in quanto privilegia alcuni contribuenti e ne penalizza altri, ossia, verranno penalizzati migliaia di contribuenti che non sono riusciti a pagare la rate della rottamazione bis, la quale prevedeva una rata di ottobre troppo elevata,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non voglia prevedere la possibilità dell'estensione della nuova definizione agevolata anche per i contribuenti decaduti dalla rottamazione prevista dal decreto-legge n. 148 del 2017.
(4-01037)
LANNUTTI, LEONE, L'ABBATE, CORRADO - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
Infratel, nata il 13 novembre 2003 come "braccio operativo" del Ministero delle comunicazioni e di SviluppoItalia, è controllata al 100 per cento da Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di cui è azionista unico il Ministero dell'economia e delle finanze), è ente di diritto privato che assume a chiamata diretta e senza le procedure di pubblica evidenza, diventando in tal modo uno degli ultimi "carrozzoni" della vecchia Repubblica;
al 31 dicembre 2017 l'organico di Infratel risultava pari a ben 113 unità, in aumento di 33 unità rispetto al 31 dicembre 2016, con una spesa per il personale di 4,4 milioni di euro (con un aumento del 33 per cento) rispetto ai 3,3 milioni di euro al 31 dicembre 2016; sempre nel corso del 2017 sono state assegnate circa 140 consulenze e collaborazioni;
Infratel è una società in house del Ministero dello sviluppo economico ed è il soggetto attuatore dei piani di banda larga e ultralarga, di cui alla "Strategia italiana per la banda ultralarga", approvata dal Governo Renzi il 3 marzo 2015;
la "strategia" è coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tramite il Comitato per la diffusione della banda ultralarga (COBUL) che è composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero dello sviluppo economico, di AgID (Agenzia per l'Italia digitale) e di Infratel;
l'obiettivo della "Strategia" è quello di raggiungere una copertura che assicuri velocità di almeno 100 Mbit al secondo fino all'85 per cento della popolazione italiana, di almeno 30 Mbit al secondo per la totalità della popolazione e di almeno 100 Mbit al secondo con riferimento alle sedi e agli edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare) delle aree di maggior interesse economico e concentrazione demografica, delle aree industriali, delle principali località turistiche e degli snodi logistici;
nel corso del 2017, Infratel è stata impegnata in particolare nella programmazione e nell'avvio di opere infrastrutturali a banda ultralarga nelle "aree bianche" del Paese (le aree nelle quali si verifica un fallimento di mercato), avviando procedure d'asta per complessivi 2,7 miliardi di euro (alimentate da fondi pubblici FSC, FESR, FEASR) aggiudicate tutte a favore di "Open Fiber", società partecipata da Cassa depositi e prestiti e da Enel SpA;
a seguito dell'aggiudicazione ad Open Fiber delle gare indette da Infratel per realizzare l'infrastruttura a banda ultralarga, Open Fiber e Infratel hanno firmato contratti di concessione di durata ventennale per la progettazione, costruzione e gestione della rete di accesso nei comuni interessati dai bandi; in particolare, Infratel ha avviato le attività di progettazione definitiva per i comuni interessati dai bandi, la verifica della progettazione esecutiva per i cantieri e il successivo avvio dei lavori una volta ottenute le autorizzazioni necessarie dagli enti competenti;
considerato che, sempre per quanto risulta:
il disegno di legge di bilancio per il 2019 prevede la costituzione di InvestItalia, con funzioni di supporto alle attività di coordinamento delle politiche del Governo e dell'indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati. InvestItalia avrà una dotazione di spesa iniziale di 25 milioni di euro e farà direttamente capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Avrà tra i suoi compiti: analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali, valutazione delle esigenze di riammodernamento delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni e verifica degli stati di avanzamento dei progetti infrastrutturali, nonché elaborazione di studi di fattibilità economico-giuridica di progetti di investimento in collaborazione con il Ministero dell'economia;
l'attuale organizzazione del Ministero dello sviluppo economico vede al suo interno una serie di direzioni generali, tra cui quelle per la pianificazione e gestione dello spettro radioelettrico, per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione, per le attività territoriali, oltre che l'Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell'informazione, organizzazioni tutte dotate di risorse umane, caratterizzate da una consolidata e provata conoscenza nelle materie tecniche di propria competenza, che si sovrappongono, anche se ben più ampie e complesse, a quelle oggetto della missione di Infratel;
il presidente di Infratel è Maurizio Decina, nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Renzi poco prima di lasciare il Governo; anche Open Fiber, creata dal Governo Renzi, ha un presidente (Franco Bassanini) voluto dallo stesso Renzi. Come se non bastasse anche il presidente di Enel SpA (Francesco Starace), coproprietaria di Open Fiber, è di chiara fede renziana;
appare evidente come sia il presidente di Open Fiber che quello di Infratel, oltre a quello di Enel, appartengano tutti alla stessa area politica e, insieme all'establishment del Partito Democratico, abbiano messo in atto un'operazione nella quale ingenti fondi pubblici sono stati impiegati in Invitalia e Infratel e quindi successivamente in Open Fiber, senza adeguate garanzie di trasparenza né la dovuta verifica di indipendenza e imparzialità dei rispettivi vertici aziendali, accomunati secondo gli interroganti da appartenenza partitica e consorterie amicali,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover procedere alla messa in liquidazione di Infratel, trasferendo le sue funzioni (tra cui quelle di definizione e aggiudicazione dei bandi di gara, stipula dei contratti di concessione, vigilanza e controllo sullo svolgimento delle attività del concessionario e, in particolare, sul raggiungimento degli obiettivi di copertura ai fini dell'ottenimento dei finanziamenti pubblici) direttamente al Ministero dello sviluppo economico, in particolare alle sue competenti direzioni generali;
se non ritengano altresì che le suindicate direzioni generali potrebbero utilmente operare in raccordo con la costituenda InvestItalia e con il Comitato per la diffusione della banda ultralarga, concentrando più propriamente nella sede naturale del Dicastero le attività tipiche di un'autorità concedente, così da conseguire i necessari risparmi nella gestione del personale (peraltro già in dotazione del Dicastero e, in prospettiva, da assumersi con modalità pubbliche) e da ispirare le attività svolte ai principi di reale esigenza, interesse pubblico, trasparenza, imparzialità e equilibrio tra costi e benefici, elementi che non sembrano aver contraddistinto finora la gestione di Infratel.
(4-01038)
LANNUTTI, COLTORTI, CORRADO, ANASTASI, LEONE, L'ABBATE, PELLEGRINI Marco - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
M.C.M., nel breve periodo in cui è stata la direttrice della filiale n. 7 Unicredit di via Gattalupa, a Reggio Emilia, si accorgeva che i pacchetti obbligazionari che era costretta a vendere perdevano circa il 20 per cento di valore, mentre Unicredit li presentava alla clientela come sicuri e le gestioni in fondi azionari erano piene di titoli e operazioni in derivati ad altissimo rischio;
alla luce di queste anomalie, la direttrice sollevava il problema ripetutamente in direzione, sostenendo che la composizione dei pacchetti doveva essere stata falsificata dall'alto, inserendo "titoli spazzatura" nei pacchetti dei clienti, e si sentiva rispondere che il suo ruolo era quello di venditrice e non di investigatrice e che doveva pensare solo a vendere, senza sollevare problemi;
in data 9 settembre 2009 è stata costretta dalla banca a dimettersi, col pretesto di aver forzato un'operazione per un grande industriale, operatività più volte effettuata in agenzia anche solo con autorizzazione telefonica. Il giorno seguente, mentre la direttrice era in ferie per un viaggio da tempo programmato, gli ispettori di Unicredit entravano nella sua agenzia senza avvertire la Guardia di finanza per ben 27 giorni, facendo sparire tutti i suoi documenti, senza più consentirle di accedere al suo computer, e ne uscivano sostenendo, senza la benché minima prova, che la direttrice avesse fatto sparire 30 milioni di euro dai conti di ignari clienti, addirittura sostenendo che sarebbe fuggita all'estero, dando il via a un processo mediatico locale e nazionale, che ha rovinato per sempre la sua reputazione e la vita di tutta la sua famiglia;
la direttrice lamenta che immediatamente il giudice del Tribunale del lavoro di Bologna sequestrava ogni suo bene, il 100 per cento e non il 20 per cento come sarebbe previsto dalla legge, sine causa et inaudita altera parte, presentando come motivazioni del sequestro «quanto riportato dai giornali» e testimonianze dei clienti;
la stessa ritiene di essere stata vittima di un'ingiustizia, perché il giudice non l'avrebbe mai ascoltata, mentre confermava il sequestro prendendo per oro colato quanto riferitogli dal capo-ispettore Unicredit (che non è un perito super partes) e addirittura dichiarando che il debitore ultimo delle cifre chieste a lei sarebbe il citato industriale;
il pubblico ministero aveva dichiarato che dai controlli effettuati neppure un euro era finito nei conti della direttrice o in quelli dei suoi familiari, portandola a mutare l'ipotesi di reato in «appropriazione indebita a favore di terzi»;
la direttrice ritiene che le accuse rivoltele siano assurde spiegando che, mentre era direttrice da 10 mesi, le venivano mosse accuse relative a 15 anni di servizio e relative a cose che neppure poteva tecnicamente effettuare (prelievi in contante; falsificazione dei rendiconti, cosa che può fare solo qualcuno in posizione gerarchica più elevata; il fatto di non avvertire i clienti delle perdite, mentre esiste in Unicredit un ufficio apposito per questo). Senza contare che ogni due anni nell'agenzia c'erano i controlli ispettivi e mai nessuno aveva rilevato la benché minima anomalia. Nonostante tutto, la direttrice è stata l'unica indagata, non i direttori precedenti, non gli ispettori e soprattutto non Unicredit; dopo essersi rivolta inutilmente alle massime istituzioni italiane, a Banca d'Italia e Consob affinché controllassero i pacchetti obbligazionari e la composizione delle gestioni patrimoniali, il 12 novembre 2018 si è concluso il primo grado di giudizio del processo penale con la condanna a 2 anni e 9 mesi di reclusione per furto aggravato;
tutte le altre accuse sono state prescritte (appropriazione indebita a favore di terzi, truffa, falsificazione di documenti), quindi è stata negata la possibilità dell'assoluzione, data l'ingiustificata lungaggine delle indagini. La condanna, ad opinione degli interroganti, è arrivata per operazioni bancarie non provate in alcun modo, che sarebbero tecnicamente impossibili per una direttrice di filiale;
nel processo manca l'oggetto del reato, non essendoci soldi altrui nei conti dell'ex direttrice e neanche in quelli della sua famiglia, non avendo rubato mai alcunché;
non appare possibile, per una primaria banca dotata di procedure atte a prevenire le frodi dei propri dipendenti, eseguire un bonifico di 5 milioni di euro, eludendo tutti i controlli di sicurezza di una banca internazionale, semplicemente staccando la spina del computer come è stato dichiarato e perfino accolto dal giudice del processo penale (nel processo civile invece non si è ritenuto nemmeno di doversi interrogare su come fosse possibile effettuare queste operazioni);
le ispezioni in agenzia venivano effettuate ogni 3 anni e, come ha dichiarato l'ispettrice M.A. sarebbero state tutte positive, nessuna anomalia era mai stata riscontrata, con la stessa che ha confermato l'impossibilità di quella anomala operazione in banca;
l'avvocato di Unicredit avrebbe dichiarato al processo, a distanza di 9 anni dall'evento, che non è mai esistito un "buco" da 94 milioni di euro come sostenuto dall'accusa, perché si trattava di uno sbilancio contabile, mentre i dirigenti Unicredit avrebbero dichiarato che si trattava di ammanchi per 94 milioni di euro. Tutti i mass media hanno riportato notizie distorte nelle prime pagine dei quotidiani locali per creare un mostro da odiare, gettando fumo sull'illogicità delle accuse distruggendo per sempre vita e reputazione, perfino mettendo in pericolo la vita della signora e della sua famiglia (oggetto di ripetute minacce di morte);
i clienti, finalmente ascoltati al processo penale, hanno dichiarato che sarebbero stati costretti a denunciare la signora per riavere una parte dei loro risparmi; peraltro molti di loro hanno giurato di non aver effettuato denunce. Per fare qualche esempio dell'illogicità delle accuse, un cliente ha dichiarato che non aveva nessun ammanco, ma l'avvocato di un'associazione di consumatori lo ha invitato a denunciare la signora per sperare in un rimborso, disconoscere le firme fatte regolarmente, e far sborsare all'assicurazione dei dipendenti Unicredit 130.000 euro. Un altro cliente, per due volte, ha asserito di non aver mai voluto denunciare la direttrice e di non aver incassato i 220.000 euro perduti, come risulta dai documenti bancari. Un'altra cliente ancora ha disconosciuto la firma su alcune operazioni, tra cui la richiesta di 440.000 euro in assegni circolari, tutte operazioni effettuate dal marito, da cui si è successivamente separata;
per mascherare le perdite rilevanti dei clienti, che avevano seguito i cattivi consigli degli acquisti dei manager nei portafogli degli utenti, occorreva trovare un capro espiatorio e dare la colpa di tutto ad una madre di famiglia, nonostante ella non avesse la facoltà di intervenire nella composizione dei vari fondi o gestioni patrimoniali. La banca non voleva pagare per i rendimenti promessi ai vari clienti, dopo che i manager hanno ricevuto premi sui titoli tossici piazzati, convincendo i clienti a denunciare la direttrice, invece della banca e forti delle denunce dei clienti è stato imbastito un processo mediatico e giudiziario;
dagli atti del processo penale è emerso che la banca non ha avuto nessun danno, ma con il capro espiatorio, l'assicurazione che copre l'operato dei dipendenti, sono stati addossati i cattivi consigli per gli acquisti di titoli tossici dei manager Unicredit; su 164 posizioni la direttrice è stata condannata per 54 e assolta per 110,
si chiede di sapere:
se ai Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda esposta;
se siano a conoscenza di iniziative assunte, finalizzate a controllare i pacchetti obbligazionari in questione e la composizione delle gestioni patrimoniali, al fine di tutelare i clienti Unicredit;
se non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento.
(4-01039)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione):
3-00474, della senatrice Garavini e del senatore Giacobbe, sull'interruzione dell'attività didattica nella circoscrizione di Friburgo.