Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 066 del 04/12/2018

SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------

66a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO (*)

MARTEDÌ 4 DICEMBRE 2018

_________________

Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI,

indi del vice presidente CALDEROLI

_________________

(*) Include gli ERRATA CORRIGE pubblicati nei Resoconti delle sedute nn. 67 e 68 del 5 e 6 dicembre 2018
(N.B. Il testo in formato PDF non è stato modificato in quanto copia conforme all'originale)

_________________

N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI.

_________________

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 15,08).

Si dia lettura del processo verbale.

TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 novembre.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Governo, composizione

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato la seguente lettera:

«Roma, 28 novembre 2018

Onorevole Presidente,

informo la Signoria Vostra che il Presidente della Repubblica, con proprio decreto in data odierna, adottato su mia proposta, sentito il Consiglio dei Ministri, ha nominato Sottosegretario di Stato per la salute il sig. Luca COLETTO.

f.to Giuseppe Conte».

Commissioni parlamentari bicamerali, nuova convocazione

PRESIDENTE. Comunico che, d'intesa con il Presidente della Camera dei deputati, le Commissioni parlamentari bicamerali, già convocate per domani, mercoledì 5 dicembre, sono nuovamente convocate, per la loro costituzione, mercoledì 12 dicembre, nella sede di Palazzo San Macuto, in via del Seminario, secondo gli orari di seguito indicati:

- ore 8,30: Commissione parlamentare per la semplificazione e Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria;

- ore 14: Commissione parlamentare per le questioni regionali e Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento.

Discussione congiunta e approvazione dei documenti:

(Doc. VIII, n. 1) Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2017

(Doc. VIII, n. 2) Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2018

(Relazione orale) (ore 15,15)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei documenti VIII, nn. 1 (Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2017) e 2 (Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2018).

Il relatore, senatore Pesco, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

PESCO, relatore. Signor Presidente, mi consenta una battuta. Siamo in stagione di bilanci e iniziamo con l'esaminare e approvare il rendiconto e il progetto di bilancio della nostra Camera di appartenenza.

Signor Presidente, alla riunione dei Presidenti di Commissione (che, in base al Regolamento, presiedo in quanto Presidente della Commissione bilancio) il Collegio dei Questori ha presentato il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2017 e il progetto di bilancio preventivo per l'anno finanziario 2018. Vorrei riportare i dati essenziali di questi documenti contabili, mentre saranno i senatori Questori a illustrarli nel dettaglio.

Iniziamo da un raffronto tra la spesa a consuntivo del Senato nel 2012 e quella nel 2017. Nel 2012 essa era pari a circa 520 milioni di euro al netto dei risparmi, mentre nel 2017, sempre al netto dei risparmi, risulta pari a circa 488 milioni di euro. Vi è stata, dunque, una riduzione, nell'arco di pochi anni, di oltre 30 milioni di euro, pari a circa il 6 per cento.

Se a questo dato uniamo quello dell'inflazione, che è stata pari a circa il 3,7 per cento in questi anni, possiamo affermare che il risparmio reale si attesta sul 10 per cento circa. Si tratta senz'altro di un risultato notevole per l'Amministrazione del Senato, tenendo conto che questa contrazione della spesa non ha determinato uno scadimento nella quantità e qualità dei servizi offerti, grazie, da un lato, all'innovazione tecnologica e organizzativa e, dall'altro, all'impegno profuso dall'Amministrazione, nonostante la consistente riduzione del personale in servizio registrata nell'arco temporale indicato. Questo è un risultato che può quindi riempire di legittimo orgoglio la Presidenza del Senato, i senatori Questori, il Segretario Generale e tutta la macchina del Senato.

Il Senato ha dunque fatto la sua parte, negli anni passati, all'interno del processo di risanamento della finanza pubblica. È legittimo affermare che la seconda istituzione della Repubblica ha partecipato in maniera significativa al percorso di contenimento della spesa che ha interessato anche le altre amministrazioni dello Stato e possiamo promettere che la nuova politica economica che sarà portata avanti dall'attuale maggioranza politica non devierà, relativamente alla spesa di Palazzo Madama, dal percorso di parsimonia e - soprattutto - efficienza finora compiuto.

Per quanto riguarda la composizione della spesa, quella di funzionamento è risultata pari, nel 2017, al 54,37 per cento della spesa complessiva, contro il 45,63 per cento della spesa previdenziale, intesa come somma della spesa previdenziale per gli ex senatori e di quella per egli ex dipendenti del Senato, che notoriamente è ricompresa nel bilancio di ciascuna delle due Camere. Si tratta di un dato simile a quello riscontrato nel 2016, quando il 55,06 per cento della spesa complessiva riguardava la spesa di funzionamento e quasi 45 per cento (esattamente, il 44,94 per cento) la spesa previdenziale.

Per il resto, la tabella n. 5 del rendiconto 2017 (Quadro riepilogativo finale della spesa obbligatoria), che ci mostra il costo dell'attività politica vera e propria del Senato (ovvero quello dei senatori e dei Gruppi parlamentari), ci informa che tale spesa risulta nel 2017 in diminuzione rispetto al 2016. È questa, peraltro, una spesa di cui si poteva apprezzare la riduzione, sia pure contenuta già nel rendiconto 2016, in rapporto al rendiconto 2015.

Per quanto riguarda il trattamento del personale dipendente di ruolo, nel rendiconto 2017 si registra una riduzione della spesa rispetto all'anno precedente, dove essa risultava a sua volta in calo rispetto al 2015. Peraltro, tale voce di spesa risulta in diminuzione anche nel bilancio di previsione 2018 rispetto all'esercizio 2017. Al riguardo, occorre evidenziare che la riduzione della spesa relativa al personale dipendente di ruolo rappresenta, almeno in parte, l'effetto contabile della riduzione del numero dei dipendenti in servizio, in corso ormai da diversi anni.

Le misure adottate per l'anno 2018 hanno in parte frenato questa emorragia, così come, sotto altro profilo, ha frenato la tendenza alla riduzione della spesa in parola; ma è chiaro che, in prospettiva, dobbiamo interrogarci sull'esigenza di dare avvio a nuove procedure di concorso, al fine di stabilizzare quantomeno il numero dei dipendenti del Senato su una cifra compatibile con il buon andamento dell'amministrazione.

Naturalmente la questione del personale può anche essere esaminata nel quadro di una razionalizzazione degli Uffici. L'esigenza di prevedere, in futuro, un aumento della spesa in relazione allo sblocco del turnover, con le relative nuove assunzioni, potrà infatti essere affrontata anche in un'ottica di semplificazione complessiva, tenendo conto delle sinergie conseguibili grazie alla realizzazione dei poli parlamentari. Su questa strada, che già ha consentito di realizzare importanti risparmi negli anni scorsi, credo si dovrà proseguire anche in futuro, in modo da razionalizzare il funzionamento della macchina amministrativa delle due Camere.

Ricordo inoltre che al bilancio delle Camere affluisce anche il finanziamento statale destinato all'Ufficio parlamentare di bilancio, istituito a seguito della riforma dell'articolo 81 della Costituzione, secondo quanto previsto dall'articolo 19 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Tale norma prevede infatti uno stanziamento 3 milioni di euro, che lo Stato versa a ciascuna Camera, affinché venga destinata alle spese necessarie al funzionamento dell'Ufficio.

Questo è il quadro generale del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2017 e del progetto di bilancio preventivo per l'anno finanziario 2018.

Quest'anno, come già avvenuto cinque anni or sono, il cambio di legislatura non ha consentito di esaminare i predetti documenti contabili prima della pausa estiva. Come è noto, tuttavia, il ritardo ha consentito di apportare, a parità di spesa complessiva, alcune limitate modifiche al bilancio di previsione per l'anno in corso, che era stato precedentemente deliberato dal Consiglio di Presidenza sul finire della scorsa legislatura. Le modifiche riguardano da un lato l'aumento degli stanziamenti per alcuni articoli, nella prospettiva di rafforzare le attività interparlamentari e internazionali del Senato e quelle di ricerca e di documentazione, nonché di valorizzare e sviluppare ulteriormente l'aggiornamento professionale del personale e le politiche di pari opportunità; dall'altro, l'istituzione di nuovi articoli, con i relativi stanziamenti, al fine di promuovere investimenti relativi ai Palazzi, volti al perseguimento degli obiettivi di riqualificazione, efficientamento energetico e tutela ambientale, eliminazione delle barriere architettoniche e riqualificazione delle aree esterne adiacenti agli stessi. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, colleghi, grazie per la vostra attenzione per quanto riguarda il bilancio di previsione 2018 e il rendiconto 2017.

Quest'anno, a differenza della scorsa legislatura, l'approvazione del bilancio in Consiglio di Presidenza e nel Collegio dei Questori è avvenuto all'unanimità. Questo ci fa piacere, perché significa che l'attenzione che abbiamo voluto dare al funzionamento del Senato in tutti i suoi aspetti, sia da un punto di vista legislativo, relativo ai lavori dell'Aula, sia da un punto di vista amministrativo, per quanto riguarda la conduzione della vita all'interno del nostro contesto quotidiano, ha rappresentato un fattore positivo.

Il bilancio di previsione per il 2018 era stato approvato già nello scorso 14 marzo, ma, con il cambio di legislatura, abbiamo dato delle nuove indicazioni rispetto a quello che poteva essere un Senato più green, più attento ad alcune richieste, dal passaggio all'utilizzo di piccole macchine elettriche al 90 per cento di lampade a basso consumo, ai pannelli fotovoltaici installati presso il nostro magazzino, che ci danno la possibilità di generare energia elettrica e che non ci fanno pagare più la bolletta, con un risparmio importante, oltre al fatto di avere un'attenzione particolare verso le politiche verdi relative all'ambiente. È stata posta attenzione alla riqualificazione e all'efficientamento energetico per dare una riorganizzazione globale al nostro lavoro quotidiano. (Applausi delle senatrici Gallone e Papatheu).

Per quanto riguarda l'eliminazione delle barriere architettoniche, il Senato, essendo un palazzo storico, presenta barriere architettoniche, che vediamo tutti i giorni nel contesto della vita normale. Ieri, tra l'altro, era la giornata internazionale delle persone con disabilità. Cade, quindi, a fagiolo il fatto che all'interno del bilancio ci sia una voce importante per cominciare o, meglio, continuare a portare avanti politiche di attenzione per qualsiasi persona e, tante volte, anche per qualcuno di noi che, per qualche motivo momentaneo, può vivere una condizione di disabilità.

Abbiamo voluto potenziare, inoltre, la ricerca, la documentazione e l'aggiornamento professionale del nostro personale, sicuramente molto qualificato e attento. Con l'innovazione che avanza, è bene che ci sia un aggiornamento continuo, per dare sempre maggiore professionalità e attenzione ai nostri bisogni.

Ci siamo impegnati in politiche di pari opportunità, nonché abbiamo previsto un intervento, chiaramente in accordo con l'amministrazione comunale romana, di riqualificazione delle aree adiacenti ai nostri Palazzi, in maniera tale da dare un contesto migliore al Senato della Repubblica.

Tutti i capitoli di spesa, per effetto dell'andamento della stessa, sono compensati nelle previsioni di spesa al ribasso che abbiamo verificato. Non c'è nessuna variazione del bilancio di previsione già approvato e oggi siamo in Aula per la sua approvazione finale.

In futuro daremo risalto contabile all'attività dell'Ufficio valutazione di impatto perché esso costituisce un elemento unico in Europa e tra i primi a livello internazionale. La trasmissione telematica degli atti parlamentari mediante firma digitale è un altro progetto in cantiere per un Senato con sempre minori sprechi cartacei. Il processo di dematerializzazione è già in atto con il 75 per cento di carta in meno e con 4,6 milioni di euro risparmiati.

Il completamento dell'istituzione dell'Albo dei fornitori dell'Amministrazione serve alla trasparenza, richiesta da tutti i nostri cittadini. Un altro aspetto importante, non facile da raggiungere, è la disciplina dei collaboratori dei senatori. Lo dico qui in Aula, come l'ho detto alle ore 14 alla conferenza con tutti i Presidenti di Commissione. Ci siamo presi l'incarico, come Collegio, di analizzare la questione per individuare modalità operative più idonee a rispondere alle esigenze degli stessi collaboratori. Il tema è stato più volte ribadito e ci siamo assunti l'impegno come Collegio dei Questori, insieme ai colleghi Arrigoni e Bottici, di raggiungere l'obiettivo per i prossimi bilanci, a seconda di quanto si riuscirà a fare. Sicuramente vi daremo attuazione perché l'Aula del Senato ce l'ha chiesto. C'erano degli ordini del giorno in merito, ma proprio per questo nostro impegno non sono stati presentati. Ringrazio i presentatori che ci hanno dato fiducia in questo percorso.

Passo all'illustrazione dei documenti contabili oggi all'esame e agli aspetti burocratici e amministrativi, ma importanti del rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2017. La spesa complessiva del Senato, al netto dei risparmi riversati, ammonta a 488.930.460,71 euro, in diminuzione di circa 3,1 milioni rispetto al consuntivo del 2016. In questo anno abbiamo conseguito ulteriori risparmi e questo trend che continua da più di otto anni, partendo dal 2010, fino al raggiungimento di un ulteriore risparmio importante per il rendiconto delle entrate del 2017.

Se compariamo i dati del 2017 con quelli del 2012, con riferimento all'inizio della legislatura, la spesa effettiva del Senato si è ridotta di oltre il 6 per cento.

Per ciò che riguarda il bilancio dell'assistenza sanitaria integrativa dei senatori (ASIS) - cito questa voce, perché tante volte in contesti anche pubblici i dati non sono conformi alla reale situazione - ribadisco che è interamente a carico di noi parlamentari e non dell'Istituzione. Ricordo che dal 2017 ad oggi si è registrato un avanzo di gestione complessivo di 2,246 milioni di euro, quindi un dato in positivo, non in negativo. Ciò sta a testimoniare che anche per le somme versate direttamente dai senatori c'è una conduzione attenta e precisa, mese per mese, proprio per tranquillizzare sul fatto che la gestione delle risorse pubbliche e private è perfettamente in regola e trasparente rispetto a quanto ci viene chiesto.

Se guardiamo alla spesa del Senato, possiamo notare che le spese di funzionamento generale occupano il 55 per cento del totale della spesa del Senato, con una diminuzione di 5 milioni rispetto al 2017, nonostante il cambio di legislatura. Richiamo l'attenzione su questo, che è un altro aspetto importante che voglio ribadire.

Ci tengo anche a dire che, di fronte a una rigidità della spesa del Senato che è pari al 91 per cento della spesa obbligatoria, come dicevo, abbiamo adottato una serie di misure di riduzione dei costi, quasi come se fosse casa nostra - passatemi l'espressione, che forse farà sorridere - con una gestione attenta anche alle piccole cose, che tante volte ci vengono segnalate dai colleghi senatori, dalle persone. Abbiamo voluto fare un intervento specifico e giornaliero, riservando una particolare attenzione al contesto di una gestione pubblica importante come quella del Senato della Repubblica.

Passando al bilancio di previsione per il 2018, la spesa scende ancora a 539 milioni, quindi un altro anno in diminuzione, come ho accennato prima, nonostante il cambio di legislatura: mentre l'altro ramo del Parlamento registra un aumento di 19 milioni, la spesa del Senato è ancora in diminuzione.

Il Senato per l'ottavo anno consecutivo registra il segno meno nelle previsioni di spesa. Nel 2018 si registrano al momento 12 milioni di euro di risparmi.

Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica - è un dato che mi piace ricordare - si è ridotto dal 2013 al 2018, per un importo pari a 221,7 milioni di euro. È vero che si tratta di più anni, ma ciò significa che la riduzione della spesa e l'attenzione che a questo aspetto vogliamo porre non è più un fatto a spot, ma un intervento strategico continuo che vogliamo realizzare all'interno dell'Istituzione, per dire che l'attenzione ai costi e chiaramente alla valutazione sul denaro pubblico è sempre importante.

La cifra è composta, innanzitutto, da una minore dotazione: la dotazione di Palazzo Madama si è ridotta anche quest'anno di 21,6 milioni di euro rispetto all'ammontare del 2011.

La minore dotazione negli ultimi sei anni ha portato ad un risparmio di 30 milioni di euro. L'importo annuo della dotazione risulta pari a 505.360.500 euro ed è riconfermato anche quest'anno rispetto al percorso che abbiamo fatto.

Peraltro, oltre alla minore dotazione, il Senato ha risparmiato ulteriori risorse dal 2013 ad oggi, per un totale di circa 92 milioni di euro e questo è un dato veramente importante.

Il segno meno riguarda tutti i fronti, in primis la dinamica delle retribuzioni: abbiamo un -27 per cento dal 2012 ad oggi e un -40,5 milioni dal 2011 ad oggi.

C'è poi l'indennità parlamentare e le competenze accessorie, di cui tante volte si discute e a cui vengono dedicate pagine e pagine sui giornali, ma non solo, perché se ne parla diffusamente dappertutto, dai bar a qualsiasi altro luogo all'interno della nostra Nazione. L'indennità parlamentare e le competenze accessorie hanno avuto una riduzione pari a circa 51 milioni di euro. Si è passati dal 19 per cento del bilancio totale del Senato del 2001 al 10 per cento di oggi, il che significa che la cifra è stata quasi dimezzata rispetto alla percentuale dell'indennità e delle competenze accessorie.

Le spese generali del Senato sono in diminuzione di 7 milioni di euro rispetto al 2017; allo stesso modo si registra un calo delle spese previdenziali di 8.640.000 euro sempre rispetto all'anno precedente.

I principali scostamenti di spesa rispetto alle previsioni del 2017 sono dovuti a nuove valutazioni di politiche di bilancio, ai rimborsi di natura indennitaria sostenuti per lo svolgimento del mandato parlamentare, ai servizi informatici e di riproduzione, ai trasferimenti ai Gruppi parlamentari; inoltre si sono avuti risparmi grazie a una serie di interventi di spesa in conto capitale. Ricordo all'Assemblea che all'interno del bilancio del prossimo anno abbiamo inserito interventi strutturali nelle Aule di tutte le Commissioni inerenti l'automazione delle riprese, l'illuminazione e tutti gli interventi di altro genere di cui c'è bisogno in moltissime Commissioni. Si tratta quindi di un intervento strategico per essere sempre più attenti ai bisogni interni ma anche esterni. Ricordo altresì che siamo passati da uno o due a otto canali TV, quindi abbiamo potenziato in maniera significativa questo ambito, e abbiamo realizzato interventi nel settore audio e video.

In questa legislatura abbiamo voluto puntare su tre parole chiave: qualità, innovazione e futuro. La qualità ha riguardato in modo particolare la spesa: non abbiamo adottato solo tagli fini a se stessi, ma operati con attenzione rispetto agli interventi strategici. Ad esempio, ci sono stati tagli nei trasferimenti - come dicevo prima - agli ex senatori, d'altronde dal 2012 abbiamo un calcolo basato sul sistema contributivo e non retributivo, quindi si è passati a un calcolo completamente diverso. Il contributo di solidarietà, dal 2014 al 2016, è di 17 milioni di euro; sul centro elaborazione dati, locazioni e utenze abbiamo una riduzione di spesa di 650.000 euro e praticamente dal 2018 non abbiamo nessuna spesa per locazioni e credo che questo sia importante (l'ultima locazione penso sia stata quella dell'immobile di Santa Maria in Aquiro). Il risparmio sulla logistica è di circa 1,5 milioni di euro grazie al cambio e alle nuove procedure di gara; le spese per gli autoveicoli sono calate del 57 per cento, con tutte le macchine green ed elettriche che abbiamo cambiato. Le spese di rappresentanza sono diminuite del 32 per cento, poi abbiamo una serie di convenzioni per il polo sanitario, quindi per la salute di tutti i nostri dipendenti e di ognuno di noi: è stata operata una convenzione con Ares 118, mettendo a disposizione una delle strutture del Senato, precisamente l'area sotto Palazzo Cenci.

Quanto all'innovazione, possiamo parlare, come dicevo prima, di un Senato green e tra l'altro anche più rosa, perché c'è stato un sorpasso della componente femminile, che è di 345 unità, contro i 304 dipendenti di sesso maschile. Ciò ha comportato un'attenzione che il Senato ha voluto dare alla parte femminile (Applausi dal Gruppo M5S) e lo si vede non solo all'interno della nostra Amministrazione, ma anche all'interno della nostra Aula, che si è rinnovata in modo particolare con la presenza delle donne, che ha portato altresì all'adozione di una serie di interventi per le senatrici madri, che nella scorsa legislatura abbiamo attivato in Senato per la prima volta.

Il Senato è contro lo spreco alimentare ed è più orientato al cloud, con infrastrutture informatiche, tecnologiche e di virtualizzazione. Un Senato che così diventa un modello per tutti i parlamenti d'Europa.

Inoltre, credo che, con le stampanti digitali, i nuovi terminali e il rinnovo delle infrastrutture informatiche sia stata compiuta una vera e propria rivoluzione digitale, grazie alla quale abbiamo realizzato un risparmio di 2,5 milioni di euro, che ha portato il Senato della Repubblica italiana a diventare tra le prime istituzioni europee con sistemi innovativi.

Tra l'altro, un recente dossier prodotto dall'Ufficio valutazione e impatto ha verificato un aumento medio della produttività del 40 per cento, risultato che in gran parte è riconducibile all'informatizzazione messa in atto da Palazzo Madama negli ultimi anni. Questo risulta, chiaramente, un fattore positivo nel trend che abbiamo messo in atto con i colleghi, i senatori Arrigoni e Bottici, che sono qui al mio fianco, e, ovviamente, con tutta l'Amministrazione.

L'attività legislativa è diventata sempre più 4.0: basta pensare alla app Tabulas, alla app per le agenzie di stampa, per la rassegna stampa, per il restyling del sito del Senato, anche per quanto riguarda un Senato sempre più leggero, più digitale e meno cartaceo. Il contratto di riproduzione digitale ha ridotto, come dicevo, le copie cartacee del 75 per cento, passate da ottanta milioni a venti milioni di copie: cosa importantissima, al di là dei costi, anche per rendere il Senato sempre più attivo.

Un altro dei progetti che avremmo in mente è informatizzare anche l'Aula del Senato, grazie a tutti i sistemi innovativi oggi a disposizione (ad esempio, con dei tablet). Stiamo studiando la questione. Abbiamo un problema, non tanto informatico quanto strutturale: mantenere l'ambiente così come lo vediamo, senza rovinarne il contesto storico. Però, ci stiamo arrivando, proprio per dare a ognuno dei senatori presenti un ambiente dove poter lavorare in modo molto più veloce e innovativo.

Un Senato sempre più aperto e sempre più digitale, chiaramente anche verso i cittadini, con il sistema di ripresa televisiva delle sedute dell'Aula del Senato e l'ammodernamento tecnologico informatico della dotazione dell'Aula, come dicevo prima, e delle Aule delle Commissioni, grazie anche al sito Open data del Senato stesso e l'implementazione della web TV del Senato fino a otto canali. Ad oggi, più di tre milioni di persone hanno seguito i lavori del Senato e credo che questo sia un aspetto veramente importante.

Il Senato è sempre più aperto anche al contributo dei cittadini al processo legislativo: lo è grazie al lavoro dell'Ufficio valutazione e impatto delle politiche pubbliche, che, tra noi tre senatori Questori, è la nostra collega Laura Bottici a seguire in modo particolare, oltre chiaramente a tutti i contesti dell'Amministrazione. Questo Ufficio è il primo all'interno di un'istituzione in Italia ed è tra i primi in Europa. Un ringraziamento va anche all'Osservatorio sulla finanza pubblica per gli approfondimenti che ha realizzato sui temi di economia e finanza.

Abbiamo investito su qualità e innovazione per costruire il futuro. Più che mai oggi questo è uno degli aspetti importanti, anche per dare la possibilità di integrare le richieste, fatte oggi dal Presidente della 5a Commissione, di avere un maggior sostegno al lavoro da svolgere, anche in termini di personale. Come dicevo prima, noi abbiamo praticamente dimezzato il personale. Non so: forse prima l'organico era giusto, forse era in eccesso: ma oggi è poco, e credo che questo sia uno degli aspetti che dobbiamo tenere in considerazione.

Le integrazioni funzionali che stiamo facendo tra Camera e Senato riguardano i poli parlamentari, i servizi sanitari, i servizi informatici e della documentazione, con l'implementazione del polo bibliotecario già esistente e degli archivi storici. A proposito di archivi storici, entro la fine dell'anno i due archivi di Camera e Senato opereranno con la stessa infrastruttura.

È previsto anche uno schema procedurale, che con il senatore Arrigoni abbiamo esaminato, di gare comuni da bandire tra Camera e Senato. Parlo della gestione dei servizi informatici, dell'assistenza all'utenza, della prestampa, della rassegna stampa e del canale satellitare.

Quindi, credo più che mai che questo sia il nostro punto di forza. Palazzo Madama in questi anni (e io da Questore, con i colleghi, me ne sono reso conto) più che mai è fatto soprattutto, come qualsiasi istituzione, di persone. Consentitemi, dunque, un ringraziamento di cuore a tutti coloro che con passione, professionalità e grande senso delle istituzioni lavorano in questa struttura, dimostrando all'esterno che la qualità esiste; esiste nella competenza, nella professionalità e nella motivazione dei singoli. Questo significa anche fare squadra. Credo che affinché una istituzione possa andar bene, chiaramente al di là delle valutazioni politiche differenti com'è giusto nella discussione democratica, si debba fare squadra quando ve ne è la necessità. Oggi il nostro bilancio viene votato da una squadra per il raggiungimento di obiettivi che speriamo di migliorare sempre e questo ci fa sicuramente molto piacere.

A questo punto ribadisco il ringraziamento che rivolgo ai miei due colleghi, che ho citato più volte, la senatrice Bottici e il senatore Arrigoni. Come vedete, siamo seduti nei banchi del Governo perché oggi rappresentiamo il governo del Senato, anche se proveniamo da diversi contesti politici. Infatti, quando si amministra per il futuro di ognuno di noi, come stiamo cercando di fare, ci si siede in questa parte dell'Aula. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e L-SP-PSd'Az).

In conclusione, ringrazio veramente chi ci dà una mano per raggiungere questi obiettivi, perché senza di loro non potremmo farcela. Parlo in modo particolare del Segretario Generale e dei Vice Segretari Generali, che sono stati i nostri fondamentali interlocutori, indispensabili per il lavoro del Collegio dei Questori e del Consiglio di Presidenza. (Applausi).

Ringrazio chiaramente tutti i Direttori dei Servizi, tutti i nostri Capi Ufficio e tutto il personale. Un grazie altrettanto particolare va ai nostri assistenti qui in Aula, ma non solo qui in Aula, perché ci danno una mano quando qualcuno di noi si agita un po' - diciamo così - e loro devono intervenire cercando di riportare tutto nel giusto percorso. (Applausi).

Ringrazio anche le Forze dell'ordine, i carabinieri e la polizia che garantiscono la nostra sicurezza, per l'importante lavoro svolto, e tutti voi che siete qui presenti. (Applausi).

È per questo che, anche a nome dei colleghi Arrigoni e Bottici, vi chiedo di esprimere il vostro assenso sul bilancio di previsione 2018 e sul rendiconto consuntivo 2017. Chiedo infine di allegare il testo integrale del mio intervento. (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

Dichiaro aperta la discussione congiunta.

È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, intervengo a nome del Gruppo non certo per evidenziare i dati positivi contenuti nel rendiconto e nel bilancio previsionale che sono stati espressi in modo molto chiaro sia dal Presidente della Commissione bilancio che dal Presidente del Collegio dei Questori. Sono dati importanti e sicuramente fa molto piacere vedere che nel 2018 si sono registrati 12 milioni di euro di risparmi, quindi dobbiamo ringraziare sia l'attuale Consiglio di Presidenza che quello precedente perché dopo i primi sei mesi del 2018 c'è stato un cambio. Il personale, dal 2006 ad oggi, si è ridotto del 40 per cento e sono calate le spese di funzionamento generale di circa 7 milioni rispetto al 2017, così come le spese previdenziali che sono calate di 8,6 milioni.

I dati confermano un buon andamento e la buona amministrazione che è stata portata avanti, quindi il nostro intervento è un ringraziamento di fatto a tutti. Soprattutto quelli di noi che sono neosenatori, e sono la maggior parte, quando sono arrivati in Senato hanno trovato subito un ambiente molto disponibile, con grandi competenze e i dati di oggi dimostrano questo. Ovviamente c'è anche un discorso di rapporto umano e di capacità di intervenire, di sostegno che davvero ci ha molto soddisfatto.

A nome del mio Gruppo tenevo quindi a ringraziare tutti i membri del Consiglio di Presidenza, soprattutto i Questori, il Segretario Generale, i Vice Segretari Generali e tutti gli Uffici dell'Amministrazione perché ci sono stati davvero di grande sostegno, dimostrando una grande competenza. Quindi un ringraziamento e direi, forse, che un applauso mi sembra doveroso da parte di tutti. (Applausi).

Vorrei quindi concludere, essendo vicini alle feste, con un augurio. Il nostro augurio è che l'Amministrazione prosegua su questa strada e che venga confermato - ci tengo a sottolinearlo - il suo attuale assetto organizzativo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

Con questo augurio, cui seguirà l'intervento del senatore Tosato in dichiarazione di voto, ribadisco i ringraziamenti a tutti. Mi sembrava doveroso fare questo passaggio a nome del Gruppo Lega. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Schifani. Ne ha facoltà.

SCHIFANI (FI-BP). Signor Presidente, la dichiarazione di voto del mio Gruppo sarà svolta dal senatore Malan e sarà ovviamente favorevole. Io vorrei velocemente soffermarmi su alcuni punti che non possono che essere positivi e che è giusto ricordare in Assemblea.

Abbiamo parlato di circa 222 milioni di risparmio del Senato dal 2013 al 2018.

Nel 2011-2012, sotto la mia Presidenza, si è registrato un risparmio di 52 milioni ed è stato ricordato che in quell'epoca abbiamo disdetto gli uffici dell'ex Hotel Bologna, che ospitavano dei senatori, con il risparmio che si è generato successivamente. Già in quegli anni infatti abbiamo indicato la linea del blocco del turnover, che ha consentito oggi di avere la riduzione di personale, citata dal capogruppo della Lega, che è sceso da 950 dipendenti a 650. Forse un po' pochini; bisognerebbe rivalutare se le risorse umane siano sufficienti, posto che la riduzione del personale si poneva anche, negli ultimi anni, alla vigilia di un'ipotetica cancellazione, come qualcuno la definiva, o comunque sostituzione del Senato, che sarebbe stato chiamato a svolgere ruoli più ridotti rispetto a quelli previsti dall'attuale Costituzione che - per fortuna - è rimasta immutata.

Le indennità dei senatori sono scese; prima incidevano del 19 per cento sulla spesa totale del Senato, ora sono scese al 10 per cento. Le spese previdenziali sono scese di 8 milioni rispetto al 2017 e le spese di funzionamento di ben 7 milioni rispetto al 2017.

Il trend è quindi in crescita nel senso della funzionalità, della crescita positiva e di benessere rispetto anche alla qualità della spesa. Non vorrei apparire contraddittorio nel mio linguaggio; per crescita intendo realizzazione di economie.

Una spesa effettiva del Senato che, sul totale della spesa dello Stato, incide oggi dello 0,057, mentre nel 2006 incideva addirittura dello 0,087. È quindi diminuito anche questo numero che dice tanto.

Abbiamo parlato dei dipendenti. Cosa dire del sistema della comunicazione? Nel 2017, tre milioni di italiani hanno avuto la possibilità di seguire i nostri lavori e di accedere ai siti online. Cosa dire della campagna della politica green e del contrasto a tutto quello che può essere inquinante? Pensiamo, ad esempio, alle autovetture del Senato che si autoricaricano e non vanno a gasolio o benzina. Una politica quindi anche in sintonia con le esigenze del Paese e di un clima migliore, con un minore inquinamento.

Concludo velocemente con un grazie: un grazie innanzitutto al lavoro dei Questori, che hanno rivisitato un precedente bilancio esitato dalla precedente Amministrazione, e lo hanno fatto in melius, perché hanno aumentato i margini di risparmio. E, quindi, ringrazio da parte del Gruppo e da parte mia, anche nella mia modesta qualità di ex Presidente del Senato.

Un grazie - come ha già detto il collega che mi ha preceduto - va all'Amministrazione. Io sono fiero di questa Amministrazione, dei giovani che ho lasciato quando ero Presidente del Senato, e che ho trovato adesso funzionari e dirigenti, che ci vengono invidiati dall'esterno; a volte ci vengono - lo dico in positivo - rubati. Ma per noi questo è motivo di soddisfazione: quando dei funzionari vengono chiamati a ricoprire ruoli a volte di Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio, a volte di Vice Capo di Gabinetto di Ministri - un eccellente, validissimo funzionario di un'importantissima Commissione è stato chiamato a far parte di una struttura strategica dell'attuale Presidente del Consiglio - a conferma, senatori Questori, colleghi, che l'Amministrazione esprime professionalità che si pongono e sono neutre nei confronti della politica, perché vengono chiamate a dare una mano alle istituzioni, e quindi ai Governi che si susseguono, al di là della loro appartenenza e collocazione.

Di questo noi non possiamo che esserne grati e fieri, così come siamo fieri anche di chi - diciamolo pure - ai sensi dell'articolo 166 del Regolamento ne è responsabile; ricordo che gli Uffici dipendono dal Segretario Generale, e lo sappiamo e l'ha detto poco fa il Capogruppo della Lega. Un ringraziamento, quindi, va anche al Segretario Generale. Esiste sì il principio - come sappiamo - della responsabilità oggettiva, quello che noi giuristi conosciamo tutti, per cui a volte, quando si è ai vertici, si paga per responsabilità dei propri sottoposti. Esiste, però, anche il principio del ringraziamento e del merito oggettivo quando effettivamente chi è sottoposto fa fare buona figura a chi ne risponde.

In questo caso penso sia doveroso esprimere un ringraziamento al Segretario Generale e alla sua struttura. Naturalmente il Segretario Generale ha il vincolo di mandato - lo prevede il Regolamento - di essere responsabile, per obbligazione di risultato, nei confronti del Presidente del Senato. Ma io penso che il risultato della nostra Amministrazione, dall'assistente parlamentare fino agli alti gradi, ci possa lasciare sereni ed entusiasti di quello che danno quotidianamente i nostri giovani e i meno giovani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione congiunta.

Poiché i senatori Questori e il relatore non intendono intervenire in sede di replica, passiamo alla votazione dei documenti.

DE PETRIS (Misto-LeU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-LeU). Signor Presidente, noi voteremo a favore non soltanto del rendiconto, ma anche del bilancio di previsione. La relazione credo sia stata abbastanza esaustiva e, quindi, voglio soffermarmi soltanto su alcune questioni assolutamente fondamentali.

Si rileva non solo genericamente la riduzione dei costi - di questi tempi tutti produciamo dei risparmi - ma anche la sua realizzazione costante anno per anno - vorrei ricordarlo qui - ormai dal 2013, come ha ricordato poco fa il presidente Schifani. La costanza sia della Presidenza precedente che di quella attuale vuole significare che vi sono stati una capacità, un'impostazione, una convinzione e anche un supporto dell'Amministrazione che hanno reso possibile tutto ciò.

Ma ciò che, per quanto mi riguarda, è da mettere assolutamente in evidenza è la mission su cui è stato costruito il bilancio di previsione con degli aggiustamenti - era stato già approvato alla fine della legislatura precedente - che concerne alcuni aspetti per noi fondamentali.

Qual è stata la mission? È stata quella di riconcentrarsi, rimodulare e spingere sempre più sull'innovazione e, quindi, sulla qualità della spesa e anche del servizio. Noi abbiamo in mano una delle cose più delicate che riguarda i cittadini, perché siamo il luogo per eccellenza di produzione legislativa, a questo ha un riverbero immediato e diretto. Ciò significa che, per preservare la qualità, la capacità e la professionalità del personale, la riorganizzazione e la riduzione delle spese non devono mai essere a detrimento della qualità, ma sempre messe al servizio di qualità e innovazione.

Le innovazioni - come abbiamo visto - ci sono state e continueranno ad esservi: penso anche all'innovazione per quanto riguarda il green. E su questo vi spingo e spingiamo tutti a fare ancora di più. Dal punto di vista del risparmio energetico ancora si può migliorare e implementare il settore. Si possono immettere altre innovazioni: cito - per esempio - il servizio di mensa e ristorazione, nell'ambito del quale sono stati apportati dei risparmi e dove possiamo ulteriormente recuperare per non sprecare, attraverso un'economia circolare che deve essere la guida anche all'interno dell'Amministrazione.

Non ritorno sulle cifre che sono state chiare ed evidenti. I risparmi sono stati possibili perché vi è stata grande capacità e professionalità da parte di tutto il personale. E insisto sulla professionalità del personale: penso sia importante, in occasioni come l'approvazione del bilancio interno, dare conto di quali siano state la capacità e la possibilità di interagire con tutto il personale. E quindi, ringrazio non solo i Questori e tutto il Consiglio di Presidenza, ma anche il Segretario Generale, la struttura del Segretariato e tutti i Direttori dei Servizi, che sono stati preziosi in tutti questi anni e ci hanno aiutato a raggiungere questo scopo, nonostante - ripeto - la riduzione del personale sia stata molto forte.

Vorrei ricordare che c'è stata una riduzione di più del 40 per cento, che non è cosa piccola, ma si sono mantenute la stessa capacità di servizio e la stessa qualità. Quando facciamo le audizioni in Commissione - lo voglio dire in questa sede - in una Commissione delicata come quella cui appartengo, che è la Commissione affari costituzionali, ognuna delle personalità, dei professori, dei giuristi e dei costituzionalisti auditi, si è sempre complimentata per la qualità dei dossier e dei fascicoli preparati dal Servizio studi del Senato. Questo è un riconoscimento enorme che viene fatto di cui dobbiamo tenere conto, soprattutto in considerazione della fortissima riduzione di più del 40 per cento del personale. E sappiamo anche quali ne sono stati i motivi, ma non voglio ritornare sul passato.

Come ho già detto, voteremo a favore dei documenti di bilancio interno, sia come Gruppo LeU che come Gruppo Misto, e non possiamo che rinnovare il ringraziamento per il lavoro che è stato fatto in tutti questi anni, da parte sia della struttura politica, e quindi di tutto il Consiglio di Presidenza, che di tutta la struttura amministrativa.

Chiudo con un aneddoto: quando sono entrata la prima volta in Senato - come il nostro Presidente ricorderà - per tutti noi è stato fondamentale, per sviluppare al meglio le nostre capacità e riuscire a svolgere un buon lavoro dal punto di vista qualitativo, avere il supporto dei funzionari e dei dirigenti del Senato: è stato sempre un elemento di orgoglio la grande macchina amministrativa e organizzativa del Senato.

Magari, a latere, dovremmo riflettere su cosa significa spoil system. Avere una macchina al servizio dell'Istituzione con la propria professionalità è la vera garanzia dell'autonomia, dell'indipendenza e della terzietà, fondamentale per il nostro lavoro. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e M5S).

COLLINA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COLLINA (PD). Signor Presidente, senatrici e senatori, il dibattito odierno sul rendiconto delle entrate e delle spese del Senato relative all'anno 2017 e sul progetto di bilancio interno per l'anno 2018 si è sviluppato in modo apprezzabile e con un confronto serio fra le diverse parti politiche di maggioranza e opposizione. Il dibattito, infatti, ha toccato molti punti inerenti alle voci di entrata e di spesa del Senato, che hanno testimoniato l'interesse e l'impegno politico dei vari Gruppi politici di maggioranza e di opposizione, affinché questa Istituzione prosegua nel percorso virtuoso intrapreso ormai da tempo e che tutti - seppure ciascuno con il proprio stile - dovrebbero perseguire e migliorare ulteriormente.

Il giudizio positivo che intendiamo esprimere sul rendiconto 2017 si fonda non soltanto sui dati che emergono dal documento al nostro esame, ma anche sulle modalità con cui questi sono stati conseguiti. In un momento in cui sono stati chiesti sacrifici al Paese per portare sotto controllo i conti pubblici, il Senato ha notevolmente ridotto il proprio peso sulle finanze pubbliche.

Nella scorsa legislatura, il Senato si è impegnato con costanza su un percorso di riduzione dei propri costi e ha migliorato i propri servizi, e il fatto che abbia mantenuto questi impegni credo sia da rimarcare con grande soddisfazione.

Noi tutti, insieme a tutta la struttura del Senato, siamo stati attori e protagonisti di questo percorso virtuoso, nato con l'ormai noto ordine del giorno G100 - proposto dal PD e approvato nel 2012 - che dettava per il Senato un traguardo che allora poteva sembrare ambizioso: un cambiamento di abitudini, spese e assetti organizzativi che sembravano difficili da raggiungere e che invece, con tenacia e costanza, sono stati perseguiti anno dopo anno.

Oggi la macchina organizzativa dell'Istituzione è oggettivamente migliorata: i servizi, in particolare quelli gestiti insieme alla Camera, sono più efficienti ed è stata aperta la strada per nuovi e ulteriori miglioramenti. Sicuramente - come hanno già ricordato in molti - una parte consistente di questo miglioramento dell'Istituzione va riconosciuto come merito al personale dipendente, a cui sono stati chiesti i maggiori sacrifici in termini di riduzione del peso all'interno del bilancio del Senato, senza che venisse meno la qualità del servizio. Tutti insieme abbiamo sottolineato come ciò significhi una sola cosa: alta professionalità.

Ciò che maggiormente colpisce in senso positivo dall'esame dei dati del rendiconto 2017 è che, dal 2012 al 2017, la spesa si è ridotta, al netto dei risparmi da versare allo Stato: da 520 milioni di euro circa a 488 milioni di euro circa. Fatto salvo l'incremento della spesa per il personale in quiescenza, il rendiconto 2017 presenta una riduzione in tutti i macroaggregati della spesa corrente obbligatoria (senatori e Gruppi parlamentari, ex senatori, segreterie istituzionali, personale dipendente in servizio e oneri previdenziali e fiscali) rispetto sia al 2016 sia al 2015.

L'avanzo di esercizio segna un nuovo andamento positivo passando da 44,2 milioni di euro del 2015 a 59,9 milioni di euro nel 2016 e a ben 64,3 milioni di euro nel 2017. Questi pochi numeri sono importanti prima di tutto per il loro valore simbolico, ma anche per il loro numero assoluto, e assumono ancor più valore se si tiene conto del buon livello di efficienza ed efficacia raggiunto dall'Istituzione.

Dato atto dei risultati positivi raggiunti, ci troviamo oggi di fronte a nuove sfide. Potremmo ritenerci soddisfatti, ma proprio da questi risultati penso dobbiamo ripartire per impostare nuovi traguardi e lasciare alla prossima legislatura un Senato ancora più efficiente.

La XVIII legislatura è agli inizi e occorre proseguire nel percorso intrapreso negli scorsi anni, fatto di maggiore efficienza, maggiore capacità di conseguire risparmi di spesa. Conclusa la fase di razionalizzazione della spesa interna, a nostro giudizio risultano ancora aperti diversi fronti su cui lavorare. Il progetto di bilancio per l'anno 2018 non contiene particolari indicazioni in tal senso, anche in ragione del passaggio tra la vecchia e la nuova legislatura.

Riteniamo, tuttavia, che uno degli ambiti su cui dovremmo confrontarci nei prossimi mesi e su cui lavorare da qui alla fine della XVIII legislatura sia quello dell'intensificazione delle sinergie con la Camera dei deputati, con l'obiettivo di accentuare, quanto più possibile, l'erogazione in comune di servizi di natura identica, che ancora oggi le due istituzioni erogano ai parlamentari in modo separato.

Sul tema dell'unificazione dei servizi di Camera e Senato molto ancora può essere fatto. Penso - ad esempio - al Servizio studi, che già oggi produce documenti in comune ma operando da sedi separate. Penso, poi - per fare qualche esempio - che sarebbe utile unificare i servizi informatici, quelli tecnici e di ragioneria, di rassegna stampa, i rapporti internazionali e quant'altro rimasto ancora a gestione separata.

Soprattutto riteniamo indispensabile, anche per ragioni di trasparenza delle istituzioni, che sia creata una centrale unica per le gare d'appalto e i contratti.

Si potrebbe lavorare, poi, per mettere insieme e gestire in comune, oltre ai servizi, anche gli immobili a disposizione delle due istituzioni, per meglio corrispondere alle esigenze del mandato parlamentare, per migliorare la qualità delle prestazioni offerte e agevolare il lavoro svolto dalle alte professionalità presenti nell'istituzione: in poche parole, condivisione delle strutture, meno Uffici e più servizi.

Per quanto riguarda il personale, occorre intervenire per migliorare tutte le dotazioni strumentali necessarie ad accrescere l'efficienza degli Uffici. Il Senato è una macchina complessa che si fonda su un dato importante: il patrimonio di dipendenti che in essa sono presenti e vi lavorano. Ritengo fondamentale investire in futuro maggiori risorse per favorire e potenziare la strumentazione a disposizione, per la qualificazione, l'arricchimento e l'aggiornamento professionale di coloro che operano all'interno di questa Istituzione. Avere, infatti, dei servizi importanti e qualificati per un parlamentare che si accinge a esaminare un provvedimento legislativo è indispensabile e, pertanto, chi fornisce questi strumenti deve essere sempre al meglio delle proprie possibilità. Dunque, sono indispensabili competenza, aggiornamento, serietà professionale e analisi dei fabbisogni organici. Occorre poi programmare, laddove necessario, l'incremento del personale in organico, prevedendo concorsi unici con la Camera per il reclutamento di nuovo personale.

Penso che si debba lavorare, inoltre, per rafforzare ulteriormente i meccanismi di trasparenza dell'Istituzione. In tale ambito, il Gruppo Partito Democratico del Senato rivendica un ruolo primario, rispettoso delle determinazioni assunte negli scorsi anni dal Senato, in termini di trasparenza e pubblicità del proprio bilancio, sempre certificato da revisori esterni.

Sempre in tema di trasparenza, occorre lavorare per far sì che il bilancio interno del Senato sia corredato in futuro da un sempre più elevato numero di informazioni, che illustrino nel dettaglio le singole voci di entrata e di spesa. Ciò, al fine di rendere il Senato una casa di vetro, accessibile a tutti i cittadini, anche nelle pieghe più nascoste.

Mi avvio alle conclusioni. Quelli delineati sono soltanto alcuni dei possibili interventi per migliorare ulteriormente il funzionamento del Senato e, più in generale, delle istituzioni parlamentari. È un campo d'azione oltremodo necessario, tenuto conto dei numerosi sforzi e sacrifici che tutta la collettività nazionale è stata chiamata a mettere in atto in questi ultimi anni.

Rivolgo un ringraziamento particolarmente sentito al Segretario Generale, dottoressa Serafin, ai Vice Segretari Generali e ai Direttori dei Servizi. Si tratta di un ringraziamento che vuole significare l'apprezzamento per il lavoro compiuto, oltre che un attestato di profonda fiducia.

Al Collegio dei Questori, anche sulla spinta delle determinazioni che assumerà l'Assemblea del Senato, spetterà formulare nei prossimi mesi le proposte che illustrino il percorso e le iniziative per proseguire nella complessiva riorganizzazione delle nostre istituzioni parlamentari.

Credo che queste sottolineature dovessero essere fatte con orgoglio e per questo motivo il Gruppo Partito Democratico voterà a favore del rendiconto 2017 e sul progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2018.

In conclusione, voglio rimarcare un fatto che rimane per noi una ferita aperta: gli esiti delle elezioni per le cariche all'interno del Senato, compreso il Collegio dei Questori, hanno visto assente il Partito Democratico. L'abbiamo segnalato al Presidente, perché riteniamo che questo non sia un elemento positivo, e nella direzione non del controllo, ma soprattutto della garanzia. Le opposizioni devono essere tenute in considerazione e crediamo che questo sia un fatto importante.

La ferita è ancora aperta. Riteniamo che oggi sia giusto votare favorevolmente sia al rendiconto, che al progetto di bilancio, ma rimaniamo insoddisfatti per quel passaggio che si è registrato all'inizio, quando - secondo noi - sono state calpestate delle prerogative dell'opposizione che, nella gestione del Senato, sono elementi di garanzia.

Nelle istituzioni non ci sono logiche di maggioranza e opposizione (come invece nel Governo): nelle istituzioni si parla di controllo e garanzia, che vanno esercitati congiuntamente. Ritengo questa una sottolineatura opportuna da fare in questo momento e poi vedremo quello che sarà il proseguo nella gestione del Senato.

Ribadisco, in conclusione, il voto favorevole a entrambi i documenti in questione. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Arrigoni, Bottici e De Poli).

TOSATO (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOSATO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, anche il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione dà una valutazione positiva del progetto di bilancio in esame, in quanto è stato redatto dal Collegio dei Questori.

Ringraziamo anche noi, per il lavoro svolto, l'Amministrazione del Senato e tutti i dipendenti - il Segretario Generale e tutti i suoi collaboratori - che hanno garantito qualità negli anni. Anche i numeri del rendiconto sono naturalmente frutto del loro impegno e della loro collaborazione con il Collegio dei Questori, la cui composizione è stata rinnovata quest'anno parzialmente: ai senatori Questori De Poli e Bottici, che già svolgevano questo ruolo nella passata legislatura, si è affiancato il senatore Questore Paolo Arrigoni. I colleghi hanno fatto sicuramente un buon lavoro, visti i numeri che ci hanno consegnato, che sono stati vagliati e approvati dal Consiglio di Presidenza.

Quali sono i punti forti, che noi apprezziamo, del progetto di bilancio? Sicuramente un impegno sempre maggiore nel ridurre la spesa, in quanto ciò è un dovere nostro e di chiunque fa politica nei confronti dei cittadini. Mi riferisco, in particolare, a dati molto significativi che riguardano la trasmissione telematica degli atti parlamentari mediante la firma digitale, che ha comportato una riduzione considerevole dell'utilizzo della carta, con un risparmio di quasi 5 milioni di euro, grazie al processo di dematerializzazione, sicuramente necessario e doveroso. Visto che da legislatori lo stiamo «imponendo» ai cittadini e alle categorie produttive, anche il Senato deve essere conseguente a quanto deciso dal Parlamento.

Apprezziamo inoltre la procedura per l'istituzione e il completamento dell'Albo dei fornitori, che dovrà garantire una spesa sempre più efficiente e trasparente. Apprezziamo altresì che per l'ottavo anno consecutivo si registrano dei risparmi (pari quest'anno a 12 milioni di euro e, nel complesso degli ultimi anni, a oltre 220 milioni di euro), grazie a minori spese per il personale, per le indennità parlamentari e per le spese previdenziali. Questi sono tutti dati positivi che noi apprezziamo.

Allo stesso modo, apprezziamo le scelte su nuovi investimenti che riguardano, in particolare, la riqualificazione e l'efficientamento energetico, l'eliminazione delle barriere architettoniche e il potenziamento della ricerca della documentazione e dell'aggiornamento professionale del personale. Questo significa che, accanto a una riduzione della spesa, c'è comunque una capacità di investimento nei settori che lo richiedono e che possono consentire a questo ramo del Parlamento di dare un servizio migliore.

Questo può sembrare un atto formale, ma credo che non lo sia. Noi abbiamo la responsabilità, come organo politico, di approvare il bilancio dello Stato, che è quel documento che riguarda la vita di tutti i cittadini e che ci apprestiamo a esaminare nelle prossime settimane. È ovvio che dobbiamo prestare analoga attenzione nel gestire le risorse che vengono affidate al funzionamento del Senato della Repubblica. Queste vengono a volte definite costi della politica, mentre noi riteniamo si tratti - invece - dei costi del funzionamento della democrazia. Se però vogliamo far passare questo messaggio e non far prevalere la demagogia, dobbiamo prima di tutto essere chiaramente responsabili di come gestiamo questi fondi. Noi quindi ci auguriamo che anche nei prossimi anni, con i bilanci di previsione approvati dal Collegio dei Questori e dal Consiglio di Presidenza, si continui sulla strada tracciata. È ovvio che risparmiare su grandi cifre stanziate - come avvenuto otto anni fa - e invertire il percorso è più facile, perché tagliare all'inizio comporta la possibilità di incidere effettivamente su spese superflue, che potevano essere contenute e dovevano essere ridotte. Continuare in questo percorso, dopo otto anni consecutivi di riduzione della spesa, certamente più difficile, perché è più difficile individuare ulteriori spese da contenere. Ma noi chiediamo di continuare su questa strada, ovviamente con le dovute attenzioni.

Non deve esserci una riduzione della qualità del servizio garantito, dell'efficienza e dell'efficacia dell'attività legislativa. Tutti noi dobbiamo, però, conservare e tenere sempre a mente, per senso di responsabilità, che il nostro Paese sta vivendo una grave crisi economica e, quindi dobbiamo gestire ogni singolo euro con grande attenzione e responsabilità. Non dobbiamo deludere le aspettative dei cittadini e dobbiamo continuare su questo percorso, e siamo certi che il Collegio dei Questori e il Consiglio di Presidenza lo faranno, essendo doveroso e necessario.

Per tutti questi motivi, garantiremo naturalmente un voto favorevole ai documenti in esame, auspicando che la direzione tracciata vada intrapresa anche nei prossimi anni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

MALAN (FI-BP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-BP). Signor Presidente - come ha sottolineato più volte - il Senato è al servizio dei cittadini e deve innanzitutto svolgere nel modo migliore il suo compito, che è quello di rappresentare i cittadini, di legiferare e di svolgere un'azione di controllo sul Governo e sulle istituzioni in generale, essendo composto, per l'appunto, da rappresentanti eletti direttamente dal popolo. Per fare questo, è indispensabile che le sue strutture svolgano le proprie funzioni nel modo migliore e vengano attuate tutte le politiche di risparmio, di razionalizzazione e di studio per rendere il Senato più efficiente nel servire in modo preciso e doveroso il Paese.

L'azione svolta dai Questori nei primi mesi della legislatura è andata sicuramente in questo senso. Il bilancio ne dà conto e atto; il senatore Questore De Poli ci ha illustrato le cifre, che sottolineano risparmi davvero notevoli e il fatto di partire da una situazione non di allargamento della spesa: negli ultimi dieci, anzi persino dodici anni, c'è stata infatti una costante diminuzione dei costi, che non ha comportato però una riduzione dell'efficienza di questa Istituzione, ma anzi l'ha migliorata e ha introdotto quelle tante novità già illustrate. Si è trattato dunque di un lavoro compiuto davvero con grande attenzione.

Vorrei sottolineare un aspetto. Confrontando l'andamento del bilancio del Senato e, ancor più, della voce relativa ai senatori (sia quelli in carica, sia quelli non più in carica), abbiamo una tendenza della spesa che, se fosse stata la stessa da parte dello Stato in generale, oggi, anziché parlare di deficit più alto o più basso, dovremmo discutere di come impiegare i molti miliardi di avanzo che avrebbero le casse dell'Amministrazione dello Stato. Sappiamo bene, però, che le situazioni sono diverse e sono diversi i margini al Senato rispetto a quelli dell'Amministrazione generale dello Stato. In ogni caso, però, questa è sicuramente una realtà.

Per raggiungere siffati risultati, che godono dell'appoggio di tutti, nel corso degli anni sono state tante le mozioni, i suggerimenti e le proposte avanzate per andare in tale direzione. Adesso abbiamo davanti a noi il Collegio dei Questori, con il senatore Questore anziano De Poli e i senatori Questori Bottici e Arrigoni, che hanno svolto un lavoro importante. Fondamentale è la guida del presidente del Senato, Alberti Casellati, che sicuramente ha dato ulteriore impulso a tutto il processo. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S e L-SP-PSd'Az). È doveroso ricordare il lavoro che quotidianamente viene svolto dalla struttura del Senato, dal segretario generale, dottoressa Serafin, ai vice segretari generali presenti, Toniato e Sandomenico, e a tutta la struttura del Senato. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S e L-SP-PSd'Az). Dobbiamo un ringraziamento a quest'opera che viene prestata senza badare a orari e senza limiti, sempre al servizio delle decisioni politiche e della conduzione politica data a questa Assemblea. È un aspetto estremamente importante e fondamentale, come ha già sottolineato il presidente Schifani, che ha parlato prima di me.

Sappiamo che la struttura del Senato è di tale qualità che spesso - verrebbe quasi da dire: «purtroppo» - alcuni suoi funzionari ci vengono richiesti da altre istituzioni e, per leale collaborazione, il Senato consente loro di andarvi. È un aspetto importante di collaborazione fra le istituzioni, di riconoscimento della qualità della struttura del Senato, nonché un arricchimento nelle loro capacità e conoscenze per le persone che vivono una tale esperienza, che poi potranno tornare un giorno - sperando che lo facciano; lo dico come istituzione Senato.

Il voto di Forza Italia, pertanto, sarà certamente a favore del rendiconto e del bilancio di previsione, perché condivide pienamente il percorso intrapreso, come già avvenuto nelle Presidenze passate, e in particolare nella precedente Presidenza di Forza Italia del senatore Schifani. Rivolgo, infine, un augurio per il prosieguo del lavoro, che sappiamo essere complesso, ma fatto con grande impegno. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo Convitto nazionale «Vittorio Emanuele II» di Cagliari che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi).

Ripresa della discussione congiunta
dei
documenti VIII, nn. 1 e 2 (ore 16,28)

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, colleghe e colleghi, non ritornerò neppure io sui dati aridi del bilancio interno.

In un momento di riduzione complessiva della spesa, comunque, è necessario sottolineare alcuni aspetti come l'aumento degli stanziamenti per l'attività di studi e ricerche; il rafforzamento alle attività interparlamentari e internazionali del Senato; la formazione e l'aggiornamento professionale dei dipendenti. Sempre in un momento di riduzione di spesa, vengono create delle nuove voci in conto capitale. (Un assistente parlamentare sistema il microfono del senatore). A proposito del ringraziamento nei confronti dell'Amministrazione, credo sia necessario ringraziare gli assistenti parlamentari che svolgono un ruolo fondamentale per noi anche in queste piccole cose. (Applausi dal Gruppo M5S).

Le nuove voci in conto capitale vengono destinate alla riqualificazione degli edifici e delle aree esterne per un totale di 2,5 milioni di euro; all'adeguamento degli edifici del Senato in senso più moderno e innovativo, con un occhio al risparmio energetico, all'ambiente e al superamento delle barriere architettoniche (una fattispecie fondamentale per un edificio pubblico e tanto più per la Camera alta di questo Paese).

Tra le altre azioni previste c'è la trasmissione telematica dei dati, con un risparmio economico anche in questo caso, ma con un occhio di riguardo all'ambiente. Nonostante qualcuno si appelli spesso alla "cartaceità" degli atti parlamentari, credo che, se girasse meno carta e ci orientassimo verso la telematicità degli atti, faremmo qualcosa di giusto.

Nell'annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle, sia alla parte previsionale, che a quella consuntiva del bilancio interno, non posso ovviamente non affidare alle mani del Segretario Generale, con la certezza che vorrà trasmetterlo, un ringraziamento diffuso per tutti gli Uffici. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Voglio rivolgere un ringraziamento specifico al Segretario Generale e ai Vice Segretari Generali, perché rendono più agevole e più fruttuoso il nostro lavoro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e del senatore Casini).

Peraltro, mentre credo sia sostanzialmente prevedibile che figure apicali di un'Amministrazione importante, forse una delle più importanti del Paese, abbiano competenza, capacità, oltre che abnegazione al lavoro, non è così facile e scontato trovare il senso di appartenenza all'istituzione, che dovremo avere noi, così come hanno gli organi amministrativi, nel reciproco rispetto e indipendenza delle funzioni che abbiamo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Un ringraziamento non formale, dunque, ma sostanziale, va dunque all'operato degli Uffici, ricordando che squadra che vince non si tocca. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

PRESIDENTE. Senatori, a conclusione dell'esame dei documenti finanziari e prima della votazione finale, vorrei anch'io intervenire per esprimere un ringraziamento sentito ai senatori Questori per l'impegno solerte e proficuo nel cercare di soddisfare al meglio le numerose e articolate esigenze di funzionamento di questa Istituzione. (Applausi).

Con questo progetto di bilancio il Senato ha inteso dare un chiaro segnale nella direzione di una spesa sempre più razionale e ispirata ai principi di buon andamento, efficacia, efficienza ed economicità.

Ai senatori Questori va dunque riconosciuto il merito di aver saputo perseguire una virtuosa opera di contenimento dei costi, senza tuttavia rinunciare all'opportunità di implementare gli investimenti in settori strategici, con interventi sia relativi alla sostenibilità energetica e funzionale degli edifici del Senato, sia mirati a una costante crescita delle professionalità e delle attività di studio e di ricerca.

Ringrazio inoltre il Segretario Generale, l'Amministrazione che rappresenta e il personale tutto, che hanno quotidianamente reso possibile il conseguimento degli ambiziosi obiettivi che si sono prefissati. (Applausi). Grazie, grazie davvero. (Applausi).

Indico la votazione nominale con scrutinio simultaneo del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2017 (Doc. VIII, n. 1).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2018 (Doc. VIII, n. 2).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B) (Applausi).

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato modifiche e integrazioni al calendario corrente.

Nella seduta di domani e nella seduta di giovedì 6, che non prevede orario di chiusura, saranno discussi la mozione sulla tutela del settore agroalimentare italiano, la legge europea 2018 e il disegno di legge collegato alla manovra di bilancio in materia di concretezza delle pubbliche amministrazioni.

Resta altresì confermato per giovedì 6 alle ore 15 il question time, con i ministri Centinaio, Toninelli e Costa.

Lunedì 10 dicembre, alle ore 17, il Presidente renderà le comunicazioni, ai sensi dell'articolo 126, comma 4, del Regolamento, sul contenuto della legge di bilancio. Da quel momento avrà inizio la sessione di bilancio. Le Commissioni permanenti dovranno trasmettere i propri rapporti alla 5a Commissione entro le ore 19 di mercoledì 12 dicembre.

L'Assemblea si riunirà inoltre mercoledì 12 dicembre, alle ore 15,30, con le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2018. L'ordine del giorno della seduta, senza orario di chiusura, potrà inoltre prevedere l'eventuale seguito degli argomenti non conclusi.

Restano altresì confermate la discussione del disegno di legge anticorruzione e, ove conclusa dalla Commissione, la ratifica della Convenzione di Faro sul patrimonio culturale.

A tal fine il calendario della settimana prevede seduta anche venerdì 14 dicembre, se necessario.

Nella settimana successiva, con sedute senza orario di chiusura a partire da martedì 18 fino a sabato 22 dicembre, se necessario, sarà discusso il disegno di legge di bilancio.

Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni
Discussione e reiezione di proposte di modifica

PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche e integrazioni al calendario corrente:

Martedì

4

dicembre

h. 15

- Documenti VIII nn. 1 e 2 - Rendiconto 2017 e bilancio interno del Senato 2018

- Mozioni sulla tutela del settore agroalimentare italiano

- Disegno di legge n. 822 - Legge europea 2018 e connessi Doc. LXXXVI n. 1 e Doc. LXXXVII n. 1 - Relazioni programmatica e consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea

- Disegno di legge n. 920 - Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni (collegato alla manovra di finanza pubblica) (voto finale con la presenza del numero legale)

- Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento (giovedì 6, ore 15)

Mercoledì

5

"

h. 9,30-20

Giovedì

6

"

h. 9,30

Gli emendamenti al disegno di legge n. 822 (Legge europea 2018) dovranno essere presentati entro le ore 17 di martedì 4 dicembre. Gli emendamenti alla risoluzione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea accettata dal Governo dovranno essere presentati entro trenta minuti dall'espressione del parere.

Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 920 (Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.

Lunedì

10

dicembre

h. 17

- Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, comma 4, del Regolamento sul contenuto del disegno di legge di bilancio (*)

- Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2018 (mercoledì, ore 15,30)

- Eventuale seguito argomenti non conclusi

- Disegno di legge n. 955 - Anticorruzione (approvato dalla Camera dei deputati)

- Disegni di legge nn. 257 e 702 - Ratifica convenzione di Faro sul patrimonio culturale (ove conclusi dalla Commissione)

Mercoledì

12

"

h. 15,30

Giovedì

13

"

h. 9,30

Venerdì

14

"

h. 9,30

(se necessaria)

(*) Subito dopo le comunicazioni del Presidente il disegno di legge di bilancio sarà assegnato alla 5ª Commissione permanente in sede referente e alle altre Commissioni in sede consultiva. Da quel momento avrà inizio la sessione di bilancio.

Sessione di bilancio (termini indicativi): le Commissioni permanenti dovranno trasmettere i propri rapporti alla 5ª Commissione entro le ore 19 di mercoledì 12 dicembre. La 5ª Commissione permanente concluderà i propri lavori sul disegno di legge di bilancio in tempo utile per poter riferire all'Assemblea nella seduta di martedì 18 dicembre.

Il termine per la presentazione degli emendamenti all'Assemblea sarà stabilito in relazione ai lavori della 5ª Commissione permanente.

Il termine per gli emendamenti al disegno di legge n. 955 (Anticorruzione) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione.

Martedì

18

dicembre

h. 17

- Disegno di legge n. … - Legge di bilancio per il 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (ove trasmesso dalla Camera dei deputati) (votazione finale con la presenza del numero legale)

Mercoledì

19

"

h. 9,30

Giovedì

20

"

h. 9,30

Venerdì

21

"

h. 9,30

Sabato

22

"

h. 9,30

(se necessaria)

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 822
(Legge europea 2018) e connessi Doc. LXXXVI n. 1 e Doc. LXXXVII n. 1 (Relazioni programmatica e consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea)

(7 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatore

40'

Governo

40'

Votazioni

40'

Gruppi 5 ore, di cui:

M5S

1h

13'

FI-BP

50'

L-SP-PSd'Az

49'

PD

46'

FdI

30'

Misto

27'

Aut (SVP-PATT, UV)

25'

Dissenzienti

5'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 920
(Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni)

(7 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatore

40'

Governo

40'

Votazioni

40'

Gruppi 5 ore, di cui:

M5S

1h

13'

FI-BP

50'

L-SP-PSd'Az

49'

PD

46'

FdI

30'

Misto

27'

Aut (SVP-PATT, UV)

25'

Dissenzienti

5'

Ripartizione dei tempi per la discussione sulle
Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri
in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2018

(2 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto)

Governo

30'

Gruppi 2 ore, di cui:

M5S

29'

FI-BP

20'

L-SP-PSd'Az

20'

PD

18'

FdI

12'

Misto

11'

Aut (SVP-PATT, UV)

10'

Dissenzienti

5'

Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ...
(Legge di bilancio per il 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021)

(20 ore, escluse dichiarazioni di voto)

Relatori di maggioranza

1 h.

Relatori di minoranza

1 h.

Governo

1 h.

Votazioni

4 h.

Gruppi 13 ore, di cui:

M5S

3 h.

9'

FI-BP

2 h.

11'

L-SP-PSd'Az

2 h.

7'

PD

2 h.

FdI

1 h.

18'

Misto

1 h.

10'

Aut (SVP-PATT, UV)

1 h.

5'

Dissenzienti

5'

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,37)

DE PETRIS (Misto-LeU). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-LeU). Signor Presidente, come è noto a lei e agli altri Capigruppo, noi non abbiamo espresso il nostro consenso su questo calendario, sostanzialmente per due ragioni. Intanto, trovo veramente incredibile che da giorni si discuta sui giornali, in televisione e in comunicati sulla nota questione, che non è stata affrontata in Parlamento, del Global compact for migration e quindi della partecipazione o meno dell'Italia alla Conferenza dell'ONU sull'emigrazione a Marrakech.

Per la verità, vorrei ricordare in questa sede che due mesi fa (o forse anche un pochino meno) il Governo italiano non aveva trovato nulla di strano al riguardo, aveva anche garantito la sottoscrizione dell'accordo o comunque aveva annunciato che avrebbe sottoscritto il documento e che avrebbe partecipato alla Conferenza di Marrakech. Cosa sia cambiato da due mesi a questa parte non è dato saperlo, però il presidente del consiglio Conte, in alcuni suoi interventi, ha spiegato che il Global compact for migration è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti e che pertanto si ritiene opportuno parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte all'esito di tale discussione, però l'Italia non parteciperà alla Conferenza.

Alla luce di questa breve premessa, noi abbiamo chiesto, insieme anche ad altri Gruppi, di avere la possibilità di parlamentarizzare il dibattito, cioè di avere la discussione in Parlamento, in particolare nell'Aula del Senato, con comunicazioni o del Presidente del Consiglio o del Ministro degli esteri, e una presa di posizione attraverso la votazione di risoluzioni in vista della Conferenza di Marrakech.

Per la verità, per come sono organizzati i nostri lavori, credo che noi avremmo tranquillamente la possibilità di approfondire. Infatti, questa settimana si può approfondire nella Commissione esteri e, contemporaneamente, possiamo calendarizzare - questa è la proposta secca che faccio - le comunicazioni, almeno quelle del Ministro degli esteri, per il prossimo lunedì 10 dicembre. Anche perché, come dal calendario letto poc'anzi dal Presidente, lunedì vi saranno le comunicazioni del Presidente per quanto riguarda il bilancio e l'Aula è comunque convocata, quindi ci sarebbe tutta la possibilità di farlo.

Vi è poi una seconda questione, che mi è stato detto che si sarebbe esaminata poi, eventualmente, a gennaio: da ieri è in corso Polonia, precisamente nella Slesia polacca, la COP 24 sui cambiamenti climatici. I dati, rilanciati anche da questa Conferenza e poche settimane precedenti anche dall'ultimo rapporto IPCC dell'ONU, sono molto pesanti, che addirittura fissano il termine di venti anni prima della catastrofe: non la fine del pianeta, come qualcuno continua a dire, ma la fine della specie umana.

Ebbene, siccome anche con riferimento a quegli incontri non è dato di sapere se confermeremo gli impegni che avevamo assunto a Parigi e se confermeremo l'impegno per il raggiungimento della neutralità energetica nel 2050 annunciato dall'Europa, siccome ci mancano una serie di elementi (non sappiamo, ad esempio, che fine abbia fatto il piano di adattamento ai cambiamenti climatici), avevamo chiesto un'informativa, ma anche su questo si è rinviato tutto al mese di gennaio, sperando che, nel frattempo, non si verifichino altri disastri come quelli che hanno investito pochi giorni fa il nostro Paese.

Propongo quindi di inserire l'informativa sulla COP 24 nella seduta di mercoledì 12 dicembre, subito dopo le comunicazioni del Presidente del Consiglio, o, ancora meglio, nella mattina di mercoledì 12 dicembre, visto che l'Aula è comunque convocata proprio per le comunicazioni del Presidente del Consiglio. (Applausi dal Gruppo Misto).

FERRARI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERRARI (PD). Signor Presidente, anche io intervengo ai sensi dell'articolo 55, comma 3, del Regolamento, sul calendario dei lavori. In occasione della Conferenza dei Capigruppo, terminata prima dell'inizio dei lavori di quest'Aula, abbiamo avanzato una proposta di calendario diverso da quello poi assunto dalla Conferenza. Intervengo, dunque, per ribadire le nostre posizioni e per integrare il calendario con le proposte che avevamo già avanzato. In particolare, intervengo per ribadire la nostra posizione per una proposta istituzionale e per una richiesta politica. Quella istituzionale è la seguente: come appena ricordato dalla presidente De Petris, nel corso della Conferenza dei Capigruppo noi abbiamo chiesto che si desse seguito ad un impegno già assunto nella seduta pubblica del 29 novembre, nella quale il ministro Moavero Milanesi disse, testualmente, che «il Presidente del Consiglio ha comunicato che il Governo (…) ritiene opportuno che ci sia un dettagliato e articolato dibattito in Parlamento sulla vicenda» del Global compact for migration. Ovviamente, ci siamo accorti tutti che proprio la prossima settimana, nelle giornate del 10 e dell'11 dicembre, a Marrakech si terrà una importante Conferenza sul tema, quindi chiediamo coerenza e rispetto per queste istituzioni e chiediamo che il Governo, per tramite del suo Presidente del Consiglio o per un suo delegato, riferisca in Parlamento in tempo utile affinché il Parlamento, in particolare l'Aula del Senato, possa discutere approfonditamente questo tema e possa, in maniera chiara, determinare la posizione del nostro Paese. Lo dico anche alla luce di ambigue affermazioni che vengono riportate dai media in questi giorni, affermazioni del Governo.

La motivazione del mio intervento, ovvero la proposta politica riguarda il fatto che abbiamo chiesto in sede di Conferenza dei Capigruppo, tramite il presidente Marcucci - e lo chiediamo ancora oggi - che il ministro Di Maio venga in Aula per informare il Parlamento sulla triste vicenda che da giorni è ripresa, ahimè, da tutti i media nazionali, che riguarda la sua famiglia, la sua azienda e i gravi fatti - come ammesso anche dal padre, Antonio Di Maio - relativi ad irregolarità nell'assunzione di lavoratori in nero e all'omessa denuncia di infortuni sul lavoro, solo per citare alcuni dei casi. (Applausi della senatrice Lonardo). Molte di tali questioni rimangono oscure e ancora da chiarire e io ho voluto essere essenziale ma non certo per alleggerire la gravità di questa vicenda. Mai, io credo e noi riteniamo, che il Parlamento si possa e debba sostituire alle prerogative dell'autorità giudiziaria, ma nemmeno può abdicare al suo ruolo di responsabilità politica e di vigilanza sull'attività del Governo. Non esiste una ragione per cui quest'Aula non chieda al ministro e vice presidente Di Maio di venire in Senato a chiarire la sua posizione personale relativamente alle vicende di cui sopra. Ovviamente, confidiamo di avere celermente una risposta su questo punto e che il Ministro possa venire in Aula già nei prossimi giorni.

Rispetto invece alla proposta di integrazione del calendario e di modifica, riteniamo allo stesso modo che i prossimi due giorni siamo quelli utili affinché sia inserita un'informativa da parte del Ministro competente o in generale del Governo sul Global compact for migration.

GASPARRI (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GASPARRI (FI-BP). Signor Presidente, il Gruppo di Forza Italia ha presentato una mozione sul Global compact for migration, esprimendo la propria perplessità e quindi invitando il Governo a non ratificare questa intesa, perché noi abbiamo preso sul serio la valutazione del Governo di parlamentarizzare, com'è assolutamente corretto, la discussione su tale argomento. Francamente riteniamo che i tempi ci siano, sia nel corso delle sedute di questa settimana, anche oggi stesso, dato che la seduta sta per terminare e sono le 16,45. Si potrebbe discutere subito un tema del genere, anche perché si tratta di un tema maturo e conosciuto, dato che il documento circola da tempo. Si poteva fare anche nei prossimi giorni della settimana o, come qualcuno ha detto, partendo da un punto di vista nel merito diverso dal nostro (ma il merito lo si discuterebbe se si potesse farlo) anche lunedì.

La nostra richiesta è rilevante proprio perché il vice presidente del Consiglio, senatore Salvini, alla Camera - perché non ho ascoltato in Aula al Senato questa dichiarazione, forse ero assente ma l'ho vista in televisione e mi è sembrato fosse alla Camera dei deputati - ha detto che il Governo non deve firmare quell'atto e non deve partecipare alla Conferenza internazionale promossa dall'ONU che, come è stato già detto, si terrà il 10 e l'11 dicembre.

Il presidente del Consiglio... Conte - non ricordavo il nome ma questo non è grave - ha espresso pubblicamente più volte, anche in sede ONU - e anche questa è un'immagine televisiva che mi è abbastanza nitida - quando è intervenuto nelle sessioni periodiche cui partecipano i rappresentanti dei Governi, una valutazione largamente positiva e l'altro giorno è rimasto spiazzato da una dichiarazione che evidentemente non prevedeva e che io - lo dico per la seconda volta - condivido nel merito. Al riguardo il nostro Gruppo questa mattina, come ha annunciato il senatore Malan quale vice presidente vicario nella Conferenza dei Capigruppo, ha presentato una mozione su cui non mi dilungo, perché non è questa la sede, in cui si evidenzia come la condizione specifica dell'Italia, quale Paese proteso nel Mediterraneo, con i problemi migratori che conosciamo e non devo qui richiamare, abbia interesse a valutare in anticipo cosa fare. L'agnosticismo, cioè dire «Non vado», come dice Conte, «perché non mi ci mandano», sostanzialmente, o «perché non so che dire», non è una posizione seria.

È noto che io non la penso come la senatrice De Petris, che pure chiede, con motivazioni diverse dalle mie, la discussione di questo tema, ma il Parlamento e la democrazia servono a questo: le decisioni si prendono nelle Aule parlamentari, non al telegiornale! (Applausi dal Gruppo FI-BP). Prima notizia: "non si firma"; quarta notizia: "si firma"; materiale di repertorio: "sono andato all'ONU" (poi, le registrazioni televisive rimangono). Non va bene.

Si è detto che la discussione si parlamentarizza? Facciamolo. Si dice che non c'è nel contratto, ma si parla dell'ONU e di Marrakech, non è che il contratto che avete fatto il principio universale e il pianeta vi si uniforma, per cui non fanno la Conferenza di Marrakech perché non è in esso prevista. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Mi rivolgo ai colleghi della Lega, che hanno detto cose giuste sul punto: noi abbiamo presentato una mozione per ribadire la nostra posizione al riguardo e la illustreremo quando sarà consentito, ma una discussione a babbo morto o a Marrakech celebrato ha poco senso e non è decoroso avere un Presidente del Consiglio che si rimangia quello che ha detto e non va. Abbia il coraggio di affrontare l'Assemblea e dire quello che pensa. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Noi non vogliamo firmare quella convenzione, ma vogliamo che il Parlamento sovrano si pronunci prima e non dopo.

Insistiamo quindi per l'inserimento - quando vuole lei, presidente Calderoli, stasera, domani, quando volete, in una sessione speciale o lunedì - dell'argomento. Ognuno dirà la sua, ci saranno opinioni diverse, perché noi la pensiamo molto diversamente dal Partito Democratico sulla questione, ma in un momento di democrazia parlamentare potrebbero emergere posizioni di maggiore omogeneità. Insistiamo convintamente e lo diremo dentro e fuori il Parlamento, perché non è che si fanno gli annunci alla Camera e si impedisce alle Camere di votare sul tema. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

FAZZOLARI (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FAZZOLARI (FdI). Signor Presidente, intanto è una grande soddisfazione che il Global compact for migration sia diventato un tema di discussione al Senato e, prima ancora, alla Camera. Se non fosse stato per le battaglie di Fratelli d'Italia, di tutto questo non si sarebbe saputo nulla: il Global compact sarebbe stato firmato il 10 dicembre a Marrakech nel totale silenzio dei grandi media, delle istituzioni e del Parlamento tutto, perché nessuno aveva speso una sola parola su di esso. È stato Fratelli d'Italia a imporre a tutto il Paese la discussione sul tema e ne siamo fieri. Siamo contenti che finalmente la questione sia diventata di attenzione generale.

Il tema è tutt'altro che secondario, perché concerne l'impostazione delle Nazioni Unite e, di conseguenza, dei singoli Stati, da qui al futuro, in tema di immigrazione. Il Global compact for migration è un documento pericoloso, perché inserisce una serie di ovvietà, come la tutela dei diritti umani e del migrante, già ampiamente presenti in tutte le convenzioni internazionali in tema di migrazione e in tema di diritti umani. In tutto questo inserisce però delle novità e la novità è, di fatto, il diritto fondamentale a migrare e l'obbligo, di conseguenza, degli Stati di non limitare questo diritto fondamentale dell'essere umano. Con il Global compact for migration si sancisce la fine delle frontiere e degli Stati nazionali, l'immigrazione incontrollata e illimitata: questo è il Global compact ed è per questo che una serie di Stati, come gli Stati Uniti, l'Austria, l'Australia, Israele, la Slovacchia, la Svizzera e ogni giorno se ne sommano di più, non parteciperanno alla convenzione di Marrakech e non firmeranno il Global compact for migration.

L'Italia fino a ieri aveva dichiarato che avrebbe firmato il Global compact: lo ha detto il Presidente del Consiglio. Anche su questo noi ci dobbiamo capire: chi è il Presidente del Consiglio? Qua risulta essere...

PRESIDENTE. Mi scusi; non stiamo parlando di un argomento. Dobbiamo fare delle proposte rispetto al calendario. Se ci dice la proposta, sappiamo di cosa stiamo parlando.

FAZZOLARI (FdI). Arrivo alla proposta, Presidente. Il problema è che questo tema non è secondario. Fratelli d'Italia ha chiesto, alla Camera, di discutere il Global compact for migration prima del 10 dicembre e ci è stato risposto che verrà calendarizzato la notte di Natale: il 23 dicembre si discuterà del Global compact: una cosa assolutamente ignobile!

Al Senato abbiamo formalizzato in ogni sede la proposta di discutere di questo prima del 10 dicembre, ma ci è stato risposto di no, poche ore fa, alla Capigruppo, non è stata accettata la nostra mozione e si parlerà di tale questione dopo la Conferenza di Marrakech del 10 dicembre. Fratelli d'Italia chiede che la discussione sia fatta prima del 10 dicembre, perché questa Assemblea e il Governo su questo tema non possono continuare a fare il gioco delle tre carte: devono dire se sono a favore dell'invasione delle nostre frontiere o se sono contrari. Continuare a fare melina su questo, non pronunciarsi e continuare ad avere il Presidente del Consiglio e il Ministro degli affari esteri che dicono di essere favorevoli a questo trattato, mentre altri Ministri e il Ministro dell'interno dicono di essere contrari, è una pagliacciata alla quale non dobbiamo sottoporre le istituzioni italiane.

Chiediamo pertanto che la discussione su questo tema si svolga prima del 10 dicembre.

PRESIDENTE. Scusi, senatore, si intende come comunicazioni del Governo e il dibattito che ne consegue?

FAZZOLARI (FdI). Come mozione 1-00052, formalizzata da Fratelli d'Italia e agli atti degli Uffici del Senato, della quale chiediamo la discussione in Assemblea.

CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)). Signor Presidente, è paradossale che, pur pensandola sul Global compact for migration in modo completamente opposto ai colleghi di Fratelli d'Italia, devo dire che hanno ragione. Qui c'è un problema che riguarda il rapporto tra il Parlamento e il Governo. Noi siamo una Repubblica parlamentare, il Governo parla con lingua biforcuta su un problema fondamentale e noi siamo espropriati della possibilità di decidere nei tempi desiderati e giusti.

Abbiamo una presa di posizione del Ministro degli esteri, che si è dichiarato disponibile a venire in Parlamento, allora, colleghi, voglio capire: se sono cose formali e sulla politica estera si viene a riferire in Parlamento solo sulle cose ovvie, magari per leggere quello che noi sappiamo benissimo perché l'abbiamo letto sui giornali, queste informative non servono assolutamente a nulla. Se c'è un punto su cui il Parlamento non può essere espropriato del diritto-dovere di decidere, questo è il Global compact, che credo - consentitemi di dire solo questo in pochi secondi - che molti dei nostri colleghi non abbiano letto, perché se pensiamo che tale accordo sia una minaccia per la sovranità nazionale, non abbiamo capito che la sottoscrizione del Global compact è l'unico modo serio per coinvolgere i Paesi africani nella gestione di un problema che da soli non riusciremo a risolvere. (Applausi dal Gruppo PD).

Ma questa è un'opinione e come tale non è questa la sede parlamentare, oggi: sarà la sede adatta il giorno in cui sarà calendarizzato. Mi associo a quanto ha detto il Gruppo del PD nella persona del senatore Ferrari: o come informativa urgente o come comunicazione del Governo, credo sia fondamentale che il Parlamento si riappropri del suo diritto-dovere di decidere.

Aggiungo anche che nella storia della Repubblica siamo pieni di posizioni che vedono una divaricazione all'interno del Governo, non è la prima volta che due partner del Governo la pensano diversamente. Se facessimo finta di indignarci perché la Lega e i 5 Stelle la pensano diversamente, vorrebbe dire che non abbiamo assistito negli ultimi trent'anni a quello che è capitato, perché molte volte capita che ci siano posizioni diverse nell'ambito dello stesso Governo. Tuttavia qui il dato è diverso: loro comporranno come ritengono la loro maggioranza, ma noi non possiamo essere espropriati del diritto di decidere e questo non può avvenire quando i giochi sono già fatti e il nostro Governo si è associato alla Svizzera (aperta parentesi, punto esclamativo, puntini puntini, chiusa parentesi).

Io credo che noi dovremmo, oggi, con questo voto sul calendario, riappropriarci del nostro diritto-dovere. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Vi sono altre proposte di modifica?

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, la nostra proposta è di mantenere quanto è stato stabilito in Conferenza dei Capigruppo, respingendo la richiesta di discutere un'informativa sul Global compact for migration entro il 10 dicembre, ma non perché si voglia impedire o espropriare il Parlamento di un suo diritto, bensì perché riteniamo che, alla luce delle dichiarazioni fatte dal Governo, che ha detto che non parteciperà al vertice di Marrakech, non si capisce per quale motivo dovremmo venire qua ad esprimerci per indirizzare il Governo sul vertice di Marrakech. Se non partecipa, non c'è bisogno di indirizzarlo e quindi non c'è tutta questa fretta e questa urgenza di dover calendarizzare l'informativa, se non per motivazioni di carattere strumentale e politico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Lo accettiamo, lo capiamo e lo comprendiamo; siete bravi a fare la minoranza e l'opposizione e di questo bisogna darvi assolutamente atto, però, se vogliamo approfondire il tema, dato che ho sentito dire che bisogna studiare prima di capire cosa dice il Global compact, studiamo e approfondiamo: vogliamo limitare un tema così importante, un trattato internazionale, solo ed esclusivamente a una misera informativa, a una comunicazione o magari a una mozione? Ma certo che no! Il Parlamento tutto deve essere coinvolto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

E non c'è solo il Senato della Repubblica, che sarà anche la Camera alta, come qualcuno ci tiene a sottolineare, ma c'è anche la Camera dei deputati. Quindi, bisogna affrontare il tema in seduta congiunta, magari più di una Commissione, sicuramente la Commissione affari costituzionali, perché mi sembra pertinente e competente per materia. E vogliamo dimenticarci la Commissione affari esteri? Certo che no, anche lì bisognerà fare le congiunte! Ma visto che si parla di migrazione, forse ci sono anche altre Commissioni che possono essere coinvolte. Ecco, questo è il modo concreto e serio per affrontare i trattati internazionali, non le strumentalizzazioni di carattere politico. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).

Questo è il motivo per cui abbiamo respinto le vostre richieste, dicendo che c'è la manovra economica, c'è il disegno di legge anticorruzione, abbiamo un calendario fittissimo e ne abbiamo preso atto tutti, probabilmente dovremo stare qua anche il sabato e la domenica, com'è giusto che sia.

MIRABELLI (PD). La manovra non c'è!

ROMEO (L-SP-PSd'Az). Bene, avremo tutto il tempo, a partire dall'anno nuovo, di imbastire una seria discussione sull'argomento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni).

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, mi associo alle parole del presidente Romeo. C'è stato un ampio dibattito in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, dove abbiamo ben spiegato che invece dovremmo ringraziare il Governo per aver deciso di parlamentarizzare le decisioni che saranno prese su un trattato così importante come il Global compact for migration. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Riteniamo infatti che ci sia una dignità di quest'Assemblea che vada rispettata e anche che vada rispettata quella della Camera dei deputati. È una discussione che dovrà camminare di pari passo ed è una decisione che verrà presa dal Parlamento nella libertà della scelta che poi ciascun Gruppo parlamentare farà e mi rivolgo, per il tramite della Presidenza, al collega Casini, che potrà partecipare a quel dibattito e prendere le decisioni che riterrà opportune. Poi, se saranno quelle della maggioranza, avranno ovviamente il favore del voto, se saranno invece quelle minoritarie nelle Aule parlamentari, verranno ovviamente respinte. Non vedo dove sia il problema nel dire che spostiamo questa discussione importante in un momento in cui si possa affrontare con l'importanza che merita e certamente questo non si può fare incastrandola tra una Commissione bilancio e magari una Commissione lavoro, per le attività che stiamo producendo.

Per la stessa dignità di questa Assemblea dico che va respinta la provocazione - la chiamo così - del Partito Democratico di chiedere al ministro Di Maio di venire in Aula a riferire di un tema che, con la sua attività di parlamentare e con la sua attività di Ministro, non c'entra nulla ed è un problema che è già stato ben chiarito in tutte le sedi opportune, perché il ministro Di Maio non si è sottratto all'opinione pubblica. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Non si è sottratto al dibattito che si è svolto, con toni anche molto forti, nell'opinione pubblica. Non si è mai nascosto e, anzi, ha cercato di accompagnare e agevolare quelle indagini e quei momenti di giornalismo d'inchiesta che forse troppo spesso sono mancati in questo Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az).

Quindi ritengo che abbia fatto molto bene a chiarire, dove doveva chiarire, ma non è certo questa la sede dove deve farlo.

MIRABELLI (PD). Deve chiarire in Parlamento!

PRESIDENTE. Senatore Mirabelli!

Senatore Gasparri, lei si riconosce nella proposta di inserire nel calendario dei lavori le comunicazioni del Governo con relativo dibattito e risoluzioni? Glielo chiedo dal momento che abbiamo due proposte diverse: da una parte, la formula delle comunicazioni, dall'altra, quella delle mozioni.

GASPARRI (FI-BP). Signor Presidente, il nostro Gruppo ha presentato una mozione, ma ci riconosciamo nella formula che consenta comunque di discutere del tema. Voteremo quindi a favore di tutte le proposte che consentano di discutere del Global compact prima del vertice di Marrakech, per capire se ha ragione Conte - e noi speriamo di no - o se ha ragione Salvini, come riteniamo sia meglio avvenga.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle proposte di modifica del calendario.

MALAN (FI-BP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (FI-BP). Signor Presidente, anzitutto vorrei preannunziare il voto favorevole di Forza Italia alle proposte avanzate, dicendo che è vero che i Ministri si sono espressi pubblicamente sulle questioni che sono state qui sollecitate, ma la funzione del Parlamento è, per l'appunto, quella di essere l'organismo davanti al quale i Ministri rendono conto con contraddittorio, con la possibilità del Parlamento di esprimersi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Non ci sono solo i media, altrimenti non si capisce cosa ci stia a fare il Parlamento.

Ecco perché voteremo a favore di entrambe le richieste di avere i Ministri in modo da potersi esprimere, anche solo attraverso un'informativa per quanto riguarda il Ministro del lavoro, mentre chiediamo che sul Global compact for migration ci sia la possibilità di un voto, come ha detto il senatore Gasparri, o attraverso l'esame delle mozioni o a seguito delle comunicazioni del Ministro competente.

Chiedo inoltre la verifica del numero legale.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

Ripresa della discussione sul calendario dei lavori dell'Assemblea

CIRIANI (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIRIANI (FdI). Signor Presidente, vorrei che specificasse cosa stiamo votando perché facciamo fatica.

PRESIDENTE. Metterò ai voti per prima la proposta, avanzata dai senatori De Petris e Ferrari, di calendarizzare le comunicazioni del Governo; dopodiché, metterò ai voti la proposta di inserire nel calendario dei lavori le mozioni.

CIRIANI (FdI). Siccome i colleghi del PD hanno chiesto anche che il ministro Di Maio venga a riferire in Parlamento...

PRESIDENTE. Metteremo ai voti le singole proposte.

CIRIANI (FdI). Grazie, Presidente, era quello che volevo sapere.

PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire le comunicazioni del Governo sul Global compact for migration, avanzata dai senatori De Petris e Ferrari.

Non è approvata.

Dispongo la controprova.

Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta ad inserire la discussione di mozioni relative al Global compact for migration, avanzata dai senatori Fazzolari e Gasparri.

Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta a inserire una informativa del Governo sulla COP 24, avanzata dalla senatrice De Petris.

Non è approvata.

Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta a inserire l'informativa del vice presidente del Consiglio Di Maio, avanzata dal senatore Ferrari.

Non è approvata.

FERRARI (PD). Chiediamo la controprova.

PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.

Non è approvata.

Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno

PELLEGRINI Marco (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PELLEGRINI Marco (M5S). Signor Presidente, mercoledì scorso sono intervenuto in Assemblea per rappresentare, ancora una volta, il problema delle mafie che operano in provincia di Foggia. Oggi intervengo per dare buone notizie, ma purtroppo anche due notizie meno buone, anzi decisamente cattive. Parto dalle cattive: vi sono stati due attentati ai danni di due militari dell'Arma. Ieri hanno messo una bomba sotto l'auto del vice brigadiere di Corato e questa mattina presto hanno messo un'altra bomba sotto l'auto del comandante della stazione dei Carabinieri di Cerignola, il capitano Michele Massaro. Ovviamente a loro va la mia e la nostra solidarietà; ho espresso analoga solidarietà al comandante provinciale e al comandante della Regione Puglia.

Le buone notizie riguardano le attività degli inquirenti svolte in questi giorni. Sono stati eseguiti esattamente 51 arresti, ma voglio essere più preciso: venerdì 30 novembre sono stati eseguiti 30 arresti a Foggia di presunti appartenenti ai clan mafiosi. È la più grande operazione che abbia riguardato clan di mafia di Foggia città, colpendo sia il clan Moretti-Pellegrino-Lanza, sia il clan Sinesi-Francavilla; lunedì 3 dicembre sono stati eseguiti 7 arresti a Manfredonia e anche in questo caso si tratta di presunti appartenenti a un clan mafioso, ritenuti della mafia garganica; mercoledì 28 novembre, invece, erano stati eseguiti 14 arresti a San Severo.

Siamo ovviamente molto soddisfatti che si sia imboccata questa strada e esprimiamo il nostro plauso e il nostro sostegno pieno agli investigatori, alle Forze dell'ordine e ai magistrati. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni).

CORRADO (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CORRADO (M5S). Signor Presidente, una recente sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione a Enel e torto al Forum ambientalista nazionale e a ISDE-Italia, Medici per l'ambiente, circa la mega centrale Enel della Valle del Mercure, situata nel cuore del Parco nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata. Si tratta di un impianto che brucia 350.000 tonnellate di alberi ogni anno, trasportati da oltre 100 TIR al giorno.

Di fatto, la sentenza si basa su un parere del Consiglio dei ministri presieduto da Matteo Renzi, a cui la Regione Calabria, governata da Mario Oliverio, ha chiesto di intervenire per superare il parere ostativo del direttore dell'ente Parco del Pollino. Matteo Renzi ha risposto «presente», non dando alcun peso al fatto che la centrale non ha l'autorizzazione integrata ambientale (AIA), ha la valutazione di incidenza (VI) scaduta e che Enel, nel progetto, ha addirittura presentato dati di una valle diversa da quella del Mercure. Senza dimenticare che parliamo di un'area ultraprotetta, essendo parco nazionale, zona di protezione speciale dell'Unione europea e patrimonio dell'umanità UNESCO. Neanche Matteo Renzi ha avuto il coraggio di prendersi tutta intera questa responsabilità, cosicché il Consiglio dei ministri ha dato parere positivo, subordinandolo però a una deroga del Piano del parco in via di approvazione, che boccia, in uno specifico paragrafo, proprio la centrale del Mercure. La Regione Calabria del presidente Oliverio, forte di questo parere, ha dato comunque l'autorizzazione, senza attendere alcuna deroga. La lotta del forum Stefano Gioia (che, a fianco delle popolazioni della Valle del Mercure, da sedici anni combatte contro questa aggressione al territorio, alla salute e all'occupazione vera, legata al turismo e all'agroalimentare di qualità) continua senza sosta, anche in opposizione alla 'ndrangheta, che ha infiltrato la fornitura di biomasse alla centrale.

Il nostro Governo - il Governo del cambiamento - e il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa devono intervenire quanto prima in questa gravissima vicenda, diventata ormai simbolica a livello nazionale e internazionale. Il MoVimento 5 Stelle, che è stato per anni in prima linea contro la centrale del Mercure, ha - io credo - l'obbligo di dare concretezza al suo impegno e ai suoi impegni, stroncando, finalmente, uno scandalo creato e gestito dalla vecchia politica sulla pelle dei cittadini e a danno di un territorio protetto che l'Ente parco e il suo Presidente si sono dimostrati incapaci di tutelare. La svendita del territorio calabrese e delle sue risorse deve finire qui. (Applausi dal Gruppo M5S).

SICLARI (FI-BP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SICLARI (FI-BP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei portare all'attenzione di tutti un fatto estremamente inusuale e, a parere di Forza Italia, gravissimo.

Il ministro Grillo ha revocato la nomina dei componenti non di diritto del Consiglio superiore di sanità, l'organo tecnico-consultivo più importante del Ministero della salute. Si apprende con stupore la decisione di tali revoche, posto che, come dichiarato da quasi tutti i membri revocati e come risulta, il ministro Grillo non ha mai incontrato il Consiglio superiore della sanità, né ha mai richiesto alcun parere, né altra attività di supporto.

La notizia ha scosso tutto il mondo scientifico e della sanità, apparendo la decisione assolutamente arbitraria e priva di alcun fondamento. Se è vero, infatti, che trattandosi di un organo consultivo e di supporto che coadiuva il Ministero della salute, è pur vero che - giuridicamente e politicamente - la discrezionalità non coincide con l'arbitrio e l'uso arbitrario e ingiustificato del potere. È diritto di tutti i cittadini, per il tramite di noi parlamentari, conoscere le ragioni e le motivazioni di simili brutali scelte, che potrebbero apparire come dettate da logiche perverse di parte in una materia come la salute pubblica, che ha bisogno, invece, di oggettività e scientificità per la superiore tutela dei pazienti.

Signor Presidente, chiediamo che il ministro Grillo venga in Aula per esporre quali siano le motivazioni gravi delle revoche, come intenda sostituire i membri revocati e se tale scelta non sottenda un esercizio di potere finalizzato limitatamente alle battaglie del suo partito di appartenenza e non all'interesse comune del nostro Paese e del diritto alla salute dei nostri cittadini, che dobbiamo tutelare. (Applausi dal Gruppo FI-BP).

Saluto ad una rappresentanza di studenti

PRESIDENTE. A nome dell'Assemblea, saluto gli studenti e i docenti del Liceo ginnasio statale «Gaetano De Bottis», di Torre del Greco, in provincia di Napoli, che stanno assistendo alla conclusione dei nostri lavori. (Applausi).

Atti e documenti, annunzio

PRESIDENTE. Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di mercoledì 5 dicembre 2018

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 5 dicembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:

(Vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 17,19).

Allegato B

Testo integrale dell'intervento del senatore Questore De Poli nella discussione dei Doc. VIII, nn. 1 e 2

L'amministrazione è fatta come sapete di numeri.

La gestione delle risorse però ha sempre visto dietro i numeri le persone. Non esistono solo le fredde cifre di un bilancio contabile, dietro i numeri esistono azioni, persone, risorse.

Negli ultimi anni il Senato non si è minimamente sottratto, in un momento che rimane di grande difficoltà economica per tanti italiani, nonostante i primi timidi segnali di ripresa, all'impegno che accomuna tutto il Paese finalizzato al miglioramento dei conti pubblici.

E vorremmo che anche oggi arrivasse un segnale che vada in questa direzione. Proseguire in continuità con quanto è stato già fatto negli anni precedenti sul fronte del contenimento della spesa e di un impiego delle risorse più efficiente.

Come sappiamo, il bilancio di previsione 2018 era stato già approvato dal Consiglio di Presidenza della scorsa legislatura (delibera n. 121 del 14 marzo 2018) ma il passaggio di legislatura non ha consentito l'approvazione del documento stesso da parte dell'Assemblea del Senato prima della pausa estiva.

Questa circostanza ci ha consentito di confrontare le previsioni di bilancio con l'andamento effettivo della spesa sostenuta nel corso dell'anno e di apportare modifiche alle politiche di bilancio, destinate ad essere implementate nell'orizzonte temporale della legislatura che è appena iniziata, senza nessun cambiamento rispetto alla previsione complessiva del bilancio.

Come sapete, negli ultimi anni, sono stati sempre più importanti gli sforzi per un Senato green: dalla novità delle auto elettriche, al 90 per cento di lampade a basso consumo, ai pannelli fotovoltaici: Palazzo Madama ha percorso piccoli passi in avanti sul fronte dell'attenzione alle politiche per l'ambiente. Continuiamo in questa direzione, anche in questa Legislatura. Ecco perché abbiamo valutato, in questa prima parte di legislatura, l'esigenza di promuovere investimenti per la riqualificazione e l'efficientamento energetico, l'eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione delle aree adiacenti ai Palazzi.

È emersa l'opportunità di prevedere un aumento di stanziamento di alcuni articoli per rafforzare le attività interparlamentari e internazionali del Senato, potenziare le attività di ricerca e documentazione, sviluppare l'aggiornamento professionale del personale e le politiche di pari opportunità.

Sono capitoli di spesa che, peraltro, per effetto dell'andamento della spesa effettiva in Senato, sono integralmente compensati dalle previsioni di spesa (al ribasso) dei capitoli relativi alle spese previdenziali.

In un'ottica futura, intendiamo dare opportuno risalto contabile all'impegno del Senato per finanziare le attività dell'Ufficio valutazione impatto, considerando la proficua e interessante attività svolta, come quella dell'Osservatorio sulla finanza pubblica.

Il nostro obiettivo è migliorare la qualità e il funzionamento di ciò che mi piace sempre definire «la fabbrica delle leggi».

Proprio per questo motivo, un altro progetto su cui vorremmo lavorare riguarda molto da vicino l'attività politica che, ogni giorno, ciascuno di noi svolge come parlamentare: mi riferisco alla trasmissione telematica degli atti mediante firma digitale al fine di ridurre i costi di prestampa. Si tratta di un tassello di un progetto che è più grande, un processo - come è giusto definirlo - di dematerializzazione degli atti del Senato che abbiamo avviato già da tempo e che ci ha portato finora a importanti risparmi, come dirò a breve. In relazione a questo progetto sulla trasmissione telematica degli atti con firma digitale appare opportuno avviare un'istruttoria che valuti con attenzione le ricadute sull'attività dei senatori e degli uffici.

Altri due aspetti importanti, in questo avvio di XVIII Legislatura.

Il Collegio dei Questori procederà sul percorso per il completamento dell'istituzione dell'Albo dei fornitori dell'Amministrazione e per l'affidamento, mediante procedura a evidenza pubblica, di lavori, servizi e forniture nei settori più rilevanti dell'Amministrazione.

Per quanto riguarda le ipotesi di modifica della disciplina in materia di collaboratori dei senatori, il Collegio analizzerà in modo approfondito la questione per individuare le modalità operative più idonee per rispondere alle esigenze dei collaboratori stessi.

Un'innovazione che il Collegio propone fin da subito al Consiglio di Presidenza riguarda invece la modifica degli articoli 3 e 8 del Regolamento di amministrazione e contabilità del Senato, al fine di razionalizzare e semplificare le procedure di gestione del bilancio, prevedendo, in ossequio a canoni di buon andamento, una più chiara separazione tra indirizzi generali di politica di bilancio, di competenza del Consiglio di Presidenza, e indirizzi gestionali, di competenza del Collegio dei Senatori Questori. Per assicurare una più ampia applicazione del Codice Identificativo Gara nelle procedure di spesa dell'Amministrazione, secondo i principi di trasparenza e per garantire una maggiore aderenza alle finalità previste dalla legge, il Collegio propone inoltre al Consiglio di Presidenza di approvare una nuova disciplina delle spese economali. Infine il Collegio propone al Consiglio anche di dare evidenza agli impieghi del Fondo per gli investimenti e la ricerca in allegato al rendiconto delle entrate e delle spese del Senato.

Passo all'illustrazione dei documenti contabili oggi all'esame.

Partiamo dall'esame del rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2017.

La spesa complessiva del Senato, al netto dei risparmi da riversare allo Stato, ammonta a 488.930.460,71 euro in diminuzione di circa 3,1 milioni di euro rispetto al consuntivo 2016.

Attenzione però, questo trend decrescente è ancora più evidente se compariamo gli stessi dati del 2017 con quelli del 2012: rispetto all'inizio della legislatura la spesa effettiva del Senato si è ridotta di oltre il 6 per cento.

Sul versante delle entrate si è registrato un risultato complessivo pari a 553.245.737,84 euro di cui 15.383.813,38 euro derivanti da entrate straordinarie di competenza del 2016 ma effettivamente riscosse nel 2017.

Per ciò che riguarda il bilancio dell'Assistenza sanitaria integrativa dei senatori (Asis, interamente a carico di noi parlamentari), ricordo che nel 2017 si è registrato un incremento di avanzo di gestione di 371.961,46 euro e, ad oggi, è stato raggiunto un avanzo di gestione complessivo dell'Asis pari a 2.246.633,18 euro.

Se guardiamo alla spesa del Senato possiamo notare che le spese di funzionamento generale, che includono quelle necessarie per far funzionare la macchina amministrativa, sono in costante diminuzione (-5 milioni di euro, -1,87 per cento nel 2017 rispetto al 2016) occupano il 55 per cento del totale della spesa del Senato.

Bisogna considerare, inoltre, che il budget del Senato si riduce senza alcuna rivalutazione monetaria che tenga conto dei riflessi inflazionistici che, ovviamente, incidono sulla gestione della macchina amministrativa.

Di fronte a una rigidità della spesa del Senato che è per il 91 per cento spesa obbligatoria, abbiamo adottato una serie di interventi mirati alla riduzione dei costi.

A titolo esemplificativo, ecco alcuni dei campi in cui si registra una riduzione a livello di consuntivo nel 2017 rispetto al 2016: dalla spesa per senatori e Gruppi parlamentari (-373.000 euro), a quella per ex senatori (-141.000), a segreterie istituzionali (-505.000 -5 per cento), personale dipendente in servizio (-664.000) agli oneri previdenziali e assistenziali (-2,5 milioni -9,8 per cento).

Le azioni che abbiamo messo in campo hanno due caratteristiche. La prima è che incidono sui conti pubblici del Senato in maniera strutturale e quindi non solo una tantum, poiché rimangono nel tempo; la seconda è che concernono diversi settori e aspetti della vita del Senato della Repubblica. Quindi abbiamo agito a 360 gradi.

Questi e altri aspetti sono importanti per trasformare il Senato in una struttura che sia più efficiente, moderna, funzionale e quindi meno costosa.

In un momento di straordinaria crisi economica che ha attraversato l'intero Paese, in un momento che è ancora estremamente difficile per molti italiani, recuperare questo gap in termini di fiducia rappresenta un dovere morale nei confronti dei cittadini, che guardano alle istituzioni da lontano e spesso purtroppo con sempre maggiore diffidenza.

I passi compiuti sono primi passi nella giusta direzione.

Prima di procedere all'illustrazione del bilancio di previsione 2018, vi ricordo che con decreto del Presidente del Senato (DPS n. 739 del 22 Dicembre 2017, adottato ai sensi dell'articolo 3 comma 4 del Regolamento di contabilità del Senato della Repubblica), è stata autorizzata la gestione del bilancio in esercizio provvisorio, fino al momento della formale deliberazione del Consiglio di Presidenza e alla successiva approvazione dell'Assemblea.

Il bilancio di previsione che vi illustrerò a breve - tenendo conto di quanto è stato deliberato in Assemblea in occasione del bilancio annuale e triennale - è coerente con gli obiettivi dichiarati di contenimento della spesa.

Anche in un anno importante come il 2018 - con il cambio di legislatura -, in cui la Camera dei deputati registra un avanzo di 19 milioni, in Senato si registrano risultati importanti.

Se guardiamo al bilancio di previsione per il 2018, è interessante vedere come la spesa prevista scenda da 539,5 a 539 milioni.

Il Senato per l'ottavo anno consecutivo registra il segno meno nelle previsioni di spesa.

Nel 2018 al momento si registrano 12 milioni di euro di risparmi.

Questi risultati, in termini di razionalizzazione della spesa e di un maggiore efficientamento delle risorse, si aggiungono a quelli degli anni precedenti.

E ci porta a un traguardo importante.

Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto dal 2013 al 2018 per un importo pari a 221,7 milioni di euro.

Sono tutte risorse che potranno essere impiegate per altre finalità di pubblico interesse.

Come si compone questa cifra?

Innanzitutto dalla minore dotazione: il Senato in pratica ha chiesto minori risorse allo Stato.

La dotazione di Palazzo Madama si è ridotta di 21,6 milioni di euro all'anno rispetto all'ammontare del 2011.

Si tratta di una misura di contenimento della spesa non una tantum ma strutturale che in sei anni ci ha portato a un minore impatto sulla finanza pubblica pari a 130 milioni di euro (2013-2018).

Per effetto di tale riduzione, l'importo annuo della dotazione risulta pari a 505.360.500,00 euro e rimarrà invariato anche nel prossimo triennio, fino al 2021.

Inoltre, oltre alla minore dotazione, il Senato ha risparmiato ulteriori risorse, dal 2013 al 2018, per un totale di circa 92 milioni di euro.

Il rapporto tra la spesa effettiva del Senato e la spesa statale è passato dallo 0,083 allo 0,057, in 11 anni, dal 2006 al 2017.

Come amministrazione abbiamo inteso puntare tutta l'attenzione sulla qualità della spesa.

I 12 milioni di euro di risparmi previsti nel 2018 sono risparmi che potranno derivare, oltre che dal proseguimento dell'opera di razionalizzazione della spesa, anche dall'attuazione del ruolo unico dei dipendenti di Senato e Camera (deliberato congiuntamente dagli Uffici di Presidenza dei due rami del Parlamento).

Il segno meno riguarda tutti i fronti: in primis la dinamica delle retribuzioni prosegue il trend decrescente: -27 per cento dal 2012 ad oggi; -40,5 milioni dal 2011 ad oggi.

DINAMICA RETRIBUZIONI

2012

2018

134.070.000

98.750.000

2011

2018

140.970.000

98.750.000

Indennità parlamentare e competenze accessorie. Dall'inizio della scorsa legislatura ad oggi, la stima delle economie derivanti dalla riduzione dell'indennità parlamentare e delle competenze accessorie si attesta su un importo pari a circa 51 milioni di euro.

La percentuale della spesa per le indennità dei senatori rispetto al bilancio totale del Senato si è abbassato dal 19 per cento al 10 per cento dal 2001 al 2018. Dunque si è praticamente dimezzata.

Spese di funzionamento. Per quanto riguarda le spese generali di funzionamento, si registra una diminuzione di 7.036.526 euro rispetto al 2017.

Spese previdenziali. Per quanto riguarda invece le spese previdenziali, si registra una diminuzione di 8.640.000 euro rispetto al 2017. È l'effetto dovuto in particolare alla nuova metodologia di contabilizzazione dei trattamenti previdenziali erogati dal Senato ma a carico della Camera dei deputati, illustrata nella relazione al rendiconto 2017.

I principali scostamenti di spesa rispetto alle previsioni del 2017 sono dovuti a nuove valutazioni di politica di bilancio - che ho evidenziato all'inizio del mio intervento - e al passaggio di legislatura: rimborsi di natura indennitaria delle spese sostenute per lo svolgimento del mandato parlamentare (capitolo S.01.02); servizi informatici e di riproduzione (capitolo S.01.14) e trasferimento ai gruppi parlamentari (capitolo S.01.05).

Per le spese in conto capitale gli scostamenti di spesa riguardano l'acquisto dei beni mobili inventariati (capitolo S.02.01) e opere di manutenzione straordinaria (S.02.31): anche in questo caso, questi due capitoli di spesa sono dovuti al cambio di legislatura e in parte anche alle nuove valutazioni di politica di bilancio.

Per quanto riguarda gli stanziamenti indicati nelle partite di giro (all'interno delle quali si registrano movimenti di partite finanziarie in gran parte riconducibili alla gestione dei trasferimenti di natura obbligatoria) vengono indicati, com'è prassi, importi coerenti con quelli iscritti sul bilancio di previsione del precedente esercizio, con gli aggiustamenti che si prevedeva potessero rendersi necessari in relazione alla normativa sottostante al capitolo 3.08 (impegni di natura obbligatoria).

Il bilancio di previsione viene corredato da appositi allegati previsti dagli articoli 2 e 5 del Regolamento di amministrazione e contabilità: il bilancio di previsione per il triennio 2018-2020 e il quadro delle previsioni di spesa derivanti dall'esecuzione di contratti in corso di validità al 1° gennaio 2018.

Nella scorsa legislatura e nell'avvio di questa legislatura, abbiamo voluto puntare su tre parole chiave: qualità, innovazione, futuro.

Qualità. Questi tre termini hanno contraddistinto l'azione complessiva di contenimento della spesa. Perché siamo consapevoli che sì, bisogna spendere meno, ma soprattutto bisogna spendere meglio. Come dicevamo poco fa, si tratta di una riduzione complessiva basata sul criterio della qualità della spesa.

Velocemente farò una disamina di vari punti.

Taglio spettanze ex Presidenti del Senato e ex Presidenti della Repubblica. Dal 2016 al 2018, ai sensi della Delibera n. 63 del 25 Giugno 2015, che ha modificato le spettanze a ex Presidenti del Senato ed ex Presidenti della Repubblica, si è registrato una riduzione di spesa pari a 1,6 milioni in tre anni.

Trasferimenti agli ex senatori: dall'inizio della legislatura si registra un trend decrescente di spesa anche in seguito al nuovo sistema pensionistico dei parlamentari che è stato modificato nel 2012, con il superamento dell'istituto del vitalizio e l'introduzione del sistema di calcolo contributivo.

Contributo di solidarietà: sui trattamenti previdenziali per ex senatori ed ex dipendenti, dal 2014 al 2016, -17 milioni di euro.

Centro elaborazione dati: è in discussione la realizzazione del Polo informatico del Parlamento con l'apertura di un nuovo centro elaborazione dati del Parlamento, quindi senza duplicazione tra Camera e Senato.

Servizi di ristorazione: per questa voce si registra un taglio del 31 per cento fra il consuntivo del 2017 e quello del 2012. Non solo, a questo dato va aggiunto che, come ben sapete, nella scorsa legislatura è stato reintrodotto un servizio di ristorazione per i senatori ma nella modalità self-service. I pasti, infatti, sono oggi interamente a carico dei senatori e questo ci consente di risparmiare complessivamente nella ristorazione circa 500.000 euro che venivano spesi in contributi ai pasti dei senatori.

Locazioni e utenze: come probabilmente saprete, oltre all'azzeramento del canone di locazione per i magazzini del Trullo, da quest'anno, dal 2018, c'è l'azzeramento del canone di locazione per i locali di Santa Maria in Aquiro: tutto questo ci porterà a ridurre la previsione di spesa per i canoni di locazione per un importo pari a 650.000 euro.

Servizi logistici: risparmio sulla logistica di circa 1,5 milioni di euro, grazie al cambio dell'appalto delle pulizie e del facchinaggio.

Spese autoveicoli (-57 per cento): siamo passati da 574.000 a 251.000 euro (dati a consuntivo 2012-2017). Dobbiamo considerare, inoltre, che Palazzo Madama ha ridotto, in questi anni, il proprio parco auto. Il parco auto destinato ai senatori è stato ridotto del 23 per cento.

Spese rappresentanza (-32 per cento): siamo passati da 546.000 a 371.000 euro (dati a consuntivo 2012-2017).

Polo sanitario: convenzione con Ares 118, pronto intervento pubblico in una delle strutture del Senato, precisamente sotto Palazzo Cenci.

Innovazione. Abbiamo inteso investire sulla parola innovazione.

La vera sfida da vincere è proprio questa: innovare la pubblica amministrazione e portare l'innovazione anche dentro la nostra istituzione del Senato. Abbiamo inteso farlo, nel nostro piccolo, tenendo sempre a mente una cosa: la difesa delle istituzioni che per noi è uno dei capisaldi della vita e dello sviluppo di uno Stato democratico e di una società civile come la nostra.

Un Senato green. Abbiamo oggi un Senato più green, più attento alle politiche per l'ambiente. Basti pensare alle novità delle auto elettriche, il 90 per cento delle lampade a basso consumo e gli impianti fotovoltaici che abbiamo presso la struttura del Trullo, che sono in grado di azzerare la bolletta elettrica del Trullo. L'attenzione verso l'ambiente è confermata in questa legislatura, come dicevo all'inizio: investimenti per la riqualificazione e l'efficientamento energetico, l'eliminazione delle barriere architettoniche, la riqualificazione delle aree adiacenti ai Palazzi.

Un Senato più rosa. Un grazie va a tutti i dipendenti di Palazzo Madama: uomini e donne che, a tutti i livelli, lavorano per questa istituzione lavorando, giorno dopo giorno, al nostro fianco. Ricordo che il personale, in questi anni, è stato significativamente ridotto: passa da 1098 a 649. Inoltre, si è registrato tra l'altro il sorpasso della componente femminile, pari a 345 unità, contro i 304 dipendenti di sesso maschile. Il Senato quindi si tinge di rosa e lo abbiamo fatto anche con una piccola iniziativa, nella scorsa legislatura, aprendo una nursery per le senatrici mamme. Tutto questo significa che il Senato si rinnova e lo fa anche con questi piccoli aspetti che noi riteniamo simbolicamente importanti.

Un Senato contro lo spreco. Un altro aspetto è la lotta allo spreco alimentare. In attuazione delle relative previsioni contrattuali, il gestore dei servizi di ristorazione ha condotto, congiuntamente ad una nota associazione impegnata nel recupero dei cibi inutilizzati, un'attività di monitoraggio delle eccedenze alimentari presso i self-service del Senato, al fine di valutare se ricorressero i presupposti per stipulare un accordo per il recupero dei cibi perfettamente integri non serviti e per la loro destinazione ad enti caritativi.

Un Senato più cloud. Sul fronte delle infrastrutture informatiche, Palazzo Madama in questi anni ha puntato sull'innovazione e sul digitale. Il Senato è dotato oggi di tecnologie di virtualizzazione e diventa così un modello per tutti i Parlamenti d'Europa. Siamo gli unici, insieme al Portogallo, ad esserci dotati della tecnologia cloud, che tutti conosciamo per via dei telefoni cellulari o di altri sistemi. Inoltre, proprio per facilitare il lavoro, abbiamo installato stampanti digitali, nuovi terminali, nei vari uffici, sia dell'Amministrazione che dei senatori.

Va detto che con il rinnovo delle infrastrutture informatiche è stata compiuta una vera e propria rivoluzione digitale grazie a cui abbiamo realizzato un risparmio di 2,5 milioni di euro.

Tra l'altro, un recente dossier prodotto dall'Ufficio valutazione impatto (UVI) ha verificato un aumento medio della produttività del 40 per cento, cosa che in gran parte è riconducibile all'informatizzazione messa in atto da Palazzo Madama negli ultimi anni.

L'attività legislativa è diventata sempre più 4.0: basti pensare all'applicazione Tabulas (applicazione per dispositivi mobili Ios e Android) con l'obiettivo di offrire ai senatori un servizio in più per accedere ai documenti delle attività parlamentari e, inoltre, è anche disponibile per i medesimi dispositivi una applicazione che consente ai parlamentari di consultare le agenzie di stampa e la rassegna stampa. Grazie al restyling del sito del Senato abbiamo migliorato la fruizione dei servizi e dei contenuti: abbiamo messo in campo gli accorgimenti tecnici necessari per la fruizione anche da persone con disabilità (secondo le recenti linee guida in materia) e per la completa fruizione del sito del Senato anche da dispositivi mobili, oltre che da PC.

Ovviamente un Senato più cloud è anche un Senato più leggero, più digitale e meno cartaceo. Il contratto di riproduzione digitale ha ridotto del 75 per cento le copie cartacee (passate da 80 a 20 milioni di copie). Importante la dematerializzazione degli atti parlamentari con un risparmio di ulteriori 4,6 milioni di euro.

Un Senato più aperto. Un Senato più digitale è anche un Senato più aperto.

Grazie al nuovo sistema di ripresa video dell'Aula del Senato e all'ammodernamento tecnologico e informatico delle dotazioni d'Aula, delle Aule di Commissioni, grazie al sito Open data del Senato, oggi innovato con tutta una serie di procedure in un formato aperto e accessibile anche alle persone con disabilità, grazie all'implementazione della web tv Senato (8 canali in contemporanea e trasmissioni in differita), possiamo trasmettere in diretta le varie sedute di Commissione. Grazie a tutti questi fattori, oggi Palazzo Madama è più aperto all'esterno. Idealmente abbiamo aperto le porte verso l'esterno, per garantire la massima trasparenza dei lavori legislativi a beneficio dei cittadini.

Non a caso - dato che ritengo estremamente positivo - ad oggi più di 3 milioni di persone hanno seguito i lavori del Senato attraverso i vari mezzi informatici, dai cellulari ai tablet.

Grazie alle nuove tecnologie è possibile anche visitare i palazzi del Senato e ammirarne le bellezze, grazie alla disponibilità della applicazione del Virtual Tour.

È un Senato più aperto anche al contributo dei cittadini al processo legislativo. Lo è grazie al lavoro dell'Ufficio Valutazione Impatto delle politiche pubbliche, che è il primo all'interno di un'istituzione pubblica in Italia e tra i primi in Europa, e grazie all'Osservatorio sulla finanza pubblica, che ha realizzato numerosi dossier e approfondimenti su temi dell'economia e della finanza pubblica appunto.

Futuro. Abbiamo investito su qualità e innovazione, per costruire il futuro.

Più che mai la parola futuro contraddistingue le azioni dell'Amministrazione perché, in questi anni, ci siamo sforzati di portare avanti iniziative importanti pensando al Parlamento di domani.

Nella scorsa legislatura si è registrato un passaggio storico e importante per la vita delle due Camere. Mi riferisco al processo di integrazione tra Camera e Senato, al ruolo unico del personale. Su questi aspetti abbiamo compiuto un lavoro importante e abbiamo così posto le basi importanti per un lavoro futuro che ha l'obiettivo di migliorare l'immagine delle nostre istituzioni.

Il 10 maggio del 2017, infatti, il Consiglio di Presidenza del Senato e l'Ufficio di Presidenza della Camera hanno adottato due delibere importanti sul ruolo unico del personale e sull'integrazione funzionale. In quell'occasione abbiamo voltato pagina: è stata una svolta importante che inciderà sulla vita di entrambe le Camere.

Le integrazioni funzionali, infatti, hanno già prodotto dei Poli parlamentari, che prevedono il funzionamento integrato di più uffici come servizi sanitari, servizi informatici, servizi di documentazione, con l'implementazione del polo bibliotecario già esistente e degli archivi storici.

A proposito degli archivi storici, entro la fine dell'anno, i due archivi di Camera e Senato opereranno sulla stessa infrastruttura.

È previsto anche uno schema procedurale per le gare comuni da fare tra Camera e Senato: parlo della gestione dei servizi informatici, di assistenza all'utenza, della prestampa, rassegna stampa e del canale satellitare.

L'auspicio, ci tengo a ribadirlo, è che quanto è avvenuto possa trovare idonea rappresentazione contabile nei bilanci delle due Camere.

Mi avvio alle conclusioni. Permettetemi una citazione. L'altro giorno leggevo una frase di John Sculley: «L'innovazione non è mai arrivata attraverso la burocrazia e la gerarchia. È sempre arrivata attraverso gli individui».

Questo è il punto di forza. Palazzo Madama, e in questi anni io da Questore me ne sono reso conto più che mai, è fatto soprattutto di persone. E consentitemi un ringraziamento di cuore a tutti coloro che, con passione, professionalità e grande senso delle istituzioni, lavorano in questa struttura dimostrando all'esterno che la qualità esiste ed esiste nella competenza, nella professionalità e nella motivazione dei singoli.

Abbiamo fatto squadra. Questi sono i frutti di un gioco di squadra. Un lavoro difficile e complesso che abbiamo svolto, negli anni, per restituire agli italiani un Parlamento più efficiente, sempre più trasparente e più vicino ai cittadini.

Il mio grazie va al Segretario Generale, ai Vice Segretari Generali: sono stati nostri fondamentali interlocutori, indispensabili per il lavoro del Collegio dei Questori e del Consiglio di Presidenza. E ringrazio inoltre i direttori dei servizi, tutto il personale e gli assistenti, le Forze dell'ordine, per l'importante lavoro svolto per il buon funzionamento del Senato.

E per questo, a nome anche dei colleghi Questori Arrigoni e Bottici, vi chiediamo di volere esprimere il vostro assenso sul bilancio di previsione 2018 e sul rendiconto consuntivo 2017. Vi ringrazio per l'attenzione.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Comincini, Crimi, De Poli, Drago, Faraone, Giacobbe, Iori, Maffoni, Magorno, Malpezzi, Merlo, Monti, Napolitano, Rauti, Ronzulli, Santangelo, Sbrollini, Siri, Solinas e Zaffini.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Castaldi, Taverna e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Osce; Di Micco, Fazzone, Marinello e Vescovi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Commissioni permanenti, presentazione di relazioni

A nome della 14a Commissione permanente, il senatore Simone Bossi ha presentato la relazione concernente la "Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018" e la "Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017" (Doc. LXXXVI, n. 1 e Doc. LXXXVII, n. 1-A).

Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, nomina del Presidente

Il Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei deputati, in data 3 dicembre 2018, hanno proceduto, d'intesa, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge 5 maggio 2009, n. 42, a nominare Presidente della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale il deputato Cristian Invernizzi.

Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione

A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Augussori ha presentato la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti, pendente dinanzi al Tribunale di Roma - Sezione del Giudice per le indagini preliminari (Doc. IV-ter, n. 3-A).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Marcucci Andrea, Malpezzi Simona Flavia, Mirabelli Franco, Valente Valeria, Ferrari Alan, Alfieri Alessandro, Astorre Bruno, Bellanova Teresa, Cucca Giuseppe Luigi Salvatore, D'Arienzo Vincenzo, Fedeli Valeria, Garavini Laura, Giacobbe Francesco, Iori Vanna, Laus Mauro Antonio Donato, Manca Daniele, Misiani Antonio, Parrini Dario, Pinotti Roberta, Pittella Gianni, Rojc Tatjana, Sbrollini Daniela, Sudano Valeria, Vattuone Vito, Verducci Francesco

Disposizioni in materia di terapia del dolore e dignità nella fase finale della vita, nonché modifiche all'articolo 580 del codice penale (966)

(presentato in data 28/11/2018);

senatori Binetti Paola, Toffanin Roberta, Saccone Antonio, Gasparri Maurizio, Ferro Massimo, Lonardo Alessandrina, Dal Mas Franco, Stabile Laura, Giammanco Gabriella, Papatheu Urania Giulia Rosina, Perosino Marco, Modena Fiammetta, Galliani Adriano, Vitali Luigi, Rossi Mariarosaria, Damiani Dario, Barachini Alberto, Pichetto Fratin Gilberto, Tiraboschi Maria Virginia, Rizzotti Maria, Aimi Enrico

Interventi volti a favorire la promozione del turismo giovanile, scolastico e sociale (967)

(presentato in data 28/11/2018);

DDL Costituzionale

senatore Zanda Luigi

Modifica dell'articolo 11 della Costituzione in materia di partecipazione dell'Italia all'Unione europea (968)

(presentato in data 28/11/2018);

senatori Garavini Laura, Vattuone Vito, Collina Stefano, Rojc Tatjana

Disposizioni per l'inquadramento del personale precario addetto ai servizi di manovalanza e di facchinaggio nei ruoli civili del Ministero della difesa (969)

(presentato in data 30/11/2018);

senatori Montevecchi Michela, Patuanelli Stefano, Corrado Margherita, Floridia Barbara, Granato Bianca Laura, Russo Loredana, Vanin Orietta

Disposizioni in materia di tutela dei centri storici, dei nuclei e dei complessi edilizi storici (970)

(presentato in data 26/11/2018);

senatori Pergreffi Simona, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano

Nuove disposizioni in materia di vittime del dovere (971)

(presentato in data 30/11/2018);

senatori Maiorino Alessandra, Floridia Barbara, Perilli Gianluca

Disposizioni in materia di professionismo sportivo e di parità di genere nello sport (972)

(presentato in data 15/11/2018).

Disegni di legge, assegnazione

In sede redigente

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Maiorino Alessandra ed altri

Modifiche al codice penale e al decreto legislativo 6 novembre 2013, n. 131, recante disposizioni volte a limitare la sofferenza animale durante l'abbattimento (849)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea)

(assegnato in data 04/12/2018);

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. Cangini Andrea

Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale, concernenti l'introduzione del reato di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili (885)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali)

(assegnato in data 04/12/2018);

6ª Commissione permanente Finanze e tesoro

Sen. de Bertoldi Andrea

Disposizioni in materia di incentivi per l'acquisto di autoveicoli ibridi ed elettrici (884)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni)

(assegnato in data 04/12/2018);

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Boldrini Paola

Istituzione della figura dell'odontoiatra di famiglia (784)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro)

(assegnato in data 04/12/2018);

12ª Commissione permanente Igiene e sanita'

Sen. Fregolent Sonia ed altri

Norme in materia di prevenzione delle malattie cardiovascolari (869)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio)

(assegnato in data 04/12/2018);

13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali

Sen. Mantero Matteo ed altri

Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per il recupero di rifiuti in mare (674)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare)

(assegnato in data 04/12/2018);

In sede referente

14ª Commissione permanente Politiche dell'Unione europea

Gov. Conte-I: Ministro affari europei Savona ed altri

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 (944)

previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali)

C.1201 approvato dalla Camera dei deputati

(assegnato in data 30/11/2018);

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Rizzotti Maria ed altri

Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità (182)

previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita')

Ai sensi dell'articolo 35, comma 2, del Regolamento, già deferito in sede redigente, alla 1ª Commissione permanente (Aff. costituzionali), è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 30/11/2018);

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Bertacco Stefano ed altri

Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (200)

previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali)

Ai sensi dell'articolo 35, comma 2, del Regolamento, già deferito in sede redigente, alla 1ª Commissione permanente (Aff. costituzionali), è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 30/11/2018);

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Giammanco Gabriella

Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio (264)

previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita')

Ai sensi dell'articolo 35, comma 2, del Regolamento, già deferito in sede redigente, alla 1ª Commissione permanente (Aff. costituzionali), è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 30/11/2018);

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Romeo Massimiliano ed altri

Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (546)

previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita')

Ai sensi dell'articolo 35, comma 2, del Regolamento, già deferito in sede redigente, alla 1ª Commissione permanente (Aff. costituzionali), è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea.

(assegnato in data 30/11/2018).

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 14ª Commissione permanente Unione europeain data 04/12/2018 la senatrice Testor Elena ha presentato la relazione 822-A/bis di minoranza sul disegno di legge:

"Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018" (822)

(presentato in data 26/09/2018).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli

In data 04/12/2018 la 14ª Commissione permanente Unione europea ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:

"Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018" (822)

(presentato in data 26/09/2018).

Governo, trasmissione di atti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 2 e 3 dicembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi:

al dottor Angelo Fabio Marano, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

al dottor Costantino Fiorillo, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

al dottor Gino Famiglietti, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali;

alla dottoressa Augusta Celada, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 29 novembre 2018, ha inviato - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina del dottor Enrico Ponti a componente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) (n. 4).

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 11a Commissione permanente.

Con lettere in data 23 novembre 2018 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Leporano (Taranto), Giulianova (Teramo), Samarate (Varese), Tradate (Varese), Laino Borgo (Cosenza), Gricignano di Aversa (Caserta), Capua (Caserta), Treia (Macerata) e Casola di Napoli (Napoli).

Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure d'infrazione

Il Ministro per gli affari europei, con lettera in data 27 novembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti comunicazioni concernenti l'avvio di procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - notificate il 22 novembre 2018 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti:

comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2018/0354, concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2017/1564 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2017, relativa a taluni utilizzi consentiti di determinate opere e di altro materiale protetto da diritto d'autore e da diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, e che modifica la direttiva 2001/29/CE l'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione - alla 7a, alla 11a e alla 14a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 22);

comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2018/0355, concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2017/738 del Consiglio, del 27 marzo 2017, che modifica l'allegato II della direttiva 2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza dei giocattoli, al fine di adeguarlo al processo tecnico, per quanto riguarda il piombo - alla 10a, alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 23).

Petizioni, annunzio

Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia.

La signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede l'istituzione di strumenti finanziari dedicati al versamento diretto della tassa di soggiorno alle casse comunali e/o statali, nonché la destinazione dei maggiori introiti conseguiti alla realizzazione di infrastrutture nei Comuni beneficiari della predetta tassa ovvero, in caso di eccedenza, ad altri Comuni che versino in stato di crisi finanziaria (Petizione n. 269, assegnata alla 6a Commissione permanente);

il signor Marco Preioni da Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola) chiede l'adozione di forme semplificate di indennizzo per gli azionisti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza (Petizione n. 270, assegnata alla 6a Commissione permanente).

Mozioni

GASPARRI, BERNINI, MALAN, GALLIANI, GALLONE, GIAMMANCO, LONARDO, MALLEGNI, MANGIALAVORI, MOLES, RIZZOTTI, RONZULLI - Il Senato,

premesso che:

il 10 e 11 dicembre 2018 si svolgerà a Marrakech, in Marocco, la conferenza intergovernativa chiamata a valutare ed eventualmente adottare il "Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration", di seguito "Global Compact";

nei giorni scorsi, le autorità di Governo hanno rimesso al Parlamento la decisione sulla posizione che l'Italia deve assumere di fronte a questo documento che la comunità internazionale si accinge ad adottare;

sarebbe logico svolgere questa discussione prima della riunione che si terrà Marrakech nelle date indicate;

il "Global Compact" affronta molti temi dell'immigrazione, con definizioni di carattere generale che si possono prestare alle più varie interpretazioni;

l'Italia, per la propria posizione geografica, vive più di altri Stati le difficoltà causate da flussi migratori incontrollati, originati dalla crescita demografica del continente africano e dai contesti politici mutevoli, carichi di tensioni, che caratterizzano l'area nordafricana e mediorientale;

alcuni governi della XVII Legislatura hanno attuato politiche di apertura che hanno facilitato l'ingresso di immigrati in Italia, con costi giganteschi a carico del nostro Paese, che non ha ricevuto l'adeguato sostegno da parte della Unione europea e della comunità internazionale nel suo complesso;

nella scorsa Legislatura, Forza Italia si è fatta promotrice di una inchiesta sulle Ong da parte della 4a Commissione (Difesa) del Senato, che si è conclusa con l'adozione, alla unanimità, di un regolamento per le stesse Ong, che si è rivelato decisivo per il contenimento degli sbarchi nel nostro Paese;

tuttora sono assolutamente scarse le iniziative europee e internazionali che aiutino realmente l'Italia nel controllo dei flussi migratori nell'area mediterranea;

i confini terrestri e marittimi italiani sono confini d'Europa, dei quali l'Unione poco si cura, visto anche l'esito deludente delle operazioni "EunavFor Med" e di altre iniziative internazionali in corso da tempo nel Mediterraneo;

il "Global Compact", affrontando in maniera teorica e generale tutti gli aspetti dell'immigrazione, contiene sia impegni che devono essere sviluppati in maniera positiva per l'Italia, ma anche molti altri impegni che potrebbero rendere ancora più forte la pressione migratoria sul nostro Paese, la cui condizione è assolutamente unica per la collocazione dell'Italia nel cuore del Mediterraneo;

ci sono, nel "Global Compact", indicazioni che potrebbero rilanciare le iniziative delle Organizzazioni non governative nel Mediterraneo, con riflessi positivi per i trafficanti di persone e estremamente negativi per un Paese come l'Italia, che ha già accolto un numero enorme di immigrati;

pur comprendendo la necessità di un intervento di natura internazionale, certamente urgente, si ritiene insuperabile la tutela dei confini italiani e l'affermazione del ruolo e dell'interesse nazionale;

per molti aspetti, il "Global Compact", per l'interpretazione che se ne sta dando a livello interno e internazionale, costituirebbe, di fatto, un incoraggiamento a politiche di accoglienza indiscriminate da un lato e di esodo generalizzato dall'altro;

è necessario far precedere ogni decisione internazionale da una approfondita discussione all'interno della nostro Paese e del nostro Parlamento, per adottare strumenti legislativi che consentano di espellere le centinaia di migliaia di persone che illegalmente continuano a sostare in Italia e che nemmeno le recenti norme, che pure rappresentano una parziale inversione di rotta, consentono di immaginare lontane dal territorio italiano;

è necessario che l'annunciata e mai concretizzata solidarietà dell'Unione europea si manifesti, sia in termini finanziari adeguati e cospicui, sia in termini organizzativi;

non ci sono le condizioni per assumere impegni così ampi, così generali e a tratti così contraddittori, come quelli indicati nel "Global Compact",

impegna il Governo a non sottoscrivere il "Global Compact".

(1-00060)

BERNINI, MALAN, BATTISTONI, BERUTTI, LONARDO, SERAFINI, GALLIANI, GALLONE, GIAMMANCO, MALLEGNI, MANGIALAVORI, MOLES, RIZZOTTI, RONZULLI - Il Senato,

premesso che:

nella dichiarazione politica "Time to deliver", approvata il 27 settembre 2018 dai Capi di Stato e di Governo dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, non vi è alcun riferimento specifico a cibi o a bevande che possono essere dannosi per la salute. Al contrario, il testo parla di regimi alimentari che possono esserlo nel loro complesso, rapportati comunque allo stile di vita che si conduce;

la risoluzione presentata dai 7 Paesi del gruppo Foreign policy and global health (Brasile, Francia, Norvegia, Indonesia, Sudafrica, Thailandia, Senegal) per l'esame della seconda commissione dell'ONU, nell'ambito dell'iniziativa "Global health and foreign politics", mira a creare un legame tra alcune malattie e alcune tipologie di alimenti o bevande;

appare una forzatura ridiscutere sugli alimenti, dopo sole sette settimane dalla presentazione del principio sugli stili di vita, che è stato approvato ai massimi livelli dai capi di Stato e di Governo;

la risoluzione tratta di cibi salutari e non salutari, introducendo un'indicazione non supportata dalla scienza, che invece si riferisce a diete salutari e non;

l'obiettivo dei proponenti della risoluzione sembra quello di evidenziare che i prodotti messi all'indice debbano essere colpiti da restrizioni, dazi e regolamentazioni stringenti sulla loro commercializzazione;

va evidenziato che già il solo legame tra malattie e alimenti rappresenta un'estrema banalizzazione dei problemi legati alla salute, posto che la salute e le malattie sono certamente e principalmente legate anche all'attività fisica, lavorativa, sportiva, oltre che allo stile di vita, all'età anagrafica e all'ambiente in cui si vive;

ove fosse approvata la risoluzione, tutti i Paesi sarebbero autorizzati ad apporre etichette con ben visibili bollini su cibi e bevande, come quelli ad esempio in uso sulle sigarette, che danneggerebbero l'export dell'industria della trasformazione agroalimentare italiana;

vale al contrario ricordare l'impatto straordinario che ha quotidianamente un cubetto di formaggio grana ovvero mezzo litro di latte intero sulla crescita di un bambino. Gli stessi alimenti se mangiati da un soggetto adulto, magari in sovrappeso, possono avere impatti diversi, proprio ad evidenziare che si tratta di una questione legata alla dieta e non agli alimenti o alle bevande;

peraltro va evidenziato come la Food and drugs administration (FDA) statunitense ha pubblicato un invito ad indicare sulle confezioni degli olii contenenti il 70 per cento di acido oleico (olio extra vergine di oliva italiano) che il loro consumo porta benefici cardiovascolari, quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore;

quindi una risoluzione che imponesse di scrivere su un prodotto alimentare sano come il formaggio grana o come il latte intero, ovvero sull'olio extravergine di oliva, che nuoce alla salute, sarebbe non solo sbagliata ma, da un punto di vista scientifico, completamente priva di fondamento;

in particolare vengono incriminati i cibi italiani contenenti sali, grassi e zuccheri;

la stessa maggioranza, per iniziativa di alcuni suoi deputati, ha tentato di criminalizzare l'utilizzo degli zuccheri, paventando l'introduzione di una sugar tax sulle bevande alcoliche e su altri alimenti contenenti zucchero, peraltro attaccando pesantemente l'industria italiana della trasformazione della barbabietola da zucchero, già in crisi perché colpita dalle nefaste politiche europee;

le esportazioni italiane nel settore agroalimentare hanno superato i 41 miliardi di euro nel 2017, il 7 per cento in più rispetto al 2016,

impegna il Governo:

1) a portare in sede ONU delle evidenze scientifiche sulla qualità e sulle caratteristiche nutrizionali positive dei prodotti italiani derivanti dalla trasformazione agroalimentare, tali da supportare l'azione diplomatica italiana, che porti al ritiro o alla bocciatura in sede ONU della risoluzione citata o di eventuali risoluzioni simili, verificando anche i vizi formali presenti nella risoluzione e ricordando che le Nazioni Unite non possono approvare indicazioni prescrittive;

2) ad intervenire in ogni sede europea per ripristinare il volume dei trasferimenti alla politica agricola nazionale italiana che sarebbe penalizzata dalla recente approvazione dell'ipotesi di bilancio UE 2021-2017, che purtroppo prevede tagli al settore agricolo e ai fondi alla coesione che coinvolgono le regioni italiane a forte vocazione agricola, che potrebbero avere pesanti ripercussioni sulla produzione italiana;

3) a valorizzare in ogni sede, mediante i più opportuni investimenti e le strutture più adeguate allo scopo, gli alimenti e le bevande che caratterizzano il made in Italy e la cosiddetta dieta mediterranea, considerata patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco, proponendo un'importante campagna di pubblicizzazione e valorizzazione dei nostri prodotti all'estero e agevolando con iniziative concrete, anche di carattere fiscale, i nostri esportatori di prodotti agroalimentari, affinché possano essere i nostri stessi prodotti i migliori ambasciatori nel mondo;

4) a promuovere campagne per incoraggiare regimi alimentari equilibrati in Italia, dove siano presenti tutti gli alimenti salutari della dieta italiana.

(1-00061)

TARICCO, MARCUCCI, BITI, MAGORNO, SBROLLINI, STEFANO, MALPEZZI, MIRABELLI, VALENTE, FERRARI, COLLINA, CIRINNA', BINI - Il Senato,

premesso che:

nel luglio 2018 l'Organizzazione mondiale della sanità ha presentato il report «Time to deliver», contenente una serie di raccomandazioni agli Stati membri per ridurre l'impatto negativo di alimenti ricchi di grassi saturi, sale e zuccheri e migliorare la regolamentazione degli stessi;

il report dell'Organizzazione mondiale della sanità, fra le altre raccomandazioni, sostiene la necessità di:

accelerare l'attuazione degli impegni presi nel 2011 e 2014 per ridurre l'uso di tabacco, l'uso dannoso di alcol, diete malsane e l'inattività fisica, tenendo conto, a seconda dei casi, dei migliori acquisti e di altri interventi raccomandati per la prevenzione e il controllo di malattie non trasmissibili, nonché le priorità degli Stati membri;

implementare gli interventi economicamente efficaci per eliminare gli acidi grassi generati industrialmente dall'approvvigionamento alimentare, tenendo conto delle indicazioni dell'OMS;

attuare interventi economicamente vantaggiosi e basati su dati concreti per arrestare il sovrappeso e l'obesità infantile entro il 2025, tenendo conto delle indicazioni dell'OMS;

impiegare i pieni poteri legali e fiscali per attuare politiche e misure legislative e regolamentari che riducano al minimo il consumo di prodotti nocivi per la salute e promuovano stili di vita sani e forniscano un flusso di entrate per il finanziamento dello sviluppo;

promuovere sistemi di produzione e fornitura di alimenti favorevoli alla salute per ridurre le malattie non trasmissibili per la salute e contribuire a promuovere diete sane per tutti;

tali raccomandazioni, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, hanno la finalità di contrastare il diabete, il cancro e le malattie cardiovascolari e l'obiettivo di ridurre di almeno un terzo entro il 2030 i morti per le malattie non trasmissibili anche riducendo nella dieta l'apporto di grassi saturi, sale, zuccheri e alcol;

pur essendo le finalità condivisibili, la strada inizialmente scelta non appariva, tuttavia, adeguata alle finalità stesse ed era sicuramente avversa ai modelli alimentari della nostra tradizione mediterranea;

in detto documento, redatto dalla Commissione indipendente, volto a raccomandare linee di azione agli Stati membri per il raggiungimento di tale obiettivo, venivano utilizzate espressioni generiche nell'ambito dell'analisi delle possibili azioni a contrasto delle malattie non trasmissibili, riferendosi genericamente ad effetti che su tali malattie possono avere i cibi "non salutari" (al pari, peraltro, di inquinamento, fumo di sigaretta, stile di vita sedentario) e si accennava all'opportunità di utilizzare etichette che contenessero segnali di allarme sulle confezioni di tali prodotti alimentari, per scoraggiarne il consumo;

in seguito alle polemiche che tale approvazione aveva suscitato, l'Organizzazione mondiale della sanità chiariva che la propria posizione non «criminalizza specifici alimenti», ma fornisce indicazioni e raccomandazioni per una dieta sana e che si adoperava in particolare per promuovere la riduzione del consumo di sodio, zuccheri e grassi saturi. L'Organizzazione mondiale della sanità affermava di non volere criminalizzare determinati alimenti ma di raccomandare politiche che promuovessero un consumo parsimonioso degli alimenti che hanno alti contenuti di sodio, zuccheri o grassi saturi;

il 27 settembre 2018, i capi di Stato e di Governo dei Paesi membri delle Nazioni Unite, hanno approvato la dichiarazione "Time to Deliver: Accelerating our response to address NCDs for the health and well-being of present and future generations", molto più equilibrata, che veniva incorporata nella risoluzione dell'Assemblea generale del 10 ottobre 2018;

il 12 novembre 2018 sette Paesi (Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia) hanno nuovamente presentato, alla seconda commissione dell'Assemblea generale dell'ONU, una risoluzione nell'ambito dell'iniziativa "Global Health and Foreign Policy", contenente, sostanzialmente, le dannose e non utili misure punitive originarie;

la nuova presa di posizione mirava nuovamente a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale, chiedendo nuovamente apposite etichette nutrizionali e la riformulazione delle ricette sulla base di modelli culturali lontani dal "Made in Italy" e dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di nostri agricoltori, che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo, a favore di un modello di alimentazione artificiale ispirato a consumi standardizzati su base planetaria;

la suddetta scelta rischia di minare un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea, che ha consentito all'Italia di conquistare, con il 7 per cento della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa, davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 anni per gli uomini e a 85 anni per le donne;

la qualità del modello alimentare italiano tra l'altro è stata riconosciuta anche con l'iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco il 16 novembre 2010;

nelle prossime settimane cominceranno i negoziati sulla risoluzione, per cercare di individuare una posizione comune ed entro il prossimo 7 dicembre dovrà essere finalizzato un testo definitivo che sarà poi presentato il 13 dicembre all'Assemblea generale dell'ONU, per essere votato dagli Stati membri;

considerato che:

non esistono cibi sani o insalubri, ma solo diete più o meno sane. Le posizioni emerse nell'ambito dell'Onu e dell'Organizzazione mondiale della Sanità rischiano di produrre in tutto il mondo informazioni e posizioni che, come nel caso del Cile, iniziano a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l'acquisto, prodotti come il Parmigiano, il Gorgonzola, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi, andando ad incidere pesantemente sulle esportazioni del "Made in Italy" agroalimentare, crollate nel caso di cui sopra del 12 per cento nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A questo si aggiunge il caso della Gran Bretagna, che prevede l'adozione di un'etichetta a semaforo con la quale si escludono dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole, «per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta»;

il settore agroalimentare italiano nel 2018 ha messo a segno un nuovo record delle esportazioni con un aumento del 3 per cento nei primi sei mesi, dopo il valore di 41,03 miliardi del 2017, proprio grazie al traino delle denominazione di origine (Dop) con quasi l'85 per cento in valore del "Made in Italy, che le istituzioni europee e quelle internazionali dovrebbero tutelare e non discriminare,

impegna il Governo:

1) ad attivarsi con una decisa e concertata azione diplomatica in ambito europeo, per respingere o significativamente cambiare la risoluzione di cui in premessa, al fine di evitare le scorrette, inutili e dannose conseguenze che l'approvazione di un tale documento riverserebbe sulla salute, sulla qualità dell'alimentazione, sulla ricchezza delle tradizioni ed anche sul settore agroalimentare italiano, in particolare per le prospettive del nostro export;

2) ad assumere le iniziative di competenza, in tutte le sedi opportune, per la tutela e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane, al fine di evitare che ad esse vengano applicate sovrattasse o etichette che ne scoraggino il consumo presso il più vasto pubblico.

(1-00062)

Interpellanze

LANNUTTI, PESCO, DI NICOLA, RICCARDI, CORRADO, EVANGELISTA, ANGRISANI, NOCERINO, MARINELLO, VANIN, ANASTASI, GALLICCHIO, DI MARZIO, MATRISCIANO, MAIORINO, PRESUTTO, GIANNUZZI, LEONE, DI PIAZZA, CAMPAGNA, FEDE, MORRA, ROMANO, BUCCARELLA, SILERI, PUGLIA, LOMUTI, LUPO, BOTTO, CASTELLONE, FENU, LANZI, MARTELLI, ACCOTO, PELLEGRINI Marco, GIARRUSSO - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che per quanto risulta agli interpellanti;

l'attesa riforma del Governo del cambiamento M5S-Lega sullo sport, inserita nel disegno di legge di bilancio per il 2019, prevede la sostituzione della Coni Servizi ("braccio operativo" del Comitato olimpico nazionale italiano) con una nuova società denominata "Sport e Salute", i cui vertici non saranno più designati dal Coni, ma decisi dal Ministero dell'economia su indicazione "dell'autorità di Governo competente in materia di Sport";

il finanziamento del Coni e della "Sport e Salute" secondo la bozza della legge di bilancio viene parametrato al 32 per cento delle entrate effettivamente incassate dal bilancio delle Stato (per una misura comunque non inferiore a 410 milioni di euro) derivanti dalle imposte pagate dal settore: di queste, 40 milioni vanno al Coni e 370 milioni a Sport e Salute, alla quale spetta il finanziamento delle federazioni sportive nazionali per un importo non inferiore a 260 milioni di euro;

per contrastare la riforma dello sport firmata dal Governo Lega-Cinque Stelle, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha usato la suggestione più forte che potesse trovare: "Nemmeno sotto il fascismo ci si è spinti a tanto", accusando il Governo di aver cancellato con quattro righe una storia ultracentenaria. Al centro della scomposta reazione di Malagò la gestione di 410 milioni di euro, fondi pubblici destinati per legge allo sport dal Coni a una nuova società governativa con il compito di suddividerle tra federazioni e realtà sportive. Al Coni resterebbero 40 milioni per la preparazione olimpica. Per Malagò si tratta di un inaccettabile svuotamento di strumenti e funzioni ("Ci vogliono ridurre a un'agenzia di viaggio") un'occupazione manu militari da parte della politica;

nell'ultimo numero di "Panorama", del 28 novembre 2018, è stata pubblicata la prima autobiografia non autorizzata di Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, una lodevole inchiesta di Giacomo Amadori e Simone Di Meo, che raccontano la "vita spericolata" di Malagò e del suo passato con alcuni eventi mai del tutto chiariti: un incidente stradale mortale dove investì due ragazzi a bordo di un'auto sportiva; una casa in Svizzera pagata parzialmente in nero; tre esami universitari falsificati. Soprannominato "il Grande Gatsby di Roma nord" per via delle numerose feste organizzate nella sua abitazione nel quartiere Parioli, il servizio giornalistico gli attribuisce numerose relazioni, soffermandosi anche su avvenimenti recenti come il contrasto con il Governo Conte, chiedendosi se questa controversia gli consentirà di arrivare alla fine del suo mandato come presidente del Coni, atteso per il 2021;

considerato che:

la procura del Lazio della Corte dei conti a fine 2016 aveva aperto un fascicolo sul bilancio del comitato promotore di "Roma 2024", affidato al pubblico ministero Bruno Tridico, per accertare se effettivamente ci fosse stato danno erariale per i tanti milioni di euro di soldi pubblici spesi a sostegno del progetto olimpico, poi naufragato per la bocciatura della Giunta capitolina;

per lavorare in house a Coni Servizi SpA (la vera cassa dello sport italiano), non era mai stato costituito un vero e proprio comitato promotore autonomo, ma soltanto una "unità operativa" della società, senza un bilancio completo; rovistando fra i conti del Coni, il "fattoquotidiano" online aveva ricostruito una parte delle spese sostenute nei due anni di candidatura: viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, appalti, contratti e consulenze d'oro anche da 200.000 euro all'anno per circa 10 milioni di euro. A colpire l'attenzione i costi del personale. La coordinatrice Diana Bianchedi (...), ha firmato un contratto biennale dal valore di 190.000 euro (l'anno, ovviamente), a cui bisogna aggiungere altri 38.000 euro di quota variabile. Per il direttore della Comunicazione Fabio Guadagnini, volto noto di Sky e Fox Sports, previsti 200.000 euro, più 40.000 di possibili premi; 90.000 euro per Roberto Daneo, advisor del dossier che aveva già svolto lo stesso incarico per Expo 2015; 100.000 euro per il planning manager Simone Perillo, 45.000 euro per il programma multimediale di valorizzazione artistico/sportiva della città. Ma anche 40.000 euro per chi ha curato il progetto del bacino remiero, o 25.000 euro per quello delle gare di vela (...). Alcuni di questi contratti erano a progetto, altri (...) stipulati fino al 31 dicembre 2017. (...) Dal punto di vista tecnico, funziona più o meno così: il Governo stanzia dei fondi, il Comitato promotore di Roma 2024 spende quei soldi attraverso la Coni Servizi. E quest'ultima al termine delle operazioni si fa riaddebitare dall'Ente i costi sostenuti. Il tutto al di fuori del contratto di servizio, che valeva da solo 124 milioni di euro di contributi pubblici l'anno. Nel bilancio 2015, (...) si legge che lo scorso anno sono stati spesi 2,2 milioni di euro per le attività di Roma 2024. La voce più alta è tutt'altro che definita nel dettaglio: 785mila euro di "altri costi per servizi"; (...) 450mila euro di supporto tecnico legale, 485mila euro di collaborazioni e prestazioni professionali, 150mila euro di viaggi e di trasferte, più altre uscite minori riconducibili a catering, convegni, materiali, merci. Solo un anticipo delle spese ben più consistenti del 2016: (...) 7,5 milioni di euro di costi previsti»; Nell'esposto alla Corte dei conti, l'associazione Adusbef chiedeva di verificare se le condotte del comitato promotore di Roma 2024 nella scelta dei beneficiari dei contratti di consulenza, spese per il personale, collaborazioni e prestazioni professionali, siano state effettuate secondo le vigenti normative volte alla trasparenza ed alla pubblica evidenza,

si chiede di sapere:

se la gestione di Coni Servizi da parte del presidente Malagò non possa evidenziare, come nel caso di specie di "Roma 24", uno sperpero di fondi pubblici, nella scelta dei soggetti beneficati con contratti di consulenza, spese per il personale, altri costi per servizi, collaborazioni e prestazioni professionali, viaggi e trasferte, che non appaiono effettuati secondo le vigenti normative volte a trasparenza e pubblica evidenza, ma volti ad acquisire il "consenso", con assunzioni apparentemente clientelari di amici degli amici, arrecando grave nocumento al pubblico erario ed ai membri della collettività;

se la Corte dei conti, che aveva aperto un'indagine per danno erariale, abbia concluso le indagini e quale sia stato l'esito, a giudizio degli interpellanti data l'irragionevole prassi di non informare l'associazione esponente, che pur avrebbe il diritto di essere messa a conoscenza, quanto meno per farla partecipare al procedimento con ulteriori documenti, testimonianze, audizioni;

se le dichiarazioni del presidente del Coni Malagò, che ha accusato il Governo M5S-Lega di fascismo, siano compatibili con la sua permanenza alla guida del comitato olimpico, e, in caso di sue mancate dimissioni, non occorra provvedere ad una sua urgente destituzione, mediante il conseguente commissariamento;

se gli ultimi bilanci di gestione di Coni Servizi e della società satelliti che ricadono sotto l'influenza del Coni, almeno a partire dal 2014, siano compatibili con i principi contabili che derivano dal passaggio agli IAS/IFRS, nel rigoroso rispetto dei paradigmi contabili ed i criteri di valutazione previsti dai principi contabili internazionali;

se la mancata pubblicità sul proprio sito dei compensi ai vertici di Coni Servizi non rappresenti una grave omissione, quali siano i compensi effettivamente erogati pro capite ed il totale corrisposto nell'ultimo triennio;

se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione dello sport italiano e del Coni, certamente bisognosi di nuovi manager e di un ricambio gestionale, in grado di supportare il "vento" di maggiore trasparenza.

(2-00018p. a.)

Interrogazioni

BOLDRINI, BELLANOVA, STEFANO, GARAVINI, CIRINNA', ROSSOMANDO, SBROLLINI, FEDELI, IORI, VATTUONE, PATRIARCA, D'ARIENZO, CUCCA, MALPEZZI, BINI, MESSINA Assuntela, LAUS, MAGORNO, FERRAZZI, MANCA, ROJC, VALENTE, COLLINA, GIACOBBE - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

nelle settimane scorse, presso la Regione Emila-Romagna si è svolto un incontro tra l'assessore alle attività produttive, Palma Costi, gli amministratori ed i rappresentanti istituzionali dei comuni di Modena, Cento e della città metropolitana di Bologna, territori in cui sono presenti stabilimenti del gruppo FCA, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, in vista degli incontri che si terranno a Torino a fine novembre sulla presentazione del piano industriale;

l'incontro, resosi necessario per conoscere le prospettive degli stabilimenti emiliani del gruppo FCA, in particolare Maserati, VM Motori e di Magneti Marelli (la cui cessione ha complicato la situazione), era molto atteso, sia dai lavoratori della Maserati (azienda nella quale vi è un'area progettazione in espansione ed un'area produttiva invece in sofferenza, con aumento costante dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali), che dai lavoratori della VM Motori di Cento, azienda che è entrata a far parte del gruppo FCA nel 2013 e che attualmente vede 821 lavoratori (su 1.200) con contratto di solidarietà e da quelli della Magneti Marelli, per l'assenza di un piano industriale post vendita;

per la VM nel primo semestre del 2019 è previsto il lancio del nuovo motore V6, che verrà inizialmente montato sul pickup Ram, destinato al mercato americano, ma ciò non pare dare una prospettiva stabile alla produzione, a fronte comunque dell'incertezza sul futuro dei motori diesel;

in Emilia-Romagna, quello dell'automotive è da sempre un settore strategico per l'elevato grado di competenze professionali esistenti e lo sarà sempre più nei prossimi anni, a fronte dei rilevanti cambiamenti tecnologici e di innovazione che interesseranno progettazione e produzione: il futuro della mobilità è legato, infatti, allo sviluppo di motori sempre più ecocompatibili ed alla guida assistita;

la Regione Emilia-Romagna ha già richiesto al Ministro dello sviluppo economico di convocare un incontro nazionale tra i vertici di FCA, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di tutte le Regioni, ove hanno sede stabilimenti del Gruppo FCA;

i sindaci presenti all'incontro hanno condiviso la proposta di istituzione di un Tavolo di confronto regionale, dato che il gruppo FCA conta in Regione circa 8.700 dipendenti ed un rilevante indotto occupazionale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi urgente istituire un Tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni, ove hanno sede stabilimenti del gruppo FCA, al fine di stabilire una strategia nazionale per l'automotive, con lo scopo di salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo FCA e soprattutto i livelli occupazionali.

(3-00440)

CANGINI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

nella serata del 15 marzo 2018 Anas SpA, area compartimentale Umbria, disponeva, dandone comunicazione pubblica sul proprio sito istituzionale, la chiusura della strada statale 73-bis di "Bocca Trabaria" in località San Giustino (Perugia), dal chilometro 14,000 al chilometro 16,800, a causa di una frana;

il giorno seguente i sindaci di San Giustino e di Borgo Pace (Pesaro-Urbino) sollecitavano, con lettera, l'intervento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle Regioni e Province interessate, delle Prefetture e di Anas, per ripristinare, quanto prima ed in tempi certi, il transito dei veicoli su detta arteria stradale, di fondamentale importanza in quanto unico collegamento tra la vallata dell'Alto Metauro e la Valtiberina. La lettera evidenziava l'enorme disagio che la frana e la conseguente chiusura del tratto stradale recava alle aziende e ai cittadini delle vallate;

in data 28 marzo veniva convocato nella Prefettura di Perugia un tavolo tecnico costituito dai prefetti di Perugia e Pesaro, dai rappresentanti delle Regioni, delle Province, dell'Unione montana e dei sindaci dei comuni interessati. In quella sede: a) venivano individuate le soluzioni che permettevano, grazie all'intervento delle Province, di garantire in via eccezionale, attraverso una piccola strada comunale ad una sola corsia con fondo in macadam, un collegamento tra i comuni di Mercatello sul Metauro e di San Giustino; b) veniva chiarito il ruolo di Anas SpA in merito alla progettazione e al reperimento delle risorse finanziarie necessarie; c) si dava conto delle difficoltà di intervento derivanti dall'essere l'evento franoso ancora in evoluzione;

Anas provvedeva, in circa 90 giorni, a concludere quanto di sua competenza, sino all'appalto dei lavori, che avevano inizio i primi giorni di luglio, con la previsione di terminarli entro la metà del mese di ottobre 2018, salvo imprevisti;

il 13 agosto i lavori venivano interrotti per il rinvenimento di due ordigni bellici. Questi venivano fatti brillare in data 19 agosto. La specifica normativa sui residuati bellici prevede un'accurata bonifica di tutta l'area interessata e l'affidamento della medesima esclusivamente a ditte specializzate;

i lavori proseguivano a settembre, ma venivano quindi nuovamente interrotti a causa del ritrovamento di ulteriori 3 ordigni, con un livello di pericolosità elevatissimo trattandosi di mine antiuomo e anticarro strutturate a grappolo. Dopo la rimozione dei tre ordigni, avvenuta il 9 di ottobre, iniziava la bonifica che si concludeva nell'arco di due settimane;

ad oggi, senza conoscerne le motivazioni, i lavori non sono ripresi;

la mancata conclusione dei lavori obbliga persone ed imprese ad utilizzare altre tratte stradali, che allungano di molto i tempi di percorrenza da un luogo ad un altro,

si chiede di sapere quale sia il motivo per cui i lavori siano sospesi e se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per sollecitare i soggetti interessati a provvedere alla loro esecuzione, al fine di porre termine ai disagi delle persone, anche pendolari tra le due regioni, e delle imprese.

(3-00441)

MALPEZZI, IORI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che:

nel regolamento dell'asilo nido comunale di Codroipo (Udine), è stato eliminato, con un emendamento approvato dalla maggioranza in Consiglio comunale, ogni riferimento alle "diverse culture" o alle "culture di provenienza" degli alunni;

come racconta il "Messaggero Veneto", questa decisione potrebbe avere tra le conseguenze anche quella di mettere al bando giochi che vengono utilizzati in altri Paesi o che possano ricordare, appunto, culture diverse;

gli uffici comunali avevano proposto delle modifiche per prevenire, ridurre e contrastare il rischio di emarginazione ed esclusione tra i bambini anche attraverso l'introduzione di giocattoli "che fanno riferimento alle diverse culture e alla cultura di provenienza", cosa che in termini pratici si sarebbe tradotta nella consegna ai piccoli anche di giochi di culture diverse;

ma sul tema si è dovuta esprimere anche la Giunta comunale, il cui compito sarebbe quello di rendere il testo del regolamento dell'asilo nido "Mondo dei piccoli" coerente con le disposizioni regionali in materia di accreditamento delle strutture per l'infanzia. La maggioranza di centrodestra, al momento della ratifica del testo in Consiglio comunale, ha nettamente respinto l'idea alla base della modifica, e ha presentato un emendamento correttivo firmato dai quattro capigruppo per eliminare ogni riferimento alle culture diverse;

se, come dichiara il primo cittadino di Codroipo, tra gli obiettivi che il nido si propone nei confronti dei bambini "c'è quello di favorire la socializzazione e valorizzare le differenze. Come obiettivi rivolti ai genitori il nido dovrebbe favorire le occasioni per arricchire ed integrare uno spazio di reciproco aiuto e sostegno, stimolando la socializzazione tra le famiglie", non si spiega la ragione di una scelta che metterebbe addirittura a rischio l'accreditamento del nido, cioè la possibilità di ricevere contributi per abbattere le rette, visto che non è più coerente con le direttive regionali;

è infatti proprio la legge regionale n. 20 del 2005 che elenca le caratteristiche, i requisiti e le procedure per l'avvio di nidi d'infanzia a prevedere la "presenza di materiali didattici che fanno riferimento ad altre culture; nella programmazione delle attività si pone attenzione alle culture di provenienza", proprio al fine di prevenire e ridurre le cause di emarginazione;

fino a quando sarà consentito anche a bambini con origini diverse da quelle italiane di frequentare le nostre scuole, sarebbe auspicabile sostenere processi di integrazione che aiutassero i percorsi scolastici e di vita dei minori;

appare, inoltre, grave che scelte che sembrano di natura propagandistica gravino sui più piccoli,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale fatto e se non ritenga di dover intervenire per impedire che nelle scuole del nostro Paese si verifichino episodi di mancata inclusione a causa di ragioni etniche o razziali.

(3-00442)

VITALI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. - Premesso che:

con la deliberazione della Giunta regionale del 2 agosto 2017, n. 1318, l'assessore per le risorse agroalimentari ha riferito in merito alla diffusione della fitopatia del batterio Xylella fastidiosa che ha colpito la superficie coltivata ad oliveto dei territori dei comuni delle province di Lecce, Brindisi e Taranto;

con decreto 10 agosto 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 202 del 31 agosto 2018, è stata dichiarata l'esistenza del carattere di eccezionalità dei danni causati da organismi nocivi (Xylella fastidiosa) in Puglia;

a seguito della relazione tecnica della dirigenza del servizio territoriale di Taranto, la superficie coltivata ad oliveto della provincia di Taranto è pari a circa 35.800 ettari per una produzione lorda vendibile (PLV) stimata superiore ai 64 milioni di euro;

nella provincia di Taranto la zona infetta e di contenimento interessa una superficie olivetata pari a circa 19.000 ettari per una PLV pari a 38.475.000 euro, che rappresenta il 53 per cento di quella totale;

la produzione olivicola provinciale danneggiata è pari al 55 per cento della PLV (18.810.000 euro della zona delimitata);

ipotizzando che nei prossimi anni il 10 per cento delle piante attualmente esistenti potrebbe essere interessato dalla diffusione del batterio, comportando un danno di 37,5 milioni di euro, si stima che il danno complessivo sia pari ad 56.310.000 euro;

l'amministrazione comunale di Avetrana (Taranto), nella persona del sindaco, interpretando le istanze del territorio e considerate le criticità emerse, ha più volte sollecitato tutte le istituzioni competenti e per ultimo il Ministro in indirizzo in data 26 novembre 2018, chiedendo una verifica dell'esatta dimensione del fenomeno, il tutto senza esito alcuno,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti e come li valuti;

quali iniziative intenda eventualmente porre in essere, in raccordo con gli enti competenti;

se creda ritenga che esistano le condizioni per richiedere l'emissione del decreto di declaratoria per gli anni 2016 e 2017, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 102 del 2004, per le eccezionali avversità atmosferiche per l'infezione da organismi ai vegetali, per la diffusione del batterio Xylella fastidiosa per i seguenti Comuni: Avetrana, Carosino, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Maruggio Monteiasi, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Taranto e Torricella.

(3-00443)

DE PETRIS - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

l'art. 21 della Costituzione italiana recita che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione";

sabato 1° dicembre 2018, a Roma, si è tenuta nel centro della città una manifestazione "Roma non sta a guardare", a sostegno dei valori come la solidarietà e la giustizia sociale, contro tutte le mafie, le disuguaglianze e ogni forma di razzismo;

tra i promotori della manifestazione vi è stata anche la CGIL Roma e Lazio con tutte le sue categorie;

dal sito internet dell'organizzazione sindacale di Frosinone e Latina, si apprende che alcuni agenti di polizia che presidiavano l'Altare della patria hanno intimato di "togliere di mezzo le bandiere" ad un gruppo di sindacalisti che si dirigeva verso il pullman per fare rientro a Frosinone;

ritenuto che, a giudizio dell'interrogante, qualora i fatti riportati corrispondessero al vero, il comportamento dei poliziotti sarebbe altamente lesivo della libertà di espressione e di manifestazione, oltre a configurarsi come un vero e proprio abuso,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non voglia verificare i fatti descritti e quali disposizioni abbia dato al questore di Roma in merito alla manifestazione di sabato 1° dicembre 2018;

se non intenda, qualora gli atteggiamenti intimidatori fossero verificati, dare disposizioni al fine del riconoscimento, e delle conseguenti misure disciplinari, degli agenti di Polizia che presidiavano l'Altare della patria.

(3-00444)

TOFFANIN, DE POLI, CAUSIN, FERRO, GALLONE - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

il Veneto, e in particolare la provincia di Padova, è attraversato da una fitta rete di corsi d'acqua: dalle più piccole scoline, che drenano le acque in eccesso dalle campagne, alle vie navigabili, che tanta parte hanno avuto nella crescita economica delle città e dei paesi rivieraschi;

il territorio di pertinenza è notoriamente e storicamente classificato nei vari strumenti urbanistici vigenti a rischio di gravi alluvioni a seguito di esondazioni o di rotture arginali dei fiumi che lo attraversano;

il rischio idraulico, a cui è esposto sempre più frequentemente il territorio, può essere eliminato con il completamento dell'idrovia Padova-Venezia, utilizzandola anche per la laminazione delle piene del sistema Brenta-Bacchiglione;

il progetto generale, redatto dal genio civile di Venezia nel 1964, prevedeva un canale lungo 27,575 chilometri e la navigazione di battelli aventi una portata di 1.350 tonnellate, assimilabile, pertanto, alla IV classe di navigazione, avente lo scopo di dotare le realtà industriali padovane di un approdo diretto con il mare attraverso l'uso del porto di Chioggia e Venezia, realizzando un trasporto intermodale che interessava indifferentemente rotaia, gomma e acqua;

il progetto è stato parzialmente realizzato con lo scavo del canale fra Padova ed il fiume Brenta e tra il canale Novissimo e la laguna di Venezia, con la costruzione dei ponti sia stradali che ferroviari e con la costruzione della conca di navigazione Romea;

a seguito dell'alluvione del 2010, la Regione Veneto ha predisposto uno studio di fattibilità e progetto preliminare del completamento dell'idrovia che funzionerà, in primo luogo, come scolmatore di 350 metri cubi al secondo in caso di piena congiunta dei fiumi Brenta e Bacchiglione;

già il decreto n. 277 dell'8 settembre 2011 del dirigente regionale della Difesa del suolo evidenziava la criticità e fragilità di vaste aree del territorio padovano;

l'ultimazione dell'idrovia deve avere priorità assoluta su altri interventi sia idraulici, sia infrastrutturali, sparsi sul territorio a maggior tutela delle popolazioni;

nel maggio 2018, Terna SpA ha annunciato di aver ritirato anche il secondo progetto per la "Razionalizzazione della rete elettrica tra Venezia e Padova", presentato dopo la bocciatura del primo, nel 2013, da parte del Consiglio di Stato, e attualmente in valutazione presso la commissione tecnica di valutazione di impatto ambientale (Via) del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per apportare miglioramenti all'intervento;

i comitati di cittadini e un grande numero di sindaci hanno sempre chiesto l'interramento di tutto l'elettrodotto tra Padova e Mestre da 380 kw, in prossimità delle arginature dell'attuale idrovia Padova-Venezia, che è ancora in attesa di un progetto definitivo e dei fondi, almeno 500 milioni di euro, necessari per completarla,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo intendano coinvolgere il CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per un livello di progettazione più avanzato dell'idrovia, cioè un progetto definitivo, mettendo questa grande opera ai primi posti tra quelle da finanziare;

se intendano inserire l'opera dell'idrovia nel documento di programmazione delle opere nazionali straordinarie e strategiche;

se intendano cogliere tutte le opportunità di finanziamento che l'Unione europea metterà a disposizione ed eventuali fondi della Banca europea degli investimenti (Bei) per il completamento dell'opera;

se intendano avvalersi della collaborazione di enti privati, disposti a finanziare il completamento dell'idrovia e a sostenere il completo interramento, sotto alveo o sotto gli argini, dell'elettrodotto Padova-Mestre.

(3-00447)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

ERRANI, DE PETRIS, GRASSO, LAFORGIA - Al Ministro della salute. - Premesso che:

il Consiglio superiore di sanità (CSS) è un organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della salute che svolge anche una funzione consultiva propositiva;

il CSS è composto da 30 membri, non di diritto, esperti nei vari settori della medicina e chirurgia e della sanità pubblica, nominati dal Ministro della salute, e dai componenti di diritto di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44, nonché quelli di cui all'articolo 8 del decreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, come modificato dall'articolo 4 della legge 11 gennaio 2018, n. 3;

l'attuale CSS è stato nominato con decreto ministeriale dal ministro pro tempore della salute, Lorenzin, in data 1° dicembre 2017 e si è insediato il 20 dicembre 2017 con durata triennale;

in data 3 dicembre 2018 il Ministero della salute ha revocato la nomina dei 30 componenti non di diritto del CSS, compiendo in questo modo un atto senza alcun precedente. Nella nota che ha accompagnato la decisione, questa è stata motivata unicamente con ragioni di ricambio e fiducia, legando in tal modo la nomina dei membri del CSS, che come ricordato è un organo consultivo del Ministero, esclusivamente ad un ruolo fiduciario col ministro e non a criteri di scientificità, introducendo la logica dello spoil system in un settore che dovrebbe essere ispirato, al contrario, a criteri oggettivi e relativi al valore tecnico e scientifico;

infine, non risulta che il Ministro abbia mai incontrato in questi mesi membri del CSS, rendendo ancora di più incomprensibile questa inattesa decisione;

non è la prima volta che si verifica una tensione tra scienziati e Governo, tuttavia ora si è di fronte ad un atto che di fatto, senza alcuna motivazione, mette oggettivamente davanti lo spoil system agli elementi di competenza e valutazione di merito che sono essenziali e che vanno sempre garantiti,

si chiede di sapere quali siano le ragioni di merito che hanno portato il Ministro in indirizzo a questa scelta, quali criteri ispireranno le prossime nomine, e se sarà garantita la massima trasparenza rispetto ai criteri oggettivi di scelta.

(3-00445)

ERRANI, DE PETRIS - Al Ministro della salute. - Premesso che, che per quanto risulta agli interroganti:

in data 30 novembre 2018 l'ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna ha radiato il dottor Sergio Venturi, assessore per la sanità della Regione Emilia-Romagna, motivando la decisione per una delibera adottata dalla Giunta su proposta, come di competenza, dello stesso assessore Venturi;

la decisione presa dall'ordine dei medici di Bologna rappresenta un precedente assolutamente grave e del tutto insostenibile, che entra in questioni che esulano completamente dalla potestà sindacatoria dell'ordine stesso in quanto giudica l'operato del dottor Venturi non in relazione alla sua funzione di medico ma per una proposta politico-gestionale fatta in qualità di assessore e successivamente adottata dalla Giunta, organo collegiale, mettendo in questo modo in maniera del tutto impropria sotto giudizio l'azione politica della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna. Un atto questo che finisce per pregiudicare l'azione politica di chiunque faccia parte di un ordine professionale, limitandone la potestà decisionale e ledendo di fatto diritti costituzionali;

inoltre, al di là del merito della delibera, che cerca di individuare un nuovo e più avanzato equilibrio tra le professioni sanitarie, questa decisione alimenta un inaccettabile scontro tra i professionisti in sanità;

il funzionamento degli ordini delle professioni sanitarie è normato dal decreto legislativo 13 settembre 1946, n. 233, e dal decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, che regola l'esecuzione del decreto legislativo n. 233, sulla ricostituzione degli ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse. In quest'ultimo viene delegata al Ministero della salute l'attività di vigilanza dell'organo stesso,

si chiede di sapere, considerata la gravità dell'atto, quale sia la posizione del Ministro in indirizzo e se e come intenda intervenire per esercitare le funzioni di vigilanza sul funzionamento degli ordini che vengono affidati dalla legge al Ministero.

(3-00446)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

IANNONE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

(4-00955)

(Già 3-00047)

BRIZIARELLI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

nel mese di settembre 2018 Airgest, società di gestione dell'aeroporto di Trapani, appartenente per il 99,93 per cento alla Regione stessa, ha indetto un bando, per un valore complessivo di 11.235.000 euro, finanziati dalla Regione stessa, per l'affidamento triennale di 25 lotti nazionali ed internazionali di promozione turistica sotto forma di sponsorizzazione di diverse tratte aeree;

alla gara hanno partecipato soltanto due compagnie (Alitalia e Blue Air) per la copertura di sole 3 tratte, nelle quali risultano peraltro già operative;

in ragione dell'esito piuttosto fallimentare della gara, lo scalo trapanese è passato da 40 tratte a soli 3 collegamenti, con la conseguente riduzione dei passeggeri da quasi 2 milioni a poche centinaia di migliaia;

la riduzione del traffico passeggeri ha effetti potenzialmente devastanti sulla forza lavoro dello scalo, nonché sulle strutture ricettive del territorio, già sfavorite rispetto alle omologhe strutture del resto dell'isola;

fino al 2016, l'aeroporto di Trapani è stato servito da Ryanair, per effetto di un apposito contratto di co-marketing, con collegamenti verso 40 destinazioni nazionali e internazionali, con effetti benefici per il turismo locale;

considerata l'importanza strategica che l'aeroporto riveste per un territorio come quello trapanese, già molto fragile economicamente, nonché, per converso, l'incapacità dimostrata dall'attuale vertice dello scalo di mettere a frutto le somme messe a disposizione della Regione Siciliana,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno acquisire le dovute informazioni e quindi adoperarsi, nell'ambito delle sue prerogative, affinché siano scongiurati i rischi esposti in premessa e sia assicurata all'aeroporto di Trapani una gestione più efficiente.

(4-00956)

BONINO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

domenica 25 novembre 2018 nel mar Nero, in prossimità del ponte di Kerch, alcune imbarcazioni battenti bandiera ucraina sono state attaccate da navi militari della flotta russa, mentre erano dirette verso porti ucraini localizzati nel mare d'Azov;

a detta dei militari russi le imbarcazioni non avrebbero avvertito del loro transito le autorità russe che gestiscono il passaggio;

l'attacco ha prodotto lo speronamento da parte di una nave militare russa di un rimorchiatore ucraino che scortava le tre navi e un attacco con armi da fuoco che ha causato (da notizie di stampa) almeno un morto e due feriti ucraini, nonché il sorvolo di caccia militari russi e il sequestro delle tre imbarcazioni ora illegalmente trattenute nel porto di Kerch insieme a 23 membri degli equipaggi;

Federica Mogherini, Alto rappresentante della politica estera UE, ha chiesto alla Russia di ripristinare la libertà di circolazione e allentare la tensione nell'area e tale vicenda dimostra che le tensioni si alimentano "quando non si rispettano le norme basilari di cooperazione internazionale";

l'Unione europea non riconosce l'annessione della penisola di Crimea alla Russia, che considera illegale; annessione che rappresenta lo snodo di tutti i contrasti recenti tra Mosca e la comunità internazionale;

con questo atto la Russia tenta di estendere ulteriormente il suo controllo, dalla Crimea alle acque del mare d'Azov, che finora sono co-gestite da Russia e Ucraina secondo un trattato bilaterale;

il ponte di Kerch è stato costruito di recente dalla Russia, per volere diretto di Vladimir Putin, per collegare la Crimea alla Federazione Russa e lo stretto di Kerch è l'unico accesso via nave al Mare d'Azov, che è un mare interno su cui si affacciano porti ucraini e russi;

la chiusura dello stretto e i controlli pressanti da parte dei russi danneggiano la libertà di circolazione delle navi ucraine in quel passaggio obbligato; passaggio che è divenuto oltremodo difficoltoso dopo l'occupazione della Crimea nel 2014 da parte delle Federazione russa;

questo sviluppo è assai preoccupante, dato che si tratta della prima volta nel corso dell'attuale conflitto che la Russia conduce un'azione di guerra, senza dissimulare in alcun modo la propria identità dietro a "separatisti" o "paramilitari";

il rischio per l'intera comunità internazionale europea è di non volere o sapere reagire a questo ulteriore attacco, che ha come obiettivo evidente l'ulteriore destabilizzazione dell'Ucraina;

il Governo italiano ha più volte ribadito la vicinanza alla Russia, con l'incontro dell'8 ottobre scorso tra il Ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, e l'omologo russo, Sergey Lavrov, nel quale si è discusso della vicenda ucraina e delle sanzioni alla Russia e del 24 ottobre, a Mosca tra il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte e Vladimir Putin; con la visita del Ministro degli Interni e vice presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini, lo scorso 17 ottobre, durante il quale il Ministro ha dichiarato di sentirsi più a casa a Mosca rispetto ad alcuni Paesi europei e con quella dello scorso 17 novembre, nella quale il Ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli, a San Pietroburgo, ha ribadito a Putin l'amicizia del Governo italiano;

lo stesso ministro Matteo Salvini, durante la visita suddetta, ha dichiarato che "le sanzioni a Mosca sono una follia";

le dichiarazioni alla stampa del Ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, sono a parere dell'interrogante doverosamente diplomatiche, ma dettate da una equidistanza tra le parti che non rappresenta la realtà dei fatti in oggetto e di quanto accaduto negli ultimi 5 anni in quell'area geografica d'Europa,

si chiede di sapere:

quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo in merito a quanto accaduto;

quali atti formali diplomatici intenda compiere il Governo per affermare che azioni militari di questo genere non possono essere né tollerate né accettate;

qual è, data l'attuale situazione, la valutazione del Ministro in merito alle sanzioni alla Russia, che sono state introdotte proprio in seguito alla vicenda dell'annessione della Crimea alla Federazione russa, avvenuta in violazione del diritto internazionale nei primi mesi del 2014;

se e come intenda muoversi a livello europeo per sollecitare un'azione più incisiva nei confronti della Russia da parte dell'Alto rappresentante della politica estera.

(4-00957)

ASTORRE - Ai Ministri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

l'indagine condotta dal quotidiano "Corriere della Sera" mediante l'utilizzo di un macchinario fornito dall'associazione AriAmbiente ha evidenziato lo sforamento dei limiti degli inquinanti, con valori quasi 5 volte superiori al massimo, pari a 243 microgrammi sotto la stazione Tiburtina, sulla metropolitana linea B (50 microgrammi per metro cubo);

dall'analisi dell'aria risulterebbe anche la presenza di Pm2,5, dato che indica l'esistenza nell'aria di piombo, arsenico, cadmio e nichel, metalli pesanti potenzialmente molto nocivi;

a seguito di tali rilevazioni le parti sindacali hanno chiesto all'azienda la documentazione attestante i rilievi valoriali dell'indagine sulle polveri sottili all'interno dei tunnel metropolitani;

nel confronto tra le parti industriali e sindacali, le prime hanno negato l'esibizione della documentazione, giustificando, il diniego con ragioni legate al segreto industriale;

posto che:

il segreto industriale non dovrebbe interessare tematiche legate alla salute, bensì i processi produttivi e commerciali. Nulla di ciò ha a che vedere con la ricerca commissionata da Atac all'università "Tor Vergata" con l'obiettivo, invece, di verificare le condizioni dell'ambiente di lavoro;

l'analisi sulle polveri sottili, la cui presenza ha esiti potenzialmente molto pericolosi per i lavoratori esposti, per molte ore al giorno, ad inalarle e respirarle, come pure per l'utenza, pone con urgenza il tema della salute nell'ambito di lavoro,

si chiede di sapere se e come i Ministri in indirizzo intendano intervenire, anche di intesa con l'amministrazione di Roma capitale, al fine di ripristinare condizioni di lavoro dignitose e di tutelare la salute di lavoratori ed utenti, esposti quotidianamente ad un ambiente estremamente nocivo e pericoloso.

(4-00958)

DE PETRIS - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Premesso che:

con la nota 19890 del 26 novembre 2018, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha trasmesso il decreto ministeriale n. 769 del 26 novembre 2018, con il quale sono stati adottati i quadri di riferimento e le griglie di valutazione che serviranno per la redazione e lo svolgimento della prima e della seconda prova scritta dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione;

i quadri di riferimento forniscono indicazioni in relazione alle caratteristiche e alla struttura delle prove d'esame; ai nuclei tematici fondamentali e agli obiettivi delle prove e alla valutazione delle prove;

i principali cambiamenti, stando alle prime notizie, riguardano la seconda prova, che sarà «doppia», ovvero al liceo scientifico ci sarà matematica con fisica, al classico latino con greco, doppia lingua al linguistico, la sparizione della terza prova e della tesina all'esame orale, e l'incognita delle domande sull'alternanza scuola-lavoro e su cittadinanza e Costituzione annunciate per l'orale;

considerato che le indicazioni complete, come si legge sul sito del Ministero, sul colloquio saranno fornite nel decreto con le discipline scelte per la seconda prova, che sarà emanato a gennaio 2019 e sarà coerente con quanto indicato dal decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 62. La Commissione proporrà ai candidati di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l'acquisizione dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche utilizzando la lingua straniera. Nel corso del colloquio, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Il colloquio accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell'ambito delle attività di cittadinanza e Costituzione;

ritenuto che vi sono molte novità, tra cui l'eliminazione, a parere dell'interrogante grave, dalla prima prova scritta, della traccia di storia, rispetto all'esame di Stato già consolidato nei percorsi formativi e non è chiaro ad oggi, quale sia la definizione dell'attività di alternanza scuola-lavoro, per cui è prevista una modifica all'interno della legge di bilancio per il 2019, che interviene ad anno scolastico inoltrato, così come le conoscenze su "Cittadinanza e Costituzione" per cui non è previsto uno specifico percorso in molti indirizzi di studio,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non voglia posticipare all'anno scolastico 2019/20 i citati cambiamenti relativi all'esame di Stato conclusivo della scuola superiore, per garantire un'adeguata formazione dei docenti e una conseguente e adeguata preparazione degli studenti.

(4-00959)

IANNONE - Al Ministro della salute. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

in provincia di Salerno è allarme Aids;

si registrano 90 nuovi contagi da Hiv in meno di 3 anni, dal 1° gennaio 2016 al 30 giugno 2018, mentre nel primo semestre il numero è salito di 22 unità;

secondo quanto scrive il quotidiano "La Città", nell'edizione del 2 dicembre 2018, venti sono uomini e due sono donne;

dei 22, uno è già deceduto, nonostante la giovane età, dopo aver contratto il virus tra i 16 e i 20 anni;

a preoccupare maggiormente è l'abbassamento dell'età media dei sieropositivi, che ormai nel Salernitano si assesta attorno ai 25 anni;

circa il 70 per cento ha contratto il virus durante rapporti omosessuali non protetti, mentre nel restante 30 per cento si tratta di tossicodipendenti che scambiano aghi, siringhe, cateteri ed eterosessuali che hanno rapporti sessuali non protetti con diversi partner;

attualmente, al centro dell'Unità operativa complessa di malattie infettive dell'azienda ospedaliera-universitaria "Ruggi d'Aragona" di Salerno, ci sono 450 pazienti sieropositivi, una cinquantina con Aids già certificato,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli allarmanti dati descritti e se intenda realizzare azioni finalizzate alla sensibilizzazione e alla prevenzione, visto il ritorno dell'incubo Aids.

(4-00960)

IANNONE - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

tra gli ultimi giorni di novembre e i primi di dicembre 2018 uno sciame sismico sul Vesuvio ha destato molta apprensione nelle popolazioni residenti;

secondo la direttrice dell'Osservatorio vesuviano, Francesca Bianco, l'attività sismica rientrerebbe nella normalità del vulcano;

sempre secondo la Bianco, i terremoti che si stanno verificando rientrerebbero nell'attuale stato dinamico del vulcano, che si configura in un livello di allerta base e dai dati di tutte le reti di monitoraggio non si evidenzia alcun cambiamento dello stato di attività del Vesuvio, come si può verificare dalla lettura dei bollettini mensili,

si chiede di sapere se, anche per quello che risulta al Governo, l'allarme destato dagli eventi si debba ritenere eccessivo, dal momento che il periodo di maggiore sismicità del vulcano è assimilabile a quelli avvenuti altre volte negli ultimi anni e non costituisce una situazione anomala.

(4-00961)

IANNONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che, a giudizio dell'interrogante:

sabato 1° dicembre 2018 si è consumata a Firenze un'autentica vergogna in occasione della partita di calcio Fiorentina-Juventus;

mentre nel pre partita Giorgio Chiellini e la squadra della Juventus depositavano sotto la "Fiesole", la curva dei supporter della Fiorentina, un mazzo di fiori in memoria del compianto capitano viola Davide Astori, fuori dallo stadio comparivano frasi ingiuriose sui muri: "Heysel -39. Scirea brucia all'inferno!": un disgustoso insulto di alcuni tifosi viola alla Juventus, inneggiante alla tragedia dell'Heysel, dove persero la vita 39 supporter bianconeri;

non meno meschino è l'insulto a Gaetano Scirea, capitano della Juventus ed esempio di correttezza sportiva, morto in un tragico incidente d'auto nel 1989 in Polonia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga che queste forme di vigliacca violenza verbale vadano censurate in ogni modo perché offensive dell'umano senso del rispetto della vita, soprattutto in un contesto sportivo;

se risulti che gli autori del vile gesto siano stati individuati dalle forze dell'ordine attraverso la presenza di eventuali circuiti video di sicurezza.

(4-00962)

IANNONE - Al Ministro dell'interno. - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

il 1° dicembre 2018 si sono vissuti attimi di paura, intorno alle ore 10.00, a Pagani (Salerno) quando un anziano è stato duramente picchiato negli spazi di una bottega artigianale, in via Madonna di Fatima;

due uomini col volto coperto lo hanno raggiunto a bordo di una moto e lo hanno bastonato con una mazza da baseball;

una scena a cui hanno assistito, sgomente, alcune persone presenti nell'esercizio commerciale;

appena si è capito che cosa stesse avvenendo, alcune persone hanno messo in fuga i due balordi, ma nel frattempo la vittima, un uomo di circa 80 anni, era riverso sul selciato, malconcio e sanguinante;

i testimoni del gesto di inaudita efferatezza, inspiegabile, hanno chiamato il 118 e i medici dell'emergenza territoriale hanno portato l'anziano al pronto soccorso dell'ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore, dove gli sono state prestate le prime cure ed ora è ricoverato in traumatologia per una frattura al braccio e contusioni multiple sul corpo;

l'anziano non sarebbe, comunque, in pericolo di vita;

sulla vicenda indagano i Carabinieri della tenenza di Pagani, i quali avrebbero già raccolto le versioni dei presenti e acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza del posto;

l'ottantenne è molto conosciuto e rispettato tra i residenti della zona rurale paganese, perché ritenuto persona perbene,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave fatto e se ritenga che i presidi di legalità dell'agro nocerino sarnese vadano rafforzati, dotandoli di più uomini e più mezzi.

(4-00963)

DE BERTOLDI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

le vicende degli ultimi anni delineano un quadro orientato ad un necessario ritorno alla specializzazione bancaria, ovvero alla limitazione per gli istituti di credito per le sole attività tradizionali, escludendo di fatto la compravendita di beni e servizi, tra i quali si ricordano: le polizze assicurative, gli apparecchi elettronici, i viaggi, i servizi di argenteria e addirittura i diamanti;

al riguardo, l'interrogante ricorda che istituti di credito di primario interesse, quali Intesa San Paolo, Banca popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit e Intermarket Diamond Business SpA - IDB e Intermediazioni Srl Private Investment - DPI , sono stati multati, per aver venduto pietre preziose senza informare i clienti sui rischi reali, come peraltro confermato di recente dal Tar del Lazio, che ha stabilito come le pratiche commerciali scorrette nella vendita di diamanti, anche attraverso gli sportelli bancari, rappresentano una vera e propria modalità di vendita gravemente ingannevole ed omissiva;

la trasmissione televisiva: "Report", a ottobre 2018, intervenendo sull'argomento, ha, a tal fine, rilevato che agli sportelli bancari, al cliente (non essendo a conoscenza delle effettive intenzioni del funzionario incaricato) vengono vendute pietre preziose (proposte come bene rifugio) almeno al doppio del valore di mercato, applicando commissioni bancarie in uscita elevatissime;

l'interrogante rileva, inoltre, che anche ulteriori prodotti, ad esempio le polizze vita del ramo assicurativo, che non rientrano tradizionalmente tra quelli bancari, sono venduti da parte degli istituti di credito, in abbinamento spesso alla concessione di finanziamento, determinando evidenti complicazioni e distorsioni nel mercato specifico assicurativo, i cui effetti danneggiano pesantemente l'intero settore, in relazione ai profili di criticità, quali ad esempio il potenziale conflitto fra l'interesse dell'intermediario alla sottoscrizione della polizza e quello del risparmiatore a dotarsi di una copertura assicurativa efficiente e rispondente alle proprie esigenze;

l'accordo siglato di recente tra Itas e Cassa centrale banca in merito alla distribuzione su tutto il territorio regionale del Trentino-Alto Adige delle polizze vita da parte del partner assicurativo, conferma a parere dell'interrogante, un crescendo di incertezze sul fenomeno esposto, nonché la necessità di rapidi interventi normativi, volti a definire un nuovo quadro regolatorio più chiaro, efficiente e meno distorsivo dal punto di vista competitivo, tra il settore assicurativo (o addirittura legato alla vendita di gioielli e altro) e quello bancario,

si chiede di sapere:

quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se condivida le criticità in precedenza richiamate in relazione all'attività bancaria attualmente esistente, per la vendita di un numero di prodotti commerciali, assicurativi e finanziari, evidentemente esagerato e fuori controllo;

in caso affermativo, quali iniziative normative urgenti e necessarie, di competenza, intenda intraprendere, al fine di migliorare la situazione attuale in ordine alla commercializzazione di qualsiasi bene e merce diversa dall'attività tipica bancaria, che come si è dimostrato, alimenta incertezze e confusione tra i clienti bancari, addirittura spesso ingannati dai messaggi pubblicitari, nonché da una palese asimmetria informativa.

(4-00964)

TARICCO, CUCCA, GARAVINI, GIACOBBE - Al Ministro dell'interno. -

(4-00965)

(Già 3-00256)

DE PETRIS - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

l'impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb) di proprietà dell'Ama di via Salaria 981 a Roma è da anni al centro di proteste da parte dei residenti nella zona a causa dei miasmi e delle esalazioni provenienti dallo stesso; si tratta di esalazioni che invadono, tra gli altri, i quartieri di Villa Spada, Fidene, Colle Salario, Nuovo Salario;

nel sito vengono trattati rifiuti indifferenziati attraverso procedure meccaniche e processi biologici con i quali la frazione di rifiuti umida viene separata da quella secca. L'impianto non è in grado di smaltire rapidamente l'enorme quantità di rifiuti che viene conferita giornalmente, con la conseguenza che i rifiuti indifferenziati si accumulano all'interno del deposito trasformandolo a tutti gli effetti in una discarica;

va poi precisato che nell'impianto si svolge un lungo processo di fermentazione che dura diverse settimane. L'odore pestilenziale che si produce si diffonde nelle zone limitrofe densamente popolate, causando forti disagi, particolarmente forti per chi vive a ridosso dell'impianto che si trova a soli 50 metri dalla prima casa e a 150 metri da un asilo;

più volte sono state annunciate dall'amministrazione capitolina, guidata dal sindaco Raggi, la chiusura del Tmb Ama di via Salaria e la sua riconversione, sempre rimandate. Da ultimo è stata annunciata la chiusura entro il 2019 a condizione che la quota della raccolta differenziata raggiunga il 70 per centro: obiettivo che, allo stato attuale, appare estremamente difficile da raggiungere;

il Dipartimento pressione sull'ambiente, Servizio supporto tecnico ai processi autorizzatori, dell'ARPA Lazio, con nota protocollo n. 70357 del 16 ottobre 2018, inviata alla Direzione regionale risorse idriche, difesa del suolo e rifiuti, Area ciclo integrato dei rifiuti, della Regione Lazio, di fatto boccia il Tmb Salario;

la relazione dell'ARPA Lazio è una vera e propria denuncia inappellabile sull'impianto: c'è scritto che: di fatto l'impianto non tratta i rifiuti ma piuttosto li accumula e li sposta, quindi è una discarica di fatto; che non avrebbe i requisiti per essere autorizzato; che etichetta rifiuti in modo scorretto; che produce più scarto che rifiuto lavorato; che fa trasferenza di rifiuti in modi che sono completamente fuori norma; che i rifiuti che escono andrebbero ritrattati, tanto funziona male l'impianto; che i rifiuti stazionano nell'impianto oltre qualunque tempo consentito; che non riesce a riciclare nulla, nemmeno i metalli (0,4 per cento contro il 5-7 per cento che dovrebbe essere lo standard); che non è stata fornita nessuna documentazione sull'impatto degli odori e questo è un prerequisito per l'autorizzazione; che non può essere fatta manutenzione a causa della permanenza di quantità enormi di rifiuti; che non si tiene in alcun modo conto dell'impatto sul territorio della putrescenza, almeno 4 volte superiore ai limiti; che moltissime attività di scarico e carico avvengono in modo illecito; eccetera;

le ultime righe della relazione non sono altro che la sentenza di condanna dell'impianto: "la valutazione della documentazione allo stato attuale agli atti non può che determinare un parere negativo di Arpa Lazio a riscontro della medesima",

si chiede di sapere quali iniziative concrete e immediate, per quanto di competenza, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, tra le quali il blocco dell'impianto, a tutela della salute dei cittadini residenti nelle zone limitrofe e dei lavoratori, alla luce del nuovo drammatico scenario denunciato nella relazione dell'ARPA Lazio, che di fatto ne impedisce l'autorizzazione, perché tenerlo ancora in funzione sarebbe una scelta molto grave dal punto di vista ambientale e sanitario ma anche sociale.

(4-00966)

SACCONE - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

un'azienda italiana, la Cooperativa Muratori e Cementisti (CMC) di Ravenna, ha ricevuto l'incarico di realizzare alcune infrastrutture in Kuwait, attraverso un sub appalto da un'azienda cinese, che è la società appaltatrice;

tra la CMC e la società cinese sarebbero sorte una serie di controversie commerciali. Di conseguenza la CMC ha rescisso il contratto;

la società cinese, per rappresaglia, ha denunciato alle autorità kuwaitiane la società italiana;

le autorità kuwaitiane starebbero trattenendo due dirigenti della ditta ravennate, uno italiano, l'altro di nazionalità portoghese;

al nostro concittadino non sarebbe permesso di lasciare lo Stato del Kuwait;

il dirigente italiano avrebbe denunciato di aver subìto gravi minacce, al punto di essere stato costretto ad assumere una guardia del corpo, dopo aver subito l'incendio dell'ufficio,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tale vicenda e, in caso affermativo, quali provvedimenti intendano adottare, ciascuno per le proprie competenze, al fine di tutelare il nostro concittadino tenuto in "ostaggio" dalle autorità kuwaitiane;

se sia stato convocato per consultazioni l'ambasciatore del Kuwait in Italia.

(4-00967)

GIRO, MALLEGNI - Al Ministro dello sviluppo economico. - Premesso che:

"Piaggio Aero Industries SpA" è tra le principali aziende di produzione italiane nel campo dell'aeronautica. Un'impresa di successo che esiste fin dal 1884 e che contribuisce in modo significativo ad assicurare all'Italia una buona presenza in un settore strategico degli aerei;

nel 2018, dopo il mancato sblocco da parte del Ministero della difesa di una commessa da 766 milioni di euro per l'acquisto di 20 droni, la proprietà (un fondo di Abu Dhabi), presentando contestuale ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza al Tribunale di Savona, ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico l'ammissione immediata alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004;

tale richiesta è stata avanzata in data 22 novembre 2018. Tuttavia, l'invito alla presentazione di dichiarazioni di disponibilità ad assumere l'incarico di commissario straordinario (con scadenza 30 novembre, ore 8:00 del mattino) è stato pubblicato solo in data 27 novembre;

nella direttiva del 19 luglio 2018, lo stesso Ministero prevede al punto 2, lett. a), che "Al ricevimento dell'atto di avvio del procedimento (richiesta di designazione del commissario giudiziale o comunicazione dell'apertura della procedura da parte del competente Tribunale; istanza dell'impresa per l'apertura della procedura ex decreto-legge 347/03), si provvederà immediatamente alla pubblicazione, sulla home-page del sito internet del Ministero, di un invito a presentare la propria candidatura da parte di soggetti in possesso dei requisiti posti dal Regolamento";

a tale pubblicazione non è stata data una adeguata pubblicità e congrui tempi necessari alla presentazione delle dichiarazioni di disponibilità, rischiando di far perdere all'Italia l'opportunità di salvare una delle sue eccellenze,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni politiche che hanno indotto il Governo a non sbloccare la commessa da 766 milioni di euro, relativa ai 20 droni;

come sia possibile che ad una procedura così importante sia stata data non solo una scarsa visibilità ma anche una tempistica davvero breve.

(4-00968)

PUGLIA, VACCARO, LANNUTTI, DONNO, PRESUTTO, GIANNUZZI, NOCERINO, RICCARDI, GALLICCHIO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e dell'interno. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

il Comune di Pozzuoli (Napoli) è stato oggetto di verifica del Ministero dell'economia e delle finanze, la cui relazione ispettiva è stata notificata al sindaco, con la nota riassuntiva prot. 87056/2016 dell'11 novembre 2016, a firma del ragioniere generale dello Stato;

la richiamata relazione riassume in 16 punti rilievi e gravi irregolarità contestate al sindaco e all'amministrazione del Comune, sottoposto all'azione di vigilanza;

la perizia degli ispettori, di oltre 120 pagine, ha posto in risalto le innumerevoli illegittimità che hanno riguardato il personale dirigente e non, perpetrate dalla gestione amministrativa relativamente all'ultimo quinquennio 2010-2015. Il Ministero ne richiede la rimozione e il ripristino della legalità, indicando anche le responsabilità per fattispecie;

a distanza di due anni il sindaco di Pozzuoli non ha prodotto alcun procedimento riparatore, eludendo con ciò la verifica e vanificando i contenuti di legge in materia di gestione del personale, di bilancio economico-finanziario, di tutela e salvaguardia del pubblico interesse e dei principi costituzionali di buon andamento, salva la definizione di sanzioni per diretta responsabilità amministrativa contabile e, ove presenti, anche penali, correlate a diretti e personali vantaggi;

in particolare, le irregolarità riscontrate includono, tra le altre: slittamento di categoria per verticalizzazioni operate a mezzo di graduatorie scadute; assenza di procedure di mobilità, ex art. 34 del decreto legislativo n. 165 del 2001, nei procedimenti di reclutamento del personale; adozione di provvedimenti da parte degli organi di governo riassunti ai punti dal n. 12 al n. 16 della relazione in assenza delle obbligatorie determinazioni del sistema di controllo interno (OIV), malamente sostituiti da relazione e provvedimenti di organi non deputati o incompetenti; uso distorto di premi incentivanti al personale dipendente senza fissazione di obiettivi e di rilevazioni dei risultati soggettivi e complessivi, nei fatti in assenza di qualsivoglia accertamento di effettivi miglioramenti dei servizi alla città;

considerato che, per quanto risulta:

a tutt'oggi perdura l'inadempienza e l'inerzia del sindaco e dell'amministrazione di Pozzuoli che, a distanza di 2 anni, non ha rimosso le irregolarità contestate all'intero apparato di vertice amministrativo-burocratico-dirigenziale, in cui i segretari comunali hanno conseguito vantaggi personali, stando alla perizia e alla nota del ragioniere generale dello Stato, con erogazioni irregolari di denaro pubblico per quanto in condizione persistente di criticità economico-finanziarie strutturali dell'ente, mai risolte;

si riscontra comunque il protrarsi di attività e comportamenti irregolari, che hanno caratterizzato la precedente gestione come l'attuale;

si rileva, insieme alle inerzie, il rischio del permanere di comportamenti volti al mantenimento di privilegi personali per incarichi illegittimi, cumulo di incarichi e autorizzazioni ad attività esterne extracontrattuali, che portano all'assenza giornaliera anche della dirigenza neo assunta, rendendo inaffidabile e ancor più critica la gestione;

inoltre, non viene avvertita la necessità, anche negli organi di auditing esterni, di indagare con maggiore efficienza ed efficacia sulle pendenze creditizie perduranti da decenni,

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di ovviare alle inerzie ed omissioni dell'amministrazione di Pozzuoli, perché vengano immediatamente rimosse le irregolarità contestate, valutando l'opportunità di prevedere sanzioni nel contempo per diretta responsabilità degli organismi di vertice di controllo contabile e di auditing;

se ritengano, nei limiti delle rispettive competenze, di dover sollecitare l'attivazione delle procedure sanzionatorie alla Procura nazionale e regionale della Corte dei conti, assegnatarie della relazione ispettiva e della richiamata nota del ragioniere generale dello Stato;

se intendano attivare un processo di verifica circa l'efficacia del sistema e delle attività di auditing negli enti pubblici multilivello sottoposti a reiterate riforme, rese inefficaci da carenze normative e relazionali con gli organi locali, assenza di interventi sanzionatori, anche indirizzati a provvedimenti di gestione controllata o scioglimento dell'amministrazione in caso di reiterate irregolarità, omissioni e comportamenti difformi dalle leggi e liquidatori a danno della collettività, come nel caso in specie, laddove sono state periziate dagli ispettori del Ministero dell'economia distorsioni e sviamento di risorse pubbliche, per creare vantaggi e privilegi personali degli apparati di vertice a sostegno della stabilità degli stessi;

se intendano verificare il sistema di auditing nella sua interezza e costituzione riguardo alle attività preordinate di controllo delle condizioni e della gestione economico-patrimoniale degli enti e degli annuali di spesa per il personale finalizzati ai miglioramenti, a norma degli artt. 40 e 60 del decreto legislativo n. 165 del 2001, al fine di limitare la perdurante progressiva crescita della spesa pubblica per cattiva amministrazione;

se non intendano valutare i presupposti per attivare la procedura di cui gli articoli 141 e seguenti del decreto legislativo n. 267 del 2000, al fine di verificare la sussistenza di violazioni di legge nonché di elementi di condizionamento dell'amministrazione, attese le procedure in atto anche della magistratura penale;

se intendano attivarsi, per quanto di rispettiva competenza, nelle sedi opportune, affinché si provveda all'immediato ripristino della legalità, al rispetto delle normative irriguardosamente aggirate dal sindaco e dalla compagine di governo della città di Pozzuoli.

(4-00969)

RIZZOTTI, MALLEGNI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che:

sono troppi anni che il settore del trasporto pubblico non di linea subisce proroghe a beneficio dell'irregolarità e a discapito di utenti ed operatori del comparto, che continuano ad essere privati delle minime regole necessarie a fornire le indispensabili tutele;

in queste ore sono in corso delle manifestazioni di protesta da parte di migliaia di titolari e autisti Ncc (noleggio con conducente) per chiedere al Governo di risolvere la questione da troppo tempo aperta in relazione alla legge quadro dei noleggiatori, di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21;

in particolare, dette regole prevedono l'obbligo di rientro nella rimessa dopo ogni singolo servizio, il divieto di sosta in luogo pubblico anche durante il servizio, la compilazione di autocertificazione per ogni entrata. Di fatto modificano le norme previste dalla legge n. 21 del 1992 e penalizzano sostanzialmente l'attività di noleggio con conducente;

l'approvazione delle riportate norme ha creato negli anni grande allarme e preoccupazione tra le associazioni di categoria, che vedono oltremodo penalizzata la propria attività lavorativa e che al contrario delle diverse proroghe adottate, necessiterebbero di un intervento a sostegno della loro attività,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga di dover intervenire in tempi brevissimi, nei modi e con i mezzi che riterrà più opportuni, pur nella doverosa salvaguardia della distinzione degli NCC dal servizio taxi, per trovare una equa soluzione che tuteli nella diversità delle funzioni, chi lavora al servizio dei cittadini.

(4-00970)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

7ª Commissione permanente(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-00442, delle senatrici Malpezzi e Iori, sul regolamento dell'asilo nido comunale di Codroipo (Udine);

8ª Commissione permanente(Lavori pubblici, comunicazioni):

3-00441, del senatore Cangini, sull'interruzione della strada statale 73-bis di Bocca Trabaria in località San Giustino (Perugia);

10ª Commissione permanente(Industria, commercio, turismo):

3-00440, della senatrice Boldrini ed altri, sul rilancio dei siti produttivi del gruppo FAC.

Interrogazioni, ritiro

È stata ritirata l'interrogazione 4-00934 della senatrice Papatheu.