Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 013 del 21/06/2018
Azioni disponibili
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVIII LEGISLATURA ------
13a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÌ 21 GIUGNO 2018
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Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier: L-SP; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 9,01).
Si dia lettura del processo verbale.
GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 giugno.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Commissioni permanenti, composizione
PRESIDENTE. Comunico che i Gruppi parlamentari hanno proceduto alla designazione dei propri rappresentanti nelle Commissioni permanenti, la cui composizione sarà pubblicata nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Discussione del disegno di legge:
(435) Conversione in legge del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 (Relazione orale)(ore 9,05)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 435.
Il relatore, senatore Patuanelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. (Brusio).
Invito i colleghi ad accomodarsi e a mantenere un po' più di silenzio o perlomeno ad abbassare il brusio.
Ha facoltà di parlare il relatore.
PATUANELLI, relatore. Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli senatrici, signori del Governo, giungiamo in quest'Aula dopo giornate molto intense di lavoro in Commissione speciale su un tema che tocca le corde più sensibili di ciascuno di noi, perché si tratta di dare risposta a cittadini che hanno perso parenti e amici, che hanno visto distrutte le loro case e che hanno visto completamente distrutto il tessuto produttivo di amplissime zone di quattro Regioni.
Voglio iniziare questa relazione ringraziando, innanzitutto, gli Uffici della Commissione speciale, che hanno fatto un lavoro incredibile, ma anche tutte le componenti politiche dell'arco parlamentare per la disponibilità, la competenza e la voglia di risolvere i problemi dei cittadini, ai quali va data una risposta per cominciare ad intravedere una luce in fondo ad un tunnel: non riusciremo a dare quella luce, ma riusciremo quanto meno a fargliela intravedere.
Credo che il modo in cui abbiamo lavorato in Commissione speciale, tutti assieme, sia un esempio di come su alcuni temi la politica possa veramente unirsi per dare le risposte che i cittadini aspettano da tempo.
Ringrazio in particolar modo il commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto, l'onorevole De Micheli, per la correttezza istituzionale che ha messo in campo anche nelle settimane precedenti all'arrivo in Aula del decreto del 29 maggio e all'emanazione dello stesso, coinvolgendo tutte le forze politiche in un dibattito su quali fossero le norme da portare avanti. Quello che mi sento di fare in questa sede è dunque un ringraziamento non rituale, ma sincero.
Un vecchio adagio dice che il meglio è nemico del bene. Credo che però, purtroppo, per chi fa politica questo porti un po' di frustrazione, perché cercare il meglio non può esimerci dal fare bene le cose. (Brusio).
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.
PATUANELLI, relatore. Noi dobbiamo comunque ambire al meglio: siamo consapevoli che il lavoro svolto in Commissione speciale probabilmente lascia fuori alcune questioni che non siamo riusciti ad inserire per ragioni di tempo, perché l'iter per la conversione di questo decreto-legge, e l'esame dello stesso in Commissione speciale con l'esigenza di chiudere i lavori in quella sede, ha portato a lasciare in sospeso alcune tematiche su cui c'è stato comunque un grandissimo confronto e un accordo di fondo tra tutte le componenti politiche. Confido che su molti temi - ci tornerò dopo - anche grazie al lavoro che faremo qui in Aula o alla Camera, si potrà comunque integrare il testo del provvedimento da oggi all'esame di quest'Assemblea con ulteriori elementi normativi.
Venendo quindi al merito del provvedimento nel testo assegnato alla Commissione speciale del Senato, esso disciplina la proroga e la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone RAI e la sospensione del pagamento delle utenze nei confronti delle popolazioni del Centro-Italia colpite dal sisma verificatosi a decorrere dal 24 agosto 2016. Sottolineo «a decorrere» perché uno dei problemi è che dal 24 agosto 2016 non c'è stato un giorno in cui il terremoto non si è fatto sentire in quelle zone.
Il decreto-legge nasce con due soli articoli: l'articolo 1, che disciplina la proroga e la sospensione dei termini in relazione ad adempimenti e versamenti tributari e contributivi e la sospensione del pagamento del canone RAI, e l'articolo 2, che ne dispone l'entrata in vigore.
Nello specifico, il primo comma dell'articolo 1, alla lettera a), apporta modifiche all'articolo 48 del decreto-legge n. 189 del 2016, disponendo che la ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, nonché degli esercenti di attività agricole, decorre dal 16 gennaio 2019, anziché dal 31 maggio 2018, con la contestuale rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in 60 rate mensili di pari importo, invece delle 24 attualmente previste. Si aggiunge, altresì, la previsione in base alla quale l'insufficiente e tardivo omesso pagamento di una o più rate comporta l'iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati, nonché delle relative sanzioni.
Si dispone inoltre che in caso di ravvedimento del contribuente non venga eseguita l'iscrizione a ruolo. La lettera b) del comma 1 prevede inoltre la proroga della sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi di assicurazione, posticipando la data d'inizio del rimborso dal mese di maggio 2018 al mese di gennaio 2019, prevedendo al contempo la possibilità di estendere il periodo di rateizzazione dagli attuali ventiquattro a sessanta mesi.
Il comma 2 proroga dal primo gennaio 2019 i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, ossia gli atti emessi dall'Agenzia delle entrate e dall'INPS.
Le disposizioni contenute nei commi da 3 a 5 dispongono la sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione, senza applicazione di sanzioni e di interessi, dal primo gennaio 2021. In particolare, l'ambito oggettivo per tale sospensione interessa complessivamente 138 Comuni terremotati, così come individuati dalla legislazione vigente.
La norma in esame prevede poi il versamento delle somme oggetto di temporanea sospensione mediante una rateizzazione delle seguenti caratteristiche: fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, mancata applicazione di sanzioni e interessi, decorrenza dei versamenti dal primo gennaio 2021. Anche in questo caso, in caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate, ovvero dell'unica rata, si prevede l'iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati, nonché, in tal caso, delle relative sanzioni e interessi, prevedendosi che la relativa cartella sia notificata, pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell'unica rata o del periodo di rateizzazione. L'iscrizione a ruolo non è invece eseguita se il contribuente si avvale dell'istituto del ravvedimento.
Il comma 6 modifica l'articolo 2-bis, comma 24, del decreto-legge n. 148 del 2017, intervenendo sulla sospensione dei pagamenti delle fatture e delle utenze relative ai servizi di erogazione di energia elettrica, acqua e gas, nonché per i settori delle assicurazioni e della telefonia. In particolare viene stabilito che la sospensione sia differita fino al primo gennaio 2019 per coloro i quali dichiarino con apposita autocertificazione l'inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda.
Mi soffermo quindi sui percorsi contenuti nel decreto-legge, che nasce come proroga di adempimenti fiscali e tributari. Vorrei fornire un quadro sintetico dei numeri riferiti alla gestione dell'emergenza forniti dal capo del Dipartimento della Protezione civile, dottor Borrelli, e dal commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, dottoressa Paola De Micheli, che ringrazio per i contributi che hanno fornito alla Commissione, al fine di evidenziare le problematiche che rendono necessarie, a distanza di quasi due anni dal sisma, alcune modifiche del quadro normativo.
Per quanto riguarda le forme di assistenza alla popolazione, il Capo della Protezione civile, in audizione presso la Commissione speciale, ha riferito che all'indomani del 30 ottobre 2016, il numero delle persone che non hanno potuto far rientro nella propria casa è aumentato in modo considerevole; si è passati dai 4.800 assistiti di inizio settembre, a più di 30.000 persone assistite nella prima settimana di novembre, fino ad arrivare alla data odierna a complessive 50.157 persone, di cui 38.668 beneficiari del contributo per autonoma sistemazione (CAS), 7.125 nelle soluzioni abitative di emergenza (SAE), 2.341 in alberghi, 781 nei moduli abitativi provvisori rurali di emergenza (MAPRE), 722 nei moduli container e nei camper forniti dalla Protezione civile, nonché 520 in altre strutture.
I dati che ho citato danno la dimensione della tragedia che queste zone hanno dovuto subire e soprattutto la prosecuzione nel tempo di eventi sismici che hanno causato danni su danni a edifici che già avevano subito la prima scossa.
Vorrei inoltre ricordare, come riportato dalla relazione sul sisma del Centro Italia 2016-2017 del Commissario straordinario del Governo, che gli eventi sismici hanno interessato un territorio di quasi 8.000 chilometri quadrati, di cui 2.000 chilometri quadrati inseriti in aree protette o parchi naturali, ed abitato da circa 600.000 persone. Gli edifici esistenti nel territorio delle quattro Regioni sono 185.541, di cui 162.991 con destinazione residenziale, per un totale di abitazioni pari a 340.000, il 30 per cento delle quali sono vuote o occupate da non residenti.
Mi soffermo, infine, sui dati relativi ai controlli effettuati sul patrimonio edilizio interessato dagli eventi sismici, evidenziando che si è proceduto ad effettuare oltre 250.000 controlli sulla stabilità degli edifici: 4.600 sugli edifici pubblici, 5.800 sulle chiese e sui beni culturali e la restante parte sul patrimonio edilizio privato. Sono stati accreditati, per il censimento dei danni, oltre 6.500 tecnici, a cui va il mio personale ringraziamento e credo quello di tutta l'Assemblea.
I dati numerici poc'anzi riportati mostrano chiaramente come fosse imprescindibile, nel corso dell'esame del provvedimento, procedere ad un'analisi che andasse anche oltre gli ambiti di intervento del decreto-legge, così come adottato del precedente Governo, tenuto conto che, oltre alla questione della sospensione dei versamenti tributari e contributivi, diverse sono le questioni legate alla ricostruzione di assoluto rilievo per le popolazioni coinvolte. A tal fine, pure in tempi ristretti, si è provveduto a svolgere un ciclo di audizioni, durante il quale sono stati auditi il Capo del Dipartimento di Protezione civile, il Commissario straordinario, i sindaci di alcuni Comuni delle Marche e dell'Abruzzo, i sindaci di alcuni Comuni dell'Isola d'Ischia, le organizzazioni delle imprese e delle attività professionali e alcuni esperti tecnici del settore. È emersa da più parti la necessità di prorogare la struttura commissariale e lo stato di emergenza dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2020, di creare aree attrezzate per i proprietari di seconde case per un periodo coincidente con il completamento degli interventi di ricostruzione sugli immobili originari, di prorogare le scadenze di sospensione dei mutui, di prorogare le misure di sostegno al reddito - la cosiddetta cassa in deroga - di esentare le imprese dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico per la ricostruzione, almeno nei centri storici e nelle zone rosse, di finanziare gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio e igienico-sanitaria, nonché gli interventi di adeguamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche, di accelerare le procedure per la ricostruzione leggera.
La fase di ricostruzione post-sisma risulta essere rallentata non solo dal protrarsi delle scosse, ma anche da lievi difformità urbanistiche ed edilizie sugli immobili tali da impedire il prosieguo del procedimento di concessione dei contributi. Su questo aspetto la Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo, in modo concorde tra tutte le forze politiche (come è accaduto per quasi tutti i temi) ha cercato con grande impegno (ma purtroppo, al momento, senza successo), di trovare una soluzione a quei problemi, che, esemplificando, possono consistere in una finestra spostata di 30 centimetri o in una parete spostata di 40 centimetri, che non consentono oggi, per queste piccole difformità, l'asseverazione di conformità urbanistica da parte del tecnico e quindi l'accesso al contributo. Ritengo che uno sforzo in questo senso debba essere fatto e che possa provare a farlo anche l'Assemblea che, se non riusciremo a concludere l'esame di questo tema in quest'Aula, dovrà quantomeno dare indicazioni forti per la Camera dei deputati, che potrà riaffrontarlo.
C'è dunque la massima disponibilità da parte del relatore a lavorare anche nelle prossime ore, per cercare di capire se sarà possibile intervenire in modo sensato e concreto sul problema già in quest'Aula. Approfitto per ringraziare anche la fortuna, che ha fatto sì che all'interno della Commissione speciale ci fossero dei sindaci e degli amministratori locali, che vivono sulla loro pelle, ogni giorno, queste tematiche e questi problemi: il loro contributo è stato fondamentale per il lavoro della Commissione.
Tornando alle richieste avanzate nel ciclo di audizioni, è stato chiesto di posticipare il termine previsto per la presentazione della documentazione stabilita per gli interventi di immediata esecuzione e di prevedere la compatibilità tra la detrazione spettante per gli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici (il cosiddetto sisma bonus) ed eventuali contributi pubblici erogati per la ricostruzione o il ripristino di edifici colpiti da eventi sismici. È stato chiesto di accelerare il rilancio del tessuto produttivo delle aree colpite duramente dal sisma, sostenendo gli investimenti produttivi, che permettono anche alle piccole imprese di accedere ai benefici previsti dalla normativa. Nel corso del costruttivo dibattito tra i diversi Gruppi parlamentari in Commissione sono stati approvati numerosi emendamenti, che in buona parte hanno ripreso le istanze sollevate dai vari soggetti ascoltati nel corso delle audizioni. Sono stati approvati - cito qualche dato - 42 emendamenti in totale, di cui sei di drafting e sei identici: quindi sono 30 le tematiche che abbiamo affrontato, credo quasi tutte con un voto molto ampio, se non unanime.
Il primo emendamento che intendo evidenziare rispetto agli emendamenti approvati è quello proposto e accolto dalla Commissione, che prevede la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2018. Si tratta di una proposta che ovviamente potrà essere rivista in seguito, per prorogare ulteriormente questo termine con la legge di bilancio che verrà fatta da questo Governo, che potrà allocare anche maggiori risorse sulla questione del terremoto, come ha già preannunciato il presidente Conte.
Già in apertura della relazione ho chiarito che non tutto è andato a buon fine. Ci sono dei temi che non siamo riusciti a toccare e dei problemi che non siamo riusciti a risolvere.
Dal territorio è emersa la necessità di verificare alcune possibilità. Mi riferisco, ad esempio, alle puntellazioni (che hanno un costo) di edifici che dovranno essere demoliti e che probabilmente non hanno una necessità di puntellazione o alla questione delle macerie: le macerie di molti edifici crollati devono essere portate in discarica, ma forse vi sono delle soluzioni alternative per recuperare quelle pietre che sono così importanti dal punto di vista urbanistico e ambientale per quel territorio.
Dovrà essere fatta una riflessione urbanistica sulla ricostruzione ampia. Questo tema mette in evidenza la necessità generale per il Paese di rivedere le proprie norme in materia: la legge urbanistica del nostro Paese ha settant'anni e credo che questa Assemblea debba prendersi l'impegno di capire quali sono gli strumenti contemporanei che possiamo dare al nostro Paese per affrontare le emergenze urbanistiche delle nostre periferie.
Tornando, quindi, ai temi toccati in Commissione speciale, che hanno visto poi approvati degli emendamenti e ribadita la proroga dello stato di emergenza, ci sono le disposizioni in materia di creazione di aree attrezzate per proprietari di seconde case. Abbiamo voluto affrontare un tema molto sentito: ampie parti del territorio colpito dal sisma sono composte da edifici utilizzati da famiglie che abitano in un'altra zona del Paese, ma che utilizzavano quegli edifici come seconde case, non tanto per le vacanze, quanto proprio per un radicamento alle proprie origini, che è fondamentale portare avanti. Abbiamo inteso, quindi, proporre la creazione di alcune aree attrezzate per camper, per dare la possibilità a queste famiglie di recarsi in quelle aree e continuare a sentire quel legame forte con le proprie origini, sebbene la loro casa sia stata distrutta.
Abbiamo voluto inserire tra i contributi i costi per gli adeguamenti antincendio e per il superamento delle barriere architettoniche. Abbiamo ribadito che, all'interno della richiesta di contributo nel quadro economico, sono compresi anche gli oneri per l'occupazione di suolo pubblico: si tratta di un costo molto spesso ingente, soprattutto per cantieri che dovranno durare molti anni.
Abbiamo disposto una norma che innalza la soglia SOA delle imprese per la ricostruzione tramite appalti privati.
Vi è un emendamento che prevede una richiesta, tramite legge, al Commissario, che dovrà far fronte a un tema molto sentito e che abbiamo sentito spesso citato nelle audizioni: la chiarezza normativa. La struttura commissariale ha emanato, credo, 59 ordinanze, alcune delle quali ancora in sospensione, su un impianto normativo corposo, ritoccato moltissime volte dal Parlamento, giustamente, perché le esigenze cambiavano nel tempo e c'era bisogno di adeguare gli strumenti normativi. Questo fa sì che oggi un tecnico che debba redigere la pratica per la richiesta del contributo non ha un unico testo su cui lavorare, ma ha di fronte una normativa frastagliata. Abbiamo chiesto quindi che ci sia una linea guida interpretativa unica, in modo da agevolare il lavoro dei tecnici.
Abbiamo approvato un emendamento per la proroga dei mutui dei Comuni e delle indennità a favore dei sindaci. Abbiamo approvato alcune norme di semplificazione normativa. Abbiamo approvato proroghe per la sospensione di mutui privati e per le imprese fino al 2020-2021.
Abbiamo voluto riaprire i termini per la presentazione delle domande che riguardano le proroghe al 31 dicembre 2018 delle scadenze IRPEF e IRES e inserire una norma di deroga, ovviamente in accordo con i Comuni, per quanto riguarda la raccolta differenziata, poiché non possiamo oggi chiedere a Comuni così gravemente colpiti di procedere al raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata, quindi era giusto dare un segnale in questo senso. Abbiamo altresì pensato alle esenzioni nella zona rossa per le utenze e affrontato il tema dei condoni pendenti, che non hanno ancora visto il rilascio di certificati di abitabilità e agibilità per carenza documentale e che tengono quindi appese le domande di contributo. In questo senso abbiamo voluto unire il procedimento di accesso al contributo, quindi la progettualità dell'edificio, alla pratica di condono esistente. Abbiamo voluto sanare una situazione che si è creata in diverse parti del territorio, cioè quella di proprietari di case distrutte o gravemente danneggiate che hanno voluto costruire, in modo anche estemporaneo, una piccola costruzione abitativa di fianco alla propria casa, nel proprio terreno di pertinenza, per restare vicino alla propria domus, quindi alla propria terra. Le situazioni che presentavano delle difformità sono viste ovviamente come emergenziali e andranno demolite al temine dell'emergenza, quindi al rilascio del certificato di agibilità dell'edificio principale; tuttavia non potevamo certo pensare che queste persone, che hanno fatto uno sforzo per restare su quelle terre, proprio per dare un segnale anche di vicinanza, venissero colpite dalla procura che stava indagando rispetto a eventuali reati.
Abbiamo predisposto la prosecuzione delle misure di sostegno al reddito per tutto il 2018.
Infine, passando agli ultimi due temi, per le imprese con più di 400 dipendenti è stata proposta la cassa integrazione in deroga per i primi sei mesi del 2019. Si tratta di un tema che questo Governo conosce bene; a giorni proseguirà un tavolo di crisi per una delle più grandi imprese del territorio. Ringrazio i proponenti dell'emendamento che hanno messo al centro anche questo tema, dando al Ministro che andrà ad aprire quella trattativa gli strumenti per cercare di dare un margine maggiore alla soluzione di un problema che certamente dovrà vedere nel piano industriale di quell'impresa la risposta più definita e certa; tuttavia, sicuramente avere la disponibilità di sei mesi di cassa integrazione in deroga dà una garanzia, soprattutto ai dipendenti che quel lavoro non vogliono perderlo, di avere gli strumenti per continuare a sopravvivere essendo colpiti contestualmente, oltre che da una crisi legata al terremoto, anche da una difficoltà dell'impianto produttivo in sé.
Da ultimo abbiamo affrontato un tema molto importante che riguarda il sisma dell'Aquila del 2009. Mi riferisco ai contributi ricevuti delle imprese per i quali c'è una procedura d'infrazione in quanto ritenuti aiuti di Stato. Segnalo innanzitutto che da parte del commissario dell'Unione europea c'è stata un'apertura, una disponibilità, a risolvere questo problema insieme al Governo, ma certamente un segnale che bisognava assolutamente dare era impegnare il Governo in questa trattativa. Questo è quanto è stato proposto, ma soprattutto è stato differito il termine per la presentazione delle osservazioni e delle comunicazioni da parte delle imprese rispetto alla procedura che era in scadenza a luglio. Tale termine è stato prorogato proprio per dar tempo al Governo di avviare la trattativa, che mi auguro porterà una soluzione definitiva di questo problema che, se non risolto, condurrà numerosissime imprese al fallimento. È una cosa che non possiamo assolutamente permetterci che accada, perché - ripeto - stiamo parlando di un'area che ha subìto un dramma sia umano che materiale. Quindi abbiamo bisogno, con l'impegno forte del Governo, mostrato anche in Commissione, di risolvere questo problema e dare più certezze a quelle imprese.
Ribadisco il ringraziamento a tutti coloro che hanno dato un contributo al lavoro della Commissione speciale, che ha lavorato davvero in tempi molto stretti ma con grandissima capacità e competenza. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP, i cui senatori si levano in piedi, e del senatore Errani).
PRESIDENTE. Ringrazio il senatore Patuanelli per la sua relazione.
Ricordo che la discussione del provvedimento proseguirà nella seduta di martedì, 26 giugno, alle ore 16,30. I subemendamenti agli emendamenti approvati dalla Commissione dovranno essere presentati entro le ore 19 di oggi.
Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.
Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno
TRENTACOSTE (M5S). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRENTACOSTE (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, due giorni fa l'aula del Consiglio comunale di Nicosia, Comune dell'entroterra siciliano in provincia di Enna, è stata pacificamente occupata da un gruppo di agricoltori e allevatori, che vogliono esprimere il loro forte disagio in merito ai ritardi accumulati ormai da anni nell'erogazione dei contributi previsti dal Programma di sviluppo rurale 2014‑2020. Si tratta dei contributi destinati all'agricoltura e alla zootecnia, settori di rilevante importanza, soprattutto per una Regione a forte vocazione agricola come la Sicilia, ma penso anche alla Sardegna e a gran parte del Meridione d'Italia, in cui queste attività possono rappresentare un volano per l'economia locale e una ritrovata fonte di reddito e occupazione anche per i nostri giovani.
Ogni anno gli imprenditori rurali si affannano, scontrandosi con una burocrazia soverchiante per rispettare le scadenze previste dal PSR e avere così la possibilità di accedere ai finanziamenti, riponendo in essi grandi speranze, ma a distanza di anni la liquidità è raramente disponibile e le aziende agricole e zootecniche si trovano costrette, ancora una volta, ad attendere e soffrire.
Colleghi, non è più concepibile che lo sviluppo rurale del nostro Paese sia ostacolato da procedure fortemente burocratizzate, ereditate da una classe politica fallimentare. (Applausi dal Gruppo M5S).
Ci sono circa 4.600 giovani che hanno presentato la richiesta di insediamento, ormai quasi un anno fa, e ancora non sanno se potranno o no avviare la propria azienda in Sicilia. Ci sono centinaia di imprese nel settore agrozootecnico in attesa di ricevere il pagamento del bando delle coltivazioni biologiche del 2015, del 2016 e del 2017; pagamenti bloccati da tre anni a causa di anomalie generate da un sistema informatico che sta costringendo agricoltori e allevatori ad indebitarsi per sopravvivere, vedendo le loro aziende andare al collasso. A questi lavoratori do la mia piena solidarietà.
Rivolgendo ad essi il mio primo intervento in Assemblea, mi impegno sin da subito a farmi carico delle loro istanze, sollecitando i soggetti responsabili, in primis Agea, per trovare, unitamente all'autorità di Governo, una soluzione a questa grave problematica che ostacola lo svolgimento delle attività produttive rurali e lo sviluppo del territorio e di grandi aree del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo M5S).
Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per la seduta di martedì 26 giugno 2018
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 26 giugno, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:
La seduta è tolta (ore 9,36).
Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Bressa, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Merlo, Napolitano, Santangelo e Tosato.
Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza
Con lettera in data 20 giugno 2018, il Presidente del Gruppo parlamentare Lega - Salvini Premier ha comunicato che il Gruppo stesso ha proceduto al rinnovo dell'Ufficio di Presidenza che risulta così composto:
Presidente: senatore Massimiliano Romeo
Vice Presidente Vicario: senatore Paolo Tosato.
Commissioni permanenti, composizione
1a COMMISSIONE
(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione)
Augussori, Bernini, Borghesi, Bressa, Calderoli, Cerno, De Petris, Fazzone, Gallicchio, Garruti, Grassi, La Russa, Mantovani, Marcucci, Morra, Pagano, Parrini, Perilli, Pirovano, Quagliariello, Romano, Saponara, Vitali, Vono, Zanda.
2a COMMISSIONE
(Giustizia)
Balboni, Caliendo, Candura, Cirinnà, Crucioli, Cucca, D'Angelo, Dal Mas, Evangelista, Ghedini, Giarrusso, Grasso, Lomuti, Modena, Ostellari, Pellegrini Emanuele, Piarulli, Pillon, Riccardi, Stancanelli, Unterberger, Urraro, Valente.
3a COMMISSIONE
(Affari esteri, emigrazione)
Aimi, Airola, Alfieri, Bonfrisco(1), Casini, Ciampolillo, Craxi, Ferrara, Giacobbe, Iwobi, Lucidi, Malan, Monti, Pacifico, Pellegrini Emanuele(2), Petrocelli, Pinotti, Puglia, Renzi, Romani, Taverna(3), Urso, Vescovi.
(1) in sostituzione del Ministro Centinaio
(2) in sostituzione del Ministro Salvini
(3) in sostituzione del Ministro Toninelli
4a COMMISSIONE
(Difesa)
Berardi, Bottici(4), Bressa, Buccarella(5), Castiello, Causin, Ciriani, Collina, Donno, Fede, Fusco, Garavini, Gasparri, Maiorino, Mininno, Minuto, Ortis, Pucciarelli(6), Rauti, Romagnoli, Rojc, Tesei, Vattuone, Zuliani(7).
(4) in sostituzione del Sottosegretario Santangelo
(5) in sostituzione del Sottosegretario Merlo
(6) in sostituzione del Sottosegretario Siri
(7) in sostituzione del Ministro Stefani
5a COMMISSIONE
(Programmazione economica, bilancio)
Accoto, Damiani, Dell'Olio, Errani, Fantetti, Ferrero, Ferro, Manca, Marino, Marsilio, Misiani, Naturale, Pellegrini Marco, Pesco, Pichetto Fratin, Pirro, Presutto, Rivolta, Saccone, Sbrollini, Solinas, Steger, Tosato, Turco, Zuliani.
6a COMMISSIONE
(Finanze e tesoro)
Bagnai, Bonifazi, Bottici, Buccarella, Castaldi(8), Comincini, Conzatti, D'Alfonso, De Bertoldi, Di Nicola, Di Piazza, Drago, Fenu, Grimani, Lannutti, Leone, Montani, Perosino, Piano, Romeo, Rossi, Rubbia, Saviane, Sciascia, Steger.
(8) in sostituzione del Ministro Lezzi
7a COMMISSIONE
(Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport)
Alderisi, Barbaro, Cangini, Corrado, De Lucia, Floridia, Giro, Granato, Iannone, Iori, Lanièce, Malpezzi, Marilotti, Moles, Montevecchi, Nisini, Pittoni, Rampi, Rufa, Russo, Segre, Vanin, Verducci.
8a COMMISSIONE
(Lavori pubblici, comunicazioni)
Astorre, Barachini, Barboni, Campari, Coltorti, D'Arienzo, De Falco, De Siano, Dessì, Di Girolamo, Faggi, Lupo, Mallegni, Margiotta, Nencini, Patuanelli, Pepe, Pergreffi, Ricciardi, Ruspandini, Santillo, Schifani, Steger.
9a COMMISSIONE
(Agricoltura e produzione agroalimentare)
Abate, Agostinelli, Arrigoni(9), Battistoni, Bergesio, Berutti, Biti, Botto, Corbetta, De Bonis, De Petris, Durnwalder, Fattori, La Pietra, Lonardo, Magorno, Mollame, Sbrana, Serafini, Stefano, Taricco, Trentacoste, Vallardi.
(9) in sostituzione del Sottosegretario Candiani
10a COMMISSIONE
(Industria, commercio, turismo)
Anastasi, Bellanova, Biasotti, Cario, Castaldi, Croatti, Ferrari, Galliani, Garnero Santanchè, Girotto, Lanièce, Lanzi, Mangialavori, Marti, Paragone, Paroli, Pianasso, Pisani Pietro, Richetti, Ripamonti, Ronzulli, Rossomando, Vaccaro.
11a COMMISSIONE
(Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)
Auddino, Bertacco, Bogo Deledda, Bossi Umberto, Campagna, Campari(10), Carbone, Catalfo, De Poli, De Vecchis, Floris, Guidolin, Laforgia, Laus, Matrisciano, Nannicini, Nocerino, Parente, Patriarca, Perilli(11), Pizzol, Toffanin, Unterberger.
(10) in sostituzione del Ministro Bongiorno
(11) in sostituzione del Sottosegretario Crimi
12a COMMISSIONE
(Igiene e sanità)
Binetti, Bini, Boldrini, Cantù, Castellone, Cattaneo, Di Marzio, Endrizzi, Errani, Faggi(12), Faraone, Fregolent, Marin, Marinello, Mautone, Pisani Giuseppe, Rizzotti, Siclari, Sileri, Stabile, Taverna, Totaro, Zaffini.
(12) in sostituzione del Sottosegretario Borgonzoni
13a COMMISSIONE
(Territorio, ambiente, beni ambientali)
Arrigoni, Briziarelli, Bruzzone, Durnwalder, Ferrazzi, Gallone, L'Abbate, La Mura, Magoni, Mantero, Martelli, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mirabelli, Moronese, Nastri, Nugnes, Ortolani, Papatheu, Pazzaglini, Quarto, Sudano, Testor.
14a COMMISSIONE
(Politiche dell'Unione europea)
Angrisani, Bonfrisco, Bonino, Bossi Simone, Casolati, Cesaro, Di Micco, Fazzolari, Fedeli, Gaudiano, Giammanco, Giannuzzi, Ginetti, Licheri, Lorefice, Masini, Napolitano, Pittella, Pucciarelli, Ricciardi(13), Tiraboschi.
(13) in sostituzione del Sottosegretario Cioffi
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatore Patriarca Edoardo
Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo dell'artigianato artistico italiano (500)
(presentato in data 18/06/2018);
senatori de Bertoldi Andrea, Rauti Isabella
Norme in materia di trascrizione di atti di nascita di minori nati all'estero e di riconoscimento dei figli in caso di coppie composte da soggetti dello stesso sesso (501)
(presentato in data 19/06/2018);
senatore Patriarca Edoardo
Disposizioni in materia di disciplina della comunicazione pubblica destinata alla promozione di iniziative di solidarietà (502)
(presentato in data 19/06/2018);
senatori Giarrusso Mario Michele, Patuanelli Stefano, Donno Daniela, Puglia Sergio, Trentacoste Fabrizio, Pisani Giuseppe, Russo Loredana, Leone Cinzia, Marinello Gaspare Antonio, Romagnoli Sergio, Girotto Gianni Pietro, Vono Gelsomina, Auddino Giuseppe, Riccardi Alessandra, Piarulli Angela Anna Bruna, Evangelista Elvira Lucia, Crucioli Mattia, Lomuti Arnaldo
Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere (503)
(presentato in data 18/06/2018);
senatori Castaldi Gianluca, Girotto Gianni Pietro, Lanzi Gabriele, Croatti Marco, Anastasi Cristiano
Disposizioni in materia di divieto dell'utilizzo dell'air gun per le attività di ispezione dei fondali marini finalizzate alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (504)
(presentato in data 20/06/2018);
senatore Zaffini Francesco
Modifica alla legge 20 dicembre 2012, n. 238, per il sostegno e la valorizzazione della stagione lirica di Spoleto e dell'Umbria del Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli" (505)
(presentato in data 20/06/2018);
senatori Taverna Paola, Accoto Rossella, Airola Alberto, Castellone Maria Domenica, Catalfo Nunzia, Ciampolillo Lello, Coltorti Mauro, Corrado Margherita, De Lucia Danila, Dessi' Emanuele, Di Girolamo Gabriella, Donno Daniela, Endrizzi Giovanni, Fede Giorgio, Gallicchio Agnese, Granato Bianca Laura, Ferrara Gianluca, Floridia Barbara, L'Abbate Patty, La Mura Virginia, Lannutti Elio, Lanzi Gabriele, Lucidi Stefano, Lupo Giulia, Maiorino Alessandra, Mantovani Maria Laura, Matrisciano Susy, Mollame Francesco, Montevecchi Michela, Moronese Vilma, Ortis Fabrizio, Paragone Gianluigi, Pellegrini Marco, Petrocelli Vito Rosario, Pisani Giuseppe, Puglia Sergio, Santillo Agostino, Sileri Pierpaolo, Trentacoste Fabrizio, Vanin Orietta
Disposizioni in materia di riduzione dell'aliquota IVA sulle bevande sostitutive del latte a base vegetale (506)
(presentato in data 20/06/2018);
senatori La Pietra Patrizio Giacomo, Balboni Alberto, Iannone Antonio
Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" (507)
(presentato in data 21/06/2018);
senatore Giacobbe Francesco
Riapertura del termine per il riacquisto della cittadinanza italiana (508)
(presentato in data 20/06/2018).
Governo, trasmissione di atti per il parere
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 7 marzo 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere g), h) e r), della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante riforma dell'ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario (n. 16).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 5 agosto 2018. Le Commissioni 1ª e 11ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione entro il 21 luglio 2018.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 20 marzo 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare definitivo, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante riforma dell'ordinamento penitenziario (n. 17).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 1° luglio 2018.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 24 aprile 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettera p), della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante disciplina dell'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni (n. 20).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 5 agosto 2018. La 1ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione entro il 21 luglio 2018.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 24 aprile 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 13-bis, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225 - lo schema di atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse disponibili, delle strategie per la riscossione nonché delle modalità di verifica degli obiettivi e di vigilanza sull'ente Agenzia delle entrate-Riscossione, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2018 (n. 21).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 6ª Commissione permanente, e per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 21 luglio 2018.
Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 9 maggio 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno 2018, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 26).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 3ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro l'11 luglio 2018.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 9 maggio 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche alla composizione degli organi di amministrazione della Cassa ufficiali e del Fondo di previdenza per sottufficiali, appuntati e finanzieri della Guardia di finanza (n. 27).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 21 luglio 2018. Le Commissioni 5ª e 11ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione entro l'11 luglio 2018.
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 18 maggio 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 - lo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2018 (n. 28).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 21 luglio 2018.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 21 maggio 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettera f), della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di giustizia riparativa e mediazione reo-vittima (n. 29).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 5 agosto 2018. La 1ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione entro il 21 luglio 2018.
Il Ministro della difesa, con lettera in data 23 maggio 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l'anno 2018 relativo a contributi ad associazioni combattentistiche e d'arma (n. 30).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro l'11 luglio 2018.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 19 giugno 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 2, lettera b), 3, 5 e 7, della legge 6 giugno 2016, n. 106 - lo schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante codice del Terzo settore (33).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 1ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 21 luglio 2018. Le Commissioni 6ª e 11ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione entro l'11 luglio 2018.
Atti del Governo, riassegnazione alle Commissioni permanenti per il parere
A seguito della costituzione delle Commissioni permanenti, sono deferiti alle Commissioni di merito i seguenti atti, già deferiti alla Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo:
schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD 04/2017, relativo alla "acquisizione comprensiva del relativo sostegno logistico, di aeromobili a pilotaggio remoto della categoria MALE (Medium Altitude Long Endurance) e potenziamento delle capacità Intelligence, Surveillance & Reconnnaissance della Difesa" (n. 2) (già atto Governo n. 510/XVII), deferito - ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - alla 4ª Commissione permanente. La 5ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 4ª Commissione;
schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva 91/47CEE, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi (n. 23), deferito - ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 - alla 1ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il 31 luglio 2018. Le Commissioni 4ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione entro il 21 luglio 2018;
schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (n. 24), deferito - ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 - alla 1ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 31 luglio 2018. Le Commissioni 5ª, 8ª e 14ª Commissione potranno formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione entro il 21 luglio 2018;
schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato e che abroga la direttiva 2003/6/CE e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (n. 25), deferito - ai sensi degli articoli 1 e 8 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 - alla 6ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 31 luglio 2018. Le Commissioni 2ª, 5ª e 14ª Commissione potranno formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione entro il 21 luglio 2018;
schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1629 che stabilisce i requisiti tecnici per le navi adibite a navigazione interna, che modifica la direttiva 2009/100/CE e che abroga la direttiva 2006/87/CE (n. 31), deferito - ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 - alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 31 luglio 2018. Le Commissioni 1ª, 5ª e 14ª Commissione potranno formulare le proprie osservazioni alla 8ª Commissione entro il 21 luglio 2018;
schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, in materia di completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato (n. 32), deferito - ai sensi dell'articolo 1, commi 2, 3 e 4, della legge 23 giugno 2014, n. 89 - alla 5ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 20 agosto 2018. La 1ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 5ª Commissione entro il 31 luglio 2018.
Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti
Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha trasmesso, in data 17 maggio 2018, il testo di sei raccomandazioni e di dodici risoluzioni adottate dall'Assemblea nel corso della II parte della Sessione ordinaria, svoltasi a Strasburgo dal 24 al 27 aprile 2018, che saranno assegnate alle competenti Commissioni, non appena costituite:
raccomandazione n. 2125 - Stato di emergenza: questioni di proporzionalità riguardanti l'articolo 15 della Convenzione europea per i Diritti dell'uomo (Doc. XII-bis, n. 21);
raccomandazione n. 2126 - Affrontare le necessità umanitarie degli sfollati interni: lezioni recenti e sfide future in Europa (Doc. XII-bis, n. 22);
raccomandazione n. 2127 - La situazione in Libia: prospettive e ruolo del Consiglio d'Europa (Doc. XII-bis, n. 23);
raccomandazione n. 2128 - Il seguito dato alla relazione del Gruppo d'indagine indipendente sulle denunce di corruzione all'interno dell'Assemblea parlamentare (Doc. XII-bis, n. 24);
raccomandazione n. 2129 - La Dichiarazione di Copenhagen: valutazioni e seguiti (Doc. XII-bis, n. 25);
raccomandazione n. 2130 - I problemi giuridici posti dalla guerra ibrida e gli obblighi in materia di diritti umani (Doc. XII-bis, n. 26);
risoluzione n. 2209 - Stato di emergenza: questioni di proporzionalità riguardanti l'articolo 15 della Convenzione europea per i Diritti dell'uomo (Doc. XII-bis, n. 27);
risoluzione n. 2210 - Il cambiamento climatico e l'attuazione dell'Accordo di Parigi (Doc. XII-bis, n. 28);
risoluzione n. 2211 - Il finanziamento del gruppo terrorista Daesh: gli insegnamenti ricavati (Doc. XII-bis, n. 29);
risoluzione n. 2212 - La protezione dell'integrità editoriale (Doc. XII-bis, n. 30);
risoluzione n. 2213 - Lo statuto dei giornalisti in Europa (Doc. XII-bis, n. 31);
risoluzione n. 2214 - I bisogni e i diritti umanitari degli sfollati all'interno del proprio paese in Europa (Doc. XII-bis, n. 32);
risoluzione n. 2215 - La situazione in Libia: le prospettive e il ruolo del Consiglio d'Europa (Doc. XII-bis, n. 33);
risoluzione n. 2216 - Il seguito dato alla relazione del Gruppo d'indagine indipendente sulle denunce di corruzione all'interno dell'Assemblea parlamentare (Doc. XII-bis, n. 34);
risoluzione n. 2217 - I problemi giuridici posti dalla guerra ibrida e gli obblighi in materia di diritti umani (Doc. XII-bis, n. 35);
risoluzione n. 2218 - Lottare contro la criminalità organizzata facilitando la confisca dei beni illeciti (Doc. XII-bis, n. 36);
risoluzione n. 2219 - La tubercolosi farmacoresistente in Europa (Doc. XII-bis, n. 37);
risoluzione n. 2220 - Modifica del Regolamento dell'Assemblea: l'impatto della crisi di bilancio sulla lista delle lingue di lavoro dell'Assemblea (Doc. XII-bis, n. 38).
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
La senatrice Bini ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00252 della senatrice Fedeli.
Interrogazioni
BELLANOVA - Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
il call center "Progetto Vendita" nel Salento ha tre sedi, a Gallipoli, Maglie (Lecce) e Brindisi, che occupano in totale 149 lavoratori a tempo indeterminato e circa 300 lavoratori a progetto;
nei giorni scorsi dalla stampa si è appreso dell'intenzione da parte della proprietà di avviare le procedure di licenziamento per 131 unità lavorative;
le motivazioni addotte, in merito ai licenziamenti, sarebbero riconducibili alla probabile perdita della commessa Mediaset Premium, con la quale Progetto Vendita sembrerebbe avere un accordo commerciale fino al 30 giugno 2018;
allo stato di preoccupazione dei lavoratori per la probabile perdita del posto di lavoro si aggiunge, come da notizie riferite ai media dalle rappresentanze sindacali, un ulteriore elemento emerso in questi giorni: sembrerebbe che l'azienda non abbia versato i contributi previdenziali dell'ultimo periodo dell'anno,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda esposta e se non ritenga di dover intervenire con urgenza per impedire i licenziamenti, tutelando i lavoratori e attivandosi per applicare a tal fine lo strumento della clausola sociale.
(3-00033)
TARICCO, ROSSOMANDO, LAUS, PATRIARCA, GARAVINI - Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
in data 7 maggio 2018, la Direzione generale Concorrenza della UE, presieduta da Margrethe Vestager, ha comunicato di avere approvato, ai sensi del regolamento europeo sulle concentrazioni, l'acquisizione di Ilva da parte di Am Investco Italy (la cordata che si è aggiudicata il bando, controllata da ArcelorMittal, multinazionale con sede in Lussemburgo e controllata dalla famiglia indiana Mittal e maggior produttore di prodotti in acciaio al carbonio del mondo);
tale transazione era stata notificata dalla Commissione europea il 21 settembre 2017, che aveva aperto un'indagine approfondita l'8 novembre 2017 per verificare che, con l'acquisizione di Ilva, AncelorMittal non ottenesse un eccessivo potere di mercato "tenendo conto del fatto che in Italia e in Europa meridionale la pressione concorrenziale esercitata dalle importazioni è particolarmente forte per i prodotti di base in acciaio laminato a caldo";
l'acquisizione, che creerà il produttore d'acciaio di gran lunga più grande d'Europa, comporta infatti una serie di cessioni di aziende e di una parte della rete distributiva in Europa del colosso dell'acciaio;
il "pacchetto garantirà il mantenimento di una concorrenza effettiva sui mercati siderurgici europei" ed inoltre la decisione UE "garantisce che l'acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal, non si traduca in un aumento dei prezzi dell'acciaio a danno delle industrie europee, dei milioni di persone che vi lavorano e dei consumatori";
la decisione non pregiudica l'esito del "distinto procedimento di infrazione avviato dalla Commissione europea contro l'Italia per non avere garantito che l'Ilva rispettasse la normativa europea sulle norme ambientali" e che tale posizione comporti una successiva accelerazione dei lavori urgenti di bonifica nella regione di Taranto, al fine di "preservare la salute degli abitanti della zona limitrofa e l'ambiente circostante", risanamento che dovrebbe essere portato a termine entro il 2023;
il collegamento diretto esistente tra lo stabilimento Ilva di Taranto e quello dei siti delle città piemontesi di Novi ligure (Alessandria) e di Racconigi (Cuneo), sia per il semilavorato sia per la continua creazione di opportunità economiche che il settore dell'acciaio offre, ha creato comprensibile disorientamento e timore nei territori interessati;
anche le stesse procedure di cessione di un certo numero di attività di distribuzione localizzate in Italia suscitano preoccupazioni in termini di rischio di chiusura o di ridimensionamento degli impianti interessati;
la precarietà della situazione si è protratta per i primi mesi del 2018 sino alla sospensione del confronto tra Ministero dello sviluppo economico e sindacati per la mancanza delle condizioni per proseguire le trattative;
la proposta di mediazione del Ministro pro tempore Calenda prevedeva sul piano occupazionale l'impegno di Am Investco Italy ad assumere 10.000 lavoratori a tempo indeterminato, con un vincolo a non licenziare di 5 anni (nelle procedure di amministrazione straordinaria questo vincolo è di 2 anni) e un ulteriore impegno fino a giugno 2021 a trasferire lavoro per non meno di 1.500 addetti a tempo pieno a una nuova società di servizi costituita da Ilva e Invitalia. La stessa newco (aperta alla partecipazione di altri soggetti pubblici e privati), oltre che delle attività esternalizzate, si sarebbe dovuta occupare delle bonifiche; su queste attività si sarebbero dovuti impegnare a rotazione anche i restanti lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria di Ilva non trasferiti ad Am Investco Italy. La società in amministrazione straordinaria avrebbe avuto a disposizione 200 milioni di euro per gli strumenti di gestione degli esodi (incentivi, outplacement, autoimprenditorialità, accompagnamento alla quiescenza, eccetera);
dalle informazioni in possesso degli interroganti, prevedrebbe per gli stabilimenti piemontesi, in particolare per quelli siti in Racconigi e Novi Ligure, di circa 100 e 800 dipendenti, il licenziamento di circa 160 lavoratori e successiva riassunzione solo di 125;
la rottura si sarebbe consumata sulla richiesta, alternativa alla proposta citata, di tutele per tutta la forza lavoro del gruppo, pari a circa 13.700 occupati;
il "contratto di governo" riporta in merito al futuro dell'azienda "un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti" che costerebbe circa 2.5 miliardi di euro, senza individuare le fonti di finanziamento del programma stesso;
tale situazione di incertezza e di chiusura dei tavoli politici, protraendosi nel tempo, complica il contesto, acuendo il timore di ulteriori problematiche prospettiche in termini di investimenti industriali e di esuberi,
si chiede di sapere:
se il Ministro sia a conoscenza di quanto descritto;
se non ritenga necessario assumere urgentemente iniziative per effettuare una verifica approfondita delle varie situazioni susseguitesi nel tempo, riprendendo il dialogo tra Ministero, Am Investco Italy, ArcelorMittal e sindacati per la ricerca di soluzioni (mantenimento, ammortizzatori sociali e ricollocazioni) per i lavoratori e per i siti produttivi, anche con attenzione ai siti piemontesi, soprattutto alla luce dell'imminente appuntamento cruciale con gli acquirenti previsto per la fine del mese di giugno 2018.
(3-00034)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
ERRANI - Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
la Demm SpA di Alto Reno Terme (Bologna) è uno stabilimento industriale operante nel settore della manifattura metalmeccanica in cui sono attualmente occupati 191 lavoratori;
faceva parte del gruppo Paritel a seguito del fallimento del quale, ai sensi della "legge Marzano" (decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2014) per i grandi gruppi industriali e strategici in situazione di dissesto finanziario, dall'ottobre 2015 è in amministrazione straordinaria;
il Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna si è già occupato delle difficoltà della Demm SpA, ed è stato chiesto alla Giunta regionale di intervenire per tutelare il reddito e la professionalità di tutti i lavoratori di una delle realtà produttive più importanti dell'Appennino bolognese;
considerato che:
con decreto del Tribunale di Bologna in data 20 novembre 2015, la società è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al decreto legislativo n. 270 del 1999;
in tale contesto, il commissario straordinario ha avviato una procedura volta alla cessione a terzi dei complessi aziendali facenti capo a Demm, coerentemente con quanto previsto nel programma di amministrazione straordinaria della società ed in conformità con le applicabili disposizioni del decreto legislativo, invitando chiunque fosse interessato all'acquisto dei complessi aziendali a presentare manifestazioni d'interesse;
nel mese di marzo 2018 la multinazionale tedesca Certina holding, attraverso la propria controllata Svc Srl, ha formalmente presentato una manifestazione d'interesse vincolante per l'acquisto della Demm SpA, a seguito della quale si è avviata la fase di trattativa per raggiungere l'accordo sindacale indispensabile per il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda come prevede l'art. 2112 del codice civile e l'art. 47 della legge n. 428 del 1990;
nel corso delle trattative Certina holding ha manifestato alle rappresentanze sindacali la disponibilità della presa in carico di tutti e 191 i lavoratori a condizioni quali: azzeramento del premio preferiale di 1.400 euro all'anno; azzeramento del superminimo di 200 euro al mese; tagli a ferie e permessi e la cancellazione della mutua interna in essere dal 1948;
la distanza di merito tra le posizioni di Certina holding e quella delle rappresentanze sindacali ha determinato uno stallo che è proseguito anche nell'ultimo incontro tenutosi presso il Ministero dello sviluppo economico lo scorso 15 giugno;
i lavoratori e le lavoratrici che in questi anni, in termini di salario e retribuzioni, hanno già pagato e stanno pagando caramente le vicissitudini dell'azienda, in particolare a partire dalla gestione del gruppo Paritel, ora sarebbero chiamati a dover accettare di cancellare oltre 40 anni di accordi e conquiste frutto della contrattazione aziendale;
a fine luglio 2017 il Ministero ha prorogato la procedura di amministrazione straordinaria fino al 28 luglio 2018, data entro la quale si dovranno chiudere le trattative di vendita della Demm SpA;
la riduzione dei costi che Certina holding ha dichiarato di voler realizzare ricade interamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori;
l'intervento pubblico potrebbe risultare decisivo per il buon esito della trattativa e la delicatezza della situazione rende necessario un intervento straordinario del Ministero, che preveda incentivi straordinari;
la Regione Emilia-Romagna durante l'ultimo incontro tra le parti tenuto al Ministero il 15 giugno ha proposto un accordo per l'innovazione mettendo quindi a disposizione risorse per far sì che la vertenza possa concludersi positivamente per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e chiesto la cassa integrazione per i lavoratori, qualora ve ne fosse necessità;
il 28 giugno presso il Ministero si terrà un incontro forse decisivo per le sorti dell'azienda,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda farsi parte attiva, all'incontro del 28 giugno 2018, per l'individuazione di una soluzione alla crisi;
quali iniziative urgenti e incisive intenda mettere in campo per favorire la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare i 191 lavoratori attualmente occupati dalla Demm SpA.
(3-00032)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DE BONIS, LOMUTI, GALLICCHIO, PETROCELLI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
la Basilicata, con legge regionale 11 gennaio 2017, n. 1, e successive modificazioni, ha fissato la nuova disciplina in materia di bonifica integrale, irrigazione e tutela del territorio;
l'articolo 2, comma 1, stabilisce che, ai fini della pianificazione, realizzazione e gestione della bonifica, dell'irrigazione e della tutela e valorizzazione del territorio rurale, l'intero territorio regionale è classificato "di bonifica" e costituisce un unico comprensorio di bonifica, sul quale è istituito un unico "consorzio di bonifica della Basilicata";
l'importanza di tale organo si evince chiaramente dal disposto del successivo articolo 6, che sancisce le sue funzioni, tra le quali meritano particolare menzione l'elaborazione ed attuazione dei piani di riordino fondiario, la progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture civili strettamente connesse con le opere di bonifica e di irrigazione, la vigilanza sulle opere di bonifica e irrigazione, l'accertamento e la contestazione delle violazioni previste dalle disposizioni di polizia in materia di opere idrauliche e di bonifica, nonché all'erogazione delle relative sanzioni;
è bene inoltre ricordare che, ai sensi dell'articolo 5, al consorzio sono altresì attribuite funzioni nell'ambito della realizzazione di opere minori necessarie ai fini della bonifica che, ai sensi del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, e successive modifiche ed integrazioni, sono di competenza dei proprietari dei fondi e per loro obbligatorie. Difatti, ai sensi del comma 2 dell'articolo dell'art. 5, i proprietari possono affidare al consorzio l'esecuzione, la manutenzione e l'esercizio di tali opere ed altresì quelle di miglioramento fondiario volontario;
è pertanto evidente il ruolo strategico che tale ente riveste ai fini dello sviluppo e della corretta gestione del territorio della regione;
l'articolo 14 (commi da 3 a 5) della legge regionale stabilisce che il consorzio è costituito tra i proprietari degli immobili situati nell'ambito del perimetro di contribuenza di cui al comma 1, che la partecipazione al consorzio è obbligatoria e che la qualifica di consorziato si intende acquisita con l'iscrizione delle proprietà immobiliari nell'ambito del perimetro di contribuenza. Infine, l'articolo fissa le specifiche funzioni dei consorziati, che eleggono gli organi consortili, in conformità con la legge regionale e con lo statuto del consorzio, sono tenuti al pagamento dei contributi consortili ed esercitano tutte le attività e funzioni stabilite dalla presente legge e dall'ordinamento interno del consorzio;
considerato che:
come segnalato da molteplici quotidiani locali la gestione delle attività del consorzio ha difettato della trasparenza che dovrebbe caratterizzare l'andamento di tutti gli enti della pubblica amministrazione;
difatti, in vista delle prossime elezioni del 15 luglio, diverse organizzazioni di agricoltori indipendenti hanno richiamato l'attenzione su una serie di criticità che stanno caratterizzando la presentazione delle liste, lamentando in particolare la mancata pubblicazione sul sito del consorzio degli atti e dei documenti di riferimento;
a certificare tale mancanza vi è anche una perizia del Dipartimento di ingegneria elettrica e dell'informazione del Politecnico di Bari che, in data 11 giugno 2018, ha attestato l'assenza sul sito ufficiale del consorzio di informazioni riguardanti il procedimento elettorale, compresa l'assenza degli elenchi degli aventi diritto al voto e la presenza nella lista degli aventi diritto di soggetti deceduti. È stata inoltre constatata un'altra grave inadempienza, ossia la mancata pubblicazione dello statuto. Ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale n. 1 del 2017, esso deve essere obbligatoriamente pubblicato anche sul sito internet del consorzio;
la legge 18 giugno 2009, n. 69, e successive modificazioni, che fissa disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile, all'articolo 32, rubricato "Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea", stabilisce, al comma 5, che a decorrere dal 1° gennaio 2011 e, nei casi di cui al comma 2, dal 1° gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale,
si chiede di sapere quali misure di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, democraticità e buon andamento nell'ambito della gestione del consorzio di bonifica della Basilicata.
(4-00253)
DE POLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
i decreti legislativi n. 155 e n. 156 del 2012, volti a riorganizzare la geografia giudiziaria e garantire maggior efficienza agli uffici giudiziari, hanno comportato vari provvedimenti tra cui la chiusura del Tribunale di Bassano del Grappa (accorpato a quello di Vicenza), peggiorando notevolmente lo stato della giustizia nel Veneto e allungando considerevolmente i tempi dei procedimenti civili presso il Tribunale di Vicenza;
l'obiettivo dichiarato di maggiore efficienza e minor spesa per lo Stato si è tradotto, nel caso del Tribunale di Bassano, in nuovi costi dovuti al mancato utilizzo dell'immobile destinato a divenire la nuova sede del presidio giudiziario costato alla collettività 12 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti altri 8 milioni di euro per il completamento della " cittadella della giustizia";
la zona pedemontana non è esente da riciclaggio di introiti illeciti dovuti all'attività della criminalità organizzata che si sta infiltrando pericolosamente anche in Veneto e la presenza di un Tribunale della pedemontana potrebbe contrastare efficacemente le gravi conseguenze di azioni criminali sempre più spregiudicate;
considerato inoltre che gli investitori e le imprese, soprattutto le multinazionali, si insediano e investono in ragione dell'efficienza, efficacia e rapidità della giustizia civile, l'eventuale costituzione di un Tribunale dell'area pedemontana gioverebbe, dal punto di vista economico, ad un bacino di utenza di centinaia di migliaia di persone
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza per mantenere un presidio giudiziario a Bassano del Grappa e agevolare la costituzione di un Tribunale della pedemontana che abbia come ambito di operatività i comuni delle province di Vicenza, Padova e Treviso, tenuto conto dell'importanza del ruolo della giustizia, in particolare quella civile, nel sistema economico di una regione altamente produttiva come quella del Veneto.
(4-00254)
RAUTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
da tempo oramai le strade provinciali del mantovano (non solo le arterie secondarie, ma anche i tratti di lunga percorrenza e di importanza strategica per molteplici settori dell'economia territoriale e nazionale) versano in uno stato drammatico causato da anni di incuria e di assenza totale di manutenzione, dovuta anche alla progressiva riduzione dei trasferimenti finanziari dallo Stato centrale agli enti territoriali;
per far fronte a tale situazione, che riguarda la maggior parte delle province italiane, la legge di bilancio per il 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205), all'articolo 1, comma 1076, ha autorizzato la spesa di 120 milioni di euro per il 2018 e di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023, somme destinate al finanziamento di interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e di Città metropolitane;
il comma 1077 ha rinviato ad un apposito decreto ministeriale, da emanare previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, la definizione dei criteri e delle modalità per l'assegnazione e l'eventuale revoca delle risorse stanziate, anche sulla base della consistenza della rete viaria, del tasso di incidentalità e della vulnerabilità rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico;
considerato che:
il decreto ministeriale 16 febbraio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 2018, n. 100, è stato emanato e, pertanto, è ora disciplinato il finanziamento degli interventi ed è stata ripartita la somma complessiva di 1.620 milioni di euro stanziata con la legge di bilancio;
tali risorse verranno trasferite alle Province e alle Città metropolitane interamente per ciascuna annualità, secondo il piano di riparto allegato al medesimo decreto, dopo l'approvazione dei programmi articolati per ciascuna annualità di finanziamento;
il programma per l'annualità 2018, che deve contenere un cronoprogramma dell'iter attuativo e della realizzazione degli interventi che preveda quale termine temporale ultimo la data del 31 marzo 2019, doveva essere trasmesso alle Direzioni generali per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro il termine di 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto;
tenuto conto che:
la Provincia di Mantova (per la quale è stato assunto complessivamente l'impegno finanziario pluriennale di 13.671.499,27 euro, con una prima tranche per il 2018 di 1.012.703,65 euro) ha provveduto a trasmettere la documentazione relativa all'annualità 2018 il 7 maggio 2018;
il progetto per il quale è stato chiesto il finanziamento concerne interventi di manutenzione straordinaria della rete viaria limitatamente ai seguenti comuni: Suzzara, Ponti sul Mincio, Viadana, Moglia, Ceresara, Mantova, Porto Mantovano e Marmirolo;
le risorse che saranno erogate consentiranno di impostare una prima programmazione pluriennale che, benché gravemente insufficiente, costituisce comunque un passaggio fondamentale per affrontare la situazione emergenziale;
si tratta, infatti, di lavori estremamente urgenti volti a ripristinare le condizioni di sicurezza stradale e a salvaguardare l'incolumità pubblica e privata in zone dove da anni si sta intervenendo in modo non strutturale e non di sistema (data anche la cronica mancanza di fondi) ma con misure tampone del tutto inefficaci che non solo non risolvono la situazione ma finiscono con l'aggravarla, aumentando i disagi per i cittadini e limitando enormemente il diritto alla mobilità;
a causa del cattivo stato e dell'irregolarità della pavimentazione stradale, infatti, sono sempre più numerosi gli incidenti e i danni alle autovetture o ai camion circolanti, con la conseguenza che i Comuni sono costretti ad emanare ordinanze per disporre la chiusura di tratti stradali divenuti pericolosi e ad introdurre limiti di velocità particolarmente stringenti (come sull'ex statale Goitese e sulla strada statale Romana), con inevitabili ripercussioni negative sul traffico urbano ed extraurbano che viene, così, ulteriormente congestionato,
si chiede di sapere:
quale sia lo stato effettivo di avanzamento delle procedure di erogazione dei finanziamenti con riferimento all'annualità 2018;
se, alla luce anche dell'aggravarsi dello stato del manto stradale, in seguito alle eccezionali piogge della primavera 2018, il Ministro in indirizzo non ritenga necessario attivarsi al fine di incrementare lo stanziamento, già nei prossimi provvedimenti utili quali il disegno di legge di bilancio per il 2019, per la riqualificazione delle reti viarie provinciali;
se non ritenga opportuno promuovere, per quanto di sua competenza, la conclusione di un accordo di programma, ai sensi dell'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, tra i soggetti interessati, per la definizione di un progetto condiviso di interventi pluriennali cofinanziati.
(4-00255)
VITALI - Al Ministro della salute - Premesso che:
l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), a seguito di lunga attività consultiva nell'ambito della propria commissione tecnico-scientifica, in data 31 marzo 2016 pubblicava la determinazione n. 458, relativa alle modalità di attuazione della normativa in tema di "Equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti principi attivi";
a seguito delle numerose critiche evocate dalle case farmaceutiche avverso detta determinazione, dirette in particolar modo all'operato della commissione, l'AIFA provvedeva a sospenderne temporaneamente gli effetti, attraverso la determinazione di sospensione n. 697 del 19 maggio 2016, per avviare una fase di confronto con le aziende stesse al fine di verificare la possibilità di un perfezionamento del documento e della relativa metodologia di valutazione dell'equivalenza terapeutica;
la sospensione era stata motivata dall'esigenza di consentire approfondita attività di riesame tecnico della precedente determinazione n. 458;
in data 20 dicembre 2016, il direttore generale dell'Agenzia, Mario Melazzini, che aveva precedentemente ricoperto il ruolo di presidente del medesimo ente, a seguito della valutazione dell'istruttoria conseguente alla determinazione di sospensione, revocava definitivamente la determinazione n. 458 con determinazione di revoca n. 1571;
la revoca è stata motivata dalla chiara esigenza di "provvedere ad una ridefinizione della procedura" di applicazione dell'art. 15, comma 11-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni e integrazioni, rendendola conforme, mediante la ridefinizione di criteri quanto più possibile oggettivi;
il giudizio espresso nella motivazione appare definitivo quanto pesante: il lavoro svolto dalla commissione tecnica non è tecnicamente consistente, i criteri sono aleatori e vanno, pertanto, riscritti;
considerato che, per quanto a conoscenza dell'interrogante, nel corso di una delle più complicate crisi politiche e istituzionali della Repubblica, in totale assenza di qualsivoglia forma di indirizzo da parte del Ministero della salute, oltre che con un Governo dimissionario in carica, in data 23 maggio 2018, la direzione generale dell'AIFA sorprendentemente ha cambiato diametralmente opinione, tanto da pubblicare la determinazione n. 818 i cui contenuti e criteri di definizione dell'equivalenza terapeutica sono esattamente gli stessi già presenti nella precedente determinazione n. 458, ritenuti non rispondenti alla legge e non oggettivi, tanto da indurre la stessa AIFA alla sospensione prima e alla revoca poi della medesima,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti, come li valuti e quali iniziative intenda, eventualmente, porre in essere;
quali siano gli eventuali risvolti economici, anche conseguenti a probabili contenziosi, derivanti dalla situazione descritta e come sia tecnicamente e giuridicamente giustificabile una simile inversione di rotta da parte della direzione generale dell'AIFA;
se non ritenga di dover procedere all'immediata individuazione di una nuova governance dell'AIFA, non solo per addivenire a scelte coerenti e consistenti sul piano tecnico, ma anche per evitare che l'attività amministrativa come operata dall'ente venga tacciata di incoerenza in caso di probabile contenzioso, con tutti i rischi che ne deriverebbero.
(4-00256)
QUAGLIARIELLO - Al Ministro dell'interno - Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante:
in un articolo del quotidiano "la Verità", a firma di Giacomo Amadori, pubblicato sul sito "infosannio" il 2 marzo 2018, dal titolo "Politici in procura per denunciare l'uomo di etruria che li spiava", si riferisce di un interrogatorio ufficiale davanti ai magistrati di Prato di un certo Giuliano Michelucci;
Michelucci, arrestato nel 2016 su ordine della Procura di Prato, millantando di essere agente dei servizi segreti, ha premesso nel corso dell'interrogatorio di non appartenere all'intelligence, ma di aver svolto sin dagli anni '80 un "continuativo ruolo informativo" per uno 007 di nome Silvio Baldascini e di avergli riferito "informazioni riservate" su Pierluigi Boschi, padre del Sottosegretario pro tempore alla Presidenza del Consiglio dei ministri Maria Elena Boschi;
durante l'interrogatorio, Michelucci a domanda avrebbe dichiarato di avere fornito ai servizi segreti informazioni su esponenti politici italiani, "fra cui l'Onorevole Carlo Giovanardi di Modena, in relazione a una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto la Baraldi spa, senza sapere che utilizzo ne sia stato fatto";
la vicenda giudiziaria cui fa riferimento Michelucci vede l'ex sen. Carlo Amedeo Giovanardi, attualmente come allora, nella semplice veste di indagato in un'indagine della Direzione investigativa antimafia di Bologna, indagine che è stata condotta per mezzo di intercettazioni telefoniche e indirettamente ambientali, pedinamenti e monitoraggi dell'attività parlamentare, e specificamente delle opinioni ripetutamente espresse da Giovanardi nel corso della XVII Legislatura in interpellanze, interventi in 2ª Commissione permanente (Giustizia) e nell'Aula del Senato, e nella Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, senza alcuna preventiva richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza (ossia il Senato della Repubblica);
l'indagine è peraltro ferma in attesa di pronuncia della Corte costituzionale sull'utilizzo delle intercettazioni ad un parlamentare ottenute senza autorizzazioni preventive;
si consideri ulteriormente che Michelucci risulterebbe socio di due soggetti già oggetto di puntuale segnalazione da parte di Giovanardi alla Procura della Repubblica di Modena, essendosi gli stessi qualificati ripetutamente presso la Prefettura di Modena e presso numerosi imprenditori emiliani come agenti dei servizi segreti e di essere in grado, in cambio di denaro, di ottenere provvedimenti amministrativi di riammissione nelle "white list" di aziende escluse a seguito di interdittive antimafia,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per far luce su questa inquietante vicenda, dalla quale risulterebbe un'attività di dossieraggio attuata da soggetti pluri-indagati, che si dichiarano informatori dei servizi, con metodologie che vedono violate le norme costituzionali a difesa della riservatezza e dell'attività di un senatore nell'esercizio delle sue funzioni, con grave nocumento della stessa istituzione parlamentare.
(4-00257)
NASTRI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
la galleria del ponte di ferro di Omegna (Verbano Cusio Ossola), che consente a chi proviene da Gozzano, comune della provincia del novarese, diretto verso il piccolo comune di Gravellona (Verbano Cusio Ossola), di evitare il centro di Omegna, necessita di interventi urgenti al fine di migliorare le condizioni complessive in termini di sicurezza per la viabilità del tratto interessato;
al riguardo l'interrogante evidenzia come il sistema d'illuminazione risulti malfunzionante; l'impianto di ventilazione della galleria appare inoltre inefficiente a garantire la percorrenza dei numerosi automobilisti e motociclisti, che specie nel periodo estivo fruiscono del tratto di strada, con negative ripercussioni causate dal ristagno del gas di scarico;
sebbene la competenza per la messa in sicurezza della galleria di Omegna sia in parte della Provincia di Verbano Cusio Ossola, l'interrogante evidenzia come sia la Regione Piemonte che l'Anas non abbiano adottato alcuna significativa iniziativa, finalizzata al superamento delle condizioni di criticità, per adeguare la percorrenza in termini di efficienza e sicurezza stradale, con la conseguenza che il Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (Spresal) della ASL competente, a seguito di un verbale negativo, ha deliberato la chiusura della galleria nella giornata del 20 giugno 2018, che causerà lo spostamento del traffico, in particolare quello dei mezzi pesanti, verso il centro di Omegna;
l'interrogante rileva altresì come, in occasione degli imminenti eventi estivi in programmazione per i mesi di luglio e agosto (giro d'Italia femminile e feste patronali dei comuni interessati), le conseguenze causate dalla chiusura della galleria di Omegna, non soltanto dal punto di vista del peggioramento del sistema della viabilità, ma anche nell'ambito del tessuto economico e sociale dei comuni coinvolti, rischiano di ripercuotersi negativamente in maniera penalizzante;
risulta pertanto urgente e necessario, conoscere con esattezza quali siano le condizioni effettive del tratto stradale e in particolare di quali risorse economiche necessitino, al fine di migliorare le condizioni attuali della galleria, che secondo gli amministratori locali appaiono essere emergenziali,
si chiede di sapere:
se le condizioni complessive della galleria siano effettivamente precarie e insufficienti in termini di sicurezza e di viabilità;
quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere, anche nei confronti dell'Anas, al fine di incrementare i livelli di sicurezza del tratto stradale, anche attraverso interventi in grado di finanziare progetti finalizzati a migliorare le condizioni della rete viaria.
(4-00258)
URSO - Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
grazie al progetto Trans Adriatic pipeline (TAP) sarà costruito un gasdotto che trasporterà gas naturale dalla regione del mar Caspio in Europa, collegando il Trans Anatolian pipeline (TANAP) alla zona di confine tra Grecia e Turchia, attraverso la Grecia settentrionale, l'Albania e l'Adriatico per approdare sulla costa meridionale italiana e collegarsi alla rete nazionale;
dal 2020 costituirà il collegamento più diretto ed economicamente vantaggioso alle nuove risorse di gas dell'area del mar Caspio, aprendo il corridoio meridionale del gas, una catena del valore del gas lunga 4.000 chilometri, uno dei più vasti e complessi progetti infrastrutturali mai realizzati al mondo, destinato a trasportare, per la prima volta in assoluto, circa 10 miliardi di metri cubi di gas naturale dal giacimento di Shah Deniz (mar Caspio) all'Europa;
ciò rafforzerà la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la sicurezza del sistema gas italiano ed europeo, resasi quanto mai necessaria dopo la crisi del triennio 2006-2009, che ha portato i Paesi europei a ridurre la dipendenza del gas russo promuovendo nuovi collegamenti diretti ai giacimenti dell'Asia centrale;
ove non si realizzasse il TAP, sarebbe la Germania ad approfittarne, avvantaggiata dal parallelo accordo "Nord Stream" con la Russia;
sono in scadenza, nel 2019, i contratti con l'Algeria per l'acquisto di gas che oggi assicurano forniture a lungo termine per 35 miliardi di metri cubi di gas e non si sa se saranno rinnovati e in che misura;
a maggior ragione il TAP consentirà di alleggerire la posizione di dipendenza europea dal mercato russo (dal quale l'Italia importa circa 100 milioni di metri cubi al giorno nei periodi più freddi) e di calmierare i prezzi scongiurando possibili aumenti in bolletta, riducendo il differenziale di prezzo all'ingrosso tra il gas italiano e quello del nord Europa;
secondo quanto riferito da diverse agenzie di stampa, alcuni Ministri del Governo in carica avrebbero dichiarato l'inutilità del citato corridoio del gas;
le infrastrutture tutte, e quelle energetiche in particolare, sono fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese e occorre continuità e coerenza nelle scelte politiche indipendentemente da chi faccia parte del Governo in carica,
si chiede di sapere:
quale siano gli orientamenti del Governo in merito al futuro del progetto Trans Adriatic pipeline (TAP) per la realizzazione del gasdotto che trasporterà gas naturale dalla regione del mar Caspio direttamente in Europa, permettendo all'Italia di diversificare le fonti di approvvigionamento, sopperire alla probabile riduzione dell'approvvigionamento dall'Algeria e ridurre la dipendenza dalla Russia, anche alla luce delle contraddittorie dichiarazioni di esponenti del Governo stesso e della mancanza di ogni indicazione in merito da parte del "contratto di governo" ed in considerazione dell'imminente visita di Stato in Azerbaijan del Presidente della Repubblica italiana;
se sia vero che, essendo previsto da un accordo internazionale tra Italia, Grecia ed Albania, il progetto TAP non è revocabile;
se il Ministro in indirizzo, in vista della scadenza dei contatti di approvvigionamento con l'Algeria, pensi di rinnovarli e a quali condizioni.
(4-00259)
GASPARRI, BATTISTONI - Al Ministro della giustizia - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
il 17 giugno 2018 alcuni agenti della Polizia penitenziaria di Viterbo sono stati aggrediti da un detenuto;
il detenuto proverrebbe dal gruppo che qualche giorno prima aveva organizzato una sommossa nel carcere di Ariano Irpino (Avellino);
risulterebbero 13 dall'inizio dell'anno le aggressioni a danno di agenti nel carcere "Mammagialla";
nel carcere sono destinati numerosi soggetti problematici allontanati da altri istituti e nello stesso carcere ci sarebbe un sovraffollamento di circa 150 detenuti;
gli agenti, nel corso di una visita effettuata dal primo firmatario del presente atto nei mesi scorsi, hanno lamentato una carenza infrastrutturale e la mancanza di protezioni che li tutelino da eventuali sommosse;
il personale, inoltre, non ha gli strumenti per la gestione dei detenuti psichiatrici in misura di sicurezza;
l'arrivo della stagione estiva e la conseguente riduzione del personale, oltre allo stato dei detenuti, complicherà ulteriormente le difficoltà degli agenti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda avviare una verifica dell'attuale situazione del carcere di Viterbo, al fine di appurare eventuali problemi di sovraffollamento, lo stato dell'impianto e degli elementi di sicurezza per gli agenti;
se non intenda provvedere comunque ad una riduzione del numero dei detenuti così da rendere meno difficile l'attività di gestione da parte degli agenti.
(4-00260)
DE POLI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
per la viabilità dell'area tra Este e Montagnana (Padova) in Veneto risulta inderogabile ed urgente portare a completamento la strada regionale 10 "Padana inferiore", importante asse viario e di collegamento interregionale;
il progetto prevede la realizzazione della tratta in nuova sede tra Carceri (Padova) e Legnago (Verona), con gestione della tratta complessiva di circa 41 chilometri, con origine dal raccordo ovest della rotatoria presso lo svincolo di Legnago nord sulla strada statale 434 Transpolesana, fino ai raccordi di incrocio con la strada statale 16, in comune di Monselice (Padova). Nel tratto da completare, la nuova strada regionale 10 si estende nella provincia di Padova per circa 17,9 chilometri e nella provincia di Verona per circa 4,8 chilometri;
la scelta di far realizzare l'opera in concessione ad un'associazione temporanea di imprese privata per 38 anni di gestione, in cambio del pedaggio come ammortamento dei costi, ha rallentato notevolmente la sua costruzione a causa della diminuzione negli ultimi anni del traffico, non garantendo, pertanto, il rientro dell'investimento;
nel 2007 è stato inaugurato uno stralcio della strada regionale 10 da Monselice a Carceri, lasciando di fatto il territorio da Carceri a Montagnana non servito; inoltre, l'apertura nel 2014 di un unico ospedale sito nella frazione di Schiavonia a Monselice e la conseguente soppressione delle 4 strutture di Este, Monselice, Conselve e Montagnana ha evidenziato ancor di più l'inadeguatezza delle infrastrutture e la necessità di una via di comunicazione che consenta di raggiungere in modo sostenibile e agevole l'unica struttura sanitaria;
la Regione Veneto, pur riconoscendo la vitale importanza di tale infrastruttura, anche per lo sviluppo economico di un'area che ha spesso sofferto di marginalità, non ha ancora chiuso la procedura di affidamento senza la quale non è possibile attribuire la progettazione a Veneto strade;
la ditta Maltauro, concessionaria dell'opera, non avrebbe ancora firmato il contratto;
nella XVII Legislatura, il Ministro pro tempore delle infrastrutture e dei trasporti è stato già interpellato con analoghi atti di sindacato ispettivo 4-08437, pubblicato il 27 novembre 2017, e nella XVIII Legislatura 4-00090, pubblicato il 29 maggio 2018;
considerato che, a seguito dell'accordo stipulato tra Veneto strade e Anas per rafforzare la reciproca collaborazione in materia di infrastrutture viarie e per promuovere e garantire la migliore fruibilità della rete stradale in Veneto, Anas sarà socio al 51 per cento di Veneto strade SpA consentendo, con iniezioni di liquidità, il completamento dell'opera,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno ed urgente disporre congrue verifiche nell'ambito dei suoi poteri, valutando eventualmente la possibilità di revocare la concessione e riprendere in considerazione il progetto preliminare già commissionato in passato da Veneto strade e approvato in sede di valutazione impatto ambientale, al fine sbloccare in tempi certi e brevi tutte le procedure che stanno impedendo la realizzazione di un'opera strategicamente vitale per lo sviluppo della bassa padovana.
(4-00261)
ZAFFINI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:
alla fondazione teatro dell'Opera di Roma sono state applicate le norme di cui al decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112 (cosiddetta legge Bray), relative al risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche che versano in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale;
in particolare, l'articolo 11 disciplina il procedimento per ristrutturare il debito delle fondazioni;
i bilanci consuntivi 2014, 2015 e 2016 del teatro dell'Opera sono stati chiusi in pareggio di esercizio, ma con un aumento del debito della fondazione di rispettivamente 44, 54 e 53 milioni di euro, in violazione della norma di cui al comma 1, lett. d), dell'articolo 11 citato, che vieta il ricorso ad un nuovo indebitamento;
come evidenziato dalla relazione del commissario straordinario del Governo sul monitoraggio semestrale dello stato di attuazione dei piani di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche, la fondazione dell'Opera di Roma ha usufruito di un prestito di 25 milioni di euro per il risanamento del proprio debito;
la medesima relazione mostra una gestione non in linea con gli obiettivi di risanamento, evidenziando che dall'analisi effettuata risulta che «gli elevati costi di produzione (6,48 Mln) conducono ad un margine di produzione negativo (-1,68 Mln di euro)», che «anche il margine per posto disponibile, di conseguenza, è negativo per 3,4 euro», e che «rimane critico il livello dello stock debitorio»;
all'atto dell'insediamento dell'attuale gestione del teatro dell'Opera di Roma, sullo stesso gravava un'esposizione debitoria pari a 33 milioni di euro che, a fronte dei 25 milioni di euro ricevuti per il risanamento, avrebbe dovuto diminuire a circa 8 milioni;
nei richiami conclusivi e implicazioni per le azioni di risanamento, il commissario straordinario afferma che «è pure improcrastinabile intervenire per attenuare l'eccessiva rigidità che vede, ad esempio, i costi del personale stabili o addirittura in aumento», laddove, invece, la fondazione teatro dell'Opera di Roma ha elargito promozioni ed aumenti di stipendio;
sempre nel medesimo capitolo della relazione il commissario afferma che «sono quindi della massima urgenza interventi su tale terreno che producano risultati già evidenti nel corso del primo semestre 2018»;
ad oggi, vale a dire alla fine del primo semestre 2018, la fondazione non ha attuato alcuna delle indicazioni fornite dal commissario;
risulta all'interrogante che il teatro dell'Opera di Roma non abbia ricevuto l'approvazione dell'estensione del piano di risanamento, fatto che impedisce all'ente di continuare a rientrare tra le fondazioni al cui risanamento si applicano le norme della legge Bray;
dal bilancio a consuntivo dell'anno 2016 risulta, inoltre, che i debiti tributari dello stesso ente siano saliti a 12,1 milioni di euro, con un aumento di 8,5 milioni di euro in un solo anno per il mancato versamento dell'Irpef ai lavoratori,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario esercitare il compito di vigilanza spettante al Ministero, assumendo iniziative per verificare la reale situazione debitoria della fondazione e accertare le responsabilità della governance dell'ente;
a che cosa siano state destinate le somme citate risultanti dal mancato versamento dell'Irpef ai lavoratori, e se non ritenga che l'eventuale rateizzazione del corrispondente debito della fondazione, che comporterà costi più elevati, non costituisca un danno erariale.
(4-00262)
Interrogazioni, da svolgere in Commissione
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente:
11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale):
3-00033, della senatrice Bellanova, sul possibile licenziamento di parecchi lavoratori della "Progetto Vendita" in Salento;
3-00034, del senatore Taricco ed altri, sul futuro dell'azienda Ilva e dei suoi dipendenti, a Taranto e in Piemonte.