Legislatura 17ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 109 del 25/05/2016
Azioni disponibili
AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª)
MERCOLEDÌ 25 MAGGIO 2016
109ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Amendola.
La seduta inizia alle ore 9.
IN SEDE REFERENTE
(2407) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo istitutivo della Banca asiatica per gli investimenti in infrastrutture, con Allegati, fatto a Pechino il 29 giugno 2015, approvato dalla Camera dei deputati
(Esame e rinvio)
Il relatore PEGORER (PD) ricorda che la Commissione è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera, recante la ratifica dell'Accordo istitutivo della Banca asiatica per gli investimenti in infrastrutture.
Questa nuova istituzione finanziaria, istituita il 29 giugno 2015 con la firma a Pechino da parte dei delegati di 50 Paesi aderenti, ha il compito di promuovere lo sviluppo economico dell'Asia, attraverso investimenti in infrastrutture, in particolare mediante operazioni di sostegno finanziario – prestiti, partecipazioni al capitale e garanzie – nei settori dell'energia, dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture rurali e della logistica urbana.
Tra gli Stati fondatori, oltre ovviamente a molti Paesi asiatici, ci sono quattordici Paesi dell'Unione europea (tra cui Regno Unito, Francia e Germania), Svizzera, Norvegia e Islanda e poi tre Paesi extra-europei (Brasile, Egitto e Sud Africa). Non hanno invece aderito alla nuova istituzione finanziaria tra gli altri, gli Stati Uniti e il Giappone, promotori nel 1966 dell'Asian Development Bank. Lo Statuto della nuova Banca asiatica prevede una collaborazione con le altre banche di sviluppo multilaterali, soprattutto, con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca europea per gli investimenti, la Banca mondiale e anche la stessa Asian Development Bank.
La nuova Banca, che ha sede a Pechino e sta avviando in questi mesi le proprie attività, avrà inizialmente a disposizione un capitale di 100 miliardi di dollari, di cui il 20 per cento versato. Ai Paesi asiatici è riservata una quota del 75 per cento del capitale. Le quote di partecipazione dei singoli Paesi sono state determinate mediante una formula che fa riferimento al prodotto interno lordo, all'interno di ciascuna area regionale. Il maggiore azionista è ovviamente la Cina, seguita da India e Russia. L'Italia è il quinto sottoscrittore tra i Paesi non asiatici, dopo Germania, Francia, Brasile e Regno Unito.
L'Accordo istitutivo, composto da un preambolo, da 60 articoli e da due allegati, disciplina - fra gli altri - scopo e funzioni dell'istituzione (capitolo I), gli aspetti relativi al capitale (capitolo II), alle operazioni (capitolo III), alle finanze (capitolo IV), alla struttura di governo (capitolo V), ai privilegi e allo status dei dirigenti e dei dipendenti (capitolo IX).
Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli.
Da segnalare è soprattutto l'articolo 3, che riguarda la quota di partecipazione del nostro Paese. Tale quota è pari a 2,57 miliardi di dollari, di cui il 20 per cento deve essere versato. Il disegno di legge autorizza pertanto il Ministero dell'economia e delle finanze ad effettuare le necessarie operazioni per la copertura finanziaria degli oneri previsti, che sono complessivi 515 milioni di euro, di cui 206 per l'anno 2016 e 103 per ciascun anno dal 2017 al 2019.
Segnala che durante l'esame alla Camera dei deputati sono stati approvati alcuni emendamenti, di natura essenzialmente tecnico-contabile, e alcuni ordini del giorno.
Alcuni deputati avevano infatti paventato il rischio che la partecipazione italiana alla Banca potesse rappresentare una minaccia alla nostra sovranità o una delega in bianco rispetto alle politiche che la banca adotterà per la selezione dei progetti sui cui investire.
Accogliendo alcuni ordini del giorno, il Governo si è dunque impegnato a vigilare sulla destinazione dei fondi che affluiranno alla banca, informando in merito il Parlamento. Nell'ambito della partecipazione alle decisioni sulle principali politiche operative e finanziarie della Banca, il Governo dovrà anche sostenere, ove possibile, il finanziamento di progetti che privilegino l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili e la riduzione dell'impatto antropico, nell'ottica del modello dell'economia circolare.
In realtà l'adesione del nostro Paese all'istituto potrebbe costituire una scelta strategica importante, anche con riferimento al nuovo quadro finanziario globale, segnato dal moltiplicarsi dei soggetti e dal superamento degli Accordi di Bretton Woods, oltre che significativa opportunità per inserirsi nelle nuove rotte commerciali che si aprono verso l'Oriente, sulla cosiddetta "nuova via della seta".
Per l'Italia si tratta inoltre di rafforzare ulteriormente i rapporti economici con la Cina, tenuto conto anche della forte intensificazione del ritmo di crescita, negli ultimi anni, degli investimenti cinesi in Italia, che interessano ormai aziende importanti come Terna, Saipem, ENI, Enel, Telecom Italia e FCA, solo per citarne alcune. Tra gli obiettivi di medio e lungo periodo dell'adesione italiana si possono annoverare le opportunità offerte per l'internazionalizzazione delle nostre imprese e la partecipazione a gare d'appalto per i progetti finanziati dalla Banca.
In quanto azionista della Banca asiatica per gli investimenti in infrastrutture, l'Italia parteciperà alle riunioni degli organi di governo della Banca, nei quali sarà rappresentata dal Ministro dell'economia, e potrà disporre di un proprio rappresentante nel board dell'istituzione, avendo dunque la possibilità di prendere parte attiva nei processi decisionali della nuova struttura.
Il Governo fa presente che una rapida ratifica della nostra partecipazione alla Banca consentirebbe al nostro Paese di essere rappresentato, con diritto di voto, già alla prima riunione del Consiglio d'amministrazione, che è prevista per il prossimo 25 giugno. La ratifica in tempi brevi consentirebbe al nostro Paese di avvalersi dei vantaggi riservati ai soci fondatori, ovvero un'attribuzione di 600 ulteriori voti, rispetto a quelli derivanti dalla partecipazione azionaria in senso stretto. Inoltre consentirebbe al nostro Paese di poter partecipare alla definizione dei vertici della struttura di governance, in particolare del Direttore esecutivo e dei Vice Direttori.
Il presidente CASINI ricorda l'importanza di una rapida approvazione del provvedimento in esame, in vista della scadenza, ricordata dal relatore, del 25 giugno. Propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno a lunedì 6 giugno, ore 12.
La Commissione conviene.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno 2016, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 300)
Schema di decreto ministeriale concernente la tabella relativa agli enti a carattere internazionalistico ammessi al contributo annuale ordinario dello Stato per il triennio 2016-2018 (n. 301)
(Pareri al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n . 448, e dell'articolo 1, comma 2, della legge 28 dicembre 1982, n. 948. Esame congiunto con esiti distinti. Parere favorevole sull'Atto n. 300. Parere favorevole con condizione sull'Atto n. 301)
La relatrice FATTORINI (PD) illustra gli schemi di decreto ministeriale in esame, che riguardano i contributi che il Ministero degli esteri stanzia a favore di istituti e fondazioni che svolgono attività di ricerca in ambito internazionalistico, assegnati sulla base di una programmazione triennale.
Sottolinea che la Commissione, essendo terminato il periodo di programmazione 2013-2015, deve valutare due diversi provvedimenti: la tabella di programmazione per il triennio 2016-2018 e poi il riparto dello stanziamento per il 2016, che ovviamente costituisce la prima attuazione del nuovo ciclo di programmazione triennale.
Per quanto riguarda la tabella che individua gli enti che beneficeranno dei contributi per il triennio 2016-2018, come si legge nella relazione governativa che accompagna lo schema di decreto, la revisione è stata compiuta considerando "le attività svolte e programmata degli enti, i settori di attività e le aree di interesse, le strutture e i bilanci, le capacità di inserimento in reti di rapporti internazionali". Sulla base di questi criteri il Ministero, rispetto alle 31 richieste avanzate, ha ammesso ai contributi 17 enti: ISPI; IAI; SIOI; CESPI; Comitato Atlantico; Fondazione De Gasperi; Aspen Institute Italia; Forum per i problemi della pace e della guerra; Centro studi americani; CIPMO, Centro italiano per la pace in Medio oriente; Circolo studi diplomatici; CIME, Consiglio italiano per il Movimento europeo; Archivio disarmo; Fondazione Magna Carta; Istituto internazionale di Diritto umanitario (che per un errore materiale della relazione governativa non è presente nell'elenco); Reset e TWAI- Torino World Affairs Institute.
I primi 15 enti elencati erano ricompresi anche nella tabella precedente. Sono quasi tutti enti conosciuti. Alcuni, come l'ISPI o lo IAI, rappresentano un'eccellenza del panorama dei nostri centri di ricerca non universitari. Altri enti sono meno noti, e non sono concentrati esclusivamente o prioritariamente sulle tematiche della politica estera.
Gli ultimi due enti, Reset e TWAI, sono stati inseriti per la prima volta, anche se nell'ultimo triennio hanno già goduto di contributi per singoli progetti. Il centro studi TWAI è un ente nato nel 2009, che - come si legge nella relazione del Governo - "si è specializzato nelle questioni relative ai grandi paesi emersi dell'Asia e realizza, sia a livello pubblicistico che seminariale, iniziative di elevato livello".
Degli enti che figuravano nella Tabella 2013-2015 ci sono 3 esclusioni.
La prima, quella dell'IPALMO, è giustificata dal fatto che l'Istituto, dopo una lunga fase di difficoltà, non esiste più.
Sono stati poi esclusi l'Istituto di Alti studi in Geopolitica e Scienze Ausiliari e, soprattutto, la Fondazione Lelio e Lisli Basso.
Quest'ultima decisione, in particolare, suscita parecchie perplessità. La Fondazione Basso, infatti svolge una intensa attività convegnistica e di ricerca, e dal 2007 realizza un prezioso strumento - unico in Italia - che è l'"Osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali". Questo Osservatorio, in tre lingue e consultabile via internet, documenta, analizza e commenta la normativa europea, la giurisprudenza delle Corti europee e delle Corti nazionali, gli atti e le risoluzioni del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa, tutti classificati secondo gli articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, di cui si può così conoscere l’effettivo impatto. La Fondazione continua anche la sua lunga tradizione di uno sguardo che non si limita alle elaborazioni che provengono dal mondo diplomatico, accademico e politico tradizionale, a partire dall'esperienza del Tribunale permanente dei Popoli.
Propone dunque ai colleghi, in sede di parere, di segnalare al Ministero l'opportunità di ripensare a questa esclusione.
Passa quindi ad analizzare il secondo schema di decreto sottoposto all'esame della Commissione, che riguarda lo stanziamento dei fondi per il 2016.
Le risorse complessive, assegnate dalla legge di stabilità dello scorso anno sul capitolo di spesa corrispondente (n.1163), sono pari a circa 1 milione e 400 mila euro (per l'esattezza 1.405.108). Le risorse sono sostanzialmente analoghe a quelle del 2015, e si conferma dunque la tendenza degli ultimi anni ad una disponibilità di fondi notevolmente inferiore rispetto al passato (pensiamo che nel 2006 gli stanziamenti ammontavano ad oltre 6 milioni di euro).
Una parte consistente di questi fondi, e cioè 600 mila euro, sono attribuiti, come lo scorso anno, alla Società Dante Alighieri, ente finalizzato alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Su questo punto occorre una duplice riflessione. Da un lato si segnala con soddisfazione che la Società Dante Alighieri non subisce decurtazioni dei suoi fondi, come del resto sempre richiesto dalla Commissione esteri. Dall'altro si rileva che non si vede ancora realizzato l'impegno, assunto dal Governo dopo numerose sollecitazioni della Commissione, da ultimo nel gennaio di quest'anno, a destinare al finanziamento della Società Dante Alighieri un capitolo di bilancio più idoneo, evitando che esso continui invece ad essere incluso, in modo improprio, nei fondi in discussione.
Le risorse residue, pari a circa 800 mila euro, sono assegnate agli enti internazionalistici con una suddivisione tra contributi ordinari, che vanno agli enti per il funzionamento ordinario, e contributi straordinari, che sono assegnati nel corso dell'anno per singole iniziative o specifici progetti di ricerca (anche ad enti non inclusi nella tabella triennale).
Quest'anno il Ministero ha deciso di aumentare in maniera consistente i fondi destinati ai contributi straordinari, che arrivano a circa 330 mila euro (con un aumento di oltre 120 mila euro rispetto al 2015). Ovviamente c'è una corrispondente riduzione dei contributi ordinari, che scendono a 476 mila euro (rispetto ai 594 mila dello scorso anno).
La ripartizione dei fondi per il 2016 è la seguente: ISPI e IAI con 102.500 euro ciascuno (15.000 euro in meno del 2015); SIOI con 90 mila euro (16.500 in meno rispetto allo scorso anno); CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) con 41 mila euro (con una diminuzione di 5 mila); Comitato Atlantico, Fondazione Alcide de Gasperi e Aspen Institute Italia con 15 mila euro ciascuno (con una diminuzione tra i 5 e i 7 mila); Forum per i problemi della pace e della guerra con 13.500 euro (con una decurtazione di 4 mila rispetto allo scorso anno); Centro Studi Americani, Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, Circolo di Studi Diplomatici, Consiglio italiano per il Movimento europeo, Archivio Disarmo, Fondazione Magna Carta, Istituto Internazionale di diritto umanitario, tutti con un contributo di 9 mila 500 euro per ciascuno (ne avevano 12.200 lo scorso anno); Reset e TWAI con 7 mila e 500 euro (non erano nella tabella precedente).
Il totale dei contributi ordinari arriva dunque a 476 mila euro. I restanti 330 mila sono destinati, come detto, a contributi straordinari a singole iniziative.
Conclude illustrando uno schema di parere favorevole relativo all'Atto del Governo n. 300 e uno schema di parere favorevole con condizione relativo all'Atto del Governo n. 301.
Il presidente CASINI dichiara aperta la discussione generale.
Il senatore NAPOLITANO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) apprezza la proposta della relatrice di reintegrare nella tabella ministeriale la Fondazione Lelio e Lisli Basso, che svolge un'importante attività di ricerca e di divulgazione in ambito europeo ed internazionale. Concorda altresì con l'opportunità che ai finanziamenti alla Società Dante Alighieri venga dedicato un apposito capitolo di bilancio, per valorizzare le attività di promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo.
Il senatore AMORUSO (AL-A (MpA)) sottolinea criticamente che, nonostante l'impegno assunto in questo senso dal Governo, ancora una volta la procedura di assegnazione dei fondi in esame non è stata accompagnata da una seria operazione di analisi e di verifica delle attività degli enti richiedenti. Annuncia pertanto il suo voto contrario.
Il sottosegretario AMENDOLA esprime apprezzamento per le bozze di parere esposte dalla relatrice. Precisa che la scelta di incrementare la quota di fondi destinati ai contributi straordinari deriva dalla volontà di valorizzare la capacità progettuale degli enti di ricerca, in linea con le osservazioni formulate negli scorsi anni dalle Commissioni parlamentari.
Non essendovi altri iscritti a parlare, il presidente CASINI dichiara chiusa la discussione generale.
Verificata la presenza del prescritto numero legale, con distinte votazioni la Commissione approva lo schema di parere favorevole sull'Atto del Governo n. 300 e lo schema di parere favorevole con condizione sull'Atto del Governo n. 301 (allegati al presente resoconto).
La seduta termina alle ore 9,25.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 300
La 3a Commissione,
esaminato lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno 2016, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi(n. 300);
segnalata l'utilità di una costante verifica parlamentare sui contributi ordinari e straordinari concessi agli enti in oggetto;
apprezzato il contributo concesso alla Società Dante Alighieri, la cui attività di promozione della cultura e della lingua italiane nel mondo rappresenta una priorità per la nostra politica estera;
ribadita tuttavia l'esigenza di riformare la normativa in materia, prevedendo tra l'altro che il finanziamento della Società Dante Alighieri sia previsto in più idoneo capitolo di bilancio, invece di essere incluso nei fondi di cui all'Atto in discussione,
esprime parere favorevole.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 301
La 3a Commissione,
esaminato lo schema di decreto ministeriale concernente la tabella relativa agli enti a carattere internazionalistico ammessi al contributo annuale ordinario dello Stato per il triennio 2016-2018(n. 301);
segnalata l'utilità di una costante verifica parlamentare sui contributi ordinari e straordinari concessi agli enti in oggetto;
preso atto dell'inclusione nella tabella in esame di due nuove realtà come l'istituto di ricerca "Reset" e il "TWAI- Torino World Affairs Institute";
criticata l'esclusione dalla tabella, rispetto al triennio precedente, della Fondazione Lelio e Lisli Basso, la cui attività convegnistica e di ricerca rappresenta invece una voce importante, anche in ambito europeo e internazionale,
esprime parere favorevole,
con la condizione che la Fondazione Lelio e Lisli Basso sia reintegrata nella tabella, con un contributo ordinario annuo di 9.500 euro.