Legislatura 17ª - Dossier n. 124

Titolo:

Atto comunitario n. 50: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa

Numero atto

COM (2014) 477

Autore

Commissione europea

Data dell'atto

22/07/2014

Assegnato il

05/11/2014

Comm.ne di merito

7a

Comm.ni consultate

3ae 14a

Annotazioni

La Comunicazione "Verso un approccio integrato al patrimonio culturale per l'Europa" (COM(2014) 477) risponde ad un espresso invito formulato dal Consiglio alla Commissione europea ed analizza ciò che può esser fatto a livello di Unione europea per rafforzare il valore intrinseco del patrimonio culturale, al fine di rafforzarne le potenzialità a livello economico e sociale. Essa illustra innanzitutto le ripercussioni economiche e sociali del patrimonio culturale, esamina l'approccio dell'Unione nei vari settori di intervento, descrive le misure disponibili miranti ad intensificare la politica di cooperazione in questo settore e illustra i progetti in fase di sviluppo volti a creare nuovi modelli di governance del patrimonio culturale. Il testo contiene inoltre, nelle conclusioni, l'invito a tutte le parti interessate a "riflettere insieme sulle modalità da adottare per un migliore coordinamento delle politiche pubbliche a tutti i livelli, compreso il livello dell'UE, al fine di estrapolare il valore di sostenibilità a lungo termine del patrimonio culturale dell'Europa e di sviluppare un approccio più integrato alla sua conservazione e valorizzazione".

Obiettivo della Comunicazione è fare in modo che gli Stati membri utilizzino appieno gli strumenti dell'Unione europea a sostegno del patrimonio culturale. L'intento è inoltre quello di progredire verso un approccio più integrato a livello nazionale e di UE, con il fine ultimo di giungere ad una società dell'innovazione basata sul retaggio culturale.

Per quanto riguarda il contributo del patrimonio culturale alla crescita economica e alla coesione sociale, sebbene non siano disponibili dati a livello dell'intera Ue, alcuni studi nazionali dimostrano come esso abbia un peso significativo. In Francia, ad esempio, nel 2011 il patrimonio culturale ha generato un valore pari a 8,1 miliardi di Euro. Nell'Unione europea tra i settori che maggiormente traggono giovamento dal patrimonio culturale vi è il turismo, che vale 415 miliardi di euro all'anno ed è all'origine di 15 milioni di posti di lavoro, molti dei quali legati, direttamente o indirettamente, al patrimonio culturale. Quest'ultimo incentiva anche la coesione e l'integrazione, mediante la riqualificazione di zone degradate, offrendo opportunità di istruzione e volontariato e promuovendo il dialogo interculturale e intergenerazionale.

La Comunicazione dà conto, inoltre, delle sfide che il settore del patrimonio culturale deve affrontare, tra cui la riduzione dei bilanci pubblici, il calo della partecipazione alle attività culturali tradizionali e la diversificazione del pubblico potenziale - dovuta all'urbanizzazione, alla globalizzazione e al cambiamento tecnologico -, il riscaldamento globale che minaccia il patrimonio artistico. Di fronte a queste sfide il settore del patrimonio culturale si sta reinventando, sviluppando l'accessibilità on-line, con la creazione di strumenti di e-learning che promuovono un accesso più ampio ai contenuti culturali nelle scuole, nelle abitazioni, nelle università, e ricorrendo sempre più alla digitalizzazione delle collezioni dei musei e degli archivi. I siti del patrimonio culturale, le stesse città e le regioni che li ospitano stanno diventando dei veri e propri centri di conoscenza in grado di generare innovazione e contribuire ad una crescita intelligente, secondo gli obiettivi della strategia Europa 2020.

La Comunicazione indica gli strumenti di cui dispone nei confronti del settore del patrimonio culturale, ad integrazione di quelli nazionali e regionali, come l'Agenda europea per la cultura, che si prefigge tre obiettivi: la promozione della diversità culturale e del dialogo interculturale, di cui il patrimonio culturale è elemento cruciale; la promozione della cultura quale catalizzatore della creatività; la promozione della cultura quale elemento essenziale della dimensione internazionale. A sostegno dell'Agenda europea sono stati creati una serie di programmi, tra cui Orizzonte 2020, il nuovo programma quadro per la ricerca e l'innovazione che ha stanziato quasi 80.000 euro per il periodo 2014-2020.

Sempre nel settore della ricerca e dell'innovazione vi è poi l'iniziativa di programmazione congiunta "Patrimonio culturale e cambiamenti globali", che mira a coordinare e a semplificare i programmi di ricerca nazionale per consentire un uso più efficace delle risorse. Nell'ambito del settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico l'UE ha investito 100 milioni di euro nella protezione, nella conservazione e nel potenziamento del patrimonio culturale. Le iniziative nel settore della ricerca e dell'innovazione si concentreranno sulla trasmissione del patrimonio culturale europeo, sul ruolo culturale dell'Europa nel mondo, sulle strategie e sulle metodologie necessarie per garantire un patrimonio culturale dinamico e sostenibile in risposta ai cambiamenti climatici e alle calamità naturali. Tra le iniziative in cantiere un programma per la ricerca basato sul contributo di un gruppo di esperti per gli investimenti innovativi e sostenibili con un approccio multilaterale che fornirà un sostegno strategico all'UE e agli Stati membri. E ancora la piattaforma sociale sulle società riflessive, che riunirà ricercatori, stakeholders e responsabili politici e che insieme alla Commissione europea fornirà un programma di ricerca mirata rivolta, oltre che al patrimonio culturale, anche alle espressioni culturali in Europa.

Tra gli altri settori di intervento, la Comunicazione dedica ampio spazio alla digitalizzazione del patrimonio culturale, al centro dell'Agenda digitale europea. Uno degli strumenti esistenti è la piattaforma Europeana (www.europeana.eu), che fornisce accesso a 30 milioni di beni culturali, messi a disposizione da oltre 2.500 organizzazioni. Altre iniziative sono volte ad incoraggiare la cooperazione, ad incrementare la sensibilizzazione, a premiare l'eccellenza e la memoria. In particolare la Comunicazione fa riferimento al programma "Europa creativa", che incoraggia la cooperazione transfrontaliera per promuovere la modernizzazione del settore del patrimonio culturale, incoraggiando a sperimentare nuove modalità per raggiungere un pubblico sempre più diversificato, compresi giovani e migranti. Sono poi state istituite le Giornate europee del patrimonio, che ogni mese di settembre interessano 50 Paesi e offrono a 20.000 persone accesso a migliaia di siti normalmente chiusi al pubblico. Ad esse si aggiungono il Premio dell'Unione europea patrimonio culturale/premio Europa nostra, con la premiazione di 387 siti e progetti, e "Capitali europee della cultura", iniziativa faro che dimostra le ripercussioni socio-economiche degli investimenti nel patrimonio culturale. Altra iniziativa è l'istituzione del marchio del patrimonio europeo, che simboleggia l'integrazione europea, gli ideali e la storia dell'Europa. Infine, "Europa dei cittadini" promuove una riflessione sulle cause dei regimi totalitari nella storia europea moderna.

Per quanto riguarda i programmi di investimento nel settore, la conservazione, la promozione e la gestione del patrimonio culturale sono sostenute nel quadro dei Fondi strutturali di investimento europei (fondi SIE). Nel periodo 2007-2013 il Fondo europeo di sviluppo regionale ha stanziato 3,2 milioni di euro per la protezione e la conservazione, 2,2 miliardi di euro per lo sviluppo di infrastrutture culturali e 553 milioni di euro per servizi culturali(1) .

Anche il Fondo europeo di agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca hanno previsto stanziamenti a favore del patrimonio culturale. Per il periodo 2014-2020 i progetti di riqualificazione urbana connessi a questo settore hanno ricevuto finanziamenti mentre nuovi strumenti finanziari sono in via di definizione. Il Fondo sociale europeo dovrebbe inoltre fornire percorsi di formazione continua per le attività connesse al patrimonio culturale mentre tramite il programma Erasmus + potranno essere avviati partenariati transnazionali tra imprese, istituti di istruzione e formazione professionale.

In conclusione, la Comunicazione afferma la necessità, per il futuro, di rafforzare la cooperazione politica a tutti i livelli, in particolare tramite:

  1. l'avvio nel 2015 del piano di lavoro per la cultura del Consiglio, e la cooperazione tra gli Stati membri nel quadro del metodo di coordinamento aperto (MAC)(2) ;
  2. la mappatura particolareggiata, e conseguente pubblicazione on-line, delle attività condotte da tutti i servizi della Commissione a favore del patrimonio culturale;
  3. il lancio di un progetto pilota inteso a promuovere l'apprendimento tra pari fra città e regioni per contribuire alla diffusione di buone prassi in materia di industrie culturali e creative;
  4. il mantenimento del patrimonio culturale quale priorità anche all'interno del forum europeo della cultura.

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17 novembre 2014

A cura di Patrizia Borgna

Per informazioni: Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea (affeuropei@senato.it)


1) Importanti lavori di conservazione come quelli relativi al Partenone e al sito di Pompei sono tra i progetti che hanno ricevuto un sostegno.

2) Secondo la definizione contenuta sul sito della Commissione europea, il MAC "fornisce un nuovo quadro di cooperazione tra gli Stati membri per far convergere le politiche nazionali al fine di realizzare certi obiettivi comuni. Contestualmente a questo metodo intergovernativo gli Stati membri sono valutati da altri Stati membri («peer pressure») e la Commissione si limita a svolgere un ruolo di sorveglianza. Il Parlamento europeo e la Corte di giustizia sono quasi completamente estranei al processo del metodo di coordinamento aperto". Il metodo funziona in ambiti che rientrano nella competenza degli Stati membri quali l'occupazione, la protezione sociale, l'inclusione sociale, l'istruzione, la gioventù e la formazione.