Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 273 del 21/12/2007
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RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente MARINI
La seduta inizia alle ore 9,34.
Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana del giorno precedente.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,37 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:
(1817-B) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
Approvazione della questione di fiducia posta sull'articolo 3
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la discussione congiunta e sono state approvate le prime due questioni di fiducia poste dal Governo sugli articoli 1 e 2 del disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Procede alla votazione dell'articolo 3, sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.
Seguono le operazioni di voto.
Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva l'articolo 3. Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti all'articolo 3.
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge, nel suo complesso. Si intendono pertanto approvati l'elenco, le tabelle gli allegati e il prospetto di copertura richiamati nel disegno di legge.
Saluto al Coro Dolomiti di Trento
PRESIDENTE. Rivolge un saluto ai componenti del Coro Dolomiti di Trento presenti nelle tribune. (Generali applausi).
Votazione finale e approvazione del disegno di legge:
(1818-B) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge n. 1818-B, nel suo complesso.
Seguito della discussione del documento:
(Doc. IV-bis, n. 3) Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione, nei confronti del senatore Roberto Castelli, nella sua qualità di ministro della giustizia pro tempore, nonché dei signori Marco Preioni, Fausto De Santis, Daniela Bianchini, Alfonso Papa e Giuseppe Magni (Votazioni a maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea)
Approvazione delle conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. Ricordando che nella seduta antimeridiana di ieri, dopo l'intervento del relatore, ha avuto luogo la discussione, passa alle votazioni mediante procedimento elettronico sulle proposte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Roberto Castelli nonché degli altri soggetti. L'Assemblea delibererà separatamente su ciascuna di tali proposte di diniego che, ai sensi del comma 8 dello stesso articolo 135-bis, s'intenderanno respinte qualora non conseguano il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea. Di tali votazioni non verrà proclamato immediatamente il risultato poiché i senatori che non vi hanno partecipato potranno dichiarare il proprio voto fino alle ore 19 ai senatori segretari, che ne prenderanno nota su appositi verbali.
Seguono le sei votazioni nominali elettroniche.
Inserimento all'ordine del giorno del documento IV, n. 1
PRESIDENTE. L'ordine del giorno viene integrato con l'esame della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, tendente a negare l'autorizzazione all'utilizzazione e all'acquisizione di tabulati telefonici nei confronti del senatore Giuseppe Valentino (Doc. IV, n. 1). Non facendosi osservazioni, così rimane stabilito.
Discussione del documento:
(Doc. IV, n. 1) Domanda di autorizzazione all'utilizzazione e all'acquisizione di tabulati telefonici nei confronti del senatore Giuseppe Valentino
Approvazione delle proposte della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari
PRESIDENTE. Ricorda che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato all'unanimità di proporre all'Assemblea il diniego tanto dell'autorizzazione richiesta dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma in data 13 novembre 2006, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 140 del 2003, all'utilizzazione dei tabulati telefonici relativi ad un'utenza in uso all'avvocato Michele Sinibaldi all'epoca dei fatti contestati, quanto dell'autorizzazione richiesta dalla procura della Repubblica di Roma ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 140 del 2003 in relazione ad un'utenza in uso al senatore Valentino all'epoca dei fatti contestati.
LUSI, relatore. Si rimette alla relazione già stampata e distribuita.
Con distinte votazioni nominali elettroniche, il Senato approva le due proposte di diniego di autorizzazione all'acquisizione di tabulati telefonici avanzate dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.
Sui recenti casi di meningite
SACCONI (FI). Al fine di scongiurare il diffondersi dell'allarme sociale, chiede che il Ministro della salute informi il Parlamento in merito alla diffusione di casi di meningite, riscontrati in particolare nella provincia di Treviso dove si parla di iniziative straordinarie delle autorità sanitarie.
TURCO, ministro della salute. Potrebbe fornire subito delle informazioni ma, una risposta più dettagliata, si impegna ad intervenire nel corso della seduta.
Sulla mancata proclamazione del risultato dell'elezione del Presidente della Commissione speciale per la tutela e la promozione dei diritti umani
SCHIFANI (FI). Lamenta il ritardo con il quale la Presidenza sta esaminando la questione dell'elezione alla Presidenza della Commissione speciale per la tutela e la promozione dei diritti umani, i cui lavori sono sospesi per effetto di un ricorso presentato dalla maggioranza avverso la proclamazione dell'eletto, senatore Pianetta. (Applausi dal Gruppo FI).
PRESIDENTE. Si impegna ad affrontare al più presto la questione.
Sulla convocazione di alcune Commissioni permanenti
MATTEOLI (AN). In ragione dell'attesa apposizione della questione di fiducia da parte del ministro Chiti sul disegno di legge n. 1903, in Conferenza dei Capigruppo si era stabilito di non convocare alcuna Commissione; risulta, invece, che in alcune Commissioni siano in corso i lavori, di cui raccomanda l'interruzione tempestiva al momento della richiesta di fiducia.
PRESIDENTE. Si era deciso di concedere l'autorizzazione alla convocazione soprattutto in relazione alle esigenze ella 1a Commissione, con l'impegno di sospenderne i lavori non appena fosse stata posta la questione di fiducia.
BACCINI (UDC). Dal momento che la 1a Commissione, insieme ad altre, deve essere impegnata nell'esame del disegno di legge di riforma elettorale, sulla cui rilevanza si è pronunciato anche il Presidente della Repubblica, è opportuno che prosegua a tempo pieno i suoi lavori.
PRESIDENTE. Ribadisce che i lavori di tutte le Commissioni devono essere interrotti al momento della fiducia.
STORACE (Misto-LD). Convenendo con le osservazioni del senatore Matteoli, rileva la necessità di comunicare a tutte le Commissioni le determinazioni della Presidenza, assicurandone il rispetto.
PRESIDENTE. Provvederà in tal senso.
IZZO (FI). Non essendo conveniente partecipare ai lavori di una Commissione con la consapevolezza di dover interrompere il dibattito all'improvviso ed essendo invece opportuno consentire a tutti i senatori di partecipare alla discussione sulla fiducia, sollecita la Presidenza a sconvocare tutte le Commissioni. (Applausi del senatore Giuliano).
PRESIDENTE. Conviene con la posizione del senatore Izzo e dispone la sconvocazione di tutte le Commissioni. (Applausi dai Gruppi FI e AN).
Disegno di legge (1911) fatto proprio da Gruppo parlamentare
FORMISANO (Misto-IdV). Il Gruppo Misto fa proprio il disegno di legge n. 1911 in materia di rapporto d'impiego del personale della carriera prefettizia.
PRESIDENTE. Ne prende atto.
Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge:
(1903) Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)
Discussione e approvazione della questione di fiducia
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana del 13 dicembre è proseguita la discussione generale.
SACCONI (FI). Evidenzia l'anomalo iter seguito dal provvedimento che non è stato compiutamente esaminato dalla Commissione di merito, che non ha dato mandato ad un relatore perché la maggioranza e il Governo hanno impedito in modo ostruzionistico l'esame degli articoli. Anche alla Camera, la questione di fiducia posta su un maxiemendamento che non recepiva neppure il lavoro della Commissione ha impedito l'esame del testo. E' indecente che su una materia di grande impatto sociale il Parlamento venga completamente espropriato delle sue funzioni. Il Presidente della Repubblica non può tacere di fronte a questa grave situazione. (Applausi dai Gruppi FI, AN e DCA-PRI-MPA).
TREU (PD-Ulivo). Il disegno di legge n. 1903, di cui è generalmente riconosciuta la positività, nonostante alcune critiche su questioni specifiche, è stato a lungo dibattuto in Commissione e in Aula, sebbene non si sia proceduto alla votazione dei singoli articoli, in ragione della volontà del Governo di mantenere inalterato l'equilibrio raggiunto in seguito all'accordo con le parti sociali. L'impianto complessivo si fonda su una legittimazione di natura politica, in quanto rispecchia il programma del centrosinistra, e sociale, alla luce del protocollo del 23 luglio confermato a seguito del voto referendario dei lavoratori. Esso rappresenta un importante passo nella generale riforma del mondo del lavoro, poiché, nonostante le critiche di neocorporativismo, non rispecchia interessi settoriali, bensì si accompagna a interventi in favore della competitività e della redistribuzione. Si tratta di un provvedimento aperto, cui seguiranno azioni di monitoraggio e di continuo adeguamento alle criticità rilevate nel corso dell'attuazione delle deleghe, in particolare sugli ammortizzatori sociali, sull'estensione delle tutele e sugli incentivi alla buona occupazione, per il contrasto al precariato, nella convinzione, condivisa anche in ambito europeo, che l'impiego a tempo indeterminato debba rappresentare la forma naturale del lavoro. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo).
SCHIFANI (FI). La posizione della questione di fiducia su una riforma strutturale della previdenza, di cui la Commissione competente non ha potuto concludere l'esame a causa dell'ostruzionismo di maggioranza, è una violazione senza precedenti delle prerogative del Parlamento, che non potrebbe neanche tentare di migliorare il disegno di legge. Il ricorso alla fiducia, inoltre, non tiene in considerazione il richiamo del Capo dello Stato e dipende dalle contraddizioni politiche di una maggioranza impegnata ad evitare una rottura interna e a consentire a Rifondazione comunista di giustificare all'elettorato il voto favorevole su un provvedimento che ha dichiarato di non condividere. Annunciando la disponibilità del Gruppo Forza Italia a ritirare la metà degli emendamenti presentati e ad impegnarsi affinché la votazione finale del provvedimento avvenga entro la serat, invita il Presidente del Senato ad adoperarsi perché la questione di fiducia non sia posta e, ove ciò non sia possibile, ad accordare una sospensione di un quarto d'ora per consentire ai Gruppi di opposizione di assumere le conseguenti determinazioni. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).
CALDEROLI (LNP). Chiede di potere illustrare la proposta di non passaggio all'esame degli articoli, prima dell'eventuale apposizione della questione di fiducia. Ritira tutti gli emendamenti presentati dai senatori della Lega Nord sul protocollo sul welfare per evidenziare che l'opposizione è disponibile a concludere rapidamente l'esame e i problemi sono imputabili interamente alla maggioranza. (Applausi dai Gruppi LNP e FI).
MATTEOLI (AN). Alla luce delle osservazioni del Presidente della Repubblica e degli errori politici commessi negli ultimi mesi rispetto al caso Speciale, al consiglio di amministrazione della Rai, alle previsioni di bilancio e al decreto sicurezza, il Governo dovrebbe rinunciare a una questione di fiducia che ridurrebbe l'Aula ad un seggio elettorale. Anche Alleanza Nazionale è disponibile a ritirare gli emendamenti a condizione che si garantisca la possibilità di una sia pure limitata discussione: i Gruppi di maggioranza interessati a discutere il protocollo dovrebbero assumere un comportamento responsabile e pronunciarsi su tale proposta. Si appella al Presidente del Senato per esperire l'ultimo tentativo di evitare una fiducia, che il Gruppo denuncerebbe con forza. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC e LNP).
BOCCIA Antonio (PD-Ulivo). Comprende i colleghi dell'opposizione perché nella scorsa legislatura ha utilizzato i medesimi argomenti contro il Governo Berlusconi che ha fatto largo uso della fiducia, anche per superare contrasti interni alla maggioranza di centrodestra. Non vi è dunque alcuna violazione delle regole e il Presidente del Senato non può essere caricato di responsabilità che non gli competono. Inoltre, è falso che sia mancato il confronto: si è svolta la discussione generale e un'altra fase di dibattito si aprirà, ove fosse posta la fiducia. Bisognerebbe distinguere la battaglia politica dalle questioni istituzionali e collaborare ad una riforma delle regole parlamentari che consenta di superare difficoltà che riguardano entrambi gli schieramenti. Rispetto alla disponibilità manifestata dall'opposizione a ritirare gli emendamenti e a concludere l'esame entro la seduta pomeridiana di oggi, è accaduto che in altre circostanze siano stati assunti e poi disattesi impegni analoghi. Rispetto, infine, alla richiesta del senatore Calderoli, essa è priva di fondamento alla luce del Regolamento: l'Assemblea attende l'intervento del Governo, che può porre la questione di fiducia in qualsiasi momento; dopo aver subito, per ragioni di opportunità politica, una forzatura regolamentare allorché la minoranza impose che la questione di fiducia non può essere posta prima dell'esame delle questioni pregiudiziali e sospensive e della discussione generale, ora la maggioranza non può accettare la tesi di coloro che vorrebbero estendere tale interpretazione forzata fino a ricomprendervi anche il voto sulla richiesta di non passaggio all'esame degli articoli. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur e della senatrice Rame).
D'ONOFRIO (UDC). L'UDC ritira tutti i suoi emendamenti purché il provvedimento sul welfare sia votato senza la fiducia. Chiede alla maggioranza se è favorevole o contraria alla posizione della questione di fiducia: la domanda riguarda in modo particolare Rifondazione Comunista, che alla Camera ha subito la decisione del Governo, dopo aver contribuito a migliorare il testo dell'accordo sottoscritto dalle parti sociali. (Applausi dal Gruppo UDC e del senatore Amato).
CUTRUFO (DCA-PRI-MPA). Il Gruppo, che insieme a Rifondazione Comunista e alla destra sociale ha a cuore le sorti del welfare, è contrario al ricorso alla questione di fiducia, peraltro non giustificabile con la presenza di una qualsiasi forma di ostruzionismo da parte dell'opposizione. Il Capo dello Stato ha risposto prontamente al disagio espresso da numerosi parlamentari per l'abuso della questione di fiducia: i Capigruppo di maggioranza dovrebbero esprimere un giudizio politico su tale questione, a fronte della disponibilità dell'opposizione ad approvare in tempi brevi il provvedimento e a trasmettere un messaggio chiaro ai lavoratori in materia previdenziale.
CASTELLI (LNP). Le regole comuni auspicate dal senatore Boccia esistono già, ma non sembra che la maggioranza e il Governo le stiano rispettando; tali regole prevedono che sia legittimata a governare la coalizione che ottenga alle elezioni la maggioranza dei voti in entrambi i rami del Parlamento, che i senatori a vita non debbano essere indotti a votare sistematicamente per una parte e che per l'approvazione di qualunque provvedimento sia necessaria la maggioranza dei voti dell'Aula. Il Gruppo Lega Nord ha già ritirato gli emendamenti presentati al disegno di legge in esame ed insisterà presso gli altri Gruppi dell'opposizione perché facciano altrettanto; in tal modo, se insisterà nel porre la questione di fiducia, il Governo lo farà unicamente a causa delle forze politiche che lo sostengono, dimostrando di essere senza maggioranza sia in Parlamento che nel Paese. Tutto ciò è particolarmente grave in un contesto in cui il Parlamento sta progressivamente perdendo autorevolezza di fronte ai cittadini, mentre sta aumentando il potere delle procure e dei pubblici ministeri. (Applausi dai Gruppi LNP, FI, AN, UDC e DCA-PRI-MPA).
SODANO (RC-SE). Appare evidente la necessità di una revisione del Regolamento che garantisca un maggiore rispetto delle procedure, considerato che non ha ancora avuto luogo la replica del Governo e che si è aperta una discussione sulla questione di fiducia, che ancora non è stata posta. Senza voler nulla togliere ai legittimi diritti dell'opposizione, peraltro ampiamente tutelati dal presidente Marini, va ricordato che esistono precedenti, risalenti anche alla scorsa legislatura, di apposizione della fiducia su provvedimenti di cui non era stato concluso l'esame in Commissione. I Gruppi della Sinistra Arcobaleno hanno proposto rilevanti e significative modifiche nel corso dell'esame del provvedimento in Commissione lavoro alla Camera dei deputati; sebbene tali modifiche non siano poi state accolte nel testo del maxiemendamento, tali Gruppi hanno votato e, nel caso, voteranno ancora a favore della fiducia onde evitare l'entrata in vigore dello scalone previsto dalla riforma Maroni. Restano ovviamente aperti alcuni nodi politici concernenti importanti questioni sociali, quali la sicurezza sul lavoro e la lotta al precariato, che verranno affrontati in occasione della prossima verifica di maggioranza. (Applausi dal Gruppo RC-SE).
SALVI (SDSE). Di fronte al giusto invito del Presidente della Repubblica a limitare il ricorso a maxiemendamenti e voti di fiducia, ricorda che l'Aula del Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge finanziaria e il decreto-legge fiscale collegato senza far ricorso a tale strumento, che si è invece reso necessario in terza lettura nel caso della finanziaria, a causa di un testo ampliato e peggiorato dall'altro ramo del Parlamento. La fiducia che il Governo si accinge a porre nuovamente sul provvedimento in esame non è dovuta all'ostruzionismo dell'opposizione, ma alla necessità di compattare una maggioranza non completamente convinta della bontà del provvedimento stesso. E' un atto perfettamente legittimo e motivato dal Governo in modo trasparente. Ciò non toglie che permangano numerose perplessità in merito ai contenuti del protocollo sul welfare e al metodo seguito nel processo di traduzione normativa, che ha finito per privare il Parlamento della sua autonomia decisionale in ambito legislativo. A partire dal nuovo anno, l'azione del Governo Prodi può e deve essere rilanciata partendo da tre importanti questioni: la ripresa del potere d'acquisto dei salari, su cui è fondamentale un preciso impegno da parte dei datori di lavoro, la definizione di una legislazione che permetta il superamento della legge n. 30 e garantisca dignità di diritti a tutti i lavoratori, l'adozione, infine, di una normativa che tuteli efficacemente la sicurezza sui luoghi di lavoro, prevedendo un aumento delle sanzioni penali per chi viola le regole. (Applausi dai Gruppi SDSE e IU-Verdi-Com. Commenti dai banchi dell'opposizione).
PRESIDENTE. Respinge ulteriori richieste di intervento sull'ordine dei lavori, rilevando di aver già forzato il Regolamento consentendo di intervenire ad un esponente per Gruppo. (Proteste del senatore Viespoli).
DAMIANO, ministro del lavoro e della previdenza sociale. Il provvedimento in esame è di grande significato, in quanto coniuga la tutela di diritti del lavoro con il rilancio della competitività, unico modo per assicurare un orizzonte di sviluppo al Paese. Esso è il frutto di un importante processo di concertazione con le parti sociali, che è stato confermato a larga maggioranza in un referendum in cui si è registrata un'ampia partecipazione di lavoratori e pensionati. Esso è inoltre parte di un disegno riformatore del Governo sui temi del lavoro e della previdenza, che ha già visto l'adozione di rilevanti misure, quali la riduzione del cuneo fiscale o gli accordi nei settori dell'editoria e dell'agricoltura, e che è ancora lontano dall'essere concluso. Grazie al protocollo sul welfare verrà superato il cosiddetto scalone, a vantaggio di un aumento più graduale del limite minimo di età per il pensionamento e prevedendo un adeguato riconoscimento del lavoro usurante; già dallo scorso mese di ottobre, inoltre, i pensionati a basso reddito hanno potuto beneficiare di una quattordicesima mensilità. Gli interventi a favore dei giovani e dei lavoratori precari prevedono maggiori tutele in caso di malattia e di maternità, l'abbassamento a tre anni della franchigia per la totalizzazione dei contributi di diverse gestioni pensionistiche, una contribuzione piena nei periodi di disoccupazione, maggiori facilitazioni nel riscatto della laurea a fini pensionistici e l'innalzamento dei contributi previdenziali nei prossimi tre anni al fine di un allineamento tra lavoro flessibile e lavoro subordinato a tempo indeterminato. Vanno inoltre segnalati l'istituzione di fondi di rotazione per l'erogazione di sussidi e di incentivi all'attività imprenditoriale e il miglioramento delle tutele per la disoccupazione. In tema di lotta alla precarietà, e nella logica di un superamento della legge n. 30, sono state abrogate le modalità di staff-leasing e di job-on-call ed è stato fissato un termine di 36 mesi per la durata complessiva dei contratti a tempo determinato. Per quanto riguarda gli impegni futuri, il Governo dovrà portare a compimento nel 2008 le deleghe concernenti la sicurezza sui luoghi di lavoro e cercherà di favorire l'avvio di una discussione triangolare per la revisione del sistema contrattuale e per garantire il recupero del potere d'acquisto dei salari. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo e SDSE).
PISANU (FI). Il dibattito intervenuto dopo la chiusura della discussione generale ha mutato il quadro politico in cui è maturata la decisione del Governo di porre la fiducia. I Capigruppo dell'opposizione hanno infatti mostrato la disponibilità a ritirare gli emendamenti presentati e anche da parte della maggioranza non si à registrata la volontà di modificare il testo. L'insistenza del Governo nel porre la fiducia si configura quindi come tentativo di comprimere le prerogative del Parlamento. Invita pertanto il Presidente Marini a vigilare. (Applausi dai Gruppo FI, UDC e AN).
PRESIDENTE. Il Presidente è garante delle prerogative parlamentari e della Costituzione
CHITI, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Il Governo ha mantenuto fede agli impegni annunciati di porre la fiducia dopo la presentazione delle questioni pregiudiziali in modo da consentire lo svolgimento del dibattito. La fiducia è motivata dalla rilevanza che il Governo assegna, ai fini del proseguimento della sua azione politica, all'applicazione del protocollo sul welfare, nonché dalla necessità di ottemperare agli impegni assunti con la parti sociali che hanno sottoscritto quel documento. Come sottolineato anche dal senatore Salvi, esiste il problema di coniugare l'attività di intesa promossa dal Governo con le parti sociali con il successivo esame parlamentare. Al riguardo, nel presupposto che la concertazione sia un passaggio ineludibile su tematiche sensibili, occorre riflettere sull'ipotesi di far precedere la trattativa da un confronto parlamentare dal quale scaturisca un mandato al Governo e procedere successivamente ad una conferma dell'intesa in sede parlamentare, analogamente a quanto fanno i sindacati attraverso i referendum dei lavoratori. Per tali motivi, a nome del Governo, pone la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1903. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo, RC-SE, SDSE e IU-Verdi-Com. Applausi ironici dai Gruppi FI, AN, UDC e LNP).
VIESPOLI (AN). Chiede chiarimenti al Ministro del lavoro in ordine alla notizia che il Governo intenderebbe commissariare gli enti previdenziali, in particolare per le ricadute una simile decisione rivestirebbe anche in relazione all'attuazione del protocollo. (Applausi dai Gruppi AN, UDC e del senatore Amato).
D'ONOFRIO (UDC). Il commissariamento degli enti previdenziali sarebbe un'ipotesi catastrofica che darebbe il via ad un contenzioso giudiziario dal quale il Governo non potrebbe che uscire per l'ennesima volta sconfitto. Invita pertanto il Governo a ponderare la questione onde evitare conseguenze analoghe a quelle avvenute per i casi Petrone e Speciale. (Applausi dal Gruppo UDC e dei senatori Malan e Amato).
CALDEROLI (LNP). Il ministro Chiti avrebbe potuto porre la fiducia dopo l'illustrazione della proposta di non passaggio all'esame degli articoli che costituisce questione incidentale, come le pregiudiziali e le sospensive. In ogni caso, per approvare il testo in via definitiva sarebbe stata necessaria una sola votazione essendo il provvedimento composto da un solo articolo. Invita i senatori di diritto e a vita a tenere in considerazione, al momento di esprimere il voto di fiducia, che stanno consentendo un commissariamento generalizzato, che investe anche le Aule parlamentari.
PRESIDENTE. Sospende la seduta e convoca la Conferenza dei Capigruppo.
La seduta, sospesa alle ore 12,47, è ripresa alle ore 13,23.
Presidenza del vice presidente CALDEROLI
Organizzazione della discussione della questione di fiducia
PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine della discussione della questione di fiducia che avrà inizio a partire dalle ore 16. (v. Resoconto stenografico). Sospende pertanto la seduta fino a quell'ora.
La seduta è sospesa alle ore 13,24.
La seduta, sospesa alle ore 13,24, è ripresa alle ore 16.07.
Presidenza del vice presidente CAPRILI
Informativa del Ministro della salute sui recenti casi di meningite e conseguente discussione
TURCO, ministro della salute. La meningite è una grave malattia che, in Occidente, presenta un tasso di mortalità vicino al 14 per cento; in Italia, dove l'incidenza del contagio è più bassa che nel resto d'Europa, si registrano circa novecento casi all'anno, concentrati in particolare nel Nord del Paese. La malattia, dovuta a diversi batteri, tra cui il principale e più pericoloso è il meningococco, si diffonde attraverso lo stretto contatto tra le persone. Sono disponibili vaccini solo per alcuni batteri, tra cui l'emofilo, obbligatorio per tutti i nuovi nati, e il Ministero si sta impegnando per garantire la distribuzione gratuita dei vaccini sull'intero territorio nazionale. Il focolaio scoppiato in Veneto e nella provincia di Treviso, dove si registrano otto casi e tre decessi, è dovuto alla concomitanza di circostanze eccezionali e all'azione di un ceppo particolarmente aggressivo del meningococco. Grazie alla pronta individuazione del tipo di batterio responsabile del contagio e all'azione coordinata del Ministero, del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, della Regione Veneto e dell'Istituto Superiore di Sanità è stato possibile attuare un tempestivo e massiccio intervento di profilassi antibiotica e assicurare un'adeguata informazione alla popolazione. Le istituzioni sono impegnate a ridurre il contagio attraverso la vaccinazione di chiunque possa essere entrato in contatto con il germe, intervenendo anche sui soggetti portatori sani; in tal modo è possibile ridurre velocemente la diffusione del contagio, interrompendo la catena di trasmissione.
RUBINATO (Aut). Ringrazia il Ministro per la tempestiva e puntuale risposta che, oltre a fornire rassicurazioni, dimostra il positivo sforzo di coordinamento tra diversi livelli istituzionali, e raccomanda la prosecuzione dell'impegno nell'azione di informazione al fine di impedire il diffondersi del panico nella popolazione.
SACCONI (FI). Nella gestione della vicenda che ha investito il Veneto e la provincia di Treviso le istituzioni, politiche e scientifiche, hanno dato prova di elevata reattività e capacità sinergica, attraverso la pronta attivazione di adeguate forme di protezione. Per il futuro è opportuno che il Governo aggiorni il Parlamento sui riscontri del monitoraggio che certamente sarà svolto sul territorio e riconsideri il protocollo sanitario di profilassi alla luce delle nuove condizioni imposte dalla globalizzazione, che implicano più frequenti contatti tra persone provenienti da territori con livelli differenti di protezione sanitaria.
MARINO (PD-Ulivo). Associandosi ai ringraziamenti per la pronta informativa del Governo, esprime preoccupazione perla decisione, proprio nella Regione più colpita dal fenomeno, di annullare l'obbligatorietà di alcuni vaccini, che rappresentano l'unico strumento per debellare le malattie infettive più gravi, anche in ragione dell'esigenza di assicurare uniformità nazionale nella gestione di problematiche che non investono solo determinate aree del Paese.
PRESIDENTE. Dichiara conclusa la discussione sull'informativa del Ministro della salute.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ricorda che i senatori che non hanno partecipato alle votazioni sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del senatore Roberto Castelli e di altri soggetti possono dichiarare il proprio voto ai senatori segretari fino alle ore 19.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1903
e della questione di fiducia
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulla questione di fiducia.
ROSSI Fernando (Misto-Mpc). Il malessere del Paese si esprime nell'insufficienza di pensioni e stipendi, nel lavoro precario e negli infortuni, nei salari da mille euro al mese che costringono operai come quelli morti alla ThyssenKrupp a straordinari gravosi. Suggerisce quindi al Presidente del Consiglio di sfidare i poteri finanziari e di presentare un programma di autentico risanamento sociale, culturale e morale.
TIBALDI (IU-Verdi-Com). Il provvedimento è insufficiente sotto il profilo della definizione dei lavori usuranti e del lavoro notturno e sotto il profilo della lotta alla precarietà. La competente Commissione della Camera dei deputati aveva migliorato l'accordo senza stravolgerlo, approvando modifiche ispirate al buon senso. Su pressione della Confindustria, alcuni esponenti della maggioranza hanno costretto il Governo a porre la questione di fiducia sul testo originario e, in nome della concertazione, è stato assestato un duro colpo all'autonomia del Parlamento. Per affrontare seriamente il problema della sicurezza, degli infortuni e delle morti sul lavoro, bisogna aggredire il problema della precarietà e del lavoro sottopagato, che comprimono i diritti dei lavoratori. Dichiarandosi favorevole all'ipotesi di riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente, preannuncia un voto di fiducia, dettato dalla necessità di evitare l'entrata in vigore della normativa che prevede lo scalone previdenziale. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com).
MANINETTI (UDC). A distanza di poche ore dal triplice voto di fiducia sulla finanziaria, per risolvere contrasti interni alla maggioranza il Governo si rende responsabile dell'ennesima spoliazione delle prerogative parlamentari. Il ricatto della Sinistra radicale ha vanificato la possibilità di confronto su un accordo comunque parziale, visto che esclude gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori. Meritano una sottolineatura negativa la mancata salvaguardia del lavoro a chiamata nel settore del commercio, la decisione centralistica di prevedere un tetto allo sgravio fiscale per la contrattazione di secondo livello, la debolezza delle misure relative alla decontribuzione e la penalizzazione del sistema degli incentivi per la produttività aziendale.
SACCONI (FI). E' davvero anomalo il ricorso alla fiducia su una riforma di vasta portata, che la Commissione di merito non ha potuto esaminare e modificare a causa dell'ostruzionismo della maggioranza. L'accordo, che non gode di un consenso parlamentare maggioritario, è stato sottoscritto soltanto da alcune parti sociali; peraltro la normativa previdenziale non è condivisa da Confindustria, mentre le disposizioni relative al mercato del lavoro incontrano le riserve della CGIL. Il provvedimento è indice della scarsa coerenza del centrosinistra che in campagna elettorale aveva promesso l'abrogazione della legge Biagi e della legge Maroni e aveva negato la necessità di elevare l'età pensionabile. Il protocollo, che è privo della necessaria copertura, va in direzione opposta agli indirizzi europei, favorevoli alla riqualificazione della spesa pubblica attraverso gli investimenti in infrastrutture, alla diminuzione della pressione fiscale e contributiva; anziché costruire un welfare orientato all'inclusione nel mercato del lavoro, si conferma una concezione dello Stato sociale orientato al pensionamento precoce. Numerosi sono nel dettaglio i profili critici: dalla mancata riforma degli enti previdenziali, la cui fusione è irrealizzabile, all'aumento indifferenziato dei contributi per tutti i lavoratori, in particolare per i parasubordinati; dalla revisione dei contratti di formazione all'estensione ai servizi di tipologie contrattuali tagliate su misura per l'industria. Hanno poi un evidente segno regressivo il ripristino della centralità del collocamento pubblico e il ritorno al sistema informativo del lavoro. In conclusione, il disegno di legge esprime un'ideologia che antepone le classi alle persone, l'egualitarismo livellatore alle pari opportunità, le garanzie alle responsabilità. (Applausi del senatore Maninetti. Congratulazioni).
ROILO (PD-Ulivo). Il disegno di legge in esame dà attuazione ad un accordo che scaturisce dalla concertazione con le parti sociali, metodo e asse portante della politica di questo Governo, alternativo alla logica degli accordi separati e delle scelte unilaterali che hanno caratterizzato la passata legislatura. Tale accordo è stato legittimato dalla consultazione referendaria dello scorso ottobre, che ha visto un'elevata partecipazione dei lavoratori e si è concluso con un risultato ampiamente favorevole. Il provvedimento in esame permetterà di realizzare migliori condizioni previdenziali e lavorative; esso prevede, tra l'altro, una modulazione graduale dell'innalzamento dell'età pensionabile che tenga nella dovuta considerazione i lavori usuranti, significative misure per l'innalzamento delle pensioni più basse, la cancellazione delle forme più odiose di mercificazione del lavoro, come il lavoro intermittente, e una migliore disciplina del lavoro a tempo determinato. Vi sono pertanto numerose ragioni di merito per la sua approvazione e per l'espressione di un convinto voto favorevole sulla fiducia che è stata posta. L'impegno del Governo non può tuttavia esaurirsi con il varo di queste norme; è necessario che l'anno prossimo si affronti la questione salariale e del rinnovo dei contratti del settore pubblico e che vengano adottate efficaci iniziative per il contrasto del precariato e per favorire la sicurezza sui luoghi di lavoro. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulla questione di fiducia e sospende la seduta fino alle ore 18.
La seduta, sospesa alle ore 17,13, è ripresa alle ore 18.
PRESIDENTE. Passa alla votazione del disegno di legge, composto del solo articolo 1, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
TURIGLIATTO (Misto-SC). Il Protocollo sul welfare va in direzione opposta rispetto alle aspettative e alle richieste del mondo del lavoro. Il cosiddetto scalone previsto dalla riforma Maroni non viene eliminato, ma solo diluito negli anni, mentre permangono in vigore le norme del pacchetto Treu e della legge n. 30 del 2003 e non viene contrastata in modo efficace la precarietà lavorativa. Particolarmente grave appare l'eliminazione della sovracontribuzione per le ore di straordinario, con prevedibili effetti negativi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Annuncia pertanto un voto contrario sul provvedimento in esame.
BARBIERI (Misto-PS). I Socialisti voteranno la fiducia ma ribadiscono l'insoddisfazione per i contenuti del provvedimento in esame e per l'assenza, anche nella finanziaria e nei disegni di legge collegati, di un disegno strutturale di politica economica. Appare particolarmente deprecabile la mancata adozione di efficaci misure a vantaggio di quell'ampia area di lavoratori, giovani e meno giovani, privi di adeguate tutele; è auspicabile a questo proposito uno scatto in avanti nell'azione di governo, che favorisca un vero patto tra generazioni nella direzione di un welfare universale. (Applausi del senatore Montalbano).
BARBATO (Misto-Pop-Udeur). Gli accordi di luglio sono stati il frutto di un intenso e serrato dibattito politico ed hanno in seguito riscosso un larghissimo consenso tra i lavoratori; essi tengono conto degli interessi di tutti i soggetti coinvolti e danno una positiva risposta alle richieste provenienti dal mondo del lavoro. Ha fatto bene il Governo a tener fede ai patti ripristinando un testo il più possibile fedele ai suddetti accordi, su cui i Popolari-Udeur esprimeranno un voto favorevole. Tra le misure positive vanno segnalati il superamento dello scalone, la previsione di fondi per consentire l'accesso al credito da parte dei giovani e le agevolazioni per il riscatto della laurea a fini pensionistici; particolare rilievo assume una deroga, fortemente voluta dai Popolari-Udeur, per l'utilizzo del lavoro a chiamata nei settori del turismo, della ristorazione e dello spettacolo, misura che consente di evitare il rischio di un aumento del lavoro sommerso. (Applausi dal Gruppo Misto-IdV).
FORMISANO (Misto-IdV). Il disegno di legge in esame dà attuazione ad accordi che sono il risultato di una discussione di notevole rilevanza sociale, culminata con il voto favorevole di milioni di lavoratori; esso inoltre, anche attraverso l'eliminazione dello scalone, tiene fede agli impegni assunti dalla maggioranza in campagna elettorale. Annuncia pertanto il voto favorevole dell'Italia dei Valori sulla questione di fiducia ed il suo sostegno convinto all'azione del Governo.
D'AMICO (Misto-UL). Annuncia il voto favorevole dei senatori dell'Unione Liberaldemocratici e dell'Unione Democratica per i consumatori, sottolineando tuttavia che con tale voto è da considerarsi conclusa una fase politica. Le ragioni di merito che inducono all'approvazione del provvedimento sono identificabili nell'abolizione dell'ingiusto scalone previsto dalla riforma Maroni, ma anche nel superamento delle posizioni di coloro che pretendevano l'abrogazione totale della cosiddetta legge Biagi; se in Italia l'occupazione è aumentata negli ultimi anni, ciò è infatti dovuto proprio alle norme contenute nel pacchetto Treu e nella legge Biagi. Va inoltre rilevato che è anche merito dei Liberaldemocratici se è stata rispettata la volontà espressa da milioni di lavoratori ed è stata difesa l'azione riformatrice del sindacato, di fronte a forze politiche che pretendevano invece di imporre la volontà di una minoranza dei lavoratori. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo e dei senatori Scalera e Negri).
PISTORIO (DCA-PRI-MPA). È anzitutto censurabile il ruolo cui il Parlamento è stato relegato dal Governo in occasione dell'esame del disegno di legge,visto che con procedura censurabile sotto il profilo democratico il potere legislativo è stato completamente esautorato e costretto a ratificare decisioni assunte in sedi concertative esterne. Appare altresì paradossale l'atteggiamento della sinistra radicale, critico nei confronti del provvedimento ma favorevole sulla fiducia, evidentemente per mero interesse al prolungamento della legislatura. Similmente a quanto accaduto per la finanziaria e per il decreto-legge fiscale, suscita particolare perplessità la sostenibilità finanziaria delle misure adottate; peraltro i fondi utilizzati a copertura degli oneri per il superamento dello scalone sarebbero stati meglio impiegati per il rilancio dell'economia. Nel rilevare inoltre l'assenza di adeguate politiche di sviluppo dell'occupazione nel Mezzogiorno, dove peraltro una politica del lavoro basata esclusivamente sulla flessibilità e la moderazione salariale esplica un'efficacia limitata, annuncia il voto contrario del proprio Gruppo sul provvedimento in esame.
PETERLINI (Aut). Il Gruppo voterà a favore della fiducia posta sul protocollo welfare. Attraverso la concertazione, strumento fondamentale per individuare politiche innovative, è stato possibile contemperare le ragioni dei lavoratori e delle imprese per varare un efficace piano di riforme che avvia una serie di tutele in particolare a favore dei giovani. Sotto il profilo previdenziale, infatti, stante la bassa natalità che si registra nel Paese e la maggiore aspettativa di vita, occorre affrontare il nodo fondamentale dell'aumento dell'età pensionabile in modo da non scaricare unicamente sulle giovani generazioni il peso della previdenza. In tal senso positiva è la rimodulazione del cosiddetto scalone, ma occorrerà promuovere anche la previdenza complementare e favorire la natalità dando centralità a politiche per la famiglia. Condivisibili sono altresì le misure in materia di lavoro a chiamata, che vengono mantenute per i settori del turismo e dello spettacolo. (Applausi dai Gruppi Aut, PD-Ulivo e RC-SE. Congratulazioni).
GALLI (LNP). La Lega è contraria al protocollo per questioni di metodo e di merito. Sotto il primo profilo si registra una situazione paradossale per cui il testo dell'accordo, sottoposto ad un referendum soltanto parzialmente credibile in quanto ha coinvolto i lavoratori più politicizzati, viene presentato in Parlamento in una versione diversa da quella oggetto dell'intesa. Inoltre la fiducia viene posta su un testo che giunge in Aula senza che in Commissione sia stato possibile discuterlo per l'ostruzionismo operato dalla maggioranza. Nel merito, le misure presentano carattere demagogico, a dimostrazione del fatto che la sinistra non presta attenzione alle classi sociali di riferimento, come nel caso della rimodulazione dello scalone che interessa un numero esiguo di lavoratori e sposta soltanto di pochi mesi la data della pensione. Quanto alla precarietà, si cancellano modalità di lavoro che hanno avuto scarso peso sul mercato del lavoro mentre nel caso di proroga del contratto a termine si prevede una procedura talmente farraginosa che di fatto favorisce la cessazione del lavoro. Per segnalare la propria contrarietà la Lega rimarrà in Aula ma non parteciperà al voto. (Applausi dal Gruppo LNP).
Presidenza del vice presidente ANGIUS
D'ONOFRIO (UDC). La fiducia posta sul protocollo del welfare configura un'anomala novità sul piano dei rapporti istituzionali in quanto non è motivata dall'ostruzionismo dell'opposizione, ma da quello posto in essere dalla maggioranza che si arroga il diritto, su tale questione e su numerose altre, di rappresentare al suo interno posizioni contrastanti con il risultato di determinare una sorta di paralisi decisionale. E' infatti in atto all'interno della maggioranza uno scontro politico violento che non appare possa ricomposi con la verifica di gennaio. In merito al protocollo, si cerca con la fiducia di imporre la linea che ritiene immodificabile l'accordo ma in tal modo si impedisce al Parlamento di svolgere il proprio ruolo. Peraltro, anche esponenti della maggioranza sono consapevoli del fatto che con la fiducia il provvedimento è stato sottratto al Parlamento, impedendo in tal modo ai parlamentari di esercitare le loro prerogative, ad esempio al senatore Angius di non votare, come aveva dichiarato, un provvedimento che dal suo punto di vista presentava alcune criticità in materia di contrasto alla precarietà. (Applausi dal Gruppo UDC e del senatore Amato).
PRESIDENTE. Le misure che aveva auspicato nell'intervento citato dal senatore D'Onofrio sono state inserite nella finanziaria.
ZUCCHERINI (RC-SE). A nome dei Gruppi di Rifondazione comunista, Sinistra democratica e Insieme per l'Unione, sottolinea gli aspetti positivi presenti nel protocollo, in particolare perché mitiga l'effetto di indiscriminato aumento dell'età pensionabile che sarebbe derivato dall'entrata in vigore dello scalone, ma anche l'assenza di misure efficaci di lotta alla precarietà. Il protocollo si limita ad una serie di misure a carattere palliativo che mostrano l'assenza di un'analisi delle cause della precarietà e dei suoi effetti devastanti in termini di disgregazione sociale e di creazione di nuova povertà. Peraltro, si tratta di problematiche che ineriscono direttamente la politica e sui quali il Parlamento deve esprimersi e mostrare il proprio indirizzo. Non condivide pertanto l'assunto secondo cui la fiducia va posta perché non si può modificare l'intesa raggiunta con le parti sociali: in tal modo infatti si dà una lettura corporativa dell'accordo e della concertazione. La fiducia che sarà espressa sul protocollo chiude una fase politica cui dovrà seguire un'inversione di rotta a partire dalla verifica di gennaio per rilanciare un progetto politico che dia centralità alle politiche del lavoro e di redistribuzione sociale. (Applausi dai Gruppi RC-SE, SDSE, IU-Verdi-Com, PD-Ulivo e Misto-PS e della senatrice Rame. Congratulazioni).
Ripresa della discussione del Documento IV-bis, n. 3
PRESIDENTE. Dichiara chiuse le votazioni sulla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del senatore Roberto Castelli e di altri soggetti ed invita i senatori segretari a procedere al computo dei voti.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1903
e della questione di fiducia
VIESPOLI (AN). L'apposizione della fiducia su un provvedimento così importante costituisce una grave vulnus alla dignità del Parlamento, al quale è stata negata la possibilità di attuare quel confronto costruttivo tra concezioni politiche alternative che è proprio di un sano bipolarismo. La maggioranza realizza una vera mistificazione nel sostenere che le norme contenute nel disegno di legge sono frutto di una concertazione e della volontà di difendere gli interessi dei più deboli. Un sereno dibattito avrebbe consentito all'opposizione di riconoscere la positività di alcune disposizioni ivi previste, che segnano una parziale continuità con la politica economica del Governo Berlusconi, come la decisione di non stravolgere l'impostazione della legge Biagi; tuttavia, un Governo responsabile avrebbe dovuto proseguire l'iter avviato con il Libro bianco e con lo statuto dei lavoratori. Si è invece scelto di imporre l'attuazione di un Protocollo che non appare legittimo dal punto di vista politico e sociale e che non risolve i reali problemi del mondo del lavoro. Si è, ad esempio, elusa la questione salariale, preferendo dare priorità a quella pensionistica, danneggiando così la maggioranza della popolazione e pregiudicando gravemente il futuro delle giovani generazioni. Il centrosinistra ha sciupato l'occasione di attuare un'effettiva democrazia partecipativa, che includesse, oltre ai tradizionali interlocutori sindacali, i nuovi soggetti che nel panorama economico italiano rappresentano la parte più produttiva del Paese. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC e del senatore Santini. Congratulazioni).
Risultato di votazioni
PRESIDENTE. Comunica che il Senato ha approvato le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, volte a negare l'autorizzazione a procedere in giudizio nei confronti del senatore Roberto Castelli e di altri soggetti. (Doc. IV-bis, n. 3).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1903
e della questione di fiducia
SCHIFANI (FI). Il disegno di legge è inaccettabile sotto il profilo del rigore dei conti, in particolare per quanto riguarda la spesa previdenziale: non appare infatti realistica, come rilevato anche dall'INPS, la previsione che limita a cinquemila il numero delle domande di prepensionamento per lavori usuranti, dal momento che è stato individuato un diritto soggettivo in capo a ciascun lavoratore. Contrariamente a quanto sta avvenendo in Europa, sotto il ricatto dell'ala estrema della sinistra il Governo è stato costretto a privilegiare gli interessi di pochi a danno dei diritti della maggior parte della popolazione, soprattutto giovanile. Il ministro Chiti ha tentato inutilmente di giustificare l'esproprio di funzioni perpetrato ai danni del Senato citando precedenti della scorsa legislatura nei quali, però, il ricorso alla fiducia era stato imposto dall'ostruzionismo dell'opposizione di centrosinistra. Egli ha inoltre contraddetto le affermazioni del Presidente della Repubblica, il quale aveva giustificato il ricorso alla fiducia solo nei casi in cui fosse in corso uno scontro politico o in cui la mancata riforma della legge di bilancio avesse ostacolato il percorso del disegno di legge, affermando invece che alla base dell'apposizione della questione di fiducia sul protocollo vi è il riconoscimento da parte del Governo di una fondamentale rilevanza strategica e politica del provvedimento. Per le ragioni esposte e alla luce dell'inaccettabile violazione delle procedure parlamentari, annuncia che il Gruppo Forza Italia non parteciperà alla votazione. (Applausi dai Gruppi FI e DCA-PRI-MPA. Congratulazioni).
Presidenza del presidente MARINI
TREU (PD-Ulivo). Le critiche mosse dall'opposizione, prive di fondamento nel merito, appaiono strumentali e pretestuose. Il provvedimento contiene misure in favore delle pensioni basse, riforma in maniera organica il mercato del lavoro ed il settore previdenziale, incentiva l'impiego a tempo indeterminato, istituisce reti di sicurezza, indispensabili per garantire la sostenibilità del lavoro flessibile. Esso è pienamente legittimo, sia perché rispetta gli impegni contenuti nel programma dell'Unione, sia perché rappresenta l'espressione di un accordo ampio tra le parti sociali, raggiunto senza la rottura dell'unità sindacale. Si tratta di norme omogenee e puntuali, che rispondono in maniera strutturale alle esigenze del Paese e che motivano il convinto voto favorevole del Gruppo, volto a rilanciare l'azione riformatrice ed a confermare gli impegni assunti con le parti sociali che hanno sottoscritto il protocollo. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo).
CALDEROLI (LNP). Interviene in dissenso dal Gruppo per annunciare la non partecipazione alla prima chiama. Intende in questo modo segnalare la grave violazione della privacy compiuta con la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche riguardanti l'onorevole Berlusconi e il dottor Saccà e la mancata richiesta di chiarimenti dal parte del Parlamento in ordine a ipotesi di reato che, ove comprovate, sarebbero gravissime. Invita infine i senatori che hanno annunciato l'ultima fiducia al Governo Prodi a non partecipare al voto e a far mancare il numero legale: in questo modo il Paese risparmierebbe diversi miliardi di euro. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Procede alla votazione del disegno di legge, composto del solo articolo 1, sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.
Seguono le operazioni di voto.
Con votazione nominale con appello, ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge composto del solo articolo 1. Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al disegno di legge. (Applausi).
BOCCIA Antonio (PD-Ulivo). Durante la votazione il senatore Curto ha dichiarato per errore un voto contrario e il senatore segretario gli ha consentito di correggersi e di manifestare la volontà di non partecipare al voto. Auspica che analoga flessibilità valga anche per la maggioranza affinché l'autentica volontà del senatore prevalga sempre sull'involontario errore.
CALDEROLI (LNP). Ricorda al senatore Boccia che la Presidenza è stata molto flessibile nei confronti della maggioranza, consentendo a senatori a vita di dichiarare il voto senza sfilare sotto il banco della Presidenza.
Sui lavori del Senato
PRESIDENTE. Essendo stati esauriti gli argomenti previsti dal calendario della corrente settimana, la seduta di domani non avrà luogo. Rivolge auguri di buone festività. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 15 gennaio 2008.
La seduta termina alle ore 20,30.