Legislatura 15ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 269 del 19/12/2007

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del presidente MARINI

 

La seduta inizia alle ore 9,34.

Sul processo verbale

LADU, segretario. Dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 13 dicembre.

DIVINA (LNP). Chiede che la votazione sia preceduta dalla verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Dispone la verifica. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 9,38, è ripresa alle ore 9,58.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimediana del 13 dicembre.

 

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,59 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sulla moratoria universale della pena di morte

approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite

PRESIDENTE. Nella giornata di ieri l'Assemblea dell'ONU ha approvato a larga maggioranza la risoluzione sulla moratoria della pena di morte. Si tratta di una nuova importante affermazione dei diritti umani resa possibile grazie all'azione del Governo e del Parlamento italiani, che si è affiancata all'instancabile attività delle numerose organizzazioni impegnate da anni contro la pena di morte. Un determinate contributo è venuto altresì dalla determinazione unanime dell'Unione europea assunta nello scorso maggio che ha permesso di raccogliere il vasto consenso registratosi nella votazione di ieri. (Generali applausi).

Sul decreto-legge in materia di espulsioni per esigenze di sicurezza

CALDEROLI (LNP). L'annunciata volontà del Governo di far decadere il decreto-legge sulla sicurezza determina conseguenze sul piano politico ed economico nonché per la sicurezza collettiva, a causa dalla cancellazione delle misure che hanno consentito un sia pure limitato numero di espulsioni dal territorio nazionale di soggetti pericolosi. Poiché la causa della mancata conversione in legge è nell'errato riferimento al Trattato di Amsterdam, introdotto in prima lettura al Senato nonostante il senatore Pera ne avesse rilevato l'inconsistenza, occorre che il Senato ed attui per quanto di competenza un accertamento delle responsabilità ai vari livelli istituzionali. (Applausi dai Gruppi LNP, FI e AN).

PASTORE (FI). Auspica che il Governo non reiteri, in contrasto con la giurisprudenza della Corte costituzionale, il decreto-legge sulla sicurezza, che dovrà decadere per un errore dell'Esecutivo avallato dalla Presidenza del Senato che, per ragioni politiche, non ha rispettato le regole sulla verifica dell'ammissibilità degli emendamenti.

Sulle morti sul lavoro e sulla violenza contro le donne

BRISCA MENAPACE (RC-SE). La morte di altri due operai feriti nell'incidente verificatosi presso gli stabilimenti ThyssenKrupp ed il quotidiano riproporsi di analoghi incidenti mortali in diverse zone del Paese e di notizie di violenze ed assassinii ai danni delle donne, che hanno lo stesso rilievo della pena di morte, dovrebbero fare riflettere sulla mancanza di democrazia connaturata ad un sistema sociale ove il profitto e il patriarcato contano più della vita delle persone. (Applausi dai Gruppi RC-SE, SDSE, IU-Verdi-Com, PD-Ulivo e UDC).

FERRARA (FI). Rispetto alla tragedia delle morti sul lavoro, che sono più di mille l'anno, il Governo è distratto, così come è disattento in relazione alla sicurezza e alla manovra finanziaria. (Applausi del senatore Amato).

PRESIDENTE. Il fenomeno gravissimo degli incidenti mortali sul lavoro tocca la sensibilità di tutte le forze politiche: è compito specifico del Senato vigilare, attraverso le Commissioni competenti, sull'attuazione delle norme per la sicurezza e sullo svolgimento di ispezioni nei luoghi di lavoro.

BONFRISCO (FI). Condivide le parole del Presidente e auspica che siano aumentati i fondi a disposizione della Commissione di inchiesta sulle morti bianche. (Applausi dai Gruppi FI e LNP).

BRISCA MENAPACE (RC-SE). Tiene a precisare che il suo precedente intervento era incentrato su due argomenti, le morti sul lavoro e l'aumento delle violenze contro le donne, e che il secondo non ha avuto alcun seguito.

Sullo sgombero a Roma di una comunità rom

BONADONNA (RC-SE). Sottolinea l'esigenza di un intervento del Governo e dell'amministrazione comunale di Roma in relazione ai trentanove bambini rom e alle tre donne incinte che vivevano in un insediamento sul Tevere che è stato sgomberato e che ora vivono esposti ai rigori invernali. (Applausi dai Gruppi RC-SE e SDSE).

Sull'uso improprio di mezzi della Guardia di finanza

NOVI (FI). Sollecita una comunicazione del ministro Padoa-Schioppa sull'utilizzo di mezzi della Guardia di finanza per spostamenti privati da parte del vice ministro Visco e del ministro Pecoraro Scanio.

Calendario dei lavori dell'Assemblea

PRESIDENTE. Comunica le deliberazioni assunte ieri dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine all'organizzazione della discussione dei documenti dei bilancio e alla ripresa dei lavori dopo le festività. (v. Resoconto stenografico).

Discussione congiunta dei disegni di legge:

(1818-B) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010 (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

(1817-B) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)

(Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

ALBONETTI, relatore sul disegno di legge 1818-B. L'esame del disegno di legge di bilancio presso la Camera dei deputati non ha comportato un peggioramento dei saldi di finanza pubblica: le spese finali sono state ridotte e il saldo netto da finanziare è migliorato sia in termini di competenza sia in termini di cassa. Le tabelle sinottiche consentono di valutare come è mutata, in termini assoluti e percentuali, la composizione della spesa ma, sebbene sia stata resa più agevole la lettura dei documenti contabili, l'articolazione della spesa per missioni, come dimostra il caso della difesa, sconta ancora i limiti dell'attuale procedura di bilancio. L'altro ramo del Parlamento ha introdotto all'articolo 3 strumenti per migliorare il monitoraggio e il controllo strategico della spesa pubblica ed è auspicabile che il Governo, nel rispetto delle prerogative parlamentari, confermi l'impegno a riformare la sessione di bilancio. (Applausi dal Gruppo PD-Ulivo).

LEGNINI, relatore sul disegno di legge n. 1817-B. L'esame in seconda lettura del disegno di legge finanziaria alla Camera dei deputati ha prodotto notevoli integrazioni, aggiunte e modifiche del testo licenziato dal Senato, che però ne hanno lasciato immutato l'impianto complessivo; le due letture parlamentari si integrano vicendevolmente in un unico disegno di politica economica e di bilancio. Vi è stato un ulteriore aumento dell'entità della manovra lorda, ora pari a circa 15,5 miliardi di euro, senza variare la proporzione fra riduzione di entrate ed aumenti di spesa. Tale aumento è stato finanziato in gran parte tramite ulteriori significative riduzioni di spesa, che hanno permesso di lasciare invariata la pressione fiscale ed hanno prodotto un leggero miglioramento dei saldi; i pochi aumenti di entrate non sono comunque stati utilizzati per finanziare nuove o maggiori spese. L'aumento della manovra, grazie al quale sono stati finanziati ulteriori sgravi e detrazioni fiscali e sono state stanziate risorse aggiuntive nei settori dei trasporti, della spesa sociale, della sicurezza e dell'ambiente, non incide dunque sui saldi del DPEF; il rapporto deficit-PIL rimane abbondantemente all'interno dei parametri di Maastricht, lo stock del debito è in diminuzione, mentre aumenta l'avanzo primario. Tali dati inconfutabili si collocano all'interno di un percorso virtuoso di politica economica, che persegue gli obiettivi di risanamento, equità e sviluppo e si differenzia sostanzialmente dalla gestione economica della passata legislatura, caratterizzata da un complessivo peggioramento dei saldi di bilancio. Le manovre correttive che si renderanno necessarie nel 2008 e negli anni successivi saranno basate su ulteriori interventi di riduzione e riqualificazione della spesa, risultando insostenibile un aumento della pressione fiscale. A questo proposito, è auspicabile che prosegua il percorso di ristrutturazione del bilancio dello Stato, in modo da accrescere le possibilità di analisi e valutazione della spesa pubblica e degli effetti finanziari delle nuove norme. Nel rimandare, per un esame dettagliato delle modifiche introdotte dalla Camera, al testo scritto del suo intervento, che chiede alla Presidenza di poter allegare ai Resoconti della seduta (v. Allegato B), si rammarica che i propositi di contenimento delle dimensioni complessive dell'articolato siano stati raggiunti solo in parte, auspicando in merito un più incisivo intervento riformatore. (Applausi dai Gruppi PD-Ulivo e del senatore Albonetti. Congratulazioni).

VEGAS, relatore di minoranza sui disegni di legge nn. 1818-B e 1817-B. A dispetto dei buoni propositi formulati l'anno passato, anche questa volta il disegno di legge finanziaria si avvia alla sua approvazione definitiva con un testo molto ampio, costituito da un elevato numero di commi, il cui contenuto deroga alle leggi di contabilità; il tutto nel silenzio di chi avrebbe la responsabilità politica del controllo. È scorretta la copertura finanziaria della manovra, basata sull'andamento spontaneo delle entrate: non vi sono infatti certezze che tale andamento segua il corso sperato, tanto più in presenza di una prevedibile diminuzione del tasso di crescita e di una situazione macroeconomica complessivamente meno favorevole, a causa anche dell'aumento del prezzo del petrolio e dell'apprezzamento dell'euro sul dollaro. Inoltre, se già ora si prevede la necessità di una futura manovra correttiva, sarebbe opportuno adottarla subito, in un contesto di andamento economico ancora buono. I pochi elementi positivi presenti nel disegno di legge finanziaria vengono offuscati da una quantità enorme di impegni di spesa, il cui unico fine è quello di tenere unite le varie componenti della maggioranza. Le misure adottate non consentono il risanamento dei conti pubblici, non favoriscono il rilancio dell'economia e non andranno a vantaggio né delle imprese né dei ceti più deboli, i quali saranno anzi particolarmente colpiti dagli effetti inflazionistici provocati dalla crescita della spesa, che nel passaggio alla Camera è aumentata di 6,6 miliardi per il 2008 e di 17 miliardi nel triennio. La redistribuzione dei redditi, su cui è ideologicamente basato il disegno di legge finanziaria, avrebbe senso in un contesto di sviluppo e di benessere; invece l'immobilismo sociale perseguito dalla sinistra, e da essa inteso come fondamento dell'equità, impedisce al Paese di essere competitivo in un contesto di economia globale, avviandolo inesorabilmente verso il declino. Un Esecutivo incapace di guardare al futuro non merita di governare un Paese che neanche conosce, come dimostrano alcune norme ridicole quali l'introduzione di due contributi volontari, uno sull'acqua minerale per finanziare un fondo per l'accesso alle risorse idriche ed uno di un centesimo per ogni litro di carburante acquistato per finanziare un fondo per il clima. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LNP).

FRANCO Paolo (LNP). Con la questione pregiudiziale QP1 si propone di non procedere all'esame del disegno di legge finanziaria, che non rispetta il dettato costituzionale di cui all'articolo 72, ove è previsto che i disegni di legge siano votati articolo per articolo. Disattendendo gli appelli del Presidente della Repubblica, il quale aveva richiamato ad una maggiore comprensibilità dei documenti di bilancio e ad una limitazione nell'uso dello strumento della fiducia, alla Camera, dove il Governo è sostenuto da una maggioranza più ampia di quella registrata al Senato, sono stati presentati tra maxiemendamenti, che racchiudono un numero impressionante di commi relativi a materie disomogenee, sui quali è stata posta la questione di fiducia. Mentre al Senato il senso di responsabilità dell'opposizione aveva scongiurato il ricorso a tale strumento, alla Camera i problemi politici interni alla maggioranza hanno prodotto effetti negativi sulla correttezza del procedimento legislativo. La grave crisi democratica in cui versa il Paese si manifesterà anche con l'impossibilità di esaminare nel merito il provvedimento sul welfare, su cui il Governo ha già annunciato che presenterà l'ennesima questione di fiducia. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

 

Il Senato respinge la questione pregiudiziale QP1 avanzata dal senatore Polledri e da altri senatori.

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale congiunta.

 

Presidenza del vice presidente ANGIUS

ZANETTIN (FI). Da un articolo pubblicato sul notiziario ufficiale dell'Agenzia delle entrate emerge il pregiudizio ideologico dall'amministrazione finanziaria nei confronti del mondo imprenditoriale: vi si sostiene infatti che l'indeducibilità degli interessi passivi dal reddito d'impresa è misura necessaria perché gli imprenditori italiani esportano all'estero i loro capitali e sostengono gli investimenti indebitandosi, così da ottenere il duplice vantaggio di maturare interessi attivi con gli istituti di credito esteri e di dedurre fiscalmente gli interessi passivi pagati in Italia. Tale tesi dimostra la scarsa conoscenza che il Governo ha della realtà della piccola e media imprenditoria italiana, che sostiene enormi sacrifici e rischi per affrontare i propri investimenti; a tale proposito è stata presentata e sottoscritta da numerosi senatori un'interrogazione, che ancora non ha ricevuto risposta, volta ad accertare la posizione dell'intero Esecutivo in materia. In seguito alle osservazioni mosse sull'indeducibilità, che arreca un grave danno alle medie imprese, per le quali l'incidenza dell'indebitamento è maggiore rispetto alle grandi imprese, che continuano a ricevere agevolazioni, alla norma sono state apportate alcune parziali ma ancora insufficienti correzioni. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Con il passaggio alla Camera del disegno di legge finanziaria, pur essendo state introdotte alcune rilevanti modifiche, sono rimasti immutati i saldi e i conti pubblici. In particolare, in merito all'applicazione del Protocollo di Kyoto e ai cambiamenti climatici è stato confermato e rafforzato l'impegno assunto in Senato attraverso importanti misure in favore del risparmio energetico e idrico: è stato istituito il divieto di vendita delle lampadine ad incandescenza a partire dal 2011 e si è introdotto l'obbligo di certificazione energetica e di risparmio idrico nell'edilizia. Lo sforzo intrapreso a livello nazionale deve essere accompagnato dal contributo degli enti locali, e in particolare dei Comuni, in favore della sostenibilità nelle città. Sono valutate con soddisfazione le norme relative agli sgravi dell'ICI per chi installa impianti fotovoltaici e al piano irriguo, con il quale si recuperano fondi per la programmazione relativa ai piccoli bacini e per la ristrutturazione delle reti idriche; sono inoltre positive le misure introdotte in favore dei parchi, per il ripristino del paesaggio e la demolizione delle opere abusive, per la piattaforma per l'idrogeno e quella del fondo per il clima. Appare invece criticabile la decisione di non prevedere incentivi per la rottamazione degli elettrodomestici ad alto consumo e sarebbe stato opportuno non inserire alcune norme discutibili, come quelle sull'urbanistica, che rischiano di favorire la speculazione nelle città e su cui peraltro la Commissione ambiente sta svolgendo un approfondito esame. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com).

 

Presidenza del vice presidente BACCINI

POSSA (FI). Le norme volte alla ristrutturazione del settore energetico introdotte nel disegno di legge finanziaria sono connotate da un marcato dirigismo, addirittura aggravato con il passaggio alla Camera. Le tesi che considerano le emissioni di gas serra la principale causa dei cambiamenti climatici del pianeta, pur essendo state criticate da numerosi e autorevoli studiosi, sono state assunte in ambito europeo e hanno comportato l'imposizione di norme gravose ed eccessivamente vincolanti, che l'Italia si accinge ad adottare. L'introduzione di tali criteri per la produzione di energia elettrica, come l'impiego percentualmente sempre maggiore di fonti rinnovabili e l'adeguamento della rete, determinerà un incremento dei costi, che ricadranno, come una tassazione indiretta, sui cittadini attraverso l'aumento della bolletta. Ciò comporterà pesanti effetti depressivi per l'economia italiana e una ulteriore perdita di competitività. Appaiono inoltre assolutamente criticabili le norme introdotte in materia di edilizia, di carburanti e di distribuzione di lampadine, ispirate ad una concezione radicale, cui la componente moderata della maggioranza si è dovuta piegare. (Applausi dal Gruppo FI e dei senatori Santini e Polledri. Congratulazioni).

VILLONE (SDSE). Grazie all'impegno in particolare della Sinistra democratica, la lotta agli sprechi e ai costi impropri della politica ha trovato accoglimento nella finanziaria attraverso misure che offrono al Paese un significativo segnale. In particolare, si è provveduto alla riduzione dei componenti del Governo a partire dal prossimo (in modo da non tramutare l'intervento in una forma surrettizia di crisi per l'attuale Esecutivo), a frenare l'aumento delle spese degli organi costituzionali, nonché a fissare un tetto agli emolumenti dei dirigenti pubblici. Tale ultima norma in particolare muove non da un intento di natura moralistica, ma dalla necessità di individuare una governance di sistema. La pubblica amministrazione infatti è stata oggetto negli ultimi anni di un processo che ha determinato, sul piano contrattuale, una disparità di trattamento tra le retribuzioni della gran parte dei dipendenti, fortemente erose negli ultimi anni, e quelle dei cosiddetti manager, che sono aumentate in modo esponenziale grazie soprattutto alla contrattazione individuale loro riservata, secondo un trattamento non trasparente che appare tra l'altro minare i principi costituzionali di autonomia e imparzialità su cui deve fondarsi l'azione della pubblica amministrazione. E' pertanto positivo che il Governo nel maxiemendamento abbia riconfermato all'articolo 3 commi 43 e seguenti il testo del Senato in materia di emolumenti ai dirigenti pubblici, testo che la Camera aveva invece modificato non comprendendone la complessità e l'obiettivo. (Applausi del senatore Paolo Brutti).

TECCE (RC-SE). Il testo della finanziaria licenziato dalla Camera conferma l'obiettivo di coniugare il rigore dei conti con l'equità e lo sviluppo, secondo l'indirizzo assegnato alla manovra per il 2008. Il previsto incremento delle spese è infatti compensato dal reperimento di nuove risorse come emerge dal miglioramento del saldo netto. La Sinistra in particolare si è battuta per misure a favore delle classi sociali più deboli, assoggettate negli ultimi anni ad un progressivo impoverimento, e per avviare politiche salariali nell'obiettivo di rimuovere gli ostacoli frapposti alla ripresa economica del Paese. E' quindi positiva la riconferma nel testo licenziato dalla Camera della norma che destina le maggiori entrate tributarie alla riduzione della pressione fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti, anzi la misura risulta rafforzata dalla previsione di un fondo all'uopo costituito presso il Ministero dell'economia. Risultano inoltre potenziate le misure per le politiche sociali: è stato infatti raddoppiato il Fondo per non autosufficienze e inoltre, per agevolare l'erogazione di servizi da parte degli enti locali, è stato previsto di destinare al Ministero del welfare un anticipo delle somme dovute in modo da favorirne la ripartizione a livello territoriale. Perplessità destano le misure in materia di oneri di urbanizzazione nonché di ferrovie, anche se l'ordine del giorno approvato in Commissione esclude che si proceda alla liberalizzazione dei tratti di ferrovie a rendimento maggiore fino all'approvazione di una disciplina organica del settore da parte del Parlamento. (Applausi dei senatori Albonetti e Legnini).

ASCIUTTI (FI). La finanziaria appare priva di indirizzi strategici in quanto risponde alle richieste poste dalle diverse anime della maggioranza e non agli interessi del Paese, traducendosi in uno sperpero di denaro pubblico. Con riguardo, in particolare, all'università e alla ricerca scientifica le scelte appaiono improntate ad improvvisazione. Le disposizioni in favore dei giovani ricercatori non sono tali da favorire il superamento degli ostacoli frapposti alla loro attività, soprattutto perché non investono sui numerosi giovani scarsamente retribuiti che lavorano in modo precario nelle università. Non si determina alcuna inversione di tendenza rispetto all'esodo di ricercatori italiani all'estero; al contrario, si operano nuovi tagli, come riconosciuto anche dal ministro Mussi. Invita pertanto la senatrice Levi Montalcini a levare un grido d'allarme sullo stato della ricerca in Italia.

DONATI (IU-Verdi-Com). Nel passaggio alla Camera dei deputati il disegno di legge finanziaria ha subito rilevanti modifiche in materia di trasporti. Positiva è la svolta chiesta e ottenuta a sostegno del trasporto pubblico locale, con l'istituzione di un apposito fondo, al quale contribuiscono anche le Regioni, e di un osservatorio che vigili sulla qualità e l'efficienza della spesa, nell'ambito di un complesso di regole ancora da definire. Per quanto riguarda le Ferrovie è apprezzabile lo stanziamento per il contratto di servizio per la media e lunga percorrenza, ma restano irrisolti i problemi legati allo sviluppo del trasporto regionale e al piano di acquisto di treni per i pendolari, strumento indispensabile per offrire un'alternativa all'uso dell'automobile. In materia di liberalizzazione del trasporto ferroviario, invita il Governo a non dare attuazione al comma 253 dell'articolo 2, che ignora il lavoro di approfondimento già svolto in sede parlamentare, e di accelerare piuttosto la discussione del disegno di legge Bersani, al fine di individuare un quadro di regole di interesse pubblico capaci di tutelare la coesione sociale, la concorrenza, gli investimenti e l'efficacia dello stesso processo di privatizzazione. Con riferimento allo stanziamento aggiuntivo per l'autotrasporto, ottenuto a seguito di una lotta giusta per le motivazioni ma deprecabile per il metodo, ricorda che le proposte del centrosinistra per regolare la liberalizzazione del settore, voluta dal Governo Berlusconi, furono respinte. Per contrastare lo sfruttamento e perseguire una politica dei trasporti coerente, gli incentivi a pioggia sono inutili, occorre piuttosto istituire un'autorità indipendente a garanzia del settore.

BONFRISCO (FI). Ricorda alla senatrice Donati che la liberalizzazione del settore dell'autotrasporto fu realizzata dal governo Berlusconi nel quadro di un ambizioso programma di infrastrutture, mentre il centrosinistra ha bloccato le grandi opere e i progetti per l'alta velocità. La manovra finanziaria è destinata ad aggravare il declino economico, morale e culturale del Paese, confermando così la propensione del centrosinistra a imporre pesanti sacrifici ai lavoratori e a impoverire il Paese. L'incremento delle imposte per due punti percentuali e l'aumento ulteriore della spesa stimolano l'inflazione, dopo che il potere d'acquisto delle retribuzioni è stato dimezzato da una cattiva gestione dell'ingresso nell'euro imputabile allo stesso centrosinistra. In sintonia con un paradigma sindacale che difende consolidati sistemi di potere, la finanziaria non elimina privilegi, tutela i già garantiti, non prevede misure in tema di flexicurity, elargisce risorse per tenere unita una maggioranza incomponibile e per preparare la campagna elettorale. (Applausi del senatore Santini. Congratulazioni).

SANTINI (DCA-PRI-MPA). La Camera dei deputati ha accentuato il carattere di provvedimento omnibus della legge finanziaria, sovraccaricandola di questioni minute e lasciando intendere che il Governo in carica è privo di futuro. Si associa alle critiche già avanzate su alcuni interventi che rientrano nella competenza della Commissione industria, commercio e turismo, in particolare per quanto riguarda la mancanza di organicità degli incentivi per i biocarburanti, il divieto di usare le lampadine a incandescenza a partire dal 2011, il nuovo sistema di distribuzione del gas, le misure che estendono le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici e appesantiscono i costi delle licenze edilizie. La finanziaria istituisce un fondo per aumentare i flussi turistici, aiutare le fasce più deboli e promuovere la nascita di nuove imprese, ma per intervenire efficacemente nel settore del turismo occorrerebbe istituire un apposito Ministero. Con riguardo alle comunità montane l'intervento della Camera è stato invece apprezzabile perché ha demandato la revisione della materia alle Regioni, che dovranno tenere conto anche di indicatori socioeconomici. E' stato così sventato il piano del ministro Lanzillotta la quale, incapace di avere un confronto reale con il territorio, ha tentato di tagliare il nodo delle comunità montane con soluzioni centralistiche e irrispettose delle tradizioni locali. (Applausi del senatore Izzo).

IZZO (FI). Il fallimento dell'intera manovra finanziaria è testimoniato dalle incongruenze presenti nel disegno di legge in esame, che risulta considerevolmente ampliato rispetto al testo originaio; parallelamente, è aumentata l'entità finanziaria della manovra, che tuttavia presenta una copertura in gran parte anomala. Incapace di tenere sotto controllo l'aumento della spesa pubblica, il Governo impegna una quantità notevole di risorse in provvedimenti il cui unico scopo è quello di tenere unita la maggioranza. Particolare preoccupazione destano le nuove assunzioni nel settore pubblico, i cui effetti ricadranno pesantemente sulla spesa corrente dei prossimi anni. Con il ripristino della norma che prevede la chiusura degli uffici finanziari provinciali, che un emendamento approvato in prima lettura al Senato aveva soppresso, si sacrifica un'efficace presenza territoriale dello Stato per ottenere una riduzione di spesa che viene poi vanificata con aumenti su altri fronti: ciò è la prova dell'incapacità dell'Esecutivo di ascoltare i cittadini e di andare incontro alle loro reali esigenze. In considerazione dei numerosi altri segnali di fallimento e di inadeguatezza della politica governativa, tra cui la recente decisione di lasciar decadere il decreto-legge sulla sicurezza a seguito dei rilievi mossi dal Capo dello Stato, preannuncia il suo convinto voto contrario sulla fiducia che verrà posta sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI. Congratulazioni).

BRUTTI Paolo (SDSE). Alcune modifiche apportate dalla Camera al disegno di legge finanziaria colgono di sorpresa e suscitano perplessità all'interno della stessa maggioranza. In particolare, il comma 224 dell'articolo 2 prevede che una quota del canone di utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria sia impiegata per finanziare la realizzazione del sistema alta velocità/alta capacità e ciò provocherà un aumento del canone che Trenitalia, società in passivo, paga a Rete ferroviaria italiana. Tale norma fu bocciata dal Senato in occasione dell'esame del decreto-legge fiscale, in quanto sbagliata; viene ora reintrodotta in finanziaria con un atto di arroganza probabilmente dovuto allo stesso Ministro delle infrastrutture, che vuole ottenere questo risultato a tutti i costi. Il comma 253 dello stesso articolo 2 prevede invece che sulle tratte ferroviarie che raggiungono l'equilibrio economico tra costi e ricavi il servizio sia assicurato in regime di liberalizzazione; ciò permetterà ad altre società ferroviarie, pubbliche o private, italiane o straniere, di utilizzare queste tratte, sottraendo a Trenitalia una parte dei profitti con i quali quest'ultima società garantisce il servizio nelle tratte in perdita. Tale servizio sarà ora garantito tramite contratti di servizio pubblico, con la compensazione dei costi a carico del bilancio dello Stato. Si tratta di una soluzione insoddisfacente e contraria agli interessi del Paese e della finanza pubblica, sulla quale, se non fosse stata posta la questione di fiducia, non sarebbe stato possibile esprimere un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo SDSE e del senatore Albonetti).

POLLEDRI (LNP). Sebbene il presidente del Consiglio Prodi continui a promettere una futura riduzione del prelievo fiscale, i cittadini italiani stanno pagando in prima persona gli effetti di una pressione fiscale che permane elevata. La riorganizzazione delle imposte sulle imprese, unitamente all'aumento della base imponibile, andrà a vantaggio solo delle grandi imprese, mentre produrrà un aggravio per le piccole e medie imprese; si aggiunga a questo la difficoltà, per gli imprenditori, di avere a che fare con una normativa fiscale in continuo mutamento. L'aumento del canone RAI fa seguito all'incapacità del Governo di fissare un tetto per i compensi nel settore televisivo. Una quota considerevole delle maggiori entrate è stata utilizzata per l'assunzione di dipendenti del settore pubblico, sulla cui utilità, in taluni casi, sussistono seri dubbi. Se si considera che la manovra finanziaria ha peggiorato un andamento tendenziale del rapporto deficit-PIL che sarebbe stato inferiore di oltre un punto percentuale, è evidente che il Paese non può reggere a lungo in una situazione del genere e che, in assenza di un'inversione di tendenza, rischia di avviarsi rapidamente verso il declino.

VALDITARA (AN). Il passaggio alla Camera ha contribuito a peggiorare la situazione, già grave, del settore dell'università e della ricerca, che ha subito notevoli tagli e dispone di risorse insufficienti perfino a pagare gli stipendi. Con un maxiemendamento su cui è stata posta la fiducia, quindi senza una vera discussione, è stata addirittura abolita la collocazione fuori ruolo dei professori universitari. L'unico elemento positivo è rappresentato dall'emendamento in favore dei dottorati di ricerca, presentato da Alleanza Nazionale e approvato nonostante il parere contrario del Governo. (Applausi del senatore Selva).

 

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione congiunta alla seduta pomeridiana, che avrà inizio alle ore 16. Dà annunzio degli atti di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

 

La seduta termina alle ore 13,55.