AFFARI COSTITUZIONALI (1ª)

MARTEDI' 10 OTTOBRE 2000

578ª Seduta

Presidenza del Presidente

VILLONE


Intervengono il ministro per le riforme istituzionali Maccanico e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Franceschini.

La seduta inizia alle ore 15,05.

SEDE REFERENTE

(4759) Disciplina delle associazioni di promozione sociale, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Corleone; Scalia; Lucà ed altri; Di Capua e Chiavacci; Massidda ed altri; Errigo; Galeazzi ed altri.
(2171) SERENA. - Legge sull'associazionismo sociale.
(Esame congiunto e rinvio)

Il relatore ANDREOLLI, dato conto del disegno di legge n. 2171, ricorda che il disegno di legge n. 4759, approvato dalla Camera il 25 luglio scorso a larga maggioranza, è frutto di un lungo lavoro e di un ampio confronto tra maggioranza ed opposizione
Venendo al merito di questo disegno di legge, osserva che esso si articola in quattro capi: il primo definisce le finalità e l'oggetto del provvedimento, il secondo prevede l'istituzione dei registri nazionale, regionale e provinciale delle associazioni di promozione sociale, nonché l'istituzione di un osservatorio nazionale e di osservatori regionali; il terzo disciplina le prestazioni degli associati, la disciplina fiscale e le agevolazioni; il quarto reca invece la copertura finanziaria, valutata in dieci miliardi per l'anno 2000, 98.962 milioni per l'anno 2001 e 73.962 milioni a decorrere dall'anno 2002.
Il disegno di legge costituisce una puntuale attuazione dei precetti contenuti negli articoli 2 e 3 della Costituzione che fanno un riferimento esplicito ad un impegno dei cittadini nel settore sociale, individuando nei valori della solidarietà e della partecipazione elementi essenziali per la realizzazione della democrazia. Vanno inoltre richiamati gli articoli 39 e 49 della Costituzione, perché accanto ai sindacati e ai partiti politici anche le associazioni concorrono, seppure in modo diverso, al raggiungimento dell'obbiettivo della democrazia sostanziale. Era il tema caro al compianto senatore Roberto Ruffilli, che non mancava di sottolineare come la democrazia non si rafforza solo con il riconoscimento delle autonomie locali, ma anche attraverso una valorizzazione delle autonomie sociali.
Il legislatore nazionale ha già regolato la materia approvando la legge n. 266 del 1991 sul volontariato, nonché la legge n. 381 del 1991 sulle cooperative di solidarietà sociale. Il disegno di legge in titolo, che disciplina la vita dell'associazionismo sociale, rappresenta dunque il tassello finale di una più generale definizione della disciplina di queste importanti formazioni sociali.
Non va infine dimenticata, per una completa ricognizione storica, la delega legislativa conferita al Governo dall'articolo 3 della legge n. 662 del 1996, al fine di emanare uno o più decreti legislativi per il riordino della disciplina fiscale e tributaria degli enti non commerciali.
Passando ora ad un sommario esame del testo segnala che al capo primo si afferma che la Repubblica riconosce il valore sociale dell'associazionismo liberamente costituito, ne promuove lo sviluppo in tutte le sue articolazioni territoriali, ne salvaguarda la sua autonomia e ne favorisce il suo apporto originale al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale. A tal fine il provvedimento detta i principi fondamentali cui le regioni devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le associazioni nonché i criteri cui si devono attenere le amministrazioni statali e gli enti locali.
Vengono poi definite le caratteristiche delle associazioni di promozione sociale sia riconosciute che non; la finalità è quella di svolgere attività di utilità sociale a favore degli associati o di altri soggetti, ma senza finalità di lucro. Vengono quindi disciplinate le procedure per costituire le associazioni, per l'approvazione dei relativi statuti. I registri nazionale, regionali e provinciali si prevede siano disciplinati da apposito regolamento ministeriale, mentre le regioni e le province autonome dovranno disciplinare con proprie leggi i rispettivi registri.
Un ruolo importante viene ad assumere l'Osservatorio nazionale sull'associazionismo che ha la funzione di assistenza, promozione e sostegno delle varie iniziative. Si prevede inoltre che il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro sia integrato da 5 membri designati dall'Osservatorio nazionale per il volontariato e da 5 membri designati da quello di promozione sociale.
Il capo terzo è dedicato alla disciplina delle prestazioni degli associati, alla disciplina fiscale e alle agevolazioni. Viene innanzitutto affermato che le associazioni prevalentemente si avvalgono di attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita, senza quindi escludere, in caso di particolare necessità, la possibilità per le associazioni medesime di assumere dipendenti o di avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo anche ricorrendo ai propri associati. Sono quindi dettagliatamente disciplinate le prestazioni in favore dei familiari degli associati, si prevede, inoltre, una serie di modifiche al Testo Unico delle imposte sui redditi (D.P.R. n. 917 del 1986) in tema di detrazioni di imposta per oneri sostenuti o per le erogazioni liberali in denaro, nonché una serie di misure di agevolazioni.
E' prevista quindi la possibilità di stipulare convenzioni fra le associazioni di promozione sociale e lo Stato, le regioni, le province autonome, le province, i comuni e gli altri enti pubblici, nonché la possibilità di utilizzare in modo non oneroso beni mobili ed immobili delle amministrazioni statali, civili e militari, delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali per manifestazioni ed iniziative temporali delle associazioni di promozione sociale e di volontariato.
Si tratta quindi di un provvedimento molto articolato, complesso, ma anche completo, frutto di un prezioso e lungo lavoro svolto dalla Camera. Si augura, pertanto, che un confronto libero e sereno fra maggioranza, opposizione e Governo consenta una rapida definizione dell'iter del medesimo.

Su proposta del presidente VILLONE la Commissione conviene di fissare per le ore 12 di mercoledì 18 ottobre il termine per la presentazione degli emendamenti.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

(4408) Istituzione del servizio civile nazionale.
(329) COVIELLO - Istituzione del servizio civile alternativo nel settore agricolo,
in sostituzione del servizio militare di leva.
(1015) BEDIN - Istituzione del servizio civile nazionale.
(1165) NAVA e TAROLLI - Norme per l’istituzione del servizio civile nazionale.
(1382) AGOSTINI ed altri - Istituzione del Servizio civile nazionale
(2118) - Istituzione del servizio civile nazionale
(4244) RESCAGLIO e VERALDI - Istituzione del Servizio civile volontario per donne e uomini.
(4286) SEMENZATO - Aumento della dotazione finanziaria del Fondo nazionale per il servizio civile degli obiettori di coscienza.
(4388) SEMENZATO ed altri - Istituzione del servizio civile volontario di ragazze e ragazzi, fatto proprio dal Gruppo Verdi - l'Ulivo, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento.

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

Si riprende l'esame sospeso nella seduta del 18 luglio.

La relatrice d'ALESSANDRO PRISCO ricorda che nell'ultima seduta la Commissione aveva deciso di assumere come testo base il disegno di legge n. 4408.

Non essendovi altre richieste di intervento il presidente VILLONE dichiara chiusa la discussione generale e propone di fissare per le ore 19 di martedì 17 ottobre il termine per la presentazione di emendamenti.

La Commissione concorda.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.


(3812) Modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati.
(288) LA LOGGIA ed altri - Abolizione della quota proporzionale per l’elezione della Camera dei deputati e attribuzione di tutti i seggi con il sistema uninominale a un turno.
(290)LA LOGGIA ed altri - Estensione del sistema elettorale uninominale maggioritario a turno unico a tutti i seggi elettivi del Senato della Repubblica.
(1006) PIERONI ed altri - Modifiche ed integrazioni alle norme per l'elezione della Camera dei deputati.
(1323) MILIO - Abolizione della quota proporzionale per l’elezione della Camera dei deputati e attribuzione di tutti i seggi con il sistema uninominale maggioritario a un turno.
(1935) COSSIGA - Modifiche e integrazioni alle norme per la elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
(2023) BESOSTRI e MURINEDDU - Nuova disciplina dell’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica con la previsione del sistema elettorale a doppio turno.
(3190) FORCIERI ed altri - Riforma del sistema elettorale del Parlamento.
(3325) PASSIGLI - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati.
(3476) DISEGNO DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE - Introduzione del doppio turno nei collegi uninominali.
(3621) MAZZUCA POGGIOLINI - Norme per la modifica dei sistemi elettorali mediante l'introduzione di collegi binominali.
(3628) LA LOGGIA ed altri - Modifiche al testo unico delle leggi recante norme per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.
(3633) PIERONI ed altri - Modifiche ed integrazioni al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, per l'introduzione del doppio turno di coalizione.
(3634) PIERONI e LUBRANO DI RICCO - Modifiche ed integrazioni al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, per l'introduzione del doppio turno di coalizione.
(3636) SPERONI - Elezione del Senato della Repubblica su base regionale.
(3688) CO' ed altri - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533.
(3689) CO' ed altri - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.
(3772) PARDINI ed altri - Modifica al sistema elettorale della Camera dei deputati.
(3783) TOMASSINI - Riforma delle norme sulla elezione della Camera dei
deputati.
(3811) Modificazioni del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, "Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica”.
(3828) MARINI ed altri - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati
(3989) GASPERINI ed altri. - Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati
(4505) ELIA ed altri - Modifiche al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 e successive modificazioni
(4553) DI PIETRO ed altri. - Modifica al sistema elettorale della Camera dei deputati
(4624) D'ONOFRIO - Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati
(4655) CASTELLI ed altri - Nuove norme per l'elezione della Camera dei deputati

- e petizioni n. 34, n. 250, n. 306, n. 359, n. 487, n. 490, n. 539, n. 543 e n. 607 ad essi attinenti

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l'esame sospeso nella seduta pomeridiana del 5 ottobre.

Il relatore VILLONE, dato conto del più recente dibattito in materia, ricorda che le forze politiche della maggioranza hanno deciso di proporre correzioni alle proposte a suo tempo avanzate che tengono largamente conto dei problemi segnalati dall'opposizione; queste proposte si tradurranno nei prossimi giorni in una serie di puntuali proposte emendative del relatore.
In primo luogo le forze politiche di maggioranza hanno convenuto sull'opportunità di correggere l'originaria proposta, fissando nel 40 per cento dei voti espressi per i candidati nei collegi la soglia che la coalizione vincente deve raggiungere per ottenere il premio di maggioranza, ciò al fine di venire incontro all'argomentazione, non priva a suo personale avviso di fondamento, secondo la quale occorre far sì che l'attribuzione del premio sia una ragionevole probabilità e per lo schieramento vincente.
In secondo luogo, prendendo atto delle obiezioni avanzate sulla ipotesi di una revisione dei collegi elettorali, la maggioranza intende proporre il mantenimento dell'attuale numero e configurazione dei collegi ritenendo comunque applicabile e validamente funzionante il meccanismo di ripartizione dei seggi previsto dalle proposte già avanzate, fatte salve alcune modifiche che si rendono comunque necessarie, ma che non toccano l'impianto delle originarie proposte.
In terzo luogo, le forze politiche della maggioranza hanno convenuto sulla opportunità di definire, attraverso la presentazione di puntuali proposte emendative al disegno di legge in titolo, il problema dell'attuazione delle disposizioni costituzionali volte a garantire l'esercizio del diritto di voto ai cittadini italiani residenti all'estero. Potrà a tal fine essere utilizzato il lavoro svolto dalla Commissione che, come è noto, ha portato alla redazione di un testo unificato dei disegni di legge n. 838 e connessi. Le modifiche già introdotte all'articolo 48 della Costituzione e le modifiche agli articoli 56 e 57 previste dal disegno di legge costituzionale n. 4518-B, approvato in sede di seconda deliberazione la scorsa settimana dal Senato, demandano infatti alla legge ordinaria le modalità di individuazione dei seggi da attribuire alla "circoscrizione estero". Si tratta di un adempimento essenziale per garantire ai cittadini italiani residenti all'estero il diritto di voto sin dalle prossime elezioni.
Infine, le forze politiche di maggioranza hanno convenuto sulla opportunità di proporre una ripresa dell'esame delle proposte di modifica degli articoli 92 e 94 della Costituzione, presso la competente Commissione dell'altro ramo del Parlamento, al fine di introdurre meccanismi che garantiscano compiutamente condizioni di stabilità e di governabilità che non possono essere assicurati dalla sola revisione della legge elettorale.
Questo complesso di proposte superano, a suo avviso, le obiezioni essenziali avanzate dall'opposizione; non vede quindi la permanenza di alcun ostacolo per la ripresa di un proficuo confronto. Nel riservarsi di presentare entro la giornata di domani puntuali proposte emendative, distribuisce alla Commissione uno schema di funzionamento della proposta di nuova legge elettorale per la Camera ed il Senato e delle collegate riforme istituzionali.

Il senatore FISICHELLA pone alcune questioni relativamente alle modalità di attribuzione del premio di maggioranza. Ed in proposito segnala l'incongruità della proposta da ultimo illustrata dal relatore nella parte in cui sembra prevedere che la coalizione che ottiene la maggioranza dei seggi nella quota maggioritaria venga penalizzata nell'attribuzione dei seggi della quota proporzionale.

Il senatore PIERONI, replicando ad un'obiezione in precedenza avanzata dallo stesso senatore Fisichella, osserva che la proposta della maggioranza garantisce il 55 per cento dei seggi alla coalizione che supera la soglia del 40 per cento dei voti; ove nessuna coalizione superi tali soglia la proposta prevede che il sistema utilizzato per il riparto dei seggi sia quello oggi vigente.

Il relatore VILLONE ribadisce che la proposta della maggioranza garantisce un premio sufficiente alla coalizione che abbia superato il 40 per cento dei consensi.

Il senatore FISICHELLA ribadisce il proprio rilievo, mentre il senatore SCHIFANI, nel prendere atto delle proposte illustrate dal relatore sulle quali si riserva una più attenta valutazione, rileva l'improprietà della scelta di caricare la discussione dei provvedimenti in titolo del problema della attuazione della disciplina costituzionale sul voto degli italiani all'estero; un tema, quest'ultimo, sul quale non vi è controversia tra maggioranza e opposizione. Ricorda peraltro che, non essendo stata raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti dell'Assemblea nella seconda deliberazione del disegno di legge n. 4518-B, tale riforma, che costituisce il presupposto essenziale della normativa ordinaria sul voto degli italiani all'estero, non potrà comunque essere promulgata prima di febbraio. Nell'associarsi infine ai rilievi mossi dal senatore Fisichella, ribadisce la necessità di un più attento approfondimento delle ulteriori proposte della maggioranza allorché esse saranno formalizzate.

Il relatore VILLONE, con riferimento al problema della normativa ordinaria sul voto degli italiani all'estero, osserva che la revisione degli articoli 56 e 57 della Costituzione potrà ragionevolmente entrare in vigore tra gennaio e febbraio del prossimo anno se, come presumibile, non vi saranno richieste da parte degli aventi diritto per lo svolgimento di una consultazione referendaria. Non si può quindi aspettare quella data per iniziare l'esame del disegno di legge se si vuole garantire che i cittadini italiani residenti all'estero possano concretamente esercitare il loro diritto sin dalle prossime consultazioni elettorali.

Il senatore D'ONOFRIO osserva che la proposta da ultima illustrata dal relatore appare radicalmente diversa rispetto alla proposta originaria della maggioranza che prevede che una medesima quota di seggi sia attribuita con metodo proporzionale e con un sistema maggioritario di collegio.

Il relatore VILLONE, interloquendo in proposito, osserva che la proposta da ultima illustrata non tocca il meccanismo di attribuzione dei seggi; la proposta di non modificare il vigente riparto tra quota proporzionale e quota maggioritaria è stata avanzata dalla maggioranza proprio per venire incontro all'obiezione espressa dal Polo circa l'inopportunità di modificare l'assetto dei collegi elettorali alla vigilia di scadenze elettorali.

Il senatore D'ONOFRIO, riprendendo la sua esposizione, ribadisce di considerare la proposta da ultimo avanzata dalla maggioranza una nuova proposta, radicalmente diversa da quella originariamente avanzata. In un sistema infatti in cui i seggi devono essere attribuiti per metà con un sistema proporzionale e per metà con un sistema maggioritario, si rende indispensabile la previsione di un premio di maggioranza per garantire una sicura maggioranza parlamentare alla coalizione vincente. Nella proposta da ultimo illustrata dal relatore, il premio di maggioranza potrebbe invece non esser più necessario. In secondo luogo chiede se il meccanismo proposto debba valere anche per il Senato, ed in particolare chiede chiarimenti in ordine al problema della necessarietà o meno di un collegamento tra candidati nei collegi e liste di partito. Infine, chiede chiarimenti sulla sorte di meccanismi di scorporo, oggi diversamente disciplinati nelle leggi per la elezione delle due Camere.

A questo proposito, il relatore VILLONE osserva che nella proposta avanzata dalla maggioranza non è previsto il meccanismo dello scorporo.

Il senatore D'ONOFRIO, precisando il suo rilievo, osserva che nella proposta della maggioranza si prevede che dal conto complessivo che l'ufficio elettorale nazionale deve fare per l'attribuzione dei seggi tra le varie coalizioni, vengano sottratti i seggi ottenuti nei singoli collegi; nel riparto della quota proporzionale, quindi, si distribuiscono i seggi disponibili per garantire alla coalizione vincente il 55 per cento dei seggi. Questo meccanismo, a suo avviso, rafforza nelle singole circoscrizioni le forze politiche che hanno ottenuto più seggi nei collegi. Il sistema oggi vigente garantisce invece un più sicuro equilibrio tra forze maggiori e forze politiche di minore consistenza.
Nel precisare che non si tratta di un rilievo critico, osserva che una riduzione della quota proporzionale, dal 50 al 25 per cento, come quella da ultimo proposta potrebbe alterare gli equilibri rappresentativi nelle singole realtà territoriali.
Venendo quindi a considerare le proposte di revisione degli articoli 92 e 94 della Costituzione, chiede se tali modifiche siano ritenute dalla maggioranza coessenziali alla revisione del sistema elettorale ovvero meramente eventuali. In proposito osserva che il meccanismo proposto di introdurre nell'ordinamento italiano la cosiddetta sfiducia costruttiva è perfettamente funzionale ad un sistema proporzionale, mentre invece non appare necessario in un sistema marcatamente maggioritario, ove si prevede l'attribuzione di un premio di maggioranza.

Il senatore FISICHELLA, a quest'ultimo proposito, rileva una contraddizione tra la proposta di introdurre l'istituto della sfiducia costruttiva e la previsione dell'indicazione sulla scheda elettorale della persona indicata a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio.

Il relatore VILLONE, replicando al quesito da ultimo posto dal senatore D'Onofrio, chiarisce che le forze politiche di maggioranza attribuiscono la stessa priorità politica alla riforma elettorale e alla revisione degli articoli 92 e 94 della Costituzione, senza annettere alcun vincolo di coessenzialità tra queste due proposte. Osserva peraltro che l'opposizione ha sempre mostrato di condividere l'opportunità di introdurre alcune modifiche costituzionali che garantiscano una più sicura stabilità del Governo e delle maggioranze parlamentari.

Il senatore PIERONI rileva che l'aver la maggioranza modificato la sua proposta, prevedendo di non toccare il numero e la dimensione dei collegi, rende più ampio il tempo concretamente a disposizione del Parlamento per modificare la legge elettorale, prima dello scioglimento delle Camere.

Il presidente VILLONE propone quindi che il dibattito continui nella seduta di domani.

La Commissione conviene.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,30.