FINANZE E TESORO (6ª)

MARTEDI' 13 LUGLIO 1999
280ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza del Vice Presidente
THALER AUSSERHOFER

La seduta inizia alle ore 11.20

IN SEDE CONSULTIVA

(Doc. LVII, n. 4) Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2000-2003
(Parere alla 5a Commissione, ai sensi dell’articolo 125-bis del Regolamento. Seguito dell'esame e rinvio)
(R125 b00, C05a, 0005°)

Si riprende l'esame sospeso nella seduta dell'8 luglio scorso.

Il relatore PASQUINI illustra uno schema di parere, nel quale si rileva preliminarmente che l'effetto combinato delle agevolazioni fiscali sugli utili reinvestiti, della "super-DIT" e della DIT (Dual income tax) comporterà nei prossimi anni una consistente riduzione delle aliquote di tassazione del reddito d'impresa, contribuendo a generare nel Paese e nel tessuto imprenditoriale un clima di fiducia ed una migliore prospettiva di redditività, tali da comportare un rilancio degli investimenti produttivi, dello sviluppo economico e dell'occupazione. Va valutata positivamente la circostanza che nella manovra correttiva delineata nel DPEF vengano reperite risorse per la copertura finanziaria delle misure agevolative contenute nell'articolo 2 della legge n. 133 del 1999 (collegato fiscale), in aggiunta ai 2000 miliardi già disposti, considerato che il mancato stanziamento avrebbe fatto scattare la clausola di salvaguardia, incrementando così l'aliquota ridotta del 19 per cento sugli utili reinvestiti, al 28 per cento. Egli illustra quindi le osservazioni al parere favorevole, sottolineando che la consistente riduzione del prelievo complessivo (entrate tributarie, extra-tributarie e contributive) dal 46,5 per cento del 1999 al 44,9 per cento del 2003 risulta attenuata, rispetto ad un andamento tendenziale più favorevole, dalla previsione di un aumento delle entrate extra–tributarie per 3.500 miliardi. Ai fini di una approfondita valutazione parlamentare appare necessario chiarire la natura delle misure idonee a garantire tali risultati di gettito, pur tenendo conto che il ministro Visco, durante l'audizione alle Commissioni congiunte Bilancio della Camera e del Senato, ha chiarito che i 3.500 miliardi derivano dalla cessione di immobili demaniali.
Per quanto riguarda gli obiettivi di politica tributaria previsti nel DPEF, essi sono pienamente condivisibili, pur con qualche sollecitazione a specificarne, in alcuni casi i contenuti. E’ necessario ribadire l'impegno del Governo per realizzare il riordino dell'IRAP (compito al quale sta attendendo la apposita Commissione parlamentare) alla luce di alcuni aspetti problematici, relativi alla armonizzazione della base imponibile con quella dell'IRPEF-IRPEG (cosiddetto terzo binario), alla opportuna correzione di un effetto redistributivo non adeguatamente mirato e risultato troppo vantaggioso - per i grandi gruppi industriali e finanziari quotati in Borsa, le banche e le compagnie di assicurazione - e penalizzante invece per l'agricoltura ed il Mezzogiorno, nonché alla migliore valutazione degli effetti dell'introduzione dell'IRAP sull'occupazione, con particolare riferimento alle attività ad alto contenuto tecnologico ed a quelle "labour intensive", ai fini di predisporre eventuali interventi correttivi.
E' necessario inoltre che il DPEF valuti il mancato gettito IRAP rispetto alle previsioni, in modo da stimare quanto di esso derivi da evasione fiscale, quanto da errate valutazioni macroeconomiche, quanto invece, possa essere compensato in termini di gettito dall’effetto dell’aumento della base imponibile IRPEF-IRPEG, a causa della mancata deduzione dal reddito imponibile dei tributi soppressi con l'introduzione dell'IRAP.
Ulteriori osservazioni riguardano inoltre la necessità di attuare in sede comunitaria il progetto di armonizzazione fiscale, di prevedere sgravi fiscali per le imprese singole od associate che effettuino investimenti in ricerca nei settori di punta (telecomunicazioni, nuovi materiali, biotecnologie, informatica) e nelle applicazioni industriali della ricerca scientifica, nonché di prevedere sgravi fiscali per le imprese disponibili ad acquisire immobili da dare in affitto a dipendenti che non possono risolvere in altro modo la propria condizione di disagio abitativo, in attuazione dell’impegno assunto dal Governo in sede di approvazione del collegato alla finanziaria 1999. Il relatore prosegue quindi nell'indicazioni di ulteriori osservazioni da rassegnare nel parere, facendo specifico riferimento alla necessità di revisione della tassazione ecologica od una attenuazione della sua applicazione, da qui al 2005, per tener conto del fatto che le accise applicate sul metano per autotrazione non corrispondono al reale carico inquinante di detto carburante e che costituiscono, in realtà, una imposizione non motivata da ragioni ecologiche. Da ultimo, egli sottolinea l'opportunità di provvedere alla riduzione dell'aliquota IVA dal 20 al 10 per cento sulle manutenzioni straordinarie ed ordinarie di immobili, alla luce di un preannunciato parere favorevole dell’Unione Europea.
Il relatore fa presente poi che il DPEF collega la copertura di talune misure tributarie all'accrescimento del gettito delle entrate derivanti dalla emersione spontanea di base imponibile ed alle misure di contrasto all'evasione. Come specificato dallo stesso ministro Visco nella citata audizione, si tratta in particolare della riduzione dell'aliquota IRPEF dal 27 al 26 per cento per il secondo scaglione di reddito e dell'aumento della detrazione IRPEF sia a favore dei figli a carico che per i redditi più bassi. Peraltro, il Documento programmatico non presenta alcuna valutazione o stima dei possibili introiti derivanti dalla lotta all'evasione. Passando quindi ad esaminare gli aspetti di competenza della Commissione relativamente alla materia finanziaria, il relatore illustra alcune osservazioni in relazione alle proposte di sostegno alle piccole e medie imprese e per lo sviluppo del mercato finanziario. Occorre introdurre nell'ordinamento italiano forme semplificate di fondi chiusi, riservati totalmente o prevalentemente ad investitori istituzionali. Tale materia, in conseguenza della delegificazione operata con il Testo Unico della finanza (Decreto Legislativo n. 58 del 1998), è divenuta di competenza del Ministero del tesoro, della Banca d'Italia e della CONSOB. E’ necessario poi che il Ministero del tesoro, la Banca d'Italia e la CONSOB provvedano a promuovere la istituzione di un mercato regolamentato dei titoli azionari emessi dalla PMI che superi i limiti del "Nuovo Mercato", aderente al circuito paneuropeo EURO/NM, così come vanno previsti appositi strumenti di incentivazione per favorire la trasmissione di azienda ai successori durante la vita del titolare e per il riassetto delle imprese da una struttura familiare ad una azienda manageriale. Queste osservazioni, conclude il relatore, sono tutte volte a favorire la quotazione delle medie imprese. Infine, egli osserva che il DPEF comprende obiettivi di liberalizzazione dell'accesso alle libere professioni che, senza entrare nel merito, paiono contraddire l'impegno del Presidente del Consiglio al rispetto del metodo della concertazione con le categorie professionali. Gli obiettivi contenuti nel DPEF configurano, infatti, un pregiudiziale recepimento delle proposte dell’"Antitrust", mentre è in discussione alla Camera dei Deputati il disegno di legge n. 5092 e il Governo ha preannunciato la presentazione di un testo revisionato.

In sede di dichiarazioni di voto sul parere testè illustrato, interviene il senatore CASTELLANI, il quale preannuncia il voto favorevole dei senatori del Partito popolare italiano. Tale valutazione positiva, peraltro, deve essere accompagnata dalla sollecitazione a riequilibrare gli indirizzi di politica tributaria - che finora hanno privilegiato la riduzione del prelievo complessivo sul reddito di impresa - a favore di una riduzione complessiva della pressione tributaria sui redditi da lavoro, al fine di utilizzare la leva fiscale a sostegno della domanda e dei consumi. Una ulteriore riflessione riguarda poi il capitolo sulle azioni di sostegno allo sviluppo del Mezzogiorno, laddove il Governo sembra puntare su una semplificazione e accelerazione delle procedure per la realizzazione per gli strumenti di programmazione negoziata. L'esperienza di questi anni, però, sembra indicare che le procedure di valutazione dei singoli strumenti e delle singole iniziative, sostanzialmente accentrate negli organismi ministeriali, ovvero nelle aziende di credito, non sono adatte a rispondere alle esigenze di concreta agevolazione delle iniziative economiche, finendo per mettere in discussione l'adeguatezza stessa degli strumenti citati. Egli si chiede quindi se non sia il caso di avviare una complessiva riflessione sulle azioni di sostegno privilegiando, rispetto alla programmazione negoziata, semmai le procedure automatiche ovvero la riduzione della pressione fiscale complessiva.

Interviene quindi il senatore MONTAGNA, il quale valuta positivamente le osservazioni contenute nello schema di parere relativamente all'IRAP e alle libere professioni. Per quanto riguarda le linee di politica tributaria, egli ritiene che gli interventi sul lato dell'offerta (riduzione del prelievo sugli utili reinvestiti e riduzione del costo del lavoro) non sembrano più efficaci a invertire il ciclo economico stagnante. Allo stato attuale, occorrerebbe agire sul lato della domanda, riducendo le imposte sui consumi, ovvero il prelievo complessivo in capo alle famiglie.
Sempre in tema di interventi fiscali mirati al sostegno dello sviluppo, egli sollecita l'adozione di misure agevolative per i servizi alle imprese per favorire le innovazioni di processo e di prodotto, ovvero l'introduzione di misure agevolative per la ristrutturazione e la conservazione dei beni di interesse storico artistico. Per quanto riguarda, invece, la detrazione del 41 per cento dall'IRPEF per le spese sostenute nella ristrutturazione degli immobili, egli ritiene che solo la valutazione dei dati sull'andamento e sugli effetti di tale agevolazione possano consentire di decidere o meno di prorogare tale regime. In tema di sostegno allo sviluppo, egli ritiene che una attenzione maggiore alla finanza di progetto potrebbe contribuire a sostenere un ampio piano di opere pubbliche. Da ultimo, egli sollecita il relatore ad introdurre nel parere una specifica osservazione sull'opportunità di ridurre il carico tributario sui consumi necessari per le famiglie a basso reddito (elettricità, gas metano).

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 11,50.