AFFARI COSTITUZIONALI (1ª)

MARTEDÌ 3 OTTOBRE 2000
573ª Seduta

Presidenza del Presidente
VILLONE

        Intervengono il ministro per le politiche comunitarie Mattioli e i sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Franceschini e per i trasporti e la navigazione Angelini.

        La seduta inizia alle ore 15,10.


IN SEDE CONSULTIVA
(4808) Conversione in legge del decreto-legge 26 settembre 2000, n. 265, recante misure urgenti per i settori dell’autotrasporto e della pesca
(Parere alle Commissioni 8ª e 9ª riunite, ai sensi dell’articolo 78, comma 3, del Regolamento: favorevole)

        Riferisce alla Commissione la senatrice BUCCIARELLI, la quale illustra analiticamente il contenuto del provvedimento in titolo, che reca essenzialmente misure per contenere il prezzo al consumo dei carburanti utilizzati dai mezzi adibiti al trasporto merci ed alla pesca al fine di contenere la diretta incidenza che l’andamento dei prezzi internazionali del petrolio esercita sui costi di queste attività. Propone pertanto la formulazione di un parere favorevole, ritenendo evidentemente sussistenti i presupposti di necessità e di urgenza.
        Accertata la presenza del prescritto numero dei senatori, la Commissione approva la proposta di parere favorevole avanzata dalla relatrice.


IN SEDE REFERENTE
(4809) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. – Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge costituzionale d’iniziativa dei deputati Poli Bortone ed altri; Migliori; Volonté ed altri; Contento ed altri; Soda ed altri; Fontan ed altri; Mario Pepe ed altri; Novelli; Paissan ed altri; Crema ed altri; Fini ed altri; Garra ed altri; Zeller ed altri; Caveri; Follini ed altri; Bertinotti ed altri; Bianchi Clerici ed altri, dei disegni di legge costituzionale d’iniziativa del Consiglio regionale del Veneto, del Consiglio regionale della Toscana; e di un disegno di legge costituzionale d’iniziativa governativa
(3632)
DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. – PIERONI ed altri. – Riforma in senso federale della Costituzione della Repubblica
(Esame congiunto e rinvio)

        Il relatore CABRAS, dopo aver dato conto del contenuto del disegno di legge n. 3632, si sofferma analiticamente sul disegno di legge n. 4809, approvato dall’altro ramo del Parlamento. Di fronte all’alternativa tra una complessiva revisione della parte II della Costituzione e l’esigenza di apportare alcune puntuali modifiche al titolo V della medesima, con particolare riferimento all’ordinamento delle regioni, si è preferita quest’ultima soluzione, dopo un lungo e complesso dibattito che ha seguito l’insuccesso della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali. Il provvedimento in esame dunque si inserisce in un’articolata strategia riformatrice che ha realizzato i suoi primi traguardi con l’approvazione della legge costituzionale sull’elezione diretta dei Presidenti delle Giunte nelle regioni a statuto normale e con la definizione della riforma degli statuti speciali, all’attenzione del Senato per la seconda deliberazione prevista dall’articolo 138 della Costituzione. Questo disegno di legge mira a fornire risposte a una serie di esigenze da tempo segnalate dal sistema della autonomie e, in primo luogo, garantisce una sicura copertura costituzionale a una serie di riforme realizzate con legge ordinaria, e in particolare alle cosiddette «leggi Bassanini».
        Venendo quindi a considerare il merito del provvedimento, si sofferma in primo luogo sull’articolo 1 che novella l’articolo 114 della Costituzione, definendo l’articolazione degli enti che costituiscono la Repubblica.
        L’articolo 2, riformulando l’articolo 116 della Costituzione, da un lato conferma le particolari condizioni di cui godono le cinque regioni a Statuto speciale e, dall’altro, prevede che anche alle regioni a statuto ordinario che lo richiedano possano essere attribuite condizioni particolari di autonomia, limitatamente peraltro ad alcune materie tassativamente indicate dalla disposizione in esame.
        L’articolo 3, riscrivendo l’articolo 117 della Costituzione, modifica radicalmente la disciplina della potestà normativa delle regioni a statuto ordinario, cui viene attribuita una potestà legislativa piena in tutte le materie non espressamente indicate dalla disposizione in esame. Si prevede inoltre, al terzo comma del nuovo articolo 117, una particolare potestà legislativa concorrente in ordine a talune significative materie. A questo proposito osserva che negli ordinamenti degli stati federali si prevede l’esistenza di una Camera delle autonomie proprio per garantire una corretta disciplina delle materie in cui vi è concorrenza tra competenze dello Stato centrale e competenze degli Stati federati. In questa fase si è ritenuto opportuno non affrontare il problema della riforma del bicameralismo che tuttavia costituisce, a suo avviso, un tema ineludibile.
        La revisione dell’articolo 118 contenuta nell’articolo 4 del provvedimento in esame, nell’affrontare e risolvere correttamente il problema della sussidiarietà verticale, affronta solo marginalmente, con una disposizione di principio contenuta nell’ultimo comma, il controverso tema della cosiddetta sussidiarietà orizzontale che dovrà essere, a suo avviso, più compiutamente esaminato nell’ambito di una revisione delle disposizioni contenute nella prima parte della Costituzione.
        L’articolo 5, novellando l’articolo 119 della Costituzione, affronta il tema del cosiddetto federalismo fiscale introducendo una disciplina equilibrata dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni e gli enti locali che tiene conto dell’esigenza di garantire un eguale trattamento a tutti i cittadini nel godimento dei diritti e dei servizi pubblici in tutto il territorio nazionale, e fissando al contempo il principio della compartecipazione delle regioni e degli altri enti locali al gettito dei tributi erariali riferibili al loro territorio. Si tratta di una soluzione equilibrata, frutto di una lunga discussione presso l’altro ramo del Parlamento, che tiene conto delle esigenze della finanza regionale e locale nel rispetto di essenziali diritti dei cittadini.
        Richiama infine l’attenzione sulle disposizioni che prevedono la soppressione della normativa costituzionale che disciplina i controlli di legittimità e di merito sulle leggi e gli atti delle regioni. Si tratta di un elemento significativo della riforma in esame, che libera le regioni da vincoli sempre meno sopportabili, nel rispetto comunque del riparto delle competenze previsto dalle norme costituzionali e garantito dalla possibilità, per il Governo e le regioni, di ricorrere in via d’azione alla Corte costituzionale contro lo leggi e gli atti aventi valore di legge che ritengano lesivi di tale riparto.

        Il sottosegretario FRANCESCHINI, nel condividere le valutazioni formulate dal relatore, ricorda che il provvedimento in esame è frutto di un complesso dibattito presso l’altro ramo del Parlamento nonché di un’intesa con la Conferenza dei Presidenti delle regioni. Un analogo consenso non si è purtroppo registrato da parte dell’opposizione che ha addirittura abbandonato l’Aula della Camera in occasione del voto finale. L’approssimarsi della fine della legislatura e la considerazione dei tempi che sono richiesti per la procedura di revisione costituzionale lo spingono ad auspicare una sollecita definizione presso questo ramo del Parlamento del disegno di legge, così da garantirne la definitiva approvazione prima dello scioglimento delle Camere.
        Ha inizio la discussione generale.
        La senatrice DENTAMARO esprime innanzitutto la propria soddisfazione rilevando che la laboriosa attività svolta dalla Commissione per le riforme costituzionali trova un parziale ma importante risultato, ancorchè indiretto, nel testo in discussione. Osserva, quindi, che ogni riforma costituzionale suscita diverse interpretazioni e si presta a varie modalità applicative, ma ritenendo nondimeno ingiustificati i tentativi di ridimensionare l’importanza innovativa della revisione concernente il sistema delle autonomie territoriali. Tale riforma, infatti, ha una sua importanza ben riconoscibile, sia nelle affermazioni di principio, laddove sono individuati anche gli enti locali quali soggetti costitutivi della Repubblica, sia nelle soluzioni più innovative, come l’inversione delle competenze legislative tra Stato e regioni sia, infine, in alcune novità significative come l’inclusione nella competenza legislativa concorrente delle materie inerenti ai rapporti internazionali e comunitari. Le potenzialità di quest’ultima innovazione sono davvero imponenti soprattutto se le regioni sapranno farne un uso appropriato specie in alcune realtà cosiddette di frontiera come quella della sua regione, la Puglia. Un’altra positiva novità consiste nella istituzione di un consiglio delle autonomie, che potrà essere la sede per verificare la vocazione autonomista delle regioni così come, per il Parlamento, sarà importante l’applicazione dell’articolo 11 del testo in esame, che prevede un’integrazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali con i rappresentanti delle regioni. Si tratta di una serie di soluzioni normative a carattere aperto, per le quali sarà particolarmente rilevante la scelta delle modalità applicative, al fine di realizzare sviluppi significativi in senso federalistico.
        Il presidente VILLONE, nel riservarsi di pronunciare un proprio intervento in discussione generale, propone intanto di fissare un termine per emendamenti, avendo nel frattempo esaurito la fase procedurale in corso.
        Dopo un breve intervento del senatore PASTORE che chiede di poter disporre del tempo necessario per la discussione generale, si conviene di fissare per le ore 12 di mercoledì 11 ottobre il termine degli emendamenti, da riferire al disegno di legge n. 4809.
        Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.


(4518-B) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. – Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero di deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all’estero, approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge costituzionale d’iniziativa dei deputati Tremaglia; Pisanu ed altri; Pezzoni ed altri; modificato, in prima deliberazione, dal Senato, approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati
(Esame)

        La relatrice d’ALESSANDRO PRISCO ricorda che il disegno di legge costituzionale è in fase di seconda deliberazione e prevede la revisione degli articoli 56 e 57, in adempimento a quanto previsto dal nuovo articolo 48, che ha istituito la circoscrizione elettorale Estero. Il testo in esame definisce il numero di deputati (12) e senatori (6) da eleggere in quella circoscrizione e reca disposizioni transitorie dirette ad assicurare l’applicazione immediata delle nuove norme sin dalle prossime elezioni, disponendo anche della legge ordinaria di attuazione prevista dal nuovo testo dell’articolo 48. Invita, quindi, a proporre all’Assemblea del Senato l’approvazione del testo di revisione costituzionale in seconda deliberazione.
        La senatrice PASQUALI, nell’auspicare un’approvazione sollecita e a larga maggioranza del testo in esame, rammenta l’impegno di Alleanza nazionale per la riforma di cui si discute, che è stato tradizionale e costante sino a che le norme in questione divenissero patrimonio comune.
        La Commissione, infine, conferisce alla relatrice il mandato a riferire in Assemblea per l’approvazione del disegno di legge costituzionale in seconda deliberazione.


(4783) Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2000, approvato dalla Camera dei deputati.
(Esame e rinvio)

        Il relatore BESOSTRI ricorda che la legge comunitaria 1999 prescrive al Governo di integrare i nuovi disegni di legge comunitaria con una relazione sullo stato di recepimento delle direttive. Poiché non si tratta della tradizionale relazione di accompagnamento ai disegni di legge, ritiene opportuno che tale documento sia fornito ufficialmente anche al Senato ancorché nell’esame del testo in seconda lettura.
        Il testo del disegno di legge presentato dal Governo alla Camera dei deputati sostanzialmente ripeteva il contenuto classico dei disegni di legge comunitaria con un capo I, disposizioni generali sui procedimenti per l’adempimento degli obblighi comunitari, e un capo II, disposizioni particolari di adempimento e criteri specifici di delega legislativa su singole questioni. Il testo licenziato dalla Camera è significativamente diverso da quello presentato dal Governo. Nel dare conto del contenuto del provvedimento, sottolinea alcuni aspetti che appaiono particolarmente rilevanti.
         Il comma 3 dell’articolo 1 è stato modificato con l’aggiunta della previsione secondo la quale gli schemi di decreto legislativo recanti attuazione delle direttive comprese nell’allegato B devono essere trasmessi alla Camera e al Senato per l’acquisizione dei pareri delle Commissioni competenti soltanto dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge. L’articolo 2, comma 1, lettera
b), è stato modificato nel senso di specificare che l’attuazione di direttive vertenti su materie oggetto di delegificazione, ovvero su procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa, ha luogo attraverso l’adozione da parte del Governo di regolamenti autorizzati, ai sensi dell’articolo 3 del disegno di legge. È stata, inoltre, aggiunta una lettera h) al comma 1 dell’articolo 2, volta a chiarire che i decreti legislativi dovranno individuare le procedure per salvaguardare l’univocità dei processi decisionali, la trasparenza nell’azione amministrativa e la chiarezza nell’attribuzione di responsabilità laddove le direttive da attuare possano dar vita a sovrapposizioni di competenze tra diverse amministrazioni statali.
        La delega prevista dall’articolo 4 dovrebbe a suo avviso essere precisata in riferimento ai regolamenti comunitari vigenti alla data di riferimento della precedente legge comunitaria in quanto o si tratta di una proroga della delega già disposta e ciò dovrebbe essere espressamente affermato, oppure si tratta di una delega implicita, e ciò potrebbe essere in contrasto con l’articolo 76 della Costituzione.
        L’articolo 5 contiene una delega al Governo per il riordino normativo nelle materie interessate dalle direttive comunitarie attraverso l’emanazione di testi unici.

         L’articolo 6, introdotto dalla Camera, reca importanti modifiche alla legge n. 86 del 1989, al fine di valorizzare il ruolo del Parlamento nella cosiddetta fase ascendente, attraverso la previsione dell’obbligatorietà della richiesta di parere alle Camere da parte del Governo su tutti i progetti di atti comunitari.
        Sempre la Camera ha apportato alcune modifiche per quel che riguarda l’articolo 7, concernente l’ulteriore attuazione della direttiva 85/384/CEE, recante norme in materia di riconoscimento dei diplomi, delle certificazioni e di altri titoli nel settore dell’agricoltura. Sono state introdotte, inoltre, nel testo del disegno di legge specifiche disposizioni concernenti criteri speciali di delega per l’attuazione della direttiva 1999/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti (articolo 10) e 1999/29/CE, in materia di sostanze e prodotti indesiderabili nell’alimentazione degli animali (articolo 9).
        La Camera ha anche approvato un articolo aggiuntivo, l’articolo 11, volto a rinnovare la delega al Governo nell’attuazione della direttiva 96/48/CE in materia di interoperabilità del sistema ferroviario.
        Sono state introdotte, inoltre, disposizioni riguardanti modifiche a normative legislative già vigenti, resesi necessarie a seguito dell’apertura in sede europea di specifiche procedure di infrazione o, comunque, riferite ad argomenti già ricompresi nel testo del disegno di legge. Si tratta, in particolare, degli articoli 13, 14, 15 e 16, concernenti, rispettivamente, le discipline in materia attività televisive, di tasse e diritti marittimi, di qualità delle acque di balneazione e di sicurezza dei lavoratori addetti ai videoterminali.
        Infine, per quel che riguarda gli allegati al disegno di legge, essi sono stati oggetto di modifiche nel corso dell’esame presso la Camera dei deputati volte principalmente a trasferire direttive dall’allegato A all’allegato B, al fine di favorire un più ampio coinvolgimento delle Camere nell’esame dei provvedimenti di recepimento delle direttive. Questa facoltà dovrebbe essere usata con discrezione sia per non ridurre l’efficacia del controllo parlamentare sia per non aggravare inutilmente il processo di recepimento.

        Ha inizio la discussione generale.
        Il senatore PASTORE osserva che il disegno di legge, come nella tradizione, prevede due vie fondamentali di recepimento, legislativa e regolamentare: considerata la maggiore flessibilità, almeno in astratto, dello strumento regolamentare, domanda se sia stato esperito ogni approfondimento per ampliare la sfera di attuazione regolamentare rispetto a quella legislativa, soprattutto riguardo ad alcuni argomenti che a una prima valutazione non esigono certamente lo strumento della legge.
        Il relatore BESOSTRI replica osservando che le direttive dell’allegato C sono coerentemente destinate al recepimento in via regolamentare, considerato che si tratta o di modifiche di precedenti direttive o di materie che non esigono una legge di recepimento. D’altra parte conviene sulla opportunità di verificare se tutte le direttive destinate all’attuazione legislativa esigano effettivamente tale tipologia di recepimento.
        A nome del Governo il ministro MATTIOLI ricorda che in sede di discussione alla Camera dei deputati il Governo si è impegnato a formulare in altra sede proposte di innovazione normativa dirette ad aggiornare la legge La Pergola e altre su questioni specifiche come quella della macellazione in rapporto all’insediamento di comunità religiose diverse nel territorio nazionale. Nel confermare tale impegno, auspica che la lettura critica del Senato possa risolversi con opportuni atti di indirizzo parlamentare verso i quali conferma la propria disponibilità, assicurando che essi saranno osservati. Ciò al fine di assicurare la tempestiva approvazione del disegno di legge e per corrispondere agli obblighi comunitari.
        Dichiarata conclusa la discussione generale, il presidente VILLONE propone di fissare per le ore 19 di mercoledì 11 ottobre il termine per la presentazione degli emendamenti.
        La Commissione consente.


CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE
        Il PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata per una seduta ulteriore domani mercoledì 4 ottobre, alle ore 8,45: la seduta sarà dedicata alla discussione generale sul disegno di legge costituzionale n. 4809, recante modifiche al Titolo V della parte II della Costituzione.
        La Commissione prende atto.


        
La seduta termina alle ore 16,30.