276ª Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente
MIGONE

        Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri Ranieri.

        La seduta inizia alle ore 15,15.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo concernente riordino della carriera diplomatica (n. 625)
(Parere al Ministro degli affari esteri, ai sensi dell’articolo 1 della legge 28 luglio 1999, n. 266: seguito dell’esame e rinvio)

        Riprende l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana.
        Il sottosegretario RANIERI sottolinea che lo schema di decreto legislativo costituisce un passo avanti verso la modernizzazione e l’adeguamento della carriera diplomatica alle nuove sfide. Il suo principio ispiratore è quello di introdurre maggiore flessibilità e forti elementi di meritocrazia nel percorso della carriera, tenendo ferme quelle garanzie formali che sono richieste dallo
status dei diplomatici e dalla delicatezza delle funzioni svolte. Contemporaneamente si è proceduto al potenziamento degli organici, nel rispetto dei limiti della delega e tenendo conto della necessità di assorbire le posizioni soprannumerarie, come previsto dalla legge 4 agosto 1989, n. 285.
        Per favorire un più rapido scorrimento della carriera si è ridotta la permanenza minima nei gradi e ne sono stati soppressi due, offrendo così maggiori opportunità ai funzionari più meritevoli. Non si è ritenuto possibile invece unificare i gradi di consigliere di legazione e di consigliere di ambasciata, anche perché l’importanza delle funzioni svolte in quest’ultima qualifica richiede una lunga e qualificata esperienza professionale. Occorre tener presente che la legge-delega prevede un tendenziale avvicinamento della carriera diplomatica all’assetto della dirigenza statale, ma ne conserva la specificità: da ciò deriva il mantenimento di gradi diversi da quelli della dirigenza, come pure l’impianto dell’articolo 16, che corrisponde alle specifiche esigenze del Ministero degli affari esteri.
        Infine assicura che il Governo terrà nella massima considerazione i pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e, in particolare, accoglierà tutte le proposte volte ad accentuare gli elementi di flessibilità e di modernizzazione nel testo del decreto legislativo.

        La relatrice DE ZULUETA replica in primo luogo ai rilievi del senatore Porcari, precisando che le sue proposte non mirano affatto all’appiattimento della carriera e anzi, a differenza dello stesso senatore Porcari, ritiene congruo un percorso funzionale di dieci anni e mezzo nella qualifica di segretario di legazione. Ha invece proposto l’unificazione dei gradi di consigliere di legazione e di consigliere di ambasciata, al fine di introdurre realmente quella flessibilità che il Governo dichiara di volere, tenendo presente che il consigliere di ambasciata può essere preposto agli uffici dirigenziali, ma può anche essere destinato ad altri incarichi negli uffici centrali o nella rete diplomatico-consolare. Non ha alcun senso dunque opporsi a tale proposta sulla base di considerazioni meramente numeriche.
        Inoltre la riduzione dei gradi a quattro e il notevole ampliamento della sfera di discrezionalità, che deriva dall’aumento del numero dei ministri plenipotenziari e – in caso di unificazione dei due gradi – del numero dei consiglieri di ambasciata, consentirebbero di sdrammatizzare l’annosa polemica sullo sganciamento dei gradi dalle funzioni. Appare invece necessario sopprimere quelle disposizioni dell’articolo 10 che consentirebbero al Ministro di derogare ai limiti minimi di permanenza nei gradi, ai fini delle nomine a ministro plenipotenziario e ad ambasciatore, poiché si tratta di fattispecie in cui la discrezionalità amministrativa rischia di trasformarsi in arbitrio politico.
        La Relatrice indica poi ulteriori punti su cui, a suo avviso, la Commissione dovrebbe proporre modifiche del testo. L’articolo 12 potrebbe essere riformulato per migliorare la trasparenza nelle nomine dei capi missione, prevedendo che le competenti Commissioni parlamentari possano richiedere l’indicazione di tutti i funzionari che si sono candidati a tali posti, nonché una relazione dei funzionari nominati sugli obiettivi della missione. Per quel che riguarda la valutazione periodica dei funzionari, occorre anzitutto prevedere la partecipazione dell’interessato alla procedura di valutazione, con una propria relazione, e sarebbe poi opportuno modificare la composizione delle commissioni, nel senso che il membro esterno possa essere anche un dirigente generale dello Stato o un docente universitario, oltre che un magistrato.
        Quanto all’articolo 16, la Commissione non può che esprimere parere contrario a tutte le disposizioni, fatta eccezione per quelle concernenti il conferimento degli incarichi di segretario generale e direttore generale. La contrarietà alle restanti disposizioni deriva da motivi di legittimità – poiché la delega non comprende l’assetto degli uffici di diretta collaborazione con il Ministro, che è comunque materia delegificata – e per motivi di merito, poiché il Ministro degli affari esteri, così come avviene per tutti gli altri Ministri, non può essere interdetto dallo scegliere anche all’esterno della Farnesina i suoi più diretti collaboratori, , né si vede il motivo per cui debbano essere riservati esclusivamente ai diplomatici incarichi che possono essere meglio svolti da docenti universitari, come quelli di capo del Servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati, di capo del Servizio storico, archivio e documentazione, nonché di direttore e di vice-direttore dell’Istituto diplomatico.
        Infine la relatrice De Zulueta propone che sia soppresso il comma 9 dell’articolo 17, che vanificherebbe per quattro anni gli effetti dell’unificazione dei gradi di ministro plenipotenziario di 1ª e 2ª classe.

        Il sottosegretario RANIERI fa presente che quest’ultima disposizione è stata inserita fra le norme transitorie, per motivi di equità nei confronti di chi ha il grado di ministro plenipotenziario di 1ª classe alla data di entrata in vigore del decreto legislativo.
        Il senatore SERVELLO esprime viva sorpresa poiché la Relatrice propone un parere fortemente critico nei confronti del testo del Governo, discostandosi anche dalle posizioni espresse dalla maggior parte dei sindacati. In particolare, fa presente che nessun sindacato ha criticato il testo dell’articolo 16 e che la proposta di separare i gradi dalle funzioni presenta i rischi che il Segretario generale della Farnesina, nel corso della sua audizione, ha ben evidenziato.
        La relatrice DE ZULUETA precisa che non intende affatto proporre nel parere la separazione dei gradi dalle funzioni, ma piuttosto l’unificazione dei gradi di consigliere di legazione e di consigliere di ambasciata; essa appare il modo più semplice per ridurre la rigidità della carriera, avvicinarla all’assetto della dirigenza dello Stato e, consentire realmente un rapido percorso di carriera ai più meritevoli.
        Il senatore SERVELLO si dichiara favorevole alla proposta di modificare la composizione delle commissioni per la valutazione, nel senso indicato dalla Relatrice, ed esprime qualche perplessità sulla soppressione del comma 9 dell’articolo 17, poiché nella prima applicazione del decreto legislativo vi potrebbe essere qualche difficoltà in ordine alle nomine al grado di ambasciatore.
        Il sottosegretario RANIERI prende atto delle differenze tra l’orientamento del Governo e le posizioni espresse dalla Relatrice su due punti importanti, quali l’articolo 16 e la proposta di accorpare i due gradi di consigliere. Per quel che riguarda l’articolo 17, ritiene necessario un periodo transitorio di quattro anni per mettere a regime l’unificazione dei gradi di ministro plenipotenziario di 1ª e 2ª classe.
        Il senatore PIANETTA invita il rappresentante del Governo e la Relatrice ad approfondire le conseguenze pratiche di un eventuale accorpamento dei due gradi di consigliere: se nell’avanzamento di carriera continuasse a prevalere il criterio dell’anzianità, non vi sarebbe alcun risultato concreto al di là degli aspetti retributivi.
        Il presidente MIGONE chiarisce che l’unificazione dei due gradi ha conseguenze tutt’altro che irrilevanti, poiché i consiglieri di ambasciata possono essere nominati capi missione ovvero ricoprire importanti incarichi negli uffici centrali. L’ampliamento di tale fascia consentirebbe inoltre scelte ispirate a criteri meritocratici, rispetto alla mera anzianità.
        Il senatore VERTONE GRIMALDI rileva che si sarebbe dovuto impostare il riordino della carriera diplomatica in maniera totalmente diversa, individuando prima le funzioni da svolgere nell’amministrazione centrale e presso le sedi all’estero, quantificando poi gli organici necessari allo svolgimento di tali funzioni e, infine, modellando su tali esigenze l’assetto della carriera.
        Il presidente MIGONE, in considerazione dei concomitanti lavori dell’Assemblea, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.


CONVOCAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI DOMANI

        Su proposta del presidente Migone, la Commissione concorda di convocarsi per domani, mercoledì 1º marzo, alle ore 8.30, per il seguito dell’esame dello schema di decreto legislativo sul riordino della carriera diplomatica.

        
La seduta termina alle ore 16,30.