Martedì 13 Luglio 2021 - 345ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:35)

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl 2005, misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il presidente della Commissione giustizia sen. Ostellari (L-SP), nel riferire sui lavori della Commissione, ha ricostruito l'iter del ddl, invitando a distinguere i fatti dalle narrazioni. La Commissione giustizia per tre mesi ha svolto audizioni nel corso delle quali sono emersi nodi giuridici, non ideologici, sugli articoli 1, 4 e 7 del ddl. Al tavolo politico dei Gruppi di maggioranza sono stati presentati emendamenti da Lega, Forza Italia e Italia Viva: su questa base il presidente ha avanzato una proposta di mediazione che ha raccolto l'adesione della maggioranza, compreso il gruppo delle Autonomie. Raccogliendo l'invito della sen. De Petris (Misto-LeU), il sen. Ostellari ha poi formalizzato in Commissione la proposta di mediazione che prevede tre modifiche al ddl Zan. Si tratta ora di verificare se c'è la disponibilità politica di continuare il dialogo e arrivare in 15 giorni a un testo condiviso che superi i problemi giuridici del testo approvato dalla Camera.

Il Presidente del Senato ha precisato di aver già convocato la Conferenza dei Capigruppo alle ore 15 e di averla poi posticipata in attesa della conclusione dei lavori della Commissione giustizia.

Il sen. Mirabelli (PD) ha sottolineato che la Conferenza dei Capigruppo ha già deciso la calendarizzazione in Aula e che l'Assemblea ha confermato la decisione. Il sen. Grasso (Misto-LeU) ha affermato che il presidente Ostellari ha impedito la discussione in Commissione; la sen. Maiorino (M5S) ha negato che vi sia da parte della Lega una volontà di mediazione. Il sen. la Russa (FdI) ha rilevato che la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, chiesta dal sen. Ostellari (L-SP), è un atto di cortesia istituzionale. Il sen. Calderoli (L-SP) ha auspicato che in sede di Conferenza si raggiunga un accordo. La sen. Bernini (FI) ha ribadito che la norma contro le discriminazioni è un atto di civiltà giuridica e ha osservato che, una settimana fa, si sarebbe potuto lavorare sul testo di mediazione. Secondo la sen. Unterberger (Aut) è contraddittorio approvare una legge contro l'odio in un clima di ostilità; ha caldeggiato quindi una soluzione condivisa. Il sen. Faraone (IV-PSI), condividendo le osservazioni della sen. Unterberger, ha invitato a non utilizzare il ddl Zan per interessi di parte.

Dopo la Conferenza dei Capigruppo, è iniziata la discussione delle pregiudiziali di costituzionalità. Il sen. Pillon (L-SP), richiamando i rilievi avanzati da illustri costituzionalisti, ha osservato che l'articolo 1 del ddl contiene definizioni derivanti da teorie filosofiche e antropologiche, che sono prive di qualità giuridiche; l'identità di genere è definita come una percezione soggettiva priva di caratteristiche oggettive mentre la legge Reale Mancino contro le discriminazioni è fondata su caratteristiche oggettive; l'istigazione alla discriminazione è una fattispecie indeterminata, in contrasto con il principio di tassatività della norma penale, e configura un reato di opinione in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione; infine, l'articolo 7 contrasta con la libertà di educazione sancita dall'articolo 33 della Costituzione. Il sen. Balboni (FdI), illustrando la pregiudiziale, ha dichiarato di essere favorevole a inasprimenti di pena per reati contro l'omofobia ma contrario alla censura e all'indottrinamento ideologico del politicamente corretto e all'indefinitezza delle norme penali.

Nella discussione sulle pregiudiziali, il sen. Renzi (IV-PSI) ha affermato che l'accordo è a portata di mano: ha proposto quindi un patto politico per giungere a un testo condiviso e approvarlo alla Camera entro 15 giorni. Il sen. Malan (FI) ha dichiarato voto favorevole alle questioni pregiudiziali. Il sen. Salvini (L-SP) ha invitato a superare gli steccati ideologici: eliminando le parti divisive del ddl relative all'educazione scolastica e all'indeterminatezza del reato, si può approvare in un mese una buona legge contro le discriminazioni. La sen. De Petris (Misto-LeU), annunciando voto contrario alle pregiudiziali, ha espresso sfiducia nella mediazione, rilevando che la pregiudiziale di costituzionalità mette in discussione la legge Mancino e i fondamenti del ddl Zan.

Messe ai voti, le questioni pregiudiziali sono state respinte. L'esame del ddl proseguirà domani.

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 21 luglio. Il termine di presentazione degli emendamenti al ddl 2005 scade martedì 20 luglio; mercoledì 21 luglio sarà discusso il decreto imprese giovani salute.

(La seduta è terminata alle ore 20:04 )



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