SENATO DELLA REPUBBLICA
-------------------- XIX LEGISLATURA --------------------
9ª Commissione permanente
(Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare)
256a seduta: martedì 25 novembre 2025, ore 15,30
257a seduta: mercoledì 26 novembre 2025, ore 9,30
ORDINE DEL GIORNO
INTERROGAZIONI ALL'ORDINE DEL GIORNO
BERGESIO, BIZZOTTO, CANTALAMESSA - Al ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
Premesso che:
a seguito dell’apertura da parte della Cina di un’indagine antidumping sull’importazione di prodotti suinicoli provenienti dall’Unione europea, sono stati imposti nei confronti dei Paesi europei dazi provvisori con aliquote variabili dal 15,6 al 62,4 per cento a seconda dell’azienda coinvolta nel processo di indagine antidumping avviato dalla Cina nei confronti della UE e, come noto, riconducibile ad iniziative di ritorsione da parte cinese verso i dazi imposti dalla UE sulle auto elettriche orientali;
gli Stati più colpiti sarebbero Spagna, Paesi Bassi, Danimarca, Germania e Belgio, che da soli sviluppano l’82,7 per cento delle esportazioni di carne suina della UE verso la Cina; tali politiche scellerate rischiano di avere comunque conseguenze molto gravi per la competitività delle filiere italiane;
l’Italia, che risulta ancora colpita dal blocco dell’export verso la Cina dal gennaio 2022 a causa della peste suina africana (PSA), potrebbe quindi vivere un ulteriore momento di difficoltà di mercato, anche con riferimento alla futura ripresa dell’export di carne suina e salumi verso il mercato cinese, giudicato strategico per l’economia italiana, con ricadute importanti sul settore suinicolo, già colpito da una lunga crisi;
secondo esperti di settore, i volumi di carne e derivati suinicoli colpiti dai dazi imposti dalla Cina alle aziende dei Paesi europei colpiti incideranno sui margini di queste in maniera sensibile: trattandosi, fra gli altri, dei principali fornitori a cui si rivolge la filiera italiana di carni suine e salumi (che si ricorda è autosufficiente solo per il 60 per cento dei propri fabbisogni). Il timore di ripercussioni sui livelli dei prezzi praticati sul mercato interno al fine di compensare le perdite sul mercato cinese è fondato;
i dazi sono entrati in vigore lo scorso 10 settembre e sono applicati in maniera provvisoria, con differenziazioni rilevanti per le aziende che collaborano (a cui si applica al massimo il 32,7 per cento) all’indagine antidumping avviata dal Governo cinese, rispetto alle aziende che non collaborano (a cui si applica il 62,4 per cento): in futuro questo può creare situazioni di maggior vantaggio all’export per le aziende che collaborano, rispetto a quelle che non collaborano, portando all’erosione delle quote di mercato cinese di queste ultime da parte delle prime; questa situazione potrebbe a sua volta generare scarsa disponibilità di materia prima nel mercato interno, specie con riferimento all’Italia, che necessita, per la tipicità delle proprie produzioni di salumeria, della qualità delle carni appositamente sviluppata da talune aziende che beneficiano dei dazi ridotti;
considerato che il trattato di libero scambio col Mercosur, atteso alla ratifica dell’Unione, potrebbe ulteriormente penalizzare l’agricoltura europea in assenza di regole di reciprocità per i prodotti importati dall’America latina,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo voglia farsi promotore, in sede europea, delle istanze provenienti dal settore suinicolo italiano, promuovendo un’azione coordinata con tutti gli Stati europei interessati per contrastare gli effetti dei dazi antidumping imposti dalla Cina, a tutela della competitività delle filiere italiane ed europee;
quali interventi di sostegno immediato e quali misure di pianificazione a medio termine intenda mettere in campo per salvaguardare il comparto suinicolo nazionale, sia al fine di compensare le perdite già subite, sia per prevenire ulteriori squilibri legati alle possibili ripercussioni sui prezzi interni.
(3-02209)
NATURALE, SIRONI, BEVILACQUA, LICHERI Sabrina, CROATTI, LOREFICE, DAMANTE, NAVE, BILOTTI - Al ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
Premesso che:
il decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 22 luglio 2015 ha istituito il Registro unico dei controlli ispettivi (RUCI) con l’obiettivo di rendere più efficiente e meno invasiva l’attività ispettiva presso le imprese agricole, consentendo alle diverse autorità competenti di condividere i dati a loro disposizione. Il Registro consiste in un archivio informativo che opera su due binari, regionale e nazionale, che dialogano tra loro;
l’attivazione di tale strumento, già previsto da numerosi anni dalla normativa nazionale, permetterebbe una reale semplificazione del sistema dei controlli. L’assenza di duplicazioni rappresenta un elemento imprescindibile nello svolgimento dell’attività di impresa. Al riguardo, infatti, giova sottolineare come gli operatori del settore, che portano avanti tutto il processo produttivo, si trovano spesso a dedicare diverso tempo nell’arco di un intero anno, alla compilazione di documentazione ovvero a permettere il corretto svolgimento dei controlli da parte dei diversi Organi all’interno della propria azienda;
nonostante le previsioni normative, però, sembra che sul piano operativo il RUCI stenti a decollare. Ciò si ripercuote negativamente sulle imprese vitivinicole, poiché non riescono a liberarsi da numerosi adempimenti burocratici, costituiti dalla conseguente ripetitività di controlli, e sulla pubblica amministrazione, poiché si moltiplicano i costi per controlli in realtà già fatti;
in data 22 maggio 2024, in occasione della seduta di question time svoltasi presso la Camera dei deputati, il ministro Lollobrigida confermava che il RUCI, seppure istituito dal 2015, “non ha potuto pienamente conseguire le finalità assegnate”,
si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di attivare l’effettiva operatività del Registro unico dei controlli ispettivi e quali siano le ragioni sottese all’impossibilità, evidenziata attraverso un’esplicita ammissione, a conseguire le finalità assegnate.
(3-02246)