Approvata la legge di delegazione europea
Nella seduta dell'11 marzo l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 78 voti favorevoli, 2 contrari e 57 astensioni, il disegno di legge di delegazione europea, n. 1737.
Il disegno di legge di delegazione europea mira a conformare l'ordinamento italiano alla recente legislazione dell'Unione europea, secondo quanto previsto dalla legge n. 234/2012. Sono quindi recepiti, tra gli altri, i regolamenti (UE) in materia di sostanze che riducono lo strato di ozono, di spedizione dei rifiuti, di tecnologie a zero emissioni nette, di cybersicurezza nonché la direttiva sulla riparazione e il riutilizzo dei beni di consumo difettosi. L'esame del disegno di legge si è svolto in forma congiunta con la relazione programmatica 2025 e la relazione consuntiva 2024, che riepilogano in forma sistematica il contributo dell'Italia al processo decisionale europeo
L'esame in Commissione
Il 7 gennaio, con la relazione del Presidente Terzi di Sant'Agata (FdI), il disegno di legge è stato incardinato nella 4a Commissione in sede referente e in discussione congiunta con il Doc. LXXXVI n. 3, Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2025 (già incardinato l'8 ottobre 2025) e con il Doc. LXXXVII, n. 2, Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2024.
Il 7 gennaio è inoltre intervenuto il ministro Foti, che ha auspicato una sollecita conclusione dell'esame, assicurando la piena disponibilità del Governo al confronto con il Parlamento.
Il 13 gennaio il Presidente Terzi di Sant'Agata ha confermato la disponibilità della documentazione già acquisita alla Camera e reso comunicazioni sulla possibilità di svolgere audizioni limitate, con la facoltà per i Gruppi di proporre l'acquisizione di memorie scritte da ulteriori soggetti. Inoltre, il relatore per la Relazione consuntiva 2024, senatore Rosso (FI-BP), ne ha illustrato il testo, richiamando la funzione di controllo ex post del Parlamento e sottolineando la coerenza del documento con le previsioni legislative.
Il 22 gennaio si è svolta una procedura informativa in Ufficio di Presidenza.
Il 27 gennaio sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 28 il senatore Lombardo (Az) è intervenuto sul tema dell'attuazione della direttiva (UE) 2024/3019, relativa al trattamento delle acque reflue urbane, richiamata al punto 5 dell'Allegato A al disegno di legge, ricordando le criticità emerse nel corso delle audizioni sulla questione della responsabilità estesa del produttore (EPR), principalmente riguardante le industrie farmaceutiche e cosmetiche.
Nella seduta del 3 febbraio, il Presidente Terzi di Sant’Agata, relatore, ha comunicato l’ammissibilità pressoché integrale degli emendamenti e le ulteriori sottoscrizioni a un ordine del giorno. Il Governo, per il tramite del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Matilde Siracusano, ha confermato un orientamento contrario sugli emendamenti, per lo più per profili di copertura finanziaria o per il superamento dei limiti posti dalle direttive UE, manifestando invece apertura a valorizzarne alcuni contenuti attraverso ordini del giorno, nei limiti della compatibilità finanziaria e con l’ordinamento europeo.
Nella seduta antimeridiana del 4 febbraio è iniziata la votazione degli emendamenti e ordini del giorno, conclusa nella successiva seduta pomeridiana. Tutti gli emendamenti sono risultati respinti o ritirati mentre sono stati accolti gli ordini del giorno G/1737/3/4 (testo 2) e G/1737/5/4 sullo smaltimento delle acque reflue urbane, G/1737/4/4 (testo 2), in materia di qualità dell'aria e G/1737/6/4, sulla riparazione dei beni. Concluso l’esame, con l’astensione dei senatori dei Gruppi Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, la Commissione ha conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge di delegazione europea 2025, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, e ha approvato le relazioni sui Doc. LXXXVI, n. 3 e LXXXVII, n. 2.
La discussione in Assemblea
Nella seduta del 10 marzo il relatore Terzi Di Sant’Agata (FdI) ha riferito all'Assemblea che il il disegno di legge, composto da 19 articoli, delega il Governo al recepimento di 24 direttive dell’UE e all’adeguamento dell’ordinamento nazionale a 12 regolamenti europei, prevedendo criteri specifici per l’attuazione di sei direttive. Ha sottolineato l’importanza del provvedimento nel quadro del rafforzamento dei rapporti con l’Unione europea, anche in relazione all’attuazione del PNRR, nonché il progressivo calo delle procedure di infrazione a carico dell’Italia. Tra i principali ambiti di intervento figurano l’aggiornamento della tutela dei disegni e modelli alla luce delle nuove tecnologie, le misure volte a favorire la riparazione dei beni e la transizione ecologica, il recepimento della direttiva anti-SLAPP contro le azioni giudiziarie abusive. Il ddl interviene inoltre sulla modifica dello status di protezione del lupo, sul risanamento delle imprese assicurative e su ulteriori settori quali la tutela ambientale e la cybersicurezza europea, con l’obiettivo di assicurare l’allineamento dell’ordinamento nazionale agli standard dell’Unione.
Sono state quindi illustrate dal relatore Rosso la relazione consuntiva 2024 e la relazione programmatica 2025 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea. La prima consente al Parlamento di valutare l’azione svolta dal Governo nelle sedi europee, evidenziando il ruolo dell’Italia nei principali dossier, tra cui governance economica, transizione verde e digitale, sicurezza, difesa e gestione dei flussi migratori; è stato inoltre richiamato l’impegno sul piano esterno dell’Unione, con particolare riferimento al sostegno all’Ucraina e alle iniziative verso l’Africa, tra cui il Piano Mattei. La relazione programmatica per il 2025 illustra invece le priorità dell’azione italiana, con attenzione a competitività, sicurezza, difesa europea e gestione delle migrazioni. Il relatore ha altresì richiamato gli interventi volti a rafforzare il coordinamento nazionale delle politiche europee e a ridurre le procedure di infrazione.
Sono intervenuti in discussione generale i senatori Dafne Musolino, Annamaria Furlan (IV), Elena Sironi, Gisella Naturale (M5S), Satta, Cinzia Pellegrino (FdI), Elena Murelli (LSP) e Tatjana Rojc (PD). IV ha rimarcato il valore del ddl di delegazione europea come strumento essenziale di adeguamento dell’ordinamento nazionale al diritto dell’Unione, richiamando i ritardi dell’Italia nel recepimento delle direttive; ha evidenziato l’importanza della direttiva anti-SLAPP e del recepimento delle norme europee per rafforzare diritti fondamentali, pluralismo dell’informazione e tutele sociali; PD e M5S hanno criticato l’impostazione del provvedimento, denunciando in particolare l’assenza della direttiva sulle case green, ritenuta centrale per la transizione energetica, la qualità dell’aria e l’efficienza energetica del patrimonio edilizio. La maggioranza ha espresso sostegno al ddl in quanto strumento fondamentale per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al diritto dell’UE e per rafforzare la competitività del sistema produttivo: FdI ha evidenziato l’importanza delle deleghe in settori strategici come cybersicurezza, tutela dei consumatori, sostenibilità e difesa dei valori democratici nel contesto delle sfide globali; LSP ha richiamato altresì la tutela delle PMI, la promozione della riparazione dei beni e la necessità di una gestione equilibrata della presenza del lupo nei territori montani. In replica, il relatore Terzi Di Sant’Agata ha condiviso gli interventi della maggioranza, sottolineando l’esigenza di una rapida attuazione delle deleghe e richiamando l’attenzione sui temi della libertà di informazione e della tutela contro l’abuso di azioni giudiziarie. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Barachini ha quindi accolto la proposta di risoluzione n. 1 della maggioranza, esprimendo parere contrario sulle proposte nn. 2 del PD, 3 di AVS e 4 di M5S.
Nella seduta dell'11 marzo si è svolto l’esame dell’articolato, con l'accoglimento, in testi riformulati, degli ordini del giorno G1.100, G1.103, G6.100, G6.101 e G14.101, a firma del senatore Sensi (PD) e altri, e del G14.100 del senatore Rosso (FI-BP).
Nelle dichiarazioni finali i senatori Licia Ronzulli (FI-BP), Claudio Borghi (LSP) e Scurria (FdI) hanno annunciato un voto favorevole, ritenendo la legge di delegazione europea uno strumento politico necessario per rafforzare il ruolo dell’Italia nell’UE: FI ha sostenuto l’importanza di rafforzare diritti dei consumatori, cybersicurezza e tutela del made in Italy; secondo LSP la legge recepisce direttive ritenute utili, pur criticando l’eccesso di vincoli UE e il sistema delle sanzioni europee; FdI ha rivendicato anche la scelta di non includere alcune norme UE ritenute dannose, quali quelle sulle case green. Il sen. Magni (AVS) ha dichiarato un voto contrario, contestando il recepimento incompleto della direttiva contro le querele temerarie e la riduzione della tutela del lupo, contrari alla libertà di stampa e alla tutela ambientale. I senatori Lombardo (Az), Silvia Fregolent (IV), Lorefice (M5S) e Tatjana Rojc (PD), pur con posizioni diverse, hanno annunciato l’astensione quale atto di responsabilità, evidenziando criticità nel metodo e nei contenuti: Az ha denunciato l’uso troppo tecnico dello strumento e il ritardo italiano nel recepire le direttive, che costa sanzioni elevate; IV ha criticato alcuni contenuti che penalizzerebbero settori produttivi (farmaceutica e cosmetica) e il mancato contributo del Parlamento alla legge; M5S ha denunciato il rischio di nuove procedure di infrazione e accusato l’Esecutivo di incoerenza tra dichiarazioni europeiste e scelte politiche, in particolare su energia e transizione ecologica; il PD ha rilevato criticità legate ai ritardi nel recepimento delle direttive, alle numerose procedure di infrazione e alla mancanza di una strategia europea chiara del Governo.
