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26 gennaio 2026 | Numero 132
Trasporti

Approvate le nuove norme sulla cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo

veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo

Nella seduta del 20 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato, in via definitiva, il ddl n. 1431 sulla cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo. È risultato di conseguenza assorbito il ddl n. 1368, del senatore Basso (PD) e altri, abbinato in trattazione congiunta.

I due disegni di legge prevedono la cancellazione dal Pubblico registro automobilistico (PRA) dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo "fiscale", ossia disposto in caso di mancato pagamento di una cartella esattoriale, al fine di consentirne la demolizione. Il ddl n. 1431, approvato dalla Camera dei deputati il 27 marzo 2025, prevede inoltre l'incremento delle sanzioni previste dal suddetto decreto legislativo n. 209/2003 in caso di violazione delle norme per la raccolta e gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione.

La discussione in Commissione

I due disegni di legge sono stati incardinati in discussione congiunta in sede redigente in Commissione 8a il 5 agosto, con la relazione del senatore Sigismondi (FdI).

Il 10 settembre il ddl n. 1431 è stato adottato come testo base per il prosieguo dei lavori e il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 17 settembre.

Il 23 settembre sono stati pubblicati gli emendamenti presentati al testo base. Nella seduta del 30 settembre il Presidente Fazzone (FI-BP) ha comunicato che i senatori Unterberger e Durnwalder (Aut) hanno ritirato gli emendamenti presentati, quindi la Commissione ha votato e approvato prima i singoli articoli e, in seguito alle dichiarazioni di voto favorevole dei senatori Basso (PD) e Di Girolamo (M5S), il ddl nel suo complesso, conferendo mandato al relatore Sigismondi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 1431, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con conseguente assorbimento del ddl n. 1368.

L'esame in Assemblea

Il 20 gennaio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Sigismondi.

Approvato l'articolato, sono intervenuti in dichiarazione di voto i senatori Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Rosso (FI-BP), Gabriella Di Girolamo (M5S), Clotilde Minasi (LSP), Basso (PD) e Marta Farolfi (FdI): tutti i Gruppi hanno riconosciuto che il provvedimento colma una lacuna normativa che produceva degrado urbano, danni ambientali e inefficienze amministrative, condividendo la distinzione tra demolizione dei veicoli fuori uso e qualsiasi forma di sanatoria o beneficio per i debitori. Pur annunciando un voto favorevole, AVS ha segnalato il rischio che i costi di rimozione e smaltimento ricadano eccessivamente sugli enti locali, chiedendo una chiara assunzione di responsabilità finanziaria; M5S ha invitato a una riflessione più ampia sulle cause strutturali dell'accumulo dei fermi amministrativi e sulla sproporzione tra sanzioni applicate e valore economico dei veicoli colpiti; IV ha sollecitato un approfondimento futuro sul tema dei sequestri, in particolare quelli che coinvolgono le aziende, evidenziando le ricadute negative su lavoratori e tessuto produttivo.

Affari costituzionali

Approvata definitivamente la legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia

Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia

Nella seduta del 21 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, in seconda deliberazione con la maggioranza assoluta dei componenti (110 voti favorevoli, 50 contrari e 3 astensioni), il ddl costituzionale n. 1279-B recante modifiche allo Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Il disegno di legge costituzionale, d'iniziativa del Consiglio regionale friulano, già approvato in prima deliberazione dalla Camera dei deputati il 23 ottobre 2024 e dal Senato il 27 maggio, era stato approvato in seconda deliberazione dalla Camera il 5 novembre 2025. Ponendosi criticamente nei confronti dell'abolizione delle province e del trasferimento alla Regione delle relative competenze operata con la Legge costituzionale n. 1/2016, reca la proposta di modificare lo Statuto regionale per prevedere nuovamente l'istituzione, da attuare successivamente con legge regionale, di adeguati enti di area vasta dotati di autonomia politica, con organi eletti direttamente dai cittadini, intermedi tra la regione e i comuni, e con competenza nelle materie già assegnate alle soppresse province. Ulteriori disposizioni riguardano il numero dei consiglieri regionali, fissato a 49, l'ordinamento degli enti locali e l'istituto del referendum regionale.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge costituzionale è stato incardinato nella 1a Commissione in sede referente il 26 novembre 2025 con la relazione della senatrice Pirovano (LSP).

Nella seduta del 3 dicembre si è svolta la discussione generale. I senatori Parrini (PD) e Felicia Gaudiano (M5S) hanno ribadito le motivazioni della contrarietà dei rispettivi Gruppi, già espresse in sede di esame per la prima deliberazione.

Previa dichiarazione di voto contrario del senatore Cataldi (M5S), la Commissione ha quindi conferito alla relatrice il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge costituzionale in seconda deliberazione.

Il ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli è infine intervenuto per esprimere soddisfazione per la celere conclusione dell'esame e ribadire le ragioni della proposta, deliberata dal Consiglio regionale del Friuli sia per ampliare i propri spazi di autonomia in alcuni settori, sia allineare il proprio ordinamento provinciale a quello della altre regioni italiane.

La discussione in Assemblea

Il 21 gennaio il disegno di legge costituzionale è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Pirovano.

Nella discussione generale è intervenuto il senatore Cataldi (M5S).

Si sono poi svolte le dichiarazioni di voto dei senatori Scalfarotto (IV), De Cristofaro (AVS), Zanettin (FI-BP), Patuanelli (M5S), Dreosto (LSP), Tatjana Rojc (PD) e Francesca Tubetti (FdI). La maggioranza ha espresso consenso su un provvedimento che reintroduce enti di area vasta eletti, ritenuti necessari per garantire prossimità, chiarezza di funzioni e responsabilità democratica: la riforma rafforza l'autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia, migliora il governo del territorio e restituisce stabilità istituzionale. Anche AVS ha annunciato un voto favorevole, sostenendo che la riforma ricostruisce un livello intermedio indispensabile, rafforza la partecipazione democratica e contrasta l'allontanamento dei cittadini dalle istituzioni. M5S e PD hanno annunciato un voto contrario criticando metodo e contenuti: secondo M5S la riforma è costosa e poco chiara su competenze e responsabilità, troppi cambi di assetto in pochi anni generano confusione amministrativa; il PD ha parlato di una controriforma istituzionale che indebolisce altresì la specialità regionale e la tutela delle minoranze. IV ha annunciato l'astensione per ragioni di metodo: la riforma demanda a leggi ordinarie regionali elementi che dovrebbero avere rango statutario, riducendo le garanzie per le minoranze.

Affari costituzionali

Approvata in prima deliberazione la legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige

Statuto speciale del Trentino-Alto Adige

Il 21 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima deliberazione, con 100 voti favorevoli, uno contrario e 50 astensioni, il ddl costituzionale n. 1670 sulle modifiche allo Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il testo è quindi tornato all'esame dell'altro ramo del Parlamento per la seconda deliberazione.

La proposta, di iniziativa governativa, approvata dalla Camera dei deputati il 7 ottobre, concerne l'ampliamento della potestà legislativa della Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano, mediante l'integrazione di alcune materie incluse nelle rispettive competenze e la riduzione di alcuni dei limiti attualmente previsti in tali ambiti. In particolare sono rafforzate le competenze esclusive delle Province autonome, includendo governo del territorio, contratti pubblici, servizi pubblici locali, ambiente, fauna selvatica, commercio ed energia idroelettrica e sono ridefinite le attribuzioni dei Presidenti di Provincia in materia di sicurezza connesse alla gestione della fauna. Si prevede inoltre un aggiornamento della disciplina statutaria riferita, tra l'altro, all'impugnativa delle leggi statali, all'armonizzazione della potestà legislativa regionale e provinciale con quella statale, all'esercizio del diritto elettorale attivo, al procedimento di revisione statutaria.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge costituzionale è stato incardinato nella 1a Commissione in sede referente il 22 ottobre 2025 con le relazioni dei senatori Durnwalder (Aut), Elena Testor (LSP) e De Priamo (FdI).

L'11 novembre la Commissione ha deliberato di acquisire dai soggetti indicati nel numero massimo di due per ciascun Gruppo, documenti scritti da depositare, entro il termine del 17 novembre. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, inizialmente fissato al 12 e successivamente prorogato, è scaduto il 19 novembre.

Nella seduta antimeridiana del 26 novembre il Presidente Tosato (LSP) ha dato conto della presentazione di 27 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto. La senatrice Gaudiano (M5S), intervenuta nella discussione generale, ha rilevato una criticità del disegno di legge costituzionale nell'attribuzione alla competenza legislativa esclusiva delle province autonome delle materie della fauna selvatica e dei rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici. Il correlatore Durnwalder, intervenuto in replica, ha sostenuto che l'attribuzione di competenza in materia di fauna selvatica è coerente con la giurisprudenza costituzionale mentre quella in materia di pubblico impiego è limitata ai dipendenti della province autonome. I senatori Giorgis (PD) e Felicia Gaudiano hanno quindi illustrato gli emendamenti presentati dai rispettivi Gruppi.

Nella successiva seduta pomeridiana il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto dell'acquisizione e della pubblicazione su internet dei documenti scritti acquisiti dai soggetti indicati dai Gruppi. Si è poi svolta la votazione degli emendamenti, che sono stati tutti respinti. Previe dichiarazioni di voto, a nome dei rispettivi Gruppi, dei senatori Giorgis (PD), De Cristofaro (AVS), Cataldi (M5S), astenuti, nonché Tosato (LSP) e Lisei (FdI), favorevoli, la Commissione ha conferito ai relatori il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge costituzionale, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati. Al termine dell'esame, il ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli ha replicato a ciascuno dei rilievi formulati dai senatori di opposizione in sede di votazione degli emendamenti.

La discussione in Assemblea

Il 21 gennaio il disegno di legge costituzionale è stato illustrato all'Assemblea dai relatori Durnwalder, Elena Testor e De Priamo.

Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Patton (Aut) e Felicia Gaudiano (M5S). In sede di replica, i relatori hanno valorizzato il riconoscimento delle minoranze linguistiche e la riduzione dei vincoli storici sulle elezioni e sulla giunta provinciale. Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli ha ricordato che il progetto nasce da un percorso concertato con le Regioni a statuto speciale e le delegazioni provinciali, reintegrando competenze precedentemente ridotte dal titolo V del 2001, e ha invitato a considerare l'efficacia dell'autonomia guardando alla realtà concreta delle Regioni speciali.

Nelle dichiarazioni finali i senatori Durnwalder (Aut), Enrico Borghi (IV), Michaela Biancofiore (Cd'I), Paroli (FI-BP), Nicoletta Spelgatti (LSP) e Antonella Zedda (FdI) hanno annunciato un voto favorevole: Aut ha sostenuto la riforma come necessario adeguamento dell'autonomia e richiamato il principio di responsabilità locale e unità nella diversità; IV ha elogiato l'autonomia del Trentino-Alto Adige come modello storico e internazionale, apprezzando la cooperazione tra Governi per ridurre contenziosi; Cd'I ha celebrato il centrodestra come garante dell'autonomia, risolvendo conflitti interistituzionali del passato; FI-BP ha apprezzato modernizzazione istituzionale, definizione delle competenze e riduzione dei contenziosi; LSP ha richiamato in particolare le competenze trasferite alle Province autonome e la tutela ambientale, urbanistica e idroelettrica; FdI ha valutato positivamente l'attenzione del Governo alle specificità locali e la ridefinizione delle competenze tra Stato e Province autonome. Pur riconoscendo alcuni meriti del provvedimento, i senatori De Cristofaro (AVS), Cataldi (M5S) e Giorgis (PD) hanno dichiarato l'astensione, contestando in particolare il rafforzamento degli organi esecutivi a scapito dei consigli eletti e la riduzione della partecipazione democratica. In dissenso dal Gruppo, la senatrice Sironi (M5S) ha dichiarato voto contrario: attribuire alle Province competenze su ambiente e fauna selvatica contrasta con l'articolo 9 della Costituzione, che considera l'ambiente patrimonio comune dello Stato.