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19 gennaio 2026 | Numero 131
Industria

Approvato in prima lettura il ddl di conversione del decreto sulla continuità operativa dell'ex ILVA

Ilva

Nella seduta del 14 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 79 voti favorevoli e 63 contrari, il ddl n. 1731 di conversione del decreto-legge n. 180/2025 sulla continuità operativa degli stabilimenti ex-ILVA. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Il provvedimento interviene sul finanziamento di 200 milioni già stanziato dal decreto-legge n. 92/2025 per la continuità produttiva degli impianti in titolo, prorogandone la scadenza dal 31 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026. I 92 milioni residui potranno essere destinati agli interventi sugli altiforni, alle manutenzioni, agli investimenti ambientali nonché agli indennizzi per i proprietari di immobili del quartiere Tamburi. Sono poi stanziati ulteriori 20 milioni per l'integrazione fino al 75% del trattamento dei lavoratori in cassa integrazione giornaliera straordinaria nel biennio 2025-2026. Viene inoltre riconsciuto ad Acciaierie d'Italia SpA un indennizzo per i contributi alle imprese energivore.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 9a Commissione in sede referente il 3 dicembre 2025 con la relazione del senatore Pogliese (FdI).

Il 4 dicembre è scaduto il termine per la presentazione di proposte di audizione, mentre quello per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 15 dicembre. Il 9 e 10 dicembre si è svolta la procedura informativa.

L'11 dicembre è intervenuto il ministro Urso, il quale ha riepilogato le condizioni dello stabilimento che hanno condotto all'emanazione di un nuovo provvedimento d'urgenza, sottolineando, tra l'altro, che il decreto-legge in esame indirizza le risorse per raggiungere entro marzo 2026 l'attività piena di due altiforni. Quindi sono intervenuti per porre quesiti i senatori Silvia Fregolent (IV), Turco (M5S), Martella, Misiani e Basso (PD) e, in replica, il ministro Urso non ha escluso che siano necessari altri interventi normativi per disciplinare la fase successiva.

Il 16 dicembre sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati e il 16 e 17 dicembre sono intervenuti in fase di illustrazione delle proposte emendative i senatori Fregolent, Martella, Sabrina Licheri (M5S) e Aurora Floridia (Aut). Il 18 dicembre il Presidente ha comunicato i pareri espressi dalle Commissioni bilancio e giustizia. Il 23 dicembre il Presidente ha comunicato il parere favorevole con osservazioni dell'8a Commissione e si è svolta l'illustrazione degli emendamenti. Il 7 e l'8 gennaio sono state votate le proposte emendative riferite agli articoli 1, 2 e 4, risultando approvato soltanto il 1.15 (testo 2) del relatore, sullo stanziamento di 1 milione di euro per l'anno 2028. Altri emendamenti sono stati dichiarati improponibili, respinti, accantonati o trasformati in ordini del giorno.

Nelle sedute antimeridiana e pomeridiana del 13 gennaio il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato che il relatore ha presentato gli emendamenti 3.100, 3.0.100 e Coord.1, pubblicati in allegato al resoconto insieme ai relativi subemendamenti presentati. Il sottosegretario Fausta Bergamotto ha comunicato che è stata depositata un'azione di responsabilità presso il Tribunale di Milano da parte dei commissari straordinari, con istanza di risarcimento a Mittal di 7 miliardi di euro, in quanto è stata ricostruita la volontà di trasferimento di risorse dalla società italiana alla società madre, che ha determinato danni consistenti. Quindi il sottosegretario ha fornito aggiornamenti sullo stato degli impianti, precisando che solo uno dei quattro altiforni è attualmente in attività e che l'impresa genera perdite, e sullo stato della gara, informando che è ritenuta preferibile l'offerta di Flacks Group. In seguito all'espressione dei pareri del rappresentante del Governo e del relatore, sono stati approvati gli emendamenti del relatore 3.100 e 3.0.100, come subemendato dalla proposta 3.0.100/8 (testo 2), al fine di chiudere la negoziazione con gli impianti in produzione e assicurare la liquidità necessaria se la procedura non si concludesse entro il 30 gennaio, nonché la proposta di coordinamento Coord.1 (testo 2). Sono risultati inoltre accolti dal Governo gli ordini del giorno G/1731/1/9 (testo 2), G/1731/2/9 e G/1731/3/9 (testo 2). Infine, in seguito alle dichiarazioni di voto contrario dei senatori Martella (PD), Sabrina Licheri (M5S), Magni (AVS) e Aurora Floridia (Aut) a nome dei rispettivi Gruppi, la Commissione ha conferito mandato al relatore a riferire all'Assemblea sul ddl in totolo, con le modifiche approvate.

La discussione in Assemblea

Il 13 gennaio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Pogliese, che ha evidenziato l'impatto finanziario del provvedimento, le modalità di erogazione e rendicontazione delle risorse e l'attenzione alla transizione industriale e ambientale.
Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Anna Maria Fallucchi, Zullo, De Carlo (FdI), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Sabrina Licheri (M5S), Cantalamessa (LSP) e Martella (PD). Gli esponenti della maggioranza hanno definito il provvedimento indispensabile per garantire la continuità produttiva dell'ex Ilva, tutelare occupazione e indotto e preservare un asset strategico nazionale. È stata ribadita la necessità di conciliare sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e realismo industriale, respingendo soluzioni ideologiche come la chiusura o la nazionalizzazione senza basi concrete. I senatori dell'opposizione hanno espresso una netta critica alla gestione governativa dell'ex Ilva, fondata su decreti emergenziali ripetuti e priva di una strategia industriale, ambientale e occupazionale di lungo periodo. Hanno denunciato la drastica riduzione della produzione, l'uso continuativo della cassa integrazione e l'assenza di interventi strutturali su sicurezza e manutenzione, anche alla luce dei gravi incidenti sul lavoro.

Il 14 gennaio si è svolto l'esame dell'articolato. Sono risultati accolti gli ordini del giorno G1.100, del senatore Potenti (LSP), che impegna il Governo a sostenere il settore manifatturiero, in particolare quello chimico, contro la delocalizzazione, e G1.101, della senatrice Aurora Floridia (Aut), sulla definizione di una strategia nazionale per la siderurgia che unisca competitività, transizione green, tutela del lavoro e salute, attraverso una pianificazione condivisa con le parti sociali.
Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i senatori Aurora Floridia (Aut), Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS), Damiani (FI-BP), Turco (M5S), Bergesio (LSP), Misiani (PD) e Melchiorre (FdI). Gli oratori hanno espresso unanime cordoglio per l'operaio Claudio Salamida, morto nello stabilimento ex Ilva di Taranto, ribadendo la centralità della sicurezza sul lavoro. Gli esponenti dell'opposizione hanno rivolto una ferma critica al decreto, giudicato l'ennesimo intervento emergenziale e privo di una strategia industriale strutturale. Hanno contestato la grave carenza di sicurezza negli impianti e la mancanza di una visione sulla decarbonizzazione: Aut ha evidenziato l'incapacità del Governo di differenziarsi dai precedenti Esecutivi, denunciando la paralisi decisionale e il disinteresse verso territori e imprese sane; IV ha criticato la gestione opaca del futuro dell'Ilva, le trattative senza coinvolgimento di lavoratori e Parlamento e l'assenza di un progetto industriale credibile; AVS ha sottolineato il crollo produttivo e la perdita di quote di mercato dell'Ilva, incompatibili con il rilancio dell'impianto, invocando un forte intervento pubblico, anche tramite nazionalizzazione; M5S ha accusato il Governo di violare norme europee e di finanziare impianti insicuri e inquinanti, chiedendo la chiusura degli impianti a fine vita, bonifiche, riconversione del territorio e una nazionalizzazione orientata alla decarbonizzazione; il PD ha contestato la trattativa con un fondo speculativo e l'assenza di un piano condiviso su produzione, occupazione e transizione ambientale. I senatori di maggioranza hanno difeso il decreto come atto di responsabilità necessario a garantire continuità produttiva, tutela occupazionale e salvaguardia di un asset strategico nazionale, in attesa di una soluzione strutturale e di un partner industriale affidabile: FI-BP ha rimarcato l'impegno del Governo nel gestire un dossier complesso ereditato dal passato, rivendicando gli interventi finanziari per garantire manutenzione, sicurezza e continuità produttiva; LSP ha parlato di scelta indispensabile per difendere l'autonomia industriale e manifatturiera del Paese, richiamando il valore strategico dell'acciaio per l'intera filiera produttiva; FdI ha rivendicato il ruolo attivo dello Stato nel garantire lavoro, sicurezza e sviluppo industriale, respingendo contrapposizioni ideologiche tra salute e occupazione.

Politica estera

Approvate definitivamente le nuove norme sui servizi per i cittadini e le imprese all'estero

servizi per i cittadini e le imprese all'estero

Nella seduta del 14 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva, con 76 voti favorevoli e 55 contrari, il ddl n. 1683 sulle disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero. Il ddl n. 1478, abbinato in trattazione congiunta, è stato dichiarato assorbito.

Il ddl n. 1683 di iniziativa governativa, collegato alla manovra di finanza pubblica e approvato dalla Camera dei deputati il 14 ottobre 2025, prevede disposizioni in materia di cittadinanza e anagrafe per i residenti all'estero, nonché di dotazione organica e proventi del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, misure sulla legalizzazione delle firme di atti formati da autorità estere e da valere nello Stato, l'adeguamento della disciplina sui passaporti e sulla carta d'identità valida per l'espatrio. È inoltre istituito un ufficio speciale centralizzato del Ministero degli esteri per le domande di acquisto della cittadinanza, attualmente gestite al livello periferico dai consolati. Il passaggio di competenza si realizzerà nel corso di un periodo transitorio della durata di un anno. Il ddl n. 1478, di iniziativa della senatrice La Marca (PD) e altri, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la riforma della disciplina relativa ai consoli onorari, al fine di potenziare la rete consolare onoraria, semplificare e razionalizzare le procedure di nomina, ampliare le competenze dei consoli onorari e garantire una maggiore trasparenza nella relativa gestione, in coerenza con le esigenze delle comunità italiane all'estero.

L'esame in Commissione

I disegni di legge sono stati incardinati nella 3a Commissione in sede referente il 25 novembre 2025 con la relazione del senatore Menia (FdI).

Nella stessa seduta è stato adottato come testo base il ddl n. 1683, in quanto già approvato dalla Camera dei deputati e omnicomprensivo rispetto alla materia trattata, e si è svolta la discussione generale con l'intervento della senatrice La Marca, che ha evidenziato lo scopo di una riforma graduale ma sistemica della rete consolare onoraria contenuto nella proposta di propria iniziativa.

Nella seduta del antimeridiana del 3 dicembre, dichiarata conclusa la discussione generale, il Presidente Craxi (FI-BP) ha comunicato che sono stati presentati due ordini del giorno e tredici emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto, e che sono pervenuti i pareri della Commissione bilancio sul testo e sugli emendamenti. Sono quindi intervenuti i senatori Alfieri (PD) e Marton (M5S) in fase di illustrazione di emendamenti e ordini del giorno, che successivamente sono stati posti in votazione risultando tutti respinti.

Nella seduta pomeridiana del 3 dicembre, pervenuto il parere non ostativo della Commissione affari costituzionali sul testo base, sono intervenuti in dichiarazione di voto i senatori La Marca (PD) e Marton (M5S), entrambi preannunciando voto contrario e criticando l'impostazione eccessivamente burocratica del provvedimento, ritenuto in controtendenza rispetto ai moderni strumenti di efficienza amministrativa. Dopo l'intervento del sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Silli, che ha difeso l'impegno del Governo a supporto degli oltre 7 milioni di concittadini all'estero, è stato posto in votazione, risultando approvato, il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 1683, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

La discussione in Assemblea

Il 14 gennaio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Menia, che ha evidenziato la conformità del testo a norme nazionali e obblighi europei e internazionali.
Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Scalfarotto (IV) e Giacobbe (PD). L'Assemblea ha quindi approvato, con distinte votazioni, i singoli articoli del disegno di legge.
Nelle dichiarazioni di voto, i senatori De Rosa (Fi-BP), Stefania Pucciarelli (LSP) e Antonella Zedda (FdI) hanno espresso l'opzione favorevole dei rispettivi Gruppi, apprezzando l'organicità della riforma, volta a modernizzare i servizi consolari e rafforzare l'azione dello Stato all'estero. Hanno inoltre condiviso la scelta di centralizzare le procedure di cittadinanza per garantire uniformità, tempi certi e maggiori controlli antifrode, alleggerendo il carico dei consolati, rafforzando il ruolo economico della diplomazia italiana e migliorando l'organizzazione del MAECI. I senatori Dafne Musolino (IV), Magni (AVS), Marton (M5S) e Francesca La Marca (PD) hanno dichiarato voto contrario, sostenendo che la riforma è regressiva, disorganica e penalizzante per gli italiani residenti all'estero e denunciando l'impostazione burocratica e anacronistica delle nuove procedure, fondate sull'uso del cartaceo, sull'allungamento dei tempi e sull'aumento dei costi: IV ha parlato di "abominio giuridico", criticando la rottura del principio di trasmissione della cittadinanza iure sanguinis; AVS ha contestato l'allungamento dei termini fino a trentasei mesi, oltre ai possibili rischi legati all'esternalizzazione a soggetti privati di attività su dati sensibili; M5S ha riconosciuto nell'impianto complessivo una volontà politica di disincentivare il riconoscimento della cittadinanza agli italiani all'estero; il PD ha denunciato la centralizzazione delle pratiche di cittadinanza come fattore di ulteriore indebolimento dei consolati e una visione miope e discriminatoria che allontana gli italiani nel mondo dalla madrepatria.

Commercio e produzione agroalimentare

Approvate definitivamente le norme sul contrasto del bracconaggio ittico

bracconaggio ittico
Il 15 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 316-B sul contrasto del bracconaggio ittico, già approvato in prima lettura dal Senato il 27 marzo 2024 e modificato dalla Camera dei deputati il 27 novembre 2025.

La proposta, d'iniziativa del senatore Bergesio (LSP), modifica la legge 154/2016 al fine di contrastare più efficacemente il fenomeno della pesca illegale, evitando che le attuali lacune legislative consentano ai pescatori di frodo di aggirare i controlli sull'igiene degli alimenti e di commercializzare prodotti potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori, sia nel mercato italiano che nei mercati stranieri, in particolare quelli dell'Est Europa. Il provvedimento rafforza, inoltre, le misure di tutela della fauna ittica, inasprisce le sanzioni per le condotte illecite e amplia le competenze degli organi di vigilanza. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, il testo approvato dal Senato è stato oggetto di una modifica puntuale, consistente nell'inserimento del Lago di Lugano o Ceresio tra i grandi laghi soggetti alla disciplina più restrittiva prevista dalla legge.

La discussione in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 9a Commissione in sede redigente il 7 gennaio 2026 con la relazione della senatrice Bizzotto (LSP). Su proposta del Presidente De Carlo (FdI), la Commissione ha rinunciato alla fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti.

Nella seduta del 13 gennaio il Presidente ha comunicato i pareri non ostativi delle Commissioni 1a e 5a, quindi la Commissione ha votato e conferito mandato alla relatrice a riferire in Assemblea sul provvedimento in titolo, nel testo modificato dalla Camera dei deputati.

L'esame in Assemblea

Il 15 gennaio la relatrice Bizzotto ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea.

I senatori Damiani (FI-BP), Bergesio (LSP) e Amidei (FdI) hanno annunciato voto favorevole, ritenendo necessario un intervento normativo forte contro un fenomeno criminale che minaccia ecosistemi, sicurezza e legalità: servono pene severe, divieti chiari e confisca obbligatoria dei mezzi per tutelare i pescatori onesti e sostenere le guardie volontarie e le Forze dell'ordine. Pur giudicandolo non esaustivo e carente sul rafforzamento dei controlli, la senatrice Fregolent ha dichiarato un voto a favore del provvedimento, che colma un vuoto normativo sul bracconaggio ittico nelle aree interne. I senatori Magni (AVS), Gisella Naturale (M5S) e Franceschelli (PD) hanno annunciato l'astensione: pur condividendo la ratio della legge, hanno ritenuto il testo insufficiente e poco incisivo, soprattutto perché privo di adeguate risorse, personale e strumenti per i controlli; l'apparato sanzionatorio risulta altresì debole, con eccessivo ricorso a deroghe e misure amministrative.