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22 dicembre 2025 | Numero 128
Economia

Convertito in legge il decreto recante misure urgenti in materia economica

Convertito in legge il decreto recante misure urgenti in materia
        economica

Nella seduta del 17 dicembre l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1742 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 156/2025 recante misure urgenti in materia economica.

Il provvedimento, approvato dalla Camera il 10 dicembre, è volto a stanziare ulteriori risorse nel Fondo per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione (3,5 milioni di euro per il 2025), nei fondi per la manutenzione straordinaria della rete ferroviaria (1.840 milioni per il 2025), nel contributo all'International Finance Group della Banca mondiale per il sostegno al settore privato dell'economia ucraina, nel cosiddetto "Fondo di garanzia per la prima casa" per l'anno 2025 di 75,6 milioni di euro. Il Fondo per i Giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026 è inoltre incrementato per 44,41 milioni per esigenze di carattere logistico e 15,2 milioni di euro per gli interventi necessari al completamento di opere essenziali. Gli stanziamenti saranno finanziati mediante il maggior gettito derivante dall'incremento dell'imposta di soggiorno per i comuni coinvolti nello svolgimento dei Giochi e dal contributo incassato nell'anno 2026. Per un'illustrazione dettagliata delle disposizioni e delle modifiche apportate dalla Camera, si rinvia al Dossier predisposto dai Servizi studi del Senato e della Camera.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 5a Commissione in sede referente il 15 dicembre con la relazione del Presidente Calandrini (FdI), che ha evidenziato anche le modifiche apportate dall'altro ramo del Parlamento, tra le quali l'incremento, per oltre 4 milioni di euro per il 2025 e 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, delle risorse per le borse di studio corrisposte agli specializzandi veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi, e la destinazione alle regioni a statuto ordinario, a decorrere dal 2026, di risorse finanziarie aggiuntive per l'assunzione, con contratti di lavoro a tempo determinato, da parte del Servizio sanitario regionale, di personale sanitario o per l'incremento delle prestazioni aggiuntive del comparto contrattuale della Sanità.

Nella seduta del 16 dicembre, sono stati annunciati e pubblicati in allegato al resoconto i 95 emendamenti e 6 ordini del giorno presentati. Nella seduta antimeridiana del 17 dicembre, considerata la calendarizzazione del provvedimento in Assemblea per l'indomani e alla luce delle interlocuzioni con i Gruppi parlamentari, il Presidente Calandrini ha ritenuto che non vi fossero le condizioni per concludere l'esame e conferire il mandato al relatore, preannunciando che avrebbe riferito in tal senso all'Assemblea. La Commissione ha preso atto.

La discussione in Assemblea

Il 18 dicembre il Presidente della 5a Commissione Calandrini ha riferito all'Assemblea sulla mancata conclusione dell'esame in sede referente.

Nella discussione generale sono intervenuti i senatori Concetta Damante, Nave (M5S), Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS), Misiani (PD) e Scurria (FdI). L'opposizione ha denunciato un decreto omnibus privo di strategia e incapace di affrontare le fragilità strutturali del Paese; hanno contestato la spesa frammentata e propagandistica, l'assenza di priorità chiare e di una visione industriale e sociale, l'uso distorto del PNRR e la mancanza di investimenti su lavoro, sanità, imprese e giovani. FdI ha rivendicato in particolare lo stanziamento di 548 milioni per Roma Capitale, per la gestione del debito storico, per cui il Governo ha investito risorse ingenti senza logiche di parte.

Durante l'esame dell'articolato è stato accolto come raccomandazione l'ordine del giorno G1.1, di iniziativa del senatore Manca (PD) e altri.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Salvitti (Cd'I), secondo cui il decreto è una scelta politica coerente con una visione di legislatura, volta a proteggere i più fragili e rilanciare la competitività del Paese; Trevisi (FI-BP), che ha elogiato la linea di prudenza finanziaria per ridurre interessi sul debito e rafforzare credibilità e stabilità, come base necessaria per avviare una fase successiva di investimenti; Garavaglia (LSP), che ha rivendicato le Olimpiadi Milano-Cortina come risultato dell'impegno della Lega e occasione di sviluppo duraturo, e ha sostenuto una sanità efficiente basata sulla qualità della spesa e sull'autonomia responsabile delle Regioni; De Priamo (FdI), che ha difeso in particolare le misure per Roma Capitale, ricordando il ruolo dei Governi di centrodestra nel risanamento del debito e sottolineando che le risorse anticipate saranno integralmente restituite. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Silvia Fregolent (IV), che ha parlato di un provvedimento blindato, eterogeneo e privo di un disegno coerente, denunciando in particolare il pasticcio sui test di medicina e lo stravolgimento del PNRR; Magni (AVS), che ha contestato la frammentazione degli interventi e criticato operazioni opache su sanità e Olimpiadi, che riducono il perimetro della sanità pubblica e aumentano costi e deroghe; Elena Sironi (M5S), che ha accusato l'Esecutivo di rallentare il PNRR e la transizione ecologica, denunciando un decreto fondato su deroghe ed emergenze; Beatrice Lorenzin (PD), che ha definito il provvedimento un tassello confuso delle politiche economiche fallimentari del Governo, contestando una linea che scarica i costi su lavoratori, pensionati e ceto medio, penalizzando chi rispetta le regole.