Nella seduta del 9 dicembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima deliberazione, con 72 voti favorevoli e 48 contrari, il ddl n. 1518 su valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
La proposta, approvata dal Consiglio dei ministri il 19 maggio, intende porre rimedio ai problemi dell'attuale sistema di abilitazione scientifica nazionale, che ha determinato un eccessivo numero di abilitati, non riassorbibile dalle Università, anche in ragione della frammentazione della procedura nelle due fasi dell'abilitazione, gestita a livello centralizzato, e del concorso per chiamata, gestito dalle singole Università. Il nuovo sistema prevede quindi un'unica fase di selezione di docenti e ricercatori operata presso le singole Università da commissioni giudicatrici composte da almeno quattro membri esterni e almeno uno interno all'Ateneo. A livello centrale, presso il Ministero dell'Università, rimane la gestione di una piattaforma informatica dei candidati, che si accrediteranno mediante autodichiarazione del possesso dei requisiti minimi richiesti per la partecipazione ai concorsi.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinto nella 7a Commissione in sede referente il 1° luglio con la relazione del senatore Occhiuto (FI-BP).
Tra l'8 e il 9 luglio si è svolta una procedura informativa e i documenti acquisiti nel corso delle audizioni sono stati pubblicati su internet.
Il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti, precedentemente fissato per il 21 luglio e successivamente differito, è scaduto l'8 settembre. Nelle sedute del 10 settembre sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati, successivamente illustrati e, in sede di Ufficio di Presidenza, è stato deciso di istituire un Comitato ristretto, su proposta della senatrice Cattaneo (Aut), per l'esame delle proposte emendative. Il termine per la designazione dei rispettivi componenti da parte dei Gruppi è scaduto l'11 settembre e il 16 settembre il Presidente Marti (LSP) ne ha comunicato i nominativi.
I lavori del Comitato ristretto, avviati il 16 settembre, sono proseguiti fino al 24 settembre. In quest'ultima data il Presidente Marti ha informato che il Comitato ristretto ha effettuato un approfondito esame degli emendamenti presentati, senza procedere alla redazione definitiva del testo del disegno di legge, registrando con favore le aperture del Governo rispetto a molte delle richieste formulate dai Gruppi.
Il 7 e l'8 ottobre sono state pubblicate alcune riformulazioni di emendamenti, in recepimento degli esiti delle precedenti riunioni del Comitato. Il 14 e 15 ottobre sono risultati accolti gli ordini del giorno G/1518/1/7 (testo 2), G/1518/2/7 (testo 2), G/1518/3/7 (testo 2) e G/1518/4/7 (testo 2), che impegnano il Governo a prevedere adeguate risorse a supporto del sistema AFAM, a favorire la chiamata nel ruolo di professore associato di ricercatori universitari di tipo B appartenenti ad alcuni settori scientifici e residenti nei comuni colpiti da eventi sismici, e a rafforzare gli interventi di sensibilizzazione del personale docente universitario nei confronti degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES).
La Commissione ha quindi approvato, tra gli altri, gli identici emendamenti 1.15 (testo 2), 1.16 (testo 2) e 1.26 (testo 2), che aggiungono tra i requisiti per il reclutamento universitario anche l'attività didattica e di ricerca in Italia e all'estero, la partecipazione a progetti di ricerca nazionali o internazionali e il raggiungimento degli indicatori minimi di quantità, continuità e distribuzione territoriale dei prodotti della ricerca, nonché gli identici 1.36 (testo 2) e 1.37 (testo 2), sulle commissioni giudicatrici per il reclutamento di professori di prima e seconda fascia e di ricercatori a tempo determinato, e gli identici 2.2 (testo 3) e 2.9 (testo 3), sul trasferimento di professori o ricercatori a tempo indeterminato in servizio da almeno cinque anni.
Nella seduta del 22 ottobre, pervenuto il parere non ostativo della 1a Commissione sugli emendamenti approvati, è stato approvato l'emendamento di coordinamento presentato dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto. Sono quindi intervenuti in dichiarazione di voto sul conferimento del mandato al relatore i senatori Pirondini (M5S) e Vincenza Rando (PD), preannunciando voto contrario per la mancata disponibilità della maggioranza ad accogliere gli emendamenti dei Gruppi di opposizione. In merito alle criticità sollevate, il relatore Occhiuto (FI-BP) è intervenuto incidentalmente sostenendo che le modifiche apportate al testo del Governo hanno tenuto conto delle indicazioni emerse in sede di Comitato ristretto, nell'ambito del quale è stato valorizzato il contributo dell'opposizione. La Commissione ha infine conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo risultante dalle modifiche approvate.
La discussione in Assemblea
Il 9 dicembre disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Occhiuto, che ha evidenziato i diversi contributi di tutti i Gruppi parlamentari recepiti nel corso dell'esame in sede referente e riguardanti la qualifica delle commissioni, il sorteggio dei commissari esterni, la prova didattica obbligatoria e la definizione dei requisiti dei candidati, per assicurare equilibrio tra autonomia degli atenei e requisiti nazionali minimi.
Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Cecilia
D'Elia, Crisanti (PD) e Turco (M5S), che hanno criticato
l'abolizione dell'abilitazione scientifica nazionale e paventato
il rischio di localismi, favoritismi e valutazioni poco
trasparenti nei concorsi. In replica, il relatore ha ribadito che
il provvedimento guarda al futuro, superando un passato
caratterizzato da procedure lente e doppie valutazioni,
migliorando le regole senza nuovi oneri finanziari. Il Ministro
dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini ha sottolineato
che la riforma garantisce concorsi locali trasparenti, con
commissari nazionali e internazionali e premialità per atenei
virtuosi; ha sostenuto che il fondo ordinario è aumentato e che
gli studenti del semestre aperto hanno accesso regolare e gratuito
ai corsi, invitando a non trarre conclusioni premature sugli esiti
della riforma, essendo il processo ancora in corso.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato un voto favorevole i
senatori Marti (LSP), Rosso (FI-BP) e Carmela Bucalo (FdI),
secondo i quali la riforma è un passaggio atteso e necessario per
superare i limiti dell'abilitazione scientifica nazionale; il
nuovo modello rende il reclutamento più moderno, meritocratico e
trasparente, rafforzando l'autonomia responsabile degli atenei; si
valorizzano la didattica, la qualità della ricerca, criteri più
chiari e commissioni più imparziali, con l'obiettivo di rendere
l'università più competitiva e attrattiva per i giovani. I
senatori Ilaria Cucchi (AVS), Daniela Sbrollini (IV), Vincenza
Aloisio (M5S) e Verducci (PD) hanno dichiarato un voto contrario,
nella convinzione che la riforma indebolisce la qualità del
reclutamento universitario, sostituendo l'abilitazione scientifica
nazionale con un sistema meno garantito e più esposto a localismi
e cooptazioni. Hanno denunciato l'assenza di una visione
complessiva per università e ricerca, la precarietà dilagante e la
mancanza di investimenti e di reali tutele per ricercatori e
giovani studiosi: lungi dal migliorare trasparenza e merito, il
provvedimento rischia di aggravare disuguaglianze e divari
territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno.