Testata
Periodico di informazione
sull'attività parlamentare,
link e segnalazioni

15 dicembre 2025 | Numero 127
Università e ricerca

Approvato il ddl sull'accesso alla docenza universitaria. Il testo passa alla Camera

accesso alla docenza universitaria

Nella seduta del 9 dicembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima deliberazione, con 72 voti favorevoli e 48 contrari, il ddl n. 1518 su valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

La proposta, approvata dal Consiglio dei ministri il 19 maggio, intende porre rimedio ai problemi dell'attuale sistema di abilitazione scientifica nazionale, che ha determinato un eccessivo numero di abilitati, non riassorbibile dalle Università, anche in ragione della frammentazione della procedura nelle due fasi dell'abilitazione, gestita a livello centralizzato, e del concorso per chiamata, gestito dalle singole Università. Il nuovo sistema prevede quindi un'unica fase di selezione di docenti e ricercatori operata presso le singole Università da commissioni giudicatrici composte da almeno quattro membri esterni e almeno uno interno all'Ateneo. A livello centrale, presso il Ministero dell'Università, rimane la gestione di una piattaforma informatica dei candidati, che si accrediteranno mediante autodichiarazione del possesso dei requisiti minimi richiesti per la partecipazione ai concorsi.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinto nella 7a Commissione in sede referente il 1° luglio con la relazione del senatore Occhiuto (FI-BP).

Tra l'8 e il 9 luglio si è svolta una procedura informativa e i documenti acquisiti nel corso delle audizioni sono stati pubblicati su internet.

Il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti, precedentemente fissato per il 21 luglio e successivamente differito, è scaduto l'8 settembre. Nelle sedute del 10 settembre sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati, successivamente illustrati e, in sede di Ufficio di Presidenza, è stato deciso di istituire un Comitato ristretto, su proposta della senatrice Cattaneo (Aut), per l'esame delle proposte emendative. Il termine per la designazione dei rispettivi componenti da parte dei Gruppi è scaduto l'11 settembre e il 16 settembre il Presidente Marti (LSP) ne ha comunicato i nominativi.

I lavori del Comitato ristretto, avviati il 16 settembre, sono proseguiti fino al 24 settembre. In quest'ultima data il Presidente Marti ha informato che il Comitato ristretto ha effettuato un approfondito esame degli emendamenti presentati, senza procedere alla redazione definitiva del testo del disegno di legge, registrando con favore le aperture del Governo rispetto a molte delle richieste formulate dai Gruppi.

Il 7 e l'8 ottobre sono state pubblicate alcune riformulazioni di emendamenti, in recepimento degli esiti delle precedenti riunioni del Comitato. Il 14 e 15 ottobre sono risultati accolti gli ordini del giorno G/1518/1/7 (testo 2), G/1518/2/7 (testo 2), G/1518/3/7 (testo 2) e G/1518/4/7 (testo 2), che impegnano il Governo a prevedere adeguate risorse a supporto del sistema AFAM, a favorire la chiamata nel ruolo di professore associato di ricercatori universitari di tipo B appartenenti ad alcuni settori scientifici e residenti nei comuni colpiti da eventi sismici, e a rafforzare gli interventi di sensibilizzazione del personale docente universitario nei confronti degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e bisogni educativi speciali (BES).

La Commissione ha quindi approvato, tra gli altri, gli identici emendamenti 1.15 (testo 2), 1.16 (testo 2) e 1.26 (testo 2), che aggiungono tra i requisiti per il reclutamento universitario anche l'attività didattica e di ricerca in Italia e all'estero, la partecipazione a progetti di ricerca nazionali o internazionali e il raggiungimento degli indicatori minimi di quantità, continuità e distribuzione territoriale dei prodotti della ricerca, nonché gli identici 1.36 (testo 2) e 1.37 (testo 2), sulle commissioni giudicatrici per il reclutamento di professori di prima e seconda fascia e di ricercatori a tempo determinato, e gli identici 2.2 (testo 3) e 2.9 (testo 3), sul trasferimento di professori o ricercatori a tempo indeterminato in servizio da almeno cinque anni.

Nella seduta del 22 ottobre, pervenuto il parere non ostativo della 1a Commissione sugli emendamenti approvati, è stato approvato l'emendamento di coordinamento presentato dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto. Sono quindi intervenuti in dichiarazione di voto sul conferimento del mandato al relatore i senatori Pirondini (M5S) e Vincenza Rando (PD), preannunciando voto contrario per la mancata disponibilità della maggioranza ad accogliere gli emendamenti dei Gruppi di opposizione. In merito alle criticità sollevate, il relatore Occhiuto (FI-BP) è intervenuto incidentalmente sostenendo che le modifiche apportate al testo del Governo hanno tenuto conto delle indicazioni emerse in sede di Comitato ristretto, nell'ambito del quale è stato valorizzato il contributo dell'opposizione. La Commissione ha infine conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo risultante dalle modifiche approvate.

La discussione in Assemblea

Il 9 dicembre disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Occhiuto, che ha evidenziato i diversi contributi di tutti i Gruppi parlamentari recepiti nel corso dell'esame in sede referente e riguardanti la qualifica delle commissioni, il sorteggio dei commissari esterni, la prova didattica obbligatoria e la definizione dei requisiti dei candidati, per assicurare equilibrio tra autonomia degli atenei e requisiti nazionali minimi.

Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Cecilia D'Elia, Crisanti (PD) e Turco (M5S), che hanno criticato l'abolizione dell'abilitazione scientifica nazionale e paventato il rischio di localismi, favoritismi e valutazioni poco trasparenti nei concorsi. In replica, il relatore ha ribadito che il provvedimento guarda al futuro, superando un passato caratterizzato da procedure lente e doppie valutazioni, migliorando le regole senza nuovi oneri finanziari. Il Ministro dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini ha sottolineato che la riforma garantisce concorsi locali trasparenti, con commissari nazionali e internazionali e premialità per atenei virtuosi; ha sostenuto che il fondo ordinario è aumentato e che gli studenti del semestre aperto hanno accesso regolare e gratuito ai corsi, invitando a non trarre conclusioni premature sugli esiti della riforma, essendo il processo ancora in corso.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato un voto favorevole i senatori Marti (LSP), Rosso (FI-BP) e Carmela Bucalo (FdI), secondo i quali la riforma è un passaggio atteso e necessario per superare i limiti dell'abilitazione scientifica nazionale; il nuovo modello rende il reclutamento più moderno, meritocratico e trasparente, rafforzando l'autonomia responsabile degli atenei; si valorizzano la didattica, la qualità della ricerca, criteri più chiari e commissioni più imparziali, con l'obiettivo di rendere l'università più competitiva e attrattiva per i giovani. I senatori Ilaria Cucchi (AVS), Daniela Sbrollini (IV), Vincenza Aloisio (M5S) e Verducci (PD) hanno dichiarato un voto contrario, nella convinzione che la riforma indebolisce la qualità del reclutamento universitario, sostituendo l'abilitazione scientifica nazionale con un sistema meno garantito e più esposto a localismi e cooptazioni. Hanno denunciato l'assenza di una visione complessiva per università e ricerca, la precarietà dilagante e la mancanza di investimenti e di reali tutele per ricercatori e giovani studiosi: lungi dal migliorare trasparenza e merito, il provvedimento rischia di aggravare disuguaglianze e divari territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno.

Lavoro

Approvato il ddl di conversione del decreto sicurezza sul lavoro. Il testo passa alla Camera

decreto sicurezza sul lavoro

Il 10 dicembre l'Assemblea del Senato ha approvato il ddl n. 1706 di conversione in legge del decreto-legge n. 159/2025 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella votazione finale del disegno di legge, sulla quale il Governo ha posto la questione di fiducia, sono stati espressi 92 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astensioni. Il testo è quindi passato all'esame della Camera dei deputati.

Il provvedimento rafforza le attività di vigilanza con l'introduzione del badge di cantiere, l'orientamento delle ispezioni verso i casi di maggiore ricorso allo strumento del subappalto, il potenziamento degli organici dell'INAIL e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro. A beneficio delle imprese virtuose, individuate per l'assenza di condanne o sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, sono introdotti una serie di incentivi come la riduzione delle aliquote INAIL e dei contributi agricoli, l'inclusione nella Rete del lavoro agricolo di qualità e la destinazione di una quota programmata di risorse INAIL. Ulteriori disposizioni prevedono l'estensione degli obblighi di formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e della copertura assicurativa per gli studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro, l'incentivazione economica per l'adozione di sistemi avanzati di gestione della sicurezza e di tracciamento dei mancati infortuni, visite mediche aggiuntive per accertare, in determinati casi, l'eventuale abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti.

L'esame in Commissione

Il provvedimento è stato incardinato nella 10a Commissione in sede referente il 5 novembre con la relazione della senatrice Mancini (FdI).

Il 5 novembre è intervenuto il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e il 6 novembre è scaduto il termine per la presentazione di proposte di audizione. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è invece scaduto il 18 novembre.

La procedura informativa è stata avviata l'11 novembre ed è proseguita il 12 e il 13. I documenti acquisiti dai soggetti sentiti in audizione sono stati pubblicati su internet.

Il 19 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati e sono intervenuti in discussione generale i senatori Camusso (PD), Magni (AVS) e Furlan (IV). Quindi è stata avviata l'illlustrazione degli emendamenti, con gli interventi dei senatori Camusso, Satta (FdI), Magni, Furlan, Berrino (FdI), Murelli (LSP) e della relatrice Mancini che, in recepimento del parere della 2a Commissione, ha presentato gli emendamenti 3.100, 3.200 e 5.1000. Il 25 novembre si è conclusa l'illustrazione delle proposte emendative, con gli interventi dei senatori Castellone e Mazzella (M5S), e sono state pubblicate alcune riformulazioni di emendamenti, mentre altri sono stati dichiarati improponibili. Il 26 novembre sono state votate le proposte emendative riferite agli articoli da 1 a 3, risultando tutte respinte. Il 3 dicembre sono state pubblicate ulteriori riformulazioni, nuovi emendamenti della relatrice e un nuovo ordine del giorno, quindi è proseguita la votazione degli emendamenti riferiti agli articoli da 4 a 20, risultando approvati, tra gli altri, il 15.10 della relatrice e il 15.11 (testo 2), del senatore Magni e altri, in materia di prevenzione, in particolare sulle linee guida per l'identificazione, il tracciamento e l'analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti.

Nella prima e seconda seduta pomeridiana del 9 dicembre il Presidente ha reso comunicazioni su ulteriori emendamenti ritirati e la presentazione di un nuovo emendamento del Governo, con relativo subemendamento, nonché nuovi ordini del giorno, perlopiù derivanti dalla trasformazione di emendamenti ritirati. Quindi sono risultati approvati, tra gli altri, gli emendamenti 3.100 della relatrice, in materia di attività di vigilanza su appalto e subappalto di badge di cantiere e di patente a crediti, gli identici 5.110 (testo 2), 5.111 (testo 2) e 5.112 (testo 2), sulle protezioni contro le cadute dall'alto in presenza di scale verticali di altezza superiore a 5 metri, il 14.0.1 della realtrice, sul rafforzamento delle politiche attive e della sicurezza sul lavoro nei confronti dei lavoratori più fragili, nonché l'emendamento 18.100 del Governo e il relativo subemendamento 18.100/1, sulle organizzazioni di volontariato della protezione civile. Relativamente agli ordini del giorno, alcuni sono stati accolti dal Governo, altri sono stati accolti in seguito a riformulazioni, altri ancora come raccomandazione.

Il 10 dicembre il Presidente Zaffini (FdI) ha dato conto dei pareri trasmessi dalle Commissioni 1a e 5a sugli emendamenti approvati e ha comunicato la presentazione della proposta Coord. 1 della relatrice, che è stata votata e approvata dalla Commissione. Sono intervenuti, dichiarando voto contrario per i rispettivi Gruppi al conferimento del mandato al relatore, i senatori Camusso (PD), Magni (AVS), Furlan (IV) e Patuanelli (M5S), mentre ha dichiarato il voto favorevole del Gruppo FdI il senatore Zullo. Quindi la Commissione ha conferito mandato alla relatrice Mancini a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo risultante dalle modifiche approvate.

La discussione in Assemblea

Il 10 dicembre la relatrice Mancini ha illustrato all'Assemblea il provvedimento, che a suo avviso rappresenta un cambio di paradigma nella cultura della sicurezza sul lavoro, orientato non solo al rafforzamento della deterrenza ma soprattutto alla prevenzione e alla responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti.

Sono intervenuti nella discussione generale i senatori Gisella Naturale, Elisa Pirro (M5S), Magni (AVS), Trevisi (FI-BP), Dreosto, Elena Murelli (LSP), Ylenia Zambito (PD) ed Elena Leonardi (FdI). I Gruppi di opposizione hanno criticato la mancanza di una strategia preventiva reale in un decreto ritenuto frettoloso, incompleto e incapace di affrontare i nodi strutturali della sicurezza sul lavoro, dagli appalti al settore agricolo alla precarietà. Hanno contestato l'uso dei fondi INAIL senza risorse aggiuntive e la debolezza del rafforzamento ispettivo: il provvedimento contiene solo misure parziali o simboliche, senza affrontare temi centrali come responsabilità di filiera, macchinari obsoleti, nuovi rischi e formazione davvero obbligatoria e qualificata. La maggioranza ha parlato di passaggio storico verso una sicurezza sul lavoro fondata su prevenzione avanzata, tecnologie digitali e sistemi predittivi, insistendo sul valore dell'innovazione, dall'intelligenza artificiale ai sistemi anticollisione, come strumenti in grado di ridurre concretamente i rischi, integrando controlli H24 e incentivando le imprese che investono in sicurezza. Il contributo della maggioranza ha reso il provvedimento più concreto e aderente ai settori a rischio, con misure su formazione tempestiva, tutela dell'agricoltura, cantieri e filiere complesse. In replica, la relatrice ha ribadito che il decreto contiene risorse concrete e programmate per un percorso serio sulla sicurezza sul lavoro, evidenziando che il tema non ha colore politico e richiede responsabilità condivisa.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del disegno di legge, nel testo proposto dalla Commissione. Hanno preso parte alla discussione sulla fiducia i senatori Elisa Pirro (M5S), Magni (AVS), Boccia (PD) e Annamaria Furlan (IV).

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i senatori Daniela Ternullo (FI-BP), che ha rivendicato il lavoro trasversale svolto e l'equilibrio tra rigore e sostegno, definendo il provvedimento un segnale di civiltà e una priorità nazionale; Clotilde Minasi (LSP), secondo cui il decreto rappresenta un cambio di passo; il Governo dà finalmente strumenti concreti per prevenire incidenti e tutelare lavoratori e volontari, segnando un punto di partenza serio dopo anni di immobilismo; Satta (FdI), che ha difeso il lavoro svolto in Commissione e rivendicato misure concrete, quali digitalizzazione, patente a crediti, potenziamento ispettivo, incentivi alle imprese virtuose, insistendo sul fatto che la sicurezza è un investimento e il decreto segna un avanzamento strutturale, superando la logica emergenziale. Hanno negato la fiducia i senatori Annamaria Furlan (IV), che ha accusato il Governo di aver respinto ogni proposta utile su appalti, formazione e tutela dei lavoratori più fragili: la maggioranza ha perso una grande occasione per dare una risposta seria e condivisa a un dramma nazionale; Magni (AVS), secondo cui il decreto non affronta le cause strutturali delle morti sul lavoro: mancano dati disaggregati, responsabilità chiare negli appalti, tutela per anziani e giovani precari, formazione adeguata e interventi contro sfruttamento e caporalato; Mazzella (M5S), che ha denunciato in particolare la mancata volontà dell'Esecutivo di introdurre il reato di omicidio sul lavoro, misura simbolicamente e concretamente decisiva, che segnerebbe un reale cambio di paradigma; Susanna Camusso (PD), secondo cui la maggioranza proclama prevenzione e formazione ma poi rifiuta controlli seri negli appalti: il Governo elude le responsabilità delle imprese e respinge perfino tutele elementari, come il riconoscimento delle coppie di fatto nelle prestazioni INAIL, rivelando una coerenza ideologica più che un impegno vero contro la strage quotidiana sul lavoro.