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15 dicembre 2025 | Numero 127

Responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, continuità operativa degli stabilimenti ex-ILVA, sostegno alla PAC 2028-2034, rinnovo dell'accordo di programma per l'area di crisi industriale complessa di Gela

Responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde

La settimana scorsa la 9a Commissione, oltre all'esame di provvedimenti in sede consultiva, ha svolto le seguenti attività:

  • Audizioni e seguito dell'esame dell'Atto di Governo n. 345, schema di decreto legislativo sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde, avviato il 25 novembre con la relazione del senatore Pogliese (FdI).
    In attuazione della direttiva (UE) 2024/825, il provvedimento, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 5 novembre, rafforza la trasparenza delle informazioni commerciali e il contrasto delle pratiche sleali. In particolare sono previste sanzioni contro il greenwashing, le asserzioni ambientali generiche, infondate o non comprovate, che veicolano informazioni fuorvianti in materia di sostenibilità per indurre i consumatori all'acquisto. Ulteriori disposizioni riguardano la trasparenza delle informazioni su durabilità e obsolescenza dei prodotti. I documenti acquisiti nel corso delle audzioni sono disponibili sulla pagina web della Commissione.
    La procedura informativa, avviata il 3 dicembre, è proseguita nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 9 dicembre con l'intervento di rappresentanti di Confindustria accessori moda, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), di Confcommercio e dell'Ente italiano di accreditamento (ACCREDIA) (video). Nella successiva seduta plenaria il Presidente ha dichiarato aperta la discussione generale, mentre il 10 dicembre ha informato che sono pervenute le osservazioni favorevoli da parte della 4a Commissione. L'esame prosegue questa settimana, a partire dalla seduta di martedì 16 alle 15,30.
  • Audizioni nell'ambito dell'esame in sede referente del ddl n. 1731 di conversione in legge del decreto-legge 1° dicembre 2025, n. 180, sulla continuità operativa degli stabilimenti ex-ILVA, avviato il 3 dicembre con la relazione del senatore Pogliese (FdI).
    Il provvedimento interviene sul finanziamento di 200 milioni già stanziato dal decreto-legge n. 92/2025 per la continuità produttiva degli impianti in titolo, prorogandone la scadenza dal 31 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026. I 92 milioni residui potranno essere destinati agli interventi sugli altiforni, alle manutenzioni, agli investimenti ambientali nonché agli indennizzi per i proprietari di immobili del quartiere Tamburi. Sono poi stanziati ulteriori 20 milioni per l'integrazione fino al 75% del trattamento dei lavoratori in cassa integrazione giornaliera straordinaria nel biennio 2025-2026. Viene inoltre riconsciuto ad Acciaierie d'Italia SpA un indennizzo per i contributi alle imprese energivore.
    Il 4 dicembre è scaduto il termine per la presentazione di proposte di audizione, mentre quello per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto alle 12 del 15 dicembre.
    La procedura informativa è stata avviata nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 9 dicembre, con gli interventi di rappresentanti delle Regioni Piemonte e Puglia, dei Sindaci di Genova, Novi Ligure, Racconigi e Taranto, dell'Associazione indotto e general industries (AIGI) e dei sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Ugl Metalmeccanici, Uilm-Uil e Usb (video). Nella successiva seduta plenaria il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato che, a fronte della richiesta avanza da tutti i Gruppi di opposizione, il ministro delle imprese e del made in Italy sarebbe intervenuto l'11 dicembre alle 8,30. Le audizioni sono proseguite il 10 dicembre con gli interventi dei Commissari Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria e ILVA in amministrazione straordinaria, e rappresentanti di Federacciai, Confapi, Confimi Industria, Casartigiani, CNA e Confartigianato (video). Nella seduta dell'11 dicembre è intervenuto il ministro Urso, il quale ha riepilogato le condizioni dello stabilimento che hanno condotto all'emanazione di un nuovo provvedimento d'urgenza, sottolineando, tra l'altro, che il decreto-legge in esame indirizza le risorse per raggiungere entro marzo 2026 l'attività piena di due altiforni. Quindi sono intervenuti per porre quesiti i senatori Silvia Fregolent (IV), Turco (M5S), Martella, Misiani e Basso (PD) e, in replica, il ministro Urso. In seguito ad uno scambio tra il Ministro e il senatore Turco sulle azioni poste in essere dal Governo, i senatori del Gruppo M5S hanno abbandonato i lavori e, in conclusione, il ministro Urso non ha escluso che siano necessari altri interventi normativi per disciplinare la fase successiva. L'esame prosegue questa settimana, a partire dalla seduta di martedì 16 alle 15,30.
  • Seguito e conclusione dell'esame dell'Atto COM(2025) 560, proposta di regolamento sulle condizioni per l'attuazione del sostegno dell'Unione alla politica agricola comune per il periodo dal 2028 al 2034, avviato il 1° ottobre con la relazione del Presidente relatore De Carlo (FdI).
    Per incrementare l'attrattiva del settore per i giovani e affrontare le sfide imposte dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità e dalle pressioni socioeconomiche, l'Unione intende sostenere lo strumento, già rivelatosi efficace, della politica agricola comune (PAC), individuando il giusto equilibrio tra incentivi, investimenti e regolamentazione. Inserendosi nel contesto del Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, la proposta prevede un sostegno mirato al reddito degli agricoltori, la promozione dell'accesso al capitale per i giovani, incentivi per il passaggio a metodi di produzione più sostenibili e per la diversificazione della produzione. Sono previste anche misure per favorire la transizione digitale nel settore e sostenere lo sviluppo delle zone rurali.
    Il 1° ottobre il Presidente relatore De Carlo ha proposto di svolgere un ristretto ciclo di audizioni, limitato alle associazioni di categoria più rappresentative e il 3 ottobre è scaduto il termine per la presentazione delle relative proposte da parte dei Gruppi. La procedura informativa in sede di Ufficio di Presidenza è stata avviata il 14 ottobre e i documenti pervenuti nel corso delle audizioni sono disponibili sulla pagina web della Commissione. Il 3 dicembre il Presidente relatore ha presentato e illustrato uno schema di risoluzione sull'atto in titolo e il 5 dicembre è scaduto il termine per far pervenire proposte di integrazione o modifica.
    Nella seduta del 9 dicembre il Presidente relatore De Carlo ha comunicato che sono pervenute richieste di integrazione e modifica allo schema di risoluzione da parte dei Gruppi IV, LSP e M5S e che ha, pertanto, predisposto un nuovo schema di risoluzione, pubblicato in allegato al resoconto, già sottoposto per le vie brevi all'orientamento del Ministero dell'agricoltura. Quindi, in seguito all'espressione di parere favorevole del sottosegretario all'agricoltura D'Eramo e delle dichiarazioni di voto favorevole dei senatori Gisella Naturale (M5S), Silvia Fregolent (IV) e Bergesio (LSP), la Commissione ha votato e approvato all'unanimità il nuovo schema di risoluzione del Presidente relatore.

Nelle convocazioni della 9a Commissione di questa settimana, oltre all'attività in sede consultiva, nella seduta di mercoledì 17 dicembre alle 9 è previsto lo svolgimento dell'interrogazione n. 3-02236 sul rinnovo dell'accordo di programma per l'area di crisi industriale complessa di Gela.
L'interrogazione, presentata dal senatore Lorefice (M5S) e altri al Ministro delle imprese e del made in Italy, è finalizzata a chiarire la durata effettiva residua dell’accordo di programma appena rinnovato, nonché le tempistiche previste per la riapertura degli sportelli per la richiesta delle relative incentivazioni.