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15 dicembre 2025 | Numero 127

Determinazione dei LEP, diritti delle persone con disabilità, sfruttamento dell'altrui stato di bisogno, conversione dei decreti-legge

Determinazione dei LEP

La settimana scorsa, oltre all'esame di disegni di legge in sede consultiva, la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl n. 1623 di delega al Governo per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) concernenti i diritti civili e sociali, avviato nella seduta antimeridiana del 26 novembre con la relazione del senatore De Priamo (FdI), anche a nome del correlatore Tosato (LSP).
    La proposta, di iniziativa governativa, disciplina la delega al Governo per l'emanazione dei decreti legislativi finalizzati alla determinazione dei LEP nelle materie suscettibili di attribuzione alle Regioni di forme di autonomia differenziata ai sensi dell'articolo 116, comma 3, della Costituzione. In conformità alla sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale, i LEP non potranno essere determinati con generico riferimento alle materie ma con riguardo alle specifiche funzioni attinenti ciascuna materia, ambito di materia o settore organico di materie. La durata della delega è di 9 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.
    Nelle due sedute del 26 novembre, all'esito di un dibattito sull'ordine dei lavori, è stato deliberato di fissare al 1° dicembre il termine per le indicazioni dei Gruppi sui soggetti da invitare in audizione, nel numero di 10 da parte della maggioranza e 10 da parte dell'opposizione, oltre a Sabino Cassese, in qualità di presidente del Comitato per la definizione dei LEP, e ai rappresentanti dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Il 3 dicembre è stato inoltre stabilito di svolgere le audizioni in sede di Ufficio di Presidenza allargato alla partecipazione di tutti i senatori.
    Nella seduta del 9 dicembre la procedura informativa è stata avviata con le audizioni di Marco Esposito, giornalista, Massimo Villone, presidente del Coordinamento per la democrazia costituzionale, e Camilla Buzzacchi, ordinaria di diritto costituzionale e pubblico (video).
    Nella seduta plenaria del 10 dicembre il Presidente Balboni (FdI) ha preannunciato la pubblicazione su internet dei documenti acquisiti al termine delle audizioni.
    La procedura informativa prosegue questa settimana nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza di mercoledì 17 e giovedì 18 alle 8,45.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali n. 1299n. 1576, n. 1620 e n. 1629 sui diritti delle persone con disabilità, avviato il 25 giugno (seduta antimeridiana) con la relazione del senatore De Priamo (FdI).
    La proposta n. 1299, di iniziativa del senatore Guidi (Cd'I) e altri, per inserire nella Costituzione i principi del riconoscimento della dignità sociale delle persone con disabilità e dell'abbattimento dei pregiudizi a essa correlati, prevede di integrare il testo del primo comma dell'articolo 3 della Costituzione con l'aggiunta, tra le distinzioni che non possono intaccare l'uguaglianza e la pari dignità sociale tra i cittadini, oltre a quelle di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, anche quelle realtive alle condizioni "di disabilità". Si intende inoltre sostituire il termine "minorati", al comma 3 dell'articolo 38, sul diritto all'educazione di inabili e minorati, con la parola "persone con disabilità".
    Le proposte n. 1576, Scalfarotto e Sbrollini (IV), n. 1620, Mazzella e Guidolin (M5S), e n. 1629, Zampa (PD), incardinate a abbinate in trattazione congiunta il 12 novembre, prevedono modifiche all'articolo 38 della Costituzione per finalità in tutto o in parte conicidenti con quelle del disegno di legge n. 1299: sostituire il termine "minorati" e valorizzare ulteriormente la tutela costituzionale delle persone con disabilità. Nella stessa seduta del 12 novembre i senatori Giorgis (PD) e Cataldi (M5S) hanno chiesto l'istituzione di un comitato ristretto per l'elaborazione di un testo unificato e il relatore De Priamo si è riservato di valutare la proposta.
    Nella seduta del 10 dicembre la Commissione ha deliberato di adottare il ddl n. 1299 come testo base per il seguito dell'esame e di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle 12 di giovedì 8 gennaio 2026.
  • Seguito dell'esame in sede referente del ddl costituzionale n. 780, sulla modifica dell'articolo 41 della Cosituzione in materia di sfruttamento dell'altrui stato di bisogno, avviato il 24 settembre 2024 con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    Il secondo comma dell'articolo 41 della Costituzione stabilisce che l'iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La proposta di modifica costituzionale, di iniziativa del senatore Cataldi (M5S) e altri, mira ad introdurre un ulteriore limite, inserendo nel testo l'inciso in base al quale l'iniziativa economica privata non può svolgersi neanche in modo «da approfittare dell'altrui stato di bisogno». Si intende in questo modo consolidare, menzionandolo espressamente al più alto livello dell'ordinamento, un principio di giustizia sociale già tutelato in diversi ambiti da specifiche disposizioni di settore.
    Il 24 settembre 2024, quando la proposta è stata incardinata, era stato deliberato lo svolgimento di un ciclo di audizioni. Il 12 novembre il proponente Cataldi ha riferito sull'eventualità, in corso di valutazione, di introdurre una modifica lessicale nel titolo del disegno di legge.
    Nella seduta del 10 dicembre il proponente Cataldi ha preannunciato il ritiro del disegno di legge e la presentazione di un testo con analoghe finalità e con un titolo riformulato.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali n. 574, n. 892, n. 976, n. 1137, n. 1246, n. 1392, n. 1244 e n. 1480 sulla modifica dell'articolo 77 della Costituzione in materia di conversione in legge dei decreti-legge, avviato il 27 settembre 2023 con la relazione del Presidente Balboni (FdI).
    La proposta n. 574, presentata dal senatore Paroli (FI), prevede l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge stabilito dall'articolo 77 della Costituzione, con l'obiettivo di consentire alle Camere un maggiore approfondimento nell'esame dei provvedimenti d'urgenza emanati dal Governo. Analoga disposizione è contenuta nella proposta n. 892, d'iniziativa del senatore Tosato (LSP), incardinata il 30 novembre 2023, che stabilisce inoltre il termine di 60 giorni per il ramo del Parlamento che esamina il decreto in prima lettura, così da garantire anche all'altro ramo almeno 30 giorni di tempo. Il ddl n. 976, Giorgis (PD) e altri, incardinato l'8 maggio 2024, non prevede la modifica del procedimento di conversione ma la limitazione della decretazione d'urgenza alle «misure di immediata applicazione e di carattere specifico e omogeneo» concernenti determinate materie (pubbliche calamità, sicurezza nazionale, norme finanziarie, obblighi di appartenenza all'UE). Per gli altri disegni di legge urgenti, si attribuisce al Governo la facoltà di chiederne l'approvazione alle Camere entro 70 giorni, estensibili a ulteriori 15. Sono inoltre previste nuove prerogative a favore di Gruppi di opposizione nell'organizzazione dei lavori, la cui attuazione è delegata ai regolamenti parlamentari.
    Le audizioni informali, avviate il 18 giugno, si sono concluse il 9 luglio 2024. Il ddl n. 1137, d'iniziativa della senatrice Gelmini (Az), incardinato il 18 giugno 2024, e il n. 1246, Maiorino (M5S) e altri, incardinato il 6 maggio 2025, propongono, analogamente al n. 976, ulteriori e più stringenti requisiti alla decretazione d'urgenza (il n. 1246, anche un iter accelerato per i disegni di legge considerati prioritari dal Governo). Il ddl n. 1392, Matera (FdI), incardinato il 6 maggio 2025, prevede l'assegnazione a un decimo dei componenti di ciascuna Camera della facoltà di chiedere l'estensione da 60 a 90 giorni del termine per la conversione dei decreti-legge. Il ddl n. 1244, Musolino (IV) e altri, incardinato il 14 maggio, prevede ulteriori e più stringenti limiti e requisiti sia alla decretazione d'urgenza, sia alle leggi di conversione. Il 2 luglio è stato incardinato in esame congiunto anche il ddl n. 1480, De Cristofaro (AVS) e altri, che prevede l'istituzione di una corsia preferenziale per i disegni di legge governativi prioritari e la definizione di ulteriori e più stringenti requisiti per la decretazione d'urgenza e per i disegni di legge di conversione. È stata inoltre deliberata l'istituzione di un Comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato.
    Nella seduta del 10 dicembre il Presidente Balboni ha preannunciato la possibile convocazione del Comitato ristretto, compatibilmente con l'andamento dei lavori in Assemblea.

Nelle convocazioni di questa settimana è inoltre previsto l'esame di disegni di legge in sede consultiva.