Nella seduta del 3 dicembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima deliberazione, con 77 voti favorevoli e 63 contrari, il ddl costituzionale n. 1541 sull'incompatibilità tra la carica di assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale della Regione siciliana. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
La proposta, presentata dai senatori Malan (FdI) e Gasparri (FI-BP), prevede di introdurre l'incompatibilità in titolo, mediante la modifica dell'articolo 9 dello Statuto regionale, assegnando ad una legge regionale approvata a maggioranza assoluta il compito di disciplinare lo status giuridico ed economico dell'assessore temporaneamente sospeso dall'ufficio di deputato regionale.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinto nella 1a Commissione in sede referente il 2 luglio con la relazione della senatrice Ternullo (FI-BP).
Nella stessa seduta si è svolto un breve dibattito sull'organizzazione dei lavori istruttori tra i senatori Cataldi (M5S), che ha chiesto lo svolgimento di audizioni, Della Porta (FdI) e Pirovano (LSP), favorevoli alla richiesta di contributi scritti. Quest'ultimo orientamento è risultato prevalente e il termine per l'indicazione da parte dei Gruppi dei soggetti ai quali richiedere un contributo scritto è scaduto il 7 luglio. Il 10 luglio è stata comunicata la pubblicazione dei documenti acquisiti.
Il 22 e il 23 luglio si è svolta la discussione generale. Per l'opposizione sono intervenuti i senatori Giorgis (PD) e Musolino (IV), che si sono soffermati su alcuni aspetti tecnici del funzionamento della forma di governo della Regione Sicilia, esprimendo un orientamento non pregiudizialmente contrario, nonché il senatore Cataldi, che ha auspicato l'entrata in vigore delle norme in discussione non prima dell'inizio della prossima legislatura statutaria. Sono poi intervenuti, a sostegno della proposta, i senatori Occhiuto (FI) e Della Porta nonché, in replica, la relatrice Ternullo e il ministro per gli affari regionali Calderoli.
Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 24 luglio. Il 29 luglio sono stati pubblicati gli emendamenti presentati e si è svolto un breve dibattito sull'ordine lavori in relazione all'esigenza di acquisire il parere dell'Assemblea regionale siciliana.
Nella seduta del 5 novembre (2a pomeridiana) il Presidente Balboni (FdI) ha dato conto del parere favorevole espresso dall'Assemblea regionale siciliana sul testo in esame. Si è quindi svolta la votazione degli emendamenti, che sono stati tutti respinti, previa espressione del parere contrario delle relatrice Ternullo e del ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli. È stato quindi conferito alla relatrice il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge costituzionale, nel testo presentato dai proponenti.
La discussione in Assemblea
Il 3 dicembre il disegno di legge costituzionale è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Ternullo.
Hanno preso parte alla discussione generale i senatori di opposizione Cataldi (M5S) e Nicita (PD), che hanno parlato di una forzatura istituzionale che modifica lo Statuto siciliano evitando il referendum previsto: la riforma del deputato supplente non ha motivazioni istituzionali ma mira esclusivamente a salvaguardare una maggioranza regionale in crisi. Per la maggioranza, il senatore Russo (FdI) ha ribadito l'obiettivo del ddl di separare nettamente funzioni legislative ed esecutive, rendendo più efficiente il governo regionale senza aumentare i costi.
Nelle dichiarazioni finali i senatori Paroli (FI-BP), Germanà (LSP) e Pogliese (FdI) hanno annunciato un voto favorevole, sostenendo che la riforma mira a rafforzare la funzionalità della Regione siciliana ed è in linea con modelli già adottati in altre Regioni italiane: il provvedimento è un passo di modernizzazione istituzionale, volto ad assicurare trasparenza, efficienza e coerenza dell'azione amministrativa; la sospensione del deputato nominato assessore, accompagnata dalla figura del supplente, è una soluzione equilibrata che garantisce continuità rappresentativa e stabilità di governo, rafforzando l'autonomia della Regione. I senatori Annamaria Furlan (IV), De Cristofaro (AVS), Concetta Damante (M5S) e Parrini (PD) hanno espresso un convinto voto contrario, ritenendo la modifica statutaria frutto di un intervento centralistico che mortifica l'autonomia speciale. I Gruppi di opposizione hanno contestato un procedimento giudicato anomalo, privo della necessaria legittimazione politica e istituzionale da parte delle istituzioni siciliane, che risponde a esigenze di equilibrio interno alla maggioranza regionale, in un contesto segnato da instabilità e scarsa trasparenza. Hanno quindi definito l'operazione clientelare, improvvisata e lesiva della sovranità popolare, negando ai cittadini persino la possibilità di un referendum statutario.