Nella seduta del 26 novembre l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 1714 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 146/2025 sull'ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri.
Il provvedimento modifica le procedure per l'assunzione di lavoratori stranieri, con particolare riferimento ai termini per l'adozione del nulla osta e all'istituto della precompilazione della richiesta, e per i ricongiungimenti familiari. Si amplia da 6 a 12 mesi la durata del permesso di soggiorno riconosciuto alle vittime di sfruttamento e si estende il diritto di soggiorno, attualmente riconosciuto al lavoratore straniero in attesa del rilascio o del rinnovo del permesso, anche a chi è in attesa della conversione del permesso di soggiorno. Si stabilisce inoltre che i lavoratori impiegati nell'assistenza familiare e sociosanitaria sono svincolati dal meccanismo delle quote e possono svolgere attività diverse solo dopo i primi 12 mesi di occupazione e su autorizzazione degli Ispettorati territoriali del lavoro. La facoltà del Ministero dell'interno di avvalersi della Croce rossa per la gestione dell'hotspot di Lampedusa è prorogata fino al 31 dicembre 2027. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati sono state approvate, tra le altre, modifiche riguardanti l'estensione degli ingressi fuori quota alle babysitter impiegate nella cura dei bambini da 0 a 6 anni, la facoltà delle agenzie per il lavoro di assumere direttamente lavoratori stranieri, la proroga da 6 a 12 mesi del periodo entro il quale deve avvenire l'assunzione di un lavoratore straniero che abbia compiuto un percorso formativo all'estero. Per ulteriori approfondimenti sono disponibili i dossier predisposti dal Servizio studi e dal Servizio del bilancio.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinto nella 1a Commissione in sede referente nella seduta antimeridiana del 25 novembre con la relazione della senatrice Ternullo (FI-BP). I senatori Giorgis (PD) e Cataldi (M5S) sono intervenuti nella discussione generale, criticando il provvedimento sul piano del metodo, per la consueta scarsità del tempo a disposizione del ramo del Parlamento che esamina in seconda battuta un disegno di legge di conversione. Nel merito, hanno inoltre sostenuto che le norme in oggetto, analogamente a quelle di precedenti interventi in materia, determinano una gestione frammentaria e inefficace del fenomeno migratorio, complicando l'incontro tra l'offerta di lavoro dei cittadini stranieri e la crescente domanda delle imprese e delle famiglie italiane. Nella successiva seduta pomeridiana, il Presidente Balboni (FdI), ha dato conto del parere non ostativo formulato dalla Commissione bilancio e della presentazione di 94 emendamenti e 5 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Rilevata l'impossibilità di svolgerne l'esame in tempo utile e conferire il mandato alla relatrice, si è impeganto a riferire in merito nell'imminente seduta dell'Assemblea.
La discussione in Assemblea
Il 25 novembre il senatore Balboni ha dato conto all'Assemblea della mancata conclusione dell'esame in sede referente. Nella discussione generale sono intervenute le senatrici Gaudiano (M5S), secondo cui le misure del dl sono fallimentari: alimentano irregolarità e aprono spazio alla criminalità organizzata, minando la credibilità dei percorsi legali; Zampa (PD), che ha richiamato l'apporto decisivo dato dalle migrazioni negli ultimi decenni e denunciato l'approccio emergenziale del Governo, accusando la maggioranza di mantenere un sistema che alimenta paura e precarietà; Pellegrino (FdI), che ha rivendicato la strategia del Governo Meloni, che ha riportato ordine nella gestione dei flussi grazie a diplomazia, accordi internazionali e controllo delle frontiere: il dl si inserisce in un approccio strutturale orientato a legalità, sicurezza e cooperazione con i Paesi d'origine.
Il 26
novembre si è svolto l'esame dell'articolato. Sono stati
accolti come raccomandazioni gli ordini del giorno G3.1
e G3.3,
De Cristofaro (AVS) e altri, entrambi in testi riformulati.
Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, annunciando un voto
a favore, i senatori Michaela Biancofiore (Cd'I), Occhiuto
(FI-BP), Daisy Pirovano (LSP) e Lisei (FdI): la maggioranza ha
riconosciuto al Governo Meloni una strategia chiara e
strutturata in materia migratoria, capace di ristabilire
legalità, sicurezza e gestione ordinata dei flussi; ha ribadito
la centralità del contrasto all'immigrazione irregolare,
l'importanza dei controlli e il valore del collegamento con
strumenti come il Piano Mattei, gli accordi internazionali e la
programmazione triennale dei flussi, sottolineando la necessità
di coniugare fermezza e rispetto della dignità umana, attraverso
canali legali, formazione nei Paesi di origine e una più solida
integrazione. I senatori Lombardo (Az), Scalfarotto (IV), Magni
(AVS), Cataldi (M5S) e Delrio (PD) hanno annunciato un voto
contrario, giudicando il decreto incapace di affrontare la
natura strutturale del fenomeno migratorio; hanno contestato
l'approccio emergenziale e securitario del Governo, inadatto a
rispondere ai reali bisogni demografici, economici e del mercato
del lavoro: l'attuale sistema genera ulteriore irregolarità,
sfruttamento e tempi amministrativi incompatibili con le
esigenze delle imprese, mentre gli strumenti come i CPR o gli
accordi esterni non producono risultati tangibili. Hanno quindi
richiamato la necessità di politiche ordinarie, canali regolari,
percorsi di integrazione e interventi che colleghino domanda e
offerta di lavoro, valorizzando il contributo dei lavoratori
stranieri.