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1 dicembre 2025 | Numero 125
Interno

Convertito in legge il decreto flussi

decreto flussi

Nella seduta del 26 novembre l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 1714 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 146/2025 sull'ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri.

Il provvedimento modifica le procedure per l'assunzione di lavoratori stranieri, con particolare riferimento ai termini per l'adozione del nulla osta e all'istituto della precompilazione della richiesta, e per i ricongiungimenti familiari. Si amplia da 6 a 12 mesi la durata del permesso di soggiorno riconosciuto alle vittime di sfruttamento e si estende il diritto di soggiorno, attualmente riconosciuto al lavoratore straniero in attesa del rilascio o del rinnovo del permesso, anche a chi è in attesa della conversione del permesso di soggiorno. Si stabilisce inoltre che i lavoratori impiegati nell'assistenza familiare e sociosanitaria sono svincolati dal meccanismo delle quote e possono svolgere attività diverse solo dopo i primi 12 mesi di occupazione e su autorizzazione degli Ispettorati territoriali del lavoro. La facoltà del Ministero dell'interno di avvalersi della Croce rossa per la gestione dell'hotspot di Lampedusa è prorogata fino al 31 dicembre 2027. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati sono state approvate, tra le altre, modifiche riguardanti l'estensione degli ingressi fuori quota alle babysitter impiegate nella cura dei bambini da 0 a 6 anni, la facoltà delle agenzie per il lavoro di assumere direttamente lavoratori stranieri, la proroga da 6 a 12 mesi del periodo entro il quale deve avvenire l'assunzione di un lavoratore straniero che abbia compiuto un percorso formativo all'estero. Per ulteriori approfondimenti sono disponibili i dossier predisposti dal Servizio studi e dal Servizio del bilancio.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinto nella 1a Commissione in sede referente nella seduta antimeridiana del 25 novembre con la relazione della senatrice Ternullo (FI-BP). I senatori Giorgis (PD) e Cataldi (M5S) sono intervenuti nella discussione generale, criticando il provvedimento sul piano del metodo, per la consueta scarsità del tempo a disposizione del ramo del Parlamento che esamina in seconda battuta un disegno di legge di conversione. Nel merito, hanno inoltre sostenuto che le norme in oggetto, analogamente a quelle di precedenti interventi in materia, determinano una gestione frammentaria e inefficace del fenomeno migratorio, complicando l'incontro tra l'offerta di lavoro dei cittadini stranieri e la crescente domanda delle imprese e delle famiglie italiane. Nella successiva seduta pomeridiana, il Presidente Balboni (FdI), ha dato conto del parere non ostativo formulato dalla Commissione bilancio e della presentazione di 94 emendamenti e 5 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Rilevata l'impossibilità di svolgerne l'esame in tempo utile e conferire il mandato alla relatrice, si è impeganto a riferire in merito nell'imminente seduta dell'Assemblea.

La discussione in Assemblea

Il 25 novembre il senatore Balboni ha dato conto all'Assemblea della mancata conclusione dell'esame in sede referente. Nella discussione generale sono intervenute le senatrici Gaudiano (M5S), secondo cui le misure del dl sono fallimentari: alimentano irregolarità e aprono spazio alla criminalità organizzata, minando la credibilità dei percorsi legali; Zampa (PD), che ha richiamato l'apporto decisivo dato dalle migrazioni negli ultimi decenni e denunciato l'approccio emergenziale del Governo, accusando la maggioranza di mantenere un sistema che alimenta paura e precarietà; Pellegrino (FdI), che ha rivendicato la strategia del Governo Meloni, che ha riportato ordine nella gestione dei flussi grazie a diplomazia, accordi internazionali e controllo delle frontiere: il dl si inserisce in un approccio strutturale orientato a legalità, sicurezza e cooperazione con i Paesi d'origine.

Il 26 novembre si è svolto l'esame dell'articolato. Sono stati accolti come raccomandazioni gli ordini del giorno G3.1 e G3.3, De Cristofaro (AVS) e altri, entrambi in testi riformulati.

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, annunciando un voto a favore, i senatori Michaela Biancofiore (Cd'I), Occhiuto (FI-BP), Daisy Pirovano (LSP) e Lisei (FdI): la maggioranza ha riconosciuto al Governo Meloni una strategia chiara e strutturata in materia migratoria, capace di ristabilire legalità, sicurezza e gestione ordinata dei flussi; ha ribadito la centralità del contrasto all'immigrazione irregolare, l'importanza dei controlli e il valore del collegamento con strumenti come il Piano Mattei, gli accordi internazionali e la programmazione triennale dei flussi, sottolineando la necessità di coniugare fermezza e rispetto della dignità umana, attraverso canali legali, formazione nei Paesi di origine e una più solida integrazione. I senatori Lombardo (Az), Scalfarotto (IV), Magni (AVS), Cataldi (M5S) e Delrio (PD) hanno annunciato un voto contrario, giudicando il decreto incapace di affrontare la natura strutturale del fenomeno migratorio; hanno contestato l'approccio emergenziale e securitario del Governo, inadatto a rispondere ai reali bisogni demografici, economici e del mercato del lavoro: l'attuale sistema genera ulteriore irregolarità, sfruttamento e tempi amministrativi incompatibili con le esigenze delle imprese, mentre gli strumenti come i CPR o gli accordi esterni non producono risultati tangibili. Hanno quindi richiamato la necessità di politiche ordinarie, canali regolari, percorsi di integrazione e interventi che colleghino domanda e offerta di lavoro, valorizzando il contributo dei lavoratori stranieri.

Giustizia

Approvate in prima lettura le norme sulla tutela dei prodotti alimentari

tutela dei prodotti alimentari

Nella seduta del 26 novembre l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 80 voti favorevoli e 44 astensioni, il ddl n. 1519 sulla tutela dei prodotti alimentari italiani. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

La proposta, di iniziativa governativa, introduce nuove norme sulla tracciabilità nel settore agroalimentare, a garanzia della concorrenza e trasparenza del mercato nonché dell'autenticità dei prodotti tipici e di elevata qualità. Il sistema delle sanzioni viene ampliato sia con l'introduzione di nuovi illeciti amministrativi e nuove fattispecie di reato, sia mediante l'inasprimento delle contravvenzioni e delle pene previste. I controlli amministrativi sono rafforzati con l'istituzione presso il Ministero dell'agricoltura di una apposita Cabina di regia e con la predisposizione di specifici strumenti di pianificazione, con particolare riferimento al latte di bufala e agli altri prodotti lattiero-caseari.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato nella 2a Commissione in sede referente il 1° luglio con la relazione del senatore Berrino (FdI).

Il 1° e il 3 luglio è stata avviata la discussione generale. I senatori Zanettin (FI-BP), Ada Lopreiato (M5S), Rastrelli (FdI) e Potenti (LSP) hanno sottolineato l'esigenza di una approfondita valutazione del disegno di legge, soprattutto riguardo all'impatto delle nuove sanzioni penali introdotte nell'ordinamento, e hanno convenuto sull'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni.

La procedura informativa, avviata il 17 luglio, si è conclusa il 5 agosto.

Il 9 settembre sono stati pubblicati gli emendamenti e ordini del giorno presentati. Il 10 si è conclusa la discussione generale con gli interventi dei senatori Rastrelli (FdI), favorevole alla proposta, Lopreiato (M5S), che ha preannunciato emendamenti volti a recepire i rilievi emersi nel corso delle audizioni, Potenti e Stefani (LSP), che hanno preannunciato emendamenti modificativi di disposizioni sanzionatorie ritenute eccessivamente severe.

Nelle sedute del 16, 17 e 18 settembre si è svolta l'illustrazione degli emendamenti, con gli interventi dei senatori Anna Bilotti, Dolores Bevilacqua (M5S), Erika Stefani e Potenti (LSP). Il senatore Rastrelli ha assunto il ruolo di relatore in sostituzione del senatore Berrino.

Il 7 e il 9 ottobre sono stati annunciati nuovi emendamenti del relatore, ad uno dei quali è stato poi presentato un subemendamento, annunciato il 14. Il 15 e il 16 ottobre sono stati comunicati i pareri della Commissione bilancio su una parte degli emendamenti presentati.

Il 21 ottobre è iniziata la votazione delle proposte di modifica, proseguita il 22, il 23, il 29 e il 30 ottobre, a partire dagli emendamenti aggiuntivi all'articolo 2, in attesa della formulazione dei pareri ancora non espressi dalla Commissione bilancio. Sono risultati approvati gli emendamenti 5.1, sulla definizione delle sostanze alimentari, 8.1 e altri identici, il 9.100 e 6.1 (testo 2) sulle sanzioni in materia di denominazioni e indicazioni di origine, 15.2 (testo 2) sugli illeciti amministrativi nell'ambito dell'attività dei Centri di assistenza agricola, 12.1 (testo 2) e altri identici e 12.500 su vigilanza e controlli realtivi ai prodotti lattiero-caseari, 16.5 (testo 2) in materia di controlli sui vini con denominazione protetta, 10.0.100 su finanziamento e gestione della PAC, 14.0.100 sui controlli ai fini della condizionalità sociale, 13.100 relativo ad alcune correzioni tecniche.

Nella seduta dell'11 novembre è ripresa la votazione delle proposte di modifica e sono risultati approvati gli emendamenti 1.20 (e altri identici) nonché, in testi riformulati, 1.32, 1.33 e 1.34 sulle sanzioni in materia di frodi alimentari e relative aggravanti, 1.45 e 1.46 (testo 2) recanti modifiche di coordinamento, 5.0.1 (testo 2) sulla realizzazione di un contrassegno per i prodotti DOP e IGP, 11.8 (testo 2) sulla  tracciabilità del latte e dei prodotti della filiera bufalina, 14.1 (testo 2) (e altri identici) e 14.6 (testo 2) (e altri identici) di integrazione dei componenti della Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare.

Nella seduta del 12 novembre la votazione delle proposte di modifica si è conclusa con l'approvazione degli emendamenti 2.6 (testo 2) (e altri identici) in materia di sequestri, 2.2 (testo 2) (e altri identici) sulla destinazione a scopi benefici dei prodotti alimentari confiscati, 2.11 (testo 2) sull'incidente probatorio relativo ad un alimento deteriorabile, 2.13 (e altri identici) soppressivo di alcune modifiche al codice di procedura penale in materia di esecuzione delle perizie, 7.1 nonché gli identici 7.2 (testo 2) e 7.3 (testo 2), sulle sanzioni per violazioni degli obblighi in materia di rintracciabilità nonché della proposta di coordinamento Coord. 1. Previe dichiarazioni di voto dei senatori Bazoli (PD) e Ada Lopreiato (M5S), astenuti, Zanettin (FI-BP), Erika Stefani (LSP) e Berrino (FdI), favorevoli, la Commissione ha infine approvato il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge, nel testo risultante dalle modifiche introdotte in sede referente.

La discussione in Assemblea

Il 26 novembre il relatore Rastrelli ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea, evidenziando le numerose modifiche introdotte in sede referente, tra le quali la riduzione delle pene per le condotte di lieve entità, la trasformazione dell'agropirateria da reato autonomo a circostanza aggravante, l'ampliamento delle aggravanti dell'articolo 517-octies e l'introduzione della pena accessoria della chiusura temporanea dello stabilimento nei casi più gravi o di recidiva.

Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Annamaria Furlan (IV), Nave (M5S), Bergesio (LSP), Bazoli (PD) e Berrino (FdI). Il relatore Rastrelli ha ribadito che le nuove fattispecie di reato e l'inasprimento delle sanzioni tutelano sia gli imprenditori virtuosi sia le eccellenze nazionali del settore. Il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Lollobrigida, dopo aver richiamato il dialogo con Forze dell'ordine, magistratura e operatori del settore per garantire un provvedimento efficace e condiviso, ha evidenziato il ruolo del sistema sanzionatorio come deterrente per proteggere gli operatori onesti e rafforzare la competitività dei prodotti italiani, rivendicando gli investimenti storici del Governo nel settore agricolo e la strategia di promozione internazionale delle eccellenze nazionali.

Durante l'esame dell'articolato, è stato approvato l'emendamento del relatore 2.100, che permette di destinare i prodotti alimentari sequestrati ma ancora idonei al consumo alla distribuzione gratuita ai bisognosi, previa rimozione dei marchi illeciti o regolarizzazione.

Nelle dichiarazioni finali i senatori Salvitti (Cd'I), Zanettin (FI-BP), Erika Stefani (LSP) e Amidei (FdI) hanno annunciato un voto favorevole: Cd'I ha definito il provvedimento cruciale in un anno di possibile riconoscimento UNESCO della cucina italiana: si rafforza la qualità del made in Italy, sostenendo le esportazioni e la competitività internazionale; FI-BP ha enfatizzato la vicinanza alle imprese e la protezione dei consumatori: sono state evitate norme generiche o eccessivamente punitive, bilanciando sanzioni e controlli; secondo LSP il provvedimento è uno strumento di tutela per le aziende e per la reputazione internazionale dei prodotti italiani, rafforza la tracciabilità e la sicurezza alimentare, garantendo l'integrità delle filiere DOP/IGP; FdI ha rivendicato gli interventi concreti del Governo Meloni a sostegno dell'agricoltura, tra cui misure contro frodi, caporalato, siccità e sostenibilità, elogiando l'impegno a protezione del reddito degli agricoltori e del patrimonio agroalimentare nazionale. I senatori Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Ada Lopreiato (M5S) e Franceschellli (PD) hanno annunciato l'astensione: IV, pur riconoscendo l'importanza di punire le agromafie, ha chiesto proporzionalità nelle sanzioni e segnalato il rischio di conflitto con il diritto UE; AVS ha riconosciuto margini di indeterminatezza e rischio di sanzioni eccessive, sostenendo la necessità di distinguere tra errore umano e dolo e garantire certezza normativa per le imprese; M5S ha lamentato l'assenza di un equilibrio normativo e segnalato criticità nella gestione emendativa e nella tempistica dei lavori, auspicando miglioramenti al testo per evitare sanzioni sproporzionate e tutela delle PMI; il PD, pur condividendo l'obiettivo di tutela delle denominazioni e della filiera agroalimentare, ha criticato compiti aggiuntivi ai consorzi senza adeguate risorse e la mancanza di un riordino complessivo del settore, chiedendo interventi strutturali più coraggiosi e sistematici.