Nella seduta del 29 ottobre l'Assemblea del Senato ha approvato, con 97 voti favorevoli, 60 contrari e due astensioni, il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza per il 2025 n. 1578, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
Il provvedimento, la cui adozione figura tra gli obiettivi PNRR, comprende misure in materia di servizi pubblici locali, regionali e di trasporto aereo, disposizioni sull'impiego di prodotti cosmetici e biocidi, iniziative volte a favorire la trasformazione tecnologica delle filiere produttive nazionali ed interviene in materia di società tra professionisti, modificando i requisiti previsti ai fini della costituzione e iscrizione di Stp nella sezione speciale del relativo Albo professionale.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato nella 9a Commissione in sede referente il 23 luglio con la relazione del senatore Amidei (FdI).
Il 23 luglio la Commissione ha deliberato lo svolgimento di una procedura informativa e il 29 luglio è scaduto il termine entro il quale far pervenire proposte di audizione.
Sul provvedimento l'8a Commissione ha sollevato conflitto di competenza, chiedendo che fosse riassegnato alle Commissioni riunite 8a e 9a. Il 5 agosto il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato che è stata confermata dalla Presidenza del Senato l'assegnazione del ddl alla sola 9a Commissione, sollecitando a dare il più ampio rilievo al parere dell'8a.
Il ciclo di audizioni, avviato l'11 settembre, è proseguito nelle sedute dell'Ufficio di Presidenza del 23, 24 e 25 settembre e i documenti acquisiti nel corso delle audizioni sono stati pubblicati su internet.
Il 29 settembre è scaduto il termine per la presentazione e il 30 settembre sono stati pubblicati gli emendamenti. Sono quindi intervenuti la senatrice Sabrina Licheri (M5S), che ha illustrato il complesso degli emendamenti presentati dal Gruppo M5S, e il senatore Franceschelli (PD), che ha evidenziato l'esigenza di mettere in condizione gli enti preposti di applicare le norme attraverso strumenti idonei. Il 1° e 2 ottobre sono intervenuti i senatori Martella (PD), illustrando le proposte di cui è firmatario, e Sabrina Licheri, che si è soffermata sulla posizione degli enti locali, soggetti a numerosi adempimenti burocratici. Il 7 e il 9 ottobre il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato il ritiro di alcuni emendamenti e la presentazione dell'emendamento 9.0.75 (testo corretto). Il 22 ottobre il Presidente ha ricordato che durante l'esame dei documenti di bilancio da parte del Senato non potrà essere esaminato il ddl in titolo, salvo che non sia disposta una deroga da parte della Conferenza dei Capigruppo, e che, in base alle scadenze previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il provvedimento deve essere approvato da entrambi i rami del Parlamento entro il 31 dicembre 2025.
Nella seduta del 28 ottobre (prima pomeridiana) il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato la riformulazione dell'emendamento 7.0.8 nonché il ritiro di alcune proposte emendative e l'improponibilità di altre. Quindi si è svolto un dibattito sull'ordine dei lavori, nel quale sono intervenuti i senatori Martella (PD) e Sabrina Licheri (M5S). Nella seconda seduta pomeridiana della stessa giornata il Presidente ha fatto presente che, a fronte dell'impossibilità di proseguire l'esame del disegno di legge durante la sessione di bilancio, il Governo ha preannunciato l'intenzione di porre la questione di fiducia sul testo originario nella giornata del 29 ottobre ed è stato fissato alle 20 della stessa giornata il termine per la presentazione degli emendamenti in Assemblea. Sono quindi intervenuti, rilevando che non sussistono le condizioni per poter conferire il mandato al relatore entro il 29 ottobre, i senatori Catalamessa (LSP), Biancofiore (Cd'I), Pogliese (FdI), Fregolent (IV) e Martella (PD). Infine, il Presidente ha preso atto dell'orientamento dei Gruppi e ha tolto la seduta, non essendoci le condizioni per il proseguimento dell'esame.
La discussione in Assemblea
Il 29 ottobre il Presidente della 9a Commissione De Carlo ha riferito sulla mancata conclusione dell'esame in sede referente per il rifiuto delle opposizioni di proseguire i lavori durante la sessione di bilancio, respingendo come strumentali e inesatte le ricostruzioni mediatiche che attribuiscono il ritardo alla maggioranza.
Alla discussione generale hanno preso parte i senatori Bergesio
(LSP) e Nicita (PD). Il Ministro per i rapporti con il
Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del
Governo, sull'approvazione dell'emendamento 1.9000,
presentato dal Governo, interamente sostitutivo di tutti gli
articoli del ddl n. 1578, che recepisce parte di un emendamento
parlamentare.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i
senatori Michaela Biancofiore (Cd'I), Damiani (FI-BP),
Cantalamessa (LSP) e Amidei (FdI). I senatori di maggioranza
hanno definito la legge una tappa significativa nel percorso di
modernizzazione e liberalizzazione avviato dal Governo Meloni:
il provvedimento è coerente con gli obiettivi del PNRR, volto a
favorire crescita economica, semplificazione amministrativa,
trasparenza e tutela di cittadini e imprese, oltre a rafforzare
la competitività del sistema Italia e ridurre le rendite di
posizione. Secondo Cd'I il ddl favorisce una reale competitività
nei servizi pubblici e nei trasporti regionali; pur auspicando
ulteriori miglioramenti, FI-BP ha definito la legge un passo
avanti verso crescita, efficienza e tutela di cittadini e
imprese; LSP ha denunciato la mancanza storica di una politica
industriale in Italia, imputandola all'instabilità politica e
alle politiche europee green penalizzanti per le imprese; FdI ha
rivendicato il carattere concreto e pragmatico della legge, in
continuità con l'impegno del Governo a promuovere efficienza e
sviluppo. Hanno negato la fiducia i senatori Silvia Fregolent
(IV), De Cristofaro (AVS), Sabrina Licheri (M5S) e Martella
(PD). I Gruppi di opposizione hanno lamentato l'assenza di una
reale visione riformatrice, denunciando un testo privo di
interventi strutturali e lontano dagli obiettivi di
modernizzazione, liberalizzazione e tutela dei cittadini,
contestando il metodo adottato dal Governo, che ha imposto la
fiducia e limitato il dibattito parlamentare: alcune norme,
quali quelle volte a eliminare il divieto di pubblicità sessiste
o a favorire interessi particolari, rappresentano un pericoloso
passo indietro sul piano economico, sociale e culturale. In
particolare, secondo IV la legge non affronta i nodi reali del
Paese, come taxi, balneari e semplificazione; AVS ha parlato di
un testo contraddittorio, che danneggia piccole imprese,
consumatori e ambiente; ad avviso di M5S le norme sui servizi
pubblici locali aumentano la burocrazia e penalizzano i piccoli
Comuni; il PD ha definito il provvedimento incoerente con le
raccomandazioni europee e gli impegni del PNRR, richiamando le
proposte del Gruppo su energia, telecomunicazioni, commercio e
digitale, tutte respinte senza discussione.