Nella seduta del 15 ottobre l'Assemblea del Senato ha approvato il ddl n. 1634 di conversione in legge del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127 in materia di esami di Stato e avvio dell'anno scolastico. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
Il provvedimento reintroduce la denominazione di "esame di maturità", riduce a quattro le materie della prova orale e da sette a cinque i commissari d'esame, prevedendo anche una specifica qualificazione nell'ambito delle attività formative dei docenti, per le quali sono stanziati 10 milioni di euro. Ulteriori disposizioni riguardano i passaggi tra diversi indirizzi di studio, i percorsi scuola-lavoro, l'introduzione di specificazioni sulla necessità di svolgimento delle due prove scritte e del colloquio ai fini della validità dell'esame di Stato, la sicurezza dei viaggi di istruzione nonché il finanziamento dei rinnovi contrattuali, dell'assistenza sanitaria e del rinnovo degli arredi scolastici.
L'esame in Commissione
Il disegno di legge è stato incardinato nella 7a Commissione in sede referente il 16 settembre con la relazione del Presidente Marti (LSP).
Il 12 settembre è scaduto il termine per la presentazione di proposte di audizione. Il 16 settembre, in sede di Uffcio di Presidenza, è stata avviata la procedura informativa, proseguita il 17 e il 18. Le documentazioni acquisite nel corso delle audizioni sono pubblicate sulla pagina web della Commissione.
Il 24 settembre il Presidente ha informato che sono giunti i pareri favorevoli dell'8a e della 10a Commissione, nonché il parere favorevole con osservazioni del Comitato per la legislazione. Il 25 settembre è scaduto il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, che sono stati pubblicati e illustrati il 30 settembre.
Nelle sedute del 1° ottobre sono stati accolti gli ordini del giorno G/1634/3/7, che impegna il Governo a valutare l'opportunità di aggiornare i compensi dei presidenti e dei commissari delle commissioni degli esami di Stato a conclusione dell'istruzione secondaria di secondo grado, e G/1634/7/7, derivante dalla trasformazione dell'emendamento 6.1, sugli interventi in materia di edilizia scolastica per garantire l'accessibilità agli alunni con disabilità.
Il 7 e 8 ottobre sono state approvate all'unanimità, tra le altre, le proposte 1.7, in merito ai tempi di adozione del decreto del Ministero dell'istruzione sui criteri di nomina per i commissari e il presidente delle commissioni d'esame, 1.25, riferita all'uso della locuzione "esame di maturità" in luogo di "esame di Stato", le identiche 1.30 (testo 3) e 1.31 (testo 2) riferite agli oneri economici, 4.3 e 4.4, in materia di continuità educativa e didattica degli insegnanti di sostegno, 4.5, 4.6 e 4.16, sulla proroga al 31 dicembre 2026 delle assunzioni per posti di sostegno dalle graduatorie provinciali di supplenza e l'utilizzo degli elenchi regionali, e 4.10 e 4.11 sulla validità del titolo di "Insegnante Tecnico Pratico" fino al 31 dicembre 2026. Sempre l'8 ottobre sono stati approvati anche gli emendamenti 1.21, che riduce da novantasette a novanta il punteggio complessivo tra crediti e prove d'esame per cui la commissione potrà integrare fino a un massimo di tre punti, e 7.0.1 (testo 2), che autorizza per il 2026 la spesa di tre milioni di euro per il contrasto alla dispersione scolastica, a beneficio degli istituti compresi nel piano «Agenda Sud», al fine di garantire sussidi didattici, dispositivi digitali e attrezzature sportive. Quindi sono stati posti ai voti e approvati i preannunciati emendamenti del relatore 3.100 e 6.100 in materia, rispettivamente, di ampliamento dei fruitori della carta del docente e di incremento delle risorse per l'edilizia scolastica.
Nella seduta del 14 ottobre il Presidente ha comunicato il ritiro di alcuni emendamenti e, in seguito al parere favorevole del Presidente relatore e del sottosegretario Frassinetti, sono risultati approvati gli emendamenti identici 4.7 (testo 2), 4.8 (testo 2) e 4.9 (testo 3), sul conferimento delle supplenze per il personale docente ed educativo. In seguito ad una breve sospensione, la seduta è ripresa con la comunicazione da parte del Presidente relatore dei pareri delle Commissioni 1a e 5a e la conseguente presentazione degli emendamenti 6.100/5a Commissione e 7.0.1 (testo 2)/5a Commissione, volti a recepire le condizioni poste dalla Commissione bilancio che, posti in votazione, sono stati accolti dalla Commissione. Quindi la Commissione ha approvato anche il Coord. 1 e ha conferito mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in titolo, nel testo approvato dalla Commissione.
La discussione in Assemblea
Il 15 ottobre il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Marti (LSP), che ha evidenziato gli emendamenti accolti in Commissione, con particolare riferimento all'estensione della carta docente ai precari, al potenziamento dei fondi per l'edilizia scolastica e le scuole dell'Agenda Sud.
Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Vincenza Rando, Verducci (PD), Daniela Sbrollini (IV) e Felicia Gaudiano (M5S), che hanno giudicato il decreto frettoloso, autoritario e privo di visione pedagogica: le misure nascondono tagli di bilancio e logiche di controllo, riducendo spazi di partecipazione e autonomia.
Durante l'esame dell'articolato è stato accolto l'ordine del giorno G3.1 (testo 2) della senatrice Gaudiano (M5S) e altri.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Giusy Versace (Cd'I), Occhiuto (FI-BP), Paganella (LSP) e Carmela Bucalo (FdI). Cd'I ha apprezzato in particolare la valorizzazione del curriculum dello studente e delle esperienze extracurriculari, come volontariato e sport, evidenziando l'impegno del Governo per scuole più inclusive e accessibili; FI-BP ha difeso la scelta del termine "maturità" come simbolo di crescita personale e responsabilità, evidenziando l'equilibrio tra formazione umana e preparazione al lavoro, l'attenzione ai docenti e alle scuole del Sud; LSP ha enfatizzato la valorizzazione dello studente nella sua globalità attraverso il curriculum dello studente; ha difeso la maggiore autorevolezza dei docenti e richiamato gli emendamenti approvati su carta del docente ed edilizia scolastica; FdI ha espresso soddisfazione per un cambio di prospettiva che rimette al centro la persona e la formazione integrale dello studente, difendendo il ritorno all'esame di maturità, inteso come prova di responsabilità, autonomia e consapevolezza. I senatori Annamaria Furlan (IV), De Cristofaro (AVS), Vincenza Aloisio (M5S) e Cecilia D'Elia (PD) hanno dichiarato voto contrario: IV ha lamentato il ritorno a un impianto disciplinare e nozionistico, che penalizza la formazione critica e globale degli studenti, evidenziando l'incoerenza con gli obiettivi del PNRR, che puntano su innovazione e competenze trasversali; secondo AVS il dl riduce la scuola a logiche burocratiche e aziendalistiche, indebolendo la funzione formativa e pubblica dell'istruzione: con il riordino della filiera tecnico-professionale si corre il rischio di creare una scuola di serie B; M5S ha criticato la mancanza di risposte ai problemi della scuola (disuguaglianze, precarietà, dispersione), la riduzione delle commissioni d'esame come misura di risparmio e la proroga delle supplenze come segno di immobilismo; secondo il PD il provvedimento riduce il pensiero critico e ignora la dimensione formativa e partecipativa dell'educazione: il Governo promuove una scuola autoritaria e chiusa al dialogo, lontana dai principi di cittadinanza e libertà educativa.