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4 agosto 2025 | Numero 112
Finanze

Convertito in legge il decreto fiscale

decreto fiscale

Il 29 luglio, l'Assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl n. 1594 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 84/2025 recante disposizioni urgenti in materia fiscale.

Il provvedimento, approvato dalla Camera dei deputati il 22 luglio, prevede misure di semplificazione e norme interpretazione autentica in materia di redditi da lavoro autonomo. Si precisa che le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute all'estero sono deducibili anche se non tracciabili mentre quelle di rappresentanza sono deducibili solo se effettuate con mezzi di pagamento tracciabili, anche all'estero. Si chiarisce la qualificazione da attribuire, nelle dichiarazioni relative al periodo d'imposta 2024, alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in società che esercitano un’attività artistica o professionale (redditi diversi) e ai proventi finanziari percepiti nell’esercizio di arti e professioni (redditi di capitale). Ulteriori disposizioni riguardano, tra l'altro, la determinazione del reddito d'impresa (riporto delle perdite, deduzione del costo del lavoro, regime per le società estere controllate) e l'applicazione dello split payment nelle operazioni effettuate con le società quotate FTSE-MIB e nel settore della logistica e del trasporto.

L'esame in Commissione

Il provvedimento è stato incardinto nella 6a Commissione in sede referente il 24 luglio con la relazione del senatore Salvitti (Cd'I).

Nella seduta del 29 luglio il Presidente Garavaglia (LSP) ha dato conto della presentazione, alla scadenza del termine il 24 luglio, di 50 emendamenti e 10 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto, nonché dei pareri non ostativi espressi dalle Commissioni 1a e 5a sul testo del decreto-legge. Gli emendamenti sono stati quindi illustrati e successivamente posti in votazione, risultando tutti respinti. Sono stati accolti dal Governo gli ordini del giorno G/1594/8/6, sull'opportunità di misure strutturali di contrasto alla povertà e alla esclusione sociale minorile, G/1594/7/6 (testo 2) e G/1594/9/6 (testo 2), riguardanti forme di ristoro fiscale e finanziario per le imprese agricole lucane, G/1594/10/6 (testo 2), volto a perseguire una redistribuzione del reddito attraverso la leva fiscale attraverso detrazioni sul reddito e rifinanziamento dei fondi per l'affitto e per la morosità incolpevole.

La Commissione ha infine approvato il mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea sul testo del decreto-legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

La discussione in Assemblea

Il 29 luglio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Salvitti, che ha evidenziato le principali modifiche introdotte dalla Camera in materia di redditi da godimento di immobili, disciplina IMU per enti sportivi non commerciali, estensione del reverse charge alle agenzie per il lavoro, ravvedimento speciale per i contribuenti soggetti ad ISA, calendario fiscale e obbligo di motivazione degli accessi ispettivi.

Alla discussione generale hanno preso parte i senatori Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Croatti (M5S) e Borghesi (LSP). Il relatore Salvitti, intervenendo in sede di replica, ha sottolineato la complessità della delega, che richiede interventi settoriali coordinati; ha difeso il concordato preventivo biennale, chiarendo che non si tratta di una sanatoria né di un condono. La Sottosegretaria per l'economia e le finanze Albano ha richiamato le misure contro l'evasione, come l'estensione del reverse charge e la tracciabilità dei pagamenti; ha valorizzato l'introduzione del ravvedimento speciale e la proroga dei termini, richieste dal mondo professionale, e sottolineato la norma che rafforza le garanzie del contribuente in caso di verifiche fiscali, in linea con la giurisprudenza europea.

Durante l'esame dell'articolato sono stati accolti due ordini del giorno, entrambi del Gruppo LSP: il G1.107 (testo 3), Romeo e altri, in tema di riallocazione degli investimenti del PNRR a favore del rilancio del sistema imprenditoriale italiano, e il G7.100 (testo 3), Bergesio e altri, in ordine a un adeguato finanziamento e alla semplificazione per agricoltura, pesca e acquacoltura.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Trevisi (FI-BP), che ha apprezzato in particolare misure di semplificazione, agevolazioni per il terzo settore e diritto al contraddittorio, rifiutando l'etichetta di "condono" per il ravvedimento speciale; Garavaglia (LSP), che ha sottolineato le proposte della Lega, tra cui l'estensione del regime forfettario, e criticato l'opposizione per l'incoerenza politica e per gli emendamenti privi di copertura; Antonella Zedda (FdI), che ha rivendicato coerenza tra idee e interventi concreti in materia fiscale, sostegno al lavoro e semplificazione, elogiando imprenditori e lavoratori autonomi, spesso trascurati dalla politica. Hanno dichiarato voto contrario i senatori Dafne Musolino (IV), che ha denunciato l'assenza della riforma strutturale promessa e l'abuso di provvedimenti urgenti e temporanei, che generano incertezza per contribuenti e imprese; Magni (AVS), secondo cui il decreto è un condono mascherato da pace fiscale, che premia gli evasori e penalizza chi paga regolarmente le tasse; Turco (M5S), che ha denunciato l'inefficacia del concordato biennale e del ravvedimento speciale e lamentato l'assenza di misure per lo sviluppo e la riduzione del carico fiscale sul ceto medio; Cristina Tajani (PD), che ha accusato di Governo di non voler affrontare le sfide globali come la global minimum tax e la tassazione dei colossi digitali, sottolineando la sproporzione tra i problemi strutturali e le misure contenute nel decreto.

Economia e bilancio

Approvato in prima lettura il ddl di conversione del decreto su attività economiche e infrastrutture

attività economiche e infrastrutture

Il 31 luglio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1565 di conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 in materia di attività economiche, infrastrutture e interventi di carattere sociale. Il Governo ha posto la questione di fiducia sulla votazione finale, nella quale sono stati espressi 97 voti favorevoli, 66 contrari e un'astensione. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

In materia economica il provvedimento dispone la proroga fino al 1° gennaio 2026 della sospensione della tassa sulle bevande edulcorate (cd. sugar tax), l'applicazione dell'IVA agevolata al 5% sulla vendita di oggetti d'arte e d'antiquariato, la riduzione al 25% di quanto dovuto alle Regioni dalle aziende fornitrici di dispositivi medici in base alle norme sul ripiano dello scostamento dal tetto di spesa (cd. payback sanitario). Per quanto riguarda le infrastrutture si stabilisce che potranno essere finanziati dal Fondo opere indifferibili i progetti avviati ma non più finanziati dal PNRR, a condizione che al 31 dicembre 2025 siano stati aggiudicati gli appalti per l'esecuzione dei lavori. Specifici stanziamenti sono previsti per la rete idrica di Venezia, la diga foranea di Genova, l'edilizia carceraria e la protezione civile regionale. In ambito sociale sono incrementati i fondi per garantire il bonus mensile alle lavoratrici madri già previsto dalla legge di bilancio e per gli enti del terzo settore. Ulteriori disposizioni riguardano, tra l'altro, il trasporto rapido, la manutenzione stradale e la proroga del superbonus nelle zone terremotate. I Servizi studi del Senato e della Camera hanno redatto il dossier relativo al provvedimento.

L'esame in Commissione

Il provvedimento è stato incardinato nella 5a Commissione in sede referente il 1° luglio con la relazione del Presidente Calandrini (FdI).

Il 3 luglio in Ufficio di Presidenza si è svolto un ciclo di audizioni preliminari all'esame: la documentazione depositata nel corso della procedura informativa è consultabile sulla pagina web della Commissione bilancio.

Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, inizialmente fissato al 7 luglio e quindi prorogato, è scaduto l'8 luglio. Il 9 luglio sono stati pubblicati gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati e tra il 10 e il 24 luglio è stata comunicata la presentazione di ulteriori riformulazioni, il ritiro di alcuni emendamenti oltre che l'impropobibilità di alcune delle proposte presentate, concludendosi la fase dell'illustrazione.

Nella seduta del 28 luglio è stata comunicata dal Presidente Calandrini (FdI) la presentazione di emendamenti dei relatori, pubblicati in allegato al resoconto, ed è stato fissato il termine per la presentazione di subemendamenti alle 12 del 29 luglio.

Nelle sedute antimeridiana e pomeridiana del 29 luglio sono state rese ulteriori comunicazioni in merito ad emendamenti ritirati e trasformati in ordini del giorno e sono stati pubblicati i subemendamenti presentati agli emendamenti dei relatori.

Nella seduta notturna del 29 luglio sono stati votati gli emendamenti. Tra le numerose modifiche approvate all'articolo 7 sul payback sanitario, l'emendamento 7.14, Garavaglia, Dreosto (LSP), introduce un nuovo sistema di detrazione delle somme dovute alle Regioni dai fornitori di dispositivi medici per il ripiano della spesa sanitaria. Sono inoltre risultati approvati, tra gli altri: gli identici 1.19 (testo 2), 1.20 (testo 2), 1.21 (testo 2), 1.22 (testo 2), sulla rideterminazione dei contributi del PNRR e del Piano Nazionale Complementare del PNRR a Comuni, Città Metropolitane e Province, a copertura di eventuali maggiori costi dei materiali per il completamento dei lavori; il 2.126, che incrementa di 11 milioni di euro per il 2025 i fondi da destinare al finanziamento di interventi infrastrutturali delle Istituzioni AFAM già approvati; il 2.0.500 dei relatori, sulla proroga fino al 31 dicembre 2033 dell'operatività della società "Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A." per la realizzazione di infrastrutture inserite nel Piano complessivo delle opere olimpiche; il 5.0.500 dei relatori e il 5.0.500/1 sulla possibilità dell'INAIL di partecipare alla costituzione dei soggetti non profit nella gestione dei presidi ospedalieri, in particolare nel settore riabilitativo, della protesica e della ricerca; il 6.0.700, che prevede lo stanziamento aggiuntivo di 30 milioni per il fondo CONSAP di garanzia per la prima casa; il 14.0.500 dei relatori, che incrementa di 30 milioni la dotazione dei fondi per biblioteche ed editoria previsti dal decreto Cultura; gli emendamenti 18.0.500/1 (testo 2) e 18.0.500, che autorizzano la spesa di 16,5 milioni per il 2025, per l'erogazione di un contributo straordinario per ripristinare il livello di contribuzione per le emittenti radiotelevisive; nonché la proposta di coordinamento Coord.1. Quindi sono risultati accolti alcuni ordini del giorno e la Commissione ha conferito il mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento in esame, comprensivo delle modifiche approvate, autorizzandoli a richiedere lo svolgimento della relazione oralale e ad apportare le modifiche di carattere formale e di coordinamento eventualmente necessarie.

La discussione in Assemblea

Il 30 luglio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea. I relatori Elena Testor (LSP), Damiani (FI-BP) e Lavinia Mennuni (FdI), hanno evidenziato l'ampiezza e la rilevanza strategica del decreto, che interviene su settori chiave come infrastrutture, welfare, ricostruzione post-sisma, giustizia e sanità, le modifiche introdotte in sede referente, che hanno reso più flessibile la gestione dei fondi, prorogato la sugar tax e rafforzato l'Ape sociale e i sostegni al terzo settore, e l'ampia condivisione politica, che ha portato all'approvazione di numerosi emendamenti, anche sottoscritti congiuntamente da maggioranza e opposizione.

Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Susanna Camusso, Nicita, Beatrice Lorenzin (PD), Annamaria Furlan (IV), Magni (AVS), Concetta Damante (M5S), Dreosto (LSP), Enrico Borghi (IV) e Barcaiuolo (FdI). L'opposizione ha criticato il decreto, definendolo un omnibus disorganico privo di visione strategica e pieno di misure frammentarie. Il PD ha denunciato l'uso caotico di emendamenti per intervenire sul mercato del lavoro, minando la contrattazione collettiva e ignorando temi come salario minimo e precarietà, e ha lamentato la mancanza di una strategia economica e industriale in un contesto di crisi globale; IV ha sottolineato l'assenza di programmazione, l'inefficacia dei bonus a tempo e il rischio occupazionale legato ai dazi USA; AVS ha evidenziato la centralizzazione delle scelte, la mancanza di una politica per le pmi e l'insistenza su precarietà e bonus regressivi anziché su innovazione e giustizia sociale. M5S, pur riconoscendo la rilevanza di alcuni temi, come l'emergenza idrica, ha contestato l'approccio emergenziale come alibi per evitare interventi strutturali. I senatori di maggioranza hanno rivendicato il valore del decreto come risposta concreta a territori e cittadini: LSP ha sottolineato l'importanza dell'emendamento a tutela dei volontari della Protezione civile e le misure a favore di emittenti locali e giovani; FdI ha difeso in particolare l'intervento sul payback sanitario come passo necessario per correggere una norma iniqua, ereditata dai Governi precedenti, che danneggia imprese e occupazione.

Il 31 luglio il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del disegno di legge.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i senatori Paroli (FI-BP), che ha apprezzato in particolare interventi mirati come i fondi per le opere indifferibili, la rigenerazione urbana, la manutenzione stradale e l'edilizia penitenziaria, oltre al rinvio della sugar tax; Garavaglia (LSP), che ha rivendicato l'approccio territoriale della Lega, richiamando l'approvazione di emendamenti a favore di TV locali, volontariato, sanità e protezione civile, soffermandosi sul tema del payback sanitario, giudicato ormai insostenibile e dannoso per le imprese italiane; Russo (FdI), che ha difeso il decreto come un intervento multisettoriale, nato per affrontare con urgenza temi concreti e non per sostituire riforme strutturali: è una risposta pragmatica in un contesto economico complesso, che favorisce occupazione e crescita. I senatori Raffaella Paita (IV), Magni (AVS), Elisa Pirro (M5S) e Manca (PD) hanno negato la fiducia, criticando la natura disorganica del provvedimento, privo di una visione guida. IV ha contestato l'approvazione confusa di emendamenti penalizzanti per lavoratori e scuola e il taglio alla 18App, considerandolo un attacco all'autonomia e alla crescita culturale dei giovani. AVS ha denunciato proroghe ingiustificate e modalità opache nella gestione di Milano-Cortina e l'uso improprio del decreto per introdurre misure precarie sul lavoro somministrato. Secondo M5S il provvedimento è inadeguato ad affrontare la stagnazione economica e il rischio recessione, come confermato dai recenti dati ISTAT e FMI; non contiene misure strutturali per la crescita e favorisce poche multinazionali a danno delle pmi italiane. Il PD ha contestato l'aumento della precarietà, della povertà e del carico fiscale su lavoro e pensioni, senza alcuna proposta concreta per la crescita dei salari o la redistribuzione: l'Italia ha bisogno di riforme vere, non di decreti vuoti e inefficaci.