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21 luglio 2025 | Numero 110
Trasporti

Definitivamente approvate le nuove norme in materia di infrastrutture e trasporti

nuove norme in materia di infrastrutture e trasporti

Il 16 luglio l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, con 104 voti favorevoli, 67 contrari e un'astensione, il ddl n. 1579, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 73/2025 su infrastrutture e trasporti, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

Il provvedimento, approvato dalla Camera dei deputati il 10 luglio, si compone di 36 articoli suddivisi in 7 Capi ed è finalizzato al potenziamento delle infrastrutture strategiche, alla semplificazione delle procedure per la realizzazione delle opere pubbliche e al rafforzamento degli strumenti di governance e programmazione. In particolare, vengono disciplinati: le misure per la ripresa e il completamento del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina; il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, stradali, idriche, energetiche e logistiche; gli interventi in favore delle aree colpite da eventi alluvionali nel 2023; le opere connesse ai giochi olimpici e paralimpici Milano-Cortina 2026; la valorizzazione del demanio marittimo e misure in materia di mobilità sostenibile e sicurezza del trasporto ferroviario.

L'esame in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato il 15 luglio nell'8a Commissione in sede referente, con la relazione del senatore Germanà (LSP). Su proposta del Presidente Fazzone (FI-BP), il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è stato fissato per le ore 18 della stessa giornata del 15.

Il 16 luglio il Presidente ha comunicato la presentazione di 290 emendamenti e 34 ordini del giorno, pubblicati in allegato al resoconto. Considerando l'imminente inizio dell'esame del provvedimento in Aula, la Commissione ha preso atto dell'impossibilità di concludere l'esame con il conferimento del mandato al relatore.

La discussione in Assemblea

Nella seduta del 16 luglio il senatore Fazzone ha riferito in Assemblea sulla mancata conclusione di lavori in sede referente.

Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Bergesio, Germanà (LSP), Elena Sironi, Nave (M5S), Ylenia Zambito, Irto (PD), Dafne Musolino (IV) e Magni (AVS). Le opposizioni hanno denunciato con fermezza l'assenza di una visione strategica da parte del Governo; hanno criticato la gestione delle infrastrutture, evidenziando ritardi, opere incompiute e scelte discutibili, quali l'inserimento forzato di grandi opere, come il Ponte sullo Stretto, nel perimetro della difesa militare per eludere i vincoli ambientali. LSP ha difeso il dl quale espressione di una visione concreta e coraggiosa: ha evidenziato l'impegno per l'autotrasporto, la mobilità nei piccoli Comuni e le grandi opere, rivendicando il pragmatismo del Governo, che agisce per sbloccare i cantieri e rispondere alle esigenze reali di famiglie, imprese e territori. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del disegno di legge, nel testo approvato dalla Camera dei deputati.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i senatori Salvitti (Cd'I), che ha enfatizzato l'approccio non ideologico, il sostegno ai territori più fragili e il superamento delle logiche di appartenenza politica; Rosso (FI-BP), che ha rivendicato il ruolo di FI nell'apportare miglioramenti al testo, come la semplificazione del codice dei contratti e il potenziamento del monitoraggio delle grandi opere; Clotilde Minasi (LSP), che ha difeso il Ponte sullo Stretto come infrastruttura strategica europea, rilanciando la sua centralità per lo sviluppo del Sud e dell'intero Paese, e lodando la visione del Ministro Salvini; Sigismondi (FdI), che ha sottolineato il rilancio delle infrastrutture come leva per la crescita economica, con interventi su strade, ferrovie, porti, sicurezza e progettazione, elogiando l'attenzione al Sud attraverso misure concrete come la ZES unica. Hanno negato la fiducia i senatori Aurora Floridia (Aut), che ha denunciato la deroga agli Euro 5 diesel come un grave arretramento sul piano ambientale e sanitario, sottolineando l'inadeguatezza dell'azione governativa rispetto alla crisi dell'inquinamento atmosferico nel Nord Italia; Silvia Fregolent (IV), che ha criticato la mancanza di programmazione e trasparenza, l'assenza di risorse adeguate per le Province e l'uso distorto delle priorità, come nel caso del Ponte sullo Stretto; Magni (AVS), che ha accusato il Governo di promuovere un'economia di guerra, limitare la partecipazione democratica e piegare norme ambientali e concorrenziali a fini di potere; Gabriella Di Girolamo (M5S), che ha contestato duramente l'uso propagandistico del Ponte sullo Stretto, definito un'opera tecnicamente e finanziariamente insostenibile, a scapito di interventi su manutenzione, trasporto pubblico e sicurezza del territorio; Basso (PD), che ha evidenziato un trasporto ferroviario regionale inefficiente, strade dissestate, porti paralizzati e mancata manutenzione, criticando il taglio ai controlli ambientali e antimafia e l'aumento dei pedaggi autostradali, evitato solo grazie all'opposizione.

Ambiente

Approvate in prima lettura le norme sulle attività subacquee. Il testo passa alla Camera

norme sulle attività subacquee

Il 17 luglio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura il ddl n. 1462 in materia di sicurezza delle attività subacquee. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Il provvedimento, di iniziativa governativa, comprendente 35 articoli suddivisi in 6 Capi, disciplina le attività destinate a svolgersi nella dimensione subacquea in aree sottoposte alla sovranità o comunque alla giurisdizione nazionale e, limitatamente alle infrastrutture di interesse nazionale, nell'alto mare, per esigenze di sicurezza delle infrastrutture e di tutela della vita delle persone operanti nella dimensione subacquea. A tal fine è prevista l'istituzione di un'apposita Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee (ASAS), alle dipendenze funzionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricata di coordinare conoscenze, autorizzazioni e mitigazioni dei rischi. Sono escluse dal campo di applicazione della normativa le attività militari, turistiche e sportive.

La discussione in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato il 13 maggio nell'8a Commissione in sede redigente, con la relazione della senatrice Petrucci (FdI).

Il 20 maggio è stato avviato un ciclo di audizioni che si è concluso il 3 giugno. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, inizialmente fissato al 20 maggio e quindi posticipato, è scaduto il 5 giugno. Il 10 giugno sono stati pubblicati gli emendamenti presentati. Il 1° luglio il Presidente De Carlo (FdI) ha comunicato che è pervenuta la nota del Capo Dipartimento per le politiche del mare della Presidenza del Consiglio dei ministri che attesta, nell'ambito delle attività istruttorie svolte a supporto della redazione del disegno di legge in esame, lo svolgimento delle audizioni di rappresentanti di AISI - Associazione Imprese Subacquee Italiane, Centro Iperbarico di Ravenna e Stazione Zoologica Anton Dohr, oltre ai soggetti elencati nell'Analisi di impatto della regolamentazione trasmessa dal Governo. L'8 luglio, in seguito all'espressione dei pareri della relatrice e del sottosegretario per la difesa Perego Di Cremnago, è stato avviato l'esame degli emendamenti, risultando approvati, tra gli altri, il 15.2 (testo 2), sulla possibilità dell'Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee di avvalersi della collaborazione di enti di normazione tecnica e soggetti accreditati per certificare la conformità dei mezzi subacquei non militari ai requisiti e alle dotazioni minime di sicurezza, e il 35.1 (testo 2), che differisce al 1° gennaio 2027 l'entrata in vigore delle disposizioni di cui all'articolo 10, sulla gestione delle interferenze nella dimensione subacquea, e ai commi 1, 2, 4 e 5 dell'articolo 16, sul comando e la conduzione dei mezzi subacquei.

Nella seduta del 15 luglio il Presidente ha comunicato la presentazione da parte della relatrice dell'emendamento di coordinamento Coord. 1 che, in seguito all'espressione del parere favorevole del sottosegretario Perego Di Cremnago, è stato posto ai voti ed approvato dalla Commissione. Il 16 luglio il Presidente Fazzone (FI-BP) ha dato conto dei pareri non ostativi delle Commissioni affari costituzionali e bilancio sugli emendamenti approvati e della presentazione degli ordini del giorno G/1462/1/8 (già em. 2.13) e G/1462/2/8 (già em. 4.2), pubblicati in allegato al resoconto. Quindi la Commissione ha votato singolarmente e approvato tutti gli articoli del ddl, come modificati dagli emendamenti approvati. In seguito all'espressione dei pareri del sottosegretario alla difesa Perego Di Cremnago, è stato riformulato e accolto l'ordine del giorno G/1462/1/8 (testo 2), che impegna il Governo a valutare l'opportunità di tenere conto, in fase attuativa, degli standard internazionali, ivi comprese le norme UNI. Infine i senatori Di Girolamo (M5S) e Irto (PD) hanno dichiarato voto di astensione dei rispettivi Gruppi e la Commissione ha conferito mandato alla relatrice a riferire all'Assemblea sul disegno di legge in esame, con le modificazioni apportate.

L'esame in Assemblea

Il 17 luglio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dalla relatrice Petrucci.

Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Musumeci ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto in Commissione, evidenziando il clima costruttivo, e ha sottolineato l'importanza della norma per colmare un vuoto legislativo riguardante lo spazio subacqueo, anche in relazione alla sicurezza nazionale.

Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i senatori Rosso (FI-BP), Potenti (LSP) e Marta Farolfi (FdI), che hanno espresso apprezzamento per un intervento organico e strategico per regolamentare le attività subacquee, con importanti ricadute su sicurezza ed economia, valorizzando l'approccio multidisciplinare, le competenze tecniche e l'istituzione dell'Agenzia quale strumento chiave di semplificazione, coordinamento e tutela nazionale. I senatori Spagnolli (Aut) e Magni (AVS) hanno dichiarato un voto contrario: pur riconoscendo l'importanza di tutelare le infrastrutture subacquee, Aut ha criticato il metodo scelto, che oppone tecnologia e ambiente; secondo AVS la sicurezza subacquea merita una governance efficiente e integrata, non un nuovo centro di potere sotto la Presidenza del Consiglio. I senatori Silvia Fregolent (IV), Lorefice (M5S) e Irto (PD) hanno annunciato l'astensione. IV ha contestato la creazione di una nuova Agenzia e l'assenza di tutela ambientale concreta; M5S ha criticato la governance accentrata e l'esclusione delle eccellenze tecniche nazionali dalla cabina di regia; il PD ha parlato di carenze strutturali e impostazione eccessivamente verticistica, auspicando miglioramenti nel passaggio alla Camera.