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14 luglio 2025 | Numero 109
Sanità e lavoro

Definitivamente approvate le nuove norme sui permessi per i lavoratori affetti da malattia oncologica

permessi per i lavoratori affetti da malattia oncologica

Nella seduta dell'8 luglio l'Assemblea del Senato ha svolto l'esame del ddl n. 1430 sui permessi per lavoratori affetti da malattia oncologica, invalidante e cronica, già approvato dalla Camera dei deputati il 25 marzo. Al termine del dibattito il disegno di legge è stato approvato in via definitiva.

Il disegno di legge è volto a rafforzare i diritti dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento. In particolare, l'articolo 1 introduce il congedo non retribuito con conservazione del posto e priorità per il lavoro agile; l'articolo 2 prevede 10 ore annue di permesso aggiuntivo per esigenze sanitarie, anche per genitori di minori malati; l'articolo 3 istituisce un fondo da 2 milioni per premi di laurea in memoria di pazienti oncologici; gli articoli 4 e 5 disciplinano rispettivamente l'adeguamento tecnologico dell'INPS e la clausola di salvaguardia per le autonomie speciali.

La discussione in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato il 2 aprile nella 10a Commissione, in sede redigente, con la relazione illustrativa della senatrice Murelli (LSP). Nella stessa seduta si è svolta la discussione generale con gli interventi dei senatori Mazzella (M5S), Camusso (PD), Furlan (IV), Guidolin (M5S), Magni (AVS) e Zullo (FdI).

Il 16 aprile sono stati pubblicati gli emendamenti ed ordini del giorno presentati e il 6 maggio tutti gli emendamenti, ad eccezione della proposta 1.1, sono stati trasformati in ordini del giorno.

Nella seduta del 3 giugno, in seguito alle perplessità sollevate dai senatori Camusso (PD) e Magni (AVS) sull'opportunità di modificare il testo in esame prevedendone un ritorno all'altro ramo del Parlamento, l'unico emendamento 1.1 della senatrice Minasi (LSP), volto a consentire lo svolgimento dell'attività lavorativa compatibilmente con lo stato di salute, è stato ritirato. Quindi sono stati accolti dal Governo alcuni ordini del giorno, nei testi riformulati e pubblicati in allegato al resoconto, finalizzati in generale a proseguire il percorso di rafforzamento delle tutele avviato con il disegno di legge in discussione. Posti in votazione, gli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 sono stati approvati all'unanimità e la Commissione ha conferito, sempre all'unanimità, il mandato alla relatrice a riferire favorevolmente all'Assemblea.

L'esame in Assemblea

L'8 luglio il disegno di legge è stato illustrato in Assemblea dalla relatrice Murelli.

Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali sono intervenuti, a favore del provvedimento, i senatori Daniela Sbrollini (IV), Guidi (Cd'I), Magni (Misto-AVS), Daniela Ternullo (FI-BP), Maria Domenica Castellone (M5S), Clotilde Minasi (LSP), Susanna Camusso (PD) e Paola Mancini (FdI). Gli esponenti della maggioranza hanno lodato il ddl per l'equilibrio tra continuità lavorativa e necessità sanitarie e il valore umano e terapeutico del lavoro. Le opposizioni hanno sostenuto il testo come primo passo positivo, pur evidenziando talune criticità quali mancanza di retribuzione e contribuzione durante il congedo, disuguaglianze tra pubblico e privato e necessità di estendere le tutele. Hanno chiesto anche misure più inclusive, flessibili e strutturali per rafforzare i diritti dei malati nel mondo del lavoro.

Trasporti

Approvata con modificazioni la legge quadro sugli interporti. Il testo torna alla Camera

legge quadro sugli interporti

Nella seduta del 9 luglio, l'Assemblea del Senato ha concluso l'esame del disegno di legge quadro in materia di interporti n. 1055, già approvato dalla Camera dei deputati il 28 febbraio 2024, in trattazione congiunta con il n. 1124, presentato dal senatore De Poli (Cd'I). Al termine del dibattito il ddl n. 1055 è stato approvato con modificazioni ed è quindi tornato all'esame della Camera dei deputati. Il ddl n. 1124 è risultato assorbito.

Nell'ambito della competenza concorrente dello Stato su porti e aeroporti civili e grandi reti di trasporto e di navigazione, prevista dall'articolo 117, comma 3, della Costituzione, le due proposte prevedono l'abrogazione della legge n. 240/1990 e definiscono nuovi principi fondamentali per la disciplina degli interporti, intesi come complessi organici di infrastrutture di rilevanza nazionale, volti a favorire la mobilità delle merci, l'intermodalità del trasporto e l'efficienza dei flussi logistici. Specifiche disposizioni individuano le condizioni per la realizzazione dei nuovi interporti e le norme per la programmazione, il finanziamento e la gestione delle relative attività. Il Ministro delle infrastrutture effettuerà la ricognizione degli interporti esistenti e approverà un piano generale per l'intermodalità; i gestori operano in regime privatistico, con possibilità di acquisire la proprietà delle aree. Il numero massimo di interporti sarà 30, con priorità ai progetti più rilevanti.

La discussione in Commissione

Il disegno di legge è stato incardinato il 10 settembre 2024 in 8a Commissione in sede redigente, con la relazione del senatore Sigismondi (FdI).

Il 29 ottobre 2024 è stato fissato il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno al ddl n. 1055, adottato come testo base.

Il 19 novembre 2024 sono stati pubblicati gli emendamenti presentati.

Il 21 maggio il Presidente Fazzone (FI-BP) ha comunicato il ritiro di alcuni emendamenti e la presentazione da parte del relatore dell'ordine del giorno G/1055/1/8 e dell'emendamento 6.600, finalizzato a migliorare la qualità del testo.

Il 28 maggio il relatore Sigismondi e il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti Iannone hanno espresso i rispettivi pareri sugli emendamenti presentati.

Il 3 giugno sono stati presentati ulteriori emendamenti e ordini del giorno, e sono state approvate alcune proposte emendative, tra cui quelle del relatore 6.500, volta a recepire la condizione posta dalla Commissione bilancio, che aumenta per un totale di 4 milioni le risorse a disposizione per la realizzazione e lo sviluppo degli interporti, e 1.500, volta a recepire l'osservazione contenuta nel parere della 4a Commissione.

Nella seduta del 10 giugno la Commissione ha approvato, con distinte votazioni, gli 8 articoli del testo, alcuni dei quali risultanti dalle modifiche approvate. Sono inoltre risultati accolti dal Governo alcuni ordini del giorno (testi in allegato al resoconto), molti dei quali riformulati a seguito del parere espresso dal rappresentante del Governo, il sottosegretario per le infrastrutture e i trasporti Iannone. La Commissione ha quindi conferito al relatore il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 1055, con le modificazioni apportate, con il conseguente assorbimento del disegno di legge n. 1124.

L'esame in Assemblea

Il 9 luglio il disegno di legge è stato illustrato all'Assemblea dal relatore Sigismondi, che ha evidenziato, tra le modifiche apportate in sede redigente, l'introduzione della definizione di soggetti gestori dell'interporto, l'eliminazione dell'aggiornamento triennale dell'elenco dei soggetti gestori, l'aumento dello stanziamento finanziario previsto per i progetti di realizzazione e sviluppo degli interporti e la previsione della possibilità per i gestori delle infrastrutture ferroviarie di adeguare a proprie spese le connessioni di ultimo miglio.

Approvato l'articolato, nelle dichiarazioni finali i senatori Salvitti (Cd'I), Rosso (FI-BP), Clotilde Minasi (LSP) e Rosa (FdI) hanno annunciato voto favorevole, plaudendo a un testo essenziale che colma anni di mancata pianificazione e supporta l'Italia come nodo logistico europeo. Cd'I ha evidenziato l'importanza di fornire certezze agli investitori, sia pubblici che privati, per rafforzare una rete nazionale efficiente; secondo FI-BP il nuovo piano strategico potrà ridurre i costi logistici e favorire lo sviluppo economico; LSP ha respinto le critiche di superficialità: il provvedimento modernizza il settore con criteri oggettivi, sostenibilità, governance efficiente e rigore nella spesa pubblica; FdI ha difeso una legge che semplifica norme obsolete, garantisce controllo pubblico e promuove l'intermodalità, riducendo l'impatto ambientale: il testo è in linea con gli obiettivi del PNRR e della Commissione europea per il trasferimento del traffico merci dalla gomma al ferro. I sen. Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Gabriella Di Girolamo (M5S) e Basso (PD) hanno dichiarato voto contrario, definendo il provvedimento un'occasione mancata, privo di visione strategica, risorse e attenzione al lavoro. IV ha denunciato l'assenza di integrazione tra porti, ferrovie e autostrade, l'occasione persa con i fondi del PNRR e il mancato ascolto delle opposizioni; AVS ha condannato l'assenza di tutele per i lavoratori del settore, spesso sfruttati, sottolineando la necessità di politiche pubbliche che mettano al centro le persone e il lavoro dignitoso; M5S ha rilevato le gravi lacune ambientali, giuridiche e gestionali del provvedimento, contestando l'uso di fondi destinati alla mobilità sostenibile per coprire carenze di bilancio; il PD ha lamentato l'assenza di investimenti in digitalizzazione, sostenibilità ambientale e qualità occupazionale, deplorando l'uniformità normativa che ignora le specificità territoriali e l'apertura a privatizzazioni opache senza garanzie pubbliche.