Nella seduta del 3 luglio l'Assemblea del Senato ha approvato in prima lettura, con 71 voti favorevoli, 16 contrari e 30 astensioni, il ddl n. 1452, sull'adeguamento del numero di consiglieri e assessori regionali. Il testo è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
La proposta, presentata dal senatore Malan (FdI) e altri, è volta a modificare l'articolo 14 del decreto-legge 138/2011, per attenuare la rigidità del criterio di determinazione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, ancorato alla consistenza demografica della popolazione residente. L'introduzione di una maggiore flessibilità è ritenuta opportuna per evitare che scostamenti anche minimi possano determinare mutamenti dannosi alla stabilità e funzionalità degli organi rappresentativi. Si stabilisce quindi di non variare il numero di consiglieri regionali entro un margine del 5% rispetto alle soglie stabilite dalla norma vigente e si prevede la facoltà di nominare fino a due assessori aggiuntivi per le regioni con determinate consistenze demografiche.
L'esame in Commissione
Il 6
maggio il disegno di legge è stato incardinato nella 1a Commissione,
in sede redigente, con la relazione del Presidente Balboni (FdI). La
Commissione ha inoltre deliberato di non svolgere audizioni, come era stato
richiesto dal senatore Cataldi (M5S), ma di acquisire contributi scritti dai
soggetti esterni indicati dai Gruppi parlamentari. I documenti
acquisiti sono stati pubblicati su internet.
L'11 giugno si è svolta la discussione generale. Si sono espressi a favore
del disegno di legge i senatori Damiani (FI-BP), Giorgis (PD), che ha
tuttavia rilevato la parzialità delle misure previste rispetto ad altri
elementi ancora inattuati dell'ordinamento regionale (autonomia finanziaria,
servizi pubblici), Cataldi (M5S), che ha preannunciato emendamenti
sull'aumento del numero dei consiglieri nelle Regioni più piccole, Parrini
(PD), De Priamo (FdI) e Musolino (IV), che hanno rilevato incongruenze
lessicali nel tenore letterale di alcune disposizioni dell'articolo 1. In
sede di replica è intervenuto il ministro per gli affari regionali
Calderoli, che ha riepilogato le finalità del disegno di legge e ha
preannunciato ulteriori imminenti provvedimenti del Governo in materia di
federalismo fiscale. Su richiesta del senatore Della Porta (FdI), ha inoltre
precisato che le disposizioni riguardanti la surroga dei consiglieri
regionali nominati assessori è materia di competenza delle Regioni,
disciplinata nei rispettivi Statuti. Il 17 giugno, su richiesta del Gruppo
LSP, il termine, in scadenza, per la presentazione di emendamenti e ordini
del giorno, è stato posticipato di una settimana al 24 giugno.
Il 26 giugno sono stati pubblicati e votati gli emendamenti
presentati. L'1.0.4,
Tosato (LSP) e altri, volto a elevare il limite alla immediata
rieleggibilità dei Presidenti di Regione portandolo da due a tre mandati
consecutivi, previe dichiarazione di voto dei senatori De Cristofaro (AVS),
Giorgis (PD), Maiorino (M5S), contrari, Tosato (LSP), Musolino (IV) e
Durnwalder (Aut), favorevoli, è stato respinto. Sono stati quindi approvati,
con i pareri favorevoli del relatore e del rappresentante del Governo, gli
emendamenti identici 1.100
e 1.3
nonché le proposte 1.101,
1.15
(sull'esenzione dalla raccolta di firme per le elezioni regionali alle liste
espressione di partiti rappresentati in Parlamento), 1.102,
1.0.2,
1.0.6
(abrogativo della norma sull'inconferibilità di incarichi dirigenziali o di
vertice nell'amministrazione della Regione e degli enti pubblici regionali a
componenti di organo politico di livello regionale e locale). I restanti
emendamenti sono stati ritirati o respinti.
Nella seduta del 2 luglio (antimeridiana,
è stato approvato l'emendamento
1.0.2/5a Commissione, presentato dal relatore Balboni per recepire il parere
contrario della Commissione bilancio sull'emendamento 1.0.2 in materia
previdenziale. La Commissione ha poi approvato il testo dell'articolo unico.
Il senatore Giorgis (PD) ha dichiarato il voto di astensione del proprio
Gruppo e il ministro Calderoli ha formulato un invito a evitare le
strumentalizzazioni demogogiche secondo le quali il testo in esame sarebbe
volto ad incrementare il numero dei consiglieri regionali. È risultato
quindi approvato il mandato al relatore. Nella successiva seduta pomeridiana
è stata comunicata la riassegnazione del disegno di legge in sede referente.
La Commissione ha quindi deliberato l'acquisizione delle fasi procedurali
già svolte in sede redigente ed ha infine approvato il mandato al relatore a
riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge,
con le modifiche introdotte in sede referente.
La discussione in Assemblea
Il 3 luglio il relatore Balboni ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea. Respinte le proposte emendative, sono intervenuti nelle dichiarazioni finali, preannunciando un voto di astensione, i senatori Dafne Musolino (IV) e Magni (AVS), che hanno fatto presente come il provvedimento, apparentemente neutro e di riorganizzazione, incarni in realtà la visione centralistica del Governo in carica, che interviene apportando modifiche anche importanti (incide infatti su rappresentanza e rappresentatività), ma a macchia di leopardo, in una materia delicata che necessiterebbe invece di una revisione sistematica e soprattutto maggiormente condivisa; Parrini (PD), che ha espresso perplessità sull'adozione di interventi tampone in materia di enti locali. Ha preannunciato voto contrario il senatore Cataldi (M5S), con la motivazione che il provvedimento, esaminato in tempi ristretti, pur muovendo da un presupposto condivisibile, è di fatto inaccettabile nell'intento di riaprire una norma di buon senso ormai acquisita, con riferimento soprattutto all'obiettivo di reintrodurre il tema dei politici "riciclati". Hanno preannunciato voto favorevole: per FI, i senatori Damiani, in quanto la norma prevede criteri più elastici e meno rigidi, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica, e Lisei, che ha lodato il proficuo lavoro svolto in Commissione per un intervento chirurgico, precisando che sarà però seguito a breve dalla riforma del TUEL; la senatrice Pucciarelli (LSP), che ha ricordato la necessità di adeguare una normativa che era stata pensata in una particolare congiuntura economica e politica; la senatrice Gelmini (Cd'I) che, pur apprezzando il tentativo di introdurre criteri più elastici per evitare che fisiologici scostamenti minimi nella popolazione residente determinino automaticamente un cambiamento nella composizione del Consiglio regionale, con possibili ripercussioni sull'efficacia delle sue funzioni amministrative e sulla sua stabilità istituzionale, auspica però un ripensamento futuro del sistema elettivo delle Province, il cui funzionamento risulta attualmente problematico, e dunque il superamento della legge Delrio.