Parlamento europeo
La scorsa settimana, dedicata ai lavori delle Commissioni, sono proseguite le audizioni dei ministri competenti sulle priorità del semestre di Presidenza polacca del Consiglio dell'UE, avviate il 23 gennaio scorso (comunicato stampa).
Consiglio dell'UE
Il 18 febbraio si è riunito a Bruxelles il Consiglio "Economia
e finanza".
La Commissione ha presentato la bussola per la competitività e i
ministri hanno svolto un dibattito sull'argomento. Un ulteriore scambio
di opnioni si è svolto sulle conseguenze economiche della guerra in
Ucraina. Il Consiglio ha poi approvato gli orientamenti per il bilancio
2026, due raccomandazioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio
2023, Conclusioni riguardanti la relazione 2025 sul meccanismo di
allerta, il piano strutturale di bilancio di medio termine dell'Ungheria
e le modifiche ai Piani di ripresa e resilienza richieste dalla Lettonia
e dal Belgio. È stato riesaminato e confermato l'elenco delle
giurisdizioni non cooperative nel settore fiscale, comprendente 11 Stati
(Anguilla, Fiji, Guam, Isole Vergini Americane, Palau, Panama, Russia,
Samoa, Samoa Americane, Trinidad e Tobago, Vanuatu). La Presidenza
polacca ha dato conto dello stato dei lavori sulle proposte legislative
in materia di servizi finanziari.
Nel corso dei lavori è stata inoltre approvata definitivamente la
proposta di direttiva per l'introduzione del certificato elettronico
di esenzione dall'IVA, presentata dalla Commissione l'8 luglio
2024 (COM(2024) 278).
La direttiva 2006/112 disciplina le procedure per attestare il diritto
all'esenzione dal pagamento dell'IVA o delle accise con riferimento a
una determinata operazione di cessione di beni o di prestazione di
servizi. Considerando il crescente onere amministrativo e l'assenza di
flessibilità associati al regime di esenzione basato su documenti
cartacei, la proposta è finalizzata a sostituire il certificato
attualmente previsto con un documento elettronico. Sulla proposta,
approvata con la procedura di consultazione, il Parlamento europeo ha
adottato un parere favorevole il 13 novembre scorso. L'atto entrerà in
vigore il 1° luglio 2031 e da quel momento gli Stati membri disporranno
di un periodo transitorio di un anno durante il quale si potranno
utilizzare sia il formato elettronico, sia quello cartaceo (comunicato
stampa).
Accordi interistituzionali (triloghi)
Il 19 febbraio il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto accordi provvisori in merito ai seguenti atti:
- Proposta di direttiva sui rifiuti del settore tessile, presentata dalla Commissione il 5 luglio 2023 (COM(2023) 420). Obiettivo dell'iniziativa è modificare la direttiva quadro sui rifiuti n. 2008/98 per introdurre anche nel settore tessile un regime armonizzato di responsabilità dei produttori estesa all'intero ciclo di vita dei prodotti. Tale sistema, già da tempo operante in altri settori (imballaggi, batterie apparecchiature elettriche ed elettroniche) è funzionale ad una gestione sostenibile dei rifiuti, allo sviluppo della raccolta differenziata, del riutilizzo e del riciclaggio dei prodotti e dei materiali. I pagamenti richiesti ai produttori in regime di responsabilità estesa saranno proporzionati alla prestazioni ambientali dei rispettivi prodotti, secondo il principio di "ecomodulazione". Parlamento europeo e Consiglio hanno adottato i propri mandati negoziali rispettivamente il 13 marzo e il 17 giugno 2024. La proposta dovrà ora essere formalmente approvata in via definitiva dai due colegislatori (comunicati stampa della Commissione, del Parlamento e del Consiglio).
- Proposta di regolamento sull'istituzione dello strumento per le
riforme e la crescita della Moldavia, presentata dalla
Commissione il 9 ottobre 2024 (COM(2024) 469).
Sul modello dei precedenti analoghi piani relativi ai Balcani occidentali e all'Ucraina, si propone un programma di supporto basato su tre pilastri: accelerazione delle riforme socioeconomiche, accesso al mercato unico, assistenza finanziaria. A seguito del conseguimento di progressi nell'attuazione delle riforme, si prevede l'erogazione, nel periodo 2025-2027, di 1.500 milioni di euro a titolo di prestiti agevolati e 285 milioni di sostegno finanziario non rimborsabile. Parlamento e Consiglio hanno adottato i propri mandati negoziali rispettivamente il 17 dicembre e il 12 febbraio. La proposta dovrà ora essere formalmente approvata in via definitiva dai due colegislatori (comunicati stampa della Commissione, del Parlamento e del Consiglio).