Testata
Periodico di informazione
sull'attività parlamentare,
link e segnalazioni

24 febbraio 2025 | Numero 89
Temi e provvedimenti in Senato → Commissioni straordinarie e d'inchiesta
X linkedin email

Commissione d'inchiesta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: protocollo di prevenzione elaborato con il Politecnico di Milano

Sicurezza sul lavoro

Mercoledì 19 febbraio la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro si è riunita per lo svolgimento dell'audizione di rappresentanti delle Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UGL.

Sono intervenuti la dottoressa Maria Rosaria Taranto, Politiche di salute e sicurezza nei posti di lavoro - Area Contrattazione e Mercato del Lavoro di CGIL, il dottor Mattia Pirulli, segretario confederale CISL e il dottor Antonio Ratini, dirigente confederale UGL.

La dottoressa Taranto, il dottor Pirulli e il dottor Ratini hanno svolto una relazione sui contenuti del Protocollo di prevenzione, elaborato dalla Commissione con il Politecnico di Milano, soffermandosi sull'efficacia delle proposte contenute nel protocollo medesimo.

Sono intevenuti per porre quesiti e per svolgere considerazioni il Presidente Magni, nonché le senatrici Camusso e Mancini e il senatore Lombardo, ai quali hanno risposto la dottoressa Taranto, il dottor Pirulli e il dottor Ratini rendendo le precisazioni richieste.

Il Presidente, ringraziando gli auditi, ha dichiarato conclusa l'audizione.

La registrazione dell'audizione è disponibile nell'archivio della WebTV del Senato.

Il Presidente ha inoltre comunicato che nella seduta dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi del 13 febbraio scorso sono stati nominati consulenti della Commissione a tempo parziale e a titolo gratuito il dottor Ivan Duca e il dottor Ernesto Piro.


Diritti umani e psichiatria: le 7 raccomandazioni per il superamento della contenzione meccanica, ambientale e farmacologica

Contenzione meccanica

Giovedì 20 febbraio la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani si è riunita per lo svolgimento dell'audizione di Giovanna Del Giudice, psichiatra, presidente dell'Associazione Conferenza per la Salute mentale nel mondo Franco Basaglia, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani in Italia e nella realtà internazionale.

La dott.ssa Giovanna Del Giudice ha sottolineato innanzitutto che la salute mentale, e la salute in generale, non possono che fondarsi su un approccio basato sui diritti umani. Ha ricordato che non c'è solo la contenzione meccanica, ma anche quella ambientale e farmacologica, ma la contenzione meccanica è quella che più interroga dal punto di vista etico, professionale e giuridico, dal momento che si configura come una condizione di soggezione totale della persona in cura, privata di qualsiasi margine di libertà. Ha raccontato poi del lavoro di quarant'anni svolto nei Dipartimenti di salute mentale italiani - a Trieste dal 1971 per trent'anni, dal 2002 nell'Asl di Aversa della Caserta1 e dal 2006 in quella di Cagliari.

Da tali esperienze emerge che il processo di cura, in particolare nella salute mentale, non può che fondarsi: su relazioni tra persone libere e titolari di diritti, relazioni di reciprocità pur nel rispetto dei differenti ruoli, anche nelle situazioni di maggiore criticità e di allarme; sul principio del primum non nocere, ma anche sulla costante ricerca di un rapporto con la persona con sofferenza, sull'ascolto, sulla promozione del consenso alla cura, sulla rassicurazione; sul farsi carico dell'esistenza sofferente del soggetto inserito nel suo contesto sociale e familiare, come intervento quindi non solo sulla malattia, sui sintomi, ma sulla persona nella sua complessità e nell'attenzione al contesto da cui proviene, agli indicatori sociali di salute; sul tenere insieme competenza ed etica. La contenzione si configura invece come atto di limitazione della libertà personale, lesivo della dignità e dei diritti della persona, che toglie all'altro soggettività, riducendolo a corpo escluso, a cosa. Ma va sottolineato come tale processo di cosificazione ritorna all'operatore che attua la contenzione, togliendogli dignità, umanità, professionalità, quindi determinando alla fine sofferenza e burn out.

Ha esposto le sette raccomandazioni e azioni per il superamento della contenzione, individuate nell'ambito del documento in merito elaborato per il ministero della Salute del 2021. Si tratta di raccomandazioni che necessitano azioni su più piani, nazionale, regionale, locale e rivolte a più soggetti, amministratori, operatori, utenti, familiari, cittadini.

  1. La prima raccomandazione: attivare percorsi di riconoscimento delle pratiche delle libertà personali. Il superamento della contenzione non può se non prendere avvio dal riconoscimento di questa come pratica limitativa delle libertà personali e lesiva dei diritti umani fondamentali, come pratica non terapeutica e dannosa per la salute psicofisica delle persone in cura e degli operatori che la attuano.
  2. La seconda: assumere iniziative per conoscere e monitorare la contenzione.
  3. La terza raccomandazione è di garantire le attività di formazione a tutte le operatrici e gli operatori, in riferimento formazione universitaria e all'aggiornamento continuo.
  4. La quarta raccomandazione è di rispettare i diritti e la dignità delle persone.
  5. La quinta: organizzare servizi di salute mentale integrati, inclusivi e radicati nel territorio.
  6. La sesta: garantire la qualità dei luoghi di cura e l'attraversabilità dei servizi. Si parla della qualità dei servizi rispetto agli habitat, ai rapporti, tra operatori e utenti, familiari, ai trattamenti, al clima.
  7. L'ultima raccomandazione è di promuovere il lavoro di gruppo e il lavoro in rete. Centrale nei servizi della salute mentale, in particolare nel confronto con le situazioni più complesse, a rischio di esclusione o di comportamenti aggressivi, è il lavoro di équipe quale lavoro collettivo, non solo di compresenza di operatori con formazione differenziata, ma di confronto e lavoro comune per la decodificazione dei bisogni, la presa in carico globale della persona, la promozione di un progetto individuale terapeutico riabilitativo, la condivisione di responsabilità, l'uscita dell'operatore dalla solitudine.

Ha quindi preso la parola il senatore Sensi, che ha chiesto quale sia la contenzione più utilizzata tra la meccanica, la farmacologica e quella ambientale, con le porte chiuse nei servizi, e quali suggerimenti dare alla Commissione per l'attività di indagine in corso.

La senatrice Pellegrino ha sottolineato l'importanza della diagnosi precoce per limitare il ricorso a tale pratica.

La senatrice Zampa, ringraziando Giovanna Del Giudice per aver redatto il documento del ministero della Salute del 2021, ha sottolineato la priorità del rispetto dei diritti umani sempre, anche nell'approccio alla cura.

A tutti ha risposto la dott.ssa Giovanna Del Giudice, evidenziando che la contenzione meccanica è la pratica che più preoccupa e che spesso è associata a quella farmacologica e che bisogna guardare anche agli altri ambiti dove si lega, come le residenze per anziani e i Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Ha sottolineato l'importanza di monitorare la pratica, non solo nel numero, ma anche nella durata degli atti di contenzione e di agire per cambiare sul piano culturale l'approccio in merito a quelle situazioni in cui oggi, ancora, si ricorre alla contenzione.

Il presidente Guidi ha infine ringraziato Giovanna Del Giudice e i senatori presenti e dichiarato conclusa l'audizione.

La registrazione dell’audizione è disponibile nell'archivio della WebTV del Senato.