Nella seduta del 22 gennaio l'Assemblea del Senato ha approvato, con 123 voti favorevoli, 25 contrari e un'astensione, il ddl n. 1335 di conversione del decreto-legge in materia di cessione di mezzi militari all'Ucraina. Il disegno di legge è quindi passato all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 dicembre, prolunga fino al 31 dicembre 2025 la vigenza delle disposizioni previste dalla legge n. 28/2022, che autorizzano la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, in linea con gli impegni assunti da Italia in ambito internazionale. Le forniture sono a titolo non oneroso, con un parziale rimborso tramite i fondi europei.
L'esame in sede referente
La proposta è stata incardinata dalla 3a Commissione l'8 gennaio con la relazione del senatore Menia (FdI). Il 14 gennaio sono stati pubblicati gli emendamenti presentati e i senatori Magni (AVS) e Marton (M5S) hanno illustrato le proposte di modifica di iniziativa dei rispettivi Gruppi. Il relatore Menia e il ministro Crosetto hanno espresso parere contrario su tutti gli emendamenti, che sono stati respinti con distinte votazioni. La Commissione ha quindi conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sull'approvazione del disegno di legge.
La discussione in Assemblea
Il 21 gennaio il relatore Menia ha illustrato il disegno di legge all'Assemblea. Hanno preso parte alla discussione generale i senatori Casini, Tatjana Rojc (PD), Claudio Borghi (LSP), Ester Mieli, Barcaiuolo (FdI) e Magni (AVS). Il Sottosegretario agli affari esteri Perego di Cremnago ha ricordato i sacrifici degli americani durante lo sbarco di Anzio e ribadito il dovere morale dell'Italia di difendere i suoi valori, sostenendo l'Ucraina contro l'invasione russa. Sono quindi iniziate le dichiarazioni di voto, con gli interventi a favore del provvedimento dei senatori Dreosto (LSP), secondo cui è necessario proteggere le infrastrutture strategiche nazionali, sostenere le imprese e garantire la sicurezza energetica e Spagnolli (Aut), che ha ribadito con forza l'importanza di perseguire la pace, poiché le atrocità contro i civili sono inaccettabili e contrarie ai valori delle democrazie occidentali.
Il 22 gennaio le dichiarazioni di voto si sono concluse con gli interventi, a favore del provvedimento, dei senatori Scalfarotto (IV), Lombardo (Az), Giovanna Petrenga (Cd'I), Stefania Craxi (FI-BP), Alfieri (PD) e Terzi di Sant'Agata (FdI). I senatori Magni (AVS) e Marton (M5S) hanno dichiarato un voto contrario alla proroga sull'invio di armi, considerandola incoerente e priva di prospettive di pace, ribadendo la necessità di intraprendere negoziati concreti.