Nove milioni di aziende agricole, il 64% delle quali è di piccole dimensioni (sotto i 5 ettari). Solo il 6% dei conduttori di aziende agricole ha meno di 35 anni. Questi e molti altri dati del censimento agricolo 2020 sono contenuti nella nuova pubblicazione di Eurostat "A look at European farms - agricultural census results", disponibile nel sito Eurostat a partire dal 7 gennaio.
Il censimento viene effettuato ogni 10 anni nei 27 Paesi dell'UE
e in alcuni Paesi EFTA (European Free Trade Association: Svizzera,
Liechtenstein, Islanda e Norvegia). La pubblicazione rappresenta una fonte certificata
per chiunque sia alla ricerca di dati essenziali sulle aziende agricole
europee e sulle persone che vi lavorano.
Utilizzando visualizzazioni, grafici e mappe, presenta una panoramica
di un'ampia gamma di argomenti sul settore agricolo europeo.
Il censimento agricolo 2020 ha raccolto circa 300 variabili, che riguardano le caratteristiche generali delle aziende agricole e degli agricoltori, i terreni, il bestiame, la manodopera agricola etc. All'interno di ciascuno di questi aspetti generali, è disponibile una notevole quantità di dati, tra cui le dimensioni delle aziende agricole, il numero di persone che vi lavorano, la loro età e il loro sesso, il livello di formazione dei dirigenti agricoli.
Vediamo qualche dato. Il maggior numero di aziende si trova in Romania,
il 32% dell'intera UE. Seguono Polonia (14%), Italia (12%), Spagna (10%) e
Grecia (6%).
I lavoratori impegnati nelle fattorie sono 13 milioni 148 mila,
l'82% dei quali lavorano nell'azienda di famiglia.
Tra i responsabili di aziende, gli uomini sono in netta maggioranza:
il 68% contro il 32% di donne.
Come già accennato, il 64% delle fattorie dispone di terreni sotto
i 5 ettari; il 12% tra i 5 e i 9,9 ettari; solo il 4% dispone
di terreni di 100 o più ettari.
La concentrazione maggiore di piccole aziende è a Malta, dove
rappresenta il 79%; all'opposto, in Finlandia è pari a zero.
E' molto bassa la percentuale di piccole aziende in Francia, dove
è pari all'1%; nel nostro Paese rappresenta l'11%.
Per quanto riguarda le tipologie di aziende: circa 5 milioni si dedicano alle colture, 1 milione e 300 mila all'allevamento di bestiame da pascolo, 1 milione 100 mila sono di tipo "misto" (colture e allevamento), 700 mila allevano maiali pollame e conigli.
Nell'allevamento, tra il 2010 e il 2020, la maggior parte dei paesi UE ha registrato una perdita di capi. L'Italia è, insieme a Belgio e Olanda, uno dei paesi con una flessione contenuta sotto il 5%. All'opposto, la Croazia arriva a registrare una perdita quasi del 35%, l'Ungheria del 27% circa. Gli unici paesi a registrare un aumento sono Spagna (più del 10%), Irlanda, Grecia, Portogallo e Cipro.