La diffusione del lavoro da casa durante la pandemia da Covid-19 ha cambiato radicalmente il modo in cui organizziamo la nostra vita, non solo professionale.
All'argomento è dedicato un articolo del blog della Banca centrale europea,
pubblicato l'8 gennaio. Si tratta di un saggio
presentato al
Premio per giovani economisti 2024 della BCE,
e selezionato tra i finalisti.
Le candidature per il Premio 2025 saranno aperte dal 13 gennaio
al 12 febbraio 2025.
Il lavoro da casa (WFH - working from home) è ormai pratica diffusa. Il post pubblicato dal blog della BCE esamina la situazione di Londra e mostra come il cambiamento nei modelli di lavoro abbia avuto effetti significativi sul mercato immobiliare, contribuendo però ad aumentare le disuguaglianze tra i lavoratori.
A partire dall'inizio della pandemia Covid-19 e con l'aumento
della WFH, gli immobili situati più lontano dal centro città
e le case più grandi hanno registrato gli aumenti più rapidi.
Il grafico mostra le variazioni dei prezzi delle case
(pannello di sinistra) e degli affitti (pannello di destra)
in funzione della distanza dal centro città.
Ogni punto rappresenta una delle autorità locali di Londra
(Camden, Hackney, ecc.).
Si osserva una chiara relazione
positiva tra la crescita dei prezzi delle case
e degli affitti dal 2019 al 2022, da un lato, e la distanza
dal centro città, dall'altro.
Il prezzo medio degli immobili situati nel centro di Londra
è diminuito dell'1%, mentre i prezzi degli immobili situati
in periferia sono aumentati in media del 13%.
E' stato osservato anche che le proprietà più grandi si sono apprezzate più rapidamente dopo l'aumento del lavoro a distanza. Ad esempio, tra febbraio 2020 e giugno 2022, il prezzo medio delle case grandi (5 o più stanze) è aumentato del 20%, mentre quello delle case piccole (monolocali o bilocali) è diminuito dell'1%.
Nel mercato delle case di proprietà, il premio di spazio è cresciuto del 5%. Passare da una casa di 86 metri quadrati (la media statistica) a una di 102 metri quadrati comporta un premio di dimensione di 79.000 sterline prima di febbraio 2020 e di 83.000 sterline dopo.
Questo cambiamento nelle preferenze abitative ha conseguenze
dirette anche per i lavoratori che svolgono professioni
che non consentono di lavorare a distanza. Questi ultimi,
che in genere si trovano nella parte bassa della distribuzione
del reddito, tendono ad affittare
o a possedere proprietà più economiche in periferia.
Il loro tasso di proprietà dell'abitazione è infatti diminuito
di quattro punti percentuali, con un calo concentrato
nei sobborghi.
Il lavoro a distanza rischia quindi di esasperare
la disuguaglianza tra le occupazioni.
Ad esempio, nell'economia di base del modello,
la "ricchezza abitativa" di coloro che sono in grado
di svolgere regolarmente il lavoro a distanza
è circa il doppio rispetto a coloro che non possono farlo,
mentre sale a 2,5 volte dopo l'aumento del lavoro a distanza.
Crescita del valore degli immobili
in funzione della distanza dal centro di Londra:
ogni punto rappresenta una delle autorità locali (ad esempio Camden
o Hackney). L'asse delle ascisse mostra le variazioni
dei prezzi medi delle case e degli affitti
tra l'anno precedente al COVID e l'ultimo anno
di dati disponibili (da luglio 2021 a giugno 2022
per i prezzi delle case e da gennaio a dicembre 2021 per gli affitti).
L'asse delle ordinate rappresenta il logaritmo delle
distanze medie delle autorità locali dalla Banca d'Inghilterra.
E' stato escluso il top 1% dei prezzi delle case,
degli affitti e delle dimensioni (in metri quadrati).
Fonte: Blog della Banca centrale europea.