La scorsa settimana la 5a Commissione è stata impegnata con l'esame in sede consultiva di disegni di legge e di profili finanziari di atti del Governo.
Anche nelle convocazioni della 5a Commissione di questa settimana, è prevista attività in sede consultiva.
La settimana scorsa la 6a Commissione ha svolto le seguenti attività:
- Seguito e conclusione dell'esame, in Commissioni riunite con la 10a,
dell'Atto del Governo n.
235, schema di decreto del Presidente del Consiglio in materia
di revisione delle modalità di determinazione dell'indicatore
della situazione economica equivalente (ISEE), avviato il 28
novembre con la relazione della relatrice per la 6a Commissione
Tubetti (FdI) anche a nome della correlatrice della 10a Commissione
Ternullo (FI).
L'atto è volto ad aggiornare il testo del regolamento in oggetto, disciplinato dal dpcm 159/2013, alla innovazioni recentemente introdotte da varie fonti normative. In particolare si recepiscono, tra le altre, le disposizioni del decreto-legge 42/2016, che escludono dai redditi rilevanti ai fini ISEE i trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari esenti ai fini IRPEF, percepiti in ragione di disabilità. L'atto modifica inoltre il testo del regolamento, integrando le disposizioni di rango legislativo che hanno previsto l'esclusione nella determinazione dell'ISEE, fino al valore complessivo di 50.000 euro, di titoli di Stato e prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato. Il 4 dicembre si è svolta la discussione generale, quindi la relatrice Tubetti ha prennunciato la predisposizione di una proposta di parere incentrata sulle possibili modifiche del Regolamento, tenendo conto del tavolo tecnico previsto dall'intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni e Conferenza unificata.
Nella seduta del 10 dicembre la relatrice Tubetti, anche a nome della relatrice Ternullo, ha illustrato una proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato al resoconto. Sono intervenuti, preannunciando il voto contrario dei rispettivi Gruppi, i senatori Furlan (PD), che ha espresso riserve in merito alla disposizione volta ad escludere i titoli del debito pubblico fino a 50 mila euro ai fini della determinazione dell'ISEE, e Turco (M5S), che ha ribadito la preoccupazione per la riduzione delle risorse assegnate agli enti locali. Il senatore Magni (AVS) ha evidenziato il rischio che ciascun ente determini regole e requisiti per l'accesso ai servizi erogati e il senatore Garavaglia (LSP) ha fatto presente che l'esclusione dall'ISEE dei titoli di stato fino a 50 mila euro era già scontata nei saldi di finanza pubblica, essendo stata introdotta dalla legge di bilancio per il 2024. Quindi la Commissione ha approvato la proposta di parere favorevole con osservazioni. - Avvio dell'esame dell'Atto del Governo n.
237, schema di decreto legislativo recante revisione delle
disposizioni in materia di accise.
Il provvedimento, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre, introduce il sistema di qualificazione dei soggetti obbligati accreditati (SOAC), che consentirà agli operatori selezionati di accedere a vari benefici sotto il profilo dell'esonero dalle cauzioni sul pagamento delle imposte e in termini di riduzione di oneri amministrativi. Per quanto riguarda le accise sul gas naturale e sull'energia elettrica è previsto il superamento dell’attuale meccanismo dell'acconto storico in favore di un sistema basato su acconti mensili commisurati a quanto effettivamente fatturato. Ulteriori semplificazioni sono disposte con riferimento alla vendita di prodotti alcolici, oli lubrificanti, prodotti da fumo e tabacchi lavorati.
Nella seduta dell'11 dicembre, il senatore Trevisi (FI-BP) ha illustrato il provvedimento in titolo, ricordando che la scadenza del termine per l'espressione del parere è fissata al 2 gennaio 2025. Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute plenarie di martedì 17 alle 14,45 e giovedì 19 alle 9,30. - Seguito dell'esame della proposta di risoluzione n.
7-00016 sul funzionamento del fondo di garanzia per le
piccole e medie imprese, avviato il 23
ottobre. Presentata dal Presidente Garavaglia (LSP), la proposta
impegna il Governo ad assicurare che l'operatività del fondo di
garanzia per le PMI presti particolare attenzione al rischio di calo
del credito nei confronti dei comparti più vulnerabili, eventualmente
tramite la definizione di aliquote di garanzie maggiori per le
microimprese e per quelle operanti nel Mezzogiorno, oltre a fornire
dati trasparenti sull'uso delle risorse da parte sia del fondo
centrale di garanzia che di SACE, nonché a comparare impatti e costi
per le imprese derivanti dall'uso sia della garanzia diretta che della
controgaranzia. Il 19 novembre l'esame è stato rinviato per consentire
al Ministero ulteriori approfondimenti in merito alle implicazioni
della proposta di risoluzione sulla legge di bilancio, attualmente
all'esame della Camera dei deputati.
Nella seduta dell'11 dicembre, il Presidente Garavaglia ha introdotto l'intervento del sottosegretario di Stato per le imprese e il made in Italy Bitonci circa l'andamento e la gestione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Il sottosegretario con delega a tale Fondo ne ha illustrato il funzionamento, soffermandosi sull'erogazione di finanziamenti nonché sulle intenzioni del Governo di riformare il settore dei Confidi, consorzi che offrono con cogaranzie e controgaranzie, puntando a mantenere entro 5 milioni l'importo massimo della garanzia e ad eliminare le commissioni previste per il sistema. Ha inoltre illustrato gli emendamenti in corso di approvazione presso la Camera dei deputati alla legge di bilancio, orientati a semplificare gli adempimenti ed ampliare l'operatività della garanzia anche per quanto riguarda la temporanea difficoltà di liquidità. Il sottosegretario ha infine espresso una valutazione positiva della risoluzione in oggetto che affronta tali tematiche, riservandosi, d'intesa con il MEF, di proporre alla Commissione alcune riformulazioni. Nel seguente dibattito, sono intervenuti i senatori Salvitti (CdI), esprimendo soddisfazione per gli indirizzi preannunciati, Turco (M5S), suggerendo l'introduzione di una soglia per il credito offerto alle imprese in difficoltà da parte delle banche, Orsomarso (FdI), ricordando come anche l'istituzione della Commissione di inchiesta sul sistema bancario possa costituire un valido strumento d'analisi dello stato di salute del settore bancario e del credito alle imprese, e Tajani (PD), auspicando che nella riforma delineata sia ricompreso il fondo rotativo che ha consentito ai Comuni di sostenere iniziative economiche nelle aree urbane disagiate. Intervenendo in replica, il sottosegretario Bitonci ha sottolineato l'opportunità di orientare il Fondo di Garanzia gestito dal Mediocredito verso il sistema delle Regioni, per superare l'attuale frammentazione degli interventi in favore di criteri di erogazione delle risorse più omogeni, condividendo altresì la preoccupazione per il fenomeno della cosiddetta "desertificazione bancaria", soprattutto nelle aree interne, alla quale cerca di far fronte l'attivismo di Banco Poste. Il Presidente Garavaglia, nel ringraziare il sottosegretario per l'intervento, ha quindi rinviato il seguito dell'esame, che è previsto questa settimana nelle sedute plenarie di martedì 17 alle 14,45 e giovedì 19 alle 9,30.
Nelle convocazioni della 6a Commissione di questa settimana sono inoltre previste le seguenti attività:
- Seguito dell'esame, in Commissioni riunite con la 2a, dell'Atto del
Governo n.
227, schema di decreto legislativo sui trasferimenti di
fondi e cripto-attività, avviato il 27
novembre con la relazione della senatrice Tubetti (FdI).
In attuazione del regolamento UE 2023/1113, il provvedimento introduce modifiche al decreto antiriciclaggio n. 231/2007 e alla legge n. 167/1990 sulla rilevazione fiscale dei trasferimenti da e per l'estero di denaro, titoli e valori. Si prevede, tra l'altro, l'adeguamento della definizione di prestatore di servizi per le cripto-attività e si include tale categoria di operatori nell'ambito degli intermediari bancari e finanziari, rendendola di conseguenza soggetta alla vigilanza della Banca d'Italia, ai controlli antiriciclaggio del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza nonché agli obblighi di trasmissione di informazioni all'Unità di informazione finanziaria per l'Italia e a quelli disciplinati dalle norme in materia di analisi e valutazione del rischio. - Audizioni informali nell'ambito dell'esame in sede redigente del ddl
n.
136 recante riforma in materia di costituzione e
funzionamento dell'aggregazione bancaria cooperativa, avviato il
2
ottobre con la relazione del senatore Croatti (M5S).
La proposta mira a salvaguardare la diversità del modello di business delle banche di credito cooperativo (BCC), riformandone il quadro giuridico per superare alcune criticità e rigidità della disciplina vigente. Allo stesso tempo, punta ad adeguare la riforma del credito cooperativo introdotta nel 2016 all'evoluzione dell'ordinamento europeo, introducendo strumenti organizzativi più aderenti alle specifiche dimensioni, attività svolte e rischi sostenuti. Tra questi, il modello dell'«aggregazione bancaria cooperativa» che, ove scelto dalle BCC, permetterebbe di conservare i presidi di stabilità del sistema e, allo stesso tempo, di evitare l'applicazione della disciplina prevista per le banche significative, con vantaggi in termini di riduzioni di costi, di regolamenti e di miglioramenti dell'efficienza.