Le multinazionali sono sempre più abili ad utilizzare complesse strategie per ridurre il proprio carico fiscale, sfruttando lacune e asimmetrie dei diversi regimi nazionali, attuando così una forma dannosa di elusione dell'imposta sulle società. È quanto si legge nel sito della Corte dei conti europea che dedica una relazione speciale al tema della lotta ai regimi fiscali dannosi e all'elusione dell'imposta sulle società. La relazione è stata resa nota il 28 novembre.
Una pianificazione fiscale aggressiva - afferma la Corte - può dar luogo nell'UE a una concorrenza sleale tra le imprese e a condizioni di disparità tra gli Stati membri. Questi ultimi potrebbero subire ingenti perdite di gettito fiscale, con i contribuenti dei Paesi danneggiati che finiscono per compensare le entrate mancanti pagando imposte più elevate.
L'UE, nei limiti della proprie ridotte competenze nel settore dell'imposizione diretta, ha adottato un quadro giuridico e utilizza strumenti di sostegno come prima linea di difesa contro le pratiche fiscali dannose a carattere sistemico. La Corte ha tuttavia rilevato carenze nell'attuazione della normativa e riscontrato l'assenza di un quadro comune di monitoraggio della performance a livello nazionale e dell'UE. Suggerisce quindi in che modo migliorare la sorveglianza della Commissione e colmare le lacune esistenti.
«In presenza di regimi fiscali dannosi e di pratiche di elusione dell'imposta sulle società, è molto difficile far pagare le tasse là dove vengono generati i profitti», ha dichiarato Ildikó Gáll-Pelcz, il componente della Corte responsabile della relazione. «La Commissione, avvalendosi dei limitati poteri di cui dispone in questo ambito, dovrebbe colmare le lacune esistenti, sviluppare orientamenti per i paesi UE tali da assicurare un fronte unito contro le pratiche fiscali dannose, nonché promuovere un sistema comune di monitoraggio della performance».
Come è noto, la Commissione UE si occupa prevalentemente di monitoraggio, coordinamento, armonizzazione e controllo sull'attuazione del diritto UE. Stando alla relazione annuale stilata da tale istituzione nel 2024 sulla fiscalità, il mancato gettito fiscale dell'UE riconducibile al trasferimento degli utili come strategia di pianificazione fiscale aggressiva potrebbe raggiungere i 100 miliardi di euro all'anno.
Gli auditor della Corte hanno esaminato come la Commissione ha impostato
la direttiva sull'elusione fiscale, la 5a modifica della direttiva
relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale (DAC 6)
e la direttiva sui meccanismi di risoluzione delle controversie
in materia fiscale, nonché come tali atti giuridici siano stati
applicati da Irlanda, Cipro, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi
tra il 2019 e il 2023.
L'audit non ha riguardato gli aiuti di Stato alle imprese e
gli accordi bilaterali specifici tra imprese e governi,
che costituiscono un altro nodo cruciale delle pratiche fiscali dannose.
Numero di regimi fiscali notificati al gruppo "Codice di condotta" per Stato membro (1998-2023)
Fonte: Corte dei conti europea, sulla base di
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