Il voto del 2 giugno
Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono per scegliere tra monarchia e repubblica. Nello stesso giorno si svolsero anche le elezioni per l’Assemblea Costituente, incaricata di elaborare la nuova Carta fondamentale dello Stato.
Senato Della Repubblica
Il Senato celebra gli 80 anni della Repubblica Italiana
Contesto storico
Il 2 giugno 1946 il popolo italiano fu chiamato a scegliere la forma istituzionale dello Stato e, nello stesso giorno, a eleggere l’Assemblea Costituente. Da quel voto nacquero la Repubblica e il percorso che avrebbe portato alla Costituzione.
Nei mesi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943, con l’Italia divisa dalla guerra e dall’occupazione tedesca, le forze politiche antifasciste riunite nel Comitato di Liberazione Nazionale affrontarono la questione dell’assetto istituzionale del Paese. La scelta tra monarchia e repubblica fu rinviata a una consultazione popolare da tenersi dopo la fine della guerra.
Il decreto luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944 tracciò il quadro della transizione, stabilendo che, dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali sarebbero state scelte dal popolo italiano attraverso l’elezione di un’Assemblea Costituente.
Con il decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946 fu poi stabilito che, contemporaneamente alle elezioni per l’Assemblea Costituente, il popolo sarebbe stato chiamato a decidere mediante referendum sulla forma istituzionale dello Stato: Repubblica o Monarchia.
I comizi elettorali furono convocati con il decreto luogotenenziale n. 99 del 16 marzo 1946 , relativo al referendum sulla forma istituzionale dello Stato e all’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente.
Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono per scegliere tra monarchia e repubblica. Nello stesso giorno si svolsero anche le elezioni per l’Assemblea Costituente, incaricata di elaborare la nuova Carta fondamentale dello Stato.
Dopo la consultazione, le schede del referendum furono trasmesse alla Corte di Cassazione per le operazioni di verifica e proclamazione dei risultati. La Repubblica prevalse con 12.718.641 voti, contro i 10.718.502 ottenuti dalla Monarchia.
I dati completi sono disponibili nel sito Eligendo del Ministero dell’Interno .
L’Assemblea Costituente fu eletta a suffragio universale, con voto diretto, libero e segreto, secondo il decreto legislativo luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74.
Alle elezioni parteciparono anche le donne, cui il diritto di voto attivo e passivo era stato riconosciuto nel 1945 e che si erano già recate alle urne per le elezioni amministrative del marzo 1946.
Con la legge 27 maggio 1949, n. 260, il giorno 2 giugno, data di fondazione della Repubblica, fu dichiarato festa nazionale.
Il testo della legge è consultabile su Normattiva .
«Mai nella storia è avvenuto, né mai ancora avverrà che una repubblica sia stata proclamata per libera scelta di popolo mentre era ancora sul trono il Re»
L’Archivio storico del Senato conserva il fascicolo della presentazione e dell’iter del disegno di legge “Disposizioni in materia di ricorrenze festive”, presentato al Senato dal quinto Governo De Gasperi nella seduta del 17 settembre 1948, durante la Prima Legislatura.
Sono disponibili il ddl n. 75 e il fascicolo in formato PDF .
Nella seduta del 18 luglio 1952, il senatore Macrelli comunicò all’Assemblea la decisione del Senato di collocare nell’Aula una targa dedicata al referendum del 2 giugno 1946.
«MACRELLI. Onorevoli colleghi, questa mattina il Senato ha deliberato che in quest'Aula sia posta una targa che ricordi il referendum del 2 giugno 1946, data che significa per noi la proclamazione della Repubblica italiana. L'ordine del giorno votato diceva anche che si dovesse dare comunicazione in pubblica assemblea di questa decisione ed io adempio a questo ufficio nella sicurezza di trovare ancora attorno alla proposta il consenso unanime del Senato della Repubblica italiana. (Vivi applausi da tutti i settori).».
Dal resoconto stenografico della seduta pomeridiana di venerdì 18 luglio 1952
Dalle raccolte della Biblioteca del Senato
Le prime pagine dei quotidiani restituiscono il clima della consultazione: attesa, partecipazione e consapevolezza del carattere decisivo del voto.
Informazioni al pubblico
In occasione delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, Palazzo Madama sarà aperto al pubblico dal 30 maggio al 2 giugno. Negli stessi giorni sarà visitabile anche la Sala Capitolare di Palazzo della Minerva, dove è esposto il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio.
Apertura straordinaria al pubblico con percorso di visita nelle sale di Palazzo Madama.
Sala Capitolare · esposizione del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio .
La Sala Enrico De Nicola sarà dedicata alla Costituzione e ospiterà le opere realizzate per l’occasione da Federico Pietrella e Cristiano Pintaldi.
Insieme alle due opere saranno esposti le copie, cosiddette 1 di 1, dei tre esemplari originali della Costituzione e l’esemplare della Gazzetta Ufficiale n. 298 del 27 dicembre 1947.
Le opere saranno visibili dal termine della cerimonia inaugurale del 1° giugno e nella giornata del 2 giugno, secondo le modalità previste dal percorso di visita.
La Sala del Risorgimento sarà dedicata allo Statuto albertino, in un dialogo ideale tra il Regno d’Italia e la Repubblica.
La copia dello Statuto, custodito dall’Archivio di Stato di Torino, sarà esposta tra i ritratti di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.
Palazzo Madama
Nell’ambito delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha inaugurato, lunedì 1° giugno, la nuova Sala Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, poi Presidente del Senato e Presidente della Corte costituzionale, e ha presentato il percorso che mette in dialogo arte contemporanea, documenti costituzionali e memoria risorgimentale.
Il nuovo allestimento accoglie le opere realizzate per l’occasione da Federico Pietrella e Cristiano Pintaldi, dedicate a due momenti centrali della storia della Carta: la consegna del testo della Costituzione a De Nicola, il 23 dicembre 1947, e la firma della Costituzione a Palazzo Giustiniani, il 27 dicembre 1947.
Nella Sala Enrico De Nicola sono esposte anche le copie, cosiddette 1 di 1, dei tre esemplari originali della Costituzione, custoditi rispettivamente al Palazzo del Quirinale, alla Camera dei deputati e all’Archivio centrale dello Stato, insieme all’esemplare della Gazzetta Ufficiale recante le firme autografe di Enrico De Nicola, Umberto Terracini, Alcide De Gasperi e Giuseppe Grassi.
Il percorso consente così di mettere a confronto gli originali della Carta costituzionale e il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, evidenziando le differenze tipografiche, di punteggiatura e testuali emerse negli studi documentari, tra cui la nota variante dell’articolo 107.
Accanto alla nuova Sala Enrico De Nicola, il percorso comprende anche la Sala del Risorgimento, riallestita per richiamare il passaggio dallo Statuto albertino alla Costituzione repubblicana. Un facsimile dello Statuto, custodito dall’Archivio di Stato di Torino, è esposto tra i ritratti di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.
Visibilità del percorso: la Sala Enrico De Nicola sarà visitabile dal termine della cerimonia inaugurale del 1° giugno e nella giornata del 2 giugno, secondo le modalità previste dal percorso di visita di Palazzo Madama.
Un percorso tra la nascita della Costituzione repubblicana, la memoria dello Statuto albertino e i linguaggi dell’arte contemporanea.
Arte contemporanea e memoria costituzionale
In occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica, il Senato presenta due opere realizzate da Federico Pietrella e Cristiano Pintaldi, dedicate a due momenti centrali della storia della Carta costituzionale: la consegna del testo al Presidente Enrico De Nicola, il 23 dicembre 1947, e la firma della Costituzione a Palazzo Giustiniani, il 27 dicembre 1947.
Nell’opera composta con i timbri datari, Federico Pietrella intreccia i giorni del proprio lavoro con alcune ricorrenze centrali della storia repubblicana e costituzionale italiana.
Federico Pietrella costruisce l’immagine attraverso il tempo. Il quadro nasce dalla sovrapposizione dei timbri datari, nei quali compare la data del giorno in cui l’artista lavora. Dove le impronte restano leggibili, la superficie conserva quindi la traccia precisa delle giornate di lavoro e del processo che ha generato l’opera.
Nel caso dell’opera realizzata per il Senato, alle date del lavoro si affiancano ricorrenze storiche legate alla Repubblica e alla Costituzione. La tecnica del timbro, fondata sul deposito progressivo dei segni e sull’impossibilità di cancellare, richiama la direzione irreversibile del tempo, un procedere in avanti che trasforma la data in materia pittorica e in memoria.
Cristiano Pintaldi lavora invece sulla logica dello schermo televisivo: rosso, verde e blu su fondo nero, come nei pixel che compongono l’immagine elettronica. Il verde e il rosso si mescolano con il risultante bianco, evocando la bandiera italiana, mentre il blu richiama quella dell'Unione Europea. La fotografia storica, apparentemente in bianco e nero se osservata da lontano, da vicino rivela la propria struttura cromatica, fatta di punti luminosi e di scomposizione visiva.
Nel suo metodo il bozzetto non è solo uno studio preparatorio, ma una vera struttura di progetto che guida il passaggio dei tre colori, il registro delle maschere e la ricomposizione finale dell’immagine. Attraverso un linguaggio legato al video e alla percezione contemporanea, Pintaldi riporta nel presente un’immagine d’archivio legata alla nascita della Costituzione.
In questo dialogo tra archivio e tecnica, le immagini della firma della Carta non sono soltanto riprodotte: diventano un modo per rinnovare, con linguaggi diversi, il legame con i principi fondativi della Repubblica.
Federico Pietrella nasce a Roma nel 1973 e si forma presso l’Accademia di Belle Arti della città. Dopo gli esordi legati alla pittura figurativa, sviluppa una ricerca personale fondata sull’uso del timbro datario come unico strumento creativo, tecnica che lo rende riconoscibile a livello internazionale. Trasferitosi a Berlino nei primi anni Duemila, entra in contatto con il panorama artistico europeo, consolidando il proprio linguaggio visivo basato sulla stratificazione del tempo e della memoria.
I suoi lavori sono stati esposti in numerosi spazi, in Italia e all’estero, tra i quali l’Ambasciata italiana a Berlino, il MART di Rovereto, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, Gertrude Contemporary Art Spaces a Melbourne, la Stadtgalerie di Kiel, il Künstlerhaus di Graz, lo ZKM Museum a Karlsruhe, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Cristiano Pintaldi nasce nel 1970 a Roma, dove cresce in una famiglia di pubblicitari appassionati d’arte. Dal 1991 comincia a usare solo i tre colori primari, rosso, verde e blu, su uno sfondo nero, accostandoli nello stesso modo in cui i pixel si dispongono per dare vita all’immagine sullo schermo televisivo.
I soggetti scelti, tratti dalla cultura popolare, dai programmi televisivi, dai cartoni animati, dai film cult di fantascienza e dai film di Kubrick, sono così scomposti in pixel. Le sue opere sono state acquisite nelle collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli, del MART, della collezione VAF – Stiftung di Trento, del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, e sono state esposte su palcoscenici internazionali da Singapore a Londra, fino a un evento collaterale della Biennale di Venezia.
Documenti esposti
Il percorso documentario mette in dialogo lo Statuto albertino, gli stampati originali della Costituzione e la pubblicazione della Carta nella Gazzetta Ufficiale, raccontando il passaggio dalla storia costituzionale del Regno d’Italia alla Repubblica.
Lo Statuto albertino fu concesso da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848, “con lealtà di Re e con affetto di padre”, come recita il preambolo. Sopravvisse alla restaurazione dell’ordine assolutistico e divenne punto di riferimento per liberali e patrioti.
Dopo aver accompagnato il processo di unificazione nazionale e cento anni di storia italiana, rimase in vigore fino all’approvazione della Costituzione repubblicana. Nella Sala del Risorgimento è esposta la copia certificata conforme all’originale dello Statuto albertino, in italiano e francese, proveniente dall’Archivio di Stato di Torino, sotto il quadro che effigia Carlo Alberto.
Il 23 dicembre 1947 l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Costituente portò al Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola la copia, fresca di stampa, del testo della Costituzione approvato in via definitiva il giorno precedente.
I tre esemplari sottoposti alla promulgazione furono prodotti come originali paralleli e firmati, il 27 dicembre 1947, da Enrico De Nicola, Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente, e Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio, con la controfirma del Ministro Guardasigilli Giuseppe Grassi.
In mostra sono esposte le copie cosiddette 1 di 1 dei tre stampati originali, oggi custoditi presso l’Archivio centrale dello Stato, il Quirinale e la Camera dei deputati. Affiancando i tre testi è agevole trovare conferma di quanto rilevato da Andrea Carboni e Matteo Caporale in Rassegna parlamentare del 2021 e sulla Rivista della Corte dei conti nel 2022: la migliore accessibilità dei testi - da quando l’originale trasmesso dal Guardasigilli all’Archivio centrale dello Stato è stato utilizzato per le successive edizioni anastatiche della Costituzione - ha fatto emergere il problema delle discrasie col testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 1947 e con la Raccolta Ufficiale di leggi e decreti della Repubblica.
La Costituzione fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria del 27 dicembre 1947. Lo studio dei citati dipendenti del Senato, pubblicato anche dalla newsletter dell’Archivio storico del Senato, ha tra l’altro evidenziato come alcuni brevi sintagmi dell’articolo 13 e dell’articolo 39 fossero stampati in Gazzetta in modo diverso dai tre testi firmati il 27 dicembre 1947 a Palazzo Giustiniani: la perfetta aderenza del testo fidefacente alla forma dei tre originali, esattamente identici tra loro, è stata da allora segnalata problematicamente anche dalla dottrina giuridica.
La copia del testo pubblicato nella Raccolta Ufficiale di leggi e decreti della Repubblica fu depositata, secondo la XVIII disposizione finale della Costituzione, nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per tutto il 1948, affinché ogni cittadino potesse prenderne conoscenza.
L’esemplare è custodito dall’Università di Lecce e fa parte del Fondo Grassi condiviso tra il Senato della Repubblica e l’Ateneo del Salento
In un caso, però, l’errore fu scoperto. La copia della Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 1947 conteneva un errore di stampa all’articolo 107: era stato stampato “funzionari” invece di “funzioni”. L’errore comportò un errata corrige il 3 gennaio 1948, ma non una ristampa della Gazzetta.
Il Guardasigilli fece riprodurre sessanta copie della Gazzetta corretta per le supreme cariche dello Stato e sottopose la propria, la n. 4/60, alla firma dei medesimi firmatari dei tre originali. Il cosiddetto esemplare Grassi, proveniente dal fondo librario dell’Università del Salento, è esposto a Palazzo Madama in occasione delle celebrazioni.
L’esemplare presenta anche una particolarità autografica: una rara firma di Alcide De Gasperi con la sequenza nome-cognome, mentre negli originali della Costituzione compare la sua consueta e personale modalità di firma cognome-nome.
Senato a Punti
Per le celebrazioni degli 80 anni della Repubblica rientrano anche le nuove dodici videopillole dedicate ai primi dodici articoli della Costituzione.
Realizzate in collaborazione tra Rai Parlamento e Senato della Repubblica, le clip raccontano con un linguaggio accessibile ma rigoroso i Principi fondamentali della Carta costituzionale. L’animazione permette di avvicinare anche un pubblico non specialistico, mantenendo precisione nei contenuti.
Vai alla pagina Senato a puntiLa Carta accessibile
In occasione degli 80 anni della Repubblica, la pagina istituzionale dedicata alla Costituzione è stata aggiornata e raccoglie il testo vigente della Carta e le versioni con testo a fronte in diverse lingue.
La Costituzione non è soltanto il documento fondativo della Repubblica: è anche uno strumento di conoscenza, partecipazione e cittadinanza. Le traduzioni consentono di avvicinare il testo costituzionale a un pubblico più ampio, valorizzandone il significato civile, democratico e internazionale.
Tutti i testi sono disponibili nella pagina istituzionale del Senato dedicata alla Costituzione.
Consulta la CostituzioneIl programma culturale
Il 2 giugno si inserisce in un percorso più ampio di iniziative culturali, storiche e divulgative promosse dal Senato per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana.
In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica italiana, la facciata di Palazzo Madama si illumina con il Tricolore e con la scritta “80 anni di Repubblica”.
Per la prima volta, appositamente per questa occasione, viene utilizzata la tecnica dell’illuminazione mappata, che consente di dosare i fasci luminosi con estrema precisione sulle geometrie dell’edificio.
Orari: l’illuminazione è visibile dalle 20.30 alle 02.00 nelle serate del 31 maggio, del 1° giugno e del 2 giugno, fino alle 02.00 del 3 giugno.
Storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti: un dialogo tra le opere di nove protagoniste dell’arte e le vicende delle 21 Madri Costituenti.
Esposizione straordinaria della Carta di Greuter nella ristampa del 1675, in occasione dell’80° anniversario della Repubblica.
Il Senato e il Ministero della Cultura presentano l’Ecce Homo di Antonello da Messina, destinato al Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila.
Una pagina dedicata al decreto istitutivo della festa nazionale, a discorsi, interventi, testimonianze e approfondimenti dalla Biblioteca del Senato.
La storia della Festa del Lavoro, la genesi degli articoli costituzionali in materia di lavoro e le opere esposte nella Sala Contemporanea.
Apertura straordinaria di Palazzo Madama, sabato 9 e domenica 10 maggio, e pagina dedicata alle tappe dell’integrazione europea, ai simboli, all’attività parlamentare europea, alle pubblicazioni del Senato e al Torso del Belvedere.
La serie realizzata con Rai Parlamento: venti clip animate sul Parlamento e sul Senato, arricchite da dodici nuove clip dedicate ai Principi fondamentali.
Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio, recentemente acquisito dallo Stato, esposto a Palazzo della Minerva.
La pagina speciale dedicata alle celebrazioni per la Festa della Repubblica: aperture straordinarie, opere contemporanee, documenti costituzionali e percorso storico tra la nascita della Repubblica e la Costituzione.